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domenica 14 settembre 2008

A LOURDES SI SPERIMENTA PROSSIMITÀ TRA CIELO E TERRA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2008 (VIS). Alle 16:00, preso congedo dalla Nunziatura Apostolica di Parigi, il Papa ha raggiunto l'aeroporto di Paris-Orly per salire a bordo dell'aero diretto a Tarbes da dove, in elicottero, ha raggiunto Lourdes.

    A bordo, dell'autovettura panoramica, il Papa ha compiuto le prime due tappe del "Cammino del Giubileo", percorso che il pellegrino è invitato a compiere a Lourdes in occasione del 150° anniversario delle Apparizioni della Vergine.  Ad ogni tappa del Cammino, il Papa ha pronunciato la preghiera prevista dal Giubileo.

  Il Cammino del Giubileo comprende quattro luoghi legati alla vita di Bernadette: Il Fonte battesimale dove è stata battezzata; il "Cachot" dove è vissuta con la famiglia; La Grotta, luogo delle Apparizioni della Madonna, cuore del Santuario Mariano e L'Ospizio (Cappella) dove ha ricevuto la Prima Comunione. Il Papa ha visitato la Grotta delle Apparizioni e alla Sorgente, un bambino gli ha offerto un bicchiere d'acqua della fonte, quindi Benedetto XVI ha acceso un cero posto sul grande candelabro e si è raccolto in silenzio prima di leggere la preghiera della III tappa del Giubileo. Infine è ha fatto ritorno all'Ermitage St. Joseph per la cena in privato.

  Alle 21:15 Papa Benedetto ha raggiunto il Complesso dei Santuari e, entrato dalla Porta della Cripta, si è diretto alla terrazza interiore della Basilica per seguire la processione "aux flambeaux" (con le torce) che partita dalla Grotta delle Apparizioni, si è conclusa davanti alla Basilica.

  "Centocinquant'anni fa, l'11 febbraio 1858" - ha ricordato il Papa all'inizio del suo discorso - "in questo luogo detto La grotta di Massabielle, fuori dell'abitato, una semplice ragazzina di Lourdes, Bernadette Soubirous, vide una luce e, dentro questa luce, una giovane Signora 'bella, bella, più di tutto' (...). E' in questa conversazione, in questo dialogo tutto pervaso di delicatezza, che la Signora la incarica di trasmettere certi messaggi molto semplici sulla preghiera, la penitenza e la conversione".

  "Lourdes" - ha detto il Pontefice - "è uno di quei luoghi che Dio ha scelto per farvi risplendere un raggio particolare della sua bellezza; da ciò l'importanza che acquista qui il simbolo della luce. (...) Davanti alla grotta, notte e giorno, tanto d'estate quanto d'inverno, brilla un roveto ardente incendiato dalle preghiere dei pellegrini e dei malati, che esprimono le loro preoccupazioni e i loro bisogni, ma soprattutto la loro fede e la loro speranza".

  "Venendo in pellegrinaggio qui, a Lourdes, noi vogliamo entrare, sulle orme di Bernadette, in quella straordinaria prossimità tra il cielo e la terra che non si è mai smentita e che non cessa di consolidarsi. Durante le apparizioni è da rilevare che Bernadette recita la corona sotto gli occhi di Maria, che si unisce a lei al momento della dossologia. Questo fatto conferma il carattere profondamente teocentrico della preghiera del Rosario. Quando recitiamo la corona, Maria ci offre il suo cuore e il suo sguardo per contemplare la vita del Figlio suo, Cristo Gesù".

  "Il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II" - ha ricordato Benedetto XVI - "venne due volte qui, a Lourdes" e "anch'egli incoraggiò vivamente la preghiera della corona; lo fece, tra l'altro, in un modo del tutto singolare, arricchendo il Rosario con la meditazione dei Misteri della Luce".

  "La processione 'aux flambeaux' traduce ai nostri occhi di carne il mistero della preghiera: nella comunione della Chiesa, che unisce eletti del cielo e pellegrini della terra, la luce zampilla dal dialogo tra l'uomo e il suo Signore e una strada luminosa si apre nella storia degli uomini, compresi anche i momenti più bui".

