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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 18 novembre 2010

CONSIGLIO UNITÀ CRISTIANI: RAVVIVARE INTERESSE ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si è svolta sul tema: “Verso una nuova tappa del dialogo ecumenico”.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato il 50° anniversario, celebrato ieri, dell’istituzione del Dicastero, creato nel 1960, alla vigilia del Concilio Vaticano II, dal Beato Giovanni XXIII, con il nome di Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e denominato, a partire dal 1988, per volontà di Giovanni Paolo II, Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

La decisione di Giovanni XXIII “fu un atto che costituì una pietra miliare per il cammino ecumenico della Chiesa cattolica” – ha affermato il Papa – “Sono cinquant’anni in cui si è acquisita una conoscenza più vera e una stima più grande con le Chiese e le Comunità ecclesiali, superando pregiudizi sedimentati dalla storia; si è cresciuti nel dialogo teologico, ma anche in quello della carità; si sono sviluppate varie forme di collaborazione, tra le quali, oltre a quelle per la difesa della vita, per la salvaguardia del creato e per combattere l’ingiustizia, importante e fruttuosa è stata quella nel campo delle traduzioni ecumeniche della Sacra Scrittura”.

“In questi ultimi anni, poi” – ha proseguito il Pontefice – “il Pontificio Consiglio si è impegnato, tra l’altro, in un ampio progetto, il cosiddetto ‘Harvest Project’, per tracciare un primo bilancio dei traguardi conseguiti nei dialoghi teologici con le principali Comunità ecclesiali dal Vaticano II. Si tratta di un prezioso lavoro che ha messo in evidenza sia le aree di convergenza, sia quelle in cui è necessario continuare ad approfondire la riflessione. Rendendo grazie a Dio per i frutti già raccolti, vi incoraggio a proseguire il vostro impegno nel promuovere una corretta ricezione dei risultati raggiunti e nel far conoscere con esattezza lo stato attuale della ricerca teologica a servizio del cammino verso l’unità”.

“Oggi alcuni pensano che tale cammino, specie in Occidente, abbia perso il suo slancio; si avverte, allora, l’urgenza di ravvivare l’interesse ecumenico e di dare una nuova incisività ai dialoghi. Sfide inedite, poi, si presentano: le nuove interpretazioni antropologiche ed etiche, la formazione ecumenica delle nuove generazioni, l’ulteriore frammentazione dello scenario ecumenico”.

“Con le Chiese Ortodosse e le Antiche Chiese Orientali, con le quali esistono ‘strettissimi legami’, la Chiesa cattolica prosegue con passione il dialogo, cercando di approfondire in modo serio e rigoroso il comune patrimonio teologico, liturgico e spirituale, e di affrontare con serenità e impegno gli elementi che ancora ci dividono. Con gli Ortodossi” – ha detto ancora il Papa – “si è giunti a toccare un punto cruciale di confronto e di riflessione: il ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa. E la questione ecclesiologica è anche al centro del dialogo con le Antiche Chiese Orientali: nonostante molti secoli di incomprensione e di lontananza, si è constatato, con gioia, di avere conservato un prezioso patrimonio comune”.

“Cari amici, pur in presenza di nuove situazioni problematiche o di punti difficili per il dialogo, la meta del cammino ecumenico rimane immutata, come pure l’impegno fermo nel perseguirla. Non si tratta, però” – ha spiegato il Pontefice – “di un impegno secondo categorie, per così dire, politiche, in cui entrano in gioco l’abilità di negoziare o la maggiore capacità di trovare compromessi, per cui ci si potrebbe aspettare, come buoni mediatori, che, dopo un certo tempo, si arrivi ad accordi accettabili da tutti”.

“L’azione ecumenica” – ha sottolineato Benedetto XVI – “ha un duplice movimento. Da una parte la ricerca convinta, appassionata e tenace per trovare tutta l’unità nella verità, per escogitare modelli di unità, per illuminare opposizioni e punti oscuri in ordine al raggiungimento dell’unità. E questo nel necessario dialogo teologico, ma soprattutto nella preghiera e nella penitenza, in quell’ecumenismo spirituale che costituisce il cuore pulsante di tutto il cammino: l’unità dei cristiani è e rimane preghiera, abita nella preghiera. Dall’altra parte, un altro movimento operativo, che sorge dalla ferma consapevolezza che noi non sappiamo l’ora della realizzazione dell’unità tra tutti i discepoli di Cristo e non la possiamo conoscere, perché l’unità non la ‘facciamo noi’, la ‘fa’ Dio: viene dall’alto; (...) è un prendere parte all’unità divina. E questo non deve far diminuire il nostro impegno, anzi, deve renderci sempre più attenti a cogliere i segni e i tempi del Signore, sapendo riconoscere con gratitudine quello che già ci unisce e lavorando perché si consolidi e cresca”.

“Alla fine” – ha concluso Benedetto XVI – “anche nel cammino ecumenico, si tratta di lasciare a Dio quello che è unicamente suo e di esplorare, con serietà, costanza e dedizione, quello che è nostro compito, tenendo conto che al nostro impegno appartengono i binomi di agire e soffrire, di attività e pazienza, di fatica e gioia”.
AC/ VIS 20101118 (800)

MONDO SANITARIO NON PUÒ SOTTRARSI REGOLE MORALI

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio all’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ed ai partecipanti alla XXV Conferenza Internazionale del Dicastero in corso, in questi giorni, sul tema: “’Caritas in veritate’. Per una cura della salute equa ed umana”.

“È necessario” – sottolinea il Papa – “operare con maggiore impegno a tutti i livelli affinché il diritto alla salute sia reso effettivo, favorendo l’accesso alle cure sanitarie primarie. Nella nostra epoca si assiste da una parte ad un’attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo, e dall’altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi”.

“Anche nel campo della salute (...) è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano”.

“Si promuove la giustizia quando si accoglie la vita dell’altro e ci si assume la responsabilità per lui, rispondendo alle sue attese, perché in lui si coglie il volto stesso del Figlio di Dio, che per noi si è fatto uomo. L’immagine divina impressa nel nostro fratello fonda l’altissima dignità di ogni persona e suscita in ciascuno l’esigenza del rispetto, della cura e del servizio”.

“La giustizia sanitaria” – scrive ancora il Pontefice – “deve essere fra le priorità nell’agenda dei Governi e delle Istituzioni internazionali. Purtroppo, accanto a risultati positivi e incoraggianti, vi sono opinioni e linee di pensiero che la feriscono: mi riferisco a questioni come quelle connesse con la cosiddetta ‘salute riproduttiva’, con il ricorso a tecniche artificiali di procreazione comportanti distruzione di embrioni, o con l’eutanasia legalizzata. L’amore alla giustizia, la tutela della vita dal suo concepimento al termine naturale, il rispetto della dignità di ogni essere umano, vanno sostenuti e testimoniati, anche controcorrente: i valori etici fondamentali sono patrimonio comune della moralità universale e base della convivenza democratica”.

“Solo se si guarda al mondo con lo sguardo del Creatore, che è sguardo d’amore” – conclude il Papa – “l’umanità imparerà a stare sulla terra nella pace e nella giustizia, destinando con equità la terra e le sue risorse al bene di ogni uomo e di ogni donna. Per questo, “auspico […] l’adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani”.
MESS/ VIS 20101118 (450)

DIRETTORE SALA STAMPA ORDINAZIONE EPISCOPALE REPUBBLICA POPOLARE CINESE

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo la risposta del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., relativa ad un’ordinazione episcopale nella Repubblica Popolare Cinese.

Domanda: “Qual è la posizione della Santa Sede riguardo alle notizie secondo le quali alcuni vescovi nella Cina continentale sarebbero costretti a partecipare ad una ordinazione episcopale in Chengde, Hebei? Il candidato è stato approvato dal Papa?”

Risposta: “La Santa Sede è preoccupata dalle notizie provenienti dalla Cina Continentale secondo le quali alcuni vescovi in comunione con il Papa sono costretti da ufficiali governativi a intervenire ad una ordinazione episcopale illecita in Chengde, nel nord est di Hebei, programmata verso il 20 novembre”.

“Se tali notizie sono vere, la Santa Sede considererebbe tali azioni come gravi violazioni della libertà di religione e della libertà di coscienza”.

“La Santa Sede considererebbe tale ordinazione illecita e pregiudizievole dei rapporti costruttivi che si sono sviluppati negli ultimi tempi fra la Repubblica Popolare Cinese e la Santa Sede”.

“Inoltre, la Santa Sede conferma che Padre Joseph Guo Jincai non ha ricevuto l’approvazione del Santo Padre ad essere ordinato Vescovo della Chiesa Cattolica. La Santa Sede, che desidera sviluppare rapporti positivi con la Cina, si è messa in contatto con le Autorità cinesi riguardo a tutta la questione e ha chiarificato la sua posizione”.
OP/ VIS 20101118 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Grazia Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Primate della Comunione Anglicana.

- Sua Eminenza Ioannis (Zizioulas), Metropolita di Pergamo.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Oeste), in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo João Braz de Aviz, di Brasilia, con l’Ausiliare emerito Vescovo João Evangelista Martins Terra, S.I.

- Il Vescovo Paulo Roberto Beloto, di Formosa.

- Il Vescovo Afonso Fioreze, C.P., di Luziânia.

- Il Vescovo Messias dos Reis Silveira, di Uruaçu.

- Il Vescovo Philip Dickmans, di Miracema do Tocantins.

- Il Vescovo Romualdo Matias Kujawski, di Porto Nacional.

- Il Vescovo Giovane Pereira de Melo, di Tocantinópolis.
- Il Vescovo Rodolfo Luís Weber, Prelato di Cristalândia, con il Prelato emerito Vescovo Heriberto Hermes, O.S.B.
AP:AL/ VIS 20101118 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, Membro della Congregazione per i Vescovi.
NA/ VIS 20101118 (40)

mercoledì 17 novembre 2010

SANTA GIULIANA DE CORNILLON ED ISTITUZIONE “CORPUS DOMINI”

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, a Santa Giuliana de Cornillon che contribuì all’istituzione della Solennità del “Corpus Domini”.

Nata nei pressi di Liegi (Belgio) alla fine del XII secolo, rimasta orfana a cinque anni, “Giuliana con la sorella Agnese fu affidata” – ha detto il Papa – “alle cure delle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon”. Qui ricevette l’abito religioso, divenne monaca agostiniana e dopo circa vent’anni Priora.

“Acquisì una notevole cultura (...); aveva un senso profondo della presenza di Cristo, che sperimentava vivendo in modo particolarmente intenso il Sacramento dell’Eucaristia”.

