Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 9 marzo 2012

NUOVA EVANGELIZZAZIONE PARTE DAL CONFESSIONALE

Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i 1.300 sacerdoti e diaconi partecipanti al "Corso sul Foro interno", promosso ogni anno dalla Penitenzieria Apostolica.

Nel suo discorso Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza di una adeguata preparazione teologica, spirituale e canonica per essere confessori, dato che il sacramento della Riconciliazione è essenziale per la vita di fede ed è strettamente connesso all'annuncio del Vangelo. "I Sacramenti e l’annuncio della Parola - ha detto il Papa - infatti, non devono mai essere concepiti come separati, ma, al contrario (...). Il sacerdote rappresenta Cristo, l'Inviato del Padre, ne continua la missione, mediante la 'parola' e il 'sacramento', in questa totalità di corpo e anima, di segno e parola".

La confessione sacramentale è così una via privilegiata per la nuova evangelizzazione: "La reale conversione dei cuori, che è aprirsi all’azione trasformante e rinnovatrice di Dio, è il 'motore' di ogni riforma e si traduce in una vera forza evangelizzante. Nella Confessione il peccatore pentito, per l’azione gratuita della Misericordia divina, viene giustificato, perdonato e santificato (...) Solo chi si è lasciato profondamente rinnovare dalla Grazia divina, può portare in se stesso, e quindi annunciare, la novità del Vangelo". Tutti i santi della storia  testimoniano lo stretto rapporto fra santità e sacramento della riconciliazione. La nuova evangelizzazione "trae linfa vitale dalla santità dei figli della Chiesa, dal cammino quotidiano di conversione personale e comunitaria per conformarsi sempre più profondamente a Cristo".
Il Papa ha ricordato che nell'amministrare il sacramento della riconciliazione, i sacerdoti sono strumento per l'incontro degli uomini con Dio. Il peccatore pentito sente un profondo desiderio di cambiamento e di misericordia e sperimenta, mediante il Sacramento  "l'incontro e l'abbraccio con Cristo".
"Sarete - ha detto il Pontefice - Sarete perciò collaboratori e protagonisti di tanti possibili “nuovi inizi”, quanti saranno i penitenti che vi si accosteranno. (...) La nuova evangelizzazione, allora, parte anche dal Confessionale! Parte cioè dal misterioso incontro tra l’inesauribile domanda dell’uomo (...) e la Misericordia di Dio, unica risposta adeguata al bisogno umano di infinito". Se i fedeli sperimentano realmente la misericordia di Cristo nel sacramento "diverranno essi stessi testimoni credibili di quella santità, che è il fine della nuova evangelizzazione".
"Tutto questo, cari amici, se è vero per i fedeli laici, acquista ancora maggiore rilevanza per ciascuno di noi. Il ministro del Sacramento della Riconciliazione collabora alla nuova evangelizzazione rinnovando egli stesso, per primo, la coscienza del proprio essere penitente e del bisogno di accostarsi al perdono sacramentale, perché si rinnovi quell’incontro con Cristo".
Infine il Santo Padre ha esortato i sacerdoti con queste parole: "La novità di Cristo sia sempre il centro e la ragione della vostra esistenza sacerdotale, perché chi vi incontra possa, attraverso il vostro ministero, proclamare come Andrea a Giovanni: 'Abbiamo incontrato il Messia'. In tal modo, ogni Confessione, dalla quale ciascun cristiano uscirà rinnovato, rappresenterà un passo in avanti della nuova evangelizzazione".


TELEGRAMMA MORTE CARDINALE JOSÉ T. SÁNCHEZ

Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Ricardo J. Vidal, Arcivescovo emerito di Cebu (Filippine), per la morte, questa mattina a Manila, all'età di 91 anni, del Cardinale José T. Sánchez, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.

Il Papa ha ricordato la generosa dedizione del Porporato "al servizio del Signore come sacerdote e Vescovo nel suo paese natale, e il servizio reso insieme insieme "nella Curia romana durante il Pontificato del Beato Giovanni Paolo II. Mi unisco a Lei nel raccomandare la nobile anima del defunto al nostro Padre celeste. Prego che la sua testimonianza ispiri altri a dedicare la vita al servizio del Signore e alla sua santa Chiesa, in particolare nel sacerdozio".

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza otto Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America, in visita “ad Limina Apostolorun”:
    - L'Arcivescovo George Joseph Lucas, di Omaha con l'emerito Vescovo Elden Francis Curtiss.
     - Il Vescovo William J. Dendinger, di Grand Island.
    - Il Vescovo Fabian Wendelin Bruskewitz, di Lincoln.
    - L'Arcivescovo Joseph F. Naumann, di Kansas City in Kansas.
    - Il Vescovo John B. Brungardt, di Dodge City.
    - Il Vescovo Michael Owen Jackels, di Wichita.
    - Il Vescovo Edward J. Weisenburger, Vescovo eletto di Salina.

giovedì 8 marzo 2012

TEOLOGIA OGGI: PROSPETTIVE, PRINCIPI E CRITERI

Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). La Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato oggi il documento:  "Theology Today: Perspectives, Principles and Criteria".

Un Comunicato pubblicato questa mattina dalla Commissione Teologica Internazionale precisa che: "Il documento esamina alcune questioni attuali della teologia e propone, alla luce dei principi costitutivi della teologia, i criteri metodologici che sono determinanti per la teologia cattolica rispetto ad altre discipline affini, come le scienze religiose. Il testo è distribuito in tre capitoli: la teologia presuppone l’ascolto della Parola di Dio accolta nella fede (capitolo 1); la si esercita nella comunione della Chiesa (capitolo 2); e mira a dare ragione di un modo scientifico di accostarsi alla verità di Dio in una prospettiva di autentica saggezza (capitolo 3)".

Il testo, in lingua inglese, è stato pubblicato sulla pagina Internet della Commissione Teologica Internazionale, sul Sito Vaticano www.vatican.va. Il Documento appare anche sulla rivista "Origins. CNS Documentary Service" e sul sito Internet della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America. Una traduzione italiana sarà prossimamente disponibile su "La Civiltà Cattolica" e successivamente sono previste traduzioni nelle principali lingue.

Il Comunicato della Commissione segnala infine che la preparazione del documento: "fu iniziata nel precedente quinquennium 2004-2008, dalla sottocommissione presieduta dal Padre Santiago del Cura Elena" e che "è stato redatto, tenendo presente lo studio svolto, durante l'attuale quinquennium, dalla sottocommissione presieduta da Monsignor Paul McPartlan".

GRANDE CONTRIBUTO MUSEI VATICANI MOSTRA "ETRUSCHI. L'IDEALE EROICO E IL VINO LUCENTE

Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Etruschi, l'ideale eroico e il vino lucente" è il titolo della mostra presentata questa mattina nei Musei Vaticani e che si inaugura al Palazzo Mazzetti di Asti (Italia), il 17 marzo prossimo.

La mostra presenta 300 oggetti, in molti casi inediti, in alcuni casi esposti per la prima volta o poco conosciuti, dei quali 140 provenienti dal Museo Gregoriano Etrusco dei Musei Vaticani e gli altri dalle principali collezioni etrusche italiane.

L'esposizione che documenta il rapporto storico-culturale fra Mediterraneo orientale e  mondo etrusco, si apre con l'Elmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e la comunità della valle del Tanaro, ritrovato alla fine del secolo XIX nelle acque del fiume che bagna Asti. La prima parte dell'esposizione racconta l'importazione dell'ideale eroico e dei costumi omerici in Etruria, per mezzo di una serie di tematiche - mito, commercio, atletismo - che contraddistinguono le prime fasi della cultura etrusca. Con la diffusione dei poemi omerici nella penisola italiana, cambia l'autorappresentazione dei personaggi più autorevoli della comunità etrusca che ora perseguono l'ideale del principe-eroe e si qualificano, oltre che per l'abilità militare, anche per le grandi ricchezze accumulate e le usanze cerimoniali. Uno dei reperti più significativi di questo settore è la visiera in bronzo, proveniente dai Musei Vaticani, che illustra la Mostra.

La seconda parte dell'esposizione si apre con l'analisi dei cerimoniali del banchetto, nelle sue diverse rappresentazioni, documentate da servizi di pregio, arredi ed eloquenti immagini di pittura e scultura. Si potrà ammirare  la tomba "della Scrofa nera", le cui pitture furono staccate dall'ipogeo a scopo conservativo. Per la prima volta dopo la scoperta ottocentesca sarà riunificato il pregevole sarcofago dei Vipiniana da Tuscania, con l'immagine del defunto che banchetta sul coperchio, custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze ed il mito dei Niobidi sulla cassa, appartenente alla collezione del Museo Gregoriano Etrusco. La mostra si chiude con una rassegna di teste votive di diverso tipo, dai bambini in fasce agli anziani, provenienti da santuari, fino a due volti grotteschi, usciti per l'occasione, in anteprima, dai depositi dei Musei Vaticani.

Infine si potrà ammirare un lussuoso gabinetto "etrusco" del Castello di Racconigi, appartenente al Re Carlo Alberto di Savoia, esempio della diffusione del gusto artistico "all'etrusca" che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.

UDIENZE

Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor David McAllister, Ministro Presidente del Land Niederachsen (Bassa Sassonia), e Seguito.

- Dodici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Clayton Nienstedt, di Saint Paul and Minneapolis, con l'Ausiliare Vescovo Lee Anthony Piché.

    - Il Vescovo Michael J. Hoeppner, di Crookston.

    - Il Vescovo Paul D. Sirba, di Duluth.

    - Il Vescovo John Martin LeVoir, di New Ulm.

    - Il Vescovo John Francis Kinney, di Saint Cloud.

    - Il Vescovo John M. Quinn, di Winona., con il Vescovo emerito Bernard Joseph Harrington.

    - Il Vescovo David A. Kagan, di Bismark.

    - Il Vescovo Samuel Joseph Aquila, di Fargo.

    - Il Vescovo Robert D. Gruss, di Rapid City.

    - Il Vescovo Paul Joseph Swain, di Sioux Falls.

Il Signor Nikola Kaloudov, Ambasciatore di Bulgaria, con la Consorte, in visita di congedo.
 

