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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 17 aprile 2007

DIVENTARE UOMINI E DONNE DELLA MISERICORDIA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2007 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Domenica II di Pasqua, intitolata alla Divina Misericordia, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto sul sagrato della Basilica Vaticana, con la partecipazione di 50.000 fedeli, la Celebrazione Eucaristica in occasione del Suo 80° genetliaco che ricorre il 16 aprile.

  Hanno concelebrato con il Papa sessanta Cardinali, gli Arcivescovi e Vescovi Capi Dicastero della Curia Romana, i Vescovi Ausiliari ed una rappresentanza dei Presbiteri della Diocesi di Roma. Alla Santa Messa era presente una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata da Sua Eminenza Ioannis (Zizioulas), Metropolita di Pergamo, inviato personalmente dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I.

  All'inizio della Santa Messa, Papa Benedetto XVI ha ricordato che il Servo di Dio
Giovanni Paolo II volle "che questa domenica fosse celebrata come la Festa della Divina Misericordia: nella parola 'misericordia'" - ha detto Benedetto XVI - il Papa polacco "trovava riassunto e nuovamente interpretato per il nostro tempo l'intero mistero della Redenzione. Egli visse sotto due regimi dittatoriali e, nel contatto con povertà, necessità e violenza, sperimentò profondamente la potenza delle tenebre, da cui è insidiato il mondo anche in questo nostro tempo. Ma sperimentò pure, e non meno fortemente, la presenza di Dio che si oppone a tutte queste forze con il suo potere totalmente diverso e divino: con il potere della misericordia".

  "È la misericordia" - ha proseguito il Pontefice - "che pone un limite al male. In essa si esprime la natura tutta peculiare di Dio - la sua santità, il potere della verità e dell'amore".

  "Due anni orsono, dopo i primi Vespri di questa Festività, Giovanni Paolo II terminava la sua esistenza terrena. Morendo egli è entrato nella luce della Divina Misericordia di cui, (...), ora ci parla in modo nuovo. Abbiate fiducia - egli ci dice - nella Divina Misericordia! Diventate giorno per giorno uomini e donne della misericordia di Dio!".

  "Proprio in questi giorni" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "particolarmente illuminati dalla luce della divina misericordia, cade una coincidenza per me significativa: posso volgere indietro lo sguardo su 80 anni di vita".

  "Ho sempre considerato un grande dono della Misericordia Divina che la nascita e la rinascita (battesimo) siano state a me concesse, per così dire insieme, nello stesso giorno, nel segno dell'inizio della Pasqua. Così, in uno stesso giorno, sono nato membro della mia propria famiglia e della grande famiglia di Dio".

  "Sì, ringrazio Dio perché ho potuto fare l'esperienza di che cosa significa 'famiglia'; ho potuto fare l'esperienza di che cosa vuol dire paternità, cosicché la parola su Dio come Padre mi si è resa comprensibile dal di dentro (...). Ringrazio Dio perché ho potuto fare l'esperienza profonda di che cosa significa bontà materna, sempre aperta a chi cerca rifugio e proprio così in grado di darmi la libertà. (...)  Ringrazio in modo particolare perché, fin dal primo giorno, ho potuto entrare e crescere nella grande comunità dei credenti".

  "Nascita e rinascita; famiglia terrena e grande famiglia di Dio" - ha detto ancora il Pontefice - "è questo il grande dono delle molteplici misericordie di Dio, il fondamento sul quale ci appoggiamo".

  Chiamato al ministero sacerdotale il 29 giugno del 1951, nella festa dei santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha ricordato la sua vocazione al ministero sacerdotale come "un dono nuovo ed esigente" nel quale ha potuto sperimentare che "Egli, il Signore, non è soltanto Signore, ma anche amico. Egli ha posto la sua mano su di me e non mi lascerà".

  "Con il peso accresciuto della responsabilità" - ha affermato il Papa - "il Signore ha portato anche nuovo aiuto nella mia vita. Ripetutamente vedo con gioia riconoscente quanto è grande la schiera di coloro che mi sostengono con la loro preghiera; che con la loro fede e con il loro amore mi aiutano a svolgere il mio ministero; che sono indulgenti con la mia debolezza, riconoscendo anche nell'ombra di Pietro la luce benefica di Gesù Cristo".
 
  "Le misericordie di Dio" - ha sottolineato il Santo Padre a conclusione dell'omelia - "ci accompagnano giorno per giorno. Basta che abbiamo il cuore vigilante per poterle percepire. Siamo troppo inclini ad avvertire solo la fatica quotidiana che a noi, come figli di Adamo, è stata imposta. Se però apriamo il nostro cuore, allora possiamo, pur immersi in essa, constatare continuamente anche quanto Dio sia buono con noi; come Egli pensi a noi proprio nelle piccole cose, aiutandoci così a raggiungere quelle grandi".
HML/MISERICORDIA DIVINA:COMPLEANNO/...               VIS 20070417 (780)


RIUNIONE CAPI DICASTERO VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN BRASILE

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala delle Congregazioni del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana. Nel corso dell'incontro si è parlato soprattutto del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Brasile, dal 9 al 14 maggio prossimo, e della situazione della Chiesa in America Latina.
.../RIUNIONE CAPI DICASTERO/...                 VIS 20070417 (80)


PELLEGRINAGGIO DEL PAPA ALLA TOMBA DI SANT'AGOSTINO


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2007 (VIS). Sabato 21 e domenica 22 aprile, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Visita Pastorale alle Diocesi di Vigevano e Pavia (Italia), in occasione del 750° anniversario della Bolla "Licet Ecclesiae Catholicae", con la quale Papa Alessandro IV riunificò varie obbedienze agostiniane in un unico grande Ordine.

  Poco tempo dopo la sua elezione al Pontificato (19 aprile 2005), Papa Benedetto XVI fu invitato dal Priore Generale dell'Ordine Agostiniano, Padre Robert F. Prevost, a venerare di persona le spoglie di Sant'Agostino, custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro (Pavia). Accogliendo tale invito il Santo Padre visiterà la Basilica ed accenderà una Lampada votiva davanti all'Urna del Santo, a perenne memoria del pellegrinaggio.

  Prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il Santo Padre benedirà il progetto e la prima pietra del Centro Culturale Agostiniano che l'Ordine intende costituire ed intitolare a "Benedetto XVI" a motivo dei forti legami spirituali e teologici che lega Papa Benedetto XVI al Padre della Chiesa Agostino.
BXVI-VISITA/SANT'AGOSTINO/VIGEVANO:PAVIA               VIS 20070417 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Ribat, M.S.C., finora Vescovo di Bereina (Papua Nuova Guinea), Arcivescovo Coadiutore di Port Moresby (superficie: 120.224; popolazione: 531.658; cattolici: 196.713; sacerdoti: 56; religiosi: 297), Papua Nuova Guinea.

  Sabato 14 aprile è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Utrecht (Paesi Bassi), presentata dal Cardinale Adrianus Johannes Simonis, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Phát Diêm (Vietnam), presentata dal Vescovo Joseph Nguyên Van Yên, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Vincentius Sensi Potokota, finora Vescovo di Maumere (Indonesia), Arcivescovo di Ende (superficie: 5.084; popolazione: 454.000; cattolici: 416.000; sacerdoti: 167; religiosi: 721), Indonesia.
NER:RE/.../RIBAT:SIMONIS:NGUYÊN:SENSI POTOKOTA    VIS 20070417 (140)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Edmund Stoiber, Ministro Presidente della Baviera, con la Consorte e Seguito.

- Il Signor Peter Harry Carstensen, Ministro Presidente del Land Schleswig-Holstein e Seguito.

- Sua Eminenza Ioannis Zizioulas, Metropolita di Pergamo (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli).

- Il Cardinale Friedrich Wetter, Amministratore Apostolico di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), con una Delegazione del Capitolo Metropolitano.

  Sabato 14 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20070417 (100)


IN BREVE


IL CARDINALE CHRISTOPH SCHÖNBORN, ARCIVESCOVO DI VIENNA (AUSTRIA), con il Professor Daniele Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia di Roma, e il Professor Massimo Cacciari, Ordinario di Estetica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (Italia), sono intervenuti nel pomeriggio di venerdì 13 aprile, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, alla Conferenza Stampa di presentazione del libro di Papa Benedetto XVI "Gesù di Nazaret". Il Cardinale Schönborn ha ricordato nel suo intervento che "al di là dello splendore delle analisi, di tutte le ricchezze di intuizioni e di prospettive di cui questo libro è straricco, tutto è mosso dalla passione trattenuta per Colui che egli ora ha l'incarico di rappresentare sulla terra".

IL SANTO PADRE HA INDIRIZZATO UNA LETTERA AL CARDINALE IVAN DIAS, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, con la quale nomina il Porporato Suo Inviato Speciale alle celebrazioni di chiusura del centenario dell'evangelizzazione del Ghana settentrionale, che avranno luogo a Navrongo il 23 aprile 2007. La missione che accompagnerà il Cardinale Dias è composta dal Monsignor Roger Aboteyuure, della Diocesi di Navrongo-Bolgatanga e dal Padre Francis Bomamsam, M.Afr., Superiore Provinciale in Ghana ed in Nigeria dei Missionari d'Africa.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070417 (190)





LA MUSICA SIA ISPIRAZIONE COSTRUZIONE MONDO AMORE E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2007 (VIS). Questa mattina, giorno del suo 80° Genetliaco, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza alcuni compatrioti ed alle 13:00, nella Sala Ducale del Palazzo Apostolico Vaticano, ha pranzato con i Membri del Collegio Cardinalizio.

  Alle ore 18:00, nell'Aula Paolo VI, ha avuto luogo un concerto in Suo onore, offerto dall'orchestra radiosinfonica di Stoccarda (SWR), diretta dal Maestro Gustavo Dudamel, che ha eseguito musiche di Giovanni Gabrieli (1554/57-1612), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) e Antonin Dvorak (1841-1904).

  Al termine del Concerto, il Papa ha ringraziato il Maestro e gli interpreti ed ha rivolto loro le parole che seguono: "Sono convinto che la musica - e qui penso in particolare al grande Mozart e naturalmente a molti altri compositori - sia veramente il linguaggio universale della bellezza, capace di unire fra loro gli uomini di buona volontà su tutta la terra e di portarli ad alzare lo sguardo verso l'Alto ed ad aprirsi al Bene e al Bello assoluti, che hanno la loro ultima sorgente in Dio stesso".

  "Nel guardare indietro alla mia vita" - ha detto Papa Benedetto - "ringrazio Iddio per avermi posto accanto la musica quasi come una compagna di viaggio, che sempre mi ha offerto conforto e gioia".

  "Ringrazio anche le persone che, fin dai primi anni della mia infanzia, mi hanno avvicinato a questa fonte di ispirazione e di serenità. Ringrazio coloro che uniscono musica e preghiera nelle lode armoniosa di Dio e delle sue opere: essi ci aiutano a glorificare il Creatore e Redentore del mondo, che è opera meravigliosa delle sue mani".

  "Ecco il mio auspicio" - ha concluso il Pontefice - "che la grandezza e la bellezza della musica possano donare anche a voi, cari amici, nuova e continua ispirazione per costruire un mondo di amore, di solidarietà e di pace".