“A sedici anni ebbe una prima visione” - ha spiegato il Pontefice - “Il Signore le fece comprendere” la necessità di istituire la festa liturgica del “Corpus Domini”, “una festa nella quale i credenti avrebbero potuto adorare l’Eucaristia per aumentare la loro fede, avanzare nella pratica delle virtù e riparare le offese al Santissimo Sacramento”.

Giuliana “si confidò con altre due ferventi adoratrici dell’Eucaristia, la beata Eva, che conduceva vita eremitica, e Isabella, che l’aveva raggiunta nel monastero di Mont-Cornillon. Le tre donne stabilirono una specie di ‘alleanza spirituale’, con il proposito di glorificare il Santissimo Sacramento”.

“Fu proprio il Vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte” – ha ricordato il Pontefice – “che, dopo iniziali esitazioni, accolse la proposta di Giuliana e delle sue compagne, e istituì, per la prima volta, la solennità del ‘Corpus Domini’ nella sua Diocesi. Più tardi, altri Vescovi lo imitarono, stabilendo la medesima festa nei territori affidati alle loro cure pastorali”.

“Giuliana” – ha detto ancora il Pontefice – “dovette subire la dura opposizione di alcuni membri del clero e dello stesso superiore da cui dipendeva il suo monastero. Allora, di sua volontà, Giuliana lasciò il convento di Mont-Cornillon con alcune compagne, e per dieci anni, dal 1248 al 1258, fu ospite di vari monasteri di suore cistercensi (...) ma continuava a diffondere con zelo il culto eucaristico. Si spense nel 1258 a Fosses-La-Ville, in Belgio”.

Papa “Urbano IV, nel 1264” – ha ricordato il Pontefice – “volle istituire la solennità del ‘Corpus Domini’ come festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedì successivo alla Pentecoste. (...) Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennità del ‘Corpus Domini’ a Orvieto, città in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Città si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena”.

“Urbano IV chiese a uno dei più grandi teologi della storia, san Tommaso d’Aquino – che in quel tempo accompagnava il Papa e si trovava a Orvieto –, di comporre i testi dell’ufficio liturgico di questa grande festa. (...) Sono testi” – ha detto il Papa – “che fanno vibrare le corde del cuore per esprimere lode e gratitudine al Santissimo Sacramento”.

“Anche se dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa del ‘Corpus Domini’ venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell’Ungheria e dell’Italia settentrionale, fu ancora un Pontefice, Giovanni XXII, che nel 1317 la ripristinò per tutta la Chiesa”.

“Vorrei affermare con gioia che oggi nella Chiesa c’è una ‘primavera eucaristica’: quante persone sostano silenziose dinanzi al Tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d’amore con Gesù! È consolante sapere che non pochi gruppi di giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti alla Santissima Eucaristia. Prego perché questa ‘primavera’ eucaristica si diffonda sempre più in tutte le parrocchie, in particolare in Belgio, la patria di santa Giuliana”.

“Ricordando santa Giuliana di Cornillon rinnoviamo anche noi” – ha invitato Benedetto XVI – “la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. (...) Carissimi amici, la fedeltà all’incontro con il Cristo Eucaristico nella Santa Messa domenicale è essenziale per il cammino di fede, ma cerchiamo anche di andare frequentemente a visitare il Signore presente nel Tabernacolo! (...) Proprio attraverso il nostro guardare in adorazione, il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci come trasforma il pane e il vino”.
AG/ VIS 20101117 (680)

APPELLO AFFINCHÉ SIA RESTITUITA LA LIBERTÀ AD ASIA BIBI

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre, al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, nel ricordare la situazione dei cristiani in Pakistan, ha pronunciato le seguenti parole:

“In questi giorni la comunità internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Signora Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al più presto, le sia restituita la piena liberta. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati”.

Asia Bibi è una lavoratrice agricola cristiana di nazionalità pakistana alla quale i lavoratori agricoli dopo una giornata di lavoro nei campi hanno chiesto di andare a procurarsi l’acqua, ma un gruppo di donne musulmane si è opposto, sostenendo che come cristiana impura, non doveva toccare il recipiente. Ne è nata una discussione e alcuni giorni dopo, le donne di fede islamica hanno raccontato l’accaduto ad un Imam locale sostenendo che Asia Bibi aveva usato parole offensive contro Maometto. L’Imam ha sollecitato l’intervento della polizia e l’apertura di una inchiesta. Pochi giorni dopo Asia Bibi è stata arrestata nel villaggio di Ittanwalai ed accusata di violare la legge 295 del Codice Penale che prevede la pena di morte per blasfemia (n.d.r.).
AG/ VIS 20101117 (230)

PAPA RICORDA TERREMOTO CHE 30 ANNI FA DEVASTÒ BASILICATA

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Al termine della catechesi, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli provenienti dalla Basilicata, accompagnati dai loro Vescovi, dai sacerdoti e dalle Autorità civili della Regione, giunti a Roma per commemorare il trentesimo anniversario del terremoto che colpì la Regione.

“In quel drammatico evento, le cui ferite sono ancora profonde e vive nella mente e nel cuore di queste care popolazioni, da tante parti d’Italia sono giunti aiuti generosi. A livello locale, ciascuno si è impegnato, per parte sua, in quegli interventi necessari; vorrei sottolineare in particolare l’opera della Chiesa, che ha saputo offrire, oltre al soccorso materiale, la luce della speranza del Cristo Risorto, in un momento di sconforto e di buio. Auspico che l’odierno incontro, anche nel ricordo della visita paterna compiuta in quei giorni dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, ravvivi nel popolo cristiano il dono della fede e la gioia di condividerla nella grande famiglia della Chiesa”.
AG/ VIS 20101117 (180)

MESSA IN SUFFRAGIO VITTIME ATTENTATO CATTEDRALE DI BAGHDAD

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Giovedì 25 novembre, alle ore 17:00, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, su iniziativa della Procura della Chiesa Siro-Cattolica di Roma, sarà celebrata dal Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, una Santa Messa in suffragio dei sacerdoti e dei fedeli vittime della strage avvenuta il 31 ottobre scorso, nella Cattedrale di Baghdad.

L’invito alla Celebrazione è esteso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
OP/ VIS 20101117 (90)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Petros Hanna Issa Al-Harboli, di Zaku dei Caldei (Iraq), il 3 novembre, all’età di 64 anni.

- Il Vescovo Nikol Joseph Cauchi, emerito di Gozo (Malta), il 15 novembre, all’età di 81 anni.

- Il Vescovo John Jerome Cunneen, emerito di Christchurch (Nuova Zelanda), il 9 novembre, all’età di 78 anni.

- Il Vescovo Romualdas Kriksciunas, già Amministratore Apostolico della Diocesi di Panevezys (Lituania), il 2 novembre, all’età di 80 anni.

- Il Vescovo Mateus Feliciano Tomás, di Namibe (Angola), il 30 ottobre, all’età di 52 anni.
.../ VIS 20101117 (120)

martedì 16 novembre 2010

CONCLUSIONI INCONTRO DIALOGO INTERRELIGIOSO TEHERAN

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). Il Centro per il Dialogo Interreligioso dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche di Teheran (Iran) e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Vaticano), hanno organizzato il loro settimo Colloquio, a Teheran, dal 9 all’11 novembre, sotto la presidenza congiunta dal Dottor Mohammad Baqer Khorramshad, Presidente dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche e del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno concordato quanto segue:

1. Credenti e comunità religiose, sulla base della loro fede in Dio, hanno un ruolo specifico da svolgere nella società, su un piano di parità con gli altri cittadini;

2. La religione ha un’intrinseca dimensione sociale che lo Stato ha l’obbligo di rispettare; perciò, anche nell’interesse della società, la religione non può essere confinata nella sfera privata;

3. I credenti sono chiamati a cooperare alla ricerca del bene comune, sulla base di una solida relazione tra fede e ragione;

4. È necessario che cristiani e musulmani, come pure tutti i credenti e le persone di buona volontà, cooperino nel rispondere alle sfide odierne promuovendo i valori morali, la giustizia, la pace, e difendendo la famiglia, l’ambiente e le risorse naturali;

5. La fede, per la sua stessa natura, esige la libertà. Perciò la libertà religiosa, come diritto intrinseco alla dignità umana, deve essere sempre rispettata dagli individui, dagli agenti sociali e dallo Stato. Nell’applicazione di questo principio fondamentale dovrà essere preso in considerazione lo sfondo storico-culturale di ogni società che non sia in contraddizione con la dignità umana;

6. L’educazione delle giovani generazioni si deve basare sulla ricerca della verità, sui valori spirituali e sulla promozione della conoscenza”.
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di continuare sulla via di un dialogo genuino e fruttuoso. Il prossimo Colloquio avrà luogo a Roma nel 2012.
OP/ VIS 20101116 (320)

NUOVA REGIA MOBILE AD ALTA DEFINIZIONE DEL CTV

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). "Nuove tecnologie al servizio delle comunicazioni della Santa Sede" è stato il tema della Conferenza Stampa di presentazione della nuova Regia mobile del Centro Televisivo Vaticano per riprese televisive in Alta Definizione che da ora in poi sarà impiegato dal Centro Televisivo Vaticano.

Alla Conferenza Stampa, che ha avuto luogo nella Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti: l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e del Consiglio di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano; Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore Generale del Centro Televisivo Vaticano; il Professor Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo; il Dr. Gildas Pelliet, President and Managing Director, Sony Italia.

L’Arcivescovo Celli ha affermato che: “L’inaugurazione di questo nuovo Van per la regia mobile anticipa di poco quanto il Pontificio Consiglio della Comunicazioni Sociali sta per mettere in rete con il sito ‘Pope 2 you’, (cinque milioni di accessi) completamente rinnovato. È il Sito che il Pontificio Consiglio ha realizzato, da qualche tempo, per accompagnare le centinaia di migliaia di giovani di ogni Continente che desiderano seguire da vicino il Papa, ascoltare la sua parola, entrare, in certo senso, in dialogo con lui. Un sito che ha raggiunto i cinque milioni di accessi”

“Il Secondo progetto” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “a cui abbiamo cominciato a lavorare, è la creazione di un nuovo portale che vedrà confluire, in maniera anche multimediale, le varie fonti di notizie vaticane”.

Nel suo intervento Padre Lombardi ha spiegato che la nuova regia mobile “rappresenta certamente il maggior investimento compiuto dal CTV negli ultimi anni, e forse nella sua intera storia che conta poco più di 25 anni, essendo iniziata nel 1983 per volere di Giovanni Paolo II. È quindi una buona occasione per richiamare quali sono le finalità, le funzioni e i criteri di orientamento dell’attività di questa istituzione di comunicazioni sociali della Santa Sede”.

