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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 7 ottobre 2009

QUARTA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2009 (VIS). Alle 16:30 di oggi pomeriggio, ha avuto inizio la Quarta Congregazione Generale dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, durante la quale sono proseguiti gli interventi dei Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Wilfrid Fox Napier, O.F.M., Arcivescovo di Durban (Sud Africa). Erano presenti 225 Padri Sinodali.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti degli interventi nell'Aula del Sinodo:

ARCIVESCOVO FRANÇOIS-XAVIER MAROY RUSENGO, DI BUKAVU (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO). "Partendo dai danni provocati dalle guerre e dalle violenze nella parte orientale del nostro paese, la Repubblica Democratica del Congo e, in particolare, nella nostra arcidiocesi di Bukavu, riteniamo che la riconciliazione non possa più limitarsi semplicemente ad armonizzare le relazioni interpersonali. Essa deve inevitabilmente prendere in considerazione le cause profonde della crisi delle relazioni che si collocano a livello degli interessi e delle risorse naturali del Paese, da sfruttare e gestire nella trasparenza e nell'equità a vantaggio di tutti. (...) Mentre prendiamo la parola in queste riunioni, gli agenti pastorali nella nostra arcidiocesi vengono attaccati dai nemici della pace. Una delle parrocchie della nostra arcidiocesi è stata incendiata venerdì 2 ottobre 2009, i sacerdoti sono stati maltrattati, altri presi in ostaggio da uomini in uniforme che hanno preteso un grosso riscatto che siamo stati costretti a pagare per risparmiare la vita dei nostri sacerdoti che essi minacciavano di massacrare. Con queste azioni, è la Chiesa, rimasta l'unico sostegno di un popolo terrorizzato, umiliato, sfruttato, dominato, che si vorrebbe ridurre al silenzio".

CARDINALE WALTER KASPER, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI (CITTÀ DEL VATICANO). "Mentre, grazie a Dio, vi è stata una rapida crescita della Chiesa in Africa, purtroppo si è verificata anche una frammentazione sempre più grande tra i cristiani. Pur non essendo, questa situazione, peculiare dell'Africa, è troppo facile ritenere che tali divisioni derivino dall'eredità del cristianesimo diviso che l'Africa ha ricevuto, poiché in Africa vi sono anche numerose nuove divisioni - basti pensare più di recente alle comunità carismatiche e pentecostali, alle chiese cosiddette indipendenti e alle sette. La loro diffusione a livello mondiale è estesa e la loro vitalità nel continente africano è rispecchiata dall'aumento delle Chiese indipendenti africane, che ora hanno creato un'istituzione ufficiale, l'OAIC con sede a Nairobi. (...) Il dialogo con questi gruppi non è facile e spesso è del tutto impossibile a causa del loro comportamento aggressivo e - per non dire altro - per il loro basso standard teologico. Dobbiamo affrontare questa sfida urgente con un atteggiamento di autocritica. Infatti, non basta dire che cosa è sbagliato in loro, dobbiamo domandarci che cosa è sbagliato o che cosa manca nel nostro lavoro pastorale. Perché tanti cristiani abbandonano la nostra Chiesa? Che cosa manca loro da noi e che cosa cercano altrove?".

VESCOVO MARTIN MUNYANYI, DI GWERU (ZIMBABWE). "Lo Zimbabwe ha vissuto esperienze socio-politiche molto difficili ed inumane risalenti ai periodi precoloniale, coloniale e postcoloniale che devono essere trattate con urgenza. Nella ricerca di una riconciliazione durevole, sarebbe un errore chiedere alle persone di dimenticare semplicemente il passato. C'è bisogno di riconciliazione non solo nel paese in generale, ma anche nella Chiesa, dato che vediamo ribollire la tensione in alcune nostre parrocchie a causa delle differenze linguistiche ed etniche. In Africa, quando parliamo di giustizia, parliamo certamente di parti coinvolte, che comprendono anche le famiglie. Le comunità hanno bisogno di riunirsi a discutere i loro problemi in uno scenario di 'arbre à palabre'. E dovrebbe esserci una giustizia retributiva e riparatrice prima della morte di una delle parti in causa. Le questioni di giustizia nella Chiesa riguardano ovviamente il non pagare ai nostri lavoratori la somma corrispondente al giusto salario e il cattivo uso delle risorse della Chiesa da parte di sacerdoti a spese delle comunità. Alcune pratiche della Chiesa tendono ad avere pregiudizi contro le bambine. Per esempio la bambina viene punita mentre il bambino no. In quanto Chiesa locale abbiamo istituito strutture come la Commissione per la giustizia e la pace per dedicarci agli aspetti storici negativi della nostra esperienza".

VESCOVO ARMANDO UMBERTO GIANNI, O.F.M. CAP., DI BOUAR, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (REPUBBLICA CENTROAFRICANA). "Ci aspetta il delicato ma necessario compito di aiutare i sacerdoti che hanno problemi a ritrovare il cammino di verità. Aspettiamo dal sinodo una parola chiara e persuasiva su questo tema. Poi la sfida più grande: come aiutare i sacerdoti a formare delle vere famiglie sacerdotali. Si sente l'esigenza di avere un direttorio di vita sacerdotale. Se la nostra crisi ci ha apportato sofferenza ci aiuterà a crescere più armoniosamente. Abbiamo bisogno di intensificare l'unione profonda con Cristo. (...) La Chiesa è rimasta presente dappertutto nel paese. Anche nelle zone cosiddette rosse, cioè insicure; ha continuato a prestare la sua opera nelle scuole, nella sanità, vicino alle persone sfollate e handicappate. (...) Voglio far rimarcare la disponibilità data dal personale delle missioni in questo contesto di insicurezza per assicurare il servizio della mediazione tra forze governative e ribelli, a volte anche con i banditi. (...) Mi pare che la Chiesa abbia vocazione ad essere là, in questi luoghi umili e nascosti, per aiutare a spegnere sul nascere questi conflitti di casa. La sua voce è ascoltata e cercata, perché gode di credibilità".

VESCOVO GIOVANNI INNOCENZO MARTINELLI, O.F.M., Vicario Apostolico di Tripoli (LIBIA). "Sappiamo che nel continente africano vi sono più di dieci milioni di sfollati, di migranti che cercano una patria, una terra di pace. Il fenomeno di questo esodo rivela un volto d'ingiustizia e di crisi sociopolitica in Africa. In Libia viviamo tutta la tragedia di questo fenomeno... Venire in Libia per essere respinti dall'Europa... Vi sono migliaia di immigrati che entrano in Libia ogni anno, provenienti dai paesi dell'Africa sub-sahariana. La maggior parte di questi fugge dalla guerra e dalla povertà del proprio paese e arriva in Libia, dove cerca un lavoro per aiutare la famiglia oppure un modo per andare in Europa nella speranza di trovarvi una vita migliore e più sicura. (...) L'immigrazione è per molti una tragedia, soprattutto perché fatti oggetto di traffico,  sfruttamento (le donne in particolare) e del disprezzo dei diritti umani. Ma ringraziamo il Signore per la loro testimonianza cristiana. È una comunità che soffre, che cerca, precaria ma piena di gioia nell'espressione della fede! E che in un contesto sociale e religioso musulmano rende la Chiesa credibile... e vive il dialogo della vita con molti musulmani".

VESCOVO JOSÉ NAMBI, DI KWITO-BIÉ (ANGOLA). "I venti della democrazia si fanno sentire più nella capitale che in altre zone del paese e con pochi mezzi di comunicazione sociale. Si constata la mancanza di una vera educazione civica dei cittadini, cosa che favorisce la manipolazione. Tutto ciò, unito all'analfabetismo in ambiente rurale, rende molto precaria la situazione. La coscienza critica delle persone è debole. Alcuni ritengono vero tutto quanto detto dai mezzi di comunicazione sociale. Per questo è urgente promuovere l'educazione civica dei cittadini e rafforzare la loro coscienza critica. Ciò significa anche promuovere la difesa della libertà di espressione e di opinione come appannaggio della democrazia e spazi di sviluppo. I laici che militano nelle diverse istituzioni civili, nei partiti politici, in Parlamento, sono chiamati a dare una vera testimonianza della riconciliazione, della giustizia e della pace. Perciò riteniamo fondamentale continuare a puntare sulla loro formazione a tutti i livelli".
SE/QUARTA CONGREGAZIONE/...                     VIS 20091007 (1230)


PADRI SINODALI NEI CIRCOLI MINORI

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, mentre il Papa teneva l'Udienza Generale in Piazza San Pietro, i Padri Sinodali si sono riuniti nei Circoli Minori o gruppi linguistici, per eleggere i moderatori e i relatori e iniziare il dibattito sulla relazione precedente la discussione.

  La Quinta Congregazione Generale avrà luogo oggi pomeriggio nell'Aula del Sinodo.
SE/CIRCOLI MINORI/...                                 VIS 20091007 (70)

GIOVANNI LEONARDI: RINNOVAMENTO ECCLESIA FEDELTÀ CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì a San Giovanni Leonardi, Patrono dei Farmacisti, del quale si compirà domani 9 ottobre, il 400 anniversario della morte.

  "Giovanni Leonardi nacque nel 1541 a Diecimo in provincia di Lucca".  Abbandonò gli studi di farmacia per lo studio della teologia e per essere ordinato sacerdote. Con Monsignor Juan Vives ed il gesuita Martin del Funes, contribuì all'istituzione di una Congregazione specifica della Santa Sede per le missioni, il Collegio Urbano di Propaganda Fide nel quale numerosi sacerdoti hanno studiato per l'evangelizzazione dei popoli. Il suo zelo apostolico lo spinse ad inviare al Papa Paolo V un memoriale nel quale suggeriva criteri per il rinnovamento autentico della Chiesa. "Tuttavia non abbandonò la passione per la farmacopea, perché sentiva che la mediazione professionale di farmacista gli avrebbe permesso di realizzare appieno la sua vocazione, quella di trasmettere agli uomini, mediante una vita santa, 'la medicina di Dio', che è Gesù Cristo crocifisso e risorto, 'misura di tutte le cose'".

  "La luminosa figura di questo Santo" - ha detto il Papa - "invita i sacerdoti in primo luogo, e tutti i cristiani, a tendere costantemente alla 'misura alta della vita cristiana' che è la santità, ciascuno naturalmente secondo il proprio stato. Soltanto infatti dalla fedeltà a Cristo può scaturire l'autentico rinnovamento ecclesiale. In quegli anni, nel passaggio culturale e sociale tra il secolo XVI e il secolo XVII, cominciarono a delinearsi le premesse della futura cultura contemporanea, caratterizzata da una indebita scissione tra fede e ragione, che ha prodotto tra i suoi effetti negativi la marginalizzazione di Dio, con l'illusione di una possibile e totale autonomia dell'uomo il quale sceglie di vivere 'come se Dio non ci fosse'".

  "E' la crisi del pensiero moderno, che più volte ho avuto modo di evidenziare e che approda spesso in forme di relativismo. Giovanni Leonardi intuì quale fosse la vera medicina per questi mali spirituali e la sintetizzò nell'espressione: 'Cristo innanzitutto'. (...) Non c'è ambiente che non possa essere toccato dalla sua forza (...); non c'è problema che in Lui non si risolva. 'O Cristo o niente'! Ecco la sua ricetta per ogni tipo di riforma spirituale e sociale".

  "In più circostanze ebbe a ribadire che l'incontro vivo con Cristo si realizza nella sua Chiesa, santa ma fragile, radicata nella storia e nel suo divenire a volte oscuro, dove grano e zizzania crescono insieme (cfr Mt 13,30), ma sempre Sacramento di salvezza. Avendo lucida consapevolezza che la Chiesa è il campo di Dio (cfr Mt 13,24), non si scandalizzò delle sue umane debolezze. Per contrastare la zizzania scelse di essere buon grano: decise, cioè, di amare Cristo nella Chiesa e di contribuire a renderla sempre più segno trasparente di Lui".

