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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 15 dicembre 2009

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della XLIII Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2010), sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Il Messaggio è stato pubblicato il lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "Se, infatti, a causa della crudeltà dell'uomo sull'uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull'autentico sviluppo umano integrale - guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani -, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza - se non addirittura dall'abuso - nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l'umanità rinnovi e rafforzi 'quell'alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino'".

  "Nel 1990, Giovanni Paolo II parlava di 'crisi ecologica' e, rilevando come questa avesse un carattere prevalentemente etico, indicava l''urgente necessità morale di una nuova solidarietà'. Questo appello si fa ancora più pressante oggi, di fronte alle crescenti manifestazioni di una crisi che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione. Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l'inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l'aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti 'profughi ambientali': persone che, a causa del degrado dell'ambiente in cui vivono, lo devono lasciare - spesso insieme ai loro beni - per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all'accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull'esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all'alimentazione, alla salute, allo sviluppo".

  "Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell'uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato. Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell'economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell'uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo".

  L'umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le situazioni di crisi, (...), sono, in fondo, anche crisi morali collegate tra di loro. Esse obbligano a riprogettare il comune cammino degli uomini. Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive compiute e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l'attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità".

 "Il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato (...). Quando ci si avvale delle risorse naturali, occorre preoccuparsi della loro salvaguardia, prevedendone anche i costi - in termini ambientali e sociali -, da valutare come una voce essenziale degli stessi costi dell'attività economica. Compete alla comunità internazionale e ai governi nazionali dare i giusti segnali per contrastare in modo efficace quelle modalità d'utilizzo dell'ambiente che risultino ad esso dannose. Per proteggere l'ambiente, per tutelare le risorse e il clima occorre, da una parte, agire nel rispetto di norme ben definite anche dal punto di vista giuridico ed economico, e, dall'altra, tenere conto della solidarietà dovuta a quanti abitano le regioni più povere della terra e alle future generazioni".

  "Sembra infatti urgente la conquista di una leale solidarietà inter-generazionale. (...) L'uso delle risorse naturali dovrebbe essere tale che i vantaggi immediati non comportino conseguenze negative per gli esseri viventi, umani e non umani, presenti e a venire; che la tutela della proprietà privata non ostacoli la destinazione universale dei beni; che l'intervento dell'uomo non comprometta la fecondità della terra, per il bene di oggi e per il bene di domani. Oltre ad una leale solidarietà inter-generazionale, va ribadita l'urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà intra-generazionale, specialmente nei rapporti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente industrializzati. (...) La crisi ecologica mostra l'urgenza di una solidarietà che si proietti nello spazio e nel tempo. È infatti importante riconoscere, fra le cause dell'attuale crisi ecologica, la responsabilità storica dei Paesi industrializzati. I Paesi meno sviluppati e, in particolare, quelli emergenti, non sono tuttavia esonerati dalla propria responsabilità rispetto al creato, perché il dovere di adottare gradualmente misure e politiche ambientali efficaci appartiene a tutti. Ciò potrebbe realizzarsi più facilmente se vi fossero calcoli meno interessati nell'assistenza, nel trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie più pulite".

  "È indubbio che uno dei principali nodi da affrontare, da parte della comunità internazionale, è quello delle risorse energetiche, individuando strategie condivise e sostenibili per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future. A tale scopo, è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti improntati alla sobrietà, diminuendo il proprio fabbisogno di energia e migliorando le condizioni del suo utilizzo. Al tempo stesso, occorre promuovere la ricerca e l'applicazione di energie di minore impatto ambientale e la 'ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi'".

  "Per guidare l'umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell'ambiente e delle risorse del pianeta, l'uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell'applicazione delle scoperte che da questa derivano. La 'nuova solidarietà', che Giovanni Paolo II propose nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1990 e la 'solidarietà globale', che io stesso ho richiamato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2009 risultano essere atteggiamenti essenziali per orientare l'impegno di tutela del creato, attraverso un sistema di gestione delle risorse della terra meglio coordinato a livello internazionale, soprattutto nel momento in cui va emergendo, in maniera sempre più evidente, la forte interrelazione che esiste tra la lotta al degrado ambientale e la promozione dello sviluppo umano integrale".

  "È necessario, insomma, uscire dalla logica del mero consumo per promuovere forme di produzione agricola e industriale rispettose dell'ordine della creazione e soddisfacenti per i bisogni primari di tutti. La questione ecologica non va affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila all'orizzonte; a motivarla deve essere soprattutto la ricerca di un'autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune".

  "Appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico".

  "Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Tale responsabilità non conosce frontiere. Secondo il principio di sussidiarietà, è importante che ciascuno si impegni al livello che gli corrisponde, operando affinché venga superata la prevalenza degli interessi particolari. Un ruolo di sensibilizzazione e di formazione spetta in particolare ai vari soggetti della società civile e alle Organizzazioni non-governative, che si prodigano con determinazione e generosità per la diffusione di una responsabilità ecologica, che dovrebbe essere sempre più ancorata al rispetto dell''ecologia umana'.

  "La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. (...) I doveri verso l'ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. Volentieri, pertanto, incoraggio l'educazione ad una responsabilità ecologica, che, come ho indicato nell'Enciclica Caritas in veritate, salvaguardi un'autentica 'ecologia umana' e, quindi, affermi con rinnovata convinzione l'inviolabilità della vita umana in ogni sua fase e in ogni sua condizione, la dignità della persona e l'insostituibile missione della famiglia, nella quale si educa all'amore per il prossimo e al rispetto della natura".

  "Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi. D'altra parte, una corretta concezione del rapporto dell'uomo con l'ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell'ambiente ispirata all'ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l'identità e il ruolo superiore dell'uomo, favorendo una visione egualitaristica della 'dignità' di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l'uomo".

  "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz'altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l'intero creato. Illuminati dalla divina Rivelazione e seguendo la Tradizione della Chiesa, i cristiani offrono il proprio apporto. Essi considerano il cosmo e le sue meraviglie alla luce dell'opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo, che, con la sua morte e risurrezione, ha riconciliato con Dio 'sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli'"
MESS/GIORNATA PACE 2010/...                        VIS 20091215 (1670)


MOTU PROPRIO: MODIFICHE CODICE DIRITTO CANONICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Motu proprio del Santo Padre Benedetto XVI, "Omnium in mentem", datato 26 ottobre 2009,  che contiene alcune modifiche da apportare al Codice di Diritto Canonico (CIC), che da tempo erano sottoposte allo studio dei Dicasteri della Curia romana e delle Conferenze episcopali.

 Nei cinque articoli del Documento sono presentati i canoni 1008, 1009, 1086, 1117 e 1124. Le variazioni, commenta l'Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "riguardano due diverse questioni, e cioè: adeguare il testo dei canoni che definiscono la funzione ministeriale dei Diaconi al relativo testo del Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1581); e sopprimere, in tre canoni concernenti il Matrimonio, un inciso che l'esperienza ha rilevato inidoneo".

  La prima variazione riguarda il testo del canone 1008 che si limiterà ad affermare che chi riceva il sacramento dell'Ordine Sacro "è destinato a servire il popolo di Dio per un nuovo e peculiare titolo" e nel canone 1009, con l'aggiunta di un terzo paragrafo "nel quale viene precisato che il ministro costituito nell'Ordine dell'Episcopato o del Presbiterato riceve la missione e la facoltà di agire in persona di Cristo Capo, mentre i Diaconi ricevono l'abilitazione a servire il Popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della Parola e della Carità".

  L'Arcivescovo Coccopalmerio ha spiegato inoltre che l'altra modifica che introduce il Motu proprio "Omnium in mentem" riguarda "la soppressione della clausola "actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica" nei canoni 1086, paragrafo 1, 1117 e 1124 del Codice di Diritto Canonico, che dopo un lungo studio è stata ritenuta non necessaria e inidonea".

  "Dall'entrata in vigore del Codice di Diritto Canonico nell'anno 1983" - precisa l'Arcivescovo Coccopalmerio - "al momento dell'entrata in vigore di questo Motu proprio, i cattolici che avessero fatto un atto formale di abbandono della Chiesa cattolica non erano tenuti alla forma canonica di celebrazione per la validità del matrimonio (can. 1117 CIC), né vigeva per loro l'impedimento di sposare non battezzati (disparità di culto, can. 1086 § 1 CIC), né li riguardava la proibizione di sposare cristiani non cattolici (can. 1124 CIC). Il menzionato inciso inserito in questi tre canoni rappresentava una eccezione di diritto ecclesiastico, ad un'altra più generale norma di diritto ecclesiastico, secondo la quale tutti i battezzati nella Chiesa cattolica o in essa accolti sono tenuti all'osservanza delle leggi ecclesiastiche (can. 11 CIC)".

