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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 9 settembre 2013

ANGELUS: LA GUERRA CONTRO IL MALE COMPORTA DIRE NO ALL’ODIO FRATRICIDA E ALLA VIOLENZA IN TUTTE LE SUE FORME

Città del Vaticano, 8 settembre 2013 (VIS). In continuità con la Veglia di preghiera per la Pace in occasione della Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero, Papa Francesco ha ripreso all'Angelus delle dodici di questa mattina il tema della pace, interpretandolo alla luce del Vangelo di oggi in cui Gesù insiste sulle condizioni per essere suoi discepoli: non anteporre nulla all’amore per Lui, portare la propria croce e seguirlo.

"Molta gente - ha spiegato il Papa - infatti si avvicinava a Gesù, voleva entrare tra i suoi seguaci; e questo accadeva specialmente dopo qualche segno prodigioso, che lo accreditava come il Messia, il Re d’Israele. Ma Gesù non vuole illudere nessuno. Lui sa bene che cosa lo attende a Gerusalemme, qual è la via che il Padre gli chiede di percorrere: è la via della croce, del sacrificio di se stesso per il perdono dei nostri peccati. Seguire Gesù non significa partecipare a un corteo trionfale! - ha affermato Papa Francesco - Significa condividere il suo amore misericordioso, entrare nella sua grande opera di misericordia per ogni uomo e per tutti gli uomini. (...) E questo perdono universale, questa misericordia, passa attraverso la croce. Gesù non vuole compiere questa opera da solo: vuole coinvolgere anche noi nella missione che il Padre gli ha affidato. (...) Il discepolo di Gesù rinuncia a tutti i beni perché ha trovato in Lui il Bene più grande, nel quale ogni altro bene riceve il suo pieno valore e significato: i legami familiari, le altre relazioni, il lavoro, i beni culturali ed economici e così via…".

"Per spiegare questa esigenza, Gesù usa due parabole: quella della torre da costruire e quella del re che va alla guerra. Questa seconda parabola dice così: 'Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere la pace'. Qui Gesù non vuole affrontare il tema della guerra, è solo una parabola. Però, in questo momento in cui stiamo fortemente pregando per la pace, questa Parola del Signore ci tocca sul vivo, e in sostanza ci dice: c’è una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti! È la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere la propria croce! Questa guerra profonda contro il male! A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra profonda contro il male? Non serve a niente!".

"Questa guerra contro il male comporta dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve; dire no alla violenza in tutte le sue forme; dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale. Ce n’è tanto! Ce n’è tanto! E sempre rimane il dubbio: questa guerra di là, quest’altra di là - perché dappertutto ci sono guerre - è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere queste armi nel commercio illegale? Questi sono i nemici da combattere, uniti e con coerenza, non seguendo altri interessi se non quelli della pace e del bene comune".

Infine il Papa ha ricordato la festa della Natività della Vergine Maria, festa particolarmente cara alle Chiese Orientali. E tutti noi, adesso, possiamo inviare un bel saluto a tutti i fratelli, sorelle, vescovi, monaci, monache delle Chiese Orientali, Ortodosse e Cattoliche (...). Gesù è il sole, Maria è l’aurora che preannuncia il suo sorgere. Ieri sera abbiamo vegliato affidando alla sua intercessione la nostra preghiera per la pace nel mondo, specialmente in Siria e in tutto il Medio Oriente. La invochiamo ora come Regina della Pace. Regina della Pace prega per noi! Regina della Pace prega per noi!".

ANDIAMO AVANTI CON LA PREGHIERA PERCHÉ LA RICERCA DELLA PACE É LUNGA E RICHIEDE PAZIENZA E PERSEVERANZA!

Città del Vaticano, 8 settembre (VIS). "Vorrei ringraziare tutti coloro che, in diversi modi, hanno aderito alla veglia di preghiera e digiuno di ieri sera. Ringrazio tante persone che hanno unito l’offerta delle loro sofferenze. Ringrazio le autorità civili, come pure i membri di altre comunità cristiane o di altre religioni, e uomini e donne di buona volontà che hanno vissuto, in questa circostanza, momenti di preghiera, di digiuno, di riflessione", ha detto il Papa dopo l'Angelus.

"Ma l’impegno continua: andiamo avanti con la preghiera e con opere di pace! Vi invito a continuare a pregare perché cessi subito la violenza e la devastazione in Siria e si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida. Preghiamo anche per gli altri Paesi del Medio Oriente, particolarmente per il Libano, perché trovi la desiderata stabilità e continui ad essere modello di convivenza; per l’Iraq, perché la violenza settaria lasci il passo alla riconciliazione; e per il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi, perché progredisca con decisione e coraggio. E preghiamo per l’Egitto, affinché tutti gli Egiziani, musulmani e cristiani, si impegnino a costruire insieme la società per il bene dell’intera popolazione".

"La ricerca della pace è lunga, e richiede pazienza e perseveranza! Andiamo avanti con la preghiera!".

Infine il Papa ha ricordato che ieri, a Rovigo (Italia), è stata proclamata Beata Maria Bolognesi, fedele laica di quella terra, nata nel 1924 e morta nel 1980 ed ha detto: "Spese tutta la sua vita al servizio degli altri, specialmente poveri e malati, sopportando grandi sofferenze in profonda unione con la passione di Cristo. Rendiamo grazie a Dio per questa testimone del Vangelo!".


UDIENZE

Città del Vaticano, 9 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

- Il Signor Piotr Nowima-Konopka, Ambasciatore di Polonia, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Padre Bruno Cadoré, Ministro Generale dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani).

- Il Professore Franco Miano, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.

- Il Signore Salvatore Martinez, Presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo.

- Il Signor Matteo Calisi, Presidente della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowship con la Signora Michelle Moran, Presidente dell’International Catholic Charismatic Renewal Services.

Sabato 7 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Peter Sopko, Ambasciatore della Repubblica Slovacca, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Venerdì, 6 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcellona.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.




ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Vescovo Werner Radspieler all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Bamberg (Germania), presentata per raggiunti limiti d'età.

sabato 7 settembre 2013

PAPA FRANCESCO: LA GUERRA È SEMPRE UNA SCONFITTA PER L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 7 settembre 2013 (VIS). Questa sera, centomila persone sono convenute in Piazza San Pietro rispondendo all'appello di Papa Francesco - lanciato all'Angelus di domenica scorsa - che ha indetto per oggi, 7 settembre, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e in tutto il mondo. Da domenica sono state migliaia le adesioni ad una iniziativa che è stata accolta non solo dai cattolici ma anche da altre confessioni cristiane, da persone appartenenti ad altre religioni, da buddisti, ebrei e musulmani ed anche da quanti che non professano alcuna religione. Si sono mobilitate parrocchie e associazioni, la Caritas e la Comunità di Sant'Egidio, gruppi di preghiera e ordini religiosi come i Carmelitani Scalzi di Terra Santa; sindaci e presidenti di autonomie regionali, organizzazioni per la pace, la cooperazione e lo sviluppo, unioni sindacali. All'appello ha aderito un lungo elenco di personalità come l'architetto italiano Renzo Piano, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e il Gran Mufti di Siria, leader spirituale dei sunniti che questa sera a Damasco ha invocato la pace nella moschea Omeya con i Capi religiosi della Nazione. Nelle chiese cattoliche di tutto il mondo, dall'Australia all'Egitto, si è elevata questa sera una preghiera per la pace.

Già da questa mattina Piazza San Pietro era gremita di persone: fra di esse numerosi coloro che desideravano confessarsi, a partire dalle 17:45, con uno dei 50 sacerdoti presenti all'interno del braccio di Costantino e sotto i colonnati. Papa Francesco ha desiderato la presenza dei confessori considerando che "la vera pace nasce dal cuore dell'uomo riconciliato con Dio e con i fratelli". Alle 18:30 è stata data lettura dell'Allocuzione che il Santo Padre ha tenuto domenica scorsa all'Angelus per introdurre al significato della Veglia che ha avuto inizio alle 19:00 con il saluto liturgico del Papa e il Canto del "Veni Creator", al quale ha fatto seguito l'Intronizzazione della "Salus Populi Romani", portata da quattro Guardie Svizzere.

Il Papa ha dato inizio alla recita del Santo Rosario. All'inizio di ogni mistero, dopo la lettura biblica a commento, è stato aggiunto il testo di una poesia di Santa Teresina di Gesù Bambino. Alla fine di ogni mistero è stata aggiunta l'invocazione: "Regina della Pace, prega per noi". Al termine della recita del Rosario il Santo Padre ha tenuto l'omelia che riportiamo di seguito:

"'Dio vide che era cosa buona'. Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la 'casa dell’armonia e della pace' ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi 'a casa', perché è 'cosa buona'. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?

2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui noi viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche 'la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra'. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà, si chiude nel proprio egoismo.
Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura, ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne; rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla 'disarmonia'? Possiamo dire questo: che dall'armonia si passa alla 'disarmonia'? No, non esiste la 'disarmonia': o c’è armonia o si cade nel caos, dove è violenza, contesa, scontro, paura.
Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: 'Dov’è Abele tuo fratello?'. E Caino risponde: 'Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?'. Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!

Dopo il caos del diluvio, ha smesso di piovere, si vede l'arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell'ulivo che i rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Plaza de Mayo, nel 2000, chiedendo che non ci sia più il caos, chiedendo che non ci sia più guerra, chiedendo pace.
3. E a questo punto mi domando: È possibile percorrere la strada della pace? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello - penso ai bambini: soltanto a quelli... - guarda al dolore del tuo fratello, e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: 'Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!... non più la guerra, non più la guerra!'. 'La pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità'. Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia".

All'omelia del Papa ha fatto seguito un tempo di silenzio mentre si preparava l'altare per l'Esposizione del Santissimo. Durante l'adorazione è stata letto un brano biblico sul tema della pace, seguito dalla preghiera di un Pontefice sul medesimo tema e da invocazioni in forma responsoriale per chiedere la pace. Al termine di ognuno dei cinque tempi dell'adorazione cinque coppie di persone (in rappresentanza di Siria, Egitto, Terra Santa, Stati Uniti e Russia) hanno fatto l'offerta dell'incenso nel braciere collocato a destra dell'altare. L'offerta è stata accompagnata da una serie di invocazioni sul tema comune della pace, fra le quali: "Signore della vita, porta la tua pace là dove si decide la sorte dei popoli, Signore, che la tua potenza creatrice elimini ogni violenza contro la vita umana"."Signore che ami la vita, porta la pace nei nostri cuori. Signore che ami la vita porta la pace nelle nostre famiglie. Signore che ami la vita porta la pace nei nostri popoli. Signore che ami la vita porta la pace dove si decidono le sorti delle nazioni. Signore che ami la vita porta la pace dove oggi è presente la guerra. Spezza con la forza della tua Croce ogni divisione e discordia. Spezza con la luce della tua Parola ogni inganno e falsità. Spezza con la mitezza del tuo Cuore ogni rancore e vendetta. Spezza con la dolcezza della tua carità ogni egoismo e durezza di cuore. Spezza con la tua potenza creatrice ogni violenza contro la vita umana".

All'adorazione è seguito l'Ufficio delle Letture "nella forma più lunga prevista per una celebrazione vigilare". Il brano evangelico scelto è stato il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Successivamente, dalle 22:15 alle 22:40 si è tenuto un tempo di silenzio prolungato.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione eucaristica che Papa Francesco ha impartito ai presenti. E oggi il Papa ha indirizzato ai 9 milioni di followers il tweet: "Pregate per la pace".

venerdì 6 settembre 2013

UDIENZA DEL PAPA AL PRESIDENTE DELLO STATO PLURINAZIONALE DI BOLIVIA EVO MORALES: LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI E ALLA POVERTÀ

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, Signor Juan Evo Morales Ayma, il quale ha in seguito incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, ci si è soffermati sulla situazione socio-economica e religiosa del Paese, come pure su altri temi, quali la lotta alle disuguaglianze sociali e alla povertà.

