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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 27 maggio 2011

AFFIDAMENTO ITALIA ALLA VERGINE 150° ANNIVERSARIO UNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Ieri pomeriggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, Benedetto XVI ha presieduto la recita del Santo Rosario con i Vescovi italiani riuniti in Assemblea Generale. Con la recita del Santo Rosario i Vescovi hanno inteso rinnovare l'affidamento dell'Italia alla Vergine Maria, nel 150° dell'unità politica del Paese.

  Dopo la recita dei misteri della luce, il Papa ha rivolto ai Presuli italiani alcune parole ricordando che la Basilica di San Maria Maggiore "è la prima in Occidente dedicata alla Vergine Madre di Dio. Nell'entrarvi, il mio pensiero è tornato al primo giorno dell'anno 2000, quando il Beato Giovanni Paolo II ne aprì la Porta Santa, affidando l'Anno giubilare a Maria, perché vegliasse sul cammino di quanti si riconoscevano pellegrini di grazia e di misericordia. Noi stessi oggi non esitiamo a sentirci tali, desiderosi di varcare la soglia di quella 'Porta' Santissima che è Cristo e vogliamo chiedere alla Vergine Maria di sostenere il nostro cammino ed intercedere per noi".

  "Le disposizioni del cuore di Maria - l'ascolto, l'accoglien¬za, l'umiltà, la fedeltà, la lode e l'attesa - corrispondono agli atteggiamenti interiori e ai gesti che plasmano la vita cristiana. Di essi si nutre la Chiesa, consapevole che esprimono ciò che Dio attende da lei".

  "La fede, infatti" - ha proseguito il Pontefice - "non è alienazione: sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell'uomo e la qualità della convivenza sociale! (...) A ragione l'Italia, celebrando i centocinquant'anni della sua unità politica, può essere orgogliosa della presenza e dell'azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell'uomo. Fra questi vi sono anzitutto le istanze etiche e quindi l'apertura alla trascendenza, che costituiscono valori previi a qualsiasi giurisdizione statale, in quanto iscritti nella natura stessa della persona umana".

  "In questa prospettiva, la Chiesa (...) continua a offrire il proprio contributo alla costruzione del bene comune, richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia (...)". Nel ricordare "la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione" - il Papa ha affermato: "Mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società".

  Il Santo Padre ha quindi esortato i Presuli con queste parole: "Non esitate a stimolare i fedeli laici a vincere ogni spirito di chiusura, distrazione e indifferenza, e a partecipare in prima persona alla vita pubblica. Incoraggiate le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere".

  "Assumendo l'educazione come filo conduttore dell'impegno pastorale di questo decennio" - ha detto ancora il Papa - "avete voluto esprimere la certezza che l'esistenza cristiana - la vita buona del Vangelo - è proprio la dimostrazione di una vita realizzata. Su questa strada voi assicurate un servizio non solo religioso o ecclesiale, ma anche sociale, contribuendo a costruire la città dell'uomo. Coraggio, dunque! Nonostante tutte le difficoltà, 'nulla è impossibile a Dio'".

  "Sotto la protezione della 'Mater unitatis'" - ha concluso Benedetto XVI - "poniamo tutto il popolo italiano, perché il Signore gli conceda i doni inestimabili della pace e della fraternità e, quindi, dello sviluppo solidale. Aiuti le forze politiche a vivere anche l'anniversa¬rio dell'Unità come occasione per rinsaldare il vincolo nazionale e superare ogni pregiudiziale contrapposizione: le diverse e legittime sensibilità, esperienze e prospettive possano ricomporsi in un quadro più ampio per cercare insieme ciò che veramente giova al bene del Paese. L'esempio di Maria apra la via a una società più giusta, matura e responsabile, capace di riscoprire i valori profondi del cuore umano".
BXVI-ROSARIO/                                               VIS 20110527 (660)

CARITAS INTERNATIONALIS TESTIMONIARE AMORE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i 400 partecipanti all'Assemblea Generale della 'Caritas Internationalis', il cui Presidente è il Cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).

  Benedetto XVI ha ricordato che la 'Caritas' fu fondata 60 anni fa da Pio XII dopo gli orrori e le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale "per mostrare la solidarietà e la preoccupazione della Chiesa intera di fronte alle tante situazioni di conflitto e di emergenza nel mondo. (...). Il Beato Giovanni Paolo II, poi, rafforzò ulteriormente i legami esistenti tra le singole agenzie nazionali di 'Caritas' e tra di esse e la Santa Sede, conferendo a 'Caritas Internationalis' la personalità giuridica canonica pubblica. Di conseguenza la 'Caritas internationalis' ha acquisito un ruolo particolare nel cuore della comunità ecclesiale, ed è stata chiamata a condividere, in collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica, la missione della Chiesa di manifestare, attraverso la carità vissuta, quell'amore che è Dio stesso".

