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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 13 marzo 2002

UDIENZA GENERALE: DIO CI AIUTA A SUPERARE LE DIFFICOLTA'


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2002 (VIS). Tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 76: "Dio rinnova i prodigi del suo amore".

Giovanni Paolo II ha detto, all'inizio della catechesi, che il Salmo 76 si apre con il tono drammatico, nell'angoscia, di colui che davanti alle difficoltà di un nuovo giorno ha paura e pensa che Dio si sia dimenticato di lui. "Il Salmista si domanda perché mai il Signore lo respinga, perché abbia mutato il suo volto e il suo agire, dimenticando l'amore, la promessa di salvezza e la tenerezza misericordiosa".

Nella seconda parte della supplica, ha proseguito il Papa, "ci sono motivi di speranza. (…) Il presente amaro è illuminato dall'esperienza salvifica passata. (…) Professare la fede nelle opere di salvezza del passato conduce alla fede in ciò che il Signore è costantemente e quindi anche nel tempo presente. (…) Così il presente, che sembrava senza sbocco e senza luce, viene illuminato dalla fede in Dio e aperto alla speranza".

"Ricordando, alla fine, che Dio guidò 'come un gregge' il suo popolo 'per mano di Mosè e di Aronne', il Salmo conduce implicitamente ad una certezza: Dio ritornerà a condurre verso la salvezza. La sua mano potente e invisibile sarà con noi attraverso la mano visibile dei pastori e delle guide da lui costituite".

Al termine dell'Udienza il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai fedeli che portano la "Fiaccola Benedettina" della pace, partita quest'anno dagli Stati Uniti d'America, dopo essere stata accesa dal Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York. "Come simbolico segno di pace, questa fiaccola sosta oggi presso le tombe degli Apostoli, e proseguirà poi per Norcia. Carissimi, faccio voti che una così suggestiva iniziativa susciti in tutti un generoso impegno di solidarietà e di pace".
AG/SALMO 76/… VIS 20020313 (320)

martedì 12 marzo 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini (Ucraina), e seguito.
AP/…/… VIS 20020312 (30)

PROTEZIONE MINORI SFRUTTAMENTO SESSUALE LEGATO AL TURISMO


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2002 (VIS). Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), interverrà, il 16 marzo prossimo, al 10° Incontro della Forza Operativa per la Protezione dei Bambini dallo Sfruttamento Sessuale Legato al Turismo, in programma a Berlino (Germania).

Secondo quanto riportato in un Comunicato dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, l'incontro si occuperà di esaminare lo stato attuale del turismo nel mondo, di elaborare un piano strategico di azione della Forza Operativa dell'OMT per la protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale connesso al settore turistico ed infine di approfondire le tematiche già affrontate durante il Secondo Congresso Mondiale contro lo Sfruttamento Sessuale dei Minori, tenutosi a Yokohama (Giappone), nel dicembre del 2000.

La problematica della pedofilia e del turismo sessuale sarà affrontata anche attraverso la presentazione del libro di Monsignor Piero Monni, dal titolo "L'Arcipelago della Vergogna. Turismo sessuale e Pedofilia". L'Osservatore Permanente si dice convinto che "la radice di questo turpe commercio e di tutte le forme di sfruttamento è sempre e comunque la stessa: una percezione deviata che abbiamo dell'altro come inferiore. Laddove ci sia miseria e mancanza di rispetto della dignità della persona, lì aumentano le forme di sfruttamento".
…/SFRUTTAMENTO SESSUALE MINORI/MONNI VIS 20020312 (210)

TELEGRAMMA CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA CARDINALE KUHARIC


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2002 (VIS). Appresa la notizia della scomparsa del Cardinale Franjo Kuharic, Arcivescovo emerito di Zagabria (Croazia), avvenuta ieri all'età di 82 anni, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo di Zagabria Josip Bozanic.

