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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 11 gennaio 2008

SOLIDARIETÀ DEL PAPA COMUNITÀ CRISTIANA IN IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di solidarietà al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), dopo i recenti attacchi alla comunità cristiana del Paese.

  Nel telegramma, a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, si legge: "Profondamente turbato nell'apprendere degli attacchi agli obiettivi cristiani a Baghdad, Mosul e Kirkuk", del 6 e 9 gennaio scorso,  "il Santo Padre esprime la sua vicinanza spirituale ai feriti e alle loro famiglie".

  Al Cardinale Delly, che è anche Presidente dell'Assemblea dei Vescovi cattolici dell'Iraq, e agli Arcivescovi delle città interessate, il Santo Padre "offre assicurazioni fraterne di preghiera mentre cercate di offrire speranza e forza al vostro popolo".

  Il Papa prega Sua Beatitudine Emmanuel III Delly di trasmettere "la sua sentita solidarietà a tutti i membri delle comunità cristiane in Iraq, cattolici e non".

  "Consapevole del fatto che questi attacchi sono rivolti anche contro tutto il popolo iracheno, Sua Santità si rivolge ai responsabili affinché rinuncino alle violenze che hanno causato così tanta sofferenza alla popolazione civile e incoraggia quanti hanno autorità, a rinnovare gli sforzi volti a una negoziazione pacifica, tesa a una risoluzione giusta delle difficoltà del Paese e rispettosa dei diritti di tutti".

  "Pregando per un ritorno alla coesistenza pacifica dei diversi gruppi che costituiscono la popolazione di questo amato Paese, il Santo Padre affida tutto il popolo iracheno alla protezione celeste del nostro Padre onnipotente e misericordioso".
TGR/ATTACCHI AI CRISTIANI/IRAQ:DELLY                   VIS 20080111 (260)


UDIENZA ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA PRESSO VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio del nuovo anno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Dirigenti ed il Personale dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

  "A tutti e a ciascuno sono lieto di formulare, per l'anno da poco iniziato, ogni migliore augurio, estendendo questi miei voti augurali alle rispettive famiglie" - ha detto il Santo Padre precisando anche di aver pensato proprio alle Famiglie nella preparazione del Messaggio per la Giornata della Pace 2008, che quest'anno ha tema: "Famiglia umana, comunità di pace".

  Citando alcuni paragrafi del Messaggio, Benedetto XVI ha detto: "la famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo0 primario dell'umanizzazione della persona e della società, la culla della vita e dell'amore. A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, un'istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento".

  "Voi, (...), nei compiti di vigilanza che quotidianamente svolgete, incontrate non poche famiglie. Esse giungono qui da ogni parte del mondo per rendere omaggio agli Apostoli e in particolare a San Pietro, sulla cui fede Cristo ha fondato la Chiesa; vengono per rinnovare insieme la professione di questa fede, (...) e per partecipare alle udienze e alle celebrazioni presiedute dal Successore dell'Apostolo Pietro".

  "Vi sono grato" - ha detto ancora il Papa - "per il servizio che rendete, caratterizzato da solerzia e professionalità, da costante attenzione alle persone e alle finalità che le animano, ed insieme da disponibilità, pazienza e spirito di sacrificio. (...) Quanto numerosi sono i pellegrini che durante l'anno vi capita di incontrare! In ciascuno di essi vorrei invitarvi a vedere il volto di un fratello o di una sorella che Dio pone sulla vostra strada, una persona amica anche se sconosciuta da accogliere e aiutare con paziente ascolto, sapendo che tutti facciamo parte dell'unica grande famiglia umana".

  "Ecco perché allora è essenziale che ciascuno si impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria, come dell'altrui, esistenza. In effetti, proprio risalendo a questo supremo Principio può essere percepito il valore incondizionato di ogni essere umano; è grazie a questa consapevolezza che possono essere poste le premesse per l'edificazione di un'umanità pacificata".

  "Senza il fondamento trascendente, che è Dio, la società rischia di diventare una mera aggregazione di vicini, cessa di essere una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a formare una grande famiglia".

  "Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "il Signore vi aiuti a svolgere la vostra professione rimanendo sempre fedeli a quegli ideali che devono costantemente ispirarla. La società ha bisogno di persone che compiano il loro dovere, consapevoli che ogni lavoro, ogni servizio svolto con coscienza contribuisce alla costruzione di una società più giusta e veramente libera".
AC/ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA/...                   VIS 20080111 (470)


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Desta meraviglia la strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre ai Rappresentanti della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. Non era certo intenzione del Papa sottovalutare l'azione sociale che i responsabili della Città di Roma e della Regione stanno compiendo con apprezzabile impegno. Egli infatti, nella sua qualità di Vescovo di Roma, in diverse circostanze e anche di recente, ha posto in luce le realizzazioni compiute a servizio della cittadinanza, realizzazioni che ha tenuto a sottolineare anche nel discorso di ieri. Ugualmente però Egli non poteva non evocare, dando voce a tanti che a Lui si rivolgono, alcune problematiche umane particolarmente urgenti, che vanno affrontate con il contributo di tutti. La Chiesa, come Sua Santità ha assicurato, non farà mancare il proprio apporto e la propria collaborazione".
OP/DISCORSO PAPA ROMA/...                           VIS 20080111 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, con il Vescovo Velasio De Paolis, C.S., Segretario del medesimo Supremo Tribunale.

