Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 3 marzo 2006

VISITA DEL PAPA RADIO VATICANA 75° ANNIVERSARIO ISTITUZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una visita alla sede della Radio Vaticana in occasione del 75° anniversario della sua istituzione, nel 1931, sotto il Pontificato di Papa Pio XI. A partire da allora tutti i Pontefici hanno visitato la sede dell'emittente, tranne Papa Giovanni Paolo I che non ne ebbe il tempo per la brevità del suo Pontificato.

Il Santo Padre Benedetto XVI è stato accolto dai tre Direttori della Radio Vaticana: Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore Generale, Padre Andrej Koprowski, S.I., Direttore dei Programmi e dal Dottor Alberto Gasbarri, Direttore tecnico ed amministrativo.

Il Papa ha raggiunto il quarto piano per benedire una targa con l'iscrizione "Cardinale Karol Wojtyla", collocata nello studio di regia 3, nel quale il futuro Giovanni Paolo II aveva concesso diverse interviste quando era Cardinale. Nel medesimo studio, Papa Benedetto si è seduto davanti ai microfoni ed ha pronunciato parole improvvisate che sono state trasmesse in diretta.

"Oggi la voce di Radio Vaticana" - ha detto il Papa - "può giungere in ogni parte del mondo, in tante case, e - come è stato sottolineato - soprattutto c'è anche una bella reciprocità, non solo parlando anche accogliendo le risposte, in un vero dialogo per capire, per rispondere e per costruire così la famiglia di Dio. Mi sembra questo il senso di un mezzo di comunicazione come questo: aiutare a costruire questa grande famiglia che non conosce frontiere, nella quale, nella molteplicità delle culture e delle lingue, tutti sono fratelli e sorelle, e così rappresentano una forza per la pace. Vorrei augurare a tutti coloro che mi ascoltano in questo momento di poter realmente sentirsi coinvolti in questo grande dialogo della verità. Nel mondo dei mezzi della comunicazione non mancano, come sappiamo, anche voci contrastanti. Tanto più è importante che esiste questa voce, che vuole realmente mettersi al servizio della verità di Cristo, e così mettersi al servizio della pace e della riconciliazione nel mondo".

Successivamente Benedetto XVI ha visitato i nuovi ambienti della redazione "One-O-Five", il canale FM e Internet della Radio Vaticana. Dopo un momento di preghiera nella Cappella dell'Annunciazione, ha visitato tutte le redazioni.

Infine giunto nella Sala Marconi, Benedetto XVI ha salutato il personale della Radio Vaticana e ha ringraziato il Padre Peter-Hans Kolvenbach, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, "per il servizio che fin dalle origini della Radio Vaticana i Gesuiti rendono alla Santa Sede, fedeli al carisma ignaziano di piena dedizione alla Chiesa e al Romano Pontefice".

Successivamente, ripercorrendo la storia dell'emittente, Benedetto XVI ha ricordato che "Papa Pio XI era ben consapevole dell'importanza che il nuovo strumento di comunicazione, di cui la Chiesa stava dotandosi, avrebbe avuto per la diffusione del magistero pontificio nel mondo. (...) Negli anni seguenti, durante la seconda guerra mondiale, il Servo di Dio Pio XII con i suoi storici radiomessaggi poté fare udire a tutti i popoli parole di conforto, moniti ed appassionate esortazioni alla speranza e alla pace".

Il Papa ha ricordato gli anni del comunismo quando "la Radio Vaticana moltiplicò i programmi e le lingue di trasmissione, per far sì che giungesse alle Comunità cristiane oppresse da regimi totalitari la testimonianza della vicinanza e della solidarietà del Papa e della Chiesa universale. Con il Concilio Vaticano II si prese ancor più consapevolezza dell'importanza che gli strumenti della comunicazione avrebbero avuto nella diffusione del messaggio evangelico in questa nostra epoca".

"La vostra è la 'buona battaglia della fede'"- ha sottolineato il Santo Padre - "per diffondere il Vangelo di Cristo. Essa consiste, come si legge nel vostro Statuto, nell'annunciare con libertà, fedeltà ed efficacia il messaggio cristiano e collegare il centro della cattolicità con i diversi Paesi del mondo. (...) È questa una missione che rimane sempre attuale, anche se con il tempo cambiano le circostanze e le modalità per attuarla".

