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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 7 novembre 2005

LA CHIESA VIVE E TRAE ORIENTAMENTO DAL VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2005 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo Studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato che il 18 novembre 1965 il Concilio Vaticano II "approvò la Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione 'Dei Verbum', che costituisce una delle colonne portanti dell'intero edificio conciliare. Questo Documento tratta della Rivelazione e della sua trasmissione, dell'ispirazione e dell'interpretazione della Sacra Scrittura e della sua fondamentale importanza nella vita della Chiesa".

"Gli Apostoli e i loro successori, i Vescovi," - ha proseguito Papa Benedetto - "sono i depositari del messaggio che Cristo ha affidato alla sua Chiesa, perché fosse trasmesso integro a tutte le generazioni. La Sacra Scrittura dell'antico e del nuovo Testamento e la sacra Tradizione contengono tale messaggio, la cui comprensione progredisce nella Chiesa sotto l'assistenza dello Spirito Santo. Questa stessa Tradizione fa conoscere il canone integrale dei Libri sacri e li rende rettamente comprensibili e operanti, così che Dio, il quale ha parlato ai Patriarchi e ai Profeti, non cessa di parlare alla Chiesa e, per mezzo di questa, al mondo".

Sottolineando che "La Chiesa non vive di se stessa ma del Vangelo e dal Vangelo sempre trae orientamento per il suo cammino", il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che la "Costituzione conciliare 'Dei Verbum' ha impresso un forte impulso alla valorizzazione della Parola di Dio, da cui è derivato un profondo rinnovamento della vita della Comunità ecclesiale, soprattutto nella predicazione, nella catechesi, nella teologia, nella spiritualità e nelle relazioni ecumeniche".

"È infatti la Parola di Dio che, per l'azione dello Spirito Santo, guida i credenti verso la pienezza della verità. Tra i molteplici frutti di questa primavera biblica mi piace menzionare" - ha detto ancora il Santo Padre - "la diffusione dell'antica pratica della 'lectio divina', o 'lettura spirituale' della Sacra Scrittura. Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo (...) perchè nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta. Condizione della 'lectio divina' è che la mente ed il cuore siano illuminati dallo Spirito Santo, cioè dallo stesso Ispiratore delle Scritture, e si pongano perciò in atteggiamento di 'religioso ascolto'".

"Questo è l'atteggiamento tipico di Maria Santissima" -ha sottolineato il Papa - "così come lo mostra emblematicamente l'icona dell'Annunciazione: la Vergine accoglie il Messaggero celeste mentre è intenta a meditare le Sacre Scritture".

"Preghiamo perché, come Maria" - ha concluso il Pontefice - "la Chiesa sia docile ancella della divina Parola e la proclami sempre con ferma fiducia, così che 'il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami".
ANG/DEI VERBUM/... VIS 20051107 (470)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Valentín Abecia Baldivieso, Ambasciatore di Bolivia, in visita di congedo.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".

Sabato 5 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Adam Joseph Maida, Arcivescovo di Detroit (Stati Uniti d'America).

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Vescovo Mauro Piacenza, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

- Il Monsignor Walter Brandmüller, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

- Il Padre Carlos Alfonso Azpiroz Costa, Maestro Generale dell'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20051107 (150)

NUOVO DOCUMENTO COMMISSIONE LUTERANO-CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Reverendo Mark Hanson, Vescovo Presidente della Federazione Luterana Mondiale, accompagnato da una Delegazione.

Nel suo discorso il Papa ha affermato che uno dei risultati del "dialogo proficuo" fra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale è "la Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione che costituisce un traguardo significativo nel nostro cammino comune verso l'unità piena e visibile. Si tratta di un risultato importante. Per costruire su tale risultato, dobbiamo accettare che rimangono ancora delle differenze riguardo alla questione centrale della giustificazione; occorre che tali differenze siano esaminate insieme ai modi nei quali la grazia di Dio è comunicata nella e attraverso la Chiesa".

Ricordando di aver espresso, nella recente visita a Colonia, l'auspicio che il progresso futuro del dialogo su questi temi, "non sia posto solo in un contesto di questioni 'istituzionali', ma prenda in esame l'autentica fonte di tutto il ministero nella Chiesa", il Papa ha affermato che "la missione della Chiesa è di testimoniare la verità di Gesù Cristo, la Parola fatta carne. Parola e testimonianza vanno insieme".

"La Commissione internazionale Luterano-Cattolica Romana sull'Unità completerà la quarta fase di dialogo e pubblicherà i suoi risultati in un documento sulla Apostolicità della Chiesa. Siamo tutti consapevoli che il nostro dialogo fraterno deve affrontare non solo la necessità di verificare la ricezione di queste condivise formulazioni di dottrina nelle nostre rispettive comunioni, ma anche, ancor più oggigiorno, un clima generale di incertezza riguardante le verità cristiane ed i principi etici che prima non si mettevano in dubbio. Questo patrimonio comune in certi casi è messo a rischio da mutati approcci ermeneutici".

Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato ancora che il cammino ecumenico "continuerà ad incontrare difficoltà ed esigerà paziente dialogo. Traggo grande incoraggiamento, tuttavia, dalla solida tradizione di serio studio e di scambio che nel corso degli anni ha caratterizzato i rapporti cattolico-luterani".

"Mentre ci prepariamo a celebrare il cinquecentesimo anniversario degli avvenimenti del 1517, dobbiamo intensificare i nostri sforzi per comprendere più in profondità ciò che abbiamo in comune e ciò che ci divide ed anche i doni che abbiamo da offrirci reciprocamente".
AC/.../FEDERAZIONE LUTERANA MONDIALE VIS 20051107 (370)

sabato 5 novembre 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consultore della Segreteria di Stato - Sezione per i Rapporti con gli Stati - l'Arcivescovo Paul Fouad Tabet, Nunzio Apostolico.

Sabato 5 novembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato Direttore Generale della Radio Vaticana, il Padre Federico Lombardi, S.I., finora Direttore dei Programmi della medesima Radio, in sostituzione del Padre Pasquale Borgomeo, S.I., finora Direttore della medesima Emittente Vaticana.

Sabato 5 novembre è stato reso ugualmente noto che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha nominato Direttore dei Programmi della Radio Vaticana il Padre Andrzej Koprowski, S.I., finora Vice Direttore dei Programmi della medesima Radio.
NA/.../... VIS 20051105 (120)

venerdì 4 novembre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale dell'Austria in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Wien, con l'Ausiliare Vescovo Helmut Krätzl.

- Il Vescovo Alois Schwarz, di Gurk.

- Il Vescovo Manfred Scheuer, di Innsbruck.

- Il Vescovo Paul Iby, di Eisenstadt.

- Il Vescovo Ludwig Schwarz, S.D.B., di Linz.

- Il Vescovo Klaus Küng, di Sankt Pölten.

- Il Vescovo Christian Werner, Ordinario Militare.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20051104 (110)

FRA' ANDREW BERTIE INSIGNITO PREMIO "PATH TO PEACE" 2005


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2005 (VIS). Il 9 novembre prossimo Sua Altezza Eminentissima Fra' Andrew Bertie, Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, sarà insignito a New York del Premio "2005 Path to Peace Award" che l'omonima Fondazione conferisce ogni anno alle personalità che si sono particolarmente distinte in seno alla comunità internazionale. Presidente della Fondazione è l'Arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Un Comunicato della Missione dell'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite precisa che il Premio è stato assegnato al Principe e Gran Maestro Fra' Andrew Bertie "quale riconoscimento delle sue esemplari opere caritative". Fra' Andrew Bertie fu eletto 78° Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare ed Ospedaliero Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta nel 1988. Comunemente noto come Ordine di Malta o Cavalieri di Malta, il Sovrano Militare Ordine di Malta è un Ordine della Chiesa Cattolica, il quarto Ordine più antico della Chiesa, formalmente riconosciuto da Papa Pasquale II nel 1113, i cui componenti sono frati professi e membri laici.

Il motto dell'Ordine è "Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum", difendere la fede e servire i poveri. Gradualmente l'Ordine assunse una funzione militare e divenne una delle forze militari e navali più avanzate del mondo. Riducendosi le necessità militari, l'Ordine si concentrò sul servizio ai poveri e ai malati nel mondo. Attualmente conta 11.500 Cavalieri e Dame impegnati in opere caritative ed ogni anno invia milioni di dollari in cibo, medicine, e aiuti in tutto il mondo.

Il Principe e Gran Maestro soprintende le numerose attività caritative internazionali dell'Ordine, che attualmente gode di stato di Osservatore presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite.
DELSS/FONDAZIONE PATH TO PEACE/ONU:MIGLIORE VIS 20051104 (300)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Giuseppe Caprio, Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede (Città del Vaticano), il 15 ottobre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Bernard Charles Ratsimamotoana, M.S., emerito di Morondava (Madagascar), il 18 ottobre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Francesco Tommasiello, di Teano-Calvi (Italia), il 25 ottobre, all'età di 71 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20051104 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Tommaso Valentinetti, finora Vescovo di Termoli-Larino (Italia), Arcivescovo Metropolita di Pescara-Penne (superficie: 1.600; popolazione: 298.000; cattolici: 292.000; sacerdoti: 197; religiosi: 470; diaconi permanenti: 16), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Ortona (Italia), nel 1952, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977 e la consacrazione episcopale nel 2000. Succede all'Arcivescovo Francesco Cuccarese, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../VALENTINETTI:CUCCARESE VIS 20051104 (90)

giovedì 3 novembre 2005

UDIENZA GENERALE: FEDE ILLUMINA ENIGMA MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2005 (VIS). La Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti ed il Salmo 111 "Beatitudine dell'uomo giusto" sono stati i temi centrali della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 30.000 fedeli.

"Illuminati dalla fede" - ha detto il Papa - "guardiamo all'enigma umano della morte con serenità e speranza. Secondo la Scrittura, infatti, essa più che una fine, è una nuova nascita, è il passaggio obbligato attraverso il quale possono raggiungere la vita in pienezza coloro che modellano la loro esistenza terrena secondo le indicazioni della Parola di Dio".

"Il Salmo 111" - ha proseguito il Pontefice - "ci presenta la figura di questi giusti, i quali temono il Signore, ne riconoscono la trascendenza e aderiscono con fiducia e amore alla sua volontà in attesa di incontrarlo dopo la morte".

"L'osservanza della legge morale è sorgente di profonda pace della coscienza" - ha spiegato il Santo Padre, precisando inoltre che "Il cuore di questa fedeltà alla Parola divina consiste in una scelta fondamentale, cioè la carità verso i poveri e i bisognosi. (...) Il giusto, raccogliendo il monito costante dei profeti, si schiera dalla parte degli emarginati, e li sostiene con aiuti abbondanti".

Al termine della catechesi, il Santo Padre Benedetto ha salutato i Rappresentanti dell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose ed ha detto: "La vostra gradita presenza mi offre l'opportunità di richiamare la centralità della famiglia, cellula fondante della società e luogo primario di accoglienza e di servizio alla vita. Nell'odierno contesto sociale, i nuclei familiari con tanti figli costituiscono una testimonianza di fede, di coraggio e di ottimismo, perchè senza figli non c'è futuro! Auspico che vengano ulteriormente promossi adeguati interventi sociali e legislativi a tutela e a sostengo delle famiglie più numerose, che costituiscono una ricchezza e una speranza per l'intero Paese".