  Al termine del concerto, i presenti hanno intonato "Buon compleanno" in italiano ed in tedesco.
BXVI-CONCERTO/MUSICA:PREGHIERA/...                   VIS 20070417 (330)


REGINA COELI: COOPERARE OPERA DI PACE DI DIO NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2007 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica presieduta sul sagrato della Basilica Vaticana in occasione del Suo 80° genetliaco, il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato il 'Regina Cæli' con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "A tutti rinnovo dal profondo del cuore il mio grazie più sincero" - ha detto il Santo Padre - "che estendo alla Chiesa intera, la quale come una vera famiglia, specialmente in questi giorni, mi circonda del suo affetto".

  Successivamente Papa Benedetto XVI ha ricordato che fu proprio il Servo di Dio Giovanni Paolo II - che venne a mancare proprio dopo i primi Vespri - ad istituire la Festività della Domenica della Divina Misericordia.

  "Questa Domenica" - ha spiegato il Pontefice - "conclude la settimana o, più propriamente, l''Ottava' di Pasqua, che la liturgia considera come un unico giorno: 'il giorno che ha fatto il Signore' (Sal 117,24). Non è un tempo cronologico, ma spirituale, che Dio ha aperto nel tessuto dei giorni quando ha risuscitato Cristo dai morti. Lo Spirito Creatore, infondendo la vita nuova ed eterna nel corpo sepolto di Gesù di Nazaret, ha portato a compimento l'opera della creazione dando origine ad una 'primizia': primizia di un'umanità nuova che al tempo stesso è primizia di un nuovo mondo e di una nuova era".

  "Questo rinnovamento del mondo si può riassumere in una parola: la stessa che Gesù risorto pronunciò come saluto, e ben più come annuncio della sua vittoria ai discepoli: 'Pace a voi!'".

  "La Pace è il dono che Cristo ha lasciato ai suoi amici (cfr Gv 14,27) come benedizione destinata a tutti gli uomini e a tutti i popoli. Non la pace secondo la mentalità del 'mondo', come equilibrio di forze, ma una realtà nuova, frutto dell'Amore di Dio, della sua Misericordia. È la pace che Gesù Cristo ha guadagnato a prezzo del suo Sangue e che comunica a quanti confidano in Lui. "Gesù, confido in te": in queste parole si riassume la fede del cristiano, che è fede nell'onnipotenza dell'Amore misericordioso di Dio".

  "Cari fratelli e sorelle, mentre vi ringrazio nuovamente per la vostra vicinanza spirituale in occasione del mio genetliaco e dell'anniversario della mia elezione a Successore di Pietro, vi affido tutti a Maria 'Mater Misericordiae', Madre di Gesù che è l'incarnazione della Divina Misericordia. Con il suo aiuto lasciamoci rinnovare dallo Spirito per cooperare all'opera di pace che Dio sta compiendo nel mondo e che non fa rumore, ma si attua negli innumerevoli gesti di carità di tutti i suoi figli".
ANG/DIVINA MISERICORDIA/...                           VIS 20070417 (440)


venerdì 13 aprile 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna.
AP/.../...                                         VIS 20070413 (30)



GESÙ DI NAZARETH: IL CAMMINO DEL PAPA VERSO GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2007 (VIS). "Gesù di Nazareth", il volume di Benedetto XVI, sarà nelle librerie italiane lunedì 16 aprile, giorno dell'ottantesimo compleanno del Pontefice. In contemporanea usciranno anche l'edizione tedesca e quella polacca. Il volume di 448 pagine sarà tradotto in venti lingue.

  La Casa editrice Rizzoli che, per incarico della Libreria Editrice Vaticana, ha curato in tutto il mondo la vendita dei diritti dell'opera, ha reso pubblico questa mattina un Comunicato Stampa nel quale si legge che: "'Gesù di Nazaret' è la prima parte di un'opera in due volumi, e prende in esame la vita pubblica di Cristo dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione".

  "Il libro trasmette tutto il fascino dell'esperienza particolarissima del fine teologo chiamato a diventare Successore di Pietro. Da un lato, infatti, si tratta di un racconto pastorale che, 'attraverso uno straordinario commento ai Vangeli, offre un'introduzione ai principi del Cristianesimo (...). Dall'altro, il testo è un saggio che conserva la veste rigorosamente scientifica che contraddistingue gli scritti e i discorsi del Ratzinger teologo".

  "Le preoccupazioni pastorali e la eccezionale dottrina teologica del Papa concorrono a determinare l'assunto centrale dell'opera: la convinzione che per capire la figura di Gesù Cristo sia necessario partire dalla sua unione col Padre".

  "Il metodo storico-critico è indispensabile" - si legge ancora nel Comunicato - "per un'esegesi seria, e ha dischiuso una grande quantità di materiali e conoscenze che ci consentono di ricostruire la figura di Gesù con una profondità che pochi decenni fa non riuscivamo a immaginare. Ma solo la fede può far comprendere che Gesù è Dio; e se alla luce di questa convinzione si leggono i testi sacri con gli strumenti offerti dal metodo storico-critico, allora questi testi ci rivelano - in tutta la loro complessità ma anche con chiarezza - una via e una figura che sono degne di fede".

  "Per Ratzinger, fede e ricerca critica sono complementari, non antagoniste, e il Gesù dei Vangeli è il Gesù storico".

  In una Sinossi del volume intitolata "Il cammino del Papa verso Gesù", si legge che il libro "rispecchia la ricerca personale del 'volto del Signore' da parte di Joseph Ratzinger e non vuol essere un documento del Magistero".

  "Per Benedetto XVI, nel testo biblico si trovano tutti gli elementi per affermare che il personaggio storico Gesù Cristo è anche effettivamente il Figlio di Dio venuto sulla terra per salvare l'umanità".

  "Basandosi sul fatto dell'intima unità tra l'Antico e il Nuovo Testamento e avvalendosi dell'ermeneutica cristologica che vede in Gesù Cristo la chiave dell'intera Bibbia, Joseph Ratzinger presenta il Gesù dei Vangeli come il 'nuovo Mosè' che adempie le antiche attese di Israele. Questo nuovo e vero Mosè deve condurre il popolo di Dio alla libertà vera e definitiva. Lo fa con passi successivi che, tuttavia, lasciano sempre intravedere il piano di Dio nella sua interezza".

  "L'immersione di Gesù" - si legge ancora nella Sinossi - "nelle acque del Giordano è simbolo della sua morte e della sua discesa 'agli inferi - una realtà presente, però, in tutta la sua vita. Per salvare l'umanità (...), (Egli) deve vincere le tentazioni principali che minacciano, in forme diverse, gli uomini di tutti i tempi e, trasformandole in obbedienza, riaprire la strada verso Dio (cap. 2), verso la vera Terra promessa che è il 'regno di Dio'".

  "Il tema del 'regno di Dio' (cap. 3) che attraversa tutto l'annuncio di Gesù viene ulteriormente approfondito nella riflessine sul 'Discorso della montagna' (cap. 4)", in cui "le Beatitudini costituiscono i punti cardine della nuova Legge e, al contempo, sono un autoritratto di Gesù". Si dimostra così che "questa Legge non è soltanto - come nel caso di Mosè - il risultato di un colloquio 'faccia a faccia' con Dio, ma reca in sé la pienezza che proviene dall'intima unione di Gesù con il Padre".

  "Un elemento fondamentale" della vita dell'essere umano "è il parlare con Dio e l'ascoltare Dio. Per questo Benedetto XVI dedica un capitolo intero alla preghiera, spiegando il 'Padre nostro', che Gesù stesso ci ha insegnato".

  "Il contatto profondo degli uomini con Dio Padre mediante Gesù nello Spirito Santo li raccoglie nel 'noi' di una nuova famiglia che, mediante la scelta dei Dodici, rimanda alle origini di Israele. (...) Pur nella sua composizione quanto mai eterogenea, la nuova famiglia di Gesù, la Chiesa di tutti i tempi, trova in Lui il suo centro unificante e l'orientamento per vivere il carattere universale del suo Vangelo".

  "Per rendere più accessibile il contenuto del suo messaggio e farlo diventare, appunto, orientamento pratico, Gesù si serve della forma della parabola. Egli avvicina le realtà che intende comunicare - (...) - alla comprensione dell'ascoltatore attraverso il ponte della similitudine con le realtà a lui ben conosciute. Accanto a questo aspetto umano c'è però anche una spiegazione puramente teologica del senso delle parabole, che Joseph Ratzinger evidenza con un'analisi di rara profondità".

  "Anche il capitolo seguente tratta di similitudini usate da Gesù per spiegare il suo mistero: sono le grandi immagini giovannee. Prima di analizzarle, il Papa espone un riassunto molto interessante dei vari risultati della ricerca scientifica su chi era l'evangelista Giovanni" ed "apre al lettore nuovi orizzonti che rivelano Gesù in modo sempre più chiaro come il 'Verbo di Dio' fattosi uomo per la nostra salvezza, come il 'Figlio di Dio'".

  "Questa visione viene ulteriormente ampliata negli ultimi due capitoli. 'Il racconto della trasfigurazione di Gesù (...) spiega e approfondisce la confessione di Pietro e, al tempo stesso, la collega al mistero della morte e della risurrezione'. Ambedue gli eventi sono momenti decisivi per il Gesù terreno come anche per i suoi discepoli. Ora viene stabilito definitivamente qual è la vera missione del Messia di Dio e qual è il destino di chi vuole seguirlo. (...) Una profonda analisi dei titoli che, secondo i Vangeli, Gesù ha utilizzato per sé, conclude il libro del Pontefice".

  "Accanto all'uomo di fede, (...) accanto al coltissimo teologo, che spazia sui risultati delle analisi dottrinali antiche e recenti, emerge nel libro anche il pastore che riesce davvero a 'favorire nel lettore la crescita di un vivo rapporto' con Gesù Cristo (...). In questa prospettiva il Pontefice non teme di denunciare un mondo che, escludendo Dio e aggrappandosi solo alle realtà visibili e materiali, rischia di autodistruggersi nella ricerca egoistica di un benessere solo materiale diventando sordo per la vera chiamata dell'essere umano a divenire, nel Figlio, figlio di Dio e a raggiungere così la vera libertà nella 'Terra promessa' del 'Regno di Dio'".
BXVI-LIBRO/GESÙ DI NAZARETH/...                     VIS 070413 (1100)


giovedì 12 aprile 2007

ASSEMBLEA PLENARIA DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2007 (VIS). La Pontificia Commissione Biblica terrà l'Assemblea Plenaria annuale, dal 16 al 20 aprile, presso la "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano.

  Presiederà l'Assemblea il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e dirigerà i lavori il Padre Klemens Stock, S.J., Segretario Generale della Commissione. Nel corso delle riunioni si concluderà l'approfondimento dello studio avente come tema il rapporto tra Bibbia e morale.
.../PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA/LEVADA:STOCK     VIS 20070412 (90)


INVESTRE SULL'INDIVIDUO PER PROMUOVERE LO SVILUPPO


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto il 10 aprile scorso, alla 40ma Sessione della Commissione su Popolazione e Sviluppo del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, sull'articolo 4: "Cambiamenti strutturali dell'età delle popolazioni e loro implicazioni per lo sviluppo".

