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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 2 dicembre 2011

AI TEOLOGI: UNIRE FEDE E RAGIONE PER EVITARE VIOLENZA MOTIVI RELIGIOSI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i membri dell'annuale Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, a conclusione dei lavori, presieduti dal Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Il Pontefice si è soffermato nel suo discorso sui tre temi che la Commissione sta studiando negli ultimi anni. In merito al primo, la questione di Dio e la comprensione del monoteismo, Benedetto XVI ha ricordato che: "Dietro la professione della fede cristiana nel Dio unico si ritrova la quotidiana professione di fede del popolo di Israele", ma con l'incarnazione del Figlio in Gesù Cristo "il monoteismo del Dio unico si è illuminato con una luce completamente nuova: la luce trinitaria. E nel mistero trinitario s'illumina anche la fratellanza fra gli uomini". Perciò la teologia "può aiutare i credenti a prendere coscienza e a testimoniare che il monoteismo trinitario ci mostra il vero Volto di Dio, ed (...) è forza di pace personale e universale".

  La Commissione ha studiato anche i criteri secondo i quali una teologia possa essere definita "cattolica". In merito il Papa ha spiegato che: "Il punto di partenza di ogni teologia cristiana è (...) l’accoglienza personale del Verbo fatto carne, l’ascolto della Parola di Dio nella Sacra Scrittura". Tuttavia la storia della Chiesa mostra che "il riconoscimento del punto di partenza non basta a giungere all’unità nella fede. Ogni lettura della Bibbia si colloca necessariamente in un dato contesto di lettura, e l’unico contesto nel quale il credente può essere in piena comunione con Cristo è la Chiesa e la sua Tradizione viva".

  La teologia cattolica deve continuare a dedicare particolare attenzione al legame tra fede e ragione, come ha sempre fatto nel corso della storia. Ciò è più che mai necessario, ha detto il Pontefice, "per rendere possibile una sinfonia delle scienze e per evitare le derive violente di una religiosità che si oppone alla ragione e di una ragione che si oppone alla religione".

  Il terzo tema che la Commissione ha esaminato è la relazione fra la Dottrina sociale della Chiesa e l'insieme della Dottrina cristiana. In merito Benedetto XVI ha ribadito che: "L’impegno sociale della Chiesa non è solo qualcosa di umano, né si risolve in una teoria sociale. La trasformazione della società operata dai cristiani attraverso i secoli è una risposta alla venuta nel mondo del Figlio di Dio. (...) I discepoli di Cristo Redentore sanno che senza l’attenzione all’altro, il perdono, l’amore anche dei nemici, nessuna comunità umana può vivere in pace (...). Nella necessaria collaborazione a favore del bene comune anche con chi non condivide la nostra fede, dobbiamo rendere presenti i veri e profondi motivi religiosi del nostro impegno sociale (...). Chi avrà percepito i fondamenti dell’agire sociale cristiano vi potrà così anche trovare uno stimolo per prendere in considerazione la stessa fede in Gesù Cristo".

  Infine il Papa ha affermato che la Chiesa ha grande bisogno della riflessione dei teologi "sul mistero del Dio di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Senza una sana e vigorosa riflessione teologica la Chiesa rischierebbe di non esprimere pienamente l’armonia tra fede e ragione".
AC/                          VIS 20111202 (540)

STUDENTI INTERNAZIONALI NON CADANO PREDA “FUGA DEI CERVELLI”

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, di cui è Presidente l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, ha organizzato in questi giorni il III Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti internazionali. Questa mattina il Santo Padre, nel ricevere i partecipanti, ha notato con grande interesse che l'incontro delle culture, tema del Congresso, è "una realtà fondamentale nella nostra epoca e per il futuro dell’umanità e della Chiesa".

  "Oggi più che mai la reciproca apertura tra le culture - ha proseguito il  Pontefice - è terreno privilegiato per il dialogo tra quanti sono impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo. L’incontro delle culture nel campo universitario deve essere pertanto incoraggiato e sostenuto (....) Gli studenti internazionali, infatti, hanno la potenzialità di diventare, con la loro formazione intellettuale, culturale e spirituale, artefici e protagonisti di un mondo dal volto più umano".

  "A motivo della carenza di formazione qualificata e di strutture adeguate nella terra di origine  - ha spiegato il Papa - come pure delle tensioni sociali e politiche, e grazie ai sostegni economici per lo studio all’estero, gli studenti internazionali sono una realtà in aumento all’interno del grande fenomeno migratorio. È importante, dunque, offrire ad essi una sana ed equilibrata preparazione intellettuale, culturale e spirituale, perché non cadano preda della 'fuga dei cervelli', ma formino una categoria socialmente e culturalmente rilevante in prospettiva del loro rientro come futuri responsabili nei Paesi di origine, e contribuiscano a costituire dei 'ponti' culturali, sociali e spirituali con i Paesi di accoglienza".

