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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 25 novembre 2013

LA CHIESA DEVE DARE ESEMPIO A TUTTA LA SOCIETÀ DEL FATTO CHE LE PERSONE ANZIANE SONO IMPORTANTI, ANZI INDISPENSABILI

Città del Vaticano, 23 novembre 2013 (VIS). Le persone anziane sono sempre state protagoniste nella Chiesa e oggi più che mai la Chiesa deve dare esempio a tutta la società del fatto che esse sono sempre importanti, anzi, "indispensabili", ha detto il Papa questa mattina, nel ricevere in udienza i partecipanti alla XXVIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, svoltasi dal 21 al 23 novembre, nell'Aula Nuova del Sinodo, sul tema: "La Chiesa al servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative".

Le persone anziane "portano con sé la memoria e la saggezza della vita, per trasmetterle agli altri, e partecipano a pieno titolo della missione della Chiesa. Ricordiamo che la vita umana conserva sempre il suo valore agli occhi di Dio, al di là di ogni visione discriminante", ha sottolineato Papa Francesco. "Il prolungamento delle aspettative di vita, - ha ricordato il Santo Padre - intervenuto nel corso del XX secolo, comporta che un numero crescente di persone vada incontro a patologie neurodegenerative, spesso accompagnate da un deterioramento delle capacità cognitive. Queste patologie investono il mondo socio-sanitario sia sul versante della ricerca, sia su quello dell’assistenza e della cura nelle strutture socio-assistenziali, come pure nella famiglia, che resta il luogo privilegiato di accoglienza e di vicinanza".

Il Papa ha ribadito l'importanza di "una assistenza che, accanto al tradizionale modello biomedico, si arricchisca di spazi di dignità e di libertà, lontani dalle chiusure e dai silenzi, che troppo spesso circondano le persone in ambito assistenziale. In questa prospettiva vorrei sottolineare l’importanza dell’aspetto religioso e spirituale. Anzi, questa è una dimensione che rimane vitale anche quando le capacità cognitive sono ridotte o perdute. Si tratta di attuare un particolare approccio pastorale per accompagnare la vita religiosa delle persone anziane con gravi patologie degenerative, con forme e contenuti diversificati, perché comunque la loro mente e il loro cuore non interrompono il dialogo e la relazione con Dio".

"Cari amici - ha concluso il Pontefice rivolgendosi agli anziani - voi non siete solo destinatari dell’annuncio del messaggio evangelico, ma siete sempre, a pieno titolo, anche annunciatori in forza del vostro Battesimo".


QUANDO LO SPORT VIENE CONSIDERATO UNICAMENTE SECONDO PARAMETRI ECONOMICI SI CORRE IL RISCHIO DI RIDURRE GLI ATLETI A MERA MERCANZIA DA CUI TRARRE PROFITTO

Città del Vaticano, 23 novembre 2013 (VIS). Il linguaggio sportivo è "un linguaggio universale, che supera confini, lingue, razze, religioni e ideologie" e "possiede la capacità di unire le persone, favorendo il dialogo e l'accoglienza" ha affermato il Papa ricevendo questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i Delegati dei Comitati Olimpici Europei a Roma in occasione della 42ma Assemblea Generale.

"Il legame tra la Chiesa e lo sport è una bella realtà che si è consolidata nel tempo, perché la Comunità ecclesiale vede nello sport un valido strumento per la crescita integrale della persona umana. La pratica sportiva, infatti, stimola a un sano superamento di sé stessi e dei propri egoismi, allena allo spirito di sacrificio e (...) favorisce la lealtà nei rapporti interpersonali, l’amicizia, il rispetto delle regole", ha continuato Papa Francesco invitando le istituzioni e le organizzazioni sportive a proporre, specialmente alle giovani generazioni, "itinerari sportivi di formazione alla pace, alla condivisione e alla convivenza tra i popoli".

"È tipico dell’attività sportiva unire e non dividere! Fare ponti e non muri. Anche i cinque anelli intrecciati, simbolo e bandiera dei Giochi Olimpici, stanno proprio a rappresentare lo spirito di fratellanza che deve caratterizzare la manifestazione olimpica e la competizione sportiva in generale" - ha affermato il Pontefice che ha poi sottolineato: "Quando lo sport viene considerato unicamente secondo parametri economici o di conseguimento della vittoria ad ogni costo, si corre il rischio di ridurre gli atleti a mera mercanzia da cui trarre profitto. Gli stessi atleti entrano in un meccanismo che li travolge, perdono il vero senso della loro attività, quella gioia di giocare che li ha attratti da ragazzi e che li ha spinti a fare tanti sacrifici e a diventare campioni. Lo sport è armonia, ma se prevale la ricerca smodata del denaro e del successo questa armonia si rompe".

"Voi, come dirigenti olimpici - ha concluso il Papa - siete chiamati a favorire la funzione educativa dello sport. Tutti siamo consapevoli della grande necessità di formare sportivi animati da rettitudine, rigore morale e vivo senso di responsabilità".


INVIATI SPECIALI DEL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 23 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 19 novembre 2013, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Walter Brandmüller, Diacono di San Giuliano dei Fiamminghi, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 450° anniversario della chiusura del Concilio ecumenico di Trento, in programma nel Duomo di Trento (Italia), il 1° dicembre 2013. La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Monsignore Ludovico Maule, Decano del Capitolo metropolitano di Trento e dal Monsignore Umberto Giacometti, Canonico onorario del medesimo Capitolo metropolitano.

Questa mattina è stata anche pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 12 novembre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela), suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del I centenario dell'istituzione della Provincia Ecclesiastica di Managua (Nicaragua), che avranno luogo il 2 dicembre 2013. La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don Julio César Arana González, Parroco della Parrocchia di "San Judas Tadeo" a Managua e Vicario giudiziale dell'Arcidiocesi e da Don Alfonso Alvarado Lugo, Rettore del Santuario nazionale di "Jesús del Rescate" a Rivas e Vicario penitenziario della Diocesi di Granada.



UDIENZE

Città del Vaticano, 25 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Joseph Tebah-Klah, Ambasciatore di Costa d’Avorio in visita di congedo.

Alle 17:00 di oggi il Santo Padre riceve il Signor Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa, e Seguito.

Sabato 23 il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Vescovo István Katona all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Eger (Ungheria), presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 23 novembre il Santo Padre ha nominato il Padre Medardo de Jesús Henao del Río, M.X.Y., Vicario Apostolico di Mitú (superficie: 54.000; popolazione: 40.000; cattolici: 37.000; sacerdoti: 13; religiosi: 8), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Liborina (Colombia), è entrato nell'Istituto per le Missioni Estere di Yarumal nel 1993, ha emesso la prima professione religiosa nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Nel 2000 è Missionario nella Parrocchia dell’Immacolata Concezione della Beata Maria Vergine a Mitú; dal 2000 al 2006 è Cancelliere del Vicariato Apostolico di Mitú e Coordinatore dell'educazione; dal 2007 al 2010 è Vice Maestro dei Novizi; dal 2010 è stato Maestro dei Novizi dell’Istituto per le Missioni Estere di Yarumal.



venerdì 22 novembre 2013

UDIENZA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Signor Vjekoslav Bevanda, Presidente del Consiglio dei Ministri della Bosnia ed Erzegovina, il quale ha successivamente incontrato l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Gli incontri, svoltisi in un’atmosfera di cordialità, hanno fornito l’occasione per uno scambio di opinioni sull’attuale situazione in Bosnia ed Erzegovina, sui principali traguardi che attendono il Paese, come pure sugli sforzi per promuovere una società sempre più aperta e rispettosa dei diritti di tutti i cittadini e sulle sfide che l’attuale crisi economica impone di affrontare.

È stata, poi, espressa soddisfazione per le buone relazioni bilaterali, di cui l’Accordo di Base del 2006 è un’importante espressione, favorendo la collaborazione fra la Chiesa e lo Stato per il bene comune e lo sviluppo del Paese. Nel prosieguo della conversazione si sono, quindi, toccati alcuni temi relativi all’applicazione del suddetto Accordo, come pure al contributo dei cattolici nella società.

METTERE IN PRATICA LE REGOLE DEL RUGBY ANCHE NELLA VITA

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nel ricevere in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i dirigenti e gli atleti delle Nazioni di Rugby di Argentina e Italia, il Papa ha affermato che il rugby "è uno sport molto simpatico (...) è uno sport duro, c’è molto scontro fisico, ma non c’è violenza, c’è grande lealtà, grande rispetto. Giocare a rugby è faticoso, 'non es un paseo', non è una passeggiata! E questo penso che sia utile anche a temprare il carattere, la forza di volontà".

