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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 11 novembre 2010

ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE “VERBUM DOMINI”

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Verbum Domini” di Benedetto XVI, sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; l’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario del Sinodo dei Vescovi ed il Monsignor Fortunato Frezza, Sotto-Segretario.

Il Documento, datato 30 settembre, memoria di San Girolamo, risultante dalla XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutasi a Roma dal 5 al 26 ottobre 2008, è stato pubblicato in lingua latina, italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca, portoghese e polacca. Si compone di una Introduzione, tre parti e una conclusione.

L’Arcivescovo Eterovic ha spiegato che nella prima parte, intitolata “Verbum Dei”, il Papa sottolinea “il ruolo fondamentale di Dio Padre, fonte e origine della Parola, come pure la dimensione trinitaria della rivelazione. (...) Nel primo capitolo ‘Il Dio che parla’ si pone in risalto la volontà di Dio di aprire e intrattenere un dialogo con l’uomo, nel quale Dio prende l’iniziativa e si rivela in vari modi. (...) La ‘Verbum Domini’ mette in risalto l’aspetto cristologico della Parola, sottolineando al contempo anche la dimensione pneumatologica”. In questa parte si affronta il rapporto tra Tradizione e Scrittura come pure il tema dell’ispirazione e verità della Bibbia.

“’La risposta dell’uomo al Dio che parla’ è il titolo del secondo capitolo.”L’uomo è chiamato ad entrare nell’Alleanza con il suo Dio che lo ascolta e risponde alle sue domande. A Dio che parla, l’uomo risponde con la fede. La preghiera più indicata è quella fatta mediante le parole che lo stesso Dio ha rivelato e che sono mantenute scritte nella Bibbia”.

Il terzo capitolo è dedicato al tema “‘L’Ermeneutica della sacra Scrittura nella Chiesa’. (...) La Sacra Scrittura dovrebbe essere, come auspicato dalla Costituzione dogmatica ‘Dei Verbum’, sulla divina rivelazione, “l’anima della sacra Teologia”. (...) L’ermeneutica biblica del Concilio Vaticano II che occorre riscoprire anche per evitare un certo dualismo dell’ermeneutica secolarizzata. Esso potrebbe portare ad un’interpretazione fondamentalista o spiritualista della sacra Scrittura. La retta ermeneutica richiede la complementarità del senso letterale e spirituale, una armonia tra la fede e la ragione. (...) Un rapporto del tutto speciale esiste tra i cristiani e gli ebrei, che condividono buona parte delle Scritture”.

La seconda parte s’intitola “Verbum in Ecclesia”. Il Primo Capitolo “La Parola di Dio e la Chiesa”, sottolinea che grazie alla Parola di Dio e all’azione sacramentale, Gesù Cristo è contemporaneo agli uomini nella vita della Chiesa”.

“La Liturgia luogo privilegiato della Parola di Dio” è il titolo del secondo capitolo che sottolinea “il nesso vitale tra la Sacra Scrittura e i sacramenti, in particolare l’Eucaristia”. Si ricorda l’importanza del Lezionario e della proclamazione della Parola e del ministero del lettorato e, soprattutto, dell’omelia, che ha notevole importanza nell’Esortazione Apostolica Postsinodale.

Il terzo capitolo, dedicato a “La Parola di Dio nella vita ecclesiale”, pone in risalto “l’importanza dell’animazione biblica della pastorale, la dimensione biblica della catechesi, la formazione biblica dei cristiani, la Sacra Scrittura nei grandi raduni ecclesiali, la Parola di Dio in rapporto alle vocazioni. (...) Notevole parte del capitolo è riservata alla lettura orante della sacra Scrittura, in particolare, alla ‘Lectio divina’, e alla preghiera mariana”.

La terza parte, “Verbum mundo”, sottolinea “il dovere dei cristiani di annunciare la Parola di Dio nel mondo in cui vivono ed operano. Essa è divisa in quattro capitoli. Il primo, ‘La missione della Chiesa: annunciare la Parola di Dio’ (...) è orientata al primo annuncio, ‘ad gentes’, a coloro che tuttora non conoscono il Verbo, Parola di Dio, ma anche a coloro che sono stati battezzati ma non sufficientemente evangelizzati e che hanno bisogno di una nuova evangelizzazione per riscoprire la Parola di Dio”.

“Parola di Dio e impegno nel mondo” è il titolo del secondo capitolo, in cui si ricorda che: “I cristiani sono chiamati a servire il Verbo di Dio nei fratelli più piccoli e, dunque, ad impegnarsi nella società per la riconciliazione, la giustizia e la pace tra i popoli”.

“Il terzo capitolo è dedicato alla “Parola di Dio e culture”, nel quale “sarebbe auspicabile che la Bibbia fosse meglio conosciuta nelle scuole e università e che i mezzi di comunicazione sociale siano adoperati sempre meglio nella loro divulgazione, usufruendo di tutte le attuali possibilità tecniche. Il tema dell’inculturazione della sacra Scrittura è legato anche alle traduzioni e alla diffusione della Bibbia, che bisogna ulteriormente incrementare”.

“’Parola di Dio e dialogo interreligioso’ è il tema del quarto capitolo. “Dopo aver stabilito il valore e l’attualità del dialogo interreligioso, la ‘Verbum Domini’, (...) fornisce valide indicazioni circa il dialogo tra cristiani e musulmani, come pure con gli appartenenti ad altre religioni non cristiane, nel quadro della libertà religiosa che implica non solamente la libertà di professare la propria fede in privato e in pubblico, ma anche la libertà di coscienza e cioè di scegliere la propria religione”.

“Nella Conclusione, il Santo Padre Benedetto XVI ribadisce l’esortazione a tutti i cristiani ‘ad impegnarsi per diventare sempre più familiari con le Sacre Scritture’”.
EXOR/ VIS 20101111 (1070)

BIBLIOTECA VATICANA: MEMORIA STORICA CHIESA UNIVERSALE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato una Lettera al Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, in occasione della riapertura della Biblioteca Apostolica Vaticana e dell’inaugurazione della Mostra: “Conoscere la Biblioteca Vaticana: una storia aperta al futuro”.

“Luogo eminente della memoria storica della Chiesa universale, nel quale sono custodite venerabili testimonianze della tradizione manoscritta della Bibbia, la Biblioteca Vaticana ha però un altro motivo per essere oggetto delle cure e delle preoccupazioni dei Papi. Essa conserva, fin dalle sue origini, l’inconfondibile apertura, veramente ‘cattolica’, universale, a tutto ciò che di bello, di buono, di nobile, di degno l’umanità ha prodotto nel corso dei secoli”.

“Nulla di quanto è veramente umano è estraneo alla Chiesa, che per questo ha sempre cercato, raccolto, conservato, con una continuità che ha pochi paragoni, gli esiti migliori degli sforzi degli uomini di elevarsi al di sopra della pura materialità verso la ricerca, consapevole o inconsapevole, della Verità”.

“La Biblioteca Vaticana non è dunque una biblioteca teologica o prevalentemente di carattere religioso; fedele alle sue origini umanistiche, essa è per vocazione aperta all’umano; e così serve la cultura (...). Anche col funzionamento di codesta ‘sua’ istituzione, la Chiesa si ripromette oggi – come cinque secoli fa – di servire tutti gli uomini, inscrivendo un tale suo ministero nel quadro più vasto di quel ministero che a lei è tanto essenziale da farla essere Chiesa: Chiesa come comunità che evangelizza e che salva”.
MESS/ VIS 20101111 (250)

MESSAGGIO AL PRESIDENTE REPUBBLICA COREA IN OCCASIONE G20

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha inviato al Presidente della Repubblica di Corea, Signor Lee Myung-bak, un Messaggio in occasione della Riunione dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo (G20), che si inaugura oggi a Seoul.

La Riunione, scrive il Pontefice “non è soltanto di importanza globale ma anche chiaramente esprime il significato e la responsabilità che l’Asia ha acquisito sulla scena internazionale all’inizio del XXI secolo”.

“La Chiesa cattolica, secondo la sua natura specifica, si sente coinvolta e condivide le preoccupazioni dei responsabili politici che prendono parte al Vertice di Seoul. Pertanto La incoraggio a prendere in esame i numerosi e gravi problemi da affrontare – che, in un certo senso, ogni persona del mondo odierno deve affrontare – tenendo presente le più profonde ragioni della crisi economica e finanziaria e dando la dovuta considerazione alle conseguenze delle misure affrontate per superare la crisi, e per cercare soluzioni durevoli, sostenibili e eque”.

“Nell’impegnarsi in ciò, auspico che vi sia una piena consapevolezza che le soluzioni adottate, in quanto tali, saranno adeguate solamente, in ultima analisi, se volte al raggiungimento del medesimo obiettivo: l’autentico e integrale sviluppo dell’uomo. L’attenzione del mondo si concentra su di voi e si aspetta l’adozione di soluzioni appropriate per superare la crisi, con accordi comuni che non favoriscano alcuni paesi alle spese di altri”.
MESS/ VIS 20101111 (250)

LETTERA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DELL’IRAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera di Benedetto XVI indirizzata al Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Signor Mahmoud Ahmadinejad, che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha consegnato al Capo di Stato nel corso di un incontro, il 9 novembre scorso.

Nella Lettera di risposta al Messaggio inviato dal Vice Presidente dell’Iran, il Papa esprime “la profonda convinzione che il rispetto per la dimensione trascendente della persona umana sia condizione indispensabile per l’edificazione di un giusto ordine sociale e di una pace stabile. Il proprio rapporto con Dio è invero il fondamento ultimo per la dignità inalienabile e il carattere sacro di ogni vita umana”.

“Quando la promozione della dignità della persona umana” – scrive il Pontefice – “è la primaria ispirazione dell’attività politica e sociale che è impegnata nella ricerca del bene comune, si creano solide e durevoli basi per l’edificazione della pace e dell’armonia fra i popoli”.

“I cattolici presenti in Iran” – sottolinea il Santo Padre – “e quelli nel mondo si impegnano a collaborare con i loro concittadini per contribuire lealmente e onestamente al bene comune delle rispettive società, diventando costruttori di pace e di riconciliazione”.
BXVI-LETTERA/ VIS 20101111 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tredici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), in Visita “ad Limina spostolorum”:

- Il Vescovo Volodemer Koubetch, O.S.B.M., di São João Batista em Curitiba degli Ucraini.

- Il Vescovo Antônio Braz Benevente, di Jacarezinho.

- L’Arcivescovo Anuar Battisti, di Maringá.

- Il Vescovo Francisco Javier Del Valle Paredes, di Campo Mourão.

- Il Reverendo Ilson Luiz Da Graça, Amministratore Diocesano di Paranavaí.

- Il Vescovo Sérgio Aparecido Colombo, di Bragança Paulista.

- Il Monsignor José Dantas De Sousa, Amministratore Diocesano di Umuarama.

- Il Vescovo Vicente Costa, di Jundiaí.
- L’Arcivescovo Mauro Aparrecido dos Santos, di Cascavel.

- Il Vescovo Laurindo Guizzardi, C.S., emerito di Foz do Iguaçu.

- Il Vescovo José Antônio Peruzzo, di Palmas-Francisco Beltrão.

- Il Vescovo Francisco Carlos Bach, di Toledo.

- Il Vescovo Giovanni Zerbini, S.D.B., emerito di Guarapuava.

