Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

martedì 15 novembre 2011

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN BENIN


 
CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2011 (VIS). Dal 18 al 20 novembre prossimo, il Santo Padre si recherà nella Repubblica del Benin (Africa Occidentale), per la firma dell’Esortazione Apostolica Postsinodale relativa alla Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Di seguito riportiamo alcuni dati statistici della Chiesa Cattolica in Benin aggiornati al 31 dicembre 2010, a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.
  La Repubblica del Benin, capitale Porto Novo, ha una superficie di 112.622 chilometri quadrati e conta 8.779.000 abitanti, dei quali 2.984.000 cattolici, il 34% della popolazione. Il paese conta 10 circoscrizioni ecclesiastiche; 338 parrocchie ed 801 centri pastorali. I Vescovi sono 11, i sacerdoti 811, i religiosi e le religiose 1.386; 30 sono i membri laici di Istituti secolari e 11.251 i catechisti con missioni di apostolato. I seminaristi minori sono 308 e i maggiori 497.
  La Chiesa cattolica conta 217 centri educativi di tutti i livelli nei quali studiano 57.771 alunni, e 17 centri di educazione speciale. Esistono anche 133 centri di assistenza di proprietà della Chiesa o diretti da ecclesiastici: 12 ospedali; 65 ambulatori; 3 lebbrosari; 7 case per anziani ed invalidi; 41 orfanotrofi e scuole materne, 3 consultori familiari e centri per la protezione della vita e 3 istituzioni di altri tipo.
PV-BENIN/                         VIS 20111115 (220)

BENIN SI PREPARA AD ACCOGLIERE IL PAPA VENERDÌ PROSSIMO


 
CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2011 (VIS). Nella mattinata di ieri, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione della visita che Benedetto XVI compirà in Benin, da venerdì 18 a domenica 20 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.
  Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha illustrato ai giornalisti i motivi di interesse della visita che segna il ritorno del Pontefice in Africa dopo il Viaggio in Angola e Camerun del 2009. In primo luogo la firma dell’Esortazione Apostolica Postsinodale della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che sarà consegnata ai 35 Presidenti delle Conferenze Episcopali Nazionali e ai 7 responsabili delle Conferenze Regionali del Continente.
  Il secondo luogo, il Benin, paese africano geograficamente piccolo che conta appena 7 milioni di abitanti, è stato da sempre spiritualmente grande per la Chiesa. Infatti dal Benin partì, 150 anni fa, la grande opera di evangelizzazione che investì anche i paesi circostanti, dal Togo al Ghana al Niger. Padre Lombardi ha affermato che vi è una atmosfera di grande aspettativa nel Paese per l’arrivo del Papa. “Un incoraggiamento al continente africano nel suo insieme. Quindi, un accento consapevole dei problemi che ci sono, ma di prospettiva positiva: un incoraggiamento a impegnarsi per la riconciliazione, giustizia, pace, per uno sviluppo umano integrale e un annuncio del Vangelo come sviluppo integrale dell’uomo. Quindi, un viaggio che vuole certamente essere molto costruttivo”.
  Un altro momento molto atteso è la visita del Papa alla tomba del Cardinale Bernardin Gantin, mancato nel 2008, molto amato dal suo popolo. Un affetto condiviso dal Santo Padre, come ha segnalato Padre Lombardi: “E’ una persona anche molto vicina al Papa attuale per diversi motivi, essendo stato per tanto tempo Prefetto della Congregazione per i Vescovi, mentre il Papa attuale era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; ed essendo stato il suo predecessore diretto come Decano del Collegio Cardinalizio. In Benin, è considerato un padre dalla patria, un eroe nazionale, una persona che gode di una stima e di un affetto da parte della popolazione veramente immensi. La figura di Gantin e la visita del Papa alla sua tomba saranno uno degli aspetti più significativi del Viaggio”.
  Infine il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha informato di un evento artistico e culturale che si terrà la sera di venerdì a Cotonou, che vedrà la partecipazione di tre importanti cantautori africani – Papa Wemba, Bonga e Fifito – in un concerto che tratterà i temi dalla pace, della giustizia e della riconciliazione.
PV-BENIN/              VIS 20111115 (430)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Feldkirch (Austria), presentata dal Vescovo Elmar Fischer, per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato l’Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, finora Nunzio Apostolico in Argentina.
RE/                 VIS 20111115 (40)

lunedì 14 novembre 2011

STAMINALI: SALVEZZA DI UNA VITA NON GIUSTIFICA DISTRUZIONE DI UN’ALTRA

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto i 250 partecipanti al Congresso internazionale: “Le cellule staminali adulte: scienza e futuro dell’uomo e della cultura”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con la Fondazione statunitense “Stem for life”. Nei tre giorni del Congresso i partecipanti hanno esaminato l’uso delle cellule staminali adulte in medicina da una prospettiva scientifica e dalla prospettiva delle implicazioni culturali, etiche ed antropologiche.

