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lunedì 27 ottobre 2008

IL PAPA SI RECHERÀ IN CAMERUN E IN ANGOLA A MARZO 2009


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2008 (VIS). Alle 9,30 di oggi, nella basilica vaticana, il Santo Padre ha presieduto alla celebrazione eucaristica con i padri sinodali con la quale si è conclusa la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, svoltasi dal 5 al 26 ottobre in Vaticano, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

 Durante l'omelia, il Papa ha voluto sottolineare "quanto è importante ascoltare la Parola e incarnarla nell'esistenza personale e comunitaria".

  "In questa celebrazione eucaristica, che chiude i lavori sinodali, avvertiamo in maniera singolare il legame che esiste fra l'ascolto amorevole di Dio e il servizio disinteressato verso i fratelli. Quante volte, nei giorni scorsi, abbiamo sentito esperienze e riflessioni che evidenziano il bisogno oggi emergente di un ascolto più intimo di Dio, di una conoscenza più vera della sua parola di salvezza, di una condivisione più sincera della fede che alla mensa della parola divina si alimenta costantemente!".

 Oltre a ringraziare ogni partecipante al Sinodo per il proprio contributo, Benedetto XVI ha ricordato in maniera speciale i vescovi della Cina continentale, che non hanno potuto partecipare all'Assemblea Sinodale. "Rendo grazie a Dio - ha detto - del loro amore per Cristo, della loro comunione con la Chiesa universale e della loro fedeltà al Successore dell'Apostolo Pietro. Essi sono presenti nella nostra preghiera, insieme con tutti i nostri fedeli che sono affidati alle loro cure pastorali. Chiediamo al "Pastore supremo del gregge" di dare ad essi gioia, forza e zelo apostolico per guidare con sapienza e con lungimiranza la comunità cattolica in Cina, a tutti noi tanto cara".

 Il Santo Padre ha assicurato che tutti noi, che abbiamo preso parte al Sinodo, portiamo nel nostro cuore la rinnovata consapevolezza che compito prioritario della Chiesa, all'inizio di questo millennio, è innanzitutto nutrirsi della Parola di Dio, per rendere efficace l'impegno della nuova evangelizzazione. Occorre ora che questa esperienza ecclesiale sia recata in ogni comunità; è necessario che si comprenda la necessità di tradurre in gesti di amore la parola ascoltata, perché solo così diviene credibile l'annuncio del Vangelo, nonostante le umane fragilità che segnano le persone. Ciò richiede in primo luogo una conoscenza più intima di Cristo ed un ascolto sempre docile della sua parola.

 "In questo Anno Paolino, facendo nostre le parole dell'Apostolo: "Guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Co 9,16), auspico di cuore che in ogni comunità si avverta con più salda convinzione questo anelito di Paolo come vocazione al servizio del Vangelo per il mondo. (...) Tanta gente è alla ricerca, talora persino senza rendersene conto, dell'incontro con Cristo e col suo Vangelo; tanti hanno bisogno di ritrovare in Lui il senso della loro vita".

  Oltre a sottolineare che non di rado "l'incontro con la Scrittura rischia di non essere "un fatto" di Chiesa, ma esposto al soggettivismo e all'arbitrarietà", il Papa ha detto che "è indispensabile una promozione pastorale e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella comunità cristiana, dialogando con le culture del nostro tempo, mettendosi al servizio della verità e non delle ideologie correnti e incrementando il dialogo che Dio vuole avere con gli uomini". Per questo - ha continuato - è necessario "la preparazione dei pastori", e si devono "incoraggiare gli sforzi in atto per suscitare il movimento biblico tra i laici, la formazione degli animatori dei gruppi, (...) e per far conoscere la fede attraverso la Parola di Dio, anche a chi è "lontano" e specialmente a quanti sono in sincera ricerca del senso della vita".

 "Il luogo privilegiato in cui risuona la Parola di Dio, che edifica la Chiesa, è senza dubbio la liturgia. In essa si può vedere che la Bibbia è il libro di un popolo e per un popolo. (...) Esiste, pertanto, un rapporto di reciproca vitale appartenenza tra popolo e Libro: la Bibbia rimane un Libro vivo con il popolo che lo legge; il popolo non sussiste senza il Libro, perché in esso trova la sua ragion d'essere, la sua vocazione, la sua identità. Questa mutua appartenenza fra popolo e Sacra Scrittura è celebrata in ogni assemblea liturgica".

 Benedetto XVI ha concluso affidando alla Vergine la II Assemblea Speciale del Sinodo per l'Africa che si svolgerà a Roma nell'ottobre 2009 e ha annunciato la sua intenzione di recarsi in Camerun nel marzo prossimo per consegnare ai rappresentanti delle Conferenze Episcopali l' Instrumentum laboris di tale Assemblea Sinodale. "Di lì proseguirò, a Dio piacendo, per l'Angola per celebrare solennemente il 500° anniversario dell'evangelizzazione del Paese".
HML/CHIUSURA SINODO/...        VIS 20081027 (760)


IL SINODO PRESENTA 55 PROPOSIZIONI AL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS).-Le sessioni di lavoro del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio si sono concluse sabato scorso con l'approvazione di 55 proposizioni che i padri sinodali hanno presentato a Benedetto XVI.

 Per benevola decisione del Sommo Pontefice, è stata pubblicata una versione in lingua italiana, provvisoria, ufficiosa e non ufficiale, a cura della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Questa è la seconda volta che Benedetto XVI consente la conoscenza delle proposte con le quali si concludono le assemblee sinodali. Normalmente si consegnano al Papa perché ne faccia uso qualora lo ritenga necessario durante la preparazione dell'Esortazione Apostolica, il documento conclusivo del Sinodo.

 La prima parte dell'elenco, intitolata: "La Parola di Dio nella fede della Chiesa", comprende le proposizioni da 3 a 13. In esse, si mette in risalto il dovere che hanno i pastori di educare i fedeli a vivere meglio il loro rapporto con Gesù Cristo, mediante la lettura e la meditazione delle Scritture.

 Oltre ad analizzare i rapporti fra Antico e Nuovo Testamento, le proposizioni mettono in evidenza che i poveri sono i primi ad aver diritto all'annuncio del Vangelo, "bisognosi non solo di pane, ma anche di parole di vita".

 Riferendosi a una "delle grandi sfide attuali: l'enorme sviluppo che la scienza ha realizzato nei confronti della conoscenza della natura, con il paradossale risultato che si finisce per offuscare il messaggio etico che proviene da essa", il Sinodo chiede a tutti i pastori "che siano sensibili alla riscoperta della legge naturale e alla sua funzione  nella formazione delle coscienze".

 Nella seconda parte (proposizioni da 14 a 37) si affronta il tema de "La Parola di Dio nella vita della Chiesa". Rispetto alla Parola di Dio e alla Liturgia, si propone che la Bibbia possa occupare un luogo visibile nelle Chiese e che si proclami la Parola di Dio in maniera chiara, "avendo dimestichezza con la dinamica della comunicazione".

 Riguardo l'omelia - uno dei temi più trattati nel Sinodo - si insiste sul dovere prepararle in profondità, tenendo conto di quel che dicono le letture proclamate, quel che dicono personalmente al sacerdote e quel che egli deve dire alla comunità tenendo in considerazione la situazione concreta. Allo stesso modo, si promuove la "Lectio Divina" (lettura orante della Scrittura).

 I Padri Sinodali incoraggiano i laici nel loro lavoro di trasmissione della fede e sottolineano il ruolo indispensabile della donna in questo servizio, soprattutto nella famiglia, nella catechesi e nel ministero del lettorato. Precisano anche che, malgrado la celebrazione della Parola sia uno dei luoghi privilegiati dell'incontro con il Signore, occorre evitare che si confonda con la Liturgia Eucaristica.

 Un'altra delle proposte raccoglie il suggerimento dello stesso Pontefice, di tenere conto nell'esegesi dei due livelli metodologici indicati dalla Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" 12: quello storico e quello teologico, giacché, ha ribadito Benedetto XVI durante un intervento nel Sinodo, " se scompare l'ermeneutica della fede, compare necessariamente l'ermeneutica positivista o secolarista, secondo cui il divino non compare nella storia umana".

 La terza e ultima parte raccoglie le proposizioni dalla 38 alla 54 su "La Parola di Dio nella missione della Chiesa". In essa, si parla della Parola di Dio e dell'arte liturgica, così come della traduzione e diffusione della Bibbia. Si sottolinea anche l'importanza di tutti i mezzi di comunicazione per l'evangelizzazione e chiama l'attenzione di fronte alla lettura fondamentalista della Bibbia e il fenomeno delle sette.

 Altri temi del capitolo sono il dialogo interreligioso, la promozione di pellegrinaggi e dello studio delle Sacre Scritture in Terra Santa, il dialogo con gli Ebrei e con i musulmani, e il rapporto tra Parola e custodia della creazione.

  I padri sinodali chiedono che sia potenziato il dialogo interreligioso e insistono sulla "necessità che sia effettivamente assicurata a tutti i credenti la libertà di professare la propria religione in privato e in pubblico, nonché la libertà di coscienza". I prelati suggeriscono alle conferenze episcopali che promuovano incontri e dialoghi con gli Ebrei. Riguardo ai musulmani, il Sinodo insiste sull' "importanza del rispetto della vita, dei diritti dell'uomo e della donna, come pure sulla distinzione tra l'ordine socio-politico e l'ordine religioso nella promozione della giustizia e della pace nel mondo. Tema importante in questo dialogo sarà la reciprocità e la libertà di coscienza e di religione", precisano.

  Nell'ultima proposizione, dedicata alla Vergine Maria, modello della fede della Chiesa, si invita a promuovere tra i fedeli la preghiera dell'Angelus e del Rosario.
SE/ELENCO FINALE PROPOSTE/...        VIS 20081027 (730)


APPELLO PER I CRISTIANI IN ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS). I Patriarchi e gli arcivescovi cattolici orientali che partecipano all'Assemblea del Sinodo dei Vescovi hanno consegnato nel pomeriggio al Santo Padre "un appello in favore dei fratelli e sorelle dell'Oriente" in cui chiedono "che sia confermato ogni intento per favorire ovunque la pace nella libertà, nella verità e nell'amore".

 Nel testo, pubblicato da "L'Osservatore Romano" i prelati scrivono: "Avvertiamo nei nostri cuori un fremito per le sofferenze di tanti nostri figli e figlie dell'Oriente: bambini e giovani; persone in difficoltà estrema per età, salute ed essenziali necessità spirituali e materiali; famiglie sempre più tentate dallo sconforto per il presente e per il futuro. E sentiamo il dovere di farci interpreti delle loro giustificate attese perché una vita dignitosa sia presto garantita a ciascuno in una proficua convivenza sociale"

 "Opera della giustizia è la pace! È un imperativo al quale non possiamo e non vogliamo sottrarci. Chiediamo, perciò, in particolare per la Terra Santa, che diede i natali a Cristo Redentore, per il Libano, l'Iraq e l'India la pace nella giustizia, di cui è garanzia una reale libertà religiosa".