In seguito si è fatto riferimento al decisivo contributo della Chiesa cattolica in Bolivia nell’ambito dell’educazione, della sanità, del sostegno alle famiglie e dell’assistenza ai bambini e agli anziani.

Nella prospettiva della cultura dell’incontro si è convenuti sull’importanza di buone relazioni tra la Comunità Ecclesiale e lo Stato, soprattutto su temi di comune interesse a servizio dell’intera Nazione.

Infine, si è parlato della situazione internazionale e, specialmente, della promozione della pace in Siria e in Medio Oriente.







PRINCIPI GENERALI PER UNA GIUSTA SOLUZIONE AL CONFLITTO IN SIRIA

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Nella giornata di ieri, 5 settembre, in Vaticano, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha avuto un incontro con gli Ambasciatori presso la Santa Sede nel corso del quale ha espresso la sollecitudine del Santo Padre e del Vaticano per la pace nel mondo con speciale attenzione al Medio Oriente e in particolare alla Siria.

Il Presule ha ricordato che il Santo Padre si è espresso pubblicamente in più occasioni contro il conflitto in Siria che finora ha provocato più di 110.000 morti, innumerevoli feriti, più di 4 milioni di sfollati interni e più di due milioni di rifugiati nei Paesi vicini. "Davanti a fatti simili - ha detto l'Arcivescovo Mamberti - non si può tacere, e la Santa Sede auspica che le istituzioni competenti facciano chiarezza e che i responsabili rendano conto alla giustizia".

"Di fronte a questa tragica situazione si rivela assolutamente prioritario - ha ribadito l'Arcivescovo Mamberti - far cessare la violenza (...) All’appello alle parti di non chiudersi nei propri interessi ma di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione, si aggiunge quello alla Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sempre sul dialogo e sul negoziato".

"Si rivela di somma importanza - ha aggiunto l'Arcivescovo Mamberti - richiamare l’esigenza e l’urgenza del rispetto del diritto umanitario. Si rivela, altresì, urgente l’assistenza umanitaria a gran parte della popolazione e in questo aspetto ringrazio la generosità di tanti dei vostri Governi a favore della popolazione siriana sofferente".

Nel ricordare che "La Chiesa cattolica da parte sua è impegnata in prima linea con tutti i mezzi a sua disposizione nell’assistenza umanitaria alla popolazione, cristiana e non", l'Arcivescovo Mamberti ha menzionato "alcuni elementi che la Santa Sede considera importanti per un eventuale piano per il futuro della Siria".
"È innanzitutto indispensabile adoperarsi per il ripristino del dialogo fra le parti e per la riconciliazione del popolo siriano. Occorre poi preservare l’unità del Paese, evitando la costituzione di zone diverse per le varie componenti della società. Infine, occorre garantire, accanto all’unità del Paese anche la sua integrità territoriale". Tali sono i principi generali che doverebbero orientare la ricerca di una giusta soluzione al conflitto.

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati non ha mancato di sottolineare l'importanza di "chiedere a tutti i gruppi – in particolare a quelli che mirano a ricoprire posti di responsabilità nel Paese – di offrire garanzie che nella Siria di domani ci sarà posto per tutti, anche e in particolare per le minoranze, inclusi i cristiani. (...) Non può essere dimenticata l’importanza del rispetto dei diritti umani e, in particolare, di quello della libertà religiosa. Parimenti, è importante tenere come riferimento il concetto di cittadinanza, in base al quale tutti, indipendentemente dall’appartenenza etnica e religiosa, sono alla stessa stregua cittadini di pari dignità, con eguali diritti e doveri".

"Infine - ha concluso l'Arcivescovo Mamberti - è causa di particolare preoccupazione la presenza crescente in Siria di gruppi estremisti, spesso provenienti da altri Paesi. Da qui la rilevanza di esortare la popolazione e anche i gruppi di opposizione a prendere le distanze da tali estremisti, di isolarli e di opporsi apertamente e chiaramente al terrorismo" .

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio.

AVVISO

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che un'edizione serale straordinaria del V.I.S. sarà trasmessa al termine della Veglia di preghiera per la pace indetta dal Papa all'Angelus di domenica scorsa, per domani 7 settembre, in Piazza San Pietro, ore 19:00.

giovedì 5 settembre 2013

IL PAPA AL CATHOLICOS SIRO-MALANKAR: LA FRATERNITÀ APOSTOLICA CHE UNISCE I PRIMI DISCEPOLI UNISCE ANCORA OGGI LE NOSTRE CHIESE

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). "Nella Sua persona, saluto una Chiesa nata dalla testimonianza che l'Apostolo Tommaso ha reso al Signore Gesù fino al martirio. La fraternità apostolica che univa i primi discepoli nel servizio del Vangelo unisce ancora oggi le nostre Chiese, nonostante, nel corso a volte triste della storia, siano sorte divisioni, che, grazie a Dio, stiamo cercando di superare in obbedienza alla volontà e al desiderio del Signore stesso".

Con queste parole Papa Francesco ha ricevuto Sua Santità Moran Baselios Marthoma Paulose II, Catholicos dell'Oriente e Metropolita della Chiesa ortodossa-sira ma­lankarese (India), venuto in questi giorni a Roma con una Delegazione per pregare presso la tomba dell'Apostolo Pietro, nel corso di un viaggio in Europa. Il Santo Padre ha passato in rassegna la storia delle relazioni fra cattolici ed ortodossi siro-malankaresi negli ultimi trenta anni ricordando che da quegli incontri "è iniziato un cammino concreto di dialogo con l’istituzione di una Commissione Mista, che ha portato all’Accordo del 1990, nel giorno di Pentecoste; Commissione che continua il suo prezioso lavoro e che ci ha portati a passi significativi su temi quali l'uso comune di edifici di culto e di cimiteri, la mutua concessione di risorse spirituali e persino liturgiche in situazioni pastorali specifiche, e sulla necessità di individuare nuove forme di collaborazione davanti alle crescenti sfide sociali e religiose".