"Ecco, nel rugby - ha continuato il Pontefice - si corre verso la 'meta'! Questa parola così bella, così importante, ci fa pensare alla vita, perché tutta la nostra vita tende a una meta; e questa ricerca, ricerca della meta, è faticosa, richiede lotta, impegno, ma l’importante è non correre da soli! Per arrivare bisogna correre insieme, e la palla viene passata di mano in mano, e si avanza insieme, finché si arriva alla meta. E allora si festeggia!".

"Forse questa mia interpretazione non è molto tecnica - ha detto il Papa - ma è il modo in cui un vescovo vede il rugby! E come vescovo vi auguro di mettere in pratica tutto questo anche fuori dal campo, metterlo in pratica nella vostra vita".

ALLA COMUNITÀ DEI FILIPPINI: NEI MOMENTI DI SOFFERENZA NON STANCATEVI DI CHIEDERE A NOSTRO PADRE: "PERCHÉ?"

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). "In questi momenti di tanta sofferenza non stancatevi di dire: 'Perché?. Come i bambini... E così attirerete gli occhi del nostro Padre sul vostro popolo; attirerete la tenerezza del 'papà del cielo' su di voi". Con queste parole, nel pomeriggio di ieri, il Papa si è rivolto alla comunità dei Filippini residenti a Roma riuniti nella Basilica Vaticana in occasione della benedizione del mosaico raffigurante San Pedro Calungsod, santo filippino canonizzato da Papa Benedetto XVI nel 2012.

Alla cerimonia di benedizione dell'immagine del martire filippino ha fatto seguito una Celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, che, ricordando nell'omelia gli effetti devastanti del tifone Haiyan che si è abbattuto sulle Filippine, ha affermato: "Vediamo la fede sorgere dalle rovine. La speranza dalle calamità non può essere distrutta. E vediamo l'amore che è più forte dei terremoti e dei tifoni".

Papa Francesco ha rinnovato la sua vicinanza al popolo filippino ed ha detto: "E ho sentito che la prova era forte, troppo forte! Ma anche ho sentito che il popolo era forte! Quello che ha detto il cardinale è vero: la fede viene su dalle rovine. La solidarietà di tutti nel momento della prova. Perché succedono queste cose? Non si può spiegare. Ci sono tante cose che noi non possiamo capire. Quando i bambini incominciano a crescere non capiscono le cose e incominciano a fare domande al papà o alla mamma (...) Perché il bambino non capisce. Ma se noi stiamo attenti vedremo che il bambino non aspetta la risposta del suo papà o della sua mamma. (...) Il bambino ha bisogno in quell'insicurezza che il suo papà e la sua mamma lo guardino. (...) Come fa il bambino quando chiede. 'Perché? Perché?'. In questi momenti di dolore, questa forza sia la preghiera più utile: la preghiera del perché. Ma senza chiedere spiegazione, soltanto chiedere che il nostro Padre ci guardi. Anche io vi accompagno, con questa preghiera del perché".


MARIA ICONA PIÙ ESPRESSIVA DELLA SPERANZA CRISTIANA

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Francesco si è recato al Monastero di Sant'Antonio Abate delle Monache Benedettine Camaldolesi all'Aventino, in occasione della Giornata per la vita contemplativa e dell'Anno della fede che volge ormai al termine. Accolto al suo arrivo dall'Abbadessa suor Michela Porcellato, il Papa ha raggiunto la chiesa dove erano riunite le 21 Monache della Comunità. Il Santo Padre ha presieduto la Celebrazione dei Vespri secondo la regola camaldolese, cui è seguito un momento di Adorazione Eucaristica, ed ha pronunciato la meditazione di cui riportiamo ampi estratti.

"Maria è la madre della speranza, l’icona più espressiva della speranza cristiana. Tutta la sua vita è un insieme di atteggiamenti di speranza, a cominciare dal 'sì' al momento dell’annunciazione. (...) Poi la vediamo a Betlemme, dove colui che le è stato annunciato come il Salvatore d’Israele e come il Messia nasce nella povertà. In seguito, mentre si trova a Gerusalemme per presentarlo al tempio, con la gioia degli anziani Simeone e Anna avviene anche la promessa di una spada che le avrebbe trafitto il cuore e la profezia di un segno di contraddizione".

"Lei si rende conto che la missione e la stessa identità di quel Figlio, superano il suo essere madre. (...) Eppure, di fronte a tutte queste difficoltà e sorprese del progetto di Dio, la speranza della Vergine non vacilla mai! Donna di speranza. Questo ci dice che la speranza si nutre di ascolto, di contemplazione, di pazienza perché i tempi del Signore maturino. (...) Con l’inizio della vita pubblica, Gesù diventa il Maestro e il Messia (...) diventa sempre più quel segno di contraddizione che il vecchio Simeone le aveva preannunciato. Ai piedi della croce, è donna del dolore e al contempo della vigilante attesa di un mistero, più grande del dolore, che sta per compiersi. Tutto sembra veramente finito; ogni speranza potrebbe dirsi spenta. Anche lei, in quel momento, ricordando le promesse dell’annunciazione avrebbe potuto dire: non si sono avverate, sono stata ingannata. Ma non lo ha detto. Eppure lei, beata perché ha creduto, da questa sua fede vede sbocciare il futuro nuovo e attende con speranza il domani di Dio".

"A volte penso: noi sappiamo aspettare il domani di Dio? O vogliamo l’oggi? Il domani di Dio per lei è l’alba del mattino di Pasqua (...). L’unica lampada accesa al sepolcro di Gesù è la speranza della madre, che in quel momento è la speranza di tutta l’umanità. Domando a me e a voi: nei Monasteri è ancora accesa questa lampada? Nei monasteri si aspetta il domani di Dio?".

"Dobbiamo molto a questa Madre! In lei, presente in ogni momento della storia della salvezza, vediamo una testimonianza solida di speranza. Lei, madre di speranza, ci sostiene nei momenti di buio, di difficoltà, di sconforto, di apparente sconfitta o di vere sconfitte umane".

DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA: AL CENTRO DIGNITÀ DELLA PERSONA E NON L'IDOLO DENARO

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre è intervenuto con un video messaggio al Terzo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa in corso a Verona dal 21 al 24 novembre, sul tema: "Meno disuguaglianze, più differenze". "Un titolo - ha detto il Papa che evidenza la plurale ricchezza delle persone come espressione dei talenti personali e prende le distanze dalla omologazione che mortifica e paradossalmente aumenta le disuguaglianze".

Il Papa ha dedicato alcune pensieri ai giovani che "sono la forza per andare avanti" e agli anziani che "sono la memoria del popolo". "Il riconoscimento delle differenze valorizza le persone, a differenza dell’omologazione, che è il rischio di scartarle perché non sono in grado di cogliere il significato. Oggi, i giovani e i vecchi vengono considerati scarti perché non rispondono alle logiche produttive in una visione funzionalista della società, non rispondono ad alcun criterio utile di investimento. Si dice sono 'passivi', non producono, nell’economia del mercato non sono soggetti di produzione. Non dobbiamo dimenticare, però, che i giovani ed i vecchi portano ciascuno una loro grande ricchezza: ambedue sono il futuro di un popolo".

"Un pensiero va anche alla Dottrina Sociale della Chiesa - ha proseguito il Pontefice - il Magistero sociale è un grande punto di riferimento, esso rappresenta un orientamento frutto di riflessione e di operativa virtuosa. È molto utile per non perdersi. Chi opera nell’economia e nella finanza è sicuramente attratto dal profitto e se non sta attento, si mette a servire il profitto stesso, così diventa schiavo del denaro. La Dottrina Sociale contiene un patrimonio di riflessioni e di speranza che è in grado anche oggi di orientare le persone e di conservarle libere. Occorre coraggio, un pensiero e la forza della fede per stare dentro il mercato, (...) guidati da una coscienza che mette al centro la dignità della persona, non l’idolo denaro".

Papa Francesco conclude il videomessaggio con un pensiero sulla cooperazione ricordando che da bambino ascoltò una conferenza del padre sul cooperativismo cristiano. "Da quel tempo io mi sono entusiasmato con questo, ho visto che quella era la strada". "Lavoro e dignità della persona camminano di pari passo. La solidarietà va applicata anche per garantire il lavoro; la cooperazione rappresenta un elemento importante per assicurare la pluralità di presenze tra i datori del mercato. Oggi essa è oggetto di qualche incomprensione anche a livello europeo, ma ritengo che non considerare attuale questa forma di presenza nel mondo produttivo costituisca un impoverimento che lascia spazio alle omologazioni e non promuove le differenze e l’identità".

