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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 18 luglio 2013

CORDOGLIO DEL PAPA VITTIMA E FERITI INCIDENTE DI AUTUBOUS NELLA GUYANA FRANCESE

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, ha inviato un telegramma di cordoglio al Monsignor Emmanuel Lafont, Vescovo di Cayenne (Guyana Francese), per il grave incidente stradale di ieri, mercoledì, nei pressi di Kourou (Guyana francese), che ha causato la morte di una ragazza e cinque feriti gravi fra i passeggeri di un autobus che trasportava un gruppo di partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, in programma la prossima settimana a Rio de Janeiro (Brasile). La giovane vittima era una ragazza parigina di 21 anni.

"Nell'apprendere la notizia del tragico incidente sulla strada di Saint-Laurent du Maroni di un autobus che trasportava un gruppo di giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro - si legge nel testo - Sua Santità Papa Francesco si unisce di tutto cuore al dolore delle famiglie afflitte per la morte di un loro membro, al dolore dei responsabili del gruppo e degli organizzatori. Il Papa assicura la sua preghiera ed esprime la sua profonda vicinanza alle persone ferite, ai soccorritori e a tutte le persone coinvolte. In segno di conforto, il Santo Padre invia una particolare Benedizione Apostolica a tutte le persone toccate da questa tragedia".

MODENA: VEGLIA DI PREGHIERA PER LE VITTIME DELL'EMIGRAZIONE, IN COMUNIONE CON LA VISITA DI PAPA FRANCESCO A LAMPEDUSA

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). Questa sera nella chiesa della Pomposa, a Modena, si terrà una veglia di preghiera per le vittime dell'emigrazione, organizzata dalla diocesi di Modena-Nonantola "in comunione con la visita di Papa Francesco a Lampedusa".

Durante la visita all'isola di Lampedusa, l'8 luglio scorso, il Santo Padre aveva detto: "Chiediamo perdono per l'indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi".

"Accogliendo lo spirito di perdono e di compassione di Papa Francesco - afferma l'Ufficio diocesano - invitiamo tutti i cittadini e le cittadine di Modena, modenesi e immigrati, a un momento di preghiera per le vittime delle traversate della speranza nel mar Mediterraneo e per le altre vie che sono percorse da tante persone che sfuggono a guerre, persecuzioni, discriminazioni e disastri ambientali".

IV CONGRESSO MISSIONARIO AMERICANO: DISCEPOLI IN UN MONDO MULTICULTURALE

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). La Conferenza Episcopale del Venezuela e le Pontificie Opere Missionarie dell'Arcidiocesi di Maracaibo hanno convocato per l'autunno prossimo (26 novembre - 1 dicembre) il IV Congresso Missionario Americano (IX Congresso Missionario Latinoamericano) che si terrà a Maracaibo sul tema: "Discepoli missionari di Cristo, in un mondo multiculturale e secolarizzato". Al Congresso partecipano quattromila missionari provenienti da tutto il continente.

I congressi missionari, si legge in una nota, intendono rispondere all'esigenza di offrire alle forze missionarie del continente uno spazio favorevole per condividere ed approfondire la riflessione, la spiritualità e le esperienze missionarie. Essi hanno inoltre la finalità di rinnovare il necessario e permanente impegno delle Chiese nel continente latinoamericano, chiamate ad adempiere la missione del Signore al di là dei confini geografici, culturali e religiosi. A tal fine, la commissione metodologica del Congresso ha stabilito alcune strategie che permetteranno ai congressisti di approfondire le seguenti tematiche: discepolato, conversione, secolarizzazione, multiculturalità e missione ad gentes.

Con il tema "America missionaria, condividi la tua fede" sono stati organizzati 22 forum guidati da esperti che hanno discusso su i seguenti temi: l'infanzia e l'adolescenza missionaria, soggetto e futuro della missione; la sfida delle culture giovanili alla missione della Chiesa; l'inculturazione della liturgia; evangelizzazione e idee politiche, la salvaguardia della creazione; la sfida missionaria della mobilità umana, centralità della parola di Dio nella missione della Chiesa; dialogo e annuncio ai non credenti; l'annuncio di Gesù Cristo nelle culture afroamericane e indigene; religiosità popolare; cammino di evangelizzazione; evangelizzare le culture urbane: dal tempio alla casa; missione ed ecumenismo.


mercoledì 17 luglio 2013

"CUSTODISCI LA VITA. NE VALE LA PENA". MESSAGGIO DEL PAPA AI CATTOLICI DI INGHILTERRA, SCOZIA, GALLES E IRLANDA, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA PER LA VITA

Città del Vaticano, 17 luglio 2013 (VIS). Papa Francesco ha indirizxzato ai cattolici di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda, un Messaggio in occasione dell'annuale Giornata per la Vita che si celebra in Scozia il 28 maggio, in Inghilterra e Galles domenica 28 luglio e in Irlanda la prima domenica di ottobre. Il tema della Giornata 2013: "Custodisci la vita. Ne vale la pena", è tratta da un'omelia tenuta dall'allora Cardinale Jorge Bergoglio nel corso di una messa celebrata nel 2005 in onore di San Raimondo Nonnato, Patrono delle donne incinte.

In quella occasione Papa Francesco affermava: "Tutti noi dobbiamo custodire la vita, proteggere la vita, con tenerezza, calore ... dare la vita è aprire il nostro cuore, e custodire la vita è dare noi stessi con tenerezza e affetto agli altri, avere un cuore sollecito verso gli altri. Custodire la vita dal suo inizio alla sua fine naturale. È semplice, è bello. Così andate avanti e non scoraggiatevi. Custodite la vita. Ne vale la pena".

Quest'anno la Giornata per la vita in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda è dedicata ai bambini non nati e alle loro madri, agli anziani, alle persone con intenti suicidi e alle loro famiglie. Il ricavato della colletta della giornata per la Vita che si terrà nelle parrocchie in Inghilterra e Galles, domenica 28 luglio, sarà devoluto all'"Anscombe Bioethics Centre" ed ad altre attività in favore della vita sostenute dalla Chiesa.

Il testo integrale del Messaggio del Papa è il seguente:

"Ricordando l'insegnamento di Sant'Ireneo che la gloria di Dio è visibile nell'essere umano vivente, il Santo Padre invita tutti noi a lasciare che la luce di quella gloria splenda in modo tale che tutti arrivino a riconoscere l'inestimabile valore di ogni vita umana. Anche i più deboli e i più vulnerabili, i malati, gli anziani, i non nati e i poveri, sono capolavori della creazione di Dio, fatti a sua immagine, destinati a vivere per sempre, e meritevoli della massima riverenza e rispetto. Sua Santità assicura le sue preghiere affinché la Giornata della Vita contribuisca a garantire che la vita umana riceva sempre la protezione che le è dovuta, in modo che 'tutto ciò che respira possa lodare il Signore' (Salmo 150:6)".





INTENSO PROGRAMMA DEL PAPA VIAGGIO APOSTOLICO RIO DE JANEIRO

Città del Vaticano, 17 luglio 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto questa mattina un briefing sull'imminente Viaggio Apostolico di Papa Francesco a Rio de Janeiro per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Padre Lombardi ha passato in rassegna il programma della settimana che il Santo Padre trascorrerà in Brasile ed ha spiegato che si tratta di un "viaggio particolarmente significativo nel suo continente" e questo "dà naturalmente un tono molto particolare di attesa e di partecipazione".