"Ho voluto ricordare alcune tappe di questi trent’anni di progressivo avvicinamento tra noi - ha detto Papa Francesco - perché penso che nel cammino ecumenico sia importante guardare con fiducia ai passi compiuti superando pregiudizi e chiusure, che fanno parte di quella 'cultura dello scontro', che è fonte di divisione e lasciando spazio alla 'cultura dell’incontro', che ci educa alla comprensione reciproca e a operare per l’unità. Da soli, però, questo è impossibile; le nostre debolezze e povertà rallentano il cammino. Per questo è importante intensificare la preghiera (...). Preghiera e impegno per far crescere i rapporti di amicizia e collaborazione ai diversi livelli, nel clero, tra i fedeli, delle varie Chiese nate dalla testimonianza resa da San Tommaso. Lo Spirito Santo continui ad illuminarci e a guidarci verso la riconciliazione e l’armonia, superando tutte le cause di divisione e rivalità che hanno segnato il nostro passato".



LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL PRESIDENTE PUTIN: I PAESI DEL G-20 NON RIMANGANO INERTI DI FRONTE AI DRAMMI CHE VIVE GIÀ DA TROPPO TEMPO LA CARA POPOLAZIONE SIRIANA

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha inviato una lettera al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che in questi giorni presiede a San Pietroburgo il Vertice del G20, che raggruppa i Capi di Stato e di Governo delle venti maggiori economie mondiali.

"Il contesto attuale, altamente interdipendente, - scrive il Pontefice - esige una cornice finanziaria mondiale, con proprie regole giuste e chiare, per conseguire un mondo più equo e solidale, in cui sia possibile sconfiggere la fame, offrire a tutti un lavoro degno, un’abitazione decorosa e la necessaria assistenza sanitaria. La Sua presidenza del G20 per l’anno in corso ha assunto l’impegno di consolidare la riforma delle organizzazioni finanziarie internazionali e di arrivare ad un consenso sugli standard finanziari adatti alle circostanze odierne. Ciononostante, l’economia mondiale potrà svilupparsi realmente nella misura in cui sarà in grado di consentire una vita degna a tutti gli esseri umani, dai più anziani ai bambini ancora nel grembo materno, non solo ai cittadini dei Paesi membri del G20, ma ad ogni abitante della Terra, persino a coloro che si trovano nelle situazioni sociali più difficili o nei luoghi più sperduti".

"In quest’ottica, appare chiaro che nella vita dei popoli i conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite che richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre costituiscono il rifiuto pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali che la comunità internazionale si è data, quali sono, per esempio, i 'Millennium Development Goals'. Purtroppo, i molti conflitti armati che ancora oggi affliggono il mondo ci presentano, ogni giorno, una drammatica immagine di miseria, fame, malattie e morte. Infatti, senza pace non c’è alcun tipo di sviluppo economico. La violenza non porta mai alla pace condizione necessaria per tale sviluppo".

"L’incontro dei Capi di Stato e di Governo delle venti maggiori economie, che rappresentano due terzi della popolazione e il 90% del PIL mondiale, non ha la sicurezza internazionale come suo scopo principale. Tuttavia, non potrà far a meno di riflettere sulla situazione in Medio Oriente e in particolare in Siria. Purtroppo, duole constatare che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo. I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace. A tutti loro, e a ciascuno di loro, rivolgo un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare. Ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale. Inoltre, è un dovere morale di tutti i Governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l’assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese".

Il Santo Padre conclude la missiva assicurando le sue preghiere per un esito fruttuoso dei lavori del G20 e chiede a sua volta che si preghi per lui.


PAPA FRANCESCO: UN CARMELITANO SENZA VITA CONTEMPLATIVA È UN CORPO MORTO

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un messaggio al Padre Fernando Millán Romeral, Priore Generale dell’Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, in occasione della celebrazione del Capitolo Generale.

Papa Francesco ha parole di incoraggiamento e di speranza per tutti i fratelli dell'Ordine e suggerisce tre elementi che "possono guidarvi - scrive - nella realizzazione piena della vostra vocazione (...): l’ossequio a Cristo, la preghiera e la missione".

"In un mondo che spesso misconosce Cristo e, di fatto, lo rifiuta, - scrive il Pontefice - voi siete invitati ad accostarvi e ad aderire sempre più profondamente a Lui. È una continua chiamata a seguire Cristo e ad essere conformati a Lui. Questo è di vitale importanza nel nostro mondo così disorientato, 'perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore'”.

In merito alla preghiera, il Papa sottolinea che un "carmelitano senza questa vita contemplativa è un corpo morto! (...) Ora più che mai è il momento di riscoprire il sentiero interiore dell’amore attraverso la preghiera e offrire alla gente di oggi nella testimonianza della contemplazione, come pure nella predicazione e nella missione non inutili scorciatoie, ma quella sapienza che emerge dal meditare 'giorno e notte nella Legge del Signore', Parola che sempre conduce presso la Croce gloriosa di Cristo. E, unita alla contemplazione, l’austerità di vita, che non è un aspetto secondario della vostra vita e della vostra testimonianza. È una tentazione molto forte per voi - scrive ancora il Papa - quella di cadere nella mondanità spirituale. (...) Vi esorto ad una vita più austera e penitente, secondo la vostra più autentica tradizione, una vita lontana da ogni mondanità, lontana dai criteri del mondo".

"La vostra è la stessa missione di Gesù. - prosegue il Pontefice - Oggi la missione pone talvolta ardue sfide, perché il messaggio evangelico non è sempre accolto e talvolta viene addirittura respinto con violenza. Non dobbiamo mai dimenticare che, anche se veniamo gettati in acque torbide e sconosciute, Colui che ci chiama alla missione ci dà anche il coraggio e la forza di attuarla".