  Il mondo universitario costituisce per la Chiesa un campo privilegiato per l’evangelizzazione dato che "la diffusione di ideologie 'deboli' nei diversi campi della società sollecita i cristiani a un nuovo slancio nel campo intellettuale, al fine di incoraggiare le giovani generazioni nella ricerca e nella scoperta della verità sull’uomo e su Dio". E in merito il Papa ha ricordato l'esempio del Beato John Henry Newman, la cui vita "così legata al contesto accademico, conferma l’importanza e la bellezza di promuovere un ambiente educativo nel quale la formazione intellettuale, la dimensione etica e l’impegno religioso procedano insieme".

  "I giovani cristiani, provenendo da culture diverse, ma appartenendo all’unica Chiesa di Cristo, possono mostrare che il Vangelo è Parola di speranza e di salvezza per gli uomini di ogni popolo e cultura, di ogni età e di ogni epoca", ha concluso il Pontefice.
AC/                   VIS 20111202 (410)

DEDICATA A MARIA RAPPRESENTAZIONE NATIVITÀ PIAZZA SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). La rappresentazione in Piazza San Pietro della Natività, quest'anno è dedicata a Maria, la madre di Gesù. L’ispirazione viene dalla recente Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, profondamente devoto alla Madonna.

  A sinistra del Presepe, che sarà  inaugurato il 24 dicembre, sono stati ricostruiti un tempio e alcune abitazioni ispirate ad un genere iconografico tradizionale degli ambienti palestinesi dell'epoca, dove si svolgono le scene di vita di Maria, dall'Annunciazione all'incontro con la cugina Elisabetta, alla presentazione di Gesù al Tempio. I personaggi del presepio provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant'Andrea della Valle.

  L'albero di Natale, innalzato accanto all'obelisco di Piazza San Pietro è un abete rosso proveniente dalla regione ucraina della Zakarpattya, alto 30,5 metri, con un diametro del tronco di 56 cm, con una chioma di oltre 700 rami, che saranno decorati con oltre 2.500 sfere di colore oro e argento, e con luci bianche e gialle.

  L'abete, dono della Repubblica di Ucraina, sarà collocato in situ il 5 dicembre e all'inaugurazione, il 16 dicembre, saranno presenti i Vescovi cattolici dell'Ucraina.
OP/                    VIS 20111202 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze (Italia).
AP/                  VIS 20111202 (40)

giovedì 1 dicembre 2011

CAMPIONI DELLA FEDE PERENNE MODELLO PER I BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). "Testimonianze e testimoni. I martyria e i campioni della fede", è stato il tema della XVI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, tenutasi nel pomeriggio di ieri nell'Aula Magna del Palazzo San Pio X in Roma. Nel corso della Seduta è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie attribuito dal Santo Padre a giovani studiosi, artisti o istituzioni che si siano distinti nella promozione dell'umanesimo cristiano.

  Il primo premio "ex aequo" è stato attribuito allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme ed alla Dottoressa Daria Mastrorilli. Lo Studium  si è distinto per le numerose campagne di scavo archeologico volte a scoprire e recuperare le memorie bibliche di Terra Santa. La Dottoressa Daria Matrorilli ha studiato il culto dei Martiri Zotico, Ireneo e Amanzio, indagando il cimitero omonimo a Roma.

  La Dottoressa Cecilia Proverbio ha ricevuto la Medaglia del Pontificato per la sua Tesi Dottorale sull'apparato iconografico delle basiliche paleocristiane di Roma, in particolare delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo.

  Nel corso della Seduta, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio inviato da Benedetto XVI al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra le Accademie.

  Il Papa scrive nel Messaggio che il tema della Seduta offre l'occasione per riflettere sulla la storicità del cristianesimo, il suo intrecciarsi continuamente con la storia "per trasformarla in profondità grazie al lievito del Vangelo e della santità vissuta e testimoniata".

  Particolare interesse riveste la vita delle antiche comunità cristiane e, fra i siti archeologici in cui emergono i segni della presenza cristiana, Benedetto XVI riserva particolare attenzione alla Terra Santa, "ambito per eccellenza in cui ricercare i segni della presenza storica di Cristo e della prima comunità dei suoi discepoli"; e alla città di Roma, dove soprattutto le catacombe "attestano che la comunità cristiana, sin dalle origini, ha voluto esaltare le figure dei campioni della fede come modelli e punti di riferimento per tutti i battezzati".

  "I numerosissimi interventi monumentali e artistici dedicati ai martiri, documentati appunto dalle indagini archeologiche e da tutte le altre ricerche connesse, scaturiscono da una convinzione sempre presente nella comunità cristiana, di ieri come di oggi: il Vangelo parla al cuore dell’uomo e si comunica soprattutto attraverso la testimonianza viva dei credenti - nota il Pontefice -.  Se osserviamo con attenzione l’esempio dei martiri, dei coraggiosi testimoni dell’antichità cristiana, come anche dei numerosissimi testimoni dei nostri tempi, ci accorgiamo che sono persone profondamente libere, libere da compromessi e da legami egoistici, consapevoli dell’importanza e della bellezza della loro vita, e proprio per questo capaci di amare Dio e i fratelli in maniera eroica, tracciando la misura alta della santità cristiana".