  "Capì" - ha concluso il Papa - "che ogni riforma va fatta dentro la Chiesa e mai contro la Chiesa. In questo, san Giovanni Leonardi è stato veramente straordinario e il suo esempio resta sempre attuale. Ogni riforma interessa certamente le strutture, ma in primo luogo deve incidere nel cuore dei credenti. Soltanto i santi, uomini e donne che si lasciano guidare dallo Spirito divino, pronti a compiere scelte radicali e coraggiose alla luce del Vangelo, rinnovano la Chiesa e contribuiscono, in maniera determinante, a costruire un mondo migliore".
AG/SAN GIOVANNI LEONARDI/...                    VIS 20091007 (650)



ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Bernard A. Hebda, Vescovo di Gaylord (superficie: 28.932; popolazione: 524.000; cattolici: 71.700; sacerdoti: 69; religiosi: 45; diaconi permanenti: 18), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, è nato a Pittsburgh (Stati Uniti d'America), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Dal 2003 è Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Succede al Vescovo Patrick R. Cooney, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia la governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Egidio Bisol, Vescovo di Afogados da Ingazuera (superficie: 11.034; popolazione: 355.000; cattolici: 330; sacerdoti: 27; religiosi: 31; diaconi permanenti: 8), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Bassano del Grappa (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Attualmente 'fidei donum' nella Diocesi di Roraima (Brasile).

- Ha nominato il Vescovo Óscar Vicente Ojea, Vescovo Coadiutore di San Isidro (superficie: 1.379; popolazione: 1.123.000; cattolici: 1.010.000; sacerdoti: 141; religiosi: 171; diaconi permanenti: 32), Argentina. E' stato finora Ausiliare di Buenos Aires (Argentina).

- Ha nominato il Vescovo Patrick Le Gal, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Lyon (superficie: 5.087; popolazione: 1.755.000; cattolici: 1.209.000; sacerdoti: 562; religiosi: 2.808; diaconi permanenti: 60), Francia. E' stato finora Ordinario Militare per la Francia.

- Ha nominato il Padre Luc Ravel, C.R.S.V., Vescovo Ordinario Militare per la Francia. Il Vescovo eletto, è nato nel 1957 a Parigi (Francia), ha emesso la professione religiosa solenne nell'Ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Dal 2007 è Responsabile della Formazione nell'Abbazia Saint-Pierre" di Champagne-sur- Rhône (Francia).
NER:RE:NEC:NEA/.../...                               VIS 20091007 (290)


martedì 6 ottobre 2009

SECONDA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2009 (VIS). La Seconda Congregazione Generale della II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi ha avuto inizio alle 16:30 di oggi pomeriggio, nell'Aula del Sinodo, in presenza del Santo Padre. Nel corso della sessione sono state presentate cinque relazioni su come venga percepito il tema sinodale in America Latina, America del Nord, Asia,  Oceania ed Europa ed una relazione sull'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Africa".

  Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. All'Assemblea  sono intervenuti 227 Padri Sinodali.

AMERICA LATINA, ARCVIVESCOVO  RAYMUNDO DAMASCENO ASSIS, DI APARECIDA (BRASILE), E PRESIDENTE DEL "CONSIGLIO EPISCOPALE LATINO AMERICANO" (C.E.L.AM.). "Desidero suggerire in questo intervento alcuni punti, che potrebbero essere tema di dialogo di un possibile scambio fraterno tra le Chiese dei due continenti. In ambito episcopale, possiamo condividere con l'Africa la grande ricchezza che hanno significato i 54 anni di vita dell'organismo episcopale che rappresento, il Consiglio Episcopale Latino-americano - CELAM - come strumento di comunione episcopale e di servizio reciproco in seno al nostro episcopato. Si potrebbe, con l'incentivo della Santa Sede, invitare i Vescovi della Chiesa cattolica presenti in entrambi i continenti, per uno scambio di esperienze collegiali, pastorali e organizzative, che possono arricchire la missione della Chiesa. (...) Per quanto riguarda i seminaristi e i sacerdoti, penso anche che sarebbe possibile e reciprocamente arricchente, offrire seminari per una prima formazione sacerdotale in alcune delle Chiese particolari in America Latina, che hanno più risorse".

NORDAMERICA. ARCIVESCOVO WILTON DANIEL GREGORY, DI ATLANTA (STATI UNITI D'AMERICA). "La Chiesa negli Stati Uniti d'America continua a trarre beneficio da quei popoli africani giunti di recente nel nostro paese come visitatori e nuovi residenti. Diversamente dal passato, quando gli uomini arrivavano incatenati come bestiame umano, oggi giungono a noi operai specializzati, esperti uomini d'affari e studenti che non vedono l'ora di costruirsi una vita nuova in una terra che essi considerano promessa. Molte di queste persone portano con sé una fede cattolica profonda e dinamica con la sua ricca eredità spirituale. Queste persone straordinarie ci sfidano a riscoprire le nostre tradizioni spirituali, spesso messe da parte per gli effetti della nostra ricerca orientata a ciò che è secolare".

ASIA. ARCIVESCOVO ORLANDO B. QUEVEDO, O.M.I., DI COTABATO, (FILIPPINE), SEGRETARIO GENERALE DELLA "FEDERATION OF ASIAN BISHOPS' CONFERENCES" (F.A.B.C.). "La Chiesa in Africa e la Chiesa in Asia stanno sollevando interrogativi analoghi di grande importanza (...). Secondo me la Chiesa in Africa sta esplorando le implicazioni teologiche e pastorali della Chiesa come famiglia di Dio. Noi, in Asia, guidati dalle Sacre Scritture e dal magistero vivo della Chiesa, riteniamo di essere stati condotti dallo Spirito Santo a studiare, nel contesto asiatico, la teologia della Chiesa in quanto Comunione e umile Servitore del Vangelo e delle popolazioni asiatiche. Questa ottica teologica ha aperto l'opzione pastorale del rinnovamento radicale in corso nella Chiesa in Asia, un'opzione più dell'essere che del fare. (...) La Chiesa in Africa e la Chiesa in Asia conoscono esperienze simili di dolore e di gioia. Il dolore: per le molte forze di una cultura di morte, che sia l'Ecclesia in Africa sia l'Ecclesia in Asia trattano con profonda preoccupazione, quali l'aumento della povertà e l'emarginazione dei nostri popoli, gli attacchi continui contro il matrimonio e la famiglia tradizionale, le ingiustizie nei confronti delle donne e dei bambini, la nostra propensione a favorire le armi di distruzione rispetto allo sviluppo integrale, la nostra incapacità di competere con i potenti in un ordine economico globale che non è guidato da norme giuridiche e morali, l'intolleranza religiosa invece di un dialogo della ragione e della fede. (...) D'altra parte, proviamo grande gioia e speranza nei movimenti di giustizia e di pace (...). Per la solidarietà delle persone di buona volontà provenienti da classi sociali e tradizioni religiose diverse, al fine di adoperarsi per un ordine sociale più giusto, più pacifico e più fraterno".

AUSTRALIA. VESCOVO PETER WILLIAM INGHAM, VESCOVO DI WOLLONGONG, PRESIDENTE DELLA "FEDERATION OF CATHOLIC BISHOPS' CONFERENCES OF OCEANIA" (F.C.B.C.O.). "Come in Africa, la Chiesa esiste in Oceania grazie a missionari eroici provenienti soprattutto dall'Irlanda, dalla Francia, dalla Germania e dall'Italia. La fede in Oceania vanta alcuni straordinari esempi di martiri e di santi, oltre a quelli che sono già stati canonizzati e beatificati, ma senza avvicinarsi alla gloriosa tradizione di santi e martiri che testimoniano la fede in Africa. (...) La Chiesa e i suoi organismi stanno facendo molto per aiutare le persone a ritrovare il proprio equilibrio in seno alle loro comunità e a gestire i rischi derivanti dalle calamità naturali. Possiamo e dobbiamo imparare gli uni dagli altri. Chiedo le vostre preghiere per Samoa e Tonga nel loro grande dolore dopo il recente terremoto e lo tsunami. (...) L'instabilità politica e i conflitti del Pacifico (es. Fiji, Isole Salomone, Papua Nuova Guinea) non sono paragonabili a quelli dei paesi africani, ma identificando il ruolo della Chiesa come Corpo di Cristo per costruire ponti di pace e di riconciliazione, possiamo imparare dai vostri leader della Chiesa in Africa. I vostri successi in quanto Chiesa che promuove sforzi di pace e di riconciliazione in Africa sono assai utili alla Chiesa del mondo".

EUROPA - CARDINALE PÉTER ERDO, ARCIVESCOVO DI ESZTERGOM-BUDAPEST, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLE CONFERENZE EPISCOPALI EUROPEE (C.C.E.E.) (UNGHERIA). "Cristo è la luce del mondo. Egli illumina anche le tenebre della storia umana e nessuna oscurità, nessun odio, nessun male può vincerlo. È in lui la nostra speranza. Anche se la voce della Chiesa e la testimonianza di ciascun cristiano sembrano deboli, anche se essa spesso non appare in prima pagina dei grandi mezzi di comunicazione, questa voce sottile è più forte di ogni rumore, bugia, propaganda o manipolazione. Siamo testimoni della forza dei martiri. (...) Cari Confratelli! Noi altri, cattolici d'Europa, abbiamo imparato dalla nostra storia a seguire con attenzione anche la sorte dei cristiani africani ed abbiamo imparato anche a stimare la Vostra fedeltà, la Vostra testimonianza, e i martiri africani che danno la loro vita   anno per anno in numero preoccupante - per Cristo e per la Sua Chiesa, così anche per noi. La Chiesa in Africa ha meritato la nostra gratitudine e la nostra profonda stima".

ARCIVESCOVO LAURENT MONSENGWO PASINYA, DI KINSHASA (REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO). "Occorre riconoscere che lo spirito e la dinamica della Prima Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi hanno dato un nuovo impulso alla vita e alla missione della Chiesa in Africa. Non solo le Chiese locali hanno accolto con entusiasmo l'Esortazione post-sinodale 'Ecclesia in Africa', che hanno pubblicato e presentato, ma per giunta ne hanno seguito le direttive, le opzioni e gli orientamenti sia per convocare sinodi diocesani, nazionali o regionali, sia per organizzare congressi, simposi o seminari sul tema-chiave della Chiesa-Famiglia di Dio, o ancora per elaborare progetti, piani e programmi pastorali fondati su questo stesso tema. (...) La Seconda Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi è chiamata ad avviare la Chiesa e la società in Africa sul cammino del perdono, della riconciliazione e della pace, grazie alla giustizia nella verità".
SE/SECONDA CONGREGAZIONE/...                     VIS 20091006 (1190)


TERZA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2009 (VIS). La Terza Congregazione Generale dell'Assemblea  Speciale per l'Africa si è tenuta questa mattina, alla presenza del Santo Padre. Erano presenti 226 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Wilfrid Fox Napier, O.F.M., Arcivescovo di Durban (Sudafrica).

  All'inizio della sessione è intervenuto Sua Santità Abuna Paulus, Patriarca della Chiesa Tewahedo Ortodossa di Etiopia, che ha ringraziato il Papa per l'invito a partecipare al Sinodo.

"Credo che noi, guide religiose e capi delle Chiese, abbiamo un compito e una responsabilità veramente unici: riconoscere e sostenere, quando lo riteniamo necessario, i suggerimenti che vengono dalle persone, come pure, per contro, respingerli quando contravvengono al rispetto e all'amore per l'uomo".