  "Dall'entrata in vigore del nuovo Motu proprio, quindi, il can. 11 del Codice di Diritto Canonico riacquista vigore pieno per quanto riguarda il contenuto dei canoni ora modificati, anche nei casi in cui sia avvenuto un abbandono formale. Di conseguenza - "conclude l'Arcivescovo Coccopalmerio - "per regolarizzare successivamente eventuali unioni fatte nella non osservanza di queste regole si dovrà far ricorso, sempre che sia possibile, ai mezzi ordinari offerti per questi casi dal Diritto Canonico: dispensa dell'impedimento,  sanazione, e così via".
MP/OMNIUM IN MENTEM/COCCOPALMERIO               VIS 20091215 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dall'Arcivescovo Paul Mandla Khumalo, C.M.M., al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Pretoria e all'Ufficio di Ordinario Militare per il Sud Africa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Erwin Hecht, O.M.I., al governo pastorale della Diocesi di Kimberley (Sud Africa), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Bernard Unabali, finora Ausiliare della Diocesi di Bougainville (Papua Nuova Guinea), Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 10.660; popolazione: 195.600; cattolici; 158.000; sacerdoti; 27; religiosi; 86). Il Vescovo Unabali succede al Vescovo Henk Kronenberg, S.M., del quale il Santo Padre ha accettato rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre William F. Medley, Vescovo di Owensboro (superficie: 32.380; popolazione: 851.697; cattolici: 51.781; sacerdoti: 104; religiosi: 213; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Loreto (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1982. E' stato finora Parroco della Parrocchia di "Saint Bernadette".
RE:NER/.../...                                           VIS 20091215 (190)

lunedì 14 dicembre 2009

UDIENZA PRIMO MINISTRO ALBANIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Primo Ministro della Repubblica d'Albania, il Signor Sali Berisha è stato ricevuto dal Santo Padre Benedetto XVI e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Durante i cordiali colloqui vi è stato uno scambio di vedute su vari temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale, con particolare riferimento alla regione dei Balcani occidentali".

  "Inoltre, sono stati passati in rassegna i vari aspetti delle relazioni bilaterali, condividendo il giudizio positivo sul loro sviluppo e, infine, si è fatta menzione dei tradizionali valori della famiglia, patrimonio comune del popolo albanese".
OP/UDIENZA PRIMO MINISTRO/ALBANIA                            VIS 20091214 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo José Elias Rauda Gutiérrez, O.F.M., finora Ausiliare di Santa Ana (El Salvador), Vescovo di San Vicente (superficie: 2.056; popolazione: 502.428; cattolici: 454.574; sacerdoti: 50; religiosi: 138), El Salvador.

- La Dottoressa Maria Emmaus Voce, che è Presidente del Movimento dei Focolari,  Opera di Maria, Consultore del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Dottor Jochen Messemer, che è Presidente della Direzione della ERGO International (Germania), Revisore Internazionale per un triennio presso la Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
NER:NA/.../...                                              VIS 20091214 (100)

GESTI CONCRETI DI AMORE E VICINANZA AI MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita all'Hospice Fondazione Roma che fornisce assistenza gratuita a malati di cancro in fase terminale e a malati di Alzheimer e di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). La struttura sanitaria è nata per iniziativa del Circolo San Pietro e della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. In undici anni,  i ricoverati dell'Hospice sono passati da tre a più di trenta.

  "Sappiamo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "come alcune gravi patologie producano inevitabilmente nei malati momenti di crisi, di smarrimento e un serio confronto con la propria situazione personale".

  "I progressi nelle scienze mediche" - ha proseguito il Pontefice - "spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente agli aspetti fisici. Tuttavia, non sempre è possibile trovare una cura per ogni malattia, e, di conseguenza, negli ospedali e nelle strutture sanitarie di tutto il mondo ci si imbatte sovente nella sofferenza di tanti fratelli e sorelle incurabili, e spesso in fase terminale".

  "Oggi, la prevalente mentalità efficientistica" - ha ribadito il Papa - "tende spesso ad emarginare queste persone, ritenendole un peso ed un problema per la società. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece, che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e la sofferenza legate alle loro condizioni di salute. (...) Tuttavia, accanto alle indispensabili cure cliniche, occorre offrire ai malati gesti concreti di amore, di vicinanza e di cristiana solidarietà per venire incontro al loro bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento".

  "La Chiesa (...) attraverso i secoli, si è mostrata sempre come madre amorevole di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI esortando "quanti, facendosi icone concrete del buon samaritano, che 'prova compassione e si prende cura del prossimo', offrono quotidianamente agli ospiti ed ai loro congiunti un'assistenza adeguata e attenta alle esigenze di ciascuno".

  "Cari malati, cari familiari" - ha detto ancora il Papa - "Vi assicuro la mia preghiera, e vi invito a trovare in Gesù sostegno e conforto, per non perdere mai la fiducia e la speranza. La vostra malattia è una prova ben dolorosa e singolare, ma davanti al mistero di Dio, che ha assunto la nostra carne mortale, essa acquista il suo senso e diventa dono e occasione di santificazione".

  "Quando la sofferenza e lo sconforto si fanno più forti, pensate che Cristo vi sta associando alla sua croce perché vuole dire attraverso voi una parola di amore a quanti hanno smarrito la strada della vita e, chiusi nel proprio vuoto egoismo, vivono nel peccato e nella lontananza da Dio. Infatti, le vostre condizioni di salute testimoniano che la vita vera non è qui, ma presso Dio".

  "Il tempo dell'Avvento" - nel quale siamo immersi, ci parla della visita di Dio e ci invita a preparagli la strada. Alla luce della fede possiamo leggere nella malattia e nella sofferenza una particolare esperienza dell'Avvento, una visita di Dio che in modo misterioso viene incontro per liberare dalla solitudine e dal non-senso e trasformare il dolore in tempo di incontro con Lui, di speranza e di salvezza".
BXVI-VISITA MALATI/.../ROMA                        VIS 20091214 (540)



ANGELUS: PRESEPIO SCUOLA DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Dopo la visita all'Hospice Fondazione Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. In questa III Domenica di Avvento, secondo la tradizione romana, erano presenti i bambini del Centro Oratori Romani, venuti per far benedire dal Papa i "Bambinelli", le statuine di Gesù Bambino che i metteranno nei presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie.

  "È per me motivo di gioia" - ha detto il Papa prima della recita dell'Angelus - "sapere che nelle vostre famiglie si conserva l'usanza di fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l'amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà".

  "La benedizione dei 'Bambinelli' - come si dice a Roma - "ci ricorda che il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa non consiste nell'avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene. Guardiamo il presepe: la Madonna e San Giuseppe non sembrano una famiglia molto fortunata; hanno avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi; eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è all'opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo Gesù".

  "E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel 'bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia', il 'segno' del compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini 'che egli ama', anche per loro!".

  "Ecco, cari amici, in che cosa consiste la vera gioia" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell'amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde".

  Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi nella Diocesi di  Roma ricorre la "Giornata per le nuove chiese", perché "nella nostra città, vi sono comunità che non dispongono di un adeguato luogo di culto, (...), e di strutture per le attività formative. Rinnovo pertanto a tutti l'invito a contribuire, affinché possano essere presto realizzati i centri pastorali necessari".

  Infine, nel ricordare i missionari Padre Daniel Cizimya, Padre Louis Blondel e Padre Gerry Roche e di Suor Denise Kahambu, recentemente uccisi in Africa il Santo Padre ha detto: "Sono stati fedeli testimoni del Vangelo, che hanno saputo annunciare con coraggio, anche a rischio della propria vita. Mentre esprimo vicinanza ai familiari e alle comunità che sono nel dolore, invito tutti ad unirsi alla mia preghiera perché il Signore li accolga nella Sua Casa, consoli quanti ne piangono la scomparsa e porti, con la Sua venuta, riconciliazione e pace".
ANG/PRESEPIO/...                                   VIS 20091214 (540)


PRIMO MINISTRO DEL MONTENEGRO RICEVUTO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Lunedì 14 dicembre 2009, il Santo Padre ha ricevuto il Signor Milo Djukanovi?, Primo Ministro del Montenegro. Successivamente, questi ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti".

  "Nel corso dei cordiali incontri c'è stato un fruttuoso scambio di opinioni su temi di attualità internazionale e sulla situazione della Regione, come pure sulle sfide principali che l'attendono. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cattolica apporta alla società montenegrina. Infine, ci si è soffermati su alcune tematiche di attualità, in particolare sull'impegno del Governo per promuovere la pace e l'equilibro fra le popolazioni e le confessioni religiose presenti nel Paese".
OP/UDIENZA/PRIMO MINISTRO MONTENEGRO               VIS 20091214 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Bielorussia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

   - Il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo emerito di Minsk-Mohilev, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" di Pinsk, con l'Ausiliare Vescovo Kazimierz Wielikosielec.

    - L'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, di Minsk.-Mohilev, con l'Ausiliare Vescovo Antoni Dziemianko.

-    Il Vescovo Aleksander Kaszkiewicz, di Grodno.

- L'Onorevole Hans-Dietrich Genscher, già Ministro Federale degli Esteri della Repubblica Federale di Germania.

-    Il Vescovo Jean Laffitte, Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con i Familiari.

    - Il Vescovo Giovanni D'Ercole, F.D.P., Ausiliare de L'Aquila (Italia), con i Familiari.

-    Il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con i Familiari.

  Sabato 12 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina).

- L'Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).

- L'Arcivescovo Giacinto Berloco, Nunzio Apostolico in Belgio e in Lussemburgo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20091214 (190)

venerdì 11 dicembre 2009

QUESTIONE DI DIO È CENTRALE ANCHE PER NOSTRA EPOCA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova (Italia) e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del Convegno: "Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto", in corso a Roma dal 10 al 12 dicembre.

  "La questione di Dio" - scrive il Papa - "è centrale anche per la nostra epoca, nella quale spesso si tende a ridurre l'uomo ad una sola dimensione, quella 'orizzontale', ritenendo irrilevante per la sua vita l'apertura al Trascendente. La relazione con Dio, invece, è essenziale per il cammino dell'umanità e (...) la Chiesa e ogni cristiano hanno proprio il compito di rendere Dio presente in questo mondo, di cercare di aprire agli uomini l'accesso a Dio".

