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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 24 aprile 2014

SABATO SANTO: TORNARE AL LUOGO DELLA PRIMA CHIAMATA

Città del Vaticano, 19 aprile 2014 (VIS). Alle 20:30 di questa sera, nella Basilica di San Pietro, ha avuto inizio la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua. Il rito ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Alla processione verso l'Altare con il cero pasquale acceso e il canto dell'Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola e la Liturgia Battesimale. Nel corso della cerimonia il Santo Padre ha amministrato i Sacramenti dell'iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima e Prima Comunione) a 10 neofiti provenienti da Italia, Bielorussia, Senegal, Libano, Francia e Vietnam.

Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata da Papa Francesco:

"Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: 'Voi non abbiate paura!', e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: 'È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea'. Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa loro incontro e dice: 'Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno'. 'Non abbiate paura', 'non temete': è una voce che incoraggia ad aprire il cuore per ricevere questo annuncio.

Dopo la morte del Maestro, i discepoli si erano dispersi; la loro fede si era infranta, tutto sembrava finito, crollate le certezze, spente le speranze. Ma ora, quell’annuncio delle donne, benché incredibile, giungeva come un raggio di luce nel buio. La notizia si sparge: Gesù è risorto, come aveva predetto…E anche quel comando di andare in Galilea; per due volte le donne l’avevano sentito, prima dall’angelo, poi da Gesù stesso: 'Che vadano in Galilea, là mi vedranno'. 'Non temete' e 'andate in Galilea'.

La Galilea è il luogo della prima chiamata, dove tutto era iniziato! Tornare là, tornare al luogo della prima chiamata. Sulla riva del lago Gesù era passato, mentre i pescatori stavano sistemando le reti. Li aveva chiamati, e loro avevano lasciato tutto e lo avevano seguito.

Ritornare in Galilea vuol dire rileggere tutto a partire dalla croce e dalla vittoria; senza paura, 'non temete'. Rileggere tutto – la predicazione, i miracoli, la nuova comunità, gli entusiasmi e le defezioni, fino al tradimento – rileggere tutto a partire dalla fine, che è un nuovo inizio, da questo supremo atto d’amore.

Anche per ognuno di noi c’è una 'Galilea' all’origine del cammino con Gesù. 'Andare in Galilea' significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana. Tornare in Galilea significa anzitutto tornare lì, a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. È da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle. Da quella scintilla si accende una gioia umile, una gioia che non offende il dolore e la disperazione, una gioia buona e mite.

Nella vita del cristiano, dopo il Battesimo, c’è anche un’altra 'Galilea', una 'Galilea' più esistenziale: l’esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo, che mi ha chiamato a seguirlo e a partecipare alla sua missione. In questo senso, tornare in Galilea significa custodire nel cuore la memoria viva di questa chiamata, quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; tornare in Galilea significa recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava.

Oggi, in questa notte, ognuno di noi può domandarsi: qual è la mia Galilea? Si tratta di fare memoria, andare indietro nel ricordo. Dov’è la mia Galilea? La ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai! Lì ti aspetta il Signore. Sono andato per strade e sentieri che me l’hanno fatta dimenticare. Signore, aiutami: dimmi qual è la mia Galilea; sai, io voglio ritornare là per incontrarti e lasciarmi abbracciare dalla tua misericordia. Non abbiate paura, non temete, tornate in Galilea!

Il Vangelo è chiaro: bisogna ritornare là, per vedere Gesù risorto, e diventare testimoni della sua risurrezione. Non è un ritorno indietro, non è una nostalgia. È ritornare al primo amore, per ricevere il fuoco che Gesù ha acceso nel mondo, e portarlo a tutti, sino ai confini della terra. Tornare in Galilea senza paura.

'Galilea delle genti': orizzonte del Risorto, orizzonte della Chiesa; desiderio intenso di incontro… Mettiamoci in cammino!".

DOMENICA DI PASQUA: L’AMORE FA FIORIRE LA SPERANZA NEL DESERTO

Città del Vaticano, 20 aprile 2014 (VIS). Alle 10:15 di questa mattina, domenica di Pasqua, il Santo Padre ha presieduto in una Piazza San Pietro adornata da 35.000 piante fiorite (tulipani, narcisi, giacinti), dono dei coltivatori di fiori dei Paesi Bassi, la solenne Messa nella Pasqua di Risurrezione del Signore. Alla Celebrazione, iniziata con il rito del "Resurrexit", l'apertura di un icona del Risorto situata accanto all'altare papale, hanno partecipato più di 150.000 fedeli provenienti da tutto il mondo. Il Papa non ha tenuto l'omelia poiché alla Messa ha fatto seguito la benedizione "Urbi et Orbi" con il Messaggio pasquale.

Alle 12:00, dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione, il Messaggio pasquale, pregando per i fratelli colpiti dall’epidemia di ebola in alcuni paesi africani, per la pace in Siria, Iraq, Venezuela, Ucraina, per la fine delle violenze nella Repubblica Centroafricana, in Nigeria e in Sud Sudan e per la ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi. Infine il Santo Padre ha impartito la benedizione "Urbi et Orbi".

"Cari fratelli e sorelle, buona e santa Pasqua! - ha detto il Papa - Risuona nella Chiesa sparsa in tutto il mondo l’annuncio dell’angelo alle donne: 'Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto … venite, guardate il luogo dove era stato deposto'.

Questo è il culmine del Vangelo, è la Buona Notizia per eccellenza: Gesù, il crocifisso, è risorto! Questo avvenimento è alla base della nostra fede e della nostra speranza: se Cristo non fosse risorto, il Cristianesimo perderebbe il suo valore; tutta la missione della Chiesa esaurirebbe la sua spinta, perché è da lì che è partita e che sempre riparte. Il messaggio che i cristiani portano al mondo è questo: Gesù, l’Amore incarnato, è morto sulla croce per i nostri peccati, ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha fatto Signore della vita e della morte. In Gesù, l’Amore ha vinto sull’odio, la misericordia sul peccato, il bene sul male, la verità sulla menzogna, la vita sulla morte.

Per questo noi diciamo a tutti: 'Venite e vedete!'. In ogni situazione umana, segnata dalla fragilità, dal peccato e dalla morte, la Buona Notizia non è soltanto una parola, ma è una testimonianza di amore gratuito e fedele: è uscire da sé per andare incontro all’altro, è stare vicino a chi è ferito dalla vita, è condividere con chi manca del necessario, è rimanere accanto a chi è malato o vecchio o escluso… 'Venite e vedete!': l’Amore è più forte, l’Amore dona vita, l’Amore fa fiorire la speranza nel deserto.

Con questa gioiosa certezza nel cuore, noi oggi ci rivolgiamo a te, Signore Risorto!

Aiutaci a cercarti affinché tutti possiamo incontrarti, sapere che abbiamo un Padre e non ci sentiamo orfani; che possiamo amarti e adorarti.

Aiutaci a sconfiggere la piaga della fame, aggravata dai conflitti e dagli immensi sprechi di cui spesso siamo complici.

Rendici capaci di proteggere gli indifesi, soprattutto i bambini, le donne e gli anziani, a volte fatti oggetto di sfruttamento e di abbandono.

Fa’ che possiamo curare i fratelli colpiti dall’epidemia di ebola in Guinea Conakry, Sierra Leone e Liberia, e quelli affetti da tante altre malattie, che si diffondono anche per l’incuria e la povertà estrema.

Consola quanti oggi non possono celebrare la Pasqua con i propri cari perché strappati ingiustamente ai loro affetti, come le numerose persone, sacerdoti e laici, che in diverse parti del mondo sono state sequestrate.

Conforta coloro che hanno lasciato le proprie terre per migrare in luoghi dove poter sperare in un futuro migliore, vivere la propria vita con dignità e, non di rado, professare liberamente la propria fede.

Ti preghiamo, Gesù glorioso, fa’ cessare ogni guerra, ogni ostilità grande o piccola, antica o recente!

Ti supplichiamo, in particolare, per la Siria, l’amata Siria, perché quanti soffrono le conseguenze del conflitto possano ricevere i necessari aiuti umanitari e le parti in causa non usino più la forza per seminare morte, soprattutto contro la popolazione inerme, ma abbiano l’audacia di negoziare la pace, ormai da troppo tempo attesa!