  "Questa processione" - ha sottolineato il Pontefice - "è un momento di grande gioia ecclesiale, ma anche un tempo di riflessione austera: le intenzioni che portiamo con noi sottolineano la nostra profonda comunione con tutti gli esseri che soffrono. Pensiamo alle vittime innocenti che subiscono la violenza, la guerra, il terrorismo, la carestia, o che portano le conseguenze delle ingiustizie, dei flagelli e delle calamità, dell'odio e dell'oppressione, degli attentati alla loro dignità umana e ai loro diritti fondamentali, alla loro libertà d'azione e di pensiero. Pensiamo anche a coloro che vivono problemi familiari o che soffrono in conseguenza della disoccupazione, della malattia, dell'infermità, della solitudine, della loro situazione di immigrati. Non voglio inoltre dimenticare coloro che patiscono a causa del nome di Cristo e che muoiono per Lui".

  "Maria ci insegna a pregare, a fare della nostra preghiera un atto d'amore per Dio e di carità fraterna. Pregando con Maria, il nostro cuore accoglie coloro che soffrono. (...) Lourdes è un luogo di luce, perché è un luogo di comunione, di speranza e di conversione". Al contrario, ha ribadito il Papa, "Il peccato ci rende ciechi, ci impedisce di proporci come guide per i nostri fratelli, e ci spinge a diffidare di loro e a non lasciarci guidare. Abbiamo bisogno di essere illuminati e ripetiamo la supplica del cieco Bartimeo: "Maestro,  fa' che io veda!" (Mc 10,51)".

  "In questo santuario di Lourdes, verso il quale i cristiani del mondo intero rivolgono lo sguardo da quando la Vergine Maria vi ha fatto brillare la speranza e l'amore, donando ai malati, ai poveri e ai piccoli il primo posto, siamo invitati a scoprire la semplicità della nostra vocazione: in realtà, basta amare".

  "Le apparizioni erano circonfuse di luce e Dio ha voluto accendere nello sguardo di Bernardetta una fiamma che ha convertito innumerevoli cuori. Quante persone vengono qui per vedere, sperando forse segretamente di ricevere qualche miracolo; poi, sulla via del ritorno, avendo fatto un'esperienza spirituale di vita autenticamente ecclesiale, cambiano il loro sguardo su Dio, sugli altri e su se medesimi. Una piccola fiamma chiamata speranza, compassione, tenerezza le abita. L'incontro discreto con Bernardetta e con la Vergine Maria" - ha concluso il Pontefice - "può cambiare una vita, perché esse sono presenti, in questo luogo di Massabielle, per condurci a Cristo, il quale è la nostra vita, la nostra forza, la nostra luce".
PV-FRANCIA/PROCESSIONE FLAMBEAUX/LOURDES        VIS 20080914 (980)


sabato 13 settembre 2008

"FUGGITE IL CULTO DEGLI IDOLI, NON SMETTETE DI FARE IL BENE!".


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2008 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, alla "Esplanade des Invalides", imponente complesso monumentale formato dallo "Hôtel des Invalides", dal Museo dell'Esercito e dalla Chiesa di Saint-Louis des Invalides e dall'annessa "Église du Dôme, che accoglie dal 1840 le ceneri di Napoleone, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa.

  "La prima Lettera di San Paolo, indirizzata ai Corinzi" - ha detto il Papa nell'omelia, davanti a più di 200.000 persone - "ci fa scoprire, in quest'anno paolino, aperto il 28 giugno scorso, quanto i consigli dati dall'Apostolo restino attuali. 'Fuggite l'idolatria' (1 Cor 10, 14), scrive ad una comunità molto segnata dal paganesimo e divisa tra l'adesione alla novità del Vangelo e l'osservanza delle antiche pratiche ereditate dagli avi".

  "A parte il popolo d'Israele che aveva ricevuto la rivelazione del Dio unico"  - ha spiegato il Pontefice - "il mondo antico era asservito al culto degli idoli. Molto presenti a Corinto, gli errori del paganesimo dovevano essere denunciati, perché costituivano una potente alienazione e distoglievano l'uomo dal suo vero destino. Essi gli impedivano di riconoscere che Cristo è il solo Salvatore, il solo che indica all'uomo la strada verso Dio".

  "Questo invito a fuggire gli idoli resta valido anche oggi. (...) La parola 'idolo' deriva dal greco e significa 'immagine', "figura", "rappresentazione", ma anche "spettro", "fantasma", "vana apparenza". L'idolo è un inganno, perché distoglie dalla realtà chi lo serve per confinarlo nel regno dell'apparenza".