- L'Arcivescovo Aldo Cavalli, Nunzio Apostolico in Colombia.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                       VIS 20080111 (100)

giovedì 10 gennaio 2008

RISPETTO E SOSTEGNO FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Pietro Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, ed il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, con gli amministratori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.

  Nel corso di questo consueto appuntamento annuale, il Santo Padre ha menzionato alcune materie di comune interesse e di grande importanza e attualità che toccano da vicino la vita degli abitanti di Roma e del Lazio.

  Facendo riferimento alla "emergenza educativa" della quale aveva già sottolineato la gravità parlando al Convegno della Diocesi di Roma dell'11 giugno 2007, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Sembra infatti sempre più difficile proporre in maniera convincente alle nuove generazioni solide certezze e criteri su cui costruire la propria vita. (...) Una simile emergenza, (...), non può lasciare indifferenti né la Chiesa né le vostre Amministrazioni".

  "Sono infatti chiaramente in gioco, con la formazione delle persone" - ha proseguito il Pontefice - "le basi stesse della convivenza e il futuro della società. Per parte sua la Diocesi di Roma sta dedicando a questo difficile compito un'attenzione davvero peculiare, che si esplica nei diversi ambiti educativi, dalla famiglia e dalla scuola alle parrocchie, associazioni e movimenti, agli oratori, alle iniziative culturali, allo sport e al tempo libero. In questo contesto esprimo viva gratitudine alla Regione Lazio per il sostegno offerto agli oratori e ai centri per l'infanzia promossi dalle parrocchie e comunità ecclesiali".

  Il Papa ha incoraggiato le istituzioni civili, affinché,  "ciascuna secondo le proprie competenze, moltiplichino gli sforzi per affrontare ai diversi livelli l'attuale emergenza educativa, ispirandosi costantemente al criterio-guida della centralità della persona umana".

  "Hanno qui chiaramente un'importanza prioritaria il rispetto e il sostegno per la famiglia fondata sul matrimonio" - ha ribadito il Pontefice - "Vediamo ogni giorno, purtroppo, quanto siano insistenti e minacciosi gli attacchi e le incomprensioni nei confronti di questa fondamentale realtà umana e sociale. E' quindi quanto mai necessario che le pubbliche Amministrazioni non assecondino simili tendenze negative, ma al contrario offrano alle famiglie un sostegno convinto e concreto, nella certezza di operare così per il bene comune".

  "Un'altra emergenza" - ha ricordato il Papa - "che si aggrava è quella della povertà: essa aumenta soprattutto nelle grandi periferie urbane, (...). La Chiesa partecipa di tutto cuore allo sforzo per alleviarla, collaborando volentieri con le istituzioni civili, ma l'aumento del costo della vita, in particolare i prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie".

  Riferendosi poi al problema della sicurezza e al gravissimo degrado di alcune aree di Roma, Papa Benedetto XVI ha ribadito: "Specialmente qui è necessaria, (...) un'opera costante e concreta, che abbia la duplice e inseparabile finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa. La Chiesa, attraverso la Caritas e molte altre realtà di volontariato, (...), si prodiga anche su questa difficile frontiera, sulla quale rimangono evidentemente insostituibili le responsabilità e possibilità di intervento dei pubblici poteri".

 Infine il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Un'altra sollecitudine che riguarda sia la Chiesa sia le vostre Amministrazioni è quella verso gli ammalati. Sappiamo bene quanto siano gravi le difficoltà che deve affrontare nell'ambito della sanità la Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di rado drammatica la situazione delle strutture sanitarie cattoliche, anche assai prestigiose e di riconosciuta eccellenza nazionale. Non posso pertanto non chiedere che nella distribuzione delle risorse esse non siano penalizzate, non per un interesse della Chiesa, ma per non compromettere un servizio indispensabile alle nostre popolazioni".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA                       VIS 20080110 (650)


POSSESSI CARDINALIZI DIACONIE E CHIESE TITOLARI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

  Domenica 13 gennaio 2008, alle ore 18:30, il Cardinale Urbano Navarrete, S.I., (Spagna), prenderà possesso della nuova Diaconia di San Ponziano, Via Nicola Festa, 50, Roma.

  Mercoledì 16 gennaio 2008, alle ore 18:00, il Cardinale Seán Baptist Brady, Arcivescovo di Armagh (Irlanda), prenderà possesso del Titolo dei Santi Quirico e Giulitta, Via di Tor de' Conti, 31/A, Roma.
OP/DIACONIA:TITOLO/NAVARRETE:BRADY                     VIS 20080110 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.

- Il Cardinale Giovanni Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Signor Francis Rooney, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America, con la Consorte, in visita di congedo.

  Oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
AP/.../...                                       VIS 20080110 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, il Professore Ignacio Rodríguez-Iturbe (Venezuela), Professore di ingegneria civile e ambientale presso la Princeton University, Princeton, New Jersey (Stati Uniti d'America).
NA/.../RODRÍGUEZ-ITURBE                             VIS 20080110 (50)

mercoledì 9 gennaio 2008

AGOSTINO DI IPPONA: INSTANCABILE RICERCA VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, a Sant'Agostino, Vescovo di Ippona, "uomo di passione e di fede, di intelligenza altissima e di premura pastorale instancabile".

