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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 10 aprile 2014

LE UNIVERSITÀ PONTIFICIE NON SONO MACCHINE PER PRODURRE TEOLOGI E FILOSOFI

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). I professori, gli studenti e il personale non docente della Pontificia Università Gregoriana, del Pontificio Istituto Biblico e del Pontificio Istituto Orientale sono stati ricevuti questa mattina in udienza da Papa Francesco. Le tre Istituzioni, riunite in Consorzio dal Papa Pio XI nel 1923, sono affidate alla Compagnia di Gesù. Il Santo Padre ha sottolineato quanto sia importante che tra di esse si sviluppi la collaborazione "custodendo la memoria storica e al tempo stesso facendosi carico del presente e guardando al futuro con creatività e immaginazione, (...), trovando vie nuove senza paura".

Papa Francesco ha sottolineato due aspetti che devono caratterizzare l'impegno di quanti appartengono al Consorzio, come docenti e come studenti. Il primo aspetto è quello di valorizzare il luogo nel quale si trovano e soprattutto la Chiesa di Roma. "C’è un passato e c’è un presente. Ci sono le radici di fede: le memorie degli Apostoli e dei Martiri; e c’è l’'oggi' ecclesiale, c’è il cammino attuale di questa Chiesa che presiede alla carità, al servizio dell’unità e della universalità. Tutto questo non va dato per scontato! (...) Ma nello stesso tempo voi portate qui la varietà delle vostre Chiese di provenienza, delle vostre culture. Questa è una delle ricchezze inestimabili delle istituzioni romane. Essa offre una preziosa occasione di crescita nella fede e di apertura della mente e del cuore all’orizzonte della cattolicità. Dentro questo orizzonte la dialettica tra 'centro' e 'periferie' assume una forma propria, cioè la forma evangelica, secondo la logica di un Dio che giunge al centro partendo dalla periferia e per tornare alla periferia".

Il secondo aspetto "è quello del rapporto tra studio e vita spirituale. (...) Questa è una delle sfide del nostro tempo: trasmettere il sapere e offrirne una chiave di comprensione vitale, non un cumulo di nozioni non collegate tra loro. C’è bisogno di una vera ermeneutica evangelica per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini, non di una sintesi ma di una atmosfera spirituale di ricerca e certezza basata sulle verità di ragione e di fede. La filosofia e la teologia permettono di acquisire le convinzioni che strutturano e fortificano l’intelligenza e illuminano la volontà… ma tutto questo è fecondo solo se lo si fa con la mente aperta e in ginocchio. Il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso è un mediocre. Il buon teologo e filosofo ha un pensiero aperto, cioè incompleto, sempre aperto al 'maius' di Dio e della verità, sempre in sviluppo. (...) E il teologo che non prega e che non adora Dio finisce affondato nel più disgustoso narcisismo. E questa è una malattia ecclesiastica. Fa tanto male il narcisismo dei teologi, dei pensatori, è disgustoso".

"Il fine degli studi in ogni Università pontificia - ha ribadito il Pontefice - è ecclesiale. La ricerca e lo studio vanno integrati con la vita personale e comunitaria, con l’impegno missionario, con la carità fraterna e la condivisione con i poveri, con la cura della vita interiore nel rapporto con il Signore. I vostri Istituti non sono macchine per produrre teologi e filosofi; sono comunità in cui si cresce, e la crescita avviene nella famiglia. Nella famiglia universitaria c’è il carisma di governo, affidato ai superiori, e c’è la diaconia del personale non docente, che è indispensabile per creare (...) un atteggiamento di umanità e di saggezza concreta, che farà degli studenti di oggi persone capaci di costruire umanità, di trasmettere la verità in dimensione umana, di sapere che se manca la bontà e la bellezza di appartenere a una famiglia di lavoro si finisce per essere un intellettuale senza talento, un eticista senza bontà, un pensatore carente dello splendore della bellezza e solo 'truccato' di formalismi. Il contatto rispettoso e quotidiano con la laboriosità e la testimonianza degli uomini e delle donne che lavorano nelle vostre Istituzioni vi darà quella quota di realismo tanto necessaria affinché la vostra scienza sia scienza umana e non di laboratorio".

LA TRATTA DI ESSERI UMANI È UN DELITTO CONTRO L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). "La tratta di esseri umani è una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo. È un delitto contro l’umanità". Queste le parole del Santo Padre ai partecipanti alla Seconda Conferenza Internazionale "Combatting Human Trafficking: Church and Law Enforcement in partnership" (La lotta contro il traffico di esseri umani: Chiesa ed applicazione della legge in collaborazione), organizzata dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, (Vaticano, 9-10 aprile). "È un incontro, un incontro importante, - ha aggiunto il Santo Padre - ma è anche un gesto: è un gesto della Chiesa, un gesto delle persone di buona volontà, che vuole gridare 'basta!'”.