Riportiamo di seguito alcuni estratti del discorso di Benedetto XVI:

“Poiché gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, vi sono dimensioni della vita umana che oltrepassano i limiti di ciò che le scienze naturali possono determinare. Se si oltrepassano tali limiti, sussiste il grave rischio che la dignità unica ed inviolabile della vita umana sia subordinata a considerazioni puramente utilitarie. Se invece si rispettano doverosamente tali limiti, la scienza può offrire un notevole contributo alla promozione e alla salvaguardia della dignità umana”.

“In tal senso, considerevoli sono i potenziali benefici della ricerca sulle cellule staminali adulte, poiché schiudono possibilità di guarigione di malattie degenerative croniche riparando i tessuti danneggiati e ristabilendo la loro capacità di rigenerazione. Il miglioramento che tali terapie promettono costituisce un progresso significativo della scienza medica, che porta nuove speranze a coloro che soffrono e ai loro familiari. Perciò, la Chiesa naturalmente incoraggia quanti sono impegnati nella ricerca e nel sostegno alla ricerca in questo ambito, sempre che essa sia condotta con il dovuto rispetto per il bene integrale della persona umana e il bene comune della società”.

“Tale condizione è di grandissima importanza. La mentalità pragmatica che tanto spesso influenza le decisioni nel mondo di oggi è più che pronta ad autorizzare l’uso di qualunque mezzo disponibile per raggiungere il fine desiderato, nonostante la chiara evidenza delle conseguenze disastrose di tale mentalità. Quando il fine in vista è quello così eminentemente auspicabile di scoprire una cura per le malattie degenerative, è una grande tentazione per gli scienziati e i politici il mettere da parte le obiezioni etiche per intraprendere qualunque ricerca che sembri offrire la prospettiva di una vittoria. I sostenitori della ricerca sulle cellule staminali embrionali, nella speranza di conquistare tale risultato, fanno il grave errore di negare l’inalienabile diritto alla vita di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento alla morte naturale. Non si può mai giustificare la distruzione di anche una sola vita umana in termini del beneficio che tale distruzione potrebbe plausibilmente portare ad un’altra vita”.

“Tuttavia, in generale, non sorgono tali problemi etici quando le cellule staminali sono prelevate da tessuti di un organismo adulto o dal sangue del cordone ombelicale al momento della nascita”.

“Il dialogo fra scienza ed etica è della più grande importanza per assicurare che i progressi medici non siano conseguiti a costi umani inaccettabili. La Chiesa contribuisce a questo dialogo aiutando a formare le coscienze secondo la giusta ragione e alla luce della verità rivelata. Nel far ciò la Chiesa non intende ostacolare il progresso scientifico, ma al contrario guidarlo in una direzione che sia proficua e benefica per l’umanità (...), con un’attenzione particolare ai più deboli e ai più vulnerabili”.

“Nel richiamare l’attenzione sulle necessità dei più indifesi, la Chiesa pensa non soltanto ai non nati ma anche a coloro che non hanno facile accesso a costose terapie mediche. (...) La giustizia esige che ogni sforzo sia fatto per porre i risultati della ricerca scientifica a disposizione di tutti coloro che ne traggono beneficio, a prescindere dalle proprie possibilità finanziarie. (...) Qui la Chiesa può offrire concreta assistenza con il suo esteso apostolato sanitario, attivo in numerosi paesi del mondo, che opera con particolare sollecitudine per rispondere alle necessità dei poveri del mondo”.

“Prego affinché il vostro impegno nella ricerca delle cellule staminali adulte porti grandi benedizioni al futuro dell’umanità”.
AC/ VIS 20111114 (660)

VISITA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Signor Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, con la consorte e seguito. Al termine della visita è stato reso pubblico il seguente Comunicato:

“Oggi, sabato 12 novembre 2011, il Presidente del Consiglio Europeo, S.E. il Signor Herman Van Rompuy, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, hanno permesso un utile scambio di opinioni sulla situazione internazionale e sul contributo che la Chiesa Cattolica desidera offrire all’Unione Europea.

Nel corso del dialogo ci si è soffermati, inoltre, sulla promozione dei diritti umani ed, in particolare, della libertà religiosa”.
SS/ VIS 20111114 (120)

RINUNCIARE IMPIEGARE “TALENTI” SAREBBE UN VENIR MENO SCOPO PROPRIA ESISTENZA

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2011 (VIS). La provvisorietà dell’esistenza terrena e l’invito a viverla come “un pellegrinaggio” fino alla meta che è Dio che “è il nostro destino ultimo e il senso del nostro vivere” è stato il tema dell’Angelus domenicale che Benedetto XVI ha recitato con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha spiegato il significato della parabola dei talenti riportata dall’evangelista Matteo nel Vangelo di oggi. “Gesù - ha detto il Pontefice - racconta di tre servi ai quali il padrone, al momento di partire per un lungo viaggio, affida le proprie sostanze. Due di loro si comportano bene, perché fanno fruttare del doppio i beni ricevuti. Il terzo, invece, nasconde il denaro ricevuto in una buca. Tornato a casa, il padrone chiede conto ai servitori di quanto aveva loro affidato e, mentre si compiace dei primi due, rimane deluso del terzo” che “si è comportato come se il suo padrone non dovesse più tornare, come se non ci fosse un giorno in cui gli avrebbe chiesto conto del suo operato”.