  Precisando di voler dedicare la prima catechesi alla vita di Sant'Agostino, riservandosi di parlare delle sue numerose opere nelle settimane successive, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Per la sua singolare rilevanza, Sant'Agostino ha avuto un influsso larghissimo, e si potrebbe affermare, da una parte, che tutte le strade della letteratura cristiana portano a Ippona (oggi Annaba, sulla costa algerina), il luogo dove era Vescovo, e, dall'altra, che da questa città dell'Africa romana, di cui Agostino fu Vescovo dal 395 fino alla morte nel 430, si diramano molte altre strade del cristianesimo successivo e della stessa cultura occidentale".

  Autore delle "Confessiones", "straordinaria autobiografia spirituale, scritta a lode di Dio, che è la sua opera più famosa. E giustamente, perché sono proprio le 'Confessiones' agostiniane, con la loro  attenzione all'interiorità e alla psicologia, a costituire un modello unico nella letteratura occidentale, e non solo occidentale, anche nella letteratura non religiosa, fino alla modernità. Questa attenzione alla vita spirituale, al mistero dell'io, al mistero di Dio che si nasconde nell'io, è una cosa straordinaria senza precedenti (...). Agostino nacque a Tagaste - nella provincia della Numidia, nell'Africa romana - il 13 novembre 354 da Patrizio, un pagano che poi divenne catecumeno, e da Monica, fervente cristiana. Questa donna appassionata, (...), lo educò nella fede cristiana. Agostino, (...) è rimasto sempre affascinato dalla figura di Gesù Cristo; egli anzi dice di aver sempre amato Gesù, ma di essersi  allontanato sempre più dalla fede ecclesiale".

  Agostino studiò retorica e grammatica che insegnò a Cartagine, dove lesse per la prima volta l'opera di Cicerone "Hortensius", perché nonostante avesse abbandonato la pratica ecclesiale, era sempre alla ricerca della verità. "Il testo ciceroniano, (...)  svegliò in lui l'amore per la sapienza", ma poiché , "era convinto che senza Gesù la verità non può dirsi effettivamente trovata, in questo libro quel nome gli mancava, subito dopo averlo letto, cominciò a leggere la Scrittura, la Bibbia".

  "Ma ne rimase deluso. Non solo perché lo stile latino della traduzione della Sacra Scrittura era insufficiente, ma era anche perché lo stesso contenuto gli apparve non soddisfacente. Nelle narrazioni della Scrittura su guerre e altre vicende umane non trovava l'altezza della filosofia, lo splendore di ricerca della verità che ad essa è proprio".

  "Tuttavia non voleva vivere senza Dio e così cercava una religione corrispondente al suo desiderio di verità e al suo desiderio anche di avvicinarsi a Gesù. Cadde così nella rete dei manichei, che si presentavano come cristiani e promettevano una religione totalmente razionale. Affermavano che il mondo è diviso in due principi, il bene e il male. E così si spiegherebbe tutta la complessità della storia umana. Anche la morale dualistica piaceva a Sant'Agostino, perché comportava una morale molto alta per gli eletti: (...). Si fece pertanto manicheo, convinto in quel momento di aver trovato la sintesi tra razionalità, ricerca della verità e amore di Gesù Cristo".

  "Con il tempo, tuttavia, Agostino iniziò ad allontanarsi dalla fede dei manichei, che lo delusero proprio dal punto di vista intellettuale in quanto incapaci di risolvere i suoi dubbi, e si trasferì a Roma, e poi a Milano" dove "prese l'abitudine di ascoltare - inizialmente soprattutto allo scopo di arricchire il suo bagaglio retorico - le bellissime prediche del Vescovo Ambrogio. (...) Il grande problema dell'Antico Testamento, della mancanza di bellezza retorica, (...) si risolse, nelle prediche di Sant'Ambrogio, grazie all'interpretazione tipologica dell'Antico Testamento. Agostino capì che tutto l'Antico Testamento è un cammino verso Gesù Cristo. Così trovò la chiave per capire la bellezza, la profondità anche filosofica dell'Antico Testamento e capì tutta l'unità del mistero di Cristo nella storia e anche la sintesi tra filosofia, razionalità e fede nel Logos, in Cristo verbo eterno che si è fatto carne".

  "La conversione al cristianesimo, il 15 agosto 386, si collocò quindi al culmine di un lungo e tormentato itinerario interiore. (...) A trentadue anni, Agostino fu battezzato da Ambrogio il 24 aprile 387, durante la veglia pasquale". Ad Ippona "fu ordinato, contro la sua volontà, presbitero nel 391" e quattro anni più tardi, "nel 395, venne consacrato Vescovo". "Agostino" - ha detto il Papa - "fu un Vescovo esemplare nel suo instancabile impegno pastorale (...), sosteneva i poveri (...), curava la formazione del clero e l'organizzazione di monasteri femminili e maschili. In breve l'Antico retore si affermò come uno degli esponenti più importanti del cristianesimo di quel tempo".

  "Il Vescovo di Ippona" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "esercitò (...) una vasta influenza nella guida della Chiesa cattolica dell'Africa romana e più in generale nel cristianesimo del suo tempo, fronteggiando tendenze religiose ed eresie tenaci e disgregatrici come il manicheismo, il donatismo e il pelagianesimo".