"Il fatto di trovarci qui, per unire i nostri sforzi, significa che vogliamo che le strategie e le competenze siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica, dalla prossimità agli uomini e alle donne che sono vittime di questo crimine. Sono qui riunite autorità di polizia, impegnate soprattutto a contrastare questo triste fenomeno con gli strumenti e il rigore della legge; e insieme operatori umanitari, il cui compito principale è di offrire accoglienza, calore umano e possibilità di riscatto alle vittime. Sono due approcci diversi, ma che possono e devono andare insieme. Dialogare e confrontarsi a partire da questi due approcci complementari è molto importante. Per questo motivo incontri come questo sono di grande utilità, direi necessari".

Nel ringraziare i presenti per la loro collaborazione, il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Penso che è un segno importante il fatto che, a distanza di un anno dal primo incontro abbiate voluto ritrovarvi, da tante parti del mondo, per portare avanti un lavoro comune".

DICHIARAZIONE FINALE DELLA CONFERENZA SUL TRAFFICO DI ESSERI UMANI E SULLA SCHIAVITÙ

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). Di seguito pubblichiamo la dichiarazione finale dei partecipanti alla Seconda Conferenza Internazionale "Combating Human Traffkicking: Church and Law Enforcemente in partnership" tenutasi il 9 e 10 aprile, nell'Aula Magna della Pontificia Accademia delle Scienze, Casina Pio IV, in Vaticano.

"In data 10 aprile 2014, alti funzionari delle Forze dell'Ordine e rappresentanti della Chiesa Cattolica si sono incontrati in Vaticano per individuare i modi per combattere insieme il traffico di esseri umani e la schiavitù".

Il Santo Padre, che ha promosso tale incontro, ha dichiarato: "Esorto la comunità internazionale ad adottare una strategia comune ed efficace contro il traffico di esseri umani, così che, in tutte le parti del mondo, uomini e donne non siano più usati come mezzi per un fine, e sia sempre rispettata l'inviolabile dignità della persona".

Quali alti funzionari responsabili del rispetto della legge nella comunità internazionale, ci impegniamo a debellare la piaga di tale grave attività criminale, che abusa di persone vulnerabili. La presente Conferenza è parte di un processo nel quale operiamo insieme a livello internazionale per sviluppare strategie di prevenzione, cura pastorale e reintegrazione, ponendo le vittime al centro di tutte le nostre attività".

"Ognuno di noi assume il personale impegno ad operare con la Chiesa e la società civile per assicurare alla giustizia i responsabili di questi orrendi crimini e per alleviare le sofferenze delle vittime".

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Zvonimir Jankuloski, Ambasciatore della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- L'Arcivescovo Petar Rajič, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein, Yemen, Qatar e Emirati Arabi Uniti; Delegato Apostolico nella Penisola Arabica.

mercoledì 9 aprile 2014

NUOVO CICLO DI CATECHESI SUI DONI DELLO SPIRITO SANTO

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha iniziato oggi un nuovo ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo che "costituisce l'anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano. (...) Lo Spirito stesso è 'il dono di Dio' per eccellenza, è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza; sono quelli che (...) invochiamo nell'antica preghiera detta 'Sequenza allo Spirito Santo'. I doni dello Spirito Santo sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio".

Il Santo Padre ha parlato del primo dono dello Spirito Santo: la sapienza. "Ma non si tratta semplicemente - ha detto - della saggezza umana, che è frutto della conoscenza e dell'esperienza". La sapienza che concede lo Spirito Santo "è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È (...) vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. (...) E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, (...), dal rapporto di figli con il Padre. (...) Quando siamo in comunione con il Signore, lo Spirito Santo è come se trasfigurasse il nostro cuore e gli facesse percepire tutto il suo calore e la sua predilezione".

"Lo Spirito Santo rende allora il cristiano 'sapiente'. Questo, però - ha spiegato Papa Francesco - non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che 'sa' di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio (...). Il cuore dell'uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di Dio. (...) Noi abbiamo dentro di noi, nel nostro cuore, lo Spirito Santo; possiamo ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo. Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Santo, e tutti noi possiamo averla. Soltanto, dobbiamo chiederla allo Spirito Santo".

Quale esempio di saggezza nella vita quotidiana, il Papa ha citato l'esempio degli sposi che fanno la pace dopo un litigio ed ha detto: "Nel matrimonio, (...) i due sposi (...) litigano, e poi non si guardano o, se si guardano, si guardano con la faccia storta: questo è sapienza di Dio? No! Invece, se dice: 'Beh, è passata la tormenta, facciamo la pace', e ricominciano ad andare avanti in pace (...) questo è il dono della sapienza".