 "Siamo vicini a quanti soffrono per la fede cristiana e a tutti i credenti impediti nella professione religiosa. Rendiamo omaggio ai cristiani che recentemente hanno perduto la vita in fedeltà al Signore".

 "Davanti al Papa e ai Padri Sinodali, incoraggiati dalla loro fraternità, presentiamo una vibrante richiesta: ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà, perché pratichino il rispetto e l'accoglienza dell'altro nella vita quotidiana, facendosi prossimo di quanti sono nel bisogno, vicini e lontani; ai pastori e ai responsabili religiosi di predicare e favorire tale atteggiamento, appoggiando e moltiplicando le iniziative di mutua conoscenza, di dialogo e di soccorso; alla comunità internazionale e agli uomini di governo, perché garantiscano a livello legislativo la vera libertà religiosa nel superamento di ogni discriminazione e l'aiuto a quanti sono costretti a lasciare la propria terra per motivi religiosi".
SE/APPELLO LIBERTÀ RELIGIOSA/...        VIS 20081027 (330)


ULTIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS). Durante la ventitreesima ed ultima Congregazione Generale celebrata questa mattina nell'Aula del Sinodo si è svolta la votazione della lista finale delle proposizioni che si consegneranno al Santo Padre perché le tenga in considerazione per la preparazione dell'esortazione apostolica post-sinodale.

 Alle 13,00 i partecipanti all'assemblea sinodale sono stati invitati dal Papa a un agape fraterna nell'atrio dell'Aula Paolo VI, in Vaticano.
SE/ULTIME CONGREGAZIONI/...        VIS 20081027 (70)

MEMBRI DEL CONSIGLIO POST-SINODALE, REGALO DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS). Ieri pomeriggio, durante la ventiduesima Congregazione Generale, l'arcivescovo Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, ha comunicato i nomi dei 12 membri eletti dal XII Consiglio della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi e i nomi dei 3 membri nominati dal Santo Padre:

- Cardinale Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (Città del Vaticano).

- Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici (Stati Uniti d'America).

- Cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa, Presidente della Conferenza Episcopale (Honduras).

- Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast, Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa occidentale (A.C.E.A.O.) (Ghana).

- Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada).

- Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong (Cina).

- Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).

- Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Città del Vaticano).

- Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kinshasa, Presidente della Conferenza Episcopale (Rrepubblica Democratica del Congo).

- Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B., di Guwahati (India).

- Arcivescovo  Diarmuid Martin, di Dublin (Irlanda).

- Arcivescovo Mark Benedict Coleridge, di Canberra-Goulburn (Australia).

- Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura (Città del  Vaticano).

- Vescovo Florentin Crihalmeanu, di Cluj-Gherla (Romania).

- Vescovo Luis Antonio G. TAGLE, di Imus (Filippine).

 Successivamente, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha comunicato che il Santo Padre Benedetto XVI ha donato un facsimile del Papiro Bodmer XIV-XV ai partecipanti alla XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.
SE/MEMBRI CONSIGLIO POST-SINODALE/...        VIS 20081027 (270)


venerdì 24 ottobre 2008

VENTUNESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2008 (VIS). Nel corso della ventunesima Congregazione Generale celebrata questa mattina è stata presentato e votato il messaggio finale del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

Riportiamo gli estratti di un riassunto in italiano del messaggio finale:

"Quattro sono i punti cardinali dell'orizzonte che vogliamo invitarvi a conoscere e che esprimeremo attraverso altrettante immagini": la Voce divina, il Volto, la Casa e il Cammino".

"La Voce divina risuona alle origini della Creazione, (...) dando origine alle meraviglie dell'universo. E' una Voce che penetra poi nella storia, ferita dal peccato umano e sconvolta dal dolore e dalla morte. (...) E' una Voce che scende poi nelle pagine delle Sacre Scritture che noi ora leggiamo nella Chiesa con la guida dello Spirito Santo".

"Il Volto è Gesù Cristo, che è figlio del Dio eterno e infinito, ma anche uomo mortale, legato a un'epoca storica, a un popolo e a una terra (...)".

"E' lui che ci svela il "senso pieno" e unitario delle Sacre Scritture per cui il Cristianesimo è una religione che ha al centro una persona, Gesù Cristo, rivelatore del Padre. E' lui che ci fa capire che anche le Scritture sono 'carne', cioè parole umane da comprendere e studiare nel loro modo di esprimersi, ma che custodiscono al loro interno la luce della verità divina che solo con lo Spirito Santo possiamo vivere e contemplare".

"Terzo punto cardinale (...) è la Casa della parola divina, cioè la Chiesa, che (...) è sorretta da quattro colonne ideali. C'è l' "insegnamento", cioè il leggere e comprendere la Bibbia nell'annunzio fatto a tutti, (...) "la frazione del pane", cioè l'Eucarestia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. (...) I fedeli sono invitati a nutrirsi nella liturgia alla mensa della Parola di Dio e del Corpo di Cristo. (...) Le "preghiere" (...), la Lectio divina, la lettura orante delle Sacre Scritture capace di condurre, nella meditazione, nell'orazione, nella contemplazione, all'incontro col Cristo, parola di Dio vivente. (...) La "comunione fraterna" perché per essere veri cristiani non basta essere "coloro che ascoltano la parola di Dio" ma anche che 'la mettono in pratica (...)."

" L'ultima immagine della mappa spirituale è la strada su cui s'incammina la parola di Dio. (...) La parola di Dio deve correre per le strade del mondo che oggi sono anche quelle della comunicazione informatica, televisiva e virtuale. La Bibbia deve entrare nelle famiglie, (...) nelle scuole e negli ambiti culturali (...).La loro ricchezza simbolica, poetica e narrativa le rende un vessillo di bellezza sia per la fede sia per la stessa cultura, in un mondo spesso sfregiato dalla bruttezza e dalle brutture."

"La Bibbia, però, ci presenta anche il respiro di dolore che sale dalla terra, va incontro al grido degli oppressi e al lamento degli infelici. Essa ha al vertice la croce ove Cristo, solo e abbandonato, vive la tragedia della sofferenza più atroce e della morte. Proprio per questa presenza del Figlio di Dio, l'oscurità del male e della morte è irradiata dalla luce pasquale e dalla speranza della gloria. (...) Lungo le strade del mondo incontriamo spesso uomini e donne di altre religioni che ascoltano e praticano fedelmente i dettami dei loro libri sacri e che con noi possono edificare un mondo di pace e di luce (...)."

"Vi affidiamo a Dio e alla parola della sua grazia (At 20,32). Con la stessa espressione di San Paolo nel suo discorso di addio ai capi della Chiesa di Efeso, anche noi Padri Sinodali affidiamo i fedeli delle comunità sparse sulla faccia della Terra alla parola divina che è anche giudizio ma soprattutto grazia (...)."

Nel pomeriggio, durante la ventiduesima Congregazione Generale, è prevista la presentazione degli Emendamenti delle Proposizioni.
VE/VENTUNESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20081024 (630)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Chacko Thottumarickal, S.V.D., finora di Jhabua (India), Vescovo di Indore (superficie 19.073, popolazione 4.648.689, cattolici 35.803, sacerdoti 79, religiosi 399) in India. Sostituisce il Vescovo George M. Anathil, S.V.D., la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.

-Ha nominato l'Arcivescovo George Panikulam Nunzio apostolico in Etiopia e Delegato apostolico in Somalia, finora Nunzio Apostolico in Mozambico.
NER:RE:NN/.../THOTTUMARICKAL:ANATHIL:PANIKULAMVIS 20081024 (90)

giovedì 23 ottobre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- il Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, con il Vice-Presidente, Vescovo Gerald Frederick Kicanas, di Tucson e con il Segretario Generale Monsignore David J.Malloy.

- l'Arcivescovo Charles Maung Bo, S.D.B., di Yangon (Myanmar), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    il Vescovo Julio Cesar Teran Datari, S.I., di Ibarra.

-    Il Vescovo Nestor Rafael Herrera Heredia, di Machala.

-    Il Vescovo Manuel Valarezo Luzuriaga, O.F.M., Prefetto Apostolico di Galapagos.

-    Il Vescovo Rafael Cob Garcia, Vicario Apostolico di Puyo.

 Il Santo Padre ha ricevuto, ieri, in udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Muller, di Regensburg (Germania).
AP:AL/.../...                                                                                       VIS 20081023 (80)


IL DIALOGO AIUTA A RISOLVERE LE DIVERGENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Oggi è stato pubblicato il messaggio che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha rivolto, a nome del Papa, al Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, in occasione della Giornata organizzata dalla Pontificia Università Cattolica della capitale argentina lo scorso 16 ottobre, per il 30° anniversario della Mediazione di Giovanni Paolo II tra Argentina e Cile.

 Il porporato ricorda che queste celebrazioni intendono "fare memoria della mediazione pontificia che contribuì a comporre una controversia spintasi sull'orlo del conflitto e riflettere sui frutti della pace che ne sono derivati sino ai nostri giorni".

 "Il ricordo degli eventi di trent'anni addietro è indissolubilmente legato all'amata figura di Papa Giovanni Paolo II e alla benemerita opera del Cardinale Antonio Samorè, Suo Delegato speciale, che tanto a cuore ebbero la pace e la concordia dei popoli argentino e cileno, uniti per secoli dai saldi vincoli della fede e della solidarietà".

 Il Segretario di Stato ricorda al Cardinale Agostino Casaroli ed ai suoi collaboratori che "all'indomani della morte del compianto Cardinale Samorè, portarono a termine l'opera di mediazione, fino a giungere alla firma di una dichiarazione congiunta di pace e di amicizia, che ebbe luogo in Vaticano il 23 gennaio 1984. Il loro fu un ammirabile esempio di costruzione della pace attraverso la via maestra e sempre attuale del dialogo, che ha come fine non la supremazia della forza e dell'interesse, bensì l'affermazione di una giustizia equa e solidale, fondamento sicuro e stabile della convivenza tra i popoli".

 Questa mediazione, prosegue il messaggio, "continua ad essere un paradigma da proporre all'attenzione della Comunità internazionale. Essa ha dimostrato, insieme alla pazienza e alla responsabilità delle Parti, come in ogni controversia il dialogo non pregiudica i diritti ed amplia invece il campo delle possibilità ragionevoli di composizione delle divergenze".

 "Pertanto, occorre continuare a ricorrere alla diplomazia e ai suoi metodi negoziali, che attingono forza dalle risorse morali dei popoli e ad esse accordano fiducia, per garantire loro pace, sicurezza e benessere. Le nuove generazioni, memori dalle lezioni della storia passata e recente, guardino il futuro con occhi di speranza e si impegnino a realizzare la civiltà dell'amore, di cui Giovanni Paolo II fu profeta talvolta inascoltato".
SS/MEDIAZIONE ARGENTINA:CILE/BERTONE                  VIS 20081023 (420)


EMENDAMENTI DELLE PROPOSIZIONI DEI PADRI SINODALI

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Oggi, non si tiene la Congregazione Generale, tuttavia, questa mattina e nel pomeriggio, il Relatore generale del Sinodo, insieme al Segretario Speciale ed ai Relatori dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici, studieranno gli Emendamenti collettivi alle Proposizioni dei Padri Sinodali.
SE/EMENDAMENTI PROPOSIZIONI/...                                  VIS 20081023 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- il Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, con il Vice-Presidente, Vescovo Gerald Frederick Kicanas, di Tucson e con il Segretario Generale Monsignore David J.Malloy.