Gesù glorioso, ti domandiamo di confortare le vittime delle violenze fratricide in Iraq e di sostenere le speranze suscitate dalla ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi.

Ti imploriamo che venga posta fine agli scontri nella Repubblica Centroafricana e che si fermino gli efferati attentati terroristici in alcune zone della Nigeria e le violenze in Sud Sudan.

Ti chiediamo che gli animi si volgano alla riconciliazione e alla concordia fraterna in Venezuela.

Per la tua Risurrezione, che quest’anno celebriamo insieme con le Chiese che seguono il calendario giuliano, ti preghiamo di illuminare e ispirare iniziative di pacificazione in Ucraina, perché tutte le parti interessate, sostenute dalla Comunità internazionale, intraprendano ogni sforzo per impedire la violenza e costruire, in uno spirito di unità e di dialogo, il futuro del Paese. Che loro come fratelli possano oggi gridare Xphctoc Bocкpec.

Per tutti i popoli della Terra ti preghiamo, Signore: tu che hai vinto la morte, donaci la tua vita, donaci la tua pace! 'Christus surrexit, venite et videte!'. Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua!".

LUNEDÌ DELL'ANGELO: MARIA, MADRE DELLA SPERANZA

Città del Vaticano, 21 aprile 2014 (VIS). Alle 12:00 di oggi, Lunedì dell'Angelo, il Papa si è affacciato alla finestra dello studio per recitare il Regina Caeli - la preghiera che nel tempo pasquale sostituisce l'Angelus - con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Papa Francesco ha augurato a tutti una buona Pasqua ricordando che: "Il sentimento dominante che traspare dai racconti evangelici della Risurrezione è la gioia piena di stupore (...). La gioia che viene da dentro! E nella Liturgia noi riviviamo lo stato d’animo dei discepoli per la notizia che le donne avevano portato: Gesù è risorto!".

"Lasciamo che questa esperienza, impressa nel Vangelo - ha proseguito il Pontefice - si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita. (...) Chi fa questa esperienza diventa testimone della Risurrezione, perché in un certo senso è risorto lui stesso, è risorta lei stessa. Allora è capace di portare un 'raggio' della luce del Risorto nelle diverse situazioni: in quelle felici, rendendole più belle e preservandole dall’egoismo; in quelle dolorose, portando serenità e speranza".

"In questa settimana, ci farà bene prendere il Libro del Vangelo e leggere quei capitoli che parlano della Risurrezione di Gesù. (...) Ci farà bene, in questa settimana, anche pensare alla gioia di Maria, la Madre di Gesù. - è stato il consiglio del Papa - Passato attraverso l’esperienza di morte e risurrezione del suo Figlio, viste, nella fede, come l’espressione suprema dell’amore di Dio, il cuore di Maria è diventato una sorgente di pace, di consolazione, di speranza, di misericordia. Tutte le prerogative della nostra Madre derivano da qui, dalla sua partecipazione alla Pasqua di Gesù. Dal venerdì al mattino di domenica, Lei non ha perso la speranza: l’abbiamo contemplata Madre addolorata ma, al tempo stesso, Madre piena di speranza. (...) A Lei, silenziosa testimone della morte e della risurrezione di Gesù - ha concluso Papa Francesco - chiediamo di introdurci nella gioia pasquale".

mercoledì 16 aprile 2014

NELLA PASSIONE DI GESÙ VEDIAMO COME IN UNO SPECCHIO LE SOFFERENZE DELL'UMANITÀ

Città del Vaticano, 16 aprile 2014 (VIS). La Passione di Gesù nella quale vediamo come in uno specchio le sofferenze dell'umanità e troviamo la risposta divina al mistero del male, è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale di questo Mercoledì Santo. "Oggi, a metà della Settimana Santa - ha detto il Papa - la liturgia ci presenta un episodio triste: il racconto del tradimento di Giuda, che si reca dai capi del Sinedrio per mercanteggiare e consegnare ad essi il suo Maestro. 'Quanto mi date se io ve lo consegno?' Gesù in quel momento ha un prezzo".

"Questo atto drammatico - ha spiegato il Santo Padre - segna l'inizio della Passione di Cristo, un percorso doloroso che Egli sceglie con assoluta libertà. Lo dice chiaramente Lui stesso: 'Io do la mia vita... Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo'. E così, con questo tradimento, incomincia quella via dell'umiliazione, della spogliazione di Gesù. Come se fosse nel mercato: questo costa trenta denari... Una volta intrapresa la via dell'umiliazione e della spogliazione, Gesù la percorre fino in fondo".

"Gesù raggiunge la completa umiliazione con la 'morte di croce'. Si tratta della morte peggiore, quella che era riservata agli schiavi e ai delinquenti. Gesù era considerato un profeta, ma muore come un delinquente. Guardando Gesù nella sua passione, noi vediamo come in uno specchio le sofferenze dell'umanità e troviamo la risposta divina al mistero del male, del dolore, della morte. Tante volte avvertiamo orrore per il male e il dolore che ci circonda e ci chiediamo. 'Perché Dio lo permette?'. È una profonda ferita per noi vedere la sofferenza e la morte, specialmente quella degli innocenti! Quando vediamo soffrire i bambini è una ferita al cuore: è il mistero del male. E Gesù prende tutto questo male, tutta questa sofferenza su di sé. Questa settimana farà bene a tutti noi guardare il crocifisso, baciare le piaghe di Gesù, baciarle nel crocifisso. Lui ha preso su di sé tutta la sofferenza umana, si è rivestito di questa sofferenza".

"Noi attendiamo che Dio nella sua onnipotenza - ha affermato il Papa - sconfigga l'ingiustizia, il male, il peccato e la sofferenza con una vittoria divina trionfante. Dio ci mostra invece una vittoria umile che umanamente sembra un fallimento. Possiamo dire che Dio vince nel fallimento! Il Figlio di Dio, infatti, appare sulla croce come uomo sconfitto: patisce, è tradito, è vilipeso e infine muore. Ma Gesù permette che il male si accanisca su di Lui e lo prende su di sé per vincerlo. La sua passione non è un incidente; la sua morte - quella morte - era 'scritta'. Davvero non troviamo tante spiegazioni. Si tratta di un mistero sconcertante, il mistero della grande umiltà di Dio: 'Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito'. Questa settimana pensiamo tanto al dolore di Gesù e diciamo a noi stessi: questo è per me. Anche se io fossi stato l'unica persona al mondo, Lui l'avrebbe fatto. L'ha fatto per me. Baciamo il crocifisso e diciamo: per me, grazie Gesù, per me".

"Quando tutto sembra perduto, quando non resta più nessuno perché percuoteranno 'il pastore e saranno disperse le pecore del gregge', è allora che interviene Dio con la potenza della risurrezione. La risurrezione di Gesù non è il finale lieto di una bella favola, non è 'l'happy end' di un film; ma è l'intervento di Dio Padre e là dove si infrange la speranza umana. Nel momento nel quale tutto sembra perduto, nel momento del dolore, nel quale tante persone sentono come il bisogno di scendere dalla croce, è il momento più vicino alla risurrezione. La notte diventa più oscura proprio prima che incominci il mattino, prima che incominci la luce. Nel momento più oscuro interviene Dio e risuscita".

"Gesù, che ha scelto di passare per questa via, ci chiama a seguirlo nel suo stesso cammino di umiliazione. Quando in certi momenti della vita non troviamo alcuna via di uscita alle nostre difficoltà, quando sprofondiamo nel buio più fitto, è il momento della nostra umiliazione e spogliazione totale, l'ora in cui sperimentiamo che siamo fragili e peccatori. È proprio allora, in quel momento, che non dobbiamo mascherare il nostro fallimento, ma aprirci fiduciosi alla speranza in Dio, come ha fatto Gesù".

"Cari fratelli e sorelle, in questa settimana - ha ripetuto il Santo Padre - ci farà bene prendere il crocifisso in mano e baciarlo tanto, tanto e dire: grazie Gesù, grazie Signore".