  "Anche oggi la Chiesa, se vuole efficacemente parlare al mondo, se vuole continuare ad annunciare fedelmente il Vangelo e far sentire la sua presenza amichevole agli uomini e alle donne che vivono la loro esistenza sentendosi 'pellegrini della verità e della pace', deve farsi, anche nei contesti apparentemente più difficili o indifferenti all’annuncio evangelico, testimone della credibilità della fede, deve cioè saper offrire testimonianze concrete e profetiche attraverso segni efficaci e trasparenti di coerenza, di fedeltà e di amore appassionato e incondizionato a Cristo, non disgiunto da un’autentica carità, dall’amore per il prossimo. Ieri come oggi, il sangue dei martiri, la loro tangibile ed eloquente testimonianza, tocca il cuore dell’uomo e lo rende fecondo, capace di far germogliare in sé una vita nuova, di accogliere la vita del Risorto per portare risurrezione e speranza al mondo che lo circonda".
MESS/                              VIS 20111201 (600)

NUOVA EVANGELIZZAZIONE DIPENDE IN GRAN PARTE DALLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con il Presidente Cardinale Ennio Antonelli, nella ricorrenza del XXX anniversario di istituzione del Dicastero, ad opera del Beato Giovanni Paolo II e del trentesimo di pubblicazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio".

  "Nel nostro tempo - ha affermato Benedetto XVI - come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro (...) così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è 'spazio umano' dell’incontro con Cristo. (...) La famiglia fondata sul sacramento del Matrimonio è attuazione particolare della Chiesa, comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante. Come la Chiesa, la famiglia è chiamata ad accogliere, irradiare e manifestare nel mondo l’amore e la presenza di Cristo".

  "L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile. La famiglia cristiana (...) riflette nel mondo lo splendore di Cristo e la bellezza della Trinità divina" nella misura in cui "riesce a vivere l'amore come comunione e servizio, come dono reciproco e apertura verso tutti".

  Nel ricordare la recente visita ad Ancona per la chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale italiano, nel corso della quale ha incontrato insieme coniugi e sacerdoti, il Papa ha detto: 'Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del popolo di Dio. Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera mera destinataria dell’azione pastorale. (...) 'La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale'".

  "Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale (...); la formazione dei coniugi, (...) le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie".

  Infine Benedetto XVI, nel riferirsi al VII Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a Milano (Italia), nel luglio 2012, ha detto: "Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo".
AC/                  VIS 20111201 (470)

PROMUOVERE ACCESSO UNIVERSALE TERAPIE CONTRO HIV/AIDS

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids 2011.

  Nel Comunicato, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Dicastero, si legge che la Giornata "deve costituire una nuova opportunità di promuovere l'accesso universale alle terapie per i contagiati, la prevenzione della trasmissione da madre a figlio, e  l'educazione di uno stile di vita che implichi un approccio coretto e responsabile alla sessualità. Inoltre il presente è un momento privilegiato per rilanciare la lotta contro il pregiudizio sociale".

  Si stima che 1.800.000 persone muoiano ogni anno a causa dell'Hiv/Aids, principalmente nell'Africa subsahariana. "Sono persone che potrebbero condurre una vita normale se solo avessero accesso a terapie farmacologiche ad hoc, quelle conosciute come terapie antiretrovirali".

  "Si assiste a morti che non sono più giustificabili, ed anche al dolore dei parenti delle persone interessate. (...) Ormai non si può più giustificare  la trasmissione dell'infezione da madri a figli".

  "Sebbene l'estensione di queste terapie a tutte le popolazioni e a tutte le parti di una popolazione non si possa più rimandare, di fondamentale importanza rimane anche la formazione, l'educazione, di tutti, e in particolare delle nuove generazioni, ad una sessualità fondata su di 'una antropologia ancorata alla legge naturale e illuminata dalla Parola di Dio'.  La Chiesa e il suo Magistero invocano uno stile di vita che privilegi l'astinenza, la fedeltà coniugale e il rifiuto della promiscuità sessuale perché, come l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale 'Africae Munus' ha ribadito, tutto ciò fa parte della questione di uno 'sviluppo integrale ' a cui le persone e le comunità hanno diritto".

  "Nel lanciare questo nuovo appello all'impegno e alla solidarietà in favore di tutte le vittime (sia dirette che indirette) dell'Hiv/Aids, vorremo ringraziare, in unione di spirito con il Santo Padre, tutti coloro che si sono impegnati, spesso per molti anni, nell'assistenza dei malati. Ci riferiamo alle istituzioni, alle agenzie e ai volontari che lavorano nel settore sanitario e specialmente dell'Aids e (....) che, senza dubbio, meritano sostegno operativo e il sostegno, senza vincoli ideologici, di organizzazioni internazionali e benefattori".