  "I capi religiosi africani" - ha affermato - "non devono preoccuparsi solo delle opere sociali, ma rispondere alle grandi necessità spirituali degli uomini e delle donne d'Africa, per conoscere e sostenere, quando lo consideriamo necessario, i suggerimenti del nostro popolo, e di rigettarli quando sono contrari al rispetto e all'amore dell'essere umano. E' necessario rafforzare la coscienza delle persone perché la vita, la pace e la giustizia siano rispettati. Per cui i Capi della Chiese africane, con il potere di Dio Onnipotente e dello Spirito Santo, devono dare voce al linguaggio della Chiesa".

  Il Papa ha risposto con brevi parole all'intervento del Patriarca Ortodosso. "La sua presenza" - ha detto Benedetto XVI - "è una testimonianza eloquente dell'antichità e delle ricche tradizioni della Chiesa in Africa. (...) La fedeltà al Vangelo del vostro popolo continua a manifestarsi non solo dall'obbedienza alla sua legge di amore, ma anche, come lei ci ha ricordato, dalla perseveranza fra le persecuzioni e il supermo sacrificio del martirio per il nome di Cristo".

 "Sua Santità ha ricordato che la proclamazione del Vangelo non può essere separata dall'impegno a costruire una società che sia conforme alla volontà di Dio, rispetti le benedizioni della sua creazione e protegga la dignità ed innocenza di tutti i bambini.  In Cristo sappiamo che la riconciliazione è possibile, la giustizia può prevalere, la pace si può conquistare. Questo è il messaggio di speranza che noi siamo chiamati a proclamare. Questa è la promessa che il popolo africano anela a veder realizzata ai giorni nostri".

  Successivamente hanno preso la parola i Padri Sinodali, dei quali riportiamo una sintesi dell'intervento di alcuni di essi.

CARDINALE ANGELO SODANO, DECANO DEL COLLEGIO CARDINALIZIO. "Oggi vediamo più chiaramente l'enormità dei disastri provocati dal nazionalismo e dall'esaltazione del concetto di razza. (...) Come dimenticare che anche in Africa la furia omicida fra differenti gruppi etnici ha sconvolto interi Paesi? (...) Credo che dovremo ripetere a tutti, con maggiore insistenza, che l'amore alla propria Nazione (in concreto, al proprio popolo, alla propria gente) è certo un dovere del cristiano, ma dovremo anche aggiungere che la deviazione del nazionalismo è totalmente anticristiana. (...) Il Cristianesimo ha favorito l'aggregazione delle genti di una determinata regione, dando vita al concetto di popolo o Nazione, con una propria specifica identità culturale. Il Cristianesimo ha però sempre condannato ogni deformazione di tale concetto di Nazione, una deformazione che sovente cadeva nel nazionalismo o addirittura nel razzismo, vera negazione dell'universalismo cristiano. In realtà, i due principi basilari della convivenza umana cristiana sono sempre stati i seguenti: la dignità di ogni persona umana, da una parte, e l'unità del genere umano, dall'altra. Sono i due confini invalicabili, entro i quali possono poi evolversi i vari concetti di Nazione, a seconda dei tempi e dei luoghi. (...) Vorrei dire che le attuali 53 Nazioni africane avranno un grande avvenire, nel concerto delle 192 Nazioni che compongono oggi l'intera famiglia umana, se sapranno superare le loro divisioni e cooperare congiuntamente per il progresso materiale e spirituale dei loro popoli".

CARDINALE POLYCARP PENGO, ARCIVESCOVO DI DAR-ES-SALAAM (TANZANIA), PRESIDENTE DEL SIMPOSIO DELLE CONFERENZE EPISCOPALI D'AFRICA E MADAGACAR (SECAM). "Il tema di questo Sinodo è oggi particolarmente urgente per la Chiesa africana. Al fine di sviluppare e approfondire tale tema, come ci è stato richiesto, problemi quali l'egoismo, l'avidità e la ricchezza materiale, le questioni etniche che sfociano in conflitto e altre istanze che sono all'origine della mancanza di pace in molte società africane devono essere affrontati coraggiosamente e apertamente, e accompagnati da specifiche direttive pastorali. Le guerre e i conflitti che affliggono il nostro continente dividono i nostri popoli, seminando una cultura della violenza e distruggendo il tessuto spirituale, sociale e morale delle nostre società. È triste dover riconoscere che alcuni di noi pastori sono stati accusati di essere coinvolti in tali conflitti o per omissione o per partecipazione diretta. In questo Sinodo dobbiamo avere il coraggio di denunciare, persino contro noi stessi, l'abuso del ruolo e della pratica del potere, il tribalismo e l'etnocentrismo, lo schieramento politico dei capi religiosi eccetera... La Chiesa africana non potrà parlare a una sola voce di riconciliazione, giustizia e pace se nel continente è evidente la mancanza di unità, di comunione e il dovuto rispetto nei confronti del SECAM da parte dei singoli Vescovi, nonché delle conferenze episcopali nazionali e regionali".

ARCIVESCOVO FIDELE AGBATCHI, DI PARAKOU (BENIN). "I Padri Sinodali possano comprendere quindi, al di là degli aspetti pratici più volte sottolineati dall''Instrumentum Laboris', come fondare esegeticamente e teologicamente la riconciliazione, la giustizia e la pace sull'unico Dio Trinità e sulla sua opera nella Rivelazione, dall'Antico Testamento fino alla venuta del Figlio dell'Uomo. Una simile impresa da parte dei padri sinodali aiuterebbe l'Africa ad assumersi la propria responsabilità storica di fronte al Vangelo che ha ricevuto e che ha il dovere di donarsi inserendosi prepotentemente nella dinamica della metanoia. Questa responsabilità la costringerebbe a liberarsi dalla paura. In effetti, l'Africa ha paura e vive di paura. Conservando gelosamente per sé le sue scoperte riguardo al mondo e alla natura, si lascia istintivamente andare alla sfiducia, al sospetto, all'atteggiamento di autodifesa, all'aggressione, alla ciarlataneria, alla divinazione, all'occultismo e al sincretismo, tutte cose che hanno contribuito a offuscare la ricerca del vero Dio per millenni. Quanto è dunque attesa su questo continente - madre di tutti gli altri - la diffusione ancor più radiosa della luce del Cristo morto e risorto! Il mio augurio per questo Sinodo è quello di un futuro pasquale e, dopo le sue sofferenze, di una resurrezione dell'Africa".

VESCOVO MAROUN ELIAS LAHHAM, DI TUNISI (TUNISIA). "La specificità delle relazioni islamo-cristiane nelle Chiese del Nord Africa può arricchire le esperienze di dialogo che si trovano in altre parti (in Europa o nell'Africa sub-sahariana e riduce le reazioni di paura e di rifiuto dell'Islam, che hanno cominciato a manifstarsi in alcuni paesi. Sappiamo che la paura non è una buona consigliera. (...) Due proposte: Che il Sinodo per il Medio Oriente previsto nell'ottobre 2010 includa anche la Diocesi dell'Africa del Nord, soprattutto per il rispetto delle minoranze cristiane e i rapporti di dialogo con l'Islam. Un colloquio sull'Islam in Africa, che tenga conto della varietà delle esperienza africane, da Tunisi a Johannesburg".
SE/TERZA CONGREGAZIONE/...                        VIS 20091006 (1150)


lunedì 5 ottobre 2009

AFRICA IMMENSO "POLMONE" SPIRITUALE PER L'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2009 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione dell'Eucaristia con 239 Padri Sinodali e 55 Presbiteri collaboratori, in occasione dell'Apertura della II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi che si aprirà nell'Aula del Sinodo in Vaticano e si concluderà il 25 ottobre del 2009.

  Nell'omelia il Santo Padre ha commentato tre aspetti della odierna liturgia della Parola che "si rivela particolarmente adatta ad accompagnare l'apertura dell'Assemblea sinodale dedicata all'Africa. Il primo, (...)  il primato di Dio, Creatore e Signore. Il secondo: il matrimonio. Il terzo: i bambini".

  "Sul primo aspetto l'Africa è depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio" - ha detto il Papa  - "Quando si parla di tesori dell'Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui è ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l'umanità ha bisogno ancor più che delle materie prime".

  "L'Africa rappresenta un immenso 'polmone' spirituale" - ha sottolineato il Papa - "per un'umanità che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo 'polmone' può ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia già diffusa nel mondo occidentale, cioè il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista".

  "Rimane tuttavia indiscutibile" - ha proseguito il Pontefice che il cosiddetto 'primo' mondo talora ha esportato e sta esportando tossici rifiuti spirituali, che contagiano le popolazioni di altri continenti, tra cui in particolare quelle africane. In questo senso il colonialismo, finito sul piano politico, non è mai del tutto terminato".

  "Ma, proprio in questa stessa prospettiva" - ha detto ancora il Papa - "va segnalato un secondo 'virus' che potrebbe colpire anche l'Africa, cioè il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici. Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioè insegnando e praticando non l'amore e il rispetto della libertà, ma l'intolleranza e la violenza".

  "Riguardo al tema del matrimonio, (...) così come la Bibbia ce lo presenta, non esiste al di fuori della relazione con Dio. La vita coniugale tra l'uomo e la donna, e quindi della famiglia che ne deriva, è inscritta nella comunione con Dio e, alla luce del Nuovo Testamento, diventa icona dell'Amore trinitario e sacramento dell'unione di Cristo con la Chiesa. Nella misura in cui custodisce e sviluppa la sua fede, l'Africa potrà trovare risorse immense da donare a vantaggio della famiglia fondata sul matrimonio".

  "Nella scena di Gesù che accoglie i bambini" - ha spiegato il Santo Padre - "opponendosi con sdegno agli stessi discepoli che volevano allontanarli, vediamo l'immagine della Chiesa che in Africa, e in ogni altra parte della terra, manifesta la propria maternità soprattutto nei confronti dei più piccoli, anche quando non sono ancora nati".

 "Rimane naturalmente valido ed attuale" - ha aggiunto il Pontefice - "il compito primario dell'evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale".

  La seconda Assemblea sinodale, che ha per tema: 'La Chiesa in Africa a servizio ella riconciliazione, della giustizia e della pace'. "Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13.14)" "è momento propizio per ripensare l'attività pastorale e rinnovare lo slancio di evangelizzazione. Per diventare luce del mondo e sale della terra occorre puntare sempre più alla 'misura alta' della vita cristiana, cioè alla santità".

  "Possa la Chiesa in Africa" - ha auspicato Papa - "essere sempre una famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza fra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale".

  "La riconciliazione, dono di Dio che gli uomini devono implorare ed accogliere, è fondamento stabile su cui costruire la pace, condizione indispensabile per l'autentico progresso degli uomini e della società, secondo il progetto di giustizia voluto da Dio".

  "A tutti domando" - ha concluso il Santo Padre - "di pregare perché il Signore renda fruttuosa questa seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi", che ha inizio domani.
HML/APERTURA SINODO AFRICA/...                       VIS 20091005 (740)



APPELLO VITTIME CATASTROFI NATURALI E GUINEA


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2009 (VIS). Conclusa nella Basilica Vaticana la concelebrazione dell'Eucaristia con i Padri Sinodali in occasione dell'apertura della II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il Sinodo costituisce sempre un'intensa esperienza ecclesiale" - ha detto il Papa - "un'esperienza di responsabilità pastorale collegiale nei confronti di un aspetto specifico della vita della Chiesa, oppure, come in questo caso, di una parte del Popolo cristiano determinata in base all'area geografica. Il Papa e i suoi più stretti collaboratori si riuniscono insieme con i Membri designati dell'Assemblea, con gli Esperti e gli Uditori, per approfondire la tematica prescelta".