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 16 aprile 2014 (VIS). Martedì, 15 aprile 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il CardInale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO

- attribuito all'intercessione del Beato italiano Ludovico da Casoria (al secolo: Arcangelo Palmentieri), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori e Fondatore della Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine dette Bigie; (1814-1885).

- attribuito all'intercessione del Beato italiano Amato Ronconi, del Terz'Ordine di San Francesco, Fondatore dell'Ospizio dei Poveri Pellegrini della città di Saludecio ora Casa di Riposo/Opera Pia Beato Amato Ronconi; (1226 circa-1292 circa).

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Alain Marie Guynot de Boismenu, Vescovo francese della Congregazione dei Missionari del Sacratissimo Cuore di Gesù, già Vicario Apostolico di Papua (1870-1953).

- del Servo di Dio Wilhelm Janauschek, Sacerdote professo austriaco della Congregazione del Santissimo Redentore (1859-1926).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 16 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Zbigniew Kiernikowski, Vescovo della diocesi di Legnica (superficie: 7.080; popolazione: 851.500: cattolici: 776.700; sacerdoti: 475; religiosi: 279), Polonia. Finora Vescovo di Siedlce (Polonia), succede al Vescovo Stefan Cichy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., Vescovo della diocesi di Osasco (superficie: 2.477; popolazione: 2.490.000; cattolici: 2.051.000; sacerdoti: 128; religiosi: 284), Brasile. Finora Vescovo di União da Vitória (Brasile), succede al Vescovo Ercílio Turco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Kazimierz Gurda, Vescovo di Siedlce (superficie: 11.440; popolazione: 737.600; cattolici: 726.600; sacerdoti: 656; religiosi: 392), Polonia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Kielce (Polonia).

- Ha nominato il Padre Giuseppe Piemontese, O.F.M. Conv., Vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia (superficie: 871; popolazione: 159.700; cattolici: 157.900; sacerdoti: 130; religiosi: 121; diaconi permanenti: 23), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Monte Sant'Angelo (Italia) nel 1946, ha emesso i voti temporanei nel 1967, quelli perpetui nel 1977 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1971. Appartiene alla Provincia di Puglia dei Frati Minori Conventuali. Ha svolto i seguenti Uffici e ministeri: Educatore nelle case di formazione; Animatore della pastorale giovanile; è stato Parroco a Bari per nove anni in una parrocchia del Rione Japigia; Membro del Definitorio della Provincia; Ministro Provinciale e Custode del Sacro Convento di Assisi.

AVVISO

Città del Vaticano, 16 aprile 2014 (VIS). Come ogni anno nel corso della Settimana Santa, da giovedì 17 a martedì 22 aprile, ed anche mercoledì 23 aprile, giorno onomastico del Santo Padre Francesco, giorni di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione del servizio riprenderà giovedì 24 aprile.

martedì 15 aprile 2014

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER VITTIME INCENDIO A VALPARAISO

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (vis). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Pietro Parolin Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio al Vescovo Gonzalo Duarte García de Cortázar, di Valparaíso (Cile), per le vittime del terribile incendio che nelle ultime 48 ore ha devastato il bosco nei pressi della città propagandosi in diverse aree. Finora l'incendio ha causato dodici vittime e oltre diecimila sfollati.

"Nell'apprendere la notizia del terribile incendio che ha colpito la città di Valparaiso - si legge nel testo - Papa Francesco desidera esprimere la sua vicinanza spirituale a tutti gli abitanti, offrendo preghiere di suffragio per i defunti, e nel contempo condividendo la pena di quanti hanno perso la casa e i beni".

"Nel sostenere con la preghiera l'impegno delle squadre di soccorso, il Santo Padre prega le autorità e tutto il popolo che non si perdano d'animo di fronte alle avversità, affinché con spirito di solidarietà e carità fraterna facciano arrivare gli aiuti necessari a tutte le persone colpite".

Infine il Cardinale Parolin prega il Vescovo di trasmettere ai familiari de defunti le più sentite condoglianze del Papa e di esprimere la sua paterna sollecitudine ai feriti e a quanti hanno subito danni.

PRESENTAZIONE DA PARTE DELLA SANTA SEDE DEL RAPPORTO SULLA CONVENZIONE CONTRO LA TORTURA

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., a seguito di domande ricevute da giornalisti, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla presentazione da parte della Santa Sede del Rapporto sulla Convenzione contro la Tortura:

"Nel prossimo mese di maggio, la Santa Sede – con Cipro, Lituania, Guinea, Montenegro, Sierra Leone, Thailandia, Uruguay – presenterà il suo Rapporto Iniziale sulla Convenzione contro la Tortura (CAT) al relativo Comitato. Si tratta della procedura ordinaria alla quale aderiscono tutti gli “Stati parte” della Convenzione.

Tenendo conto del tipo di obblighi previsti dalla Convenzione, la Santa Sede ha aderito, nel 2002, a detta Convenzione esclusivamente a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano.

In ragione di ciò, la Santa Sede continua ad attuare gli obblighi assunti per conto dello Stato della Città del Vaticano e a presentare i rapporti periodici, secondo le procedure previste dalla Convenzione".

NELLA SETTIMANA SANTA IL PAPA DONA IL VANGELO TASCABILE AI DETENUTI DEL CARCERE ROMANO DI "REGINA COELI"

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (VIS). Domani, Mercoledì Santo, i detenuti del carcere romano di "Regina Coeli" riceveranno come dono pasquale di Papa Francesco milleduecento copie del Vangelo tascabile. Si tratta dello stesso volumetto che contiene anche gli Atti degli Apostoli, regalato ai fedeli presenti all'Angelus di domenica 6 aprile in Piazza San Pietro e alla Messa celebrata dal Pontefice lo stesso pomeriggio nella parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana. L'Arcivescovo Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, consegnerà le copie del Vangelo tascabile nel corso di una visita all'istituzione penitenziaria.

Giovedì Santo, 17 aprile, l'Arcivescovo Krajewski celebrerà la Messa "In Coena Domini" presso l'"Isola dell'Amore Fraterno", un'Associazione Cattolica di volontariato che dal 1996 si occupa di prevenzione, solidarietà ed assistenza a detenuti, ex detenuti e persone a rischio di emarginazione sociale e/o familiare.

POSSESSO DEL CARDINALE ORLANDO B. QUEVEDO, O.M.I.

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione che giovedì 24 aprile, alle ore 18:00, il Cardinale Orlando B. Quevedo, O.M.I., Arcivescovo di Cotabato (Filippine), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria "Regina Mundi" a Torre Spaccata, Via Alessandro, Barbosi, 6, Roma.

UDIENZE

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Vescovo Charbel Georges Merhi, della Congregazione dei Missionari Libanesi Maroniti, Vescovo emerito di San Charbel en Buenos Aires.

- Il Vescovo Marcello Semeraro, Vescovo di Albano e Segretario del Consiglio dei Cardinali.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Peter Kayode Odetoyinbo, Vescovo della Diocesi di Abeokuta (superficie: 10.562; popolazione: 2.570.000; cattolici: 70.125; sacerdoti: 57; religiosi: 40), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Ibadan (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Dal 1989 al 1992 è stato Vicario parrocchiale; dal 1990 al 1996: Vice-Direttore del programma Renew Process Ibadan Archdiocese; dal 1992 al 1996 Docente in Seminario Minore e incaricato delle Parrocchie di St. Patrick e St. Ignatius of Loyola; dal 2001 Sacerdote residente nella Cattedrale St. Mary’s di Ibadan, Parroco della Chiesa dell’Assunzione a Bodija e Docente di Storia della Chiesa al Seminario Ss. Peter and Paul;
dal 2003 Docente di Storia della Chiesa presso il Dominican Institute; dal 2002 al 2007 Presidente dell’Ibadan Diocesan Priests’ Association; dal 2002 al 2008 Segretario del Diocesan Priests of All Yorubaland; dal 2009 è Vicario Generale dell’Arcidiocesi di ibadan.