  "Infine, desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle persone malate di Hiv/Aids, a coloro che sono loro vicini, e a tutti gli operatori sanitari che, essendo esposti al rischio di infezione, offrono tutte le cure possibili, nel rispetto della personalità e della dignità del malato".
CON-AVA/                             VIS 20111201 (410)

CHIESA NECESSITA METANOIA PER PRESENTARSI MAESTRA E TESTIMONE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noti i lavori della Sesta Riunione del XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 23 e 24 novembre scorso.

  Nella sessione di apertura l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che nell'ottobre 2012 è in programma la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Nel corso della riunione è stata presentata una sintesi delle risposte ai "Lineamenta" inviate dalle Conferenze Episcopali, dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche 'sui iuris', dagli organismi della Curia Romana e dall'Unione dei Superiori Generali. Tenendo conto di tali risposte è stato elaborato uno schema per la redazione dell'"Instrumentum laboris" della futura Assemblea sinodale.

  Si è cercato di dare una descrizione adeguata di "Nuova Evangelizzazione", rivolta ai cristiani che hanno abbandonato la pratica religiosa, ai non credenti, agli agnostici e ai fedeli di altre religioni; e che interessa tutta la Chiesa, anche se in modo diverso secondo le regioni. "Con la nuova evangelizzazione la Chiesa cerca di rispondere ai mutamenti costanti che intervengono nella comunità umana universale nel processo di globalizzazione in un clima culturale e morale di secolarizzazione e agnosticismo. Di fronte a tali sfide si richiedono nuovi linguaggi e nuovi mezzi e soprattutto testimoni credibili perché sia trasmessa la fede alle nuove generazioni nei nuovi contesti sociali".

 Infine si sottolinea che la Chiesa "mentre avverte con rinnovata acuta sensibilità il dovere di predicare il Vangelo, ha necessità di una metanoia che le permetta, tra l'altro, di presentarsi come maestra e testimone a persone che cercano il Signore, perché, annunciando il Vangelo, di fatto proclama la conversione e il perdono dei peccati".

  La prossima riunione del Consiglio avrà luogo il 16 e 17 febbraio 2012.
OP/                              VIS 20111201 (320)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE DI YANGON

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS).  Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 4 novembre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale al centenario della cattedrale di Yangon (Myanmar), in programma l'8 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino sarà accompagnato da una missione composta dal Sacerdote Joseph Maung Win, Parroco della "St.Anthony's Parish" e dal Sacerdote George Shwe Htun, Viceparroco della "St. Mary's Cathedral".
BXVI-LETERA/                 VIS 20111201 (100)

PRESENZA VESCOVO LEI SHIYIN ORDINAZIONE EPISCOPALE IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). In occasione della consacrazione del Vescovo coadiutore di Yibin avvenuta nella mattinata di ieri, 30 novembre, nel Sichuan (Cina), alcuni giornalisti hanno posto la domanda su come sia da valutare la presenza del Vescovo Lei Shiyin a tale cerimonia. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha dato la seguente risposta che viene di seguito trascritta:

  "Ho saputo dai mass media che stamattina ha avuto luogo l’ordinazione del Reverendo Pietro Luo Xuegang come Vescovo Coadiutore della diocesi di Yibin nel Sichuan. Il consacrante principale è stato l’anziano Vescovo Diocesano, Monsignor Giovanni Chen Shizhong. Tutti i consacranti sono Vescovi in comunione con il Santo Padre, eccetto Lei Shiyin di Leshan".

  "Dopo le tre recenti ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio, il fatto di avere un nuovo Presule che è in comunione con il Papa e con tutti i Vescovi cattolici del mondo è certamente positivo. Ciò sarà apprezzato non soltanto dai Vescovi e dai fedeli cinesi, ma anche nella Chiesa universale. Invece la partecipazione del Vescovo illegittimo, che - com’è noto - si trova nella condizione canonica di una persona scomunicata, non va nella stessa direzione e suscita disapprovazione e sconcerto da parte dei fedeli, tanto più perché risulta che egli ha preso parte come Vescovo consacrante e ha concelebrato l’Eucaristia. La recidività della sua disobbedienza alle norme della Chiesa purtroppo aggrava la sua posizione canonica".

  "In situazioni ordinarie la presenza del Vescovo Lei Shiyin avrebbe dovuto essere esclusa assolutamente e comporterebbe delle conseguenze canoniche per gli altri Vescovi partecipanti. Nella presente circostanza è probabile che questi ultimi non abbiano potuto impedirla senza gravi inconvenienti. In ogni caso, la Santa Sede potrà valutare meglio la questione quando riceverà più ampie ed approfondite informazioni".
OP/                  VIS 20111201 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza
sedici Presuli della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Edward Thomas; Vescovo Timothy C. Senior; Vescovo John J. McIntyre; Vescovo Michael J. Fitzgerald.

    - Il Vescovo John Oliver Barres, di Allentonwn.

    - Il Vescovo Mark L Bartchak, Vescovo di Altoona-Johnstown.

    - Il Vescovo Lawrence E. Brandt, di Greensburg.

    - Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg.

    - Il Vescovo David Allen Zubik, di Pittsburgh, con l' Ausiliare Vescovo William J. Waltersheid e  con il già Ausiliare, Vescovo William Joseph Winter.