  "E' importante sottolineare" - ha proseguito il Papa - "che non si tratta di un convegno di studio, né di un'assemblea programmatica. Si ascoltano relazioni ed interventi in aula, ci si confronta nei gruppi, ma tutti sappiamo bene che i protagonisti non siamo noi: è il Signore, il suo Santo Spirito, che guida la Chiesa.  La cosa più importante, per tutti, è ascoltare: ascoltarsi gli uni gli altri e, tutti quanti, ascoltare ciò che il Signore vuole dirci".

  "L'Africa è un Continente che ha una straordinaria ricchezza umana. Attualmente, la sua popolazione ammonta a circa un miliardo di abitanti e il suo tasso di natalità complessivo è il più alto a livello mondiale. L'Africa è una terra feconda di vita umana, ma questa vita è segnata purtroppo da tante povertà e patisce talora pesanti ingiustizie. La Chiesa è impegnata a superarle con la forza del Vangelo e la solidarietà concreta di tante istituzioni ed iniziative di carità".

  Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato le "popolazioni del Pacifico e del Sud Est asiatico, colpite negli ultimi giorni da violente calamità naturali: lo 'tsunami' nelle Isole Samoa e Tonga; il tifone nelle Filippine, che successivamente ha riguardato anche Vietnam, Laos e Cambogia; il devastante terremoto in Indonesia" e le "inondazioni in Sicilia, specialmente nella zona di Messina. Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per le vittime e i loro cari. (...) Faccio appello perché non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale".

  "Non posso dimenticare" - ha aggiunto il Papa - "i conflitti che, attualmente, mettono a rischio la pace e la sicurezza dei Popoli del Continente africano. In questi giorni ho seguito con apprensione i gravi episodi di violenza che hanno scosso la popolazione della Guinea. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime, invito le parti al dialogo, alla riconciliazione e sono certo che non si risparmieranno gli sforzi per raggiungere un'equa e giusta soluzione".
ANG/SINODO:TERREMOTO:GUINEA/...                   VIS 20091005 (460)


PRIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo, si è tenuta la Prima Congregazione Generale della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI. Sono intervenuti 226 Padri Sinodali.

  Papa Benedetto, riferendosi ai problemi dell'Africa e a come raggiungere gli obiettivi di riconciliazione, giustizia e pace, ha osservato che "Sono giuste le analisi empiriche, tuttavia le analisi orizzontali, seppure condotte con esattezza e competenza, non indicano i veri problemi del mondo, se non vediamo tutto nella luce di Dio".

  "Perciò" - ha aggiunto - "le nostre analisi sono insufficienti se non scopriamo che dietro a tutte le ingiustizie della corruzione, e di tutte queste cose, sta un cuore non retto, una chiusura verso Dio e così una falsificazione della relazione fondamentale sulla quale sono basate tutte le altre".

  Il Presidente Delegato di turno, Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha pronunciato un breve discorso all'inizio della sessione mattutina.

  Successivamente, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, Arcivescovo Nikola Eterovic ha presentato l'attività del Consiglio della Segreteria Generale nel periodo successivo all'Assemblea precedente (Prima Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, 1994), e la preparazione del Sinodo attuale.

  Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast (Ghana), Relatore Generale del Sinodo, ha letto la "Relatio ante disceptationem". Riportiamo una sintesi del suo intervento.

I. Dalla I Assemblea Speciale per l'Africa alla II Assemblea Speciale

Papa Giovanni Paolo II descriveva il Sinodo da lui concluso con la promulgazione dell'Esortazione Post-sinodale Ecclesia in Africa come un "Sinodo di risurrezione e di speranza". Da quella Assemblea sinodale, convocata sullo sfondo di una visione del mondo prevalentemente pessimistica dell'Africa, di una situazione del continente di particolare sfida e "tragicamente sfavorevole" per la missione evangelizzatrice della Chiesa negli ultimi anni del ventesimo secolo, si attendeva tuttavia che segnasse una svolta nella storia del Continente.

La situazione del continente era fortemente ambivalente quanto paradossale e la rapida successione degli eventi come la fine dell'apartheid e il triste inizio del genocidio rwandese ben rappresentavano questo paradosso.

Tenendo conto di questa situazione paradossale in cui il male e la sofferenza sembravano prevalere sul bene e sulla virtù, il clima pasquale della I Assemblea Speciale per l'Africa ispirò un messaggio di speranza per il Continente.

Questo periodo post-sinodale ha raggiunto il suo quattordicesimo anno; e, mentre la situazione del continente, delle sue isole e della Chiesa presenta ancora alcune delle "luci e ombre" che motivarono il primo Sinodo, essa è anche  notevolmente cambiata. Tale nuova realtà richiede un appropriato esame in vista di un rinnovato sforzo di evangelizzazione che esige un approfondimento di alcuni temi specifici importanti per il presente e il futuro della Chiesa cattolica nel grande continente africano.

Nuovi dati sociali ed ecclesiali del continente

Dati ecclesiali

La crescita eccezionale della Chiesa in Africa: negli ultimi decenni (compresi gli anni successivi alla I Assemblea Speciale per l'Africa) è diventato abituale parlare di una eccezionale crescita della Chiesa in Africa

Fra questi segnali di crescita della Chiesa del continente e delle isole, le vere novità sono:

- L'ascesa di membri africani di congregazioni missionarie a posizioni e ruoli di guida: membri di consigli, vicari generali e perfino superiori generali.
- Ricerca dell'autosufficienza da parte delle Chiese locali, impegnandosi in operazioni economiche in grado di generare profitti (banche, società finanziarie, compagnie di assicurazioni, agenzie immobiliari e negozi).

- Un incremento visibile delle strutture e istituzioni ecclesiali (seminari, università ed istituti cattolici di istruzione superiore, centri di formazione permanente per i religiosi, i catechisti e i laici, scuole di evangelizzazione) come pure un aumento di esperti e manager per il lavoro di ricerca nel campo della fede, della missione, della cultura e dell'inculturazione, della storia, dell'evangelizzazione e della catechesi.

Tuttavia la Chiesa in Africa affronta anche terribili sfide:

- Quando si parla di una Chiesa prospera in Africa si dimentica il fatto che in vaste aree a nord dell'equatore, essa a malapena esiste. La crescita straordinaria della Chiesa si è verificata soprattutto a sud del Sahara.
- La fedeltà e l'impegno di alcuni sacerdoti e religiosi alla loro vocazione.
- La perdita di membri che sono passati a nuovi movimenti religiosi o alle sette.

Dati sociali

Nel 1963, nel corso di un incontro dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OAU), i leader africani decisero di mantenere una delle vestigia dell'era coloniale, conservando i confini coloniali e la descrizione degli stati, indipendentemente dal loro carattere artificiale. Tuttavia tale decisione non è stata seguita da un corrispondente sviluppo del sentimento nazionalista, che avrebbe fatto sì che le differenze etniche si arricchissero vicendevolmente e che avrebbe privilegiato il bene comune della nazione rispetto al campanilismo degli interessi etnici. Per questo motivo la diversità etnica continua a rappresentare un focolaio di conflitti e tensioni, che minano perfino il senso di appartenenza comune alla Chiesa-Famiglia di Dio.

La schiavitù e lo schiavismo, che il mondo arabo portò per primo sulla costa dell'Africa orientale e che gli europei , in collaborazione con gli stessi africani, nel XIV secolo incrementarono ed estesero a tutto il continente, hanno portato a un flusso migratorio forzato di africani. Oggi le migrazioni volontarie, dettate da vari motivi, dei figli e delle figlie dell'Africa verso l'Europa, l'America e l'Estremo Oriente, li pongono in una condizione di occupazione servile che esige la nostra attenzione e la nostra cura pastorale.

Il periodo successivo alla I Assemblea per l'Africa, vale a dire l'alba del Terzo Millennio, sembrava aver coinciso, nel continente, con un desiderio emergente degli stessi leader africani di un "Rinascimento africano"

I leader politici africani sembrano determinati a cambiare il volto dell'amministrazione politica nel continente; e hanno condotto un'auto-valutazione critica che ha identificato nel malgoverno le cause della povertà e delle sofferenze dell'Africa. Hanno quindi tracciato un cammino del buon governo e della formazione della classe politica, in grado di cogliere la parte migliore delle tradizioni ancestrali africane e di integrarla con i principi di governo delle moderne società. Hanno adottato un quadro strategico (NEPAD) per orientare le azioni e guidare il rinnovamento dell'Africa attraverso delle leadership politiche trasparenti.

Il rapporto radicale tra governo ed economia è chiaro; dimostra che un cattivo governo produce una cattiva economia. Ciò spiega il paradosso della povertà di un continente che è senz'altro uno dei più ricchi del mondo in potenzialità. La conseguenza di questa "equazione governo-economia" è che quasi nessun paese africano può rispettare i propri obblighi di bilancio, vale a dire i programmi finanziari nazionali pianificati, senza ricorrere ad aiuti esterni in forma di obbligazioni o prestiti. Questo continuo finanziamento dei bilanci nazionali facendo ricorso a prestiti non fa altro che accrescere un già opprimente debito nazionale. La Chiesa universale con quella Africana hanno messo a punto una campagna per cancellarlo nell'anno del Grande Giubileo.

Esistono inoltre fenomeni globali e iniziative internazionali, di cui occorre valutare l'impatto sulla società africana e su alcune delle sue strutture, che pongono nuove sfide anche alla Chiesa. Mentre l'importanza che viene data sempre di più al posto e al ruolo delle donne nella società è un felice progresso, l'emergere nel mondo di stili di vita, valori, atteggiamenti, associazioni, ecc., che destabilizzano la società, sono motivo di inquietudine. Essi minano le basi stesse della società (matrimonio e famiglia), ne riducono il capitale umano (migrazioni, spaccio di droga, traffico d'armi) e minacciano la vita del pianeta.

Nonostante il continente e la Chiesa nel continente non siano ancora usciti dalle difficoltà, possono però almeno in parte rallegrarsi per i loro successi e i risultati positivi e iniziare a ricusare le generalizzazioni stereotipate sui conflitti, carestie, corruzioni e malgoverni. I quarantotto Paesi che costituiscono l'Africa sub-sahariana presentano grandi differenze nelle situazioni delle loro Chiese, dei loro governi e della loro vita socio-economica. Di queste quarantotto nazioni, solo quattro, la Somalia, il Sudan, il Niger e parti della Repubblica Democratica del Congo, sono attualmente in guerra, e almeno due di queste lo sono a causa di interferenze straniere: la Repubblica Democratica del Congo e il Sudan. Va detto che vi sono meno guerre in Africa che in Asia. I mercanti di guerra e i criminali di guerra vengono sempre di più denunciati, processati e perseguiti.

La verità è che l'Africa è stata accusata per troppo tempo dai media di tutto ciò che viene aborrito dall'umanità; è tempo di "cambiare marcia"e di dire la verità sull'Africa con amore, promuovendo lo sviluppo del continente che porterà al benessere di tutto il mondo. I paesi del G-8 e i paesi del mondo devono amare l'Africa nella verità!. Generalmente considerata alla decima posizione nella graduatoria dell'economia mondiale, l'Africa rappresenta tuttavia il secondo mercato mondiale emergente dopo la Cina. Per questo motivo, come l'ha definita il summit del G-8 da poco concluso, è il continente delle opportunità. E ciò dovrebbe valere anche per le popolazioni del continente. Si spera che la ricerca della riconciliazione, la giustizia e la pace, che è eminentemente cristiana per il fatto di essere radicata nell'amore e nella misericordia, ristabilisca l'unità della Chiesa-Famiglia di Dio nel continente e che quest'ultima, in quanto sale della terra e luce del mondo, guarisca "il cuore ferito dell'uomo, in cui si annida la causa di tutto ciò che destabilizza il continente africano". In tal modo il continente e le sue isole comprenderanno le opportunità e i doni dati loro da Dio.

