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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 9 ottobre 2013

FRANCESCO ESORTA A PREGARE PER LA PACE IN SIRIA, IRAQ, EGITTO, LIBANO E TERRA SANTA E CONDIVIDE DOLORE VESCOVI DI ETIOPIA ED ERITREA PER LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA

Città del Vaticano, 9 ottobre 2013 (VIS). Al termine della catechesi, nei saluti nelle diverse lingue, il Papa, rivolgendosi "con speciale affetto ai Vescovi della Chiesa di tradizione alessandrina di Etiopia ed Eritrea ha detto: "Sono particolarmente vicino nella preghiera e nel dolore per tanti figli della loro terra che hanno perso la vita nella tragedia di Lampedusa".

Fra i pellegrini di lingua francese il Papa ha salutato in particolare i Vescovi della Conferenza Episcopale regionale del Nord-Africa incoraggiandoli "a consolidare i rapporti fraterni con i fratelli di religione islamica".

In Piazza San Pietro era presente un nutrito gruppo di fedeli croati appartenenti alle diocesi di Mostar-Duvno e di Trebinje-Mrkan in Bosnia ed Erzegovina ai quali il Papa ha detto: "Vorrei incoraggiarvi ad essere autentici testimoni di nostro Signore. Essere cattolico, essere missionario nel vostro ambiente multietnico e multiconfessionale significa amare tutti come Gesù Cristo ci ha amato. Portate tale amore nella vostra Patria".

Nei saluti ai fedeli di lingua araba Papa Francesco ha ricordato che un anno fa, il 10 ottobre 2012, dopo il suo Viaggio in Libano e la consegna dell'Esortazione Apostolica "La Chiesa in Medio Oriente: Comunione e testimonianza", Papa Benedetto XVI incluse la lingua araba fra le lingue dell'Udienza Generale come era stato chiesto dai Padri sinodali "per esprimere a tutti i cristiani del Medio Oriente la vicinanza della Chiesa Cattolica ai suoi figli orientali. E oggi - ha detto - parlando dell'espressione 'credo nella Chiesa Cattolica', vi chiedo di pregare per la pace nel Medio Oriente: in Siria, in Iraq, in Egitto, in Libano e in Terra Santa, dove è nato il Principe della Pace, Gesù Cristo. Pregate affinché la luce di Cristo arrivi a ogni cuore e in ogni luogo, fino ai confini della terra".

IL PAPA PREGA PER PRESIDENTE ARGENTINA

Città del Vaticano, 9 ottobre 2013 (VIS). Papa Francesco ha fatto pervenire un telegramma alla Signora Cristina Fernández de Kirchner, Presidente dell'Argentina, che ieri a Buenos Aires è stata sottoposta ad un'operazione di drenaggio di un ematoma subdurale destro; un coagulo alla superficie del cervello. Di seguito riportiamo il testo:

"Cristina:

In questo particolare momento, desidero farmi presente con la mia preghiera per Lei e per la sua completa guarigione. Con queste parole le chiedo che mi senta presente. Le assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza. Chiedo alla Vergine Maria, Nuestra Señora de Luján, che le dia fortezza, affinché rimanga alta la speranza e possa nuovamente riprendere le sue responsabilità quotidiane. Non dimentico i suoi familiari in questa difficile circostanza, né il personale medico che la assiste, e supplico il Signore che le dia la sua luce nel momento in cui deve prendere decisioni.

Che Gesù la benedica e la Vergine Santa la guidi.

Cordialmente, Francesco PP".

NUOVA LEGGE SULLA TRASPARENZA, VIGILANZA ED INFORMAZIONE FINANZIARIA

Città del Vaticano, 9 ottobre 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato, che riportiamo di seguito, relativo alla nuova Legge N. XVIII dello Stato della Città del Vaticano (8 ottobre 2013), in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria.

"1. In data odierna la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha adottato la Legge N. XVIII, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, con la quale sono confermate in legge le disposizioni del Decreto N. XI del Presidente del Governatorato, dell’8 agosto 2013.

2. In attuazione del Motu Proprio di Papa Francesco dell’8 agosto u.s. ed in continuità con le norme già vigenti ed introdotte progressivamente a partire dal Motu Proprio di Papa Benedetto XVI del 30 dicembre 2010, per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, la Legge N. XVIII rafforza l’attuale sistema interno di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in linea con i parametri internazionali e, in particolare, con le Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria (GAFI) e le rilevanti fonti dell’Unione Europea.

3. In particolare, la Legge N. XVIII consolida la disciplina esistente in materia di:
- Misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo;
- Vigilanza e regolamentazione degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria;
- Collaborazione e scambio di informazioni da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria a livello interno e internazionale;
- Misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionali;
- Dichiarazione di trasporto transfrontaliero di denaro contante.

4. La Legge N. XVIII chiarisce e consolida le funzioni, i poteri e le responsabilità dell’Autorità di Informazione Finanziaria nell’esercizio della funzione di vigilanza e regolamentazione ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, della funzione di informazione finanziaria, nonché, come stabilito da Papa Francesco con il Motu Proprio dell’8 agosto u.s., della funzione di vigilanza prudenziale.

5. La nuova normativa – da accostare a quelle recenti in materia di diritto penale sostanziale e processuale ed in materia di sanzioni amministrative, nonché al Motu Proprio di Papa Francesco sulla giurisdizione penale, dell’11 luglio 2013 – costituisce un ulteriore importante passo nella direzione della trasparenza e vigilanza delle attività di natura finanziaria ed un contributo alla stabilità e integrità del settore a livello globale".



ARCIVESCOVO MAMBERTI: LEGGE XVIII EFFICACE STRUMENTO CONTRO IL RICICLAGGIO E IL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO

Città del Vaticano, 9 ottobre 2013 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, approfondendo il contenuto della nuova legge sulle norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, ricorda che una prima e consistente parte della legge è dedicata alle Misure contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo "che si sviluppa nel dettaglio dei soggetti obbligati, nelle attività di valutazione dei rischi, nelle prescrizioni concernenti l’adeguata verifica delle controparti (...) e nella disciplina del trasferimento internazionale di fondi".

"Particolare attenzione - prosegue l'Arcivescovo Mamberti - viene dedicata alla segnalazione delle attività sospette, che i soggetti obbligati sono tenuti ad effettuare nei confronti dell’Autorità di Informazione Finanziaria (...). Qualora poi vi sia un fondato motivo di sospettare un’attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, l’Autorità di Informazione Finanziaria trasmette un circostanziato rapporto al Promotore di giustizia ed ha anche la possibilità di sospendere l’esecuzione delle transazioni ed operazioni sospette, fino a cinque giorni lavorativi".

"Il sistema di prescrizioni in materia di misure contro il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo è poi completato dall’attribuzione, sempre all’Autorità di Informazione Finanziaria, di un generale potere di vigilanza circa l’attuazione delle misure stabilite dalla legge a carico dei soggetti obbligati, nonché da un articolato sistema di sanzioni amministrative che possono essere irrogate dalla stessa Autorità, ovvero nei casi più gravi dal Presidente del Governatorato, previa raccomandazione da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria".

"Un ambito rilevante della disciplina introdotta con la Legge N. XVIII è quello contenuto nel titolo relativo alla Vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria, ovvero che (...) svolgono abitualmente in nome e per conto di terzi un’attività finanziaria in forma economica organizzata, al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. L’introduzione di questa peculiare funzione (...) risponde ad una specifica raccomandazione della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa e la Legge N. XVIII ne detta la disciplina stabilendo in proposito un diffuso potere di regolamentazione della materia da parte dell’Autorità di Informazione Finanziaria".

Riferendosi alle Misure contro i soggetti che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, l'Arcivescovo spiega che: "Nei confronti dei soggetti iscritti nella lista vigono automaticamente i divieti di fornitura di beni, risorse economiche e servizi finanziari, e l’Autorità di Informazione Finanziaria dispone immediatamente il blocco preventivo dei loro beni e risorse, informandone i soggetti che svolgono attività finanziarie. Misure cautelari possono inoltre essere adottate anche nei confronti dei soggetti che non sono ancora iscritti nella lista, sempre che però sussistano fondati motivi per ritenere che un soggetto minacci la pace e la sicurezza internazionale e purché entro il termine di 15 giorni il soggetto sia iscritto nella lista".