  "In questa prospettiva si pone l'evento internazionale di questi giorni. (...) Da una parte, infatti, si intendono mostrare le varie strade che conducono ad affermare la verità circa l'esistenza di Dio, quel Dio che l'umanità ha da sempre in qualche modo conosciuto, (...) e che si è rivelato (...) in modo pieno e definitivo, in Gesù Cristo. (...) Dall'altra parte, si vuole mettere proprio in luce l'importanza essenziale che Dio ha per noi, per la nostra vita personale e sociale, (...) per la speranza che illumina il nostro cammino, per la salvezza che ci attende oltre la morte".

  Tali tematiche sono esaminate sotto molteplici prospettive, "dalla riflessione filosofica e teologica, alla testimonianza delle grandi religioni; dallo slancio verso Dio, che trova espressione nella musica, nelle lettere, nelle arti figurative, nel cinema e nella televisione agli sviluppi delle scienze, che cercano di leggere in profondità i meccanismi della natura, frutto dell'opera intelligente di Dio Creatore".

  "In una situazione culturale e spirituale come quella che stiamo vivendo" scrive ancora il Papa - "dove cresce la tendenza a relegare Dio nella sfera privata, a considerarlo come irrilevante e superfluo, o a rifiutarlo esplicitamente, auspico di cuore che questo evento possa contribuire almeno a diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l'uomo del nostro tempo l'apertura verso Dio".

  "Le esperienze del passato, anche non lontano da noi, insegnano che quando Dio sparisce dall'orizzonte dell'uomo, l'umanità perde l'orientamento e rischia di compiere passi verso la distruzione di se stessa. La fede in Dio apre all'uomo l'orizzonte di una speranza certa, che non delude; indica un solido fondamento su cui poter poggiare senza timore la vita; chiede di abbandonarsi con fiducia nelle mani dell'Amore che sostiene il mondo".
MESS/CONVEGNO CEI/BAGNASCO                       VIS 20091211 (420)


PRESIDENTE VIÊT NAM PER LA PRIMA VOLTA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI  ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica Socialista del Viêt Nam, Sua Eccellenza Signor Nguyên Minh Triêt. Successivamente, il Presidente si è incontrato con il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

  "Era la prima volta che un Presidente della Repubblica Socialista del Viêt Nam incontrava Sua Santità ed alti Responsabili della Segreteria di Stato".

  "La Santa Sede ha manifestato il suo compiacimento per la visita, significativa tappa per il progresso dei rapporti bilaterali con il Viêt Nam e ha auspicato che  le questioni pendenti possano essere risolte al più presto".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di toccare alcuni temi relativi alla cooperazione tra Chiesa e Stato, anche alla luce del messaggio che il Santo Padre ha inviato alla Chiesa in Viêt Nam in occasione dell'apertura dell'Anno Giubilare. Non è mancato un accenno all'attuale situazione internazionale, con particolare riferimento all'impegno del Viêt Nam e della Santa Sede in campo multilaterale".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE VIÊT NAM                       VIS 20091211 (210)


INCONTRO DEL PAPA CON I VESCOVI IRLANDESI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto il Comunicato che segue:

  "Questa mattina il Santo Padre ha avuto un incontro con i Vescovi Irlandesi e con i Membri di alto rango della Curia Romana per ascoltare le loro preoccupazioni e discutere i drammatici avvenimenti presentati dalla Commissione Irlandese di Investigazione "Report into Catholic Archdiocese of Dublin".

  "Dopo attento esame del Rapporto, il Santo Padre è rimasto profondamente turbato e preoccupato dal suo contenuto. Il Papa desidera ancora una volta esprimere il suo profondo dolore per le azioni di alcuni membri del clero che hanno tradito la solenne promessa fatta a Dio e la fiducia riposta in essi dalle vittime e dalle loro famiglie e dalla società nel suo complesso".

  "Il Santo Padre condivide l'oltraggio, il tradimento e la vergogna provati da tanti fedeli in Irlanda e si unisce a loro nella preghiera in questo difficile momento della vita della Chiesa".

  "Sua Santità chiede ai cattolici irlandesi e del mondo di unirsi a lui nella preghiera per le vittime, per le loro famiglie e per tutti coloro che sono rimasti vittime di questi odiosi crimini".

  "Il Papa assicura a tutte le persone coinvolte che la Chiesa continuerà a seguire questa seria questione con la più grande attenzione per meglio comprendere come si sono verificati tali vergognosi avvenimenti e come meglio sviluppare strategie sicure ed efficaci per prevenire che essi si verifichino ancora".

  "La Santa Sede considera molto seriamente le questioni centrali evidenziate nel Rapporto, incluse le questioni riguardanti il governo dei responsabili della Chiesa locale con la fondamentale responsabilità della cura pastorale dei minori".

  "Il Santo Padre intende indirizzare una Lettera Pastorale ai fedeli irlandesi nella quale indica chiaramente le iniziative da intraprendere per rispondere a questa situazione".

  "Infine Sua Santità incoraggia tutti coloro che hanno dedicato la vita al generoso servizio dei bambini, a perseverare nelle loro buone opere ad imitazione di Cristo il Buon Pastore".
OP/UDIENZA/CATTOLICI IRLANDA                       VIS 20091211 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre riceve questo pomeriggio il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20091211 (30)

giovedì 10 dicembre 2009

COMUNICATO PRESIDENTE GABON


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Presidente della Repubblica del Gabon, Sua Eccellenza il Signor Ali Bongo Ondimba, il quale ha poi incontrato l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Durante i cordiali colloqui, si è ricordato il Presidente El Hadj Omar Bongo Ondimba, recentemente scomparso. Inoltre, si è espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Gabon, in virtù dell'Accordo-Quadro stipulato nel 1997 e dei suoi sviluppi, e ci si è soffermati sul contributo dei cattolici allo sviluppo del Paese e al progresso integrale del popolo gabonese, in particolare nel campo educativo".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE GABON                               VIS 20091210 (150)


CUBA: SEGNI CONCRETI LIBERTA' RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il diplomatico Eduardo Delgado Bermúdez, nuovo Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali.

"Fra illusioni e difficoltà" - ha detto il Santo Padre nel suo discorso - "Cuba ha conquistato un deciso protagonismo, in particolare in ambito economico e politico nei Caraibi e  in America Latina. Inoltre alcuni segni di distensione nei rapporti con gli Stati Uniti lasciano presagire nuove opportunità per un avvicinamento che porti ad un reciproco beneficio, nel pieno rispetto della sovranità e del diritto degli Stati e dei suoi abitanti".

  Cuba "che continua ad offrire a numerosi paesi la sua collaborazione in ambiti di fondamentale importanza quali l'alfabetizzazione e la salute, favorisce così la cooperazione e la solidarietà internazionale, senza che queste ultime siano sottomesse ad altri interessi oltre gli aiuti alle popolazioni bisognose. È auspicabile" - ha detto Papa Benedetto XVI - "che tutto ciò possa contribuire a trasformare in realtà l'appello che il mio venerato Predecessore, Papa Giovanni Paolo II, lanciò nel suo storico Viaggio a Cuba;: "Che Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e che il mondo si apra a Cuba".

  Come altri paesi, Cuba soffre "anche le conseguenze della grave crisi mondiale che, aggiunta ai devastanti effetti delle catastrofi naturali e dell'embargo economico, colpisce in particolare le persone e le famiglie più povere (...). La Chiesa Cattolica a Cuba, la quale in questi momenti, e come sempre, si sente vicina alla popolazione, desidera contribuire con il suo modesto ed efficace aiuto", ha detto il Santo Padre ricordando che la maggiore cooperazione raggiunta con le Autorità cubane "ha permesso la realizzazione di importanti progetti di assistenza e di ricostruzione, specialmente quando il Paese è colpito da catastrofi naturali".

  "Spero che continuino a moltiplicarsi" - ha detto ancora il Papa - "i segni concreti di apertura all'esercizio della libertà religiosa, come è accaduto negli ultimi anni, come ad esempio la possibilità di celebrare la Santa Messa in alcune carceri, la realizzazione di processioni religiose, la riparazione e restituzione di alcuni templi e l'edificazione di alcune case religiose, e la possibilità di usufruire dell'assistenza sociale per i sacerdoti e i religiosi".

  "Con la prospettiva di avanzare su questa strada, soprattutto a beneficio dei cittadini cubani" - ha aggiunto il Pontefice - "sarebbe anche auspicabile poter dialogare per fissare congiuntamente, seguendo forme simili a quelle stabilite con altre Nazioni e rispettando le caratteristiche proprie del Paese, la struttura giuridica che definisce convenientemente le relazioni esistenti e mai interrotte fra la Santa Sede e Cuba, garantendo l'adeguato sviluppo della vita e dell'azione pastorale della Chiesa in questa Nazione".