  "Nella mia prima Enciclica, 'Deus Caritas est', ho voluto riaffermare quanto sia centrale la testimonianza della carità per la Chiesa del nostro tempo. Attraverso tale testimonianza (...)  la Chiesa raggiunge milioni di uomini e donne e rende loro possibile riconoscere e percepire l'amore di Dio, che è sempre vicino ad ogni persona che si trovi nel bisogno. Per noi cristiani, Dio stesso è la fonte della carità, e la carità è intesa non solo come una generica filantropia, ma come dono di sé, anche fino al sacrificio della propria vita in favore degli altri, ad imitazione dell'esempio di Gesù Cristo".

"'Caritas Internationalis'" - ha spiegato il Pontefice - "è diversa da altre agenzie sociali perché è un organismo ecclesiale, che condivide la missione della Chiesa. Questo è ciò che i Pontefici hanno sempre voluto e questo è ciò che la vostra Assemblea Generale è chiamata a riaffermare con forza. A tale riguardo, si deve osservare che 'Caritas Internationalis' è costituita fondamentalmente dalle varie 'Caritas' nazionali. A differenza di tante istituzioni e associazioni ecclesiali dedite alla carità, le 'Caritas' hanno un tratto distintivo: pur nella varietà delle forme canoniche assunte dalle 'Caritas' nazionali, tutte costituiscono un aiuto privilegiato per i Vescovi nel loro esercizio pastorale della carità. Ciò comporta una speciale responsabilità ecclesiale: quella di lasciarsi guidare dai Pastori della Chiesa. Dal momento poi che 'Caritas Internationalis' ha un profilo universale ed è dotata di personalità giuridica canonica pubblica, la Santa Sede ha il compito di seguire la sua attività e di vigilare affinché tanto la sua azione umanitaria e di carità, come il contenuto dei documenti diffusi, siano in piena sintonia con la Sede Apostolica e con il Magistero della Chiesa, affinché essa sia amministrata con competenza ed in modo trasparente. Questa identità distintiva è la forza di 'Caritas Internationalis', ed è ciò che rende la sua opera particolarmente efficace".

  "Vorrei inoltre sottolineare che la vostra missione" - ha proseguito il Pontefice - "vi porta a svolgere un importante ruolo sul piano internazionale. L'esperienza che avete raccolto in questi anni vi ha insegnato a farvi portavoce, nella comunità internazionale, di una sana visione antropologica, alimentata dalla dottrina cattolica e impegnata a difendere la dignità di ogni vita umana. Senza un fondamento trascendente, senza un riferimento a Dio Creatore, senza la considerazione del nostro destino eterno, rischiamo di cadere in preda ad ideologie dannose".

  "'Caritas Internationalis' è un'organizzazione a cui spetta il ruolo di favorire la comunione tra la Chiesa universale e le Chiese particolari, come pure la comunione tra tutti i fedeli nell'esercizio della carità. Al tempo stesso, essa è chiamata ad offrire il proprio contributo per portare il messaggio della Chiesa nella vita politica e sociale sul piano internazionale. Nella sfera politica - e in tutte quelle aree che toccano direttamente la vita dei poveri - i fedeli, specialmente i laici, godono di un'ampia libertà di azione. Nessuno può, in materie aperte alla libera discussione, pretendere di parlare 'ufficialmente' a nome dell'intero laicato o di tutti i cattolici. D'altro canto, ciascun cattolico, anzi, in verità, ogni uomo, è chiamato ad agire con coscienza purificata e con cuore generoso per promuovere in maniera decisa quei valori che spesso ho definito come 'non negoziabili'".

  "È in questa ampia prospettiva, quindi, e in stretta collaborazione con i Pastori della Chiesa, responsabili ultimi della testimonianza della carità" - ha concluso il Santo Padre - "che le 'Caritas' nazionali sono chiamate a continuare la loro fondamentale testimonianza al mistero dell'amore vivificante e trasformante di Dio manifestatosi in Gesù Cristo. Lo stesso vale anche per 'Caritas Internationalis', che, nell'impegno per svolgere la propria missione, può contare sull'assistenza e sull'appoggio della Santa Sede, particolarmente attraverso il Dicastero competente, il Pontificio Consiglio 'Cor Unum'".
AC/                                       VIS 20110527 (790)

RIUNIONE CONSIGLIO SPECIALE SINODO PER IL MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Il 17 e 18 maggio scorsi, presso la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, si è svolta la quarta riunione del Consiglio Speciale per il Medio Oriente della Segreteria Generale.

  Un Comunicato reso pubblico oggi segnala che: "Il Segretario Generale, l'Arcivescovo Nikola Eterovi?, ha presieduto i lavori, ai quali hanno preso parte tutti i membri del Consiglio. (...) Nel suo intervento iniziale il Segretario Generale, (...) ha rivolto un pensiero particolare a S.B. Béchara Boutros Raï, O.M.M., recentemente eletto Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano)".

  I Membri del Consiglio hanno sottolineato che: "La convivenza delle religioni è essenziale per lo sviluppo della conoscenza reciproca e della tolleranza, per promuovere rapporti pacifici e proficui nella collaborazione per il bene comune".

  "Appaiono sempre più esigenti" - si legge ancora nel Comunicato - "le richieste di dialogo ecumenico e interreligioso, che stimolano la ricerca di comunione e di testimonianza da parte dei discepoli del Signore allo scopo di vivere la fede nella carità e nella speranza di tempi migliori, che bisogna costruire con pazienza, perseveranza e amore".