"E questo non si impara - ha concluso il Papa - questo è un regalo dello Spirito Santo. Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono (...) di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio. E così, con questa saggezza, andiamo avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo la Chiesa, e tutti ci santifichiamo. Chiediamo oggi la grazia della sapienza. E chiediamola alla Madonna, che è la Sede della sapienza".

ACCORATO APPELLO PER LA PACE IN SIRIA DOPO LA MORTE DI UN CONFRATELLO GESUITA

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). "Lunedì scorso, ad Homs, in Siria, è stato assassinato il Padre Frans van der Lugt, un mio confratello gesuita olandese di 75 anni, arrivato in Siria circa 50 anni fa, che ha sempre fatto del bene a tutti, con gratuità e amore, e perciò era amato e stimato da cristiani e musulmani. - ha detto Papa Francesco al termine della catechesi - La sua brutale uccisione mi ha riempito di profondo dolore e mi ha fatto pensare ancora a tanta gente che soffre e muore in quel martoriato Paese, già da troppo tempo preda di un sanguinoso conflitto, che continua a mietere morte e distruzione. Penso anche alle numerose persone rapite, cristiani e musulmani, siriani e di altri Paesi, tra le quali ci sono Vescovi e Sacerdoti. Chiediamo al Signore che possano presto tornare ai loro cari e alle loro famiglie e comunità".

Con questa parole il Santo Padre ha lanciato un appello perché cessi la violenza in Siria "Di cuore vi invito tutti - ha detto ancora - ad unirvi alla mia preghiera per la pace in Siria e nella regione, e lancio un accorato appello ai responsabili siriani e alla comunità internazionale: tacciano le armi, si metta fine alla violenza! Non più guerra! Non più distruzione! Si rispetti il diritto umanitario, si abbia cura della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria e si giunga alla desiderata pace attraverso il dialogo e la riconciliazione".

CORDOGLIO PER LA MORTE DEL PATRIARCA EMERITO DI BABILONIA DEI CALDEI

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako, per la morte, all'età di 87 anni, di Sua Beatitudine il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca emerito di Babilonia dei Caldei (Iraq).

Nel trasmettere il suo sentito cordoglio a tutti i fedeli del Patriarcato, in Iraq e nella diaspora, il Papa ricorda con profonda gratitudine "la dedizione del defunto Patriarca verso il suo popolo e la promozione di relazioni rispettose, giuste e pacifiche con i seguaci di altre tradizioni religiose".

Unendosi al dolore del Papa, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, porge di tutto cuore le sue condoglianze a tutta la Chiesa in Iraq.

MESSA "IN COENA DOMINI" PRESSO FONDAZIONE DON GNOCCHI

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che il 17 aprile, Giovedì Santo, alle 17:30, il Santo Padre celebrerà la Messa in "Coena Domini" presso la "Fondazione Don Carlo Gnocchi - Centro Santa Maria della Provvidenza" (Via Casal del Marmo, 401, nella zona Casalotti-Boccea, Roma). Alla celebrazione che si terrà nella chiesa del Centro, parteciperanno gli ospiti, accompagnati dai loro familiari, dal personale e dai responsabili. La Fondazione, creata dal Beato italiano Don Carlo Gnocchi, assiste persone colpite da ogni forma di disabilità.

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Dottor Juan Carlos Parodi.

martedì 8 aprile 2014

VISITA DI SUA MAESTÀ IL RE ABDULLAH II DI GIORDANIA

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Sua Maestà il Re Abdullah II bin Hussein di Giordania è giunto in Vaticano poco prima delle ore 16. All’arrivo davanti alla Domus Santa Marta è stato accolto dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein, e dal Capo del Protocollo, Monsignor José Avelino Bettencourt, e nell’atrio della Domus è stato salutato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti.

Il Santo Padre ha ricevuto Sua Maestà il Re all’ingresso del Salone al Piano terreno, dove ha avuto luogo il colloquio, a cui ha partecipato anche S.A.R. il Principe Ghazi bin Muhammed, oltre all’interprete vaticano di lingua inglese. La conversazione, che è continuata anche mentre gli illustri interlocutori prendevano un thé, è durata in tutto un poco più di quaranta minuti, e si è svolta in un clima cordiale e non formale.

Naturalmente la visita ha avuto luogo nel contesto dell’atteso viaggio del Papa Francesco in Terra Santa, dove toccherà anzitutto la Giordania, e Sua Maestà ha avuto modo di riaffermare i sentimenti con cui il popolo giordano si prepara ad accogliere il Papa e le disposizioni più aperte alla collaborazione nell’impegno per la pace e per il dialogo interreligioso.