"Non è stato però lui, come sappiamo, a decidere di fare il primo viaggio in America Latina, ma è stato il suo predecessore che aveva confermato la Giornata mondiale della gioventù a Rio e aveva confermato che 'il Papa' sarebbe stato presente, come in tutte le Giornate mondiali della gioventù, anche se il Papa non sarebbe stato lui. Quindi, Papa Francesco riprende l'eredità di Papa Benedetto, compiendo questo viaggio. Vi ricorderete che era successa praticamente la stessa cosa per il precedente cambio di pontificato, perché il primo viaggio di Benedetto XVI era stato in Germania, nella sua patria, a Colonia, per la Giornata mondiale della gioventù decisa dal suo predecessore Giovanni Paolo II. Quindi, è un simpatico parallelo".

"Il viaggio era già stato deciso ma certamente il programma (...) è stato anche adattato, diciamo pure intensificato e arricchito di ulteriori eventi con il cambio di pontificato. Il progetto che era stato fatto per Papa Benedetto era più leggero e invece con Papa Francesco si sono aggiunti alcuni 'elementi'", per esempio, "il pellegrinaggio ad Aparecida, oppure la visita alla favela, all'ospedale, l'incontro con il Comitato del Celam. Ecco, questi sono elementi che di per sé non erano in calendario nel primo progetto di viaggio, misurato più su Papa Benedetto XVI. Papa Francesco ha conservato gli stessi giorni, cioè la durata era stata prevista dal 22 al 29 anche prima del cambio di pontificato, però in questo periodo sono stati inseriti più eventi. In particolare, è stato inserito questo pellegrinaggio ad Aparecida, molto voluto da Papa Francesco" e che quindi "occupa un giorno che invece avrebbe potuto essere di riposo in una bozza precedente di programma".

"Il Papa - ha aggiunto Padre Lombardi - è stato, naturalmente, invitato dai vescovi organizzatori e promotori della Giornata mondiale della gioventù", Monsignor Orani Tempesta, Arcivescovo di Rio de Janeiro, e il Cardinale Damasceno Assis, Presidente della Conferenza episcopale del Brasile, e naturalmente anche dalla Presidente Dilma Roussef, che era venuta in Vaticano "per l'inaugurazione del Pontificato e aveva incontrato il Papa il giorno seguente invitandolo esplicitamente ad andare in Brasile. Papa Francesco aveva confermato immediatamente, pochi giorni dopo la sua elezione, che avrebbe fatto questo viaggio per la Giornata mondiale della gioventù, e quindi ha permesso a tutta l'organizzazione di muoversi speditamente senza incertezze".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Francis Duffy, Vescovo di Ardagh and Clonmacnois (superficie: 2.437; popolazione: 84.700; cattolici: 79.600; sacerdoti: 72; religiosi: 177), Irlanda. Il Vescovo eletto è nato a Bawnboy (Irlanda) nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dopo l'ordinazione è stato insegnante di Storia e di Lingua irlandese al St. Patrick's College di Cavan, ha insegnato nella scuola diocesana di St. Felim a Ballinamore, divenendone più tardi Preside. Dal 2008 al 2012 è stato Segretario e Cancelliere Diocesano. Attualmente opera nella parrocchia di Laragh e nella chiesa di St. Michael. Succede al Vescovo Colm O'Reilly, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Manaus (Brasile), presentata dal Vescovo Mario Pasqualotto, P.I.M.E., per raggiunti limiti d'età.


martedì 16 luglio 2013

IL FUTURO DELL'EUROPA: PER UNA CITTÀ A MISURA DELLE RELIGIONI

Città del Vaticano, 16 luglio 2013 (VIS). Si terrà dal 17 al 20 luglio prossimo, a Graz (Austria), la Conferenza internazionale "Com Unity Spirit", organizzata dall'Istituto afro-asiatico, fondato nel 1964 dalla Chiesa cattolica per promuovere il dialogo interreligioso e interculturale con progetti di ricerca, incontri di studio e convegni internazionali. Graz ha un'antica tradizione in favore del dialogo e della partecipazione delle diverse comunità religiose alla vita cittadina, e, dal 1997, è stata sede della Seconda Assemblea Ecumenica Europea.

La conferenza si propone di favorire un ulteriore passo nel dialogo tra le religioni con la prospettiva di giungere alla redazione di un messaggio finale nel quale indicare cosa le comunità religiose devono e possono fare per rendere una città accogliente e rispettosa dei valori umani così da favorire la convivenza di religioni e culture diverse nel rispetto della libertà di ogni uomo e donna.

Alla Conferenza partecipano 150 rappresentanti di comunità religiose, dal Vescovo serbo ortodosso Andrej, a Mustafa Ceric, Grand Mufti emerito di Bosnia ed Erzegovina, al Rabbino Michael Jedwabny, a Karl Veitschegger della Diocesi di Graz-Seckau. Studiosi ed esperti del dialogo interreligioso sono stati invitati a prendere parte a questa conferenza per discutere e condividere la pluralità di opinioni su come procedere nella costruzione non solo di una coesistenza pacifica tra le religioni, ma soprattutto dell'idea che l'Europa stia vivendo una stagione particolarmente importante per il suo futuro proprio per la presenza di così tante religioni e culture che rappresentano una preziosa ricchezza per il domani.

Il programma del convegno prevede una serie di conferenze pubbliche tenute da testimoni ed esperti del dialogo interreligioso e una molteplicità di sessioni parallele nelle quali esporre e discutere testi più brevi su ricerche ed esperienze di dialogo. La sessione inaugurale verterà sul tema del rapporto tra potere politico e potere spirituale alla luce dell'esperienza cristiana fin dai tempi delle prime comunità, con particolare attenzione a quanto si è detto e scritto in questi ultimi anni. Tra i temi affrontati nelle sessioni parallele, che si propongono di essere momenti di confronto su come persone di religioni diverse possono vivere insieme in pace, in una stessa città, si possono ricordare il rapporto tra religione e spiritualità, l'insegnamento della religione, la libertà religiosa come diritto universale, le cause di potenziali conflitti tra comunità religiose, il ruolo socio-politico e la responsabilità delle religioni nella società contemporanea e le espressioni culturali e artistiche della diversità religiosa.

PRIMO INCONTRO DI PASTORALE DELLA FAMIGLIA A CUBA

Città del Vaticano, 16 luglio 2013 (VIS). "La famiglia: cammino e speranza per Cuba" è stato il tema del primo incontro nazionale di pastorale della famiglia promosso dalla Conferenza Episcopale di Cuba, conclusosi recentemente a La Habana.

Sede dell'incontro, presieduto dal Vescovo di Santa Clara Monsignor Arturo Gónzales, è stata la casa sacerdotale "San Giovanni Maria Vienney". Promotore dell'iniziativa il Vescovo emerito di Melo (Uruguay), Monsignor Luis del Castillo, che da anni collabora con la Chiesa cubana. Nel suo intervento inaugurale Monsignor Gónzales ha ricordato le parole pronunciate dal Beato Giovanni Paolo II nel corso della sua visita a Cuba: "Cuba, abbi cura delle tue famiglie e conserva il tuo cuore robusto" ed ha ringraziato le famiglie partecipanti sottolineando che nonostante le attuali difficoltà, la famiglia ha molte speranze per il futuro.

Tra le riflessioni proposte nel corso dell'incontro: il matrimonio e la famiglia come progetto di Dio per l'uomo e per la donna, all'interno del quale l'essere umano trova il vero cammino verso la felicità; la realtà della famiglia cubana con i suoi valori e i suoi bisogni, da individuare alla luce della fede ma anche in base al dialogo con le diverse istituzioni che se ne occupano. Si è parlato anche di educazione dei figli; economia familiare, invecchiamento della popolazione, disintegrazione familiare e violenza all'interno della famiglia.