Più tardi Paolo prosegue l'opera dei discepoli-apostoli di Gesù come predicatore dello stesso dono di salvezza in Gesù. Tuttavia, avendo ricevuto l'incarico di annunciare Gesù nelle particolari circostanze del suo incontro con il Signore risorto sulla via di Damasco, anche Paolo comprende che l'offerta di salvezza in Gesù da parte del Padre è l'atto di riconciliazione del Padre. Infatti, come egli stesso ammette: "Io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù" (1 Tm 1, 13-14).

Per Paolo, quindi, l'esperienza della salvezza ha rappresentato anche un passaggio dall'ostilità e l'inimicizia verso Cristo e la sua Chiesa alla fede in Cristo e alla fratellanza con la sua Chiesa. Questo passaggio dall'inimicizia alla fratellanza costituisce la riconciliazione ed è un'esperienza immeritata che solo Dio può suscitare in una persona. In questo, Paolo ha considerato se stesso un esempio per coloro che avrebbero creduto in Cristo (cf. 1 Tm 1, 16).

Il significato della Pace di Cristo

La "pace" non ha solamente un significato laico, di assenza di conflitto, presenza di armonia nella casa e nella famiglia sicurezza e prosperità individuale e comunitaria (nazionale). (...) La "pace" trascende fondamentalmente il mondo e gli sforzi umani. È un dono di Dio (Is 45, 7; Nm 6, 26) donato ai "retti/giusti". La "pace" è un atto che va oltre la giustizia in senso stretto ed esige amore. Essa deriva dalla comunione con Dio ed è tesa al benessere dell'uomo (umanità).

Quando Gesù si riferisce ai suoi discepoli come "sale della terra" e quando il Sinodo esorta i membri della Chiesa in Africa a essere "servitori della riconciliazione, della giustizia e della pace" come "sale della terra", sia Gesù che il Sinodo stanno facendo uso di un simbolo polivalente per esprimere i molteplici compiti ed esigenze dell'essere discepoli e dell'essere Chiesa (Famiglia di Dio) in Africa.

In un continente, alcune parti del quale vivono in situazioni di conflitto e di morte, la Chiesa deve spargere semi di vita: iniziative che generano vita. Essa deve preservare il continente e la sua popolazione dagli effetti distruttivi dell'odio, della violenza, della giustizia e dell'etnocentrismo. La Chiesa deve purificare e sanare le menti e i cuori da modi corrotti e malvagi e diffondere il suo messaggio evangelico generatore di vita per mantenere in vita il continente e il suo popolo".

In questo Sinodo la terra e il mondo per cui i cattolici del continente e delle isole devono essere "sale" e "luce" come servitori della riconciliazione, della giustizia e della pace è l'Africa dei nostri giorni

Gesù Cristo, dopo essersi rivelato attraverso le Scritture come nostra riconciliazione, giustizia e pace, ora chiama e invia i suoi discepoli in Africa e nelle isole a spendere sé stessi, come sale e luce, per costruire la Chiesa in Africa come autentica Famiglia di Dio attraverso i ministeri della riconciliazione, della giustizia e della pace, esercitati nell'amore, come il loro maestro".
SE/PRIMA CONGREGAZIONE/...                        VIS 20091005 (2070)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato alle celebrazioni conclusive del 150° anniversario dell'evangelizzazione di Taiwan, che avranno luogo a Taipei, il 22 novembre.

- Giudici della Corte di Appello dello Stato della Città del Vaticano il Monsignor Giovanni Battista Defilippi, il Monsignor Agostino De Angelis ed il Monsignor Giovanni Vaccarotto.
NA/.../TOMKO:DEFILIPPI:DE ANGELIS:VACCAROTTO        VIS 20091005 (80)


venerdì 2 ottobre 2009

CREDENZIALI FILIPPINE, PAESI BASSI E STATI UNITI D'AMERICA


CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali dei tre nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: Filippine, Paesi Bassi e Stati Uniti d'America, rispettivamente la Signora Mercedes Arrastia Tauson, la Baronessa Henriette Johanna Cornelia Maria van Lynden-Leyten e il Signor Miguel Humberto Diaz.

  Nel discorso all'Ambasciatrice delle Filippine, il Santo Padre ha assicurato la sua "vicinanza spirituale e le sue preghiere, particolarmente per le vittime del Tifone Ketsana" e si è detto fiducioso che "la fede del popolo filippino, una fede (...) che dà 'resistenza' per affrontare privazioni e difficoltà - farà nascere in essi il desiderio di partecipare con sempre maggiore fervore al compito mondiale di costruire una civiltà dell'amore, che il cui seme Dio ha seminato in ogni popolo ed in ogni cultura".

  Nell'esprimere il suo apprezzamento per le nuove iniziative di sviluppo nelle Filippine, fra le quali la riforma dei programmi di aiuto sociale, il Santo Padre ha affermato: "Tali programmi, sono primariamente volti al miglioramento delle attuali condizioni di vita dei più poveri, rendendoli in grado di far fronte alle loro responsabilità verso le proprie famiglie e di portare a compimento i doveri che spettano loro in qualità di membri di una comunità più ampia. Soprattutto, la lotta contro la povertà esige onestà, integrità ed una fedeltà senza vacillamenti ai principi della giustizia, specialmente da parte di coloro ai quali sono stati affidati uffici di governo e di amministrazione pubblica".

  Infine Benedetto XVI ha sottolineato che "In un'epoca in cui il nome di Dio viene  abusato da certi gruppi, il 'lavoro della carità' è particolarmente urgente. Ciò è particolarmente vero in regioni tristemente provate dai conflitti". In merito il Papa ha elogiato i 'passi coraggiosi' per avvicinare le persone, per promuovere la riconciliazione e la reciproca comprensione", menzionando al riguardo la missione svolta dalla "Bishops Ulama Conference" e dalla "Mindanao People's Conference".

  "Mentre una parte della popolazione dei Paesi Bassi si dichiara agnostica o anche atea" - ha detto il Papa all'Ambasciatrice dei Paesi Bassi - "più della metà si professa cristiana, ed il crescente numero di immigranti che seguono altre tradizioni religiose, rende ancora più necessario che anche le autorità civili riconoscano il ruolo della religione nella società olandese". In merito il Papa ha ricordato che le scuole confessionali nel Paese "ricevono sostegno e giustamente, poiché le istituzioni sono chiamate a dare un significativo contributo alla comprensione reciproca e alle coesione sociale trasmettendo i valori radicati in una visione trascendente della dignità umana".

  "Ancora più importante è che le scuole sono famiglie" - ha detto ancora il Santo Padre - "edificate sulle fondamenta di un matrimonio stabile e fruttuoso fra un uomo e una donna (...). La Chiesa cattolica del Paese desidera ardentemente dare il suo contributo nel sostenere e promuovere una vita familiare stabile, come hanno dichiarato i Vescovi della Conferenza Episcopale dei Paesi Bassi in un recente documento pastorale riguardante i giovani  e la famiglia".

  "Spero ardentemente" - ha concluso il Pontefice - "che il contributo dei cattolici al dibattito etico sia ascoltato e  seguito da tutti i settori della società olandese, così che la nobile cultura che ha distinto per secoli il vostro nobile Paese, continui ad essere nota per la solidarietà verso i poveri e i più deboli, la promozione di una autentica libertà e il rispetto per la dignità e l'inestimabile valore di ogni vita umana".

  Nel discorso al nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d'America, il Papa ha ricordato la necessità di "un modello di globalizzazione ispirato ad autentico umanesimo, nel quale i popoli del mondo sono considerati non semplicemente dei vicini, ma come fratelli e sorelle".

  "L'autentico progresso, come la dottrina sociale della Chiesa non manca di ribadire, deve essere integrale ed umano; non può prescindere dalla verità sugli esseri umani e deve essere diretto al loro autentico bene".

  "La visione religiosa e l'immaginazione religiosa non limitano ma ne arricchiscono il discorso politico e le religioni (...) che devono essere una forza profetica per la liberazione umana e lo sviluppo nel mondo, particolarmente in aree devastate dalle ostilità e dai conflitti".

  "La crisi delle nostre moderne democrazie" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "esige un rinnovato impegno per un dialogo ragionato, nel discernimento di politiche sagge e giuste, rispettose della natura e della dignità umana. La Chiesa negli Stati Uniti contribuisce al discernimento particolarmente attraverso la formazione delle coscienze e l'apostolato educativo (...). In merito penso ad un chiaro discernimento relativo a questioni che riguardano la protezione della umana dignità ed il rispetto del diritto inalienabile alla vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale, la protezione del diritto di obiezione di coscienza da parte degli operatori della sanità, e di tutti i cittadini".
CD/CREDENZIALI/FILIPPINE:PAESI BASSI:USA        VIS 20091002 (810)


TELEGRAMMA VITTIME TERREMOTO INDONESIA


CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato un telegramma, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, all'Arcivescovo Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico in Indonesia, per i terremoti che negli ultimi giorni, hanno colpito il Paese.

  "Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del recente terremoto che ha devastato l'Indonesia, Sua Santità Papa Benedetto XVI, prega per le vittime e per le famiglie in lutto, invocando l'eterno riposo per i defunti, la fortezza e la consolazione divina su tutti coloro che soffrono. Sua Santità incoraggia i soccorritori e tutto coloro che si adoperano per dare assistenza nelle emergenze alle vittime del disastro, a perseverare nei loro sforzi per portare soccorso, conforto e sostegno".
TGR/TERREMOTO INDONESIA/BERTONE:GIRELLI               VIS 20091002 (130)


APERTURA DEL SINODO PER L'AFRICA DOMENICA 4 OTTOBRE


CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha tenuto questa mattina un "Briefing", presso la Sala Stampa della Santa Sede, per fornire informazioni sul senso e svolgimento dell'Assemblea Speciale per l'Africa che si terrà in Vaticano, dal 4 al 25 ottobre.

  Il tema dell'Assemblea sinodale riprende il tema dell'Esortazione Apostolica Post-Sinodale "Ecclesia in Africa", che raccoglie i risultati della Prima Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi svoltasi dal 10 aprile all'8 maggio 1994, sul  tema: "La Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'anno 2000. "Sarete miei testimoni" (At 1,8).

  Il Segretario del Sinodo dei Vescovi ha rilevato che: "La Chiesa in Africa ha avuto un grande dinamismo. Dal 1978 al 2007, il numero dei cattolici africani è passato dal 55.000.000 a 146.000.000. Anche le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata hanno avuto una notevole crescita".

  L'Arcivescovo Eterovic ha ricordato che fra il 1994 e il 2008 "521 agenti di pastorale, missionari in queste terre, sono stati uccisi in Africa. Nel 2008, per esempio, di 20 operatori pastorali  cattolici uccisi nel mondo, 5 sono stati africani: 3 sacerdoti, 1 religioso ed 1 volontario laico, provenienti rispettivamente dal Kenya, dalla Guinea Conakry, dalla Nigeria e dalla Repubblica Democratica del Congo".

  Alla Seconda Assemblea Speciale per l'Africa parteciperanno 244 Padri sinodali, di cui 228 insigniti del carattere vescovile. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 197, provengono dall'Africa. Altri 47 vengono da altri continenti: 34 dall'Europa, 10 dall'America, 2 dall'Asia e 1 dall'Oceania.

  All'Assise sinodale prenderanno parte anche i Delegati fraterni, rappresentanti di 6 Chiese e comunità ecclesiali presenti in modo significativo in Africa, con le quali la Chiesa Cattolica mantiene rapporti di dialogo e di collaborazione.