Al termine il Santo Padre ha salutato anche gli altri membri del Seguito. Gli illustri ospiti hanno lasciato il Vaticano intorno alle 16:45.

IL PAPA SOTTOLINEA COMUNIONE AFFETTIVA ED EFFETTIVA DEL SINODO DEI VESCOVI

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, in occasione dell'elevazione alla dignità episcopale di Monsignor Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

"Trascorsi quasi cinquant'anni dall'istituzione del Sinodo dei Vescovi - scrive il Papa - nella consapevolezza che per l'esercizio del mio Ministero Petrino serve, quanto mai, ravvivare ancor di più lo stretto legame con tutti i Pastori della Chiesa, desidero valorizzare questa preziosa eredità conciliare. A tal proposito non v'è dubbio che il Vescovo di Roma abbia bisogno della presenza dei suoi Confratelli Vescovi, del loro consiglio e della loro prudenza ed esperienza. (...) Perciò, sono molto grato a quanti, con un lavoro generoso, assiduo e competente, hanno assicurato, in tutti questi anni, che l'istituzione sinodale contribuisse all'imprescindibile dialogo tra Pietro e i suoi Confratelli. (...) Ora, al fine di rendere più manifesto l'apprezzato servizio che codesto organismo svolge in favore della collegialità episcopale con il Vescovo di Roma, ho deciso di conferire al Sotto-Segretario il carattere episcopale".

"In tal modo - conclude il Pontefice - il Sotto-Segretario, già nel suo compito di collaborazione con Vostra Eminenza per quanto concerne lo sviluppo dell'attività sinodale, in virtù dell'Ordine episcopale rispecchierà quella comunione affettiva ed effettiva che costituisce lo scopo precipuo del Sinodo dei Vescovi. Anche nel coordinare il lavoro interno della Segreteria Generale, il Sotto-Segretario sarà chiamato ad esprimere la feconda e fruttuosa realtà che sgorga dalla partecipazione al 'munus' episcopale, fonte di santificazione per quelli che lo circondano e fondamento della comunione gerarchica con il Vescovo di Roma, capo del Collegio Episcopale, e con i Membri del medesimo Collegio".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo William Terrence McGrattan, Vescovo della diocesi di Peterborough (superficie: 25.900; popolazione: 437.300; cattolici: 60.400; sacerdoti: 83; religiosi: 107; diaconi permanenti: 8), Canada. Finora Vescovo Ausiliare di Toronto (Ontario, Canada), succede al Vescovo Nicola De Angelis, C.F.I.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Roma (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1998 è stato parroco di S. Maria del Giglio in Montefiascone, ricoprendo l'incarico di Cancelliere vescovile, e ha insegnato diritto canonico presso l'Istituto Teologico Viterbese. Dal 1998 è a servizio della Congregazione per i Vescovi, nella quale è Capo Ufficio dal 2010; è anche Sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio. Dal 1996 è Giudice Esterno del Tribunale di prima istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione Lazio, presso il Tribunale Ordinario della diocesi di Roma. È Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Cardinale Marco Antonio Barbarigo e Assistente Ecclesiastico del Centro Italiano Femminile - C.I.F. di Roma. Nel 2014 è stato nominato Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

lunedì 7 aprile 2014

AI VESCOVI DELLA TANZANIA: IL VOSTRO ESEMPIO ISPIRI COLORO CHE ANELANO ALLA PACE

Città del Vaticano, 7 aprile 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Vescovi della Conferenza Episcopale della Tanzania al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum". Nel discorso consegnato ai Presuli, il Papa ha avuto parole di apprezzamento per "l'importante storia dell'opera missionaria in tutta la regione", ed ha esortato i Vescovi a "mantenere e promuovere questo imperativo missionario, così che il Vangelo informi sempre più ogni opera di apostolato e getti la sua luce in tutti i settori della società della Tanzania".

"L'opera di evangelizzazione in Tanzania non è semplicemente un importante avvenimento del passato; essa accade ogni giorno nel lavoro pastorale nelle parrocchie, nella liturgia, nel ricevere i sacramenti, nell'apostolato educativo, nelle iniziative sanitarie, nella catechesi e nella vita dei comuni cristiani". Nel menzionare in particolare la testimonianza di discepolato missionario degli operatori sanitari che "curano i malati di Hiv/Aids e di tutti coloro che si adoperano con zelo nell'educazione delle persone alla responsabilità sessuale ed alla castità", il Papa cita anche quanti "si dedicano allo sviluppo integrale dei poveri, in particolare le donne e i bambini indigenti" ed esclama: "Che lo Spirito Santo che ha donato fortezza, saggezza e santità ai primi missionari in Tanzania continui ad ispirare tutta la Chiesa locale in tale vitale testimonianza".