Radio Vaticana è oggi "un coro di voci, che risuona in più di quaranta lingue e può dialogare con culture e religioni diverse" - ha concluso il Papa esortando i presenti con queste parole: "Continuate, cari amici, ad operare nel grande areopago della comunicazione moderna, facendo tesoro della straordinaria esperienza da voi vissuta durante il Grande Giubileo dell'Anno 2000 e ancor più in occasione della morte dell'amato Papa Giovanni Paolo II, un evento che ha mostrato quanto l'umanità desideri conoscere la realtà della Chiesa".
BXVI-VISITA/RADIO VATICANA/... VIS 20060303 (560)

TRADIZIONALE INCONTRO DI QUARESIMA CON IL CLERO ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2006 (VIS). Ieri, nell'Aula delle Benedizioni, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto il tradizionale incontro di inizio della Quaresima con il clero della Diocesi di Roma, al quale hanno partecipato il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma, i Vescovi Ausiliari e più di 800 sacerdoti che svolgono la loro missione nelle 337 parrocchie romane.

Papa Benedetto non ha pronunciato il discorso ufficiale, ma ha preferito rispondere a braccio alle domande dei parroci della capitale. L'udienza, durata oltre due ore, si è aperta con il ricordo della figura di Don Andrea Santoro, il sacerdote della Diocesi di Roma ucciso a Trebisonda (Turchia), il 5 febbraio scorso.

Il Papa ha invitato i parroci romani a dedicare "particolare attenzione" alla situazione delle famiglie romane e alla difesa della vita, ricordando che: "Soprattutto in Quaresima dobbiamo ribadire la nostra vocazione che è un'opzione fondamentale per la vita: un mondo vuoto di Dio, che ha dimenticato Dio, perde la vita e cade in una cultura della morte", come aveva sottolineato Giovanni Paolo II nell'Enciclica "Evangelium Vitae".

Benedetto XVI ha anche espresso l'intenzione di riflettere sul ruolo, anche istituzionale, della donna nella Chiesa, ed ha citato gli esempi di Madre Teresa, Santa Caterina, Santa Brigida e Sant'Ildegarda che hanno offerto uno straordinario contributo alla vita della Chiesa.

Nel corso dell'udienza il Papa ha più volte fatto riferimento ai colloqui avuti con i Vescovi dell'Africa ed ha affermato che noi siamo debitori verso l'Africa e dobbiamo trasmettere una fede gioiosa e viva.

Ricordando l'Enciclica "Deus caritas est", Benedetto XVI ha indirizzato parole di incoraggiamento a quanti, "testimoni dell'amore cristiano si impegnano in favore dei poveri e degli ammalati" ed ha ribadito che "il senso ultimo della Croce" è offrire la propria vita per gli altri.
AC/CLERO/ROMA VIS 20060303 (320)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Felix Lian Khen Thang, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Hakha (superficie: 32.280; popolazione: 923.637; cattolici: 74.866; sacerdoti: 51; religiosi: 93), Myanmar. Il Vescovo eletto, finora Segretario del Vescovo e Cancelliere della Diocesi, è nato nel 1959 a Gam Ngai (Myanmar) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.
NEA/.../KHEN THANG VIS 20060303 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060303 (40)

FAVORIRE LA PROMOZIONE DELLA DONNA


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2006 (VIS). La Delegazione della Santa Sede è intervenuta ieri alla 50a Sessione della Commissione sulla Condizione della Donna, del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), a seguito della IV Conferenza Mondiale sulla Donna e della XXIII Sessione Speciale dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., intitolata: "Donne 2000: uguaglianza del genere, sviluppo e pace per il XXI secolo".

La Delegazione ha ricordato che obiettivo della Commissione è la preparazione delle raccomandazioni indirizzate all'ECOSOC sulla promozione dei diritti della donna in tutti i campi e sulle politiche volte a ristabilire equilibrio e giustizia nelle strutture sociali e politiche in modo tale che l'esito positivo convinca tutti ad operare a favore dell'autentico sviluppo della donna.

L'intervento della Santa Sede ha elogiato anche i risultati positivi conseguiti durante l'Anno del Mircrocredito, diretto soprattutto alle piccole imprese delle donne imprenditrici nei paesi in via di sviluppo, fenomeno che gode già da diversi anni del sostegno delle Chiese cattoliche locali.

La Delegazione ha inoltre sottolineato il pericolo del traffico di esseri umani che ha un impatto particolarmente negativo sulla donna e le ripercussioni dei conflitti armati sulle donne che sono troppo spesso vittime di violenze sistematiche.

La Santa Sede ha condannato con fermezza la violenza sessuale contro la donna e ha appoggiato la promulgazione di leggi che la difendano da tali atti, ricordando anche il flagello della prostituzione femminile che costituisce un'industria stimata annualmente in 3.000 milioni di dollari.
DELSS/PROMOZIONE DONNA/ECOSOC VIS 20060303 (250)

giovedì 2 marzo 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060302 (40)

ESISTENZA CRISTIANA LOTTA SENZA SOSTA CONTRO IL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2006 (VIS). Alle 16:30 di ieri, Mercoledì delle Ceneri, dopo un momento di preghiera nella Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino, si è tenuta la tradizionale processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina, dove al termine della processione, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione dell'Eucaristia con il rito di benedizione e di imposizione delle Ceneri.