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Germania).
AL/ VIS 20101111 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Lourdes Daniel, Vescovo di Nashik (superficie: 57.532; popolazione: 21.020.000; cattolici: 93.300; sacerdoti: 105; religiosi: 422), India. Il Vescovo Nashik è stato finora Vescovo di Amravati ed Amministratore Apostolico di Nashik (India).
NER/ VIS 20101111 (50)


mercoledì 10 novembre 2010

IL PAPA RICORDA VIAGGIO A COMPOSTELA E BARCELONA

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2010 (VIS). Nella catechesi per l’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, Santo Padre ha ricordato il suo recente Viaggio Apostolico a Santiago de Compostela e a Barcelona. “Mi sono recato là” – ha detto il Papa – “per confermare nella fede i miei fratelli; l’ho fatto come testimone di Cristo Risorto, come seminatore della speranza che non delude e non inganna, perché ha la sua origine nell’infinito amore di Dio per tutti gli uomini”.

“Fin dalla cerimonia di benvenuto” a Santiago de Compostela, ha detto il Papa “ho potuto sperimentare l’affetto che le genti di Spagna nutrono verso il Successore di Pietro. (...) In quest’Anno Santo Compostelano, ho voluto farmi pellegrino insieme con quanti, numerosissimi, si sono recati a quel celebre Santuario”.

“Nell’imponente Cattedrale di Compostela, dando, con emozione, il tradizionale abbraccio al Santo, pensavo a come questo gesto di accoglienza e amicizia” – ha proseguito il Pontefice – “sia anche un modo di esprimere l’adesione alla sua parola e la partecipazione alla sua missione. Un segno forte della volontà di conformarsi al messaggio apostolico, il quale, da un lato, ci impegna ad essere fedeli custodi della Buona Novella che gli Apostoli hanno trasmesso, senza cedere alla tentazione di alterarla, sminuirla o piegarla ad altri interessi, e, dall’altro, trasforma ciascuno di noi in annunciatori instancabili della fede in Cristo, con la parola e la testimonianza della vita in tutti i campi della società”.

Il Papa ha presentato le sue riflessioni sul motivo che spinge tante persone ad abbandonare la vita quotidiana per intraprendere il Cammino di Santiago. “Nei momenti di smarrimento, di ricerca, di difficoltà, come pure nell’aspirazione a rafforzare la fede e a vivere in modo più coerente, i pellegrini a Compostela intraprendono un profondo itinerario di conversione a Cristo, che ha assunto in sé la debolezza, il peccato dell’umanità, le miserie del mondo, portandole dove il male non ha più potere, dove la luce del bene illumina ogni cosa. Si tratta di un popolo di silenziosi camminatori, provenienti da ogni parte del mondo, che riscoprono l’antica tradizione medioevale e cristiana del pellegrinaggio, attraversando borghi e città permeate di cattolicesimo”.

“È proprio la fede in Cristo che dà senso a Compostela, un luogo spiritualmente straordinario, che continua ad essere punto di riferimento per l’Europa di oggi (...). Conservare e rafforzare l’apertura al trascendente, così come un dialogo fecondo tra fede e ragione, tra politica e religione, tra economia ed etica, permetterà di costruire un’Europa che, fedele alle sue imprescindibili radici cristiane, possa rispondere pienamente alla propria vocazione (...). Perciò, certo delle immense possibilità del Continente europeo e fiducioso in un suo futuro di speranza” – ha detto il Pontefice – “ho invitato l’Europa ad aprirsi sempre più a Dio, favorendo così le prospettive di un autentico incontro, rispettoso e solidale, con le popolazioni e le civiltà degli altri Continenti”.

Nel rievocare la seconda tappa del Viaggio, Barcelona, dove ha presieduto la Dedicazione della chiesa della Sacra Famiglia, dichiarandola Basilica Minore, capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí, il Santo Padre ha detto: “Nel contemplare la grandiosità e la bellezza di quell’edificio, che invita ad elevare lo sguardo e l’animo verso l’Alto, verso Dio, ricordavo le grandi costruzioni religiose, come le cattedrali del Medioevo, che hanno segnato profondamente la storia e la fisionomia delle principali Città europee”.

“Quella splendida opera - ricchissima di simbologia religiosa, (...) - quasi un’immensa scultura in pietra, (...) rinvia al vero santuario, il luogo del culto reale, il Cielo, dove Cristo è entrato per comparire al cospetto di Dio in nostro favore. Il geniale architetto, in quel magnifico tempio, ha saputo rappresentare mirabilmente il mistero della Chiesa, alla quale i fedeli sono incorporati con il Battesimo come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”.

“La chiesa della Sacra Famiglia fu concepita e progettata da Gaudí come una grande catechesi su Gesù Cristo, come un canto di lode al Creatore. (...) La straordinaria capacità espressiva e simbolica delle forme e dei motivi artistici, come pure le innovative tecniche architettoniche e scultoree, evocano la Fonte suprema di ogni bellezza”, ha affermato il Papa. “Dal momento in cui accettò l’incarico della costruzione di quella chiesa, la sua vita fu segnata da un cambiamento profondo. Intraprese così un’intensa pratica di preghiera (...) avvertendo la necessità di prepararsi spiritualmente per riuscire ad esprimere nella realtà materiale il mistero insondabile di Dio”.

“A Barcellona” – ha proseguito il Pontefice – “ho visitato anche l’Opera del ‘Nen Déu’, (...) dove vengono curati, con professionalità e amore, bambini e giovani diversamente abili. Le loro vite sono preziose agli occhi di Dio e ci invitano costantemente ad uscire dal nostro egoismo”.

“Mentre ero a Barcellona” – ha ricordato ancora il Papa – “ho pregato intensamente per le famiglie, cellule vitali e speranza della società e della Chiesa. Ho ricordato anche coloro che soffrono, in particolare in questi momenti di serie difficoltà economiche. Ho tenuto presente, allo stesso tempo, i giovani – (...) - perché scoprano la bellezza, il valore e l’impegno del Matrimonio, in cui un uomo e una donna formano una famiglia, che con generosità accoglie la vita e la accompagna dal suo concepimento fino al suo termine naturale. Tutto quello che si fa per sostenere il matrimonio e la famiglia, per aiutare le persone più bisognose, tutto ciò che accresce la grandezza dell’uomo e la sua inviolabile dignità, contribuisce al perfezionamento della società. Nessuno sforzo è vano in questo senso”.

“Cari amici” – ha concluso il Pontefice – “rendo grazie a Dio per le giornate intense che ho trascorso a Santiago di Compostela e a Barcellona. Rinnovo il mio ringraziamento al Re e alla Regina di Spagna, ai Principi delle Asturie e a tutte le Autorità, (...) ai cari fratelli Arcivescovi di quelle due Chiese particolari e ai loro collaboratori, come pure a quanti si sono generosamente prodigati affinché la mia visita in quelle due meravigliose Città fosse fruttuosa. Sono stati giorni indimenticabili, che rimarranno impressi nel mio cuore!”.

Prima dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto nella Basilica Vaticana un gruppo di fedeli di Carpineto Romano (Italia), venuti a Roma per ringraziare il Papa della sua visita del settembre scorso, in occasione del bicentenario della nascita di Papa Leone XIII.

Successivamente il Papa ha salutato i pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca venuti a Roma per ricambiare la visita del Papa nel loro Paese nel settembre 2009. “Prego il Signore” – ha detto il Papa – “di far fruttificare le grazie di quel viaggio, e auguro che il popolo cristiano della Repubblica Ceca, prosegua, con rinnovato slancio, a rendere dappertutto una coraggiosa testimonianza evangelica”.
AG/ VIS 20101110 (1060)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jude Thaddaeus Ruwa’ichi, O.F.M.Cap., Arcivescovo Metropolita di Mwanza (superficie: 19.592; popolazione: 3.257.000; cattolici: 968.000; sacerdoti: 79; religiosi: 240), Tanzania. L’Arcivescovo eletto è stato finora Vescovo di Dodoma (Tanzania) e Presidente della Conferenza Episcopale di Tanzania.

- Il Padre Jaime Spengler, O.F.M., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 13.753; popolazione: 3.227.700; cattolici: 2.401.782; sacerdoti: 353; religiosi: 1.750; diaconi permanenti: 46), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Blumenau (Brasile), ha emesso la professione perpetua nell’Ordine Francescano Frati Minori nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Vice-Presidente dell’Associazione Francescana di “Ensino Senior Bom Jesus” e Guardiano della Fraternità “Bom Jesus da Aldeia” a Campo Largo (Brasile).

- Il Professore Claude Prudhomme, Docente di Storia Contemporanea all’Università “Louis Lumière – Lyon 2” di Lyon (Francia), Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
NER:NEA:NA/ VIS 20101110 (140)

martedì 9 novembre 2010

PRIMATO EDUCATIVO DELLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione della LXII Assemblea Generale della CEI, che si tiene in questa settimana ad Assisi.

“Dall’assistere alla Santa Messa e dal ricevere con devozione la santa Comunione sgorga la vita evangelica di San Francesco e la sua vocazione a ripercorrere il cammino di Cristo Crocifisso” – scrive il Papa ribadendo che: “La santità dell’Eucaristia esige che si celebri e si adori questo Mistero consapevoli della sua grandezza, importanza ed efficacia per la vita cristiana, ma esige anche purezza, coerenza e santità di vita da ciascuno di noi per essere testimoni viventi dell’unico Sacrificio di amore di Cristo”.

Nel riferirsi al tema principale in esame, la traduzione in italiano della terza edizione tipica del Messale Romano, il Santo Padre scrive: “Ogni vero riformatore, (...) è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra”.

I progressi della scienza e della tecnica, tuttavia, sono avvenuti “spesso a scapito dei fondamenti del cristianesimo, nei quali si radica la storia feconda del Continente europeo: la sfera morale è stata confinata nell’ambito soggettivo e Dio, quando non viene negato, è comunque escluso dalla coscienza pubblica”.

“Per invertire la rotta” – sottolinea Benedetto XVI – “non è sufficiente un generico richiamo ai valori, né una proposta educativa che si accontenti di interventi puramente funzionali e frammentari. C’è bisogno, invece, di un rapporto personale di fedeltà tra soggetti attivi, protagonisti della relazione, capaci di prendere posizione e di mettere in gioco la propria libertà”.

“Per questa ragione” – prosegue il Pontefice – “è quanto mai opportuna la vostra scelta di chiamare a raccolta intorno alla responsabilità educativa tutti coloro che hanno a cuore la città degli uomini e il bene delle nuove generazioni. Tale indispensabile alleanza non può che partire da una nuova prossimità alla famiglia, che ne riconosca e sostenga il primato educativo; è al suo interno che si plasma il volto di un popolo”.

“In questo cammino” – conclude il Pontefice – “vi esorto a valorizzare la liturgia quale fonte perenne di educazione alla vita buona del Vangelo. Essa introduce all’incontro con Gesù Cristo, che con parole e opere costantemente edifica la Chiesa, formandola alle profondità dell’ascolto, della fraternità e della missione”.
OP/ VIS 20101109 (430)

GIORNATA DI RIFLESSIONE DEL COLLEGIO CARDINALIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con lettera del 30 ottobre, ha informato tutti i membri del Collegio e i nuovi Cardinali eletti che il Santo Padre li invita a partecipare, venerdì 19 novembre, a una "giornata di riflessione e di preghiera", che si svolgerà presso l’Aula nuova del Sinodo dei Vescovi in Vaticano.

La giornata di riflessione che si terrà alla vigilia della celebrazione del Concistoro Ordinario Pubblico del 20 novembre, sarà dedicata a due temi di discussione: la situazione della libertà religiosa nel mondo e nuove sfide, con una Relazione introduttiva del Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

Il secondo tema di discussione sarà la Liturgia nella vita della Chiesa oggi, con Introduzione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Cardinale Antonio Cañizares Llovera.