  "E a Dio si affidò Agostino ogni giorno, fino all'estremo della sua vita" - ha concluso il Pontefice - "colpito da febbre, (...) il Vescovo - racconta l'amico Possidio (...) - chiese di trascrivere a grandi caratteri i salmi penitenziali 'e fece affiggere i fogli contro la parete, così che stando a letto durante la sua malattia li poteva vedere e leggere, e piangeva ininterrottamente a calde lacrime. Così trascorsero gli ultimi giorni della vita di Agostino, che morì il 28 agosto del 430".
AG/AGOSTINO DI IPPONA/...                           VIS 20080109 (900)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Ieri pomeriggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/...                                             VIS 20080109 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Nicodème Anani Barrigah-Benisson, Vescovo di Atakpamé (superficie: 13.453; popolazione: 700.000; cattolici: 260.000; sacerdoti: 57; religiosi: 100), Togo. Il Vescovo eletto, finora Consigliere di Nunziatura in Israele, è nato ad Ouagadougou (Burkina Faso), nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Vescovo Manuel Parrado Carral, finora Ausiliare di São Paulo (Brasile), Vescovo di São Miguel Paulista (superficie: 196; popolazione: 2.734.000; cattolici: 2.187.000; sacerdoti: 116; religiosi: 219; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo Carral succede al Vescovo Fernando Legal, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Dom Edmilson Amador Caetano, O.Cist., finora Abate del Monastero "Nossa Senhora de São Bernardo" nella Diocesi di São João da Boa Vista (Brasile), Vescovo di Barretos (superficie: 8.767; popolazione: 322.052; cattolici: 254.969; sacerdoti: 37; religiosi: 99), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato a São Paulo (Brasile), nel 1960, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione di San Bernardo dell'Ordine Cistercense nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Succede al Vescovo Antõnio Gaspar, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20080109 (220)


martedì 8 gennaio 2008

DIGNITÀ UMANA FONDAMENTO E RIFERIMENTO DIRITTI UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 10 dicembre 2007, alla Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'O.N.U. in occasione dell'Anno Commemorativo del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Parigi, 10 dicembre 1948).

  "La Dichiarazione Universale" - ha affermato il Presule - "rimane l'unico più importante punto di riferimento nel dibattito interculturale sulla libertà e dignità umana nel mondo e rappresenta la base giuridica consueta per ogni discussione relativa ai diritti della persona umana".

  I diritti ai quali la Dichiarazione Universale fa riferimento, ha ribadito l'Arcivescovo Tomasi, "non sono conferiti dagli Stati a da altre istituzioni ma appartengono ad ogni essere umano, indipendentemente dalla tradizione etica, sociale, culturale o religiosa, anche se esse sono in molteplici casi il risultato di queste ultime".

  "La dignità umana riguarda la democrazia e la sovranità, ma allo stesso tempo va al di là di queste. Essa esige da tutte le parti interessate (...) l'adoperarsi a favore della libertà, dell'uguaglianza, della giustizia sociale per tutti gli esseri umani, nel rispetto della pluralità culturale e religiosa. Il fatto che noi condividiamo una dignità umana comune offre la base indispensabile che sostiene l'interrelazione e l'indivisibilità dei diritti umani, sociali, civili e politici, culturali ed economici".

  "La Dichiarazione Universale del 1948 riconosce che il rispetto di tutti i diritti umani è garanzia di pace", la quale "non è solo assenza di violenza, ma comprende anche cooperazione e solidarietà, a livello locale e internazionale, indispensabili per promuovere e difendere il bene comune di tutti gli individui".

  Ricordando che "Sessanta anni dopo la Dichiarazione molti membri della famiglia umana sono ancora lontani dal godimento dei propri diritti e dal soddisfacimento delle proprie necessità fondamentali", l'Arcivescovo Tomasi ha affermato che: tale anniversario "può dimostrare che ogni persona, come individuo o come membro di una comunità, ha il diritto e la responsabilità di difendere e di godere di tutti diritti umani".
DELSS/DIRITTI UMANI/GINEVRA:TOMASI                   VIS 20080108 (350)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo José Francisco Sanchez Alves, finora Vescovo di Portalegre-Castelo Branco (Portogallo), Arcivescovo di Évora (superficie: 13.547; popolazione: 290.000; cattolici: 245.900; sacerdoti: 103; religiosi: 242; diaconi permanenti: 10), Portogallo.  L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1941 a Lagnosa da Raia (Portogallo), è stato ordinato sacerdote nel 1966 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Maurílio Jorge Quintal de Gouveia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Amândio José Tomás, finora Ausiliare di Évora (Portogallo), Vescovo Coadiutore di Vila Real (superficie: 4.237; popolazione: 289.200; cattolici: 285.600; sacerdoti: 137; religiosi: 115; diaconi permanenti: 1), Portogallo.
NER:RE:NEC/.../...                                   VIS 20080108 (130)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Aloisio Lorscheider, O.F.M., Arcivescovo emerito di Aparecida (Brasile), il 23 dicembre, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Juan Alfredo Arzube, già Ausiliare di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il 25 dicembre 2007, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Sebastião Assis de Figueiredo, O.F.M., di Guiratinga (Brasile), il 20 dicembre 2007, all'età di 58 anni.

- Il Vescovo Fernando Romo Gutiérrez, emerito di Torreón (Messico), il 15 dicembre 2007, all'età di 92 anni.
.../DEFUNTI/...                                           VIS 20080108 (100)

lunedì 7 gennaio 2008

APPELLO PER LA PACE IN KENYA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato un appello in favore della pace e del dialogo in Kenya, a seguito degli atti di violenza e dei conflitti tribali esplosi al termine delle elezioni del Presidente del Paese.

  In una Lettera a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, indirizzata al Cardinale John Njue, Arcivescovo di Nairobi e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, il Santo Padre "assicura le sue preghiere affinché l'attuale tragedia abbia quanto prima fine".