"La processione penitenziale, con cui abbiamo iniziato l'odierna celebrazione" - ha detto il Papa nell'omelia - "ci ha aiutati ad entrare nel clima tipico della Quaresima, che è un pellegrinaggio personale e comunitario di conversione e di rinnovamento spirituale".

Successivamente il Santo Padre ha spiegato che i riti quaresimali come le "stationes", le visite alla chiese che custodiscono le reliquie dei martiri e l'imposizione delle Ceneri malgrado il passare dei secoli "conservano il loro valore, perché ricordano quanto importante sia, anche in questi nostri tempi, accogliere senza compromessi le parole di Gesù". Il rito simbolico dell'imposizione delle Ceneri ci fa comprendere che "ai gesti esteriori deve sempre corrispondere la sincerità dell'animo e la coerenza delle opere".

"Un altro aspetto della spiritualità quaresimale è quello che potremmo definire 'agonistico'" - ha proseguito il Pontefice - "Ogni giorno, ma particolarmente in Quaresima, il cristiano deve affrontare una lotta, come quella che Cristo ha sostenuto nel deserto di Giuda. (...) La Quaresima ci ricorda, pertanto, che l'esistenza cristiana è un combattimento senza sosta, nel quale vanno utilizzate le 'armi' della preghiera, del digiuno e della penitenza. Lottare contro il male, contro ogni forma di egoismo e di odio, e morire a se stessi per vivere in Dio, è l'itinerario ascetico che ogni discepolo di Gesù è chiamato a percorrere".

"La docile sequela del divino Maestro rende i cristiani testimoni e apostoli di pace. Potremmo dire che questo interiore atteggiamento ci aiuta a meglio evidenziare anche quale debba essere la risposta cristiana alla violenza che minaccia la pace nel mondo. Non certo la vendetta, non l'odio e nemmeno la fuga in un falso spiritualismo".

"La risposta di chi segue Cristo è piuttosto quella di percorrere la strada scelta da Colui che, davanti ai mali del suo tempo e di tutti i tempi, ha abbracciato decisamente la Croce, seguendo il sentiero più lungo ma efficace dell'amore (...) che deve poi tradursi in gesti concreti verso il prossimo, specialmente verso i poveri e i bisognosi. (...) La concretezza dell'amore costituisce uno degli elementi essenziali della vita dei cristiani, che sono incoraggiati da Gesù ad esser luce del mondo, affinché gli uomini, vedendo le loro 'opere buone', rendano gloria a Dio".

Il Papa ha concluso l'omelia affermando che: "Questa raccomandazione giunge a noi quanto mai opportuna all'inizio della Quaresima, perché comprendiamo sempre più che 'la carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale ... ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza".
HML/MERCOLEDÌ CENERI/... VIS 20060302 (490)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina del Padre Yaroslav Pryriz, C.SS.R., a Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Sambir-Drohobych degli Ucraini (superficie: 6.900; popolazione: 609.359; cattolici: 403.248; sacerdoti: 245; religiosi: 35), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Lastivka (Ucraina), è stato ordinato sacerdote nel 1988, nel 1993 è entrato nella Congregazione dei Padri Redentoristi e nel 1994 ha emesso i primi voti. Dal 2005 è stato Protosincello della medesima Eparchia.
NER/.../PRYRIZ VIS 20060302 (80)

mercoledì 1 marzo 2006

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA DEL PAPA MESE DI MARZO

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di marzo è la seguente: "Perché i giovani, che sono alla ricerca del senso della vita, siano compresi, rispettati e accompagnati con pazienza e amore".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè in tutta la Chiesa cresca quella comune consapevolezza missionaria atta a favorire la collaborazione e lo scambio degli operatori missionari".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20060201 (80)

DIGIUNO, ELEMOSINA E PREGHIERA PER CONFORMARCI A CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, Mercoledì delle Ceneri, tenutasi in Piazza San Pietro, al tempo liturgico della Quaresima. "Inizia oggi (...)" - ha detto Papa Benedetto - "l'itinerario quaresimale di quaranta giorni che ci condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero della nostra salvezza".