Nel pomeriggio sono in programma tre Comunicazioni: la prima: "A dieci anni dalla ‘Dominus Iesus’”, dell’Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; la seconda: "Risposta della Chiesa ai casi di abusi sessuali" e la terza sulla Costituzione "Anglicanorum coetibus", ambedue del Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
OP/ VIS 20101109 (210)

BIBLIOTECA VATICANA: UNA STORIA APERTA AL FUTURO

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della Mostra: “Conoscere la Biblioteca Apostolica Vaticana: una storia aperta al futuro”, in programma nel Braccio di Carlo Magno, dall’11 novembre 2010 al 31 gennaio 2011.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; il Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana; il Dottor Ambrogio Maria Piazzoni, Vice Prefetto della medesima Biblioteca; la Dottoressa Barbara Jatta, Responsabile della Mostra ed il Padre Caesar Acuire, Amministratore Delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi.

“La Mostra” – ha detto il Cardinale Farina – “vuol far conoscere la Biblioteca Vaticana a coloro che non hanno il privilegio di frequentarla. Ma non solo! Vuol farla conoscere meglio anche ai suoi utenti abituali, nell’ampio spettro dei suoi tesori di scienza, cultura e arte. (...) Soprattutto, vuole avvicinarli all’attività quotidiana che si svolge fuori delle sale di consultazione. (...) Una parte della Biblioteca Vaticana, quella storica, si può ammirare nel percorso dei Musei Vaticani, ma non è la parte viva di essa. La presente Mostra, con la presenza in alcuni stands dello stesso personale della Biblioteca, porta, pur se in parte, questo alito di vita e di attività quotidiana, che costituisce la vera novità della Mostra, rispetto a precedenti Mostre”.

“E tuttavia” – ha proseguito il Cardinale Farina – “manca pur sempre qualcosa: i lettori (...) La Mostra accoglierà i visitatori in un ingresso virtuale che supplirà in maniera sorprendente ed efficace alla mancanza di cui sopra. (...) Visiteranno la Mostra numerosi gruppi di pellegrini e di scolaresche in visita alla Basilica di San Pietro. È questa un’opera di alta promozione culturale che supplisce alla impossibilità di poter ospitare tali visite nel ristretto spazio fisico della Biblioteca Vaticana. In tal maniera si può realizzare quella desiderata più ampia apertura e visione della nostra istituzione alla conoscenza e alla meraviglia di quanti apprezzano i tesori della cultura e della bellezza, patrimonio dell’umanità e radici della nostra civiltà e della nostra fede”.

La Dottoressa Jatta ha spiegato che: “Si è voluto organizzare una mostra, che fosse sia ‘tradizionale’ ma anche ‘comunicativa e attuale’. (...) Accanto alle sezioni tradizionali (che sono sette: la storia, i manoscritti, gli stampati, le stampe e i disegni, le monete e le medaglie, gli altri servizi e i laboratori), si è voluto sviluppare un percorso multimediale, fatto anche di video e computer che permettono di far conoscere l’istituzione attraverso i mezzi tecnologici. Questo si è scelto di fare per dare conto dell’attenzione alla tecnologia e alle innovazioni che da decenni costituiscono una priorità della Biblioteca Vaticana”.

“Fra le cose degne di attenzione – a parte gli straordinari manoscritti, incunaboli, libri a stampa, disegni, stampe, monete e medaglie” – ha proseguito la Dottoressa Jatta – “vi è la ricostruzione del Salone Sistino della Biblioteca, il grande spazio affrescato alla fine del Cinquecento per volere di Papa Sisto V, che venne dipinto con un programma iconografico incentrato sulla storia degli alfabeti, delle biblioteche dell’antichità e dei concili della Chiesa legati al libro”.

“Si è deciso di ricreare i nostri laboratori all’interno della mostra con una sorta di ‘work in progress’; i restauratori lavoreranno in mostra al restauro degli antichi codici, cuciranno le preziose legature e restaureranno i disegni e le stampe delle collezioni vaticane di fronte e interagendo con i visitatori”, ha concluso la Dottoressa Jatta.

Monsignor Pasini ha ricordato che: “In occasione della riapertura della Biblioteca Vaticana, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra, nei giorni 11, 12, e 13 novembre, si terrà un Convegno che intende ripercorrere, per il periodo degli ultimi sessant’anni, sia gli studi compiuti in Biblioteca e i contatti con le Istituzioni esterne alla Biblioteca stessa, sia la vita della Biblioteca nella sua attività e quindi l’esperienza maturata nei suoi diversi dipartimenti”.
OP/ VIS 20101109 (640)

50° ANNIVERSARIO SEGRETARIATO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2010 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani celebrerà, il 17 novembre prossimo, presso la Sala San Pio X, (Via della Conciliazione, 5, Roma), con un atto commemorativo pubblico, il 50° anniversario dell’istituzione del Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

All’atto commemorativo – presieduto dall’Arcivescovo Kurt Koch, Presidente del Dicastero – parteciperanno il Cardinale Walter Kasper, Presidente Emerito, Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e il Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

Il 5 giugno del 1960, con il Motu Proprio “Superno Dei Nutu”, il Beato Giovanni XXIII istituiva insieme alle 11 commissioni che avrebbero preparato il Concilio, un Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il cui Primo Presidente fu il Cardinale Agostino Bea. Nel 1988 Papa Giovanni Paolo II con la Costituzione apostolica “Pastor Bonus” cambiò il nome del Segretariato in Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Nel corso degli anni, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha curato i rapporti con il vasto mondo ecumenico sia a livello multilaterale, che attraverso contatti e dialoghi bilaterali con molte Chiese e Comunità cristiane”.

La data dell’atto commemorativo è stata volutamente fatta coincidere con la Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si terrà dal 15 al 19 novembre prossimo e si concentrerà sul tema: “Verso una nuova tappa del dialogo ecumenico”.
CON-UC/ VIS 20101109 (260)

lunedì 8 novembre 2010

LA CARITÀ È IL DISTINTIVO DEL NOSTRO ESSERE CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Papa si è recato in visita alla “Obra Benéfico Social del Nen Dèu”, istituzione benefica creata nel 1892 da Madre Carmen del Niño Jesús González Ramos, beatificata nel 2007, Fondatrice delle “Hermanas Franciscanas de los Sagrados Corazones”.

L’Istituto è sorto inizialmente per dare assistenza ai bambini di famiglie bisognose e per molto tempo la maggioranza degli ospiti sono stati pazienti con la sindrome di Down. Tuttavia la graduale riduzione di questi casi ha portato ad una profonda trasformazione della popolazione assistita, formata oggi da piccoli pazienti autistici, epilettici gravi, con problemi di personalità o comportamentali. L’Istituto offre assistenza sanitaria e psicologica a 250 pazienti, la cui età oscilla tra 3 e 21 anni, assistiti da 8 religiose e da un’ottantina di operatori e volontari.

Al suo arrivo, accolto dal Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona, il Papa ha indirizzato parole di saluto in catalano alla Superiora della Comunità, ai Membri del Patronato della “Obra”, ai pazienti e ai familiari, ed ha detto:

“Vorrei, allo stesso tempo, manifestare la mia riconoscenza alle Autorità, invitandole a prodigarsi perché i più svantaggiati siano sempre raggiunti dai servizi sociali, e a coloro che sostengono con il loro generoso aiuto entità assistenziali di iniziativa privata, come questa Scuola di Educazione Speciale del ‘Nen Déu’. In questi momenti, in cui molte famiglie sperimentano serie difficoltà economiche, dobbiamo moltiplicare, come discepoli di Cristo, i gesti concreti di solidarietà, tangibile e continua, mostrando così che la carità è il distintivo del nostro essere cristiani”.

“Con la dedicazione della Basilica della Sacra Famiglia, si è posto in rilievo questa mattina che l’edificio sacro è segno del vero santuario di Dio tra gli uomini. Ora voglio sottolineare come, con lo sforzo di questa e altre analoghe istituzioni ecclesiali (...) si mostra chiaramente che, per il cristiano, ogni uomo è un vero santuario di Dio, che deve essere trattato con sommo rispetto e affetto, soprattutto quando si trova nel bisogno. La Chiesa vuole così realizzare le parole del Signore nel Vangelo: ‘In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’.

“Nella cura dei più deboli, molto hanno contribuito i formidabili progressi della sanità negli ultimi decenni, che sono stati accompagnati dalla crescente convinzione dell’importanza che ha, per il buon risultato del processo terapeutico, un rapporto umano attento. Perciò, è esigenza dell’essere umano che i nuovi sviluppi tecnologici nel campo medico non vadano mai a detrimento del rispetto per la vita e la dignità umana, in modo che coloro che soffrono malattie o disabilità psichiche o fisiche possano ricevere sempre quell’amore e quelle attenzioni che permettano loro di sentirsi valorizzati come persone nelle loro necessità concrete”.

“Cari bambini e giovani” – ha concluso il Santo Padre – “mi congedo da voi rendendo grazie a Dio per le vostre vite, così preziose ai suoi occhi, e assicurandovi che occupate un posto molto importante nel cuore del Papa. (...) Non tralascio inoltre di pregare per coloro che sono al servizio di chi soffre, lavorando instancabilmente perché le persone con disabilità possano occupare il loro giusto posto nella società e non siano emarginate a causa delle loro limitazioni. A questo proposito, vorrei riconoscere, in modo speciale, la testimonianza fedele dei sacerdoti e di coloro che visitano i malati nelle loro case, negli ospedali e in altre istituzioni specializzate. Essi incarnano l’importante ministero della consolazione di fronte alle fragilità della nostra condizione, che la Chiesa cerca di compiere con gli stessi sentimenti del Buon Samaritano”.

Al termine del discorso il Papa ha ricevuto i doni offerti dai bambini e dai giovani del Nen Déu ed ha benedetto la Prima Pietra della nuova Residenza che porterà il suo nome. Infine Benedetto XVI si è diretto all’aeroporto di Barcelona dove alle 18:30 ha avuto un incontro in privato con il Presidente del Governo spagnolo, Signor José Luis Rodríguez Zapatero.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (670)

FEDE FONTE ISPIRAZIONE FA CRESCERE SOLIDARIETÀ E SERVIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Questa sera, alle 19:00, ha avuto luogo la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Barcelona, in presenza dei Reali di Spagna.

Dopo un breve saluto del Re Don Juan Carlos, il Papa ha pronunciato l’ultimo discorso del suo Viaggio.

Benedetto XV ha ringraziato i Reali per la loro presenza, le Autorità, gli Arcivescovi di Santiago de Compostela e di Barcelona, l’episcopato spagnolo e tutti coloro che hanno collaborato “perché questo viaggio riuscisse felicemente”.

“A Compostela” – ha detto il Papa – “ho voluto unirmi, come un pellegrino tra gli altri, alle tante persone della Spagna, dell’Europa e di altri luoghi del mondo che giungono alla tomba dell’Apostolo per rafforzare la propria fede e ricevere il perdono e la pace. Come successore di Pietro, sono inoltre venuto per confermare i miei fratelli nella fede. Quella fede che agli albori del cristianesimo giunse a queste terre e si radicò tanto profondamente che è venuta forgiando lo spirito, le usanze, l’arte e il carattere delle genti che vi abitano. Preservare e accrescere questo ricco patrimonio spirituale, è segno non solo dell’amore di un Paese verso la propria storia e cultura, ma è anche una via privilegiata per trasmettere alle giovani generazioni quei valori fondamentali tanto necessari per edificare un futuro di convivenza armoniosa e solidale”.