- l'Arcivescovo Charles Maung Bo, S.D.B., di Yangon (Myanmar), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    il Vescovo Julio Cesar Teran Datari, S.I., di Ibarra.

-    Il Vescovo Nestor Rafael Herrera Heredia, di Machala.

-    Il Vescovo Manuel Valarezo Luzuriaga, O.F.M., Prefetto Apostolico di Galapagos.

-    Il Vescovo Rafael Cob Garcia, Vicario Apostolico di Puyo.

 Il Santo Padre ha ricevuto, ieri, in udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Muller, di Regensburg (Germania).
AP:AL/.../...                                                                                       VIS 20081023 (80)


IL DIALOGO AIUTA A RISOLVERE LE DIVERGENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Oggi è stato pubblicato il messaggio che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha rivolto, a nome del Papa, al Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, in occasione della Giornata organizzata dalla Pontificia Università Cattolica della capitale argentina lo scorso 16 ottobre, per il 30° anniversario della Mediazione di Giovanni Paolo II tra Argentina e Cile.

 Il porporato ricorda che queste celebrazioni intendono "fare memoria della mediazione pontificia che contribuì a comporre una controversia spintasi sull'orlo del conflitto e riflettere sui frutti della pace che ne sono derivati sino ai nostri giorni".

 "Il ricordo degli eventi di trent'anni addietro è indissolubilmente legato all'amata figura di Papa Giovanni Paolo II e alla benemerita opera del Cardinale Antonio Samorè, Suo Delegato speciale, che tanto a cuore ebbero la pace e la concordia dei popoli argentino e cileno, uniti per secoli dai saldi vincoli della fede e della solidarietà".

 Il Segretario di Stato ricorda al Cardinale Agostino Casaroli ed ai suoi collaboratori che "all'indomani della morte del compianto Cardinale Samorè, portarono a termine l'opera di mediazione, fino a giungere alla firma di una dichiarazione congiunta di pace e di amicizia, che ebbe luogo in Vaticano il 23 gennaio 1984. Il loro fu un ammirabile esempio di costruzione della pace attraverso la via maestra e sempre attuale del dialogo, che ha come fine non la supremazia della forza e dell'interesse, bensì l'affermazione di una giustizia equa e solidale, fondamento sicuro e stabile della convivenza tra i popoli".

 Questa mediazione, prosegue il messaggio, "continua ad essere un paradigma da proporre all'attenzione della Comunità internazionale. Essa ha dimostrato, insieme alla pazienza e alla responsabilità delle Parti, come in ogni controversia il dialogo non pregiudica i diritti ed amplia invece il campo delle possibilità ragionevoli di composizione delle divergenze".

 "Pertanto, occorre continuare a ricorrere alla diplomazia e ai suoi metodi negoziali, che attingono forza dalle risorse morali dei popoli e ad esse accordano fiducia, per garantire loro pace, sicurezza e benessere. Le nuove generazioni, memori dalle lezioni della storia passata e recente, guardino il futuro con occhi di speranza e si impegnino a realizzare la civiltà dell'amore, di cui Giovanni Paolo II fu profeta talvolta inascoltato".
SS/MEDIAZIONE ARGENTINA:CILE/BERTONE                  VIS 20081023 (420)


EMENDAMENTI DELLE PROPOSIZIONI DEI PADRI SINODALI

CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2008 (VIS). Oggi, non si tiene la Congregazione Generale, tuttavia, questa mattina e nel pomeriggio, il Relatore generale del Sinodo, insieme al Segretario Speciale ed ai Relatori dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici, studieranno gli Emendamenti collettivi alle Proposizioni dei Padri Sinodali.
SE/EMENDAMENTI PROPOSIZIONI/...                                  VIS 20081023 (50)

mercoledì 22 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Monsignore Francisco Antonio Nieto Sùa, del clero dell'Arcidiocesi di Bogotà (Colombia), Vescovo Ausiliare della stessa Arcidiocesi (superficie 4.019; popolazione 4.253.000; cattolici 3.645.000; sacerdoti 725; diaconi permanenti 58; religiosi 2.920). Il Vescovo eletto, finora Vicario episcopale per la zona pastorale "El Espiritu Santo", è nato nel 1948 in Panqueba (Colombia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NEA/.../NIETO                                                                                VIS 20081022 (30)


RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). I Padri Sinodali, questa mattina, si sono riuniti per Gruppi linguistici o Circoli minori per preparare gli Emendamenti collettivi alle più delle 50 Proposizioni che si sono presentate.

 Questo pomeriggio, al termine delle riunione, anche per Gruppi linguistici, le Proposizioni verranno consegnate alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
SE/GRUPPI LINGUISTICI/...                                                         VIS 20081022 (50)


PAOLO: CRISTO RISORTO E IL MISTERO DELLA SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). Benedetto XVI, nell'Udienza Generale di oggi, ha ripreso la catechesi di San Paolo, in particolare l'insegnamento dell'Apostolo delle genti sulla "centralità di Cristo risorto nel mistero della salvezza". All'udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 17.000 persone.

 Per Paolo, ha spiegato il Papa, Cristo "è il principio per capire il mondo e per trovare la strada nella storia". L'apostolo delle genti, ha proseguito il Santo Padre "non si è preoccupato di narrare i singoli fatti in cui si articola la vita di Gesù" ma "il suo intento pastorale e teologico era talmente teso all'edificazione delle nascenti comunità, che gli era spontaneo concentrare tutto nell'annuncio di Gesù Cristo quale "Signore", vivo adesso e presente adesso in mezzo ai suoi".

 La caratteristica essenziale della cristologia paolina, ha detto Benedetto XVI, più dell'annuncio di Gesù "vivo" è soprattutto "l'annuncio della realtà centrale (...) la morte e la risurrezione di Gesù come culmine della sua esistenza terrena e radice del successivo sviluppo di tutta la fede cristiana, di tutta la realtà della Chiesa. Per l'Apostolo la risurrezione non è un avvenimento a sé stante, disgiunto dalla morte: il Risorto è sempre colui che, prima, è stato crocifisso.
 
 "L'Apostolo contempla affascinato il segreto nascosto del Crocifisso-risorto e attraverso le sofferenze sperimentate da Cristo nella sua umanità, risale a quell'esistenza eterna in cui Egli è tutt'uno col Padre". Ma per entrare nel pensiero di Paolo tanto "sulla preesistenza come sulla (...) incarnazione di Cristo, è necessario conoscere "alcuni testi dell'Antico Testamento che esaltano il ruolo della Sapienza preesistente alla creazione del mondo (...) come quello che parla della Sapienza creatrice".

 "Gli stessi testi (...) parlano anche della discesa di questa Sapienza che si è creata una tenda tra gli uomini", come una prefigurazione "della tenda della carne", citata da San Giovanni nel suo Vangelo. "Questo abbassamento della Sapienza (...) implica anche la possibilità che essa sia rifiutata" e San Paolo chiarisce che "Cristo al pari della Sapienza, può essere rifiutato soprattutto dai dominatori di questo mondo, cosicché può crearsi nei piani di Dio una situazione paradossale, la croce, che si capovolgerà in via di salvezza per tutto il genere umano".

 Nella Lettera ai Filippesi, Paolo sviluppa ulteriormente questa idea della Sapienza che si abbassa "per poi essere esaltata nonostante il rifiuto (...) Il gesto del Figlio di Dio è esattamente il contrario: non la superbia, ma l'umiltà, che è realizzazione dell'amore e l'amore è divino. L'iniziativa di abbassamento, di umiltà radicale di Cristo, con la quale contrasta la superbia umana, è realmente espressione dell'amore divino; ad essa segue quell'elevazione al cielo alla quale Dio ci attira".

 Nelle Lettere ai Colossesi e agli Efesini, Cristo è qualificato come "primogenito" e ciò significa, ha evidenziato il Papa, che "il primo tra tanti figli (...) è disceso per attirarci e farci suoi fratelli e sorelle".

 Per ultimo nella Lettera agli Efesini, l'Apostolo si avvicina " al piano divino della salvezza, quando dice che "in Cristo Dio voleva ricapitolare tutto" (...) Cristo riassume tutto e ci guida a Dio. E così ci implica in un movimento di discesa e di ascesa, invitandoci a partecipare alla sua umiltà, cioè al suo amore verso il prossimo, per essere così partecipi anche della sua glorificazione".
AG/PAOLO/...                                                                        VIS 20081022 (580)


VOLUME DI SCRITTI DI JOSEPH RATZINGER/BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). Il Vescovo Gerhard Ludwing Muller, di Ratisbona (Germania), ha presentato, a mezzogiorno, presso la Sala Stampa della Santa Sede il primo volume dell'"Opera Omnia" di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, in tedesco pubblicata per Herder Verlag.

 Alla conferenza stampa, hanno anche partecipato Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Libreria Editrice Vaticana e Don Giuseppe Costa S.D.B., Direttore della stessa libreria.

 Il vescovo Muller ha affermato che " Benedetto XVI, nel corso della sua lunga attività accademica come professore di Teologia Fondamentale e di Dogmatica, ha elaborato in autonomia un'opera teologica che lo pone senz'altro tra i più significativi studiosi del ventesimo e ventunesimo secolo. Da più di 50 anni al nome di Joseph Ratzinger si ricollega un'originale visione di insieme della teologia sistematica".

 "Benedetto XVI - ha continuato - nella sua attività scientifica ha sempre potuto ricorrere alla sua mirabile conoscenza della storia della teologia e dei dogmi, che egli trasmette in maniera illuminante mettendo in risalto la divina visione dell'uomo, su cui tutto si fonda".

 Il Vescovo di Ratisbona ha evidenziato che il Papa lo ha incaricato di pubblicare tutti i suoi scritti in 16 volumi. "Per realizzare questo progetto - ha detto - ho fondato a Ratisbona l'Istituto Papa Benedetto XVI, dove verrà conservata la documentazione della vita, del pensiero e dell'opera del teologo, vescovo e pontefice Joseph Ratzinger/Benedetto XVI".

 L'obiettivo de questa edizione degli scritti del Santo Padre "è una presentazione il più possibile completa dell'opera già pubblicata, integrata da testi finora inediti o non ancora apparsi in tedesco, secondo un orientamento sistematico che instaura un legame tra gli aspetti cronologici e quelli tematici".  