Relativamente alle disposizioni della Legge N. XVIII che riguardano ancora la disciplina del Trasporto transfrontaliero di denaro contante, in entrata o in uscita dallo Stato, per un importo pari o superiore a 10.000 euro, e le norme in materia di Informazione e cooperazione, il Presule sottolinea che un "ruolo centrale è attribuito all’Autorità di Informazione Finanziaria che collabora e scambia informazioni sia con le altre autorità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, sia con le autorità analoghe di altri Stati, a condizioni di reciprocità e sulla base di protocolli di intesa".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha eretto in diocesi la prelatura territoriale di Coari (superficie: 135.442; popolazione: 216.000; cattolici: 182.700; sacerdoti: 15; religiosi: 20), (Brasile) e ne ha nominato primo Vescovo S.E. Mons. Marek Marian Piatek, C.SS.R., finora Vescovo Prelato.



martedì 8 ottobre 2013

PAPA FRANCESCO CONVOCA UN SINODO STRAORDINARIO SULLA FAMIGLIA NELL'OTTOBRE 2014

Città del Vaticano, 8 ottobre 2013 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che il Santo Padre Francesco ha indetto la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, da tenersi in Vaticano, dal 5 al 19 ottobre 2014, sul tema: "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione".

Nel capitolo del Codice di Diritto Canonico relativo alla tipologia delle assemblee sinodali si lette che: "Il Sinodo dei Vescovi si riunisce in assemblea generale straordinaria, se la materia da trattare, pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione".

"Molto importante è la indizione di un Sinodo Straordinario sul tema della pastorale della famiglia - ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi - Questo è il modo in cui il Papa intende portare avanti la riflessione e il cammino della comunità della Chiesa, con la partecipazione responsabile dell'episcopato delle diverse parti del mondo".

"È giusto - ha aggiunto Padre Lombardi - che la Chiesa si muova comunitariamente nella riflessione e nella preghiera e prenda gli orientamenti pastorali comuni nei punti più importanti - come la pastorale della famiglia - sotto la guida del Papa e dei vescovi. L'indizione del Sinodo straordinario indica chiaramente questa via. In questo contesto proporre particolari soluzioni pastorali da parte di persone o di uffici locali può rischiare di ingenerare confusione. È bene mettere in rilievo l'importanza di condurre un cammino nella piena comunione della comunità ecclesiale".

Padre Lombardi ha ricordato che ieri e questa mattina Papa Francesco ha partecipato alla riunione della Segreteria Generale del Sinodo, in corso in questi giorni, recandosi presso la sede della Segreteria Generale in Via della Conciliazione.

SABATO 12 OTTOBRE PAPA FRANCESCO ACCOGLIERÀ LA STATUA ORIGINALE DELLA MADONNA DI FATIMA

Città del Vaticano, 8 ottobre 2013 (VIS). Alle 17:00 di sabato 12 ottobre, in Piazza San Pietro, Papa Francesco presiederà una preghiera in occasione della Giornata Mariana indetta nel contesto delle celebrazioni dell'Anno della Fede e solennemente accoglierà la statua originale della Madonna di Fatima che porta incastonata nella corona il proiettile che ferì il Beato Giovanni Paolo II nell'attentato del 13 maggio 1981.

Alle 10:30 di domenica 13 ottobre, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa per la Giornata Mariana.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE OTTOBRE 2013

Città del Vaticano, 8 ottobre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di ottobre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché quanti si sentono schiacciati dal peso della vita, sino a desiderarne la fine, possano avvertire la vicinanza dell'amore di Dio".

Missionaria: "Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale renda tutti i cristiani coscienti di essere non solo destinatari, ma anche annunciatori della Parola di Dio".


I 30 ANNI DEI "PATRONS OF THE ARTS" DEI MUSEI VATICANI

Città del Vaticano, 8 ottobre 2013 (VIS). Dal 15 al 20 ottobre, con una serie di incontri e di iniziative, i Musei Vaticani celebrano il trentesimo anniversario dei "Patrons of the Arts". Moderni mecenati del nostro tempo, i "Patrons of the Arts in the Vatican Museums" sono una comunità internazionale di benefattori che da tre decenni "adottano" e sostengono finanziariamente progetti di conservazione e restauro di capolavori custoditi nei Musei Vaticani.

Era il 1982 quando la Santa Sede promosse negli Stati Uniti la mostra itinerante "The Vatican Collections: the Papacy and Art", un grande evento espositivo che portò alla creazione de "Gli Amici dei Musei Vaticani" e poi all'istituzione, sotto l'impulso del Cardinale Rosalio José Castillo Lara, degli odierni "Patrons of the Arts", coordinati dal Padre Mark Haydu.

"The Patrons of the Arts" finanziano soprattutto la manutenzione "straordinaria" delle collezioni pontificie e grazie al loro contributo, in questi anni, hanno reso possibile il restauro delle "Storie della Vita di Cristo e di Mosé" nella Cappella Sistina, della Cappelle Paolina e Niccolina, degli Appartamenti Papali del XV secolo di Papa Alessandro IV Borgia, della Scala Santa, della Fontana della Galera nei Giardini Vaticani. "I Patrons of the Arts" hanno inoltre finanziato il restauro di progetti antichi, come la Necropoli di Santa Rosa e contemporanei, come l'allestimento della Sala Matisse nei Musei Vaticani.

L'attenzione dei "Patrons of the Arts" non si limita alle opere d'arte famose, ma si rivolge anche a progetti "minori" che permettono il restauro e una ricerca approfondita che porta talvolta a grandi scoperte storico-scientifiche da condividere nel mondo internazionale dell'arte. È da evidenziare il risvolto occupazionale derivato dai progetti conservativi "adottati" dai "Patrons of the Arts". I numerosi cantieri di restauro avviati hanno infatti procurato lavoro a numerosi giovani esperti di restauro e di conservazione del patrimonio artistico.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Professore Paolo Cherubini, Vice Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, attualmente Docente di Paleografia latina presso l'Università di Palermo e la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica.

lunedì 7 ottobre 2013

UDIENZA AL RE DEL LESOTHO: IMPORTANZA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA PER FAVORIRE POSITIVA COLLABORAZIONE FRA LO STATO E LA CHIESA

Città del Vaticano, 7 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, le loro Maestà il Re del Lesotho, Letsie III, e la Regina ‘Masenate Mohato Seeiso. Successivamente il Sovrano ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati sulle buone relazioni esistenti tra la Santa Sede ed il Regno del Lesotho, rilevando l’importanza della libertà religiosa, per favorire la positiva collaborazione tra lo Stato e la Chiesa. A tale riguardo, è stato espresso apprezzamento per l’impegno del Sovrano e del Governo nel dare priorità alla sanità e all’educazione, come pure per il significativo contributo ecclesiale nell’ambito della carità, della giustizia e della pace.

Infine, non sono mancati riferimenti a tematiche d’interesse etico-sociale, quale la famiglia, come pure alcuni accenni alla situazione politica ed economica della Regione.


PAPA FRANCESCO RICORDA CHE LA PREGHIERA È IL "RESPIRO" DELLA FEDE E PREGA NUOVAMENTE PER LE VITTIME DI LAMPEDUSA.

Città del Vaticano, 6 ottobre 2013 (VIS). Alle dodici di questa mattina Papa Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli - oltre centomila - che gremivano Piazza San Pietro e via della Conciliazione.

"Prima di tutto - ha detto il Papa - voglio rendere grazie a Dio per la giornata che ho vissuto ad Assisi, ieri l’altro. Pensate che era la prima volta che mi recavo ad Assisi ed è stato un grande dono fare questo pellegrinaggio proprio nella festa di san Francesco".

Successivamente il Papa ha commentato il brano del Vangelo di oggi in cui gli apostoli chiedono al Signore di accrescere la loro fede. "Mi pare che tutti noi possiamo fare nostra questa invocazione. Anche noi come gli Apostoli diciamo al Signore Gesù: 'Accresci in noi la fede!'. Sì, Signore, la nostra fede è piccola, la nostra fede è debole, fragile, ma te la offriamo così com’è, perché Tu la faccia crescere".

"E il Signore che cosa ci risponde? Risponde: 'Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: 'Sradicati e vai a piantarti nel mare', ed esso vi obbedirebbe'. Il seme della senape è piccolissimo - ha detto il Papa - però Gesù dice che basta avere una fede così, piccola, ma vera, sincera, per fare cose umanamente impossibili, impensabili. Ed è vero! Tutti conosciamo persone semplici, umili, ma con una fede fortissima, che davvero spostano le montagne! Pensiamo, per esempio, a certe mamme e papà che affrontano situazioni molto pesanti; o a certi malati, anche gravissimi, che trasmettono serenità a chi li va a trovare. (...). Quanta gente tra noi ha questa fede forte, umile, e che fa tanto bene!".