Infine, rivolgendosi ai pellegrini polacchi, il Santo Padre ha detto: "Oggi ricordiamo nella preghiera tutti i fedeli defunti, i nostri cari. Ricordiamo altresì Giovanni Paolo II. Nella ricorrenza della sua ordinazione sacerdotale (1° novembre 1946) e del suo onomastico (4 novembre), rendiamo grazie a Dio per i frutti della vita e del Ministero di questo Servo di Dio. Sia lodato Gesù Cristo".
AG/DEFUNTI:SALMO 111/... VIS 20051103 (380)

OFFRIRE SANTA MESSA E PREGHIERE IN SUFFRAGIO DEFUNTI


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2005 (VIS). Alle 12:00 di oggi, Solennità di Tutti Santi, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha detto che la festa odierna "ci fa gustare la gioia di far parte della grande famiglia degli amici di Dio. (...) Diventare santi significa realizzare pienamente quello che già siamo in quanto elevati, in Cristo Gesù, alla dignità di figli adottivi di Dio".

"Per chi vive in Cristo" - ha affermato Papa Benedetto - "la morte è il passaggio dal pellegrinaggio terreno alla patria del Cielo, dove il Padre accoglie tutti i suoi figli, 'di ogni nazione, razza, popolo e lingua'. Per questo è molto significativo e appropriato che dopo la festa di Tutti i Santi la Liturgia ci faccia celebrare domani la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La 'comunione dei santi' (...) è la realtà di una famiglia legata da profondi vincoli di spirituale solidarietà, che unisce i fedeli defunti a quanti sono pellegrini nel mondo. Un legame misterioso ma reale, alimentato dalla preghiera e dalla partecipazione al sacramento dell'Eucaristia".

Papa Benedetto XVI ha detto ancora: "Nel Corpo mistico di Cristo le anime dei fedeli si incontrano superando la barriera della morte, pregano le une per le altre, realizzano nella carità un intimo scambio di doni. In tale dimensione di fede si comprende anche la prassi di offrire per i defunti preghiere di suffragio, in modo speciale il Sacrificio eucaristico, memoriale della Pasqua di Cristo, che ha aperto ai credenti il passaggio alla vita eterna".

"Unendomi spiritualmente a quanti si recano nei cimiteri per pregare per i loro defunti, anch'io domani pomeriggio mi raccoglierò in preghiera nelle Grotte Vaticane presso le tombe dei Papi, che fanno corona al sepolcro dell'apostolo Pietro, e avrò un ricordo speciale per l'amato Giovanni Paolo II".

Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni con queste parole: "Cari amici, la tradizionale sosta di questi giorni presso le tombe dei nostri defunti sia un'occasione per pensare senza timore al mistero della morte e coltivare quell'incessante vigilanza che ci prepara ad affrontarlo con serenità".
ANG/TUTTI SANTI:DEFUNTI/... VIS 20051103 (380)

L'INFINITO IN SCIENZA, FILOSOFIA E TEOLOGIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stato presentato il I Convegno Internazionale del Progetto STOQ (Scienza, Teologia e Ricerca Ontologica), sul tema: "L'Infinito in Scienza, Filosofia e Teologia", in programma dal 9 all'11 novembre, presso la Pontificia Università Lateranense.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Monsignor Gianfranco Basti, Direttore del progetto STOQ, il Professor Rodolfo Guzzi, dell'Agenzia Spaziale Italiana ed il Professor Vincenzo Cappelletti, Professore di Storia della Scienza presso l'Università "Roma Tre".

Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Progetto STOQ, il cui Dicastero patrocina e sostiene il Progetto con le Pontificie Università Romane, ha affermato che la presente iniziativa "mira a creare un nuovo clima di dialogo all'interno della Chiesa cattolica tra la cultura scientifica (...) e la nostra vita quotidiana".

Finalità ultima del Progetto, ha continuato il Porporato, è di "contribuire ad un cambio di mentalità nei confronti delle scienze da parte dei credenti, piuttosto che limitarsi ad uno studio specialistico di problemi teoretici. E, contemporaneamente, il Progetto vuole offrire al mondo scientifico dei partner competenti con cui dialogare con rispetto sulle tante questioni che lo sviluppo delle scienze, specialmente quelle naturali, pongono oggi".

Il Monsignor Basti ha ricordato che il Congresso, primo di una serie di Congressi Internazionali che si tengono con cadenza biennale, è finalizzato "a promuovere il dialogo fra scienza, filosofia e teologia attraverso l'organizzazione di corsi ed attività di ricerca che in questi primi tre anni hanno coinvolto due Università Pontificie, la Lateranense e la Gregoriana e il Pontificio Ateneo 'Regina Apostolorum'. Per i prossimi anni saranno coinvolte altre università Pontificie, innanzitutto la Salesiana e la Santa Croce, ma anche - sebbene gli accordi siano ancora in via di definizione - alcune Università Europee come l'Università di Navarra in Spagna, quella di Lublino in Polonia, quella di Namur in Belgio".

Al Congresso parteciperanno Professori delle Università di Princeton, Indiana ed Oxford, e due dei massimi Rappresentanti degli studi ebraici sull'argomento quest'anno in esame.

Il Professor Guzzi ha affermato che: "Questo Convegno vuol fare il punto sui concetti di infinito che emergono dalla fisica, dalla cosmologia e dalla matematica cercando di dare delle risposte alle domande che emergono dalle varie teorie scientifiche e dalle misure che i moderni radiotelescopi ci forniscono in una visione più unitaria possibile".
OP/CONGRESSO INFINITO/POUPARD VIS 20051103 (410)

SPECIALE CONTRIBUTO FACOLTÀ TEOLOGICHE CULTURA BAVIERA


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri del Gruppo parlamentare dell'Unione Cristiana Sociale della Dieta Bavarese ed ha rivolto loro un breve discorso, in lingua tedesca, nel quale ha ricordato il ricco patrimonio storico e culturale della Baviera ed anche che questa terra da decenni è sede di buona parte della ricerca e delle tecnologie moderne.

"La Baviera" - ha detto il Papa - "unisce a queste caratteristiche un patrimonio di generosità ed una ricca armonia religiosa nella quale risiedono le promesse autentiche di un futuro degno dell'essere umano".

Il Santo Padre ha affermato che il Paese si trova ora ad affrontare "le difficili questioni sociali ed economiche del nostro tempo (...) alle quali si uniscono i problemi derivanti dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche che pongono ai politici l'obbligo di prendere decisioni adeguate".

"Il progresso delle scienze" - ha detto il Papa - "può essere una benedizione o una rovina per l'essere umano. Nel decidere sull'uso corretto o scorretto della scienza, i politici devono valutare se lasciarsi guidare dai principi di un'utilità superficiale o seguire le leggi di Dio. Uomini e donne sono responsabili davanti a Dio, il Datore della vita, delle loro azioni che devono rispettare sempre l'inviolabilità della persona - la cui vita è sacra in tutte le sue fasi - quando si servono delle nuove ricerche scientifiche".

In merito all'educazione, il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che: "Affinché le realizzazioni più elevate della nostra cultura siano rispettate e promosse anche in futuro, la gioventù deve contare su di una solida formazione, fondata non solo sulle mere proposte tecniche od economiche, ma anche sul patrimonio intellettuale che risponde ai nomi di Atene, Gerusalemme e Roma. In questo contesto vorrei menzionare il contributo particolare ed insostituibile che le facoltà teologiche offrono alle università del paese, nel quale anche io ho avuto l'onore di insegnare come professore di Dogmatica nella sede universitaria di Regensburg. È un periodo che ricordo con piacere".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando Münich "città che non dimentico e della quale fui Vescovo (...) e dove si trova il Mariensäule, il monumento a Maria, Patrona della Baviera. Auspico che la Vergine abbia sempre il posto d'onore nel cuore del popolo bavarese".
AC/DIETA BAVIERA/... VIS 20051103 (400)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Hearst (Canada), presentata dal Vescovo André Vallée, P.M.E., per raggiunti limiti d'età.
RE/.../VALLEE VIS 20051103 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell'Austria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Padre D. Kassian Lauterer, O.Cist., Abate dell'Abbazia territoriale di Wettingen-Mehrerau.

- L'Arcivescovo Alois Kothgasser, S.D.B., di Salzburg con l'Ausiliare Vescovo Andreas Laun, O.S.F.S.

- Il Vescovo Elmar Fischer, di Feldkirch.

- Il Vescovo Egon Kapellari, di Graz-Seckau, con l'Ausiliare Franz Lackner, O.F.M.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Papa riceva il Cardinale Georges Marie Cottier, O.P., Pro-Teologo della Casa Pontificia.

Mercoledì 2 novembre, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jozef Tomko, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, Inviato Speciale al I Congresso Eucaristico Internazionale Universitario.

- L'Arcivescovo Eliseo Antonio Ariotti, Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale.
AL:AP/.../... VIS 20051103 (60)

IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il primo novembre scorso, alla 60a Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., sul punto 72: "Memoria dell'Olocausto: bozza di risoluzione". "Ricordare" - ha detto l'Arcivescovo - "è un dovere ed una responsabilità comune. Ciò è vero in particolare nel caso dell'Olocausto. (...) La responsabilità di tutte le nazioni alla memoria riacquista nuova forza mentre celebriamo il 60° anniversario della liberazione dei campi di sterminio". Il Presule ha auspicato inoltre che "L'Olocausto serva da monito per impedire che cediamo ad ideologie che giustificano il disprezzo della dignità umana basato sulla razza, il colore della pelle, la lingua o la religione".

LA PREOCCUPAZIONE DELLA SANTA SEDE PER LE DIFFICOLTÀ che devono affrontare i Palestinesi cristiani in Medio Oriente è stata espressa dall'Arcivescovo Celestino Migliore nel corso della IV Commissione della 60° Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., tenutasi il 1° novembre. L'Osservatore Permanente presso l'O.N.U. ha affermato che: "Costante preoccupazione deriva dal muro di sicurezza che impedisce l'accesso ad alcuni territori palestinesi ed alle fonti acquifere, all'impiego, al commercio, all'educazione, alle cure sanitarie e alla libertà di culto. (...) Nella speranza che molti problemi della regione siano risolti dai negoziati e dal dialogo, la mia Delegazione ribadisce che una soluzione duratura includa la questione della Città Santa di Gerusalemme".
.../IN BREVE/... VIS 20051103 (240)

lunedì 31 ottobre 2005

BEATIFICAZIONE OTTO MARTIRI GUERRA CIVILE SPAGNOLA


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi alle 17:00, il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto la Celebrazione dell'Eucaristia nella Basilica Vaticana e per incarico del Santo Padre Benedetto XVI, ha dato lettura della Lettera Apostolica con la quale il Papa ha iscritto nell'albo dei Beati i Servi di Dio: Josep Tàpies Sirvant e sei compagni, Presbiteri e Martiri (1936) e María de los Ángeles Ginard Martí (1894-1936), Vergine e Martire della Congregazione delle Suore Zelatrici del Culto Eucaristico.

Al termine della Celebrazione il Santo Padre è giunto in Basilica per venerare le Reliquie dei nuovi Beati, ed ha rivolto un breve saluto in castigliano e catalano ai pellegrini spagnoli che hanno assistito alla cerimonia.