  "Una particolare attenzione è stata rivolta alla stesura di una sintesi dei documenti sinodali e specialmente delle Proposizioni (...) in vista della redazione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale, che (...) il Santo Padre Benedetto XVI pubblicherà a suo tempo".
SE/                                       VIS 20110527 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Maria Callist Soosa Pak?am, di Trivandrum dei Latini.

    - Il Vescovo Innayya Chinna Addagatla, di Srikakulam.

    - Il Vescovo Prakash Mallavarapu, di Vijayawada.

    - Il Reverendo Vincent Arackal, Amministratore Apostolico di Calicut.

    - Il Vescovo Joseph Kariyil, di Cochin.
    - Il Vescovo Varghese Chakkalakal, di Kannur.

    - Il Vescovo Joseph Karikkassery, di Kottapuram.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà  il Signor Pál Schmitt, Presidente della Repubblica di Ungheria, con la Consorte. Il Presidente offrirà al Santo Padre un concerto in occasione della Presidenza ungherese del Consiglio dell'Unione Europea e del 200° anniversario della nascita di Ferenc Liszt.
AL:AP/                                       VIS 20110527 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Raymond Wickramasinghe, Vescovo della Diocesi di Galle (superficie: 5.493; popolazione: 2.580.000; cattolici: 9.511; sacerdoti: 33; religiosi: 97), Sri Lanka. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Uthuwankanda (Sri Lanka) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. È stato finora Professore di Teologia Morale al Seminario Nazionale "Nostra Signora di Lanka".
NER/                                         VIS 20110527 (70)

giovedì 26 maggio 2011

TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME TORNADO NEL MISSOURI

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio indirizzato al Vescovo James Vann Johnston, di Springfield-Cape Girardeau (Stati Uniti d’America), per le vittime del tornado che ha colpito nei giorni scorsi la città di Joplin nello Stato del Missouri (Stati Uniti d’America), causando più di 120 vittime e 750 feriti.

“Il Santo Padre ha seguito con profonda preoccupazione le conseguenze del devastante tornado che domenica scorsa ha colpito Joplin e le chiede di trasmettere a tutta la comunità l’assicurazione della sua vicinanza nella preghiera. Consapevole della tragica perdita di vite umane e dell’immensità del lavoro di ricostruzione, il Papa chiede a Dio, Padre di Misericordia, di concedere l’eterno riposo ai defunti, consolazione alle persone che piangono i loro morti, e forza e speranza ai senzatetto e ai feriti. Sua Santità invoca su tutti i responsabili civili e religiosi locali, e su tutte le persone impegnate nei soccorsi, i doni divini della saggezza, della fortezza, e della perseveranza nel bene”.
TGR/ VIS 20110526 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Francis Kallarakal, di Verapoly.

- Il Vescovo Prasad Gallela, di Cuddapah.

- Il Vescovo Paul Maipan, di Khammam.

- Il Vescovo Anthony Poola, di Kurnool.

- Il Vescovo Joji Govindu, di Nalgonda.

- Il Vescovo Bali Gali, di Guntur.

- Il Vescovo Moses Doraboina Prakasam, di Nellore.
AP:AL/ VIS 20110526 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Robert Dwayne Gruss, Vescovo di Rapid City (superficie: 11.327; popolazione: 239.000; cattolici: 30.700; sacerdoti: 51; religiosi: 60; diaconi permanenti: 27), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato a Texarkana (Stati Uniti d’America) nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. È stato finora Rettore della Cattedrale “Sacred Heart” a Davenport (Stati Uniti d’America).

- Il Reverendo Donald J. Hying, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Milwaukee (superficie: 12.323; popolazione: 2.315.958; cattolici: 657.519; sacerdoti: 651; religiosi: 1.660; diaconi permanenti: 165), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a West Allis (Stati Uniti d’America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. È stato finora Rettore del “Saint Francis de Sales Seminary” a Milwaukee (Stati Uniti d’America).
NER:NEA/ VIS 20110526 (140)

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha concesso la conferma, richiestaGli in conformità al canone 153 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali dal Vescovo George Alencherry, di Thuckalay dei Siro-Malabaresi, che il 24 maggio 2011 è stato canonicamente eletto Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malabarese, riunitosi a ‘Mount Saint Thomas’, Kakkanad-Kochi (Kerala, India).

L’Arcivescovo eletto è nato nel 1945 a Thuruthy (India), ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1972 e l’ordinazione episcopale nel 1997. Finora è stato segretario dell’Arcivesco¬vo di Changanacherry, Vice-parroco della Cattedrale e Direttore delle “Sunday Schools” dell’Arcieparchia.
NA/ VIS 20110526 (110)

mercoledì 25 maggio 2011

PREGHIERA COMBATTIMENTO FEDE E VITTORIA PERSEVERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Nell’Udienza Generale di questo Mercoledì, Benedetto XVI, nel proseguire le catechesi sulla preghiera, si è soffermato sulla figura del Patriarca Giacobbe e sulla sua lotta con lo sconosciuto nel guado dello Yabboq. L’Udienza di oggi si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 15.000 persone.