"In questo mese di ottobre - ha proseguito il Papa - che è dedicato in particolare alle missioni, pensiamo a tanti missionari, uomini e donne, che per portare il Vangelo hanno superato ostacoli di ogni tipo, hanno dato veramente la vita (...). Questo però riguarda tutti: ognuno di noi, nella propria vita di ogni giorno, può dare testimonianza a Cristo, con la forza di Dio, la forza della fede. La fede piccolissima che noi abbiamo, ma che è forte! (...) E come attingiamo questa forza? La attingiamo da Dio nella preghiera. La preghiera è il respiro della fede: in un rapporto di fiducia, in un rapporto di amore, non può mancare il dialogo, e la preghiera è il dialogo dell’anima con Dio".

"Ottobre è anche il mese del Rosario - ha ricordato il Santo Padre - e in questa prima domenica è tradizione recitare la Supplica alla Madonna di Pompei, la Beata Vergine Maria del Santo Rosario. Ci uniamo spiritualmente a questo atto di fiducia nella nostra Madre, e riceviamo dalle sue mani la corona del Rosario: il Rosario è una scuola di preghiera, il Rosario è una scuola di fede!".

Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato la beatificazione, ieri, a Modena, di Rolando Rivi, "un seminarista di quella terra, l’Emilia, ucciso nel 1945, quando aveva 14 anni, in odio alla sua fede, colpevole solo di indossare la veste talare in quel periodo di violenza scatenata contro il clero, che alzava la voce a condannare in nome di Dio gli eccidi dell’immediato dopoguerra. Ma la fede in Gesù vince lo spirito del mondo! Rendiamo grazie a Dio per questo giovane martire, eroico testimone del Vangelo".

"Vorrei ricordare assieme a voi - ha concluso il Papa - le persone che hanno perso la vita a Lampedusa, giovedì scorso. Preghiamo tutti in silenzio per questi fratelli e sorelle nostri: donne, uomini, bambini… Lasciamo piangere il nostro cuore. Preghiamo in silenzio". E la folla si è unita al Papa in una preghiera silenziosa.

IL CARDINALE JOACHIM MEISNER INVIATO SPECIALE A XANTEN (GERMANIA)

Città del Vaticano, 5 ottobre 2013 (VIS). Oggi è stata pubblicata la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 3 settembre, con la quale Papa Francesco nomina il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania), suo Inviato Speciale alla celebrazione del 750° anniversario della posa della prima pietra del Duomo di Xanten (Germania), che avrà luogo il 13 ottobre 2013. La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don Alfred Manthey, Parroco e Prevosto di Xanten e da Don Wolfgang Schmitz, Decano del Rheinberg.


PRIMA MEDAGLIA DEL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO

Città del Vaticano, 5 ottobre 2013 (VIS). Martedì 8 ottobre sarà in vendita la Medaglia ufficiale del I anno di Pontificato di Papa Francesco, coniata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano. La medaglia, opera dell'artista Mariangela Crisciotti, sarà riprodotta in oro, argento e bronzo, con diametro di mm. 44.

Sul diritto è raffigurato il volto del Pontefice e a destra il cognome dell'artista. Attorno all'immagine la scritta: "FRANCISCUS PONT. MAX. AN. I". Sul rovescio è riportata la frase che segnò profondamente il giovane Jorge Mario Bergoglio quando diciassettenne, sentì la chiamata di Dio: "VIDIT ERGO JESUS PUBLICANUM ET QUIA MISERANDO ATQUE ELIGENDO VIDIT, AIT ILLI SEQUERE ME". Sul bordo la dicitura: "E CIVITATE VATICANA" ed il numero della Medaglia.

Ogni esemplare è accompagnato da un certificato di garanzia con timbro a secco della Segreteria di Stato e della Zecca Italiana.

I pezzi coniati sono: 400 trittici, 200 esemplari in oro, 3.000 esemplari in argento e 3000 in bronzo, tutti numerati.

Le Medaglie saranno in vendita presso l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica nello Stato della Città del Vaticano e presso la Libreria Editrice Vaticana, in Piazza San Pietro, Piazza Pio XII, 4 e via di Propaganda, 4.

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi).

- Membri della Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America:

- Il Cardinale Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York, Presidente; l'Arcivescovo Joseph Edward Kurtz, di Louisville, Vice Presidente; il Monsignor Ronny E. Jenkins, Segretario Generale ed il Monsignor J. Brian Bransfield, Segretario Generale Aggiunto.

- L'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia.

- L'Arcivescovo Michael A. Blume, Nunzio Apostolico in Uganda.

Sabato 5 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Germán José Mundaraín Hernández, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con l'Arcivescovo José Rodríguez Carballo, Segretario del medesimo Dicastero.

- Il Signor Ernesto Olivero, Fondatore del Servizio Missionario Giovanile (SERMIG).

- Padre Franz Jalics, S.I.



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 7 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Green Bay (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Robert F. Morneau, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico in Porto Rico, finora Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana ed in Ciad.

Sabato 5 ottobre il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Walter Brandmüller, Diacono di San Giuliano dei Fiamminghi, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 450° anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico di Trento, in programma nel Duomo di Trento (Italia) il 1° dicembre 2013.

- Il Cardinale Jorge Liberto Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni di chiusura del I Centenario dell’Istituzione della Provincia Ecclesiastica di Managua (Nicaragua), che avranno luogo il 2 dicembre 2013.


sabato 5 ottobre 2013

LA CHIESA È QUESTO: LA COMUNITÀ CHE ASCOLTA CON FEDE E CON AMORE IL SIGNORE CHE PARLA

Città del Vaticano, 5 ottobre 2013 (VIS). Dopo il pranzo al Centro della Caritas, il Papa ha compiuto una visita all'Eremo delle Carceri, alle pendici del monte Subasio, a circa 800 metri di altitudine, in un bosco di lecci secolari. Qui si trova la cella dove San Francesco si ritirava in meditazione e il piccolo oratorio dedicato a Santa Maria nel quale San Francesco si riuniva con i suoi compagni per la preghiera comune.

La visita è durata circa mezz'ora: il Santo Padre è stato accolto dalla comunità religiosa e ha sostato in preghiera nella Cella di San Francesco. Successivamente Papa Francesco si è recato in auto alla Cattedrale di San Rufino per l'incontro con il Clero, le Persone di Vita Consacrata e i Membri dei Consigli Pastorali della Diocesi.

Nella Cattedrale di San Rufino si conserva il fonte battesimale dove San Francesco e Santa Chiara furono battezzati. "Il Battesimo - ha ricordato il Papa - è la nostra nascita come figli della Madre Chiesa". Nel suo discorso Papa Francesco si è soffermato sugli aspetti più importanti della vita della comunità diocesana e ha fatto riferimento all'imminente sinodo diocesano.

Il primo aspetto è ascoltare la Parola di Dio "La Chiesa è questo - ha detto il Papa - la comunità che ascolta con fede e con amore il Signore che parla. (...) È la Parola di Dio che suscita la fede, la nutre, la rigenera. È la Parola di Dio che tocca i cuori, li converte a Dio e alla sua logica che è così diversa dalla nostra". Ma "Non basta leggere le Sacre Scritture, bisogna ascoltare Gesù che parla in esse (...). Bisogna essere antenne che ricevono, sintonizzate sulla Parola di Dio, per essere antenne che trasmettono! (...) È lo Spirito di Dio che rende vive le Scritture, le fa comprendere in profondità, nel loro senso vero e pieno!".

"Il secondo aspetto è quello del camminare. È una delle parole che preferisco quando penso al cristiano e alla Chiesa - ha detto Papa Francesco - Ma per voi ha un senso particolare: state entrando nel Sinodo diocesano, e fare 'sinodo' vuol dire camminare insieme. Penso che questa sia veramente l’esperienza più bella che viviamo: far parte di un popolo in cammino, in cammino nella storia, insieme con il suo Signore, che cammina in mezzo a noi! Non siamo isolati, non camminiamo da soli, ma siamo parte dell’unico gregge di Cristo che cammina insieme. Qui penso ancora a voi preti, e lasciate che mi metta anch’io con voi. Che cosa c’è di più bello per noi se non camminare con il nostro popolo? (...) Quanto è importante camminare uniti, senza fughe in avanti, senza nostalgie del passato. E mentre si cammina si parla, ci si conosce, ci si racconta gli uni agli altri, si cresce nell’essere famiglia".