  "Ora, non è questa una tentazione propria della nostra epoca" - ha sottolineato il Pontefice - "che è la sola sulla quale noi possiamo agire efficacemente? Tentazione d'idolatrare un passato che non esiste più, dimenticandone le carenze;  tentazione d'idolatrare un futuro che non esiste ancora, credendo che l'uomo, con le sole sue forze, possa realizzare la felicità eterna sulla terra! (...) Il denaro, la sete dell'avere, del potere e persino del sapere non hanno forse distolto l'uomo dal suo Fine vero?".

  "Questa condanna radicale dell'idolatria" - ha affermato ancora il Papa citando San Giovanni Crisostomo di cui oggi si celebra la memoria liturgica - "non è in alcun caso una condanna della persona dell'idolatra. Mai, nei nostri giudizi, dobbiamo confondere il peccato, che è inaccettabile, e il peccatore del quale non possiamo giudicare lo stato di coscienza e che, in ogni caso, è sempre suscettibile di conversione e di perdono".

  "Mai Dio domanda all'uomo di fare sacrificio della sua ragione!" - ha esclamato il Pontefice - "Mai la ragione entra in contraddizione reale con la fede! L'unico Dio - Padre, Figlio e Spirito Santo - ha creato la nostra ragione e ci dona la fede, proponendo alla nostra libertà di riceverla come un dono prezioso. È il culto degli idoli che distoglie l'uomo da questa prospettiva, e la ragione stessa può forgiarsi degli idoli".

  "Domandiamo, dunque, a Dio che ci vede e ci ascolta di aiutarci a purificarci da tutti gli idoli, per accedere alla verità del nostro essere, per accedere alla verità del suo Essere infinito!".

  "San Paolo ci domanda di fare uso non solamente della nostra ragione, ma soprattutto della nostra fede per scoprirlo. Ora, che cosa ci dice la fede? Il pane che noi spezziamo è comunione al Corpo di Cristo; il calice di ringraziamento che noi benediciamo è comunione al Sangue di Cristo".

  "Milioni di volte da venti secoli, nella più umile delle cappelle come nella più grandiosa delle basiliche o delle cattedrali, il Signore risorto si è donato al suo popolo, divenendo così, secondo la formula di sant'Agostino, "più intimo a noi che noi medesimi" (cfr Confess.  III, 6.11)".

  "Fratelli e sorelle, circondiamo della più grande venerazione il sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, il Santissimo Sacramento della presenza reale del Signore alla sua Chiesa e all'intera umanità".

  "La Messa è il sacrificio d'azione di grazie per eccellenza, quello che ci permette d'unire la nostra azione di grazie a quella del Salvatore, il Figlio eterno del Padre. (...) La Messa ci invita a discernere ciò che, in noi, obbedisce allo Spirito di Dio e ciò che, in noi, resta in ascolto dello spirito del male".

  "Alzare il calice della salvezza ed invocare il nome del Signore non è forse precisamente il mezzo migliore di 'fuggire gli idoli', come ci chiede san Paolo? Ogni volta che una Messa è celebrata, ogni volta che il Cristo si rende sacramentalmente presente nella sua Chiesa, è l'opera della nostra salvezza che si compie (...). Lui solo ci insegna a fuggire gli idoli, miraggi del pensiero".

  "Ora, cari fratelli e sorelle, chi può elevare il calice della salvezza ed invocare il nome del Signore per conto dell'intero popolo di Dio, se non il sacerdote ordinato per questo scopo dal Vescovo? (...) Permettetemi di lanciare un appello pieno di fiducia nella fede e nella generosità dei giovani, che si pongono la domanda sulla vocazione religiosa o sacerdotale: Non abbiate paura! Non abbiate paura di donare la vostra vita a Cristo! Niente rimpiazzerà mai il ministero dei sacerdoti nella vita della Chiesa".

  "La speranza resterà sempre la più forte! La Chiesa, costruita sulla roccia di Cristo, possiede le promesse della vita eterna non perché i suoi membri siano più santi degli altri uomini, ma perché Cristo ha fatto questa promessa a Pietro: 'Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa'(Mt 16, 18)".

