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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Matthias Kobena Nketsiah, Vescovo Ausiliare di Cape Coast (superficie: 9.788; popolazione: 1.689.908; cattolici: 292.685; sacerdoti; 113; religiosi: 135), Ghana. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "St. John the Baptist", è nato nel 1942 a Kakomdo (Ghana) ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.
NEA/.../NKETSIAH                                             VIS 20061124 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor José Manuel Zelaya Rosales, Presidente di Honduras con la Consorte e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Giuseppe Molinari, di L'Aquila.

    - Il Vescovo Giuseppe di Falco, di Sulmona-Valva.

    - Il Monsignore Domenico Ramelli, Amministratore Diocesano di Avezzano.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Armando Dini, di Campobasso-Boiano e Amministratore Apostolico di Isernia-Venafro.

    - L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto.

    - L'Arcivescovo Carlo Ghidelli, di Lanciano-Ortona.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061124 (120)

URGENTE PROIBIZIONE E RESTRIZIONE USO ARMI E MINE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 17 novembre scorso, alla sessione conclusiva della III Conferenza di esame degli Stati Parte alla 'Convenzione sulla proibizione o restrizione dell'uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o avere effetti indiscriminati" (CCW).

  L'Arcivescovo ha deplorato il fatto che non si sia trovato un consenso per avviare negoziati "su di uno strumento legalmente vincolante in tema di Mine diverse dalle Mine anti-uomo (MOTAPM)" ed ha sottolineato che tale fallimento "ha grandemente deluso le aspettative di tutti coloro che ritengono che esso avrebbe potuto offrire una risposta adeguata alle preoccupazioni umanitarie poste dall'uso di tali armi. Ora, gli Stati devono adottare misure valide e specifiche a livello nazionale (...) fin quando non si raggiunga un consenso internazionale".

  Il Presule ha ricordato che sin dall'inizio la Delegazione della Santa Sede ha sostenuto "i negoziati a favore di uno strumento legalmente vincolante riguardo alle munizioni a grappolo e, nel frattempo, ha optato per una moratoria, dettata dall'evidenza schiacciante dei disastri umanitari causati da tali armi, specialmente sulla popolazione civile".

  "Data la gravità della dimensione umanitaria di tale problema, che esige una risposta urgente" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "è oltremodo necessario ed opportuno promuovere tutte le iniziative possibili che favoriscano il raggiungimento di un accordo internazionale".
DELSS/ARMI/TOMASI:GINEVRA                       VIS 20061124 (250)


TRIBUTO CHIESA CATTOLICA SVILUPPO AMERICA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato un Comunicato relativo alla visita che il Presidente della Repubblica di Honduras, Signor José Manuel Zelaya Rosales, ha reso oggi al Santo Padre Benedetto XVI e al successivo incontro con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Il Capo di Stato era accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Signor Milton Danilo Jiménez Puerto.

  "Durante i colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, ci si è soffermati sul tema dello sviluppo dell'America Latina ed è stato rilevato in particolare il contributo della Chiesa Cattolica in tale ambito, come pure il suo impegno nell'educazione e nella formazione, soprattutto delle giovani generazioni, ai valori morali, che sono la base per combattere la corruzione e favorire la trasparenza in ogni campo della vita nazionale".
OP/UDIENZA PRESIDENTE HONDURAS/ZELAYA               VIS 20061124 (150)


PROSSIMITÀ AL MALATO COLPITO DA MALATTIE INFETTIVE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla XXI Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, (23- 25 novembre), sul tema: "Gli aspetti pastorali della cura delle malattie infettive".

  Il Papa ha affermato che alle tante lodevoli iniziative ed ai "generosi gesti di amore" nei confronti dei malati colpiti da malattie infettive, si contrappongono non poche ingiustizie. "Come dimenticare i tanti malati infettivi costretti a vivere segregati, e talora segnati da uno stigma che li umilia? Tali deprecabili situazioni appaiono con maggiore gravità nella disparità delle condizioni sociali ed economiche tra il Nord e il Sud del mondo. Ad esse è importante rispondere con interventi concreti, che favoriscano la prossimità all'ammalato, rendano più viva l'evangelizzazione della cultura e propongano motivi ispiratori dei programmi economici e politici dei governi".

  Riferendosi alla prossimità al malato colpito da malattia infettiva, Papa Benedetto XVI ha ricordato la "ricca tradizione della Chiesa cattolica" che "va tenuta viva perché, attraverso l'esercizio della carità verso chi soffre, siano resi visibili i valori ispirati ad autentica umanità e al Vangelo: la dignità della persona, la misericordia, l'identificazione di Cristo al malato. Ogni intervento resta insufficiente, se in esso non si rende percepibile l'amore per l'uomo, un amore che si nutre dell'incontro con Cristo".