Il terzo aspetto è quello missionario: annunciare fino alle periferie: "è un elemento che ho vissuto molto quando ero a Buenos Aires: l’importanza di uscire per andare incontro all’altro, nelle periferie, che sono luoghi, ma sono soprattutto persone in situazioni di vita speciale (...) realtà umane di fatto emarginate, disprezzate. Sono persone che magari si trovano fisicamente vicine al 'centro', ma spiritualmente sono lontane".

"Non abbiate paura di uscire e andare incontro a queste persone, a queste situazioni. Non lasciatevi bloccare da pregiudizi, da abitudini, rigidità mentali o pastorali, dal famoso 'si è sempre fatto così!'. Ma si può andare alle periferie solo se si porta la Parola di Dio nel cuore e si cammina con la Chiesa, come san Francesco. Altrimenti portiamo noi stessi, non la Parola di Dio, e questo non è buono, non serve a nessuno! Non siamo noi che salviamo il mondo: è proprio il Signore che lo salva!".

"Ecco, cari amici, non vi ho dato ricette nuove. Non le ho, e non credete a chi dice di averle: non ci sono - ha affermato il Pontefice al termine del suo discorso - Ma ho trovato nel cammino della vostra Chiesa aspetti belli e importanti che vanno fatti crescere e voglio confermarvi in essi. Ascoltate la Parola, camminate insieme in fraternità, annunciate il Vangelo nelle periferie!".



ALLE CLARISSE: LE SUORE DI CLAUSURA SONO CHIAMATE AD AVERE GRANDE UMANITÀ

Città del Vaticano, 5 ottobre 2013 (VIS). Poco dopo le 16:15 il Papa è giunto alla Basilica di Santa Chiara per l'incontro con le suore di clausura dell'Ordine fondato da Santa Chiara, amica e discepola di San Francesco. Il Papa si è recato nella cripta per la venerazione del corpo di Santa Chiara e nella Cappella del Coro per la preghiera silenziosa davanti al Crocifisso di San Damiano, che secondo la tradizione chiese a San Francesco di riparare la sua Casa. Nella Cappella del Coro il Papa, accompagnato dal Consiglio di Cardinali, ha incontrato le clarisse ed ha rivolto loro un discorso a braccio. "Io pensavo - ha detto all'inizio - che questa riunione fosse come avevamo fatto due volte a Castel Gandolfo, nella sala capitolare, da solo con le suore ma, vi confesso, non ho il coraggio di mandare via i Cardinali. Facciamola così".

"Quando una suora nella clausura consacra tutta la sua vita al Signore, accade una trasformazione che non si finisce di capire. La normalità del nostro pensiero penserebbe che questa suora diventa isolata, sola con l’Assoluto, sola con Dio; è una vita ascetica, penitente. Ma questa non è la strada di una suora di clausura cattolica, neppure cristiana. La strada passa per Gesù Cristo, sempre! Gesù Cristo è al centro della vostra vita, della vostra penitenza, della vostra vita comunitaria, della vostra preghiera e anche della universalità della preghiera. E per questa strada succede il contrario di quello che pensa che questa sarà un’ascetica suora di clausura. Quando va per la strada della contemplazione di Gesù Cristo, della preghiera e della penitenza con Gesù Cristo, diventa grandemente umana. Le suore di clausura sono chiamate ad avere grande umanità, un’umanità come quella della Madre Chiesa; umane, capire tutte le cose della vita, essere persone che sanno capire i problemi umani, che sanno perdonare, che sanno chiedere al Signore per le persone".

"Oggi nella Messa, parlando del Crocifisso, dicevo che Francesco lo aveva contemplato con gli occhi aperti, con le ferite aperte, con il sangue che veniva giù. E questa è la vostra contemplazione: la realtà. La realtà di Gesù Cristo. Non idee astratte, non idee astratte, perché seccano la testa. La contemplazione delle piaghe di Gesù Cristo! (...) E per questo è tanto bello quando la gente va al parlatorio dei monasteri e chiedono preghiere e dicono i loro problemi. Forse la suora non dice nulla di straordinario, ma una parola che li viene proprio dalla contemplazione di Gesù Cristo, perché la suora, come la Chiesa, è sulla strada di essere esperta in umanità. E questa è la vostra strada: non troppo spirituale! Quando sono troppo spirituali, io penso alla fondatrice dei monasteri della concorrenza vostra, Santa Teresa, per esempio. Quando a lei veniva una suora, oh, con queste cose… diceva alla cuoca: 'dalle una bistecca!'. (...) L’umanità di Gesù Cristo! Perché il Verbo è venuto nella carne, Dio si è fatto carne per noi, e questo darà a voi una santità umana, grande, bella, matura, una santità di madre. E la Chiesa vi vuole così: madri (...). Dare vita. Quando voi pregate, per esempio, per i sacerdoti, per i seminaristi, voi avete con loro un rapporto di maternità; con la preghiera li aiutate a diventare buoni Pastori del Popolo di Dio. Ma ricordatevi della bistecca di Santa Teresa! È importante".

"E la seconda cosa che volevo dirvi, brevemente, è la vita di comunità. Perdonate, sopportatevi, perché la vita di comunità non è facile. (...) E che il monastero non sia un Purgatorio, che sia una famiglia. I problemi ci sono, (...) , ma, come si fa in una famiglia, con amore, cercare la soluzione con amore; non distruggere questa per risolvere questo; non avere competizione. Curare la vita di comunità, perché quando nella vita di comunità è così, di famiglia, è proprio lo Spirito Santo che è nel mezzo della comunità. (...) Io chiedo per voi questa gioia che nasce proprio dalla vera contemplazione e da una bella vita comunitaria. Grazie! Grazie dell’accoglienza. Vi prego di pregare per me, per piacere, non lo dimenticate!".

PAPA FRANCESCO AI GIOVANI DELL'UMBRIA: CI VUOLE UNA BASE MORALE E SPIRITUALE PER COSTRUIRE FAMIGLIE SOLIDE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2013 (VIS). Alle 17:30, dopo aver attraversato la Piazza antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli, salutando i giovani in attesa, il Santo Padre è entrato in Basilica, accolto dal Custode del Convento della Porziuncola, Padre Fabrizio Migliasso, OFM e dal Cardinale Attilio Nicora, Legato Pontificio per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli. Dopo la visita e la preghiera silenziosa nella Porziuncola, alle 18:15 il Papa ha incontrato i giovani dell'Umbria nel piazzale della Basilica ed ha risposto a quattro domande su famiglia, lavoro, vocazione e missione.

Relativamente alla famiglia e al matrimonio, Papa Francesco ha ricordato: "Pensiamo ai nostri genitori, ai nostri nonni o bisnonni: si sono sposati in condizioni molto più povere delle nostre, alcuni in tempo di guerra, o di dopoguerra; alcuni sono emigrati, come i miei genitori. Dove trovavano la forza? La trovavano nella certezza che il Signore era con loro, che la famiglia è benedetta da Dio col Sacramento del matrimonio, e che benedetta è la missione di mettere al mondo i figli e di educarli. Con queste certezze hanno superato anche le prove più dure. Erano certezze semplici, ma vere, formavano delle colonne che sostenevano il loro amore. Non è stata facile, la vita loro; c’erano problemi, tanti problemi. Ma queste certezze semplici li aiutavano ad andare avanti. E sono riusciti a fare una bella famiglia, a dare vita, a fare crescere i figli". Papa Francesco ha sottolineato che è necessaria questa base morale e spirituale per costruire una famiglia solida, nonostante la famiglia non sia più garantita dalla tradizione sociale attuale e dalla cultura del provvisorio.

Relativamente alle altre domande, il Papa ha affermato che solo il Vangelo, come messaggio di salvezza, può rispondervi: "Ma il Vangelo, cari amici, non riguarda solo la religione, riguarda l’uomo, tutto l’uomo, riguarda il mondo, la società, la civiltà umana. (...) Il Vangelo, questo messaggio di salvezza, ha due destinazioni che sono legate: la prima, suscitare la fede, e questa è l’evangelizzazione; la seconda, trasformare il mondo secondo il disegno di Dio, e questa è l’animazione cristiana della società".