 Riferendosi particolarmente ai 16 volumi, Monsignor Muller ha affermato che gli scritti "si aprono con la tesi di laurea sulla dottrina agostiniana della Chiesa e con l'altra, di abilitazione all'insegnamento, sulla dottrina della Rivelazione di Bonaventura".

 Il volume III, per esempio, "prende spunto dalla conferenza inaugurale del professor Ratzinger "Il Dio della fede e il Dio dei filosofi" (Bonn, 1959) ed include tutte le sue riflessioni sui fondamenti storico-ideali dell'Europa".

 Il Vescovo Muller ha detto che nel volume IV "parte dalla Introduzione al Cristianesimo" (1968), mentre il volume VI si apre con il libro "Gesù di Nazareth" (2007) e raccoglie tutti gli studi di argomento cristologico".

 Il volume XIII "raccoglie le numerose interviste di Joseph Ratzinger ed il volume XIV presenta una selezione della vasta produzione omiletica di Joseph Ratzinger, compresi sermoni e meditazioni poco noti e finora inediti".

 Quanto ai due ultimi volumi, il XV raccoglie l'autobiografia di Joseph Ratzinger apparsa nel 1997/98 con il titolo "La mia vita" e le numerose dichiarazioni relative al suo predecessore Papa Giovanni Paolo II e al fratello Georg Ratzinger, nonché molti altri discorsi tenuti in occasione di giubilei, etc. Il volume XVI offrirà una bibliografia completa delle opere di Joseph Ratzinger in lingua tedesca, oltre ad un indice sistematico di tutti i volumi".
OP/SCRITTI RATZINGER/MULLER                                   VIS 20081022 (530)


martedì 21 ottobre 2008

VENTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, durante la ventesima Congregazione Generale celebrata nell'aula del Sinodo, è stato presentato l'Elenco Unico della Proposizioni che verranno consegnate al Santo Padre per la redazione dell'esortazione apostolica post-sinodale. Il Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di San Paolo (Brasile).

 I Padri Sinodali hanno anche partecipato alla seconda votazione per l'elezione dei membri del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo.

 Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi viene costituito alla fine di ogni Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Esso è formato da 15 Membri, dei quali 12 sono eletti dallo stesso Sinodo, tenuto conto della rappresentanza dei Vescovi sparsi in tutto il mondo, e tre sono designati
dal Romano Pontefice.

 I Vescovi eletti al Consiglio Ordinario della Segreteria Generale conservano il proprio ufficio fino a quando inizia la nuova Assemblea Generale Ordinaria.

 Nel pomeriggio, i Padri Sinodali si riuniranno in Gruppi Linguistici o Circoli Minori per la preparazione degli Emendamenti collettivi alle Proposizioni.
SE/VENTESIMA CONGREGAZIONE/...        VIS 20081021 (80)


ALTRI ATTI PONTIFICI

 CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Cardinale Marian Jaworski al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Lviv dei Latini (Ucraina), per limite di età. Gli succede l'Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, attualmente coadiutore nella stessa Arcidiocesi.
RE/.../JAWORSKI:MOKRZYCKI                                          VIS 20081021 (50)


lunedì 20 ottobre 2008

DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Nel corso della Diciannovesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, tenuta nella mattina di ieri, sono state presentate le relazioni di Dodici Circoli Minori o Gruppi Linguistici. Il V.I.S. ha offerto una sintesi delle due relazioni pubblicate fino a quel momento.

  Oggi riportiamo alcuni estratti di quattro relazioni:

CIRCOLO MINORE TEDESCO: VESCOVO FRIEDHELM HOFMANN, DI WÜRZBURG (GERMANIA). "In alcune relazioni esposte nell'aula del Sinodo sembra esserci un certo timore del metodo storico-critico, timore che minaccia di ridurre i meriti e i frutti dell'Esegesi scientifica. L'esegesi spirituale, che si basa sulla 'lectio divina' nel contesto della liturgia nella comunità della Chiesa, esige da parte sua come premessa l'esegesi scientifica. Inoltre è essenziale separare il fondamentalismo nella lettura della Bibbia dalle correnti moderniste che corrono il pericolo di una demitizzazione ideologica. Entrambi questi atteggiamenti contraddicono il 'sensum ecclesiae'. (...) Per quanto concerne la diffusione dei pentecostali e di altre sette dobbiamo chiederci qual è la genesi del loro successo. Ciò rappresenta una sfida per la pastorale della Chiesa in considerazione dei cosiddetti 'catecumeni battezzati'. (...) Occorre formare in modo autorevole e adeguato i laici nel loro importante compito dell'annuncio della Parola. È importante soprattutto il ruolo della famiglia come luogo di iniziazione alla lettura della Scrittura e, allo stesso tempo, della lettura in comune della stessa. (...) Ci si è chiesti inoltre se, in seno a un mondo secolarizzato in cui gli uomini hanno nostalgia della verità, la Chiesa non debba avvicinarsi con più decisione agli agnostici. (...) Quando non è possibile celebrare l'Eucaristia, e al suo posto si celebra la Parola di Dio, questa non va considerata come una sostituzione in tono minore, bensì nel suo valore intrinseco di incontro con il Signore che si manifesta. (...) La Sacra Scrittura rappresenta non solo il punto di partenza dell'ecumenismo, ma anche un importante luogo di incontro fra le confessioni cristiane".

CIRCOLO MINORE SPAGNOLO A: DON JULIÁN CARRÓN, PRESIDENTE DI COMUNIONE E LIBERAZIONE (SPAGNA). "Le nostre proposte sono le seguenti. Si osserva scarsa familiarità con l'Antico Testamento, perfino un certo imbarazzo e resistenza di fronte ad alcuni passaggi di difficile comprensione, essendo le questioni più dibattute la violenza divina e umana, l'amoralità di alcune figure bibliche e una teologia insufficiente rispetto all'aldilà. Si propone di offrire ai fedeli un'adeguata formazione biblica che non solo contribuisca alla comprensione dei testi dell'Antico Testamento nel suo contesto storico e letterario ma anche, soprattutto, favorisca la lettura cristiana quale principale chiave ermeneutica poiché i testi acquistano e manifestano il loro pieno significato nel Nuovo Testamento. La missione di annunciare Cristo appartiene ad ogni persona battezzata. Oltre l'omelia, la predicazione propria della celebrazione liturgica, è necessario ricordare il valore della predicazione di ogni cristiano alla luce del Battesimo e della Confermazione. Sentiamo una profonda preoccupazione per l'influenza delle sette e dei nuovi gruppi religiosi sui fedeli cattolici che alle volte li ha portati addirittura all'abbandono della Chiesa (...) Sarebbe molto utile poter avere uno studio più vasto sulle sette e le nuove manifestazioni di questo fenomeno per poterlo fronteggiare adeguatamente (...). Nei rapporto con l'Islam e nel dialogo con i suoi rappresentanti, bisogna tenere conto della loro concezione dell'ordine socio-politico e giuridico, non sempre dovutamente differenziati dall'ordine religioso, e la loro concezione del matrimonio e della famiglia, dove il ruolo e i diritti delle donne non si trattano come è previsto nella dottrina dei diritti fondamentali dell'uomo e dell'istituzione familiare come precisa la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".

CIRCOLO MINORE ITALIANO A: ARICVESCOVO SALVATORE FISICHELLA, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA. "La Parola di Dio non può essere identificata solo con la Bibbia. La Parola di Dio è Cristo, il Verbo del Padre. (...) L'annuncio della Parola di Dio è il compito primario della Chiesa. Un annuncio esplicito sempre e dovunque che si accompagna alla testimonianza coerente di vita la quale rende evidente il contenuto e lo rafforza. (...) Si è ritenuto necessario osservare che in un contesto generalizzato di secolarizzazione - che va ben oltre i Paesi occidentali - si presti una particolare attenzione: che è dinanzi a Dio che parla. (...) Si sottolinea l'importanza di un'educazione permanente, soprattutto dei catechisti, che permetta di superare il forte ostacolo di una mancanza di conoscenza dei contenuti basilari della fede, che deve allarmare non poco la nostra azione pastorale. (...) E' necessario superare lo iato tra Bibbia e Liturgia, Parola e Sacramento. Questo avviene nella misura in cui si rafforza l'idea che la Parola di Dio è Cristo stesso nella sua differenziata presenza nella via della sua Chiesa: anzitutto nella presenza reale del sacrificio eucaristico (...). Deve crescere pertanto, la consapevolezza di una unità profonda che tende al suo culmine nella santa Eucaristia".

CIRCOLO MINORE INGLESE B: VESCOVO GERALD FREDERICK KINCANAS, DI TUCSON, VICEPRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI VESCOVI CATTOLICI (STATI UNITI D'AMERICA). "Il gruppo ha suggerito che la tonalità dell'esortazione fosse pieno di speranza, per infonder forza alla Chiesa sulla Parola di Dio, per essere pastorale e missionario (...) e ha individuato alcuni settori critici per i quali é necessario formulare proposte, primo la necessità di valorizzare i catechisti laici, professori della scuola cattolica, ministri della gioventù, animatori biblici laici (...) Secondo: la necessità di comprendere che ciò che attrae le persone verso le sette e ad apprendere da esse. Terzo: come migliorare e rendere più vibrante la predicazione. Quarto: la necessità di accentuare la dimensione contemplativa. Quinto, individuare strutture per riunire gli esegeti, i liturgisti e Vescovi. Sesto la necessità di far risaltare la vita consacrata, la penumatologia, il valore terapeutico, il sacramento della penitenza e l'uso dei mezzi di comunicazione. (...) Occorre sottolineare la natura dialogale della Parola di Dio (...) E' necessario meglio formare  le persone nella Parola (...). C'è stata una reazione eterogenea sulla predicazione (...) è stato proposto un compendio per aiutare le persone nella lettura della Parola di Dio (...). Non c'è stato un grande interesse riguardo alla revisione del legionario (...). Il gruppo ha esaminato il rapporto con gli altri cristiani con gli ebrei. Si nota preoccupazione perché gli ebrei ritengono che a volte i cristiani diano meno importanza alla loro posizione nel dialogo (...). Trasmettere l'esperienza del Sinodo ad altre Chiese potrebbe promuovere la comunione".

CIRCOLO MINORE FRANCESE B: VESCOVO HJOSEPH LUC ANDRÉ BOUCHARD, DI SAINT PAUL IN ALBERTA (CANADA). "A proposito della Relatio: sarebbe auspicabile un'Esortazione post-sinodale che abbiamo come linea generale un testo della Sacra Scrittura. (...) Occorre rilanciare l'importanza di Dei Verbum per il contesto attuale, ricordando alcuni problemi che devono essere risolti (come il dibattito sul Libro, il fondamentalismo, l'interpretazione personale, l'interpretazione 'cum Eclesia'). Per quanto attiene alle proposte istituzionali: non mancheranno convegni specifici sulla Parola di Dio, è necessario insistere sull'aspetto della scrittura nei congressi che si terranno; (...) Sarebbe possibile programmare un rinnovamento del ministero del lettore o di un mandato per i lettori, come i ministri straordinari della comunione? (...) Rispetto all'omelia: (...) Occorre - conoscere la comunità alla quale si dirige, sapendo che rappresenta un appello al suo valore, ricordando che la maggiore parte dei catechisti sono donne; per quanto attiene alla formazione dei sacerdoti: in primo luogo tutta la formazione nel seminario dee fondarsi sulla Parola di Dio (...) Occorrerà rivedere il metodo pedagogico".
SE/DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE/...                 VIS 20081020 (1210)


DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, nel corso della Diciannovesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, ha avuto luogo la prima votazione per la scelta dei Membri del Consiglio Post-Sindoale ed è stato presentata e discussa la bozza del Messaggio finale. Presidente Delegato di turno il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

  Nel pomeriggio, il Santo Padre e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, hanno presieduto nella Cappella Sistina, una celebrazione della Parola ed hanno pronunciato un discorso sul tema della Parola di Dio.