Il Papa scrive che il defunto porporato "ha saputo servire generosamente, sapientemente e fedelmente il popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali. Egli, sia durante il periodo del regime comunista, come pure del recente sofferto periodo della storia nazionale, si è impegnato con tutte le energie per la difesa della libertà e della dignità del popolo croato. (…) Uomo completamente dedito alla causa del Vangelo, rese coerente testimonianza a Cristo, infondendo instancabilmente fiducia e coraggio ai fedeli durante le dure prove a cui fu sottoposta la terra croata".
TGR/SCOMPARSA KUHARIC/BOZANIC VIS 20020312 (150)

lunedì 11 marzo 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Onorevole Daniel Hays, Presidente del Senato del Canada con la Consorte e Seguito.

Sabato 9 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Ayatollah Mehdi Karrubi, Presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica dell'Iran, e Seguito.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20020311 (70)
LA RELIGIONE ANTIDOTO ALLA VIOLENZA E AL CONFLITTO
CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio all'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico a Cipro, in occasione della sua partecipazione all'incontro, organizzato a Nicosia (Cipro), dalla Fondazione Culturale del Santo Monastero di Kykkos, "Archangelos", in collaborazione con il Dipartimento delle Comunicazioni e dei Mezzi di Comunicazione, Sezione Culturale, dell'Università "Panteion" di Atene. Il Messaggio, redatto in lingua inglese, è datato 6 marzo 2002.

"Il tema dell'incontro, dialogo fra religione e culture" - scrive il Santo Padre - "è più che mai opportuno. Esso implica la sfida di promuovere modi concreti per migliorare la comprensione fra i popoli, punto di partenza per affrontare i molteplici problemi che pesano sulla famiglia umana all'inizio di questo millennio. La tirannia dell'ingiustizia, l'egoismo ed il pregiudizio possono essere sconfitti solo dal risorgere dello spirito umano nel cuore individuale e nei rapporti fra i popoli del mondo".

"È mio sincero auspicio che l'Incontro di Nicosia dimostri che non vi è nessun fondamento, in teoria ed in pratica, alle discriminazioni fra individui e fra un popolo ed un altro popolo; tutti condividono la stessa umana dignità ed i diritti che ne derivano".

Il Papa conclude il suo Messaggio ricordando l'incontro del 24 gennaio di tutti i Responsabili delle Religioni del mondo ad Assisi per "pregare per la pace e per impegnarsi a servire la causa della pace. Essi hanno voluto dimostrare che l'autentico credo religioso è fonte inesauribile di rispetto reciproco e di armonia fra i popoli; ed è anzi il principale antidoto alla violenza ed al conflitto".
MESS/DIALOGO CULTURA:RELIGIONE/NICOSIA:SAMBI VIS 20020311 (270)

CATTOLICI ED ORTODOSSI: TESTIMONIARE PATRIMONIO CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Membri della Delegazione della Chiesa Ortodossa di Grecia, inviati dall'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Sua Beatitudine Christodoulos, per partecipare, a Roma, dall'8 al 13 marzo, ad un serie di incontri di lavoro.

Nel suo discorso in lingua francese, il Santo Padre ha detto: "la conoscenza personale reciproca, lo scambio di informazioni, il franco dialogo sugli strumenti per stabilire relazioni fra le nostre Chiese, sono condizione indispensabile per progredire in uno spirito di fratellanza ecclesiale. Sono anche condizione essenziale della messa in opera di una collaborazione che consenta ai cattolici e agli ortodossi di offrire, insieme, una testimonianza vivente del comune patrimonio cristiano".

"Nostro compito è quello di trasmettere il patrimonio cristiano da noi ereditato. È quindi sempre più urgente che i cristiani diano alla società un'immagine esemplare del loro comportamento comune radicato nella fede; che cerchino insieme i rimedi ai gravi problemi etici posti dalle scienze e dalle sue applicazioni che vorrebbero rendere astratto qualsivoglia riferimento alla dimensione trascendentale dell'uomo, o perfino negarla".