L'incontro è stato preceduto dal sondaggio "Cubafamilia" della Commissione per la famiglia - con il contributo del Padre gesuita Jorge Cela, Presidente della Conferenza dei Provinciali dell'America Latina - condotto presso la popolazione dell'isola per analizzare la situazione della famiglia cubana di oggi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 16 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Joseph Kollamparampil, C.M.I., Vescovo dell'Eparchia di Jagdalpur dei Siro-malabaresi (superficie: 39.176; popolazione: 3.101.730; cattolici: 8.483; sacerdoti: 112; religiosi: 451), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Cherpunkal (India), ha emesso i voti nella Congregazione dei Carmelitani di Maria Immacolata (CMI) nel 1979 ed ha ricevuto l’ordinazione nel 1985. Ha ricoperto diverse cariche: insegnante nella casa di formazione della sua Congregazione per gli aspiranti; e più volte, Rettore della stessa casa di formazione. Ha prestato servizio quale Amministratore della ‘Nirmal’ Provincia e quale Provinciale della medesima fino all’aprile 2011. Finora Rettore del CMI Mission Theologate Samanvaya a Bhopal, succede al Vescovo Simon Stock Palathara, C.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia presentata a norma del canone 210, paragrafi 1-2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Monsignore Fernando Filograna, Vescovo di Nardò-Gallipoli (superficie: 587; popolazione: 212.980; cattolici: 211.761; sacerdoti: 143; religiosi: 126; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Lequile (Lecce, Italia), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1977 al 1978 è stato Animatore nel Pontificio Seminario Romano; dal 1978 al 1983 Padre Spirituale nel Seminario Minore di Lecce; dal 1978 al 1979 Notaio del Tribunale Ecclesiastico diocesano; dal 1979 al 1983 Vice cancelliere della Curia; dal 1983 al 1996 Rettore del Seminario Vescovile di Lecce; dal 1984 al 1996 Canonico della Chiesa Cattedrale; dal 1985 al 1996 Direttore del Centro diocesano Vocazioni; dal 1996 al 2007 Arciprete della Parrocchia Maria SS. Assunta in Trepuzzi; dal 1999 al 2005 Vicario episcopale per il Clero e il Diaconato permanente; dal 1998 Membro del Collegio dei Consultori; dal 1999 Canonico della Chiesa Cattedrale; dal 2000 Membro della Commissione per il Clero e la Vita Consacrata della Conferenza Episcopale Pugliese; dal 2007 Parroco della Parrocchia S. Giovanni Maria Vianney e Vicario generale di Lecce.

- Ha nominato l'Arcivescovo Brian Udaigwe, Nunzio Apostolico in Togo, attualmente Nunzio Apostolico in Benin.

lunedì 15 luglio 2013

INCONTRO DEL SANTO PADRE CON I DIPENDENTI DELLE VILLE PONTIFICIE DI CASTEL GANDOLFO

Città del Vaticano, 15 luglio 2013 (VIS). "Sono venuto qui per trascorrere una giornata di incontro con i cittadini di Castel Gandolfo, con i pellegrini e tutti i visitatori, che giustamente amano questo luogo, sono incantati dalla sua bellezza, vi trovano un momento di distensione…", ha detto il Papa Francesco ai dipendenti delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, residenza estiva dei Pontefici, che ha ringraziato, insieme con le loro famiglie, per l'opera svolta al servizio della Santa Sede.

All'incontro che ha avuto luogo nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, erano presenti il Vescovo di Albano - diocesi alla quale appartiene Castel Gandolfo - S.E. Monsignor Marcello Semararo; il Direttore delle Ville Pontificie, Dottor Saverio Petrillo e il Sindaco di Castel Gandolfo, Signora Milvia Monachesi. "La presenza del Vescovo di Albano - ha detto il Papa - mi offre lo spunto per inviare un pensiero affettuoso alla comunità parrocchiale di Castel Gandolfo; e anche alle comunità religiose che vivono in questo territorio. Penso all’intera Diocesi di Albano, e la esorto a rinnovare con gioia e con entusiasmo l’impegno di annuncio e testimonianza del Vangelo". Nel salutare il Sindaco della cittadina, Papa Francesco ha incoraggiato l'intera popolazione "ad essere segno di speranza e di pace, attenta sempre alle persone e alle famiglie più in difficoltà. Questo è importante! - ha ribadito il Papa - Noi dobbiamo sempre essere segno di speranza e di pace in questo momento. Aprire le porte alla speranza, affinché la speranza vada avanti, e operare la pace, sempre!".

"In questo momento il mio pensiero va al Beato Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI - ha ricordato Papa Francesco - Tanti di voi hanno potuto incontrarli e accoglierli, conservandone un caro ricordo. La loro testimonianza vi sia sempre di incoraggiamento nella fedeltà quotidiana a Cristo e nel continuo sforzo per condurre una vita coerente con le esigenze del Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa".

Infine il Santo Padre ha affidato tutti "alla materna protezione della Vergine Maria – che dopodomani onoreremo come Vergine del Monte Carmelo –, perché possiate svolgere i vostri diversi compiti in modo proficuo e sereno. La Madonna vegli sempre su di voi e sulle vostre famiglie! Anche voi pregate per me – ne ho bisogno – e per il mio servizio".


PAPA FRANCESCO: IMITARE LA MISERICORDIA DI DIO

Città del Vaticano, 15 luglio 2013 (VIS). Nel suo primo Angelus domenicale a Castel Gandolfo, il Papa ha guidato la recita dell'Angelus con i fedeli e i pellegrini presenti nella Piazza della Libertà antistante il Palazzo Apostolico. Nel commentare la parabola dal Buon Samaritano del Vangelo di Luca, Papa Francesco ha affermato: "Dio sempre vuole la misericordia e non la condanna verso tutti. Vuole la misericordia del cuore, perché Lui è misericordioso e sa capire bene le nostre miserie, le nostre difficoltà e anche i nostri peccati. Dà a tutti noi questo cuore misericordioso! Il Samaritano fa proprio questo: imita proprio la misericordia di Dio, la misericordia verso chi ha bisogno".

Nel ricordare la figura di San Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli Infermi, patrono dei malati e degli operatori sanitari, il Papa ha detto che fu "un uomo che ha vissuto pienamente questo Vangelo del buon samaritano". Salutando tutti i figli e le figlie spirituali di San Camillo ha avuto parole di esortazione: "Siate come lui buoni samaritani! e anche ai medici, agli infermieri e a coloro che lavorano negli ospedali e nelle case di cura, auguro di essere animati dallo stesso spirito".

Infine ricordando che è ormai vicina la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, Papa Francesco ha affermato: "Si vede che ci sono tanti giovani di età, ma tutti siete giovani nel cuore! (...) Nostra Signora de Aparecida, patrona del Brasile, guidi i passi dei partecipanti, e apra i loro cuori ad accogliere la missione che Cristo darà loro".



IL PAPA PREGA PER LE VITTIME DELLE STRAGI DI VOLINIA

Città del Vaticano, 15 luglio 2013 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus il Papa ricordato la commemorazione delle migliaia di vittime della strage di Volinia (luglio 1943), tragico episodio della Seconda Guerra Mondiale. "Mi unisco in preghiera ai Presuli e ai fedeli della Chiesa in Ucraina radunati nella Cattedrale di Lutsk per la Santa Messa di suffragio, in occasione del 70° anniversario delle stragi di Volinia. Tali atti, provocati dall’ideologia nazionalista nel tragico contesto della IIª Guerra Mondiale, hanno causato decine di migliaia di vittime e hanno ferito la fratellanza di due Popoli, quello polacco e quello ucraino. Affido alla misericordia di Dio le anime delle vittime e, per i loro popoli, chiedo la grazia di una profonda riconciliazione e di un futuro sereno nella speranza e nella sincera collaborazione per la comune edificazione del Regno di Dio".