ORIENTE CATTOLICO IMPEGNATO NEL DIALOGO INTERRELIGIOSO NELLA QUOTIDIANITÀ DEI PAESI DEL MEDIO ORIENTE

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Si è conclusa oggi la Sessione Plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali, (19-22 novembre), dedicata ad un bilancio sullo sviluppo delle idee conciliari sull'Oriente cattolico a 50 anni dal Concilio Vaticano II.

"Il clima di svolgimento dei lavori - si legge in un Comunicato della Congregazione - è stato unanimemente apprezzato per la sua armonia. (...) Si può affermare che l’esperienza della sinodalità, così radicata nella tradizione orientale, abbia mostrato la sua fecondità come metodo di lavoro". È stata apprezzata la bellezza dell’ecclesiologia conciliare e il valore della diversità nell’unità sottolineando che il riconoscimento dell’origine apostolica è un’affermazione teologica e giuridica. Altro tema affrontato è stato quello del fenomeno migratorio che "rappresenta una sfida sia perché pone il serio problema della permanenza dei cristiani in Medio Oriente, fortemente penalizzati dagli effetti della guerra in Iraq, dall’attuale situazione in Siria, senza dimenticare l’irrisolta questione israelo-palestinese e il travaglio per la rinascita di un Egitto plurale. Sia perché pone il problema di come la piena dignità delle Chiese Patriarcali ed Arcivescovili Maggiori comporti che i Capi di esse, chiamati anche Padri, lo possano essere realmente (...), oggi ben oltre i confini considerati 'propri', e con le proprie rispettive tradizioni e discipline".

"Accanto alla significativa rappresentanza degli Arcivescovi Latini che sono anche Ordinari per i fedeli Orientali sprovvisti di un proprio Gerarca (...) andranno pensate e progressivamente sviluppate strutture amministrative ecclesiali proprie. (...) La dimensione ecumenica deve essere sempre mantenuta (...) assumendo un atteggiamento fecondo di autentica fraternità, paziente riconciliazione (...), senza però che ad essere penalizzati siano coloro che con la loro esistenza testimoniano ogni giorno che si può essere in comunione con il Vescovo di Roma, riconoscendone il primato, senza rinunciare al proprio modo di governarsi, di vivere il mistero della liturgia, di comprendere il mistero di Cristo".

Infine è stato ribadito che l’Oriente Cattolico è impegnato sul campo a far sì che il dialogo interreligioso sia vissuto anzitutto nella quotidianità dei Paesi del Medio Oriente.


UDIENZE

Città del Vaticano, 22 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Henryk Jósef Nowacki, Nunzio Apostolico in Svezia, Islanda, Danimarca, Finlandia e Norvegia.

- L'Arcivescovo Giovanni D’Aniello, Nunzio Apostolico in Brasile.
- Il Signor Joseph S. Blatter, Presidente della Fédération Internationale de Football Association (F.I.F.A.)

Nel pomeriggio il Santo Padre riceve il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

giovedì 21 novembre 2013

AI PATRIARCHI DELLE CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE: RICERCARE SEMPRE UNO STILE DI VITA SOBRIO A IMMAGINE DI CRISTO

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto i Patriarchi delle Chiese Orientali Cattoliche e gli Arcivescovi Maggiori. È la prima volta, dall'inizio del suo Pontificato, che il Papa ha l'opportunità di intrattenersi con i Capi delle Chiese Orientali cattoliche e questo incontro ha offerto l'occasione "di rinnovare la grande stima per il patrimonio spirituale dell’Oriente cristiano". "Richiamo - ha detto Papa Francesco - quanto l’amato Benedetto XVI afferma circa la figura del Capo di una Chiesa nell’Esortazione post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente: voi siete - cito - 'i custodi vigilanti della comunione e i servitori dell’unità ecclesiale'".

"Perché la nostra testimonianza sia credibile - ha proseguito il Pontefice - siamo chiamati a ricercare sempre 'la giustizia, la pietà, la fede, la carità, la pazienza e la mitezza'; ad uno stile di vita sobrio a immagine di Cristo, che si è spogliato per arricchirci con la sua povertà; allo zelo instancabile e a quella carità, fraterna e paterna insieme, che i Vescovi, i presbiteri e i fedeli, specie se vivono soli ed emarginati, attendono da noi".

Papa Francesco ha sottolineato il buon esempio che i Capi devono dare soprattutto ai sacerdoti che chiedono "trasparenza nella gestione dei beni e sollecitudine verso ogni debolezza e necessità. Il tutto - ha concluso il Papa - nella più convinta applicazione di quella autentica prassi sinodale, che è distintiva delle Chiese d’Oriente".


NON CI RASSEGNIAMO A PENSARE IL MEDIO ORIENTE SENZA I CRISTIANI

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). "La memorabile assise del Vaticano II ebbe anche il merito di ricordare esplicitamente come nelle antiche liturgie delle Chiese Orientali, nella loro teologia, spiritualità e disciplina canonica 'risplende la tradizione che deriva dagli apostoli attraverso i padri e che costituisce parte del patrimonio divinamente rivelato e indiviso della Chiesa universale'", ha detto il Papa Francesco nel ricevere questa mattina i Patriarchi e gli Arcivescovi Maggiori, con i Cardinali, i Metropoliti ed i Vescovi membri della Congregazione per le Chiese Orientali - il cui Prefetto è il Cardinale Leonardo Sandri - riuniti in questi giorni in Assemblea Plenaria per discutere del magistero del Concilio Vaticano II sull'Oriente cristiano.

"Dalla verifica del cammino compiuto, emergeranno orientamenti atti a sostenere la missione affidata dal Concilio ai fratelli e alle sorelle d’Oriente, quella cioè di 'promuovere l’unità di tutti i cristiani, specialmente orientali'. Lo Spirito Santo le ha guidate in questo compito sui sentieri non facili della storia, alimentandone la fedeltà a Cristo, alla Chiesa universale e al Successore di Pietro, anche a caro prezzo, non raramente fino al martirio. La Chiesa tutta vi è davvero grata per questo!" - ha esclamato il Pontefice - "Ponendomi nel solco tracciato dai miei Predecessori, voglio qui riaffermare che 'esistono legittimamente in seno alla comunione della Chiesa, le Chiese particolari, con proprie tradizioni, rimanendo però integro il primato della cattedra di Pietro, la quale presiede alla comunione universale di carità, tutela le varietà legittime e veglia affinché ciò che è particolare, non solo non pregiudichi l’unità, ma piuttosto la serva'. Sì, la varietà autentica, la varietà legittima, quella ispirata dallo Spirito, non danneggia l’unità, ma la serve; il Concilio ci dice che questa varietà è necessaria all’unità!".

"Stamane - ha proseguito Papa Francesco - ho potuto apprendere dalla viva voce dei Patriarchi e degli Arcivescovi Maggiori la situazione delle diverse Chiese Orientali: la rifiorita vitalità di quelle a lungo oppresse sotto i regimi comunisti; il dinamismo missionario di quelle che si rifanno alla predicazione dell’apostolo Tommaso; la perseveranza di quelle che vivono in Medio Oriente, non di rado nella condizione di 'piccolo gregge', in ambienti segnati da ostilità e conflitti e anche persecuzioni nascoste". Il Papa ha anche fatto riferimento al problema della diaspora - uno dei punti chiave della Plenaria - notevolmente cresciuta in ogni continente ed ha ribadito che: "Occorre fare tutto il possibile perché gli auspici conciliari trovino realizzazione, facilitando la cura pastorale sia nei territori propri sia là dove le comunità orientali si sono da tempo stabilite, promuovendo al tempo stesso la comunione e la fraternità con le comunità di rito latino. A ciò potrà giovare una rinnovata vitalità da imprimere agli organismi di consultazione già esistenti tra le singole Chiese e con la Santa Sede".

"Il mio pensiero si rivolge in modo speciale alla terra benedetta in cui Cristo è vissuto, morto e risorto. In essa (...) la luce della fede non si è spenta, anzi risplende vivace. È 'la luce dell’Oriente' che 'ha illuminato la Chiesa universale, sin da quando è apparso su di noi un sole che sorge, Gesù Cristo, nostro Signore'. Ogni cattolico ha perciò un debito di riconoscenza verso le Chiese che vivono in quella regione. Da esse possiamo, fra l’altro, imparare la pazienza e la perseveranza dell’esercizio quotidiano talvolta segnato dalla fatica, dello spirito ecumenico e del dialogo interreligioso. Il contesto geografico, storico e culturale in cui esse vivono da secoli, infatti, le ha rese interlocutori naturali di numerose altre confessioni cristiane e di altre religioni".