  "Sua Santità auspica di tutto cuore" - si legge ancora nella Lettera - "che questa diletta Nazione, la cui esperienza della pace sociale e dello sviluppo rappresenta un elemento di stabilità in tutta la tribolata regione, bandisca quanto prima possibile la minaccia di conflitti etnici"

  Il Papa "invoca l'immediata cessazione degli atti di violenza e dei conflitti fratricidi" e "lancia un appello ai leader politici, responsabili del bene comune, invitandoli ad imboccare  risolutamente la via della pace e della giustizia, poiché il Paese ha bisogno della pace fondata sulla giustizia e sulla fratellanza, e li incoraggia a risolvere le presenti difficoltà, con il dialogo ed il dibattito democratico".
BXVI-LETTERA/PACE/KENYA:NJUE                       VIS 20080107 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Beniamino Pizziol, Vescovo Ausiliare del Patriarcato di Venezia (superficie: 871; popolazione: 370.726; cattolici: 355.897; sacerdoti: 396; religiosi: 899; diaconi permanenti: 30), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale del medesimo Patriarcato, è nato a Ca' Vio-Treporti (Venezia), nel 1947 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972.
NEA/.../PIZZIOL                                     VIS 20080107 (80)

VANGELO LUCE E GUIDA DI TUTTA L'UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2008 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana in occasione della Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell'Angelus.

  Rivolgendosi alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha affermato che l'Epifania ricorda la manifestazione del Signore "ai popoli del mondo intero, rappresentati dai Magi che giunsero dall'Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei. Osservando i fenomeni celesti, questi misteriosi personaggi avevano visto sorgere una stella nuova e, istruiti anche dalle antiche profezie, avevano riconosciuto in essa il segno della nascita del Messia, discendente di Davide (cfr Mt 2,1-12)".

  "Fin dal suo primo apparire, dunque, la luce di Cristo incomincia ad attirare a sé gli uomini 'che Dio ama' (Lc 2,14), di ogni lingua, popolo e cultura. E' la forza dello Spirito Santo che muove i cuori e le menti alla ricerca della verità, della bellezza, della giustizia, della pace".

  "Gli uomini e le donne di ogni generazione, in questo loro peregrinare, hanno bisogno di essere orientati", ha proseguito Papa Benedetto XVI - "Quale stella possono dunque seguire? Dopo essersi posata 'sopra il luogo dove si trovava il bambino' (Mt 2,9), la stella che aveva guidato i Magi cessò la sua funzione, ma la sua luce spirituale è sempre presente nella parola del Vangelo, che è anche oggi in grado di guidare ogni uomo a Gesù. Quella stessa parola, che altro non è se non il riflesso di Cristo vero uomo e vero Dio, è autorevolmente echeggiata dalla Chiesa per ogni anima ben disposta".

  "Anche la Chiesa, pertanto, svolge per l'umanità la missione della stella. Ma qualcosa del genere si può dire di ogni cristiano, chiamato a rischiarare con la parola e la testimonianza della vita i passi dei fratelli. Quanto è importante allora che noi cristiani siamo fedeli alla nostra vocazione!" - ha esclamato il Pontefice - "Ogni autentico credente è sempre in cammino nel proprio personale itinerario di fede e, al tempo stesso, con la piccola luce che porta dentro di sé, può e deve essere di aiuto a chi si trova al suo fianco, e magari stenta a trovare la strada che conduce a Cristo".

  "Rivolgo i miei auguri più cordiali ai fratelli e alle sorelle delle Chiese Orientali" - ha detto infine il Papa - "che, seguendo il Calendario Giuliano, domani celebreranno il Santo Natale: è una grande gioia condividere la celebrazione dei misteri della fede, nella multiforme ricchezza dei Riti che attestano la bimillenaria storia della Chiesa".

  Al termine della recita della preghiera mariana il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Missionaria Mondiale dell'Infanzia ed ha detto: "Migliaia di bambini vanno incontro alle necessità di altri bambini, spinti dall'amore che il Figlio di Dio, fattosi fanciullo, ha portato sulla terra. Dico grazie a questi piccoli e prego perché siano sempre missionari del Vangelo. Ringrazio anche i loro animatori, che li accompagnano sulla strada della generosità, della fraternità, della fede gioiosa che genera speranza".
ANG/EPIFANIA/...                                   VIS 20080107 (520)


SOLO DIO E' LA GRANDE SPERANZA DELL'UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2008 (VIS).  Alle ore 10:00 di oggi, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

  "Celebriamo oggi Cristo, Luce del mondo, e la sua manifestazione alle genti" ha detto il Papa nell'omelia.

  "L'avvenimento evangelico che ricordiamo nell'Epifania - la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme - ci rimanda così alle origini della storia del popolo di Dio" - ha spiegato il Pontefice - "Tra i racconti iniziali della Bibbia, compare una prima 'alleanza', stabilita da Dio con Noè, dopo il diluvio. Si tratta di un'alleanza universale, che riguarda tutta l'umanità".

  "Con la chiamata di Abramo: incomincia il grande disegno di Dio per fare dell'umanità una famiglia, mediante l'alleanza con un popolo nuovo, da Lui scelto perché sia una benedizione in mezzo a tutte le genti (cfr Gn 12,1-3). Questo piano divino è tuttora in corso e ha avuto il suo momento culminante nel mistero di Cristo. Da allora (...) il disegno è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini".