Successivamente il Papa ha salutato i Pastori e i fedeli partecipanti al pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maria a JasnaGóra (Częstochowa, Polonia), e i fedeli della diocesi di Albano, invocando su di loro la protezione del Patrono San Bonaventura, la cui memoria liturgica ricorre il 15 luglio. "Che sia una bella festa e tanti auguri! Ma io vorrei mandarvi una torta, ma...ma... tanto grande non so se la faranno...", ha scherzato.

Infine il Santo Padre ha salutato i giovani sordi che partecipano a Roma ad un incontro internazionale, le Suore di Santa Elisabetta e le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, le Figlie della Divina Carità, impegnate nel Capitolo generale e le Superiore delle Figlie di Maria Ausiliatrice.


I VESCOVI DEL SECAM FANNO APPELLO AI POLITICI AFRICANI AFFINCHÉ OPERINO A BENEFICIO DI TUTTI E NON PER INTERESSE PERSONALE

Città del Vaticano, 15 luglio 2013 (VIS). A conclusione della XVI Riunione Plenaria del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SECAM), i Vescovi cattolici hanno lanciato un appello ai politici africani affinché non operino in difesa dei propri interessi personali ma in favore di tutta la popolazione africana. L'Assemblea Plenaria sul tema "La Chiesa famiglia di Dio in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace", ha avuto come obiettivo l'adozione di nuovi orientamenti pastorali per la riconciliazione mediante il Vangelo.

Riuniti in assemblea a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), dal 9 al 14 luglio, i Presuli hanno esortato gli Africani ad impegnarsi con urgenza nella lotta per un ordine sociale più giusto dove ognuno possa godere dei diritti legati alla propria dignità umana in tutti gli ambiti della vita ed hanno lanciato un pressante appello affinché cessi la guerra che da dodici anni insanguina la Repubblica Democratica del Congo, con milioni di morti, gravi violazioni dei diritti umani e migliaia di stupri di donne e bambine. "I Vescovi non possono rimanere in silenzio davanti a questa tragedia che sembra essere stata dimenticata...I Vescovi cattolici lanciano un pressante appello alle Nazioni Unite, all'Unione Europea, all'Unione Africana e ai governi degli altri paesi coinvolti, in varie forme, in questa guerra che dura da troppo tempo".

Al centro dell'attenzione dei Presuli anche la situazione nella Repubblica Centroafricana, nei paesi del Corno d'Africa, in Mali, Nigeria, Sudan del Sud, Madagascar, Rwanda, Uganda, Tunisia ed Egitto.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Alfredo Enrique Torres Rondón, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Mérida (superficie: 8.105; popolazione: 685.000; cattolici: 616.000; sacerdoti: 129; religiosi: 289; diaconi permanenti: 18), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Maracaibo (Venezuela), nel 1950 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1976. Ha svolto i seguenti incarichi: Rettore del Seminario Minore San Buenaventura di Mérida, Parroco di Macuchachí, Parroco di San Rafael di Mucuchies, Parroco di Nuestra Señora del Carmen di Santa Cruz de Mora, Parroco di Nuestra Señora del Carmen di Montalbán de Ejidio, Parroco di San Juan Bautista di Milla, Parroco di San Miguel Arcángel de El Llano a Mérida, Responsabile arcidiocesano per la pastorale familiare e Vicario arcidiocesano per la pastorale. Finora Vicario Generale dell'arcidiocesi, succede al Vescovo Luis Alfonso Márquez Molina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare della medesima arcidiocesi, per raggiunti limiti d'età.
Sabato 13 luglio, il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, O.M., Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova (superficie: 1.004; popolazione: 285.000; cattolici: 281.000; sacerdoti: 185; religiosi: 397; diaconi permanenti: 43), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Paola (Cosenza) nel 1945, nel 1961 ha emesso i voti temporanei nell’Ordine dei Minimi, e nel 1966 quelli perpetui. È stato ordinato sacerdote nel 1969. Dal 1970 al 1974 è stato Docente della Scuola Apostolica di Paola; dal 1976 al 1995 Vice Parroco a Lamezia Terme e Docente di Filosofia e Storia nei Licei di Stato; dal 1974 al 1980 Vice Parroco a Lamezia Terme; dal 1980 al 1986 Correttore della Comunità dei Minimi di Lamezia Terme-Sambiase; dal 1984 al 1986 Direttore dell'Ufficio Catechistico Diocesano; dal 1983 al 1992
Direttore Provinciale del Terz'Ordine; dal 1986 al 1992 Correttore Provinciale a Paola; dal 1992 al 1994 è stato Fondatore della nuova comunità di Vranov, nella Repubblica Ceca e Maestro dei Novizi; dal 1994 al 2006 Correttore Generale dei Minimi; nel 2008 ha ricevuto la consacrazione episcopale. Attualmente è Membro della Commissione della Conferenza Episcopale Italiana per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese. Finora Vescovo di Locri-Gerace (Italia), succede all'Arcivescovo Vittorio Luigi Mondello, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi metropolitana presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Robert Llanos, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Port of Spain (superficie: 5.128; popolazione: 1.326.000; cattolici: 344.000; sacerdoti: 106; religiosi: 223; diaconi permanenti: 20), Trinidad e Tobago, Il Vescovo eletto è nato a Trinidad nel 1958 ed è stato ordinato nel 1991. Dal 1991 al 1993 è stato Amministratore parrocchiale ad Arima; dal 1993 al 1996 Parroco a Gran Couva; dal 1996 al 1997 Parroco a Princess Town; dal 1997 al 2000 Parroco a Carneage; dal 2002 al 2010 Docente e Vice-Rettore del Seminario Maggiore Regionale di Port of Spain, Vicario per la Pastorale della Famiglia, guida/consigliere psicologico per Sacerdoti, Religiosi e Laici dell’Arcidiocesi; dal 2011 Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Port of Spain.

- Ha nominato il Reverendo Damian Bryl, Vescovo Ausiliare di Poznan (superficie: 9.000; popolazione: 1.507.000; cattolici: 1.487.000; sacerdoti: 1018; religiosi: 1.516), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1969 a Jarocin (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994. Per due anni è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia del Sacratissimo Cuore di Gesù a Środa Wielkopolska. Dal 1999 al 2001 Vicario parrocchiale della Parrocchia del Corpus Domini a Poznań; dal 2000 al 2006 caporedattore del mensile “Katecheta”; dal 2006 al 2010 Professore aggiunto nella Facoltà di Teologia dell’Università statale “Adam Mickiewicz” di Poznań e Redattore della rivista scientifica “Teologia e Moralność”; finora è stato Direttore spirituale nel Seminario maggiore a Poznań, Preside dell’Associazione dei Padri Spirituali in Polonia, membro del Consiglio arcidiocesano per la formazione dei sacerdoti e della Commissione pastorale arcidiocesana.






venerdì 12 luglio 2013

PROMOTORE DI GIUSTIZIA DEL VATICANO DISPONE CONGELAMENTO DEI FONDI INTESTATI A NUNZIO SCARANO PRESSO IOR.

Città del Vaticano, 12 luglio 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha fornito questa mattina alcuni aggiornamenti a proposito delle indagini in corso da parte delle competenti autorità vaticane sulla vicenda di Monsignor Scarano, che era Responsabile di Servizio della Contabilità analitica dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), arrestato alla fine di giugno dalle autorità italiane nel contesto di una inchiesta su corruzione e frode.