  Nelle giornate di domenica e lunedì, nelle quali non è prevista una Congregazione Generale, il Relatore Generale, il Segretario Speciale ed i relatori dei Circoli Minori unificheranno le proposte presentate dai Padri Sinodali.
SE/DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE       VIS 20081020 (130)


PAROLE DEL PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI AL SINODO


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Alle 17:00 di oggi, nella Cappella Sistina, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della XXIX domenica del tempo ordinario in occasione della partecipazione del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, ai lavori della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

  La cerimonia, alla quale hanno partecipato più di 400 cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, è stata introdotta dalle parole del Santo Padre Benedetto XVI.

  All'inizio del suo intervento, Bartolomeo I ha ribadito che per "la prima volta nella storia che si offre ad un Patriarca Ecumenico l'opportunità di rivolgersi al Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Romana. Per cui, essere parte della vita della Chiesa sorella al più alto livello. Vediamo ciò come manifestazione dell'opera dello Spirito Santo che guida le nostre Chiesa perché si approssimino ed approfondiscano i rapporti rispettivamente, un  passo importante fino alla restaurazione della nostra piena unità".

  "E' noto che la Chiesa Ortodossa attribuisce al sistema sinodale" - ha proseguito il Patriarca Bartolomeo - "un'importanza ecclesiologica fondamentale. Congiuntamente la primato della 'sinodalità' costituisce l'asse portante del governo e l'organizzazione della Chiesa.  (...) Per cui, nell'avere oggi, il privilegio di rivolgermi al Vostro Sinodo, le nostre speranza crescono perché arrivi il giorno nel quale entrambe le Chiese convergano totalmente sul ruolo di detto primato e della 'sinodalità' nella vita della Chiesa, per cui la nostra Commissione teologica dedica oggi i studi".

  "Abbiamo indagato" - ha concluso il Patriarca - "l'insegnamento patristico dei significati spirituali, discernendo il potere dell'ascolto e dell'espressione della Parola di Dio nella Scrittura, vedere la Parola di Dio nelle immagini, nella natura, e nel contempo, condividere la Parola di Dio nei santi e nei sacramenti. Di conseguenza  perché la vita e la missione della Chiesa siano autentiche, dobbiamo noi lasciarci cambiare personalmente dalla Parola. La Chiesa deve paragonarsi ad una madre, che si sostenta e si nutre con 'alimento che prende'. Ciò che non può alimentare e nutrire ogni uomo non potrà sostenere la Chiesa. Quando il mondo non condivide la gioia della Risurrezione di Cristo, tale fatto è un'accusa alla nostra propria integrità e al nostro impegno di vivere la Parola di Dio".

  Al termine del discorso, il Papa ha ringraziato il Patriarca e ha assicurato che le sue parole saranno oggetto di esame e riflessione per il Sinodo. "E'stato" - ha detto Benedetto XVI al Patriarca - una gioiosa esperienza di unità, anche se non perfetta, però vera e profonda. Ho pensato che i Padri della sua Chiesa, ampiamente citata, sono anche i nostri Padri; i nostri sono i vostri. Se abbiamo gli stessi padri, come non possiamo essere fratelli?".
AC/VESPRI/BARTOLOMEO I                           VIS 20081020 (440)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Dom Yvon Moreau, O.C.S.O., finora Abate della Trappa d'Oka (Canada), Vescovo di Sainte-Anne-de-la-Pocatière (superficie: 9.623; popolazione: 91.948, cattolici: 89.778; sacerdoti: 83; religiosi: 161; diaconi permanenti: 7), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Saint-Pascal-de-Kamouraska (Canada), nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
NER/.../MOREAU                                     VIS 20081020 (70)

L'AMORE A DIO E AL PROSSIMO SONO INSEPARABILI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina il Santo Padre è partito in elicottero per Pompei, dove alle 10:30 ha celebrato la Santa Messa nella Piazza del Santuario della Vergine e nel pomeriggio ha guidato la recita del Santo Rosario.

  Rivolgendosi nell'omelia ai 50.000 fedeli presenti il Santo Padre ha affermato: "Sono venuto in pellegrinaggio quest'oggi a Pompei per venerare, insieme a voi, la Vergine Maria, Regina del Santo Rosario. Sono venuto, in particolare, per affidare alla Madre di Dio, (...), l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano".

  Commentando le letture della Messa di oggi, Benedetto XVI ha detto: "Vorrei sottolineare, in particolare, la stupenda espressione di Sofonia, che rivolgendosi a Gerusalemme dice: il Signore 'ti rinnoverà con il suo amore' (3,17). Sì, l'amore di Dio ha questo potere: di rinnovare ogni cosa, a partire dal cuore umano, che è il suo capolavoro e dove lo Spirito Santo opera al meglio la sua azione trasformatrice".

  "Con la sua grazia" - ha proseguito il Pontefice - "Dio rinnova il cuore dell'uomo perdonando il suo peccato, lo riconcilia ed infonde in lui lo slancio per il bene. Tutto questo si manifesta nella vita dei santi, e lo vediamo qui particolarmente nell'opera apostolica del Beato Bartolo Longo, fondatore della nuova Pompei".

  "All'amore esorta anche l'apostolo Paolo nella seconda Lettura, tratta dalla 'Lettera ai Romani'. Troviamo delineato in questa pagina il programma di vita di una comunità cristiana, i cui membri sono stati rinnovati dall'amore e si sforzano di rinnovarsi continuamente, per discernere sempre la volontà di Dio e non ricadere nel conformismo della mentalità mondana"

  "E la caratteristica della civiltà cristiana, come tante volte hanno ribadito i miei venerati Predecessori, è la carità: l'amore di Dio che si traduce in amore del prossimo".

  Riferendosi al Beato Bartolo Longo e alle tante iniziative di carità da lui attivate per i fratelli più bisognosi, il Santo Padre ha detto: "Spinto dall'amore, egli fu in grado di progettare una città nuova, che poi sorse attorno al Santuario mariano, quasi come irradiazione della sua luce di fede e di speranza. Una cittadella di Maria e della carità, (...), ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, è ricca di esperienze di questo tipo, (...) Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all'interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l'amore che veramente manda avanti il mondo!".

  Il Beato Bartolo Longo, "come San Paolo fu trasformato da persecutore in apostolo" perché "si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose (...) con la sua personale conversione diede testimonianza di questa forza spirituale che trasforma l'uomo interiormente e lo rende capace di operare grandi cose secondo il disegno di Dio".

  "Pompei è un esempio di come la fede può operare nella città dell'uomo, suscitando apostoli di carità che si pongono al servizio dei piccoli e dei poveri, ed agiscono perché anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino e promozione. Qui a Pompei si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. (...) Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite".

  Al termine dell'omelia, il Papa, ha sottolineato l'importanza del Santo Padre ha affermato: "Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E' vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato. Il Rosario è 'arma' spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società del mondo".

  Al termine della Messa e della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI ha guidato la Supplica alla Vergine del Rosario, composta dal Beato Bartolo Longo, nel 1883, e che tradizionalmente si recita la prima domenica di ottobre.
PV-ITALIA/MESSA/POMPEI                                   VIS 20081020 (680)


PRIMO IMPEGNO MISSIONARIO È LA PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Dopo una solenne Celebrazione Eucaristica e la tradizionale Supplica alla Vergine di Pompei, Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con le migliaia di persone riunite nel Santuario di Pompei.

  Prima della recita della preghiera mariana il Papa ha affidato alla Vergine i risultati dei lavori dell'Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi "perché possa portare frutti di autentico rinnovamento in ogni comunità cristiana" e ricordando che questo mese di ottobre, "mese missionario e del Rosario", ha affermato che "il primo impegno missionario di ognuno di noi è la preghiera".

  "E' innanzitutto pregando" - ha detto il Papa - "che si prepara la via al Vangelo; è pregando che si aprono i cuori al mistero di Dio e si dispongono gli animi ad accogliere la sua Parola di salvezza".

  Successivamente il Papa ha ricordato la beatificazione oggi a Lisieux, dei beati Louis Martin e Zélie Guérin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, dichiarata da Pio XI patrona delle missioni, ed ha detto che: "Questi nuovi Beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a Lui senza riserve tra le mura del Carmelo. (...) Mi è caro richiamare un'altra intenzione, che mi sta tanto a cuore: la famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria".

  Il Papa ha invocato la protezione della Vergine di Pompei soprattutto i nuclei familiari del mondo "pensando già al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, a Città del Messico, il prossimo gennaio 2009".

  Infine Benedetto XVI si è rivolto in francese ai pellegrini riuniti a Lisieux ed ha detto che i nuovi Beati "con la loro vita matrimoniale esemplare hanno annunciato il Vangelo di Cristo. Hanno vissuto ardentemente la fede e la trasmissione alla loro famiglie e al loro ambiente".

  Dopo la recita dell'Angelus, il Papa si è diretto alla residenza della Delegazione Pontificia per la colazione con i Vescovi della regione Campania e nel primo pomeriggio ha salutato diversi benefattori del Santuario di Pompei.
PVITALIA/ANGELUS/POMPEYA                        VIS 20081020 (370)

DICHIARAZIONE SU POSSIBILE VIAGGIO IN TERRASANTA


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). A proposito di alcuni dispacci di agenzia concernenti il Papa Pio XII a riguardo della didascalia nel Museo di Vad Vashem e della causa di beatificazione, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella serata di ieri la seguente dichiarazione:
 
  "E' noto che sul testo della didascalia su Pio XII nel Museo di Yad Vashem già in passato il Rappresentante della Santa Sede in Israele ha manifestato obiezioni. È auspicabile quindi che sia oggetto di una nuova obiettiva e approfondita considerazione da parte dei responsabili del Museo".

  "Tuttavia - per quanto rilevante - non si può considerare questo fatto come determinante per una decisione su un eventuale viaggio del Santo Padre nella Terra Santa, viaggio che - com'è noto - è nei desideri del Papa, ma per ora non è stato ancora concretamente programmato".