“Compito del Centro Televisivo Vaticano” – ha proseguito Padre Lombardi – “come dice il suo Statuto – è di assicurare la ripresa e la registrazione televisiva delle attività del Santo Padre e degli altri avvenimenti principali che hanno luogo nel Vaticano (...) e costituire l’archivio di tutte queste immagini, sia a scopo di documentazione, sia a scopo di produzione di servizi informativi, documentari ecc. Tutto ciò naturalmente per servire la missione della Chiesa, facendo conoscere l’attività e l’insegnamento del Santo Padre”.

“Farlo bene richiede capacità operativa e qualità di offerta, adeguate agli sviluppi delle comunicazioni televisive e in generale dell’uso odierno del video, ad esempio nella Rete. Se non mantenessimo un livello adeguato di capacità e qualità di offerta ostacoleremmo di fatto la diffusione delle immagini e quindi del messaggio del Papa”.

“Negli anni recenti il CTV ha allargato molto l’uso della diretta, che permette tempestività di informazione e vastità di diffusione”. Oggi sommando le dirette dalle grandi celebrazioni in Piazza San Pietro, gli Angelus, le Udienze generali e speciali, i Concerti in Aula Paolo VI o nelle Basiliche, “arriviamo a una media di 200 dirette e oltre l’anno”.

Occorre aggiungere che la maggior parte dei documentari di qualità si realizzano in alta definizione e i canali che trasmettono in alta definizione sono sempre più numerosi per cui per il CTV l’adozione di questo sistema “era una scelta obbligata. (...) Non potevamo non farla. Se no l’immagine del Papa nei prossimi anni sarebbe gradualmente uscita dal mondo televisivo”.

La spesa è stata coperta con tre contributi: la Sony, che ha fatto condizioni di favore. La Fondazione Cavalieri di Colombo che ha offerto un contributo considerevole. “Il CTV stesso si era preparato a questa impresa da diversi anni accumulando gradualmente i frutti dei risultati positivi dei bilanci annuali”, ha concluso Padre Lombardi.

Il Professor Carl Anderson ha spiegato che la nuova unità di regia mobile ad alta definizione “rappresenta il più recente sviluppo nella lunga storia della Chiesa Cattolica nella comunicazione di massa” e i Cavalieri di Colombo “sono lieti di poter sostenere il grande lavoro di comunicazione del Vaticano”, con la speranza “di raggiungere dal Vaticano gli angoli più lontani di questa città, dell’Italia e del mondo”.

Gildas Pelliet ha precisato che “il mezzo mobile è un truck di 13,9 metri di lunghezza, (...) suddiviso in 4 aree operative, ovvero zona audio, sala apparati, regia primaria e regia secondaria VTR e controllo camere. Le 16 videocamere impiegate hanno connessione in fibra ottica in alta definizione”.
OP/ VIS 20101116 (740)

CONCISTORO E VISITE DI CORTESIA AI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che sabato 20 novembre, alle 10:30, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI terrà un Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di ventiquattro nuovi Cardinali.

Domenica 21 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, alle ore 9:30 nella Basilica di San Pietro, il Papa presiederà la concelebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali ai quali consegnerà l’Anello cardinalizio.

Ė stato inoltre reso noto il programma delle visite di cortesia ai nuovi Cardinali che avranno luogo sabato 20 novembre, dalle 16:30 alle 18:30, nei luoghi di seguito indicati:

AULA PAOLO VI

Atrio: Cardinale José Manuel Estepa Llaurens; Cardinale Kazimierz Nycz; Cardinale Raúl Eduardo Vela Chiriboga; Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya; Cardinale Antonios Naguib; Cardinale Raymundo Damasceno Assis.

Aula: Cardinale Paolo Romeo; Cardinale Domenica Bartolucci; Cardinale Elio Sgreccia: Cardinale Donald William Wuerl; Cardinale Reinhard Marx; Cardinale Medrado Joseph Mazombwe; Cardinale Albert Malcom Ranjith Patabendige Don.


PALAZZO DELLA CANONICA – FABBRICA DI SAN PIETRO

Cardinale Walter Brandmüller.

PALAZZO APOSTOLICO

Sala Regia: Cardinale Gianfranco Ravasi; Cardinale Angelo Amato.

Aula delle Benedizioni: Cardinale Robert Sarah; Cardinale Francesco Monterisi; Cardinale Fortunato Balzelli; Cardinale Kurt Koch; Cardinale Velasio de Polis; Cardinale Paolo Sardi.


Sala Ducale: Cardinale Mauro Piacenza; Cardinale Raymond Leo Burke
OCL/ VIS 101116 (230)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Sosthène Ayikuli Udjuwa, Vescovo di Mahagi-Nioka (superficie: 18.490; popolazione: 1.705.486; cattolici: 975.688; sacerdoti: 86; religiosi: 114), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, nato nel 1963 a Faradje (Repubblica Democratica del Congo), ordinato sacerdote nel 1993, è stato finora Amministratore diocesano della medesima sede.
NER/ VIS 20101116 (70)

lunedì 15 novembre 2010

CURA SALUTE EQUA ED UMANA ALLA LUCE “CARITAS IN VERITATE”

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXV Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, in programma il 18 e 19 novembre, sul tema: “Per una cura della Salute equa ed umana alla luce dell’Enciclica ‘Caritas in Veritate’”.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari; il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; Padre Maurizio Faggioni, O.F.M., Professore di Bioetica all’Accademia Alfonsiana di Roma; il Dottor Mario Benotti, Direttore Generale di Rai International, Roma; ed il Professor Domenico Arduini, Professore di Ginecologia e Ostetricia e Direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma.

Con la Conferenza, ha detto l’Arcivescovo Zimowski “si vuole affrontare la questione attuale della parità di accesso ai servizi sanitari di base, non solo in generale, ma che siano in sintonia con la dignità dell’uomo e la sua vocazione. (...) Questo anno la Conferenza cade nel 25° anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: una tale occasione rappresenta, tra l’altro, un momento di valutazione e pianificazione per il futuro”.

“Guidata dalla ‘Caritas in veritate’, la Conferenza esaminerà, tra l’altro, le prospettive basilari per una promozione equa e più umana della salute, la missione della Chiesa a favore dei malati, la promozione dell’assistenza sanitaria antropocentrica e il ruolo della società civile, della Chiesa e delle altre istituzioni ed organismi privati nella promozione della giustizia, dell’equità e della solidarietà in ambito sanitario”.
OP/ VIS 20101115 (270)

SPORT: SCUOLA DI VALORI UMANI E CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto una rappresentanza di Maestri di Sci Italiani, accompagnati dal Ministro degli Affari Esteri, Onorevole Franco Frattini, che ha ringraziato per essersi adoperato affinché numerosi cattolici, feriti di recente a Baghdad, fossero accolti prontamente in Italia.

“Praticato con passione e senso etico, lo sport” – ha detto il Santo Padre – “oltre che esercitare ad un sano agonismo, diventa scuola per apprendere e approfondire valori umani e cristiani. (...) Mediante l’attività sportiva, la persona comprende meglio che il suo corpo non può essere considerato un oggetto, ma che. Attraverso la corporeità, esprime se stessa ed entra in relazione con gli altri. In tal modo, l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale porta a non idolatrare il corpo, ma a rispettarlo, a non farne uno strumento da potenziare a tutti i costi, utilizzando magari anche mezzi non leciti”.

“L’altro aspetto a cui vorrei accennare è suggerito dal fatto che lo sci si pratica immersi nell’ambiente montano (...). Contemplando la creazione l’uomo riconosce la grandezza di Dio, sorgente ultima del proprio essere e dell’universo. Non va dimenticato che il rapporto con il creato costituisce un elemento importante per lo sviluppo dell’identità umana e neppure il peccato dell’uomo ha eliminato il suo compito di essere custode del mondo. Anche l’attività sportiva può essere concepita e vissuta come parte di questa responsabilità. I progressi nell’ambito scientifico e tecnologico danno all’uomo la possibilità di intervenire e manipolare la natura, ma il rischio, sempre in agguato, è quello di volersi sostituire al Creatore e di ridurre il creato quasi a un prodotto da usare e consumare”.

“Qual è invece l’atteggiamento giusto da assumere? Sicuramente è quello di un profondo sentimento di gratitudine e riconoscenza, ma anche di responsabilità nel conservare e coltivare l’opera di Dio. L’Attività sportiva aiuta a perseguire tali obiettivi incidendo sullo stesso stile di vita, che viene orientato all’insegna dell’equilibrio, dall’autodisciplina e del rispetto. In particolare per voi, poi, il contatto con la natura è motivo per coltivare un profondo amore verso la creazione di Dio”.

Benedetto XVI ha sottolineato che il ruolo dei maestri di sci “appare rilevante sia per una sana formazione sportiva, sia per un’educazione al rispetto dell’ambiente. Si tratta perciò di un compito da attuare in modo non isolato, ma d’intesa con le famiglie, specialmente quando i vostri allievi sono minori, e in collaborazione con la scuola e le altre realtà educative. Importante è anche la vostra testimonianza di fedeli laici che, pur non contesto dell’attività sportiva, sanno dare la giusta centralità ai momenti fondamentali per la vita di fede, specialmente alla santificazione della domenica come giorno del Signore”.
AC/ VIS 20101115 (450)

COMUNICARE MESSAGGIO EVANGELICO CHIAREZZA E CORAGGIO

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura che hanno approfondito il tema: “Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi”.

“Ho apprezzato” – ha detto il Papa – “l’originale scelta di inaugurare la Plenaria nella Sala della Protomoteca al Campidoglio, cuore civile e istituzionale di Roma, con una tavola-rotonda sul tema: ‘Nella Città in ascolto dei linguaggi dell’anima’. In tale modo, il Dicastero ha inteso esprimere uno dei suoi compiti essenziali: mettersi in ascolto degli uomini e delle donne del nostro tempo, per promuovere nuove occasioni di annuncio del Vangelo”.

“In questo contesto, i Pastori e i fedeli avvertono con preoccupazione alcune difficoltà nella comunicazione del messaggio evangelico e nella trasmissione della fede, all’interno della stessa comunità ecclesiale. I problemi sembrano talora aumentare quando la Chiesa si rivolge agli uomini e alle donne lontani o indifferenti ad una esperienza di fede, ai quali il messaggio evangelico giunge in maniera poco efficace e coinvolgente. In un mondo che fa della comunicazione la strategia vincente, la Chiesa (...) non rimane indifferente ed estranea; cerca, al contrario, di avvalersi con rinnovato impegno creativo, ma anche con senso critico e attento discernimento, dei nuovi linguaggi e delle nuove modalità comunicative”.