“Con questa parabola, Gesù vuole insegnare ai discepoli ad usare bene i suoi doni: Dio chiama ogni uomo alla vita e gli consegna dei talenti, affidandogli nel contempo una missione da compiere. Sarebbe da stolti pensare che questi doni siano dovuti, così come rinunciare ad impiegarli sarebbe un venir meno allo scopo della propria esistenza. Commentando questa pagina evangelica, san Gregorio Magno nota che a nessuno il Signore fa mancare il dono della sua carità, dell’amore”.

“Cari fratelli, accogliamo l’invito alla vigilanza, a cui più volte ci richiamano le Scritture! – ha concluso Benedetto XVI - Essa è l’atteggiamento di chi sa che il Signore ritornerà e vorrà vedere in noi i frutti del suo amore. La carità è il bene fondamentale che nessuno può mancare di mettere a frutto e senza il quale ogni altro dono è vano. (...) Solo praticando la carità, anche noi potremo prendere parte alla gioia del nostro Signore”.
ANG/ VIS 20111114 (340)

POSTANGELUS: RISPETTARE TERRA E RICONCILIAZIONE IN AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2011 (VIS). Dopo l’Angelus, il Papa ha ricordato che questa domenica “ricorre la Giornata Mondiale del Diabete, malattia cronica che affligge molte persone, anche giovani. Prego per tutti questi fratelli e sorelle, e per quanti condividono ogni giorno la loro fatica; come pure per gli operatori sanitari e i volontari che li assistono”.


Nel rivolgersi ai pellegrini di lingua francese, il Papa si è soffermato sul suo imminente Viaggio in Benin, nel corso del quale apporrà la firma all’Esortazione Apostolica Postsinodale, documento scaturito dalla Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Il Papa ha pure sottolineato che con la sua visita nel Paese africano desidera “riaffermare la fede e la speranza dei cristiani dell’Africa e delle Isole adiacenti. Affido alla vostra preghiera questo viaggio e gli abitanti dell’amato continente africano, particolarmente coloro che sperimentano l’insicurezza e la violenza. Che la Nostra Signora d’Africa accompagni e sostenga gli sforzi di quanti si adoperano per la riconciliazione, la giustizia e la pace”.

“Mi unisco – ha detto Benedetto XVI in tedesco - in particolare ai fedeli che oggi pomeriggio partecipano alla beatificazione del sacerdote martire Carl Lampert a Dornbirn. Nel tempo oscuro del nazionalsocialismo, ha visto con chiarezza il significato della parola di san Paolo: ‘Noi non apparteniamo alla notte né alle tenebre’. In occasione di un interrogatorio che avrebbe potuto portarlo alla libertà, testimoniò con convinzione: ‘Io amo la mia Chiesa. Io rimango fedele alla mia Chiesa e anche al sacerdozio. Io sto dalla parte di Cristo e amo la sua Chiesa’”.

Esprimendosi in lingua polacca, Benedetto XVI ha ricordato che in Polonia si celebra “per iniziativa dell’Associazione ‘Aiuto alla Chiesa che Soffre’, (...) la Giornata della solidarietà con la Chiesa perseguitata. Quest’anno, con le vostre preghiere e con le vostre offerte, sostenete in modo particolare la Chiesa in Sudan. Vi auguro che questa ‘Giornata’ sensibilizzi tutti al dramma dell’umana povertà e delle persecuzioni, alla necessità del rispetto dell’umana dignità e del diritto di libertà religiosa”.

Infine il Pontefice ha ricordato che la Chiesa italiana celebra la Giornata del Ringraziamento ed ha detto: “Guardando ai frutti della terra che anche quest’anno il Signore ci ha donato, riconosciamo che il lavoro dell’uomo sarebbe vano se Lui non lo rendesse fecondo. ‘Solo con Dio c’è futuro nelle nostre campagne’. Mentre rendiamo grazie, impegniamoci a rispettare la terra, che Dio ci ha affidato”.
ANG/ VIS 20111114 (470)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- L’Arcivescovo Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Signor Alfonso Rivero Monsalve, Ambasciatore del Perù con la Consorte, in visita di congedo.