Il Patriarca Giacobbe, uomo astuto che aveva carpito con l’inganno la benedizione del padre Isacco, nel tornare nella terra natale, è pronto ad affrontare il fratello, al quale aveva sottratto la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Dopo aver fatto attraversare a coloro che erano con lui il guado del torrente che delimitava il territorio di Esaù, viene improvvisamente aggredito da uno sconosciuto con il quale lotta per tutta la notte. “È buio, Giacobbe non riesce a vedere distintamente il suo contendente e anche per il lettore esso rimane ignoto (...). Solo alla fine, quando la lotta sarà ormai terminata e quel ‘qualcuno’ sarà sparito, solo allora Giacobbe lo nominerà e potrà dire di aver lottato con Dio”.

Il Patriarca dice al suo assalitore: “Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto”. “Colui che con l’inganno aveva defraudato il fratello della benedizione del primogenito” – ha detto il Papa – “ora la pretende dallo sconosciuto, di cui forse comincia a intravedere i connotati divini, ma senza poterlo ancora veramente riconoscere. Il rivale, che sembrava trattenuto e dunque sconfitto da Giacobbe, invece di piegarsi alla richiesta del Patriarca, gli chiede il nome. (...) Conoscere il nome di qualcuno, infatti, implica una sorta di potere sulla persona, perché il nome, nella mentalità biblica, contiene la realtà più profonda dell’individuo, ne svela il segreto e il destino. (....) Quando dunque, alla richiesta dello sconosciuto, Giacobbe rivela il proprio nome, si sta mettendo nelle mani del suo oppositore, è una forma di resa, di consegna totale di sé all’altro”.

“Ma in questo gesto di arrendersi anche Giacobbe paradossalmente risulta vincitore, perché riceve un nome nuovo, insieme al riconoscimento di vittoria da parte dell’avversario” – ha proseguito Benedetto XVI - “’Giacobbe’ richiama anche il verbo ‘ingannare, soppiantare’. Ebbene, ora, nella lotta, il Patriarca rivela al suo oppositore, in un gesto di consegna e di resa, la propria realtà di ingannatore, di soppiantatore; ma l’altro, che è Dio, trasforma questa realtà negativa in positiva: Giacobbe l’ingannatore diventa Israele, gli viene dato un nome nuovo che segna una nuova identità. Ma anche qui, il racconto mantiene la sua voluta duplicità, perché il significato più probabile del nome Israele è ‘Dio è forte, Dio vince’. Quando Giacobbe chiederà a sua volta il nome al suo contendente, questi rifiuterà di dirlo, ma si rivelerà in un gesto inequivocabile, donando la benedizione. (...) E non è la benedizione ghermita con inganno, ma quella gratuitamente donata da Dio, che Giacobbe può ricevere perché ormai solo, senza protezione, senza astuzie e raggiri, si consegna inerme, accetta di arrendersi e confessa la verità su se stesso”.

“L’episodio della lotta allo Yabboq” – ha detto ancora il Papa – “si offre così al credente come testo paradigmatico in cui il popolo di Israele parla della propria origine e delinea i tratti di una particolare relazione tra Dio e l’uomo. Per questo, come affermato anche nel ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’, ‘la tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza’”.

“Cari fratelli e sorelle, tutta la nostra vita è come questa lunga notte di lotta e di preghiera” – ha concluso il Pontefice – “da consumare nel desiderio e nella richiesta di una benedizione di Dio che non può essere strappata o vinta contando sulle nostre forze, ma deve essere ricevuta con umiltà da Lui, come dono gratuito che permette, infine, di riconoscere il volto del Signore. E quando questo avviene, tutta la nostra realtà cambia, riceviamo un nome nuovo e la benedizione di Dio”.
AG/ VIS 20110525 (650)

RESPONSABILI CONSIGLIO DIALOGO INTERRELIGIOSO COREA SUD

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Dal 23 al 27 maggio, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero, sono in Corea del Sud su invito della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso.

Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che in questi giorni sono previsti incontri con il Presidente della Repubblica, il Ministro della Cultura e con il Direttore per gli Affari Religiosi.

Il Cardinale Tauran e l’Arcivescovo Celata visiteranno il Jogye Order, il Centro del Buddismo Coreano e il Centro del Confucianesimo Coreano. È inoltre previsto un incontro con i Rappresentanti del Buddismo, del Confucianesimo, del Won Buddismo, del Chondogyo, dell’Associazione delle Religioni Native Coreane e del Protestantesimo.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso terrà una Conferenza al Seminario Maggiore di Seul sul “Dialogo Interreligioso secondo l’insegnamento del Papa Benedetto XVI”, a cui seguirà un incontro con i rappresentanti della stampa.

La visita si concluderà con la celebrazione della Santa Messa al Santuario dei Martiri Coreani “Cheoldusan”.
CON-DIR/ VIS 20110525 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jose Corazon T. Tala-Oc, Vescovo di Kalibo (superficie: 1.817; popolazione: 565.000; cattolici: 525.000; sacerdoti: 66; religiosi: 53), Filippine. È stato finora Vescovo di Romblon (Filippine).