- Ha nominato il Reverendo Acquirino Francis Kibira, Vescovo della Diocesi di Kasese (superficie: 3.205; popolazione: 610.000; cattolici: 292.106; sacerdoti: 39; religiosi: 66), Uganda. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 nel villaggio di Kigoto-Bulyansungwe (Uganda) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1985 è stato Assistente presso la parrocchia di Bukwali, Fort Portal; dal 1985 al 1987 Docente al Katigondo National Major Seminary, Masaka; dal 1991 al 1995 Responsabile della formazione permanente del clero;
dal 1992 al 1995 Docente e Decano degli studi al St. Paul’s National Seminary Kinyamasika, Fort Portal; dal 1995 Rettore del Seminario Nazionale St. Paul’s Kinyamasika a Fort Portal. Succede al Vescovo Egidio Nkaijanabwo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 14 aprile 2014

PAPA FRANCESCO AI SEMINARISTI: SE NON SIETE DISPOSTI A DIVENTARE PASTORI AD IMMAGINE DI GESÙ BUON PASTORE, È MEGLIO CHE ABBIATE IL CORAGGIO DI CERCARE UN’ALTRA STRADA

Città del Vaticano, 14 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, nel ricevere in udienza la Comunità del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, il Santo Padre. ha rivolto ai seminaristi queste parole: "Cari seminaristi, non vi state preparando a fare un mestiere, a diventare funzionari di un'azienda o di un organismo burocratico. Mi raccomando - ha esortato il Papa - state attenti a non cadere in questo. Voi state diventando pastori ad immagine di Gesù Buon Pastore, per essere come Lui e in persona di Lui in mezzo al suo gregge, per pascere le sue pecore. Di fronte a questa vocazione, noi possiamo rispondere come la Vergine Maria all’angelo: 'Come è possibile questo?'".

"Diventare 'buoni pastori' ad immagine di Gesù - ha proseguito il Pontefice - è una cosa troppo grande, e noi siamo tanto piccoli. Sì, è vero, è troppo grande; ma non è opera nostra! È opera dello Spirito Santo, con la nostra collaborazione. (...) 'Non vivo più io, ma Cristo vive in me'", ha detto Papa Francesco ricordando con questa frase che solo così si può essere diaconi e presbiteri nella Chiesa. "Se voi non siete disposti a seguire questa strada, con questi atteggiamenti e queste esperienze, è meglio che abbiate il coraggio di cercare un’altra strada. Ci sono molti modi, nella Chiesa, di dare testimonianza cristiana. Nella sequela ministeriale di Gesù Cristo non c’è posto per la mediocrità, che conduce sempre ad usare il santo popolo di Dio a proprio vantaggio. Guai ai cattivi Pastori che pascolano sé stessi e non il gregge! – esclamavano i Profeti. Che questo 'guai!' vi faccia riflettere seriamente sul vostro futuro".

DOMENICA DELLE PALME: "CHI SONO IO, DAVANTI A GESÙ CHE ENTRA IN FESTA IN GERUSALEMME? CHI SONO IO, DAVANTI A GESÙ CHE SOFFRE?"

Città del Vaticano, 13 aprile 2014 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco ha aperto i riti della Settimana Santa con la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore.

Al centro della piazza, presso l’obelisco, il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione che ha raggiunto il sagrato, ha celebrato la Santa Messa della Passione del Signore. Alla celebrazione hanno preso parte - in occasione della ricorrenza diocesana della XXIX Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,3) - giovani di Roma e di altre diocesi.

Nell'omelia il Papa si è soffermato sulla domanda: "Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?".

"Questa settimana - ha detto il Papa - incomincia con la processione festosa con i rami di ulivo: tutto il popolo accoglie Gesù. I bambini, i ragazzi cantano, lodano Gesù. Ma questa settimana va avanti nel mistero della morte di Gesù e della sua risurrezione. Abbiamo ascoltato la Passione del Signore. Ci farà bene farci soltanto una domanda: chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?".

"Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro? ".

"Abbiamo sentito anche un altro nome: Giuda. 30 monete. Sono io come Giuda? Abbiamo sentito altri nomi: i discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano che cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro? Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni: sono io come loro? E quando faccio queste cose, se le faccio, credo che con questo salvo il popolo?".
"Sono io come Pilato? Quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare - o condanno io - le persone? Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba? Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù".

"Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, Gli sputano addosso, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore? Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce? Sono io come quelli che passavano davanti alla Croce e si facevano beffe di Gesù: 'Era tanto coraggioso! Scenda dalla croce, a noi crederemo in Lui!'. Farsi beffe di Gesù…".

"Sono io come quelle donne coraggiose, e come la Mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura? Sono io come le due Marie che rimangono davanti al Sepolcro piangendo, pregando?".

"Sono io come quei capi che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire: 'Guarda che questo diceva che sarebbe risuscitato. Che non venga un altro inganno!', e bloccano la vita, bloccano il sepolcro per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori?".
"Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio? Che questa domanda - ha concluso il Pontefice - ci accompagni durante tutta la settimana".

ANGELUS: LA CROCE DELLA GMG SIA SEGNO DI SPERANZA PER IL MONDO

Città del Vaticano, 13 aprile 2014 (VIS). Al termine della solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre ha recitato l'Angelus con i sessantamila fedeli presenti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha rivolto uno speciale saluto ai 250 delegati, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, che in questi giorni hanno partecipato all'incontro sulle Giornate Mondiali della Gioventù organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici.

"Comincia così - ha ricordato il Santo Padre - il cammino di preparazione del prossimo raduno mondiale, che si svolgerà nel luglio 2016 a Cracovia e che avrà per tema 'Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia' (Mt 5,7). Tra poco i giovani brasiliani consegneranno ai giovani polacchi la Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù. L’affidamento della croce ai giovani fu compiuto trent’anni fa dal beato Giovanni Paolo II: egli chiese loro di portarla in tutto il mondo come segno dell’amore di Cristo per l’umanità. Il prossimo 27 aprile avremo tutti la gioia di celebrare la canonizzazione di questo Papa, insieme con Giovanni XXIII. Giovanni Paolo II, che è stato l’iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù, ne diventerà il grande patrono; nella comunione dei santi continuerà ad essere per i giovani del mondo un padre e un amico. Chiediamo al Signore che la Croce, insieme all’icona di Maria 'Salus Populi Romani', sia segno di speranza per tutti rivelando al mondo l’amore invincibile di Cristo".

Infine si è svolto il Passaggio della Croce della GMG e il Santo Padre Francesco ha aggiunto: "Saluto tutti i romani e i pellegrini! Saluto in particolare le delegazioni di Rio de Janeiro e di Cracovia, guidate dai loro Arcivescovi, i Cardinali Orani João Tempesta e Stanisław Dziwisz. In questo contesto ho la gioia di annunciare che, a Dio piacendo, il 15 agosto prossimo, a Daejeon, nella Repubblica di Corea, incontrerò i giovani dell’Asia nel loro grande raduno continentale".

"Ed ora - ha concluso il Papa - ci rivolgiamo alla Vergine Madre, perché ci aiuti a seguire sempre con fede l’esempio di Gesù".

LO STUDIO DELLA STORIA RAPPRESENTA UNA DELLE VIE PER LA RICERCA DELLA VERITÀ

Città del Vaticano, 12 aprile 2014 (VIS). "Lo studio della storia rappresenta (...) una delle vie per la ricerca appassionata della verità, che da sempre pervade l'animo dell'uomo", ha detto il Santo Padre nel corso dell'Udienza ai Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, di cui quest'anno ricorre il 60° anniversario di istituzione. "Le vostre ricerche, segnate insieme da autentica passione ecclesiale e da amore sincero per la verità, possono essere di grande aiuto a coloro che hanno il compito di discernere ciò che lo Spirito Santo vuole dire alla Chiesa di oggi. (...) Nell'incontro e nella collaborazione con ricercatori di ogni cultura e religione, voi potete offrire un contributo specifico al dialogo tra la Chiesa e il mondo contemporaneo".