  "All'insostituibile prossimità nei confronti del malato va unita l'evangelizzazione dell'ambiente culturale in cui viviamo. Tra i pregiudizi che ostacolano o limitano un aiuto efficace alle vittime di malattie infettive c'è l'atteggiamento di indifferenza e persino di esclusione e rigetto nei loro confronti, che emerge a volte nella società del benessere. Questo atteggiamento" - ha affermato il Pontefice - "è favorito anche dall'immagine veicolata attraverso i media di uomo e donna preoccupati prevalentemente della bellezza fisica, della salute e della vitalità biologica. È una pericolosa tendenza culturale che porta a porre se stessi al centro, a chiudersi nel proprio piccolo mondo, a rifuggire dall'impegnarsi nel servire chi è nel bisogno".

  "Occorre allora"- ha ribadito il Pontefice - "una pastorale capace di sostenere i malati nell'affrontare la sofferenza, aiutandoli a trasformare la propria condizione in un momento di grazia per sé e per gli altri, attraverso una viva partecipazione al mistero di Cristo".

  "Infine, vorrei ribadire" - ha concluso il Papa - "quanto sia importante la collaborazione con le varie istanze pubbliche, perché venga attuata la giustizia sociale in un delicato settore come quello della cura e dell'assistenza ai malati infettivi. Vorrei accennare, ad esempio, alla equa distribuzione delle risorse per la ricerca e la terapia, come pure alla promozione di condizioni di vita che frenino l'insorgere e l'espandersi delle malattie infettive".
AC/MALATTIE INFETTIVE/...                           VIS 20061124 (460)


MUSEI VATICANI: INTRECCIO CONTINUO TRA FEDE E ARTE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani, di cui quest'anno ricorre il quinto centenario.

  Ricordando che nel 2006 il numero dei visitatori dei Musei ha già superato i 4 milioni, 200.000 unità in più rispetto al 2005, il Papa ha precisato: "Tra di loro molti non sono cattolici, tanti non sono cristiani e forse neppure credenti".

  "L'approccio alla verità cristiana mediato attraverso l'espressione artistica o storico-culturale" - ha detto il Papa - "ha una chance in più per parlare all'intelligenza e alla sensibilità di persone che non appartengono alla chiesa cattolica e talvolta possono nutrire verso di essa pregiudizi e diffidenza. Coloro che visitano i Musei Vaticani hanno modo di 'immergersi' in un concentrato di 'teologia per immagini', sostando in questo santuario di arte e di fede".

  "Permettetemi ora di evidenziare una verità che sta scritta nel 'codice genetico' dei Musei Vaticani" - ha proseguito il Papa - "che cioè la grande civiltà classica e quella ebraico-cristiana non si oppongono tra loro, ma convergono nell'unico piano di Dio. Lo dimostra il fatto che l'origine remota di questa istituzione risale ad un'opera che ben possiamo qualificare 'profana' - il magnifico gruppo scultoreo del Lacoonte -, ma che, in realtà, inserita nel contesto vaticano, acquista la sua piena e più autentica luce. È la luce della creatura umana plasmata da Dio, della libertà nel dramma della sua redenzione, protesa tra terra e cielo, tra carne e spirito. È la luce di una bellezza che irradia dall'interno dell'opera artistica e conduce lo spirito ad aprirsi al sublime, là dove il Creatore incontra la creatura fatta a sua immagine e somiglianza".

  "Il Museo" - ha sottolineato il Santo Padre - "mostra veramente un intreccio continuo tra Cristianesimo e cultura, tra fede e arte, tra divino e umano. La Cappella Sistina costituisce, al riguardo, un vertice insuperabile".

  "Molti di voi" - ha concluso il Pontefice rivolgendosi ai Dirigenti e Dipendenti dei Musei - "sono a contatto diretto con i visitatori: quanto è importante allora il vostro tratto e il vostro esempio per offrire a tutti una semplice, ma incisiva testimonianza di fede. Un tempio di arte e di cultura come i Musei Vaticani chiede che alla bellezza delle opere si accompagni quella delle persone che vi lavorano: bellezza spirituale, che rende davvero ecclesiale l'ambiente, impregnandolo di spirito cristiano".
AC/MUSEI VATICANI/...                               VIS 20061124 (420)


giovedì 23 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consigliere della Pontificia Commissione per l'America Latina, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NA/.../DIAS                                         VIS 20061123 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gianfranco De Luca, di Termoli-Larino (Italia).