  Infine il Santo Padre ha espresso fiducia che il clima che "ha reso possibile alla Chiesa il suo modesto contributo caritativo favorisca la sua partecipazione ai mezzi di comunicazione sociale e la realizzazione di missioni educative complementari, in accordo con la sua specifica missione pastorale e spirituale".
CD/CREDENZIALI/CUBA:DELGADO                    VIS 20091210 (500)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE-RUSSIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato nel quale si annuncia che: "La Santa Sede e la Federazione Russa, desiderose di promuovere i loro reciproci rapporti amichevoli, hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Federazione Russa".
OP/RELAZIONI DIPLOMATICHE/RUSSIA                     VIS 20091210 (80)

RATIFICAZIONE ACCORDO SANTA SEDE-BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa  della Santa Sede ha reso noto che: "Giovedì 10 dicembre 2009, nel Palazzo Apostolico Vaticano, si è proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dell'Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Federativa del Brasile, firmato il 13 novembre 2008".

  "Hanno proceduto allo scambio, per la Santa Sede, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, e per la Repubblica Federativa del Brasile, Sua Eccellenza l'Ambasciatore Luiz Felipe de Seixas Corrêa, munito dei Pieni Poteri".

  "Assistevano al solenne atto: per parte della Santa Sede: i Reverendissimi Monsignori, Fortunatus Nwachukwu, Capo del Protocollo, Antoine Camilleri e Angelo Accattino. Per parte della Repubblica Federativa del Brasile: la Dottoressa Silvana Polich, il Dottor Orlando Timponi ed il Dottor Alexandre Campello de Siqueira, Consiglieri dell'Ambasciata presso la Santa Sede".

  "L'Accordo, che consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico, il regime fiscale".

  "Con la cerimonia odierna" - si legge al termine del Comunicato - "l'Accordo entra in vigore".
.../ACCORDO/SANTA SEDE-BRASILE                       VIS 20091210 (220)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Signor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo, con il Vescovo William Edward Lori, di Bridgeport (Stati Uniti d'America).
AP/.../...                                         VIS 20091210 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Legazpi (Filippine), presentata dal Vescovo Lucilo B. Quiambao, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Pedro López Quintana, finora Nunzio Apostolico in India e in Nepal, Nunzio Apostolico in Canada.
RE:NN/.../QUIAMBAO:QUINTANA                         VIS 20091210 (60)

mercoledì 9 dicembre 2009

NELLE DIFFICOLTÀ INVOCARE BEATA VERGINE MARIA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2009 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Dapprima riferendosi ai testi biblici e al Libro della Genesi ed al racconto dell'Annunciazione del Vangelo di Luca, il Papa ha spiegato che: "Satana ai primordi della creazione sembra avere la meglio, ma verrà un figlio di donna che gli schiaccerà la testa. Così, mediante la stirpe della donna, Dio stesso vincerà. Quella donna è la Vergine Maria, dalla quale è nato Gesù Cristo che, con il suo sacrificio, ha sconfitto una volta per sempre l'antico tentatore. Per questo, in tanti dipinti o statue dell'Immacolata, Ella è rappresentata nell'atto di schiacciare un serpente sotto il suo piede".

  "L'Evangelista Luca, invece, ci mostra la Vergine Maria che riceve l'annuncio del Messaggero celeste (cfr Lc 1,26-38)" - ha proseguito il Pontefice - "Ella appare come l'umile e autentica figlia d'Israele, vera Sion in cui Dio vuole porre la sua dimora. E' il virgulto dal quale deve nascere il Messia, il Re giusto e misericordioso. (...) A differenza di Adamo ed Eva, Maria rimane obbediente alla volontà del Signore, con tutta se stessa pronuncia il suo 'sì' e si mette pienamente a disposizione del disegno divino. E' la nuova Eva, vera "madre di tutti i viventi", di quanti cioè per la fede in Cristo ricevono la vita eterna".

  "Cari amici, che gioia immensa avere per madre Maria Immacolata!" - ha esclamato Benedetto XVI - "Ogni volta che sperimentiamo la nostra fragilità e la suggestione del male, possiamo rivolgerci a Lei, e il nostro cuore riceve luce e conforto. Anche nelle prove della vita, nelle tempeste che fanno vacillare la fede e la speranza, pensiamo che siamo figli suoi e che le radici della nostra esistenza affondano nell'infinita grazia di Dio. La Chiesa stessa, anche se esposta agli influssi negativi del mondo, trova sempre in Lei la stella per orientarsi e seguire la rotta indicatale da Cristo. Maria è infatti la Madre della Chiesa, come hanno solennemente proclamato il Papa Paolo VI e il Concilio Vaticano II".

  "Mentre, pertanto, rendiamo grazie a Dio per questo segno stupendo della sua bontà" - ha concluso il Papa - "affidiamo alla Vergine Immacolata ognuno di noi, le nostre famiglie e le comunità, tutta la Chiesa e il mondo intero".
ANG/IMMACOLATA/...                               VIS 20091209 (420)


OGNI STORIA UMANA È SACRA E RICHIEDE IL PIÙ GRANDE RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2009 (VIS). Questo pomeriggio, nella Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto si è recato a Piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata, la cui statua è collocata su di una colonna di fronte alla Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha salutato i Padri Domenicani ed ha ricevuto l'omaggio dell'Associazione Commercianti Via Condotti. Al Suo arrivo in Piazza di Spagna, il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato poi deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, con la partecipazione di migliaia di fedeli.

  "Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza?" - ha detto il Papa nel suo discorso - "Ricorda che 'dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia'. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura', Gesù ha vinto il male".

  "Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia!" - ha esclamato il Pontefice - "Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che (...) ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili".

  "Nella città vivono - o sopravvivono - persone invisibili" - ha sottolineato il Papa - "che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all'ultimo, finché la notizia e l'immagine attirano l'attenzione. E' un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C'è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto".

  "La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti noi!" - ha esclamato ancora Benedetto XVI - "Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. (...) I mass media tendono a farci sentire sempre 'spettatori', come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti 'attori' e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri".

  Dopo aver invocato Maria Immacolata di aiutarci "a riscoprire e difendere la profondità delle persone", il Papa ha reso omaggio "a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell'amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società".
BXVI-OMAGGIO/IMMACOLATA/...                       VIS 20091209 (530)


RUPERTO DI DEUTZ: STUDIO RAZIONALE FEDE E CONTEMPLAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di un monaco del XII secolo: Ruperto di Deutz, una città vicina a Colonia, sede di un famoso monastero.

  "Ruperto amò sempre la vita monastica" - ha spiegato il Santo Padre - "Si distinse per l'integerrima dirittura morale e per il forte attaccamento alla Sede di Pietro". Ruperto fu nominato Abate di Deutz nel 1120 dove rimase fino al 1129, anno della sua morte. "Ruperto" - ha proseguito il Papa - "ci insegna che quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedeltà alla sana dottrina e dona serenità e libertà interiore".

  Ricordando le numerose opere di Ruperto "ancora oggi di grande interesse", Benedetto XVI ha sottolineato che l'Abate di Deutz "intervenne con determinazione" in alcune controversie teologiche come la difesa della "presenza di Cristo nel Sacramento dell'Eucaristia". Il Papa ha sottolineato "il pericolo di ridimensionare il realismo eucaristico, considerare, cioè, l'Eucaristia quasi come solo un rito di comunione, di socializzazione, dimenticando troppo facilmente che nell'Eucaristia è presente realmente Cristo risorto - con il suo Corpo risorto - il quale si mette nelle nostre mani per tirarci fuori da noi stessi, incorporarci nel Suo Corpo immortale e guidarci così a vita nuova. Questo grande che il Signore è presente in tutta la sua realtà nelle specie eucaristiche è un mistero da adorare e da amare sempre di  nuovo!" - ha esclamato il Papa.

  "Un'altra controversia, nella quale l'abate di Deutz fu coinvolto" - ha proseguito Benedetto XVI - "riguarda il problema della conciliazione della bontà e dell'onnipotenza di Dio con l'esistenza del male". L'Abate "parte dalla bontà di Dio, dalla verità che Dio è sommamente buono e non può che volere il bene. Così egli individua l'origine del male nell'uomo stesso e nell'uso sbagliato della libertà".

  Ruperto, ha aggiunto il Papa, "sostiene che l'Incarnazione, evento centrale di tutta la storia, era stata prevista sin dall'eternità, indipendentemente dal peccato dell'uomo, affinché tutta la creazione potesse dare lode a Dio Padre e amarlo come un'unica famiglia radunata attorno a Cristo".

  Infine Benedetto XVI ha sottolineato che Ruperto "è il primo scrittore che ha identificato la sposa del 'Cantico dei Cantici' con Maria santissima. Così il suo commento a questo libro della Scrittura si rivela una sorta di 'summa' mariologica, in cui sono presentati i privilegi e le eccellenti virtù di Maria. (...) Ruperto, inoltre, ha cura di inserire la sua dottrina mariologica in quella ecclesiologica. In altri termini, egli vede in Maria santissima la parte più santa della Chiesa intera" e ciò conservò una eco nel Concilio Vaticano II, con la proclamazione di Maria Madre della Chiesa.

  Ruperto di Deutz, ha concluso il Santo Padre "Come tutti i rappresentanti della teologia monastica" seppe "coniugare lo studio razionale dei misteri della fede con l'orazione e con la contemplazione, considerata il vertice di ogni conoscenza di Dio".
AG/RUPERTO DI DEUTZ/...                           VIS 20091209 (470)


MESSAGGIO VERTICE CARTAGENA MINE ANTIUOMO


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre, firmato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ed indirizzato alla Signora Susan Eckey, Presidentessa della II Conferenza di Studio della Convenzione sulla proibizione dell'impiego, immagazzinamento, produzione e trasporto delle mine antiuomo e della loro distruzione. La Conferenza si è tenuta a Cartagena (Colombia), dal 30 novembre al 4 dicembre 2009.