  L'Arcivescovo Migliore ha ricordato che l'attuale Sessione coincide con il 40° anniversario dell'Enciclica di Paolo VI "Populorum Progressio" che, ribadendo il ruolo "dell'individuo e della società, come fulcro delle politiche di sviluppo e come protagonista del proprio sviluppo, anche oggi offre una guida sicura alle politiche demografiche per promuovere una cultura rispettosa dei diritti dei membri più deboli della famiglia umana, specialmente prima della nascita ed in età molto avanzata".

  "I rapporti presentati alla Commissione quest'anno" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "confermano che la dipendenza dalla popolazione attiva è destinata ad aumentare in alcune zone dove il crescente numero di persone anziane peserà in modo sempre più rilevante sulla popolazione attiva". Il Nunzio ha auspicato che "gli stati si adoperino per promuovere il rispetto della vita umana in tutte le sue fasi e per trovare soluzioni giuste ed appropriate e non meramente pragmatiche. In questa sede, in particolare, la promozione della solidarietà fra le generazioni è fondamentale".

  Analizzando la situazione dell'Africa che per il 2050 avrà la proporzione di dipendenza fra popolazione attiva ed anziani più bassa del mondo, il Presule ha affermato che tale fenomeno darà al Continente "un vantaggio senza precedenti in termini economici, potendo contare su di una forza lavoro giovane e numerosa". Per fare in modo che l'Africa non perda questa opportunità di sviluppo, le nazioni devono "investire nel suo capitale umano e nelle infrastrutture per sostenere la crescita economica. Poiché numerosi membri di tale forza lavoro sono già nati ed in età scolare" la Delegazione della Santa Sede ritiene che "l'investimento più decisivo  da fare sia nell'ambito educativo".

  Tale investimento, secondo le stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite risalenti all'anno 1998, costerebbe nove bilioni di dollari. "Tale prezzo non si può considerare troppo elevato per un obiettivo di tale portata", ha affermato l'Arcivescovo Migliore ricordando che l'educazione, soprattutto delle bambine e delle giovani "può avere un notevole impatto sulla crescita della popolazione. Quando la donna ha una educazione migliore viene maggiormente rispettata, è in grado di guadagnare un salario, (...) ed ha maggiore influenza sugli affari familiari".

  "Investire in tal modo negli individui, particolarmente nell'educazione, è senza dubbio preferibile alla imposizione giuridica di limiti, a misure correttive artificiose ed a politiche drastiche, e all'inaccettabile pratica dell'eliminazione dei feti, soprattutto femminili, allo scopo di ridurre la crescita della popolazione".
DELSS/POPOLAZIONE:SVILUPPO/MIGLIORE:ONU               VIS 20070412 (470)


PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI  in Brasile in occasione della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, in programma dal 9 al 14 maggio 2007.

  La partenza del Santo Padre è prevista mercoledì 9 maggio 2007 dall'aeroporto romano di Fiumicino con destinazione aeroporto internazionale di São Paulo/Guarulhos, dove il Papa giungerà alle 16:30. Dopo la cerimonia di benvenuto ed il discorso del Santo Padre, alle 17:30 è previsto il trasferimento in elicottero dall'aeroporto internazionale di São Paulo/Guarulhos all'aeroporto di Campo de Marte a São Paulo dove Benedetto XVI riceverà il saluto delle autorità locali. Alle 18.10 è previsto il trasferimento in auto panoramica dall'aeroporto di Campo de Marte al Monastero di São Bento a São Paulo. All'arrivo saluto del Papa e benedizione della folla dal balcone del Monastero di São Bento a São Paulo.

  Giovedì, 10 maggio 2007, alle 8:00, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa in privato nella Cappella del Monastero di São Bento a São Paulo ed alle 10:30 si recherà in auto al Palacio dos Bandeirantes a São Paulo dove, alle 11:00, renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica. Al rientro nel Monastero di São Bento, avrà luogo un breve incontro del Santo Padre con i rappresentanti di altre confessioni cristiane e di altre religioni. Alle 13:15 è in programma il pranzo con il Praesidium della Conferenza Episcopale del Brasile (CNBB) e con i Membri del Seguito papale nel Monastero di São Bento a São Paulo. Alle 17:30 il Papa raggiungerà in auto lo Stadio municipale di Pacaembu "Paulo Machado de Carvalho" a São Paulo, per incontrare i giovani e pronunciare un discorso.

  Il giorno seguente, venerdì 11 maggio, alle 9:30, è prevista la celebrazione della Santa Messa e la Canonizzazione del Beato Frei Galvão. Nel pomeriggio, dopo il congedo dal Monastero di São Bento a São Paulo, il Santo Padre si recherà in auto panoramica alla Catedral da Sé a São Paulo per un incontro con i Vescovi del Brasile.

  Alle 18:00 il Papa partirà in elicottero dall'aeroporto di Campo de Marte a São Paulo diretto ad Aparecida, dove l'arrivo è previsto alle 19.00. Dopo il saluto delle Autorità locali, il Papa raggiungerà in auto panoramica il Seminario "Bom Jesús" dove trascorrerà la notte.

  Sabato 12 maggio, dopo la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Seminario, il Papa raggiungerà in auto la Fazenda da Esperança a Guaratinguetá, dove visiterà la Chiesa ed incontrerà la comunità locale. Lo stesso giorno, di ritorno al Seminario "Bom Jesús" ad Aparecida, il Santo Padre consumerà il pranzo con il Praesidium della V Conferenza Generale dell'Episcopato latinoamericano e dei Caraibi e con i Membri del Seguito papale. Infine si recherà in auto panoramica al Santuario dell'Aparecida per la recita del Santo Rosario e l'incontro con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e diaconi.

  Domenica 13 maggio, il Papa si recherà in auto panoramica al Santuario dell'Aparecida per presiedere la celebrazione della Santa Messa di inaugurazione della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi e guidare la recita del Regina Coeli. Nel pomeriggio Benedetto XVI pronuncerà un discorso alla Sessione inaugurale dei lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi. Alle 18:50, dopo il congedo dal Seminario "Bom Jesús", il Santo Padre partirà in elicottero dall'eliporto del Santuario dell'Aparecida per l'aeroporto internazionale di São Paulo/Guarulhos. Al termine della cerimonia di congedo, Papa Benedetto XVI pronuncerà un breve discorso e salirà a bordo dell'aereo papale per rientrare all'aeroporto di Roma/Ciampino alle 12:45 di lunedì 14 maggio.
BXVI-PROGRAMMA/VIAGGIO BRASILE/...                   VIS 20070412 (630)


mercoledì 11 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, finora Arcivescovo di Vitória da Conquista (Brasile), Arcivescovo Metropolita di Mariana (superficie: 22.680; popolazione: 1.163.320; cattolici: 927.300; sacerdoti: 200; religiosi: 286; diaconi permanenti: 15), Brasile.

- Ha nominato il Vescovo Bruno Pedron, S.D.B., finora Vescovo di Jardim (Brasile), Vescovo di Ji-Paraná (superficie: 100.000; popolazione: 733.000; cattolici: 409.000; sacerdoti:  49; religiosi: 103), Brasile.  Il Vescovo Pedron succede al Vescovo Antônio Possamai, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Santiago Agrelo Martínez, O.F.M., Arcivescovo di Tanger (superficie: 28.000; popolazione: 4.200.000; cattolici: 2.000; sacerdoti: 9; religiosi: 89), Marocco. Il Vescovo eletto, finora Professore all'Istituto Teologico di Compostela e Parroco in parrocchie rurali, è nato nel 1942 in Spagna. Ha emesso i voti Solenni nell'Ordine dei Frati Minori nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.

  Martedì 10 aprile è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Des Moines (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Joseph L. Charron, C.PP.S., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Hipólito Reyes Larios, Arcivescovo Metropolita di Jalapa (superficie: 6.137; popolazione: 1.156.000; cattolici: 1.105.000; sacerdoti: 144; religiosi: 309), Messico. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Orizaba (Messico), è nato a Ciudad Mendoza (Messico) nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1973 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2000. Succede all'Arcivescovo Sergio Obeso Rivera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Reinaldo Del Prette Lissot, Arcivescovo Metropolita di Valencia en Venezuela (superficie: 3.921; popolazione: 1.981.767; cattolici: 1.771.000; sacerdoti: 121; religiosi: 244; diaconi permanenti: 1), Venezuela.  L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Maracay (Venezuela), è nato a Valencia (Venezuela), nel 1952, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1994.

  Giovedì 5 aprile è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Salvatore Visco, Vescovo di Isernia-Venafro (superficie: 740; popolazione: 63.000; cattolici: 60.000; sacerdoti: 75; religiosi: 70; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo Visco è stato  finora Vicario Generale della medesima Diocesi.
NER:RE/.../...                                               VIS 20070411 (390)


TESTIMONI MORTE E NUOVA VITA DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2007 (VIS). Oltre 50.000 persone hanno partecipato, questa mattina, in Piazza San Pietro, all'Udienza Generale odierna. Il Papa che ha raggiunto la Piazza in elicottero proveniente da Castel Gandolfo, ha dedicato la catechesi al tempo pasquale.

  Rinnovando ai fedeli gli auguri di Pasqua, Benedetto XVI ha parlato delle diverse apparizioni di Gesù dopo la Risurrezione, apparizioni che costituiscono "anche per noi un invito ad approfondire il messaggio della Pasqua" e "ci stimolano a ripercorrere l'itinerario spirituale di quanti hanno incontrato Cristo e lo hanno riconosciuto in quei primi giorni dopo gli eventi pasquali".

  "L'Evangelista Giovanni" - ha ricordato il Pontefice - "narra che Pietro e lui stesso, udita la notizia data da Maria Maddalena, erano corsi, quasi a gara, verso il sepolcro (cfr Gv 20, 3s). I Padri della Chiesa hanno visto in questo loro rapido affrettarsi verso la tomba vuota un'esortazione a quell'unica competizione legittima tra credenti: la gara nella ricerca di Cristo. E che dire di Maria Maddalena? Piangente resta accanto alla tomba vuota con l'unico desiderio di sapere dove abbiano portato il suo Maestro. Lo ritrova e lo riconosce quando viene da Lui chiamata per nome".

  "Anche noi, se cerchiamo il Signore con animo semplice e sincero, lo incontreremo, anzi sarà Lui stesso a venirci incontro; si farà riconoscere, ci chiamerà per nome, ci farà cioè entrare nell'intimità del suo amore".

  "Quest'oggi, Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua, la liturgia ci fa meditare su un altro singolare incontro del Risorto, quello con i due discepoli di Emmaus. (...) Avevano il Cristo alla loro tavola, noi lo abbiamo nella nostra anima! (...) Cari fratelli e sorelle, anche noi, come Maria Maddalena, Tommaso e gli altri apostoli, siamo chiamati ad essere testimoni della morte e risurrezione di Cristo. Non possiamo conservare per noi la grande notizia. Dobbiamo recarla al mondo intero".