  "La stessa Chiesa, depositaria della benedizione, è santa e composta di peccatori, (...). Nella pienezza dei tempi Gesù Cristo è venuto a portare a compimento l'alleanza: Lui stesso, vero Dio e vero uomo, è il Sacramento della fedeltà di Dio al suo disegno di salvezza per l'intera umanità, per tutti noi".

  "L'arrivo dei Magi dall'Oriente a Betlemme, per adorare il neonato Messia, è il segno della manifestazione del Re universale ai popoli e a tutti gli uomini che cercano la verità".

  "L'amore fedele e tenace di Dio, che mai viene meno alla sua alleanza di generazione in generazione (...) costituisce la speranza della storia (...). La Chiesa è, nella storia, al servizio di questo 'mistero' di benedizione per l'intera umanità. In questo mistero della fedeltà di Dio, la Chiesa assolve appieno la sua missione solo quando riflette in se stessa la luce di Cristo Signore, e così è di aiuto ai popoli del mondo sulla via della pace e dell'autentico progresso".

  "Anche oggi, tuttavia" - ha detto ancora il Pontefice - "resta in molti sensi vero quanto diceva il profeta: 'nebbia fitta avvolge le nazioni' e la nostra storia. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale".

  "C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. 'Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano' (n. 31): il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme e nel Crocifisso-Risorto".

  "Se c'è una grande speranza, si può perseverare nella sobrietà. Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo".

  "La moderazione non è allora solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l'umanità. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Il coraggio dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella, e che seppero inginocchiarsi davanti ad un Bambino e offrirgli i loro doni preziosi. Abbiamo tutti bisogno di questo coraggio, ancorato a una salda speranza".
HML/EPIFANIA/...                                   VIS 20080107 (640)


DISCORSO AL CORPO DIPLOMATICO PRESSO LA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Il Papa ha ricevuto l'indirizzo augurale, a nome di tutti gli ambasciatori, formulato dal Decano del Corpo Diplomatico, Professor Giovanni Galassi, Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Santa Sede.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici con 176 Paesi, ai quali occorre aggiungere le Comunità Europee, il Sovrano Militare Ordine di Malta e le Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ricordato le relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti che sono state allacciate lo scorso anno. e le diverse Visite compiute in alcuni Paesi, fra le quali quella del maggio scorso in Brasile. In merito al Continente americano, il Papa ha detto: "Come non augurarsi un'accresciuta cooperazione fra i popoli dell'America Latina e, in ciascuno dei Paesi che la compongono, l'abbandono delle tensioni interne, affinché possano convergere sui grandi valori ispirati dal Vangelo?".

  "Desidero ricordare Cuba, che si appresta a celebrare il decimo anniversario della visita del mio venerato Predecessore. Il Papa Giovanni Paolo II fu ricevuto con affetto dalle Autorità e della popolazione ed egli incoraggiò tutti i Cubani a collaborare per un avvenire migliore. Mi sia permesso di riprendere questo messaggio di speranza, che nulla ha perduto della sua attualità".

  "Il mio pensiero e la mia preghiera si sono rivolti soprattutto verso le popolazioni colpite da spaventose catastrofi naturali. Penso agli uragani e alle inondazioni che hanno devastato certe regioni del Messico e dell'America Centrale, come pure dei Paesi dell'Africa e dell'Asia, in particolare il Bangladesh, e una parte dell'Oceania".

  "La preoccupazione della comunità internazionale continua ad essere viva per il Medio Oriente. Sono lieto che la Conferenza di Annapolis abbia manifestato segni sulla via dell'abbandono del ricorso a soluzioni parziali o unilaterali a favore di un approccio globale, rispettoso dei diritti e degli interessi dei popoli della regione. Faccio appello, ancora una volta, ad Israeliani e Palestinesi, affinché concentrino le proprie energie per l'applicazione degli impegni presi in quella occasione e non fermino il processo felicemente rimesso in moto. Invito inoltre la comunità internazionale a sostenere questi due popoli con convinzione e comprensione per le sofferenze e i timori di entrambi".

  "Come non essere vicini al Libano, nelle prove e violenze che continuano a scuotere questo caro Paese? Formulo voti che i Libanesi possano decidere liberamente del loro futuro e chiedo al Signore di illuminarli, a cominciare dai responsabili della vita pubblica affinché, mettendo da parte gli interessi particolari, siano pronti ad impegnarsi sul cammino del dialogo e della riconciliazione. Solo in questa maniera il Paese potrà progredire nella stabilità ed essere nuovamente un esempio di convivialità fra le comunità".

  "Anche in Iraq la riconciliazione è una urgenza! Attualmente gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana, e le notizie giunte ieri confermano la nostra preoccupazione; è evidente che resta da tagliare il nodo di alcune questioni politiche. In tale quadro, una riforma costituzionale appropriata dovrà salvaguardare il diritti delle minoranze. Sono necessari importanti aiuti umanitari per le popolazioni toccate dalla guerra; penso particolarmente agli sfollati all'interno del Paese e ai rifugiati all'estero, fra i quali si trovano numerosi cristiani".

  "Desidero anche esprimere il mio incoraggiamento affinché si continui a perseguire senza sosta la via della diplomazia per risolvere la questione del programma nucleare iraniano, negoziando in buona fede, adottando misure destinate ad aumentare la trasparenza e la confidenza reciproca, e tenendo sempre conto degli autentici bisogni dei popoli e del bene comune della famiglia umana".