  "Sin dalla sua adozione, la Convenzione ha ottenuto il beneplacito della maggioranza degli Stati del mondo, anche se purtroppo, l'adesione non è stata universale - si legge nel Messaggio - La Santa Sede in questa occasione lancia un appello a tutti gli Stati affinché riconoscano le deplorevoli conseguenze umanitarie delle mine antiuomo. (...) Le migliaia di vittime che tuttora le mine antiuomo provocano, ci ricordano, nel caso fosse necessario ripeterlo, che vana è l'illusione di voler costruire la pace e la stabilità con una visione esclusivamente militare. È opportuno ripetere in questa circostanza che la pace, la sicurezza e la stabilità non possono sussistere solo in funzione della sicurezza militare, ma dipendono soprattutto da quelle condizioni che permettono il pieno sviluppo della persona umana, che tante volte si vede ostacolato dall'uso e dalla presenza di mine antiuomo".
MESS/MINE ANTIUOMO/CARTAGENA:ECKEY               VIS 20091209 (210)


VESPRI UNIVERSITARI ROMA PRESIEDUTI DA BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato oggi che il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la preghiera dei Vespri con gli Universitari degli Atenei Romani, nella Basilica Vaticana, giovedì 17 dicembre, alle ore 17:30.
OCL/VESPRI/UNIVERSITARI                             VIS 20091209 (50)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Daniel E. Flores, Vescovo di Brownsville (superficie: 10.945; popolazione: 1.170.776; cattolici: 995.160; sacerdoti: 120; religiosi: 178; diaconi permanenti: 65), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Flores, finora Ausiliare di Detroit (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Raymundo J. Peña, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/FLORES:PEÑA                                                          VIS 20091209 (80)

lunedì 7 dicembre 2009

ISTITUZIONI CATTOLICHE, PATRIMONIO FEDE CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI,  nel ricevere i Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Sud 3 e 4), al temine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha dedicato il suo discorso ai luoghi deputati alla trasmissione della cultura: scuole, università ed alle conseguenze della teologia della liberazione.

  "La scuola cattolica" - ha detto il Papa - "non si può concepire né vivere separata dalle altre istituzioni educative, ma è al servizio della società, ricopre una funzione pubblica ed ha un servizio di utilità pubblica non riservato unicamente ai cattolici, ma aperto a quanti chiedono di poter avere accesso a una proposta educativa di qualità. Il problema della parità giuridica ed economica con la scuola statale potrà essere correttamente impostato solo partendo dal riconoscimento del ruolo fondamentale della famiglia, sussidiario di altre istituzioni educative".

  In merito all'insegnamento della scuola superiore, il Papa ha sottolineato che la Chiesa "è stata sempre solidale con le università e con la sua vocazione di elevare gli uomini e le donne ai gradi più alti della conoscenza, della verità e del dominio del mondo in tutti i suoi aspetti". Benedetto XVI ha espresso la sua riconoscenza alle congregazioni religiose che in Brasile hanno fondato e sostenuto alunne celebri università ricordando che tali sedi "non appartengono a coloro che le hanno istituite o a coloro che le frequentano, ma sono espressione della Chiesa e del patrimonio di fede".

  L'agosto scorso, ha ricordato ancora il Papa, ricorrevano i 25 anni della Istruzione "Libertatis nuntius" della Congregazione per la Dottrina della Fede su alcuni aspetti della teologia della liberazione che "sottolineava il pericolo insito nell'accettazione senza senso critico, da parte di alcuni teologi, delle tesi e metodologie derivanti dal marxismo".

  "Le conseguenze più o meno visibili caratterizzate dalla ribellione, dalla divisione, dal dissenso, nei luoghi ove ancora perdurano, producono nelle vostre comunità diocesane grandi sofferenze ed una grave perdita di forze vive".

  "Esorto quanti in qualche modo si sentono attratti, coinvolti o condizionati, nel più intimo di sé, da alcuni principi ingannevoli della teologia della liberazione a tener conto della citata Istruzione, accogliendo la sua luce benigna; ricordo a tutti che 'la suprema norma della fede della Chiesa proviene dall'unità che lo Spirito ha posto fra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa in una reciprocità tale che i tre non possano sussistere in forma indipendente", ha esclamato il Santo Padre.

  Il Papa ha concluso il suo discorso invocando la Vergine Maria "tanto amata e venerata (...) in Brasile". "In Lei troviamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e impariamo a conoscere e amare il mistero della Chiesa che vive nella storia e della quale noi siamo parte. Diveniamo così 'anime ecclesiali', apprendendo a resistere a questa 'secolarizzazione interna' che minaccia la Chiesa e i suoi insegnamenti".
AL/.../BRASILE                                           VIS 20091207 (490)



LA PAROLA DI DIO MUOVE LA STORIA, CONVOCA LA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). A mezzogiorno il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio che dà su Piazza San Pietro per pregare l'Angelus con migliaia di persone lì riunite.

 Il Santo Padre ha spiegato che in questa seconda domenica di Avvento, San Luca nel suo Vangelo "concentra l'attenzione su Giovanni Battista, precursore del Messia, e traccia con grande precisione le coordinate spazio-temporali della sua predicazione".

 "L'evangelista -ha continuato- vuole avvertire chi legge o ascolta che il Vangelo non è una leggenda, ma il racconto di una storia vera, che Gesù di Nazaret è un personaggio storico inserito in quel preciso contesto. Il secondo elemento degno di nota è che, dopo questa ampia introduzione storica, il soggetto diventa "la parola di Dio", presentata come una forza che scende dall'alto e si posa su Giovanni il Battista".

 Benedetto XVI ha messo in rilievo che "la Parola di Dio è il soggetto che muove la storia, ispira i profeti, prepara la via del Messia, convoca la Chiesa. Gesù stesso è la Parola divina che si è fatta carne nel grembo verginale di Maria: in Lui Dio si è rivelato pienamente, ci ha detto e dato tutto, aprendoci i tesori della sua verità e della sua misericordia".

 "Il fiore più bello germogliato dalla parola di Dio è la Vergine Maria. Lei è la primizia della Chiesa, giardino di Dio sulla terra. Ma, mentre Maria è l'Immacolata - così la celebreremo dopodomani -, la Chiesa ha continuamente bisogno di purificarsi, perché il peccato insidia tutti i suoi membri. Nella Chiesa è sempre in atto una lotta tra il deserto e il giardino, tra il peccato che inaridisce la terra e la grazia che la irriga perché produca frutti abbondanti di santità. Preghiamo dunque la Madre del Signore affinché ci aiuti, in questo tempo di Avvento, a "raddrizzare" le nostre vie, lasciandoci guidare dalla parola di Dio".

 Dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha ricordato che domani, 7 dicembre, si inaugurerà a Copenhagen la Conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici, "con cui la comunità internazionale intende contrastare il fenomeno del riscaldamento globale".

 "Auspico -ha detto- che i lavori aiuteranno ad individuare azioni rispettose della creazione e promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità della persona umana ed orientato al bene comune. La salvaguardia del creato postula l'adozione di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i poveri e le generazioni future. In questa prospettiva, per garantire pieno successo alla Conferenza, invito tutte le persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da Dio nella natura e a riscoprire la dimensione morale della vita umana".
ANG/PAROLA DIO:CLIMA/...                                                     VIS 20091207 (440)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, Germania.
 
 Sabato 5 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

 - Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

 - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Luiz Carlos Eccel, di Caçador.

    - Il Vescovo Augsinho Petry, di Rio do Sul.

    - Il Vescovo Jacinto Inácio Flach, di Criciuma.

    - Il Vescovo João Oneres Marchiori, Amministratore Apostolico di Lages.

- Il Reverendo Nilo Buss, Amministratore Diocesano di Tubarão.
AP:AL/.../...                                       VIS 20091207 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato don Pedro Daniel Martínez Vescovo Coadiutore di San Luis (superficie 76.748; popolazione 377.000; cattolici 358.000; sacerdoti 74; religiosi 92) in Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Mendoza (Argentina), fu ordinato sacerdote nel 1981 e attualmente era rettore del Seminario Maggiore di San Rafael (Argentina).

- Ha nominato Dom Marian Eleganti, O.S.B., Vescovo Ausiliare di Chur (superficie 12.272; popolazione 1.645.541; cattolici 689.746; sacerdoti 628; religiosi 1.273; diaconi permanenti 40) in Svizzera. Il Vescovo eletto è nato a Uznach (Svizzera) nel 1955, ha fatto la professione perpetua nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Attualmente era Abate del Monastero di Sankt Otmarsberg a Uznach, diocesi di Sankt Gallen (Svizzera).

- Ha nominato il Monsignor Theodorus Cornelius Maria Hoogenboom e Don Herman Willebrordus Woorts Vescovi Ausiliari dell'Arcidiocesi di Utrecht (superficie 10.000; popolazione 3.938.514; cattolici 766.000; sacerdoti 460; religiosi 1.204; diaconi permanenti 82) nei Paesi Bassi. Il Vescovo eletto Hoogenboom è nato a Oudewater (Paesi Bassi) nel 1960, è stato ordinato sacerdote nel 1999 e attualmente era vicario generale, vicario giudiziale e prevosto del capitolo metropolitano di Utrecht. Il Vescovo eletto Woorts è nato nel 1963 ad Abcoude (Paesi Bassi), è stato ordinato sacerdote nel 1992 e attualmente era vicario episcopale per la regione di Utrecht e per la liturgia e canonico del capitolo metropolitano di Utrecht.