"Grande preoccupazione destano le condizioni di vita dei cristiani, che in molte parti del Medio Oriente subiscono in maniera particolarmente pesante le conseguenze delle tensioni e dei conflitti in atto. La Siria, l’Iraq, l’Egitto, e altre aree della Terra Santa, talora grondano lacrime. Il Vescovo di Roma non si darà pace finché vi saranno uomini e donne, di qualsiasi religione, colpiti nella loro dignità, privati del necessario alla sopravvivenza, derubati del futuro, costretti alla condizione di profughi e rifugiati".

"Oggi, insieme ai Pastori delle Chiese d’Oriente, facciamo appello a che sia rispettato il diritto di tutti ad una vita dignitosa e a professare liberamente la propria fede. Non ci rassegniamo a pensare il Medio Oriente senza i cristiani, che da duemila anni vi confessano il nome di Gesù, inseriti quali cittadini a pieno titolo nella vita sociale, culturale e religiosa delle nazioni a cui appartengono. Il dolore dei più piccoli e dei più deboli, col silenzio delle vittime, pongono una domanda insistente: 'Quanto resta della notte?'. (...) Mi rivolgo, perciò, a tutta la Chiesa per esortare alla preghiera, che sa ottenere dal cuore misericordioso di Dio la riconciliazione e la pace. La preghiera disarma l’insipienza e genera dialogo là dove il conflitto è aperto. Se sarà sincera e perseverante, renderà la nostra voce mite e ferma, capace di farsi ascoltare anche dai Responsabili delle Nazioni".

Il Papa ha concluso il suo discorso rivolgendo il suo pensiero a Gerusalemme "là dove tutti siamo spiritualmente nati. Le auguro ogni consolazione perché possa essere veramente profezia di quella convocazione definitiva, da oriente a occidente, disposta da Dio".


FUNERALI PER LE VITTIME DELL'ALLUVIONE IN SARDEGNA

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, ad Olbia, l'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, ha partecipato ai funerali delle vittime dell'alluvione in Sardegna. Il Presule, originario dell'isola, è intervenuto al termine della liturgia esequiale con queste parole: "Come figlio di questa terra, mi unisco con profondo affetto alla preghiera di suffragio per questi fratelli e sorelle strappati ai loro familiari da una morte crudele. (...) In questo momento di dolore, il Santo Padre vuole manifestare, attraverso di me, la Sua solidale presenza e l’espressione della Sua accorata partecipazione a questa sciagura che ha colpito la nostra cara terra di Sardegna".

"Papa Francesco - ha continuato l'Arcivescovo Becciu - è spiritualmente presente in mezzo a noi per condividere la vostra angoscia, per invitare tutti a sperare senza cedere allo sconforto, per auspicare vivamente che il rispetto della natura e la necessaria cura del territorio possano evitare in futuro simili devastanti tragedie. Sua Santità desidera incoraggiare le realtà istituzionali, ecclesiali e i privati, che già hanno fatto fronte ai primi soccorsi, a proseguire nell’impegno generoso per alleviare le situazioni di grande difficoltà che permangono".

L'Arcivescovo Becciu ha ricordato che il Papa "affida alla Vergine Santa di Bonaria tutte le persone e le famiglie coinvolte in questa prova così dolorosa, affinché attraverso la sua materna intercessione il Signore possa asciugare ogni lacrima e lenire ogni ferita".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Thomas Msusa, S.M.M., Arcivescovo di Blantyre (superficie: 9.166, popolazione: 5.166.000; cattolici: 1.539.209; sacerdoti: 93; religiosi: 384), Malawi. È stato finora Vescovo di Zomba (Malawi).

- Ha nominato il Padre Paskalis Bruno Syukur, O.F.M., Vescovo di Bogor (superficie: 18.368; popolazione 17.000.000; cattolici: 83.406; sacerdoti: 76; religiosi: 205), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Ranggu (Indonesia), ha emesso la professione solenne con I Francescani Minori nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 1993: Ministero nella parrocchia di Moanemani nella Diocesi di Jayapura (Papua Occidentale); dal 1996 al 2001 Maestro dei Novizi a Depok; dal 1998 al 2001 Guardiano della Comunità O.F.M. a Depok e Membro del Consiglio Provinciale; dal 2001 al 2009 Ministro Provinciale in Indonesia; dal 2009 Definitore Generale dell'Ordine Francescoano dei Frati Minori per l'Asia e l'Oceania a Roma. Succede al Vescovo Cosmas Michael Angkur, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Freiburg im Breisgau, in Germania, presentata dal Vescovo Rainer Klug, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Celmo Lazzari, C.S.I., Vicario Apostolico di San Miguel de Sucumbios (superficie: 13.287; popolazione: 143.000; cattolici: 139.000; sacerdoti: 30; religiosi: 50; diaconi permanenti: 7), Ecuador. È stato finora Vicario Apostolico di Napo (Ecuador).



mercoledì 20 novembre 2013

DIMENSIONE COMUNITARIA DEL PERDONO DEI PECCATI

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). La remissione dei peccati, in riferimento al cosiddetto "potere delle chiavi", simbolo biblico della missione che Gesù ha dato agli Apostoli, è stato il tema della catechesi del Papa per l'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, in presenza di 35.000 fedeli.

"Protagonista del perdono dei peccati è lo Spirito Santo. - ha detto Papa Francesco spiegando che: "Nella sua prima apparizione agli Apostoli, nel cenacolo, Gesù risorto fece il gesto di soffiare su di loro dicendo: 'Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi'. Gesù, trasfigurato nel suo corpo, ormai è l’uomo nuovo, che offre i doni pasquali frutto della sua morte e risurrezione. Quali sono questi doni? La pace, la gioia, il perdono dei peccati, la missione, ma soprattutto dona lo Spirito Santo che di tutto questo è la sorgente. Il soffio di Gesù (...) indica il trasmettere la vita, la vita nuova rigenerata dal perdono. Ma prima di fare il gesto di soffiare e donare lo Spirito, Gesù mostra le sue piaghe, nelle mani e nel costato: queste ferite rappresentano il prezzo della nostra salvezza. Lo Spirito Santo ci porta il perdono di Dio 'passando attraverso' le piaghe di Gesù".

A sua volta la Chiesa è "depositaria del potere delle chiavi, di aprire o chiudere al perdono. Dio perdona ogni uomo nella sua sovrana misericordia, ma Lui stesso ha voluto che quanti appartengono a Cristo e alla Chiesa, ricevano il perdono mediante i ministri della Comunità (...). In questo modo Gesù ci chiama a vivere la riconciliazione anche nella dimensione ecclesiale, comunitaria. (...) La Chiesa (...) accompagna il nostro cammino di conversione per tutta la vita. La Chiesa non è padrona del potere delle chiavi, ma è serva del ministero della misericordia".

"Tante persone - ha affermato il Pontefice - forse non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono, perché domina sempre l’individualismo (...). Certo, Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano è legato a Cristo, e Cristo è unito alla Chiesa. Per noi cristiani c’è un dono in più, e c’è anche un impegno in più: passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale. Questo dobbiamo valorizzarlo (...). Io vado dal fratello sacerdote e dico: 'Padre, ho fatto questo...'. E lui risponde: 'Ma io ti perdono; Dio ti perdona'. In quel momento, io sono sicuro che Dio mi ha perdonato!".

"Infine, un ultimo punto: il sacerdote strumento per il perdono dei peccati. (...) Il sacerdote; anche lui un uomo che come noi ha bisogno di misericordia, diventa veramente strumento di misericordia, donandoci l’amore senza limiti di Dio Padre. (...) A volte capita di sentire qualcuno che sostiene di confessarsi direttamente con Dio…. Sì, come dicevo prima, Dio ti ascolta sempre, ma nel sacramento della Riconciliazione manda un fratello a portarti il perdono, la sicurezza del perdono, a nome della Chiesa".

"Il servizio che il sacerdote presta come ministro, da parte di Dio, per perdonare i peccati è molto delicato ed esige che il suo cuore sia in pace (...); che non maltratti i fedeli, ma che sia mite, benevolo e misericordioso; che sappia seminare speranza nei cuori e, soprattutto, sia consapevole che il fratello o la sorella che si accosta al sacramento della Riconciliazione cerca il perdono e lo fa come si accostavano tante persone a Gesù perché le guarisse. Il sacerdote che non abbia questa disposizione di spirito è meglio che, finché non si corregga, non amministri questo Sacramento. I fedeli penitenti hanno il diritto, tutti i fedeli hanno il diritto di trovare nei sacerdoti dei servitori del perdono di Dio".

"Non dimentichiamo che Dio - ha concluso il Pontefice - non si stanca mai di perdonarci; mediante il ministero del sacerdote ci stringe in un nuovo abbraccio che ci rigenera e ci permette di rialzarci e riprendere di nuovo il cammino. Perché questa è la nostra vita: rialzarci continuamente e riprendere il cammino".