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Liam Stephen Cary, Vescovo di Baker (superficie: 173.013; popolazione: 502.610: cattolici: 37.029; sacerdoti: 60; religiosi: 25; diaconi permanenti:12) Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Prineville (Stati Uniti d'America), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992 per l'Arcidiocesi di Portland in Oregon. Dal 1992 al 1994 è  stato Vicario parrocchiale della “Saint Joseph Parish” a Salem; dal 1993 al 1997 è stato Membro dell’“Educating for Chastity Task Force”; dal 1994 al 1998 è stato Direttore delle vocazioni sacerdotali; dal 1997 al 1998 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Anne Parish” a Gresham e nel 1998 Vicario Parrocchiale della “Saint Luke Parish” a Woodburn; dal 1998 al 2011 è stato Parroco della “Sacred Heart Parish” a Medford; finora è stato Parroco della “Saint Mary Parish” a Eugene.

mercoledì 7 marzo 2012

CORO ABBAZIA DI WESTMINSTER SI ESIBIRÀ IN SAN PIETRO

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Coro dell’Abbazia di Westminster, canterà insieme  al Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" durante le cerimonie liturgiche della Solennità dei Santi Pietro e Paolo - il 29 giugno prossimo - che  saranno trasmesse a livello internazionale. Il Coro di Westminster è stato invitato dalla Santa Sede, tramite il Maestro della Sistina, Monsignor Massimo Palombella.

In un Comunicato congiunto reso pubblico questa mattina, si precisa che "Questa importante iniziativa ecumenica rappresenta la prima volta che, in 500 anni di storia, il Coro della Cappella Sistina unisce le sue forze con quelle di un altro coro. L’invito a recarsi a Roma giunge dopo la visita di Papa Benedetto XVI all’Abbazia, nel settembre 2010, quando il Santo Padre partecipò ai Vespri e pregò sulla tomba di Eduardo il Confessore insieme all’Arcivescovo di Canterbury, il Reverendo Dr. Rowan Williams, durante la sua visita di Stato in Inghilterra e Scozia".

L'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Chiesa d'Inghilterra ha ricordato che San Pietro è il Patrono della Basilica Vaticana e dell'Abbazia di Westminster. "Celebrare insieme la sua testimonianza apostolica e il suo esempio è un forte richiamo alla vocazione comune delle nostre chiese ad essere fedeli, oggi, alla pienezza apostolica del Vangelo".

I due cori canteranno insieme durante i Primi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il 28 giugno e durante la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, la mattina del 29 giugno. Il Coro dell'Abbazia di Westminster si recherà anche al Monastero Benedettino di Montecassino per cantare i Vespri e la Messa insieme alla comunità monastica del luogo in cui è sepolto San Benedetto. Furono i Monaci Benedettini a stabilire la tradizione del culto liturgico quotidiano, che continua fino ai nostri giorni, nell'Abbazia di Westminster, fondata da San Dunstano nel 960.

TELEGRAMMI VITTIMA INCIDENTE FERROVIARIO IN POLONIA E PER VITTIME ESPLOSIONI IN CONGO

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato - tramite il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., all'Arcivescovo Józef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, un telegramma di cordoglio per le vittime dell'incidente ferroviario accaduto nella serata di sabato 3 marzo a Szczekociny, presso Zawiercie (Polonia).

Il Santo Padre esprime il suo cordoglio per l'avvenimento e la sua vicinanza spirituale a tutte le persone colpite ed assicura la sua preghiera per le vittime del tragico incidente, partecipando al lutto delle loro famiglie e di tutta la Polonia. Benedetto XVI implora per  tutti i defunti il dono della divina misericordia e la vita eterna. Ai feriti augura un pronto e completo ristabilimento in salute. Per quanti soffrono a causa del tragico incidente supplica il dono del coraggio e della pace anche nel dolore e li conforta con la parola di San Paolo ai Tessalonicesi: "Noi crediamo (...) che Gesù è morto e risuscitato, così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con Lui".

Il Santo Padre ha fatto ugualmente pervenire, tramite il Cardinale Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Louis Portella-Mbuyu, Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, per la morte di più di 200 persone a Brazzaville, domenica 4 marzo, a causa delle esplosioni verificatesi in un deposito di munizioni.

Davanti a tale "tragica catastrofe" Benedetto XVI esprime il suo profondo cordoglio ai familiari e agli amici delle vittime e invoca il Signore di accogliere i defunti nella sua pace e nella sua luce. Nel contempo il Papa esprime gratitudine per l'impegno dei soccorritori e domanda a Dio di portare conforto e speranza ai feriti ed a tutte le persone coinvolte in questa tragedia.

70% POPOLAZIONE MONDIALE VIVE IN PAESI CON GRAVI LIMITAZIONI DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). "Gli attacchi terroristici contro i cristiani in Africa, in Medio Oriente e in Asia sono aumentati del 309% dal 2003 al 2010. Circa il 70% della popolazione mondiale vive in Paesi con gravi limitazioni alla fede e alla pratica religiosa, e sono le minoranze religiose a pagare il prezzo più alto", ha affermato l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel suo intervento - il 1° marzo scorso - alla XIX sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani.

"In generale - ha ricordato l'Arcivescovo Tomasi - le crescenti restrizioni poste alla religione riguardano 2,2 miliardi di persone. Gli individui colpiti o hanno perso la protezione della loro società oppure hanno sperimentato ingiuste restrizioni imposte dal governo, oppure sono diventati vittima della violenza dovuta a un fanatismo impulsivo".

Fra le cause di questo fenomeno, l'Arcivescovo Tomasi ha citato "la mutevole situazione politica, percezioni errate del ruolo della religione, il vantaggio personale, e le sottili ambiguità nell’intendere il secolarismo". Nelle circostanze attuali, è urgente che la comunità internazionale si impegni ulteriormente "al fine di assicurare la protezione delle persone nell'esercizio della libertà di religione e della pratica religiosa" in modo da contribuire come cittadini al pieno diritto alla vita sociale e al progresso del proprio Paese.

L'Osservatore della Santa Sede ha ribadito che gli Stati devono assicurare a tutti i cittadini il diritto a godere della libertà di religione individualmente e comunitariamente. La libertà di religione non è un diritto derivato o concesso bensì "un diritto fondamentale e inalienabile della persona umana. (...) Il compito del Governo non è quello di definire la religione (...) bensì di conferire alle comunità di fede una personalità giuridica, affinché possa operare pacificamente all'interno di una struttura legale".
"Il rispetto della libertà religiosa di tutti i cittadini può essere a rischio laddove è riconosciuto il concetto di 'religione di Stato', specialmente quando questo diventa la fonte del trattamento ingiusto degli altri, che appartengano a una fede diversa, o che non abbiano nessuna fede".

Sostenere tolleranza reciproca tra i cittadini di religione diversa

Al di là delle considerazioni istituzionali - ha affermato l'Arcivescovo -, il problema fondamentale relativo alla promozione e alla tutela dei diritti umani nell’ambito della libertà religiosa è l’intolleranza, che ogni anno porta alla violenza e all’uccisione di tante persone innocenti solo per le loro convinzioni religiose. La responsabilità realistica e collettiva, pertanto, è quella di sostenere la tolleranza reciproca e il rispetto dei diritti umani, nonché una maggiore uguaglianza tra i cittadini di religione diversa, al fine di realizzare una democrazia sana, in cui vengano riconosciuti il ruolo pubblico della religione e la distinzione tra la sfera religiosa e quella temporale. (...) Al fine di raggiungere questo auspicabile obiettivo, occorre però superare una cultura che sminuisce la persona umana e che cerca di eliminare la religione dalla vita pubblica".

"Le religioni non sono una minaccia, bensì una risorsa. Contribuiscono allo sviluppo delle civiltà, e questo è un bene per tutti. Le loro libertà e attività vanno protette, affinché la collaborazione tra le fedi religiose e le società possa favorire il bene comune. (...) Il sistema educativo e i media hanno un ruolo importante, escludendo il pregiudizio e l’odio dai libri di testo, dai notiziari e dai giornali, e diffondendo informazioni accurate e corrette su tutti i gruppi che compongono la società".

"La mancanza di educazione e d’informazione, che facilita la manipolazione delle persone per trarne vantaggi politici, è però troppo spesso legata al sottosviluppo, alla povertà, all’impossibilità di partecipare in modo effettivo alla gestione della società. Una maggiore giustizia sociale offre un terreno fertile per l’attuazione di tutti i diritti umani. Le religioni sono comunità basate su convinzioni e la loro libertà garantisce un contributo di valori morali, senza i quali non è possibile la libertà di tutti. Per questa ragione, la comunità internazionale ha la responsabilità urgente e benefica di contrastare la tendenza alla crescente violenza contro i gruppi religiosi e l’ingannevole neutralità, che di fatto mira a neutralizzare la religione".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la nuova eparchia di Faridabad dei Siro-Malabaresi (India).