  "In questa speranza indefettibile nella presenza eterna di Dio in ciascuna delle nostre anime, in questa gioia di sapere che Cristo è con noi fino alla fine dei tempi, in questa forza che lo Spirito Santo dona a tutti gli uomini e a tutte le donne che accettano di lasciarsi afferrare da Lui" - ha concluso il Pontefice - "io vi affido, (...) all'azione potente e misericordiosa del Dio d'amore che è morto per noi sulla Croce e risorto vittoriosamente al mattino di Pasqua. A tutti gli uomini di buona volontà che mi ascoltano, io ridico con san Paolo: Fuggite il culto degli idoli, non smettete di fare il bene!".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica il Santo Padre si è diretto alla Nunziatura Apostolica per il pranzo con i Vescovi della "Île de France".
PV-FRANCIA/OMELIA/INVALIDES:PARIS                 VIS 20080913 (1030)


VISITA DI BENEDETTO XVI ALL' "INSTITUT DE FRANCE"


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, il Santo Padre ha raggiunto lo "Institut de France", istituzione fondata nel 1795, comprendente cinque Accademie: la "Académie Française"; la "Académie des inscriptions et belles lettres"; la Académie des sciences; la "Académie des beaux-arts e la "Académie des sciences morales set politiques".

  La prestigiosa istituzione riunisce eminenti rappresentanti di tutti gli ambiti dello scibile umano. Nel 1992, l'allora Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, successe come Membro Associato dell'Accademia, al Premio Nobel per la pace russo Andreï Sakharov, deceduto nel 1989.

  Al suo arrivo Papa Benedetto XVI è stato accolto dal Cancelliere dello "Institut de France", Signor Gabriel de Broglie e dal Segretario Perpetuo della "Académie Française, Signora Hélène Carrère d'Encausse, ed è stato introdotto nella Sala della "Coupole" dove erano riuniti i componenti della cinque Accademie. Dopo lo svelamento di un'iscrizione commemorativa della Visita Papale, Bendetto XVI ha pronunciato alcune parole.

  "È per me un grande onore" - ha affermato il Papa - "essere ricevuto stamane sotto la Cupola. Vi ringrazio per le espressioni piene di gentilezza con cui mi avete accolto e  per la medaglia che avete voluto offrirmi. Non potevo venire a Parigi senza salutarvi personalmente. È un piacere per me profittare di questa felice occasione per sottolineare i vincoli profondi che mi legano alla cultura francese, per la quale provo una grande ammirazione".

  "Rabelais, al tempo suo, affermava molto giustamente: 'Scienza senza coscienza non è che rovina dell'anima!' (Pantagruel, 8). E' stato senza dubbio per contribuire ad evitare il rischio di una simile dicotomia che, alla fine di gennaio, per la prima volta in tre secoli e mezzo, due Accademie dell'Istituto, due Accademie Pontificie e l'Institut Catholique di Parigi hanno organizzato un Colloquio inter-accademico su l'identità mutevole dell'individuo. Il Colloquio ha illustrato l'interesse che presentano larghe ricerche pluridisciplinari. Questa iniziativa potrebbe proseguire al fine di esplorare insieme gli innumerevoli sentieri delle scienze umane e sperimentali".

  Al termine dell'incontro, il Papa si è diretto in autovettura panoramica alla "Esplanade des Invalides" per la Celebrazione dell'Eucaristia.
PV-FRANCIA/INSTITUT DE FRANCE/PARIS                   VIS 20080913 (350)


IL PAPA AI GIOVANI: "LA CHIESA CONTA SU DI VOI"


CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Al termine dei Vespri, il Papa ha salutato i giovani che hanno partecipato alla Veglia di Preghiera in preparazione alla Celebrazione Eucaristica in programma domani alla "Esplanade des Invalides".

  Benedetto XVI ha ricordato che la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a Sydney "ha fatto riscoprire a molti giovani l'importanza dello Spirito Santo nella vita del cristiano. Lo Spirito ci mette intimamente in rapporto con Dio, presso il quale si trova la sorgente d'ogni ricchezza umana autentica".

  "Tutti voi cercate di amare e di essere amati!" - ha esclamato il Pontefice - "È verso Dio che voi dovete volgervi per imparare ad amare e per avere la forza di amare".

  "Vi incoraggio" - ha detto ancora il Papa - "a meditare la grandezza del Sacramento della Confermazione (...) che vi introduce in una vita di fede adulta. È urgente comprendere sempre meglio questo sacramento per verificare la qualità e la profondità della vostra fede e per rafforzarla. Lo Spirito Santo vi fa avvicinare al Mistero di Dio e vi fa comprendere chi è Dio. Egli vi invita a vedere nel vostro prossimo il fratello che Dio vi ha donato per vivere in comunione con lui, umanamente e spiritualmente, per vivere nella Chiesa dunque. Nel rivelarvi chi è il Cristo morto e risuscitato per noi, Egli vi spinge a testimoniare".