  Sabato scorso, 5 dicembre, si è reso pubblico che il Papa:

- Ha eretto le nuove Diocesi di Sisak e di Bjelovar-Krizevci (Croazia), dismembrandole dal territorio dell'Arcidiocesi di Zagreb e rendendole suffraganee della medesima Chiesa Metropolitana. Ha nominato il Monsignor Vlado Kosic, finora Ausiliare di Zagreb, primo Vescovo di Sisak.

- Ha nominato il Monsignor Vhjekoslav Huzjak, primo Vescovo di Bjelovar-Krizevci (Croazia). Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Jalzabet (Croazia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Croata.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Gambella (Etiopia) al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Angelo Moreschi, S.D.B., primo Vicario Apostolico di Gambella (superficie: 50.000; popolazione: 507.000; cattolici: 8.430; sacerdoti: 14; religiosi: 9), in Etiopia, elevandolo allo stesso tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Nave (Italia), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982, e finora è stato prefetto apostolico di Gambella.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Jimma-Bonga (superficie: 57.000; popolazione: 3.500.000; cattolici: 12.185; sacerdoti: 9; religiosi: 23), Etiopia, al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Markos Ghebremedhin, C.M., primo Vicario Apostolico di Jimma-Bonga in Etiopia, elevandolo allo stesso tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Shappa (Etiopia), ha emesso i voti perpetui nel 1992 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993. È stato finora Superiore Provinciale dei Padri Lazzaristi in Etiopia.

- Ha trasferito il Vescovo Method Kilaini dall'ufficio di Ausiliare di Dar-es-Salaam (Tanzania) all'ufficio di ausiliare della Diocesi di Bukoba (superficie: 8.608; popolazione: 873.000; cattolici: 523.334; sacerdoti: 139; religiosi: 525), in Tanzania.
NEC:NEA/.../...                                   VIS 20091207 (300)


BENEDETTO XVI RICORDA CADUTA MURO DI BERLINO


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Cappella Sistina, il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito ad un concerto in Suo onore offerto dal Presidente della Repubblica Federale di Germania, Signor Horst Köhler, in occasione del LX anniversario della fondazione della Repubblica Federale di Germania e nel XX anniversario della caduta del Muro di Berlino.

  Gli "Augsburger Domsingknaben" e la "Residenz-Kammerorchester München", diretti dal Maestro Reinhard Kammler, hanno eseguito l'Oratorio di Natale BWV 248 (Cantate I-III) di Johann Sebastian Bach.

  "Ricordiamo" - ha detto il Santo Padre al termine del Concerto - "il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino, quella frontiera di morte che per tanti anni aveva diviso la nostra patria e aveva  separato a forza uomini, famiglie, vicini e amici. Molti allora avevano avvertito gli avvenimenti del 9 novembre 1989 come gli albori inaspettati della libertà, dopo una lunga e sofferta notte di violenza ed oppressione per un sistema totalitario che, alla fin fine, conduceva in un nichilismo, in uno svuotamento delle anime".

  "Nella dittatura comunista" - ha affermato il Papa - "non vi era azione alcuna che sarebbe stata ritenuta male in sé e sempre immorale. Ciò che serviva agli obiettivi del partito era buono, per quanto disumano poteva pur essere".

  "Oggi, qualcuno si domanda se l'ordine sociale occidentale sia tanto migliore e più umanitario. La storia della Repubblica Federale di Germania, di fatto, ne è la prova. E ciò lo dobbiamo in buona parte alla Legge Fondamentale. (...) Perché essa esorta gli uomini a dare la priorità, in responsabilità davanti a Dio Creatore, alla dignità umana, a rispettare il matrimonio e la famiglia quali fondamento di ogni società, nonché ad avere riguardo e profondo rispetto per quanto è sacro agli altri".

  "Che i cittadini della Germania" - ha proseguito il Pontefice - "responsabili del compito espresso nella Legge Fondamentale circa il rinnovamento spirituale-politico dopo il nazionalsocialismo e dopo il Secondo Conflitto Mondiale, possano continuare a collaborare per la costruzione di una società libera e sociale".

  "La storia dell'Europa nel XX secolo dimostra" - ha sottolineato il Papa - "che la responsabilità davanti a Dio è di importanza decisiva per il retto agire politico. Dio ricongiunge gli uomini in una vera comunione, e fa capire al singolo che nella comunione con l'altro è pur presente Uno più grande, il Quale è la causa originaria della nostra vita e del nostro essere insieme. Ciò si manifesta a noi, in modo particolare, anche nel mistero del Natale, dove questo Dio si avvicina a noi nel suo amore e, da Bambino, chiede il nostro amore".
BXVI-CONCERTO/GERMANIA/...                       VIS 20091207 (430)


IL PAPA RICEVE PRESIDENTE REPUBBLICA FEDERALE GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

 "Nella mattinata di oggi, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, S.E. il Sig. Horst Köhler, con la consorte, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da S.E. Mons. Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

 "Durante i cordiali colloqui vi è stato uno scambio di opinioni su vari temi: si è ricordato il concerto per il duplice anniversario della fondazione della Repubblica Federale di Germania e del 20° della caduta del Muro di Berlino, occasione della visita del Presidente in Vaticano, e ci si è soffermati sull'attuale crisi economica con le sue conseguenze come pure sulla situazione internazionale, con particolare attenzione all'Europa ed al continente africano".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE GERMANIA/...                              VIS 20091207 (160)

venerdì 4 dicembre 2009

PIENE RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE E RUSSIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Ieri pomeriggio, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nel pomeriggio di oggi, 3 dicembre 2009, Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Dimitri Medvedev, Presidente della Federazione Russa. In precedenza, il Capo di Stato aveva incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei colloqui è stato espresso compiacimento, da entrambe le Parti, per i cordiali rapporti esistenti e si è concordato di stabilire piene relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Federazione Russa".

  "Dopo uno scambio di opinioni sulla situazione economica e politica internazionale, anche alla luce dell'Enciclica 'Caritas in Veritate', di cui il Santo Padre ha offerto al Presidente un esemplare in lingua russa, ci si è soffermati sulle attuali sfide alla sicurezza ed alla pace. Quindi si è parlato di temi culturali e sociali di comune interesse, come il valore della famiglia, e del contributo dei credenti alla vita della Russia".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE RUSSIA                  VIS 20091204 (200)


MEDITAZIONI DI AVVENTO ALLA PRESENZA DEL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina alle 9:00, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI e della Famiglia Pontificia, nella Cappella "Redemptoris Mater", del Palazzo Apostolico Vaticano, si è tenuta la prima Meditazione di Avvento.

  In questo anno 2009, proclamato dal Santo Padre "Anno Sacerdotale", il tema delle Meditazioni, tenute da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "Ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio".

  Le prossime Meditazioni di Avvento sono in programma per venerdì 11 e venerdì 18 dicembre.
.../MEDITAZIONI AVVENTO/CANTALAMESSA            VIS 20091204 (90)


RINNOVAMENTO SPIRITUALE ALBANIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Anastas, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e di tutta l'Albania, con alcuni Rappresentanti della Chiesa Ortodossa Autocefala di Albania.

  "Come è noto, Illirico accolse il Vangelo sin dai tempi apostolici" - ha detto il Santo Padre ai Presuli - "Da allora il messaggio salvifico di Cristo ha portato frutto nella vostra Patria sino ai giorni nostri. Come testimoniano i primissimi scritti della vostra cultura, un'antica formula battesimale latina e un inno bizantino sulla risurrezione del Signore giunti fino a noi, la fede dei nostri anche padri cristiani ha lasciato tracce splendide ed indelebili sin dalle prime righe della storia, della letteratura e delle arti del vostro popolo".

  "E tuttavia la testimonianza più straordinaria si trova sicuramente nella vita stessa" - ha sottolineato il Papa - "Durante la seconda parte del secolo scorso, i cristiani in Albania, sia ortodossi che cattolici vi hanno mantenuto viva la fede nonostante un regime ateo estremamente repressivo ed ostile; e, come è ben noto, molti cristiani hanno crudelmente pagato quella fede con la propria vita".

  "La caduta di quel regime ha felicemente lasciato il posto alla ricostruzione delle comunità cattoliche ed ortodosse in Albania" - ha proseguito Benedetto XVI - elogiando nel contempo l'attività missionaria dell'Arcivescovo Anastas, "in particolare nella ricostruzione dei luoghi di culto, nella formazione del clero e nell'opera di catechesi che vengono ora permesse: un movimento di rinnovamento che Vostra Beatitudine ha giustamente descritto come Ngjallja (Risurrezione)".

  "Da quando ha ottenuto la libertà, la Chiesa Ortodossa di Albania è stata in grado di partecipare con profitto al dialogo teologico internazionale cattolico-ortodosso. Il vostro impegno a questo riguardo" - ha detto il Papa - "rispecchia felicemente le fraterne relazioni fra cattolici e ortodossi nel vostro Paese ed offre ispirazione all'intero popolo albanese, mostrando come sia possibile per i cristiani vivere in armonia".

  "In questa luce, dovremmo sottolineare gli elementi di fede che le nostre Chiese condividono: la comune professione del credo niceno-costantinopolitano; il comune Battesimo per la remissione dei peccati e per incorporarci in Cristo e nella Chiesa; l'eredità dei primi Concili ecumenici; la comunione reale, anche se imperfetta, che già condividiamo ed il comune desiderio, nonché gli sforzi di collaborazione, di edificare su ciò che già esiste".