   Vi saranno, poi, 29 Esperti, 19 uomini e 10 donne, e 49 Uditori, 29 uomini e 20 donne. Accogliendo l'invito del Santo Padre Benedetto XVI parteciperanno all'Assise sinodale tre Invitati Speciali. In primo luogo, martedì 6 ottobre p.v., prenderà parte alla Terza Congregazione Generale il Patriarca della Chiesa Ortodossa Tewahedo Etiope Sua Santità Abuna Paulos. Venerdì 9 ottobre, è atteso il Signor Rudolf Adada, già Capo della "Joint United Nations/Africa Union Peacekeeping Missione" per il Darfur. Egli dovrebbe riferire sugli sforzi di pace nella regione del Darfur, che interessa non solamente i Paesi africani, ma il mondo intero. Lunedì 12 ottobre si rivolgerà ai Padri sinodali il Signor Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO per informare sugli sforzi della FAO per garantire la sicurezza alimentare in Africa.
SE/PRESENTAZIONE SINODO AFRICA/ETEROVIC               VIS 20091002 (430)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- L'Arcivescovo Orlando Antonimi, Nunzio Apostolico in Serbia.

- Il Signor Raúl Roa Kourí, Ambasciatore di Cuba, con la Consorte, in visita di congedo.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20091002 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Professore Russell Hittinger, Docente di Filosofia e Religione presso l'Università di Tulsa (Stati Uniti d'America), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

- La Professoressa Janne Haaland Matlary, Docente di Politica Internazionale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Oslo (Norvegia), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
NA/.../HITTINGER:MATLARY                                     VIS 20091002 (70)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Pudhota Chinniah Balaswamy, emerito di Nellore (India), il 24 settembre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Joseph Satoshi Fukahori, emerito di Takamatsu (Giappone), il 24 settembre, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo  Stefan Miroslav Marusyn, già Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali (Ucraina), il 21 settembre, all'età di 85 anni.

- L'Arcivescovo Luis Sánchez-Moreno Lira, emerito di Arequipa (Perù), il 28 settembre, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo Joseph-Marie Sardou, T.D., emerito di Monaco (Principato di Monaco), il 19 settembre, all'età di 86 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20091002 (110)

giovedì 1 ottobre 2009

PRESA POSSESSO CHIESA FRASCATI CARDINALE TARCISIO BERTONE


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, prenderà possesso del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Frascati, sabato 3 ottobre, alle ore 17:00.
OCL/PRESA DI POSSESSO/FRASCATI:BERTONE                 VIS 20091001 (50)


RATIFICARE TRATTATI INTERDIZIONE ARMI NUCLEARI


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto dal 22 al 26 settembre, a diversi incontri tenutisi presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.

   Rivolgendosi, il 24 settembre scorso, ai partecipanti al Vertice del Consiglio di Sicurezza, sul tema della non proliferazione e del disarmo nucleare, l'Arcivescovo ha affermato che "La Santa Sede sollecita gli Stati ad adottare chiare e ferme decisioni ed impegni, e ad adoperarsi per un progressivo e concertato disarmo nucleare".

   "La Santa Sede incoraggia gli Stati dotati di armi nucleari e quelli che posseggono tali armi a ratificare tutti i protocolli dei trattati sulle Zone di non proliferazione di armamenti nucleari e fortemente appoggia gli sforzi per creare una zona simile in Medio Oriente".

  Nello stesso giorno l'Arcivescovo, intervenendo alla VI Conferenza per promuovere l'entrata in vigore del Tratto di interdizione globale degli esperimenti nucleari, ha invitato tutti gli Stati che non fanno parte del CTBT ad aderire quanto prima al Trattato e soprattutto quelli "la cui ratifica è necessaria per l'entrata in vigore del Trattato".

  "Il momento attuale rappresenta per questi ultimi un'occasione speciale per dimostrare, a tutta la famiglia umana, una coraggiosa guida ed un alto senso di responsabilità politica. Dalla Conferenza di analisi del trattato di non proliferazione di armi nucleari e dal processo di universalizzazione del CTBT, scaturiranno importanti indicazioni per creare una clima di fiducia che valorizzi il dialogo multilaterale, attraverso una cooperazione coerente e responsabile fra tutti i membri della comunità internazionale".
DELSS/ARMI NUCLEARI/MAMBERTI                VIS 20091001 (270)


PAPA AL CONCERTO ANNIVERSARIO II GUERRA MONDIALE


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Giovedì 8 ottobre, alle 18:30, nell'Auditorium di Via della Conciliazione, 4, Roma, si terrà un Concerto - alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI - intitolato: Giovani contro la guerra" (1939-2009), per commemorare il 70° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

  Il Concerto, eseguito da un'orchestra  composta da giovani musicisti provenienti da 10 nazioni, è stato promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, dalll'Ambasciata tedesca presso la Santa sede e dal KulturForum Europeo di Mainau. Il Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose ha accettato di patrocinare l'evento, finanziato da dieci enti tedeschi e italiani.

  Il programma prevede brani musicali di Gustav Mahler e di Felix Mendelssohn Bartholdy entrambi compositori ebrei di nascita, poi battezzati, uno, Mendelssohn, protestante, l'altro Mahler, cattolico. Entrambi "hanno sperimentato" - si legge in un Comunicato che annuncia il Concerto - "durante la loro vita un forte antisemitismo. Sotto il regime nazista la loro musica era proibita".
OP/CONCERTO/II GUERRA MONDIALE                          VIS 20091001 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

-    Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

-    Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
AP/.../...                                         VIS 20091001 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre nominato:

- Il Vescovo Bernard Longley, Arcivescovo Metropolita di Birmingham (superficie: 9.936; popolazione: 5.333.791: cattolici: 275.621; sacerdoti: 391; religiosi: 669; diaconi permanenti: 76), Gran Bretagna. L'Arcivescovo eletto, finora Ausiliare di Westminster (Gran Bretagna), è nato a Manchester (Gran Bretagna), nel 1955, è stato ordinato sacerdote nel 1981 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2003.

- Il Vescovo Felipe Padilla Cardona, Vescovo di Ciudad Obregón (superficie 88.350; popolazione: 1.051.000; cattolici: 906.000; sacerdoti: 124; religiosi:  182; diaconi permanenti: 1), Messico. È stato finora Vescovo di Tehuantepec (Messico).

- Il Vescovo Joel Zamudio Baylon, Vescovo di Legazpi (superficie: 2.552; popolazione: 1.263.000; cattolici: 1.176.000; sacerdoti: 133; religiosi: 153), Filippine. È stato finora Vescovo di Masbate (Filippine).
NER/.../LONGLEY:PADILLA:BAYLON                       VIS 20091001 (130)


VISITA DEL PRESIDENTE DEL PAKISTAN


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

   "Oggi 1° ottobre 2009, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica Islamica del Pakistan, Sua Eccellenza il Signor Asif Ali Zardari, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di trattenersi sull'attuale situazione in Pakistan, con particolare riferimento alla lotta contro il terrorismo e all'impegno di formare una società più tollerante e armonica in tutte le sue componenti".

  "Si è poi dialogato sul contributo positivo della Chiesa cattolica alla vita sociale del Paese, attraverso le sue attività educative, sanitarie ed assistenziali. Evocando i recenti episodi di violenza contro le comunità cristiane in alcune località, nonché gli elementi che hanno favorito tali gravi incidenti, si è sottolineata la necessità di superare ogni forma di discriminazione basata sull'appartenenza religiosa, con lo scopo di promuovere il rispetto dei diritti di tutti i cittadini".
OP/UDIENZA PRESIDENTE/PAKISTAN                       VIS 20091001 (270)


IL PAPA SI CONGEDA DA CASTEL GANDOLFO


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina il Papa ha salutato e ringraziato, a conclusione del suo soggiorno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano Laziale, Diocesi alla quale appartiene Castel Gandolfo, le comunità religiose, le Autorità civili, il Corpo della Gendarmeria, le diverse Forse dell'Ordine italiane e la popolazione di Castel Gandolfo. 

  Ringraziando tutti per il servizio prestato durante il suo soggiorno a Castel Gandolfo - il Santo Padre rientrerà in Vaticano sabato 3 ottobre - Benedetto XVI ha ricordato che "oggi la Chiesa ricorda Santa Teresa di Gesù Bambino, carmelitana del monastero di Lisieux".

  "La sua testimonianza" - ha affermato il Papa - "mostra che solo la parola di Dio, accolta e compresa nelle sue concrete esigenze, diventa sorgente di vita rinnovata. Alla nostra società, spesso permeata di una cultura razionalistica e di un diffuso materialismo pratico, la piccola Teresa di Lisieux indica, come risposta ai grandi interrogativi dell'esigenza, la 'piccola vita', che invece guarda all'essenziale delle cose. È il sentiero umile dell'amore, capace di avvolgere e dare senso e valore ad ogni umana vicenda".

  Nel pomeriggio di Benedetto XVI si accomiaterà dal personale che lavora nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.
AC/CONGEDO/CASTEL GANDOLFO                       VIS 20091001 (210)


CANONIZZAZIONE CINQUE BEATI DOMENICA 11 OTTOBRE


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2009 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che alle 10:00 di  domenica 11 ottobre, Papa Benedetto XVI celebrerà, sul sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa di canonizzazione di cinque Beati.

  I nuovi Santi sono: Zygmunt Szczesny Felinski (1822-1895), di Wojutyn (Attuale Ucraina), Vescovo, Fondatore della Congregazione delle Suore Francescane della Famiglia di Maria; Francisco Coll y Guitart (1812-1875), sacerdote dell'Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), Fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria; Jozef Daamian De Veuster (1840 - 1889), Sacerdote della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria e dell'Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento dell'Altare (PICPUS); Rafael Arnáiz Barón (1911-1938) religioso dell'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza; Marie de la Croix (Jeanne) Jugan, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri (1792-1879).
OCL/CANONIZZAZIONI/...                           VIS 20091001 (140)



mercoledì 30 settembre 2009

IL PAPA RIEVOCA VIAGGIO REPUBBLICA CECA


CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico nella Repubblica Ceca, 26-28 settembre.

  Il Santo Padre ha reso grazie a Dio per il Viaggio che "È stato un vero pellegrinaggio e, al tempo stesso, una missione nel cuore dell'Europa: 'L'amore di Cristo è la nostra forza': (...) Una forza che ispira e anima le vere rivoluzioni, pacifiche e liberatrici, e che ci sostiene nei momenti di crisi, permettendo di risollevarci quando la libertà, faticosamente recuperata, rischia di smarrire se stessa, la propria verità".

  A Praga, nella prima tappa del Viaggio, mi sono recato - ha ricordato Papa Benedetto - nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove si venera il Bambino Gesù, noto appunto come "Bambino di Praga". "Dinanzi al 'Bambino di Praga'" - ha detto il Papa - "ho pregato per tutti i bambini, per i genitori, per il futuro della famiglia. La vera 'vittoria', che oggi chiediamo a Maria, è la vittoria dell'amore e della vita nella famiglia e nella società!".

  "Rivolgendomi (...) alle Autorità politiche e civili ed al Corpo diplomatico, ho voluto richiamare il legame indissolubile che sempre deve esistere tra libertà e verità. Non bisogna aver paura della verità, perché essa è amica dell'uomo e della sua libertà; anzi, solo nella sincera ricerca del vero, del bene e del bello si può realmente offrire un futuro ai giovani di oggi e alle generazioni che verranno".

  "Chi esercita responsabilità nel campo politico ed educativo" - ha proseguito il Pontefice - "deve saper attingere dalla luce di quella verità che è il riflesso dell'eterna Sapienza del Creatore; ed è chiamato a darne testimonianza in prima persona con la propria vita".