 Se gli Apostoli hanno il Cristo alla loro tavola, ha detto il Pontefice ricordando la cena di Emmaus, "noi lo abbiamo nella nostra anima. (...) Nel prologo degli Atti degli Apostoli, San Luca afferma che il Signore risorto 'si mostrò (agli apostoli) vivo, dopo la sua passione (...). Quando l'autore sacro dice che 'si mostrò vivo' non vuole dire che Gesù fece ritorno alla vita di prima, come Lazzaro. La Pasqua che noi celebriamo, (...), significa 'passaggio' e non 'ritorno', perchè Gesù non è tornato nella situazione precedente, ma 'ha varcato una frontiera verso una condizione più gloriosa, nuova e definitiva".

 "A Maria Maddalena il Signore aveva detto: 'Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre'. (Gv 20,17). Un'espressione che ci sorprende, soprattutto se confrontata con quanto invece avviene con l'incredulo Tommaso. Lì, nel Cenacolo, fu il Risorto stesso a presentare le mani e il costato all'Apostolo perché li toccasse e da questo traesse la certezza che era proprio Lui (cfr Gv 20,27). In realtà, i due episodi non sono in contrasto; al contrario, l'uno aiuta a comprendere l'altro. Maria Maddalena vorrebbe riavere il suo Maestro come prima, ritenendo la croce un drammatico ricordo da dimenticare. Ormai però non c'è più posto per un rapporto con il Risorto che sia meramente umano. Per incontrarlo non bisogna tornare indietro, ma porsi in modo nuovo in relazione con Lui: bisogna andare avanti". Gesù mostra a Tommaso le sue ferite "non per dimenticare la croce, ma per renderla anche nel futuro indimenticabile (...). Compito del discepolo è di testimoniare la morte e la risurrezione del suo Maestro e la sua vita nuova".
AG/RISURREZIONE/...                            VIS 20070411 (590)


SANTA MESSA 80° GENETLIACO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2007 (VIS).  L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato oggi che il 15 aprile 2007, II Domenica di Pasqua "della Divina Misericordia", alle ore 10:00, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sul sagrato della Basilica Vaticana la celebrazione dell'Eucaristia, in occasione del suo 80° Genetliaco (16 aprile).

  Concelebreranno con il Santo Padre i Cardinali, gli Arcivescovi e Vescovi Capi Dicastero della Curia Romana, i Vescovi Ausiliari e una rappresentanza dei Presbiteri della Diocesi di Roma.

  "La Chiesa che è in Roma e nelle varie parti del mondo" - si legge nel Comunicato - "è invitata ad unirsi al Santo Padre Benedetto XVI per elevare a Dio Padre un'intensa preghiera di ringraziamento per il Suo 80° Genetliaco e il secondo anniversario della Sua Elezione".
OCL/ANNIVERSARIO PAPA/...                           VIS 20070411 (140)


REGINA CAELI: FARCI MESSAGGERI ANNUNZIO RISURREZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, Lunedì dell'Angelo, il Papa ha guidato la recita del 'Regina Cæli' con i fedeli e i pellegrini convenuti nel Cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove trascorre un breve periodo di riposo, e in collegamento audio-video con Piazza San Pietro.

  Nell'introdurre la preghiera mariana del 'Regina Cæli', il Papa ha ricordato la "gioia indicibile" di Maria di Magdala e dell'altra Maria, nel rivedere il loro Signore e, "piene di entusiasmo, corsero a farne parte ai discepoli".

  "Anche a noi, oggi, come a queste donne che rimasero accanto a Gesù durante la Passione, il Risorto ripete di non avere paura nel farci messaggeri dell'annunzio della sua risurrezione. Non ha nulla da temere chi incontra Gesù risuscitato e a Lui si affida docilmente. È questo il messaggio che i cristiani sono chiamati a diffondere sino agli estremi confini del mondo. La fede cristiana come sappiamo nasce non dall'accoglienza di una dottrina, ma dall'incontro con una Persona, con Cristo morto e risuscitato".

  "Nella nostra esistenza quotidiana, cari amici, tante sono le occasioni per comunicare agli altri questa nostra fede in modo semplice e convinto, così che dal nostro incontro può nascere la loro fede. Ed è quanto mai urgente che gli uomini e le donne della nostra epoca conoscano e incontrino Gesù e, grazie anche al nostro esempio, si lascino conquistare da Lui".

  "Il Vangelo non dice nulla della Madre del Signore, di Maria, ma la tradizione cristiana ama contemplarla giustamente mentre si rallegra più di ogni altro nel riabbracciare il suo divin Figlio, che aveva stretto a sé quando venne deposto dalla Croce. Ora, dopo la risurrezione la Madre del Redentore gioisce con gli 'amici' di Gesù, che costituiscono la Chiesa nascente. Mentre rinnovo di cuore a tutti voi i miei auguri pasquali, invoco Lei, la 'Regina Caeli', perchè mantenga viva la fede nella risurrezione in ciascuno di noi e ci renda messaggeri della speranza e dell'amore del Cristo risorto".
ANG/RISURREZIONE/...                               VIS 20070411 (350)


PASQUA: DIO PRENDE SU DI SÈ PIAGHE UMANITÀ FERITA


CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2007 (VIS). Alle ore 10.30 di questa mattina, Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto sul sagrato della Basilica Vaticana, adornata di piante e fiori provenienti dai Paesi Bassi, la solenne celebrazione della Messa del giorno. Al termine del Messaggio pasquale e prima di impartire la Benedizione 'Urbi et Orbi' ai fedeli radunati in Piazza San Pietro e a quanti lo hanno ascoltato attraverso la radio e la televisione, Benedetto XVI ha pronunciato l'augurio di Pasqua in 62 lingue.

  "Non è difficile immaginare" - ha detto il Papa riferendosi ai sentimenti delle donne accorse al sepolcro di Cristo "in quell'alba del primo giorno dopo il sabato", quali fossero, in quel momento, i loro sentimenti, "sentimenti di tristezza e sgomento per la morte del loro Signore, sentimenti di incredulità e stupore per un fatto troppo sorprendente per essere vero. La tomba però era aperta e vuota: il corpo non c'era più. Pietro e Giovanni, avvertiti dalle donne, corsero al sepolcro e verificarono che esse avevano ragione. La fede degli Apostoli in Gesù, l'atteso Messia, era stata messa a durissima prova dallo scandalo della croce. Durante il suo arresto, la sua condanna e la sua morte si erano dispersi, ed ora si ritrovavano insieme, perplessi e disorientati. Ma il Risorto stesso venne incontro alla loro incredula sete di certezze. Non fu sogno, né illusione o immaginazione soggettiva quell'incontro; fu un'esperienza vera, anche se inattesa e proprio per questo particolarmente toccante. 'Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: 'Pace a voi!' (Gv 20,19)".

  "A quelle parole, la fede quasi spenta nei loro animi si riaccese. Gli Apostoli riferirono a Tommaso, assente in quel primo incontro straordinario: Sì, il Signore ha compiuto quanto aveva preannunciato; è veramente risorto e noi lo abbiamo visto e toccato! Tommaso però rimase dubbioso e perplesso. Quando Gesù venne una seconda volta, otto giorni dopo nel Cenacolo, gli disse: 'Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!'. La risposta dell'Apostolo è una commovente professione di fede: 'Mio Signore e mio Dio!' (Gv 20,27-28)".

  "'Mio Signore e mio Dio'! Rinnoviamo anche noi la professione di fede di Tommaso. Come augurio pasquale, quest'anno, ho voluto scegliere proprio le sue parole, perché l'odierna umanità attende dai cristiani una rinnovata testimonianza della risurrezione di Cristo; ha bisogno di incontrarlo e di poterlo conoscere come vero Dio e vero Uomo. Se in questo Apostolo possiamo riscontrare i dubbi e le incertezze di tanti cristiani di oggi, le paure e le delusioni di innumerevoli nostri contemporanei, con lui possiamo anche riscoprire con convinzione rinnovata la fede in Cristo morto e risorto per noi".

  "Ciascuno di noi può essere tentato dall'incredulità di Tommaso. Il dolore, il male, le ingiustizie, la morte, specialmente quando colpiscono gli innocenti - ad esempio, i bambini vittime della guerra e del terrorismo, delle malattie e della fame - non mettono forse a dura prova la nostra fede? Eppure paradossalmente, proprio in questi casi, l'incredulità di Tommaso ci è utile e preziosa, perché ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si è caricato delle piaghe dell'umanità ferita. Tommaso ha ricevuto dal Signore e, a sua volta, ha trasmesso alla Chiesa il dono di una fede provata dalla passione e morte di Gesù e confermata dall'incontro con Lui risorto. Una fede che era quasi morta ed è rinata grazie al contatto con le piaghe di Cristo, con le ferite che il Risorto non ha nascosto, ma ha mostrato e continua a indicarci nelle pene e nelle sofferenze di ogni essere umano".

  "Queste piaghe che Cristo ha contratto per amore nostro ci aiutano a capire chi è Dio e a ripetere anche noi: 'Mio Signore e mio Dio'. Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, è degno di fede. Quante ferite, quanto dolore nel mondo! Non mancano calamità naturali e tragedie umane che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni materiali. Penso a quanto è avvenuto di recente in Madagascar, nelle Isole Salomone, in America Latina e in altre Regioni del mondo".

  "Penso al flagello della fame, alle malattie incurabili, al terrorismo e ai sequestri di persona, ai mille volti della violenza - talora giustificata in nome della religione - al disprezzo della vita e alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento della persona. Guardo con apprensione alla condizione in cui si trovano non poche regioni dell'Africa: nel Darfur e nei Paesi vicini permane una catastrofica e purtroppo sottovalutata situazione umanitaria; a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, gli scontri e i saccheggi delle scorse settimane fanno temere per il futuro del processo democratico congolese e per la ricostruzione del Paese; in Somalia la ripresa dei combattimenti allontana la prospettiva della pace e appesantisce la crisi regionale, specialmente per quanto riguarda gli spostamenti della popolazione e il traffico di armi; una grave crisi attanaglia lo Zimbabwe, per la quale i Vescovi del Paese, in un loro recente documento, hanno indicato come unica via di superamento la preghiera e l'impegno condiviso per il bene comune".

  "Di riconciliazione e di pace ha bisogno la popolazione di Timor Est"- ha detto ancora il Papa - "che si appresta a vivere importanti scadenze elettorali. Di pace hanno bisogno anche lo Sri Lanka, dove solo una soluzione negoziata porrà fine al dramma del conflitto che lo insanguina, e l'Afghanistan, segnato da crescente inquietudine e instabilità. In Medio Oriente, accanto a segni di speranza nel dialogo fra Israele e l'Autorità palestinese, nulla di positivo purtroppo viene dall'Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese è chiamato a svolgere nell'area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro. Non posso infine dimenticare le difficoltà che le comunità cristiane affrontano quotidianamente e l'esodo dei cristiani dalla Terra benedetta che è la culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto l'espressione della mia vicinanza spirituale".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "attraverso le piaghe di Cristo risorto possiamo vedere questi mali che affliggono l'umanità con occhi di speranza. Risorgendo, infatti, il Signore non ha tolto la sofferenza e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice con la sovrabbondanza della sua Grazia. Alla prepotenza del Male ha opposto l'onnipotenza del suo Amore. Ci ha lasciato come via alla pace e alla gioia l'Amore che non teme la morte. 'Come io vi ho amato - ha detto agli Apostoli prima di morire -, così amatevi anche voi gli uni gli altri' (Gv 13,34)".
BXVI-SETTIMANA SANTA/DOMENICA PASQUA/...             VIS 20070411 (1150)


SABATO SANTO: CON LA RISURREZIOE AMORE VINCE LA MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2007 (VIS). Alle 22:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua e nel corso della Liturgia Battesimale, ha amministrato i Sacramenti dell'iniziazione cristiana a sei catecumeni adulti, provenienti da diversi Paesi, ed il Battesimo a due bambini.