  "Allargando il nostro sguardo all'intero continente asiatico, vorrei attirare la vostra attenzione su qualche altra situazione di crisi. Sul Pakistan, in primo luogo, che è stato duramente colpito dalla violenza negli ultimi mesi. Mi auguro che tutte le forze politiche e sociali si impegnino nella costruzione di una società pacifica, che rispetti i diritti di tutti. In Afghanistan alla violenza si aggiungono altri gravi problemi sociali, come la produzione di droga".

  "Rivolgendomi ora all'Africa, vorrei in primo luogo manifestare nuovamente la mia profonda sofferenza nel constatare come la speranza appaia quasi vinta dal sinistro corteo di fame e di morte che continua nel Darfur. Auspico di vero cuore che l'operazione congiunta delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana, la cui missione è appena iniziata, porti aiuto e conforto alle popolazioni provate".

  "Il processo di pace nella Repubblica Democratica del Congo si scontra con forti resistenze presso i Grandi Laghi, soprattutto nelle regioni orientali, e la Somalia, in particolare a Mogadiscio, continua ad essere afflitta da violenze e dalla povertà. Faccio appello alle parti in conflitto perché cessino le operazioni militari, che sia facilitato il passaggio degli aiuti umanitari e che i civili siano rispettati".

  "Il Kenya in questi ultimi giorni ha conosciuto una brusca esplosione di violenza. Associandomi all'appello lanciato dai Vescovi il 2 gennaio, invito tutti gli abitanti, e in particolare i responsabili politici, a ricercare mediante il dialogo una soluzione pacifica, fondata sulla giustizia e sulla fraternità".

  "Terminando con l'Europa, mi compiaccio per i progressi compiuti nei diversi Paesi della regione dei Balcani ed esprimo ancora una volta l'augurio che lo statuto definitivo del Kosovo prenda in considerazione le legittime rivendicazioni delle parti in causa e garantisca sicurezza e rispetto dei loro diritti a quanti abitano questa terra, perché si allontani definitivamente lo spettro del confronto violento e sia rafforzata la stabilità europea".

  "E a proposito di Europa, vorrei assicurarvi che seguo con attenzione il periodo che si apre con la firma del 'Trattato di Lisbona'. Tale tappa rilancia il processo di costruzione della 'casa Europa', che 'sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni'" (Incontro con le Autorità e il Corpo Diplomatico, Vienna, 7 settembre 2007) e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane".

  "Da questo rapido giro d'orizzonte appare chiaramente che la sicurezza e la stabilità del mondo permangono fragili. I fattori di preoccupazione sono diversi, (...). il diritto può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale, dato dal Creatore. È anche per tale ragione che non si può mai escludere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia. Il nome di Dio è un nome di giustizia; esso rappresenta un appello pressante alla pace".

  "Questa presa di coscienza potrebbe aiutare, fra l'altro, a orientare le iniziative di dialogo interculturale e interreligioso. (...) Per esser vero, questo dialogo deve essere chiaro, evitando relativismi e sincretismi, ma animato da un sincero rispetto per gli altri e da uno spirito di riconciliazione e di fraternità".

  "In tutti i continenti la Chiesa cattolica si impegna affinché i diritti dell'uomo siano non solamente proclamati, ma applicati. Bisogna augurarsi che gli organismi, creati per la difesa e la promozione dei diritti dell'uomo, consacrino tutte le proprie energie a tale scopo e, in particolare, che il Consiglio dei Diritti dell'Uomo sappia rispondere alle attese suscitate per la sua creazione".

  "La Santa Sede, per parte sua, non si stancherà di riaffermare tali principi e tali diritti fondati su ciò che è permanente ed essenziale alla persona umana. È un servizio che la Chiesa desidera rendere alla vera dignità dell'uomo, creato ad immagine di Dio. E partendo precisamente da queste considerazioni non posso non deplorare ancora una volta gli attacchi continui perpetrati in tutti i Continenti contro la vita umana".

  "Mi rallegro che lo scorso 18 dicembre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia adottato una risoluzione chiamando gli Stati ad istituire una moratoria sull'applicazione della pena di morte ed io faccio voti che tale iniziativa stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana".

  "Mi rammarico ancora una volta per i preoccupanti attacchi all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica di qualsiasi parte essi siano dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società".

  "Anche la libertà religiosa, esigenza inalienabile della dignità di ogni uomo e pietra angolare nell'edificio dei diritti umani" (Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 1988, preambolo), è spesso compromessa. Effettivamente, vi sono molti luoghi nei quali essa non può esercitarsi pienamente. La Santa Sede la difende e ne domanda il rispetto per tutti. Essa è preoccupata per le discriminazioni contro i cristiani e contro i seguaci di altre religioni".

  "La pace non può essere una semplice parola o un'aspirazione illusoria. La pace è un impegno e un modo di vita che esige che si soddisfino le legittime attese di tutti, come l'accesso al cibo, all'acqua e all'energia, alla medicina e alla tecnologia, come pure il controllo dei cambiamenti climatici. Solo così si può costruire l'avvenire dell'umanità; soltanto così si favorisce lo sviluppo integrale per oggi e per domani".

  "Infine, vorrei esortare la Comunità internazionale ad un impegno globale a favore della sicurezza. Uno sforzo congiunto da parte degli Stati per applicare tutti gli obblighi sottoscritti e per impedire l'accesso dei terroristi alle armi di distruzione di massa rinforzerebbe, senza alcun dubbio, il regime di non proliferazione nucleare e lo renderebbe più efficace".