IL PAPA SALUTA LE COMUNITÀ RELIGIOSE DI CLAUSURA E LA FAMIGLIA RURALE

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale Papa Francesco ha rivolto parole di saluto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro ed ha ricordato le vittime e le famiglie colpite dall'alluvione che in questi giorni ha causato vittime ed ingenti danni in Sardegna.

Il Papa ha dedicato alcune parole alla Giornata pro Orantibus che si celebra domani 21 novembre, memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio. Nel ricordare le testimonianze di vita claustrale, il Papa ha esortato i presenti a non far mancare alle comunità religiose di clausura il sostegno spirituale e materiale, affinché possano compiere la loro importante missione. "È un’occasione opportuna - ha detto - per ringraziare il Signore del dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano a Dio nella preghiera e nel silenzio operoso".

"Il 22 novembre prossimo - ha proseguito il Pontefice - sarà inaugurato dalle Nazioni Unite l’'Anno internazionale della Famiglia Rurale' (...). Anche nel lavoro, la famiglia è un modello di fraternità per vivere un’esperienza di unità e di solidarietà fra tutti i suoi membri, con una maggiore sensibilità verso chi è più bisognoso di cure o di aiuto, bloccando sul nascere eventuali conflitti sociali. Mentre esprimo compiacimento per tale opportuna iniziativa, auspico che essa contribuisca a valorizzare gli innumerevoli benefici che la famiglia apporta alla crescita economica, sociale, culturale e morale dell’intera comunità umana".

IL PAPA PREGA PER LA SARDEGNA GRAVEMENTE COLPITA DA UNA ALLUVIONE

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma all'Arcivescovo Arrigo Miglio, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, per l'alluvione che ha colpito lunedì scorso la Sardegna (Italia), causando finora quattordici morti, numerosi feriti ed ingenti danni materiali.

"Il Sommo Pontefice - si legge nel testo - ha appreso con trepidazione la notizia dell’alluvione che ha colpito codesta terra di Sardegna, provocando inondazioni e causando perdite di vite umane, feriti e ingenti danni e disagio in tante famiglie. Sua Santità desidera far giungere a tutti la sua affettuosa parola di conforto e di incoraggiamento, assicurando un particolare ricordo nella preghiera per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate dalla grave calamità. Il Santo Padre auspica che non venga meno la solidarietà e il necessario aiuto per far fronte a questo momento difficile e di cuore imparte una speciale Benedizione Apostolica".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Armando Antonio Ortíz Aguirre, Vescovo di Ciudad Lázaro Cárdenas (superficie: 14.800; popolazione: 846.000; cattolici: 787.000; sacerdoti: 43; religiosi: 82), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Guanajuto (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Ha ricoperto diversi incarichi a livello diocesano: Formatore, Prefetto di disciplina, Direttore spirituale e incaricato del Corso propedeutico del Seminario Minore; Vice-Rettore e Professore del Seminario Maggiore dell’arcidiocesi di León; Cappellano del “Sanatorio Moderno Pablo de Anda”; Direttore Spirituale della facoltà di Teologia del Seminario de León e Parroco. Dal 2004 al presente è Parroco di San Maximiliano Kolbe e Coordinatore Generale della Commissione Presbiterale diocesana interessandosi pure della formazione permanente del clero dell’arcidiocesi di León.

martedì 19 novembre 2013

LA CHIESA SI INTERROGA SUL SERVIZIO ALLE PERSONE ANZIANE MALATE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). "La Chiesa al servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative" è il tema della XXVIII Conferenza Internazionale 2013 del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma dal 21 al 23 novembre prossimi, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano. Alla Conferenza Stampa di presentazione sono intervenuti: l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Monsignore Jean-Marie Mupendawatu, Segretario ed il Padre Augusto Chendi, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; la Dottoressa Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia ed il Dottor Gabriele Carbone, Responsabile del Centro di Demenze dell'Unità Alzheimer, Gruppo Ospedaliero Italiano di Guidonia, Roma.

I quattro punti cardinali che caratterizzano la Conferenza, ha precisato l'Arcivescovo Zimowski, sono: "L’approfondimento, il dialogo-scambio di conoscenze e di esperienze, la riflessione e la preghiera con l’obiettivo di migliorare per quanto possibile l’assistenza sanitaria nell’ottica del servizio pastorale agli infermi e ai sofferenti". La Conferenza sarà inaugurata da una Santa Messa all'Altare della Cattedra di San Pietro. Nella mattinata di sabato 23, nell'Aula Paolo VI, avrà luogo un Incontro di riflessione e di preghiera che precederà l'udienza degli operatori sanitari e dei malati con il Santo Padre Francesco. Gli iscritti sono quasi 700 fra ricercatori, medici, personale ecclesiale e sanitario, professionale o volontario, tutti operanti nell'assistenza alle persone anziane, provenienti da 57 Paesi dei cinque continenti.

Il tema di quest'anno è stato scelto in considerazione della sua importanza, "attuale e futura, delle esigenze che ne derivano anche in termini di pastorale, e della necessità, come più volte ribadito da Papa Francesco, di rendere la società più inclusiva, nella quale anche le fasce più deboli delle popolazioni possano essere pienamente inserite, rispettate e valorizzate". Successivamente l'Arcivescovo Zimowski ha spiegato che: "Al giorno d’oggi, le forme di demenza senile, fra le quali l’Alzheimer che è la più diffusa con oltre il 50 percento dell’incidenza registrata, affliggono oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo, in forte crescita con 7 milioni e 700 mila nuovi casi ogni anno; secondo le stesse stime, nel 2030 i malati potranno superare i 65 milioni. L’impatto di tali patologie è enorme: sulla persona che ne è colpita, sul suo ambito familiare, comunitario e, più estesamente, sociale e nazionale. È davvero incisivo in molti Stati, a questo proposito, l’impegno in termini istituzionali ma risulta indispensabile (...) l’apporto da parte dei congiunti del malato, delle parrocchie e delle comunità, delle strutture ad hoc, religiose e laiche, delle associazioni e degli organismi non governativi, tutte realtà che non di rado ‘fanno la differenza’ nell’assistenza alle persone anziane malate".

"Eppure c’è ancora molto da fare. Come già sottolineato in occasione della scorsa Giornata Internazionale dell’Anziano, le persone non più giovani possono rischiare di essere trascurate, e ciò persino nella comunità ecclesiale. (...) Ancora oggi la situazione non è molto mutata (...): molte offerte per aiutare gli anziani a vivere intelligentemente il loro tempo libero, questo sì, e anche molte proposte per aiutarli a rendersi utili. Ma l'evangelizzazione è un'altra cosa. Evangelizzare la vecchiaia significa scoprire le sue interne e originali possibilità, i suoi propri significati, quei valori 'che si possono attuare soltanto in questo frangente'. (...) È anzitutto questione di significati, non di cose o di attività. Mediante la solidarietà tra giovani e anziani, si comprende come la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni (...). Quando la vita diventa fragile, negli anni della vecchiaia, non perde mai il suo valore e la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è importante e necessario”.

I lavori della XXVIII Conferenza saranno dedicati alle seguenti tematiche “Epidemiologia e politica sanitaria delle malattie neurodegenerative: epidemia silente del terzo millennio”; “Ricerca e cura: utilità attuale e prospettica”; “L’anziano affetto da malattie neurodegenerative”; “Malattie neurodegenerative e luoghi di cura: tra ospedale e territorio”; “Azioni preventive e potenziali vantaggi del progresso tecnologico”. Le sessioni conclusive approfondiranno i seguenti temi: "Prospettiva teologica e pastorale” e “L’azione della Chiesa”.

IL CARDINALE TAURAN ALLA CONFERENZA DELLA KAICIID: EVITARE CHE LE RELIGIONI GENERINO ATTEGGIAMENTI DI SUPERIORITÀ O ESCLUSIONE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Ieri, a Vienna, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso è intervenuto alla sessione di apertura del Kaiciid, Centro Internazionale per il dialogo interreligioso e culturale "Re Abdullah Ben Abdulaziz", fondato da Arabia Saudita, Spagna e Austria, che vede la Santa Sede nel ruolo di organismo osservatore e fondatore.

La Conferenza che si conclude oggi, intende sensibilizzare le giovani generazioni ad avere una immagine obiettiva, onesta e corretta gli uni degli altri. In questa prospettiva saranno esaminate tre diverse tematiche nel corso di tre anni. Nel 2013, con il tema: "L'immagine dell'altro", l'accento cade sull'educazione, per cui a Vienna sono intervenuti numerosi ministri dell'educazione di tutto il mondo, mentre la prossima edizione della Conferenza sarà dedicata ai mezzi di comunicazione e l'ultima, nel 2015, avrà per protagonista Internet.