    - Il Vescovo Joseph C. Bambera, di Scranton, con gli emeriti Vescovo James Clifford Timlin, Vescovo Joseph Francis Martino e con il già Ausiliare Vescovo John Martin Dougherty.
AL/                  VIS 20111201 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Armando Xavier Ochoa, finora Vescovo di El Paso (Stati Uniti d'America), Vescovo di Fresno (superficie: 91.268; popolazione: 2.778.000; cattolici: 1.084.000; sacerdoti: 166: religiosi:152; diaconi permanenti: 46), Stati Uniti d'America.
NER/                     VIS 20111201 (50)

mercoledì 30 novembre 2011

CRISTIANI SONO CHIAMATI AD ESSERE "TESTIMONI DI PREGHIERA"

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). L'Udienza Generale di oggi si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.500 fedeli provenienti da diversi paesi. Concluso il ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nell'Antico Testamento, il Papa ha iniziato oggi una nuova serie dedicata alla preghiera di Cristo "che attraversa tutta la sua vita, come un canale segreto che irriga l’esistenza, le relazioni, i gesti e che lo guida, con progressiva fermezza, al dono totale di sé, secondo il progetto di amore di Dio Padre".

  Benedetto XVI ha affermato che un momento particolarmente significativo è la preghiera che segue il battesimo di Gesù nel Giordano. Secondo la predicazione di Giovanni, il battesimo doveva segnare una svolta determinante: lasciare una condotta legata al peccato ed iniziare una vita nuova. Come i primi cristiani, anche in noi sorge la domanda perché Gesù si sottoponga volontariamente a questo battesimo di penitenza e di conversione, dato che non aveva peccati e non aveva bisogno di convertirsi. Qui sorge lo stupore del Battista che domanda: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". Il Pontefice ha spiegato: "Discendendo allora nel fiume Giordano, Gesù, senza peccato, rende visibile la sua solidarietà con coloro che riconoscono i propri peccati, scelgono di pentirsi e di cambiare vita; fa comprendere che essere parte del popolo di Dio vuol dire entrare in un’ottica di novità di vita, di vita secondo Dio. In questo gesto Gesù anticipa la croce, dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori, assumendo sulle sue spalle il peso della colpa dell’intera umanità, adempiendo la volontà del Padre".

  Raccogliendosi in preghiera dopo il battesimo, Gesù mostra l’intimo legame con il Padre e "sperimenta la sua paternità, coglie la bellezza esigente del suo amore, e nel colloquio con Lui riceve la conferma della sua missione con le parole che risuonano dal Cielo, Tu sei 'il Figlio mio, l'amato'" e con lo Spirito Santo che discende su di Lui. "Nella preghiera - ha detto il Papa - Gesù vive un ininterrotto contatto con il Padre per realizzare fino in fondo il progetto di amore per gli uomini". Ed è in questa profonda unione con il Padre che Gesù compie il passaggio dalla vita nascosta di Nazareth al suo ministero pubblico.

Cristo, maestro di preghiera

La preghiera di Gesù ha la sua origine, come dimostrano i riferimenti dei Vangeli, dal modo di pregare acquisito in famiglia, fortemente legato alla tradizione religiosa del popolo di Israele; ma la sua origine "profonda ed essenziale" è "nel suo essere il Figlio di Dio, nel suo rapporto unico con Dio Padre". Nella narrazione evangelica, "le ambientazioni della preghiera di Gesù si collocano sempre all'incrocio tra l’inserimento nella tradizione del suo popolo e la novità di una relazione personale unica con Dio. 'Il luogo deserto' in cui spesso si ritira, 'il monte' dove sale a pregare, 'la notte' che gli permette la solitudine richiamano momenti del cammino della rivelazione di Dio nell’Antico Testamento, indicando la continuità del suo progetto salvifico".

  "La preghiera di Gesù tocca tutte le fasi del suo ministero e tutte le sue giornate. Le fatiche non la bloccano. I Vangeli, anzi, lasciano trasparire una consuetudine di Gesù a trascorrere in preghiera parte della notte. (....) Quando le decisioni si fanno urgenti e complesse, la sua preghiera diventa più prolungata e intensa".

  Nel contemplare il modo di pregare di Gesù, ha affermato Benedetto XVI, dobbiamo interrogarci sulla nostra preghiera e sul tempo che dedichiamo al rapporto con Dio. In proposito il Papa ha ribadito l'importanza della "lettura orante della Sacra Scrittura. Ascoltare, meditare, tacere davanti al Signore che parla è un'arte che si impara praticandola con costanza". La preghiera è un dono di Dio che esige tuttavia "impegno e continuità".

  Oggi i cristiani sono chiamati "a essere testimoni di preghiera, proprio perché il nostro mondo è spesso chiuso all'orizzonte divino e alla speranza che porta l’incontro con Dio. Nell’amicizia profonda con Gesù e vivendo in Lui e con Lui la relazione filiale con il Padre, attraverso la nostra preghiera fedele e costante, possiamo aprire finestre verso il Cielo di Dio. Anzi, nel percorrere la via della preghiera, (...) possiamo aiutare altri a percorrerla".