"Con ordinanza del 9 luglio, il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha disposto il congelamento dei fondi intestati presso lo IOR a Monsignor Nunzio Scarano (attualmente sospeso dalle sue funzioni), nel quadro delle indagini in corso da parte delle autorità giudiziarie del Vaticano, a seguito di rapporti su transazioni sospette depositati presso l’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF). Le indagini possono essere estese anche ad altre persone.

Lo IOR ha affidato al Promontory Financial Group un esame oggettivo dei fatti e delle circostanze concernenti i conti in questione e coopera pienamente con l'organismo di regolazione finanziaria del Vaticano, l'AIF, e le autorità giudiziarie per far interamente luce sul caso.

Al momento lo IOR sta infatti affrontando un esame, da parte del Promontory Financial Group, di tutte le relazioni con i clienti e delle procedure in vigore contro il riciclaggio di denaro. Nel contempo, l'Istituto sta attuando provvedimenti adeguati per migliorare le sue strutture e procedure. Questo processo è stato avviato nel maggio 2013 e ci si aspetta che sia largamente concluso per la fine del 2013. Nelle settimane passate, lo IOR ha nominato un Chief Risk Officer a livello della Direzione, con lo specifico compito di concentrarsi sulla compliance e ha altresì introdotto misure per rafforzare sostanzialmente il sistema di reporting.

Come ha recentemente dichiarato il Presidente Ernst von Freyberg, lo IOR sta seguendo una linea chiara di identificazione sistematica e di 'tolleranza zero' nei confronti di tutte quelle attività che siano illegali o estranee agli Statuti dell’Istituto, siano esse condotte da laici o da ecclesiastici".



MESSAGGIO PER LA DOMENICA DEL MARE: PRENDERE COSCIENZA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO DI MILIONI DI MARITTIMI

Città del Vaticano, 12 luglio 2013 (VIS). Questa mattina il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha reso pubblico un Messaggio in occasione della "Domenica del Mare", che si celebra il 14 luglio prossimo. Di seguito riportiamo il testo del Messaggio, a firma del Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Cardinale Antonio Maria Vegliò e del Segretario, Arcivescovo Joseph Kalathiparambil.

'Questo mondo del mare, nel continuo peregrinare di persone, oggi deve tenere conto dei complessi effetti della globalizzazione e, purtroppo, si trova a dover affrontare anche situazioni di ingiustizia, specialmente quando gli equipaggi sono soggetti a restrizioni per scendere a terra, quando vengono abbandonati insieme alle imbarcazioni su cui lavorano, quando cadono sotto la minaccia della pirateria marittima o subiscono i danni della pesca illegale. La vulnerabilità dei marittimi, pescatori e naviganti, deve rendere ancora più attenta la sollecitudine della Chiesa e stimolare la materna cura che, attraverso di voi, manifesta a tutti coloro che incontrate nei porti o sulle navi, o assistete a bordo nei lunghi mesi d’imbarco'.

Con queste parole Papa Benedetto XVI si è rivolto ai partecipanti al XXIII Congresso Mondiale dell’Apostolato del Mare, svoltosi in Vaticano dal 19 al 23 novembre 2012. È un dato di fatto che, per oltre 90 anni, la Chiesa cattolica, attraverso l’Opera dell’Apostolato del Mare, con una rete di cappellani e volontari presenti in oltre 260 porti del mondo, ha mostrato la sua cura materna apportando benessere spirituale e materiale ai marittimi, ai pescatori e alle loro famiglie.

Nel celebrare la Domenica del Mare, vogliamo invitare tutti i membri delle nostre comunità cristiane a prendere coscienza e a riconoscere il lavoro di quasi un milione e mezzo di marittimi che navigano a bordo di una flotta mondiale globalizzata, composta di 100.000 navi che trasportano il 90 per cento dei prodotti manifatturieri. Molto spesso, non ci rendiamo conto che la maggior parte degli oggetti che usiamo quotidianamente sono stati trasportati dalle navi che solcano gli oceani. Equipaggi multinazionali vivono difficili condizioni di vita e di lavoro a bordo, trascorrono mesi interi lontani dai propri cari, a volte sono abbandonati in porti stranieri senza salario, cadono vittime della criminalizzazione e devono sopportare catastrofi naturali (tempeste, tifoni, ecc.) e umane (pirati, naufragi, ecc.).

Ora un faro di speranza risplende nella notte oscura delle difficoltà e dei problemi che i marittimi incontrano.

La Convenzione sul Lavoro Marittimo (MLC 2006) dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), grazie alla ratifica da parte di 30 Paesi membri dell'Organizzazione stessa, che rappresentano quasi il 60 per cento del tonnellaggio lordo mondiale, entrerà in vigore nel mese di agosto 2013. Essa è il risultato di vari anni di incessanti discussioni tripartitiche (governi, datori di lavoro e lavoratori) volte a consolidare e ad aggiornare un gran numero di Convenzioni e Raccomandazioni sul lavoro marittimo adottate a partire dal 1920.

La MLC 2006 stabilisce i requisiti minimi internazionali per quasi tutti gli aspetti del lavoro e delle condizioni di vita dei marittimi, comprese condizioni di lavoro eque, assistenza medica, protezione sociale e accesso alle strutture di benessere a terra.
Mentre, come Apostolato del Mare, salutiamo l'entrata in vigore della Convenzione e, fiduciosi, ci auguriamo di vedere miglioramenti nella vita dei marittimi, restiamo vigilanti ed esprimiamo la nostra accorta sollecitudine rivolgendo particolare attenzione alla Regola 4.4 della Convenzione, il cui scopo è quello di garantire che i marittimi in servizio a bordo di una nave abbiano accesso a strutture e servizi a terra per salvaguardare il loro stato di salute e benessere.

Dobbiamo cooperare con le autorità competenti nei nostri porti affinché compiano ogni sforzo per agevolare lo sbarco a terra dei marittimi all’arrivo della nave in porto, a beneficio della loro salute e del loro benessere (cfr. B4.4.6 §5).

Dobbiamo ricordare agli Stati Membri che spetta loro promuovere lo sviluppo di strutture sociali di assistenza a terra di facile accesso a tutti i marittimi, indipendentemente da nazionalità, razza, colore, sesso, religione, convinzione politica od origine sociale, e dallo Stato di bandiera della nave su cui sono impiegati o ingaggiati o prestano servizio (cfr. A4.4 §1).

Dobbiamo aiutare le autorità competenti a creare comitati sociali di assistenza a livello locale, regionale e nazionale, per agire come intermediari per migliorare il benessere dei marittimi in porto, riunendo attori di diversi tipi di organizzazioni sotto un’unica identità (cfr. B4.4.3).

Inoltre, dobbiamo incoraggiare le autorità portuali a mettere in atto, assieme ad altre forme di finanziamento, un sistema di imposte al fine di fornire un meccanismo affidabile per sostenere i servizi di welfare in porto (cfr. B4.4.4 §1(b)).

Dato che la nostra responsabilità finale è verso i marittimi, dobbiamo educarli e formarli sui loro diritti e sulla protezione offerta da questa Convenzione, che è considerata anche il quarto e ultimo pilastro della legislazione internazionale marittima. Le altre tre sono la Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi (MARPOL), la Convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia delle vite umane in mare (SOLAS), e la Convenzione internazionale del 1978 sugli Standard di Addestramento, Certificazione e Tenuta della Guardia (STCW). Si potrà raggiungere la sua effettiva applicazione e ottenere cambiamenti reali soltanto se la gente del mare conoscerà il contenuto della MLC 2006.