- Il Sacerdote João Carlos Hatoa Nunes, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maputo (superficie: 25.238; popolazione: 4.346.000; cattolici: 1.030.000; sacerdoti: 156; religiosi: 418), Mozambico. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Beira (Mozambico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. È stato finora Pro-Vicario Generale, Cancelliere della Curia e Parroco della parrocchia San Francesco d’Assisi.
NER:NEA/ VIS 20110525 (100)

martedì 24 maggio 2011

DOCUMENTO “LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA”

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento: “La famiglia: il lavoro e la festa”, catechesi preparatorie del VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano (Italia), dal 30 maggio al 3 giugno 2012.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia; il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano; il Vescovo Franco Giulio Brambilla, Ausiliare di Milano, Coordinatore del gruppo di lavoro per la stesura delle Catechesi preparatorie di Milano 2012, Co-presidente del Comitato scientifico preparatorio del Congresso teologico-pastorale; il Padre Gianfranco Grieco, O.F.M. Conv., Capo Ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Don Davide Milani, responsabile delle comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Milano.

Il Cardinale Antonelli, nel ricordare che quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della creazione del Dicastero da lui presieduto e del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, ha spiegato che l’incontro di Milano 2012, comprenderà il Congresso teologico-pastorale che occuperà i primi tre giorni ai quali faranno seguito i giorni di festa con la presenza del Santo Padre. “Un sussidio prezioso per la preparazione è il libro delle Catechesi sul tema dell’Incon¬tro, ‘La famiglia: il lavoro e la festa’ preparato a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia e dell’Arcidiocesi di Milano” che “Comprende 10 catechesi bibliche, corredate con testi del magistero (...). Il testo base è stampato dalla Libreria Editrice Vaticana in italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, polacco: potrà essere utilizzato direttamente nelle comunità ecclesiali e nelle famiglie”.

Il Cardinale Tettamanzi ha auspicato che le catechesi “possano innervare il cammino di tante diocesi in tutto il mondo e diventare un riferimento utile non soltanto per le iniziative della pastorale familiare e del lavoro. La necessità è davvero di fare un grande lavoro di comunicazione perché, grazie anche alle traduzioni, questi contenuti e le molteplici intuizioni che li caratterizzano, non restino appannaggio di pochi e non siano solo un patrimonio intraecclesiale”.

Il Vescovo Franco Giulio Brambilla ha affermato che le catechesi “formano un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo: il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo ‘spazio’ sociale e vive il ‘tempo’ umano. (...) Il primo gruppo di catechesi si sofferma sul modo di vivere le relazioni nella casa”. È necessario che le case si convertano “in spazi di accoglienza, luoghi dove si custodisce un’intimità profonda nella coppia e tra genitori e figli. (...) Il secondo gruppo introduce nella vita quotidiana il tema del lavoro. Il lavoro segna profondamente oggi lo stile della vita di famiglia: il lavoro non può essere solo il mezzo del sostentamento economico, ma deve diventare un luogo dell’identità personale e della relazione sociale. (...) Il terzo gruppo di catechesi si concentra sullo stile con cui la famiglia vive la festa. È diventato difficile nella condizione odierna vivere la domenica come tempo della festa. (...) L’uomo moderno ha inventato il tempo libero, ma sembra aver dimenticato la festa. (...) Per questo, la famiglia ha bisogno di iscrivere nel suo stile di vita il senso della festa, non solo pensandosi come soggetto di bisogni, ma come comunità dell’incontro”.

Dal 28 marzo 2011 è attivo il nuovo sito del Pontificio Consiglio per la Famiglia (www.familia.va) che informa sulle attività del Dicastero e i principali progetti. Una delle sezioni del sito è dedicata al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano.
OP/ VIS 20110524 (590)

lunedì 23 maggio 2011

90° ANNIVERSARIO UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i docenti e gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione del novantesimo anniversario di fondazione.

Il Papa ha menzionato le “grandi e rapide trasformazioni che si riflettono anche sulla vita universitaria” ed ha affermato: “La cultura umanistica sembra colpita da un progressivo logoramento (...); si riscontra la tendenza a ridurre l’orizzonte umano al livello di ciò che è misurabile, a eliminare dal sapere sistematico e critico la fondamentale questione del senso. (...) Nella misura in cui le scienze empiriche monopolizzano i territori della ragione, non sembra esserci più spazio per le ragioni del credere, per cui la dimensione religiosa viene relegata nella sfera dell’opinabile e del privato. In questo contesto, le motivazioni e le caratteristiche stesse della istituzione universitaria vengono poste radicalmente in questione”.

“La prospettiva cristiana” – ha proseguito il Papa – “non si contrappone al sapere scientifico e alle conquiste dell’ingegno umano, ma, al contrario, considera la fede quale orizzonte di senso, via alla verità piena, guida di autentico sviluppo. Senza orientamento alla verità, senza un atteggiamento di ricerca umile e ardita, ogni cultura si sfalda, decade nel relativismo e si perde nell’effimero”.