"Nella sua durata di quaranta giorni" - ha detto il Santo Padre - "la Quaresima possiede un'indubbia forza evocativa. Essa intende infatti richiamare alcuni tra gli eventi che hanno scandito la vita e la storia dell'Antico Israele, riproponendone anche a noi il valore paradigmatico: pensiamo, ad esempio, ai quaranta giorni del diluvio universale, che sfociarono nel patto di alleanza sancito da Dio con Noè, e ai quaranta giorni di permanenza di Mosè sul Monte Sinai, cui fece seguito il dono delle tavole della Legge".

"Il periodo quaresimale" - ha proseguito il Pontefice - "vuole invitarci soprattutto a rivivere con Gesù i quaranta giorni da Lui trascorsi nel deserto, pregando e digiunando, prima di intraprendere la sua missione pubblica. Anche noi quest'oggi intraprendiamo un cammino di riflessione e di preghiera con tutti i cristiani del mondo. (...) Si compie oggi, in tutte le comunità parrocchiali, un gesto austero e simbolico: l'imposizione delle ceneri, e questo rito viene accompagnato da due pregnanti formule (...) La prima formula dice: 'Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai'. Queste parole, tratte dal libro della Genesi, evocano la condizione umana posta sotto il segno della caducità e del limite (...). La seconda formula si rifà alle parole pronunciate da Gesù all'inizio del suo ministero itinerante: 'Convertitevi e credete al Vangelo'. È un invito a porre come fondamento del rinnovamento personale e comunitario l'adesione ferma e fiduciosa al Vangelo".

"Il cammino quaresimale, avvicinandoci a Dio, ci permette di guardare con occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità. Per questo la Quaresima è momento favorevole per convertirsi all'amore. Un amore che sappia fare proprio l'atteggiamento di compassione e di misericordia del Signore, come ho voluto ricordare nel Messaggio per la Quaresima, che ha per tema le parole evangeliche: 'Gesù, vedendo le folle, ne provò compassione'".

"Consapevole della propria missione nel mondo, la Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "non cessa di proclamare l'amore misericordioso di Cristo, che continua a volgere lo sguardo commosso sugli uomini e sui popoli di ogni tempo. (...) Il digiuno e l'elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello 'sguardo'".
AG/QUARESIMA/... VIS 20060301 (430)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Atakpamé (Togo), presentata dal Vescovo Julien Mawule Kouto, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Denis Brennan, Vescovo di Ferns (superficie: 3.000; popolazione: 108.850; cattolici: 99.723; sacerdoti: 137; religiosi: 198), Irlanda. Il Vescovo eletto, finora Parroco di Taghmon e Vicario Foraneo, è nato a Springmount, Ratnure, Co.Wexford (Irlanda) nel 1945 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.

- Ha nominato il Sacerdote Raúl Martín, Vescovo Ausiliare di Buenos Aires (superficie: 203; popolazione: 2.729.610; cattolici: 2.500.000; sacerdoti: 884; religiosi: 2.366; diaconi permanenti: 4), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Sant'Antonio di Padova a Buenos Aires, è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1957 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990.
RE:NER:NEA/.../MAWULE:BRENNAN:MARTIN VIS 20060301 (150)

martedì 28 febbraio 2006

ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2006 (VIS). Il 5 marzo prossimo prima Domenica di Quaresima, avranno inizio gli Esercizi Spirituali annuali del Santo Padre e della Curia Romana nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano. Le meditazioni degli Esercizi, che quest'anno sono dedicati al tema: "Camminando con Gesù verso la Pasqua", saranno proposte dal Cardinale Marco Cè, Patriarca emerito di Venezia (Italia).

Il ritiro avrà inizio alle 18:00 con l'Esposizione Eucaristica, la Celebrazione dei Vespri, la meditazione introduttiva, l'Adorazione e la Benedizione Eucaristica.

Nei giorni seguenti sono in programma: alla ore 9:00: la Celebrazione delle Lodi seguita dalla Meditazione; alle 10:15 la Celebrazione dell'Ora Terza e la Meditazione; alle 17:00 la Meditazione; alle 17:45 la Celebrazione dei Vespri, l'Adorazione e la Benedizione Eucaristic

Gli Esercizi Spirituali si concluderanno sabato 11 marzo con la celebrazione delle Lodi e con una meditazione di chiusura.

Nella settimana degli Esercizi Spirituali vengono sospese tutte le udienze, compresa l'udienza generale di mercoledì 8 marzo.
.../RITIRO CURIA/... VIS 20060228 (170)

ORIENTAMENTI PER UNA PASTORALE DEGLI ZINGARI


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, hanno presieduto una Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Orientamenti per una pastorale degli Zingari".

Il Documento è frutto di un lungo studio, cui hanno contribuito vari Operatori pastorali, anche Zingari, e alcuni esperti. I sei capitoli del testo sono suddivisi in due grandi sezioni: quella che presenta la Chiesa e gli Zingari in visione d'insieme, e l'altra più propriamente pastorale.