    - Il Vescovo Domenico Scotti, di Trivento (Italia).

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva i Dirigenti e i Dipendenti dei Musei Vaticani.
AL:AP/.../...                                         VIS 20061123 (70)

CORDOGLIO VITTIME CATASTROFE MINIERA POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio, a nome del Santo Padre, all'Arcivescovo Damian Zimon, Metropolita di Katowice (Polonia), per le vittime della catastrofe, avvenuta martedì scorso, nelle miniera di carbone di Halemba, nella quale hanno perso la vita 23 persone.

  "Il Santo Padre" - scrive il Cardinale Bertone - "affida le anime dei defunti alla misericordia di Dio, chiedendo di accogliere l'offerta della loro fatica e della loro vita e di introdurli nella sua gloria. (...) Con una cordiale preghiera abbraccia le famiglie delle vittime e tutti coloro che piangono la loro improvvisa scomparsa. Imparte loro la Benedizione Apostolica che estende a tutta l'Arcidiocesi di Katowice".
TGR/INCIDENTE MINIERA/HALEMBA:ZIMON               VIS 20061123 (130)


DICHIARAZIONE COMUNE PAPA ED ARCIVESCOVO CANTERBURY

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Al termine dell'incontro privato e dello scambio di discorsi di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Primate della Comunione Anglicana, hanno firmato una Dichiarazione Comune in presenza dei Membri della Delegazione anglicana e dei Rappresentanti cattolici, questi ultimi guidati dal Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster, che ha accompagnato a Roma il Primate della Comunione Anglicana.

  Il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Grazia l'Arcivescovo Rowan Williams ricordano nel Documento che 40 anni orsono i Predecessori Papa Paolo VI e l'Arcivescovo Michael Ramsey vollero "instaurare un dialogo in cui questioni che erano state motivo di divergenza nel passato fossero affrontate in una nuova prospettiva di verità e amore".

  "L'autentico ecumenismo" - scrivono nella Dichiarazione comune - "va oltre il dialogo teologico; esso tocca la nostra vita spirituale e la nostra comune testimonianza. Lo sviluppo del dialogo ha permesso a molti cattolici ed anglicani di trovare l'uno nell'altro un amore per Cristo che ci invita ad una collaborazione e ad un servizio pratico".

  "La Commissione Anglicana-Romano Cattolica Internazionale per l'Unità e la Missione (IARCCUM) si è impegnata nell'analisi dei modi più appropriati nei quali la missione condivisa di proclamare al mondo una nuova vita in Cristo possa progredire e svilupparsi. Il loro rapporto (...) recentemente completato è stato sottoposto per una revisione all'Ufficio della Comunione Anglicana e al Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e noi esprimiamo la nostra gratitudine per il loro lavoro".

  Sottolineando che "in questo incontro fraterno celebriamo il bene derivato da questi anni di dialogo", il Santo Padre e l'Arcivescovo Williams affermano che: "È urgente pertanto che nel rinnovare il nostro impegno di seguire la via verso la comunione piena e visibile nella verità e nell'amore di Cristo, noi ci impegniamo parimenti a continuare il nostro dialogo e ad affrontare le importanti questioni inerenti all'emergere di fattori ecclesiologici ed etici che rendono quel viaggio più difficile ed arduo".

  "Di fronte alle sfide del nuovo millennio, noi riaffermiamo il nostro impegno pubblico ad annunciare la Rivelazione della vita divina unicamente manifestata da Dio nella divinità ed umanità di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi crediamo che è attraverso Cristo e i mezzi di salvezza che noi troviamo in Lui che la salvezza e la riconciliazione sono offerti a noi e al mondo intero".

  Benedetto XVI e il Primate della Comunione Anglicana riconoscono che: "Vi sono molte ambiti di testimonianza e di servizio (...) che esigono una nostra più stretta collaborazione: il perseguimento della pace in Terra Santa e in altre parti del mondo colpite da conflitti e dalla minaccia del terrorismo; la promozione del rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale; la protezione della santità del matrimonio e il benessere dei bambini nel contesto di una sana vita familiare; l'assistenza dei poveri, degli oppressi e dei più vulnerabili, specialmente coloro che sono perseguitati a causa della loro fede; l'affrontare gli effetti negativi del materialismo; e la difesa della creazione e dell'ambiente. Noi ci impegniamo anche nel dialogo interreligioso mediante il quale possiamo insieme raggiungere i nostri fratelli e sorelle non cristiani".