"Gli esemplari sacerdoti della Diocesi di Urgell" - ha detto il Santo Padre - "hanno sacrificato la vita nella persecuzione religiosa in Spagna per la fedeltà al ministero sacerdotale che hanno esercitato con grande dedizione nelle comunità parrocchiali a loro affidate. Dando testimonianza del loro stato sacerdotale e perdonando i loro persecutori, diedero la vita invocando il Re dell'Universo".

Il Papa ha chiesto ai Beati di intercedere "per la Diocesi di Urgell e per le altre Diocesi spagnole, per le vocazioni sacerdotali e religiose e per la crescita nelle virtù cristiane di tutti i fedeli".

Della nuova Beata María de los Ángeles Ginard Martí, nata nella Diocesi di Mallorca, il Santo Padre ha ricordato che "subì il martirio a Madrid durante la stessa persecuzione. Totalmente dedita al Signore nella vita religiosa, trascorreva lunghe ore in adorazione del Santissimo Sacramento, senza trascurare il servizio alla comunità. Così si preparò ad offrire la vita come espressione suprema di amore a Cristo".

"Questi nuovi Beati" - ha concluso il Pontefice - "siano per tutti noi un esempio vivo di identità sacerdotale e di consacrazione religiosa. Rendiamo grazie a Dio per il grande dono di questi testimoni eroici della fede. Beati Josep Tàpies e compagni e Beata María de los Ángeles, pregate per le comunità ecclesiali di Urgell, di Madrid, di Mallorca e di tutta la Spagna! Amen".
AC/BEATIFICAZIONE MARTIRI/SARAIVA VIS 20051031 (360)

CARDINALE TOMKO AL CONGRESSO EUCARISTICO UNIVERSITARIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 12 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jozef Tomko, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del Primo Congresso Eucaristico Internazionale Universitario che si svolgerà a Murcia (Spagna), dal 9 al 13 novembre prossimo.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dai sacerdoti: Don José Alberto Canovas Sánchez, Vicario Episcopale della Diocesi di Cartagena e Parroco della Parrocchia di Santiago de Jumilla, e Don Luis Emilio Pascual Molina, Delegato per la Pastorale universitaria della Diocesi di Cartagena.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/MURCIA:TOMKO VIS 20051029 (120)

CONDANNA DICHIARAZIONI NEGANO DIRITTO ESISTENZA ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2005 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"I gravi fatti di questi ultimi giorni in Terra Santa preoccupano grandemente la Santa Sede che, unendosi all'intera comunità internazionale, esprime la propria ferma condanna per gli atti di violenza - l'attacco terroristico di Hadera e la successiva rappresaglia - da qualunque parte essi provengano, come pure per alcune dichiarazioni, particolarmente gravi e inaccettabili, con cui si è negato il diritto all'esistenza dello Stato di Israele".

"La Santa Sede riafferma in questa occasione il diritto sia degli israeliani che dei Palestinesi a vivere in pace e sicurezza, ciascuno in un proprio Stato Sovrano".

"Al tempo stesso, la Santa Sede sente il dovere di rinnovare l'appello ai responsabili di tutti i popoli del Medio Oriente perché ascoltino l'anelito alla pace e alla giustizia che sale dalle popolazioni, evitino di compiere gesti o scelte di divisione e di morte e si impegnino con coraggio e determinazione a creare le condizioni minime necessarie per riprendere il dialogo, l'unica via che assicurerà un futuro di pace e di prosperità ai figli di quella terra".
OP/ISRAELE/NAVARRO-VALLS VIS 20051031 (210)

ANGELUS: ATTUALITÀ CONCILIO VATICANO II


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato le riflessioni dell'Angelus di oggi all'anniversario del Concilio Vaticano II che, il 28 ottobre del 1965, celebrava la settima Sessione, alla quale seguirono l'ottava, la nona e la decima, e, l'8 dicembre dello stesso anno, la sessione conclusiva.

Il Papa ha ricordato che: "Nella fase finale di quello storico evento ecclesiale, che era iniziato tre anni prima, venne approvata la maggior parte dei Documenti conciliari" e ha affermato che tutti i testi "conservano il loro valore e rivelano un'attualità che, per certi aspetti, è addirittura aumentata". Il Papa ha di seguito citato i cinque Documenti firmati a chiusura del Concilio: "il Decreto 'Christus Dominus' sull'ufficio pastorale dei Vescovi; il Decreto 'Perfectae caritatis', sul rinnovamento della vita religiosa; il Decreto 'Optatam totius', sulla formazione sacerdotale; la Dichiarazione 'Gravissimum educationis', sull'educazione cristiana; e infine la Dichiarazione 'Nostra Aetate', sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane".

"I temi della formazione dei sacerdoti, della vita consacrata e del ministero episcopale" - ha proseguito il Pontefice - "sono stati oggetto di tre Assemblee Ordinarie del Sinodo dei Vescovi, svoltesi rispettivamente nel 1990, nel 1995 e nel 2001. (...) Meno conosciuto è invece il documento sull'educazione. Da sempre la Chiesa è impegnata nell'educazione della gioventù. (...) Anche oggi, nell'epoca della comunicazione globale, la Comunità ecclesiale avverte tutta l'importanza di un sistema educativo che riconosca il primato dell'uomo come persona, aperta alla verità e al bene. Primi e principali educatori sono i genitori, aiutati, secondo il principio di sussidiarietà, dalla società civile. Una speciale responsabilità educativa sente di avere la Chiesa, alla quale Cristo ha affidato il compito di annunciare 'la via della vita'".

Successivamente il Papa, facendo riferimento alla Dichiarazione "Nostra Aetate" ha affermato che essa "è di grandissima attualità, perchè riguarda l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane. Partendo dal principio che 'tutti gli uomini costituiscono una sola comunità' e che la Chiesa 'ha il dovere di promuovere l'unità e l'amore' tra i popoli, il Concilio 'nulla rigetta di quanto è vero e santo' nelle altre religioni e a tutti annuncia Cristo, 'via, verità e vita', in cui gli uomini trovano la 'pienezza della vita religiosa'".

"Con la Dichiarazione 'Nostra Aetate'" - ha ricordato Papa Benedetto - "i Padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali; (...) lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei, (...) la stima verso i musulmani ed i seguaci delle altre religioni; (...) lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa".
ANG/CONCILIO VATICANO II/... VIS 20051031 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il Vescovo Precioso D. Cantillas, S.D.B., di Maasin (Filippine); il Vescovo Lino Bortolo Belotti, Ausiliare di Bergamo (Italia) ed il Vescovo Jean-Luc Brunin, di Ajaccio (Francia).
NA/.../... VIS 20051031 (60)

PELLEGRINAGGIO BENEDETTO XVI SANTUARIO MENTORELLA


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2005 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato nel primo pomeriggio di oggi ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"In mattinata il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in pellegrinaggio privato al santuario mariano 'Madre delle Grazie' della Mentorella (diocesi di Tivoli, provincia di Roma). Ha celebrato la Santa Messa in onore della Madonna e nel primo pomeriggio è rientrato nel Palazzo Apostolico Vaticano".

Anche Papa Giovanni Paolo II visitò lo stesso Santuario Mariano il 29 ottobre del 1978, sua prima visita fuori Roma dopo l'elezione al Pontificato.
OP/PELLEGRINAGGIO SANTUARIO/NAVARRO-VALLS VIS 20051031 (110)

50 ANNI SACERDOZIO CARDINALE LOZANO BARRAGÁN


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Papa, redatto in latino e datato 26 ottobre, indirizzato al Cardinale Javier Lozano Barragán, in occasione del suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio, che ha festeggiato ieri con una Concelebrazione Eucaristica nella Basilica romana di Santa Maria in Trastevere.

Il Porporato messicano fu ordinato sacerdote il 30 ottobre 1955, Vescovo il 15 agosto 1979 e fu creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 21 ottobre 2003. Dall'agosto 1996 il Cardinale Lozano Barragán è Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute.
MESS/GIUBILEO SACERDOTALE/LOZANO VIS 20051031 (110)

CORDOGLIO PAPA UCCISIONE TRE RAGAZZE CRISTIANE INDONESIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2005 (VIS). Il Dottor Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Appena appresa la dolorosa notizia della barbara uccisione di tre ragazze cristiane in Indonesia, il Santo Padre ha incaricato il Vescovo di Manado, Monsignor Joseph Theodorus Suwatan, di porgere alle famiglie delle vittime ed a quella comunità diocesana le più sentite condoglianze, assicurando di elevare al Signore fervide preghiere per il ritorno della pace fra quelle popolazioni".
OP/ASSASSINIO GIOVANI/INDONESIA:NAVARRO-VALLS VIS 20051031 (100)

PIÙ GENEROSITÀ POPOLAZIONI TERREMOTO PAKISTAN


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2005 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha lanciato un appello alla comunità internazionale per le popolazioni colpite dal terremoto in Pakistan ed ha rivolto parole di saluto ai pellegrini che hanno assistito alla cerimonia di Beatificazione dei Sacerdoti Josep Tàpies Sirvant e sei compagni, e di Suor María de los Ángeles Ginard Martí.

"Come tutti sappiamo, lo scorso 8 ottobre un forte terremoto ha colpito la regione del Kashmir, specialmente nel versante pakistano, provocando la morte di oltre cinquantamila persone e ingenti danni. Anche in questo caso, molteplici sono state le forme di solidarietà, ma il bisogno appare più grande degli aiuti finora offerti. Rinnovo, pertanto, il mio appello alla comunità internazionale, affinché si moltiplichino gli sforzi a sostegno di quelle popolazioni tanto provate".

Benedetto XVI ha salutato successivamente i Vescovi, i Sacerdoti, le Religiose Zelatrici del Culto Eucaristico ed i pellegrini venuti da Urgell, Andorra, Madrid e Mallorca, che ieri hanno partecipato alla Beatificazione dei sacerdoti Josep Tàpies e sei compagni e di Suor María de los Ángeles Ginard Martí "che hanno affrontato il martirio a causa della fede in Cristo. Essi sono per tutti un autentico esempio di riconciliazione e di amore fino all'estremo, come pure uno stimolo a dare testimonianza coerente della propria fede nella società attuale, con uno spirito di pace e di convivenza fraterna".
ANG/TERREMOTO PAKISTAN:BEATIFICAZIONE/... VIS 20051031 (240)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2005 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre per il mese di novembre è la seguente: "Per gli sposi, affinché seguano l'esempio di santità coniugale vissuta da tante coppie che si sono santificate nelle condizioni ordinarie della vita"

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i Pastori dei territori di missione avvertano con costante sollecitudine l'impegno della formazione permanente per i propri sacerdoti".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/… VIS 20051031 (90)

40° ANNIVERSARIO ORDINAZIONE EPISCOPALE CARDINALE ARINZE


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Papa Benedetto XVI ha ricevuto il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, accompagnato da un gruppo di pellegrini dal suo Paese natale, la Nigeria, che celebrano con il Porporato l'anniversario della sua Ordinazione Episcopale, il 29 agosto 1965 a Onitsha (Nigeria), nella cerimonia presieduta dall'Arcivescovo Charles Heerey.

"Sono lieto di riceverla con i suoi amici della comunità nigeriana di Roma e con altri compatrioti venuti a Roma" - ha detto il Papa - "per celebrare con lei il 40° anniversario della Ordinazione Episcopale. Le esprimo le mie più sincere congratulazioni ed i miei migliori auguri".