- Ha nominato il Monsignor Kuriakose Bharanikulangara primo Vescovo Eparchiale di Faridabad (sacerdoti 44; religiosi: 200), conferendogli la dignità di Arcivescovo "ad personam". L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1959 a Karippassery (India), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. È stato Vicario Assistente nella parrocchia di Tripunithura e Co-Editore di "Satyadeepam", il settimanale dell'Arcieparchia. Ha conseguito la licenza in diritto canonico e il dottorato in diritto canonico orientale. Ha conseguito il diploma in giurisprudenza pastorale presso l'Accademia Ecclesiastica Pontificia "in Urbe", ed ha svolto il servizio diplomatico in diverse Rappresentanze Pontificie. Ultimamente presso la "Permanent Observer Mission" all'ONU in New York, quindi è stato Consigliere di Nunziatura presso la Nunziatura Apostolica in Germania. Come nuovo Vescovo di Faridabad, col titolo "ad personam" di Arcivescovo, Monsignor Bharankiulangara sarà membro del Sinodo della Chiesa Siro-Malabarese.

lunedì 5 marzo 2012

NELLA PARROCCHIA SI IMPARA A VIVERE FEDE NEL "NOI" DELLA CHIESA



Città del Vaticano, 4 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, Vescovo di Roma, ha compiuto questa mattina una visita alla parrocchia romana di San Giovanni Battista de la Salle al Torrino, nel settore Sud della Diocesi, dove vivono numerose giovani famiglie.
Al suo arrivo il Papa ha salutato i bambini della catechesi parrocchiale che hanno offerto dei doni. Ricordando questo momento il Santo Padre ha detto nell'omelia: "Siamo realmente famiglia di Dio e il fatto che vedete nel Papa anche il papà, è per me una cosa molto bella che mi incoraggia! Ma adesso dobbiamo pensare che anche il Papa non è l’ultima istanza: l’ultima istanza è il Signore e guardiamo al Signore per percepire, per capire – in quanto possibile – qualcosa del messaggio di questa seconda Domenica della Quaresima".
Benedetto XVI ha ricordato che nel Vangelo di oggi, che narra l'episodio della Trasfigurazione "Gesù prende con sé i tre discepoli per aiutarli a comprendere che la strada per giungere alla gloria, la strada dell’amore luminoso che vince le tenebre, passa attraverso il dono totale di sé, passa attraverso lo scandalo della Croce. E il Signore sempre di nuovo deve prendere con sé anche noi, almeno per cominciare a capire che questo è il cammino necessario. La trasfigurazione è un momento anticipato di luce che aiuta anche noi a guardare alla passione di Gesù con lo sguardo della fede. Essa, sì, è un mistero di sofferenza, ma è anche la 'beata passione' perché è - nel nucleo - un mistero di amore straordinario di Dio; è l’esodo definitivo che ci apre la porta verso la libertà e la novità della Risurrezione, della salvezza dal male".

TUTTI ABBIAMO BISOGNO LUCE INTERIORE PER SUPERARE PROVE DELLA VITA


Città del Vaticano, 4 marzo 2012 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Prima dell'Angelus Benedetto XVI ha ricordato che la seconda domenica di Quaresima "si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo". L'episodio della trasfigurazione di Cristo è attestato dagli Evangelisti Matteo, Marco e Luca in maniera concorde: Gesù sale sul monte con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni e "fu trasfigurato davanti a loro, il suo volto e le sue vesti irradiarono una luce sfolgorante (...); una nube avvolse la cima del monte e da essa uscì una voce che diceva: 'Questi è il Figlio mio, l'amato; ascoltatelo!". (Mc 9,7).
"Il mistero della Trasfigurazione - ha spiegato il Papa - non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta percorrendo. Egli si è ormai decisamente diretto verso il compimento della sua missione, ben sapendo che, per giungere alla risurrezione, dovrà passare attraverso la passione e la morte di croce. Di questo ha parlato apertamente ai discepoli, i quali però non hanno capito, anzi, hanno rifiutato questa prospettiva, perché non ragionano secondo Dio, ma secondo gli uomini. Per questo Gesù porta con sé tre di loro sulla montagna e rivela la sua gloria divina, splendore di Verità e d’Amore. Gesù vuole che questa luce possa illuminare i loro cuori quando attraverseranno il buio fitto della sua passione e morte, quando lo scandalo della croce sarà per loro insopportabile".
"Dio è luce - ha proseguito il Papa - e Gesù vuole donare ai suoi amici più intimi l’esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura, Gesù è la lampada che non si spegne mai".
"Tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della vita. Questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela (...). Saliamo con Gesù sul monte della preghiera e, contemplando il suo volto pieno d’amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente della sua luce". Infine Benedetto XVI ha invitato i fedeli a dedicare, ogni giorno della Quaresima qualche momento per la preghiera silenziosa e per l’ascolto della Parola di Dio.

TERMINE SETTIMANA ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA


Città del Vaticano, 3 marzo 2012 (VIS). Questa mattina hanno avuto termine gli Esercizi Spirituali di Quaresima ai quali hanno partecipato il Santo Padre Benedetto XVI e i membri della Curia romana. Le meditazioni sono state proposte dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo, sul tema: "La comunione del cristiano con Dio".
Il Papa ha indirizzato parole di ringraziamento al Cardinale Monsengwo Pasinya a nome dei presenti, per aver guidato in questi giorni "con grande competenza esegetica e con esperienza spirituale e pastorale", arricchendo le sue meditazioni con belle storie ed esempi "che ci hanno dato gioia e ci hanno aiutato". Benedetto XVI ha ricordato in particolare l'episodio in cui il Cardinale parlava di un amico, che, essendo in coma, aveva l'impressione di stare in un tunnel oscuro, ma alla fine vedeva un po' di luce e soprattutto sentiva una bella musica. "Mi sembra che questa possa essere una parabola della nostra vita - ha detto il Pontefice - spesso ci troviamo in un tunnel oscuro (...) ma, per la fede, alla fine vediamo luce e sentiamo una bella musica, percepiamo la bellezza di Dio, del cielo e della terra, di Dio creatore e della creatura; e così, è vero, spe sumus salvati".
Benedetto XVI ha inoltre indirizzato una Lettera al Cardinale Monsengwo Pasinya per ringraziarlo del "prezioso servizio" che il Porporato ha offerto al Papa ed ai suoi collaboratori. "Commentando alcuni passi della Prima Lettera di San Giovanni, Lei ci ha guidato in un itinerario di riscoperta del mistero di comunione in cui siamo stati inseriti a partire dal nostro Battesimo. Grazie anche a questo percorso da Lei sapientemente predisposto, il silenzio e la preghiera di questi giorni, in modo speciale l’adorazione eucaristica, sono stati ricolmi di profonda riconoscenza verso Dio, per il 'grande amoreì (1 Gv 3,1) che ci ha dato e con il quale ci ha legati a Sé in una relazione filiale, che fin d’ora costituisce la nostra più profonda realtà".
"Un motivo di particolare letizia è stato per me il poter cogliere nella sua stessa presenza e nel suo stile, venerato Fratello, la peculiare testimonianza di fede della Chiesa che crede, spera e ama nel Continente africano: un patrimonio spirituale che costituisce una grande ricchezza per tutto il Popolo di Dio e per il mondo intero, specialmente nella prospettiva della nuova evangelizzazione. Quale figlio della Chiesa in Africa, Ella ci ha fatto sperimentare ancora una volta quello scambio di doni che è uno degli aspetti più belli della comunione ecclesiale, in cui la varietà delle provenienze geografiche e culturali trova modo di esprimersi in maniera sinfonica nell’unità del Corpo mistico". Infine il Papa impartisce la Benedizione Apostolica al Cardinale ed ai sacerdoti e fedeli affidati alle sue cure pastorali.
Questa mattina il Santo Padre ha ripreso le sue consuete attività. Domani si recherà in visita pastorale alla Parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, nel settore Sud della Diocesi di Roma, dove celebrerà la Santa Messa.

UDIENZE



Città del Vaticano, 4 Marzo (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza l'Arcivescovo Julio Murat, Nunzio Apostolico in Zambia, con i Familiari.

ALTRI ATTI PONTIFICI



Città del Vaticano, 5 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, emerito di Villavicencio (Colombia), Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il Vescovo Joseph Kalathiparambil, emerito di Calicut (India), Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
Sabato 3 marzo il Santo Padre ha nominato il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni d'apertura del pellegrinaggio alla "Sacra Tunica", nel V centenario dell'ostensione pubblica della medesima, che avranno luogo nel Duomo di Trier (Repubblica Federale di Germania), il 13 aprile 2012.

venerdì 2 marzo 2012

LA CHIESA DEVE COMBATTERE CONTRO MENZOGNA AL SUO INTERNO E NEL MONDO

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). Nel corso delle meditazioni degli Esercizi Spirituali di Quaresima ai quali in questi giorni partecipano il Santo Padre e la Curia Romana, il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo, ha trattato il tema: "La comunione del cristiano con Dio".  Partendo dal segno della Croce, il Cardinale ha presentato le sue riflessioni su Dio, come vita, luce, verità, misericordia e guida amorosa, e si è poi soffermato sull'amore del mondo, la mancanza di fede in Gesù e il peccato del sacerdote.

Il segno della croce è molto più di un'abitudine, è un atto con il quale "aggiungiamo a ogni azione lo splendore della coscienza, il dinamismo della libertà". È un segno che significa "sacrificio per amore: è la morte per la risurrezione. Questo implica anche rinunciare alla vanità, al prestigio, alla brama di possedere o di dominare, per consacrare la propria opera a Cristo".

Nel contesto delle meditazioni su Dio come via, verità e vita, il Cardinale Monsengwo Pasinya ha fatto riferimento ad alcuni dei fenomeni più drammatici che caratterizzano il nostro tempo: guerre, corsa agli armamenti, genocidi, violenza politica, aborto e ogni forma di strumentalizzazione dell'uomo ed ha invitato a non rimanere indifferenti "di fronte alla repressione e allo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, a non abbassare la guardia, anche se il mistero del peccato sembra superarci".

"Occorre camminare nella luce, ossia decidersi ad abbandonare il peccato e a lasciare trasformare la propria vita dalla verità attraverso un cammino di conversione sempre rinnovata". La comprensione di Dio come verità interpella soprattutto "coloro che non hanno più coscienza del loro peccati, quelli che hanno perduto il senso del peccato perché non si pongono più il problema di Dio", come pure coloro che "non hanno più criteri di moralità, che confondono il bene e il male. Una tendenza, questa, che il cardinale ha messo in relazione con l''indifferentismo religioso che afferma che tutte le religioni sono valide, ma in realtà, vuole una morale facile'".

Il Cardinale ha ammesso che anche il sacerdote non è esente da tali errori "nella misura in cui l'aridità spirituale lo conduce spesso agli stessi difetti. Il ministero sacerdotale si trasforma allora in funzionamento, senza un vero senso di Dio". Nella meditazione successiva, il Cardinale Monsengwo Pasinya ha offerto come esempio il caso emblematico degli apostoli Pietro e Giuda. Il primo, di animo generoso, "è caduto perché è stato temerario e si è esposto da vicino al pericolo. Ma subito, abbandona il luogo della sua caduta e piange amaramente il suo peccato. Da qui, una lezione per tutti i sacerdoti: 'La nostra generosità non ci mette al riparo dal peccato. Occorre prendere delle misure di prudenza ed evitare la temerarietà esponendosi alle cadute. In ogni situazione, qualunque cosa succeda, il Signore è sempre al nostro fianco. La più grande ingiuria che possiamo fargli è di dubitare della sua misericordia, come Giuda".