  "Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Santo Padre - educhiamoci ad un rapporto con Dio intenso, ad una preghiera che non sia saltuaria, ma costante, piena di fiducia, capace di illuminare la nostra vita, come ci insegna Gesù. E chiediamo a Lui di poter comunicare alle persone che ci stanno vicino, a coloro che incontriamo sulla nostra strada, la gioia dell’incontro con il Signore, luce per l’esistenza".
AG/                  VIS 20111130 (780)

PROMUOVERE INIZIATIVE POLITICHE E LEGISLATIVE CONTRO PENA DI MORTE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Al termine della catechesi, il Papa ha salutato nelle diverse lingue i partecipanti all'Udienza Generale.

  Nel rivolgersi in inglese alle delegazioni di diversi paesi che partecipano all'incontro promosso dalla Comunità di Sant'Egidio sul tema: "Non c'è giustizia senza vita", il Papa ha detto: "Auspico che le vostre deliberazioni oraggino le iniziative politiche e legislative promosse in numerosi paesi ad eliminare la pena di morte ed a continuare gli importanti progressi ottenuti nel conformare la legge penale all'umana dignità dei detenuti e all'effettivo mantenimento dell'ordine pubblico".

  Successivamente il Papa ha dato il benvenuto agli alunni del Pontificio Seminario francese di Roma e alla Delegazione della Diocesi di Belley-Ars, accompagnata dal Vescovo Guy Bagnard, venuta a Roma per donare alla Basilica di San Pietro un ritratto del Santo Curato d'Ars, in commemorazione dell'Anno Sacerdotale. "Sulle orme di San Jean-Marie Vianney, impariamo nuovamente l'importanza della preghiera nella nostra vita!".

  Il Papa ha anche rivolto parole di saluto alle Suore della Congregazione delle Figlie della Divina Carità, accompagnate dal Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina), in pellegrinaggio di ringraziamento per la recente beatificazione a Sarajevo delle cinque consorelle che hanno subito il martirio durante la Seconda Guerra Mondiale. "Mentre siamo grati per la loro testimonianza - ha detto Benedetto XVI - preghiamo Dio che ci doni il coraggio e la perseveranza nel nostro servizio. Siano lodati Gesù e Maria!".

  Ai rappresentanti della "Federazione Italiana Panificatori e Pasticceri" il Papa ha espresso viva riconoscenza per il dono dei panettoni destinati alle opere di carità del Papa.
AG/                              VIS 20111130 (270)

UGUALI SFIDE PER CATTOLICI E ORTODOSSI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha guidato la Delegazione della Santa Sede che si è recata a Istanbul (Turchia) per partecipare alle celebrazioni di Sant'Andrea, Patrono del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Lo scambio di delegazioni tra la Santa Sede e il Patriarcato, in occasione della Festa dei rispettivi Santi Patroni, è una tradizione ormai pluriennale.

  Quest'anno le celebrazioni hanno un carattere particolarmente festivo poiché hanno coinciso con il XX anniversario dell'elezione di Sua Santità Bartolomeo I quale Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico. La Delegazione della Santa Sede - guidata dal Cardinale Koch,  accompagnato dal Vescovo Brian Farrell, Segretario del Dicastero, dal Reverendo Andrea Palmieri, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio e dal Nunzio Apostolico in Turchia, Arcivescovo Antonio Lucibello - ha preso parte alla solenne Divina Liturgia presieduta da Bartolomeo I nella chiesa patriarcale del Fanar. Successivamente ha avuto luogo un incontro con il Patriarca e con la commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica.

  Il Cardinale Koch ha consegnato a Bartolomeo I un dono ed un messaggio del Santo Padre Benedetto XV, letto al termine della Divina Liturgia. Nel messaggio il Papa ricorda l'ultimo incontro con il Patriarca durante la Giornata di Preghiera per la pace, svoltasi ad Assisi nell'ottobre scorso e scrive: "Rendo grazie al Signore che mi ha permesso di rinsaldare con Vostra Santità i vincoli di sincera amicizia e di autentica fratellanza che ci uniscono e di rendere testimonianza al mondo intero dell'ampia visione da noi condivisa".

  "Le circostanze attuale - prosegue il Pontefice  - "di ordine culturale, sociale, economico, politico o ecologico, pongono ai cattolici e agli ortodossi esattamente le stesse sfide. L'annuncio del mistero di salvezza attraverso la morte e la risurrezione di Gesù Cristo ha bisogno oggi di essere rinnovato con forza nelle numerose regioni che un giorno accolsero la luce e subiscono oggi gli effetti di una secolarizzazione che impoverisce l'uomo nella sua dimensione più profonda. Dinanzi all'urgenza di una tale missione, abbiamo il dovere di offrire a tutta l'umanità l'immagine di persone che abbiano acquisito una maturità nella fede, capaci di riunirsi nonostante le tensioni umane, grazie alla ricerca comune della verità, essendo consapevoli che il futuro dell'evangelizzazione dipende dalla testimonianza di unità data dalla Chiesa e dalla qualità della carità".