"Cari Fratelli del Carmelo - conclude il Pontefice - la testimonianza del vostro amore e della vostra speranza, radicate nella profonda amicizia con il Dio vivente, può giungere come una 'brezza leggera' che rinnova e rinvigorisce la vostra missione ecclesiale nel mondo di oggi".



PELLEGRINAGGIO A ROMA E CONSULTA DELL'ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il 13 settembre prossimo, vigilia della festa dell'Esaltazione della Croce, tremila Dame e Cavalieri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, compiranno un pellegrinaggio internazionale a Roma nel contesto dell'Anno della Fede, guidati dal Cardinale americano Edwin O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine. È previsto un incontro con il Santo Padre Francesco nel corso di un'udienza particolare. Il pellegrinaggio di questo Ordine pontificio a Roma sarà preceduto da un importante evento, la Consulta, che viene convocata ogni 5 anni.

L'Ordine di origine medievale, ricostituito dal Beato Papa Pio IX nel 1847, ha come finalità la crescita della vita spirituale dei suoi membri e il sostegno alla Chiesa cattolica in Terra Santa, nell’accezione più ampia (Cipro, Israele, Territori Palestinesi, Giordania...). Dipende direttamente dalla Santa Sede. I suoi 30.000 membri in 35 nazioni sono organizzati in Luogotenenze e Delegazioni Magistrali. Il loro impegno nella Chiesa si accompagna ad un importante sostegno finanziario essenzialmente destinato alle istituzioni e alle opere del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ad esempio, le donazioni dell'ultimo decennio sono ammontate a quasi 100 milioni di dollari e sono state destinate alla costruzione o al restauro di chiese, scuole ed ospedali, oppure al sostegno di imprese familiari e artigianali.

Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Edwin O'Brien, l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il Professore Agostino Borromeo, Governatore Generale dell'Ordine e il Professor Ivan Rebernik, Cancelliere del medesimo Ordine, sono intervenuti ad una conferenza stampa di presentazione del pellegrinaggio.

Nel tracciare un profilo dell'Ordine, il Cardinale O'Brien ha ricordato che i suoi membri sono "volontari, che, in quanto tali, non possono percepire alcuna retribuzione per il loro impegno, ma, al contrario, hanno l'obbligo di versare un contributo annuale per finanziare le sue attività caritative" ed ha sottolineato che negli ultimi anni l'Ordine ha promosso una serie di iniziative "miranti a contrastare il fenomeno dell'emigrazione con specifiche iniziative (concessione di microcrediti alle piccole imprese familiari, borse di studio, aiuti medici e umanitari) miranti a creare migliori condizioni di vita per la popolazione cristiana al fine di incoraggiarla a non abbandonare la propria terra d'origine".

L'Arcivescovo Fisichella ha affermato che il pellegrinaggio a Roma costituisce una efficace testimonianza ed è segno visibile "di un impegno diretto per la concreta costruzione della pace soprattutto in quelle terre e tra i molti innocenti e poveri che soprattutto in questi giorni stanno vivendo tensioni e timori straordinari per la violenza che incombe su di loro e sul mondo intero. (...) La fede non allontana dalla responsabilità che tutti siamo chiamati ad assumerci nei confronti del mondo del nostro tempo, ma al contrario provoca e induce a un concreto impegno in vista di una società migliore".

Il Professor Borromeo ha precisato che la Consulta del 2013, che si aprirà il 10 settembre e si concluderà il 13, con la partecipazione dei membri del Gran Magistero, dei Luogotenenti e Delegati Magistrati provenienti da 35 paesi e dai rappresentanti della Segreteria di Stato e dalla Congregazione per le Chiese Orientali, sarà dedicata alla revisione dello statuto poiché "l'attuale testo, nell'impianto generale, ed in alcune norme specifiche, non sembra più consono all'ecclesiologia sviluppatasi dopo il concilio Vaticano II ed alla sensibilità dei tempi nostri. La bozza del nuovo testo (...) mira a conferire maggiore incisività all'azione dell'Ordine. In particolare, la proposta punta sin d'ora a sviluppare in modo più organico l'impegno spirituale dei membri, a radicare più profondamente l'azione delle articolazioni periferiche ("Luogotenenze" o "Delegazioni Magistrali") nella vita delle Chiese locali, a sviluppare l'azione caritativa dell'Ordine anche ad un'area geografica del Medio Oriente più ampia di quella entro la quale agisce attualmente". "Il Cardinale Gran Maestro - ha concluso il Professor Borromeo - sottoporrà poi all'approvazione del Sommo Pontefice" una nuova stesura dello Statuto.

Infine il Professor Rebernik ha reso noto che: "Oltre alle celebrazioni liturgiche in alcune chiese centrali di Roma e nelle Basiliche Papali, è prevista una conferenza del Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Arcivescovo Salvatore Fisichella, nell'Aula Paolo VI e un concerto nella Basilica papale di San Giovanni in Laterano con momento di preghiera. La Santa Messa di chiusura si terrà nella Basilica papale di San Paolo fuori le Mura".

UDIENZE

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Nicolàs Cotugno Fanizzi, di Montevideo {Uruguay).

- Il Signor Kiko Argüello, Iniziatore del Cammino Neocatecumenale.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Laurent Le Boulc’h Vescovo di Coutances et Avranches (superficie: 5.991; popolazione: 503.700; cattolici: 410.200; sacerdoti: 192; religiosi: 355; diaconi permanenti: 39), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Loudéac (Francia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1988. Dopo l’ordinazione, ha ricoperto gli incarichi seguenti: dal 1988 al 1991 Vicario della cattedrale di Saint-Brieuc; dal 1993 al 2005 Vicario episcopale per la pastorale giovanile; dal 2003 al 2005 Responsabile della formazione permanente; dal 2005 Parroco di Lannion e Responsabile dell’omonima zona pastorale e dal 1993 Responsabile della pastorale delle scuole cattoliche.


mercoledì 4 settembre 2013

ACCOGLIENZA, FESTA E MISSIONE: IL PAPA RICORDA LA GMG DI RIO DE JANEIRO

Città del Vaticano, 4 settembre 2013 (VIS). Dopo la pausa estiva, Papa Francesco ha ripreso oggi le udienze generali del mercoledì in una Piazza San Pietro gremita ed ha scelto quale tema della catechesi la Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Rio de Janeiro, Brasile, (22-29 luglio), in un continente "dove vive la maggior parte della Chiesa cattolica".