“Le strade che attraversavano l’Europa per raggiungere Santiago” – ha sottolineato il Pontefice – “erano molto diverse tra loro, ciascuna con la propria lingua e le proprie peculiarità, ma la fede era la stessa. (...) Che questa fede” – ha auspicato il Papa – “trovi nuovo vigore in questo Continente, e si trasformi in fonte di ispirazione, facendo crescere la solidarietà e il servizio verso tutti, specialmente i gruppi umani e le Nazioni più bisognose”.

Esprimendosi in catalano, il Santo Padre ha ricordato che a Barcelona “ho avuto l’immensa gioia di dedicare la Basilica della Sacra Famiglia (...) e ho visitato anche una significativa istituzione ecclesiale di carattere benefico e sociale. Sono come due simboli, nella Barcellona di oggi, della fecondità di quella stessa fede, che segnò anche le profondità di questo popolo e che, attraverso la carità e la bellezza del mistero di Dio, contribuisce a creare una società più degna dell’uomo. In effetti, la bellezza, la santità e l’amore di Dio portano l’uomo a vivere nel mondo con speranza”.

“Rientro a Roma” – ha concluso il Pontefice – “dopo aver visitato solo due luoghi della vostra meravigliosa terra. Ciò nonostante, con la preghiera e il pensiero ho desiderato abbracciare tutti gli spagnoli, senza eccezione alcuna, e tanti altri che vivono in mezzo a voi senza essere nati qui. Porto tutti nel mio cuore e prego per tutti, in particolare per coloro che soffrono, e li metto sotto la protezione materna di Maria Santissima, tanto venerata e invocata in Galizia, in Catalogna e nelle altre regioni della Spagna. A Lei chiedo anche che vi ottenga dall’Altissimo copiosi doni celesti, che vi aiutino a vivere come una sola famiglia, guidati dalla luce della fede. Vi benedico nel nome del Signore. Con il suo aiuto, ci rivedremo a Madrid il prossimo anno, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Arrivederci”.

Successivamente il Papa è salito a bordo dell’aereo per Roma, dove è giunto alle 21:00. Dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto il Vaticano in automobile, portando a termine il diciottesimo Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (570)

RELIGIONE E SOCIETÀ: PROSPETTIVE CRISTIANE E MUSULMANE

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2010 (VIS). Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso ed il Centro per il Dialogo Inter-Religioso dell’ "Islamic Culture and Relations Organisation" (Teheran, Iran) hanno organizzato il loro settimo Colloquio, a Teheran, dal 9 all’11 novembre 2010.

Un Comunicato del Dicastero rende noto che: “Il tema dell’incontro, ‘Religione e società: prospettive cristiane e musulmane’ sarà sviluppato in tre sotto-temi. Vi parteciperanno otto membri. Dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso saranno presenti il Presidente, Cardinale Jean-Louis Tauran, il Segretario, Arcivescovo Pier Luigi Celata, e il Capo Ufficio per l’Islam, Monsignor Khaled Akasheh. La Chiesa locale sarà rappresentata dal Presidente della Conferenza Episcopale dell’Iran, Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei e da Don Francesco Pirisi, S.D.B., Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Ispahan dei Latini”.

“Dopo la sessione inaugurale, il Colloquio si svolgerà a porte chiuse. Un comunicato stampa è previsto alla fine dei lavori. Una conferenza, che avrà luogo in una sede universitaria di Teheran, presenterà ad un pubblico di studenti e professori universitari il tema dell’incontro da un punto di vista cristiano”.

Il Comunicato conclude segnalando che: “Dopo l’incontro è prevista una visita a Qom, città santa per gli sciiti, nonché centro principale di ricerca ed insegnamento religioso”.
OP/ VIS 20101108 (210)

domenica 7 novembre 2010

IL PAPA RISPONDE ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Durante il volo verso Santiago de Compostela, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto alle domande dei giornalisti – formulate da Padre Federico Lombardi – che lo hanno accompagnato nel Viaggio Apostolico in Spagna.

EUROPA DEVE APRIRSI TRASCENDENZA E FRATERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Alle 16:30 di questo pomeriggio, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa in occasione dell’Anno Giubilare Compostelano nella Plaza del Obradoiro, così chiamata perché lì si trovavano le botteghe degli scalpellini che tagliavano le pietre per la costruzione della Cattedrale. La Piazza può contenere circa ottomila persone. I fedeli radunati nelle piazze vicine hanno potuto seguire la Celebrazione Eucaristica, alla quale erano presenti i Principi delle Asturie, su megaschermi.

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DELLA “SAGRADA FAMILIA”

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, il Papa, lasciato l’Arcivescovado di Barcelona, si è recato in autovettura panoramica alla Chiesa della “Sagrada Famiglia”, il capolavoro del grande architetto catalano Antoni Gaudí.

sabato 6 novembre 2010

VIVERE ILLUMINATI DALLA VERITÀ DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). All’arrivo alla Chiesa di Santiago di Compostela, Benedetto XVI si è diretto alla Cappella del Santissimo Sacramento per un breve momento di adorazione. Successivamente ha salutato i fedeli dalla Porta della Gloria, che gli scalpellini scolpirono in granito nel secolo XII, e le cui colonne sono adornate da statue di Cristo, degli Apostoli, di santi, di profeti, angeli, mostri simbolici, passaggi della Bibbia.

Dopo l’uscito dalla Porta Reale e l’ingresso dalla Porta Santa, il Papa ha sostato in preghiera silenziosa davanti alla tomba dell’Apostolo, e quindi ha abbracciato la statua dell’Apostolo.

Dopo il saluto dell’Arcivescovo di Santiago de Compostela, Monsignor Julián Barrio Barrio. Il Papa ha pronunciato un discorso.

“Andare in pellegrinaggio non è semplicemente visitare un luogo qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte o storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto, uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è mostrata con particolare splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e santità tra i credenti”

“In questo Anno Santo Compostelano, come Successore di Pietro, ho voluto anch’io venire in pellegrinaggio alla Casa del ‘Señor Santiago’ (San Giacomo), che si appresta a celebrare l’anniversario degli ottocento anni dalla sua consacrazione, per confermare la vostra fede e ravvivare la vostra speranza, e per affidare all’intercessione dell’Apostolo i vostri aneliti, fatiche e opere per il Vangelo. Nell’abbracciare la sua venerata immagine, ho pregato anche per tutti i figli della Chiesa, che ha la sua origine nel mistero di comunione che è Dio”.

“La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli, scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che costituisce la verità più profonda del loro essere, e che è origine della vera libertà”.

“Tra verità e libertà vi è una relazione stretta e necessaria. La ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è la condizione per un’autentica libertà. Non si può vivere l’una senza l’altra. La Chiesa, che desidera servire con tutte le sue forze la persona umana e la sua dignità, è al servizio di entrambe, della verità e della libertà. Non può rinunciare ad esse, perché è in gioco l’essere umano, perché la spinge l’amore all’uomo, ‘il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa’ (Gaudium et spes, 24), e perché senza tale aspirazione alla verità, alla giustizia e alla libertà, l’uomo si perderebbe esso stesso”.

“Permettetemi che da Compostela, cuore spirituale della Galizia e, allo stesso tempo, scuola di universalità senza confini, esorti tutti i fedeli di questa cara Arcidiocesi, e tutti quelli della Chiesa in Spagna, a vivere illuminati dalla verità di Cristo, professando la fede con gioia, coerenza e semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come cittadini”.

“Che la gioia di sentirvi figli amati di Dio vi spinga anche ad una amore sempre più profondo per la Chiesa, collaborando con essa nella sua opera di portare Cristo a tutti gli uomini. Pregate il Padrone della messe, perché molti giovani si consacrino a questa missione nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come sempre, vale la pena dedicarsi per tutta la vita a proporre la novità del Vangelo”.

“Non voglio concludere senza prima esprimere felicitazione e ringraziamento a tutti i cattolici spagnoli per la generosità con la quale sostengono tante istituzioni di carità e di promozione umana. Non stancatevi di mantenere queste opere, che apportano beneficio a tutta la società, e la cui efficacia si è manifestata in modo speciale nell’attuale crisi economica, così come in occasione delle gravi calamità naturali che hanno colpito vari Paesi”.

“Prego l’Altissimo che conceda a tutta l’audacia che ebbe san Giacomo per essere testimone di Cristo Risorto, e così rimaniate fedeli nei cammini della santità e vi spendiate per la gloria di Dio e il bene dei fratelli più abbandonati”.

Alla fine del discorso il Papa ha messo l’incenso nel “botafumeiro” (grande incensiere) che si accende nelle grandi cerimonie e che viene azionato, come vuole la tradizione secolare, mentre si canta l’Inno all’Apostolo San Giacomo – da otto uomini conosciuti con il nome di “tiraboleiros”. Questo rito è sempre molto ammirato dai pellegrini. L’incensiere attuale è alto 1,10m, pesa 50 kg ed è in ottone cromato. Fu realizzato a Santiago alla metà del secolo scorso.

Infine il Papa si è diretto all’Arcivescovado per il pranzo con i Cardinali spagnoli, i membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale ed il Seguito Papale.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (770)

BENEDETTO XVI: VENGO COME PELLEGRINO A SANTIAGO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha iniziato questa mattina il 18° Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato, nelle località spagnole di antica tradizione cattolica: Santiago de Compostela, legata al rito del pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Giacomo, che celebra il suo Anno Giubilare, e Barcelona, dove il Papa consacrerà l’incompiuta Chiesa della “Sagrada Famiglia”, 128 anni dopo l’inizio dei lavori, tuttora in corso.

Santiago de Compostela, prima meta del Viaggio del Santo Padre, deriva il suo nome da quello dell’Apostolo Giacomo il Maggiore (Santiago) e da “campus stellae” (Compostela) in riferimento alla stella che avrebbe indicato il sito dei resti del corpo di San Giacomo, martirizzato e sepolto a Gerusalemme, giunti miracolosamente in Spagna. Nel luogo del ritrovamento avvenuto nell’813, Alfonso II, re delle Asturie e di Galizia, fece costruire una chiesa, affidata poi ai monaci benedettini. Santiago, distrutta nel 997 dall’esercito musulmano di Al-Manssùr, ricostruita da Bermuda II e trasformata in luogo di culto, diventò la terza meta di pellegrinaggi dopo Gerusalemme e Roma. La Città e il Cammino del Pellegrinaggio di Santiago sono stati dichiarati dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, nel 1985.

Il Papa è partito dall’aeroporto romano di Fiumicino alle 8:30 di questa mattina ed è giunto a Santiago de Compostela alle 11:30. Ai piedi della scaletta dell’aereo erano ad accogliere il Pontefice le loro Altezze Reali i Principi delle Asturie, Don Felipe di Borbone e Donna Letizia Ortiz Rocasolano, accompagnati dall’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela.

Alla Cerimonia di benvenuto che si è svolta nei pressi del nuovo Terminal Sud dell’aeroporto inaugurato per l’occasione, erano presenti Autorità politiche del Governo Centrale, dell’Autonomia della Galizia e del Comune di Santiago, i Cardinali spagnoli e il Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale e alcune centinaia di fedeli. Al termine degli onori militari, dell’esecuzione degli Inni nazionali e del discorso del Principe delle Asturie, il Papa si è rivolto ai presenti.

“Vengo come pellegrino in questo Anno Santo Compostelano” – ha detto Benedetto XVI – “e porto nel cuore lo stesso amore a Cristo che spingeva l’Apostolo Paolo a intraprendere i suoi viaggi, con l’anelito di giungere anche in Spagna. Desidero unirmi così alla grande schiera di uomini e donne che, lungo i secoli, sono venuti a Compostela da tutti gli angoli della Penisola Iberica e d’Europa, e anzi del mondo intero, per mettersi ai piedi di san Giacomo e lasciarsi trasformare dalla testimonianza della sua fede. Essi, con le orme dei loro passi e pieni di speranza, andarono creando una via di cultura, di preghiera, di misericordia e di conversione, che si è concretizzata in chiese e ospedali, in ostelli, ponti e monasteri. In questa maniera, la Spagna e l’Europa svilupparono una fisionomia spirituale marcata in modo indelebile dal Vangelo”.