Giovanni Paolo II ha sottolineato inoltre che: "Nella nostra responsabilità di tendere verso questo 'ecumenismo della santità' che ci condurrà infine, con l'aiuto di Dio, verso la piena comunione, che non significa assorbimento o fusione, ma incontro nella verità e nell'amore, noi dobbiamo potenziare la collaborazione e dobbiamo operare insieme per far risuonare con forza la voce del Vangelo in questa Europa che è la nostra e dove le radici cristiane dei popoli devono riprendere vita".

Dopo aver affermato che cattolici e ortodossi sono "uniti nella proclamazione del 'cherigma' della Resurrezione", il Santo Padre ha detto: "Questo annuncio che vogliamo fare insieme offrirà agli uomini di oggi una ragione di vita e di speranza; la nostra volontà di ricercare la comunione fra di noi potrà anche ispirare alle società civili un giusto modello di convivenza".
AC/COMUNIONE/CHIESA ORTODOSSA GRECIA VIS 20020311 (330)

PRESENTAZIONE LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATORE ECUADOR

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore dell'Ecuador presso la Santa Sede, Signor Marcelo Fernandez de Córdoba Ponce.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento all'importanza dell'educazione delle nuove generazioni, in modo che tutti abbiano "accesso ad una formazione integrale, alla quale, alle conoscenze di carattere umanistico e tecnico, si aggiungano i valori etici e l'apertura alla dimensione trascendente e religiosa dell'esistenza, rispettando scrupolosamente il diritto delle famiglie a scegliere il tipo di educazione da impartire ai loro figli".

Giovanni Paolo II si è detto certo che di fronte alla crisi economica che ha colpito l'Ecuador, la Chiesa "farà tutto il possibile per essere sempre più vicina al popolo ecuadoriano prestando ogni genere di aiuto in suo potere, specialmente ai più bisognosi, spesso i più dimenticati al momento della distribuzione delle risorse disponibili".

Dopo aver sottolineato che una conseguenza della crisi economica è l'emigrazione di molti in altri paesi, il Pontefice ha affermato che ciò aggiunge al "problema dello sradicamento culturale, il rischio del disorientamento religioso (…), la dolorosa dispersione del nucleo familiare, senza dimenticare le funeste conseguenze di tanti casi di illegalità e clandestinità. (…) Perciò devono essere combattute soprattutto le cause per le quali molti abitanti si vedono costretti ad abbandonare la loro terra".

Il Papa ha terminato il suo discorso ricordando che: "le recenti iniziative di dialogo tra le Autorità dello Stato ed i diversi gruppi etnici, al fine di migliorare la comprensione e raggiungere una maggiore partecipazione alla vita ed alle risorse della nazione, rappresentano un segno di speranza che deve continuare. Seguendo questo cammino, l'Ecuador può arrivare ad essere, nel contesto andino, un esempio ed un promotore di convivenza e di pace. Il dialogo (…) è sempre il mezzo più adeguato per risolvere i principali problemi, interni ed esterni, ottenendo così i frutti desiderati per il bene di tutto il popolo ecuadoriano".
CD/CREDENZIALI/ECUADOR:FERNANDEZ VIS 20020311 (330)

CRISTO DONA LUCE FEDE CHE TRASFORMA SITUAZIONI DI PECCATO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II ha ricordato che la vicenda del cieco dalla nascita, di cui parla San Giovanni nel Vangelo della Liturgia odierna, "rappresenta l'uomo segnato dal peccato, che desidera conoscere la verità su se stesso e sul proprio destino, ma ne è impedito da un male congenito".

"Solo Gesù può sanarlo" - ha proseguito il Pontefice - "Egli è 'la luce del mondo'. Affidandosi a Lui, ogni essere umano spiritualmente cieco dalla nascita ha la possibilità di 'venire alla luce' nuovamente, cioè di nascere alla vita soprannaturale".

Successivamente, citando sempre il Vangelo che dà "grande risalto all'incredulità dei farisei, che rifiutano di riconoscere il miracolo, dal momento che Gesù lo ha compiuto di sabato, violando, a loro giudizio, la legge mosaica", il Santo Padre ha affermato: "Per chi incontra Gesù, non ci sono vie di mezzo: o si riconosce bisognoso di Lui e della sua luce, oppure sceglie di farne a meno. In quest'ultimo caso, una stessa presunzione impedisce, sia a chi si reputa giusto davanti a Dio, sia a chi si considera ateo, di aprirsi alla conversione autentica".