Chiediamo a Maria, Stella del Mare, di illuminare e accompagnare la nostra missione per sostenere l’impegno dei fedeli chiamati a dare testimonianza con la loro vita cristiana nel mondo marittimo (cfr. Motu Proprio Stella Maris, Titolo 1, Art. I)".

giovedì 11 luglio 2013

MOTU PROPRIO SULLA GIURISDIZIONE DEGLI ORGANI GIUDIZIARI DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO IN MATERIA PENALE

Città del Vaticano, 11 luglio 2013 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale. Di seguito ne riportiamo il testo integrale.

"Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall’uso improprio del mercato e dell’economia, nonché dal terrorismo.

È quindi necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici i quali permettano di prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale.

La Santa Sede, agendo altresì a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, nel ratificare numerose convenzioni internazionali in detto ambito, ha sempre affermato che tali accordi costituiscono mezzi di effettivo contrasto delle attività criminose che minacciano la dignità umana, il bene comune e la pace.

Volendo ora ribadire l’impegno della Sede Apostolica a cooperare con questi fini, con la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio dispongo che:

1. I competenti organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano esercitano la giurisdizione penale anche in ordine:
a) ai reati commessi contro la sicurezza, gli interessi fondamentali o il patrimonio della Santa Sede;
b) ai reati indicati:
- nella Legge dello Stato della Città del Vaticano n. VIII, del 11 luglio 2013, recante Norme complementari in materia penale;
- nella Legge dello Stato della Città del Vaticano n. IX, del 11 luglio 2013, recante Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale;
commessi dalle persone indicate al successivo punto 3 in occasione dell’esercizio delle loro funzioni;
c) ad ogni altro reato la cui repressione è richiesta da un accordo internazionale ratificato dalla Santa Sede, se l’autore si trova nello Stato della Città del Vaticano e non è estradato all’estero.

2. I reati menzionati nel punto 1 sono giudicati secondo la legislazione vigente nello Stato della Città del Vaticano al tempo della loro commissione, fatti salvi i principi generali dell’ordinamento giuridico relativi all’applicazione delle leggi penali nel tempo.

3. Ai fini della legge penale vaticana sono equiparati ai «pubblici ufficiali»:
a) i membri, gli officiali e i dipendenti dei vari organismi della Curia Romana e delle Istituzioni ad essa collegate;
b) i legati pontifici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede;
c) le persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione, nonché coloro che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo, degli enti direttamente dipendenti dalla Santa Sede ed iscritti nel registro delle persone giuridiche canoniche tenuto presso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano;
d) ogni altra persona titolare di un mandato amministrativo o giudiziario nella Santa Sede, a titolo permanente o temporaneo, remunerato o gratuito, qualunque sia il suo livello gerarchico.

4. La giurisdizione di cui al punto 1 si estende anche alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche derivante da reato, come disciplinata dalle leggi dello Stato della Città del Vaticano.

5. Qualora per lo stesso fatto si proceda in altri Stati, si applicano le norme sul concorso di giurisdizione vigenti nello Stato della Città del Vaticano.

6. Resta salvo quanto stabilito dall’art. 23 della Legge n. CXIX, del 21 novembre 1987, che approva l'Ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano.
Questo decido e stabilisco, nonostante qualsiasi disposizione in contrario.
Stabilisco che la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio venga promulgata mediante la pubblicazione su L’Osservatore Romano ed entri in vigore il 1° settembre 2013".




NUOVE LEGGI VOLTE ALL'ADEGUAMENTO DELL'ORDINAMENTO GIURIDICO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 11 luglio 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso il Comunicato che segue relativo al Motu Proprio di Papa Francesco sulle leggi dello Stato della Città del Vaticano in materia penale.

"In data odierna il Santo Padre Francesco - si legge nel testo - ha adottato un Motu Proprio in materia penale. In pari data la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha approvato le seguenti leggi: - la legge n. VIII, recante “Norme complementari in materia penale”; - la legge n. IX, recante “Modifiche al Codice Penale ed al Codice di Procedura Penale”; - la legge n. X, recante “Norme generali in tema di sanzioni amministrative”.

Il Motu Proprio ha lo scopo di estendere l’applicazione delle leggi penali approvate dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano anche all’ambito della Santa Sede. Le leggi penali adottate oggi proseguono l’adeguamento dell’ordinamento giuridico vaticano, in continuità con le azioni intraprese a partire dal 2010 durante il pontificato di Papa Benedetto XVI.

Le stesse leggi hanno contenuti anche più ampi, provvedendo all’attuazione di molteplici Convenzioni internazionali, tra le quali possono ricordarsi: le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000.

In questo ambito sono da segnalare l’avvenuta introduzione del delitto di tortura e l’ampia definizione della categoria dei delitti contro i minori (tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori).

Sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l’umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte: si sono previste, tra l’altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l’apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998; anche il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione. Dal punto di vista sanzionatorio, inoltre, si è deciso di abolire la pena dell’ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.

In linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale si è anche introdotto un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie.

In ordine alle disposizioni di procedura penale sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell’imputato, e sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria (con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni).

Un settore molto importante della riforma concerne la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale, piuttosto risalente nel tempo, con l’adozione delle misure di cooperazione adeguate alle più recenti convenzioni internazionali.

La legge in materia di sanzioni amministrative ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l’efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici.

Questi interventi normativi - conclude il Comunicato - si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano".



L'ARCIVESCOVO DOMINIQUE MAMBERTI SPIEGA L'IMPORTANZA DELLE LEGGI APPROVATE DALLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 11 luglio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della presentazione dell'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, sulle leggi approvate dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

"Le leggi approvate l’11 luglio 2013 dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano realizzano un intervento normativo di ampia portata, richiesto in funzione del servizio che questo Stato, assolutamente peculiare ed unico nel suo genere, è chiamato a svolgere a beneficio della Sede Apostolica. La finalità originaria e fondamentale del Vaticano, consistente nel garantire la libertà di esercizio del ministero petrino, richiede infatti un assetto istituzionale ed ordinamentale che sempre più prescinde dall’esiguità del proprio territorio, per assumere una complessità per alcuni tratti simile a quella degli Stati contemporanei.

Nato con i Patti Lateranensi del 1929, lo Stato adottò in blocco l’ordinamento giuridico, civile e penale, del Regno d’Italia, nella convinzione che questa dotazione fosse sufficiente al fine di regolare i rapporti di diritto comune all’interno di uno Stato la cui ragion d’essere risiede nel supporto alla missione spirituale del Successore di Pietro. Il sistema penale originario – costituito dal codice penale italiano del 30 giugno 1889 e dal codice di procedura penale italiano del 27 febbraio 1913, come vigenti alla data 7 giugno 1929 – ha di seguito conosciuto modifiche solo marginali ed anche la nuova legge sulle fonti del diritto (N. LXXI, del 1 ottobre 2008) ha confermato la legislazione penale del 1929, sia pure in attesa di una complessiva ridefinizione della disciplina.

Le leggi approvate da ultimo, pur senza riformare in radice il sistema penale, lo rivedono in alcuni aspetti e lo completano in altri, soddisfacendo una pluralità di esigenze. Da un lato, queste leggi proseguono e sviluppano l’adeguamento dell’ordinamento giuridico vaticano, in continuità con l’azione intrapresa da Papa Benedetto XVI a partire dal 2010 in tema di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. In tale prospettiva si è provveduto a dare attuazione, tra le altre, alle previsioni contenute nella Convenzione delle Nazioni Unite del 2000 contro la criminalità organizzata transnazionale, nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1988 contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope, nella Convenzione internazionale del 1999 per la repressione del finanziamento del terrorismo, nonché nelle altre convenzioni che definiscono e tipizzano le condotte di terrorismo.