  Al termine della Dichiarazione Comune, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella "Redemptoris Mater", la Celebrazione dell'Ora Media alla quale ha partecipato Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, con la Delegazione al Seguito.
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/WILLIAMS                   VIS 20061123 (560)


PROSEGUIRE DIALOGO TEOLOGICO NONOSTANTE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, la cui visita in Vaticano coincide con il quarantesimo anniversario dell'incontro di Papa Paolo VI e dell'Arcivescovo Michael Ramsey (22-24 marzo 1966).

  Il Santo Padre ha ricordato la lunga storia delle relazioni fra la Sede di Roma e la Sede di Canterbury, risalente a più di 1.400 anni orsono ed ha ringraziato l'Arcivescovo Williams e gli altri Rappresentanti della Comunione Anglicana per la loro presenza alla Liturgia esequiale di Giovanni Paolo II e per la partecipazione all'inaugurazione del suo Pontificato. 

  "Molte cose vi sono in questi ultimi quaranta anni nei quali si sono sviluppati i nostri rapporti per le quali dobbiamo essere grati" - ha detto il Pontefice citando "il lavoro della Commissione del dialogo teologico", "l'amicizia ed i rapporti positivi esistenti in molti luoghi fra Anglicani e Cattolici che hanno contribuito a creare un nuovo contesto nella nostra testimonianza condivisa al Vangelo di Gesù". Benedetto XVI ha ricordato anche le visite dei Primati Anglicani alla Santa Sede e la riunione dell'Episcopato anglicano e cattolico a Mississauga (Canada), nel maggio 2000, durante la quale si concordò la costituzione di una Commissione Episcopale Mista  per discernere i modi più appropriati di esprimere i progressi compiuti nella vita ecclesiale".

  "Nel contesto attuale, tuttavia, e specialmente nel mondo occidentale secolarizzato" - ha proseguito il Pontefice - "molte sono le influenze negative e le pressioni che interessano i cristiani e le comunità cristiane. (...) Recenti sviluppi, specialmente quelli concernenti il ministero ordinato e certi insegnamenti morali, hanno colpito non solo i rapporti interni alla Comunione Anglicana ma anche le relazioni fra la Comunione Anglicana e la Chiesa Cattolica".

  "Crediamo che tali questioni, attualmente all'esame della Comunione Anglicana" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "siano di vitale importanza per la predicazione del Vangelo nella sua integrità e che le nostre attuali discussioni prefigurano il futuro dei nostri rapporti. È da auspicare che il dialogo teologico, che ha registrato non insignificanti gradi di accordo su queste ed altri importanti questioni teologiche, proceda con serietà".

  "Il mondo ha bisogno della nostra testimonianza e della forza che proviene da una proclamazione unitaria del Vangelo" - ha concluso il Santo Padre - "Per questo motivo, ed anche fra le attuali difficoltà, è importante che noi continuiamo il nostro dialogo teologico".
AC/COMUNIONE ANGLICANA/WILLIAMS                   VIS 20061123 (410)


mercoledì 22 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Antônio Muniz Fernandes, O.Carm., Arcivescovo di Maceió (superficie: 8.545; popolazione: 1.469.000; cattolici: 955.000; sacerdoti: 61; religiosi: 240; diaconi permanenti: 24), Brasile. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Guarabira (Brasile), è nato a Princesa Isabel (Brasile), nel 1952, ha emesso i voti perpetui nell'Ordine Carmelitano nel 1976, è stato ordinato sacerdote nel 1980 e ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo José Carlos Melo, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paulo Sérgio Machado, finora Vescovo di Ituiutaba (Brasile), Vescovo di São Carlos (superficie: 13.056; popolazione: 1.029.854; cattolici: 751.793; sacerdoti: 119; religiosi: 171; diaconi permanenti: 22), Brasile.
NER:RE/.../MUNIZ:MELO:MACHADO                       VIS 20061122 (140)


NOTA DI PADRE LOMBARDI SUL LIBRO DI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha redatto una Nota in merito alla pubblicazione, prevista nella primavera del 2007, del Libro del Santo Padre Benedetto XVI intitolato: "Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione".

  La Libreria Editrice Vaticana, che detiene i diritti d'autore su tutti gli scritti del Papa, ha ceduto alla Casa Editrice Rizzoli i diritti di traduzione, diffusione e commercializzazione dell'opera in tutto il mondo.

  Così scrive Padre Lombardi nella Nota: "Il fatto che Benedetto XVI sia riuscito a portare a termine la prima parte della sua grande opera su Gesù e fra pochi mesi sarà nelle nostre mani è una bella, bellissima notizia. Trovo straordinario che nonostante gli impegni e le preoccupazioni del pontificato egli abbia potuto portare a maturazione un'opera di grande impegno scientifico oltre che spirituale. Dice che ha dedicato ad essa tutti i momenti liberi delle sue giornate. Già questo è un messaggio molto significativo sulla importanza e l'urgenza che ha per lui quest'opera".