Nel contempo il Papa ribadisce l'importanza di avere "sacerdoti santi, istruiti e zelanti" e sottolinea la responsabilità dei Vescovi di assicurarsi che i sacerdoti "ricevano una idonea formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale". Nel riferirsi all'indispensabile ruolo dei laici, il Papa esorta i Presuli "a concentrare i loro sforzi affinché i catechisti acquisiscano una esauriente comprensione della dottrina della Chiesa che darà loro gli strumenti per contrastare le sfide della superstizione, delle sette aggressive e del secolarismo, ma ancora più importante, consentirà loro di condividere, in particolare con i giovani, la bellezza e la ricchezza della fede cattolica".

Riguardo alla famiglia Papa Francesco afferma: "Il dono che le famiglie solide rappresentano è sentito particolarmente in Africa. Inoltre, l'amore della Chiesa e la sollecitudine pastorale verso la famiglia sono il cuore della nuova evangelizzazione. (...) Promuovendo la preghiera, la fedeltà coniugale, la monogamia, la purezza e il servizio umile l'uno verso l'altro nella famiglia, la Chiesa continua ad offrire un preziosissimo contributo al benessere sociale della Tanzania, che con gli apostolati educativi e sanitari, promuove maggiore stabilità e progresso nel Paese. Non vi è servizio più bello di quello che la Chiesa offre nel testimoniare la nostra convinzione della santità del dono della vita dataci da Dio e il ruolo essenziale delle famiglie spirituali e stabili nel preparare le giovani generazioni a vivere una vita virtuosa e ad affrontare le sfide del futuro con saggezza, coraggio e generosità".

"Mi incoraggia in modo particolare sapere che la Tanzania è impegnata ad assicurare la libertà dei seguaci di diverse religioni di praticare la loro fede. La continua protezione e promozione di questo diritto umano fondamentale rafforza la società consentendo ai credenti, in fedeltà ai dettami della loro coscienza e nel rispetto della dignità e dei diritti di tutti, a progredire nell'unità sociale, nella pace e nel bene comune. Vi ringrazio del vostro continuo impegno nel promuovere il perdono, la pace e il dialogo come pastori del vostro popolo in situazioni difficili di intolleranza e, a volte, di violenza e persecuzione. (...) Vi esorto ad operare con il governo e le istituzioni civili per garantire che lo stato di diritto prevalga quale mezzo indispensabile per garantire rapporti sociali giusti e pacifici. Prego che il vostro esempio, e quello di tutta la Chiesa nel vostro Paese, continui ad ispirare tutte le persone di buona volontà che aspirano alla pace".

IL POPOLO CARIOCA MI HA RUBATO IL CUORE, DICE IL PAPA

Città del Vaticano, 7 aprile 2014 (VIS). I Membri del Comitato Organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù (Rio de Janeiro, luglio 2013), guidati dal Cardinale Orani João Tempesta, Arcivescovo di San Paolo (Brasile), sono stati ricevuti questa mattina in udienza da Papa Francesco.

Scherzando il Papa ha detto che il popolo carioca è stato un ladro perché gli ha rubato il cuore ed ha ringraziato i membri del Comitato per questo furto ed anche perché, con la loro presenza, hanno potuto mitigare la "saudade" del Brasile.

Nel ricordare la difficoltà di organizzare un evento con la partecipazione di tanta gente come è stata la Giornata di Rio de Janeiro, il Papa ha rievocato il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, quando Gesù chiese agli apostoli di dar da mangiare alla moltitudine che lo seguiva, un compito che pareva impossibile. "Tuttavia - ha detto il Papa - gli apostoli erano generosi anche se era impossibile. Erano generosi, diedero al Signore tutto quello che avevano e Gesù moltiplicò i loro sforzi. Non è quello che è successo con la Giornata Mondiale della Gioventù?".

"Però non dobbiamo solo guardare indietro - ha affermato Papa Francesco - Dobbiamo guardare al futuro, rafforzati dalla certezza che Dio sempre moltiplica i nostri sforzi. Gesù ci ripete costantemente: 'Date voi stessi da mangiare'. Così questo miracolo vissuto nella Giornata della Gioventù si deve ripetere tutti i giorni, in ogni parrocchia, in ogni comunità, nell'apostolato personale di ciascuno! Non possiamo stare tranquilli sapendo che ancora ci sono 'molti fratelli che vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell'amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita'. Pertanto è necessario ripensare le tre idee che in un certo modo riassumono tutto il messaggio della Giornata Mondiale della Gioventù: andate, senza paura, per servire. Dobbiamo essere una 'Chiesa in uscita' come discepoli missionari che non hanno paura delle difficoltà, perché abbiamo visto che il Signore moltiplica i nostri sforzi per cui siamo più motivati a servire, dando senza riserve, pieni di gioia del Vangelo".