  "È urgente parlare di Cristo attorno a voi, alle vostre famiglie e ai vostri amici, nei vostri luoghi di studio, di lavoro o di divertimento. Non abbiate paura! Abbiate 'il coraggio di vivere il Vangelo e l'audacia di proclamarlo'. (...) Portate la Buona Novella ai giovani della vostra età e anche agli altri. Essi conoscono le turbolenze degli affetti, la preoccupazione e l'incertezza di fronte al lavoro ed agli studi. Affrontano sofferenze e fanno l'esperienza di gioie uniche. Rendete testimonianza di Dio, perché, in quanto giovani, voi fate pienamente parte della comunità cattolica in virtù del vostro battesimo e in ragione della comune professione di fede (cfr. Ef  4, 5). La Chiesa conta su di voi, ci tengo a dirvelo!".

  "In questo anno dedicato a san Paolo" - ha proseguito il Pontefice - "vorrei affidarvi un secondo tesoro, che era al centro della vita di questo Apostolo affascinante: si tratta del mistero della Croce".

  "Molti di voi" - ha detto il Papa - "portano al collo una catena con una croce. Anch'io ne porto una, come tutti i Vescovi del resto. Non è un ornamento, né un gioiello. È il simbolo prezioso della nostra fede, il segno visibile e materiale del legame con Cristo".

  "Per i cristiani la Croce è simbolo della sapienza di Dio e del suo amore infinito rivelatosi nel dono salvifico di Cristo morto e risorto per la vita del mondo, per la vita di ciascuno e di ciascuna di voi in particolare".

  "Possa questa scoperta sconvolgente invitarvi a rispettare e a venerare la Croce! Essa è non soltanto il segno della vostra vita in Dio e della vostra salvezza, ma è anche - voi lo comprendete - la testimone muta dei dolori degli uomini e, allo stesso tempo l'espressione unica e preziosa di tutte le loro speranze".

  "Cari giovani, io so che venerare la Croce attira a volte la derisione e anche la persecuzione. La Croce mette in questione in qualche modo la sicurezza umana, ma rende sicura, anche e soprattutto, la grazia di Dio e conferma la nostra salvezza. Questa sera, io vi affido la Croce di Cristo. (...) Paolo aveva capito la parola di Gesù - apparentemente paradossale - secondo cui solo donando ("perdendo") la propria vita la si può trovare (cfr Mc 8,35; Gv 12,24) e ne aveva concluso che la Croce esprime la legge fondamentale dell'amore, la formula perfetta della vera vita".

   Prendendo congedo dai giovani, il Papa si è trasferito alla Nunziatura Apostolica e, dopo cena, si è affacciato al balcone per un breve saluto ai fedeli radunati davanti all'edificio che ospita il Papa nel suo soggiorno parigino.

  "La vostra accoglienza così calorosa commuove il Papa!" - ha detto Benedetto XVI - "Grazie di aver voluto attendermi qui malgrado l'ora tarda e in modo così entusiastico e incoraggiante!". 

  "Sono felice di unirmi domani alla folla dei pellegrini di Lourdes per celebrare il Giubileo delle Apparizioni della Vergine. I cattolici in Francia hanno più che mai bisogno di rinnovare la loro fiducia in Maria, riconoscendo in Lei il modello del loro impegno a servizio del Vangelo. (...) Conto su di voi e sulle vostre preghiere, perché questo viaggio porti frutti. Che la Vergine Maria vi protegga!".
PV-FRANCIA/GIOVANI/PARIGI                                           VIS 20080913 (770)


VESPRI CON SACERDOTI, RELIGIOSI, SEMINARISTI E DIACONI


CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Questa sera alle 19:15, nella Cattedrale di Notre-Dame, il Papa ha presieduto la Celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi. Alla Celebrazione hanno assistito anche alcuni rappresentanti di altre Chiese e Confessioni cristiane.

  Commentando nell'omelia il Salmo 126,1, "Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori", il Papa ha affermato:  "Chi altri è questo Signore, se non il Signore nostro Gesù Cristo? È Lui che ha fondato la Chiesa, che l'ha costruita sulla roccia, sulla fede dell'apostolo Pietro. (...) Agostino si pone la domanda su quali siano questi lavoratori; e lui stesso si dà la risposta: 'Coloro che nella Chiesa predicano la Parola di Dio, tutti i ministri dei divini Sacramenti. Tutti corriamo, tutti lavoriamo, tutti edifichiamo'; ma è Dio soltanto che, in noi, 'edifica, che esorta e incute timore, che apre l'intelletto e volge alla fede il vostro sentire'".