"Nessuno, carissimi Fratelli e Sorelle, chiuda il proprio animo a Cristo! Egli dona a chi lo accoglie la luce della fede, luce in grado di trasformare i cuori e, di conseguenza, le mentalità, le situazioni sociali, politiche, economiche dominate dal peccato".
ANG/…/… VIS 20020311 (250)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Njue, finora Vescovo di Embu (Kenya), Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Nyeri (superficie: 16.529; popolazione: 1.867.606; cattolici: 658.502; sacerdoti: 116; religiosi: 234), Kenya.
NEC/…/NJUE VIS 20020311 (50)

DARE TESTIMONIANZA PROPRIA VITA CON SLANCIO APOSTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, Giovanni Paolo II ha ricevuto 1.200 fedeli provenienti dalle Diocesi polacche, in occasione del decimo anniversario della riorganizzazione delle strutture amministrative della Chiesa in Polonia.

Il Papa ha espresso la speranza che la nuova impostazione delle provincie ecclesiastiche "favorisca l'organizzazione delle riunioni nell'ambito della metropolia, al fine di poter affrontare comunitariamente e risolvere le questioni, che non possono essere subito oggetto di discussione nelle assemblee plenarie della Conferenza Episcopale", ed ha anche auspicato: "Che questa forma di collaborazione aiuti ad elaborare un programma pastorale rispondente alle esigenze della nuova evangelizzazione e alle sfide del luogo e del tempo".

"Oggi più che mai è necessario" - ha proseguito il Pontefice - "dare una testimonianza con la propria vita, con slancio e con sollecitudine apostolica. È necessario un costante avvicinamento dei Vescovi ai fedeli e dei fedeli ai loro Vescovi. Che questo compito diventi oggetto della vostra sollecitudine, oggetto della preghiera e della riflessione".

Rivolgendosi ai sacerdoti il Santo Padre ha detto: "Penso con gratitudine ai sacerdoti, che nell'ambito delle nuove diocesi, spesso lontano dalle loro terre di origine, intraprendono con slancio il ministero pastorale" ed ha esortato i Vescovi ad avere "una particolare cura della permanente formazione intellettuale e spirituale dei sacerdoti".

"I fedeli laici in Polonia" - ha concluso il Santo Padre - "durante la seconda metà del secolo passato, diedero numerose prove di spirito di sacrificio e di un sincero attaccamento alla Chiesa. Prego Dio, che continuino questa buona tradizione e che assumano con nuovo impegno i compiti evangelici, occupando nella Chiesa e nella vita della società il posto a loro dovuto - quello che spetta loro in ragione della loro specifica vocazione e in virtù dei santi Sacramenti".
AC/RIORGANIZZAZIONE STRUTTURE CHIESA/… VIS 20020311 (300)

venerdì 8 marzo 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Pablo Puente, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.
- L'Arcivescovo Rómulo García, di Bahía Blanca (Argentina), in Visita "ad Limina", con l'Ausiliare Vescovo Néstor Hugo Navarro.
AP:AL/…/… VIS 20020308 (50)

DELEGAZIONE SANTO SINODO CHIESA DI GRECIA IN VISITA A ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2002 (VIS). Secondo quanto riportato in un Comunicato reso pubblico ieri pomeriggio, una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa di Grecia, inviata da Sua Beatitudine Christódoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, è a Roma, dall'8 al 13 marzo, per una visita di contatti e di lavoro.

La visita, realizzata in risposta ad un invito del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, "si situa sulla scia del pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II in Grecia, lo scorso anno". La Delegazione, composta di sei membri, è guidata dal Metropolita dell'Attika, Panteleimon, Membro del Comitato sinodale per le relazioni interortodosse ed intercristiane.