  La Veglia ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Alla processione verso l'Altare con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali

  Il Santo Padre nell'omelia, ricordando le parole: "'Resurrexi et adhuc tecum sum' - sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano", ha affermato: "La liturgia vi vede la prima parola del Figlio rivolta al Padre dopo la risurrezione, dopo il ritorno dalla notte della morte nel mondo dei viventi".

  "La parola è tratta dal Salmo 138" - ha spiegato il Papa - "Questo Salmo è un canto di meraviglia per l'onnipotenza e l'onnipresenza di Dio, un canto di fiducia in quel Dio che non ci lascia mai cadere dalle sue mani. (...) L'orante immagina un viaggio attraverso tutte le dimensioni dell'universo". Le parole del Risorto al Padre sono diventate anche una parola che il Signore dice ad ognuno di noi:  "Sono risorto e ora sono sempre con te. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce".

  Queste parole, ha detto ancora il Pontefice, sono "una spiegazione di ciò che succede nel Battesimo. Il Battesimo, infatti, è più di un lavacro, di una purificazione. È più dell'assunzione in una comunità. È una nuova nascita. Un nuovo inizio della vita (...). Nel Battesimo ci doniamo a Cristo - Egli ci assume in sé, affinché poi non viviamo più per noi stessi, ma grazie a Lui, con Lui e in Lui; affinché viviamo con Lui e così per gli altri. Nel Battesimo abbandoniamo noi stessi, deponiamo la nostra vita nelle sue mani, così da poter dire con San Paolo: 'Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me'. (...) Cari battezzandi, è questa la novità del Battesimo: la nostra vita appartiene a Cristo, non più a noi stessi. Ma proprio per questo non siamo soli neppure nella morte, ma siamo con Lui che vive sempre".

  "Ritorniamo ancora alla notte del Sabato Santo. Nel 'Credo' professiamo circa il cammino di Cristo: 'Discese agli inferi'. Che cosa accadde allora? Poiché non conosciamo il mondo della morte, possiamo figurarci questo processo del superamento della morte solo mediante immagini che rimangono sempre poco adatte. Con tutta la loro insufficienza, tuttavia, esse ci aiutano a capire qualcosa del mistero. La liturgia applica alla discesa di Gesù nella notte della morte la parola del Salmo 23 [24]: 'Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche!' La porta della morte è chiusa, nessuno può tornare indietro da lì. Non c'è una chiave per questa porta ferrea. Cristo, però, ne possiede la chiave. La sua Croce spalanca le porte della morte, le porte irrevocabili. Esse ora non sono più invalicabili. La sua Croce, la radicalità del suo amore è la chiave che apre questa porta. L'amore di Colui che, essendo Dio, si è fatto uomo per poter morire - questo amore ha la forza per aprire la porta. Questo amore è più forte della morte".

  "Quale novità è lì realmente accaduta per mezzo di Cristo?" - si è chiesto il Pontefice -  "L'anima dell'uomo, appunto, è di per sé immortale fin dalla creazione - che cosa di nuovo ha portato Cristo? Sì, l'anima è immortale, perché l'uomo in modo singolare sta nella memoria e nell'amore di Dio, anche dopo la sua caduta. Ma la sua forza non basta per elevarsi verso Dio. Non abbiamo ali che potrebbero portarci fino a tale altezza. E tuttavia, nient'altro può appagare l'uomo eternamente, se non l'essere con Dio. Un'eternità senza questa unione con Dio sarebbe una condanna. L'uomo non riesce a giungere in alto, ma anela verso l'alto: 'Dal profondo grido a te…' Solo il Cristo risorto può portarci su fino all'unione con Dio, fin dove le nostre forze non possono arrivare. Egli prende davvero la pecora smarrita sulle sue spalle e la porta a casa. Aggrappati al suo Corpo noi viviamo, e in comunione con il suo Corpo giungiamo fino al cuore di Dio. E solo così è vinta la morte, siamo liberi e la nostra vita è speranza".

  "È questo il giubilo della Veglia Pasquale" - ha esclamato il Santo Padre - "noi siamo liberi. Mediante la risurrezione di Gesù l'amore si è rivelato più forte della morte, più forte del male. L'amore Lo ha fatto discendere ed è al contempo la forza nella quale Egli ascende. La forza per mezzo della quale ci porta con sé. Uniti col suo amore, portati sulle ali dell'amore, come persone che amano scendiamo insieme con Lui nelle tenebre del mondo, sapendo che proprio così saliamo anche con Lui. Preghiamo quindi in questa notte: Signore, dimostra anche oggi che l'amore è più forte dell'odio. Che è più forte della morte. Discendi anche nelle notti e negli inferi di questo nostro tempo moderno e prendi per mano coloro che aspettano. Portali alla luce!"
BXVI-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/...               VIS 20070411 (900)


VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2007 (VIS). Alle ore 17.00 di oggi, Venerdì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Come di consueto, durante la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni e quindi il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto l'omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

  Alle ore 21:15, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto al Colosseo il pio esercizio della Via Crucis, trasmesso in mondovisione. I testi delle meditazioni proposte quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti da Monsignor Gianfranco Ravasi, Prefetto della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

  Nel corso della Via Crucis al Colosseo il Santo Padre Benedetto XVI ha portato la croce alla I e alla XIV stazione. Nella II stazione la Croce è stata portata dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, e nelle successive stazioni, è stata portata da una famiglia della città di Roma, da quattro giovani donne provenienti rispettivamente dalla Repubblica Democratica del Congo, dalla Corea, dalla Cina e dall'Angola, da un giovane del Cile e da due frati francescani della Custodia di Terra Santa.

  Al termine della Via Crucis, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione, le seguenti parole: "Cari fratelli e sorelle, seguendo Gesù nella via della Sua passione vediamo non soltanto la passione di Gesù, ma vediamo tutti i sofferenti del mondo ed è questa la profonda intenzione della preghiera della Via Crucis: di aprire i nostri cuori e aiutarci a vedere con il cuore".

  "I Padri della Chiesa hanno considerato come il più grande peccato del mondo pagano la insensibilità, la durezza del cuore e amavano la profezia del profeta Ezechiele: 'Vi toglierò il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne' (cf Ez 36,26). Convertirsi a Cristo, divenire cristiano voleva dire ricevere un cuore di carne, un cuore sensibile per la passione e la sofferenza degli altri".

  "Il nostro Dio non è un Dio lontano, intoccabile nella sua beatitudine: il nostro Dio ha un cuore. Anzi ha un cuore di carne, si è fatto carne proprio per poter soffrire con noi ed essere con noi nelle nostre sofferenze. Si è fatto uomo per darci un cuore di carne e per risvegliare in noi l'amore per i sofferenti, per i bisognosi".
 
  "Preghiamo in questa ora il Signore per tutti i sofferenti del mondo. Preghiamo il Signore perché ci dia realmente un cuore di carne, ci faccia messaggeri del Suo amore non solo con parole, ma con tutta la nostra vita. Amen".
BXVI-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/...               VIS 20070411 (470)


GIOVEDÌ SANTO: SANTA MESSA CRISMA E IN COENA DOMINI


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2007 (VIS). Alle ore 9.30 di questa mattina, ricorrenza del Giovedì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali. La Messa del Crisma è stata concelebrata dal Santo Padre Benedetto XVI con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri, diocesani e religiosi, presenti a Roma. Nel corso della Celebrazione Eucaristica, dopo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, sono stati benedetti l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi e il crisma.

  Ricordando il momento dell'Ordinazione sacerdotale quando il sacerdote riveste i paramenti liturgici, il Papa ha affermato: "In questo gesto esterno la Chiesa vuole renderci evidente l'evento interiore e il compito che da esso ci viene: rivestire Cristo; donarsi a Lui come Egli si è donato a noi. Questo evento, il 'rivestirsi di Cristo', viene rappresentato sempre di nuovo in ogni Santa Messa mediante il rivestirci dei paramenti liturgici" che "vogliono illustrare che cosa significhi 'rivestirsi di Cristo', parlare ed agire 'in persona Christi'".

  "L'indossare le vesti sacerdotali" - ha detto il Papa - "era una volta accompagnato da preghiere che ci aiutano a capire meglio i singoli elementi del ministero sacerdotale. Cominciamo con l''amitto'. In passato - e negli ordini monastici ancora oggi - esso veniva posto prima sulla testa, come una specie di cappuccio, diventando così un simbolo della disciplina dei sensi e del pensiero necessaria per una giusta celebrazione della Santa Messa".

  "I testi della preghiera che interpretano il 'camice' e la 'stola'" - ha proseguito il Pontefice - "vanno ambedue nella stessa direzione. Evocano il vestito festivo che il padre donò al figlio prodigo tornato a casa cencioso e sporco. Quando ci accostiamo alla liturgia per agire nella persona di Cristo ci accorgiamo tutti quanto siamo lontani da Lui; quanta sporcizia esiste nella nostra vita. Egli solo può donarci il vestito festivo, renderci degni di presiedere alla sua mensa, di stare al suo servizio".

  "Indossando il camice dovremmo ricordarci: Egli ha sofferto anche per me. E soltanto perché il suo amore è più grande di tutti i miei peccati, posso rappresentarlo ed essere testimone della sua luce. (...) Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell'amore, affinché siamo persone luminose e non appartenenti alle tenebre".

  "Infine ancora una breve parola riguardo alla casula. La preghiera tradizionale quando si riveste la casula vede rappresentato in essa il giogo del Signore che a noi come sacerdoti è stato imposto. (...) Portare il giogo del Signore significa innanzitutto: imparare da Lui. Essere sempre disposti ad andare a scuola da Lui. Da Lui dobbiamo imparare la mitezza e l'umiltà - l'umiltà di Dio che si mostra nel suo essere uomo".

 Alle 17.30 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la concelebrazione della Santa Messa 'nella Cena del Signore'.  Nel corso della Liturgia il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici uomini, rappresentanti delle aggregazioni laicali della Diocesi di Roma.

  Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Santo Padre un'offerta a sostegno del Dispensario medico di Baidoa in Somalia".