  "Quale meraviglia" - ha esclamato il Pontefice - "riveste la nostra azione al servizio della Parola divina! Siamo gli strumenti dello Spirito; Dio ha l'umiltà di passare attraverso di noi per diffondere la sua Parola. Diveniamo la sua voce, dopo aver teso l'orecchio verso la sua bocca. Poniamo la sua Parola sulle nostre labbra per darla al mondo. L'offerta della nostra preghiera è da Lui gradita e serve a Lui per comunicarsi a quanti incontriamo".

  "Le nostre liturgie della terra" - ha sottolineato il Pontefice - "interamente volte a celebrare questo atto unico della storia, non giungeranno mai ad esprimerne totalmente l'infinita densità. La bellezza dei riti non sarà certamente mai abbastanza ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza infinita. Le nostre liturgie terrene non potranno essere che un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella Gerusalemme del cielo, punto d'arrivo del nostro pellegrinaggio sulla terra. Possano tuttavia le nostre celebrazioni avvicinarsi ad essa il più possibile e farla pregustare!"

  "Sin d'ora" - ha proseguito il Pontefice - "la Parola di Dio ci è donata per essere l'anima del nostro apostolato, l'anima della nostra vita di sacerdoti. (...) Lungo l'intero arco della giornata, la Parola di Dio diviene materia della preghiera di tutta la Chiesa, la quale vuol così testimoniare la propria fedeltà a Cristo".

  Il Santo Padre ha esortato i sacerdoti con queste parole: "Non abbiate paura di consacrare una parte considerevole del vostro tempo alla lettura, alla meditazione della Scrittura e alla preghiera dell'Ufficio Divino! Quasi a vostra insaputa la Parola letta e meditata nella Chiesa agisce in voi e vi trasforma".

  Rivolgendosi poi ai seminaristi, Benedetto XVI ha detto: "Voi siete destinati a diventare depositari di questa Parola efficace, che compie ciò che dice. Trattenete sempre in voi il gusto della Parola di Dio! Imparate, grazie ad essa, ad amare tutti coloro che si troveranno lungo la vostra strada. Nessuno è di troppo nella Chiesa, nessuno! Tutti possono e devono trovarvi il proprio posto".

  "E voi, cari diaconi" - ha detto ancora il Papa, (...) senza cercare di prendere il posto dei sacerdoti, ma aiutandoli con amicizia ed efficienza, sappiate essere testimoni vivi della infinita potenza della Parola divina!"

  Ai religiosi, alle religiose e a tutte le persone consacrate il Papa ha ricordato che: "La vostra unica ricchezza - la sola, a dire il vero, che supererà i secoli e il velo della morte - è proprio la Parola del Signore. (...) La vostra obbedienza è, etimologicamente, un ascolto, dato che la parola 'obbedire' viene dal latino ob-audire, che significa tendere l'orecchio verso qualcosa o qualcuno. Obbedendo, voi volgete l'anima verso Colui che è la Via, la Verità e la Vita (cfr Gv 14,6). (...) La purezza della Parola di Dio è il modello della vostra stessa castità;  ne garantisce la fecondità spirituale".

  Infine il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai rappresentanti delle Chiese cristiane e delle Comunità ecclesiali "venuti a pregare fraternamente i Vespri con noi in questa cattedrale".

  "La potenza della Parola di Dio è tale che possiamo tutti essere affidati ad essa (...) È il senso di questa unità della Parola di Dio, segno, pegno e garanzia dell'unità della Chiesa, che chiedo ardentemente al Signore" - ha concluso il Pontefice - "di far crescere in noi: non vi è amore nella Chiesa senza amore alla Parola, non vi è Chiesa senza unità attorno a Cristo Redentore, non vi sono frutti di redenzione senza amore a Dio e al prossimo, secondo i due comandamenti che riassumono tutta la Sacra Scrittura!".
PV-FRANCIA/VESPRI/PARIGI                           VIS 20080913 (760)


RICERCA DI DIO E RADICI CULTURA EUROPEA


CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Questa pomeriggio alle 17:30, il Santo Padre Benedetto XVI è stato accolto dagli esponenti del mondo della cultura presso il "College des Bernardins".