Sabato 12 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20111114 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Brisbane (Australia), presentata dall’Arcivescovo John A. Bathersby, per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Francesco Cavina, Vescovo di Carpi (superficie: 415; popolazione: 127.808; cattolici: 117.785; sacerdoti: 56; religiosi: 62; diaconi permanenti: 13), Italia. Il Vescovo eletto, finora Officiale presso la Segreteria di Stato, è nato a Faenza (Italia), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal 1980 al 1984 è stato Vice Rettore del Seminario Regionale di Bologna; dal 1987 al 1996 è stato Assistente dei giovani di Azione Cattolica e Collaboratore parrocchiale presso la Parrocchia di Sant’Agata di Imola; dal 1990 al 1993 è stato Difensore del vincolo presso il Tribunale di Bologna; dal 1991 al 1995 è stato Vice Cancelliere Vescovile e nel 1995 Cancelliere Vescovile; dal 1991, Canonico della Cattedrale di Imola; dal 1993 al 2011 è stato Giudice presso il Tribunale di Bologna. Succede al Vescovo Elio Tinti, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
RE:NER/ VIS 20111114 (190)

venerdì 11 novembre 2011

VOLONTARIATO: MOTIVO DI FIDUCIA IN TEMPI DI CRISI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Vescovi responsabili della pastorale caritativa e i Rappresentanti di organismi caritativi nell’Unione Europea che partecipano all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio “Cor Unum”, in occasione dell’Anno Europeo del Volontariato.

“Nel tempo presente, segnato dalla crisi e dall’incertezza – ha detto il Santo Padre – il vostro impegno è motivo di fiducia poiché dimostra che la bontà esiste e cresce nel corpo sociale. (...) Per i cristiani il volontariato non è semplicemente una espressione di buona volontà, ma si fonda su di una personale esperienza di Cristo (...). La grazia di Cristo ci aiuta a scoprire entro noi stessi un umano desiderio di solidarietà ed una fondamentale vocazione all’amore. (...) Noi diveniamo anche strumenti visibili dell’amore di Cristo in un mondo che aspira profondamente a quell’amore, fra la povertà, la solitudine, l’emarginazione e l’ignoranza che vediamo intorno a noi”.

“Il volontariato cattolico non può rispondere però a tutte queste esigenze, ma ciò non ci scoraggia. (...) Il poco che riusciamo a fare per sollevare le necessità umane sarà un buon seme che crescerà e porterà molto frutto; è un segno della presenza e dell’amore di Cristo. (...) Questa è la natura della testimonianza che voi, in tutta umiltà e convinzione, offrite alla società civile. Mentre è dovere dell’autorità pubblica riconoscere ed apprezzare questo contributo senza distorsioni, il vostro ruolo come cristiani è di prendere parte attiva alla vita della società, cercando di renderla più umana e caratterizzata dall’autentica libertà, dalla giustizia e dalla solidarietà”.

Benedetto XVI ha ricordato che il suo incontro con i partecipanti alla riunione di “Cor Unum” coincide con la memoria liturgia di San Martino di Tours, che raffigurato nell’atto di condividere il suo mantello con un povero, è considerato modello di carità in Europa e nel mondo. “Attualmente il lavoro volontario come servizio caritativo è diventato un elemento universalmente riconosciuto della cultura moderna. Tuttavia, le sue origini possono essere tracciate nella sollecitudine caratteristica dei cristiani di salvaguardare, senza discriminazioni, la dignità della persona umana creata ad immagine e somiglianza di Dio. Se si rinnegano o si oscurano tali radici spirituali e i criteri della nostra collaborazione diventano puramente utilitaristici, la caratteristica distintiva del servizio che voi offrite rischia di andare perduta, a detrimento di tutta la società”.

Il Papa ha concluso il suo discorso invitando i giovani a scoprire nel volontariato “un modo di crescere nell’amore altruistico che conferisce alla vita il suo più profondo significato”.
AC/ VIS 20111111 (430)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Velasio De Paolis, C.S., Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
AP/ VIS 20111111 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Janusz Stepnowski, Vescovo di Lomza (superficie: 11.500; popolazione: 554.433; cattolici: 548.548; sacerdoti: 497; religiosi: 183), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Ostroleka (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Nel 1989 ha iniziato il suo servizio presso la Congregazione per i Vescovi ed ha collaborato come traduttore presso il Tribunale della Rota Romana. Finora Capoufficio nella Congregazione per i Vescovi, succede al Vescovo Stanislaw Stefanek, S.Chr., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura, finora Ausiliare di Lisbona (Portogallo).
NER:RE:NA/ VIS 20111111 (140)

giovedì 10 novembre 2011

IL PAPA RICEVE MEMBRI CONSIGLIO COMUNITÀ RELIGIOSE ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). “Nella nostra epoca così tormentata, il dialogo fra le diverse religioni è sempre più importante per far sorgere un’atmosfera di comprensione e rispetto reciproco che porti all’amicizia ed a forte fiducia reciproca. Si tratta di una urgente necessità per i Responsabili delle religioni in Terra Santa che vivono in un luogo ricco di memorie sacre per le nostre tradizioni, e che sono messi quotidianamente a dura prova dalle difficoltà di vivere insieme in armonia”.