  "Il Papa dice chiaramente, con la sua abituale semplicità e umiltà" - scrive ancora il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - "che non si tratta di un 'atto magisteriale' ma di un frutto della sua ricerca personale e come tale potrà essere liberamente discusso e criticato. Questa è una osservazione molto importante, perché mette in chiaro che quanto lui scrive nel libro non vincola la ricerca di esegeti e teologi. Non si tratta di una lunga enciclica su Gesù, ma della personale presentazione della figura di Gesù del teologo Joseph Ratzinger, che è stato eletto Vescovo di Roma".

  Riguardo alla lunga Prefazione, il Padre Lombardi scrive che il Santo Padre "spiega efficacemente che nella situazione culturale attuale e in molte presentazioni della figura di Gesù, la distanza fra il 'Gesù storico' e 'il Cristo della fede' è diventata sempre più grande. (...) Joseph Ratzinger, tenendo conto di tutti i risultati della ricerca moderna, intende ripresentarci il Gesù dei Vangeli come il vero 'Gesù storico', come una figura sensata e convincente a cui possiamo e dobbiamo fare riferimento con fiducia e su cui abbiamo ben motivo di poggiare la nostra fede e la nostra vita cristiana. Con il suo libro, il Papa intende quindi svolgere un servizio fondamentale per sostenere la fede dei suoi fratelli, e lo fa sul punto centrale della fede, cioè Gesù Cristo".

  "Da quanto leggiamo nei brani resi noti della Introduzione" - scrive ancora Padre Lombardi - "Gesù ci viene presentato come il nuovo Mosé, il nuovo profeta, che parla con 'Dio faccia a faccia', che è il Figlio, profondamente unito con il Padre. Se si lascia da parte questo aspetto centrale la figura di Gesù diventa contraddittoria e incomprensibile. Joseph Ratzinger ci parla dunque con passione della intima unione di Gesù con il Padre e vuole coinvolgere il discepolo che segue Gesù in questa comunione. Leggeremo dunque una grande opera di esegesi e di teologia ma anche una grande opera di spiritualità".

  "Se penso alla grande impressione e al frutto spirituale che quando ero giovane ricavai dalla lettura della prima grande opera divulgativa di Ratzinger - 'Introduzione al cristianesimo' - sono sicuro che anche questa volta non resteremo delusi, ma sia i credenti, sia tutte le persone veramente disposte a comprendere più profondamente la figura di Gesù, saremo immensamente grati al Papa della sua grande testimonianza di pensatore, di studioso e di uomo di fede sul punto più essenziale di tutta la fede cristiana".
OP/LIBRO BENEDETTO XVI/LOMBARDI                   VIS 20061122 (600)


INVITO DEL PAPA AI LIBANESI A NON LASCIARSI VINCERE ODIO


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale odierna, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato l'attentato di martedì in Libano nel quale ha perso la vita il Ministro dell'Industria del Governo Libanese Onorevole Pierre Gemayel.

  "Nel condannare fermamente tale brutale attentato" - ha detto il Santo Padre - "assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza spirituale alla famiglia in lutto e all'amato popolo libanese. Di fronte alle forze oscure che cercano di distruggere il Paese, invito tutti i Libanesi a non lasciarsi vincere dall'odio bensì a rinsaldare l'unità nazionale, la giustizia e la riconciliazione, e a lavorare insieme per costruire un futuro di pace. Invito infine i Responsabili dei Paesi che hanno a cuore le sorti di quella Regione a contribuire ad una soluzione globale e negoziata delle diverse situazioni di ingiustizia che la segnano da ormai troppi anni".
AG/APPELLO:LIBANO/GEMAYEL                       VIS 20061122 (160)


"PAOLO - LA VITA NELLA CHIESA"

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2006 (VIS). Completando il ciclo delle sue riflessioni sull'Apostolo Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di circa 50.000 fedeli, alla realtà della Chiesa nella vita e nel pensiero di San Paolo.

  "Dobbiamo anzitutto constatare che il primo contatto di Paolo con la persona di Gesù" - ha affermato il Papa - "avvenne attraverso la testimonianza della comunità cristiana di Gerusalemme. Fu un contatto burrascoso. Conosciuto il nuovo gruppo di credenti, egli ne divenne immediatamente un fiero persecutore. (...) Questo ci dà modo di fare subito una prima, importante osservazione: a Gesù si arriva normalmente, per accoglierlo o rifiutarlo, attraverso la mediazione della comunità credente".