“L’incapacità del linguaggio di comunicare il senso profondo e la bellezza dell’esperienza di fede può contribuire all’indifferenza di tanti, soprattutto giovani; può diventare motivo di allontanamento (...). La Chiesa vuole dialogare con tutti, nella ricerca della verità; ma perché il dialogo e la comunicazione siano efficaci e fecondi è necessario sintonizzarsi su una medesima frequenza, in ambiti di incontro amichevole e sincero, in quell’ideale ‘Cortile dei Gentili’ che ho proposto parlando alla Curia Romana un anno fa e che il Dicastero sta realizzando in diversi luoghi emblematici della cultura europea”.

“Oggi non pochi giovani” – ha detto ancora il Papa – “storditi dalle infinite possibilità offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanità, ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento. Dinanzi a tali fenomeni, ho parlato più volte di emergenza educativa, una sfida a cui si può e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacità di valutazione e di discernimento”.

Riferendosi successivamente al “ricco e denso simbolismo della liturgia” che “deve splendere in tutta la sua forza come elemento comunicativo, fino a toccare profondamente la coscienza umana, il cuore e l’intelletto”, il Papa ha ricordato che: “La tradizione cristiana, poi, ha sempre strettamente collegato alla liturgia il linguaggio dell’arte, la cui bellezza ha una sua particolare forza comunicativa. Lo abbiamo sperimentato anche domenica scorsa, a Barcellona, nella Basilica della ‘Sagrada Familia’, opera di Antoni Gaudí, che ha coniugato genialmente il senso del sacro e della liturgia con forme artistiche tanto moderne quanto in sintonia con le migliori tradizioni architettoniche. Tuttavia” – ha affermato il Pontefice – “più incisiva ancora dell’arte e dell’immagine nella comunicazione del messaggio evangelico è la bellezza della vita cristiana”.

“Abbiamo bisogno di uomini e donne che parlino con la loro vita” – ha concluso il Papa – “che sappiano comunicare il Vangelo, con chiarezza e coraggio, con la trasparenza delle azioni, con la passione gioiosa della carità”.
AC/ VIS 20101115 (530)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Paul Yembuado Ouédraogo, Arcivescovo Metropolita di Bobo-Dioulasso (superficie: 24.415; popolazione: 1.167.715; cattolici: 130.193; sacerdoti: 83; religiosi: 263), Burkina Faso. L’Arcivescovo eletto è nato a Treichville (Costa d’Avorio), nel 1948, è stato ordinato sacerdote nel 1974 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997. Finora Vescovo di Fada N’Gourma (Burkina Faso), succede all’Arcivescovo Anselme Titianma Sanon, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Luis Antonio Nova Rocha, Vescovo di Facatativá (superficie: 2.311; popolazione: 494.000; cattolici: 488.000; sacerdoti: 93; religiosi: 254; diaconi permanenti: 3), Colombia. Finora Ausiliare dell’Arcidiocesi di Barranquilla (Colombia), succede al Vescovo Luis Gabriel Romero Franco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Jairo Jaramillo Monsalve, Arcivescovo Metropolita di Barranquilla (superficie: 3.319; popolazione: 2.670.000; cattolici: 2.165.000; sacerdoti: 159; religiosi: 386), Colombia. L’Arcivescovo eletto è nato a Rionegro (Colombia), nel 1940, è stato ordinato sacerdote nel 1966 e nel 1988 ha ricevuto la consacrazione episcopale. È stato finora Vescovo di Santa Rosa de Osos (Colombia).

- Ha nominato l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Nepal, attualmente Nunzio Apostolico in India.

- Ha nominato il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Membro della Congregazione delle Cause dei Santi.
NER:RE:NN:NA/ VIS 20101115 (240)

ANGELUS: IL PAPA SOTTOLINEA IMPORTANZA LAVORO AGRICOLO

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2010 (VIS). Nelle riflessioni che precedono l’Angelus domenicale, il Santo Padre ha sottolineato l’importanza del lavoro, soprattutto del lavoro agricolo per la vita dell’umanità.

Alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato: “Nella seconda Lettura della Liturgia odierna, l’apostolo Paolo sottolinea l’importanza del lavoro per la vita dell’uomo. Tale aspetto è anche richiamato dalla ‘Giornata del Ringraziamento’, che si celebra tradizionalmente in Italia in questa seconda domenica di novembre come azione di grazie a Dio al termine della stagione dei raccolti. Anche se in altre aree geografiche i tempi delle coltivazioni sono naturalmente diversi, vorrei oggi prendere lo spunto dalle parole di san Paolo per qualche riflessione, in particolare sul lavoro agricolo”.

“La crisi economica in atto, di cui si è trattato anche in questi giorni nella riunione del cosiddetto G20, va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. È un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l’emergenza ecologica e, ormai anch’esso generale, il problema della disoccupazione. In questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell’agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro”.

“Nell’attuale situazione economica” – ha spiegato il Papa – “la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra, affidata da Dio Creatore all’uomo – come dice la Genesi – affinché la coltivi e la custodisca”.

“Inoltre, malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile, che risultano anche dannosi per l’ambiente e per i poveri. Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l’aria, l’acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali”.

“È fondamentale per questo coltivare e diffondere una chiara consapevolezza etica, all’altezza delle sfide più complesse del tempo presente; educarsi tutti ad un consumo più saggio e responsabile; promuovere la responsabilità personale insieme con la dimensione sociale delle attività rurali, fondate su valori perenni, quali l’accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro”.

“Non pochi giovani hanno già scelto questa strada” – ha concluso il Papa – “anche diversi laureati tornano a dedicarsi all’impresa agricola, sentendo di rispondere così non solo ad un bisogno personale e familiare, ma anche ad un segno dei tempi, ad una sensibilità concreta per il bene comune”.
ANG/ VIS 20101115 (520)

AIUTI POPOLAZIONE HAITI, VEGLIA PREGHIERA VITA NASCENTE

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2010 (VIS). Dopo l’Angelus, il Papa ha rinnovato la sua “vicinanza alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera” ed ha detto: “Incoraggio tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni”.

“Sabato 27 novembre prossimo” – ha ricordato il Pontefice – “nella Basilica di San Pietro, presiederò i Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento e una veglia di preghiera per la vita nascente. L’iniziativa è in comune con le Chiese particolari di tutto il mondo e ne ho raccomandato lo svolgimento anche in parrocchie, comunità religiose, associazioni e movimenti. Il tempo di preparazione al Santo Natale è un momento propizio per invocare la protezione divina su ogni essere umano chiamato all’esistenza, anche come ringraziamento a Dio per il dono della vita ricevuto dai nostri genitori”.
ANG/ VIS 20101115 (180)

BRASILE: FUNZIONE DELLE CONFERENZE EPISCOPALI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Oeste), al termine della quinquennale Visita “ad Limina Apostolorum”. Con l’odierna Visita si conclude la serie di incontri con i Vescovi brasiliani che ha avuto inizio oltre un anno fa.

Nel ricordare la coincidenza fra la data del discorso al primo gruppo di Vescovi (la Festa Nazionale dell’Indipendenza) e la data dell’ultimo (la proclamazione della Repubblica del Brasile), il Papa ha affermato di voler, alla luce di queste date, “sottolineare l’importanza dell’azione evangelizzatrice della Chiesa nell’edificazione dell’identità brasiliana”.

Da quasi 60 anni, la Conferenza Episcopale del Brasile “è un punto di riferimento della società brasiliana, che si propone soprattutto come un luogo dove vivere la carità” – ha affermato il Santo Padre – (...) La vostra, come tutte le Conferenze Episcopali è sorta come una concreta applicazione dell’affetto collegiale dei Vescovi in comunione gerarchica con il Successore di Pietro, per essere strumento di comunione affettiva ed effettiva fra tutti i membri, e di collaborazione efficace con il Pastore di ogni Chiesa particolare, nella triplice funzione di insegnamento, santificazione e governo delle pecore del suo gregge”.

La Conferenza Episcopale, ha proseguito il Pontefice “si presenta come una delle forme, che sotto la guida dello Spirito Santo, permette l’esercizio congiunto e armonioso di alcune funzioni pastorali per il bene dei fedeli e di tutti i cittadini di un determinato territorio. Di fatto una collaborazione sempre più stretta e conforme con i propri fratelli nel ministero aiuta i Vescovi ad adempiere meglio il loro mandato senza abdicare alla propria responsabilità di pascolare come primo pastore (...) la propria Chiesa particolare”.

Questa istituzione “promuove l’unità dell’impegno e delle intenzioni dei Vescovi, convertendosi in strumento per condividere la loro fatiche, ma deve evitare di costituirsi come una realtà parallela o sostituirsi al ministero di ogni Vescovo, non deve cambiare il proprio rapporto con la Chiesa particolare e con il Collegio dei Vescovi, né farsi intermediaria fra il Vescovo e la Sede di Pietro”.

“Quando vi riunite nelle vostre assemblee, nell’esercizio fedele della funzione dottrinale che vi corrisponde” – ha sottolineato Benedetto XVI – “dovete studiare soprattutto i mezzi più efficaci per offrire opportunamente il magistero universale alle persone che vi sono state affidate (...) affrontando anche le questioni emergenti, per orientare le coscienze affinché trovino una soluzione adeguata ai nuovi problemi emergenti dalle trasformazioni sociali e culturali”.

In particolare alcuni problemi di oggi “raccomandano un’azione congiunta dei Vescovi: la promozione e protezione della fede e della morale, la traduzione dei libri liturgici, la promozione e formazione delle vocazioni di speciale consacrazione, gli aiuti alla catechesi, l’impegno ecumenico, i rapporti con le autorità civili, la difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, la santità della famiglia e del matrimonio fra uomo e donna, il diritto dei genitori a educare i propri figli, la libertà religiosa, i diritti umani, la pace e la giustizia sociale”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso segnalando che “i consiglieri e le strutture della Conferenza Episcopale esistono per servire i Vescovi, e non per sostituirli. In definitiva, occorre che la Conferenza Episcopale con i suoi organismi, funzioni come organo propulsore della sollecitudine pastorale dei Vescovi la cui principale preoccupazione deve essere la salvezza delle anime, che è anche la missione fondamentale della Chiesa”.
AL/ VIS 20101115 (570)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Sabato 13 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Oeste), in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Washington Cruz, C.P., di Goiânia, con l’Ausiliare Vescovo Waldemar Passini Dalbello.

- Il Vescovo João Wilk, O.F.M.Conv., di Anápolis.

- Il Vescovo Eugène Lambert Adrian Rixen, di Goiás.

- Il Vescovo Guilherme Antônio Werlang, M.S.F., di Ipameri.