  Il Papa conclude il Messaggio invocando il Signore, affinché, con l'intercessione dei Santi Pietro, Andrea e Paolo, ambedue le Chiesa ricevano "il dono dell'unità che viene dall'alto".
MESS/                     VIS 20111130 (420) 

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: “Perché tutti i popoli della terra, attraverso la conoscenza ed il rispetto reciproco, crescano nella concordia e nella pace".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento".
BXVI-INTENZIONI/                                                                                             VIS 20111130 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Francisco Rezende Dias, Arcivescovo metropolita di Niterὁi (superficie: 4.722; popolazione: 2.206.000; cattolici: 1.185.959; sacerdoti: 139; religiosi: 269; diaconi permanenti: 59), Brasile. l'Arcivescovo eletto è nato Brasópolis (Brasile), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1979; nel 2001 ha ricevuto l'ordinazione episcopale ed è stato nominato Ausiliare di Pouso Alegre (Brasile). Finora Vescovo di Duque de Caxias (Brasile), succede al Vescovo Alano Maria Pena, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Esmeraldo Barreto de Farias, Arcivescovo di Porto Velho (superficie: 84.696; popolazione: 664.958; cattolici: 598.000; sacerdoti: 29; religiosi: 128; diaconi permanenti: 1), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1949 a Santo Antônio de Jesus (Brasile) ed è stato ordinato sacerdotale nel 1977. Dal 1977 al 1992 è stato Vicario nella Parrocchia "Senhor do Bonfim" di Jiquiricá; ha prestato servizio nelle parrocchie dei Municipi di Santa Inês e Brejões (1977); Mutuipe (1979-1986) e Ubria (1983-1987), della Diocesi di Amargosa e di Parelhas. È stato Amministratore Diocesano di Amargosa durante la sede vacante (1988); collaboratore alla direzione spirituale del Seminario Maggiore di Amargosa; Vicario nella parrocchia São Benedito, in Santo Antônio de Jesus (1992-1997) e Coordinatore nazionale dei Sacerdoti del Prado (1991-2000). Nel 2000 è stato eletto Vescovo di Paulo Afonso. Finora Vescovo di Santarém (Brasile), l'Arcivescovo Farias succede all'Arcivescovo Moacyr Grechi, O.S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Osnabrück (Germania), presentata dal Vescovo Theodor Kettmann, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Nicholas Mang Thang,  Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Mandalay (superficie: 212.407; popolazione: 9.078.000; cattolici: 23.617; sacerdoti: 57; religiosi: 173), Myanmar. Finora Vescovo di Hakha, il medesimo Presule è stato nominato anche Amministratore Apostolico 'sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis' della Diocesi di Hakha.

- Ha eretto la nuova Diocesi di Gaoua in Burkina Faso per dismembramento della Diocesi di Diébougou, rendendola suffraganea dell’Arcidiocesi di Bobo-Dioulasso (Burkina Faso).

- Ha nominato il Reverendo Modeste Kambou, , Vescovo della nuova Diocesi di Gaoua (superficie: 10.411; popolazione: 260.550; cattolici: 19.074; sacerdoti: 14; religiosi: 24). Il Vescovo eletto è nato a Bouti (Burkina Faso), nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1992 al 1995 è stato professore al Seminario Minore "Saint Tarcisius" di Kakapèlè; dal 1999 al 2000 è stato Vicario della Parrocchia di Nako; dal 2001 al 2007 è stato Direttore al Seminario Minore "Saint Tarcisius" di Kakapèlè e dal 2007 Vicario Generale della Diocesi di Diébougou.
NER:RE:NEC:ECE/                            VIS 20111130 (470)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Vescovo Luigi Belloli, emerito di Anangi-Alatri (Italia), mancato il 5 novembre, all'età di 88 anni.

- Arcivescovo Oscar Rolando Cantuarias Pastor, emerito di Piura (Perù), mancato il 7 novembre, all'età di 80 anni.

- Vescovo Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., emerito di Mileto-Nicotera-Tropea (Italia), mancato l'11 novembre, all'età di 80 anni.

- Vescovo Justo Oscar Laguna, emerito di Moron (Argentina), mancato il 3 novembre, all'età di 82 anni.

- Vescovo Jean-Paul Randriamanana, Ausiliare di Antananarivo (Madagascar), il 9 novembre, all'età di 61 anni.

- Vescovo Crescênzio Rinaldini, emerito di Araçuai (Brasile), il 24 ottobre, all'età di 85 anni.

- Arcivescovo Héctor Rueda Hernández, emerito di Medellín (Colombia), il 1° novembre, all'età di 90 anni.

- Vescovo Ricardo Watty Urquidi, M.Sp.S., di Tepic (Messico), il 1° novembre, all'età di 73 anni.
            