Con queste parole Benedetto XVI ha ricevuto i Rappresentanti del Consiglio delle Comunità Religiose di Israele che include i Responsabili della maggioranza delle principali comunità religiose del Paese, oltre che una dozzina di istituzioni e organismi. Il presente incontro è il primo di questo tipo nella storia dei rapporti fra Israele e Santa Sede.

“Come ho avuto modo di sottolineare nel corso del mio recente incontro con i Rappresentanti delle diverse religioni ad Assisi, oggi ci troviamo a dover affrontare due tipi di violenza: da una parte l’uso della violenza in nome della religione e, dall’altra, la violenza che è conseguenza della negazione di Dio, che sovente caratterizza la vita della moderna società. In tale situazione, in qualità di Responsabili delle religioni siamo chiamati a riaffermare che il rapporto fra uomo e Dio vissuto in modo giusto, rappresenta una forza di pace. Questa è una verità che deve diventare sempre più visibile nel mondo nel quale noi viviamo la nostra vita quotidiana. Perciò desidero incoraggiarvi a promuovere un clima di fiducia e di dialogo fra i Responsabili e i membri di tutte le tradizioni religiose presenti in Terra Santa”.

“Noi condividiamo la grave responsabilità di educare i membri delle nostre rispettive comunità religiose, prefiggendoci di promuovere una più profonda comprensione reciproca e sviluppando una apertura verso la cooperazione con le persone di tradizioni religiose diverse dalle nostre. (...) La giustizia, insieme con la verità, l’amore e la libertà, è un requisito fondamentale per una pace duratura e autentica nel mondo. Avanzare sulla via della riconciliazione richiede coraggio e lungimiranza, come pure la fiducia che sia Dio stesso ad indicarci la via. Non potremmo realizzare i nostri obiettivi se Dio non ci desse le forza per farlo”.

Il Papa ha rivelato che all’epoca della sua visita a Gerusalemme nel maggio 2009, nella preghiera che collocò nelle fessure del Muro occidentale, invocò Dio per la pace in Terra Santa con queste parole: “Dio di tutti i tempi, nella mia visita a Gerusalemme, la ‘Città della Pace’, casa spirituale di ebrei, cristiani e musulmani, porto davanti a Te le gioie, le speranze, le ispirazioni, le difficoltà, le sofferenze e il dolore di tutti i tuoi popoli nel mondo. Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ascolta il grido degli afflitti, dei timorosi, di coloro che sono stati privati di tutto; manda la Tua pace su questa Terra Santa, in Medio Oriente, su tutta la famiglia umana; muovi i cuori di tutti coloro che invocano il Tuo nome per avanzare umilmente sulla via della giustizia e della compassione. ‘Buono è il Signore con chi spera in lui, con l’anima che lo cerca!’”.

“Che il Signore ascolti la mia preghiera per Gerusalemme oggi e ricolmi il vostro cuore di gioia durante la vostra visita a Roma. Che il Signore ascolti la preghiera di tutti gli uomini e le donne che l’invocano per la pace a Gerusalemme. Non smettiamo mai di pregare per la pace in Terra Santa – ha detto il Pontefice – con fiducia in Dio che è la nostra pace e consolazione”.
AC/ VIS 20111110 (600)

DISOCCUPAZIONE E PRECARIETÀ MINACCIANO DIGNITÀ UMANA

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre all’Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, di Guayaquil, Presidente della Conferenza Episcopale dell’Ecuador, in occasione del II Congresso Nazionale della Famiglia in Ecuador, in corso dal 9 al 12 novembre. Intitolato “La famiglia ecuadoriana in missione: il lavoro e la festa al servizio della persone e del bene comune”, il Congresso si inquadra nell’ambito della Missione continentale auspicata dall’Episcopato latinoamericano e del Caribe, e nella preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano (Italia), nel giugno 2012.

“La famiglia, nata dal patto di amore e di offerta totale e sincera di un uomo e di una donna nel matrimonio” – scrive Benedetto XVI – “non è una realtà privata, chiusa in se stessa. Essa per sua propria vocazione offre un meraviglioso e decisivo servizio al bene comune della società e alla missione della Chiesa. In effetti, la società non è una mera somma di individui, ma il risultato di relazioni fra persone, uomo-donna, genitori-figli, fra fratelli, che hanno il proprio fondamento nella vita familiare e nei vincoli di affetto che da essa derivano. Ogni famiglia offre alla società, attraverso i suoi figli, la ricchezza umana che ha vissuto. Con ragione si può affermare che la salute e la qualità delle relazioni familiari dipende dalla salute e dalla qualità proprio delle relazioni sociali”.