Il Cardinale Hamao ha spiegato che le origini della pastorale specifica degli Zingari risalgono alla prima metà del ventesimo secolo, grazie ad iniziative di alcuni sacerdoti di Francia, Germania, Italia e Spagna. La Santa Sede riconobbe la pastorale degli Zingari come missione speciale nel 1965 dopo il primo storico pellegrinaggio internazionale degli Zingari a Roma, con la creazione del Segretariato Internazionale dell'Apostolato dei Nomadi che in seguito si integrò nella Pontificia Commissione per la Pastorale dei Migranti e del Turismo, istituita da Papa Paolo VI nel 1970.

"Sebbene il Documento si riferisca agli Zingari, il cui numero - nella sola Europa - si aggira attorno ai quindici milioni" - ha proseguito il Cardinale Hamao - "esso risulta valido anche per altri nomadi, che condividono condizioni di vita simili, nei vari Continenti. Ad ogni modo, il nomadismo non è l'unica caratteristica degli Zingari. È la loro diversità etnica, la loro cultura e antiche tradizioni che si devono cioè prendere in considerazione. Pertanto le Chiese locali nei Paesi in cui essi vivono potranno trovare ispirazione pastorale nei presenti orientamenti, adattandoli, ovviamente alle circostanze (...) di ciascun gruppo".

Il Cardinale ha sottolineato i "molti segnali di evoluzione positiva nel mondo zingaro tradizionale di vivere e pensare. Il crescente desiderio di istruzione e formazione professionale, di consapevolezza sociale e politica con la formazione di associazioni e partiti, la crescente partecipazione nelle amministrazioni locali e nazionali in alcuni Paesi, la presenza delle donne nella vita sociale e civile". Il Porporato ha anche ricordato la nutrita partecipazione della comunità zingara, il 4 maggio 1997, alla Beatificazione del martire spagnolo Ceferino Jiménez Malla, primo Zingaro ad essere elevato agli onori degli altari.

La condizione di ciascun individuo è quella di "Homo viator" ha ricordato il Cardinale Hamao citando Papa Giovanni Paolo II e tale condizione, espressa nella vita degli Zingari, è sovente bersaglio di "indifferenza o opposizione" da parte di molti che "condividono abituali pregiudizi, mentre persistono segni di rifiuto, che spesso non suscitano la reazione o la protesta da parte di coloro che ne sono testimoni".

"Tutto ciò" - ha affermato il Porporato - "ha causato indicibili sofferenze, come sappiamo nel corso della storia, con persecuzioni che hanno toccato il culmine nel secolo scorso. (...) Anche la Chiesa - è ovvio - è chiamata a riconoscere il loro diritto ad avere una propria identità, risvegliando le coscienze, al fine di ottenere maggiore giustizia per essi".

In merito al nomadismo, il Cardinale Hamao ha rilevato che questa caratteristica "ha dato origine ad un'identità che si esprime in lingue proprie, ed ha una cultura e una religiosità con tradizioni comuni e un forte senso di appartenenza. (...) Il loro modo di vita è, in fondo, una testimonianza viva di una libertà interiore rispetto ai vincoli del consumismo e delle false sicurezze fondata sulla presunta autosufficienza dell'uomo".

"Questi 'Orientamenti'" - ha concluso il Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti - "sono un segno che la Chiesa ha una specifica preoccupazione per gli Zingari. Essi sono cioè oggetto di un particolare atteggiamento pastorale in ossequio alla loro cultura. (...) Ciascuno, infatti, va accolto nella Chiesa, nella quale non c'è posto per emarginazione ed esclusione".

L'Arcivescovo Marchetto ha dedicato il suo intervento all'attività pastorale e ha innanzitutto rilevato che: "Per la particolare natura della cultura zingara, la semplice evangelizzazione 'dall'esterno' non è efficace", anzi, "una genuina incarnazione del Vangelo (...) non può legittimare indiscriminatamente ogni aspetto della loro cultura".

"La storia universale dell'evangelizzazione" - ha affermato - "attesta, infatti, che la diffusione del messaggio cristiano è stata sempre accompagnata da un processo di purificazione di culture" che "non significa svuotamento, ma occorrerà una certa integrazione con la cultura circostante: si tratta di un processo interculturale. La riconciliazione e l'unione tra Zingari e 'gagé (non Zingari), pertanto, includono l'interazione legittima delle culture (...) Dovrebbe ugualmente essere promossa l'uguaglianza di diritti fra uomini e donne, con l'eliminazione di ogni forma di discriminazione".