  L'istituzione fondata nel 1247 da Etienne de Lexington, abate cistercense di Clairvaux, diventa un centro di formazione teologica per i monaci cistercensi. Confiscato durante la Rivoluzione, l'edificio fu venduto e dopo diverse peripezie nel corso dei secoli, fu infine acquistato dall'Arcidiocesi di Parigi. Dopo lavori di restauro durati cinque anni, l'edificio, autentico gioiello dell'architettura medioevale è stato riaperto al pubblico il 4 settembre scorso ed ospita  di eventi artistici, incontri e dibattiti.

  Il Papa ha dedicato il suo discorso alle origini della teologia occidentale ed alle radici della cultura europea.

  "Nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi" - ha detto Benedetto XVI - "i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata passo passo una nuova cultura".

  "Innanzitutto e per prima cosa si deve dire, con molto realismo, che non era loro intenzione di creare una cultura e nemmeno di conservare una cultura del passato" - ha spiegato il Pontefice - "Il loro obiettivo era: 'quaerere Deum', cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre (...). Dietro le cose provvisorie cercavano il definitivo".

  "Quaerere Deum: poiché erano cristiani, questa non era una spedizione in un deserto senza strade, una ricerca verso il buio assoluto. Dio stesso aveva piantato delle segnalazioni di percorso, anzi, aveva spianato una via, e il compito consisteva nel trovarla e seguirla. (...) La ricerca di Dio richiede quindi per intrinseca esigenza una cultura della parola (...): nel monachesimo occidentale, escatologia e grammatica sono interiormente connesse l'una con l'altra (...). Proprio a causa della ricerca di Dio, diventano importanti le scienze profane che ci indicano le vie verso la lingua".

  "Poiché la ricerca di Dio esigeva la cultura della parola, fa parte del monastero la biblioteca che indica la via verso la parola. Per lo stesso motivo ne fa parte anche la scuola, nella quale le vie vengono aperte concretamente. (...) La Parola che apre la via della ricerca di Dio ed è essa stessa questa via, é una Parola che riguarda la comunità. (...) La Parola non conduce a una via solo individuale di un'immersione mistica, ma introduce nella comunione con quanti camminano nella fede".

  "Come nella scuola rabbinica, così anche tra i monaci il leggere stesso compiuto dal singolo è al contempo un atto corporeo" - ha proseguito il Pontefice - "La Parola di Dio introduce noi stessi nel colloquio con Dio" e "Specialmente nel 'Libro dei Salmi' Egli ci dà le parole con cui possiamo rivolgerci a Lui, portare la nostra vita con i suoi alti e bassi nel colloquio davanti a Lui, trasformando così la vita stessa in un movimento verso di Lui".

  Citando l'importanza della musica nella vita monastica, Benedetto XVI ha ricordato una meditazione di San Bernardo di Clairvaux che "qualifica la confusione di un canto mal eseguito come un precipitare nella 'zona della dissimilitudine' - nella regio dissimilitudinis. Agostino aveva preso questa parola dalla filosofia platonica per caratterizzare il suo stato interiore prima della conversione (cfr Confess. VII, 10.16): l'uomo, che è creato a somiglianza di Dio, precipita in conseguenza del suo abbandono di Dio nella 'zona della dissimilitudine' - in una lontananza da Dio nella quale non Lo rispecchia più e così diventa dissimile non solo da Dio, ma anche da se stesso, dal vero essere uomo".

  San Bernardo ritiene che "La cultura del canto è anche cultura dell'essere e che i monaci con il loro pregare e cantare devono corrispondere alla grandezza della Parola loro affidata, alla sua esigenza di vera bellezza".

  "Per capire in qualche modo la cultura della parola, che nel monachesimo occidentale si è sviluppata dalla ricerca di Dio" occorre vedere "le Scritture" che "nel loro insieme vengono poi considerate come l'unica Parola di Dio rivolta a noi. Ma già questo plurale rende evidente che qui la Parola di Dio ci raggiunge soltanto attraverso la parola umana, attraverso le parole umane, che cioè Dio parla a noi solo attraverso gli uomini, mediante le loro parole e la loro storia".