  "Per le Comunità dell'Europa centro-orientale questo è un momento difficile" - ha ricordato il Papa - "alle conseguenze del lungo inverno del totalitarismo ateo, si stanno sommando gli effetti nocivi di un certo secolarismo e consumismo occidentale. Perciò ho incoraggiato tutti ad attingere energie sempre nuove dal Signore risorto, per poter essere lievito evangelico nella società e impegnarsi, come già avviene, in attività caritative, e ancor più in quelle educative e scolastiche".

   "Questo messaggio di speranza, fondato sulla fede in Cristo" - ha ricordato il Papa - "l'ho esteso all'intero Popolo di Dio nelle due grandi Celebrazioni eucaristiche svoltesi rispettivamente a Brno, capoluogo della Moravia, e a Stará Boleslav, luogo del martirio di San Venceslao, Patrono principale della Nazione".

  Riferendosi all'incontro ecumenico, Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "Lo sforzo di progredire verso una unità sempre più piena e visibile tra noi, credenti in Cristo, rende più forte ed efficace il comune impegno per la riscoperta delle radici cristiane dell'Europa".

  Nell'incontro con il mondo accademico: "Ho voluto insistere sul ruolo dell'istituzione universitaria" - ha sottolineato il Papa - che "è ambiente vitale per la società, garanzia di libertà e di sviluppo (...).  A vent'anni da quello storico evento, ho riproposto l'idea della formazione umana integrale, basata sull'unità della conoscenza radicata nella verità, per contrastare una nuova dittatura, quella del relativismo abbinato al dominio della tecnica. La cultura umanistica e quella scientifica non possono essere separate, anzi, sono le due facce di una stessa medaglia: ce lo ricorda ancora una volta la terra ceca, patria di grandi scrittori come Kafka, e dell'abate Mendel, pioniere della moderna genetica".
AG/VIAGGIO REPUBBLICA CECA/...                       VIS 20090930 (560)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE


CITTA' DEL VATICANO, 30 SETT. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di ottobre è la seguente: "Perché la domenica sia vissuta come il giorno in cui i cristiani si riuniscono per celebrare il Signore risorto, partecipando alla mensa dell'Eucaristia".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché tutto il Popolo di Dio, a cui è stato affidato da Cristo il mandato di andare a predicare il Vangelo ad ogni creatura, assuma con impegno la propria responsabilità missionaria e la consideri come il più alto servizio che può offrire all'umanità".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/OTTOBRE/…                      VIS 20090930 (100)


INTERDIPENDENZA POPOLI E NECESSITÀ NAZIONI UNITE


CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri, 29 settembre, alla 64ma Assemblea Generale dell'ONU che sarà dedicata, su richiesta delle delegazioni, alle risposte alla crisi mondiale, al rafforzamento del multilateralismo e al dialogo fra civiltà, per la pace, la sicurezza e lo sviluppo internazionale.

  Il Nunzio ha richiamato la necessità, evidente nei diversi G8, G20, che hanno preceduto la presente assemblea "di dare legittimità agli impegni politici assunti, confrontandoli con il pensiero e le esigenze dell'intera comunità internazionale, così che le soluzioni ideate possano riflettere i punti di vista e le aspettative delle popolazioni di tutti i continenti.".

  "Più l'interdipendenza dei popoli aumenta" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "più divengono evidenti le necessità delle Nazioni Unite. L'esigenza di avere una organizzazione in grado di rispondere agli ostacoli e di aumentare la complessità dei rapporti fra i popoli e le nazioni, diviene così di grande importanza. Le Nazioni Unite avanzeranno verso la formazione di una autentica famiglia di nazioni fino al punto di raccogliere la verità sulla persona umana, come contempla il suo Statuto".

  "Quando consideriamo la natura dello sviluppo e il ruolo di donatori e riceventi dei paesi" - ha proseguito l'Arcivescovo Migliore - "dobbiamo sempre ricordare che il vero sviluppo necessariamente implica un rispetto integrale per la vita umana". "Purtroppo" - ha affermato l'Osservare Permanente - "in alcune parti del mondo, gli aiuti allo sviluppo sembrano essere legati piuttosto alla volontà dei paesi riceventi di adottare programmi che scoraggino la crescita demografica di certe popolazioni per mezzo di metodi e pratiche che non rispettano la dignità e i diritti umani. (...) Tale pratica è per sua natura non di reciprocità ma di imposizione, e sostenere la decisione di dare aiuti allo sviluppo a condizione di accettare tali pratiche costituisce un abuso di potere".

  Il Nunzio ha parlato anche del tema della "equità del sistema commerciale internazionale e dell'architettura finanziaria mondiale", auspicando la creazione di "fonti permanenti di lavoro, stabilità del lavoro, giusta retribuzione della produzione locale e disponibilità di credito pubblico per la produzione e il lavoro, specialmente nei paesi e nelle regioni più povere, per respingere gli effetti degli inevitabili cicli economici, impedendo che diventino nuove e più gravi crisi globali."

  Riguardo alla questione della "responsabilità di proteggere", formulata dal Vertice Mondiale del 2005, l'Arcivescovo Migliore ha affermato: "Il riconoscimento del ruolo centrale e l'indispensabilità della dignità di ogni uomo e donna, assicura che i governi intraprendano, con tutti i mezzi disponibili, la lotta contro crimini di genocidio, pulizia etnica, e di ogni altro crimine contro l'umanità. Nel riconoscere la loro interconnessa responsabilità alla protezione, gli Stati comprenderanno l'importanza di accettare la collaborazione della comunità internazionale come  mezzo per realizzare il proprio ruolo di dare responsabile sovranità".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha ricordato inoltre "il popolo dell'Honduras che continua a subire sofferenze, frustrazioni e privazioni a causa della lunga crisi politica. Ancora una volta la Santa Sede esorta a fare ogni sforzo per trovare una rapida soluzione per il bene del popolo dell'Honduras". Citando il Vertice, recentemente conclusosi, sui Cambiamenti Climatici, l'Arcivescovo Migliore ha concluso affermando: "La protezione dell'ambiente continua ad essere in primo piano nelle attività multilaterali, poiché coinvolge in forma coesiva il destino di tutte le Nazioni ed il futuro di ogni individuo, uomo e donna".
DELSS/MULTILATERALISMO/MIGLIORE                   VIS 20090930 (570)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Professor Jean-Marie Le Méné (Francia), Presidente della "Fondation Jérôme Lejeune" di Parigi.

- Ha adottato le seguenti decisioni relative al Pontificio Consiglio per la Famiglia:

 - Ha nominato Membri del Comitato di Presidenza i Cardinali: Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano (Italia); Keith Michael Patrick O'Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh (Gran Bretagna); Sean Patrick O'Malley, Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America); Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile); Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini (Gerusalemme); gli Eccellentissimi Monsignori: Socrates B. Villegas, Arcivescovo di Lingayen Dagupan (Filippine); Francisco Gil Hellin, Arcivescovo di Burgos (Spagna).

- Ha nominato Membri del medesimo Dicastero i Coniugi: Attila e Júlia Gergely (Ungheria), Jaime Armano Miguel e Ligia Maria Moniz Da Fonseca (India), David E. e Mary Joan Osatohanmwen Osunde (Nigeria), John S. e Claire Grabowski (Stati Uniti d'America), Umberto Díaz Victoria e Isabel Botía Aponte (Colombia), Leon Botolo Magoza e Marie Valentine Kisanga Sosawe (Repubblica Democratica del Congo), Naser e Amira (Simaan) Shakkour (Israele), Tomás Melendo Granados e Lourdes Millán Alba (Spagna), José Luis e Veronica Villaseñor (Messico).

- Ha infine nominato Consultori del medesimo Pontificio Consiglio per la Famiglia i Reverendi: Monsignor Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto "Giovanni Paolo II" per Studi su Matrimonio e Famiglia (Italia); Augusto Sarmento, Docente presso la Facoltà di Teologia dell'Università di Navarra (Spagna); Brice De Malherbe, Docente dell'École Cathédrale e della Facoltà Notre Dame di Parigi (Francia); Padre Edoardo Scognamiglio, O.F.M. Conv., Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali di Napoli (Italia); i Signori: Professor Pierpaolo DonatiI, Docente presso il dipartimento di Sociologia dell'Università di Bologna (Italia); Dottor Francesco Belletti, Membro della Consulta Nazionale di Pastorale Familiare dell'Ufficio per la Pastorale della Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana (Italia); Professor Stefano Zamagni, Docente presso la Facoltà di Economia dell'Università di Bologna (Italia); Professor Rafael Navarro-Valls, Docente di Diritto della "Universidad Complutense" di Madrid (Spagna); Professor Nicolás Jouve De La Barreda, Docente di Genetica alla "Universidad de Alcalá" (Spagna); Dottor Salvatore Martinez, Presidente dell'Istituto di Promozione Umana "Monsignor Francesco di Vincenzo" (Italia); José de Jesús Hernández Ramos, Consigliere del "Doha International Institute for Family Studies and Development" (Messico); Coniugi Frank e Julie Laboda, (U.S.A.); le Signore: Professoressa Germina Namatovu Ssemogerere, Consultore del "Capacity Building Programme for Ministry of Local Government Civil Service Personnel" (Uganda); Professoressa Eugenia Scabini, Preside della Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Italia); Professoressa Teresa Stanton Collet, Docente della "University of St. Thomas School of Law" di Minneapolis (U.S.A.); Professoressa Susanne Tiemann, Docente di Diritto Sociale presso la "Katholische Fachhochschule Nordrhein Westfalen" di Colonia (Germania); Michaela Freifrau Heereman Von Zuydtwyck, Volontaria nell'Associazione "Elternverein Nordrhein Westfalen" (Germania).
NA/.../...                                       VIS 20090930 (460)


martedì 29 settembre 2009

IL PAPA SI CONGEDA DAL POPOLO CECO


CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2009 (VIS). Alle 17:00 di oggi pomeriggio il Santo Padre Benedetto XVI, salutato il personale e i collaboratori della Nunziatura Apostolica, si è diretto in auto all'aeroporto Stará Ruzyn? dove, alle 17:15, ha avuto luogo la Cerimonia di congedo, nel corso della quale il Papa si è accomiatato dal Presidente della Repubblica Ceca, Signor Václav Klaus, e dalle autorità civili, militari e religiose.

  "Nel momento di prendere congedo, desidero ringraziarvi per la vostra generosa ospitalità durante la mia breve permanenza in questo splendido Paese" - ha detto il Papa - "Conserverò la memoria dei momenti di preghiera che ho potuto trascorrere insieme con i Vescovi, i sacerdoti e i fedeli di questo Paese".

  "La Chiesa in questo Paese"- ha proseguito il Pontefice - "è stata veramente benedetta con una straordinaria schiera di missionari e di martiri, come anche di santi contemplativi, tra i quali vorrei in particolare ricordare Sant'Agnese di Boemia, la cui canonizzazione, proprio venti anni fa, fu messaggera della liberazione di questo Paese dall'oppressione atea".

  "Il mio incontro di ieri con i rappresentanti delle altre comunità cristiane" - ha ribadito il Papa - "mi ha confermato l'importanza del dialogo ecumenico in questa terra che ha assai sofferto per le conseguenze della divisione religiosa al tempo della guerra dei Trent'anni. Molto è già stato fatto per sanare le ferite del passato, e sono stati intrapresi dei passi decisivi sul cammino della riconciliazione e della vera unità in Cristo. Nell'edificare ulteriormente queste solide fondamenta, la comunità accademica ha un importante ruolo da svolgere, mediante una ricerca della verità senza compromessi".