Papa Francesco ha preso congedo dai giovani con queste parole: "Andate con coraggio! Con il Vangelo nel cuore e tra le mani, siate testimoni della fede con la vostra vita: portate Cristo nelle vostre case, annunciatelo tra i vostri amici, accoglietelo e servitelo nei poveri. Giovani, date all’Umbria un messaggio di vita, di pace e di speranza! Potete farlo!".

Al termine dell'incontro, poco dopo le 19:00, il Papa si è diretto in auto al Santuario di Rivotorto, dove è stato accolto dal Superiore del Santuario, Padre Gianmarco Arrigoni, OFMConv. e dalla comunità religiosa. Dopo la visita al "Tugurio" di San Francesco, il Papa si è congedato, nel campo sportivo di Rivotorto, dalle Autorità che lo avevano accolto al mattino ed è rientrato in Vaticano verso le 20:30.

venerdì 4 ottobre 2013

AVVISO

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che, domani, sabato 5 ottobre, in occasione della Visita Pastorale del Santo Padre Francesco ad Assisi, sarà trasmessa un'edizione speciale del V.I.S.

IL PAPA AD ASSISI: IL CRISTIANO SA RICONOSCERE LE PIAGHE DI GESÙ

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, 4 ottobre, festa di San Francesco, Patrono d'Italia, il Papa si è recato in Visita Pastorale ad Assisi. L'elicottero papale è atterrato alle 7:30, con un quarto d'ora d'anticipo, nel campo sportivo dell'Istituto Serafico di Assisi che accoglie bambini disabili e ammalati. Accompagnavano il Santo Padre gli otto Cardinali che compongono il Consiglio di Cardinali, che ieri, in Vaticano, ha concluso la prima riunione. Al suo arrivo il Pontefice è stato ricevuto, fra gli altri, dall'Arcivescovo Domenico Sorrentino, Arcivescovo-Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, dal Presidente del Senato Piero Grasso e dal Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

Papa Francesco ha abbracciato commosso i bambini dell'Istituto e nel commentare il discorso della Direttrice dell'Istituto Francesca Di Maolo, ha detto: "Noi siamo fra le piaghe di Gesù. Queste piaghe hanno bisogno (...) di essere riconosciute. E mi viene in mente quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due discepoli tristi. Il Signore Gesù alla fine, ha fatto vedere le sue piaghe e loro hanno riconosciuto Lui. (...) E qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone (...) Hanno bisogno di essere ascoltate! Forse non tanto sui giornali, come notizie; quello è un ascolto che dura uno, due, tre giorni, poi viene un altro, un altro... Devono essere ascoltate da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, (...) il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù. (...) Gesù è presente fra voi, è la Carne di Gesù: sono le piaghe di Gesù in queste persone".

"Ma - ha aggiunto il Papa - Gesù, quando è Risorto era bellissimo. Non aveva nel suo corpo dei lividi, le ferite... niente! Era più bello! Soltanto ha voluto conservare le piaghe e se le è portate in Cielo. Le piaghe di Gesù sono qui e sono in Cielo davanti al Padre".

Successivamente il Papa ha consegnato all'Arcivescovo Sorrentino il discorso scritto, dato per letto, di cui riportiamo una sintesi.

"La mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è rivestito di Cristo e, sull’esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e semplicità la creazione di Dio. Arrivando qui ad Assisi, alle porte della città, si trova questo Istituto, che si chiama proprio 'Serafico', un soprannome di san Francesco. (...) Ed è giusto partire da qui. San Francesco, nel suo Testamento, dice: 'Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi: e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai misericordia".

"La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello 'scarto', che è opposta alla cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza. (...) Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate! A volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso".

"Servire con amore e con tenerezza le persone che hanno bisogno di tanto aiuto ci fa crescere in umanità, perché esse sono vere risorse di umanità. San Francesco era un giovane ricco, aveva ideali di gloria, ma Gesù, nella persona di quel lebbroso, gli ha parlato in silenzio, e lo ha cambiato, gli ha fatto capire ciò che vale veramente nella vita: non le ricchezze, la forza delle armi, la gloria terrena, ma l’umiltà, la misericordia, il perdono".

Al termine dell'incontro il Papa si è diretto al Santuario di san Damiano per una visita in privato ed una sosta di preghiera. Fu in questo luogo che nel 1208 San Francesco pregando davanti al Crocifisso udì il Signore che gli diceva di riparare la sua casa. Fu qui che negli ultimi anni della sua vita, il Poverello, compose il "Cantico delle Creature". Al suo arrivo il Papa è stato accolto da Fr. Michael A. Perry, Ministro Generale dell'Ordine Francescano Frati Minori e dalla comunità religiosa del Convento. Al termine della preghiera il Papa si è diretto in auto al Vescovado di Assisi per incontrare, nella Sala della Spoliazione di San Francesco, i Poveri assistiti dalla Caritas.


"OGGI È UN GIORNO DI PIANTO" DICE IL PAPA RICORDANDO LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA ED INVITA TUTTI A SPOGLIARSI DELLA MONDANITÀ

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Seconda tappa della Visita Pastorale di Papa Francesco ad Assisi è stato il Vescovado: qui nel 1206 San Francesco, davanti al padre Bernardone - che infastidito dalla sua condotta lo aveva fatto processare - e al Vescovo Guido - rappresentante dell'Autorità ecclesiale alla quale il Poverello si era appellato - si spogliò dei suoi abiti e dei suoi beni e proclamò Dio come suo vero Padre. Il Vescovo lo abbracciò e lo coprì con il suo mantello.

Nella "Sala della Spoliazione" dove accadde questo episodio, il Santo Padre ha incontrato i Poveri assistiti dalla Caritas, dopo aver ascoltato le parole del Vescovo Domenico Sorrentino che ha ricordato che Papa Francesco è il primo pontefice, in 800 anni, a visitare questa sala.

"In questi giorni, sui giornali, sui mezzi di comunicazione - ha detto Papa Francesco parlando a braccio - si facevano fantasie. 'Il Papa andrà a spogliare la Chiesa, lì!'. 'Di che cosa spoglierà la Chiesa?'. 'Spoglierà gli abiti dei Vescovi, dei Cardinali; spoglierà se stesso'. Questa - ha sottolineato il Papa - è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi. Ma la Chiesa siamo tutti! Tutti! Dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa, e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù, che ha percorso una strada di spogliazione, Lui stesso. È diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c’è un’altra strada".

"Ma non possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano – dicono – senza croce, senza Gesù, senza spogliazione? In questo modo diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle cose dolci! Bellissimo, ma non cristiani davvero! Qualcuno dirà: 'Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?'. Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. È un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!".

"Quando nei media si parla della Chiesa, credono che la Chiesa siano i preti, le suore, i Vescovi, i Cardinali e il Papa. Ma la Chiesa siamo tutti noi, come ho detto. E tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanità: lo spirito contrario allo spirito delle beatitudini, lo spirito contrario allo spirito di Gesù. La mondanità ci fa male. È tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro - secondo lui - di quella sicurezza che gli dà la fede e sicuro della sicurezza che gli dà il mondo. Non si può lavorare nelle due parti. La Chiesa - tutti noi - deve spogliarsi della mondanità, che la porta alla vanità, all’orgoglio, che è l’idolatria".

"Gesù stesso ci diceva: 'Non si può servire a due padroni: o servi Dio o servi il denaro'. Nel denaro c’era tutto questo spirito mondano; denaro, vanità, orgoglio, quella strada… noi non possiamo… è triste cancellare con una mano quello che scriviamo con l’altra. Il Vangelo è il Vangelo! Dio è unico! E Gesù si è fatto servitore per noi e lo spirito del mondo non c’entra qui".

"Oggi sono qui con voi. Tanti di voi - ha detto il Papa ai presenti - sono stati spogliati da questo mondo selvaggio, che non dà lavoro, che non aiuta; a cui non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo; non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa; non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà. Con quanto dolore, tante volte, vediamo che trovano la morte, come è successo ieri a Lampedusa: oggi è un giorno di pianto! Queste cose le fa lo spirito del mondo. È proprio ridicolo che un cristiano - un cristiano vero - che un prete, che una suora, che un Vescovo, che un Cardinale, che un Papa vogliano andare sulla strada di questa mondanità, che è un atteggiamento omicida. La mondanità spirituale uccide! Uccide l’anima! Uccide le persone! Uccide la Chiesa!".

"Quando Francesco, qui, ha fatto quel gesto di spogliarsi era un ragazzo giovane, non aveva forza per questo. È stata la forza di Dio che lo ha spinto a fare questo, la forza di Dio che voleva ricordarci quello che Gesù ci diceva sullo spirito del mondo, quello che Gesù ha pregato al Padre, perché il Padre ci salvasse dallo spirito del mondo".