- Vescovo Dieudonne Yougbaré, emerito di Koupéla (Burkina Faso), il 4 novembre, all'età di 94 anni.
.../                                VIS 20111130 (170)

martedì 29 novembre 2011

L'ULTIMA SETTIMANA DI CRISTO NELLA LETTURA DEL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2011 (VIS). La Libreria Editrice Vaticana ha organizzato nelle università, una serie di conferenze di presentazione del volume di Papa Benedetto XVI "Gesù di Nazareth. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione". L'opera è stata presentata ieri all'Università di Messina dal Vescovo Enrico dal Covolo, S.D.B., Rettore della Pontificia Università Lateranense.

  Il Vescovo dal Covolo ha spiegato che il secondo volume del "Gesù di Nazareth" di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI forma un tutt'uno con il primo, dedicato alla prima parte della vita pubblica di Gesù, dal battesimo nel Giordano fino alla trasfigurazione. Nel secondo volume, si parla degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù fino alla risurrezione.

  Per il Rettore della Lateranense tale apparente sproporzione "fa capire a un primo sguardo che la passione, la morte e la risurrezione non sono semplicemente l’epilogo della vita di Gesù. Piuttosto, esse danno senso a tutto il resto: dal Cristo crocifisso e risorto prende luce tutto il racconto della sua vita". Parimenti "il racconto della passione e della risurrezione, anche se viene per ultimo, è il più antico e il più elaborato dalle tradizioni orali e scritte, a cui i Vangeli attingono".

  Il secondo volume parte dalla premessa, secondo quanto scrive Benedetto XVI, che: "Se l’esegesi biblica scientifica non vuole esaurirsi in sempre nuove ipotesi, diventando teologicamente insignificante, deve fare un passo metodologicamente nuovo, e riconoscersi nuovamente come disciplina teologica, senza rinunciare al suo carattere storico".

  Nove capitoli più uno di Prospettive - dedicato all'ascensione e all'attesa escatologica del ritorno del Signore - e una bibliografia ragionata relativa ai due volumi, compongono l'opera. Il Vescovo dal Covolo ha segnalato che: "La via maestra, lungo la quale il Papa ci conduce, è la meditazione sull’'ora' di Gesù, quella del suo 'innalzamento' (Giovanni, 12, 32): cioè la meditazione sul momento salvifico — inscindibile — della morte-risurrezione". I tre capitoli dedicati all'ultima cena, al Getsemani e al processo a Gesù rappresentano la parte centrale dell'opera "quella più analitica, scritta con maggiore acribia storica, esegetica, teologica".

  Infine il Vescovo dal Covolo ha sottolineato che "il libro è l’opera di una vita intera, dove il metodo impiegato come pure i contenuti esposti, vivono di un radicato e maturo innamoramento per Cristo. In definitiva, 'l’intima amicizia con Gesù' va considerata come il vero tema conduttore dell’opera, un tema che il Papa illustra da testimone, non meno che da teologo: di fatto la vera conoscenza di Gesù — per Papa Benedetto, come per il discepolo amato — proviene dal 'riposare' sopra il suo cuore".
BXVI-LIBRO/                                                 VIS 20111129 (430)

RIVISTA "HUMANITAS" PUBBLICATA ANCHE IN LINGUA INGLESE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2011 (VIS). Alle 18:30 di oggi pomeriggio, presso la sede della Pontificia Commissione per l'America Latina (CAL), avrà luogo la presentazione dell'edizione in lingua inglese della rivista HUMANITAS (Rivista di Antropologia e di Cultura cristiana della Pontificia Università Cattolica del Cile).

  Alla presentazione interverranno il Professor Guzmán Carriquiry, Segretario della CAL, con il Rettore Magnifico della Pontificia Università Cattolica del Cile, Professor Ignacio Sánchez ed il Direttore di HUMANITAS, Professor Jaime Antúnez.

  Fondata nel 1995 a Santiago del Cile, la Rivista conta sull'opera di un Consiglio di collaboratori che riunisce gli intellettuali più eminenti dell'universo cattolico. Fin dalla sua creazione ha inteso essere "un organo di pensiero e di studio che cerca di riflettere le preoccupazioni e gli insegnamenti del magistero pontificio", premessa per un dialogo con la società e la cultura contemporanea dal quale sono scaturiti abbondanti frutti.

  Il numero 1 del primo anno della rivista in lingua inglese comprende nelle 252 pagine buona parte dei saggi dell'edizione numero 63 (luglio-settembre 2011) in lingua castigliana. Titolo generale é:  "Beato Giovanni Paolo II, un dono della Divina Misericordia", le cui pagine sono state integralmente dedicate alla persona e all'opera del defunto Pontefice. Con il titolo "John Paul II, gift of the Divine Mercy", si possono ora leggere anche in inglese i saggi del Cardinali Angelo Scola, Angelo Amato, S.D.B., Edward Avery Dulles (mancato nel 2008), Stanislaw Dziwisz e Mauro Piacenza, e dei Professori Livio Melina, Stanislav Grygiel, Pedro Morandé e Carl Anderson.

  L'edizione in lingua inglese di HUMANITAS sarà inizialmente biennale, in versione cartacea e digitale, sul sito www.humanitas.cl.
.../                  VIS 20111129 (290)
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