"Il dialogo interreligioso - ha sottolineato il Cardinale Tauran - insegna ad essere attenti a non dare delle altre religioni un'immagine negativa in luoghi come le scuole e le università, attraverso i mass media, o soprattutto nei discorsi religiosi. Ci insegna a non sminuire le convinzioni religiose degli altri, soprattutto in loro assenza. Ci insegna a considerare la diversità in tutti i suoi aspetti, che sia etnica, culturale o di vedute, come una ricchezza e non come una minaccia".

"Al centro della nostra preoccupazione - ha proseguito il Porporato - c'è la persona umana, uomini e donne: sono loro l'oggetto dell'attenzione dei leader politici e religiosi. Ciascuno di noi è un cittadino e un credente, e non un cittadino o un credente. Tutti noi apparteniamo alla medesima famiglia umana. E ciò significa che condividiamo la stessa dignità, che ci confrontiamo con gli stessi problemi, che godiamo degli stessi diritti e che siamo chiamati a compiere lo stesso dovere",

Il Cardinale ha concluso il suo intervento ribadendo che uno degli obiettivi del KAICIID deve essere la promozione della "intelligenza del cuore", ossia ciò che "ci ispira a rispettare tutto ciò che Dio compie in ogni essere umano e allo stesso tempo rispettare il mistero che ogni essere umano rappresenta. Dobbiamo assolutamente evitare che le religioni generino paura e atteggiamenti di superiorità o esclusione". Il Centro può quindi diventare "un luogo in cui potersi guardare gli uni con gli altri, per conoscersi meglio e per dividere le proprie capacità, per poter poi rendere questo mondo più sicuro e più illuminato, in cui si possa vivere nello spirito di quella fratellanza che spesso ci indica Papa Francesco".

IN GOOGLE MAPS LE CATACOMBE DI PRISCILLA RESTAURATE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Alle 16:00 di oggi pomeriggio, nella Basilica di San Silvestro, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra presenta il complesso delle Catacombe di Priscilla, dopo una lunga serie di interventi conservativi portati a termine negli ultimi cinque anni. Alla presentazione interverranno Padre Ciro Benedettini, C.P., Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (PCAS); il Monsignore Giovanni Carrù, Segretario della PCAS; il Professor Fabrizio Bisconti, Sovrintendente della PCAS; la Dottoressa Barbara Mazzei, della PCAS; la Dottoressa Raffaella Giuliani, della PCAS e la Dottoressa Giorgia Abeltino, Responsabile Public Policy di Google.

Nell'ultimo quinquennio sono stati eseguiti interventi di scavo archeologico e di restauro conservativo delle testimonianze pittoriche con la ristrutturazione e il riallestimento di uno degli spazi più suggestivi delle catacombe, quello della basilica in cui era sepolto Papa Silvestro (314-335). Il restauro del cubicolo di Lazzaro, nel cimitero sotterraneo non lontano della basilica papale, è l'ultimo di una importante serie di interventi conservativi nel cimitero di Priscilla.

La basilica di San Silvestro si compone di due ambienti, uno propriamente dedicato al culto e l'altro utilizzato in passato come deposito dei materiali scultorei antichi rinvenuti nel corso degli scavi. Fra questi materiali oltre 700 frammenti di sarcofagi provenienti dalla necropoli che in epoca tardo imperiale si estendeva in questo tratto della via Salaria Nova, sono stati accuratamente restaurati. Il risultato del restauro rappresenta una notevole testimonianza della scultura funeraria della tarda antichità disposta in una vera e propria esposizione museale.

La tutela del patrimonio scultoreo così valorizzato sarà consultabile online sul sito http://mupris.net. Le catacombe della Salaria sono state inoltre inserite nel programma Google Maps in cui sarà possibile ammirare il complesso priscilliano nell'apposita sezione Views Priscilla.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Michael F. Olson, Vescovo di Fort Worth (superficie: 62.007; popolazione: 3.287.000; cattolici: 710.000; sacerdoti: 129; religiosi: 151; diaconi permanenti: 109), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Park Ridge (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 1997 è stato Vicario parrocchiale della Saint Michael Parish a Bedford; dal 1998 al 2000 Docente presso la Saint Louis University Medical School; dal 2001 al 2006 Formatore presso il Seminario Saint Mary e Professore alla Saint Thomas University a Houston; dal 2006 al 2008 Parroco della Saint Peter the Apostle Parish a Fort Worth e Vicario Generale della diocesi di Fort Worth; dal 2006 è Consultore diocesano e dal 2008 Rettore del Seminario Holy Trinity a Irving.

- Il Vescovo Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno (superficie: 1.371; popolazione: 326.758; cattolici: 320.223; sacerdoti: 146; religiosi: 238; diaconi permanenti: 16), Italia. È stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

lunedì 18 novembre 2013

LETTERA APOSTOLICA IN FORMA MOTU PROPRIO DI PAPA FRANCESCO CON LA QUALE È APPROVATO IL NUOVO STATUTO DELLA A.I.F.

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso il Comunicato che riportiamo di seguito, relativo alla Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco con la quale è approvato il nuovo Statuto dell'Autorità di Informazione Finanziaria.

In data odierna, viene pubblicata la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del 15 novembre 2013, con la quale Papa Francesco ha approvato il nuovo Statuto dell’Autorità di Informazione Finanziaria (A.I.F.) ad essa allegato. Tale provvedimento pontificio entrerà in vigore il 21 corrente.

Come noto, con il Motu Proprio dell’8 agosto 2013 e con la Legge N. XVIII dell’8 ottobre 2013, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria, Papa Francesco aveva rafforzato ulteriormente il quadro istituzionale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano (S.C.V.) per prevenire e contrastare le potenziali attività illecite in materia finanziaria, conferendo all’A.I.F., oltre alle funzioni che essa già aveva sulla base del Motu Proprio di Benedetto XVI del 30 Dicembre 2010, la funzione della vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria. L’attuale Statuto adegua ora la struttura interna dell’A.I.F. alle funzioni che essa è chiamata a svolgere.

In particolare, il nuovo Statuto distingue i ruoli e le responsabilità del Presidente, del Consiglio direttivo e della Direzione, per assicurare che l’A.I.F. possa svolgerepiù efficacemente le proprie funzioni, con piena autonomia ed indipendenza e coerentemente con il quadro istituzionale e giuridico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Inoltre, esso istituisce un apposito ufficio per la vigilanza prudenziale e lo dota delle necessarie risorse professionali.

Il testo completo della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, in inglese e in italiano, è consultabile su:

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20131115_statuto-aif_it.html


IL GOVERNATORATO DÀ MANDATO AD UNA EQUIPE INTERNAZIONALE DI EFFETTUARE UN LAVORO DI VERIFICA E CONSULENZA SULLE ATTIVITÀ ECONOMICHE ED AMMINISTRATIVE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso questa mattina dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano:

"In data 15 novembre il Governatorato dello Stato Città del Vaticano, in accordo con la Pontificia Commissione Referente di Studio e di Indirizzo per gli Affari Economici ed Amministrativi della Santa Sede, a seguito di una procedura di selezione ha dato mandato a un’équipe internazionale di Ernst & Young di effettuare un lavoro di verifica e consulenza sulle attività economiche e sui processi di gestione amministrativa dell'Ente.

La documentazione contenente l'esito della consulenza sarà a disposizione della Commissione e servirà per proporre eventuali raccomandazioni atte a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi economici e amministrativi del Governatorato".


IL PAPA RICEVE IL PRIMO MINISTRO DELLE BAHAMAS

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Nella mattinata di lunedì 18 novembre 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza il Primo Ministro delle Bahamas, Signor Perry Gladstone Christie che si è successivamente incontrato con il Segretario di Stato, Arcivescovo Pietro Parolin, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, ci si è soffermati sul tema dell’emigrazione e sul contributo che la Chiesa cattolica offre alla popolazione, in particolare, nei settori assistenziale ed educativo, auspicando una più stretta collaborazione in questi ambiti.

TANTI CRISTIANI CHE SOFFRONO PERSECUZIONI FORSE MOLTI DI PIÙ CHE NEI PRIMI SECOLI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Alle 12:00 di ieri, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. La prima parte del discorso che Gesù pronuncia a Gerusalemme sugli ultimi tempi è stato il tema della meditazione del Papa prima della recita della preghiera mariana. Gesù raccomanda agli apostoli di non lasciarsi ingannare dai falsi messia e non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma di vivere il tempo dell'attesa come tempo della testimonianza e della perseveranza.