La Delegazione della Chiesa ortodossa di Grecia parteciperà a vari incontri "che si situano pertanto nell'ambito degli attuali sviluppi a livello dell'Unione Europea, sul tema generale emerso anche durante la visita apostolica dello scorso anno in Grecia: eredità cristiana e identità europea. Tale tema" - si legge nel Comunicato - "permetterà di affrontare varie problematiche connesse con la giustizia e la pace, la libertà religiosa, la famiglia, il dialogo interreligioso, la cultura, la formazione, l'indifferentismo religioso e la secolarizzazione, la mobilità umana, la bioetica, ecc.".

I Membri del Santo Sinodo incontreranno i rappresentanti del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Segretario dei Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato ed il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. I Delegati svolgeranno anche un programma religioso con una sosta di preghiera nella Patriarcale Basilica Vaticana, e nelle Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Infine, domenica prossima, parteciperanno alla celebrazione della liturgia nella chiesa greca ortodossa di Sant'Andrea, a Roma.

Sua Beatitudine Christódoulos, nell'annunciare l'invio della Delegazione a Roma, ha espresso il seguente auspicio: "la cooperazione e la collaborazione nel far fronte a questioni e problemi di interesse comune, costituisce la via che gradualmente dissiperà la sfiducia ed il sospetto che ci provengono dal passato, e condurrà ad instaurare tra noi una reciproca fiducia, nell'intento di superare le differenze ecclesiologiche e dogmatiche che impediscono l'unione e quella preghiera comune, che dall'unione deriva e che ne costituisce il culmine. (…) La visita della nostra Delegazione è un importante passo in questa direzione, e noi eleviamo la nostra preghiera affinché essa sia positiva non soltanto per promuovere la nostra reciproca collaborazione, ma anche per salvaguardare l'identità cristiana dell'Europa".
…/SANTO SINODO GRECIA/CHRISTODOULOS:KASPER VIS 20020308 (420)

ESPONENTI MOVIMENTO "TRA NOI" RICEVUTI DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza una Delegazione del Movimento "Tra Noi", fondato cinquant'anni fa, dal sacerdote Don Sebastiano Plutino, per offrire sostegno alle lavoratrici domestiche venute a Roma dalle regioni meno ricche d'Italia.

Il Papa, ricordando che la visita della Delegazione avviene nel giorno dedicato alla donna, ha sottolineato che il Movimento "Tra Noi" ha dedicato, sin dall'inizio, ogni sua energia "alla tutela e alla promozione umana e religiosa della donna". "Profitto di questa circostanza per manifestare la mia vicinanza spirituale alle donne in difficoltà, auspicando che al loro fianco ci siano sempre persone pronte a sostenerle, perché possano realizzare appieno le loro legittime aspirazioni".

"Vi invito a guardare con fiducia" - ha proseguito Giovanni Paolo II - "alle prospettive di sviluppo, che si aprono dinanzi a voi. Categorie sociali antiche e nuove, a rischio ed emarginate, attendono il vostro servizio. Penso, ad esempio, a quelle degli immigrati, degli anziani in difficoltà e dei giovani alla ricerca di saldi punti di riferimento".

"Diffondendo la 'spiritualità dell'accoglienza', voi potrete essere artefici di una vera fraternità universale, dove ogni essere umano si senta accolto senza distinzione di classe sociale, religione, cultura e nazionalità".

Il Papa ha concluso il suo discorso facendo riferimento al "progetto famiglie" ed al "progetto giovani" del Movimento "Tra Noi", a sostegno dei nuclei familiari il primo, mentre il secondo tende a favorire "tra le nuove generazioni una mentalità aperta ed accogliente". Infine il Pontefice ha affermato che: "Perché la vostra azione sia efficace, occorre (…) mantenere vivo ed intensificare il contatto quotidiano con Dio", poiché "solo uomini e donne di orazione possono essere artefici di un'incisiva azione sociale e apostolica".
AC/…/MOVIMENTO TRA NOI VIS 20020308 (290)