Successivamente il Presule, da una parte, ha elogiato "il forte senso di famiglia presente tra gli Zingari" che "non dovrebbe degenerare (...) in un risentimento perenne tra famiglie e clan" e, dall'altra, ha sottolineato che: "L'onestà in ambito lavorativo è altresì una virtù civile e cristiana, che non può essere disattesa". L'Arcivescovo ha ugualmente deplorato che: "l'informazione audiovisiva o stampata raramente permette al pubblico di conoscere aspetti positivi della cultura zingara, ma molto spesso si sofferma su quelli negativi, che ne danneggiano ulteriormente l'immagine".

"Gli Zingari" - ha proseguito l'Arcivescovo Marchetto - "sono una minoranza particolare poiché non hanno uno Stato cui riferirsi originariamente, capace di dare loro il sostegno di cui possono aver bisogno. Ciò significa mancanza di sicure garanzie politiche e di certa protezione civile. Infatti, mentre l'arrivo di altri in cerca di rifugio e dei 'boat people' mobilita un certo numero di persone e governi, quello degli Zingari provoca, di solito, fenomeni di rifiuto, anche se essi provengono da Paesi molto poveri, e sono a volte costretti a fuggire a causa di persecuzioni religiose, razziali o politiche".

L'Arcivescovo Marchetto ha affermato inoltre che: "Una tale situazione potrà essere superata solo se i Governi definiranno una politica comune, globale. (...) È pertanto, di vitale importanza che gli Organismi internazionali si interessino a queste popolazioni".

In merito all'evangelizzazione, il Segretario del Pontificio Consiglio, ricordando che essa "è missione di tutta la Chiesa, perché nessun cristiano dovrebbe restare indifferente di fronte a situazioni di emarginazione nella comunione ecclesiale", ha ribadito l'importanza "nell'ambito della catechesi" di "includere un dialogo che permetta agli Zingari di esprimere come percepiscono e vivono il proprio rapporto con Dio. Pertanto, bisognerà valutare l'opportunità di tradurre la Bibbia, i testi liturgici e i libri di preghiera nella lingua usata dai vari gruppi etnici nelle diverse regioni".

Il Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha concluso il suo intervento rilevando il pericolo del proselitismo delle sette fra le popolazioni nomadi ed indicando il ruolo chiave che il Documento attribuisce ai nuovi movimenti ecclesiali che "con il loro forte senso comunitario e di apertura, la disponibilità e la particolare cordialità dei loro membri (...) possono (...) favorire l'evangelizzazione".

Il Documento integrale "Orientamenti per una pastorale degli Zingari" sarà consultabile, nei prossimi giorni, nella sezione del "Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti", sito Internet della Santa Sede, cliccando su:

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/migrants/s_index_nomads/rc_pc_migrants_sectionnomads_sp.htm
CON-SM/PASTORALE ZINGARI/HAMAO:MARCHETTO VIS 20060228 (1110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America), presentata dal l'Arcivescovo Joseph A. Fiorenza, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Daniel N. Dinardo, finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta il 9 febbraio 2006 dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, riunitosi a Aïn Traz, dal 6 all'11 febbraio scorso, dell'Archimandrita Georges Bakar, finora economo del Patriarcato di Alessandria, a Vicario Patriarcale di Gerusalemme, con titolo Arcivescovile di Pelusio dei Greco-Melkiti cattolici. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1946 al Cairo (Egitto) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973.

Il Patriarca dei Greco-Melkiti, Sua Beatitudine Gregorios III Laham, con il consenso del Sinodo della Chiesa patriarcale riunito a Aïn Traz dal 6 all'11 febbraio 2006, ha trasferito, a norma del canone 85, paragrafo 3, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Isidore Battikha, sinora Ausiliare e Protosincello di Damasco dei Greco-Melkiti (Siria), ad Arcivescovo Metropolita di Homs, Hama e Jabrud (cattolici: 27.000; sacerdoti: 14; religiosi: 33; diaconi permanenti: 1), Siria.
NER:RE/.../ VIS 20060228 (190)

lunedì 27 febbraio 2006

VISITA AL PAPA CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i membri del XVII Gruppo del Corpo della Polizia Municipale di Roma.

"La vostra quotidiana attività" - ha detto il Papa - "esige un costante impegno, perché la zona attorno al Vaticano è frequentata da tanta gente e il traffico è intenso".

Ringraziando i membri del Corpo per il servizio prestato "con professionalità e dedizione", il Santo Padre ha sottolineato che: "Di professionalità e dedizione avete dato prova, in modo particolare, durante i memorabili e concitati giorni della malattia, della morte e dei funerali dell'amato Papa Giovanni Paolo II, come pure in occasione della mia elezione a Sommo Pontefice, nel mese di aprile dello scorso anno".