"Oggi, qui - ha concluso Papa Francesco - chiediamo la grazia per tutti i cristiani. Che il Signore dia a tutti noi il coraggio di spogliarci, ma non di 20 lire, spogliarci dello spirito del mondo, che è la lebbra, è il cancro della società! È il cancro della rivelazione di Dio! Lo spirito del mondo è il nemico di Gesù! Chiedo al Signore che, a tutti noi, dia questa grazia di spogliarci".

Al termine dell’incontro, il Papa ha ringraziato tutti per l'accoglienza ed ha detto: "Pregate per me, che ne ho bisogno".




LA PACE LA TROVA CHI "PRENDE SU DI SÉ" IL SUO "GIOGO" CON UMILTÀ DI CUORE

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Al termine dell'incontro con i Poveri nel Vescovado, il Santo Padre Francesco si è diretto a piedi alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e di lì in auto ha raggiunto la Basilica Superiore di San Francesco dove erano ad attenderlo le Autorità civili e religiose. Dopo le parole di saluto, Papa Francesco ha visitato in privato la Cripta per la venerazione della tomba di San Francesco.

Alle 11:00 di questa mattina, sotto un cielo nuvoloso, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa nella Piazza inferiore di San Francesco, al lato della basilica, davanti alle migliaia di persone che gremivano la piazza e le vie adiacenti. Papa Francesco ha spiegato nell'omelia che cosa testimonia San Francesco a noi oggi, che cosa ci dice, non con le parole ma con la vita. "La realtà fondamentale che ci testimonia è questa: essere cristiani è un rapporto vitale con la Persona di Gesù, è rivestirsi di Lui, è assimilazione a Lui. Da dove parte il cammino di Francesco verso Cristo? - ha domandato il Papa alle migliaia di persone che lo ascoltavano - Parte dallo sguardo di Gesù sulla croce. Lasciarsi guardare da Lui nel momento in cui dona la vita per noi e ci attira a Lui. Francesco ha fatto questa esperienza in modo particolare nella chiesetta di san Damiano, pregando davanti al crocifisso, che anch’io oggi potrò venerare. (...) E il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore, perché è l’Amore di Dio incarnato".

La seconda cosa che Francesco ci testimonia è: "Chi segue Cristo, riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci può dare. (...) La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi 'prende su di sé' il suo 'giogo', cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umiltà di cuore".

La terza testimonianza, ha detto il Papa, è: "Il Santo d’Assisi testimonia il rispetto per tutto ciò che Dio ha creato e che l’uomo è chiamato a custodire e proteggere, ma soprattutto testimonia il rispetto e l’amore per ogni essere umano. (...) Rispettiamo la creazione - ha esortato il Papa - non siamo strumenti di distruzione! Rispettiamo ogni essere umano: cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione. Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell’intero Medio Oriente, nel mondo".

Al termine dell'omelia il Papa, nel ricordare che oggi l'Italia celebra San Francesco quale suo Patrono, ha detto: "Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide".

Conclusa la Celebrazione Eucaristica il Santo Padre si è trasferito in auto al Centro di prima accoglienza della Caritas per pranzare con i Poveri assistiti nel Centro.

PROSSIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI CARDINALI DAL 3 AL 5 DICEMBRE

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che la prima riunione del "Consiglio di Cardinali" si è conclusa nella serata di ieri, 3 ottobre.

La prossima riunione del Consiglio è stata stabilita per i giorni 3-5 dicembre e se ne prevede una successiva nel mese di febbraio del prossimo anno. In tal modo il lavoro del Consiglio - soprattutto in questa fase iniziale - potrà procedere speditamente.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia ad Abate Ordinario dell'Abbazia territoriale di Maria Einsiedeln (Svizzera), presentata dal Padre Abate Dom Martin Werlen, O.S.B., alla scadenza prestabilita del suo mandato.

giovedì 3 ottobre 2013

CINQUANTA ANNI DOPO, IL RICHIAMO DELLA PACEM IN TERRIS RIMANE FORTEMENTE ATTUALE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2013 (VIS). "Guardando alla nostra realtà attuale, mi chiedo se abbiamo compreso questa lezione della 'Pacem in terris'. Mi chiedo se le parole giustizia e solidarietà sono solo nel nostro dizionario o tutti operiamo perché divengano realtà", ha detto il Papa nel ricevere in udienza i partecipanti all’incontro promosso del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 50° anniversario della pubblicazione dell'Enciclica del futuro santo Giovanni XXIII.

La "Pacem in terris", ha ricordato Papa Francesco, fu redatta all'apice della "guerra fredda", quando l'umanità si era trovata sull'orlo di un conflitto atomico mondiale, protagoniste le due grandi potenze mondiali: Stati Uniti ed Unione Sovietica. Giovanni XXIII "elevò un drammatico e accorato appello di pace, rivolgendosi così a tutti coloro che avevano la responsabilità del potere. Era un grido agli uomini, ma era anche una supplica rivolta al Cielo. Il dialogo che allora faticosamente iniziò tra i grandi blocchi contrapposti ha portato, durante il Pontificato di un altro Beato, Giovanni Paolo II, al superamento di quella fase e all’apertura di spazi di libertà e di dialogo. I semi di pace gettati dal Beato Giovanni XXIII hanno portato frutti. Eppure, nonostante siano caduti muri e barriere, il mondo continua ad avere bisogno di pace e il richiamo della 'Pacem in terris' rimane fortemente attuale".

L'Enciclica di Giovanni XXIII afferma che il fondamento della costruzione della pace "consiste nell’origine divina dell’uomo, della società e dell’autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di solidarietà. È compito allora di tutti gli uomini costruire la pace, sull’esempio di Gesù Cristo, attraverso queste due strade: promuovere e praticare la giustizia, con verità e amore; contribuire, ognuno secondo le sue possibilità, allo sviluppo umano integrale, secondo la logica della solidarietà".

"Quali conseguenze ha richiamare l’origine divina dell’uomo, della società e della stessa autorità? La Pacem in terris focalizza una conseguenza di base: il valore della persona, la dignità di ogni essere umano, da promuovere, rispettare e tutelare sempre. E non sono solamente i principali diritti civili e politici che devono essere garantiti- afferma il beato Giovanni XXIII - ma si deve anche offrire ad ognuno la possibilità di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza, il cibo, l’acqua, la casa, le cure sanitarie, l’istruzione e la possibilità di formare e sostenere una famiglia. Questi sono gli obiettivi che hanno una priorità inderogabile nell’azione nazionale e internazionale e ne misurano la bontà. Da essi dipende una pace duratura per tutti. (...) Certo, l’Enciclica afferma obiettivi ed elementi che sono ormai acquisiti dal nostro modo di pensare, ma c’è da chiedersi: lo sono veramente nella realtà? Dopo cinquant’anni, trovano reale riscontro nello sviluppo delle nostre società?".

"La 'Pacem in terris' non intendeva affermare che sia compito della Chiesa dare indicazioni concrete su temi che, nella loro complessità, devono essere lasciati alla libera discussione. Sulle materie politiche, economiche e sociali non è il dogma a indicare le soluzioni pratiche, ma piuttosto sono il dialogo, l’ascolto, la pazienza, il rispetto dell’altro, la sincerità e anche la disponibilità a rivedere la propria opinione. In fondo, l’appello alla pace di Giovanni XXIII nel 1962 mirava a orientare il dibattito internazionale secondo queste virtù".

I principi fondamentali della 'Pacem in terris' possono guidare con frutto lo studio e la discussione sulle 'res novae' esaminate in questi giorni dai partecipanti all'incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: l’emergenza educativa, l’influsso dei mezzi di comunicazione di massa sulle coscienze, l’accesso alle risorse della terra, il buono o cattivo uso dei risultati delle ricerche biologiche, la corsa agli armamenti e le misure di sicurezza nazionali ed internazionali. "La crisi economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo e per la verità con cui sono state prese decisioni da parte dei Governi e dei cittadini, ce lo dicono con chiarezza. La 'Pacem in terris' traccia una linea che va dalla pace da costruire nel cuore degli uomini ad un ripensamento del nostro modello di sviluppo e di azione a tutti i livelli, perché il nostro mondo sia un mondo di pace. Mi domando - ha concluso Papa Francesco - se siamo disposti a raccoglierne l’invito".