"Ieri, nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina" - ha proseguito il Santo Padre - "lei ha celebrato una Messa Solenne di ringraziamento a Dio Onnipotente per il dono di quaranta anni di Ministero Episcopale. Oggi sono felice di unire le mie preghiere alla sue intenzioni e chiedo al Signore che sia sua guida e forza nel suo servizio alla Chiesa in amore e zelo. Invoco su Vostra Eminenza, attraverso l'intercessione di Maria Madre di Dio, i doni divini della gioia e della pace e di cuore imparto a lei e a tutti coloro che partecipano a questa gioiosa ricorrenza, la mia Benedizione Apostolica".
AC/ANNIVERSARIO ORDINAZIONE/ARINZE VIS 20051031 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa con il Reverendo Don Raffaele Farina, S.D.B., Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e con il Dottor Cav. Ambrogio M. Piazzoni, Vice Prefetto.

- L'Arcivescovo Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
AP/.../... VIS 20051031 (110)

venerdì 28 ottobre 2005

AMPLIARE RETE DI AIUTO E DI ACCOGLIENZA MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2005 (VIS). Il Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero, hanno presentato oggi nella Sala Stampa della Santa Sede il Messaggio del Santo Padre per la 92ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (15 gennaio 2006), sul tema: "Migrazioni: segno dei tempi".

Il Cardinale Fumio Hamao ha ricordato che, nel Messaggio, il Papa impiega l'espressione "segno dei tempi" per riferirsi al fenomeno della migrazione, termine usato dal Concilio Vaticano II.

Benedetto XVI "in continuità conciliare" - ha detto il Cardinale - "invita anzitutto, in chiave positiva, a leggere le migrazioni come un'opportunità, quasi una sfida".

"Si ricava dal Messaggio del Santo Padre, la convinzione che donne e uomini in emigrazione rappresentino una preziosa risorsa per lo sviluppo dell'intera umanità, grazie alle potenzialità, umano-spirituali e culturali, di cui ciascuno è depositario, senza con questo misconoscere il costo umano dell'esperienza migratoria e le sue molteplici incidenze sociali, economiche e politiche".

Il Porporato ricorda che il Papa accenna alla "'femminizzazione' del fenomeno migratorio, così come le tragedie che coinvolgono i richiedenti asilo e i rifugiati e le ben note difficoltà degli studenti esteri, specialmente se provenienti dal Terzo Mondo". In merito il Cardinale Fumio Hamao ha annunciato che si svolgerà a Roma, dal 14 al 16 dicembre prossimo, il Secondo Congresso Internazionale di pastorale specifica dedicato agli studenti stranieri.

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha concluso sottolineando che il Messaggio "invita alla carità, che spinge a mantenere ed estendere una fitta rete di attività di autentica accoglienza e di genuina disponibilità operativa, per venire incontro, anche a titolo di supplenza, alle tante emergenze degli immigrati" ed ha invitato a promuovere "l'integrazione, lo scambio interculturale, lo sviluppo di una mentalità aperta all'universale, non meno che il dialogo interreligioso" e a sviluppare l'evangelizzazione.

L'Arcivescovo Marchetto ha dedicato il suo intervento ai rifugiati e ai profughi. Tale realtà, ha affermato, pone "questioni che molto ci turbano e ci domanderemo perché la crudeltà e l'intolleranza umana si spingano fino al punto di perseguitare il prossimo", con "la violenza, l'intimidazione, la tortura, l'omicidio e la detenzione, che degradano, pur diversamente , sia coloro che le perpetrano, sia chi ne è vittima".

"Se poi prendiamo in considerazione una definizione più ampia di rifugiato (...) dovremmo includere in questa categoria anche coloro che fuggono la guerra, la violenza generalizzata o la violazione di massa dei diritti umani. (...) Come rispondere dunque, in quanto comunità di credenti, alla sfida dolorosissima?".

Il Segretario del Pontificio Consiglio ha ricordato inoltre che "Ci sono migliaia e migliaia di Organizzazioni ecclesiali, di Servizi che portano speranza e amore in situazioni, altrimenti disperate, in cui rifugiati e sfollati si trovano. Pure ciò è segno di questi tempi, buono, anche se la risposta generosa può sempre essere migliorata e ampliata".

In merito al traffico di esseri umani, che il Santo Padre menziona nel Messaggio, l'Arcivescovo Marchetto ha ricordato che ancora mancano "appropriati programmi di migrazione", per evitare che coloro che fuggono la povertà o vogliono emigrare ricorrano a contrabbandieri e trafficanti per entrare in un Paese straniero. "Nel caso del traffico" - ha aggiunto l'Arcivescovo - "si giunge ad un'enorme sfruttamento, poiché i diritti umani degli individui non vengono rispettati".

"Guardando tutto questo 'con gli occhi di Gesù'" - ha concluso il Segretario del Pontificio Consiglio - "la Chiesa leva la sua voce in soccorso di milioni di persone emarginate, e presenta sempre di nuovo tali disperate necessità, a molti ignote".
OP/MIGRANTE:RIFUGIATO/HAMAO:MARCHETTO VIS 20051028 (600)

EBREI E CRISTIANI: COLLABORARE EDIFICAZIONE PACE


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nel corso di un atto commemorativo del 40° anniversario della promulgazione della Dichiarazione del Concilio Vaticano II "Nostra Aetate", il Cardinale Walter Kasper, Presidente della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI.

"Tale anniversario" - scrive il Santo Padre - è motivo per "esprimere gratitudine a Dio Onnipotente per la testimonianza di tutti coloro che, nonostante una storia complessa e sovente dolorosa, specialmente dopo la tragica esperienza della Shoah, che fu ispirata da un'ideologia razzista neo-pagana, si sono adoperati coraggiosamente per promuovere la riconciliazione e per migliorare la comprensione fra cristiani ed ebrei".

"Nel gettare le basi di rapporti rinnovati fra il Popolo Ebraico e la Chiesa, 'Nostra Aetate' ha ribadito la necessità di superare i pregiudizi passati, le incomprensioni, l'indifferenza e il linguaggio del disprezzo e dell'ostilità. La Dichiarazione è stata occasione di maggiore comprensione e rispetto, cooperazione e, spesso, amicizia fra cattolici ed ebrei".

Papa Benedetto XVI ribadisce che: "Mentre guardiamo ai quaranta anni trascorsi di proficui contatti fra la Chiesa ed il Popolo Ebraico, dobbiamo rinnovare il nostro impegno per il lavoro che ancora rimane da fare. A tale riguardo, sin dai primi giorni del mio Pontificato (...) ho espresso la mia ferma determinazione di seguire le orme tracciate dall'amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II".

"Il dialogo ebraico-cristiano" - scrive ancora il Santo Padre - "deve continuare ad arricchire ed approfondire i legami di amicizia che si sono sviluppati, mentre la predicazione e la catechesi devono assicurare che i rapporti reciproci siano presentati alla luce dei principi enunciati dal Concilio".

Al termine del Messaggio, Papa Benedetto auspica che "sia nel dialogo teologico che nei contatti quotidiani e nella collaborazione, i cristiani e gli ebrei offrano una convinta testimonianza condivisa dell'Unico Dio e dei Suoi comandamenti, della santità della vita, della promozione della dignità umana, dei diritti della famiglia e la necessità di edificare un mondo di giustizia, riconciliazione e pace per le future generazioni".
MESS/NOSTRA AETATE/KASPER VIS 20051028 (350)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Nikolay Sadchikov, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario, Rappresentante della Federazione Russa presso la Santa Sede.

- Il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario del medesimo Dicastero.
AP/.../... VIS 20051028 (80)

MAI CESSATA COMUNICAZIONE SANTA SEDE PATRIARCATO MOSCA


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati si è recato nella Federazione Russia, rispondendo all'invito rivoltogli dal Ministro degli Affari Esteri Signor Sergej Lavrov, che il 7 giugno scorso era in Vaticano per incontrare il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato.

L'Arcivescovo Lajolo, in questa sua prima visita in Russia, ha concesso un'intervista al periodico cattolico "Svet Evangelja", della quale riportiamo alcuni estratti:

"Lo scopo precipuo della mia visita" - ha detto il Segretario per i Rapporti con gli Stati - "è di meglio approfondire la conoscenza circa la posizione ed il giudizio del Governo russo su diversi problemi di ordine internazionale, come anche di far conoscere il punto di vista della Santa Sede. A questo primo scopo (...) si aggiunge però anche il desiderio di far visita all'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, ed alla vivace comunità cattolica moscovita, e portare ad essa l'affettuoso saluto ed una particolare benedizione del Santo Padre Benedetto XVI".

Rispondendo ad una domanda sul ruolo della comunità cattolica locale russa e sul fatto che i cattolici non sono rappresentati nel Consiglio interreligioso della Russia e nella Camera pubblica in formazione, il Presule ha affermato:

"La comunità cattolica dei fedeli russi è sì un 'piccolo gregge' a pieno titolo russo, che ha dietro di sé una storia secolare, segnata da prove dolorose, sostenute con un esemplare coraggio di fede. Senza voler in alcun modo modificare il peso dei numeri, e nel chiaro riconoscimento del ruolo della Chiesa Ortodossa, nella storia della nazione russa, non si può transigere sul principio della 'pari dignità', e della 'pari libertà'. Ciò non significa in alcun modo una diminuzione della posizione preminente della Chiesa Ortodossa in Russia, ma comporta che la comunità cattolica russa deve poter vivere e testimoniare la propria fede religiosa, caratterizzata specificamente dall'unione con il Vescovo di Roma e con la Chiesa Universale, nell'ambito di quei diritti fondamentali riconosciuti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici del 1966".

"Proprio per questo, mi auguro che essi possano essere presto rappresentanti nella Camera del Pubblico, affinché siano in grado di svolgere pienamente la loro missione e collaborare alla crescita della società russa, di cui sono parte integrante, e nel Consiglio interreligioso della Russia per sviluppare sia il dialogo ecumenico tra cristiani che quello interreligioso tra i fedeli delle altre religioni".

Successivamente in un'altra intervista alla Agenzia "Blagovest-Info", l'Arcivescovo Lajolo fa riferimento alla questione dei rapporti fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa in Russia, la più numerosa del mondo ortodosso, e, rilevando le reciproche difficoltà, ha affermato: "Mi sembra che si tratti soprattutto di una dolorosa incapacità di elaborare un linguaggio comune per affrontare l'esame e ricercare la soluzione delle divergenze".

"La Chiesa Cattolica in Russia, unitamente alla Rappresentanza Pontificia a Mosca, è comunque pronta, da sempre, ad esaminare, insieme alla Chiesa Ortodossa, i motivi e le occasioni delle differenze, e talvolta dei malintesi, per cercare di risolverli in spirito soprannaturale. Mi piace anche ricordare che, pur nei momenti più difficili, il canale di comunicazione tra la Santa Sede ed il Patriarcato di Mosca non si è mai chiuso".

Infine, in merito ad una possibile visita del Santo Padre nella Federazione Russa, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, riconosce che essa "costituirebbe un evento ecumenico molto significativo ed importante. Essa dovrebbe però essere preparata con grandissima cura".