  "Sono stato particolarmente felice di incontrare i giovani e di incoraggiarli a costruire sulle migliori tradizioni del passato di questa nazione, in particolar modo sulla eredità cristiana. Secondo un detto attribuito a Franz Kafka, 'Chi mantiene la capacità di vedere la bellezza non invecchia mai' (Gustav Janouch, 'Conversazioni con Kafka'). Se i nostri occhi rimangono aperti alla bellezza della creazione di Dio e le nostre menti alla bellezza della sua verità, allora possiamo davvero sperare di rimanere giovani e di costruire un mondo che rifletta qualcosa della bellezza divina, in modo da offrire ispirazione alle future generazioni per fare altrettanto".

  Al termine della cerimonia di congedo, il Santo Padre è salito a bordo dell'aereo per Roma, dove è arrivato alle 19:40. Infine, dall'aeroporto di Ciampino in autovettura ha raggiunto il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.
PV-REP.CECA/CONGEDO/PRAGA                       VIS 20090929 (400)



SACERDOTE TESTIMONE ONNIPOTENZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2009 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il contenuto del Video-Messaggio del Papa ai partecipanti ad un ritiro internazionale nel Santuario di Ars (Francia), in occasione del 150° anniversario della morte di San Jean-Marie Vianney, dal 27 settembre al 3 ottobre. Predicatore degli esercizi, il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna (Austria), sul tema: "La gioia del sacerdote consacrato per la salvezza del mondo".

  "Il sacerdote" - ricorda il Santo Padre - "è chiamato a servire gli uomini donando loro la vita di Dio (...). Il sacerdote, uomo della parola divina e del sacro, deve oggi più che mai essere un uomo della gioia e della speranza. Agli uomini che non riescono più a concepire che Dio sia puro Amore, il sacerdote sempre che la vita vale la pena di essere vissuta e che il Cristo conferisce il suo significato perché Egli ama gli uomini, tutti gli uomini".

  Successivamente Papa Benedetto XVI si dirige ai sacerdoti che hanno l'incarico pastorale di molte parrocchie e che si spendono senza risparmiarsi per mantenere una vita sacramentale nelle loro diverse comunità. La riconoscenza della Chiesa per voi è immensa! Non perdetevi d'animo, ma continuate a pregare e a far pregare perché numerosi giovani accettino di rispondere all'appello di Cristo che non cessa di volere fare accrescere il numero dei suoi apostoli per raccogliere la messe dei suoi campi".

  "Cari sacerdoti" - continua Benedetto XVI - "pensate anche all'estrema diversità dei ministeri che voi esercitate al servizio della Chiesa. Pensate al gran numero di Messe che avete celebrato e celebrerete, rendendo ogni volta il Cristo realmente presente sull'altare. Pensate alle innumerevoli assoluzioni che avete dato e darete, permettendo a un peccatore di liberarsi dal suo fardello. Percepirete allora la fecondità infinita del sacramento dell'Ordine. Le vostre mani, le vostre labbra, sono divenute, nello spazio di un istante, le mani e le labbra di Dio".

  "'Se si avesse fede, diceva Saint Jean-Marie Vianney, si vedrebbe Dio nascosto nel sacerdote come una luce dietro un vetro'. "Questa considerazione" - dice ancora il Papa - "deve portare ad armonizzare i rapporti fra sacerdoti al fine di realizzare questa comunità sacerdotale alle quale esortava San Pietro, per costruire il Corpo di Cristo e per costruirvi nell'amore".

  "Il sacerdote è l'uomo del futuro (...) Ciò che egli compie sulla terra appartiene all'Ordine dei mezzi rivolti al Fine ultimo. La Messa è il punto esclusivo di unione fra i mezzi e il Fine, perché essa consente di contemplare, sotto l'umile apparenza del pane e del vino, il Corpo e il Sangue di Colui che noi adoreremo nell'eternità".

  "Nulla potrà mai prendere il posto dei ministero sacerdotale nel cuore della Chiesa!" - conclude il Santo Padre - "Testimoni viventi dell'onnipotenza di Dio all'opera nella debolezza degli uomini, consacrati per la salvezza del mondo, voi rimarrete, miei cari fratelli, scelti da Cristo stesso al fine di essere, grazie a Lui, sale della terra e luce del mondo".
MESS/RITIRO SACERDOTALE INTERNAZIONALE/...           VIS 20090929 (490)


APERTURA II ASSEMBLEA SPECIALE PER L'AFRICA SINODO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2009 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, rende noto che domenica 4 ottobre, alle ore 9:30, il Santo Padre XVI presiederà, nella Basilica Vaticana la concelebrazione dell''Eucaristia con i Padre Sinodali, in occasione dell'apertura della II Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. 'Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo' (Mt 5, 13.14).
OCL/APERTURA SINODO/...                                     VIS 20090929 (90)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI 2010


CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2009 (VIS). "Il sacerdote e il ministero pastorale del mondo digitale. I nuovi media al servizio della Parola", è il tema del Messaggio per la 44ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010, che si celebra il 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

  In un Comunicato reso pubblico oggi, si precisa che il Messaggio del Papa "vuol invitare in modo particolare i sacerdoti, nel corso di quest'Anno Sacerdotale e dopo la celebrazione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, a considerare i nuovi media come una possibile grande risorsa per il loro ministero al servizio della Parola e vuole dire una parola di incoraggiamento affinché affrontino le sfide che nascono dalla nuova cultura digitale".

  "I nuovi media, infatti, se conosciuti e valorizzati adeguatamente, possono offrire ai sacerdoti e a tutti gli operatori pastorali una ricchezza di dati e di contenuti che prima erano di difficile accesso, e facilitano forme di collaborazione e di crescita di comunione impensabili nel passato".

  "Se usati saggiamente" - si legge al termine del Comunicato - "con l'aiuto di esperti in tecnologia e cultura della comunicazione, i nuovi media possono così diventare per i sacerdoti e per tutti gli operatori pastorali un valido ed efficace strumento di vera e profonda evangelizzazione e comunione".
CON-CS/GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI/...    VIS 20090929 (230


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Constancio Mirando Weckmann, Arcivescovo Metropolita di Chihuahua (superficie: 73.956; popolazione: 1.351.777; cattolici: 1.205.174; sacerdoti: 136; religiosi: 226; diaconi permanenti: 10), Messico. L'Arcivescovo eletto è nato a Las Cruces (Messico), nel 1952, è stato ordinato sacerdote nel 1977 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale  nel 1998. Finora Vescovo di Atlacomulco (Messico), succede all'Arcivescovo José Fernández Arteaga, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../WECKMANN:ARTEAGA                VIS 20090929 (90)

lunedì 28 settembre 2009

CRISTIANI CONDIVIDERE CON IL MONDO TESORO SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2009 (VIS). Alle 17:15 di oggi pomeriggio, il Santo Padre si è recato nella Sala del Trono dell'Arcivescovado di Praga,  per l'Incontro Ecumenico con i Membri del Consiglio Ecumenico della Repubblica Ceca. All'arrivo, Benedetto XVI è stato accolto dal Cardinale Miloslav Vlk, Arcivescovo di Praga. Dopo il saluto del Dottor Cerny, Presidente del Consiglio Ecumenico delle Chiese nella Repubblica Ceca, Benedetto XVI ha tenuto un discorso.

  "Cari amici, l'Europa continua ad essere sottoposta a molti cambiamenti. È difficile credere che solo due decenni sono passati da quando il crollo dei precedenti regimi ha dato avvio a una difficile ma produttiva transizione verso strutture politiche più partecipative. In questo periodo, i cristiani si sono uniti assieme ad altri uomini di buona volontà nell'aiutare a ricostruire un ordine politico giusto, e continuano oggi ad impegnarsi nel dialogo per aprire nuove vie verso la comprensione reciproca, la collaborazione in vista della pace e il progresso del bene comune".

  "Ciononostante, stanno emergendo sotto nuove forme tentativi tesi a marginalizzare  l'influsso del cristianesimo nella vita pubblica, talora sotto il pretesto che i suoi insegnamenti sono dannosi al benessere della società. Questo fenomeno ci chiede di fermarci a riflettere. (...) La separazione artificiale del Vangelo dalla vita intellettuale e pubblica dovrebbe condurci ad impegnarci in una reciproca 'autocritica dell'età moderna' e 'autocritica del cristianesimo moderno', particolarmente riguardo alla speranza che essi possono offrire all'umanità". Possiamo chiederci: cosa ha da dire oggi il Vangelo alla Repubblica Ceca e più in generale all'intera Europa, in un periodo segnato dal proliferare di diverse visioni del mondo?".
 
  "Il cristianesimo ha molto da offrire sul piano pratico e morale, poiché il Vangelo non cessa mai di ispirare uomini e donne a porsi al servizio dei loro fratelli e sorelle. (...) Dio offre una realtà più profonda e nondimeno inseparabile dall''economia' della carità all'opera in questo mondo: Egli offre 'la salvezza'".

  "Il termine salvezza è ricco di significati, tuttavia esprime qualche cosa di fondamentale ed universale dell'anelito umano verso la felicità e la pienezza. (...) È la verità centrale del Vangelo e l'obiettivo verso cui è diretto ogni sforzo di evangelizzazione e di cura pastorale. Ed è il criterio sul quale i cristiani tornano sempre a focalizzarsi, nel loro impegno per sanare le ferite delle divisioni del passato".

  "La proclamazione da parte della Chiesa della salvezza in Gesù Cristo è sempre antica e sempre nuova, imbevuta della saggezza del passato e ricolma di speranza per il futuro. Quando l'Europa si pone in ascolto della storia del cristianesimo, ascolta la sua stessa storia. Le sue nozioni di giustizia, libertà e responsabilità sociale, assieme alle istituzioni culturali e giuridiche stabilite per difendere queste idee e trasmetterle alle generazioni future, sono plasmate dalla sua eredità cristiana. In verità, la memoria del passato anima le sue aspirazioni per il futuro".

  "I cristiani" - ha detto ancora il Papa - "attingano all'esempio di figure come Sant'Adalberto e Sant'Agnese di Boemia. Il loro impegno per la diffusione del Vangelo fu motivato dalla convinzione che i cristiani non devono ripiegarsi su di sé, timorosi del mondo, ma piuttosto condividere con fiducia il tesoro di verità loro affidato. Allo stesso modo i cristiani di oggi, aprendosi alla situazione attuale e riconoscendo tutto ciò che vi è di buono nella società, devono avere il coraggio di invitare uomini e donne alla radicale conversione che deriva dall'incontro con Cristo e introduce in una nuova vita di grazia".

  "Da questo punto di vista noi comprendiamo più chiaramente perché i cristiani siano tenuti ad unirsi ad altri nel ricordare all'Europa le sue radici. Non perché queste radici siano da tempo avvizzite. Al contrario! È per il fatto che esse continuano - in maniera tenue ma al tempo stesso feconda - a provvedere al Continente il sostegno spirituale e morale che permette di stabilire un dialogo significativo con persone di altre culture e religioni. Proprio perché il Vangelo non è un'ideologia, non pretende di bloccare dentro schemi rigidi le realtà socio politiche che si evolvono. Piuttosto, esso trascende le vicissitudini di questo mondo e getta nuova luce sulla dignità della persona umana in ogni epoca".

  "Cari amici, chiediamo a Dio di infondere in noi uno spirito di coraggio per condividere le verità salvifiche eterne che hanno permesso, e continueranno a permettere, il progresso sociale e culturale di questo Continente".

  Al termine del suo discorso il Santo Padre ha raggiunto in autovettura panoramica il Castello di Praga per l'incontro con il mondo accademico.
PV-REP.CECA/ECUMENISMO/PRAGA                   VIS 20090928 (750)


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