"Tra le iniziative che avete in programma - ha ricordato infine il Papa - penso in particolare al convegno internazionale nella ricorrenza del centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. In esso passerete in rassegna le più recenti acquisizioni della ricerca, con speciale attenzione per le iniziative diplomatiche della Santa Sede durante quel tragico conflitto e al contributo dato dai cattolici (...), come anche alla ricostruzione di un mondo lacerato da quella che Benedetto XV definì 'inutile strage'. (Lettera di Capi del popoli belligeranti, 1° agosto 1917). E risuona ancora oggi, quanto mai attuale l'accorato appello di Pio XII: 'Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra'. (Radiomessaggio, 24 agosto 1939)'. Quando riascoltiamo quelle parole profetiche, veramente ci rendiamo conto che la storia è 'magistra vitae'".

PAPA FRANCESCO: PERCHÉ SI POSSA PARLARE DI SALUTE PIENA È NECESSARIO NON PERDERE DI VISTA CHE LA PERSONA UMANA È UNITÀ DI CORPO E SPIRITO

Città del Vaticano, 12 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto i Partecipanti al Congresso della Società italiana di Chirurgia Oncologica promosso dall'Università La Sapienza di Roma e dall'ospedale Sant'Andrea. "La ricerca scientifica ha moltiplicato le possibilità di prevenzione e cura, ha scoperto terapie per il trattamento delle più varie patologie - ha detto il Papa - Ma perché si possa parlare di salute piena è necessario non perdere di vista che la persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, è unità di corpo e spirito. Questi due elementi si possono distinguere ma non separare, perché la persona è una. Dunque anche la malattia, l’esperienza del dolore e della sofferenza, non riguardano solo la dimensione corporea, ma l’uomo nella sua totalità. Da qui l’esigenza di una cura integrale, che consideri la persona nel suo insieme e unisca alla cura medica anche il sostegno umano, psicologico e sociale, l’accompagnamento spirituale ed il sostegno ai familiari del malato".

Nel citare le parole di Giovanni Paolo II nel Motu Proprio "Dolentium hominum", (1985), Papa Francesco ha ribadito: "È indispensabile che gli operatori sanitari 'siano guidati da una visione integralmente umana della malattia e sappiano attuare un approccio compiutamente umano al malato che soffre'. La condivisione fraterna con i malati ci apre alla vera bellezza della vita umana".



Infine, riferendosi all'inizio della Settimana Santa, che culmina con il Triduo della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, Papa Francesco ha affermato: "Qui la sofferenza umana è assunta fino in fondo e redenta da Dio. Da Dio-Amore. Solo Cristo dà senso alla scandalo del dolore innocente".

UDIENZE

Città del Vaticano, 14 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Sabato 12 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Alan Williams S.M., Vescovo di Brentwook (superficie: 3.967; popolazione: 2.789.000; cattolici: 225.700; sacerdoti: 154; religiosi: 293; diaconi permanenti: 11), Inghilterra, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Blackburn (Gran Bretagna) nel 1951, ha emesso i voti solenni nella Società di Maria (Padri Maristi) nel 1976 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dopo essere stato Insegnante al St. Mary's College (Blackburn), dal 1992 al 2000 è stato Direttore del Santuario nazionale di Nostra Signora di Walsingham. Dal 2000 al 2005 è stato Cappellano presso la "Sheffield Hallam University" e, dal 2005 al 2008, Parroco di Sidcup nell'arcidiocesi di Southwark. Dal 2000 al 2008 è stato Superiore Regionale dei Padri Maristi. Dal 2008 nuovamente Direttore del Santuario nazionale di Nostra Signora di Walsingham, nella diocesi di East Anglia. Succede al Vescovo Thomas McMahon, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 12 aprile il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Kharkiv-Zaporizhia (Ucraina), presentata dal Vescovo Marian Buczek, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Stanislav Szyrokoradiuk, O.F.M., Vescovo di Kharkiv-Zaporizhia (superficie: 196.300; popolazione: 19.000.000; cattolici: 40.000; sacerdoti: 64; religiosi: 97), Ucraina. È stato finora Ausiliare di Kyiv-Zhytomyr e Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis di Lutsk (Ucraina).

- Ha nominato il Vescovo Vitaliy Skomarovskyi, Vescovo di Lutsk (superficie: 40.300, popolazione: 2.217.730; cattolici: 27.160; sacerdoti: 26; religiosi: 19), Ucraina. È stato finora Ausiliare di Kyiv-Zhytomyr (Ucraina).

- Ha nominato il Padre Columba Macbeth-Green, O.S.P.P.E., Vescovo della diocesi di Wilcannia-Forbes (superficie: 414.378; popolazione: 117.000; cattolici: 35.200; sacerdoti: 21; religiosi: 42), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Forbes (Australia). Entrato nel noviziato dell'Ordine di San Paolo Primo Eremita, ha emesso la professione religiosa solenne nel 1996 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 2001 Vice Parroco e poi Parroco di Tarcutta, Wagga Wagga; dal 1999 al 2000 Prefetto dei Novizi in Tarcutta; dal 1999 al 2002 Primo Consigliere della Provincia Australiana dell’Ordine; dal 2001 al 2002 Maestro dei Novizi in Tarcutta; dal 2002 Segretario della Provincia Australiana dell’Ordine; dal 2002 al 2006 Sotto-Priore del Monastero di Penrose Park, Wollongong; dal 2003 al 2006 Parroco di Moss Vale, Wollongong. Dal 2006 Priore del Monastero e Rettore del Santuario di Marian Valley, Canungra, Brisbane, e dal 2009 Vicario Provinciale della Provincia Australiana dell’Ordine.

- Ha nominato il Vescovo Giovanni D'Ercole, F.D.P., Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno (superficie: 840; popolazione: 107.503; cattolici: 106.512; sacerdoti: 111; religiosi: 151; diaconi permanenti: 7), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi de L'Aquila.

- Ha nominato la Professoressa Margaret Scotford Archer, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, già Direttore del "Centre d'Ontologie Sociale" presso la EPFL École Polytechnique Fédérale de Lausanne, Accademico Pontificio e Membro del Consiglio dell'Accademia (Gran Bretagna).
- Ha annoverato il Sacerdote Maurizio Tagliaferri tra i Relatori della Congregazione delle Cause dei Santi, attualmente Professore Ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna.

- Ha confermato il Monsignor Guido Marini nel suo attuale incarico di Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

venerdì 11 aprile 2014

ALL'UFFICIO INTERNAZIONALE CATTOLICO DELL'INFANZIA: LA CHIESA NON VUOLE COMPIERE UN PASSO INDIETRO RISPETTO ALLE SANZIONI CONTRO GLI ABUSI SESSUALI SUI MINORI

Città del Vaticano, 11 aprile 2014 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza una Delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia (BICE), che ebbe origine dall'intervento del Papa Pio XII in difesa dell'infanzia, all'indomani della Seconda Guerra Mondiale. Da allora questa organizzazione nata "dalla maternità della Chiesa", ha ricordato Papa Francesco, si è sempre impegnata a promuovere la tutela dei diritti dei minori, contribuendo anche alla Convenzione dell'O.N.U. del 1989. E in questo suo lavoro collabora costantemente con gli uffici della Santa Sede a New York, a Strasburgo e soprattutto a Ginevra.

Dopo aver affermato che "In una società ben costituita i privilegi devono essere solo per i bambini e per gli anziani. Perché il futuro di un popolo è in mano loro!", il Santo Padre si è soffermato sul tema degli abusi sui minori: "Mi sento chiamato a farmi carico - ha sottolineato - di tutto il male che alcuni sacerdoti - abbastanza, abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità - a farmene carico e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini. La Chiesa è cosciente di questo danno. È un danno personale e morale loro, ma di uomini di Chiesa. E noi non vogliamo compiere un passo indietro in quello che si riferisce al trattamento di questo problema e alle sanzioni che devono essere comminate. Al contrario, credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si scherza!".

"Ai nostri giorni - ha continuato il Papa - è importante portare avanti i progetti contro il lavoro-schiavo, contro il reclutamento di bambini-soldato e ogni tipo di violenza sui minori. In positivo, occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva".

"Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del 'pensiero unico'. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: 'A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione"-

"Lavorare per i diritti umani - ha concluso il Pontefice - presuppone di tenere sempre viva la formazione antropologica, essere ben preparati sulla realtà della persona umana, e saper rispondere ai problemi e alle sfide posti dalle culture contemporanee e dalla mentalità diffusa attraverso i mass media. Ovviamente non si tratta di rifugiarci in ambienti protetti, nasconderci, che al giorno d'oggi sono incapaci di dare vita, che sono legati a culture che già sono passate... No, questo no, non va bene. Ma affrontare con i valori positivi della persona umana le nuove sfide che ci pone la cultura nuova. Per voi, si tratta di offrire ai vostri dirigenti e operatori una formazione permanente sull’antropologia del bambino, perché è lì che i diritti e i doveri hanno il loro fondamento. Da essa dipende l’impostazione dei progetti educativi, che ovviamente devono continuare a progredire, maturare e adeguarsi ai segni dei tempi, rispettando sempre l'identità umana e la libertà di coscienza".

"Grazie ancora. - ha concluso il Pontefice - Vi auguro un buon lavoro. Mi viene in mente il logo che la Commissione della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza aveva a Buenos Aires (...). Il logo della Sacra Famiglia sopra un asinello che scappa in Egitto per difendere il Bambino. A volte per difendere, è necessario scappare; a volte è necessario fermarsi per proteggere; a volte è necessario combattere. Però sempre bisogna avere tenerezza".

AL MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO: I BAMBINI E I NONNI SONO LA SPERANZA DI UN POPOLO!

Città del Vaticano, 11 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, nel ricevere nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, quattrocentosettanta membri del Movimento per la Vita Italiano, il Santo Padre Francesco ha salutato in particolare i responsabili del "Progetto Gemma" (servizio per l'adozione prenatale a distanza di madri in attesa in difficoltà) che "in questi venti anni - ha ricordato - ha permesso, attraverso una particolare forma di solidarietà concreta, la nascita di tanti bambini che altrimenti non avrebbero visto la luce".

"La vita umana è sacra e inviolabile - ha ribadito il Pontefice - Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica. 'Così come il comandamento 'non uccidere' pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire 'no a un’economia dell’esclusione e della inequità'. Questa economia uccide … Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello 'scarto' che, addirittura, viene promossa'. E così viene scartata anche la vita", ha proseguito il Papa citando l'Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium".

"Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: 'La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli'".

"Io ricordo una volta, tanto tempo fa, - ha proseguito il Papa - che avevo una conferenza con i medici. Dopo la conferenza ho salutato i medici (...). Salutavo i medici, parlavo con loro, e uno mi ha chiamato in disparte. Aveva una pacchetto e mi ha detto: 'Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Ho incontrato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita'. Mi ha consegnato tutti questi strumenti. Pregate per quest'uomo bravo!".

"A chi è cristiano compete sempre questa testimonianza evangelica: proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata".

"Abbiamo parlato dei bambini: ce ne sono tanti! Ma io vorrei anche parlare dei nonni, l'altra parte della vita! Perché noi dobbiamo aver cura anche dei nonni, perché i bambini e i nonni sono la speranza di un popolo. I bambini, i giovani perché lo porteranno avanti, porteranno avanti questo popolo; e i nonni perché hanno la saggezza della storia, sono la memoria di un popolo. Custodire la vita in un tempo dove i bambini e i nonni entrano in questa cultura dello scarto e vengono pensati come materiale scartabile. No! I bambini e i nonni sono la speranza di un popolo!".

"Il Signore - ha concluso il Papa - sostenga l’azione che svolgete come Centri di Aiuto alla Vita e come Movimento per la Vita, in particolare il progetto 'Uno di noi'. Vi affido alla celeste intercessione della Vergine Madre Maria e di cuore benedico voi e le vostre famiglie".

MESSAGGIO DEL PAPA AL VENEZUELA: L’UNITÀ PREVALGA SEMPRE SUL CONFLITTO

Città del Vaticano, 11 aprile 2014 (VIS). In occasione dell'apertura del "Dialogo di Pace" fra il governo e i gruppi di opposizione del Venezuela, al quale la Santa Sede è stata invitata a partecipare in qualità di mediatore - il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio al Presidente Nicolás Maduro Moros, ai membri del Governo, ai Rappresentanti della Mesa de Unidad Democrática e ai Cancellieri dell’UNASUR, in cui auspica che l’unità prevalga sempre sul conflitto. Nella giornata di ieri, l'Arcivescovo Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela, ha dato lettura del Messaggio in apertura dell'Incontro. Ne pubblichiamo di seguito il testo integrale.

"Desidero anzitutto ringraziarVi per l’invito che avete rivolto alla Santa Sede a partecipare al processo di dialogo e di pace per il Vostro carissimo Paese. A ciascuno di Voi desidero anzitutto assicurare la mia preghiera, perché l’incontro ed il processo che state intraprendendo portino i frutti desiderati di riconciliazione nazionale e di pace, doni che invochiamo da Dio per tutto il popolo venezuelano.

Sono consapevole dell’inquietudine e del dolore vissuti da tante persone e, mentre esprimo preoccupazione per quanto sta accadendo, rinnovo il mio affetto per tutti i venezuelani, in particolare per le vittime delle violenze e per le loro famiglie. Sono profondamente convinto che la violenza non potrà mai portare pace e benessere ad un Paese, poiché essa genera sempre e solo violenza. Al contrario, attraverso il dialogo potete riscoprire la base comune e condivisa che conduce a superare il momento attuale di conflitto e di polarizzazione, che ferisce così profondamente il Venezuela, per trovare forme di collaborazione. Nel rispetto e nel riconoscimento delle differenze che esistono tra le Parti, si favorirà il bene comune. Tutti Voi, infatti, condividete l’amore per il Vostro Paese e per il Vostro popolo, come pure le gravi preoccupazioni legate alla crisi economica, alla violenza e alla criminalità. Tutti avete a cuore il futuro dei Vostri figli e il desiderio di pace che contraddistingue i venezuelani. Tutti avete in comune la fede in Dio e la volontà di difendere la dignità della persona umana.

Proprio ciò vi accomuna e vi spinge ad intraprendere il dialogo che oggi comincia, alla cui base deve esserci un’autentica cultura dell’incontro, che sia consapevole che l’unità prevale sempre sul conflitto. Vi invito, dunque, a non fermarVi alla congiuntura conflittuale, ma ad aprirVi vicendevolmente per divenire ed essere autentici operatori di pace. Al cuore di ogni dialogo sincero c’è, anzitutto, il riconoscimento e il rispetto dell’altro. Soprattutto c’è l’'eroismo' del perdono e della misericordia, che ci liberano dal risentimento, dall’odio e aprono una strada veramente nuova. Si tratta di una strada lunga e difficile, che richiede pazienza e coraggio, ma è l’unica che può condurre alla pace e alla giustizia. Per il bene di tutto il popolo e per il futuro dei Vostri figli, Vi chiedo di avere questo coraggio.

Con questi sentimenti accompagno tutta la cara Nazione venezuelana, e a ciascuno imparto di cuore la Benedizione Apostolica, invocando l’aiuto del Signore".

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Vescovo Oscar Cantoni, di Crema (Italia).

giovedì 10 aprile 2014

LE UNIVERSITÀ PONTIFICIE NON SONO MACCHINE PER PRODURRE TEOLOGI E FILOSOFI

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). I professori, gli studenti e il personale non docente della Pontificia Università Gregoriana, del Pontificio Istituto Biblico e del Pontificio Istituto Orientale sono stati ricevuti questa mattina in udienza da Papa Francesco. Le tre Istituzioni, riunite in Consorzio dal Papa Pio XI nel 1923, sono affidate alla Compagnia di Gesù. Il Santo Padre ha sottolineato quanto sia importante che tra di esse si sviluppi la collaborazione "custodendo la memoria storica e al tempo stesso facendosi carico del presente e guardando al futuro con creatività e immaginazione, (...), trovando vie nuove senza paura".