  "In un certo senso, questo si avverò, dicevamo, anche per Paolo, il quale incontrò la Chiesa prima di incontrare Gesù. (...) Per Paolo, l'adesione alla Chiesa fu propiziata da un diretto intervento di Cristo, il quale, rivelandoglisi sulla via di Damasco, si immedesimò con la Chiesa e gli fece capire che perseguitare la Chiesa era perseguitare Lui, il Signore. (...) Di qui si comprende perché la Chiesa sia stata poi così presente nei pensieri, nel cuore e nell'attività di Paolo".

  "In primo luogo, lo fu in quanto egli letteralmente fondò parecchie Chiese nelle varie città in cui si recò come evangelizzatore. (...) Nelle sue Lettere Paolo ci illustra anche la sua dottrina sulla Chiesa in quanto tale. Così è ben nota la sua originale definizione della Chiesa come 'corpo di Cristo', che non troviamo in altri autori cristiani del I° secolo".

  "La radice più profonda di questa sorprendente designazione della Chiesa" - ha spiegato il Santo Padre - "la troviamo nel Sacramento del corpo di Cristo. (...). Nella stessa Eucaristia Cristo ci dà il suo Corpo e ci fa suo Corpo. (...)  Con tutto ciò Paolo ci fa capire che esiste non solo un'appartenenza della Chiesa a Cristo, ma anche una certa forma di equiparazione e di immedesimazione della Chiesa con Cristo stesso. È da qui, dunque, che deriva la grandezza e la nobiltà della Chiesa, cioè di tutti noi che ne facciamo parte: dall'essere noi membra di Cristo, quasi una estensione della sua personale presenza nel mondo".

  "Da qui derivano anche le esortazioni di Paolo a proposito dei vari carismi che animano e strutturano la comunità cristiana" - ha proseguito il Pontefice sottolineando che: "Importante, però, è che tutti i carismi cooperino insieme per l'edificazione della comunità e non diventino invece motivo di lacerazione".

  "Ovviamente, sottolineare l'esigenza dell'unità non significa sostenere che si debba uniformare o appiattire la vita ecclesiale secondo un unico modo di operare. Altrove Paolo insegna a 'non spegnere lo Spirito', cioè a fare generosamente spazio al dinamismo imprevedibile delle manifestazioni carismatiche dello Spirito, il quale è fonte di energia e di vitalità sempre nuova. Ma se c'è un criterio a cui Paolo tiene molto è la mutua edificazione: 'Tutto si faccia per l'edificazione'. (...) C'è poi anche una Lettera paolina che giunge a presentare la Chiesa come sposa di Cristo (...): questo per dire quanto intimi siano i rapporti tra Cristo e la sua Chiesa, sia nel senso che essa è oggetto del più tenero amore da parte del suo Signore, sia anche nel senso che l'amore dev'essere scambievole e che quindi noi pure, in quanto membra della Chiesa, dobbiamo dimostrare appassionata fedeltà nei confronti di Lui".

  "In definitiva dunque," - ha concluso Papa Benedetto XVI - "è in gioco un rapporto di comunione: quello per così dire verticale tra Gesù Cristo e tutti noi, ma anche quello orizzontale tra tutti coloro che si distinguono nel mondo per il fatto di 'invocare il nome del Signore nostro Gesù Cristo'".

  Nei saluti nelle diverse lingue che sono seguiti alla catechesi, il Papa ha ricordato che oggi si celebra il 25° anniversario della promulgazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris Consortio" di Giovanni Paolo II che "diede grande impulso alla pastorale familiare nella Chiesa".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20061122 (670)


martedì 21 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Benin City (Nigeria), presentata dall'Arcivescovo Patrick Ebosele Ekpu, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina (superficie: 1.885; popolazione: 202.600; cattolici: 201.400; sacerdoti: 116; religiosi: 166; diaconi permanenti: 18), Italia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Cassano all'Jonio, è nato a Calopezzati (Cosenza), nel 1944, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1968 e la consacrazione episcopale nel 1999.

- Ha nominato il Sacerdote Anton Leichtfried, Vescovo Ausiliare di Sankt Pölten (superficie: 10.450; popolazione: 629.227; cattolici: 561.007; sacerdoti: 546; religiosi: 485; diaconi permanenti. 48), Austria. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore della medesima Diocesi, è nato a Scheibbs (Austria), nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
RE:NER:NEA/.../EKPU:GRAZIANI:LEICHTFRIED                   VIS 20061121 (140)


AFFRONTARE SFIDE METTENDO DA PARTE INTERESSI BASSO PROFILO


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S.,  Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio della Nazioni Unite e le Organizzazioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 15 novembre scorso, alla Terza Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'O.N.U., dedicata alla situazione di Gaza.