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso auspicando che la vicinanza alla tomba dell'Apostolo Pietro e la possibilità di assistere "a incontri del Papa con i fedeli o a celebrazioni liturgiche in Piazza San Pietro" aiuti i membri del Corpo "a crescere spiritualmente e a sentire sempre accanto a voi la presenza di Cristo. Con il suo aiuto potrete svolgere la vostra attività serenamente, consapevoli di rendere un servizio alla comunità".
AC/.../POLIZIA MUNICIPALE ROMA VIS 20060227 (210)

OBOLO SAN PIETRO: SEGNO DI COMUNIONE CON IL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Soci del Circolo San Pietro, che ogni anno, subito dopo la festa della Cattedra di San Pietro Apostolo, affidano al Papa l'Obolo di San Pietro, raccolto nella Diocesi di Roma durante l'anno trascorso.

"È un gesto che ha valore non soltanto pratico" - ha detto il Santo Padre - "ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione col Papa e di attenzione alle necessità dei fratelli e per questo il vostro servizio possiede un valore squisitamente ecclesiale".

Ricordando che la seconda parte dell'Enciclica "Deus caritas est" è dedicata "all'esercizio della carità da parte della Chiesa quale 'comunità d'amore'", Benedetto XVI ha affermato di aver tracciato in essa un profilo che potrà essere utile a quanti collaborano al "ministero della carità della comunità cristiana".

"Ho ricordato" - ha detto ancora il Papa in merito all'Enciclica - "che la motivazione principale dell'agire deve essere sempre l'amore di Cristo; che la carità è più che semplice attività, e implica il dono di sé; che questo dono deve essere umile, scevro da ogni superiorità, e che la sua forza proviene dalla preghiera, come dimostra l'esempio dei Santi".

Il Papa ha concluso il suo discorso affidando il Circolo San Pietro "Ai Santi della carità, di cui, a partire dal Diacono Lorenzo, è ricca la storia della Chiesa di Roma".
AC/.../CIRCOLO SAN PIETRO VIS 20060227 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Robert Patrick Ellison, C.S.Sp., Vescovo di Banjul (superficie: 10.403; popolazione: 1.639.500; cattolici: 34.000; sacerdoti: 26; religiosi: 42), Gambia. Il Vescovo eletto, finora Segretario Generale della Congregazione dello Spirito Santo, è nato nel 1942 a Dublino (Irlanda), ha emesso la professione perpetua nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Il Vescovo Ellison succede al Vescovo Michael J. Cleary, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato l'Arcivescovo Fernando Filoni, finora Nunzio Apostolico in Iraq e in Giordania, Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- Ha nominato il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo a Lima (Perù) dal 24 al 29 aprile 2006, nel IV Centenario della morte di San Toribio di Mogrovejo, Patrono dell'Episcopato Latinoamericano.

- Ha nominato il Monsignore Pier Enrico Stefanetti, Cerimoniere Pontificio.

- Ha nominato il Monsignore Stefano Sanchirico, Cerimoniere Pontificio.

- Ha nominato Diego Giovanni Ravelli, Cerimoniere Pontificio.
NER:RE:NN:NA/.../... VIS 20060227 (190)

SAN GIUSEPPE: INCORAGGIAMENTO CAMMINO SACERDOZIO


CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2006 (VIS). Questa pomeriggio, seguendo una tradizione cara al Suo Predecessore Giovanni Paolo II, Benedetto XVI si è recato in visita al Pontificio Seminario Romano Maggiore, in occasione della Festa della Madonna della Fiducia, Patrona dell'Istituto.

Dopo aver ascoltato un Oratorio intitolato "Ombra del Padre", dedicato a San Giuseppe, il Papa ha voluto sottolineare che "l'esempio di San Giuseppe, 'uomo giusto', pienamente responsabile di fronte a Dio e di fronte a Maria, costituisce per tutti un incoraggiamento nel cammino verso il sacerdozio. Egli ci appare sempre attento alla voce del Signore, che guida gli avvenimenti della storia ed è pronto a seguirne le indicazioni; sempre fedele, generoso e distaccato nel servizio; maestro efficace di preghiera e di lavoro nel nascondimento di Nazaret".

"Vi posso assicurare, cari Seminaristi, che più avanzerete, con la grazia di Dio, nella via del sacerdozio, più sperimenterete quanto sia ricco di frutti spirituali fare riferimento a San Giuseppe e invocarne il sostegno nel quotidiano disimpegno del proprio dovere".