“Proprio come messaggero e testimone del Vangelo” – ha proseguito il Pontefice – “andrò anche a Barcellona, per rinvigorire la fede del suo popolo accogliente e dinamico. Una fede seminata già agli albori del cristianesimo, e che germinò e crebbe al calore di innumerevoli esempi di santità, dando origine a tante istituzioni di beneficenza, cultura ed educazione. Fede che ispirò il geniale architetto Antoni Gaudí a intraprendere in quella città, con il fervore e la collaborazione di molti, quella meraviglia che è la chiesa della Sacra Famiglia. Avrò la gioia di dedicare quella chiesa, nella quale si riflette tutta la grandezza dello spirito umano che si apre a Dio”.

“Provo una gioia profonda nell’essere di nuovo in Spagna, che ha dato al mondo una moltitudine di grandi Santi, fondatori e poeti, come Ignazio di Loyola, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Francesco Saverio, fra tanti altri; Spagna che nel secolo XX ha suscitato nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e di azione apostolica e, negli ultimi decenni, cammina in concordia e unità, in libertà e pace, guardando al futuro con speranza e responsabilità. Mossa dal suo ricco patrimonio di valori umani e spirituali, cerca pure di progredire in mezzo alle difficoltà e offrire la sua solidarietà alla comunità internazionale”.

“Questi apporti e iniziative della vostra lunga storia, e anche di oggi, insieme al significato di questi due luoghi della vostra bella geografia che visiterò in questa occasione, mi spronano ad allargare il mio pensiero a tutti i popoli di Spagna e d’Europa. Come il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che da Compostela esortò il Vecchio Continente a dare nuovo vigore alle sue radici cristiane, anch’io vorrei esortare la Spagna e l’Europa a edificare il loro presente e a progettare il loro futuro a partire dalla verità autentica dell’uomo, dalla libertà che rispetta questa verità e mai la ferisce, e dalla giustizia per tutti, iniziando dai più poveri e derelitti. Una Spagna e un’Europa non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’unico uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene”, ha concluso il Pontefice aggiungendo al termine del suo discorso alcune parole in lingua galiziana:

“Cari amici, vi ripeto la mia gratitudine per il vostro cordiale benvenuto e la vostra presenza in questo aeroporto. Rinnovo il mio affetto e la mia vicinanza agli amatissimi figli di Galizia, di Catalogna e degli altri popoli della Spagna. Nell’affidare all’intercessione di san Giacomo Apostolo la mia presenza tra voi, supplico Dio che giunga a tutti la sua benedizione. Molte grazie”.

Al termine delle cerimonia il Papa i Principi delle Asturie hanno avuto un breve incontro privato nella “Sala de Autoridades” dell’aeroporto. Infine il Papa si è diretto in autovettura alla Cattedrale di Santiago de Compostela.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (950)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Roberto Bordi, O.F.M., Vescovo Ausiliare per il Vicariato Apostolico di El Beni (superficie: 150.686; popolazione: 201.695; cattolici: 161.321; sacerdoti: 19; religiosi: 70; diaconi permanenti: 2), Bolivia. Il Vescovo eletto, è nato a Roma (Italia), nel 1946, ha emesso la professione solenne nell’Ordine dei Frati Minori nel 1969, è stato ordinato diacono nel 1970 e sacerdote nel 1971. È stato finora Parroco a Magdalena, nel Vicariato Apostolico di El Beni (Bolivia).
NEA/ VIS 20101106 (90)

venerdì 5 novembre 2010

VITA CONSACRATA UN BENE PER TUTTA LA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

“I religiosi e le religiose” – ha detto il Papa – “ci ricordano oggi una pianta piena di rami che affonda la sue radici nel Vangelo e dà frutti copiosi in ogni epoca della Chiesa. ‘Poiché la carità è il primo frutto dello Spirito ed il più grande di tutti i carismi, una comunità religiosa arricchisce la Chiesa, della quale è parte viva, in primo luogo con il suo amore: ama la sua Chiesa particolare, la arricchisce con i suoi carismi e la rende disponibile ad una dimensione più universale’”.

In merito alla “diminuzione dei membri in molti Istituti e dell’invecchiamento degli stessi, evidente in alcune parti del mondo, alcuni” – ha affermato il Papa – “si domandano se la vita consacrata continua ad essere una proposta in grado di attrarre i giovani e le giovani”.

La vita consacrata in quanto tale, ha proseguito il Pontefice “ha origine nel Signore, che scelse per sé questo modo di vivere nella castità, nella povertà e nell’obbedienza. La vita consacrata non potrà mai mancare né morire nella Chiesa: fu amata da Gesù e considerata come parte inamovibile della sua Chiesa. Per questo motivo l’appello all’impegno generale nella pastorale vocazionale: se la vita consacrata è un bene di tutta la Chiesa, che interessa tutti, anche la pastorale che cerca di promuovere le vocazioni alla vita consacrata deve essere un impegno sentito da tutti: vescovi, sacerdoti, religiosi e laici”.

“Come afferma il decreto conciliare ‘Perfectae caritatis’, ‘il rinnovamento e l’adattamento degli istituti dipende principalmente dalla formazione dei suoi membri’. Si tratta di un’affermazione fondamentale per ogni forma di vita consacrata. La capacità formativa di un Istituto, nella fase iniziale e nelle fasi successive, è fondamentale per tutto il processo di rinnovamento”.

Benedetto XVI ha concluso esortando i Vescovi a trasmettere “la viva gratitudine” del Papa alle persone consacrate e a dire loro che il Papa le ricorda tutti nelle sue preghiere, “in particolare le persone anziane e i malati e quanti attraversano momenti di crisi e di solitudine, o soffrano e si sentano confusi, ed infine i giovani e le giovani che bussano alla porta degli Istituti e chiedono di dedicarsi a Gesù Cristo vivendo con radicalità il Vangelo”.
AL/ VIS 20101105 (400)

CALENDARIO CELEBRAZIONI SANTO PADRE NOVEMBRE-GENNAIO

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di novembre, dicembre e gennaio 2011:

NOVEMBRE:

Sabato 20: Alle 10:30, nella Basilica Vaticana, Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi Cardinali.

Domenica 21: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo, alle 9:30 nella Basilica Vaticana, Santa Messa e consegna dell’anello cardinalizio.

Domenica 27: I Domenica di Avvento, alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri.

DICEMBRE

Mercoledì, 8: Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, alle 16:00, in Piazza di Spagna, Atto di venerazione all’Immacolata.

Domenica 12: III Domenica di Avvento: Visita Pastorale alla Parrocchia romana “San Massimiliano Kolbe”, a Via Prenestina (Torre Angela), ore 9:00 Santa Messa.

Giovedì 16: Alle 18:00 nella Basilica Vaticana, Vespri con gli Universitari degli Atenei Romani.

Venerdì 24: Solennità del Natale del Signore. Alle 22:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa della Notte.

Sabato 25: Solennità del Natale del Signore. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle 12:00, Benedizione “Urbi et Orbi”.

Venerdì 31: Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri e Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso.

GENNAIO 2011

Sabato 1: Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, XLIV Giornata Mondiale della Pace, alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Giovedì 6: Solennità dell’Epifania del Signore, alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Domenica 9 dopo l’Epifania: Festa del Battesimo del Signore: alle 10:00, nella Cappella Sistina, Santa Messa e Battesimo di alcuni bambini.

Martedì 25: Festa della Conversione di San Paolo Apostolo: Basilica di San Paolo fuori le Mura, ore 17:30: Celebrazione dei Vespri.
OCL/ VIS 20101105 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate dodici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Moacyr José Vitti, C.S.S., di Curitiba, con gli Ausiliari: Vescovo João Carlos Seneme, C.S.S. e Vescovo Rafael Biernaski.

- Il Vescovo Antônio Wagner da Silva, S.C.I., di Guarapuava, con l’emerito Vescovo Giovanni Zerbini, S.D.B.

- Il Vescovo João Alves dos Santos, O.F.M.Cap., di Paranaguá.

- Il Vescovo Sérgio Arthur Braschi, di Ponta Grossa.

- Il Vescovo Ladislau Biernaski, C.M., di São José dos Pinhais.

- Il Vescovo João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., di União da Vitória.

- L’Arcivescovo Orlando Brandes, di Condrina.

- Il Vescovo Celso Antônio Marchiori, di Apucarana.

- Il Vescovo Getúlio Teixeira Guimarães, S.V.D., di Cornélio Procópio.
AL/ VIS 20101105 (140)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Francisco Batistela, C.SS.R., emerito di Bom Jesus da Lapa (Brasile), il 20 ottobre, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Jesús Mateo Calderón Barrueto, O.P., emerito di Puno (Perù), il 28 ottobre, all’età di 90 anni.

- Il Vescovo Aldo Lazzarin Stella, O.S.M., già Vicario Apostolico di Aysén (Cile), il 16 ottobre, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Emmanuel Lê Phong Thuân, di Cân Tho (Viêt Nam), il 17 ottobre, all’età di 79 anni.
.../ VIS 20101105 (100)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2010 (VIS). In occasione del Viaggio Apostolico a Santiago de Compostela e a Barcelona (Spagna), il servizio del V.I.S. sarà trasmesso anche sabato 6 e domenica 7 novembre.
.../ VIS 20101105 (30)

giovedì 4 novembre 2010

SANTA MESSA IN SUFFRAGIO DEI CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Come di consueto nel mese di novembre, il Papa ha celebrato, questa mattina, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’anno. Con il Papa hanno concelebrato i Membri del Collegio Cardinalizio.

Benedetto XVI ha ricordato all’inizio dell’omelia i nomi dei Cardinali defunti negli ultimi dodici mesi: Peter Seiichi Shirayanagi, Cahal Brendan Daly, Armand Gaétan Razafindratandra, Thomas Spidlik, Paul Augstin Mayer, Luigi Poggi, esprimendo sentimenti di affetto per tutti loro e per i numerosi Arcivescovi e Vescovi mancati nel corso di quest’ultimo anno.

“Questi venerati nostri Fratelli amiamo ricordarli” – ha detto il Papa – “come Pastori zelanti, il cui ministero è stato sempre segnato dall'orizzonte escatologico che anima la speranza nella felicità senz'ombra a noi promessa dopo questa vita; come testimoni del Vangelo (...); come cristiani e Pastori animati da profonda fede, dal vivo desiderio di conformarsi a Gesù”.

“L’espressione ‘vita eterna’ (...) designa il dono divino concesso all’umanità: la comunione con Dio in questo mondo e la sua pienezza in quello futuro. La vita eterna ci è stata aperta dal Mistero Pasquale di Cristo e la fede è la via per raggiungerla”. Citando le parole rivolte da Gesù a Nicodemo, riportate nel Vangelo di oggi, il Papa ha spiegato che in questa conversazione Cristo “svela il senso più profondo di quell’evento di salvezza, rapportandolo alla propria morte e risurrezione: il Figlio dell’uomo deve essere innalzato sul legno della Croce perché chi crede in Lui abbia la vita. (...) La Croce, paradossalmente, da segno di condanna, di morte, di fallimento, diventa segno di redenzione, di vita, di vittoria, in cui, con sguardo di fede, si possono scorgere i frutti della salvezza”.