  "Nella sua breve storia, il Consiglio dei Diritti Umani" - ha detto il Presule - "ha affrontato difficili sfide che, date le persistenti violazioni dei diritti umani in diverse aree del mondo, non è stato sempre in grado di affrontare con equità e coerenza a causa di miopi interessi politici ed economici. Ma un Consiglio dei Diritti Umani che non contribuisca a cambiare la qualità della vita delle persone, (...) rischia la perdita della credibilità".

  L'Arcivescovo ha rilevato che una priorità del Consiglio è "l'adozione di un coraggioso metodo di reale dialogo che consenta di porre sul tappeto i veri problemi che esigono una soluzione, non importa quanto diversi sono i punti di partenza iniziali" di un parte e dell'altra ed ha sottolineato che, in tale ambito, la Sessione Speciale corrente rappresenta una "occasione costruttiva".

  "Il conflitto israelo-palestinese è intrappolato in una spirale di violenza che, come l'esperienza dimostra, non porta da nessuna parte. Occorre rompere questa tragica spirale di sofferenza. (...) I due popoli coinvolti devono riconoscere l'umanità e l'uguaglianza reciproca e dare inizio ad un processo di reciproco riconoscimento sulla base della giustizia e del rispetto dei diritti umani fondamentali e del diritto umanitario internazionale".

  "La comunità internazionale ha la responsabilità morale di promuovere una mentalità di pace, di collaborare con misure pratiche all'eliminazione delle profonde radici culturali, sociali ed economiche della violenza e di aiutare le parti coinvolte a realizzare una proficua collaborazione".

  "Tale responsabilità deve essere assunta prima di tutto a favore della popolazione civile, delle donne e dei bambini colpiti da violenze ingiustificate, e delle tante giovani vite di militari stroncate senza aver potuto realizzare i propri sogni (...) Il rispetto dei diritti umani fondamentali, soprattutto il diritto alla vita, non è una considerazione astratta, ma un approccio che paga un ricco dividendo nelle sue conseguenze politiche: rende possibile la maturazione e il godimento dei frutti della pace".

  "Il conflitto israelo-palestinese, come fonte principale di instabilità in Medio Oriente, è la catena di un circolo vizioso che produce instabilità nell'intera regione  peggiorando enormemente la situazione della popolazione di Palestina e di Israele e rendendo più difficile la realizzazione di obiettivi pacifici".

  "Se i paesi della regione impegnati a individuare una soluzione onorevole e giusta al conflitto, riusciranno nel loro intento" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "renderanno un importante servizio al mondo intero e mostreranno ancora una volta come il rispetto dei diritti umani promuova la pace e la pace renda possibile il rispetto dei diritti umani".
DELSS/ISRAELE:PALESTINA/TOMASI:GINEVRA               VIS 20061121 (460)


VISITA UFFICIALE ARCIVESCOVO CANTERBURY AL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani rende noto che l'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, S.G. Dottor Rowan Williams, compirà una visita ufficiale al Santo Padre dal 21 al 26 novembre.

  S.G. l'Arcivescovo Williams, accompagnato dalla consorte e dal figlio, guida una Delegazione composta di otto persone, e, la sua visita a Roma coincide con "il quarantesimo anniversario dell'incontro di Papa Paolo VI e dell'Arcivescovo Michael Ramsey (22-24 marzo 1966)" ed intende "esprimere l'importanza che la Comunione Anglicana attribuisce alle relazioni con la Chiesa Cattolica e al dialogo teologico intrapreso con la creazione, annunciata da Paolo VI e da Michael Ramsey della 'Anglican - Roman Catholic International Commission' (ARCIC)".

  Momento più saliente della visita dell'Arcivescovo di Canterbury sarà l'incontro privato con il Santo Padre, giovedì 23 novembre, che sarà poi esteso ai membri della Delegazione e ai rappresentanti cattolici, guidati dal Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster, che accompagnano l'Arcivescovo Williams a Roma.

 Dopo l'udienza, Papa Benedetto XVI e il Primate Williams si recheranno insieme nella Cappella 'Redemptoris Mater' del Palazzo Apostolico per la Recita dell'Ora Media.

  Il 22 novembre, l'Arcivescovo Williams e il Cardinale Walter Kasper, si recheranno nella Cappella Sistina, per un momento di raccoglimento e preghiera e per ricordare l'incontro avvenuto in quel luogo, quarant'anni fa, tra Paolo VI e Michael Ramsey.

  Il 24 novembre nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva avrà luogo una celebrazione ecumenica dei Vespri.