  "Quanto alla causa di beatificazione, ripeto quanto detto ancora recentemente. Cioè che il Papa non ha a tutt'oggi firmato il decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio Pio XII, firma che è la premessa per la prosecuzione dell'iter della causa. Ciò è oggetto da parte sua di approfondimento e di riflessione, e in questa situazione non è opportuno cercare di esercitare su di lui pressioni in un senso o nell'altro".
OP/PIO XII/.../                                   VIS 20081020 (230)


RECITA DEL SANTO ROSARIO PONTIFICIO SANTUARIO POMPEI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, alle 17:00, prima della recita del Santo Rosario con i fedeli nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ha sostato brevemente dinanzi nall'urna del Beato Bartolo Longo, adiacente al Santuario. Nel corso della meditazione, successiva all'orazione mariana il Papa si è domandato: "Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto l'energia e la costanza necessarie per portare a compimento un'opera così importante (...) Non è proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?".

  "Si, è stato veramente così! (...) Lo testimonia l'esperienza dei santi, questa popolare preghiera mariana è un mezzo spirituale prezioso per crescere nell'intimità con Gesù e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la volontà divina".

  "Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondità di questa preghiera, semplice. (...) e accessibile a tutti. Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio.  A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell'Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta".

  Il Papa ha ricordato anche che: "Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia della Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con essa parla al cuore. (...) Anche quando viene pregato da grandi assemblee, (...) è necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non può avvenire se manca un clima di silenzio interiore. (...) A ben vedere il Rosario è tutto intessuto di elementi tatti dalla Sacra Scrittura. (...) L'enunciazione del mistero, fatta preferibilmente con parole tratte della Bibbia. (...) La prima parte dell'Ave Maria, tratta anch'essa del Vangelo (...) La seconda parte dell'Ave maria risuona come la risposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla madre, non fanno altri che esprimere la propri adesione al disegno salvifico. (...) Così il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati".

  Infine, Benedetto XVI ha parlato della Giornata Mondiale delle Missioni che si celebra oggi, nuovamente evocando la figura del Beato Bartolo Longo ed ha affermato che il Beato celebre per il suo spirito caritativo, volle che il Santuario di Pompei fosse sempre "aperto al mondo intero, come centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace fra i popoli". "Desidero affidarvi" - ha concluso il Papa - "l'impegno spirituale e pastorale di queste finalità; l'apostolato della carità e l'orazione per la pace".

  Al termine della recita del Rosario, Benedetto XVI si è congedato dal Santuario di Pompei e alle 18:30, è rientrato in elicottero in Vaticano.
PV-ITALIA/ROSARIO/POMPEI                           VIS 20081020 (510)


RISPETTARE LA DIGNITÀ UMANA DI TUTTI I PAZIENTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Il Papa ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia, che hanno esaminato il tema: "Per una chirurgia nel rispetto del malato".

  Dopo aver rilevato che nel passato "ci si accontentava di alleviare la sofferenza della persona malata", mentre oggi gli sviluppi della scienza e della tecnica, chirurgica hanno consentito di intervenire con crescente successo nella vicenda del malato", il Santo Padre ha richiamato l'attenzione di fronte al rischio di "abbandonare il paziente nel momento in cui si avverte l'impossibilità di ottenere risultati apprezzabili".

  Benedetto XVI ha ribadito che: "Se anche la guarigione non è più prospettabile, si può ancora fare molto per il malato: se ne può alleviare la sofferenza e che ogni paziente ha una dignità da onorare, che costituisce il fondamento ineludibile di ogni agire medico. Il rispetto della dignità umana, infatti, esige il rispetto incondizionato di ogni singolo essere umano, nato o non nato, sano o malato, in qualunque condizione si trovi".

  Riferendosi all'importanza per il medico di "scorgere le modalità di comunicazione più adeguate al singolo paziente" in modo che tale strategia comunicativa (miri soprattutto a sostenere, pur nel rispetto della verità, dei fatti, la speranza, elemento essenziale del contesto terapeutico" il paziente "vuole essere ascoltato, non solo sottoposto a diagnosi sofisticate".

 "Da una parte, è innegabile che si debba rispettare l'autodeterminazione del paziente, senza dimenticare però che l'esaltazione individualistica dell'autonomia finisce per portare ad una lettura non realistica, e certamente impoverita, della realtà umana. Dall'altra la responsabilità professionale del medico deve portarlo a proporre un trattamento che miri al vero bene del paziente, nella consapevolezza che la sua specifica competenza lo mette in grado in genere da valutare la situazione meglio che non il paziente stesso".

  Benedetto XVI ha concluso sottolineandole necessità "di promuovere il senso di responsabilità dei familiari nei confronti del loro congiunto: è un elemento importante per evitare l'ulteriore alienazione che questi, quasi inevitabilmente, subisce se affidato ad una medicina altamente tecnologizzata, ma priva di una sufficiente vibrazione umana".
AC/MALATI: DIGNITÀ UMANA/...                       VIS 20081020 (360)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

     - Il Vescovo Eugenio Arellano Fernández, M.C.C.J., Vicario Apostolico di Esmeraldas.

- Il Vescovo Luis Antonio Sanchez Armijos, S.D.B., de Tulcán.

- Il Vescovo Néster Montesdeoca Becerra, Vicario Apostolico di Méndez, con il Vicario Apostolico emerito Pietro Gabrielli, S.D.B.
AP:AL/.../....                                         VIS 20081020 (80)


venerdì 17 ottobre 2008

DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina è stata celebrata, in presenza del Santo Padre, la Diciottesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi durante la quale sono state presentate le relazioni dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici.

  Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Willima Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Di seguito riportiamo estratti di alcune relazioni:

CIRCOLO MINORE FRANCESE C: ARCIVESCOVO PIERRE-MARIE CARRË, DI ALBI (FRANCIA). "Il rinnovamento della Bibbia nella Chiesa Cattolica è ancora recente. (...) Dobbiamo lavorare più intensamente per rendere questo grande testo meglio conosciuto. Semplici proposizioni sono necessarie così che la Bibbia divenga nutrimento spirituale per tutti i membri della Chiesa, ad esempio: 1) la Lettura della Scrittura che ha inizio in famiglia e continua nelle sere bibliche nella parrocchia. 2) L'insegnamento di un vivo ascolto della Parola di Dio. (...) 3). Strumenti pedagogici, supporti online (Internet) per facilitare la comprensione dei passaggi biblici più difficili della Bibbia; 7. Potremmo istituire ministri straordinari della Parola, catechisti, lettori, animatori delle comunità di base. 8) Legami intrinsechi fra l'Eucaristia e la Parola. (...) Varrebbe la pena assegnare un maggiore ruolo ai servi della Parola (lettori, cantori, predicatori) Cristo Gesù dona se Stesso attraverso la Parola a coloro che celebrano l'Eucaristia. 9. Diffondere la Bibbia. Tutto deve essere fatto per assicurare il maggior numero di lingue per la traduzione e per la diffusione della Bibbia. 10. Come ripristinare i rapporti fra esegeti teologi? 11. Nella formazione dei sacerdoti, ci dovrebbero essere diversi approcci alla Scrittura: Lectio Divina, esegesi. 12. Il Convegno Mondiale della Parola di Dio. 13. dialogo gli Ebrei. Una santa lettura ebraica della Scrittura, attenta alle edizioni critiche e alla datazione dei testi ebraici, potrebbe completare la ricerca del contesto del testo biblico, condotto con un approccio storico-critico. (...) Speriamo che le donne, e specialmente le madri, possano ricevere  una formazione appropriata a tale condizione di "trasmettitore" della Parola.

CIRCOLO MINORE INGLESE A: ARCIVESCOVO MARK COLERIDGE, DI CANBERRA-GOULBURN (AUSTRALIA). "Nel corso della discussione sono emersi temi cruciali che saranno alla base delle Proposizioni. Vorrei elencarli poiché sono stati identificati come necessità: 1). Occorre mettere a punto un piano pastorale ampio e ben strutturato, fondato sulla Parola di Dio e che in tutti i suoi elementi guardi alla Parola di Dio. (...) Occorre offrire ai poveri ciò che rappresenta il loro diritto e il loro bisogni fondamentali - la Parola di Dio (...). E' vitale che la Bibbia venga tradotta nel maggior numero possibile di lingue. Occorre guidare i giovani a scoprire e amare la Parola di Dio affinché possano assumere il proprio ruolo di agenti della missione, soprattutto tra i coetanei. Occorre sottolineare l'essenziale missione evangelizzatrice che i laici hanno assunto in virtù del Battesimo. In particolare occorre richiamare l'attenzione sulla famiglia come Chiesa domestica. 6) Occorre mettere in luce che la vita della Chiesa "è" missione e far sì che il maggior numero possibile di persone si dedichino alla missione, senza spaventarsi se non si sentono perfettamente all'altezza. Occorre una salda formazione permanente alla Parola di Dio di tutti gli operatori della missione, compresi i Vescovi. (...)  Nel nostro primo incontro è stato suggerito che sarebbe stato meglio per i piccoli gruppi incontrarsi a livello continentale piuttosto che linguistico, in quanto avrebbero avuto più argomenti comuni per la discussione".
SE/DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE/...                   VIS 20081017 (540)


IL PAPA ASSISTE A UN DOCUMENTARIO SU GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito alla proiezione del Documentario "Testimonio", ispirato al volume "Una vita con Karol", del Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, e di Gian Franco Svidercoschi.

  La proiezione a cui abbiamo assistito" - ha detto il Papa rivolgendosi a tutti i presenti, molti dei quali polacchi - "ci fa riandare con il pensiero a quella tarda sera del 16 ottobre 1978 di 30 anni fa, rimasta impressa nel cuore di tutti. Come oggi, e quasi alla stessa ora, il nuovo Papa rivolto ai numerosi fedeli accolti in Piazza San Pietro, disse: 'Se mi sbaglio mi corriggerete'".

  "Potremmo dire che il Pontificato di Giovanni Paolo II è racchiuso tra due espressioni. La prima - 'Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura' - fu vibrante, e impressionò e scosse l'opinione pubblica e risuonerà sulle sue labbra molte volte ancora lungo gli anni seguenti; l'altra - 'Lasciatemi andare al Signore ' - il Ppa la pronunciò flebilmente sul letto di morte, al compiersi di un lungo e fruttuoso pellegrinaggio terreno".

  "Rivelando inediti episodi, il film lascia trasparire l'umana semplicità, il coraggio deciso e infine la sofferenza di Papa Wojtyla, affrontata sino alla fine con la tempra del montanaro e la pazienza dell'umile servitore del Vangelo".

  "Questo interessante racconto cinematografico va ad aggiungersi alle moltissime pubblicazioni su questo Pontefice che ha segnato la storia della Chiesa e del mondo nell'ultima parte del secolo XX e all'inizio del terzo millennio. Grazie a questo film, costituito si di materiali documentari che di ricostruzioni narrative di dati storici, lo spettatore che non ha conosciuto Giovanni Paolo II ha modo di intuirne l'animo e la passione evangelica. (...) Il film ci dà modo inoltre di conoscere meglio la patria di Papa Wojtyla, la Polonia, e le sue tradizioni culturali e religiose, ci permette di ripercorrere noti eventi ecclesiali e civili ed episodi sconosciuti ai più. Tutto è raccontato con l'affetto di chi ha condiviso questi eventi da vicino, all'ombra del protagonista".