Cari amici, il Signore, con l’intercessione di Maria Regina della pace, ci aiuti ad accogliere sempre in noi la pace che è dono di Cristo Risorto, e a lavorare sempre con impegno e con creatività per il bene comune.

Al termine dell'incontro il Papa ha parlato del tragico naufragio di un barcone, questa mattina, nell'isola italiana di Lampedusa, che trasportava oltre 300 migranti, di cui 90 hanno perso la vita, e 250 sono risultati dispersi.

"Parlando di pace, parlando dell'inumana crisi economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di rispetto dell'uomo, non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell'ennesimo tragico naufragio avvenuto al largo di Lampedusa. Mi viene la parola 'vergogna'. È una vergogna. Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita, uomini, donne, bambini, per le famiglie e per tutti i rifugiati. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie! Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle".

IL CONSIGLIO DEI CARDINALI PENSA AD UNA NUOVA COSTITUZIONE PER LA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 3 ottobre 2013 (VIS). Nel corso di un briefing con i giornalisti, Padre Lombardi ha reso noto che la riforma della Curia e l'attribuzione di un ruolo più incisivo ai laici sono stati i temi principali trattati, nel pomeriggio di ieri e questa mattina, dalla Riunione del Consiglio dei Cardinali, istituito dal Papa per aiutarlo nel governo della Chiesa universale.

In apertura del briefing, Padre Lombardi ha riferito che al termine dell'Udienza ai partecipanti all'incontro commemorativo dei cinquanta anni dell'Enciclica di Giovanni XXIII "Pacem in terris", il Papa ha commentato il naufragio questa mattina, almeno 90 vittime, nell'isola italiana di Lampedusa. "Alla luce di questa nuova tragedia - ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - comprendiamo sempre di più il valore e il significato del primo viaggio del Pontificato di Papa Francesco".

Passando poi ai lavori del Consiglio dei Cardinali, Papa Lombardi ha informato che ieri il Papa è stato presente alla riunione del pomeriggio, dalle 16:00 alle 19:00. "Il Santo Padre va a pregare nella Cappella alle 19:00; questo è il termine della sua partecipazione, anche se i Cardinali possono proseguire la riunione, se lo ritengono opportuno. Questa mattina il Papa non ha partecipato perché impegnato nell'Udienza ai partecipanti al Convegno sulla 'Pacem in terris', promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace".

Il Consiglio di Cardinali si è concentrato, ieri, principalmente sul tema della riforma della Curia. "L’orientamento - ha spiegato Padre Lombardi - non è verso un semplice aggiornamento della 'Pastor Bonus' con ritocchi o modifiche marginali, ma verso la stesura di una Costituzione con novità assai consistenti. Insomma, una nuova Costituzione. Si dovrà attendere un tempo adeguato, dopo i lavori del Consiglio dei Cardinali, ma l'idea è questa. I Cardinali hanno spiegato che non si tratta di fare ritocchi cosmetici o piccoli aggiustamenti alla 'Pastor Bonus'".

"Nelle considerazioni del Consiglio è particolarmente evidente l’intenzione di mettere in rilievo la natura di 'servizio' della Curia alla Chiesa universale e alle Chiese locali, in termini di sussidiarietà, piuttosto che di esercizio di un potere centralistico. L'indicazione è di realizzare il servizio della Chiesa in tutte le sue dimensioni".

"Un tema particolarmente importante riguarda naturalmente le funzioni e il ruolo di servizio della Segreteria di Stato, che deve essere a tutti gli effetti Segreteria del Papa; la parola Stato non deve dar luogo ad equivoci. Questo organismo è al servizio del Papa nel suo governo della Chiesa universale. La riflessione del Consiglio è particolarmente utile al Santo Padre anche in vista degli orientamenti che egli vorrà dare al prossimo Segretario di Stato, che entrerà in carica il 15 ottobre".

Sempre nell'ambito della Curia "si è trattato anche dei rapporti fra i Capi Dicastero e il Papa e del coordinamento fra i vari Dicasteri e uffici. In questo contesto si è parlato anche della ipotesi della nuova figura di un 'Moderator Curiae' e delle sue possibili funzioni. È stato trattato il tema ma non si è presa nessuna decisione; se ci sarà una decisione sarà nella nuova costituzione, ma, di fatto, è una delle ipotesi proposte dal Consiglio".

"Quanto a un possibile riordino delle istituzioni competenti per l’amministrazione di beni temporali, il Consiglio ha toccato la questione, ma non la ha approfondita, aspettando che le Commissioni referenti istituite dal Papa portino avanti il loro lavoro".
"Attenzione particolare" è stata riservata dai componenti del Consiglio alla questione dei laici, un tema su cui sono giunte molte richieste raccolte dai membri del Consiglio nelle diverse parti del mondo. "Nell'esaminare la riforma della Curia e delle sue istituzioni, si è pensato anche - ha aggiunto Padre Lombardi - a riservare maggiore attenzione ai temi relativi al laicato, di come far sì che questa dimensione della realtà della Chiesa sia sempre più adeguatamente ed efficacemente riconosciuta e seguita nel governo della Chiesa. Attualmente vi è un Pontificio Consiglio per i Laici, però si può pensare a potenziare questa realtà".

"Nella giornata di oggi il Consiglio ha ripreso ancora in considerazione, tra l’altro, le questioni già trattate martedì sul Sinodo dei Vescovi per un ulteriore approfondimento, in vista delle decisioni del Papa nei prossimi giorni sul tema e sul modo di attuare il prossimo Sinodo".

Infine Padre Lombardi ha detto che fino ad ieri non era stata fissata una data per la prossima Riunione del Consiglio dei Cardinali, benché si sia parlato di un incontro nei primi mesi dell'anno prossimo, però in modo informale. "L'intenzione - ha concluso Padre Lombardi - è quelle di continuare, senza tempi a lunga scadenza. Inoltre non bisogna pensare che fra una riunione e l'altra non accada nulla; i Cardinali e il Papa continuano a scambiarsi opinioni e messaggi, anche se non è in programma una Riunione plenaria del Consiglio".




UNA SOLUZIONE AL CONFLITTO SIRIANO CREEREBBE UN PRECEDENTE SIGNIFICATIVO PER IL SECOLO PRESENTE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2013 (VIS). Il 1° ottobre scorso, a New York, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, nell'intervenire al Dibattito generale delle 68.ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U, ha auspicato che "questa sessione dell’Assemblea Generale sia ispirata dallo stesso spirito di solidarietà universale che ha animato la giornata di preghiera per la pace indetta dal Papa il 7 settembre scorso, e a cui si sono uniti leader religiosi di tutte le confessioni. Che essa segni la strada e sia l’occasione di un nuovo slancio affinché tutte le nazioni si mettano decisamente in moto per risolvere i conflitti aperti e rimarginare le ferite dell’umanità".

"È da augurarsi - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - che la presente sessione dell’Assemblea Generale permetta di rinnovare l’adesione comune ai concetti fondamentali che sono alla base dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e che rimangono validi per la determinazione di obiettivi nuovi e adeguati al dopo 2015". "Se si vuole assicurare la futura attuazione degli obiettivi comuni di sviluppo per il dopo 2015 - ha continuato il Presule riferendosi al G20 - è urgente disegnare meccanismi giuridici internazionali che consentano la partecipazione di tutti gli Stati nella concezione e attuazione delle grandi decisioni economiche comuni". Nel ricordare la recente lettera indirizzata ai leader del G20, riuniti a San Pietroburgo nel settembre scorso, nella quale il Santo Padre ribadisce la responsabilità della comunità internazionale nei confronti della Siria, l'Arcivescovo Mamberti rivolge un sentito appello agli Stati "perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare".