  "La diplomazia è, in un certo modo, l'arte della speranza. Essa vive della speranza e cerca di discernerne persino i segni più tenui. La diplomazia deve dare speranza. La celebrazione del Natale viene ogni anno a ricordarci che, quando Dio si è fatto piccolo bambino, la Speranza è venuta ad abitare nel mondo, al cuore della famiglia umana. Questa certezza diventa oggi preghiera: che Dio apra il cuore di quanti governano la famiglia dei popoli alla Speranza che mai delude!".
AC/ANNO NUOVO/CORPO DIPLOMATICO                VIS 20080107 (1590)


venerdì 4 gennaio 2008

VISITA DEL PAPA CASA "DONO DI MARIA" MISSIONARIE CALCUTTA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 11:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Casa "Dono di Maria" delle Missionarie della Carità in Vaticano, che il Servo di Dio Giovanni Paolo II affidò alla Beata Madre Teresa di Calcutta nel 1988.

  Dopo un breve saluto della Superiora della Casa, Suor Mark Poustani, il Papa ha pronunciato un discorso: "Oggi eccomi tra voi" - ha detto il Papa - "per rinnovare la mia gratitudine alle suore, ai volontari e ai vari collaboratori. Eccomi soprattutto per manifestare la mia vicinanza spirituale a voi, cari amici, che in questa casa trovate amorevole accoglienza, ascolto, comprensione e un quotidiano sostegno sia materiale che spirituale. Sono qui per dirvi che il Papa vi vuole bene e vi è vicino".

  "Quando nacque questa casa, la Beata Madre Teresa" - ha ricordato Papa Benedetto - "volle chiamarla 'Dono di Maria', quasi auspicando che qui si possa sperimentare sempre l'amore della Santa Vergine. Per chiunque venga a bussare alla porta, è infatti un dono di Maria sentirsi accolto dalle braccia amorevoli delle Suore e dei volontari. È ancora un dono di Maria la presenza di chi si ferma ad ascoltare le persone in difficoltà e a servirle con quella stessa attitudine che sospinse prontamente la Madre del Signore verso Santa Elisabetta".

  "Che questo stile di amore evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "suggelli e contraddistingua sempre la vostra vocazione perché, oltre all'aiuto materiale, possiate comunicare a quanti quotidianamente incontrate quella stessa passione per Cristo e quel luminoso 'sorriso di Dio' che hanno animato l'esistenza di Madre Teresa".

  "Il tempo natalizio" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "ripresentando alla nostra contemplazione la nascita di Gesù a Betlemme, ci mostra l'infinita bontà di Dio che, facendosi Bambino, ha voluto venire incontro alla povertà e alla solitudine degli uomini; ha accettato di abitare tra noi condividendo le nostre quotidiane difficoltà; non ha esitato a portare insieme a noi il peso dell'esistenza, con le sue fatiche e le sue preoccupazioni. E' nato per noi, per restare con noi ed offrire a chiunque gli apre la porta del proprio cuore il dono della sua gioia, della sua pace, del suo amore. Nascendo in una grotta, perché non c'era posto per Lui altrove, Gesù ha conosciuto i disagi che molti tra voi sperimentano".

  "Il Natale ci aiuta a comprendere che Iddio non ci abbandona mai e sempre ci viene incontro, ci protegge e si preoccupa di ciascuno di noi, perché ogni persona, soprattutto la più piccola e indifesa, è preziosa ai suoi occhi di Padre ricco di tenerezza e misericordia".

  Al termine del discorso, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato all'ingresso della Sala mensa degli uomini e, dopo aver benedetto i presenti ed aver visitato il Reparto delle donne ammalate si è recato nella Chiesa di San Salvatore in Ossibus, adiacente alla Casa "Dono di Maria".

  Il Santo Padre ha salutato le Missionarie della Carità, una rappresentanza di Collaboratori laici ed i Superiori Generali dei rami maschili e femminili della Congregazione  fondata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta: i Missionari della Carità ed i Fratelli Contemplativi Missionari della Carità.

  "La visita che oggi ho desiderato compiere" - ha detto il Papa - "si ricollega a quelle, numerose, del mio amato predecessore, il servo di Dio Giovanni Paolo II. Egli volle fortemente questa Casa di accoglienza per i più poveri, proprio qui dove è il centro stesso della Chiesa, accanto a Pietro, che servì, seguì e amò Gesù, il Signore".

  Ricordando che era "il 21 maggio del 1988, quando l'amato Giovanni Paolo II inaugurò il 'Dono di Maria'" - Papa Benedetto XVI ha esclamato: "Quanti gesti di condivisione, di carità concreta sono stati compiuti in questi anni tra queste mura! Essi sono un segno e un esempio per le comunità cristiane, perché si impegnino ad essere sempre comunità accoglienti ed aperte".

  "La Vergine Maria, che ha offerto tutta se stessa all'Onnipotente ed è stata ricolmata di ogni grazia e benedizione con la venuta del Figlio di Dio" - ha concluso il Pontefice - "ci insegni a fare della nostra esistenza un dono quotidiano a Dio Padre, nel servizio ai fratelli e nell'ascolto della Sua parola e della Sua volontà".
BXVI-VISITA/.../CASA DONO DI MARIA                   VIS 20080104 (670)


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