"Vivere nella verità - ha sottolineato il Porporato - è vivere secondo le beatitudini. È ripudiare le menzogne nelle nostre parole e nelle nostre azioni. È rigettare l'ipocrisia che ci spinge ad apparire diversamente da come siamo". Anche la Chiesa deve combattere contro la menzogna e l'inganno al suo interno e nel mondo "affinché la verità del Vangelo di Cristo sia conosciuta e vissuta".

PREDICHE QURESIMA: PADRI DELLA CHIESA MAESTRI DI FEDE

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). "Ricordatevi dei vostri Capi e imitatene la fede" (Ebrei, 13,17) è il tema reso pubblico, nella giornata di ieri, dalla Prefettura della Casa Pontificia per le quattro prediche di Quaresima 2012, tenute da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., nei prossimi quattro venerdì, a partire dal 9 marzo, con la partecipazione del Santo Padre. La prima settimana della Quaresima è stata dedicata agli Esercizi Spirituali del Santo Padre e della Curia Romana.
Nel Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, afferma: "In preparazione all'anno della fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, le quattro prediche di Quaresima si propongono di attingere slancio e ridare freschezza al nostro credere, mediante un rinnovato contatto con i 'giganti della fede' del passato. Ci metteremo ogni volta alla scuola di uno dei 'quattro grandi dottori della Chiesa orientale' – Atanasio, Basilio, Gregorio Nazianzeno e Gregorio Nisseno – per vedere cosa ognuno di essi dice a noi oggi a proposito del dogma di cui è stato il campione; rispettivamente: la divinità di Cristo, lo Spirito Santo, la Trinità e la conoscenza di Dio".
Citando il Servo di Dio Paolo VI, Padre Cantalamessa ricorda che "il ritorno ai Padri della Chiesa fa parte di quella risalita alle origini cristiane, senza la quale non sarebbe possibile attuare il rinnovamento biblico, la riforma liturgica e la nuova ricerca teologica auspicata dal Concilio Ecumenico Vaticano II".
Le prediche si tengono nella Cappella "Redemptoris Mater" alle ore 9:00 nei venerdì di Quaresima: 9, 16, 23, 30 marzo.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Puerto Gaitán (Colombia) presentata dal Vescovo José Alberto Rozo Gutiérrez, S.M.M., per raggiunti limiti d'età.

giovedì 1 marzo 2012

SOLIDARIETÀ CON I CRISTIANI DI TERRA SANTA

Città del Vaticano, 1 marzo 2012 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del mondo per chiedere il loro sostegno con la Collecta pro Terra Sancta, che si tiene come di consueto il Venerdì Santo. La lettera, a firma del Cardinale Prefetto Sandri e del Segretario, Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., ha la finalità di sensibilizzare l'intera Chiesa Cattolica a favore della Terra Santa, promuovendo particolari iniziative di preghiera  e di carità fraterna per i cristiani di Gerusalemme, Israele e Palestina e dei paesi circostanti.

"Il Figlio di Dio fatto uomo, dopo averla attraversata per annunciare il Regno ed aver confermato la parola con prodigi e segni (cf At 2,22), è salito alla Santa Città per immolare Sé stesso (...). Da allora ogni cristiano ritrova se stesso in quella Città e in quella Terra. Ciò è possibile perché ancora oggi i pastori posti dal Signore Gesù vi raccolgono i fratelli e le sorelle nella fede a celebrare l’amore di Colui che 'fa nuove tutte le cose'”.

"La Congregazione per le Chiese Orientali ricorda ai vescovi del mondo intero la costante richiesta di Papa Benedetto XVI affinché sia generosamente sostenuta la missione della Chiesa nei Luoghi Santi. E’ una missione specificamente pastorale, ma nel contempo offre a tutti indistintamente un encomiabile servizio sociale. Così cresce quella fraternità che abbatte le divisioni e le discriminazioni per inaugurare sempre di nuovo il dialogo ecumenico e la collaborazione interreligiosa. Ciò costituisce un’ammirevole opera di pace e di riconciliazione, tanto più necessaria oggi, preoccupati come siamo con il Santo Padre, “per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria e la Terra Santa” (...).

Il Venerdì Santo quest'anno sembra interpretare ancor più le necessità dei pastori e dei fedeli, le quali sono racchiuse nelle sofferenze di tutto il Medio Oriente. Per i discepoli di Cristo le ostilità sono il pane quotidiano che alimenta la fede e talora fanno risuonare l'eco del martirio in tutta la sua attualità. L'emigrazione cristiana è acuita dalla mancanza di pace, che tenta di impoverire la speranza, mutandosi nella paura di essere soli davanti ad un futuro che sembra non esistere se non come abbandono della propria patria".

"Come per l’evangelico chicco di frumento (cf Gv 12,24), la fatica dei cristiani di Terra Santa prepara senz’altro un domani di bene, ma chiede oggi di sostenere scuole, assistenza sanitaria, necessità abitative, luoghi di aggregazione e tutto quanto ha saputo suscitare la generosità della Chiesa". (...)

"Abbiamo il dovere di restituire il patrimonio spirituale ricevuto dalla loro millenaria fedeltà alle verità della fede cristiana. Lo possiamo e lo dobbiamo fare con la nostra preghiera, con la concretezza del nostro aiuto, con i pellegrinaggi. L’Anno della Fede, nel cinquantesimo del Concilio Ecumenico Vaticano II, fornirà motivazioni singolari per muovere i nostri passi verso quella Terra (...). Il prossimo Venerdì Santo, attorno alla Croce di Cristo, ci sentiremo insieme a questi nostri fratelli e alle sorelle: la solitudine che talora si affaccia fortemente nella loro esistenza sia vinta dalla nostra fraternità".

Questa mattina, inoltre, è stato reso pubblico un rapporto della Custodia di Terra Santa (Provincia dell'Ordine dei Frati Minori), che  illustra in forma dettagliata le opere realizzate grazie alla Collecta del 2011. Numerosi sono stati i lavori di ristrutturazione e manutenzione di santuari, chiese e conventi dei Luoghi Santi, a Betlemme, a Gerusalemme (fra i quali  Getsemani e Santuario della Flagellazione), Jaffa, Magdala e  Monte Tabor. Altri lavori hanno migliorato le infrastrutture per l'accoglienza dei pellegrini.

Una parte importante dei fondi è stata destinata a borse di studio per studenti universitari, ad aiuti a piccole imprese artigiane, costruzione di abitazioni, scuole ed impianti sportivi per bambini. Destinatari degli aiuti, che hanno compreso anche istituzioni culturali, sono stati i bisognosi, le famiglie e le comunità parrocchiali.

GESÙ NOSTRO CONTEMPORANEO

Città del Vaticano, 1 marzo (VIS). In occasione del Convegno internazionale "Gesù, nostro contemporaneo", promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana e tenutosi recentemente a Roma, il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

"Il nome e il messaggio di Gesù di Nazaret, - scrive Benedetto XVI - trovano frequentemente interesse ed esercitano una forte attrattiva, anche in coloro che non giungono ad aderire alla sua parola di salvezza. Siamo quindi stimolati a suscitare in noi stessi e dovunque una comprensione sempre più profonda e compiuta della figura reale di Gesù Cristo, quale può scaturire solo dall’ermeneutica della fede posta in fecondo rapporto con la ragione storica. A questo fine ho scritto i miei due libri dedicati a Gesù di Nazaret".

"Nel corso del mio Pontificato, ho più volte richiamato la priorità costituita dall’aprire a Dio una strada nel cuore e nella vita degli uomini. (...). Non a un indefinito ente superiore o a una forza cosmica possiamo affidare le nostre vite, ma al Dio il cui volto di Padre ci è stato reso familiare dal Figlio, 'pieno di grazia e di verità' (Gv 1, 14). È Gesù la chiave che ci apre la porta della sapienza e dell’amore, che spezza la nostra solitudine e tiene accesa la speranza davanti al mistero del male e della morte. La vicenda di Gesù di Nazaret, nel cui nome ancora oggi molti credenti, in diversi Paesi del mondo, affrontano sofferenze e persecuzioni, non può dunque restare confinata in un lontano passato, ma è decisiva per la nostra fede oggi".

"Cosa significa affermare che Gesù di Nazaret, vissuto tra la Galilea e la Giudea duemila anni fa, è 'contemporaneo' di ciascun uomo e donna che vive oggi e in ogni tempo? Ce lo spiega Romano Guardini con parole che rimangono attuali come quando furono scritte: 'La sua vita terrena è entrata nell’eternità e in tal modo è correlata ad ogni ora del tempo terreno redento dal suo sacrificio'" (...)

"Gesù è entrato per sempre nella storia umana e vi continua a vivere, con la sua bellezza e potenza, in quel corpo fragile e sempre bisognoso di purificazione, ma anche infinitamente ricolmo dell’amore divino, che è la Chiesa. A Lui essa si rivolge nella Liturgia, per lodarlo e ricevere la vita autentica. La contemporaneità di Gesù si rivela in modo speciale nell’Eucaristia, in cui Egli è presente con la sua passione, morte e risurrezione. È questo il motivo che rende la Chiesa contemporanea di ogni uomo, capace di abbracciare tutti gli uomini e tutte le epoche perché guidata dallo Spirito Santo al fine di continuare l’opera di Gesù nella storia".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MARZO 2012


Città del Vaticano, 1 marzo 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di marzo affidate dal Papa all'apostolato della preghiera.

Generale: Perché sia adeguatamente riconosciuto in tutto il mondo il contributo delle donne allo sviluppo della società.