IL SANTO PADRE APPROVA LE RACCOMANDAZIONI SUL FUTURO DELLO IOR

Città del Vaticano, 7 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha approvato una proposta sul futuro dell’Istituto per le Opere Religiose (IOR), riaffermando l’importanza della missione dello IOR per il bene della Chiesa Cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

La proposta è stata sviluppata congiuntamente da rappresentanti della Pontificia Commissione Referente sullo IOR (CRIOR), della Pontificia Commissione Referente di Studio e di Indirizzo sull’Organizzazione della Struttura Economico-Amministrativa della Santa Sede (COSEA), della Commissione Cardinalizia dello IOR, e del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR, e presentata al Santo Padre dal Cardinale-Prefetto della Segreteria per l’Economia con il consenso del Cardinal Santos Abril y Castelló, Presidente della Commissione Cardinalizia dello IOR. Tale proposta è stata definita sulla base di informazioni sullo status giuridico dello IOR e sull’operatività svolta, informazioni raccolte e presentate al Santo Padre e al suo Consiglio di Cardinali da CRIOR nel febbraio 2014.
Lo IOR continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa Cattolica in tutto il mondo. I significativi servizi che possono essere offerti dall’Istituto, assistono il Santo Padre nella sua missione di pastore universale e supportano inoltre istituzioni e individui che collaborano con lui nel suo ministero.

Con la conferma della missione dello IOR e facendo seguito alla richiesta del Cardinale-Prefetto Pell, il Presidente del Consiglio di Sovrintendenza, Ernst von Freyberg, e il management dello IOR porteranno a termine il loro piano al fine di assicurare che lo IOR possa compiere la sua missione come parte delle nuove strutture finanziarie della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Il piano sarà presentato al Consiglio dei Cardinali del Santo Padre e al Consiglio per l’Economia.

Le attività dello IOR continueranno a rientrare sotto la supervisione regolamentare dell’AIF (Autorità di Informazione Finanziaria), autorità competente nell’ambito della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. In conformità ai Motu Proprio dell’8 agosto 2013 e del 15 novembre 2013 e alla legge numero XVIII sulla trasparenza, supervisione e informazione finanziaria entrata in vigore l’8 ottobre 2013, è stata introdotta un’ampia e articolata struttura giuridica e istituzionale finalizzata a regolare le attività finanziarie all’interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. A tale proposito, il Cardinale-Prefetto Pell ha confermato l’importanza di un allineamento sostenibile e sistematico delle strutture giuridiche e normative della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano con le best practice regolamentari internazionali. Una efficace supervisione regolamentare e i progressi raggiunti nella compliance, trasparenza e operatività avviati nel 2012 e sensibilmente accelerati nel 2013, sono fondamentali per il futuro dell’Istituto.

L'AFRICA RENDE OMAGGIO A GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

Città del Vaticano, 7 aprile 2014 (VIS). "La Chiesa in Africa dal Concilio Vaticano II al Terzo Millennio. Omaggio dell'Africa ai Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II" è il titolo del Convegno che riunirà vescovi, sacerdoti, teologi, studiosi e personalità della cultura africana per tracciare un bilancio dell'attuazione del Concilio Vaticano II nel Continente, in programma presso l'Università Urbaniana di Roma, dal 24 al 25 aprile prossimo.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Vescovo Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura; dall'Arcivescovo Emery Kabongo Kanundowi, Arcivescovo-Vescovo emerito di Luebo (Repubblica Democratica del Congo); dal Monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e dal Professor Martin Nkafu, docente presso la Pontificia Università Lateranense.

"Il Concilio Vaticano II, avvenimento di grazia per la Chiesa universale - si legge nel programma del Convegno - ha permesso al popolo di Dio in Africa di intraprendere una svolta importante nel suo cammino storico. La Chiesa dell’Africa vuole in effetti qualificarsi come protagonista nella costruzione dell’identità culturale del Continente, in particolare attraverso il forum dello Secam (Simposio delle Conferenza Episcopale di Africa e Madagascar): "Fede, Cultura e Sviluppo". A 50 anni dal Concilio, approfitta della canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II per fare un bilancio della realizzazione del Concilio nel Continente africano, leggerne i segni dei tempi e prendere le iniziative necessarie per costruire il suo avvenire, in continuità con il Magistero dei Papi Paolo VI, Giovanni Paolo I, Benedetto XVI e Francesco".