giovedì 7 marzo 2002

ARCIVESCOVO FOLEY: MESSA PER CORO ACCADEMIA NAVALE USA


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2002 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, celebrerà domani, all'Altare della Cattedra della Patriarcale Basilica di San Pietro, una Santa Messa per il Coro femminile dell'Accademia Navale degli Stati Uniti d'America.
…/MESSA CORO FEMMINILE/FOLEY VIS 20020307 (60)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Paolo Giglio, Nunzio Apostolico.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Jorge Luis Lona, di San Luis.
- Il Vescovo Juan Horacio Suárez, di San Gregorio de Laferrere.
- Il Vescovo Fernando Carlos Maletti, di San Carlos de Bariloche.
- Il Vescovo Cipriano García Fernández, O.S.A., Prelato di Cafayate.
AP:AL/…/… VIS 20020307 (80)

mercoledì 6 marzo 2002

CONVERSIONE E PERDONO RIDONANO INTEGRITA' E ARMONIA COSMO


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2002 (VIS). I pellegrini che hanno partecipato, questa mattina, all'Udienza Generale del Mercoledì, nell'Aula Paolo VI, hanno ascoltato la catechesi preparata dal Santo Padre, che non era presente, poiché i medici gli hanno consigliato un periodo di riposo, a causa del persistere di una sintomatologia dolorosa al ginocchio destro.

Al termine dell'Udienza, i fedeli si sono diretti in Piazza San Pietro, dove Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, ha rivolto loro parole di saluto ed ha impartito la Benedizione finale.

La catechesi dell'Udienza Generale di oggi si è incentrata sul Salmo 64: "Gioia delle creature di Dio per la sua provvidenza", che presenta il tema del perdono dei peccati e dell'accoglienza presso Dio.

"Per la Bibbia" - scrive il Papa - "la creazione è la sede dell'umanità e il peccato è un attentato all'ordine e alla perfezione del mondo. La conversione e il perdono ridonano, pertanto, integrità e armonia al cosmo".

Il Santo Padre scrive inoltre che: "La conclusione che il Salmo ci suggerisce è facile: quel Dio, che cancella il caos e il male del mondo e della storia, può vincere e perdonare la malvagità e il peccato che l'orante porta dentro di sé e presenta nel tempio, con la certezza della purificazione divina".

"Tutte insieme le creature, quasi come in una processione, si rivolgono al loro Creatore e Sovrano, danzando e cantando, lodando e pregando. Ancora una volta la natura diventa un segno eloquente dell'azione divina".

Il Papa conclude la catechesi segnalando che: "l'incontro più intenso, a cui mira il Salmista con tutto il suo cantico, è quello che unisce creazione e redenzione. Come la terra a primavera risorge per l'azione del Creatore, così l'uomo risorge dal suo peccato per l'azione del Redentore".

Alle 11:30, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico e ha detto ai presenti: "Vi ringrazio per la vostra visita e per le preghiere per la mia pronta guarigione. Abbiamo meditato la Parola di Dio, contenuta nel Salmo 64, che ci invita a non concentrarci sulle promesse del mondo bensì a considerare le promesse del Creatore del mondo. Con questi sentimenti vi esorto a confidare sempre nella Provvidenza Divina, fonte di pace e serenità. Stiamo percorrendo l'itinerario quaresimale con lo sguardo fisso a Cristo, che possiamo incontrare nell'intimità della preghiera". Successivamente il Papa ha intonato il canto del Padre Nostro ed ha impartito la Benedizione Apostolica.
AG/SALMO 64/… VIS 20020306 (430)

martedì 5 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Giuseppe Pinto, che è Nunzio Apostolico in Senegal, Mali, Capo Verde e Delegato Apostolico in Mauritania, Nunzio Apostolico in Guinea-Bissau.
NA/…/PINTO VIS 20020305 (40)
DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE
CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2002 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Il medico curante del Santo Padre, con la consulenza dei suoi collaboratori, in considerazione della persistente sintomatologia dolorosa del ginocchio destro, di sicura natura artrosica, ha consigliato al Papa un doveroso riposo, per curare nel migliore dei modi il disturbo".