- Il Vescovo José Luiz Majella Delgado, C.SS.R., di Jataí, con l’emerito Vescovo Aloísio Hilário de Pinho, F.D.P.

- Il Vescovo Adair José Guimarães, di Rubiataba-Mozarlândia.

- L’Arcivescovo Osvino José Both, Ordinario Militare.
- Il Vescovo Carmelo Scampa, di São Luis de Montes Belos.

- Il Signor Francisco Argüello, Fondatore del Cammino Neocatecumenale.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/ VIS 20101115 (180)

venerdì 12 novembre 2010

RIUNIONE CON I CAPI DICASTERO DELLA CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2010 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha presieduto una riunione con i Capi Dicastero della Curia Romana.
.../ VIS 20101112 (50)

COMUNICATO INIZIO VISITA APOSTOLICA IN IRLANDA

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il Comunicato che segue:

“Il 19 marzo 2010, facendo seguito ad un incontro con i Vescovi d’Irlanda, Sua Santità Papa Benedetto XVI inviò una Lettera Pastorale ai Cattolici di Irlanda. La lettera esprimeva profondo dolore e rammarico a motivo degli abusi commessi da sacerdoti e religiosi e del modo in cui tali situazioni erano state affrontate nel passato. In essa, inoltre, si annunciava una Visita Apostolica ad alcune Diocesi in Irlanda, così come ai Seminari e agli Istituti religiosi. ‘Per sua natura pastorale, la Visita ‘si propone di aiutare la Chiesa locale nel suo cammino di rinnovamento’ (Lettera Pastorale di S.S. Benedetto XVI ai Cattolici dell’Irlanda) ed esprime il desiderio del Santo Padre, quale Successore di Pietro, di offrire la propria sollecitudine pastorale alla Chiesa in Irlanda’. (Comunicato della Sala Stampa, 6 ottobre 2010).”

“Nei mesi successivi alla pubblicazione della Lettera, hanno avuto luogo incontri preparatori fra i Visitatori nominati, rappresentanti della Santa Sede, Episcopato irlandese e Conferenza dei Superiori Religiosi d’Irlanda (CORI), al fine di delineare un chiaro piano per la Visita”.

“La Visita verificherà se i rapporti reciprocamente esistenti fra le varie componenti della Chiesa locale, i seminari e le comunità religiose, siano tali da sostenerle nel cammino di profondo rinnovamento spirituale già perseguito dalla Chiesa in Irlanda. Essa ha anche l’obiettivo di verificare l’efficacia delle procedure seguite al presente nel rispondere ai casi di abuso e delle forme di assistenza attualmente offerte alle vittime. La Visita non sarà un’indagine circa casi individuali di abuso, né un processo per giudicare eventi del passato. I Visitatori dovranno identificare i problemi specifici che possano richiedere una qualche assistenza da parte della Santa Sede”.

“La Visita non interferirà in alcun modo con l’ordinaria attività delle autorità giudiziarie, né con l’attività delle Commissioni di inchiesta stabilite dal Parlamento irlandese, né con il lavoro di qualsiasi autorità legislativa che abbia competenza nel campo della prevenzione dell’abuso sui minori. La Visita non intende sostituirsi alla legittima autorità dei Vescovi locali o dei Superiori Religiosi, che mantengono la propria responsabilità nella gestione dei casi di abuso”.

“È importante segnalare che non è previsto che ai Visitatori siano indirizzate denunce di casi nuovi o vecchi di abusi. Se ce ne fossero, esse devono essere riportate ai rispettivi Ordinari o Superiori Maggiori, che hanno il dovere di informare l’autorità civile ed ecclesiastica competente, in conformità con le vigenti leggi civili ed ecclesiastiche”.

Circa la Visita delle quattro Arcidiocesi metropolitane

“Come annunciato in precedenza, i Visitatori delle quattro Arcidiocesi Metropolitane d’Irlanda saranno: Sua Eminenza il Cardinale Cormac Murphy-O’Connor, per Armagh; Sua Eminenza il Cardinale Seán P. O’Malley, O.F.M. Cap., per Dublino; Sua Eccellenza Monsignor Thomas C. Collins per Cashel and Emly; Sua Eccellenza Monsignor Terrence T. Prendergast, S.J., per Tuam. I Visitatori potranno portare con sé delle persone, approvate dalla Congregazione per i Vescovi, in qualità di assistenti”.

“Nel rispetto e in conformità con la legge civile del luogo, i Visitatori si renderanno disponibili ad incontrare quanti sono stati profondamente feriti da abusi e vogliono essere incontrati ed ascoltati, iniziando dalle vittime stesse e dalle loro famiglie. Essi saranno ricevuti nella stessa maniera paterna con cui il Santo Padre, Papa Benedetto XVI, in più occasioni ha ricevuto e ascoltato quanti hanno subito il terribile crimine di abuso”.

“I Visitatori verificheranno come stiano funzionando le linee guida del documento ‘Safeguarding Children, Standards and Guidance Document for the Catholic Church in Ireland’, commissionato e prodotto nel febbraio 2009 dal ‘Consiglio Nazionale per la Salvaguardia dei Minori nella Chiesa Cattolica’, e in che modo possano essere meglio applicate e migliorate”.

“I Visitatori potranno anche incontrare i Vescovi della Provincia ecclesiastica e dovranno sentire, oltre all’Ordinario del luogo, il Vicario Generale, i Vicari Episcopali, i Giudici del Tribunale ecclesiastico, il Cancelliere e gli altri Officiali della Curia, membri del Consiglio presbiterale, membri del Collegio dei consultori e dei Consigli pastorali e, soprattutto, i responsabili, a livello diocesano e parrocchiale, dell’Ufficio di Protezione e Prevenzione degli abusi. Infine, i parroci e gli altri sacerdoti, i fedeli laici e singoli uomini e donne che desiderino essere ricevuti dai Visitatori, possono richiederlo per iscritto. I Visitatori incontreranno le persone singolarmente o come famiglia”.

“Se possibile, si raccomanda che ciascuna Arcidiocesi, facendo propri i sentimenti di penitenza espressi dal Santo Padre nella sua Lettera, organizzi una celebrazione penitenziale o qualche altro raduno simile, alla presenza del Visitatore, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo. Ciò corrisponderà alle attività penitenziali già promosse dalla Conferenza Episcopale Irlandese, che includono preghiera, digiuno ed opere di carità”.

“Nell’intento di assicurare la riservatezza, tutti coloro che vogliono scrivere ai Visitatori dovranno indirizzare la corrispondenza a loro nome, utilizzando l’indirizzo postale della Nunziatura Apostolica”.

“Al fine di facilitare l’accesso a quanti si vogliano incontrare con loro, ciascuna Arcidiocesi comunicherà la residenza dei rispettivi Visitatori. D’intesa con ciascun Visitatore, verrà comunicata la loro disponibilità, i giorni in cui sono già occupati e quelli ancora disponibili per incontri con le varie persone”.

Circa la Visita ai Seminari irlandesi

“Il Visitatore Apostolico per i Seminari irlandesi è Sua Eccellenza Monsignor Timothy M. Dolan, Arcivescovo di New York. Egli sarà assistito da alcuni chierici, approvati dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, il cui compito principale sarà di aiutare nel condurre i colloqui con i singoli seminaristi”.

“Sua Eccellenza Monsignor Dolan visiterà cinque istituzioni: il ‘St. Patrick’s College’ di Maynooth, il Pontificio Collegio Irlandese di Roma, il ‘Saint Malachy College’ di Belfast; lo ‘All Hallows College’ di Dublino e il ‘Milltown Institute of Theology and Philosophy’ di Dublino (per quest’ultimo la visita riguarderà unicamente i programmi accademici)”.

“Prima di ciascuna Visita, il Visitatore riceverà copia di tutta la documentazione necessaria. Inoltre, sarà data la possibilità ad ogni formatore e studente di esprimere la propria opinione sul Seminario mediante una dichiarazione firmata. Tali lettere dovranno essere indirizzate al Visitatore utilizzando l’indirizzo postale della Nunziatura Apostolica”.

“Il Visitatore esaminerà tutti gli aspetti della formazione sacerdotale. Egli, o i suoi assistenti, condurrà colloqui individuali con tutti i membri dell’equipe formativa, con tutti i seminaristi e, laddove possibile, con le altre parti normalmente coinvolte nella vita del seminario. Non è suo compito incontrare vittime di abusi, le quali, come indicato sopra, potranno invece essere ricevute dal Visitatore delle quattro Arcidiocesi Metropolitane. Inoltre, sarà data l’opportunità di un colloquio individuale a ciascun sacerdote che abbia concluso gli studi nei precedenti tre anni.
Nel condurre il suo esame di ciascuna istituzione, il Visitatore seguirà le direttive enunciate dai documenti della Santa Sede e della Chiesa in Irlanda riguardanti la formazione sacerdotale e la protezione dei minori”.

Circa la Visita alle Case religiose

“Suor Sharon Holland, I.H.M., Padre Robert Maloney, C.M., Suor Máirin Mc Donagh, R.J.M. e Padre Gero McLoughlin, S.J., sono stati nominati Visitatori Apostolici degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica con Case in Irlanda”.

“La prima fase di questa Visita consisterà nella risposta ad un questionario che cerca informazioni circa il coinvolgimento degli Istituti in casi di abusi, la risposta offerta alle vittime, e l’osservanza dei protocolli contenuti in ‘Safeguarding Children, Standards and Guidance Document for the Catholic Church in Ireland’. Il questionario cerca anche di appurare come ogni comunità stia gestendo le rivelazioni dei casi e le loro conseguenze. In più, esso chiede cosa sia stato fatto, alla luce delle esperienze del passato, per assistere i membri nella loro primaria missione di testimonianza radicale alla presenza di Cristo nel mondo”.

“I Visitatori si incontreranno in seguito per valutare le risposte al questionario. Essi quindi faranno delle raccomandazioni alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica circa i passi successivi da intraprendere nel contesto della Visita”.

“Una volta completata la Visita Apostolica, i Visitatori sottometteranno le loro conclusioni alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Dopo avere attentamente studiato la relazione dei Visitatori, la Congregazione determinerà quali passi ulteriori debbano essere presi per contribuire a rivitalizzare la Vita consacrata in Irlanda”.

Conclusione

“Attesa la delicata natura della materia in oggetto e a motivo del rispetto per le persone coinvolte, i Visitatori manterranno grande riservatezza e non concederanno interviste durante la prima fase della Visita”.