Il convegno si apre il 24 aprile con la proiezione di un video sui Papi Giovanni XXIII – Paolo VI e Giovanni Paolo II e, sotto la Presidenza del Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", avrà inizio la prima Sessione dedicata a "L’Africa e il Concilio Vaticano II: uno sguardo storico". Alla Relazione introduttiva dal titolo: "Il Concilio Vaticano II e la sua attuazione nella Chiesa Africana", farà seguito la relazione: "Le indicazioni salvifiche dei Papi conciliari e postconciliari ai cristiani d’Africa. Le risposte delle Chiese africane". Quindi la relazione "Eco dei lavori dell’Associazione dei Teologi Africani (ATA) sul Concilio Vaticano II" chiuderà la prima Sessione.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, gli argomenti della seconda Sessione, presieduta dal Cardinale John Onaiyekan, Arcivescovo metropolita di Abuja (Nigeria), saranno: "Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e la Chiesa in Africa"; "Giovanni XXIII, Il Concilio, e l'evoluzione dell’Africa postconciliare"; "Cosa abbiamo fatto dell’eredità dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II" e "L'eredità di Giovanni Paolo II".
Il 25 aprile avrà inizio la terza Sessione sul tema: "La Chiesa in Africa 50 anni dopo il Concilio Vaticano II: Sfide". I lavori saranno presieduti dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo metropolita di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) e saranno trattati i seguenti temi: "L’articolazione dinamica dei due Sinodi per l’Africa"; "Figure cristiane di spicco dell'intellighenzia africana (Julius Nyerere, ecc.) e l'impegno politico del fedele laico"; "Posto e ruolo della donna nella Chiesa e nella società" e "La vita consacrata nella missione della Chiesa in Africa oggi".

Nel pomeriggio, sotto la presidenza del Vescovo Louis Portella Mbuyu, Vescovo di Kinkala (Repubblica del CONGO), si aprirà la quarta ed ultima Sessione dedicata ai temi: "Storia e messa in gioco del Forum 'Fede, Cultura e Sviluppo'"; "Soggetto ecclesiale e iniziativa storica in Africa oggi". Inoltre si terrà il Forum “Fede, Cultura e Sviluppo”: riflessione e dibattito. Il Convegno si concluderà con la celebrazione di una Messa solenne presieduta dal Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

VISITA ALLA PARROCCHIA ROMANA "SAN GREGORIO MAGNO" ALLA MAGLIANA

Città del Vaticano, 6 aprile 2014 (VIS). Alle sedici di oggi pomeriggio il Santo Padre Francesco si è recato in visita pastorale alla Parrocchia “San Gregorio Magno” alla Magliana, nel settore ovest della diocesi di Roma. Papa Francesco ha salutato i fedeli e i parrocchiani, i bambini e i ragazzi del catechismo, i malati e gli anziani. Successivamente ha incontrato diverse realtà sociali presenti nel territorio della parrocchia, fra le quali l'Associazione di integrazione sociale per le persone disabili "La lampada dei desideri" e la Cooperativa "La Prora" che si occupa del reinserimento lavorativo degli ex carcerati e degli ex tossicodipendenti. Quindi Papa Francesco ha visitato la Casa della Carità, una struttura parrocchiale, animata dai Carmelitani Minori della Carità e da diversi volontari. Infine ha confessato alcuni penitenti ed ha presieduto la celebrazione della Santa Messa, al termine della quale ha salutato i familiari dei sacerdoti.

Nell'omelia il Papa ha parlato della Risurrezione e della vita. "Quella bella promessa del Signore: 'Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe' è la promessa del Signore che ha la vita e ha la forza di dare la vita. (...) Oggi vi invito a pensare un attimo, in silenzio, qui: dove è la mia necrosi dentro? Dove è la parte morta della mia anima? Dove è la mia tomba? Pensate, un minutino, tutti in silenzio. Pensiamo: qual è quella parte del cuore che si può corrompere, perché sono attaccato ai peccati o al peccato o a qualche peccato? E togliere la pietra, togliere la pietra della vergogna e lasciare che il Signore ci dica, come ha detto a Lazzaro: 'Vieni fuori!'. Perché tutta la nostra anima sia guarita, sia risorta per l’amore di Gesù, per la forza di Gesù. Lui è capace di perdonarci. Tutti ne abbiamo bisogno! Tutti. Tutti siamo peccatori, ma dobbiamo stare attenti a non diventare corrotti! Peccatori lo siamo, ma Lui ci perdona. Sentiamo quella voce di Gesù che, con la potenza di Dio, ci dice: 'Vieni fuori! Esci da quella tomba che hai dentro. Esci. Io ti do la vita, io ti faccio felice, io ti benedico, io ti voglio per me”.

Infine il Santo Padre ha regalato ai fedeli un Vangelo tascabile incoraggiandoli a portarlo con sé per leggere durante la giornata, ovunque ci si trovi.