"Per questa ragione l'udienza generale di domani, mercoledì 6 marzo, si svolgerà in due momenti: nell'Aula Paolo VI sarà letta la catechesi preparata dal Santo Padre nelle diverse lingue; successivamente i pellegrini confluiranno in Piazza San Pietro per ricevere il saluto e la benedizione finale di Giovanni Paolo II che si affaccerà alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano".

"Inoltre si rinviano ad altra data anche le due visite alle Parrocchie di Roma in programma per le prossime domeniche".
OP/…/NAVARRO-VALLS VIS 20020305 (160)

ARGENTINA: NUOVA EVANGELIZZAZIONE, RIMEDIO MALI DEL PAESE


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il secondo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Argentina, al termine della loro Visita "ad Limina".

Il Santo Padre ha incoraggiato i Vescovi ad affrontare "efficacemente la nuova evangelizzazione (…). Non abbiate mai dubbi nel profondere tutto il vostro zelo ed impegno pastorale, nell'opera della nuova evangelizzazione, con l'intima convinzione che essa illuminerà l'azione dei laici cristiani e potrà essere rimedio efficace e duraturo ai difficili e gravi mali che affliggono attualmente molti abitanti della vostra Nazione".

Sottolineando che nella missione pastorale, i Vescovi possono contare sull'aiuto dei sacerdoti, il Papa ha ribadito che occorre anzitutto ricordare che essendo essi "uomini di Dio, non possono trascurare la loro vita spirituale (…). Tra le molteplici attività che riempiono la giornata di ogni sacerdote, al primo posto è la celebrazione dell'Eucaristia, che conforma il presbitero al Sommo ed Eterno Sacerdote. È alla presenza di Dio che il sacerdote trova la forza di vivere le esigenze del ministero e la docilità per compiere la volontà di Colui che lo ha chiamato e consacrato, affidandogli una missione particolare e necessaria".

Giovanni Paolo II ha quindi parlato dell'importanza della Santa Messa "per l'edificazione, la crescita e la rivitalizzazione delle comunità cristiane". Il Papa ha detto che "niente potrà mai sostituirla perché sebbene la celebrazione della Parola, quando manca il presbitero, sia opportuna per mantenere viva la fede, la meta alla quale si deve tendere è la regolare celebrazione eucaristica (…). Occorre quindi sviluppare un'azione pastorale che favorisca una partecipazione più assidua dei fedeli all'Eucaristia domenicale, la quale deve essere vissuta non solo come precetto, ma anche come esigenza inscritta profondamente nell'esistenza cristiana".

"Un altro campo dell'azione pastorale che esige particolare attenzione", ha proseguito il Papa, "è quello della promozione e della difesa dell'istituzione familiare, oggi attaccata su diversi fronti con molteplici e sottili argomenti". Giovanni Paolo II ha detto di conoscere l'impegno profuso dai Presuli "nel difendere e promuovere questa istituzione, che ha la sua origine in Dio e nel suo piano di salvezza. L'estendersi della crisi del matrimonio e della famiglia non deve portare allo sconforto o all'abbandono, ma anzi ci deve indurre a proclamare, con fermezza pastorale, in autentico spirito di servizio alla famiglia e alla società, la verità sul matrimonio e sulla famiglia fondata da Dio. Non farlo sarebbe una grave omissione pastorale che indurrebbe i credenti nell'errore, così come coloro che hanno la grave responsabilità di prendere decisioni per il bene comune della nazione".

Il Pontefice ha chiesto ai Vescovi di non lasciar sole le famiglie e di promuovere la pastorale familiare nelle diocesi, esortandoli a risvegliare "il loro zelo apostolico, affinché facciano proprio il compito della nuova evangelizzazione, aprano le porte a quanti vivono in situazioni difficili, e testimonino la grande dignità dell'amore disinteressato e incondizionato. Non bisogna inoltre dimenticare", - ha affermato il Papa - "che per la difesa e la promozione dell'istituzione familiare è importante l'adeguata preparazione di quanti si dispongono a contrarre il sacramento del matrimonio".
AL/…/ARGENTINA VIS 20020305 (510)
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