Nel sintetizzare l'esperienza della GMG in Brasile il Papa ha proposto tre parole: accoglienza, festa e missione, affermando che l'accoglienza delle famiglie e delle parrocchie brasiliane "è stata una delle caratteristiche più belle di questa GMG".

"Il pellegrinaggio - ha detto Papa Francesco - comporta sempre dei disagi, ma l’accoglienza aiuta a superarli e, anzi, li trasforma in occasioni di conoscenza e di amicizia. Nascono legami che poi rimangono, soprattutto nella preghiera. Anche così cresce la Chiesa in tutto il mondo, come una rete di vere amicizie in Gesù Cristo, una rete che mentre ti prende ti libera".

Nell'illustrare la seconda parola, festa, Papa Francesco ha affermato che la GMG "è sempre una festa, perché quando una città si riempie di ragazzi e ragazze che girano per le strade con le bandiere di tutto il mondo, salutandosi, abbracciandosi, questa è una vera festa. È un segno per tutti, non solo per i credenti. Ma poi c’è la festa più grande che è la festa della fede, quando insieme si loda il Signore, si canta, si ascolta la Parola di Dio, (...) tutto questo è il culmine della GMG, è il vero scopo di questo grande pellegrinaggio, e lo si vive in modo particolare nella grande Veglia del sabato sera e nella Messa finale. Ecco: questa è la festa grande, la festa della fede e della fraternità, che inizia in questo mondo e non avrà fine".

Un terzo elemento, la missione, ha caratterizzato questo Giornata il cui tema è stato: "Andate e fate discepoli tutti i popoli". "È - ha sottolineato il Papa - il mandato di Cristo Risorto ai suoi discepoli: 'Andate', uscite da voi stessi, (...) per portare la luce e l’amore del Vangelo a tutti, fino alle estreme periferie dell’esistenza! Ed è stato proprio questo mandato di Gesù che ho affidato ai giovani che riempivano a perdita d’occhio la spiaggia di Copacabana. Un luogo simbolico, la riva dell’oceano, che faceva pensare alla riva del lago di Galilea. Sì, perché anche oggi il Signore ripete: 'Andate…', e aggiunge: 'Io sono con voi, tutti i giorni…'. (...) Anche un ragazzo, una ragazza, che agli occhi del mondo conta poco o niente, agli occhi di Dio è un apostolo del Regno, è una speranza per Dio!".

"A tutti i giovani vorrei chiedere con forza, ma io non so se oggi in Piazza ci sono giovani: ci sono giovani in Piazza? Ce ne sono alcuni! Vorrei, a tutti voi, chiedere con forza: volete essere una speranza per Dio? Volete essere una speranza per la Chiesa? [Giovani: "Sii"]. Volete essere una speranza per la Chiesa? [Giovani: "Sii"]. Un cuore giovane, che accoglie l'amore di Cristo, si trasforma in speranza per gli altri, è una forza immensa! Ma voi, ragazzi e ragazze, tutti i giovani, voi dovete trasformarci e trasformarvi in speranza! Aprire le porte verso un mondo nuovo di speranza. Questo è il vostro compito. Volete essere speranza per tutti noi? [Giovani: "Sii"]. Pensiamo a che cosa significa quella moltitudine di giovani che hanno incontrato Cristo risorto a Rio de Janeiro, e portano il suo amore nella vita di tutti i giorni, lo vivono, lo comunicano. Non vanno a finire sui giornali, perché non compiono atti violenti, non fanno scandali, e dunque non fanno notizia. Ma, se rimangono uniti a Gesù, costruiscono il suo Regno, costruiscono fraternità, condivisione, opere di misericordia, sono una forza potente per rendere il mondo più giusto e più bello, per trasformarlo!".

"L’esperienza della GMG - ha concluso il Pontefice - ci ricorda la vera grande notizia della storia, la Buona Novella, anche se non appare nei giornali e nella televisione: siamo amati da Dio, che è nostro Padre e che ha inviato il suo Figlio Gesù per farsi vicino a ciascuno di noi e salvarci. Ha inviato Gesù a salvarci, a perdonarci tutto, perché Lui sempre perdona: Lui sempre perdona, perché è buono e misericordioso. Ricordate: accoglienza, festa e missione. Tre parole: accoglienza, festa e missione. Queste parole non siano solo un ricordo di ciò che è avvenuto a Rio, ma siano anima della nostra vita e di quella delle nostre comunità".

AI FEDELI DI IRAQ, GIORDANIA ED EGITTO: LA FEDE È UNA FORZA POTENTE CAPACE DI RENDERE IL MONDO PIÙ GIUSTO E PIÙ BELLO

Città del Vaticano, 4 settembre 2013 (VIS). Nei saluti nelle diverse lingue, il Papa si è rivolto ai fedeli di lingua araba, in particolare ai fedeli provenienti dall'Iraq, dalla Giordania e dall'Egitto, con queste parole: "Unitevi sempre a Cristo edificando il suo Regno con la fraternità, la condivisione e le opere di misericordia. La fede è una forza potente capace di rendere il mondo più giusto e più bello! Siate una presenza della misericordia di Dio e testimoniate al mondo che le tribolazioni, le prove, le difficoltà, la violenza o il male non potranno mai sconfiggere Colui che ha sconfitto la morte: Gesù Cristo".



APPELLO PER LA PACE IN SIRIA E IN MEDIO ORIENTE: "SI ALZI FORTE IN TUTTA LA TERRA IL GRIDO DELLA PACE!"