“Le Congregazioni per i Vescovi, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e per l’Educazione Cattolica, d’intesa con la Segreteria di Stato, concordano che la prima fase della Visita – l’inchiesta sulle quattro Arcidiocesi Metropolitane, le Case religiose ed i Seminari – debba essere completata possibilmente entro la Pasqua del 2011. In quel periodo i Visitatori dovranno sottomettere i risultati delle loro ricerche, in modo che essi possano essere studiati durante il mese di maggio e possa essere discusso un piano per il futuro. La Santa Sede renderà poi noti, con un apposito Comunicato, i passi successivi da intraprendere”.

“Una volta completata la Visita, dopo aver studiato tutto il materiale presentato dai Visitatori e aver offerto indirizzi per il rinnovamento spirituale delle Arcidiocesi, dei Seminari e delle Case religiose, la Santa Sede renderà nota una sintesi complessiva dei risultati della Visita”.
OP/ VIS 20101112 (1520)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20101112 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, Arcivescovo di Semarang (superficie: 21.196; popolazione: 20.140.000; cattolici: 406.271; sacerdoti: 407; religiosi: 1.905), Indonesia. È stato finora Vescovo di Bandung (Indonesia).
NER/ VIS 20101112 (50)

giovedì 11 novembre 2010

CONGRESSI EUCARISTICI E NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali al termine dei lavori preparatori del prossimo Congresso che si terrà a Dublino (Irlanda), nel 2012.

“I Congressi Eucaristici Internazionali hanno ormai una lunga storia nella Chiesa” – ha detto il Santo Padre – “Mediante la forma caratteristica della ‘statio orbis’, essi mettono in risalto la dimensione universale della celebrazione: infatti, si tratta sempre di una festa di fede attorno a Cristo Eucaristico, il Cristo del sacrificio supremo per l’umanità, alla quale partecipano fedeli non solo di una Chiesa particolare o di una nazione, ma, per quanto possibile, di varie parti dell’Orbe. È la Chiesa che si raccoglie attorno al suo Signore e suo Dio”.

“Compito dei Congressi Eucaristici, soprattutto nel contesto attuale” – ha proseguito il Pontefice – “è anche quello di dare un peculiare contributo alla nuova evangelizzazione, promuovendo l’evangelizzazione mistagogica, che si compie alla scuola della Chiesa in preghiera, a partire dalla liturgia e attraverso la liturgia. Ma ogni Congresso porta in sé anche un afflato evangelizzatore in senso più strettamente missionario, tanto che il binomio Eucaristia-missione è entrato a far parte delle linee guida proposte dalla Santa Sede”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso con un’indicazione liturgico-pastorale ed ha detto: “È importante che ogni Congresso eucaristico sappia coinvolgere ed integrare, secondo lo spirito della riforma conciliare, tutte le espressioni del culto eucaristico ‘extra missam’ che affondano le loro radici nella devozione popolare, come pure le associazioni di fedeli che a vario titolo dall’Eucaristia traggono ispirazione. Tutte le devozioni eucaristiche, raccomandate ed incoraggiate anche dall’Enciclica ‘Ecclesia de Eucharistia‘ e dall’Esortazione post-sinodale ‘Sacramentum caritatis’, vanno armonizzate secondo una ecclesiologia eucaristica orientata verso la comunione”.
AC/ VIS 20101111 (300)

ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE “VERBUM DOMINI”

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Verbum Domini” di Benedetto XVI, sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; l’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario del Sinodo dei Vescovi ed il Monsignor Fortunato Frezza, Sotto-Segretario.

Il Documento, datato 30 settembre, memoria di San Girolamo, risultante dalla XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutasi a Roma dal 5 al 26 ottobre 2008, è stato pubblicato in lingua latina, italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca, portoghese e polacca. Si compone di una Introduzione, tre parti e una conclusione.

L’Arcivescovo Eterovic ha spiegato che nella prima parte, intitolata “Verbum Dei”, il Papa sottolinea “il ruolo fondamentale di Dio Padre, fonte e origine della Parola, come pure la dimensione trinitaria della rivelazione. (...) Nel primo capitolo ‘Il Dio che parla’ si pone in risalto la volontà di Dio di aprire e intrattenere un dialogo con l’uomo, nel quale Dio prende l’iniziativa e si rivela in vari modi. (...) La ‘Verbum Domini’ mette in risalto l’aspetto cristologico della Parola, sottolineando al contempo anche la dimensione pneumatologica”. In questa parte si affronta il rapporto tra Tradizione e Scrittura come pure il tema dell’ispirazione e verità della Bibbia.

“’La risposta dell’uomo al Dio che parla’ è il titolo del secondo capitolo.”L’uomo è chiamato ad entrare nell’Alleanza con il suo Dio che lo ascolta e risponde alle sue domande. A Dio che parla, l’uomo risponde con la fede. La preghiera più indicata è quella fatta mediante le parole che lo stesso Dio ha rivelato e che sono mantenute scritte nella Bibbia”.

Il terzo capitolo è dedicato al tema “‘L’Ermeneutica della sacra Scrittura nella Chiesa’. (...) La Sacra Scrittura dovrebbe essere, come auspicato dalla Costituzione dogmatica ‘Dei Verbum’, sulla divina rivelazione, “l’anima della sacra Teologia”. (...) L’ermeneutica biblica del Concilio Vaticano II che occorre riscoprire anche per evitare un certo dualismo dell’ermeneutica secolarizzata. Esso potrebbe portare ad un’interpretazione fondamentalista o spiritualista della sacra Scrittura. La retta ermeneutica richiede la complementarità del senso letterale e spirituale, una armonia tra la fede e la ragione. (...) Un rapporto del tutto speciale esiste tra i cristiani e gli ebrei, che condividono buona parte delle Scritture”.

La seconda parte s’intitola “Verbum in Ecclesia”. Il Primo Capitolo “La Parola di Dio e la Chiesa”, sottolinea che grazie alla Parola di Dio e all’azione sacramentale, Gesù Cristo è contemporaneo agli uomini nella vita della Chiesa”.

“La Liturgia luogo privilegiato della Parola di Dio” è il titolo del secondo capitolo che sottolinea “il nesso vitale tra la Sacra Scrittura e i sacramenti, in particolare l’Eucaristia”. Si ricorda l’importanza del Lezionario e della proclamazione della Parola e del ministero del lettorato e, soprattutto, dell’omelia, che ha notevole importanza nell’Esortazione Apostolica Postsinodale.

Il terzo capitolo, dedicato a “La Parola di Dio nella vita ecclesiale”, pone in risalto “l’importanza dell’animazione biblica della pastorale, la dimensione biblica della catechesi, la formazione biblica dei cristiani, la Sacra Scrittura nei grandi raduni ecclesiali, la Parola di Dio in rapporto alle vocazioni. (...) Notevole parte del capitolo è riservata alla lettura orante della sacra Scrittura, in particolare, alla ‘Lectio divina’, e alla preghiera mariana”.

La terza parte, “Verbum mundo”, sottolinea “il dovere dei cristiani di annunciare la Parola di Dio nel mondo in cui vivono ed operano. Essa è divisa in quattro capitoli. Il primo, ‘La missione della Chiesa: annunciare la Parola di Dio’ (...) è orientata al primo annuncio, ‘ad gentes’, a coloro che tuttora non conoscono il Verbo, Parola di Dio, ma anche a coloro che sono stati battezzati ma non sufficientemente evangelizzati e che hanno bisogno di una nuova evangelizzazione per riscoprire la Parola di Dio”.

“Parola di Dio e impegno nel mondo” è il titolo del secondo capitolo, in cui si ricorda che: “I cristiani sono chiamati a servire il Verbo di Dio nei fratelli più piccoli e, dunque, ad impegnarsi nella società per la riconciliazione, la giustizia e la pace tra i popoli”.

“Il terzo capitolo è dedicato alla “Parola di Dio e culture”, nel quale “sarebbe auspicabile che la Bibbia fosse meglio conosciuta nelle scuole e università e che i mezzi di comunicazione sociale siano adoperati sempre meglio nella loro divulgazione, usufruendo di tutte le attuali possibilità tecniche. Il tema dell’inculturazione della sacra Scrittura è legato anche alle traduzioni e alla diffusione della Bibbia, che bisogna ulteriormente incrementare”.

“’Parola di Dio e dialogo interreligioso’ è il tema del quarto capitolo. “Dopo aver stabilito il valore e l’attualità del dialogo interreligioso, la ‘Verbum Domini’, (...) fornisce valide indicazioni circa il dialogo tra cristiani e musulmani, come pure con gli appartenenti ad altre religioni non cristiane, nel quadro della libertà religiosa che implica non solamente la libertà di professare la propria fede in privato e in pubblico, ma anche la libertà di coscienza e cioè di scegliere la propria religione”.

“Nella Conclusione, il Santo Padre Benedetto XVI ribadisce l’esortazione a tutti i cristiani ‘ad impegnarsi per diventare sempre più familiari con le Sacre Scritture’”.
EXOR/ VIS 20101111 (1070)

BIBLIOTECA VATICANA: MEMORIA STORICA CHIESA UNIVERSALE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato una Lettera al Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, in occasione della riapertura della Biblioteca Apostolica Vaticana e dell’inaugurazione della Mostra: “Conoscere la Biblioteca Vaticana: una storia aperta al futuro”.

“Luogo eminente della memoria storica della Chiesa universale, nel quale sono custodite venerabili testimonianze della tradizione manoscritta della Bibbia, la Biblioteca Vaticana ha però un altro motivo per essere oggetto delle cure e delle preoccupazioni dei Papi. Essa conserva, fin dalle sue origini, l’inconfondibile apertura, veramente ‘cattolica’, universale, a tutto ciò che di bello, di buono, di nobile, di degno l’umanità ha prodotto nel corso dei secoli”.

“Nulla di quanto è veramente umano è estraneo alla Chiesa, che per questo ha sempre cercato, raccolto, conservato, con una continuità che ha pochi paragoni, gli esiti migliori degli sforzi degli uomini di elevarsi al di sopra della pura materialità verso la ricerca, consapevole o inconsapevole, della Verità”.

“La Biblioteca Vaticana non è dunque una biblioteca teologica o prevalentemente di carattere religioso; fedele alle sue origini umanistiche, essa è per vocazione aperta all’umano; e così serve la cultura (...). Anche col funzionamento di codesta ‘sua’ istituzione, la Chiesa si ripromette oggi – come cinque secoli fa – di servire tutti gli uomini, inscrivendo un tale suo ministero nel quadro più vasto di quel ministero che a lei è tanto essenziale da farla essere Chiesa: Chiesa come comunità che evangelizza e che salva”.
MESS/ VIS 20101111 (250)

MESSAGGIO AL PRESIDENTE REPUBBLICA COREA IN OCCASIONE G20

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha inviato al Presidente della Repubblica di Corea, Signor Lee Myung-bak, un Messaggio in occasione della Riunione dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo (G20), che si inaugura oggi a Seoul.