Il Santo Padre ha auspicato che l'invocazione del Predecessore Benedetto XV "Mater mea, fiducia mea" si imprima "nel cuore di ciascuno di voi", e vi accompagni "sempre durante la vostra vita e il vostro ministero sacerdotale. Così potrete diffondere intorno a voi, dovunque sarete, il profumo della fiducia di Maria, che è la fiducia nell'amore provvido e fedele di Dio".

Il Papa ha assicurato i seminaristi di aver pregato per ciascuno di essi nella Cappella del Seminario dinanzi alla immagine della Madonna della Fiducia e di aver ripensato "ai molti seminaristi che sono passati nel Seminario Romano e che poi hanno servito con amore la Chiesa di Cristo - penso, tra gli altri, a Don Andrea Santoro, ucciso recentemente in Turchia mentre pregava".

"È così ho invocato la Madre del Redentore perché ottenga anche a voi il dono della santità. Possa lo Spirito Santo, che ha plasmato il Cuore sacerdotale di Gesù nel grembo della Vergine e poi nella casa di Nazaret, operare in voi con la sua grazia preparandovi ai futuri compiti che vi saranno affidati".
BXVI-VISITA/.../SEMINARIO MAGGIORE ROMA VIS 20060227(350)

CONVENZIONE LAVORO MARITTIMO


CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto il 20 febbraio scorso, alla 94a Sessione (Marittima) della Conferenza Internazionale del Lavoro.

Nel corso della 94a Sessione, svoltasi dal 7 al 23 febbraio a Ginevra, è stata approvata la Convenzione sul Lavoro Marittimo che coordina e aggiorna le disposizioni di oltre 60 strumenti internazionali precedenti.

L'Arcivescovo Tomasi ha espresso l'auspicio che la Convenzione "garantisca alle donne e agli uomini del settore l'opportunità di ottenere un lavoro soddisfacente e produttivo, in condizioni di libertà, equità, sicurezza e umana dignità, come enuncia il Rapporto del Direttore Generale sullo sviluppo nel settore marittimo".

Il Nunzio Apostolico ha auspicato che gli Stati giungano ad una rapida ratifica e applicazione della nuova Convenzione che se "applicata in modo efficace a livello nazionale, porterà grandi benefici alla vita di milioni di persone e sarà un esempio per tutto il mondo industrializzato".
DELSS/CONVENZIONE MARITTIMA/TOMASI VIS 20060227 (170)

AMORE DI DIO RAVVISA IN TUTTI RIFLESSO VOLTO SUO FIGLIO


CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza i partecipanti all'Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita e al Congresso Internazionale promosso dalla medesima Pontificia Accademia, sul tema: "L'embrione umano nella fase del preimpianto".

Il tema prescelto - ha sottolineato il Pontefice - è un argomento indubbiamente "affascinante, ma difficile e impegnativo, data la delicata natura del soggetto in esame e la complessità dei problemi epistemologici che riguardano il rapporto tra la rilevazione dei fatti a livello delle scienze sperimentali e la susseguente e necessaria riflessione sui valori a livello antropologico".

Ricordando che la Sacra Scrittura mostra "l'amore di Dio verso ciascun essere umano ancor prima del suo prender forma nel seno della madre", il Santo Padre ha affermato: "L'amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza".

"Questo amore sconfinato e quasi incomprensibile di Dio per l'uomo rivela fino a che punto la persona umana sia degna di essere amata in se stessa, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione - intelligenza, bellezza, salute, giovinezza, integrità e così via. In definitiva, la vita umana è sempre un bene, poiché 'essa è nel mondo manifestazione di Dio, segno della sua presenza, orma della sua gloria'".

"All'uomo, infatti, è donata un'altissima dignità" - ha proseguito il Pontefice - "che ha le sue radici nell'intimo legame che lo unisce al suo Creatore: nell'uomo, in ogni uomo, in qualunque stadio o condizione della sua vita, risplende un riflesso della stessa realtà di Dio. Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale. Questo giudizio morale vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno".

Riferendosi al lavoro di ricerca sull'origine della vita umana "un mistero il cui significato la scienza sarà in grado di illuminare sempre di più, anche se difficilmente riuscirà a decifrarlo del tutto", il Papa ha affermato che: "Chi ama la verità, come voi cari studiosi, dovrebbe percepire che la ricerca su temi così profondi ci pone nella condizione di vedere e anche quasi di toccare la mano di Dio. Al di là dei limiti del metodo sperimentale, al confine del regno che alcuni chiamano meta-analisi, là dove non basta più o non è possibile la sola percezione sensoriale né la verifica scientifica, inizia l'avventura della trascendenza, l'impegno del 'procedere oltre'".
AC/EMBRIONE UMANO/... VIS 20060227 (450)
Copyright © VIS - Vatican Information Service