Missionaria: Perché lo Spirito Santo conceda perseveranza a quanti, particolarmente in Asia, sono discriminati, perseguitati e messi a morte a causa del nome di Cristo.

mercoledì 29 febbraio 2012

VIETNAM INVITA CHIESA CATTOLICA A PARTECIPARE SVILUPPO NAZIONALE

Città del Vaticano, 29 Febbraio 2012 (VIS). I giorni 27 e 28 febbraio si è svolto ad Hanoi (Vietnam), il terzo incontro del gruppo di lavoro Vietnam-Santa Sede, con la presidenza congiunta dei capi delle due delegazioni: il Vice Ministro degli Affari Esteri del Vietnam, Signor Bui Thanh Son e il Mons. Ettore  Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

Un Comunicato pubblicato dal gruppo di lavoro, rende noto che nel corso dell'incontro, svoltosi "in un clima di cordialità, franchezza e mutuo rispetto", sono stati esaminati problemi di carattere internazionale ed è stato analizzato il progresso dei rapporti fra le due parti dall'ultimo incontro del giugno 2010; infine sono state discusse questioni relative alla Chiesa Cattolica in Vietnam.

"La delegazione vietnamita - si legge nel Comunicato - ha sottolineato che lo Stato del Vietnam ha sempre attuato ed ha continuamente migliorato la politica di rispetto e di garanzia della libertà di credo e di religione per il popolo. Ha incoraggiato la Chiesa Cattolica in Vietnam a partecipare attivamente ed effettivamente allo sviluppo nazionale, economico e sociale del tempo attuale".

"La Delegazione della Santa Sede, a sua volta, ha preso nota di queste considerazioni ed ha espresso apprezzamento per l'attenzione riservata dalle Autorità civili alle attività della Chiesa Cattolica. (...) La Santa Sede ha formulato l'auspicio che il suo ruolo e la sua missione siano rafforzati ed estesi, affinché vengano consolidati i legami tra la Santa Sede  e la Chiesa Cattolica in Vietnam", come pure i rapporti tra la Sede Apostolica e il Vietnam. Al riguardo si è inteso facilitare il lavoro dell'Arcivescovo Leopoldo Girelli, Inviato Speciale non residente, "perché possa svolgere al meglio la sua missione".

"Inoltre - si legge ancora nel Comunicato - entrambe le parti hanno richiamato gli insegnamenti di Sua Santità Papa Benedetto XVI" relativamente alle "sue considerazioni sull'essere un buon cattolico e un buon cittadino, sottolineando la necessità di una continua collaborazione tra la Chiesa Cattolica e le Autorità civili per attuare, concretamente e praticamente, tali insegnamenti in tutte le attività".

"Le due parti hanno condiviso la valutazione che i rapporti tra il Vietnam e la Santa Sede hanno ottenuto sviluppi positivi sulla base della buona volontà e del dialogo costruttivo, come anche sul rispetto dei principi fondanti di tale rapporto".

Le due parti hanno concordato di ritrovarsi in Vaticano per il quarto incontro le cui date saranno stabilite mediante canali diplomatici.

La Delegazione della Santa Sede ha compiuto visite di cortesia al Signor Pham Binh Minh, Ministro della Affari Esteri, al Signor Nguyen Thanh Xuan, Vice-Presidente del Comitato governativo per gli Affari religiosi e ad alcune istituzioni cattoliche del Vietnam

OLTRE DUE MILIONI DI DOLLARI PER PAESI DEL SAHEL

Città del Vaticano, 29 febbraio 2012 (VIS). Recentemente si è conclusa a Roma la XXX Sessione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel (regione subsahariana che si estende dall'Oceano Atlantico al Corno d'Africa, passando per gli stati centro-settentrionali del continente africano). 

Monsignor Giampietro Dal Toso, Segretario del Pontificio Consiglio "Cor Unum" di cui fa parte la Fondazione, ha spiegato, in una intervista alla Radio Vaticana, che nel corso della sessione, il Consiglio ha studiato diversi progetti presentati annualmente alla Fondazione per essere finanziati. "Quest'anno superiamo i due milioni di dollari in aiuti per quasi 200 progetti che sono distribuiti per i nove Paesi che fanno parte della Fondazione e che riguardano in particolare la lotta alla desertificazione, quindi la lotta alla siccità, l'irrigazione e la formazione".

Il fatto che si ripresenti quest'anno di nuovo il problema della siccità nel Sahel, ha detto Monsignor Dal Toso, conferma l'importanza degli interventi della Fondazione. La scarsità di alimenti, conseguenza dell'impatto della siccità sull'agricoltura "avrà il suo apice nei prossimi mesi. (...) Sia la comunità internazionale sia, nello specifico, alcuni organismi cattolici stanno cercando di intervenire per prevenire questa crisi".

  Il Segretario di Cor Unum afferma che la Chiesa Cattolica è minoritaria nei paesi del Sahel "in alcuni casi una minoranza veramente minuscola, in un ambiente segnato soprattutto dall'Islam o dalle religioni tradizionali". La Fondazione Giovanni Paolo II è perciò "uno strumento di dialogo concreto con altre religioni. (...) Come ci sta insegnando il Papa insistentemente in questi ultimi tempi, la fede si manifesta nelle opere e quello che riusciamo a manifestare attraverso la carità vuole essere alla fine nel piccolo, nel possibile, una testimonianza di Cristo".

Occorre ricordare che la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel ha origine dopo la prima visita del Beato Giovanni Paolo II in Africa (maggio 1980), dove rimase impressionatodalla grande tragedia provocata dalla siccità e dalla desertificazione. La Fondazione fu istituita con un Chirografo il 22 febbraio 1984, e da allora si dedica alla gestione e protezione delle risorse naturali, alla lotta contro la siccità e la povertà, allo sviluppo rurale, coinvolgendo la popolazione locale. 

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Sacerdote Luiz Henrique da Silva Brito, Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 6.158.000; cattolici: 3.737.000; sacerdoti: 602; religiosi: 1.044; diaconi permanenti: 124), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a  São Gonçalo (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1991. Nel 1992 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia “São Sebastião” nella diocesi di Campos; dal 1993 al 2003 è stato Parroco della Parrocchia “Santo Antônio de Pádua”; dal 2006 al 2012 è stato Parroco della Parrocchia “Santa Helena” (2006-2010); è stato Cancelliere, Direttore Spirituale del Seminario diocesano “Maria Imaculada” e Parroco della Parrocchia “São Benedito”. Nell’arcidiocesi di Niterói, ha svolto l’incarico di Difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico arcidiocesano e Professore di Teologia Morale presso il Seminario Arcivescovile.

martedì 28 febbraio 2012

PRESENZA BENEDETTO XVI INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

 Città del Vaticano, 28 Febbraio (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma della visita del Santo Padre a Milano (Italia) in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa". Benedetto XVI sarà presente gli ultimi tre giorni dell'Incontro internazionale, che inizierà martedì 29 maggio e si concluderà domenica 3 giugno.

Venerdì 1° giugno, alle ore 17:00, è previsto l'arrivo del Santo Padre all'aeroporto internazionale di Milano Linate, dove sarà accolto dalle Autorità. Alle 17:30 il Papa incontrerà la cittadinanza alla quale rivolgerà alcune parole in Piazza del Duomo. Alle 19:15 Benedetto XVI si recherà al teatro alla Scala dove si terrà un concerto in suo onore.

Sabato  2 giugno, alle 10:00, il Santo Padre celebrerà le Lodi nel Duomo di Milano, con la partecipazione di sacerdoti, religiosi e religiose, ai quali rivolgerà una Meditazione. Al termine Benedetto XVI si trasferirà in auto allo Stadio di San Siro per un incontro con i cresimandi. Nel pomeriggio, in Arcivescovado, il Papa avrà un incontro con le Autorità Civili e pronuncerà un discorso. Alle 20:30 il Santo Padre parteciperà all'Incontro Mondiale della Famiglie nel corso della Festa delle Testimonianze, che si terrà a Milano Parco Nord.

Domenica 3 giugno, Benedetto XVI presiederà la Concelebrazione Eucaristica che avrà inizio alle 10:00 a Milano Parco Nord. Dopo la recita dell'Angelus, alle 12:00, il Papa ritornerà in Arcivescovado dove saluterà i membri della Fondazione Milano Famiglie 2012 e gli organizzatori della Visita. Alle 17:00, il Papa prenderà congedo dalle Autorità civili all'aeroporto di Milano-Linate e quindi intraprenderà il viaggio di ritorno in Vaticano.

Gli Incontri Mondiali delle Famiglie hanno origine nel 1981, quando il Beato Giovanni Paolo II promulgò l'Esortazione Apostolica "Familiaris Consortio" e istituì il Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il primo Incontro delle Famiglie si celebrò a Roma nel 1994 e da allora si sono tenuti ogni tre anni, con l'obiettivo di celebrare il dono divino della famiglia e riunire le famiglie per pregare ed approfondire la comprensione del ruolo della famiglia cristiana come Chiesa domestica e unità fondamentale dell'evangelizzazione.

VIVIFICARE TRADIZIONE CATTOLICA IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 28 Febbraio 2012 (VIS). La Pontificia Commissione per l'America Latina ha pubblicato un messaggio dal titolo "Impegnati con l'America nella nuova Evangelizzazione", a firma del Presidente, Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., in occasione della Giornata Ispanoamericana, domenica 4 marzo, festeggiata da tutte le Diocesi spagnole.

"Oggi - si legge nel Messaggio - la Chiesa in Spagna e la Chiesa in America devono confrontarsi con sfide comuni. La ricchissima tradizione cattolica (...) corre il rischio di una graduale erosione. La secolarizzazione avanza ovunque. Non manca ostilità nei confronti della Chiesa e del suo messaggio. La corrente edonista e relativista della società dei consumi e dello spettacolo tende a scalzare la cultura cristiana dei popoli".

Occorre perciò "attualizzare, riformulare e vivificare la tradizione cattolica, radicandola più profondamente nel cuore dei fedeli, nella vita delle famiglie e nella cultura dei popoli, affinché risplenda la bellezza della verità, la  promessa di felicità e novità di vita più umana per tutti".  In America e in Europa c'è bisogno di una nuova evangelizzazione.