“Cari amici, fede e cultura” – ha sottolineato Benedetto XVI – “sono grandezze indissolubilmente connesse, manifestazione di quel ‘desiderium naturale videndi Deum’ che è presente in ogni uomo. Quando questo connubio si infrange, l’umanità tende a ripiegarsi e a rinchiudersi nelle sue stesse capacità creative”.

“La questione della Verità e dell'Assoluto - la questione di Dio – (...) è la domanda cruciale, da cui dipende radicalmente la scoperta del senso del mondo e della vita. (...) Il sapere della fede quindi illumina la ricerca dell’uomo, la interpreta umanizzandola, la integra in progetti di bene, strappandola alla tentazione del pensiero calcolatore, che strumentalizza il sapere e fa delle scoperte scientifiche mezzi di potere e di asservimento dell’uomo”.
“L’orizzonte che anima il lavoro universitario può e deve essere la passione autentica per l’uomo. (...) Servire l’uomo è fare la verità nella carità, è amare la vita, rispettarla sempre, a cominciare dalle situazioni in cui essa è più fragile e indifesa. È questo un nostro compito, specialmente nei tempi di crisi: la storia della cultura mostra come la dignità dell’uomo sia stata riconosciuta veramente nella sua integralità alla luce della fede cristiana”.

“Porsi (...) in atteggiamento di chiusura o di distacco di fronte alla proposta della fede significa dimenticare che essa è stata lungo la storia, e lo è tuttora, fermento di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo a svilupparne tutte le potenzialità positive per il bene autentico dell’uomo”.

“L’attestazione della fede e la testimonianza della carità sono inscindibili. (...) In Gesù noi scopriamo che Dio è amore e che solo nell'amore possiamo conoscerLo (...). Il vertice della conoscenza di Dio si raggiunge nell'amore (...). L’uomo ha bisogno di amore, l’uomo ha bisogno di verità, per non disperdere il fragile tesoro della libertà ed essere esposto alla violenza delle passioni e a condizionamenti aperti od occulti”.

Rivolgendosi ai professori Benedetto XVI ha ricordato loro che: “A voi, cari Docenti, è affidato un ruolo decisivo: mostrare come la fede cristiana sia fermento di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo a svilupparne tutte le potenzialità positive, per il bene autentico dell’uomo”.

“Cuore pulsante e alimento costante della vita universitaria è la Cappella” – ha sottolineato il Pontefice al termine del suo discorso – “a cui è unito il Centro Pastorale ove gli Assistenti Spirituali delle diverse sedi sono chiamati a svolgere la loro preziosa missione sacerdotale che è imprescindibile per l’identità dell’Università Cattolica”.
AC/ VIS 20110523 (610)

CONVERSAZIONE DEL PAPA CON ASTRONAUTI STAZIONE SPAZIALE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI si è collegato con l’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, in occasione dell’ultima missione dello Shuttle Endeavour.

Dalla Sala Foconi del Palazzo Apostolico Vaticano il Santo Padre ha seguito le immagini degli astronauti su un ampio schermo televisivo, mentre a bordo della Stazione Spaziale arrivavano solo il suono e le voci.

Il Papa ha rivolto agli astronauti cinque domande. La prima domanda di Benedetto XVI è stata: “Contemplando dall’alto la Terra, quali considerazioni fate dunque sul modo in cui le nazioni e i popoli vivono insieme quaggiù, o su come la scienza può contribuire alla causa della pace?”

L’astronauta statunitense Mark Kelly ha risposto: “Noi voliamo sul mondo e non vediamo confini, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto del fatto che i popoli si combattono, che c’è tanta violenza in questo mondo (...). In genere, i popoli si combattono per ragioni diverse. (...) Sulla Terra, infatti, spesso si lotta per l’energia; nello spazio, utilizziamo l’energia solare e sulla Stazione spaziale abbiamo riserve energetiche. Vede, la scienza e la tecnologia applicate alla Stazione spaziale per sviluppare il potenziale di energia solare ci rifornisce in realtà di una quantità pressoché illimitata di energia. Ecco, se queste tecnologie fossero maggiormente utilizzate sulla Terra, probabilmente si potrebbe ridurre anche la violenza”.

Nel sottolineare la “responsabilità che tutti abbiamo per l’avvenire del nostro Pianeta”, il Papa ha domandato: “Dal vostro punto straordinario di osservazione come vedete la situazione della Terra?”

L’astronauta statunitense Ron Garan ha risposto: “Da un lato, vediamo quanto indescrivibilmente bello sia il pianeta che ci è stato dato; dall’altro, possiamo vedere quanto in realtà sia fragile”.

Il Papa ha domandato: “Nel vostro intenso impegno di lavoro e di ricerca” vi succede di meditare sul mistero della creazione e “forse anche di rivolgere una preghiera al Creatore?” L’astronauta italiano Roberto Vittori, che prima della partenza ha ricevuto da Benedetto XVI una medaglia raffigurante la creazione dell’uomo di Michelangelo, ha assicurato che nel vedere la bellezza del pianeta “prego per me, per le nostre famiglie, per il nostro futuro”.