“Il senso salvifico della Croce, (...) consiste nell’immenso amore di Dio e nel dono del Figlio unigenito (...) I verbi ‘amare’ e ‘dare’ indicano un atto decisivo e definitivo che esprime la radicalità con cui Dio si è avvicinato all’uomo nell’amore, fino al dono totale (...) calandosi nell’abisso del nostro estremo abbandono, oltrepassando la porta della morte. L’oggetto e il beneficiario dell’amore divino è il mondo, cioè l’umanità. È una parola che cancella completamente l’idea di un Dio lontano ed estraneo al cammino dell’uomo, e svela, piuttosto, il suo vero volto (...). Dio (...) ama senza misura. Non manifesta la sua onnipotenza nel castigo, ma nella misericordia e nel perdono”.

“Gesù è venuto per salvare e non per condannare; con il Sacrificio della Croce egli rivela il volto di amore di Dio. E proprio per la fede nell’amore sovrabbondante donatoci in Cristo Gesù, noi sappiamo che anche la più piccola forza di amore è più grande della massima forza distruttrice e può trasformare il mondo, e per questa stessa fede noi possiamo avere una ‘speranza affidabile’, quella nella vita eterna e nella risurrezione della carne”.
HML/ VIS 20101104 (480)

IV CENTENARIO CANONIZZAZIONE SAN CARLO BORROMEO

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano (Italia), in occasione del IV centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo, il 1° novembre 1610.

“L’epoca in cui visse Carlo Borromeo fu assai delicata per la Cristianità” – scrive il Papa – “In tempi oscurati da numerose prove per la Comunità cristiana, con divisioni e confusioni dottrinali, con l’annebbiamento della purezza della fede e dei costumi e con il cattivo esempio di vari sacri ministri, Carlo Borromeo non si limitò a deplorare o a condannare, né semplicemente ad auspicare l’altrui cambiamento, ma iniziò a riformare la sua propria vita”.

“Egli era consapevole che una seria e credibile riforma doveva cominciare proprio dai Pastori (...). In tale azione di riforma” – scrive ancora Benedetto XVI – “seppe attingere alle sorgenti tradizionali e sempre vive della santità della Chiesa cattolica: la centralità dell’Eucaristia (...); la spiritualità della Croce (...); l’assidua frequenza ai Sacramenti (...); la Parola di Dio (...); l’amore e la devozione per il Sommo Pontefice, nell’obbedienza pronta e filiale alle sue indicazioni, come garanzia di vera e piena comunione ecclesiale”.

“L’esempio di san Carlo ci sproni a partire sempre da un serio impegno di conversione personale e comunitaria (...). Incoraggio in modo particolare i sacri ministri, presbiteri e diaconi, a fare della loro vita un coraggioso cammino di santità (...). Cari fratelli nel ministero, la Chiesa ambrosiana possa trovare sempre in voi una fede limpida e una vita sobria e pura, che rinnovino l’ardore apostolico che fu di sant’Ambrogio, di san Carlo e di tanti vostri santi Pastori!”.

“San Carlo fu riconosciuto, poi, come vero padre amorevole dei poveri” – scrive ancora il Pontefice – “Fondò istituzioni finalizzate all’assistenza e al recupero delle persone bisognose; ma la sua carità verso i poveri e i sofferenti rifulse in modo straordinario durante la peste del 1576, quando il santo Arcivescovo volle rimanere in mezzo al suo popolo, per incoraggiarlo, per servirlo e per difenderlo con le armi della preghiera, della penitenza e dell’amore”.

“Non si potrebbe comprendere, però, la carità di san Carlo Borromeo se non si conoscesse il suo rapporto di amore appassionato con il Signore Gesù. (...) Lo sguardo contemplativo al santo Mistero dell’Altare e al Crocifisso risvegliava in lui sentimenti di compassione per le miserie degli uomini e accendeva nel suo cuore l’ansia apostolica di portare a tutti l’annuncio evangelico”.

“Facciamo dell’Eucaristia il vero centro delle nostre comunità e lasciamoci educare e plasmare da questo abisso di carità! Ogni opera apostolica e caritativa prenderà vigore e fecondità da questa sorgente!”.

“Cari giovani (...) Come san Carlo, anche voi potete fare della vostra giovinezza un’offerta a Cristo e ai fratelli. (...) Voi, cari giovani, non siete solo la speranza della Chiesa; voi fate già parte del suo presente! E se avrete l’audacia di credere alla santità, sarete il tesoro più grande della vostra Chiesa ambrosiana, che si è edificata sui Santi”.
MESS/ VIS 20101104 (500)

URGENTE IMPEGNO FORMAZIONE LAICI DOTTRINA SOCIALE CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio al Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in occasione dell’Assemblea Plenaria, in corso in questi giorni a Roma, sulla ricezione dell’Enciclica “Caritas in veritate” nei diversi continenti.

“Solo con la carità, sostenuta dalla speranza e illuminata dalla luce della fede e della ragione, è possibile conseguire obiettivi di liberazione integrale dell'uomo e di giustizia universale”.

“Nell'Enciclica ‘Caritas in veritate’” – scrive il Papa – “ho accennato a problemi fondamentali che toccano il destino dei popoli e delle istituzioni mondiali, nonché della famiglia umana. (...) Gli squilibri sociali, settoriali, nazionali, quelli tra risorse e popolazioni povere, tra tecnica ed etica (...) non sono affatto scomparsi. (...) Il coordinamento tra gli Stati – spesso inadeguato, perché orientato alla ricerca di un equilibrio di potere, piuttosto che alla solidarietà - lascia spazio a rinnovate disuguaglianze, al pericolo del predominio di gruppi economici e finanziari che dettano - ed intendono continuare a farlo - l'agenda della politica, a danno del bene comune universale”.

“Appare di particolare urgenza l'impegno nella formazione del laicato cattolico alla dottrina sociale della Chiesa”. I laici “debbono impegnarsi per promuovere una retta configurazione della vita sociale, nel rispetto della legittima autonomia delle realtà terrene”.

“È di fondamentale importanza una comprensione profonda della dottrina sociale della Chiesa, in armonia con tutto il suo patrimonio teologico e fortemente radicata nell’affermazione della dignità trascendente dell’uomo, nella difesa della vita umana sin dal suo concepimento fino alla morte naturale e della libertà religiosa. (...) È necessario preparare fedeli laici capaci di dedicarsi al bene comune, specie negli ambiti più complessi come il mondo della politica, ma è urgente anche avere Pastori che (...) sappiano contribuire all’animazione e all’irradiazione, nella società e nelle istituzioni, di una vita buona secondo il Vangelo”.

“Il mio augurio, pertanto, è che il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace continui nella sua opera di aiuto alla comunità ecclesiale (...) non solo nell'elaborazione di sempre nuovi aggiornamenti della dottrina sociale della Chiesa (...). Al fine di globalizzare la dottrina sociale della Chiesa sembra opportuno che crescano Centri e Istituti per lo studio, la diffusione e l'attuazione di essa in tutto il mondo”.

“Dopo la promulgazione del ‘Compendio’ e dell’Enciclica ‘Caritas in veritate’, è naturale che il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sia dedito all’approfondimento degli elementi di novità e, in collaborazione con altri soggetti” – conclude il Pontefice – “alla ricerca delle vie più adatte alla veicolazione dei contenuti della dottrina sociale, non solo nei tradizionali itinerari formativi ed educativi cristiani di ogni ordine e grado, ma anche nei grandi centri di formazione del pensiero mondiale - quali i grandi organi della stampa laica, le università e i numerosi centri di riflessione economica e sociale - che negli ultimi tempi si sono sviluppati in ogni angolo del mondo”.
MESS/ VIS 20101104 (490)

MESSAGGIO NUOVA SEDE SEMINARIO CUBA

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio inviato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de la Habana (Cuba), in occasione dell’apertura della nuova sede, la prima in cinquanta anni, del Seminario Arcidiocesano “San Carlos e San Ambrosio”.

Il Santo Padre auspica che l’inaugurazione “sia al contempo segno e incentivo di un rinnovato vigore nell’impegno di garantire un’attenta preparazione umana, spirituale e accademica di coloro che in questa istituzione si preparano al ministero sacerdotale”.

Il Papa invita i seminaristi “ad identificarsi sempre più con i sentimenti di Cristo, Buon Pastore, con la preghiera assidua, la seria applicazione allo studio, l’ascolto umile della parola divina, la degna celebrazione dei sacramenti e la testimonianza audace del suo amore come autentici discepoli e missionari del Vangelo della salvezza”.

Benedetto XVI “affida tutta la comunità di questa istituzione educativa alla protezione della Santissima Vergine Maria, che con il titolo di Nuestra Señora de la Caridad del Cobre è invocata con fervore dalla diletta Nazione cubana”.
TGR/ VIS 20101104 (200)

CONGREGAZIONE DOTTRINA DELLA FEDE “OPUS ANGELORUM”

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il testo completo della Lettera circolare della Congregazione della Dottrina della Fede – firmata il 2 ottobre scorso dal Prefetto del Dicastero, Cardinale William Joseph Levada e pubblicata oggi sul “L’Osservatore Romano” – per aggiornare i Vescovi sulla situazione dottrinale e canonica attuale dell’Associazione denominata “Opus Angelorum”.
“Trascorsi più di trent’anni da quando si iniziò ad esaminare le particolari teorie professate ed usi seguiti dai membri dell’associazione chiamata ‘Opus Angelorum’ (Engelwerk), la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene opportuno informare i Membri di codesta Conferenza Episcopale sugli sviluppi intercorsi al riguardo, affinché meglio si possano regolare in materia”.

“Il suddetto esame si concluse con la pubblicazione prima di una Lettera comunicando le decisioni approvate dal Sommo Pontefice il 24 settembre 1983 (AAS 76 [1984], pp. 175-176), e poi del Decreto ‘Litteris diei’ del 6 giugno 1992 (AAS 84 [1992], pp. 805-806)”.

“Tali documenti disponevano, in sostanza, che i membri dell’’Opus Angelorum’, nella promozione della devozione verso i SS. Angeli, dovevano conformarsi alla dottrina della Chiesa ed all’insegnamento dei santi Padri e Dottori ed, in particolare, non usare i ‘nomi’ conosciuti dalle presunte rivelazioni private, attribuite alla signora Gabriele Bitterlich, né insegnare, diffondere o utilizzare in alcun modo le teorie provenienti da queste presunte rivelazioni. Inoltre, essi erano richiamati al dovere di osservare strettamente tutte le norme liturgiche, particolarmente quelle relative alla SS. Eucaristia. Con il Decreto del 1992, poi, l’esecuzione di questi provvedimenti veniva affidata ad un Delegato con speciali facoltà nominato dalla Santa Sede, il quale riceveva anche il compito di regolarizzare i rapporti tra l’’Opus Angelorum’ e l’Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce”.

“Nel corso degli anni da allora trascorsi, detto Delegato, P. Benoît Duroux, O. P., è riuscito a portare a termine i compiti affidatigli e si può considerare che oggi, grazie all’obbedienza dimostrata dai suoi membri, l’’Opus Angelorum’ vive lealmente e serenamente nella conformità alla dottrina della Chiesa ed alle norme liturgiche e canoniche. Tenendo conto dell’avanzata età di P. Duroux, il 13 marzo 2010 è stato nominato nuovo Delegato P. Daniel Ols, O.P., con le stesse competenze delineate nel suddetto Decreto del 6 giugno 1992”.