Benedetto XVI nel 2007, ad Aparecida, ha segnalato che il patrimonio più prezioso dell'America Latina è la fede cattolica, che "ha animato la vita e la cultura" del Continente "nel corso di più di cinque secoli". Tale patrimonio - come indicano i Vescovi ad Aparecida - si esprime "nella carità che incoraggia ovunque gesti, opere e percorsi di solidarietà verso i più bisognosi ed emarginati (...) nella coscienza della dignità della persona, la sapienza della vita, la passione per la giustizia, la speranza contro ogni speranza e la gioia di vivere anche in condizioni difficili".

Nel messaggio si ricorda che "gli appelli a una 'nuova evangelizzazione' sono stati molto frequenti, sia da parte di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, indirizzati in particolare all'Europa e all'America. (...) Sono necessarie persone che rendano Dio presente nella propria vita, in tutte le dimensioni dell'esistenza e convivenza, ed invitino a condividere una vita nuova, autentica, più umana, che rimandi all'avvenimento che la rende possibile e che continuamente la rigenera. (...)  Che non manchi la preghiera del Popolo di Dio in tutte le diocesi in questa Giornata affinché la Provvidenza divina susciti nuove vocazioni missionarie".

Il messaggio enumera alcune raccomandazioni per rafforzare l'impegno missionario della nuova evangelizzazione, fra le quali: accogliere le famiglie e le comunità degli immigranti latinoamericani, in particolare in questi tempi di crisi, perché "hanno bisogno della vicinanza solidale, caritativa, evangelizzatrice e catechetica, delle comunità cristiane"; si devono anche accogliere i sacerdoti latinoamericani che prestano il proprio servizio pastorale nelle diocesi straniere. Si consiglia anche di contare sui giovani per la nuova evangelizzazione e continuare il cammino iniziato nella Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in un "pellegrinaggio spirituale, educativo e missionario", fino alla prossima Giornata di Rio de Janeiro, nel luglio 2013.

FAMIGLIA INSOSTITUIBILE NELLA TRASMISSIONE FEDE

Città del Vaticano, 28 febbraio 2012 (VIS). Il XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha recentemente tenuto la settima Riunione, i cui lavori sono stati resi noti in un Comunicato.

Nel suo intervento l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che dal 7 al 28 ottobre 2012 si terrà la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". I membri del Consiglio esamineranno una bozza dello "Instrumentum laboris"  della XIII Assemblea, soffermandosi sull'identità dei destinatari della nuova evangelizzazione e sull'identità del cristiano nel suo rapporto con Gesù Cristo.

"Particolarmente ricco - segnala il Comunicato - è stato il dibattito attorno al primato della fede nel presente momento storico segnato dalla crisi della fede, che è anche una crisi di trasmissione della fede stessa. Si è parlato della “infecondità dell’evangelizzazione attuale”, anche in presenza di certi influssi della cultura attuale che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa. A tale proposito, l’indizione dell’Anno della Fede sarà un’occasione propizia per approfondire il dono della fede ricevuto dal Signore per viverlo e trasmetterlo agli altri".

"Il luogo originario della trasmissione della fede - si ribadisce - è stato indicato nella famiglia, dove la fede viene comunicata ai giovani che nella esperienza di famiglia imparano sia il contenuto sia la prassi della fede cristiana. L’opera insostituibile della famiglia viene prolungata dalla catechesi svolta nelle istituzioni ecclesiali, soprattutto attraverso la liturgia con i sacramenti e l’omelia, oppure dando spazio alle missioni parrocchiali, alla pietà popolare, ai movimenti, alle comunità ecclesiali".

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO SVELATO

Città del Vaticano, 28 Febbraio 2012 (VIS). Domani si apre presso i Musei Capitolini di Roma la mostra "Lux in Arcana: l'Archivio Segreto Vaticano si svela", organizzata in occasione del IV centenario di fondazione degli Archivi Vaticani. Visitabile fino al 9 settembre, la Mostra propone un centinaio di importanti documenti dall'VIII al XX secolo, fra i quali la supplica del Parlamento inglese a Clemente VIII relativa alla causa di scioglimento del vincolo matrimoniale di Enrico VIII; la bolla di scomunica di Martin Lutero; il processo di Filippo il Bello contro i Templari ed una lettera di Bernadette Soubirous a Pio IX.

lunedì 27 febbraio 2012

ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 26 febbraio 2012 (VIS). Alle 18:00 della I Domenica di Quaresima sono iniziati gli Esercizi Spirituali, ai quali partecipa il Santo Padre Benedetto XVI con i collaboratori della Curia Romana.

Il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), detta le meditazioni, sul tema: "La comunione del cristiano con Dio - 'E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo'" 1Gv 1,3).

Gli Esercizi si tengono nella Cappelle "Redemptoris Mater" nel Palazzo Apostolico e si concludono sabato mattina 3 marzo. Nella settimana degli Esercizi sono sospese tutte le udienze, compresa l'Udienza Generale di mercoledì 29 febbraio .

QUARESIMA: PREGHIERA, PENITENZA, ED OPERE CARITÀ PER RINNOVARE RAPPORTO CON DIO

Città del Vaticano, 27 Febbraio 2012 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha commentato il Vangelo della liturgia domenicale, il brano di San Marco che narra le tentazioni di Gesù nel deserto.

  Nel citare San Leone Magno, il Santo Padre ha affermato: '"Il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio'. Che cosa può insegnarci questo episodio? Come leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo, 'l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico', la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo".

"Dio si rivolge all’uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell’uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: 'convertitevi e credete nel Vangelo'; è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna".
Dopo l'Angelus, il Papa ha salutato i pellegrini nelle diverse lingue ed ha affidato alle loro preghiere la settimana di Esercizi Spirituali che ha inizio questa sera, ai quali parteciperà con i collaboratori della Curia Romana.

MATRIMONIO UNICO "LUOGO" DEGNO CHIAMATA ESISTENZA NUOVO ESSERE UMANO

Città del Vaticano, 25 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i 200 scienziati e membri della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione dei lavori della XVIII Assemblea Generale, sul tema: "Diagnosi e terapia dell'infertilità", che, ha detto Benedetto XVI, "possiede un peculiare valore scientifico ed esprime la possibilità concreta di un fecondo dialogo tra dimensione etica e ricerca biomedica".

"La ricerca di una diagnosi e di una terapia - ha detto il Pontefice - rappresenta l’approccio scientificamente più corretto alla questione dell’infertilità, ma anche quello maggiormente rispettoso dell’umanità integrale dei soggetti coinvolti. Infatti, l’unione dell’uomo e della donna in quella comunità di amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l’unico 'luogo' degno per la chiamata all’esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono".

"La dignità umana e cristiana della procreazione - ha spiegato il Papa - non consiste in un 'prodotto', ma nel suo legame con l’atto coniugale, espressione dell’amore dei coniugi, della loro unione non solo biologica, ma anche spirituale. (...) Le legittime aspirazioni genitoriali della coppia che si trova in una condizione di infertilità devono pertanto trovare, con l’aiuto della scienza, una risposta che rispetti pienamente la loro dignità di persone e di sposi. (...) Lo scientismo e la logica del profitto sembrano oggi dominare il campo dell’infertilità e della procreazione umana, giungendo a limitare anche molte altre aree di ricerca".

"La Chiesa presta molta attenzione alla sofferenza delle coppie con infertilità - ha ricordato Benedetto XVI - ha cura di esse e, proprio per questo, incoraggia la ricerca medica. La scienza, tuttavia, non sempre è in grado di rispondere ai desideri di tante coppie. Vorrei allora ricordare agli sposi che vivono la condizione dell’infertilità, che non per questo la loro vocazione matrimoniale viene frustrata. I coniugi, per la loro stessa vocazione battesimale e matrimoniale, sono sempre chiamati a collaborare con Dio nella creazione di un’umanità nuova. La vocazione all’amore, infatti, è vocazione al dono di sé e questa è una possibilità che nessuna condizione organica può impedire. Dove, dunque, la scienza non trova una risposta, la risposta che dona luce viene da Cristo".

  Benedetto XVI ha invitato gli scienziati partecipanti all'Assemblea a proseguire "il cammino intrapreso di una scienza intellettualmente onesta e affascinata dalla ricerca continua del bene dell’uomo" ed ha ammonito affermando: "l'indifferenza della coscienza nei confronti del vero e del bene rappresenta una pericolosa minaccia per un autentico progresso scientifico". Il Papa ha esortato anche ad un dialogo, poiché "proprio la matrice culturale creata dal cristianesimo – radicata nell’affermazione dell’esistenza della Verità e dell’intelligibilità del reale alla luce della Somma Verità – ha reso possibile nell’Europa del Medioevo lo sviluppo del sapere scientifico moderno, sapere che nelle culture precedenti era rimasto solo in germe".

UDIENZE

Città del Vaticano, 25 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, con l'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della medesima Congregazione.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 febbraio (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Arrigo Miglio, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Cagliari (superficie: 4.041; popolazione: 572.615; cattolici: 567.615; sacerdoti: 247; religiosi: 919; diaconi permanenti: 37), Italia. L'Arcivescovo eletto è  nato a San Giorgio Canavese (Italia) nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Nel 1980 è stato Vicario per la pastorale e dal 1981 al 1992 Vicario Generale di Ivrea. È stato docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Vice assistente nazionale degli Scouts e Assistente Generale dell’AGESCI, Assistente Ecclesiastico dell’Istituto secolare delle Missionarie dell’Amore Infinito. Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1992. Attualmente è Segretario della Conferenza Episcopale Piemontese e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Finora Vescovo della Diocesi di Ivrea (Italia), succede all'Arcivescovo Giuseppe Mani, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi,  presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Medellín (Colombia), presentata dal Vescovo Gilberto Jiménez Narváez, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo John F. Du, Arcivescovo Metropolita di Palo (superficie:4.620; popolazione: 1.762.000; cattolici: 1.362.000; sacerdoti: 161; religiosi: 191), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato in Bantayan, nell’arcidiocesi di Cebu, nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Nel 1982 è stato nominato Professore nel Seminario Minore di Cebu, diventandone successivamente Procuratore e Vice Rettore. Mons. Du è stato anche Direttore Spirituale delle Missionarie della Carità in Cebu e Membro della Commissione per la Formazione Permanente del Clero della medesima arcidiocesi. Nel 1997 ha ricevuto la consacrazione episcopale e finora è stato Vescovo di Dumaguete (Filippine). È Tesoriere della Conferenza Episcopale delle Filippine.

venerdì 24 febbraio 2012

UDIENZE

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- L'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

IL RE DI TONGA DAL PAPA

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi il Re di Tonga - stato insulare dell'Oceania - Sua Maestà Siaosi Tupou V, che successivamente ha incontrato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

In un Comunicato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi si rende noto che: "Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati su alcuni aspetti della vita sociale ed economica del Paese, nonché sul positivo contributo della Chiesa cattolica in vari settori della società e delle attività di promozione umana. Ha fatto seguito uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riferimento agli Stati insulari del Pacifico".