Papa Francesco ha sottolineato due aspetti che devono caratterizzare l'impegno di quanti appartengono al Consorzio, come docenti e come studenti. Il primo aspetto è quello di valorizzare il luogo nel quale si trovano e soprattutto la Chiesa di Roma. "C’è un passato e c’è un presente. Ci sono le radici di fede: le memorie degli Apostoli e dei Martiri; e c’è l’'oggi' ecclesiale, c’è il cammino attuale di questa Chiesa che presiede alla carità, al servizio dell’unità e della universalità. Tutto questo non va dato per scontato! (...) Ma nello stesso tempo voi portate qui la varietà delle vostre Chiese di provenienza, delle vostre culture. Questa è una delle ricchezze inestimabili delle istituzioni romane. Essa offre una preziosa occasione di crescita nella fede e di apertura della mente e del cuore all’orizzonte della cattolicità. Dentro questo orizzonte la dialettica tra 'centro' e 'periferie' assume una forma propria, cioè la forma evangelica, secondo la logica di un Dio che giunge al centro partendo dalla periferia e per tornare alla periferia".

Il secondo aspetto "è quello del rapporto tra studio e vita spirituale. (...) Questa è una delle sfide del nostro tempo: trasmettere il sapere e offrirne una chiave di comprensione vitale, non un cumulo di nozioni non collegate tra loro. C’è bisogno di una vera ermeneutica evangelica per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini, non di una sintesi ma di una atmosfera spirituale di ricerca e certezza basata sulle verità di ragione e di fede. La filosofia e la teologia permettono di acquisire le convinzioni che strutturano e fortificano l’intelligenza e illuminano la volontà… ma tutto questo è fecondo solo se lo si fa con la mente aperta e in ginocchio. Il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso è un mediocre. Il buon teologo e filosofo ha un pensiero aperto, cioè incompleto, sempre aperto al 'maius' di Dio e della verità, sempre in sviluppo. (...) E il teologo che non prega e che non adora Dio finisce affondato nel più disgustoso narcisismo. E questa è una malattia ecclesiastica. Fa tanto male il narcisismo dei teologi, dei pensatori, è disgustoso".

"Il fine degli studi in ogni Università pontificia - ha ribadito il Pontefice - è ecclesiale. La ricerca e lo studio vanno integrati con la vita personale e comunitaria, con l’impegno missionario, con la carità fraterna e la condivisione con i poveri, con la cura della vita interiore nel rapporto con il Signore. I vostri Istituti non sono macchine per produrre teologi e filosofi; sono comunità in cui si cresce, e la crescita avviene nella famiglia. Nella famiglia universitaria c’è il carisma di governo, affidato ai superiori, e c’è la diaconia del personale non docente, che è indispensabile per creare (...) un atteggiamento di umanità e di saggezza concreta, che farà degli studenti di oggi persone capaci di costruire umanità, di trasmettere la verità in dimensione umana, di sapere che se manca la bontà e la bellezza di appartenere a una famiglia di lavoro si finisce per essere un intellettuale senza talento, un eticista senza bontà, un pensatore carente dello splendore della bellezza e solo 'truccato' di formalismi. Il contatto rispettoso e quotidiano con la laboriosità e la testimonianza degli uomini e delle donne che lavorano nelle vostre Istituzioni vi darà quella quota di realismo tanto necessaria affinché la vostra scienza sia scienza umana e non di laboratorio".

LA TRATTA DI ESSERI UMANI È UN DELITTO CONTRO L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). "La tratta di esseri umani è una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo. È un delitto contro l’umanità". Queste le parole del Santo Padre ai partecipanti alla Seconda Conferenza Internazionale "Combatting Human Trafficking: Church and Law Enforcement in partnership" (La lotta contro il traffico di esseri umani: Chiesa ed applicazione della legge in collaborazione), organizzata dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, (Vaticano, 9-10 aprile). "È un incontro, un incontro importante, - ha aggiunto il Santo Padre - ma è anche un gesto: è un gesto della Chiesa, un gesto delle persone di buona volontà, che vuole gridare 'basta!'”.

"Il fatto di trovarci qui, per unire i nostri sforzi, significa che vogliamo che le strategie e le competenze siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica, dalla prossimità agli uomini e alle donne che sono vittime di questo crimine. Sono qui riunite autorità di polizia, impegnate soprattutto a contrastare questo triste fenomeno con gli strumenti e il rigore della legge; e insieme operatori umanitari, il cui compito principale è di offrire accoglienza, calore umano e possibilità di riscatto alle vittime. Sono due approcci diversi, ma che possono e devono andare insieme. Dialogare e confrontarsi a partire da questi due approcci complementari è molto importante. Per questo motivo incontri come questo sono di grande utilità, direi necessari".

Nel ringraziare i presenti per la loro collaborazione, il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Penso che è un segno importante il fatto che, a distanza di un anno dal primo incontro abbiate voluto ritrovarvi, da tante parti del mondo, per portare avanti un lavoro comune".

DICHIARAZIONE FINALE DELLA CONFERENZA SUL TRAFFICO DI ESSERI UMANI E SULLA SCHIAVITÙ

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). Di seguito pubblichiamo la dichiarazione finale dei partecipanti alla Seconda Conferenza Internazionale "Combating Human Traffkicking: Church and Law Enforcemente in partnership" tenutasi il 9 e 10 aprile, nell'Aula Magna della Pontificia Accademia delle Scienze, Casina Pio IV, in Vaticano.

"In data 10 aprile 2014, alti funzionari delle Forze dell'Ordine e rappresentanti della Chiesa Cattolica si sono incontrati in Vaticano per individuare i modi per combattere insieme il traffico di esseri umani e la schiavitù".

Il Santo Padre, che ha promosso tale incontro, ha dichiarato: "Esorto la comunità internazionale ad adottare una strategia comune ed efficace contro il traffico di esseri umani, così che, in tutte le parti del mondo, uomini e donne non siano più usati come mezzi per un fine, e sia sempre rispettata l'inviolabile dignità della persona".

Quali alti funzionari responsabili del rispetto della legge nella comunità internazionale, ci impegniamo a debellare la piaga di tale grave attività criminale, che abusa di persone vulnerabili. La presente Conferenza è parte di un processo nel quale operiamo insieme a livello internazionale per sviluppare strategie di prevenzione, cura pastorale e reintegrazione, ponendo le vittime al centro di tutte le nostre attività".

"Ognuno di noi assume il personale impegno ad operare con la Chiesa e la società civile per assicurare alla giustizia i responsabili di questi orrendi crimini e per alleviare le sofferenze delle vittime".

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Zvonimir Jankuloski, Ambasciatore della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- L'Arcivescovo Petar Rajič, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein, Yemen, Qatar e Emirati Arabi Uniti; Delegato Apostolico nella Penisola Arabica.

mercoledì 9 aprile 2014

NUOVO CICLO DI CATECHESI SUI DONI DELLO SPIRITO SANTO

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha iniziato oggi un nuovo ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo che "costituisce l'anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano. (...) Lo Spirito stesso è 'il dono di Dio' per eccellenza, è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali. La Chiesa ne individua sette, numero che simbolicamente dice pienezza, completezza; sono quelli che (...) invochiamo nell'antica preghiera detta 'Sequenza allo Spirito Santo'. I doni dello Spirito Santo sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio".

Il Santo Padre ha parlato del primo dono dello Spirito Santo: la sapienza. "Ma non si tratta semplicemente - ha detto - della saggezza umana, che è frutto della conoscenza e dell'esperienza". La sapienza che concede lo Spirito Santo "è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È (...) vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. (...) E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, (...), dal rapporto di figli con il Padre. (...) Quando siamo in comunione con il Signore, lo Spirito Santo è come se trasfigurasse il nostro cuore e gli facesse percepire tutto il suo calore e la sua predilezione".

"Lo Spirito Santo rende allora il cristiano 'sapiente'. Questo, però - ha spiegato Papa Francesco - non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che 'sa' di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio (...). Il cuore dell'uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di Dio. (...) Noi abbiamo dentro di noi, nel nostro cuore, lo Spirito Santo; possiamo ascoltarlo, possiamo non ascoltarlo. Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Santo, e tutti noi possiamo averla. Soltanto, dobbiamo chiederla allo Spirito Santo".