"Questo discorso di Gesù è sempre attuale - ha ricordato il Pontefice - anche per noi che viviamo nel XXI secolo. Egli ci ripete: 'Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome'. È un invito al discernimento, questa virtù cristiana di capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Anche oggi, infatti, ci sono falsi 'salvatori', che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: 'Non andate dietro a loro!'”. E il Signore ci aiuta anche a non avere paura: di fronte alle guerre, alle rivoluzioni, ma anche alle calamità naturali, alle epidemie, Gesù ci libera dal fatalismo e da false visioni apocalittiche. (...) Ci ricorda che siamo totalmente nelle mani di Dio! Le avversità che incontriamo per la nostra fede e la nostra adesione al Vangelo sono occasioni di testimonianza; non devono allontanarci dal Signore, ma spingerci ad abbandonarci ancora di più a Lui, alla forza del suo Spirito e della sua grazia".

"In questo momento penso, e pensiamo tutti. Facciamolo insieme: pensiamo a tanti fratelli e sorelle cristiani, che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli. Gesù è con loro. Anche noi siamo uniti a loro con la nostra preghiera e il nostro affetto. Anche abbiamo ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle, che in tante parti del mondo soffrono a causa dell'essere fedeli a Gesù Cristo. Li salutiamo di cuore e con affetto.

"Alla fine - ha sottolineato Papa Francesco - Gesù fa una promessa che è garanzia di vittoria. 'Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita'. Quanta speranza in queste parole! Sono un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia: le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande; il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento. Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà!".


MISERICORDINA: LA MIGLIORE MEDICINA SPIRITUALE

Città del Vaticano, 17 novembre 2103 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e, nel ricordare che questa domenica ricorre la "Giornata delle vittime della strada", ha esortato alla prudenza e al rispetto delle norme.

Papa Francesco ha consigliato ai presenti una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede, che volge al termine. "Si tratta di una 'medicina spirituale' chiamata Misericordina - ha spiegato il Papa - Una scatolina di 59 granelli intracordiali. In questa scatoletta è contenuta la medicina e alcuni volontari la distribuiranno a voi mentre lasciate la Piazza. Prendetela!. C’è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la 'coroncina della Misericordia', aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, perché fa bene, eh? Fa bene al cuore, all’anima e a tutta la vita!".

L'ANNO DELLA FEDE CHE STA PER CONCLUDERSI HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI OLTRE 8 MILIONI DI PELLEGRINI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'Evento dell'Anno della fede "Giornata per la vita contemplativa (21 novembre 2013) e delle celebrazioni per la Conclusione dell'Anno della fede: Incontro dei Catecumeni con Papa Francesco (23 novembre 2013) e Santa Messa di chiusura (24 novembre 2013). Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ed il Monsignor Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

"Termina un Anno dedicato completamente a ravvivare la fede dei credenti, ma continua ora il desiderio di mantenere vivo l’insegnamento che in questi mesi abbiamo ricevuto - ha detto l'Arcivescovo Fisichella ricordando gli oltre 8 milioni e mezzo di pellegrini che quest'anno si sono recati alla Tomba di Pietro per professare la loro fede. "Per il momento conclusivo - ha precisato l'Arcivescovo - abbiamo pensato a una serie differenziata di segni che intendono mostrare la continuità della fede e il cammino che siamo chiamati a percorrere per non farla diventare ovvia nella vita quotidiana".

"Un primo segno è dato dalla visita che Papa Francesco farà al Monastero delle Monache Camaldolesi all’Aventino, il prossimo 21 novembre alle ore 16:45. Questa giornata che coincide con l'anniversario dell'ingresso in quel monastero di Suor Nazarena Crotta, ultima reclusa che visse tra quelle mura, è dedicata a chi ha compiuto la scelta della vita di clausura come dedizione privilegiata per una vita di preghiera e di contemplazione".

Con il tema "Pronti a varcare la Porta della fede", sabato 23 novembre, si terrà il secondo evento dedicato ai catecumeni. Saranno presenti circa 500 catecumeni, accompagnati dai loro catechisti, di 47 nazionalità diverse, provenienti dai cinque continenti. Papa Francesco riceverà 35 candidati al catecumenato all'ingresso della Basilica di San Pietro e porrà loro le domande tradizionali del rito.

Infine l'Anno della fede si concluderà con una Santa Messa domenica 24 novembre, alle 10:30, in Piazza San Pietro, che sarà caratterizzata da tre segni che intendono evidenziare il valore di questo momento: l'esposizione delle reliquie dell'Apostolo Pietro, la consegna da parte di Papa Francesco della sua Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium" e un gesto di carità a favore della popolazione delle Filippine. Durante l'Eucaristia sarà compiuta una colletta come contributo dei pellegrini per l'Anno della fede al popolo delle Filippine toccato dalla calamità, che versa in situazioni di estremo bisogno.

"Spesso, abituati come siamo a evidenziare i fattori di crisi - ha concluso l'Arcivescovo Fisichella - dimentichiamo di guardare anche ai tanti segni positivi e di speranza che sono realmente presenti nella Chiesa. L’Anno della fede ci ha permesso di sperimentarlo. È per questo che sostenuti da una testimonianza così imponente, entusiasta e convinta, che si esprime soprattutto nel silenzio della quotidianità, guardiamo al futuro con maggior serenità, forti dell’esperienza compiuta in questo Anno che speriamo possa prolungare a lungo nel tempo i suoi effetti positivi".

"È FONDAMENTALE PER LA CHIESA NON CHIUDERSI" AFFERMA IL PAPA NEL VIDEO-MESSAGGIO AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questo pomeriggio Papa Francesco ha inviato un video-messaggio ai partecipanti al Pellegrinaggio-Incontro "Nostra Signora di Guadalupe, stella della nuova evangelizzazione nel continente americano", indetto in occasione dell'Anno della fede dalla Pontificia Commissione per l'America Latina insieme con i Cavalieri di Colombo e con l'Istituto Superiore di Studi di Guadalupe, nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe (Città del Messico, 16-19 novembre 2013). Di seguito riportiamo ampi estratti del video-messaggio.

"Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza ed il desiderio di essere con voi, desidero condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro.

Aparecida propone di porre la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzare sì atti di natura missionaria, ma nel contesto più ampio di una missionarietà generalizzata: che tutta l'attività abituale delle Chiese particolari abbia un carattere missionario. E ciò nella certezza che l'impegno missionario, più che un'attività fra le altre (...) è il paradigma di tutta l'azione pastorale. (...) È fondamentale per la Chiesa non chiudersi, non sentirsi già soddisfatta e sicura con quel che ha raggiunto. Se accade ciò, la Chiesa si ammala, si ammala di abbondanza immaginaria, (...), in certo modo 'fa indigestione' e si devitalizza. Bisogna uscire dalla propria comunità ed avere l'audacia di andare verso le periferie esistenziali che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio. Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la Sua tenerezza e la Sua misericordia inesauribile, quindi, questo è ciò che bisogna portare a tutta la gente.

Un secondo punto: l'obiettivo di tutta l'attività pastorale è sempre orientato dall'impulso missionario di arrivare a tutti, senza escludere nessuno e tenendo in gran considerazione la condizione di ognuno. Si deve arrivare a tutti e condividere la gioia di essersi incontrati con Cristo. Non si tratta di andare come chi impone un nuovo obbligo, come chi si limita al rimprovero o al lamento dinanzi a quel che si considera imperfetto o insufficiente. La missione evangelizzatrice esige molta pazienza (...). E sa anche presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla in Cristo morto e risorto.

Terzo: chi conduce la pastorale nella Chiesa particolare è il Vescovo e lo fa come il pastore che conosce per nome le sue pecore (...) manifestando effettivamente la maternità della Chiesa e la misericordia di Dio. L’atteggiamento del vero pastore non è quello del principe o del mero funzionario attento principalmente alla disciplina, alle regole, ai meccanismi organizzativi. Questo porta sempre ad una pastorale distante dalla gente, incapace di favorire ed ottenere l’incontro con Cristo e l’incontro con i fratelli. Il popolo di Dio a lui affidato ha bisogno che il Vescovo vegli per lui, prendendosi cura soprattutto di quello che lo mantiene unito e promuove la speranza nei cuori. Ha bisogno che il Vescovo sappia discernere, senza spegnerlo, il soffio dello Spirito Santo che viene da dove vuole, per il bene della Chiesa e la sua missione nel mondo.