"Come rilevò qualche mese fa il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, una tale visita, rivestendo un carattere principalmente spirituale, dovrebbe rappresentare un motivo di gioia e di speranza non solo per i cattolici, ma per tutta la Russia, compresi gli altri credenti cristiani ed i seguaci di altre religioni. Non penso che il Santo Padre Benedetto XVI compirebbe una visita che, invece di contribuire ad una maggiore comprensione e concordia anzitutto in campo cristiano, potesse essere motivo di tensione o di scontento".
.../RUSSIA/LAJOLO VIS 20051028 (660)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MIGRANTE E RIFUGIATO


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la 92ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma il 15 gennaio 2006, sul tema: "Migrazioni segno dei tempi". Il Messaggio è stato pubblicato in inglese, francese, italiano e spagnolo.

Di seguito riportiamo estratti del documento:

"Tra i segni dei tempi oggi riconoscibili sono sicuramente da annoverare le migrazioni, un fenomeno che ha assunto nel corso del secolo da poco concluso una configurazione, per così dire, strutturale, diventando una caratteristica importante del mercato del lavoro a livello mondiale, come conseguenza, tra l'altro, della spinta poderosa esercitata dalla globalizzazione. Naturalmente, in questo segno dei tempi confluiscono componenti diverse. Esso comprende infatti le migrazioni sia interne che internazionali, quelle forzate e quelle volontarie, quelle legali e quelle irregolari, soggette anche alla piaga del traffico di esseri umani. Né può essere dimenticata la categoria degli studenti esteri, il cui numero cresce ogni anno nel mondo".

"Riguardo a coloro che emigrano per motivi economici, merita di essere rilevato il recente fatto della femminizzazione del fenomeno, ossia della crescente presenza in esso della componente femminile. (...) Oggi, (...) l'emigrazione femminile tende a farsi sempre più autonoma: la donna varca da sola i confini della patria, alla ricerca di un'occupazione nel Paese di destinazione. Non di rado, anzi, la donna migrante è diventata la fonte principale di reddito per la propria famiglia. La presenza femminile si registra, di fatto, prevalentemente nei settori che offrono bassi salari. (...) Gli ambiti di impiego più frequenti, per le donne, sono costituiti, oltre che dal lavoro domestico, dall'assistenza agli anziani, dalla cura delle persone malate, dai servizi connessi con l'ospitalità alberghiera. Sono, questi, altrettanti campi in cui i cristiani sono chiamati a dar prova del loro impegno per il giusto trattamento della donna migrante, per il rispetto della sua femminilità, per il riconoscimento dei suoi uguali diritti".

"È doveroso menzionare, in questo contesto, il traffico di esseri umani - e soprattutto di donne - che prospera dove le opportunità di migliorare la propria condizione di vita, o semplicemente di sopravvivere, sono scarse. (...) In taluni casi, vi sono donne e ragazze che sono destinate ad essere poi sfruttate sul lavoro, quasi come schiave, e non di rado anche nell'industria del sesso. Pur non potendo approfondire qui l'analisi delle conseguenze di una tale migrazione, faccio mia la condanna già espressa da Giovanni Paolo II contro la diffusa cultura edonistica e mercantile che promuove il sistematico sfruttamento della sessualità ('Lettera alle Donne', 29 giugno 1995, n. 5). Vi è qui tutto un programma di redenzione e di liberazione, a cui i cristiani non possono sottrarsi".

"Per quanto riguarda l'altra categoria di migranti, quella dei richiedenti asilo e dei rifugiati, vorrei rilevare come in genere ci si soffermi sul problema costituito dal loro ingresso e non ci si interroghi anche sulle ragioni del loro fuggire dal Paese d'origine. (...) Speranza, coraggio, amore e altresì fantasia della carità (Lettera apostolica 'Novo millennio ineunte', 50) devono ispirare il necessario impegno, umano e cristiano, a soccorso di questi fratelli e sorelle nelle loro sofferenze. Le loro Chiese d'origine non mancheranno di mostrare la loro sollecitudine con l'invio di assistenti della stessa lingua e cultura, in dialogo di carità con le Chiese particolari d'accoglienza".

Alla luce degli odierni segni dei tempi, particolare attenzione merita, infine, il fenomeno degli studenti esteri. Il loro numero, grazie anche agli scambi fra le varie Università, specialmente in Europa, registra una crescita costante, con conseguenti problemi anche pastorali che la Chiesa non può disattendere. Ciò vale in special modo per gli studenti provenienti dai Paesi in via di sviluppo, per i quali l'esperienza universitaria può costituire un'occasione straordinaria di arricchimento spirituale".
MESS/MIGRANTE:RIFUGIATO/... VIS 20051028 (630)

giovedì 27 ottobre 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Brooklyn (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo René A. Valero, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../VALERO VIS 20051027 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole Kurt Beck, Presidente del Land Renania-Palatinato (Repubblica Federale di Germania), con la Consorte e Seguito.

- Il Cardinale William Henry Keeler, Arcivescovo di Baltimore (Stati Uniti d'America).

- L'Arcivescovo Sean Patrick O'Malley, di Boston (Stati Uniti d'America).

- Il Vescovo Alberto Ricardo da Silva, di Díli (Timor Est).

- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato della Prelatura personale dell'Opus Dei.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20051027 (110)

COMMEMORAZIONE 40° ANNIVERSARIO "NOSTRA AETATE"


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2005 (VIS). Si celebra oggi a Roma una "Giornata" di commemorazione del 40° anniversario della promulgazione della Dichiarazione "Nostra aetate", del Concilio Vaticano II, relativa alle relazioni della Chiesa cattolica e le religioni non cristiane.

Organizzata dalla Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, la "Giornata" ha avuto inizio con un incontro di riflessione sulle iniziative e gli eventi che hanno caratterizzato il periodo postconciliare e lo sviluppo delle relazioni cattoliche - ebraiche a livello religioso. Si è riflettuto inoltre sui modi più idonei per sviluppare ulteriormente la reciproca conoscenza e cooperazione tra cristiani ed ebrei.

Nel pomeriggio avrà luogo un Atto Commemorativo dedicato alle prospettive future del Documento conciliare, al quale interverranno il Cardinale Walter Kasper, Presidente della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, il Rabbino David Rosen, Direttore Internazionale per le questioni interreligiose dell'"American Jewish Committee" ed il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia). All'Atto Commemorativo assisteranno anche numerosi rappresentanti delle istituzioni ebraiche a livello internazionale, con le quali la Commissione della Santa Sede ha stabilito contatti e collaborazione in questi anni. Saranno anche presenti numerosi esponenti della Curia Romana e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

La Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo è stata istituita da Papa Paolo VI nel 1974, come un organismo distinto, ma collegato al Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Il suo scopo è quello di promuovere e stimolare i rapporti religiosi tra Ebrei e Cattolici, con l'eventuale collaborazione di altri cristiani. Presidente della Commissione è il Cardinale Kasper, il Vice Presidente è il Vescovo Brian Farrell, L.C. ed il Segretario è il Padre Norbert Hofmann, S.D.B.
.../NOSTRA AETATE/KASPER VIS 20051027 (300)

mercoledì 26 ottobre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto, al termine dell'Udienza Generale, l'Arcivescovo Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Messico.
AP/.../... VIS 20051026 (30)

PRESENTAZIONE MESSAGGIO GIORNATA MIGRANTE E RIFUGIATO

CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2005 (VIS). Venerdì 28 ottobre, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 92a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (15 gennaio 2006), sul tema: "Migrazioni: segno dei tempi".

Interverranno il Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.
OP/MESSAGGIO MIGRANTE:RIFUGIATO/HAMAO VIS 20051026 (100)

I CREDENTI INVITATI A VIVERE FRUTTI REDENZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2005 (VIS). Il Cantico ai Filippesi (2,6-11), "Cristo, Servo di Dio", è stato il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 50.000 fedeli.

Il Santo Padre ha spiegato che "il testo comprende un duplice movimento: discensionale e ascensionale. Nel primo, Cristo Gesù, dallo splendore della divinità (...) sceglie di scendere fino all'umiliazione della 'morte di croce'. (...) Il secondo movimento, (...) svela la gloria pasquale di Cristo che, dopo la morte, si manifesta nuovamente nello splendore della sua maestà divina".

Il Padre "esalta" il Figlio. "Questa esaltazione" - ha proseguito il Papa - "è espressa non solo attraverso l'intronizzazione alla destra di Dio, ma anche con il conferimento a Cristo di un 'nome' che è al di sopra di ogni altro nome (...) il 'Nome' più eccelso, quello di 'Signore', proprio di Dio stesso".

"Da un lato, allora, c'è il riconoscimento della signoria universale di Gesù Cristo, che riceve l'omaggio di tutto il creato, visto come un suddito prostrato ai suoi piedi. Dall'altro lato, però, l'acclamazione di fede dichiara Cristo sussistente nella forma o condizione divina, presentandolo quindi come degno di adorazione".

"In questo inno" - ha proseguito il Pontefice - "il riferimento allo scandalo della croce (...) culmina con l'evento della risurrezione. All'obbedienza sacrificale del Figlio segue la risposta glorificatrice del Padre, cui si unisce l'adorazione da parte dell'umanità e del creato. (...) Il progetto di salvezza ha nel Figlio il suo pieno compimento e i fedeli sono invitati - sopratutto nella liturgia - a proclamarlo e a viverne i frutti".

"Cerchiamo" - ha esortato il Papa parlando a braccio - "di conformare il nostro modo di pensare e di agire ai sentimenti di Gesù; se prendiamo questa strada, se conformiamo il nostro modo di pensare e di agire al Signore, viviamo bene e prendiamo la strada giusta. La tenerezza di Dio è per noi una grande consolazione ma anche una grande responsabilità giorno per giorno".

Al termine dell'Udienza, il Santo Padre ha salutato in particolare un folto gruppo di bambini della "Città della speranza" di Padova, fondata nel 1994 con il duplice obiettivo di costruire un nuovo reparto di Onco-ematologia Pediatrica - inaugurato nel 1996 - e di sostenere la ricerca sulla neoplasia infantile.

"Cari amici" - ha detto il Pontefice - "come abbiamo sentito nella catechesi, la croce di Cristo ci fa comprendere il significato vero della sofferenza e del dolore. Unitevi spiritualmente a Gesù Crocifisso e abbandonatevi fiduciosi nelle mani di Maria, invocandola incessantemente con il Rosario".

Benedetto XVI ha concluso ricordando che: "Sta per concludersi il mese di ottobre, mese dedicato al Santo Rosario. Vi invito a recitare con devozione questa preghiera cara alla tradizione del popolo cristiano. Preghiamo per le tante necessità della Chiesa e del mondo, in modo speciale per le popolazioni colpite dal terremoto e da calamità fisiche e ambientali. Mai venga meno per quanti si trovano in difficoltà il nostro sostegno spirituale e materiale".
AG/CANTICO FILIPPESI/... VIS 20051026 (520)

martedì 25 ottobre 2005

PROPOSIZIONI DEI PADRI SINODALI


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2005 (VIS). Come annunciato nel servizio di ieri, riportiamo di seguito parte delle cinquanta Proposizioni che i Padri Sinodali hanno presentato al Santo Padre affinché ne tenga conto nell'elaborazione della Esortazione Apostolica Post-Sinodale relativa alla XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "L'Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa", (Città del Vaticano, 2 - 23 ottobre).