Quale esempio di saggezza nella vita quotidiana, il Papa ha citato l'esempio degli sposi che fanno la pace dopo un litigio ed ha detto: "Nel matrimonio, (...) i due sposi (...) litigano, e poi non si guardano o, se si guardano, si guardano con la faccia storta: questo è sapienza di Dio? No! Invece, se dice: 'Beh, è passata la tormenta, facciamo la pace', e ricominciano ad andare avanti in pace (...) questo è il dono della sapienza".

"E questo non si impara - ha concluso il Papa - questo è un regalo dello Spirito Santo. Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono (...) di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio. E così, con questa saggezza, andiamo avanti, costruiamo la famiglia, costruiamo la Chiesa, e tutti ci santifichiamo. Chiediamo oggi la grazia della sapienza. E chiediamola alla Madonna, che è la Sede della sapienza".

ACCORATO APPELLO PER LA PACE IN SIRIA DOPO LA MORTE DI UN CONFRATELLO GESUITA

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). "Lunedì scorso, ad Homs, in Siria, è stato assassinato il Padre Frans van der Lugt, un mio confratello gesuita olandese di 75 anni, arrivato in Siria circa 50 anni fa, che ha sempre fatto del bene a tutti, con gratuità e amore, e perciò era amato e stimato da cristiani e musulmani. - ha detto Papa Francesco al termine della catechesi - La sua brutale uccisione mi ha riempito di profondo dolore e mi ha fatto pensare ancora a tanta gente che soffre e muore in quel martoriato Paese, già da troppo tempo preda di un sanguinoso conflitto, che continua a mietere morte e distruzione. Penso anche alle numerose persone rapite, cristiani e musulmani, siriani e di altri Paesi, tra le quali ci sono Vescovi e Sacerdoti. Chiediamo al Signore che possano presto tornare ai loro cari e alle loro famiglie e comunità".

Con questa parole il Santo Padre ha lanciato un appello perché cessi la violenza in Siria "Di cuore vi invito tutti - ha detto ancora - ad unirvi alla mia preghiera per la pace in Siria e nella regione, e lancio un accorato appello ai responsabili siriani e alla comunità internazionale: tacciano le armi, si metta fine alla violenza! Non più guerra! Non più distruzione! Si rispetti il diritto umanitario, si abbia cura della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria e si giunga alla desiderata pace attraverso il dialogo e la riconciliazione".

CORDOGLIO PER LA MORTE DEL PATRIARCA EMERITO DI BABILONIA DEI CALDEI

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako, per la morte, all'età di 87 anni, di Sua Beatitudine il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca emerito di Babilonia dei Caldei (Iraq).

Nel trasmettere il suo sentito cordoglio a tutti i fedeli del Patriarcato, in Iraq e nella diaspora, il Papa ricorda con profonda gratitudine "la dedizione del defunto Patriarca verso il suo popolo e la promozione di relazioni rispettose, giuste e pacifiche con i seguaci di altre tradizioni religiose".

Unendosi al dolore del Papa, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, porge di tutto cuore le sue condoglianze a tutta la Chiesa in Iraq.

MESSA "IN COENA DOMINI" PRESSO FONDAZIONE DON GNOCCHI

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che il 17 aprile, Giovedì Santo, alle 17:30, il Santo Padre celebrerà la Messa in "Coena Domini" presso la "Fondazione Don Carlo Gnocchi - Centro Santa Maria della Provvidenza" (Via Casal del Marmo, 401, nella zona Casalotti-Boccea, Roma). Alla celebrazione che si terrà nella chiesa del Centro, parteciperanno gli ospiti, accompagnati dai loro familiari, dal personale e dai responsabili. La Fondazione, creata dal Beato italiano Don Carlo Gnocchi, assiste persone colpite da ogni forma di disabilità.

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Dottor Juan Carlos Parodi.

martedì 8 aprile 2014

VISITA DI SUA MAESTÀ IL RE ABDULLAH II DI GIORDANIA

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Sua Maestà il Re Abdullah II bin Hussein di Giordania è giunto in Vaticano poco prima delle ore 16. All’arrivo davanti alla Domus Santa Marta è stato accolto dal Prefetto della Casa Pontificia, Arcivescovo Georg Gänswein, e dal Capo del Protocollo, Monsignor José Avelino Bettencourt, e nell’atrio della Domus è stato salutato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti.

Il Santo Padre ha ricevuto Sua Maestà il Re all’ingresso del Salone al Piano terreno, dove ha avuto luogo il colloquio, a cui ha partecipato anche S.A.R. il Principe Ghazi bin Muhammed, oltre all’interprete vaticano di lingua inglese. La conversazione, che è continuata anche mentre gli illustri interlocutori prendevano un thé, è durata in tutto un poco più di quaranta minuti, e si è svolta in un clima cordiale e non formale.

Naturalmente la visita ha avuto luogo nel contesto dell’atteso viaggio del Papa Francesco in Terra Santa, dove toccherà anzitutto la Giordania, e Sua Maestà ha avuto modo di riaffermare i sentimenti con cui il popolo giordano si prepara ad accogliere il Papa e le disposizioni più aperte alla collaborazione nell’impegno per la pace e per il dialogo interreligioso.

Al termine il Santo Padre ha salutato anche gli altri membri del Seguito. Gli illustri ospiti hanno lasciato il Vaticano intorno alle 16:45.

IL PAPA SOTTOLINEA COMUNIONE AFFETTIVA ED EFFETTIVA DEL SINODO DEI VESCOVI

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, in occasione dell'elevazione alla dignità episcopale di Monsignor Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

"Trascorsi quasi cinquant'anni dall'istituzione del Sinodo dei Vescovi - scrive il Papa - nella consapevolezza che per l'esercizio del mio Ministero Petrino serve, quanto mai, ravvivare ancor di più lo stretto legame con tutti i Pastori della Chiesa, desidero valorizzare questa preziosa eredità conciliare. A tal proposito non v'è dubbio che il Vescovo di Roma abbia bisogno della presenza dei suoi Confratelli Vescovi, del loro consiglio e della loro prudenza ed esperienza. (...) Perciò, sono molto grato a quanti, con un lavoro generoso, assiduo e competente, hanno assicurato, in tutti questi anni, che l'istituzione sinodale contribuisse all'imprescindibile dialogo tra Pietro e i suoi Confratelli. (...) Ora, al fine di rendere più manifesto l'apprezzato servizio che codesto organismo svolge in favore della collegialità episcopale con il Vescovo di Roma, ho deciso di conferire al Sotto-Segretario il carattere episcopale".

"In tal modo - conclude il Pontefice - il Sotto-Segretario, già nel suo compito di collaborazione con Vostra Eminenza per quanto concerne lo sviluppo dell'attività sinodale, in virtù dell'Ordine episcopale rispecchierà quella comunione affettiva ed effettiva che costituisce lo scopo precipuo del Sinodo dei Vescovi. Anche nel coordinare il lavoro interno della Segreteria Generale, il Sotto-Segretario sarà chiamato ad esprimere la feconda e fruttuosa realtà che sgorga dalla partecipazione al 'munus' episcopale, fonte di santificazione per quelli che lo circondano e fondamento della comunione gerarchica con il Vescovo di Roma, capo del Collegio Episcopale, e con i Membri del medesimo Collegio".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo William Terrence McGrattan, Vescovo della diocesi di Peterborough (superficie: 25.900; popolazione: 437.300; cattolici: 60.400; sacerdoti: 83; religiosi: 107; diaconi permanenti: 8), Canada. Finora Vescovo Ausiliare di Toronto (Ontario, Canada), succede al Vescovo Nicola De Angelis, C.F.I.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Roma (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1998 è stato parroco di S. Maria del Giglio in Montefiascone, ricoprendo l'incarico di Cancelliere vescovile, e ha insegnato diritto canonico presso l'Istituto Teologico Viterbese. Dal 1998 è a servizio della Congregazione per i Vescovi, nella quale è Capo Ufficio dal 2010; è anche Sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio. Dal 1996 è Giudice Esterno del Tribunale di prima istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione Lazio, presso il Tribunale Ordinario della diocesi di Roma. È Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Cardinale Marco Antonio Barbarigo e Assistente Ecclesiastico del Centro Italiano Femminile - C.I.F. di Roma. Nel 2014 è stato nominato Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.
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