CONOSCERE A FONDO FEDE ILLUMINARE ALTRI NELL'ASCOLTO VOCE DI DIO

Città del Vaticano, 24 febbraio (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre, Vescovo di Roma, ha avuto un incontro con i parroci e i sacerdoti della Diocesi di Roma. Dopo la lettura di un frammento della Lettera di San Paolo agli Efesini (4,1-16), Benedetto XVI ha commentato il testo.

L'apostolo scrive: "Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto", con umiltà e mansuetudine, "sopportandovi a vicenda nell'amore, sempre disposti a conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace".

Il Papa ha spiegato che la prima chiamata ricevuta è il battesimo; la seconda è la vocazione ad essere pastori al servizio di Cristo. "La grande sofferenza della Chiesa di oggi nell’Europa e nell’Occidente è la mancanza di vocazioni sacerdotali, ma il Signore chiama sempre, manca l’ascolto. Noi abbiamo ascoltato la sua voce e dobbiamo essere attenti alla voce del Signore anche per altri, aiutare perché ci sia ascolto, e così sia accettata la chiamata".

La prima delle virtù che deve accompagnare la vocazione, come afferma San Paolo, è l'umiltà, la virtù dei seguaci di Cristo che "essendo uguale a Dio, si è umiliato, accettando forma di servo e obbedendo fino alla croce. Questo è il cammino dell’umiltà del Figlio che noi dobbiamo imitare. (...) Il contrario dell’umiltà è la superbia, come la radice di tutti i peccati. La superbia che è arroganza, che vuole soprattutto potere, apparenza, (...) non ha l’intenzione di piacere a Dio, ma di piacere a se stessi, di essere accettati dagli altri e – diciamo – venerati dagli altri. L’«io» al centro del mondo: si tratta del mio io superbo, che sa tutto. Essere cristiano vuol dire superare questa tentazione originaria, che è anche il nucleo del peccato originale: essere come Dio, ma senza Dio".

"L’umiltà è soprattutto verità (...). Proprio riconoscendo che io sono un pensiero di Dio, della costruzione del suo mondo, e sono insostituibile, proprio così, nella mia piccolezza, e solo in questo modo, sono grande. (...) Impariamo questo realismo: non voler apparire, ma voler piacere a Dio e fare quanto Dio ha pensato di me e per me, e così accettare anche l’altro. (...) Accettare me stesso e accettare l’altro vanno insieme: solo accettando me stesso nel grande tessuto divino posso accettare anche gli altri, che formano con me la grande sinfonia della Chiesa e della creazione". Si apprende così ad accettare la propria posizione nella Chiesa consapevoli che "il mio piccolo servizio" è "grande agli occhi di Dio".

La mancanza di umiltà distrugge l'unità del Corpo di Cristo. L'unità non può crescere senza la conoscenza della fede. "Un grande problema della Chiesa attuale è la mancanza di conoscenza della fede, è l''analfabetismo religioso'. (...) Con questo analfabetismo non possiamo crescere. (...) Perciò dobbiamo noi stessi appropriarci di nuovo di questo contenuto, come ricchezza dell’unità e non come un pacchetto di dogmi e di comandamenti, ma come una realtà unica che si rivela nella sua profondità e bellezza. Dobbiamo fare il possibile per un rinnovamento catechistico, perché la fede sia conosciuta e così Dio sia conosciuto, Cristo sia conosciuto, la verità sia conosciuta e cresca l’unità nella verità".

 Benedetto XVI ha sottolineato che non si può vivere nella "fanciullezza della fede". Molti fedeli non sono andati al di là della prima catechesi per cui "non possono, come adulti, con competenza e con convinzione profonda, esporre e rendere presente la filosofia della fede (...) la grande saggezza, la razionalità della fede" per illuminare gli altri. E' necessaria  una "fede adulta", che non intenda essere, come si è inteso negli ultimi decenni, emancipata dal magistero della Chiesa; quando si abbandona il Magistero, il risultato è "la dipendenza (...) dalle opinioni del mondo, dalla dittatura dei mezzi di comunicazione". Al contrario l'autentica emancipazione consiste nel liberarsi di tali opinioni, nella libertà dei figli di Dio. "Dobbiamo pregare molto il Signore, perché ci aiuti ad essere emancipati in questo senso, liberi in questo senso, con una fede realmente adulta, che (...) possa aiutare anche gli altri ad arrivare alla vera perfezione (...) in comunione con Cristo".

"Oggi il concetto di verità è un po' sotto sospetto perché si combina verità con violenza. Purtroppo nella storia ci sono stati anche episodi dove si cercava di difendere la verità con la violenza. Ma le due sono contrarie. La verità non si impone con altri mezzi, se non da se stessa! La verità può arrivare solo tramite (...) la propria luce. Ma abbiamo bisogno della verità. (...) Senza verità siamo ciechi nel mondo, non abbiamo strada. Il grande dono di Cristo è proprio che vediamo il Volto di Dio e (...) conosciamo il fondo, l'essenziale della verità in Cristo".

"Dove è la verità, nasce la carità. Grazie a Dio, lo vediamo in tutti i secoli: nonostante i fatti negativi, il frutto della carità è sempre stato presente nella cristianità e lo è oggi! Lo vediamo nei martiri, lo vediamo in tante suore, frati e sacerdoti che servono umilmente i poveri, i malati, che sono presenza della carità di Cristo. E così sono il grande segno che qui è la verità".

RIUNIONE GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO VIETNAM-SANTA SEDE


Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

"Con riferimento alla decisione adottata al termine del secondo incontro del Gruppo di Lavoro congiunto Vietnam – Santa Sede, svoltosi nella Città del Vaticano dal 23 al 24 giugno 2010, avrà luogo ad Hanoi, nei giorni 27-28 febbraio corrente, il terzo incontro del gruppo di Lavoro. Dopo alcune visite compiute dal rappresentante Pontificio non residente in Vietnam, la riunione servirà ad approfondire e a sviluppare le relazioni bilaterali”.

CARITÀ, FORMA PRIVILEGIATA DI EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 24 febbraio (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Soci del Circolo San Pietro, che hanno consegnato al Papa l'obolo per la carità del Papa, raccolto nelle parrocchie della Diocesi di Roma. L'obolo è un aiuto offerto al Successore di Pietro per rispondere alle innumerevoli richieste di aiuto che gli provengono da ogni parte del mondo, specialmente dai Paesi più poveri.

  Benedetto XVI ha ringraziato i membri del Circolo per l'opera compiuta mediante una rete assistenziale dedicata ai bisognosi, che comprende mense per i poveri, asilo notturno, case famiglia e aiuti internazionali, e li ha esortati ricordando loro che fede, carità e testimonianza devono essere le linee guida del loro apostolato.

"Abbiamo appena iniziato il cammino quaresimale - ha detto il Papa - Questo Tempo liturgico ci invita a riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. (...) La testimonianza della carità tocca in modo particolare il cuore degli uomini; la nuova evangelizzazione, (...) richiede grande apertura di spirito e sapiente disponibilità verso tutti".

"L’autenticità della nostra fedeltà al Vangelo - ha sottolineato il Pontefice -  si verifica anche in base all’attenzione e alla sollecitudine concreta che ci sforziamo di manifestare verso il prossimo, specialmente verso i più deboli ed emarginati. L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. Anche se la cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince".

"La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell’altro, desiderando che egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello significa aprire gli occhi sulle sue necessità, superando la durezza di cuore che rende ciechi alle sofferenze altrui. Così il servizio caritativo diventa una forma privilegiata di evangelizzazione, alla luce dell’insegnamento di Gesù, il quale riterrà come fatto a se stesso quanto avremo fatto ai nostri fratelli, specialmente a chi tra loro è piccolo e trascurato".

"Occorre armonizzare il nostro cuore con il cuore di Cristo - ha concluso il Papa - affinché il sostegno amorevole offerto agli altri si traduca in partecipazione e consapevole condivisione delle loro sofferenze e delle loro speranze, rendendo così visibile, da una parte la misericordia infinita di Dio verso ogni uomo (...) e dall’altra la nostra fede in Lui. L’incontro con l’altro e l’aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine".

Il Circolo di San Pietro è stato fondato a Roma nel 1869 da un gruppo di giovani sotto la guida del Cardinale Iacobini. Il Pontefice volle che esercitassero la carità a favore dei poveri; furono così avviate molteplici attività caritative e assistenziali nella Diocesi di Roma.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto l’Eparchia di Segheneity (Eritrea) con territorio dismembrato dall’Eparchia di Asmara.

- Ha nominato il Padre Abba Fikremariam Hagos Tsalim, finora Protosincello dell’Eparchia di Asmara, primo Vescovo di Segheneity (superficie: 29.499; popolazione: 850.000; cattolici: 35.557; sacerdoti: 52; religiosi: 70), Eritrea. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 ad Addis Abeba (Etiopia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. È stato parroco di Segheneity e decano di quella zona pastorale. E’ membro del Tribunale Ecclesiastico ed attualmente ricopre l’incarico di Protosincello dell’Eparchia di Asmara.

- Ha nominato il Monsignore Dominik Schwaderlapp, Vescovo Ausiliare di Köln (superficie:  6.181; popolazione: 5.200.000; cattolici: 2.111.166; sacerdoti: 1.061; religiosi: 2.028; diaconi permanenti: 317), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato a-Selters/Westerwald (Repubblica Federale di Germania), nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993 a Köln. Dal 1993 al 1996 è stato Viceparroco a Neuss; dal 1996 al 2003 ha ricoperto l'incarico di Segretario particolare dell'Arcivescovo di Köln; dal 2004 è Vicario Generale di Köln e Moderatore della Curia arcidiocesana e Canonico del Capitolo Metropolitano.

POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012(VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione della seguente presa di possesso:

Domenica 26 febbraio 2012, alle ore 11:00, il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, prenderà possesso della Diaconia di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio, Largo Nostra Signora di Coromoto, 2.

INCONTRO CON I PARROCI DI ROMA

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i parroci e i sacerdoti del clero della Diocesi di Roma - di cui il Pontefice è il Vescovo - che come di consueto riceve all'inizio della Quaresima. L'udienza si svolge in forma di "lectio divina": dopo la lettura di un frammento della Lettera di San Paolo agli Efesini (4,1 - 16), il Papa ha commentato il testo. Al termine la recita del Padre Nostro e la Benedizione Apostolica.

NELLA NOSTRA CONDIZIONE MORTALE ACCOGLIAMO DIO E SPERIAMO NELLA RISURREZIONE

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha presieduto la tradizionale processione penitenziale dalla Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino, alla Basilica di Santa Sabina. Alla processione hanno partecipato numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi e i Monaci Benedettini di Sant'Anselmo, i Padri Domenicani di Santa Sabina ed alcuni fedeli.

 Dopo la processione, Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e imposizione delle ceneri. Ricevute le ceneri dalle mani del Cardinale Josef Tomko, titolare della Basilica, il Papa ha imposto le ceneri ai cardinali, ad alcuni monaci, religiosi e fedeli. Dopo la proclamazione del vangelo, il Santo Padre ha tenuto l'omelia in cui ha spiegato il significato del segno liturgico delle ceneri "un segno materiale, un elemento della natura, che diventa nella Liturgia un simbolo sacro, molto importante in questa giornata che dà inizio all’itinerario quaresimale".

"La cenere è uno di quei segni materiali che portano il cosmo all’interno della Liturgia. (...) Si tratta (...) di un segno non sacramentale, ma pur sempre legato alla preghiera e alla santificazione del Popolo cristiano". Prima dell'imposizione individuale sul capo, il sacerdote benedice le ceneri; in una delle due formule di benedizione si fa riferimento al testo del Libro della Genesi che accompagna il gesto dell'imposizione: "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" (cfr Gen 3,19) Questo passo della Genesi conclude il giudizio pronunciato da Dio dopo il peccato originale.

A causa del peccato di Adamo, Dio maledice il suolo da cui egli è stato tratto, quando, dopo la creazione del mondo "il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7-8. (...) Il segno della cenere ci riporta al grande affresco della creazione, in cui si dice che l’essere umano è una singolare unità di materia e di soffio divino, attraverso l’immagine della polvere del suolo plasmata da Dio e animata dal suo respiro (...)  Possiamo osservare come nel racconto della Genesi il simbolo della polvere subisca una trasformazione negativa a causa del peccato. Mentre prima della caduta il suolo è una potenzialità totalmente buona (...) dopo la caduta (...) la polvere della terra non richiama più solo il gesto creatore di Dio, tutto aperto alla vita, ma diventa segno di un inesorabile destino di morte: 'Polvere tu sei e in polvere ritornerai'".

La terra partecipa alla sorte dell'uomo e concederà i suoi frutti solo in cambio di 'dolore' e 'sudore del volto'. (...) "Questa maledizione del suolo ha una funzione medicinale per l’uomo, che dalle 'resistenze' della terra dovrebbe essere aiutato a mantenersi nei suoi limiti e riconoscere la propria natura (...) Ciò significa che l’intenzione di Dio, che è sempre benefica, è più profonda della maledizione. Questa, infatti, è dovuta non a Dio ma al peccato, però Dio non può non infliggerla, perché rispetta la libertà dell’uomo e le sue conseguenze, anche negative. (...) Insieme con la giusta punizione intende anche annunciare una via di salvezza, che passerà proprio attraverso la terra, attraverso quella 'polvere', quella 'carne' che sarà assunta dal Verbo".

La Liturgia del Mercoledì delle Ceneri riprende le parole della Genesi in una prospettiva salvifica "come invito alla penitenza, all’umiltà, ad avere presente la propria condizione mortale, ma non per finire nella disperazione, bensì per accogliere, proprio in questa nostra mortalità, l’impensabile vicinanza di Dio, che, oltre la morte, apre il passaggio alla risurrezione, al paradiso finalmente ritrovato".

La possibilità per noi del perdono divino dipende essenzialmente dal fatto che Dio stesso, nella persona del suo Figlio, ha voluto condividere la nostra condizione, ma non la corruzione del peccato. E il Padre lo ha risuscitato con la potenza del suo Santo Spirito e Gesù, il nuovo Adamo, è diventato (...) la primizia della nuova creazione".

  "Quel Dio che scacciò i progenitori dall’Eden - ha concluso il Pontefice - ha mandato il proprio Figlio nella nostra terra devastata dal peccato, (...) affinché noi, figli prodighi, possiamo ritornare, pentiti e redenti dalla sua misericordia, nella nostra vera patria. Così sia, per ciascuno di noi, per tutti i credenti, per ogni uomo che umilmente si riconosce bisognoso di salvezza".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Calcutta in India presentata dall'Arcivescovo Lucas Sirkar S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Thomas D’Souza, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

mercoledì 22 febbraio 2012

QUARESIMA: TEMPO ASSUMERE PROPRIE REPONSABILITA'

 Città del Vaticano, 22 febbraio (VIS). Oggi, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale ad alcune riflessioni sul tempo di Quaresima appena iniziato, un itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo Pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore.

Benedetto XVI ha ricordato ai 7.500 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI che, nei primi secoli di vita della Chiesa, la quaresima era il tempo nel quale i catecumeni iniziavano il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il Battesimo. "Successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale (...). La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo".

"Il tempo che precede la Pasqua - ha proseguito il Pontefice - è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli".

"La Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi 'Quadragesima', tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura (...) Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza di fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. (...) Questo numero" è "un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E’ il tempo delle decisioni mature".

Noè  trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell'arca a causa del diluvio e attende altri quaranta giorni, dopo il diluvio, prima di toccare la terraferma. Mosè rimane sul monte Sinai quaranta giorni e quaranta notti per raccogliere la Legge. Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall'Egitto alla terra promessa e quaranta sono gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici. Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio. Quaranta sono anche gli anni dei regni di Saul, di Davide e di Salomone, i primi re d'Israele. Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni e dopo la risurrezione istruisce i suoi discepoli prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo.

"La liturgia cristiana della Quaresima - ha spiegato il Papa - ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. (...) Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre. Questa dinamica è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente. Ma in questo tempo di 'deserto' (...) Gesù (...) è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso l'amore ed il dono totale sulla Croce".
Benedetto XVI ha notato che la Chiesa è in cammino nel "deserto" del mondo e della storia, che è anche l'aspetto negativo della realtà che ci circonda: "la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora".

Infine il Santo Padre ha invitato i fedeli a ritrovare "nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato".
Conclusa la catechesi Benedetto XVI ha salutato in diverse lingue i fedeli ed esprimendosi in polacco ha sottolineato che "il digiuno e la preghiera, la penitenza e le opere di misericordia" ci preparano "a vivere gioiosamente il mattino di Pasqua".

  Nell'Aula Paolo VI il Santo Padre ha dato il benvenuto ai fedeli dell'Ordinariato Personale di Nostra Signora di Washington, eretto da poco meno di un anno, nel territorio della Inghilterra e Galles, per i gruppi di sacerdoti e fedeli anglicani che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. L'Udienza Generale si è conclusa con la Benedizione Apostolica.

CAMPAGNA FRATERNITA' BRASILE: CURARE ANIMA E CORPO DEL MALATO

Città del Vaticano, 22 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire al Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici del Brasile, un Messaggio in occasione della Campagna di Fraternità che si tiene tutti gli anni nel Paese durante la Quaresima. Il tema 2012, ispirato all'Ecclesiastico,  è: "Che la salute si diffonda su tutta la terra".

Il Papa ricorda che obiettivo della Campagna è quello di suscitare "una maggior spirito fraterno e comunitario nella cura dei malati, e invitare la società a garantire a tutti il diritto di aver accesso agli strumenti necessari per salvaguardare la salute".

Per i cristiani, il tema biblico della campagna ricorda che la salute va oltre il benessere corporale: nell'episodio della cura del paralitico, Gesù, prima di tutto, perdona i suoi peccati, "insegnando che la cura perfetta è il perdono dei peccati e la salute per eccellenza è quella dell'anima, giacché 'Quale vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? In effetti le parole 'salute' e 'salvezza' hanno origine dal medesimo termine latino, 'salus'; nel Vangelo vediamo l'azione del Salvatore dell'umanità associata a numerose  guarigioni" (...).

Benedetto XVI auspica che questa Campagna "susciti nel cuore dei fedeli e delle persone di buona volontà, una solidarietà sempre più profonda nei riguardi dei malati, che spesso soffrono più per la solitudine e l'abbandono che per la malattia; dobbiamo ricordare che Gesù desiderò identificarsi con il malato perché 'ero malato e mi avete visitato' (Mt 25,36). Nel contempo dobbiamo aiutare il malato a scoprire che, se da un lato la malattia è una prova dolorosa, dall'altro può essere, in unione con Cristo crocifisso e risorto, una partecipazione al mistero della sofferenza di Gesù per la salvezza del mondo. ' Offrendo la nostra sofferenza a Dio per mezzo di Cristo, possiamo collaborare alla vittoria del bene sul  male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto d'amore".

Infine il Pontefice ha invocato l'intercessione di Nostra Signora di Aparecida affinché il Signore
conceda a tutti, in particolare ai malati, "il conforto e la fortezza nel compimento dei propri doveri attinenti allo stato individuale, familiare e sociale perché siano fonte di salute e progresso del Brasile, rendendolo fecondo nella santità, prospero nell'economia, giusto nella distribuzione delle ricchezze, retto nel servizio pubblico, equanime nel potere e fraterno nello sviluppo".
Copyright © VIS - Vatican Information Service