  "Nei racconti degli evangelisti" - ha spiegato il Papa nell'omelia - "esiste un'apparente contraddizione tra il Vangelo di Giovanni, da una parte, e ciò che, dall'altra, ci comunicano Matteo, Marco e Luca. Secondo Giovanni, Gesù morì sulla croce precisamente nel momento in cui, nel tempio, venivano immolati gli agnelli pasquali. La sua morte e il sacrificio degli agnelli coincisero. Ciò significa, però, che Egli morì alla vigilia della Pasqua e quindi non poté personalmente celebrare la cena pasquale - questo, almeno, è ciò che appare. Secondo i tre Vangeli sinottici, invece, l'Ultima Cena di Gesù fu una cena pasquale, nella cui forma tradizionale Egli inserì la novità del dono del suo corpo e del suo sangue. Questa contraddizione fino a qualche anno fa sembrava insolubile".

  "La scoperta degli scritti di Qumran" - ha proseguito il Santo Padre - "ci ha nel frattempo condotto ad una possibile soluzione convincente che, pur non essendo ancora accettata da tutti, possiede tuttavia un alto grado di probabilità. Siamo ora in grado di dire che quanto Giovanni ha riferito è storicamente preciso. Gesù ha realmente sparso il suo sangue alla vigilia della Pasqua nell'ora dell'immolazione degli agnelli. Egli però ha celebrato la Pasqua con i suoi discepoli probabilmente secondo il calendario di Qumran, quindi almeno un giorno prima - l'ha celebrata senza agnello, come la comunità di Qumran, che non riconosceva il tempio di Erode ed era in attesa del nuovo tempio. Gesù dunque ha celebrato la Pasqua senza agnello - no, non senza agnello: in luogo dell'agnello ha donato se stesso, il suo corpo e il suo sangue. (...) Ha offerto Egli stesso la sua vita. Solo così l'antica Pasqua otteneva il suo vero senso".

  Benedetto XVI ha inoltre sottolineato che: "Il gesto nostalgico, in qualche modo privo di efficacia, che era l'immolazione dell'innocente ed immacolato agnello, ha trovato risposta in Colui che per noi è diventato insieme Agnello e Tempio".

  "Così al centro della Pasqua nuova di Gesù stava la Croce. Da essa veniva il dono nuovo portato da Lui. E così essa rimane sempre nella Santa Eucaristia, nella quale possiamo celebrare con gli Apostoli lungo il corso dei tempi la nuova Pasqua".

  Il Papa ha concluso l'omelia pregando il Signore "di aiutarci a comprendere sempre più profondamente questo mistero meraviglioso, ad amarlo sempre di più e in esso amare sempre di più Lui stesso. Preghiamolo di attirarci con la santa comunione sempre di più in se stesso. Preghiamolo di aiutarci a non trattenere la nostra vita per noi stessi, ma a donarla a Lui e così ad operare insieme con Lui, affinché gli uomini trovino la vita - la vita vera che può venire solo da Colui che è Egli stesso la Via, la Verità e la Vita. Amen".
BXVI-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÍ SANTO/...             VIS 20070411 (1020)


mercoledì 4 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). - Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinuncia del Cardinale Eduardo Martìnez Somalo all'incarico di Camerlengo di Santa Romana Chiesa, in adempimento a quanto previsto dalla Costituzione Apostolica 'Universi Dominici Gregis', ed ha chiamato a succedergli, nel medesimo incarico, il Cardinale Tarcisio Bertone S.D.B., Segretario di Stato.

- Ha nominato il Monsignor Gilbert A. Garcera, Vescovo di Daet (superficie: 2.200; popolazione: 508.360; cattolici: 462.607; sacerdoti: 52; religiosi: 35), Filippine. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Magarao (Filippine) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. È stato finora Direttore Nazionale delle Opere Missionarie Pontificie e succede al Vescovo Benjamìn J. Almoneda, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Versaldi, Vescovo di Alessandria (superficie: 740; popolazione: 156.200; cattolici: 150.100; sacerdoti: 104; religiosi: 218; diaconi permanenti: 13), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Villarboit (Italia) ed è stato nominato sacerdote nel 1967. È stato finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Vercelli. Succede al Vescovo Fernando Charrier, del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignor Stanislas Lalanne, Vescovo di Countances (superficie: 5.991; popolazione: 486.000; cattolici: 405.000; sacerdoti: 255; religiosi: 312; diaconi permanenti: 33), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Metz (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. È stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale di Francia.
RE:NER/.../...                                       VIS 20070404 (255)


PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PAPA SU GESÚ DI NAZARETH


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Venerdì 13 aprile, alle ore 16:00, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, avrà luogo la presentazione pubblica del libro di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI - "Gesù di Nazareth". Il volume sarà in vendita nelle librerie già da lunedì 16, nell'edizione italiana (Rizzoli), tedesca (Herder) e polacca (Wydawnictwo M).

  Alla presentazione interverranno il Cardinale Christoph Schönborn O.P., Arcivescovo di Vienna (Austria), il Professor Daniele Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia di Roma e il Professor Massimo Cacciari, Ordinario di Estetica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Coordinatore della presentazione sarà Padre Federico Lombardi, S.J., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
OP/LIBRO BENEDETTO XVI/...                                                  VIS 20070404 (110)


IL PAPA SI COMPIACE LAVORO CARDINALE MARTINEZ SOMALO


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al Cardinale Eduardo Martìnez Somalo, del quale ha accolto  la rinuncia all'incarico di Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

  Nel testo, datato 4 aprile, il Papa si compiace con il Porporato, che lo scorso 31 marzo ha compiuto 80 anni, della "diligenza, della competenza e dell'amore" con i quali ha svolto "un incarico così delicato al servizio della Santa Sede e della Chiesa Universale".

  In particolare, il Santo Padre esprime al Cardinale la sua stima per "la gran dignità e la solenne sobrietà con cui ha svolto l'incarico di Camerlengo (...) al momento del pio trapasso del compianto Papa Giovanni Paolo II, in occasione della straordinaria dimostrazione di fede durante i funerali dell'amato Pontefice, durante tutto il periodo della Sede Vacante e nello svolgimento dei lavori del conclave per l'elezione del nuovo Papa".
BXVI-LETTERA/RINGRAZIAMENTO/MARTINEZ                VIS 20070404 (160)


IL MISTERO PASQUALE È UNA REALTÀ ATTUALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Durante l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato del Triduo Pasquale, che ha inizio domani.

  "Nei prossimi giorni" - ha detto il Santo Padre - "commemoreremo lo scontro supremo tra la Luce e le Tenebre, tra la Vita e la Morte. Anche noi dobbiamo inserirci in questo contesto, consapevoli della nostra notte, delle nostre colpe e delle nostre responsabilità, se vogliamo rivivere con profitto spirituale il Mistero pasquale, che costituisce il fulcro centrale della nostra fede".

  Il Giovedì Santo, ha ricordato Benedetto XVI durante la Messa Crismale, il Pastore diocesano e i presbiteri "rinnovano le promesse formulate il giorno dell'Ordinazione sacerdotale" e vengono benedetti "gli oli dei catecumeni, degli infermi e il Sacro Crisma". Durante la Messa "in Cena Domini", "la Comunità cristiana rivive ciò che è accaduto nell'Ultima Cena. Nel Cenacolo, il Redentore volle anticipare, nel Sacramento del pane e del vino, convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue, il sacrificio della sua vita, il dono definitivo di sé all'umanità".

  Dopo la Messa "in Cena Domini", i fedeli sono esortati a rimanere in "adorazione del Santissimo Sacramento, rivivendo l'agonia di Gesù nel Getsemani. In questo modo potranno meglio comprendere il mistero del Giovedì Santo, che racchiude il triplice e sommo dono del Sacerdozio ministeriale, dell'Eucaristia, e del Comandamento nuovo dell'amore".

  Il Papa ha segnalato che il Venerdì Santo "è una giornata di penitenza, di digiuno e di preghiera, di partecipazione alla morte del Signore. (...) La comunità adora quindi la Croce e si accosta all'Eucaristia, consumando le sacre specie conservate dalla Messa 'in cena Domini'. In questo giorno, la tradizione cristiana, ha aggiunto Benedetto XVI, consiglia la pratica della Via Crucis, "che ci offre durante tutto l'anno la possibilità di imprimere sempre più profondamente nel nostro animo il mistero della Croce".

  Benedetto XVI ha affermato che durante il Sabato Santo "noi cristiani siamo invitati a rimanere in un raccoglimento interiore, spesso difficile da coltivare in questo nostro tempo, per prepararsi alla Veglia pasquale", nella quale "il velo di mestizia, che avvolge la Chiesa per la morte e la sepoltura del Signore, sarà tolto dal grido di vittoria: Cristo è risorto e ha sconfitto per sempre la morte!"

  "Il Mistero pasquale, che il Triduo pasquale ci farà rivivere, non è soltanto un ricordo, ma realtà attuale: anche oggi Cristo" - ha concluso il Pontefice - "vince il peccato e la morte con il suo amore. Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, verità e amore. Se con Lui saremo disposti a soffrire e a morire, ci ricorda San Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diverrà la nostra vita. Su questa certezza si fonda e si costruisce la nostra esistenza cristiana".

  Terminata l'Udienza Generale, il Santo Padre ha salutato i partecipanti al Congresso Internazionale dell'UNIV, promosso dalla Prelatura dell' Opus Dei, che quest'anno  presenta il tema: "Essere, apparire, comunicare: mode e modelli sociali del cinema e della televisione".

  Benedetto XVI ha esortato i giovani con queste parole: "Cari amici, vi auguro che queste giornate romane siano per tutti occasione di una forte esperienza ecclesiale, perché possiate tornare a casa animati dal desiderio di servire più generosamente Cristo e i fratelli. 'Servizio: come mi piace questa parola!' - diceva San Josemarìa Escrivà - e aggiungeva: 'Confidiamo al Signore la nostra decisione di voler imparare a servire, perché soltanto così potremo non solo conoscere Cristo, ma farlo conoscere e amare dagli altri'. (È Gesù che parla, 182).
AG/TRIDUO PASQUALE/...                                                         VIS 070404 (580)


martedì 3 aprile 2007

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS) Di seguito riportiamo i dati dei Presuli venuti a mancare recentemente:

- L'Arcivescovo Marianus Arokiasamy, di Madurai (India), il 22 marzo, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Gervazio Moses Chisendra, di Dedza (Malawi), il 14 agosto 2004, all'età 76 di anni.

- L'Arcivescovo Frane Franic, di Split-Makarska (Croazia), il 17 marzo, all'età di 94 anni.

- L'Arcivescovo Antonio Magnoni, Nunzio Apostolico, il 18 marzo, all'età 87 di anni.

- Il Vescovo Laurence Patrick Murphy, di Broken Bay (Australia), il 18 marzo, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Eugenio Romero Pose, di Turuda (Spagna), il 25 marzo, all'età di 58 anni.

- L'Arcivescovo Michael Rozario, di Dhaka (Bangladesh), il 18 marzo, all'età di 81 anni.

- L'Arcivescovo Francois Saint-Macary, di Rennes (Francia), il 26 marzo, all'età di 71 anni.