La Riunione, scrive il Pontefice “non è soltanto di importanza globale ma anche chiaramente esprime il significato e la responsabilità che l’Asia ha acquisito sulla scena internazionale all’inizio del XXI secolo”.

“La Chiesa cattolica, secondo la sua natura specifica, si sente coinvolta e condivide le preoccupazioni dei responsabili politici che prendono parte al Vertice di Seoul. Pertanto La incoraggio a prendere in esame i numerosi e gravi problemi da affrontare – che, in un certo senso, ogni persona del mondo odierno deve affrontare – tenendo presente le più profonde ragioni della crisi economica e finanziaria e dando la dovuta considerazione alle conseguenze delle misure affrontate per superare la crisi, e per cercare soluzioni durevoli, sostenibili e eque”.

“Nell’impegnarsi in ciò, auspico che vi sia una piena consapevolezza che le soluzioni adottate, in quanto tali, saranno adeguate solamente, in ultima analisi, se volte al raggiungimento del medesimo obiettivo: l’autentico e integrale sviluppo dell’uomo. L’attenzione del mondo si concentra su di voi e si aspetta l’adozione di soluzioni appropriate per superare la crisi, con accordi comuni che non favoriscano alcuni paesi alle spese di altri”.
MESS/ VIS 20101111 (250)

LETTERA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DELL’IRAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera di Benedetto XVI indirizzata al Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Signor Mahmoud Ahmadinejad, che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha consegnato al Capo di Stato nel corso di un incontro, il 9 novembre scorso.

Nella Lettera di risposta al Messaggio inviato dal Vice Presidente dell’Iran, il Papa esprime “la profonda convinzione che il rispetto per la dimensione trascendente della persona umana sia condizione indispensabile per l’edificazione di un giusto ordine sociale e di una pace stabile. Il proprio rapporto con Dio è invero il fondamento ultimo per la dignità inalienabile e il carattere sacro di ogni vita umana”.

“Quando la promozione della dignità della persona umana” – scrive il Pontefice – “è la primaria ispirazione dell’attività politica e sociale che è impegnata nella ricerca del bene comune, si creano solide e durevoli basi per l’edificazione della pace e dell’armonia fra i popoli”.

“I cattolici presenti in Iran” – sottolinea il Santo Padre – “e quelli nel mondo si impegnano a collaborare con i loro concittadini per contribuire lealmente e onestamente al bene comune delle rispettive società, diventando costruttori di pace e di riconciliazione”.
BXVI-LETTERA/ VIS 20101111 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tredici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), in Visita “ad Limina spostolorum”:

- Il Vescovo Volodemer Koubetch, O.S.B.M., di São João Batista em Curitiba degli Ucraini.

- Il Vescovo Antônio Braz Benevente, di Jacarezinho.

- L’Arcivescovo Anuar Battisti, di Maringá.

- Il Vescovo Francisco Javier Del Valle Paredes, di Campo Mourão.

- Il Reverendo Ilson Luiz Da Graça, Amministratore Diocesano di Paranavaí.

- Il Vescovo Sérgio Aparecido Colombo, di Bragança Paulista.

- Il Monsignor José Dantas De Sousa, Amministratore Diocesano di Umuarama.

- Il Vescovo Vicente Costa, di Jundiaí.
- L’Arcivescovo Mauro Aparrecido dos Santos, di Cascavel.

- Il Vescovo Laurindo Guizzardi, C.S., emerito di Foz do Iguaçu.

- Il Vescovo José Antônio Peruzzo, di Palmas-Francisco Beltrão.

- Il Vescovo Francisco Carlos Bach, di Toledo.

- Il Vescovo Giovanni Zerbini, S.D.B., emerito di Guarapuava.

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Germania).
AL/ VIS 20101111 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Lourdes Daniel, Vescovo di Nashik (superficie: 57.532; popolazione: 21.020.000; cattolici: 93.300; sacerdoti: 105; religiosi: 422), India. Il Vescovo Nashik è stato finora Vescovo di Amravati ed Amministratore Apostolico di Nashik (India).
NER/ VIS 20101111 (50)


mercoledì 10 novembre 2010

IL PAPA RICORDA VIAGGIO A COMPOSTELA E BARCELONA

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2010 (VIS). Nella catechesi per l’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, Santo Padre ha ricordato il suo recente Viaggio Apostolico a Santiago de Compostela e a Barcelona. “Mi sono recato là” – ha detto il Papa – “per confermare nella fede i miei fratelli; l’ho fatto come testimone di Cristo Risorto, come seminatore della speranza che non delude e non inganna, perché ha la sua origine nell’infinito amore di Dio per tutti gli uomini”.

“Fin dalla cerimonia di benvenuto” a Santiago de Compostela, ha detto il Papa “ho potuto sperimentare l’affetto che le genti di Spagna nutrono verso il Successore di Pietro. (...) In quest’Anno Santo Compostelano, ho voluto farmi pellegrino insieme con quanti, numerosissimi, si sono recati a quel celebre Santuario”.

“Nell’imponente Cattedrale di Compostela, dando, con emozione, il tradizionale abbraccio al Santo, pensavo a come questo gesto di accoglienza e amicizia” – ha proseguito il Pontefice – “sia anche un modo di esprimere l’adesione alla sua parola e la partecipazione alla sua missione. Un segno forte della volontà di conformarsi al messaggio apostolico, il quale, da un lato, ci impegna ad essere fedeli custodi della Buona Novella che gli Apostoli hanno trasmesso, senza cedere alla tentazione di alterarla, sminuirla o piegarla ad altri interessi, e, dall’altro, trasforma ciascuno di noi in annunciatori instancabili della fede in Cristo, con la parola e la testimonianza della vita in tutti i campi della società”.

Il Papa ha presentato le sue riflessioni sul motivo che spinge tante persone ad abbandonare la vita quotidiana per intraprendere il Cammino di Santiago. “Nei momenti di smarrimento, di ricerca, di difficoltà, come pure nell’aspirazione a rafforzare la fede e a vivere in modo più coerente, i pellegrini a Compostela intraprendono un profondo itinerario di conversione a Cristo, che ha assunto in sé la debolezza, il peccato dell’umanità, le miserie del mondo, portandole dove il male non ha più potere, dove la luce del bene illumina ogni cosa. Si tratta di un popolo di silenziosi camminatori, provenienti da ogni parte del mondo, che riscoprono l’antica tradizione medioevale e cristiana del pellegrinaggio, attraversando borghi e città permeate di cattolicesimo”.

“È proprio la fede in Cristo che dà senso a Compostela, un luogo spiritualmente straordinario, che continua ad essere punto di riferimento per l’Europa di oggi (...). Conservare e rafforzare l’apertura al trascendente, così come un dialogo fecondo tra fede e ragione, tra politica e religione, tra economia ed etica, permetterà di costruire un’Europa che, fedele alle sue imprescindibili radici cristiane, possa rispondere pienamente alla propria vocazione (...). Perciò, certo delle immense possibilità del Continente europeo e fiducioso in un suo futuro di speranza” – ha detto il Pontefice – “ho invitato l’Europa ad aprirsi sempre più a Dio, favorendo così le prospettive di un autentico incontro, rispettoso e solidale, con le popolazioni e le civiltà degli altri Continenti”.

Nel rievocare la seconda tappa del Viaggio, Barcelona, dove ha presieduto la Dedicazione della chiesa della Sacra Famiglia, dichiarandola Basilica Minore, capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí, il Santo Padre ha detto: “Nel contemplare la grandiosità e la bellezza di quell’edificio, che invita ad elevare lo sguardo e l’animo verso l’Alto, verso Dio, ricordavo le grandi costruzioni religiose, come le cattedrali del Medioevo, che hanno segnato profondamente la storia e la fisionomia delle principali Città europee”.

“Quella splendida opera - ricchissima di simbologia religiosa, (...) - quasi un’immensa scultura in pietra, (...) rinvia al vero santuario, il luogo del culto reale, il Cielo, dove Cristo è entrato per comparire al cospetto di Dio in nostro favore. Il geniale architetto, in quel magnifico tempio, ha saputo rappresentare mirabilmente il mistero della Chiesa, alla quale i fedeli sono incorporati con il Battesimo come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”.

“La chiesa della Sacra Famiglia fu concepita e progettata da Gaudí come una grande catechesi su Gesù Cristo, come un canto di lode al Creatore. (...) La straordinaria capacità espressiva e simbolica delle forme e dei motivi artistici, come pure le innovative tecniche architettoniche e scultoree, evocano la Fonte suprema di ogni bellezza”, ha affermato il Papa. “Dal momento in cui accettò l’incarico della costruzione di quella chiesa, la sua vita fu segnata da un cambiamento profondo. Intraprese così un’intensa pratica di preghiera (...) avvertendo la necessità di prepararsi spiritualmente per riuscire ad esprimere nella realtà materiale il mistero insondabile di Dio”.

“A Barcellona” – ha proseguito il Pontefice – “ho visitato anche l’Opera del ‘Nen Déu’, (...) dove vengono curati, con professionalità e amore, bambini e giovani diversamente abili. Le loro vite sono preziose agli occhi di Dio e ci invitano costantemente ad uscire dal nostro egoismo”.

“Mentre ero a Barcellona” – ha ricordato ancora il Papa – “ho pregato intensamente per le famiglie, cellule vitali e speranza della società e della Chiesa. Ho ricordato anche coloro che soffrono, in particolare in questi momenti di serie difficoltà economiche. Ho tenuto presente, allo stesso tempo, i giovani – (...) - perché scoprano la bellezza, il valore e l’impegno del Matrimonio, in cui un uomo e una donna formano una famiglia, che con generosità accoglie la vita e la accompagna dal suo concepimento fino al suo termine naturale. Tutto quello che si fa per sostenere il matrimonio e la famiglia, per aiutare le persone più bisognose, tutto ciò che accresce la grandezza dell’uomo e la sua inviolabile dignità, contribuisce al perfezionamento della società. Nessuno sforzo è vano in questo senso”.

“Cari amici” – ha concluso il Pontefice – “rendo grazie a Dio per le giornate intense che ho trascorso a Santiago di Compostela e a Barcellona. Rinnovo il mio ringraziamento al Re e alla Regina di Spagna, ai Principi delle Asturie e a tutte le Autorità, (...) ai cari fratelli Arcivescovi di quelle due Chiese particolari e ai loro collaboratori, come pure a quanti si sono generosamente prodigati affinché la mia visita in quelle due meravigliose Città fosse fruttuosa. Sono stati giorni indimenticabili, che rimarranno impressi nel mio cuore!”.