Dall’altro lato, le nuove leggi introducono anche altre figure criminose indicate in diverse convenzioni internazionali, già ratificate dalla Santa Sede e che adesso ricevono attuazione anche nell’ordinamento interno. Tra queste convenzioni possono menzionarsi: la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000; le convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; etc. Un titolo a parte è stato anche dedicato ai delitti contro l’umanità, tra cui il genocidio e gli altri crimini previsti dal diritto internazionale consuetudinario, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale del 1998. Dal punto di vista sostanziale, infine, degne di nota sono ancora la revisione dei delitti contro la pubblica amministrazione, in linea con le previsioni contenute nella Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione, nonché l’abolizione della pena dell’ergastolo, sostituita con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.

Nonostante l’innegabile novità di molte norme incriminatrici contenute in queste leggi, non sarebbe tuttavia corretto pensare che le condotte in esse sanzionate fossero in precedenza penalmente lecite. Esse venivano infatti comunque punite, sia pure in base a titoli di reato più generici ed ampi. L’introduzione delle nuove disposizioni vale invece ad individuare con maggiore certezza e definizione le fattispecie incriminate e così a soddisfare i parametri internazionali, adeguando le sanzioni alla specifica gravità dei fatti. Alcune delle nuove figure criminose introdotte (si pensi ai delitti contro la sicurezza della navigazione marittima o aerea o contro la sicurezza degli aeroporti o delle piattaforme fisse) potrebbero poi apparire eccessive in relazione alla realtà geografica dello Stato della Città del Vaticano. Tali disposizioni però assolvono, da un lato, alla funzione di rispettare i parametri internazionali stabiliti in materia di contrasto al terrorismo; da altro lato occorrono, in ossequio alla condizione della c.d. “doppia punibilità”, al fine di consentire l’estradizione di quanti, imputati o condannati per tali delitti commessi all’estero, si fossero in ipotesi rifugiati nello Stato della Città del Vaticano.

Un rilievo particolare assume anche la disciplina della “Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche derivante da reato” (artt. 46-51 della legge recante norme complementari in materia penale), che introduce sanzioni a carico delle persone giuridiche coinvolte in attività criminose, secondo l’indirizzo normativo oggi corrente in ambito internazionale. In proposito si è provveduto a conciliare il tradizionale adagio, osservato anche nell’ordinamento canonico, secondo cui “societas puniri non potest” con l’esigenza, sempre più avvertita in ambito internazionale, di stabilire adeguate e dissuasive sanzioni anche a carico delle persone giuridiche che traggono profitto dalla commissione di reati. La soluzione adottata è stata dunque quella di configurare una responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, beninteso nelle ipotesi in cui possa dimostrarsi che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio della persona giuridica stessa.
Modifiche di rilievo vengono introdotte anche in punto di procedura. Tra di esse si possono menzionare: l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni (c.d. congelamento); l’enunciazione esplicita dei principi del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell’imputato; la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale con l’adozione delle misure stabilite dalle convenzioni internazionali più recenti.

Dal punto di vista della tecnica normativa, la pluralità di fonti a disposizione degli esperti è stata organizzata mediante la loro combinazione in un insieme legislativo armonico e coerente che, nel quadro del magistero della Chiesa e della tradizione giuridico-canonica, rilevante quale fonte principale del diritto vaticano (art. 1, comma 1, Legge n. LXXI sulle fonti del diritto, del 1 ottobre 2008), tiene altresì simultaneamente conto delle norme stabilite dalle convenzioni internazionali e della tradizione giuridica italiana, cui l’ordinamento vaticano ha sempre fatto riferimento.

Al fine di meglio organizzare e disciplinare un intervento normativo dai contenuti così ampi si è quindi provveduto a redigere due leggi distinte. In una sono state riunite tutte le norme recanti modifiche al codice penale ed al codice di procedura penale; nell’altra sono state invece previste norme le cui caratteristiche non consentivano una loro omogenea collocazione all’interno della struttura codiciale e che, per tale motivo, sono state collocate in una legge penale a latere, che per tale motivo può bene definirsi complementare.

La riforma penale finora esposta è infine completata dall’adozione da parte del Santo Padre Francesco di uno specifico Motu Proprio, anch’esso in data di ieri, che estende la portata delle norme contenute in queste leggi penali anche ai membri, gli officiali e i dipendenti dei vari organismi della Curia Romana, delle Istituzioni ad essa collegate, degli enti dipendenti dalla Santa Sede e delle persone giuridiche canoniche, nonché ai legati pontifici ed al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede. Tale estensione ha lo scopo di rendere perseguibili da parte degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano i reati previsti in queste leggi anche nel caso in cui il fatto fosse commesso al di fuori dei confini dello Stato stesso.

Tra le leggi adottate ieri dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano v’è inoltre la legge recante “Norme generali in materia di sanzioni amministrative”. Questa legge era stata già ipotizzata dall’art. 7, comma 4, della Legge sulle fonti del diritto N. LXXI, del 1 ottobre 2008, e stabilisce la disciplina generale e di principio per l’irrogazione di sanzioni amministrative.

Di tale disciplina si avvertiva da tempo l’opportunità, anche in relazione alla crescente rilevanza dell’illecito amministrativo, quale tertium genus intermedio tra l’illecito penale e l’illecito civile. In quanto disciplina di principio, alle disposizioni di tale legge si dovrà fare riferimento ogni qualvolta un’altra legge stabilisca l’irrogazione di sanzioni amministrative in conseguenza di una violazione, senz’altro specificare in ordine al procedimento di irrogazione, all’autorità competente ed in ordine agli altri effetti minori.

Uno dei cardini del sistema introdotto dalla presente legge è costituito dal c.d. principio di legalità, per effetto del quale le sanzioni amministrative possono essere irrogate solo nei casi previsti dalla legge. Il procedimento di irrogazione è articolato in una fase di accertamento e contestazione dell’infrazione da parte degli uffici competenti ed una fase di irrogazione della sanzione, rimessa in via generale alla competenza della Presidenza del Governatorato. Viene infine previsto il diritto al ricorso e la competenza per materia del Giudice unico, salvo i casi di sanzioni di maggiore gravità per i quali viene invece stabilita la competenza del Tribunale.

In conclusione di questa breve presentazione può osservarsi come le leggi sopra indicate si segnalano non solo per la loro innegabile rilevanza sostanziale e sistematica, quanto anche perché costituiscono un ulteriore e significativo passo del legislatore vaticano verso quella rifinitura del proprio assetto ordinamentale occorrente per assumere e promuovere quanto di costruttivo ed utile la Comunità internazionale propone in vista di una più intensa cooperazione internazionale ed un più efficace perseguimento del bene comune.

GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO: "TURISMO E ACQUA: PROTEGGERE IL NOSTRO COMUNE FUTURO"

Città del Vaticano, 11 luglio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso questa mattina dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in occasione della Giornata Mondiale del Turismo 2013:

"Il 27 settembre celebriamo la Giornata Mondiale del Turismo, secondo il tema che l’Organizzazione Mondiale del Turismo ha proposto per quest’anno: 'Turismo e acqua: proteggere il nostro comune futuro'. Questo è in linea con l’'Anno internazionale della Cooperazione per l’Acqua', che nel contesto del Decennio Internazionale per l’Azione 'L’acqua, fonte di vita' (2005-2015), è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite allo scopo di evidenziare 'che l’acqua è fondamentale per lo sviluppo sostenibile, in particolare per l’integrità ambientale e l’eliminazione della povertà e della fame, è indispensabile per la salute e il benessere dell’uomo, ed è fondamentale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio'.
Anche la Santa Sede desidera unirsi a questa commemorazione, portando il suo contributo dall’ambito che le è proprio, cosciente dell’importanza che il fenomeno del turismo riveste nel momento attuale e delle sfide e possibilità che offre alla nostra azione evangelizzatrice. Questo è uno dei settori economici con la più ampia e rapida crescita a livello mondiale. Non dobbiamo dimenticare che durante lo scorso anno è stato superato il traguardo di un miliardo di turisti internazionali, a cui si devono sommare le cifre ancor più alte del turismo locale.