  Successivamente il Santo Padre ha espresso apprezzamento per due importanti iniziative in corso in Albania: "La fondazione della Società biblica interconfessionale e la creazione del Comitato per le relazioni interconfessionali. Si tratta di sforzi puntuali per promuovere la reciproca comprensione e la concreta cooperazione, non solo fra cattolici e ortodossi, ma anche fra cristiani, musulmani e bektash (seguaci di Haci Bektash Veli (1209-1271), mistico musulmano n.d.r.).

  Infine il Papa ha espresso la sua gioia per il "rinnovamento spirituale" del popolo albanese ed ha assicurato all'Arcivescovo Anastas che la Chiesa Cattolica "farà tutto il possibile per offrire una testimonianza comune di fratellanza e di pace e per perseverare insieme a voi nell'impegno rinnovato per l'unità delle nostre Chiese".
AC/ALBANIA/ANASTAS                           VIS 20091204 (500)



UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud 3 - Sud 4), in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, S.C.I., di Florianópolis.

-    Il Vescovo Aloísio Alberto Dilli, O.F.M., di Uruguaiana.

-    Il Vescovo Gílio Felício, di Bagé.

-    Il Vescovo Irineu Gassen, O.F.M., di Vacaria.

-    Il Vescovo Paulo Antônio De Conto, di Montenegro.

-    Il Vescovo Antônio Carlos Rossi Keller, di Frederico Westphalen.

-    Il Vescovo Liro Vendelino Meurer, Ausiliare di Passo Fundo.

-    Il Vescovo Giuseppe Negri, di Blumenau.

-    Il Vescovo Walmir Alberto Valle, I.M.C., di Joaçaba.

-    Il Vescovo Irineu Roque Scherer, di Joinville.

-    Il Vescovo Manoel João Francisco, di Chapecó.
AL/.../....                                  VIS 20091204 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Southwark (Inghilterra), presentata dall'Arcivescovo Kevin McDonald, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Nha Trang (Viêt Nam), presentata dal Vescovo Paul Nguên Van Hòa, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Joseph Võ Dúc Minh, Coadiutore della medesima Diocesi.
RE/.../MCDONALD:VAN HÒA:DUC MINH                     VIS 20091204 (90)


giovedì 3 dicembre 2009

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Papa in occasione della celebrazione della XVIII Giornata Mondiale del Malato, in programma l'11 febbraio 2010, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica Vaticana.

  Nel ricordare che quest'anno coincide con il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio della Pastorale Sanitaria, il Santo Padre scrive: "La felice coincidenza con il 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari costituisce un motivo ulteriore per ringraziare Dio del cammino sinora percorso nel settore della pastorale della salute. Auspico di cuore che tale ricorrenza sia occasione per un più generoso slancio apostolico al servizio dei malati e di quanti se ne prendono cura".

  "Nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, l'umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce" - scrive Papa Benedetto XVI - "Il Signore Gesù nell'Ultima Cena, prima di ritornare al Padre, si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli, anticipando il supremo atto di amore della Croce. Con tale gesto ha invitato i suoi discepoli ad entrare nella sua medesima logica dell'amore che si dona specialmente ai più piccoli e ai bisognosi (cfr Gv 13,12-17). Seguendo il suo esempio, ogni cristiano è chiamato a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del buon Samaritano".

  "A conclusione della parabola, Gesù "Ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che, con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l'esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza".

  "Nell'attuale momento storico-culturale" - continua il Papa - "si avverte anche più l'esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, come pure di una presenza nella società capace di trasmettere in maniera efficace i valori evangelici a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale".

  "Ringrazio di cuore le persone che, ogni giorno" - ha detto infine il Papa - "'svolgono il servizio verso i malati e i sofferenti'", facendo in modo che "l'apostolato della misericordia di Dio, a cui attendono, risponda sempre meglio alle nuove esigenze'".

  "In quest'Anno Sacerdotale, il mio pensiero si dirige particolarmente a voi, cari sacerdoti, 'ministri degli infermi', segno e strumento della compassione di Cristo, che deve giungere ad ogni uomo segnato dalla sofferenza. Vi invito, cari presbiteri, a non risparmiarvi nel dare loro cura e conforto. Il tempo trascorso accanto a chi è nella prova si rivela fecondo di grazia per tutte le altre dimensioni della pastorale".

  "Mi rivolgo infine a voi, cari malati, e vi domando di pregare e di offrire le vostre sofferenze per i sacerdoti, perché possano mantenersi fedeli alla loro vocazione e il loro ministero sia ricco di frutti spirituali, a beneficio di tutta la Chiesa".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                      VIS 20091203 (490)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Signor Dmitrij Anatolievic Medvedev, Presidente della Federazione Russa.
AP/.../...                                       VIS 20091203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Atanga, S.I., Arcivescovo di Bertoua (superficie: 26.320; popolazione: 327.550; cattolici: 122.655; sacerdoti: 56; religiosi: 97), Camerun. Finora Vescovo di Bafoussam (Camerun), l'Arcivescovo Atanga succede all'Arcivescovo Roger Perenne, C.I.C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Sosthène Léopold Bayemi Matjei, Vescovo di Obala (superficie: 14.849; popolazione: 713.842; cattolici: 407.865; sacerdoti: 91; religiosi: 80), Camerun. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Matomb (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Professore di Filosofia presso l'Università dell'Africa Centrale di Yaoundé e Collaboratore presso la Nunziatura Apostolica in Camerun. Succede al Vescovo Jérome Owono-Mimboe, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Faustin Ambassa Ndjodo, C.I.C.M., Vescovo di Batouri (15.981; popolazione: 205.000; cattolici: 47.000; sacerdoti: 27; religiosi: 44), Camerun. Il Vescovo eletto, nato nel 1964 a Ekouda (Camerun), ordinato sacerdote nel 1997, è stato finora Superiore provinciale dei Padri Scheutisti (C.I.C.M.) e Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori d'Africa e Madagascar (C.O.S.M.A.M.).

- Ha nominato il Reverendo Ginés Ramón García Beltrán, Vescovo di Guadix (superficie: 5.677; popolazione: 109.982; cattolici: 107.000; sacerdoti: 66; religiosi: 131), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Canonico della Cattedrale di Almería (Spagna), nato a Lora (Spagna), nel 1961 e ordinato sacerdote nel 1985, succede al Vescovo Juan García-Santacruz Ortiz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, il Sacerdote Barthélemy Adoukonou, Segretario Generale della "Conférence Episcopale Régionale de l'Afrique de l'Ouest Francophone (C.E.R.A.O.), e della "Association of the Episcopal Conferences of Anglophone West Africa (A.E.C.A.W.A.), Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Ha nominato il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, finora Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.
NER:RE:NA/.../...                                     VIS 20091203 (330)


mercoledì 2 dicembre 2009

GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, CANTORE DELL'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Guglielmo di Saint-Thierry è stato il protagonista della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

  Amico ed estimatore di Bernardo di Chiaravalle - ha detto il Papa - Guglielmo "nacque a Liegi tra il 1075 e il 1080. Di nobile famiglia, dotato di un'intelligenza viva e di un innato amore per lo studio, frequentò famose scuole dell'epoca, come quelle della sua città natale e di Reims, in Francia.  (…) Divenne abate del monastero di Saint-Thierry, comunità dove incontrò non poche resistenze di fronte ai suoi tentativi di riforma, e così, nonostante il consiglio contrario dell'amico Bernardo,  nel 1135, lasciò l'abbazia benedettina, (…), per unirsi ai cistercensi di Signy", dove si dedicò alla composizione di scritti di letteratura spirituale, importanti nella storia della teologia monastica.

 Nell'opera "De natura et dignitate amoris" (La natura e la dignità dell'amore), "è espressa" - ha proseguito il Papa  - "una delle idee fondamentali di Guglielmo, valida anche per noi. L'energia principale che muove l'animo umano è l'amore. (…) In definitiva, un solo compito è affidato a ogni essere umano: imparare a voler bene, ad amare, sinceramente, autenticamente, gratuitamente. Ma solo alla scuola di Dio questo compito viene assolto e l'uomo può raggiungere il fine per cui è stato creato".

  "Imparare ad amare richiede un lungo e impegnativo cammino" - ha sottolineato il Santo Padre - "In questo itinerario la persona deve imporsi un'ascesi efficace, un forte controllo di sé per eliminare ogni affetto disordinato, (…) e unificare la propria vita in Dio, sorgente, meta e forza dell'amore, fino a giungere al vertice della vita spirituale, che Guglielmo definisce come 'sapienza'. A conclusione di questo itinerario ascetico, si sperimenta una grande serenità e dolcezza".

  Guglielmo, nel parlare dell'amore di Dio, attribuisce "una notevole importanza alla dimensione affettiva. In fondo, cari amici, il nostro cuore è fatto di carne, e quando amiamo Dio, che è l'Amore stesso, come non esprimere in questa relazione con il Signore anche i nostri umanissimi sentimenti (…). Il Signore stesso, facendosi uomo, ha voluto amarci con un cuore di carne!".