- L'Arcivescovo John Aloysius Ward, O.F.M. Cap., di Cardiff (Regno Unito), il 27 marzo, all'età di 78 anni.
.../IN MEMORIAM/...                                                            VIS 20070403 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Angelo Spina, finora Vicario Episcopale del Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso e Parroco della Concattedrale di Boiano (Italia), Vescovo di Sulmona-Valva (superficie: 1.814; popolazione: 79.683; cattolici: 77.976; sacerdoti: 76; religiosi: 151; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo Spina succede al Vescovo Giuseppe Di Falco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Monsignore Peter A. Libasci, Vescovo Ausiliare di Rockville Centre (superficie: 3.164; popolazione: 3.354.000; cattolici: 1.444.000; sacerdoti: 476; religiosi 1.397; diaconi permanenti: 267), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Jackson Heights (New York), è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed è stato finora Parroco di "Santa Teresa di Lisieux" a Montauk. Il Vescovo Libasci succede al Vescovo Emil A. Wcela, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'Ufficio di Ausiliare, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Padre Vincentius Sutikno Wisaksono, Vescovo di Surabaya (superficie 24.461; popolazione: 3.000.000; cattolici: 153.000; sacerdoti: 118; religiosi: 400), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed è stato finora Vicario parrocchiale della Cattedrale di Surabaya (Indonesia).

- Il Padre Alessandro Pagani S.M.M., Vescovo di Mangochi (superficie: 11.385; popolazione: 1.240.000; cattolici: 230.443; sacerdoti: 171; religiosi: 55), Malawi. Il Vescovo eletto è nato nel 1937 a Torre Boldone di Bergamo, è stato ordinato sacerdote nel 1965 ed è stato finora Assistente Spirituale della Legione di Maria e Vice Coordinatore della Missione Monfartana italiana in Malawi.
NER:RE:NEA/.../...                                                                          VIS 20070403 (250)


GIOVANNI PAOLO II È STATO VERAMENTE UN SERVO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza S. Pietro, la Celebrazione Eucaristica con i Cardinali in suffragio del defunto Pontefice Giovanni Paolo II, a cui hanno assistito più di 30.000 persone per la maggior parte provenienti dalla Polonia.

 "Con la presente celebrazione" - ha sottolineato il Papa nell'omelia - "vogliamo innanzitutto rinnovare a Dio il nostro rendimento di grazie per avercelo dato durante ben 27 anni quale padre e guida sicura nella fede, zelante pastore e coraggioso profeta di speranza, testimone infaticabile ed appassionato servitore dell'amore di Dio".

 Benedetto XVI ha rivolto in particolare parole di saluto al Cardinale Stanislaw Dziwisz, per oltre quaranta anni Segretario Particolare del defunto Pontefice. Il Santo Padre è passato, poi, a commentare il Vangelo di oggi che narra la cena di Betania, ed in particolare quel momento in cui Maria, sorella  di Lazzaro, prendendo una boccetta di profumo, molto prezioso, unge i piedi di Gesù e li asciuga con i capelli.

 "Il gesto dell'unzione di Maria di Betania è ricco di echi e di suggestioni spirituali. Evoca la luminosa testimonianza che Giovanni Paolo II ha offerto di un amore a Cristo, senza riserve e senza risparmio. Il 'profumo' del suo amore 'ha riempito tutta la casa', cioè tutta la Chiesa. (...) La stima, il rispetto e l'affetto che credenti e non credenti gli hanno espresso alla sua morte, non ne sono forse un'eloquente testimonianza?".

 Il Papa ha detto anche che "l'intenso e fruttuoso ministero pastorale, e ancor più il calvario dell'agonia e la serena morte dell'amato nostro Papa, hanno fatto conoscere agli uomini del nostro tempo che Gesù Cristo era veramente il suo 'tutto'".

 "La fecondità di questa testimonianza (...) dipende dalla Croce. Nella vita di Karol Wojtyla, la parola 'croce' non è stata solo una parola. Fin dall'infanzia e dalla giovinezza, egli conobbe il dolore e la morte" e "specialmente con il lento, ma implacabile progredire della malattia, che a poco a poco lo ha spogliato di tutto, la sua esistenza si è fatta interamente un'offerta a Cristo".

 "Il suo Pontificato si è svolto nel segno della 'prodigalità', dello spendersi generoso senza riserve. Che cosa lo muoveva se non l'amore mistico per Cristo? (...) 'Il Maestro è qui e ti chiama'. Il 2 aprile 2005, il Maestro tornò (...) a chiamarlo per portarlo (...) alla casa del Padre. Ed egli, ancora una volta, rispose prontamente col suo cuore intrepido, e sussurrò: 'Lasciatemi andare dal Signore'".

 "Da lungo tempo egli si preparava a quest'ultimo incontro con Gesù, come documentano le diverse stesure del suo Testamento. (...) È morto pregando. Davvero si è addormentato nel Signore" e "il profumo della fede, della speranza e della carità del Papa, riempì la sua casa, riempì Piazza San Pietro, riempì la Chiesa e si propagò nel mondo intero".

 "Servo di Dio" - ha esclamato il Pontefice - "questo egli è stato e così ora lo chiamiamo nella Chiesa, mentre speditamente progredisce il suo processo di Beatificazione (...) Servo di Dio, un titolo particolarmente appropriato per lui. Il Signore lo ha chiamato al Suo servizio nella strada del sacerdozio e gli ha aperto via via orizzonti sempre più ampi: dalla sua Diocesi fino alla Chiesa universale. Questa dimensione di universalità ha raggiunto la massima espansione nel momento della sua morte, avvenimento che il mondo intero ha vissuto con una partecipazione mai vista nella storia".

 "Il 'Totus tuus' dell'amato Pontefice ci stimoli" - ha concluso Benedetto XVI - "a seguirlo sulla strada del dono di noi stessi a Cristo per intercessione di Maria (...), mentre alle Sue mani materne affidiamo questo nostro padre, fratello ed amico, perchè in Dio riposi e gioisca nella pace".
HML/GIOVANNI PAOLO II/...                                                     VIS 20070403 (670)


lunedì 2 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Pascal Wintzer, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Poitiers (superficie: 12.989; popolazione: 750.000; cattolici: 670.000; sacerdoti: 290; religiosi:  576; diaconi permanenti: 31), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Rouen (Francia), è stato ordinato sacerdote nel 1987 ed è stato finora  Vicario Generale di Rouen (Francia).

  Sabato 31 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Nashik (India), presentata dal Vescovo Thomas Bhalerao, S.I., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Oscar Ngoy wa Mpangu, C.S.Sp., Superiore Provinciale della Congregazione dello Spirito Santo, Vescovo di Kongolo (superficie: 44.206; popolazione: 700.000; cattolici: 120.000; sacerdoti: 36; religiosi: 74), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo), è nato nel 1964 a Kyolo (Repubblica Democratica del Congo), ha emesso la Prima Professione nella Congregazione dello Spirito Santo nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Succede al Vescovo Jérôme Kanyangu Lukundwe, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia la governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Professore Onorato Bucci, Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Ha nominato la pittrice Signora Laura Stocco, il letterato Signor Armando Torno e lo scultore Signor Domenico Siniscalco, Membri Ordinari della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.

- Ha nominato Don Sabino Ardito, S.D.B., Vicario Giudiziale del Tribunale di Prima Istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione Lazio.

- Ha nominato il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio e Segretario di Stato emerito, Legato Pontificio per la solenne celebrazione di apertura del 90° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima (Portogallo), che avranno luogo a Fatima nei giorni 12 e 13 maggio 2007.
NEA:RE:NER:NA/.../...                               VIS 20070402 (280)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Toscana) in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, con il Vescovo Ausiliare Claudio Maniago. 

- L'Arcivescovo Benvenuto Italo Castellani, di Lucca.

- Il Vescovo Mansueto Bianchi, di Pistoia.

- Il Vescovo Eugenio Binini, d i Massa Carrara-Pontremoli.

- L'Arcivescovo Alessandro Plotti, di Pisa.

 Il Vescovo Gualtiero Bassetti, di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

  Sabato 31 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

 - Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

 Il Vescovo Giuseppe Malandrino, di Noto.

  - Il Vescovo Paolo Urso, di Ragusa.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                        VIS 20070402 (140)


RISPONDERE AMORE DI DIO, PROPOSITO VITA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio Giovanni Paolo II, prima tappa del processo di Beatificazione del Pontefice, mancato il 2 aprile del 2005.

  Ha chiuso la sessione il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, con un discorso sulla spiritualità di Giovanni Paolo II, nel quale ha sottolineato che: "All'inizio, al centro ed al vertice di un tale ritratto non può non stare il rapporto personale di Karol Wojtyla con Dio: un rapporto che appare già forte, intimo e profondo negli anni della sua fanciullezza e che poi non ha cessato di crescere, di irrobustirsi e produrre frutti in tutte le dimensioni della sua vita.  (...) Siamo, qui, in presenza del Mistero: anzitutto il mistero dell'amore di predilezione con cui Dio Padre ha amato questo ragazzo polacco, lo ha unito a sé e lo ha mantenuto in questa unione, non risparmiandogli le prove della vita, anzi, associandolo sempre di nuovo alla croce del proprio Figlio, ma anche donandogli il coraggio di amare questa croce e l'intelligenza spirituale per scorgere attraverso di essa il volto di Padre".

  "Nella certezza di essere amato da Dio e nella gioia di corrispondere a questo amore Karol Wojtyla ha trovato il senso, l'unità e lo scopo della propria vita. Tutti coloro che lo hanno conosciuto, da vicino o anche solo da lontano, sono stati colpiti infatti dalla ricchezza della sua umanità, dalla sua piena realizzazione come uomo, ma ancor più illuminante e significativo è il fatto che tale pienezza di umanità coincide, alla fine, con questo rapporto con Dio, in altre parole con la sua santità".

  La sessione di apertura della fase diocesana si è svolta nella medesima Basilica il 28 giugno del 2005, a meno di tre mesi dalla morte di Giovanni Paolo II, grazie alla dispensa concessa da Papa Benedetto XVI, in quanto tra la data della morte della persona e quella di inizio di un processo per la sua Beatificazione, devono intercorrere almeno cinque anni.

 Conclusa l'inchiesta diocesana, gli atti e la documentazione saranno trasmessi alla Congregazione per le Cause dei Santi.
.../BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II/RUINI               VIS 20070402 (400)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: "Perchè, lasciandosi illuminare e guidare dallo Spirito Santo, ogni cristiano risponda con entusiasmo e fedeltà all'universale chiamata alla santità".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè cresca il numero delle vocazioni sacerdotali e religiose nell'America settentrionale e nei Paesi dell'Oceano Pacifico, per rispondere adeguatamente alle esigenze pastorali e missionarie di quelle popolazioni".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/...            VIS 20070402 (90)


ESSERE TESTIMONI DI GESÙ TRA I VOSTRI COETANEI


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). Al termine della solenne Celebrazione Liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato, in diverse lingue, le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa si è rivolto, in particolare, in francese, inglese, spagnolo, portoghese, polacco ed italiano, ai giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, ricordandone il tema: "Che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi".

  "Con grande allegria e fervore" - ha detto Papa Benedetto XVI - "accogliamo questo nuovo comandamento di Cristo, che vi invita ad essere suoi testimoni tra i vostri coetanei. Non abbiate paura di seguirlo fedelmente". 