“Questa normalizzazione si vede, in particolare, nei seguenti elementi. Il 31 maggio 2000, questa Congregazione ha approvato la formula di una consacrazione ai SS. Angeli per l’’Opus Angelorum’. Poi, con il parere positivo di questo Dicastero, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ha approvato lo ‘Statuto dell’Opus Sanctorum Angelorum’ , nel quale, fra l’altro, vengono definiti i rapporti fra l’Opus Angelorum e l’Ordine dei Canonici Regolari della S. Croce”.

“Secondo questo Statuto, l’’Opus Angelorum’ è una associazione pubblica della Chiesa cattolica con personalità giuridica a norma del can. 313 CIC; è congiunto all’Ordine dei Canonici Regolari della S. Croce a norma del can. 677, § 2 CIC e posto sotto la direzione di detto Ordine in conformità con il can. 303 CIC. D’altra parte, le Suore della S. Croce hanno visto le loro Costituzioni approvate dal Vescovo d’Innsbruck. Infine, l’Ordine dei Canonici Regolari della S. Croce, il cui governo centrale era stato nominato il 30 ottobre 1993 dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, all’inizio del 2009 ha potuto eleggere il proprio Superiore generale e i membri del Consiglio generalizio”.

“Così come si presenta oggi, l’’Opus Angelorum’ è, quindi, un’associazione pubblica della Chiesa in conformità con la dottrina tradizionale e le di¬rettive della Suprema Autorità, diffonde la devozione nei riguardi dei SS. Angeli tra i fedeli, esorta alla preghiera per i sacerdoti, promuove l’amore per Cristo nella Sua passione e l’unione ad essa. Non sussiste quindi alcun ostacolo di ordine dottrinale o disciplinare a che gli Ordinari locali accol¬gano nelle loro diocesi tale associazione e favoriscano il suo sviluppo”.

“Questa Congregazione tuttavia intende attirare l’attenzione degli Ordinari sul fatto che, negli anni trascorsi, un certo numero di membri dell’’Opus Angelorum’, fra cui anche diversi sacerdoti usciti od espulsi dall’Ordine dei Canonici Regolari della S. Croce, non hanno accettato le norme date da questo Dicastero ed aspirano e lavorano a restaurare ciò che secondo loro sarebbe l’’autentico Opus Angelorum’, cioè un movimento che professi e pratichi tutto ciò che dai summenzionati documenti è stato proibito. La propaganda a favore di questo movimento deviante, il quale è al di fuori di ogni controllo ecclesiastico, si fa, a quanto risulta a questa Congregazione, in modo molto discreto e esso si presenta come se fosse in piena comunione con la Chiesa cattolica”.

“La Congregazione per la Dottrina della Fede invita, quindi, gli Ordinari alla vigilanza riguardo a tali attività disgregative della comunione ecclesiale e, qualora le abbiano individuate nella propria diocesi, ad una proibizione di esse”.
CDF/ VIS 20101104 (800)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Juan Alberto Puiggari, Arcivescovo di Paraná (superficie: 30.348; popolazione: 578.000; cattolici: 520.200; sacerdoti: 144; religiosi: 170), Argentina. L’Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998. Finora Vescovo di Mar del Plata (Argentina), succede all’Arcivescovo Luis Bautista Maulión, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Thaddeus Cho Hwan-kil, Arcivescovo di Daegu (superficie: 9.128; popolazione: 4.469.943; cattolici: 442.794; sacerdoti: 382; religiosi: 1.187), Corea. È stato finora Vescovo Ausiliare ed Amministratore diocesano della medesima Sede.

Mercoledì 3 novembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Parakou (Benin), presentata dal Vescovo Fidèle Agbatchi, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/ VIS 20101104 (170)

mercoledì 3 novembre 2010

RAGAZZI AZIONE CATTOLICA: APPRENDERE ARTE VERO AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato 100.000 ragazzi e giovani dell’Azione Cattolica Italiana che hanno partecipato ad un Convegno Nazionale sul tema: "C’è di più. Diventiamo grandi insieme".

Nel corso dell’incontro il Papa ha risposto a tre domande, poste rispettivamente da un ragazzo dell’A.C.R., da una giovanissima e da un’educatrice.

Alla prima domanda: “Cosa significa diventare grandi? Cosa devo fare per crescere seguendo Gesù?” il Santo Padre ha risposto: “Quando sono stato ragazzo, (...) ho avuto il desiderio di essere un giorno molto grande; e non solo grande di misura, ma volevo fare qualcosa di grande, di più nella mia vita. (...) Essere ‘grandi’ vuol dire amare tanto Gesù, ascoltarlo e parlare con Lui nella preghiera, incontrarlo nei Sacramenti, nella Santa Messa, nella Confessione; vuole dire conoscerlo sempre di più e anche farlo conoscere agli altri, vuol dire stare con gli amici, anche i più poveri, gli ammalati, per crescere insieme”.

Alla seconda domanda: “Cosa significa amare fino in fondo? Come possiamo imparare ad amare davvero?” il Papa ha risposto: “Una grande questione. È molto importante, direi fondamentale imparare ad amare, amare veramente, imparare l’arte del vero amore! (...) Diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri, non di cercare se stessi, ma di dare se stessi agli altri (...). È proprio vero: voi non potete e non dovete adattarvi ad un amore ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto per sé e per gli altri, incapace di castità e di purezza. Questa non è libertà. Molto ‘amore’ proposto dai media, in internet, non è amore, ma è egoismo, chiusura (...) vi lega come una catena che soffoca i pensieri e i sentimenti più belli, gli slanci veri del cuore, quella forza insopprimibile che è l’amore e che trova in Gesù la sua massima espressione e nello Spirito Santo la forza e il fuoco che incendia le vostre vite, i vostri pensieri, i vostri affetti. Certo costa anche sacrificio vivere in modo vero l’amore - senza rinunce non si arriva a questa strada - ma sono sicuro che voi non avete paura della fatica di un amore impegnativo e autentico, È l’unico che, in fin dei conti, dà la vera gioia!”.

La terza domanda è stata: “Cosa significa oggi essere educatori? Come affrontare le difficoltà che incontriamo nel nostro servizio? E come fare in modo che siano tutti a prendersi cura del presente e del futuro delle nuove generazioni?” Il Santo Padre ha risposto: “Essere educatori significa avere una gioia nel cuore e comunicarla a tutti per rendere bella e buona la vita; significa offrire ragioni e traguardi per il cammino della vita, offrire la bellezza della persona di Gesù e far innamorare di Lui, del suo stile di vita, della sua libertà. (...) Significa soprattutto tenere sempre alta la meta di ogni esistenza verso quel ‘di più’ che ci viene da Dio. Questo esige una conoscenza personale di Gesù, un contatto personale, quotidiano, amorevole con Lui nella preghiera, nella meditazione sulla Parola di Dio, nella fedeltà ai Sacramenti, all’Eucaristia, alla Confessione; esige di comunicare la gioia di essere nella Chiesa, di avere amici con cui condividere non solo le difficoltà, ma anche le bellezze e le sorprese della vita di fede”.

“Voi siete dei buoni educatori se sapete coinvolgere tutti per il bene dei più giovani. Non potete essere autosufficienti, ma dovete far sentire l’urgenza dell’educazione delle giovani generazioni a tutti i livelli. Senza la presenza della famiglia, ad esempio, rischiate di costruire sulla sabbia; senza una collaborazione con la scuola non si forma un’intelligenza profonda della fede; senza un coinvolgimento dei vari operatori del tempo libero e della comunicazione la vostra opera paziente rischia di non essere efficace, di non incidere sulla vita quotidiana. Io sono sicuro che l’Azione Cattolica è ben radicata nel territorio e ha il coraggio di essere sale e luce. La vostra presenza qui, stamattina, dice non solo a me, ma a tutti che è possibile educare, che è faticoso ma bello dare entusiasmo ai ragazzi e ai giovanissimi. Abbiate il coraggio, vorrei dire l’audacia di non lasciare nessun ambiente privo di Gesù, della sua tenerezza che fate sperimentare a tutti, anche ai più bisognosi e abbandonati, con la vostra missione di educatori”.

Il Papa ha concluso invitando i presenti a continuare “ad essere fedeli all’identità e alla finalità dell’Azione Cattolica”.
AC/ VIS 20101103 (750)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L’Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20101103 (50)

DIO NON SI LASCIA CONDIZIONARE DAI NOSTRI PREGIUDIZI UMANI

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“L’Evangelista San Luca riserva una particolare attenzione al tema della misericordia di Gesù” – ha detto il Papa commentando il Vangelo di oggi. – “Nella sua narrazione, infatti, troviamo alcuni episodi che mettono in risalto l’amore misericordioso di Dio e di Cristo, il quale afferma di essere venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori. Tra i racconti tipici di Luca vi è quello della conversione di Zaccheo, che si legge nella liturgia di questa domenica. Zaccheo è un ‘pubblicano’, anzi, il capo dei pubblicani di Gerico, importante città presso il fiume Giordano. I pubblicani erano gli esattori dei tributi che i Giudei dovevano pagare all’Imperatore romano, e già per questo motivo erano considerati pubblici peccatori”.

“Quando dunque Gesù, attraversando Gerico, si fermò proprio a casa di Zaccheo, suscitò uno scandalo generale. Il Signore, però, sapeva molto bene quello che faceva. Egli, per così dire, ha voluto rischiare, e ha vinto la scommessa: Zaccheo, profondamente colpito dalla visita di Gesù, decide di cambiare vita, e promette di restituire il quadruplo di ciò che ha rubato”.

“Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi” – ha spiegato il Santo Padre – “Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi”.

“Cari amici, Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza. Preghiamo la Vergine Maria” – ha concluso il Pontefice – “modello perfetto di comunione con Gesù, affinché anche noi possiamo sperimentare la gioia di essere visitati dal Figlio di Dio, di essere rinnovati dal suo amore, e trasmettere agli altri la sua misericordia”.

Al termine della recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che: “Ieri, nella cattedrale di Oradea Mare in Romania, il Cardinale Peter Erdö ha proclamato beato Szilárd Bogdánffy, vescovo e martire. Nel 1949, quando aveva 38 anni, egli fu consacrato vescovo in clandestinità e quindi arrestato dal regime comunista del suo Paese, la Romania, con l’accusa di cospirazione. Dopo quattro anni di sofferenze e umiliazioni, morì in carcere. Rendiamo grazie a Dio per questo eroico Pastore della Chiesa che ha seguito l’Agnello fino alla fine! La sua testimonianza conforti quanti anche oggi sono perseguitati a causa del Vangelo”.
ANG/ VIS 20101103 (480)

SANTITÀ OBIETTIVO OGNI CRISTIANO, PREGHIERE IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2010 (VIS). “La Solennità di Tutti i Santi (...) ci invita ad innalzare lo sguardo al Cielo e a meditare sulla pienezza della vita divina che ci attende” - ha detto il Santo Padre alle migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, introducendo la preghiera mariana.

“La santità, imprimere Cristo in sé stessi, è lo scopo della vita del cristiano. (...) E noi pregustiamo il dono e la bellezza della santità ogni volta che partecipiamo alla Liturgia eucaristica, in comunione con la ‘moltitudine immensa’ degli spiriti beati, che in Cielo acclamano in eterno la salvezza di Dio e dell’Agnello. ‘Alla vita dei Santi non appartiene solo la loro biografia terrena, ma anche il loro vivere ed operare in Dio dopo la morte. Nei Santi diventa ovvio: chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino’".

“Consolati da questa comunione della grande famiglia dei santi, domani commemoreremo tutti i fedeli defunti” – ha proseguito il Pontefice – “La liturgia del 2 novembre e il pio esercizio di visitare i cimiteri ci ricordano che la morte cristiana fa parte del cammino di assimilazione a Dio e scomparirà quando Dio sarà tutto in tutti. La separazione dagli affetti terreni è certo dolorosa, ma non dobbiamo temerla, perché essa, accompagnata dalla preghiera di suffragio della Chiesa, non può spezzare il legame profondo che ci unisce in Cristo”.