LA RIFORMA LITURGICA DEL VATICANO II (Proposizione 2)

"L'Assemblea Sinodale ha ricordato con gratitudine il benefico influsso che la riforma liturgica attuata a partire dal Concilio Vaticano II ha avuto nella vita della Chiesa. Essa ha messo in evidenza la bellezza dell'azione eucaristica che splende nel rito liturgico. Nel passato si sono verificati abusi, che non mancano neppure oggi, anche se sono alquanto diminuiti. Tuttavia simili episodi non possono oscurare la bontà e la validità della riforma, che contiene ancora ricchezze non pienamente esplorate; piuttosto essi rendono necessaria una maggior attenzione nei confronti della 'ars celebrandi' da cui viene pienamente favorita la 'actuosa participatio'".

EUCARISTIA E SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE (Proposizione 7)

"È compito di grande importanza pastorale che il Vescovo promuova nella diocesi un deciso recupero della pedagogia della conversione che nasce dalla Eucaristia e favorisca per questo la confessione individuale frequente. I sacerdoti, da parte loro, si dedichino generosamente all'amministrazione del sacramento della Penitenza".

"Il Sinodo raccomanda vivamente ai Vescovi di non permettere nelle loro diocesi il ricorso alle assoluzioni collettive, se non nelle situazioni oggettivamente eccezionali stabilite dal Motu Proprio Misericordia Dei, del 7 aprile 2002, del Papa Giovanni Paolo II".

"In questa prospettiva bisognerebbe anche approfondire le dimensioni della riconciliazione già presenti nella celebrazione eucaristica (cf. CCC 1436), in particolare il rito penitenziale, affinché si possano vivere veri momenti di riconciliazione in essa".

SCARSITÀ DI SACERDOTI (Proposizione 11)

"La centralità dell'Eucaristia per la vita della Chiesa fa sentire con acuto dolore il problema della grave mancanza di clero in alcune parti del mondo. Molti fedeli sono così privati del Pane di vita. Per venire incontro alla fame eucaristica del popolo di Dio, che spesso per non brevi periodi deve fare a meno della celebrazione eucaristica, è necessario fare ricorso ad iniziative pastorali efficaci".

"In questo contesto i Padri Sinodali hanno affermato l'importanza del dono inestimabile del celibato ecclesiastico nella prassi della Chiesa latina. Con riferimento al Magistero, in particolare al Concilio Vaticano II e degli ultimi Pontefici, i Padri hanno chiesto di illustrare adeguatamente ai fedeli le ragioni del rapporto tra il celibato e l'ordinazione sacerdotale, nel pieno rispetto della tradizione delle Chiese orientali. Certuni hanno fatto riferimento ai viri probati, ma questa ipotesi è stata valutata come una strada da non percorrere".

"Inoltre si deve tenere conto che, per offrire il dono eucaristico a tutti i fedeli, hanno un peso decisivo la qualità cristiana della comunità e la sua forza di attrazione. Si tratta in particolare di: sollecitare i pastori a promuovere le vocazioni sacerdotali; (...) sensibilizzare le famiglie (...); curare, da parte dei Vescovi, coinvolgendo anche le famiglie religiose e rispettando il carisma loro proprio, una più equa distribuzione del clero e sollecitare il clero stesso ad una grande disponibilità nel servire la Chiesa là dove ve ne è bisogno".

DIES DOMINI (Proposizione 30)

"Come frutto dell'Anno dell'Eucaristia, il Sinodo raccomanda vivamente di fare sforzi significativi per valorizzare e vivere il Dies Domini per tutta la Chiesa. (...) La Domenica è veramente giorno nel quale si celebra con gli altri il Cristo risuscitato, giorno santificato e consacrato al Creatore, giorno di riposo e di disponibilità".

"Ai cristiani sia data l'opportunità, attraverso la catechesi e la predicazione, di meditare sul 'dies Christi' come giorno della resurrezione del Signore e, proprio per questo, come festa di liberazione, giorno donato per gustare i beni del Regno di Dio".

"Noi ci auguriamo dunque che il Giorno del Signore divenga anche il giorno dei cristiani, rispettato dalla società intera con il riposo dal lavoro".

"Anche se il sabato sera appartiene già alla Domenica (Primi Vespri) ed è permesso di compiere il precetto domenicale con la Messa prefestiva, è necessario rammentare che è il giorno della Domenica in se stesso che merita di essere santificato perché non sia vuoto di Dio".

L'USO DEL LATINO NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE (Proposizione 36)

"Nella celebrazione dell'Eucaristia durante gli incontri internazionali, oggi sempre più frequenti, per meglio esprimere l'unità e l'universalità della Chiesa, si propone: di suggerire che la (con)celebrazione della Santa Messa sia in latino (eccetto le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli). Così pure siano recitate in latino le preghiere della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani del canto gregoriano; di raccomandare che i sacerdoti, fin dal Seminario, siano preparati a comprendere e celebrare la Santa Messa in latino, nonché a utilizzare preghiere latine e a saper valorizzare il canto gregoriano; di non trascurare la possibilità che gli stessi fedeli siano educati in questo senso".

I DIVORZIATI RISPOSATI E L'EUCARISTIA (Proposizione 40)

"In continuità con i numerosi pronunciamenti del Magistero della Chiesa e condividendo la sofferta preoccupazione espressa da molti Padri, il Sinodo dei Vescovi ribadisce l'importanza di un atteggiamento e di un'azione pastorale di attenzione e di accoglienza verso i fedeli divorziati e risposati".

"Secondo la Tradizione della Chiesa cattolica, essi non possono esser ammessi alla Santa Comunione, trovandosi in condizione di oggettivo contrasto con la Parola del Signore che ha riportato il matrimonio al valore originario dell'indissolubilità. (...) I divorziati risposati tuttavia appartengono alla Chiesa, che li accoglie e li segue con speciale attenzione perché coltivino uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla Santa Messa, pur senza ricevere la Santa Comunione, l'ascolto della Parola di Dio, l'Adorazione Eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l'impegno educativo verso i figli. Se poi non viene riconosciuta la nullità del vincolo matrimoniale e si danno condizioni oggettive che di fatto rendono la convivenza irreversibile, la Chiesa li incoraggia a impegnarsi a vivere la loro relazione secondo le esigenze della legge di Dio, trasformandola in un'amicizia leale e solidale; così potranno riaccostarsi alla mensa eucaristica, con le attenzioni previste dalla provata prassi ecclesiale, ma si eviti di benedire queste relazioni perché tra i fedeli non sorgano confusioni circa il valore del matrimonio".

"Nello stesso tempo il Sinodo auspica che sia fatto ogni possibile sforzo sia per assicurare il carattere pastorale, la presenza e la corretta e sollecita attività dei tribunali ecclesiastici per le cause di nullità matrimoniale (cf. Dignitas connubii), sia per approfondire ulteriormente gli elementi essenziali per la validità del matrimonio, anche tenendo conto dei problemi emergenti dal contesto di profonda trasformazione antropologica del nostro tempo, dal quale gli stessi fedeli rischiano di esser condizionati specialmente in mancanza di una solida formazione cristiana".

AMMISSIONE DEI FEDELI NON CATTOLICI ALLA COMUNIONE (Proposizione 41)

"Sulla base della comunione di tutti i cristiani, che l'unico Battesimo già rende operante, anche se non ancora in maniera completa, la separazione alla mensa del Signore è sperimentata giustamente come dolorosa. Sia dentro la Chiesa cattolica come da parte dei nostri fratelli e sorelle non cattolici, viene avanzata di conseguenza molto spesso la richiesta urgente della possibilità di Comunione eucaristica tra i cristiani cattolici e gli altri. Si deve chiarire che l'Eucaristia non designa e opera solo la nostra personale comunione con Gesù Cristo, ma soprattutto la piena 'communio' della Chiesa. Perciò chiediamo che i cristiani non cattolici comprendano e rispettino il fatto che per noi, secondo l'intera tradizione biblicamente fondata, la Comunione eucaristica e la comunione ecclesiale si appartengono intimamente e quindi la Comunione eucaristica con i cristiani non cattolici non è generalmente possibile. Ancor più è esclusa una concelebrazione ecumenica. Parimenti dovrebbe essere chiarito che in vista della salvezza personale l'ammissione di cristiani non cattolici all'Eucaristia, al sacramento della Penitenza e all'Unzione dei malati, in determinate situazioni individuali sotto precise condizioni è possibile e perfino raccomandata".

EUCARISTIA E MIGRANTI (Proposizione 45)

"Il Sinodo, ringraziando quanti sono impegnati in questo campo, invita tutti i Vescovi a esercitare la loro cura pastorale verso i migranti. Questi fedeli devono essere accolti come membri dello stesso Corpo di Cristo, a prescindere dalla loro razza, status o condizione, specialmente nelle celebrazione eucaristica. La carità di Cristo urge a che le altre Chiese locali e gli istituti di vita consacrata aiutino generosamente le diocesi che accolgono un grande numero di migranti".

COERENZA EUCARISTICA DI POLITICI E LEGISLATORI CATTOLICI (Proposizione 46)

"I politici e legislatori cattolici devono sentirsi particolarmente interpellati nella loro coscienza, rettamente formata, sulla grave responsabilità sociale di presentare e sostenere leggi inique. Non c'è coerenza eucaristica quando si promuovono leggi che vanno contro il bene integrale dell'uomo, contro la giustizia e il diritto naturale. Non si può separare l'opzione privata e quella pubblica, mettendosi in contrasto con la legge di Dio e l'insegnamento della Chiesa, e questo deve essere considerato anche di fronte alla realtà eucaristica (cf. 1Cor 11, 27-29). Nell'applicare questo orientamento i Vescovi esercitino le virtù della fortezza e della prudenza tenendo conto delle situazioni locali concrete".

DIMENSIONE SOCIALE DELL'EUCARISTIA (Proposizione 48)

"Il sacrificio di Cristo è mistero di liberazione che ci interpella. È nell'impegno a trasformare le strutture ingiuste per ristabilire la dignità dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, che l'Eucaristia diventa nella vita ciò che essa significa nella celebrazione. Questo movimento dinamico si apre alle dimensioni del mondo: mette in questione il processo di globalizzazione che non di rado fa crescere lo scarto tra paesi ricchi e paesi poveri; denuncia quelle potenze politiche ed economiche che dilapidano le ricchezze della terra; richiama le gravi esigenze della giustizia distributiva davanti alle disuguaglianze che gridano verso il cielo; incoraggia i cristiani a impegnarsi e a operare nella vita politica e nell'azione sociale. (...) Chi partecipa all'Eucaristia deve impegnarsi a costruire la pace nel nostro mondo segnato da molte violenze e guerre, e oggi in modo particolare, dal terrorismo, dalla corruzione economica e dallo sfruttamento sessuale. Condizioni per costruire una vera pace sono la restaurazione della giustizia, la riconciliazione e il perdono".
SE/PROPOSIZIONI/... VIS 20051025 (1770)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Canonico David Christopher McCough, finora Vicario Episcopale per Walsall, Wolverhamton, Black Country e Worcs (Gran Bretagna), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Birmingham (superficie: 8.735; popolazione: 5.245.000; cattolici: 286.500; sacerdoti: 425; religiosi: 761; diaconi permanenti: 72), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato Tunstall (Gran Bretagna), nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha nominato Don Juan Carlos Romanin, S.D.B., finora Direttore della Comunità Salesiana di Mar del Plata (Argentina), Vescovo di Río Gallegos (superficie: 265.614; popolazione: 300.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 44; religiosi: 88; diaconi permanenti: 5), Argentina. Il Vescovo eletto è nato Sarandi (Argentina) nel 1954, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione di Don Bosco nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Succede al Vescovo Alejandro Antonio Buccolini, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NEA:NER:RE/.../... VIS 20051025 (170)

IN BREVE


GIOVEDÌ 27 OTTOBRE, ALLE 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, avrà luogo la concelebrazione eucaristica per l'inizio dell'anno accademico delle Università Ecclesiastiche. Presiederà la Santa Messa il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

IL CARDINALE JOSÉ SARAIVA MARTINS, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiederà la celebrazione dell'Eucaristia, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, sabato 29 ottobre, alle ore 17:00, e per incarico del Santo Padre Benedetto XVI, darà lettura della Lettera Apostolica con la quale il Papa iscrive nell'Albo dei Beati i Servi di Dio Josep Tápies e Sei Compagni, (1936) Presbiteri e Martiri, e María de Los Angeles Ginard Martí, vergine e martire, della Congregazione delle Suore Zelatrici del Culto Eucaristico (1894-1936).