GESÙ NON SI RASSEGNA AI SEPOLCRI CHE CI SIAMO COSTRUITI CON LE NOSTRE SCELTE DI MALE E DI MORTE

Città del Vaticano, 6 aprile 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, quinta domenica di Quaresima, il Santo Padre di è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini e fedeli presenti in Piazza San Pietro. La risurrezione di Lazzaro "è il culmine dei 'segni' prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù".

"Noi crediamo - ha proseguito il Pontefice - che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui. (...) 'Lazzaro, vieni fuori!'. (...) Questo grido perentorio è rivolto ad ogni uomo, perché tutti siamo segnati dalla morte, tutti noi; è la voce di Colui che è il padrone della vita e vuole che tutti 'l’abbiano in abbondanza'. Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte, con i nostri sbagli, con i nostri peccati".

"Lui non si rassegna a questo! Lui ci invita, quasi ci ordina, di uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre. (...) È un bell’invito alla vera libertà, a lasciarci afferrare da queste parole di Gesù che oggi ripete a ciascuno di noi. Un invito a lasciarci liberare dalle 'bende', dalle bende dell’orgoglio. Perché l’orgoglio ci fa schiavi, schiavi di noi stessi, schiavi di tanti idoli, di tante cose. La nostra risurrezione incomincia da qui: quando decidiamo di obbedire a questo comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita; quando dalla nostra faccia cadono le maschere - tante volte noi siamo mascherati dal peccato, le maschere devono cadere! - e noi ritroviamo il coraggio del nostro volto originale, creato a immagine e somiglianza di Dio".

"Non c’è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! - ha concluso il Pontefice - ricordatevi bene questa frase. (...) Il Signore è sempre pronto a sollevare la pietra tombale dei nostri peccati, che ci separa da Lui, la luce dei viventi".

IL PAPA DONA UN VANGELO TASCABILE: GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE

Città del Vaticano, 6 aprile 2014 (VIS). Al termine dell'Angelus, il Papa ha recitato una Ave Maria per le vittime "Tutsi" del genocidio che venti anni fa fu perpetrato in Rwanda. "In questa circostanza - ha detto Papa Francesco - desidero esprimere la mia paterna vicinanza al popolo ruandese, incoraggiandolo a continuare, con determinazione e speranza, il processo di riconciliazione che ha già manifestato i suoi frutti, e l’impegno di ricostruzione umana e spirituale del Paese. A tutti dico: Non abbiate paura! Sulla roccia del Vangelo costruite la vostra società, nell’amore e nella concordia, perché solo così si genera una pace duratura!".

Successivamente il Papa ha ricordato la popolazione de L'Aquila che a cinque anni dal terremoto che ha distrutto la città causando molte vittime, è ancora impegnata nella ricostruzione. "Preghiamo anche per le vittime del virus Ebola - ha detto ancora il Papa - che si è sviluppato in Guinea e nei Paesi confinanti".

"Nelle scorse domeniche - ha ricordato infine Papa Francesco - ho suggerito a tutti voi di procurarsi un piccolo Vangelo, da portare con sé durante la giornata, per poterlo leggere spesso. Poi ho ripensato all’antica tradizione della Chiesa, durante la Quaresima, di consegnare il Vangelo ai catecumeni, a coloro che si preparano al Battesimo. Allora oggi voglio offrire a voi che siete in Piazza – ma come segno per tutti – un Vangelo tascabile. Vi sarà distribuito gratuitamente. (...) Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date, date il messaggio del Vangelo! (...) Facciamo una cosa: in cambio di questo dono, fate un atto di carità, un gesto di amore gratuito, una preghiera per i nemici, una riconciliazione, qualcosa… Oggi si può leggere il Vangelo anche con tanti strumenti tecnologici. Si può portare con sé la Bibbia intera in un telefonino, in un tablet. L’importante è leggere la Parola di Dio, con tutti i mezzi, ma leggere la Parola di Dio: è Gesù che ci parli lì!".

UDIENZA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LIBERIA: APPREZZAMENTO IMPEGNO DELLA CHIESA IN FAVORE DELLA PACE

Città del Vaticano, 5 aprile 2014 (VIS). Oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza la Signora Ellen Johnson-Sirleaf, Presidente della Repubblica di Liberia, che ha successivamente incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti.

Nel corso dei cordiali colloqui, si sono rilevate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Liberia e si è espressa soddisfazione per il cammino positivo compiuto nel rafforzamento delle strutture democratiche del Paese. In particolare, si è apprezzato l’impegno della Chiesa in favore della pace e della riconciliazione nazionale, così come il suo importante contributo in ambito sociale ed educativo.

Infine, vi è stato uno scambio di vedute sull’attuale situazione internazionale e regionale, con speciale riferimento alle aree di crisi.
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