Al termine della recita dell’Angelus, il Papa ha parlato del gravissimo attentato del 31 ottobre nella Cattedrale siro-cattolica di Bagdad che ha causato decine di morti e feriti fra i quali due sacerdoti ed un gruppo di fedeli riuniti per la Santa Messa domenicale.

“Prego per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione. Esprimo inoltre la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita, e incoraggio pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!”.
ANG/ VIS 20101103 (400)

PREGHIERA PER I DEFUNTI NELLE GROTTE VATICANE

CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2010 (VIS). Come di consueto, alle 18:00 di questo pomeriggio, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre si è recato nelle Grotte della Basilica Vaticana per un momento di preghiera in privato, in suffragio dei Sommi Pontefici ivi sepolti e di tutti i defunti.
.../ VIS 20101103 (60)

MARGHERITA D’OINGT: PURIFICAZIONE E CONFIGURAZIONE CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi per l’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, a Margherita d’Oingt, nata nel 1240 in “una potente famiglia di antica nobiltà del Lionese, gli Oingt”.

“Dalle sue meditazioni” – ha spiegato il Santo Padre - “intuiamo che entrò nella Certosa di Poleteins in risposta alla chiamata del Signore, lasciando tutto e accettando la severa regola certosina, per essere totalmente del Signore, per stare sempre con Lui”.

“Anche della sua vita nella Certosa possediamo pochi dati. Sappiamo che nel 1288 ne divenne la quarta priora, incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta l’11 febbraio 1310. Dai suoi scritti, comunque, non emergono particolari svolte nel suo itinerario spirituale. Ella concepisce tutta la vita come un cammino di purificazione fino alla piena configurazione a Cristo. Egli è il Libro che va scritto, va inciso quotidianamente nel proprio cuore e nella propria vita, in particolare la sua passione salvifica”.

“Attraverso i suoi scritti” – ha proseguito il Pontefice – “Margherita ci offre qualche spiraglio sulla sua spiritualità, permettendoci di cogliere alcuni tratti della sua personalità e delle sue doti di governo. (...) Vive un’esistenza ricca di esperienze mistiche, descritte con semplicità, lasciando intuire l’ineffabile mistero di Dio, sottolineando i limiti della mente nell’afferrarlo e l’inadeguatezza della lingua umana nell’esprimerlo”.

“Nel dinamismo della vita mistica, Margherita valorizza l’esperienza degli affetti naturali, purificati dalla grazia, quale mezzo privilegiato per comprendere più profondamente ed assecondare con più prontezza e ardore l'azione divina. (...) Il Dio Trinità, il Dio amore che si rivela nel Cristo l’affascina, e Margherita vive un rapporto di amore profondo verso il Signore e, per contrasto, vede l’ingratitudine umana fino alla viltà, fino al paradosso della croce”.

“Cari amici, Margherita d’Oingt ci invita a meditare quotidianamente la vita di dolore e di amore di Gesù e quella di sua Madre, Maria! – ha concluso il Pontefice – “Qui è la nostra speranza, il senso del nostro esistere. Dalla contemplazione dell’amore di Cristo per noi nascono la forza e la gioia di rispondere con altrettanto amore, mettendo la nostra vita a servizio di Dio e degli altri”.
AG/ VIS 20101103 (360)

PREGHIERE PER PROSSIMO VIAGGIO IN SPAGNA DI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2010 (VIS). “Vi invito ad accompagnarmi con le vostre ferventi preghiere nel Viaggio di questo fine settimana, durante il quale compirò una visita pastorale a Santiago de Compostela, unendomi ai pellegrini che arrivano fino alla tomba dell’Apostolo in questo Anno Santo” – ha detto il Papa nel salutare i fedeli di lingua spagnola presenti all’udienza di oggi.

“Mi recherò anche a Barcelona” – ha proseguito il Papa – “dove avrò la gioia di dedicare la meravigliosa Chiesa della ‘Sagrada Famiglia’, opera del geniale architetto Antoni Gaudí. Vado come testimone di Cristo Risorto, con il desiderio di portare a tutti la Sua Parola, nella quale possano incontrare la luce per vivere con dignità e speranza e costruire un mondo migliore”.
AG/ VIS 20101103 (130)

CULTURA DELLA COMUNICAZIONE E NUOVI LINGUAGGI

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2010 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura (10-13 novembre 2010) sul tema: "Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi".

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg, Membro del Pontificio Consiglio della Cultura e Curatore dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger; il Monsignor Pasquale Iacobone, Responsabile del Dipartimento "Arte e Fede" del Pontificio Consiglio della Cultura e il Dottor Richard Rouse, Responsabile del Dipartimento "Comunicazione e linguaggi" del Pontificio Consiglio della Cultura.

Monsignor Iacobone ha spiegato che nell’Assemblea Plenaria il Pontificio Consiglio della Cultura intende rivolgere l’attenzione all’uso “del linguaggio e della comunicazione, per studiare l’attuale situazione e proporre delle linee di azione per la missione evangelizzatrice della Chiesa”.

I partecipanti hanno esaminato i “ nuovi linguaggi, in particolare il cinema, la musica, l’arte figurativa e plastica, internet e le possibilità multimediali per rintracciare le parole, i colori, i suoni e le immagini capaci di presentare la vita cristiana come esperienza valida oggi e per tutti”.

“Proprio per favorire la comunicazione interpersonale, non ci saranno testi scritti da leggere o da seguire, ma conversazioni con esperti quali Ennio Morricone, Dario Vigano, Robert Barron e l’Amministratore Delegato della Microsoft Italia”.

Nel corso della Plenaria saranno passate in rassegna in particolare “le caratteristiche dell’interattività e della partecipazione, della chiarezza e della semplicità – evitando però la semplificazione – e i linguaggi figurativi e narrativi per poter meglio trasmettere ai nostri contemporanei in maniera comprensibile ciò che abbiamo ricevuto”.

Successivamente il Vescovo Gerhard Ludvig Müller, di Regensburg (Germania), Membro del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato anche il XII volume, in lingua tedesca, dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger dal titolo "Künder des Wortes und Diener eurer Freude - Theologie und Spiritualität des Weihesakramentes" (Annunciatori della Parola e Servitori della vostra Gioia. Teologia e spiritualità del Sacramento dell’Ordine).

Il Vescovo Müller, Responsabile dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger, ha spiegato che gli scritti raccolti nel volume ricoprono un arco di quasi mezzo secolo, a partire da alcuni testi che precedono di alcuni anni il Concilio Vaticano II. “A questo evento fondamentale della storia ecclesiastica più recente si è soliti associare, a seconda dei punti di vista, l’inizio di una trasformazione, consona allo spirito del tempo, oppure una profonda crisi della Chiesa, e in particolare del sacerdozio”.

Nella Sezione A del volume, intitolata “Teologia del sacramento dell’Ordine”, Ratzinger analizza le cause di tale crisi e “illustra positivamente il fondamento biblico ed il coerente sviluppo storico-dogmatico del sacramento dell’Ordine. Nella sezione B, intitolata ‘Servitori della vostra Gioia”, il lettore troverà una raccolta di meditazioni sulla spiritualità sacerdotale, giù pubblicata in precedenza come opera singola con il medesimo titolo. (...) La Sezione C raccoglie infine diverse prediche tenute in occasione di consacrazioni sacerdotali e di diaconi, prime messe e giubilei”.

“Per recuperare l’identità sacerdotale nella relazione con Cristo, è indispensabile la disponibilità a considerare se stessi servitori della Parola e testimoni di Dio nella successione di Cristo, e a vivere in comunione con Lui. A tale fine il sacerdote deve disporre di una buona formazione teologica e del permanente riferimento alla teologia scientifica”.

“Joseph Ratzinger, con gli scritti raccolti nel presente volume, ha indicato una via d’uscita dalla crisi in cui il sacerdozio cattolico era caduto a causa di impostazioni teologiche e sociologiche carenti e di dichiarazioni atte a suscitare, in molti sacerdoti che avevano intrapreso con amore e zelo il loro cammino, una personale insicurezza e sconcerto a proposito del proprio ruolo in seno alla Chiesa” ha concluso il Presule sottolineato che: “Con il presente volume il curatore esaudisce il desiderio dell’autore di dedicare un intero tomo della Raccolta alla teologia del sacramento dell’Ordine”.
OP/ VIS 20101103 (640)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Xavier Novell Gomá, Vescovo di Solsona (superficie: 3.536; popolazione: 138.911; cattolici: 127.798; sacerdoti: 115; religiosi: 242; diaconi permanenti: 1), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Ossó de Sió (Spagna), nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Finora Vicario Generale per l’economia della medesima Diocesi, succede al Vescovo Jaume Traserra Cunillera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Franz-Josef Overbeck, di Essen (Germania) e Presidente dell’Azione Episcopale “Adveniat”, Membro della Pontificia Commissione per l’America Latina.

- Ha confermato il Vescovo Domenico Sigalini, di Palestrina (Italia), Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana.

- Ha nominato Consultori della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: il Monsignore José Aparecido Gonçalves de Almeida, Sotto-Segretario del Pontifico Consiglio per i Testi Legislativi; Padre Dieter Böhler, S.I., Docente presso la Facoltà Teologica Sankt-Georgen, Frankfurt (Germania), il Sacerdote Nicola Bux, Docente presso l’Istituto di Teologia Ecumenico-Patristica Greco-Bizantina San Nicola, Bari (Italia); il Padre Joseph Carola, S.I., Docente presso la Pontificia Università Gregoriana, Roma; il Sacerdote José Manuel Garcia Cordeiro, Rettore del Pontificio Collegio Portoghese e Docente presso il Pontificio Istituto Liturgico, Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma; il Sacerdote Renato De Zan, Docente presso il Pontificio Istituto Liturgico, Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma; Padre Cassian Folsom, O.S.B., Priore di Norcia (Italia), Professore Consociato del Pontificio Istituto Liturgico, Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, Roma; il Sacerdote Mauro Gagliardi, Docente presso il Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum”, Roma; il Sacerdote Aurelio García Macías, Presidente dell’Associazione Spagnola dei Professori di Liturgia (Spagna); il Monsignore Angelo Lameri, Docente presso la Pontificia Università Lateranense, Roma; il Sacerdote Dennis McManus, Docente presso l’Università Cattolica d’America, Washington (Stati Uniti d’America); il Sacerdote Juan José Silvestre, Docente presso la Pontificia Università della Santa Croce, Roma; il Padre Abate Michael John Zielinski, O.S.B.Oliv., Vice Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra; il Monsignor Markus Walser, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Vaduz (Liechtenstein).

Sabato 30 ottobre il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di San Miguel di Sucumbios (Ecuador), presentata dal Vescovo Gonzalo Lopez Marañón, O.C.D., per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Blaise Nzeyimana, Vescovo della Diocesi di Ruyigi (superficie: 4.303; popolazione: 524.549; cattolici: 368.928; sacerdoti: 48; religiosi: 111), Burundi. Il Vescovo eletto è nato a Butare (Burundi), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. È stato finora Vicario Generale di Gitega (Burundi). Succede al Vescovo Joseph Nduhirubusa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Jan Sobilo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Kharkiv-Zaporizhia dei Latini (superficie: 196.300; popolazione: 19.013.600; cattolici: 62.405; sacerdoti: 55; religiosi: 96), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Nisko (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.
NER:RE:NA:NEA/ VIS 20101103 (520)
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