“Il lavoro e la festa sono di particolare pertinenza e sono profondamente vincolati alla vita delle famiglie, influiscono sulle loro scelte, sulle relazioni fra coniugi e fra genitori e figli ed incidono sui vincoli della famiglia con la società e con la Chiesa”.

“Con il lavoro l’uomo si sperimenta come soggetto, partecipe del progetto creatore di Dio. Perciò la mancanza di lavoro e la precarietà minacciano la dignità umana, creando non soltanto situazioni di ingiustizia e di povertà, che sovente degenerano in disperazione, criminalità e violenza, ma anche crisi di identità. È urgente che ovunque siano adottate misure efficaci, approcci seri e ponderati. È necessaria una risoluta e sincera volontà che porti a individuare soluzioni affinché tutti abbiano accesso ad un lavoro degno, stabile e ben remunerato, mediante il quale si santifichino e partecipino attivamente allo sviluppo della società, coniugando un lavoro intenso e responsabile con tempi adeguati per una ricca, proficua e armoniosa vita familiare”.

“Un ambiente familiare sereno e costruttivo, con i suoi doveri domestici e i suoi affetti, è la prima scuola di lavoro e lo spazio più indicato perché la persona scopra le proprie potenzialità, coltivando, oltre al desiderio di migliorarsi, le sue più nobili aspirazioni. Inoltre la vita familiare insegna a vincere l’egoismo, ad alimentare la solidarietà, a non disprezzare il sacrificio per la felicità dell’altro, a dare valore al buono e al giusto, e ad applicarsi con convinzione e generosità alle aree del benessere comune e del bene reciproco, essendo responsabili di fronte a se stessi, agli altri e all’ambiente”.

“La festa, a sua volta, umanizza il tempo volgendolo all’incontro con Dio, con gli altri e la natura. Perciò le famiglie hanno bisogno di recuperare l’autentico senso della festa, specialmente la domenica, giorno del Signore e dell’uomo. Nella celebrazione eucaristica domenicale, la famiglia sperimenta qui e ora la presenza reale del Signore Risorto, riceve la vita nuova, accoglie il dono dello Spirito, accresce il suo amore per la Chiesa, ascolta la divina Parola, condivide il Pane eucaristico e si apre all’amore fraterno”.
MESS/ VIS 20111110 (580)

IN PROGETTO VIAGGIO DI BENEDETTO XVI MESSICO E CUBA

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). In risposta alle domande dei giornalisti, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha comunicato che Benedetto XVI ha in progetto di recarsi a Cuba e in Messico nella primavera prossima. “Nei giorni scorsi – ha detto Padre Lombardi – i nunzi in Messico e a Cuba sono stati incaricati di informare le più alte autorità religiose e civili dei due Paesi che il Papa sta studiando un progetto concreto di recarsi in visita nei due Paesi, rispondendo agli inviti ricevuti”.

“Il progetto verrà approfondito nelle prossime settimane e alla luce di ciò il Papa prenderà la decisione finale e la comunicherà nel modo e nel tempo che riterrà più opportuni. Il tempo previsto per il viaggio è la prossima primavera, quindi i tempi per la decisione definitiva sul programma e la preparazione sono piuttosto ravvicinati”.

In quanto ai motivi del Viaggio, il Direttore della Sala Stampa ha spiegato che: “l’attesa del popolo messicano è ben nota, il Papa la teneva presente ed è lieto di potervi finalmente rispondere. Il Papa è stato in Brasile, ma i Paesi dell’America Latina di lingua spagnola desideravano un viaggio per loro, e il Messico è il più popoloso di essi”.

“Cuba è un altro paese che desiderava molto vedere il Papa, che non ha mai dimenticato lo storico viaggio di Giovanni Paolo II, e in cui la Chiesa e tutto il popolo vivono un periodo importante della loro storia in cui la visita del Papa sarà di grande incoraggiamento, in particolare nel quarto centenario della scoperta dell’immagine di Nostra Signora della Caridad del Cobre”.

Itinerario

“Basta guardare la carta geografica per vedere che Cuba e il Messico si trovano nella stessa direzione rispetto a Roma e quindi è più logico abbinare questi due Paesi in un unico viaggio, piuttosto che altri che richiedano un itinerario più lungo e complesso. Si tratta in ogni caso di un viaggio lungo che non potrà avere molte tappe, ma pochissime, di grande valore simbolico e pastorale. Bisognerà anche tener conto dell’altitudine, per cui è sconsigliabile che il Papa si rechi a Città del Messico. Una delle questioni che saranno rapidamente affrontate è quindi quella delle migliori alternative”.