  "Auguro a tutti voi una settimana Santa ricca di frutti spirituali, e, per questo, invito a viverla in intima unione con la Vergine Maria. Da lei impariamo il silenzio interiore, lo sguardo del cuore, la fede amorosa per seguire Gesù sulla via della Croce, che conduce alla luce gioiosa della Risurrezione".
ANG/DOMENICA DELLE PALME/...                       VIS 20070402 (180)


SEGUIRE CRISTO SIGNIFICA DARSI TOTALMENTE A LUI


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). Alle ore 9.30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza San Pietro, la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, con la quale inizia la Settimana Santa. Il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione dall'obelisco fino all'altare, ha celebrato la Santa Messa.

 Alla Celebrazione Eucaristica hanno partecipato 50.000 persone, la maggior parte giovani di Roma e di altre Diocesi, in occasione della ricorrenza  della XXII Giornata Mondiale della Gioventù, quest'anno dedicata al tema: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri".

   Nell'omelia, Benedetto XVI ha detto che nella processione della Domenica delle Palme acclamiamo il Signore, come i discepoli che hanno accompagnato il Signore  e "Come loro lodiamo il Signore a gran voce per tutti i prodigi che abbiamo veduto. Sì, anche noi abbiamo visto e vediamo tuttora i prodigi di Cristo: come Egli porti uomini e donne a rinunciare alle comodità della propria vita e a mettersi totalmente a servizio dei sofferenti; come Egli dia il coraggio a uomini e donne di opporsi alla violenza e alla menzogna, per far posto nel mondo alla verità; come Egli, nel segreto, induca uomini e donne a far del bene agli altri, a suscitare la riconciliazione dove c'era l'odio, a creare la pace dove regnava l'inimicizia".

  La processione delle Palme, ha continuato il Papa, "è anche una processione di Cristo Re (...). Riconoscerlo come Re significa: accettarlo come Colui che ci indica la via, del quale ci fidiamo e che seguiamo. Significa accettare giorno per giorno la sua parola come criterio valido per la nostra vita. Significa vedere in Lui l'autorità alla quale ci sottomettiamo. Ci sottomettiamo a Lui, perché la sua autorità è l'autorità della verità". Inoltre, il Papa ha voluto mettere in rilievo che la processione delle Palme è "anche espressione del nostro 'sì' a Gesù e della nostra disponibilità ad andare con Lui ovunque ci porti", e si è domandato: "Che cosa vuol dire in concreto 'seguire Cristo?'. (...) Si tratta della decisione fondamentale di non considerare più l'utilità e il guadagno, la carriera e  il successo come scopo ultimo della mia vita, ma di riconoscere invece come criteri autentici la verità e l'amore. Si tratta della scelta tra il vivere solo per me stesso o il donarmi - per la cosa più grande. (...) Seguendo Lui entro nel servizio della verità e dell'amore. Perdendomi mi ritrovo".

  Il Santo Padre ha commentato che il Salmo della Messa di oggi "ci spiega cosa significhi il salire con Cristo. 'Chi salirà il monte del Signore?', chiede il Salmo ed indica due condizioni essenziali. Coloro che salgono e vogliono giungere veramente in alto, arrivare fino all'altezza vera, devono essere persone che (...) scrutano intorno a sé per cercare Dio, per cercare il suo Volto".

  Rivolgendosi in proposito ai giovani, il Papa ha richiamato l'attenzione su quanto sia importante, soprattutto oggi, "non lasciarsi semplicemente portare qua e là nella vita; non accontentarsi di ciò che tutti pensano e dicono e fanno. Scrutare Dio e cercare Dio. Non lasciare che la domanda su Dio si dissolva nelle nostre anime. Il desiderio di ciò che è più grande. Il desiderio di conoscere Lui  - il suo Volto...".

  "L'altra condizione molto concreta per la salita è questa: può stare nel luogo santo 'chi ha mani innocenti e cuore puro'. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzione, con tangenti". Il Santo Padre ha sottolineato che: "È puro un cuore che non finge e non si macchia con menzogna e ipocrisia. Un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva, perché non conosce doppiezza. È puro un cuore che non si strania con l'ebbrezza del piacere; un cuore il cui amore è vero e non è soltanto passione di un momento".

  Benedetto XVI ha concluso ricordando che: "Con la croce Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini. Ora essa è aperta. Ma anche dall'altro lato il Signore bussa con la sua croce: bussa alle porte del mondo, alle porte dei nostri cuori, che così spesso e in così gran numero sono chiuse per Dio. E ci parla più o meno così: se le prove che Dio nella creazione ti dà della sua esistenza non riescono ad aprirti per Lui; se la parola della Scrittura e il messaggio della Chiesa ti lasciano indifferente - allora guarda a me, al Dio che per te si è reso sofferente, che personalmente patisce con te - vedi che io soffro per amore tuo e apriti a me, tuo Signore e tuo Dio. È questo l'appello che in quest'ora lasciamo penetrare nel nostro cuore".
HML/DOMENICA DELLE PALME/...                     VIS 20070402 (810)


DIO CHIAMA SANTITÀ ATTRAVERSO QUOTIDIANE OCCUPAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto 7.000 dirigenti e soci della Confartigianato.

  Fondata nel 1946, "sul principio della libera adesione e aperta a ogni componente geografica, settoriale e culturale dell'imprenditoria artigiana e delle piccole imprese, la Confartigianato" - ha ricordato il Pontefice - "ha dato un indubbio contributo alla costruzione della moderna Nazione italiana. (...) Se fino a qualche decennio fa, artigiano evocava qualcosa di 'vecchio e pittoresco', (...) oggi vuol dire piuttosto autonomia, creatività, personalizzazione nella produzione di beni e servizi".  Sottolineando che il lavoro "appartiene alla condizione originaria dell'uomo", Papa Benedetto XVI ha affermato che "la Chiesa, fedele alla parola di Dio, non cessa di richiamare il principio secondo cui il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro. Proclama così senza sosta il primato dell'uomo sull'opera delle sue mani, e ricorda che tutto deve essere finalizzato al vero progresso della persona umana e al bene comune: il capitale, la scienza, la tecnica, le risorse pubbliche e la stessa proprietà privata".  Benedetto XVI ha citato le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II rivolse agli artigiani in occasione del Grande Giubileo dell'Anno Duemila:"'Voi potete ridare forza e concretezza  a quei valori che da sempre caratterizzano la vostra attività: il profilo qualitativo, lo spirito di iniziativa, la promozione delle capacità artistiche, la libertà e la cooperazione, il rapporto corretto tra la tecnologia e l'ambiente, l'attaccamento alla famiglia, i rapporti di buon vicinato".

  Il Santo Padre ha esortato gli artigiani con queste parole: "Cari amici, continuate con tenacia e perseveranza a custodire e a valorizzare la cultura produttiva artigiana, capace di dar vita a grandi occasioni di equilibrato progresso economico e di incontro tra uomini e popoli. Come cristiani, poi, sia vostro impegno vivere e testimoniare il 'Vangelo del lavoro', consapevoli che il Signore chiama tutti i battezzati alla santità attraverso le loro quotidiane occupazioni".  San Josemaría Escrivá, un Santo di questi nostri tempi, ha soggiunto il Papa, nota in proposito che: "'il lavoro, essendo stato assunto da Cristo, diventa attività redenta e redentrice: non solo è l'ambito nel quale l'uomo vive, ma mezzo e strada di santità, realtà santificabile e santificatrice'".

 Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affermando: "Alla scuola della Famiglia di Nazareth potete più facilmente apprendere come coniugare una coerente vita di fede con la fatica e le difficoltà del lavoro, il profitto personale e l'impegno di solidarietà verso i bisognosi".
AC/CONFARTIGIANATO/...                           VIS 20070402 (420)


venerdì 30 marzo 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Giuseppe Costanzo, di Siracusa.

    - Il Vescovo Vincenzo Manzella, di Caltagirone.

    - Il Vescovo Francesco Miccichè, di Trapani.

    - Il Vescovo Francesco Sgalambro, di Cefalù.

    - Il Vescovo Ignazio Zambito, di Patti.

    - Il Vescovo Domenico Mogavero, di Mazara del Vallo con l'Amministratore Diocesano Monsignor Mariano Crociata.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070330 (110)


RISPETTO DELLE RELIGIONI E DIRITTO ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Il 22 marzo scorso, l'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto alla IV Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, in merito alla libertà religiosa.

  Nel suo discorso, il cui testo è stato reso pubblico questa mattina, l'Arcivescovo esprime la preoccupazione della Santa Sede, di fronte all'emerge di un "apparente dilemma fra il rispetto dovuto alle religioni ed il diritto alla libertà religiosa, come se fossero aspetti incompatibili che si escludono a vicenda. Al contrario, sono valori complementari che non possono sussistere l'uno senza l'altro".

  "Ogni religione che predica o tollera la violenza, l'intolleranza e l'odio è indegna di questo nome. (...) Rispettare la religione significa rispettare coloro che hanno scelto di seguirla e praticarla liberamente e pacificamente, in privato e in pubblico, individualmente e collettivamente".

  Il Nunzio Apostolico ha ribadito infine che "uno stato autenticamente democratico valuta la libertà religiosa elemento fondamentale del bene comune, degno di rispetto e di salvaguardia, e crea le condizioni che consentono ai cittadini di vivere e di agire liberamente".
DELSS/LIBERTÁ RELIGIOSA/GINEVRA:TOMASI               VIS 20070330 (210)


ESSERE TESTIMONI DI CRISTO NEL MONDO DEL LAVORO


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, l'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre, ai partecipanti al IX Forum Internazionale dei giovani, sul tema: "Testimoni di Cristo nel mondo del lavoro", in corso questa settimana a Rocca di Papa.

  "Il processo di globalizzazione in atto nel mondo" - scrive il Pontefice nel Messaggio - "ha recato con sé un'esigenza di mobilità che obbliga numerosi giovani a emigrare e a vivere lontano dal Paese d'origine e dalla propria famiglia. E questo ingenera in tanti un inquietante senso di insicurezza, con indubbie ripercussioni sulla capacità non solo di immaginare e di mettere in atto un progetto per il futuro, ma persino di impegnarsi concretamente nel matrimonio e nella formazione di una famiglia".

  "Un'approfondita analisi della situazione, infatti, conduce a constatare che il lavoro rientra nel progetto di Dio sull'uomo e che esso è partecipazione alla sua opera creatrice e redentrice. E, pertanto, ogni attività umana dovrebbe essere occasione e luogo di crescita degli individui e della società, sviluppo dei 'talenti' personali da valorizzare e porre al servizio ordinato del bene comune, in spirito di giustizia e di solidarietà. Per i credenti, poi, la finalità ultima del lavoro è la costruzione del Regno di Dio".

 "Oggi, più che mai, è necessario e urgente" - sottolinea infine il Pontefice - "proclamare 'il Vangelo del lavoro', vivere da cristiani nel mondo del lavoro e diventare apostoli fra i lavoratori. Ma per compiere questa missione occorre restare uniti a Cristo con la preghiera e un'intensa vita sacramentale, valorizzando a tale scopo in maniera speciale la Domenica, che è Giorno dedicato al Signore".
MESS/GIOVANI:LAVORO/RYLKO                       VIS 20070330 (290)


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