Città del Vaticano, 4 settembre 2013 (VIS). "Sabato prossimo vivremo insieme una speciale giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero. Anche per la pace nei nostri cuori, perché la pace incomincia nel cuore! Rinnovo l’invito a tutta la Chiesa a vivere intensamente questo giorno, e, sin d’ora, esprimo riconoscenza agli altri fratelli cristiani, ai fratelli delle altre religioni e agli uomini e donne di buona volontà che vorranno unirsi, nei luoghi e nei modi loro propri, a questo momento. Esorto in particolare i fedeli romani e i pellegrini a partecipare alla veglia di preghiera, qui, in Piazza San Pietro alle ore 19.00, per invocare dal Signore il grande dono della pace. Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!".




UDIENZA AI CAPITANI REGGENTI REPUBBLICA DI SAN MARINO

Città del Vaticano, 4 settembre 2013 (VIS). Questa mattina, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricevuto, nello Studio dell'Aula Paolo VI, le LL.EE Antonella Mularoni e Denis Amici, Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino e Seguito.

Precedentemente i medesimi Capi di Stato, accompagnati dall’On. Pasquale Valentini, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e Politici, hanno incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, il quale era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni intercorrenti tra la Santa Sede e la Repubblica di San Marino.

Si è, inoltre, constatata la gravissima situazione che interessa l’area mediterranea orientale e si è rilevato che solo l’impegno concorde di tutte le Nazioni può assicurare una soluzione pacifica del conflitto in atto e la sicurezza nell’intera regione.




martedì 3 settembre 2013

ATTIVITÀ DI PAPA FRANCESCO NEL MESE DI AGOSTO

Città del Vaticano, 3 settembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo l’elenco delle attività del Santo Padre Francesco nel mese di agosto, comprendenti l’Angelus, le Udienze Generali e private, gli altri atti pontifici, telegrammi, messaggi e altre notizie. Le attività sono riportate in ordine cronologico sotto i rispettivi titoli.

ANGELUS

4. - Il Papa rende grazie al Signore per la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro e, citando il Vangelo odierno, sottolinea l'assurdità di fondare la felicità sul consumismo. Papa Francesco ricorda che la vera ricchezza è l'amore di Dio condiviso con i fratelli.

11.- Gesù educa i suoi discepoli confidando loro quello che Lui stesso porta nel cuore, gli atteggiamenti profondi del suo animo. Tra questi atteggiamenti vi sono il distacco dai beni terreni, la fiducia nella provvidenza del Padre, la vigilanza interiore e l'attesa operosa del Regno di Dio. Il Papa ribadisce che l'amore di Dio dona valore e bellezza a tutto ciò che ci circonda.

15.- Da Castel Gandolfo Papa Francesco invita a dire "sì" a Dio, ogni "sì" a Dio è un passo verso il Cielo, verso la vita eterna. Il Papa ricorda inoltre il XXV anniversario della Lettera Apostolica "Mulieris dignitatem" del Beato Papa Giovanni Paolo II.

18.- Proseguendo con il "sì" a Dio, il Papa spiega che la fede non è una cosa decorativa, ornamentale; vivere la fede non è decorare la vita con un po’ di religione. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita.

25.- Gesù è la porta "stretta" che conduce al Padre, la porta è aperta sempre e tutti sono invitati a varcarla, a varcare la porta della fede, ad entrare nella vita del Padre e a farlo entrare nella nostra vita, perché Lui la trasformi, la rinnovi, le doni gioia piena e duratura. Papa Francesco prega per la situazione in Siria e invita all'incontro e al dialogo per trovare una soluzione ad una guerra che semina distruzione e morte.

MESSAGGI E TELEGRAMMI

1. Il Papa indirizza un messaggio ai musulmani del mondo intero per la Festa di fine Ramadan, sul tema: "La promozione del mutuo rispetto attraverso l'educazione". Un analogo messaggio è stato inviato ogni anno a cominciare dal 1967 dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Un'eccezione si è avuta nel 1991 quando Papa Giovanni Paolo II decise di rivolgere personalmente questo messaggio ai musulmani.

2. Pubblicazione della Lettera con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba), Suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del primo centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi metropolitana di San Salvador, dell'erezione delle Diocesi di Santa Ana e di San Miguel e alla cerimonia di chiusura del Congresso Eucaristico nazionale di El Salvador, in programma l'11 agosto 2013.

6. Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre Francesco per LXXXVII Giornata Missionaria Mondiale, (20 ottobre), poco prima della conclusione dell’Anno della Fede. Il Papa ricorda ai cristiani che in varie parti del mondo ancora sussistono difficoltà a professare apertamente la fede, a riconoscere il diritto a viverla degnamente e benedice con tutto il cuore i missionari e le missionarie e tutti coloro che sostengono l'impegno fondamentale della Chiesa di annunciare il Vangelo.

7. Video messaggio di Papa Francesco ai partecipanti alla festa di San Cayetano (Argentina), Patrono nel Paese del "Pane e del Lavoro". Il Papa invita a soccorrere i più bisognosi.

8. Telegramma di cordoglio per le vittime dell'esplosione di un edificio a Rosario (Argentina).

9. Messaggio ai Cavalieri di Colombo in occasione del CXXXI Congresso Supremo Annuale che si tiene a San Antonio (Texas).

10. Lettera al Cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo emerito di Vilnius (Lituania), Inviato Speciale del Papa alla celebrazione del 1025 anniversario del Battesimo della Rus de Kiev (Ucraina).

17. Telegramma di cordoglio all'Arcivescovo di Cebu (Filippine) per il naufragio di un'imbarcazione che ha provocato vittime e numerosi dispersi.

18. Messaggio al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli (Rimini, Italia, 18-24 agosto), dedicato quest'anno al tema "Emergenza uomo". Il Papa si sofferma sulla necessità di restituire l'uomo a se stesso e alla sua dignità, al carattere unico e prezioso di ogni esistenza umana dal concepimento fino alla morte naturale e afferma che la missione della Chiesa e di ogni cristiano è servire l'essere umano cercandolo nelle sfere sociali e spirituali più nascoste.

29. Il Santo Padre invia un messaggio all'Arcivescovo Andrew Yeom Soo jung, di Seul (Corea), in occasione della proclamazione del mese di settembre a "Mese dei martiri", per commemorare coloro che hanno testimoniato la propria fede in tempo di persecuzioni.