Infine, relativamente alla finalità del Viaggio, Padre Lombardi ha affermato: “Dopo la Conferenza continentale di Aparecida, a cui il Papa ha partecipato quattro anni fa, l’America Latina è impegnata nella grande missione continentale di evangelizzazione e il Papa avrà modo di incoraggiare tutta la Chiesa in questo grande compito, anche nel corso della preparazione alla celebrazione dell’Anno della fede”.
OP/ VIS 20111110 (440)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Agostino Va llini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile); Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile; con l’Arcivescovo José Belisário da Silva, O.F.M., di Sâo Luís do Maranhão, Vice-Presidente e con il Vescovo Leonardo Ulrich Steiner, O.F.M., Prelato di Sao Félix, Segretario Generale.
AP/ VIS 20111110 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L’Arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, Nunzio Apostolico in Tanzania, finora Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nella Isole Salomone.

- Il Cardinale Attilio Nicora, attualmente Presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria ed il Cardinale Velasio De Polis, Presidente emerito della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, Membri dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
NN:NA/ VIS 20111110 (70)

mercoledì 9 novembre 2011

SALMO 119: CELEBRAZIONE BELLEZZA PAROLA DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di questo Mercoledì al Salmo 119, particolare per la sua lunghezza; infatti è composto da 176 versetti divisi in 22 strofe di otto versetti ciascuna, e per essere un “acrostico alfabetico”: ogni strofa comincia con una delle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico. Questo Salmo è un canto sulla “Torah” del Signore “cioè sulla Legge del Signore, termine che, nella sua accezione più ampia e completa, va compreso come insegnamento, istruzione, direttiva di vita; la ‘Torah’ è rivelazione, è Parola di Dio che interpella l’uomo e ne provoca la risposta di obbedienza fiduciosa e di amore generoso”.

“La fedeltà del Salmista nasce dall’ascolto della Parola, da custodire nell’intimo, meditandola e amandola, proprio come Maria, che ‘custodiva, meditandole nel suo cuore’ le parole che le erano state rivolte e gli eventi meravigliosi in cui Dio si rivelava, chiedendo il suo assenso di fede”. Il Salmo inizia nei primi versetti proclamando “beato” ‘chi cammina nella Legge del Signore’. La ‘beata’ per eccellenza è Maria “perché il suo grembo ha portato il Salvatore, ma soprattutto perché ha accolto l’annuncio di Dio, è stata attenta e amorosa custode della sua Parola”.

“Il Salmo 119 è dunque tutto intessuto intorno a questa Parola di vita e di beatitudine. Se il suo tema centrale è la ‘Parola’ e la ‘Legge’ del Signore, accanto a questi termini ricorrono in quasi tutti i versetti dei sinonimi come ‘precetti’, ‘decreti’, ‘comandi’, ‘insegnamenti’, ‘promessa’, ‘giudizi’; e poi tanti verbi ad essi correlati come osservare, custodire, comprendere, conoscere, amare, meditare, vivere. Tutto l’alfabeto si snoda attraverso le 22 strofe di questo Salmo” – ha sottolineato il Pontefice – “e anche tutto il vocabolario del rapporto fiducioso del credente con Dio; vi troviamo la lode, il ringraziamento, la fiducia, ma anche la supplica e il lamento, sempre però pervasi dalla certezza della grazia divina e della potenza della Parola di Dio. Anche i versetti maggiormente segnati dal dolore e dal senso di buio rimangono aperti alla speranza e sono permeati di fede”.

“Centro dell’esistenza, la Legge di Dio chiede l’ascolto del cuore, un ascolto fatto di obbedienza non servile, ma filiale, fiduciosa, consapevole. L’ascolto della Parola è incontro personale con il Signore della vita (...). Il compimento della Legge è seguire Gesù. Il Salmo 119 ci porta dunque all’incontro con il Signore e ci orienta verso il Vangelo. C’è in esso un versetto su cui vorrei ora soffermarmi: è il v. 57: ‘La mia parte è il Signore; ho deciso di osservare le tue parole’”.

“Il termine ‘parte’ evoca l’evento della ripartizione della terra promessa tra le tribù d’Israele, quando ai Leviti non venne assegnata alcuna porzione del territorio, perché la loro ‘parte’ era il Signore stesso. (...) Questi versetti sono di grande importanza anche oggi per tutti noi. Innanzitutto per i sacerdoti, chiamati a vivere solo del Signore e della sua Parola, senza altre sicurezze, avendo Lui come unico bene e unica fonte di vera vita. In questa luce si comprende la libera scelta del celibato per il Regno dei cieli da riscoprire nella sua bellezza e forza”.