"In questa ottica - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - la tragedia siriana costituisce al tempo stesso una sfida e un’opportunità per l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per dare, in modo concertato, creativo e positivo, un nuovo vigore a tutti i suoi organi, meccanismi e procedure. (...) Una soluzione pacifica e duratura al conflitto siriano creerebbe un precedente significativo per il secolo presente, segnerebbe la strada per affrontare gli altri conflitti che la comunità internazionale non è riuscita finora a risolvere, faciliterebbe grandemente l’inclusione del principio della 'responsabilità di proteggere' nella Carta delle Nazioni Unite, e, dal punto di vista più generale dello sviluppo economico e sociale, sarebbe la manifestazione più chiara ed evidente della volontà di intraprendere con onestà ed efficacia un cammino di sviluppo sostenibile per il dopo 2015". "La Santa Sede - ha concluso l'Arcivescovo Mamberti - ritiene (...) che 'si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui è causa'".



mercoledì 2 ottobre 2013

LA CHIESA CHE È SANTA NON È SOLO DEI "PURI": È APERTA ANCHE AI PIÙ LONTANI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2013 (VIS). "La Chiesa è santa" è stato il tema che Papa Francesco ha scelto per la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 50.000 persone,

Nel 'Credo', dopo aver professato: 'Credo la Chiesa una', - ha detto il Papa - aggiungiamo l’aggettivo 'santa'; affermiamo cioè la santità della Chiesa, e questa è una caratteristica che è stata presente fin dagli inizi nella coscienza dei primi cristiani, i quali si chiamavano semplicemente 'i santi', perché avevano la certezza che è l’azione di Dio, lo Spirito Santo che santifica la Chiesa".

"Ma in che senso la Chiesa è santa se vediamo che la Chiesa storica, nel suo cammino lungo i secoli, ha avuto tante difficoltà, problemi, momenti bui? Come può essere santa una Chiesa fatta di esseri umani, di peccatori? Uomini peccatori, donne peccatrici, sacerdoti peccatori, suore peccatrici, Vescovi peccatori, Cardinali peccatori, Papa peccatore? Tutti. Come può essere santa una Chiesa così?"
"La Chiesa è santa perché procede da Dio che è santo, le è fedele e non l’abbandona in potere della morte e del male. È santa perché Gesù Cristo, il Santo di Dio, è unito in modo indissolubile ad essa; è santa perché è guidata dallo Spirito Santo che purifica, trasforma, rinnova. Non è santa per i nostri meriti, ma perché Dio la rende santa, è frutto dello Spirito Santo e dei suoi doni. Non siamo noi a farla santa. È Dio, lo Spirito Santo, che nel suo amore fa santa la Chiesa".

"Voi potrete dirmi: ma la Chiesa è formata da peccatori, lo vediamo ogni giorno. E questo è vero: siamo una Chiesa di peccatori; e noi peccatori siamo chiamati a lasciarci trasformare, rinnovare, santificare da Dio. C’è stata nella storia la tentazione di alcuni che affermavano: la Chiesa è solo la Chiesa dei puri, di quelli che sono totalmente coerenti, e gli altri vanno allontanati. Questo non è vero! Questa è un'eresia! La Chiesa, che è santa, non rifiuta i peccatori; non rifiuta tutti noi; non rifiuta perché chiama tutti, li accoglie, è aperta anche ai più lontani, chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di camminare verso la santità. (...) Qualcuno di voi è qui senza i propri peccati? Qualcuno di voi? Nessuno, nessuno di noi. Tutti portiamo con noi i nostri peccati. Ma il Signore vuole sentire che gli diciamo: 'Perdonami, aiutami a camminare, trasforma il mio cuore!. E il Signore può trasformare il cuore".

"Nella Chiesa, il Dio che incontriamo non è un giudice spietato, ma è come il Padre della parabola evangelica. (...) Il Signore ci vuole parte di una Chiesa che sa aprire le braccia per accogliere tutti, che non è la casa di pochi, ma la casa di tutti, dove tutti possono essere rinnovati, trasformati, santificati dal suo amore, i più forti e i più deboli, i peccatori, gli indifferenti, coloro che si sentono scoraggiati e perduti. La Chiesa a tutti offre la possibilità di percorrere la strada della santità, che è la strada del cristiano".

"Un’ultima domanda: che cosa posso fare io che mi sento debole, fragile, peccatore? Dio ti dice: non avere paura della santità - ha detto infine Papa Francesco - non avere paura di puntare in alto, di lasciarti amare e purificare da Dio (...). Lasciamoci contagiare dalla santità di Dio. Ogni cristiano è chiamato alla santità e la santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel lasciare agire Dio. È l’incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e nel servizio al prossimo (...) Il Signore ci aspetta tutti, con le braccia aperte; ci aspetta per accompagnarci in questa strada della santità".


ECCLESIOLOGIA DEL CONCILIO VATICANO II E SINODO TEMI CENTRALI DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2013 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un briefing relativo alla Riunione del Consiglio dei Cardinali in corso in Vaticano dal 1° al 3 ottobre.

Prima dell'inizio della riunione di questa mattina, i componenti del Consiglio - ha detto Padre Lombardi - hanno concelebrato con il Papa la Santa Messa nella Cappella di Santa Marta. Dopo la prima riunione di ieri mattina nella Biblioteca privata della Terza Loggia, è stato deciso che le altre riunioni si tenessero nella Casa Santa Marta dove tutti risiedono. I lavori sono intensi e prolungati: la mattina dalle 9:00 alle 12:30 ed il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Papa Francesco ha partecipato alla sessione mattutina e vespertina di ieri, martedì. Questa mattina, giorno dell'Udienza Generale il Papa non ha potuto essere presente, ma questo pomeriggio e domani il Consiglio conterà sulla sua presenza.

Il Papa ha posto in rilievo il significato del Chirografo con il quale ha istituto, lunedì scorso, il Consiglio dei Cardinali "un documento ufficiale che istituzionalizza il Consiglio dotandolo di uno status giuridico e garantendo stabilità per lavorare anche oltre questa riunione". Papa Lombardi ha anche precisato che i suoi componenti non sono "delegati continentali", ma membri del collegio episcopale e del collegio cardinalizio, con una ricca esperienza pastorale e provenienti da diocesi importanti. Il Santo Padre li ha scelti per questo, e non come delegati degli episcopati delle diverse parti del mondo.

"Si tratta di persone - ha proseguito Papa Lombardi - che godono tutte di grande fiducia e apprezzamento da parte del Papa, con le quali vi è grande sintonia, le cui indicazioni possono aiutare il Papa a proseguire nella linea che ritiene più giusta nel governo della Chiesa. Questo non è un fattore di poco conto poiché la fiducia e l'apprezzamento facilitano il clima di serenità e di naturalezza del dialogo".

La prima riunione di ieri mattina, si è aperta con una riflessione introduttiva del Papa sulla ecclesiologia del Concilio Vaticano II, da collocarsi in un clima di lavoro non limitato a questioni organizzative e all'efficienza dell'istituzione, ma in una visione della Chiesa teologica e spirituale, ispirata all'ecclesiologia del Vaticano II e della sua attuazione. "Naturalmente - ha precisato Padre Lombardi - tale tematica non si esaurisce nel tempo di una tavola rotonda, ma indica la prospettiva nella quale operano i componenti del Consiglio. La riflessione ha riguardato alcuni punti messi in luce dal Concilio: come ravvivare il rapporto fra la Chiesa universale e la Chiesa locale, comunione e collegialità, Chiesa dei poveri, laici nella Chiesa:.. Tutti elementi del Concilio presenti come temi di fondo. Alla luce di ciò si dibatte sulle strutture di governo".

Ognuno dei partecipanti ha presentato una sintesi dei suggerimenti raccolti ed ha apportato materiali, appunti che fanno parte della documentazione comune di lavoro del Consiglio. Si è approntata una classificazione dei grandi temi da affrontare, non solo nella sessione attuale, ma anche nelle successive.

La sessione pomeridiana è stato dedicata al Sinodo dei Vescovi con la partecipazione del nuovo Segretario, il Vescovo Baldisseri. "È un tema prioritario sia per la partecipazione dell'episcopato al governo della Chiesa universale, sia per l'urgenza di avviare la preparazione del prossimo Sinodo. Probabilmente in tempi abbastanza brevi vi sarà la comunicazione ufficiale del tema. Non è noto se si tratterà di un sinodo ordinario o straordinario", ha aggiunto Padre Lombardi, precisando che il Papa "ha già fatto accenni a un tema antropologico: la famiglia alla luce del Vangelo". Il Santo Padre ha affermato che temi di rilievo come la pastorale familiare e matrimoniale saranno all'ordine del giorno dell'attività della Chiesa nel prossimo futuro.

"Oggi, mercoledì - ha concluso Padre Lombardi - Il Consiglio ha ripreso i lavori esaminando altri argomenti come la riforma della Curia nei suoi vari aspetti, la funzione della Segreteria di Stato, il rapporto dei dicasteri con il Papa e i rapporti fra dicasteri. Ci sono stati molti suggerimenti e contributi. È un lavoro a lungo termine. Non c'è da aspettarsi conclusioni in tempi brevi o nel corso di queste giornate".




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