INDÙ E CRISTIANI SOLIDALI è il tema del Messaggio annuale agli Indù in occasione della Festa di Diwali che simboleggia la vittoria della luce sull'oscurità, del bene sul male. L'Arcivescovo Michael L. Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ricorda la solidarietà di tante persone, "al di là delle frontiere religiose", nei luoghi colpiti dallo "tsunami", lo scorso anno, nel Sud Est asiatico. "In un epoca" scrive l'Arcivescovo - "in cui il secolarismo aggressivo sembra essere in crescita e il rispetto per i valori umani fondamentali appare spesso in declino, una tale cooperazione fra persone di diverse religioni può portare, nel mondo d'oggi, ad un nuovo rispetto per la religione".
.../IN BREVE/... VIS 20051025 (240)

lunedì 24 ottobre 2005

VENTUNESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi, si è tenuta, in presenza del Santo Padre e di 243 Padri Sinodali, la Ventunesima Congregazione Generale, nel corso della quale è stata letta la Lista finale delle Proposizioni. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha comunicato i nomi dei Membri eletti dal Santo Padre ed i nomi dei Membri eletti dal Consiglio Post-Sinodale:

AFRICA

1. Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Città del Vaticano).
2. Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo) e Presidente della Conferenza Episcopale del Congo.
3. Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria), Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, Presidente del "Simposyum of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar" (S.E.C.A.M.).

AMERICA

1. Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).
2. Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Vice Presidente della Conferenza Episcopale Argentina.
3. Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada).
4. Vescovo Donald William Wuerl, di Pittsburgh (Stati Uniti).

ASIA/OCEANIA

1. Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).
2. Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
3. Vescovo Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., di Hong Kong (Cina).
4. Vescovo Luis Antonio G. Tagle, di Imus (Filippine).

EUROPA

1. Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna), Presidente della Conferenza Episcopale.
2. Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia).
3. Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Città del Vaticano).
4. Vescovo Djura Dzudzar, Esarca Apostolico di Serbia e Montenegro per i cattolici di rito bizantino.
SE/VENTUNESIMA CONGREGAZIONE GENERALE/... VIS 20051024 (310)

VENTIDUESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2005 (VIS). Nel corso della Ventiduesima ed ultima Congregazione Generale, tenutasi questa mattina nell'Aula del Sinodo, ha avuto luogo la votazione della lista delle Proposizioni finali che saranno presentate al Santo Padre perché ne tenga conto nella redazione dell'Esortazione Apostolica Post-Sinodale. Alle 13:00, i partecipanti all'Assemblea Sinodale hanno pranzato con il Santo Padre nella Domus Sanctae Marthae, in Vaticano.

Alle 18:00, nella Cappella Sistina, si è tenuto un concerto in onore del Santo Padre offerto dal Coro della Cattedrale di Ratisbona, diretto del Maestro Roland Büchner.
SE/VENTIDUESIMA CONGREGAZIONE GENERALE/... VIS 20051024 (100)

CONFERENZA STAMPA: CLIMA DI FRATERNITÀ E UNITÀ NELLA FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, alle 12:15, nella Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza di chiusura dei lavori della XI Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, dedicata al tema: "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa".

Sono intervenuti il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia), il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada), l'Arcivescovo Roland Minnerath, di Dijon (Francia) ed il Vescovo Salvatore Fisichella, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.

Il Cardinale Ouellet ha sottolineato il clima di fraternità e unità nella fede del Sinodo, nonostante le diversità di culture e, parlando del Messaggio finale, ha specificato come non si fonda sulle Proposizioni, né sui commenti, ma sull'Eucaristia, centro della vita e dell'attività della Chiesa. Successivamente, il Porporato ha ricordato che il Messaggio insiste sull'Eucaristia come missione del Popolo di Dio, riaffermando la responsabilità dei cristiani, che, come i Padri Sinodali hanno più volte ribadito, "devono farsi voce della sofferenza nel mondo e devono partecipare attivamente in settori importanti e decisivi quali l'economia, l'educazione ed i mezzi di comunicazione".

Inoltre, il Vescovo Fisichella ha affermato che l'Assemblea Sinodale si è aperta e si è conclusa con un Messaggio di pace e di speranza. "Questo messaggio" - ha detto il Vescovo - "si scontra con alcune ombre che non abbiamo nascosto, ma possiede anche un'enorme carica profetica. Infatti, accanto ai problemi, mette in evidenza una grande luce: l'aumento delle vocazioni sacerdotali e la consapevolezza, da parte delle famiglie, del loro ruolo sociale".

L'Arcivescovo Minnerath ha menzionato una delle novità del Sinodo: il Santo Padre ha disposto la pubblicazione delle Proposizioni dei Padri Sinodali, nella versione italiana. L'Arcivescovo ha evidenziato il clima di apertura e di comunicazione della presente Assemblea Sinodale "senza che, però, nulla sia stato perso del procedimento classico".

Una volta conclusi gli interventi dei Presuli, i giornalisti hanno fatto alcune domande su diversi temi, fra i quali la votazione del Messaggio.

"Il Messaggio non è stato votato" - ha spiegato l'Arcivescovo Minnerath - "perché il regolamento del Sinodo non stabilisce la votazione obbligatoria, ma la sua approvazione, che tanto nella Congregazione di ieri, che in quella di oggi, si è espressa con ampio consenso ".

Il Cardinale Ouellet, rispondendo ad una domanda sulla libertà data ai Vescovi locali, dall'Assemblea Sinodale, di amministrare la comunione ai politici ed ai legislatori che a volte promulgano leggi non conformi agli insegnamenti della Chiesa, ha affermato: "Il Sinodo non vuole isolare nessuna categoria di individui. È certo che tutti i cristiani sono responsabili della loro condotta, ma i legislatori hanno una responsabilità collettiva ed un maggiore obbligo di coerenza. Di conseguenza, il Vescovo locale analizzerà con competenza e fermezza ogni caso singolo".

Si è toccato anche il tema dei cattolici divorziati e risposati che, quindi, non possono ricevere la comunione. "Per loro esiste una pastorale molto sensibile e precisa" - hanno risposto i Presuli - "che se, da un lato, insiste sul fatto che non possono ricevere la comunione, dall'altro riafferma la loro non esclusione dalla Chiesa".
SE/CONFERENZA FINALE/... VIS 20051024 (510)

MESSAGGIO FINALE DEL SINODO DEI VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio finale della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi nelle diverse lingue. Pubblichiamo di seguito estratti del documento intitolato: "L'Eucaristia, Pane vivo per la pace del mondo".

"L'EUCARISTIA, PANE VIVO PER LA PACE DEL MONDO"

"Convocati a Roma da Sua Santità Giovanni Paolo II di venerata memoria e confermati dal Santo Padre Benedetto XVI, siamo venuti dai cinque continenti della terra per pregare e riflettere insieme sulla 'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa'. Scopo del Sinodo era quello di offrire al Santo Padre delle Proposizioni che servissero a riqualificare la pastorale eucaristica della Chiesa. Abbiamo potuto sperimentare ciò che la Santa Eucaristia significa fin dalle sue origini: una sola fede e una sola Chiesa, nutrita da un unico Pane di Vita e in comunione visibile con il Successore di Pietro".

"La condivisione fraterna tra i Vescovi, gli Uditori e le Uditrici, unitamente con i Rappresentanti ecumenici, ha rinnovato la nostra convinzione che la Santa Eucaristia anima e trasforma sia la vita delle nostre Chiese particolari d'Oriente ed Occidente, sia le molteplici attività umane nei contesti più differenti in cui viviamo. Proviamo una gioia profonda nel constatare l'unità della nostra fede eucaristica pur all'interno di una grande diversità di riti, di culture e di situazioni pastorali. La presenza di tanti Fratelli Vescovi ci ha permesso di sperimentare in maniera ancora più diretta la ricchezza delle nostre diverse tradizioni liturgiche che fa risplendere la profondità dell'unico mistero eucaristico".

"Vi invitiamo a pregare con maggior intensità, Fratelli e Sorelle cristiani di ogni Confessione, perché venga il giorno della riconciliazione e della piena unità visibile della Chiesa nella celebrazione della Santa Eucaristia, conformemente alla preghiera del Signore alla vigilia della sua morte: Perché tutti siano una cosa sola".

"La nostra gratitudine è rivolta anche a tutto il popolo di Dio di cui abbiamo sentito la vicinanza e la solidarietà durante queste tre settimane di preghiera e di riflessione. Le Chiese particolari in Cina e i loro Vescovi che non hanno potuto partecipare ai nostri lavori, hanno avuto un posto speciale nei nostri pensieri e preghiere".

IN ASCOLTO DELLA SOFFERENZA DEL MONDO

"Nel corso dell'Assemblea Sinodale c'è stato un intenso scambio di testimonianze sulla vita della Chiesa nei cinque continenti. Abbiamo preso coscienza di situazioni drammatiche e di sofferenze causate dalle guerre, dalla fame, dalle diverse forme di terrorismo e di ingiustizia, che colpiscono la vita quotidiana di centinaia di milioni di persone. I diversi focolai di violenza nel Medio Oriente e in Africa ci hanno particolarmente colpito, ma resi anche più sensibili dinanzi all'oblio di questo continente nell'opinione pubblica mondiale. Le calamità naturali, che sembrano moltiplicarsi con sempre maggior frequenza, obbligano a guardare con maggior rispetto alla natura e a rinsaldare i vincoli di solidarietà con le popolazioni colpite".

"Non ci siamo nascosti le conseguenze della secolarizzazione presenti soprattutto in Occidente, che portano all'indifferenza religiosa e alle diverse espressioni del relativismo. Abbiamo ricordato e denunciato le situazioni di ingiustizia e di povertà estrema che proliferano ovunque, ma soprattutto in America Latina, in Africa e in Asia. Tutte queste sofferenze gridano al cospetto di Dio e provocano la coscienza dell'umanità. (...) Il nostro pensiero va a quanti governano le Nazioni perché guardino con la dovuta attenzione al bene di tutti e siano promotori della piena dignità di ogni persona, dal concepimento fino alla sua naturale conclusione. Chiediamo loro di promuovere leggi che rispettino il diritto naturale del matrimonio e della famiglia. Da parte nostra, continueremo a partecipare attivamente all'impegno comune nel creare le condizioni durature per un reale progresso dell'intera famiglia umana, dove a nessuno possa mancare il pane quotidiano".

FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME

"La Chiesa, fin dalle sue origini, fa memoria della Morte e Risurrezione di Gesù, con le sue stesse parole e gesti dell'Ultima Cena, domandando allo Spirito Santo di trasformare il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo. Noi crediamo fermamente e insegniamo nella costante tradizione della Chiesa che le parole di Gesù, pronunciate dal sacerdote durante la Santa Messa, per la potenza dello Spirito Santo, operano ciò che significano. Queste parole realizzano la presenza reale di Cristo Risorto".

"A quarant'anni di distanza dal Concilio Vaticano II siamo invitati a compiere un esame di coscienza pastorale, per verificare in quale misura la fede è espressa e celebrata con coerenza nelle nostre Assemblee liturgiche. Il Sinodo riafferma che il Concilio Vaticano II ha posto le basi necessarie per un autentico rinnovamento liturgico. È necessario, quindi, coltivare i frutti positivi e correggere gli abusi presenti nella pratica. Siamo convinti che il rispetto del carattere sacrale della liturgia passa per una autentica fedeltà alle norme liturgiche della legittima autorità. Nessuno si consideri padrone della liturgia della Chiesa".

LUCI NELLA VITA EUCARISTICA DELLA CHIESA

"Molte testimonianze hanno riferito fatti positivi che consolano; ad esempio: la rinnovata presa di coscienza circa l'importanza della Santa. Messa domenicale, l'aumento delle vocazioni sacerdotali e di vita consacrata in diverse parti del mondo, la forte esperienza delle Giornate Mondiali della Gioventù, culminate in Germania a Colonia, lo sviluppo di numerose iniziative per l'adorazione del Santissimo Sacramento in tutto il mondo, il rinnovamento della catechesi del Battesimo e dell'Eucaristia alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica, la crescita di movimenti e comunità che formano i missionari per la nuova evangelizzazione".

"Ringraziamo il Signore perché in molti Paesi dove i sacerdoti erano assenti o confinati nella clandestinità, la Chiesa oggi può celebrare liberamente i Santi Misteri. La libertà di evangelizzazione e le testimonianze di ritrovato fervore risvegliano poco a poco la fede in zone profondamente scristianizzate. Salutiamo con affetto e incoraggiamo quanti soffrono ancora la persecuzione. Domandiamo, inoltre, che laddove i cristiani sono una minoranza, possano celebrare il giorno del Signore in piena libertà".

SFIDE PER UN RINNOVAMENTO EUCARISTICO

"La vita delle nostre Chiese è segnata anche da alcune ombre e problemi che non abbiamo eluso. Pensiamo, in primo luogo, alla perdita del senso del peccato ed alla crisi persistente nella pratica del Sacramento della Penitenza. È importante riscoprire il suo significato profondo: è una conversione e una medicina preziosa donata da Cristo Risorto per la remissione dei peccati (cf. Gv 20, 23) e per la crescita nell'amore verso di Lui e i fratelli".

"Ci preoccupa fortemente la mancanza di presbiteri per la celebrazione dell'Eucaristia domenicale e questo ci invita a pregare e a promuovere più attivamente la pastorale per le vocazioni sacerdotali. Diversi sacerdoti, con grande fatica, sono obbligati a moltiplicare le celebrazioni ed a trasferirsi da una parte all'altra per corrispondere nel miglior modo possibile alle necessità dei fedeli, a prezzo di grandi fatiche. Un pensiero riconoscente va anche ai numerosi missionari il cui entusiasmo per l'annuncio del Vangelo consente fino ad oggi di essere fedeli al comando del Signore di andare in tutto il mondo e battezzare nel suo Nome (cf. Mt 28, 19)".

"Diverse forme di celebrazione esistono già nei continenti dove mancano i sacerdoti. La pratica della comunione spirituale, comunque, così cara alla tradizione cattolica, potrebbe e dovrebbe essere maggiormente promossa e spiegata, così da aiutare i fedeli a meglio comunicarsi sacramentalmente e ad essere di vera consolazione a quanti non possono ricevere la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, per diverse ragioni. Crediamo che questa pratica aiuterebbe le persone sole in particolare i disabili, gli anziani, i prigionieri e i rifugiati".

"Conosciamo la tristezza di quanti non possono accedere alla comunione sacramentale per una situazione familiare non conforme al comandamento del Signore (cf. Mt 19, 3-9). Alcuni divorziati e risposati accettano con dolore di non poter ricevere la comunione sacramentale e lo offrono a Dio. Altri non comprendono questa restrizione e vivono una frustrazione interiore. Ribadiamo che, pur non potendo condividere la loro scelta (cf. CCC 2384), riaffermiamo che non sono esclusi dalla vita della Chiesa. Chiediamo loro di partecipare alla Santa Messa domenicale e di dedicarsi assiduamente all'ascolto della Parola di Dio perché possa nutrire la loro vita di fede, di carità e di conversione. Desideriamo affermare che siamo loro vicini con la preghiera e la sollecitudine pastorale; tutti insieme chiediamo al Signore di obbedire fedelmente alla sua volontà".

"Abbiamo constatato anche in alcuni ambienti uno scarso senso del sacro che tocca non solo la partecipazione attiva e generosa dei fedeli alla Santa Messa, ma anche il modo di celebrare e la qualità della testimonianza pubblica di vita che i cristiani sono chiamati a dare. (...) Il fatto della scristianizzazione richiede una formazione migliore della vita cristiana nelle famiglie, in modo che la pratica dei Sacramenti si rinnovi ed esprima realmente il contenuto di fede. Invitiamo pertanto i genitori, i pastori, i catechisti a mobilitarsi per aprire un grande cantiere di evangelizzazione e di educazione alla fede all'inizio di questo nuovo millennio".

"Dinanzi al Signore della storia e del futuro del mondo ci interpellano i poveri di sempre, i nuovi poveri e i dimenticati della terra, vittime sempre più numerose dell'ingiustizia; essi riportano alla nostra mente l'agonia di Cristo che dura fino alla fine del mondo. Tali sofferenze non possono restare estranee alla celebrazione del Mistero Eucaristico che impegna tutti noi a operare per la giustizia e la trasformazione del mondo in maniera attiva e consapevole, forti dell'insegnamento sociale della Chiesa che promuove la centralità della persona e della sua dignità".

SARETE MIEI TESTIMONI

(...) La Santa Eucaristia è il dono dell'amore, un incontro con Dio che ci ama e una sorgente zampillante di vita eterna. Noi Vescovi, Sacerdoti e Diaconi siamo i primi testimoni e i servitori di questo amore".

"Cari sacerdoti (...) vi chiediamo di essere, insieme con noi e sull'esempio del Santo Padre Benedetto XVI, gli umili operai nella vigna del Signore, con una vita sacerdotale coerente".

"Ricordiamo con gratitudine l'impegno dei diaconi permanenti, dei catechisti, degli operatori pastorali e dei numerosi fedeli laici a favore della comunità".

"Salutiamo e ringraziamo tutte le persone consacrate, questa porzione scelta della vigna del Signore, che in piena gratuità testimonia la bella notizia dello Sposo che viene (cf. Ap 22, 17-20). La vostra testimonianza eucaristica nella sequela di Cristo è un grido d'amore nella notte del mondo, una eco dello Stabat Mater e del Magnificat".
"Cari giovani (...) confidiamo nelle vostre capacità e nel vostro desiderio di sviluppare i valori positivi del mondo e di cambiare quanto vi è di ingiusto e violento. Contate sul nostro appoggio e la nostra preghiera per accogliere insieme la sfida di costruire il futuro con Cristo".

"Ai giovani seminaristi (...) desideriamo far giungere un particolare pensiero perché la loro vita di formazione sia colma di una autentica spiritualità eucaristica".

"Cari sposi cristiani con le vostre famiglie, la vostra vocazione alla santità, come chiesa domestica, si nutre alla sacra Mensa dell'Eucaristia. La vostra fede nel Sacramento del matrimonio trasforma l'unione coniugale in un tempio dello Spirito Santo, in una sorgente feconda di vita nuova nel generare i figli frutto del vostro amore. Abbiamo spesso parlato di voi al Sinodo, perché siamo coscienti delle fragilità e incertezze del mondo presente".

"Desideriamo rivolgere una parola a quanti soffrono, in particolare agli ammalati e ai disabili, che con la loro sofferenza sono uniti al sacrificio di Cristo (cf. Rm 12, 2). Per il dolore che portate nel corpo e nel vostro cuore partecipate in modo speciale al sacrificio eucaristico e siete testimoni privilegiati dell'amore che esso esprime. Siamo sicuri che nel momento in cui facciamo esperienza della debolezza e dei nostri limiti, la forza dell'Eucaristia può essere di grande aiuto. Uniti al mistero pasquale di Cristo, troviamo la risposta alle angoscianti domande della sofferenza e della morte, soprattutto quando la malattia colpisce i bambini innocenti. Siamo vicini a tutti voi, ma soprattutto ai morenti che ricevono il Corpo di Cristo come viatico per il loro ultimo passaggio verso il Regno di Dio".

CHE TUTTI SIANO UNO

"Il Santo Padre Benedetto XVI ha riaffermato il solenne impegno della Chiesa per la causa ecumenica. (...) Sentiamo tutti il dolore della separazione che impedisce la celebrazione comune dell'Eucaristia. Vogliamo intensificare nelle nostre comunità la preghiera per l'unità, lo scambio di doni tra le Chiese e le Comunità ecclesiali, i rapporti rispettosi e fraterni tra noi in modo da conoscerci meglio e amarci, rispettando e apprezzando le nostre differenze e i valori comuni. Precise norme della Chiesa stabiliscono le condizioni per accedere alla Comunione Eucaristica con fratelli e sorelle che non sono ancora in piena comunione con noi. Una sana disciplina impedisce la confusione e i gesti improvvisati che possono invece nuocere alla vera comunione".

"Come cristiani, siamo vicini agli altri discendenti di Abramo: agli ebrei, eredi della prima Alleanza ed ai musulmani. Celebrando la Santa Eucaristia pensiamo di essere, come dice Sant'Agostino, 'sacramento dell'umanità' (cf. De civ. Dei 10,6), la voce di tutte le preghiere e suppliche che dalla terra salgono verso Dio".

CONCLUSIONE: PACE PIENA DI SPERANZA

"Ringraziamo il Signore per questa XI Assemblea Sinodale che ci ha permesso di ritornare alla sorgente del mistero della Chiesa, a quarant'anni dal Concilio Vaticano II. Terminiamo in bellezza l'anno dell'Eucaristia, confermandoci nell'unità e rinnovandoci nell'entusiasmo apostolico e missionario".
"Al termine di questo Sinodo sperimentiamo questa pace piena di speranza che i discepoli di Emmaus ricevettero con il cuore ardente dal Signore risorto. Essi si alzarono e ritornarono in fretta a Gerusalemme per condividere la gioia con i fratelli e le sorelle nella fede. Noi auguriamo che possiate andare colmi di gioia all'incontro con la Santa Eucaristia e toccare con mano la verità della sua Parola: 'Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo' (Mt 28, 20)".
SE/MESSAGGIO FINALE/... VIS 20051024 (2280)
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