 Ringraziando il Cardinale Dziwisz, per 39 anni accanto a Papa Karol Wojtyla, il regista e gli altri collaboratori, il Papa ha esteso a tutti i presenti l'invito di Giovanni Paolo II "a non avere paura" e a "rendere con coraggio la nostra testimonianza a Cristo".

  "Testimonianza", diretta dal polacco Pawel Pietra, è stato girato in Vaticano, a Cracovia, Wadowice (paese natale di Wojtyla), Portogallo e Germania. Il primo narratore è lo stesso Cardinale Dziwisz e il secondo, l'attore inglese Michael York.
AC/PELLICOLA GIOVANNI PAOLO II/...                   VIS 20081017 (440)


PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE FRANCISCO ROBLES ORTEGA

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto questa mattina che sabato 25 ottobre, alle ore 18:30, il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo Metropolita di Monterrey (Messico), prenderà possesso del nuovo Titolo di Santa Maria della Presentazione, Via di Torrevecchia, 1104.
OCL/TITOLO/ROBLES ORTEGA                                     VIS 20081017 (60)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Antonio José González Zumárraga, Arcivescovo emerito di Quito (Ecuador), il 13 ottobre 2008, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Pablo Estevan Barrachina, di Orihuela-Alicante (Spagna), il 13 ottobre 2008, all'età di 95 anni.

- Il Vescovo Joan Carrera Planas, Ausiliare di Barcelona (Spagna), il 3 ottobre, all'età di 78.

- Il Vescovo Antonio Iannucci, Arcivescovo emerito di Pescara-Penne (Italia), il 14 ottobre, all'età di 94 anni.

 - Il Vescovo Eduardus Sangsun, S.V.D., di Ruteng (Indonesia), all'età di 65 anni.

- Adam Smigielski, S.D.B., di Sosnowiec, S.D.B., (Pologne), il 7 ottobre, all'età di 74 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 081017 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Consultore della Congregazione della Cause dei Santi il Sacerdote Francesco Asti, Docente presso la Sezione San Tommaso della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, in Napoli.

- Il Vescovo Tennis M. Schnurr, finora Vescovo Duluth (Stati Uniti d'America),  Arcivescovo Coadiutore di Cincinnati (superficie: 22.118; popolazione: 2.964.909; cattolici: 500.000; sacerdoti: 501; religiosi: 1.370; diaconi permanenti: 149), Stati Uniti d'America.
NA:NEC/...SCHNURR:ASTI                                                      VIS 20081017 (80)

giovedì 16 ottobre 2008

PERDURANTE ATTUALITÀ ENCICLICA "FIDES ET RATIO"


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Nel decimo anniversario della pubblicazione della Lettera Enciclica "Fides et ratio", l'Università Lateranense in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze e la Conferenza Mondiale delle Istituzioni Universitarie Cattoliche di Filosofia, ha organizzato un Convengo Internazionale.

I partecipanti al Congresso sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre che, nel suo discorso, ha espresso ammirazione per "la perdurante attualità" dell'Enciclica che "si caratterizza per la sua grande apertura nei confronti della ragione, soprattutto in un periodo in cui ne viene teorizzata la debolezza. Giovanni Paolo II sottolinea invece l'importanza di coniugare fede e ragione nella loro reciproca relazione, pur nel rispetto della sfera di autonomia propria di ciascuna".

"Con questo magistero, la Chiesa si è fatta interprete di un'esigenza emergente nell'attuale contesto culturale. Ha voluto difendere la forza della ragione e la sua capacità di raggiungere la verità, presentando ancora una volta la fede come una peculiare forma di conoscenza, grazie alla quale ci si apre alla verità della Rivelazione (cfr Fides et ratio, 13). Si legge nell'Enciclica che bisogna avere fiducia nelle capacità della ragione umana e non prefiggersi mete troppo modeste".

"Chi potrebbe negare il contributo che i grandi sistemi filosofici hanno recato allo sviluppo dell'autoconsapevolezza dell'uomo e al progresso delle varie culture? Queste, peraltro, diventano feconde quando si aprono alla verità, permettendo a quanti ne partecipano di raggiungere obiettivi che rendono sempre più umano il vivere sociale".

"Non possiamo nasconderci, tuttavia, che si è verificato uno slittamento da un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale. La ricerca si è volta soprattutto all'osservazione della natura nel tentativo di scoprirne i segreti. Il desiderio di conoscere la natura si è poi trasformato nella volontà di riprodurla".

"La conquista scientifica e tecnologica, con cui la 'fides' è sempre più provocata a confrontarsi, ha modificato l'antico concetto di 'ratio'; in qualche modo, ha emarginato la ragione che ricercava la verità ultima delle cose per fare spazio ad una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi della natura".

"La ricerca scientifica ha certamente il suo valore positivo. La scoperta e l'incremento delle scienze matematiche, fisiche, chimiche e di quelle applicate sono frutto della ragione ed esprimono l'intelligenza con la quale l'uomo riesce a penetrare nelle profondità del creato. La fede, da parte sua, non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanità".

"La ragione, peraltro, sente e scopre che, oltre a ciò che ha già raggiunto e conquistato, esiste una verità che non potrà mai scoprire partendo da se stessa, ma solo ricevere come dono gratuito. La verità della Rivelazione non si sovrappone a quella raggiunta dalla ragione; purifica piuttosto la ragione e la innalza, permettendole così di dilatare i propri spazi per inserirsi in un campo di ricerca insondabile come il mistero stesso".

"La passione per la verità ci spinge a rientrare in noi stessi per cogliere nell'uomo interiore il senso profondo della nostra vita. Una vera filosofia dovrà condurre per mano ogni persona e farle scoprire quanto fondamentale sia per la sua stessa dignità conoscere la verità della Rivelazione".
AC/FIDES:RATIO/... VIS 20081016 (540)


DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2008 (VIS). Alle 16:30 di oggi mercoledì, ha avuto inizio - in presenza del Santo Padre e di 236 Padri Sinodali - la Diciassettesima Congregazione Generale nel corso della quale è stata presentata la "Relatio post disceptationem". Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).

  Alle precedenti Congregazioni Generali sono intervenuti 229 Padri Sinodali, 9 Delegati fraterni e 22 Uditori.

  Il Relatore Generale del Sinodo dei Vescovi, Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada),  ha dato lettura in lingua latina della "Relatio post disceptationem", sul tema sinodale: "Verbum Domini in vita et missione Ecclesiae" ("La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa"). Il Porporato ha sintetizzato gli interventi dei Padri Sinodali durante le Congregazioni Generali dei giorni scorsi ed ha offerto alcuni orientamenti per facilitare i lavori dei Circoli Minori e la preparazione delle proposte pastorali da presentare al Santo Padre.

  Il Cardinale Ouellet - si legge in una sintesi in lingua spagnola - ha affermato che la Relazione è elaborata a partire da un quadro generale in dieci capitoli, scelti dal Relatore Generale e sviluppati con l'ausilio del segretario Speciale e degli Esperti. Seguendo la divisione utilizzata nello "Instrumentum laboris", la materia è presentata in tre parti.

  La prima parte ha per titolo "Dio parla e ascolta" e contiene tre punti: 1- Rivelazione, creazione, storia della salvezza; 2- Il Cristo, lo Spirito e la Chiesa; 3-Parola di Dio, liturgia, ascolto.

La prima parte ha per titolo "Dio parla e ascolta" e contiene tre punti: 1- Rivelazione, creazione, storia della salvezza; 2- Il Cristo, lo Spirito e la Chiesa; 3- Parola di Dio, liturgia, ascolto. Il primo punto parte dalla considerazione della riflessione del Santo Padre Benedetto XVI che, commentando il Salmo 18, ha ricordato che la Parola di Dio è salda, è la realtà, è il fondamento stabile e duraturo di ogni cosa. A partire da questo invito a un nuovo realismo fondato sulla Parola di Dio, l'Assemblea sinodale - ha spiegato il Relatore Generale - ha intrapreso una preziosa discussione.

  Il Cardinale ha fatto riferimento agli argomenti: "Rivelazione e il dialogo intratrinitario", al carattere 'dialogico' della Parola, il cui fondamento si trova nel mistero della Trinità e che chiama l'uomo al dialogo; alla "Parola di Dio e la storia della salvezza", la rivelazione come movimento dialogico nel quale Dio si rivolge alla sua creatura e la conduce alla pienezza della salvezza; infine, la storia della salvezza, che si è realizzata nell'incarnazione, la morte e la risurrezione del Verbo e nel dono definitivo dello Spirito Santo.

  Il secondo punto presenta il Cristo, pienezza e compimento della rivelazione trinitaria; il Cristo, unico mediatore, e il dialogo; il mistero della Chiesa, l'azione dello Spirito Santo e l'interpretazione delle Scritture.

  Il terzo punto ricorda la dimensione sacramentale inerente alla Parola di Dio e l'importanza, sottolineata da un gran numero di interventi dei Padri Sinodali, che la relazione esistente tra la Parola di Dio e la liturgia e, in particolare, la liturgia eucaristica, sia rafforzata; la dimensione antropologica della rivelazione di Dio nella sua Parola, per cui l'uomo è un essere chiamato all'ascolto della Parola; la Chiesa, madre e maestra d'ascolto della Parola di Dio; infine la relazione tra Parola e vocazione, la Parola e i poveri, Parola, silenzio e preghiera, Parola e fede, Parola e santità.

  La seconda parte si intitola: "Parola di Dio, Sacra Scrittura, Tradizione" ed è sviluppata in quattro punti: 1- Evento, incontro, interpretazione; 2- Unità, primato, circolarità; 3- Eucaristia, omelia, comunità; 4- Esegesi, teologia, lectio divina.

  Nel primo punto, "Evento, incontro, interpretazione" è presentata la Parola di Dio come evento nella storia. Si ricorda che molti interventi in aula hanno sottolineato il fatto che la Parola di Dio come tale non si identifica semplicemente con la Sacra Scrittura, nonostante i due termini siano sovente ritenuti sinonimi. La dottrina espressa infatti nella 'Dei Verbum' afferma chiaramente che la Parola di Dio ci è trasmessa inseparabilmente nella Parola scritta ispirata (Sacre Scritture) e nella Tradizione viva della Chiesa.

  La sintesi prosegue trattando dell'interpretazione e del legame tra Sacra Scrittura e vita del credente nella Chiesa; la Parola di Dio e le sfide culturali del nostro tempo.

  Nel secondo punto, intitolato "Unità, primato, circolarità", si presentano i temi dell'unità e del primato della Parola di Dio, dell'unità nella relazione tra Scrittura, Tradizione e Magistero espressa dalla 'Dei Verbum'; l'opera dello Spirito Santo nella triplice connessione Scrittura-Tradizione-Magistero.