Il Papa si è rivolto infine all’astronauta italiano Paolo Nespoli con queste parole: “Caro Paolo, so che nei giorni scorsi la tua mamma ti ha lasciato e quando fra pochi giorni tornerai a casa non la troverai più ad aspettarti. Tutti ti siamo stati vicini, anche io ho pregato per lei…Come hai vissuto questo tempo di dolore? Nella vostra Stazione vi sentite lontani e isolati e soffrite un senso di separazione, o vi sentite uniti fra voi e inseriti in una comunità che vi accompagna con attenzione e affetto?”

“Santo Padre” – ha risposto Paolo Nespoli – “Ho sentito le sue preghiere, le vostre preghiere arrivare fino quassù: è vero, siamo fuori da questo mondo, orbitiamo intorno alla Terra ed abbiamo un punto di vantaggio per guardare la Terra e per sentire tutto quello che ci sta attorno”.

Al termine il Santo Padre ha ringraziato dicendo: “Cari astronauti, vi ringrazio cordialmente per questa bellissima occasione di incontro e di dialogo con voi. Avete aiutato me e tante altre persone a riflettere insieme su temi importanti per l’avvenire dell’umanità. Faccio i migliori auguri per il vostro lavoro e per il successo della vostra grande missione al servizio della scienza, della collaborazione internazionale, del progresso autentico e della pace nel mondo”.
BXVI-ASTRONAUTI/ VIS 20110523 (570)

DIALOGO INTERRELIGIOSO SANTA SEDE - AL-AZHAR

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Città del Vaticano) e l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero, hanno incontrato il Signor Nabil Al-Arabi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Araba d’Egitto e Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi, recentemente eletto, nel corso della sua visita a Roma, mercoledì 18 maggio 2011.

Un Comunicato reso pubblico questa mattina informa che nel corso dell’incontro il Ministro ha trasmesso i saluti dello Sceicco di Al-Azhar, Professor Ahmad Al-Tayyib, ed ha espresso il desiderio del Grande Imam che le recenti difficoltà nei rapporti con la Santa Sede vengano superate.

Il Cardinale Tauran ha ribadito la stima di Sua Santità Papa Benedetto XVI per il popolo e le Autorità egiziane e la disponibilità della Santa Sede a proseguire sulla via del dialogo interreligioso e della cooperazione con Al-Azhar, che intercorre dal 1998.
CON-DIR/ VIS 20110523 (170)

SANTA SEDE SOSTIENE ACCESSO UNIVERSALE CURE MEDICHE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, è intervenuto il 18 maggio scorso alla LXIV Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra dal 16 al 24 maggio, con un discorso intitolato: “Garantire l’accesso universale alle cure mediche”.

“Il World Health Report 2010” – ha detto l’Arcivescovo Zimowski – “pone in evidenza come il finanziamento del sistema sanitario sia il canale per la auspicata copertura universale nella fornitura di servizi sanitari. Il Rapporto inoltre rileva con preoccupazione che, nonostante i progressi compiuti in alcuni Paesi, nel complesso siamo ancora molto lontani da una copertura sanitaria universale. (...) Tale triste fatto evidenzia la necessità di una vera solidarietà globale, in cui i Paesi ad alto reddito non soltanto promettano, ma effettivamente rispettino i loro impegni in materia di assistenza allo sviluppo”.

Citando l’Enciclica “Caritas in veritate”, l’Arcivescovo Zimowski ha citato Benedetto XVI il quale scrive: “Gli Stati economicamente più sviluppati faranno il possibile per destinare maggiori quote del loro prodotto interno lordo per gli aiuti allo sviluppo, rispettando gli impegni che su questo punto sono stati presi a livello di comunità internazionale”.

“Relativamente al Piano Strategico dell’OMS per l’HIV 2011-2015, la Santa Sede apprezza l'accento posto sull’eliminazione delle nuove infezioni da HIV nei bambini, ampliando e ottimizzando il loro trattamento e cura dell'HIV, fino ad oggi rimasti indietro rispetto ai progressi compiuti nel trattamento degli adulti”. In merito l’Arcivescovo ha sottolineato “l'importanza della formazione per cambiare i comportamenti umani e per una vita responsabile quali elementi chiave della campagna di prevenzione”.

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ha affermato che la sua Delegazione “condivide pienamente le preoccupazioni (...) sulla prevenzione degli infortuni riguardanti i minori”. La Santa Sede “si appella alla comunità internazionale affinché incoraggi il trasferimento del sapere in materia di misure e strumenti per la prevenzione degli incidenti riguardanti i minori nei Paesi a basso e medio reddito, dove si verifica il 95 % dei decessi di minori a seguito di infortuni. La Santa Sede auspica altresì che la comunità internazionale contribuisca a migliorare i servizi assistenziali di emergenza e di riabilitazione per gli infortuni non mortali negli ambienti in cui lunghe guerre civili aumentano drasticamente l’incidenza degli incidenti riguardanti i minori”.
DELSS/ VIS 20110523 (380)

NUOVO TESTAMENTO HA POSTO FINE INVISIBILITÀ DEL PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2011 (VIS). “Il Vangelo dell’odierna domenica, (...), propone un duplice comandamento sulla fede: credere in Dio e credere in Gesù. (...). Non sono due atti separati, ma un unico atto di fede, la piena adesione alla salvezza operata da Dio Padre mediante il suo Figlio Unigenito”, ha detto il Papa ai fedeli convenuti questa mattina in Piazza San Pietro per la recita del Regina Coeli.