Prima dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto nella Basilica Vaticana un gruppo di fedeli di Carpineto Romano (Italia), venuti a Roma per ringraziare il Papa della sua visita del settembre scorso, in occasione del bicentenario della nascita di Papa Leone XIII.

Successivamente il Papa ha salutato i pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca venuti a Roma per ricambiare la visita del Papa nel loro Paese nel settembre 2009. “Prego il Signore” – ha detto il Papa – “di far fruttificare le grazie di quel viaggio, e auguro che il popolo cristiano della Repubblica Ceca, prosegua, con rinnovato slancio, a rendere dappertutto una coraggiosa testimonianza evangelica”.
AG/ VIS 20101110 (1060)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jude Thaddaeus Ruwa’ichi, O.F.M.Cap., Arcivescovo Metropolita di Mwanza (superficie: 19.592; popolazione: 3.257.000; cattolici: 968.000; sacerdoti: 79; religiosi: 240), Tanzania. L’Arcivescovo eletto è stato finora Vescovo di Dodoma (Tanzania) e Presidente della Conferenza Episcopale di Tanzania.

- Il Padre Jaime Spengler, O.F.M., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 13.753; popolazione: 3.227.700; cattolici: 2.401.782; sacerdoti: 353; religiosi: 1.750; diaconi permanenti: 46), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Blumenau (Brasile), ha emesso la professione perpetua nell’Ordine Francescano Frati Minori nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Vice-Presidente dell’Associazione Francescana di “Ensino Senior Bom Jesus” e Guardiano della Fraternità “Bom Jesus da Aldeia” a Campo Largo (Brasile).

- Il Professore Claude Prudhomme, Docente di Storia Contemporanea all’Università “Louis Lumière – Lyon 2” di Lyon (Francia), Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
NER:NEA:NA/ VIS 20101110 (140)

martedì 9 novembre 2010

PRIMATO EDUCATIVO DELLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione della LXII Assemblea Generale della CEI, che si tiene in questa settimana ad Assisi.

“Dall’assistere alla Santa Messa e dal ricevere con devozione la santa Comunione sgorga la vita evangelica di San Francesco e la sua vocazione a ripercorrere il cammino di Cristo Crocifisso” – scrive il Papa ribadendo che: “La santità dell’Eucaristia esige che si celebri e si adori questo Mistero consapevoli della sua grandezza, importanza ed efficacia per la vita cristiana, ma esige anche purezza, coerenza e santità di vita da ciascuno di noi per essere testimoni viventi dell’unico Sacrificio di amore di Cristo”.

Nel riferirsi al tema principale in esame, la traduzione in italiano della terza edizione tipica del Messale Romano, il Santo Padre scrive: “Ogni vero riformatore, (...) è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra”.

I progressi della scienza e della tecnica, tuttavia, sono avvenuti “spesso a scapito dei fondamenti del cristianesimo, nei quali si radica la storia feconda del Continente europeo: la sfera morale è stata confinata nell’ambito soggettivo e Dio, quando non viene negato, è comunque escluso dalla coscienza pubblica”.

“Per invertire la rotta” – sottolinea Benedetto XVI – “non è sufficiente un generico richiamo ai valori, né una proposta educativa che si accontenti di interventi puramente funzionali e frammentari. C’è bisogno, invece, di un rapporto personale di fedeltà tra soggetti attivi, protagonisti della relazione, capaci di prendere posizione e di mettere in gioco la propria libertà”.

“Per questa ragione” – prosegue il Pontefice – “è quanto mai opportuna la vostra scelta di chiamare a raccolta intorno alla responsabilità educativa tutti coloro che hanno a cuore la città degli uomini e il bene delle nuove generazioni. Tale indispensabile alleanza non può che partire da una nuova prossimità alla famiglia, che ne riconosca e sostenga il primato educativo; è al suo interno che si plasma il volto di un popolo”.

“In questo cammino” – conclude il Pontefice – “vi esorto a valorizzare la liturgia quale fonte perenne di educazione alla vita buona del Vangelo. Essa introduce all’incontro con Gesù Cristo, che con parole e opere costantemente edifica la Chiesa, formandola alle profondità dell’ascolto, della fraternità e della missione”.
OP/ VIS 20101109 (430)

GIORNATA DI RIFLESSIONE DEL COLLEGIO CARDINALIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con lettera del 30 ottobre, ha informato tutti i membri del Collegio e i nuovi Cardinali eletti che il Santo Padre li invita a partecipare, venerdì 19 novembre, a una "giornata di riflessione e di preghiera", che si svolgerà presso l’Aula nuova del Sinodo dei Vescovi in Vaticano.

La giornata di riflessione che si terrà alla vigilia della celebrazione del Concistoro Ordinario Pubblico del 20 novembre, sarà dedicata a due temi di discussione: la situazione della libertà religiosa nel mondo e nuove sfide, con una Relazione introduttiva del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

Il secondo tema di discussione sarà la Liturgia nella vita della Chiesa oggi, con Introduzione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Cardinale Antonio Cañizares Llovera.

Nel pomeriggio sono in programma tre Comunicazioni: la prima: "A dieci anni dalla ‘Dominus Iesus’”, dell’Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; la seconda: "Risposta della Chiesa ai casi di abusi sessuali" e la terza sulla Costituzione "Anglicanorum coetibus", ambedue del Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
OP/ VIS 20101109 (210)

BIBLIOTECA VATICANA: UNA STORIA APERTA AL FUTURO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della Mostra: “Conoscere la Biblioteca Apostolica Vaticana: una storia aperta al futuro”, in programma nel Braccio di Carlo Magno, dall’11 novembre 2010 al 31 gennaio 2011.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; il Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana; il Dottor Ambrogio Maria Piazzoni, Vice Prefetto della medesima Biblioteca; la Dottoressa Barbara Jatta, Responsabile della Mostra ed il Padre Caesar Acuire, Amministratore Delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi.

“La Mostra” – ha detto il Cardinale Farina – “vuol far conoscere la Biblioteca Vaticana a coloro che non hanno il privilegio di frequentarla. Ma non solo! Vuol farla conoscere meglio anche ai suoi utenti abituali, nell’ampio spettro dei suoi tesori di scienza, cultura e arte. (...) Soprattutto, vuole avvicinarli all’attività quotidiana che si svolge fuori delle sale di consultazione. (...) Una parte della Biblioteca Vaticana, quella storica, si può ammirare nel percorso dei Musei Vaticani, ma non è la parte viva di essa. La presente Mostra, con la presenza in alcuni stands dello stesso personale della Biblioteca, porta, pur se in parte, questo alito di vita e di attività quotidiana, che costituisce la vera novità della Mostra, rispetto a precedenti Mostre”.

“E tuttavia” – ha proseguito il Cardinale Farina – “manca pur sempre qualcosa: i lettori (...) La Mostra accoglierà i visitatori in un ingresso virtuale che supplirà in maniera sorprendente ed efficace alla mancanza di cui sopra. (...) Visiteranno la Mostra numerosi gruppi di pellegrini e di scolaresche in visita alla Basilica di San Pietro. È questa un’opera di alta promozione culturale che supplisce alla impossibilità di poter ospitare tali visite nel ristretto spazio fisico della Biblioteca Vaticana. In tal maniera si può realizzare quella desiderata più ampia apertura e visione della nostra istituzione alla conoscenza e alla meraviglia di quanti apprezzano i tesori della cultura e della bellezza, patrimonio dell’umanità e radici della nostra civiltà e della nostra fede”.

La Dottoressa Jatta ha spiegato che: “Si è voluto organizzare una mostra, che fosse sia ‘tradizionale’ ma anche ‘comunicativa e attuale’. (...) Accanto alle sezioni tradizionali (che sono sette: la storia, i manoscritti, gli stampati, le stampe e i disegni, le monete e le medaglie, gli altri servizi e i laboratori), si è voluto sviluppare un percorso multimediale, fatto anche di video e computer che permettono di far conoscere l’istituzione attraverso i mezzi tecnologici. Questo si è scelto di fare per dare conto dell’attenzione alla tecnologia e alle innovazioni che da decenni costituiscono una priorità della Biblioteca Vaticana”.

“Fra le cose degne di attenzione – a parte gli straordinari manoscritti, incunaboli, libri a stampa, disegni, stampe, monete e medaglie” – ha proseguito la Dottoressa Jatta – “vi è la ricostruzione del Salone Sistino della Biblioteca, il grande spazio affrescato alla fine del Cinquecento per volere di Papa Sisto V, che venne dipinto con un programma iconografico incentrato sulla storia degli alfabeti, delle biblioteche dell’antichità e dei concili della Chiesa legati al libro”.

“Si è deciso di ricreare i nostri laboratori all’interno della mostra con una sorta di ‘work in progress’; i restauratori lavoreranno in mostra al restauro degli antichi codici, cuciranno le preziose legature e restaureranno i disegni e le stampe delle collezioni vaticane di fronte e interagendo con i visitatori”, ha concluso la Dottoressa Jatta.

Monsignor Pasini ha ricordato che: “In occasione della riapertura della Biblioteca Vaticana, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, nei giorni 11, 12, e 13 novembre, si terrà un Convegno che intende ripercorrere, per il periodo degli ultimi sessant’anni, sia gli studi compiuti in Biblioteca e i contatti con le Istituzioni esterne alla Biblioteca stessa, sia la vita della Biblioteca nella sua attività e quindi l’esperienza maturata nei suoi diversi dipartimenti”.
OP/ VIS 20101109 (640)

50° ANNIVERSARIO SEGRETARIATO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani celebrerà, il 17 novembre prossimo, presso la Sala San Pio X, (Via della Conciliazione, 5, Roma), con un atto commemorativo pubblico, il 50° anniversario dell’istituzione del Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

All’atto commemorativo – presieduto dall’Arcivescovo Kurt Koch, Presidente del Dicastero – parteciperanno il Cardinale Walter Kasper, Presidente Emerito, Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e il Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

Il 5 giugno del 1960, con il Motu Proprio “Superno Dei Nutu”, il Beato Giovanni XXIII istituiva insieme alle 11 commissioni che avrebbero preparato il Concilio, un Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il cui Primo Presidente fu il Cardinale Agostino Bea. Nel 1988 Papa Giovanni Paolo II con la Costituzione apostolica “Pastor Bonus” cambiò il nome del Segretariato in Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Nel corso degli anni, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha curato i rapporti con il vasto mondo ecumenico sia a livello multilaterale, che attraverso contatti e dialoghi bilaterali con molte Chiese e Comunità cristiane”.

La data dell’atto commemorativo è stata volutamente fatta coincidere con la Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si terrà dal 15 al 19 novembre prossimo e si concentrerà sul tema: “Verso una nuova tappa del dialogo ecumenico”.
CON-UC/ VIS 20101109 (260)
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