  Durante la visita l'Arcivescovo ed il Cardinale Kasper avranno modo di intrattenersi ampiamente sui nuovi sviluppi nelle relazioni cattoliche-anglicane, sulla programmazione ed i contenuti del nuovo ciclo di dialogo dell'ARCIC, dopo la pubblicazione dell'ultimo documento della Commissione "Mary: Grace and Hope in Christ" (maggio 2005), sui lavori della Commissione istituita nel 2000 "International Anglican - Roman Commission for Unity and Mission" (IARCCUM) e sulla situazione ecumenica in generale.

  In occasione della visita si terranno anche le "Informal Talks", un incontro annuale di reciproca informazione, coordinamento delle iniziative di dialogo e scambio.

  La visita dell'Arcivescovo coincide anche con la celebrazione del quarantesimo anniversario di fondazione dello "Anglican Centre" a Roma, che svolge una benemerita attività per favorire l'incontro e la reciproca conoscenza tra cattolici ed anglicani. L'attuale Direttore, il Vescovo John Flack, rappresentante della Comunione Anglicana presso la Santa Sede, fa parte del seguito che accompagna l'Arcivescovo Rowan Williams nella sua visita.

  Prima di lasciare Roma, domenica 26 novembre, S.G. l'Arcivescovo Williams presiederà nel pomeriggio di quel giorno una Liturgia anglicana nella Basilica di Santa Sabina all'Aventino.
OP/VISITA ARCIVESCOVO CANTERBURY/WILLIAMS       VIS 20061121 (460)


NUOVO LIBRO DI BENEDETTO XVI SU GESÙ DI NAZARETH


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, annuncia che: "Il Santo Padre Benedetto XVI ha terminato di scrivere la prima parte di un libro il cui titolo è 'Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione' e lo ha consegnato, nei giorni scorsi, alla Libreria Editrice Vaticana", che detiene i diritti d'autore di tutti gli scritti del Papa. Il volume uscirà nella primavera del 2007.
OP/LIBRO PAPA:GESÙ/...                                         VIS 20061121 (90)


INIZIO XXI CONFERENZA INTERNAZIONALE MALATTIE INFETTIVE

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXI Conferenza Internazionale sul tema: "Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive", promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in programma il 23, 24 e 25 novembre, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute; il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario; il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio ed il Dottor Nicola Petrosillo, Direttore della II Divisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L. Spallanzani", Roma.

  Il Cardinale Lozano ha affermato che l'espansione di epidemie e di nuove infezioni virali "costituiscono delle serie minacce per la sanità pubblica mondiale".

  In riferimento al tema della Conferenza Internazionale, il Porporato ha segnalato che i relatori, specialisti mondiali di tale vasta materia, affronteranno nella prima parte, le origini e le cause delle malattie infettive "sia a livello personale, come il comportamento umano, lo stile di vita, l'alimentazione, l'indebolimento del sistema immunitario (...); sia a livello tecnologico, come i cambiamenti tecnologici ed industriali, la mutazione e resistenza dei batteri; sia a livello politico, come la soppressione di misure di sanità pubblica, l'indebolimento del sistema sanitario, gli eventi bellici, il terrorismo; sia infine a livello ecologico, come i cambiamenti climatici, i danni ambientali, la polluzione aerea ed idrica".

  La seconda parte della Conferenza sarà dedicata ad una riflessione "sul punto di vista morale ed etico, sulle epidemie e la speranza cristiana e sulla responsabilità dei cristiani in vista della cura di questi malati". Inoltre, rappresentanti dell'Ebraismo, dell'Islamismo, dell'Induismo, del Buddismo e dell'attuale Post Modernità esporranno il proprio punto di vista riguardo alle malattie infettive.

  Il Cardinale Lozano ha precisato che la terza parte della Conferenza esaminerà le "azioni concrete dal punto di vista psicologico-culturale come l'educazione alla fede in relazione a queste malattie, la catechesi, l'educazione scolastica, i Mass Media, (...); dal punto di vista biomedico, le ricerche, medicina, prevenzione, cure ed assistenza; dal punto di vista politico e sociale, la politica sanitaria nazionale ed internazionale, le migrazioni, le risorse economiche, scientifiche e tecnologiche, le politiche nutrizionali, l'igiene sociale".

  La Conferenza si concluderà con diverse riflessioni concernenti il punto di vista della persona malata, la sua famiglia, i professionali della salute, la parrocchia, la diocesi, gli Ordini e le Congregazione religiose curanti, le associazioni, i volontari, la vita liturgica e la preghiera.
.../MALATTIE INFETTIVE/CON-AVA                       VIS 20061121 (440)


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