  Il terzo punto "Eucaristia, omelia, comunità" tratta della relazione tra Scrittura e Eucaristia, con l'interrogativo , emerso nella discussione sinodale, di come favorire, tra i fedeli, una percezione più unitaria di tale rapporto; la dimensione sacramentale della Parola, Parola e dimensione escatologica; la celebrazione della Parola; l'importanza dell'omelia; l'arte come forma analogica di predicazione; infine, la relazione tra Parola di Dio, celebrazione e comunità.

  Il quarto punto, "Esegesi, teologia, lectio divina", tratta del rapporto tra esegesi e teologia e presenta la Lectio Divina come lettura individuale e comunitaria di un brano, ricordando che l'approccio al testo sacro, quando è fatto personalmente dal fedele, non può essere isolato dalla comunione e dal contesto ecclesiale.

  Infine, la terza parte si intitola "Parola di Dio, missione, dialogo" e comprende tre punti: 1- Testimonianza, kerygma, catechesi; 2- Cultura, dialogo, impegno; 3- Comunicazione, proclamazione, traduzioni. In questa parte, al secondo punto "Cultura, dialogo, impegno", la Parola di Dio è presentata come legame ecumenico e fonte di dialogo tra credenti ed Ebrei; la sintesi prosegue presentando la Parola di Dio nell'ambito del dialogo interreligioso, nella relazione con le culture e come chiamata all'impegno.

  Si sottolinea che molti Padri sinodali hanno parlato di inculturazione, e che un intervento in aula ne ha illustrato il fondamento cristologico. L'ultimo punto pone in luce l'urgenza, espressa frequentemente dai Padri Sinodali, di rendere la Bibbia disponibile in tutte le lingue, comprese quelle non scritte; tratta delle nuove possibilità di trasmissione delle Sacre Scritture attraverso i moderni mezzi di comunicazione; sottolinea la proposta, avanzata da più Padri sinodali, di creare un ministero specifico o di valorizzare il lettorato nella Chiesa.

  Nelle Conclusioni, il Relatore Generale ha infine ricordato come tutti i Padri sinodali avvertano l'urgenza dell'annuncio del Vangelo e come le nuove possibilità di comunicazione invitino a prendere iniziative originali per far conoscere e amare Cristo e le Scritture, per favorire l'unità dei Cristiani e contribuire alla giustizia e alla pace nel mondo.
SE/RELATIO POST DISCEPTATIONES/OUELLET             VIS 20081016 (1070)


SESSIONI DI LAVORO DEI CIRCOLI MINORI

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo la Seconda Sessione di lavoro dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici, per la stesura e l'approvazione dei progetti di testi per le Proposizioni sul tema dell'Assemblea Generale.

  Nel pomeriggio di oggi, fra le 16:30 e le 19:00, si terrà la Terza Sessione dei Circoli Minori.

  Di seguito riportiamo estratti degli interventi "In scriptis" dei Padre Sinodali, non pronunciati in Aula.

PADRE ADOLFO NICOLÁS, S.I., Preposito Generale della Compagnia di  Gesù (Spagna). "Sono convinto che la Parola di Dio possa rivendicare una grande funzione 'terapeutica" nella vita della comunità cristiana. Ogni volta che entriamo nel mondo della Bibbia, siamo esposti a un mondo nuovo: il mondo di Dio, l'azione di Dio, l'insegnamento di Dio al suo Popolo. L'incontro, se reale, può essere sconvolgente, sorprendente, illuminante, rasserenante o consolante. Può anche essere frainteso e andare perduto. (...) I pastori e i ministro della Parola hanno bisogno di una formazione alla buona 'diagnosis', a una saggia applicazione dei modi di lettura, a una preghiera e interiorizzazione più profonde della Parola di Dio e a un accompagnamento significativo che aiuti il fedele a discernere l'azione dello Spirito Santo in e attraverso la lettura della Bibbia. (...) Sembra indispensabile che questa formazione venga inclusa nella preparazione al ministero pastorale e nei programmi di formazione permanente per tutti i sacerdoti. Inoltre tutte le parrocchie e/o diocesi dovrebbero avere accesso a centri o a persone preparate che possano offrire questo servizio".

CARDINALE VARKEY VITHAYATHIL, C.SS.R., ARCIVESCOVO MAGGIORE DI ERNAKULAM-ANGAMALY DEI SIRO-MALABARESI, PRESIDENTE DEL SINODO DELLA CHIESA SIRO-MALABARESE (INDIA). "Nonostante il diritto di ogni Chiesa particolare di predicare il Vangelo ovunque nel mondo sotto la guida del romano Pontefice, e sebbene il Concilio Vaticano II e i due codici di diritto canonico  riconoscano il diritto di tutti i fedeli delle Chiese orientali di ricevere le cure pastorali dai propri Vescovi e dai propri sacerdoti, a quarantatre anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, alla Chiesa siro-malabarese ancora non vengono affidati nuovi territori di missione in India, Africa, ecc., né le viene data la libertà di esercitare il suo diritto ad offrire cure pastorali attraverso i suoi Vescovi e i suoi sacerdoti alle centinaia di miglia di migranti in India, nei paesi del Golfo, in Europa e altrove. (...) La Chiesa non deve solo predicare la Parola di giustizia ai fedeli, ma essi dovrebbero ricevere un aiuto pastorale per viverla. Questo vale ancor più quando non viene fatta giustizia, perché la pace è frutto della giustizia. La giustizia è stata negata per molti secoli. E' giunto il momento che il sinodo rifletta su questa situazione ingiusta in seno alla Chiesa e proponga soluzioni durature".
SE/CIRCOLI MINORI/...                               VIS 20081016 (460)


ECUADOR: LAICATO MATURO ILLUMINI SOCIETÀ LUCE DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Vescovi della Conferenza Episcopale dell'Ecuador a conclusione della quinquennale "Visita ad Limina Apostolorum".

  "Constato con soddisfazione" - ha detto il Santo Padre - "che una delle iniziative pastorali che ritengo più urgenti per la Chiesa in Ecuador è la realizzazione della 'grande missione' convocata dall'Episcopato Latinoamericano ad Aparecida. (...) L'appello che il Signore Gesù lanciò ai suoi discepoli, inviandoli a predicare il suo messaggio di salvezza, di rendere discepoli tutti i popoli, deve essere per tutta la comunità ecclesiale motivo di costante meditazione e la ragion d'essere di tutta l'azione pastorale".

  "Per far fronte alle numerose sfide della vostra missione, e in un ambiente culturale e sociale che sembra dimenticare le radici spirituali più profonde della sua identità (...) è necessario compiere un generoso sforzo di diffusione della Parola di Dio, in modo che nessuno rimanga privo di questo imprescindibile alimento spirituale, fonte di vita e di luce.".

  Il Papa ha ricordato che la missione di diffusione della parola "in modo particolare è compito dei sacerdoti" e, di fronte allo scarso numero di sacerdoti in molte aree dell'Ecuador, i Presuli devono "impegnarsi risolutamente nel coinvolgere tutti i gruppi, movimenti e persone" delle Diocesi "in una ampia e generosa pastorale vocazionale". "Tale impegno" - ha ribadito il  Papa - "deve comportare la massima attenzione alla selezione e preparazione intellettuale, umana e spirituale dei seminaristi. In tal modo (...) potranno essere assunte con gioia e senso di responsabilità le esigenze del futuro ministero".

  "In tale importante fase della storia della Chiesa in Ecuador è necessario poter contare su di un laicato maturo e impegnato, che, dotato di solida formazione dottrinale e di una profonda vita interiore, viva la sua vocazione specifica" Bisogna "Illuminare con la luce di Cristo tutta la realtà umana, sociale, cultural e politica" - ha Papa Benedetto XVI ringraziando i Presuli che si adoperano per "richiamare l'attenzione della società su quei valori che rendono la vita umana più giusta e solidale".

  "Sebbene l'attività della Chiesa non può essere confusa con il potere politico" - ha aggiunto il Pontefice - "essa ha da offrire all'insieme della comunità umana il suo contributo mediante la riflessione e i giudizi morali, inclusi quelli sulle questioni politiche che riguardano in particolare la dignità della persona".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esortando i Vescovi a prestare speciale attenzione all'azione caritativa delle Chiese "nelle quali si rende presente l'amore misericordioso di Cristo, soprattutto alle persone in difficoltà, agli anziani, i bambini, i migranti, le donne abbandonate e maltrattate".
AL/.../ECUADOR                                           VIS 20081016 (440)


SICUREZZA ALIMENTARE: CAMBIAMENTI CLIMATICI E BIOENERGIE


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), Jacques Diouf, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che si celebra ogni anno il 16 ottobre.

  Commentando il tema della Giornata di quest'anno: "La sicurezza alimentare mondiale: le sfide dei cambiamenti climatici e delle bioenergie" , il Santo Padre scrive che esso: "permette di riflettere su ciò che è stato realizzato nella lotta contro la fame e sugli ostacoli che la F.A.O. affronta di fronte alle nuove sfide che minacciano la vita della famiglia umana".

  Benedetto XVI sottolinea che "occorre soprattutto impegnarsi per eliminare le ragioni che impediscono un autentico rispetto della dignità della persona. I mezzi e le risorse delle quali il mondo attuale dispone, rende possibile fornire la autosufficienza alimentare e soddisfare i crescenti bisogni di tutti".

  "L'assenza di una corretta gestione delle risorse alimentari causata dalla corruzione nella vita pubblica o dall'aumento degli investimenti in armi e in tecnologie militari sofisticate, a scapito delle necessità primarie delle persone hanno grande importanza".

  Il Papa sottolinea che "una campagna efficace contro la fame esige molto più che un semplice studio scientifico per far fronte ai cambiamenti climatici o per destinare in primo luogo la produzione agricola all'uso alimentare. E' necessario, soprattutto, riscoprire il senso della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria".

  "Tale contesto" - ha continuato il Santo Padre - "risponde alla necessità di costruire relazioni fra i popoli fondate su di una disponibilità autentica e costante, di rendere ogni paese capace di soddisfare le necessità delle persone nel bisogno, ma anche di trasmettere il concetto di relazione fondato sullo scambio di conoscenze reciproche, di valori, di rapida assistenza e di rispetto".

  Benedetto XVI ha rilevato l'importanza di "promuovere una effettiva giustizia sociale nei rapporti fra i popoli, che esige che ciascuno sia consapevole che i beni della creazione sono destinati a tutti e che nella comunità mondiale la vita economica deve essere orientata alla condivisione di tali beni, all'uso duraturo ed alla giusta ripartizione dei vantaggi che ne derivano".

  "Condizione essenziale per aumentare il livello della produzione, per garantire l'identità delle comunità indigene" - conclude il Pontefice - "e anche la pace e la sicurezza nel mondo, è garantire l'accesso alla terra, favorendo anche i lavoratori agricoli e promuovendo i loro diritti".
MESS/GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE/FAO        VIS 20081016 (410)


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