  "Secondo Guglielmo, poi," - ha spiegato ancora il Papa - "l'amore ha un'altra proprietà importante: illumina l'intelligenza e permette di conoscere meglio e in modo profondo Dio e, in Dio, le persone e gli avvenimenti. La conoscenza che procede dai sensi e dall'intelligenza riduce, ma non elimina, la distanza tra il soggetto e l'oggetto, tra l'io e il tu. L'amore, invece, produce attrazione e comunione, fino al punto che vi è una trasformazione e un'assimilazione tra il soggetto che ama e l'oggetto amato (…). E questo vale anzitutto nella conoscenza di Dio e dei suoi misteri, che superano la capacità di comprensione della nostra intelligenza: Dio lo si conosce se lo si ama!", ha esclamato infine Papa Benedetto XVI.

  Papa Benedetto XVI ha concluso la catechesi citando la "Epistola aurea", indirizzata ai Certosini di Mont-Dieu, sintesi del pensiero di Guglielmo di Saint-Thierry sulla scienza dell'amore, nella quale scrive: "L'immagine di Dio presente nell'uomo lo spinge verso la somiglianza, cioè verso un'identità sempre più piena tra la propria volontà e quella divina. A questa perfezione, che Guglielmo chiama 'unità di spirito', si giunge non con lo sforzo personale (…), ma per l'azione dello Spirito Santo, che prende dimora nell'anima e purifica, assorbe e trasforma in carità ogni slancio e ogni desiderio d'amore presente nell'uomo. (…) In tal modo l'uomo merita di diventare non Dio, ma ciò che Dio è: l'uomo diventa per grazia ciò che Dio è per natura".
AG/GUGLIELMO DI THIERRY/…                       VIS 20091202 (600)


ACCOSTARSI CON FIDUCIA SACRAMENTO RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). "Oggi ricorre il 25° anniversario di promulgazione dell'Esortazione Apostolica 'Reconciliatio et paenitentia', che richiamò l'attenzione sull'importanza del sacramento della penitenza nella vita della Chiesa", ha detto il Papa al termine dell'Udienza Generale di oggi.

  "In questa significativa ricorrenza" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "desidero rievocare alcune figure straordinarie di 'apostoli del confessionale', instancabili dispensatori della misericordia divina: San Giovanni Maria Vianney, San Giuseppe Cafasso, San Leopoldo Mandic, San Pio da Pietrelcina".

  Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha avuto parole di esortazione dicendo loro che la testimonianza di fede e di carità di questi santi deve incoraggiarli a fuggire il peccato e a progettare il futuro come un generoso servizio a Dio e al prossimo. "Aiuti voi, cari malati, a sperimentare nella sofferenza la misericordia di Cristo crocifisso. E solleciti voi, cari sposi novelli, a creare in famiglia un clima costante di fede e di reciproca comprensione".

  "L'esempio di questi Santi, assidui e fedeli ministri del perdono divino, sia infine per i sacerdoti - specialmente in questo Anno sacerdotale - e per tutti i cristiani un invito a confidare sempre nella bontà di Dio, accostandosi e celebrando con fiducia il Sacramento della Riconciliazione".
AG/CONFESSIONE/…                                     VIS 20091202 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Camino Fernando Castrellón Pizano, S.D.B., Vescovo di Barrancabermeja (superficie: 15.000; popolazione: 556.000; cattolici: 400.000; sacerdoti: 69; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Colombia.

- Il Monsignore Petar Rajic, finora Consigliere di Nunziatura, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein e Qatar, e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, è nato a Toronto (Canada), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. E' stato finora Consigliere di Nunziatura nelle Rappresentanze Pontificie in Iran, Lituania e presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
NER:NN/.../CASTRELLÓN PIZANO:RAJIC                       VIS 20091202 (120)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Martino Gomiero, emerito di Adria - Rovigo (Italia), il 20 novembre all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Ambrose Mathalaimuthu, emerito di Coimbatore (India), il 15 novembre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20091202 (50)


martedì 1 dicembre 2009

MESSA MEMBRI COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa con i Membri della Commissione Teologica Internazionale.

  Nell'omelia il Papa ha delineato la figura dell'autentico teologo che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio.  Negli ultimi duecento anni, negli studi della Sacra Scrittura, ha detto il Papa, sono emersi "grandi specialisti e (...) maestri di fede che sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio".

  La storia della Chiesa, ha proseguito il Santo Padre, è ricca di uomini e donne capaci di umiltà e di arrivare alla verità, come Santa Teresa di Lisieux, Damian de Veuster, "piccoli che sono anche dotti", modelli ai quali ispirarsi "che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore".

  "Dopo la sua risurrezione il Signore, sulla strada verso Damasco, tocca il cuore di Saulo, che è uno dei dotti che non vedono. (...) Diventa cieco e diventa realmente vedente. (...) E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la (...) sapienza più grande di tutte le saggezze umane".
HML/TEOLOGO/CTI                     VIS 20091201 (220)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché i bambini siano rispettati e amati e mai siano vittime di sfruttamento nelle sue varie forme".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché a Natale i popoli della terra riconoscano nel Verbo Incarnato la luce che illumina ogni uomo e le Nazioni aprano le porte a Cristo, Salvatore del mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                 VIS 20091201 (100)

AMERICA: PROCESSO DI INCULTURAZIONE E FORMAZIONE LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla XIV Riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 17 e 18 novembre. L'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei Vescovi si è tenuta in Vaticano nel 1997.

  Alle sessioni, presiedute dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno partecipato quattro Cardinali e sei Arcivescovi e Vescovi che hanno analizzato la situazione ecclesiale e sociale nei diversi paesi e l'inculturazione della Buona Novella nel continente americano.

  "Il processo di inculturazione - si legge nel Comunicato - dipende in grande misura da una equilibrata educazione alla fede, svolta soprattutto dalle famiglie, dalle scuole e dalle università cattoliche e oggi, in modo veramente urgente, attraverso i media, il cui uso corretto e competente costituisce un veicolo di straordinaria efficacia pastorale".

  I Cardinali e i Vescovi hanno espresso preoccupazione per i problemi quali "commercio di droghe, riciclaggio di guadagni illeciti, corruzione, violenza, corsa agli armamenti, discriminazione razziale, debito estero, disuguaglianze tra i gruppi sociali, irragionevole distruzione della natura".

  "Il fenomeno della corruzione è notevolmente esteso. La Chiesa appoggia gli sforzi delle autorità civili intesi a sconfiggerla o perlomeno a diminuirne la portata. Da parte sua è disposta a contribuire efficacemente a sradicare questo male dalla società civile con un'adeguata educazione dei fedeli e con una maggior presenza di laici cristiani qualificati che, per la loro formazione familiare, scolastica e parrocchiale, promuovano la pratica di valori come la verità, l'onestà, la laboriosità ed il servizio del bene comune".

  "Un fattore che desta preoccupazione" - si legge ancora nel Comunicato - "è la facilità con cui possono circolare le armi. (...) Dalle Chiese particolari d'America deve alzarsi una voce profetica che denunci il riarmo e lo scandaloso commercio di armi da guerra, il quale assorbe ingenti somme di denaro che dovrebbero essere, invece, destinate a combattere la miseria ed a promuovere lo sviluppo".

  Riguardo al tema dell'immigrazione nel Comunicato si legge: "Il fenomeno continua anche oggi ed interessa, in particolare, numerose persone e famiglie provenienti da Nazioni latino-americane, che si sono stanziate nelle regioni del Nord del Continente".

  Fra le speranze dell'America Latina viene sottolineata in particolare "la grande missione continentale, in atto nei paesi dell'America Latina, con lo scopo di promuovere la nuova evangelizzazione. (...) Significativo segno di speranza è costituito dalle iniziative pastorali e di promozione umana della Chiesa, dalla solidarietà verso i poveri e gli emarginati di ogni genere".

  "Partendo dal Vangelo" - hanno ribadito i Membri dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi occorre promuovere una cultura della solidarietà che incentivi opportune iniziative di sostegno ai poveri ed agli emarginati, in modo speciale ai rifugiati".

  Il Comunicato si conclude con l'annuncio della XV riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, in programma il 16 e il 17 novembre 2010.
SE/RIUNIONE SINODO AMERICA/ETEROVIC               VIS 20091201 (490)


lunedì 30 novembre 2009

COMUNICATO UDIENZA PRESIDENTI ARGENTINA E CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

"Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione del 25° anniversario della firma del "Trattato di Pace e Amicizia" tra il Cile e l'Argentina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate il Presidente della Nazione Argentina, Sua Eccellenza la Signora Cristina Fernández de Kirchner, e il Presidente della Repubblica di Cile, Sua Eccellenza la Signora Michelle Bachelet Jeria. Le illustri ospiti si sono incontrate anche con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. In seguito il Santo Padre ha pronunciato un Discorso alle Delegazioni dei due Presidenti, riunitesi nella Sala Clementina.

Nel corso dei cordiali colloqui si è ricordato con gratitudine la meritoria opera di Mediazione compiuta dal Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II e dal compianto Card. Antonio Samoré, i quali aiutarono i due Paesi, attraverso la via del dialogo, a dissipare un'annosa controversia territoriale. In particolare, ci si è soffermati sul fatto che, nel corso di questo quarto di secolo, l'intesa ha portato frutti concreti di bene e di prosperità a due popoli fratelli e continua ad essere d'esempio e di modello per i Paesi dell'America Latina e per l'intera Comunità internazionale. Non è mancato uno scambio di vedute sull'attuale situazione internazionale".
OP/UDIENZA/ARGENTINA:CILE                                       VIS 20091130 (250)


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