“Il Nuovo Testamento ha posto fine all’invisibilità del Padre” – ha proseguito il Pontefice – “Il Figlio di Dio, con la sua incarnazione, morte e risurrezione, ci ha liberati dalla schiavitù del peccato per donarci la libertà dei figli di Dio e ci ha fatto conoscere il volto di Dio che è amore: Dio si può vedere, è visibile in Cristo”.

“La fede in Gesù comporta il seguirlo quotidianamente, nelle semplici azioni che compongono la nostra giornata. (...) Per i cristiani, per ciascuno di noi, dunque, la Via al Padre è lasciarsi guidare da Gesù, dalla sua parola di Verità, e accogliere il dono della sua Vita. (...) Cari amici, l’impegno di annunciare Gesù Cristo, ‘la via, la verità e la vita’, costituisce il compito principale della Chiesa”, ha concluso il Santo Padre.

Dopo il Regina Coeli il Papa ha salutato i pellegrini di lingua portoghese ed ha detto: “Mi unisco alla gioia della Chiesa in Portogallo, per la beatificazione di Madre Maria Chiara di Gesù Bambino, avvenuta ieri a Lisbona; e a quella in Brasile, dove oggi, a Salvador Bahia, viene proclamata beata Suor Dulce Lopes Pontes”.

Successivamente il Papa si è rivolto in inglese al “World Council of Churches” che ha organizzato in questi giorni a Kingston in Giamaica un Incontro Ecumenico Internazionale per la Pace. “Questa convocazione” – ha detto Benedetto XVI – “è il culmine di un programma durato un decennio colto a contrastare tutte le forme di violenza. Uniamoci in preghiera per questa nobile intenzione e impegniamoci per eliminare la violenza nelle famiglie, nella società e nella comunità internazionale”.

Infine Benedetto XVI ha salutato in italiano i rappresentanti del Movimento per la Via, congratulandosi “in particolare per l’impegno con cui aiutate le donne che affrontano gravidanze difficili, i fidanzati e i coniugi che desiderano una procreazione responsabile; così voi operate concretamente per la cultura della vita”.
ANG/ VIS 20110523 (390)

COMMEMORAZIONE DEI SANTI CIRILLO E METODIO

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, nel contesto delle celebrazioni della memoria liturgica dei Santi Cirillo e Metodio, il Papa ha ricevuto in Vaticano il Signor George Ivanov, Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia e successivamente la Signora Tsetska Tsacheva, Presidente del Parlamento della Bulgaria, con le rispettive Delegazioni.
Nell’udienza alla Delegazione della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, il Santo Padre ha sottolineato che la vita di San Cirillo e Metodio “fu totalmente dedicata all’attività apostolica e l’intuizione divina di rendere comprensibile e accessibile il messaggio della Rivelazione alle popolazioni fu motivo di unità per tradizioni e culture differenti. Nell’accoglienza del disegno salvifico di Dio, i popoli possono ritrovare i fondamenti sui quali edificare civiltà e società pervase dallo spirito di riconciliazione e di convivenza pacifica. Non vi può essere unità reale senza il rispetto per la dignità di ogni persona umana e dei suoi diritti inalienabili”.

“Ai popoli europei, che si aprono in questi anni a nuove prospettive di cooperazione” – ha detto il Santo Padre rivolgendosi alla Delegazione della Repubblica di Bulgaria – “questi due grandi Santi ricordano che la loro unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane. Infatti, nella complessa storia dell'Europa, il Cristianesimo rappresenta un elemento centrale e qualificante. La fede cristiana ha plasmato la cultura del vecchio Continente e si è intrecciata in modo indissolubile con la sua storia, al punto che questa non sarebbe comprensibile se non si facesse riferimento alle vicende che hanno caratterizzato prima il grande periodo dell'evangelizzazione, e poi i lunghi secoli in cui il Cristianesimo ha assunto un ruolo sempre più rilevante. Risulta, pertanto, importante che l'Europa cresca anche nella dimensione spirituale, sulla scia della sua storia migliore. L'unità del Continente, che sta progressivamente maturando nelle coscienze e si sta definendo anche sul versante politico, rappresenta una prospettiva di grande speranza”.
AC/ VIS 20110523 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

Due Presuli della Conferenza Episcopale dell’India in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Thumma Bala, di Hyderabad; Amministratore Apostolico di Warangal.

- L’Arcivescovo Mariadas Kagithapu, M.S.F.S., di Visakhapatnam.

Sabato 21 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo John Baptist Thakur, S.I., di Muzaffarpur.

- Il Vescovo Angelus Kujur, S.I., di Purnea.

- Il Vescovo Thomas Thiruthalil, C.M., di Balasore.

- Il Vescovo Sarat Chandra Nayak, di Berhampur.

- Il Vescovo Lucas Kerketta, S.V.D., di Sambalpur.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto per la Congregazione per i Vescovi
AL:AP/ VIS 20110523 (130)
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