30. Messaggio del Papa al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, nel quale augura abbondanti frutti per il XIII Simposio Intercristiano, (Milano (Italia, 28-30 agosto), sul tema: "La vita dei cristiani e il potere civile. Questioni storiche e prospettiva attuali in Oriente e Occidente", organizzato dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università "Antonianum" e dal Dipartimento di Teologia della Facoltà Teologica Ortodossa dell'Università "Aristoteles" di Salonicco, con la Collaborazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

30. Telegramma di cordoglio per la morte del Cardinale Medardo Joseph Mazombwe, Arcivescovo emerito di Lusaka (Zambia).

UDIENZE

13: Il Santo Padre riceve l'Arcivescovo Leo Cushley, Arcivescovo eletto di Saint Andrews and Edinburgh (Scozia).

24. Udienza al Reverendo José María de Paola.

26. Udienza al Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
27. Il Papa riceve in udienza il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

28. Udienza al Padre Fernando Vérgez Alzaga L.C., Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Udienza al Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

29.Il Santo Padre riceve le Loro Maestà il Re di Giordania, Abdullah II bin Al Hussein e la Regina Rania, e Seguito.

30. Udienza al Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Il Papa riceve il Padre Carlo Casalone S.J, Provinciale d'Italia della Compagnia di Gesù con gli animatori e i membri della "Fondazione Carlo Maria Martini".

ALTRE NOTIZIE

8. Motu Proprio del Papa Francesco per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa che estende l’applicazione delle leggi vaticane in materia, rafforza la funzione di vigilanza e di regolamentazione dell’Autorità di Informazione Finanziaria ed istituisce la funzione di vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria. Istituisce il Comitato di Sicurezza Finanziaria, il cui Statuto è allegato al Motu Proprio, con il fine di coordinare le Autorità competenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

13. Il Papa riceve nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico le Delegazioni delle Squadre Nazionali di Calcio di Argentina e Italia in occasione dell'amichevole in suo onore nello Stadio Olimpico di Roma. Papa Francesco invita a vivere lo sport come un dono di Dio ed una opportunità per mettere a frutto i talenti, ma anche come responsabilità poiché, per molti, gli atleti sono un punto di riferimento.

21. Nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico il Santo Padre saluta gli studenti e i professori del Collegio Seibu Gaukan Bunri Junior High School, di Saitama (Tokyo, Giappone) e ribadisce il valore del dialogo come via alla pace.

28. All'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, Papa Francesco rivolge alcune parole a cinquecento giovani della Diocesi di Piacenza-Bobbio che partecipano al pellegrinaggio "Su questa pietra" in occasione dell'Anno della Fede e li invita a fare cose grandi, a scommettere su ideali grandi senza temere di andare controcorrente. Nella Basilica romana di Sant'Agostino in Campo Marzio, il Papa celebra la messa per l'apertura del 184 Capitolo Generale Ordinario dell'Ordine di Sant'Agostino e nell'omelia propone una riflessione sull'inquietudine agostiniana: inquietudine della ricerca spirituale, dell'incontro con Dio e dell'amore.

ALTRI ATTI PONTIFICI

3. Nomina dell'Arcivescovo Guido Pozzo, finora Elemosiniere di Sua Santità, a Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei". Il Papa nomina Elemosiniere di Sua Santità il Monsignore Konrad Krajewski, finora Cerimoniere Pontificio e Officiale dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.
8. Rinuncia del Vescovo Louis Sankalé al governo pastorale della Diocesi di Nizza (Francia), in conformità al canone 401, paragrafo, 2, del Codice di Diritto Canonico.

10. In conformità alla Legge italiana che regola il servizio di assistenza spirituale alle Forze Armate, l'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia, il giorno 11 agosto, al compimento del 65° anno di età, lascia l’incarico di Ordinario Militare per l’Italia.

15. Il Santo Padre Francesco nomina il Padre Ibrahim Salameh, M.S.P., al presente Parroco di "San Jorge" a Rosario (Argentina), Esarca Apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina, elevandolo alla dignità episcopale. Il Papa nomina il Reverendo Benoît Gbemavo Goudote, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della diocesi di Dassa-Zoumé, (Benin).

17. Il Santo Padre nomina il Monsignore Jean-Marie Speich, finora Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Nunzio Apostolico in Ghana, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Il Papa nomina il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 750° anniversario della posa della prima pietra del Duomo di Xanten (Germania), in programma il 13 ottobre 2013.

23. Il Sinodo della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malabarese, riunito a Mount Saint Thomas (Kerala - India), avendo ricevuto il previo assenso pontificio, a norma del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali, canone 184, ha canonicamente eletto all’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’Arcieparchia di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India) il Sacerdote Jose Puthenveettil, finora Protosincello della medesima sede. Il Vescovo eletto succede al Vescovo Thomas Chakiath, la cui rinuncia era stata accettata dal Sinodo in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali.

24. Il Santo Padre Francesco nomina il Vescovo Giuseppe Sciacca, Segretario aggiunto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, finora Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il Papa nomina il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del primo centenario dell’Arcidiocesi di Lille (Francia), in programma nei giorni 26 e 27 ottobre 2013.

30. Il Papa nomina il Vescovo José Luis Azuaje Ayala, Vescovo di Barinas (Venezuela). Finora Vescovo di El Vigía - San Carlos del Zulia (Venezuela), succede al Vescovo Ramón Antonio Linares Sandoval, del quale il Santo Padre accetta la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti di età. Il Santo Padre Francesco nomina il Padre Fernando Vérgez Alzaga, L.C., Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, finora Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni dello Stato della Città del Vaticano. Il Santo Padre nomina il Dottor Paolo Ceruzzi, Consultore della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

31. Il Santo Padre nomina il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario emerito di S.R.C., Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del I centenario della fondazione dell’Università "Sophia" di Tokyo (Giappone), in programma il 1° novembre 2013.
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