“Questi versetti sono importanti anche per tutti i fedeli, popolo di Dio appartenente a Lui solo, (...) chiamati alla radicalità del Vangelo, testimoni della vita portata dal Cristo, nuovo e definitivo ‘Sommo Sacerdote’ che si è offerto in sacrificio per la salvezza del mondo. Il Signore e la sua Parola: questi sono la nostra ‘terra’, in cui vivere nella comunione e nella gioia”.
AG/ VIS 20111109 (600)

APPELLO VITTIME CATASTROFI NATURALI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Dopo i saluti nelle diverse lingue ai pellegrini che hanno assistito all’Udienza Generale di oggi, Benedetto XVI ha lanciato un appello a favore delle vittime delle recenti inondazioni ed ha detto: “In questo periodo, varie parti del mondo, a partire dall’America Latina - specie quella Centrale - fino al Sud-est asiatico, sono state colpite da alluvioni, allagamenti, frane, che hanno provocato numerosi morti, dispersi, senza tetto. Ancora una volta desidero manifestare la mia vicinanza a tutti coloro che soffrono per questi disastri naturali, mentre invito alla preghiera per le vittime e i loro familiari e alla solidarietà, affinché le istituzioni e gli uomini di buona volontà collaborino, con spirito generoso, a soccorrere le migliaia di persone provate da tali calamità”.

Il Papa, Cittadino onorario di Natz-Schabs /Naz-Siaves

Al termine dell’Udienza Generale, una Delegazione del Comune di Natz-Schabs (Provincia di Bolzano, Italia), guidata dal Sindaco Signor Peter Gasser, ha conferito al Pontefice la cittadinanza onoraria nel corso di una cerimonia tenuta nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. Nella frazione di Raas/Rasa della citata località del Sud-Tirolo, sono nate la bisnonna e la nonna materna di Benedetto XVI, Elisabeth Maria Tauber (1832) e Maria Tauber-Peintner (1855).
AG/ VIS 20111109 (210)

FAMIGLIA, SCUOLA E CITTÀ, LUOGHI FONDAMENTALI COSTRUZIONE PACE

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2011 (VIS). Monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, è intervenuto nel dibattito politico della Conferenza Generale dell’UNESCO, del 29 ottobre scorso, a Parigi. Il suo intervento è stato dedicato alla pace mondiale che, ha affermato, deve edificarsi a partire dalle piccole comunità, le più importanti delle quali sono la famiglia, la scuola e la città. Di seguito riportiamo alcuni estratti del suo discorso.

“La pace locale è un contributo obbligatorio per arrivare alla pace universale. Sappiamo che l’uomo è un essere sociale fatto per vivere in comunità. Ed è in primo luogo nella comunità che è una piccola società, che noi dobbiamo trovare modelli o insegnamenti per vivere in pace. Queste piccole società sono diverse, ne indicherò tre”.

“La prima di esse è la famiglia. Se l’uomo deve imparare ad essere umano, è nella famiglia e non altrove che egli comincerà a farlo. (...) La famiglia è lo spazio privilegiato del primo incontro con gli altri. (...) Imparare a vivere in famiglia è dunque una priorità”.

“La seconda società che occorre menzionare è la scuola. La scuola (...) è il luogo dove i bambini imparano a comportarsi come esseri sociali. (...) Il bambino ha bisogno di una cultura e di conoscenze diversificate. Tuttavia, la scuola mancherebbe alla sua missione se proponesse soltanto un insegnamento teorico dimenticando di promuovere l’introduzione ad una vita comune serena, necessaria alla pienezza di ogni individuo. (...) Perciò dobbiamo profondere tutti i nostri sforzi affinché i bambini imparino a vivere insieme nel rispetto delle legittime differenze, e facciano l’esperienza della fraternità e dell’amicizia. (...) La saggezza non nasce unicamente da un accumulo di informazioni; essa è il frutto dell’esperienza e di una arte di vivere, e per i cristiani essa è un dono di Dio. (...) Non si tratta dunque solamente di sapere per potere, ma di sapere per servire, di sapere per essere con gli altri in pace”. (...)

“In un mondo profondamente diviso, minacciato da violenti confronti multiformi, la scuola può formare agenti di pace e promuovere una cultura del dialogo aperto all’autocritica. La scuola può in tal modo combattere, secondo i suoi modi e mezzi, situazioni di grande disuguaglianza, esigere che i diritti umani siano dovunque rispettati e soprattutto può educare a comprendere ciò che noi siamo: una unica famiglia umana!”.

“La famiglia e la scuola si trovano in quella che potremmo chiamare la città. (...) Il nostro mondo è sempre più urbanizzato e la città è divenuta il luogo dove vive la maggioranza dei nostri contemporanei. Essa è divenuta in modo contraddittorio il luogo dove si esprimono e vivono la più raffinata cultura e la più grande violenza, il luogo della ricchezza e quello della povertà. Occorre adoperarsi affinché la città, il paese o il villaggio, siano veramente umani. Al suo interno la comunità di persone che la costituiscono, sia sensibilizzata all’accettazione vitale di fondare la propria esistenza su principi positivi che derivano dalle rispettive culture, portando ad una cultura della pace e bandendo ogni forma di violenza. La costruzione e l’edificazione della pace che utilizzano le tre entità: famiglia-scuola-città, può condurre ad una cultura della pace che può influenzare, più estesamente, il vivere insieme armonioso delle nazioni”.
SS/ VIS 20111109 (550)
Copyright © VIS - Vatican Information Service