Per il settore turistico, l’acqua è di cruciale importanza, un bene e una risorsa. È un bene in quanto la gente si sente naturalmente attratta da lei e sono milioni i turisti che cercano di godere di questo elemento della natura durante i loro giorni di riposo, scegliendo come destinazione alcuni ecosistemi in cui l’acqua è il tratto più caratteristico (zone umide, spiagge, fiumi, laghi, cascate, isole, ghiacciai o nevai, per citarne alcuni) o cercando di cogliere i suoi numerosi vantaggi (particolarmente in centri balneari o termali). Al tempo stesso, l’acqua è anche una risorsa per il settore turistico ed è indispensabile, fra l’altro, per gli alberghi, i ristoranti e le attività di tempo libero.

Con lo sguardo rivolto al futuro, il turismo sarà un vero vantaggio nella misura in cui riuscirà a gestire le risorse secondo criteri di 'green economy', un’economia il cui impatto ambientale si mantenga entro limiti accettabili. Siamo chiamati, quindi, a promuovere un turismo ecologico, rispettoso e sostenibile, che può certamente favorire la creazione di posti di lavoro, sostenere l’economia locale e ridurre la povertà.

Non c’è dubbio che il turismo abbia un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente, potendo essere un suo grande alleato, ma anche un feroce nemico. Se, ad esempio, alla ricerca di un beneficio economico facile e rapido, si consente all’industria turistica di inquinare un luogo, questo cesserà di essere una meta ambita dai turisti.

Sappiamo che l’acqua, chiave dello sviluppo sostenibile, è un elemento essenziale per la vita. Senza acqua non c’è vita. 'Tuttavia, anno dopo anno aumenta la pressione su questa risorsa. Una persona su tre vive in un Paese con scarsità di acqua da moderata ad alta, ed è possibile che per il 2030 la carenza colpisca quasi la metà della popolazione mondiale, giacché la domanda potrebbe superare del 40% l’offerta'. Secondo dati delle Nazioni Unite, circa un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. E le sfide legate a questo problema aumenteranno in modo significativo nei prossimi anni, soprattutto perché è mal distribuita, inquinata, sprecata o si dà priorità ad alcuni usi in modo errato o ingiusto, a cui si aggiungeranno le conseguenze del cambiamento climatico. Anche il turismo compete molte volte con altri settori per il suo utilizzo e non di rado si costata che l’acqua è abbondante e si sperpera nelle strutture turistiche, mentre per le popolazioni circostanti scarseggia.

La gestione sostenibile di questa risorsa naturale è una sfida di ordine sociale, economico e ambientale, ma soprattutto di natura etica, a partire dal principio della destinazione universale dei beni della terra, che è un diritto naturale, originario, al quale si deve sottomettere tutto l’ordinamento giuridico relativo a tali beni. La Dottrina Sociale della Chiesa insiste sulla validità e l’applicazione di questo principio, con riferimenti espliciti all’acqua.

Certamente, il nostro impegno in favore del rispetto della creazione nasce dal riconoscerla come un dono di Dio per tutta la famiglia umana e dall’ascoltare la richiesta del Creatore, che ci invita a custodirla, consapevoli di essere amministratori, e non padroni, del dono che ci fa.

L’attenzione per l’ambiente è un tema importante per Papa Francesco, al quale ha fatto numerose allusioni. Già nella celebrazione eucaristica di inizio del suo ministero petrino ci invitava a essere 'custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo - diceva - che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo', ricordando che 'tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti'.

Approfondendo questo invito, il Santo Padre affermava durante un’Udienza: 'Coltivare e custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti [...]. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della creazione'.

Se coltiviamo questo atteggiamento di ascolto, potremo scoprire come l’acqua ci parli anche del suo Creatore e ci ricordi la sua storia di amore per l’umanità. Eloquente è al riguardo la preghiera di benedizione dell’acqua, di cui la liturgia romana si avvale sia nella Veglia pasquale che nel rituale del battesimo, nella quale si ricorda che il Signore si è servito di questo dono come segno e memoria della sua bontà: la Creazione, il diluvio che pone fine al peccato, il passaggio del Mar Rosso che libera dalla schiavitù, il battesimo di Gesù nel Giordano, la lavanda dei piedi che si trasforma in precetto d’amore, l’acqua che emana dal costato del Crocifisso, il mandato del Risorto di fare discepoli e battezzarli… sono pietre miliari della storia della Salvezza, nelle quali l’acqua assume un elevato valore simbolico.

L’acqua ci parla di vita, di purificazione, di rigenerazione e di trascendenza. Nella liturgia, l’acqua manifesta la vita di Dio che ci viene comunicata in Cristo. Lo stesso Gesù si presenta come colui che placa la sete, dal cui seno sgorgheranno fiumi di acqua viva (cfr. Gv 7, 38), e nel suo dialogo con la Samaritana afferma: 'chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete' (Gv 4, 14). La sete evoca gli aneliti più profondi del cuore umano, i suoi fallimenti e la sua ricerca di un’autentica felicità oltre se stesso. E Cristo è colui che offre l’acqua che sazia la sete interiore, è la fonte della rinascita, è il bagno che purifica. Egli è la sorgente di acqua viva.

Per questo, è importante ribadire che tutti coloro che sono coinvolti nel fenomeno del turismo hanno una forte responsabilità nella gestione dell’acqua, in modo che questo settore sia effettivamente fonte di ricchezza a livello sociale, ecologico, culturale ed economico. Mentre si deve lavorare per riparare i danni causati, si deve anche favorire il suo uso razionale e ridurre al minimo l’impatto, promuovendo politiche adeguate e fornendo dotazioni efficienti, che aiutino a proteggere il nostro futuro comune. Il nostro atteggiamento verso la natura e la cattiva gestione che possiamo fare delle sue risorse non possono gravare né sugli altri né tantomeno sulle generazioni future.

È necessaria, quindi, una maggiore determinazione da parte dei politici e degli imprenditori perché, nonostante tutti siano coscienti delle sfide che il problema dell’acqua ci pone, siamo consapevoli che ciò deve ancora concretizzarsi in impegni vincolanti, precisi e verificabili.

Questa situazione richiede soprattutto un cambiamento di mentalità che porti ad adottare uno stile di vita diverso, caratterizzato dalla sobrietà e dall’autodisciplina. Si deve far sì che il turista sia consapevole e rifletta sulle sue responsabilità e sull’impatto del suo viaggio. Egli deve poter giungere alla convinzione che non tutto è permesso, anche se personalmente ne potrebbe assumere l’onere economico. Dobbiamo educare e incoraggiare i piccoli gesti che ci permettono di non sprecare o contaminare l’acqua e che, al tempo stesso, ci aiutano ad apprezzare ancor più la sua importanza.

Facciamo nostro il desiderio del Santo Padre di prendere 'tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro'.

Con San Francesco, il 'poverello' di Assisi, eleviamo la nostra lode a Dio, benedicendolo per le sue creature: 'Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta'”.

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