Quarto: questi atteggiamenti del Vescovo, devono anche essere partecipati molto profondamente dagli altri agenti di pastorale, soprattutto dai presbiteri. La tentazione del clericalismo, che tanto danno fa alla Chiesa in America Latina, è un ostacolo per lo sviluppo della maturità e della responsabilità cristiana di buona parte del laicato. Il clericalismo implica un atteggiamento autoreferenziale, un atteggiamento di gruppo, che impoverisce la proiezione verso l’incontro del Signore, che ci fa discepoli, e verso gli uomini che aspettano l’annuncio. Perciò, credo che sia importante, urgente, formare ministri capaci di prossimità, di incontro, che sappiano infiammare il cuore della gente, camminare con loro, entrare in dialogo con le sue speranze ed i suoi timori. Questo lavoro, i Vescovi non lo possono delegare. Lo devono assumere come qualcosa di fondamentale per la vita della Chiesa, senza risparmiare sforzi, attenzioni e accompagnamento. (...) La cultura di oggi esige una formazione seria, bene organizzata. Ed io mi chiedo se abbiamo la capacità autocritica sufficiente per valutare i risultati di seminari molto piccoli, con carenza di personale formativo sufficiente.

Voglio dedicare alcune parole alla vita consacrata. La vita consacrata nella Chiesa è un fermento (...) che fa crescere la Chiesa verso l’ultima manifestazione di Cristo Gesù. Chiedo ai consacrati ed alle consacrate di essere fedeli al carisma ricevuto, che nel loro servizio alla Santa Madre Chiesa gerarchica, non lascino svanire quella grazia che lo Spirito Santo diede ai loro fondatori e che devono trasmettere in tutta la sua integrità.

Cari fratelli e sorelle, molte grazie per ciò che fate per questa missione continentale. Ricordate che avete ricevuto il Battesimo, che vi ha trasformato in discepoli del Signore. Ma ogni discepolo è, a sua volta, missionario (...). Vi prego, come padre e fratello in Gesù Cristo, che vi facciate carico della fede che avete ricevuto nel Battesimo. E, come fecero la mamma e la nonna di Timoteo, trasmettiate la fede ai vostri figli e nipoti, e non solo a loro. Questo tesoro della fede non è dato per uso personale. È per donarlo, per trasmetterlo, e così crescerà".


IL PAPA PRESIEDE SANTA MESSA PER ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR VERGÉZ ALZAGA SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). L'episcopato è un servizio, non un onore ha ribadito ieri il Santo Padre nella Santa Messa per l'ordinazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Per l'ordinazione del nuovo Vescovo, originario di Salamanca (Spagna), membro della Congregazione dei Legionari di Cristo, Papa Francesco ha tenuto l'omelia rituale del Pontificale Romano prevista per la consacrazione dei vescovi, integrandola con alcune aggiunte a braccio, nelle quali ha menzionato il servizio alla tenerezza e alla carità del Presule in qualità di segretario del defunto Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio. Infine, ricordando che gli è stata affidata la cura pastorale dei dipendenti del Vaticano, il Papa lo ha esortato ad essere "padre e fratello loro, con vero amore e tenerezza".

CARDINALE FILONI INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE A DUE CONGRESSI MISSIONARI IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 14 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV Congresso Missionario Americano (CAM 4) e del IX Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA 9), in programma a Maracaibo (Venezuela), dal 26 novembre al 1° dicembre 2013.



UDIENZE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- Il Signor Guy Ryder, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

- L'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.

- L'Arcivescovo Mario Giordana, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia).





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Franz Lackner, O.F.M., Arcivescovo di Salzburg (superficie: 9.715; popolazione: 713.085; cattolici: 487.691; sacerdoti: 297; religiosi: 492; diaconi permanenti: 40), Austria. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Feldbach (Austria). Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Francescani nel 1984, ha emesso la professione perpetua nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 1998 è stato nominato Professore di Metafisica presso il Pontificio Ateneo Antonianum. Nel 1999 è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia “S. Bernardi Senensis” di Wien dei Frati Minori Francescani. Dal 1999 svolge anche il compito di Professore di Filosofia a Heiligenkreuz. Il Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2002 ed è stato finora Vescovo Ausiliare di Graz-Seckau (Austria).

Sabato 16 novembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Roman Pindel, Vescovo di Bielsko-Żywiec (superficie: 3.000; popolazione: 766.300; cattolici: 680.700; sacerdoti: 634; religiosi: 632), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Oswiecim (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dopo l’ordinazione, ha lavorato come Vicario parrocchiale a Kozy e a Racławice. Dal 1986 è stato assistente e in seguito Professore aggiunto (1992) presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Accademia Teologica di Krakow. Dal 2004 al 2011 è stato Direttore spirituale presso il Seminario Maggiore di Kraków. Dal 2011 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Kraków; Direttore della cattedra di Ermeneutica biblica e Giudaismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università “Giovanni Paolo II” di Kraków; dal 1990 assistente diocesano del Rinnovamento dello Spirito Santo e delegato del Vescovo per l’assistenza ai nuovi movimenti religiosi. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kraków e Docente di Sacra Scrittura presso l’Università Giovanni Paolo II, succede al Vescovo Tadeusz Rakoczy del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Pedro Javier Torres, Ausiliare dell’arcidiocesi di Córdoba (superficie: 19.722; popolazione: 2.115.000; cattolici: 1.856.000; sacerdoti: 344; religiosi: 967; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Cordoba (Argentina) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1999 al 2001 a Cordoba è stato Docente, Formatore e Rettore nel Seminario Maggiore N.S. de Loreto, Vicario parrocchiale di San Juan Bosco, Parroco di La Resurrección del Señor y N.S. de Pompeya, di N.S. de Luján y San Fermín, di María Madre del Redentor y los Santos Juan y Pablo, e di N.S. del Valle; Membro del Comitato Interreligioso per la Pace; Membro del Collegio dei Consultori; portavoce diocesano nei mass media circa la Bioetica, l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso. È stato anche Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale di Ecumenismo e di Rapporti con il Giudaismo, l’Islam e le altre religioni; Docente in incontri sacerdotali e corsi pastorali, e predicatore di ritiri spirituali in diverse diocesi argentine.

- Ha nominato il Monsignor Angelo Genoni, Capo Ufficio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, finora Aiutante di Studio nel medesimo Dicastero.

venerdì 15 novembre 2013

NEL POMERIGGIO CONFERMATA PRESENZA DEL PAPA ALLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR FERNANDO VERGÉZ, MENTRE LE UDIENZE PREVISTE QUESTA MATTINA SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI UN RAFFREDDORE

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). A causa di un raffreddore, Papa Francesco ha annullato le udienze previste questa mattina, secondo quanto comunicato ai giornalisti dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. Trattandosi di udienze ad alcuni capi dicastero della Curia, perciò residenti a Roma che possono essere ricevuti in qualunque momento, il Papa ha preferito rinviarle.

Padre Lombardi ha confermato invece la presenza del Pontefice questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro per la consacrazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.


COMUNICARE LA FEDE NELLA DIOCESI DEL PAPA: PRIMO FORUM DELLE UNIVERSITÀ CATTOLICHE DI ROMA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). "Comunicare la fede a Roma" è l'argomento del Forum delle università cattoliche e pontificie della diocesi del Papa, che si terrà sabato 16 novembre presso la Pontificia Università Lateranense. Il Forum è organizzato dall'Ufficio per la pastorale universitaria della Diocesi di Roma in occasione dell'Anno della fede.

Il Vescovo Ausiliare Lorenzo Leuzzi, Direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, ha precisato che l'obiettivo dell'incontro è duplice: da una parte c'è la necessità di verificare la specificità della proposta culturale delle università cattoliche e pontificie nel sistema universitario integrato romano e nello stesso tempo esse desiderano presentare alla diocesi di Roma le loro proposte formative e di animazione nella prospettiva di comunicare la fede. "Inoltre - sottolinea il Presule - il Forum costituisce la conclusione di quel cammino di collaborazione tra le università cattoliche e pontificie, iniziato con il Sinodo, e apre una nuova fase di dialogo tra la Chiesa e le università nella città di Roma".

PAOLO VI SULLE ORME DI SAN PIETRO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). Oggi pomeriggio all'Auditorium San Fedele a Milano, si tiene il Convegno "4-6 gennaio 1964. Paolo VI pellegrino in Terra Santa: un evento storico per la Chiesa universale", con cui l'Arcidiocesi e il suo Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola, vogliono rendere omaggio ad uno sei suoi più illustri arcivescovi, il Cardinale Giovanni Battista Montini, nel 50° anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio, il 21 giugno 1963.

Il Convegno è dedicato al viaggio in Terra Santa di Papa Paolo VI, primo pontefice dopo San Pietro a recarvisi in pellegrinaggio. Un viaggio storico che verrà rievocato attraverso il documentario "Ritorno alla sorgenti - Paolo VI in Terra Santa", prodotto nel 1964 dalla Custodia di Terra Santa e restaurato per l'occasione, che mostra una Terra Santa precedente alla guerra dei "Sei Giorni". Tra le immagini memorabili della pellicola, da segnalare quelle del commovente incontro avvenuto a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora.
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