  "La Scrittura" - ha detto ancora il Papa - "ha bisogno dell'interpretazione, e ha bisogno della comunità in cui si è formata e in cui viene vissuta. In essa ha la sua unità e in essa si dischiude il senso che tiene unito il tutto. (...) Il cristianesimo percepisce nelle parole la Parola, il Logos stesso, che estende il suo mistero attraverso tale molteplicità. Questa struttura particolare della Bibbia è una sfida sempre nuova per ogni generazione. Secondo la sua natura essa esclude tutto ciò che oggi viene chiamato fondamentalismo".

  "La Parola di Dio stesso, infatti, non è mai presente già nella semplice letteralità del testo. Per raggiungerla occorre un trascendimento e un processo di comprensione, che si lascia guidare dal movimento interiore dell'insieme e perciò deve diventare anche un processo di vita. Sempre e solo nell'unità dinamica dell'insieme i molti libri formano 'un' Libro, si rivelano nella parola e nella storia umane la Parola di Dio e l'agire di Dio nel mondo".

  "Il trascendimento della lettera e la sua comprensione unicamente a partire dall'insieme" è stato espresso da Paolo - ha ricordato il Pontefice - "in modo drastico nella frase: 'La lettera uccide, lo Spirito dà vita' (2 Cor 3,6). (...) Lo Spirito liberatore non è semplicemente (...), la visione personale di chi interpreta. Lo Spirito è Cristo, e Cristo (...) che ci indica la strada. Con la parola sullo Spirito e sulla libertà si schiude un vasto orizzonte, ma allo stesso tempo si pone un chiaro limite all'arbitrio e alla soggettività, (...) che obbliga in maniera inequivocabile il singolo come la comunità e crea un legame superiore a quello della lettera: il legame dell'intelletto e dell'amore".

  "Questa tensione tra legame e libertà, che va ben oltre il problema letterario dell'interpretazione della Scrittura, (...) ha profondamente plasmato la cultura occidentale. Essa si pone nuovamente anche alla nostra generazione come sfida di fronte ai poli dell'arbitrio soggettivo, da una parte, e del fanatismo fondamentalista, dall'altra. Sarebbe fatale, se la cultura europea di oggi potesse comprendere la libertà ormai solo come la mancanza totale di legami e con ciò favorisse inevitabilmente il fanatismo e l'arbitrio".

    Il Santo Padre ha voluto soffermasi non soltanto sul "ora" ma anche sulla seconda componente della monachesimo, il "labora" ed ha affermato che il: "Dio cristiano (...), l'Uno, il vero e unico Dio, è anche il Creatore. Dio lavora; continua a lavorare nella e sulla storia degli uomini. In Cristo Egli entra come Persona nel lavoro faticoso della storia. (...) Così il lavorare degli uomini doveva apparire come un'espressione particolare della loro somiglianza con Dio e l'uomo, in questo modo, ha facoltà e può partecipare all'operare di Dio nella creazione del mondo. Del monachesimo fa parte, (...), una cultura del lavoro, senza la quale lo sviluppo dell'Europa, il suo 'ethos' e la sua formazione del mondo sono impensabili".

  "Chi si faceva monaco, s'incamminava su una via lunga e alta, aveva tuttavia già trovato la direzione: la Parola della Bibbia nella quale sentiva parlare Dio stesso. (...) L'universalità di Dio e l'universalità della ragione aperta verso di Lui costituivano per loro la motivazione e insieme il dovere dell'annuncio. Per loro la fede non apparteneva alla consuetudine culturale, che a seconda dei popoli è diversa, ma all'ambito della verità che riguarda ugualmente tutti".

Lo schema fondamentale dell'annuncio cristiano 'verso l'esterno' - agli uomini che, con le loro domande, sono in ricerca - si trova nel discorso di San Paolo all'Areopago. (...) Egli annuncia Colui che gli uomini ignorano, eppure conoscono: l'Ignoto-Conosciuto; Colui che cercano, di cui, in fondo, hanno conoscenza e che, tuttavia, è l'Ignoto e l'Inconoscibile. Il più profondo del pensiero e del sentimento umani sa in qualche modo che Egli deve esistere. Che all'origine di tutte le cose deve esserci non l'irrazionalità, ma la Ragione creativa; non il cieco caso, ma la libertà".

  "Tuttavia, malgrado che tutti gli uomini in qualche modo sappiano questo - come Paolo sottolinea nella Lettera ai Romani (1, 21) - questo sapere rimane irreale: un Dio soltanto pensato e inventato non è un Dio. Se Egli non si mostra, noi comunque non giungiamo fino a Lui. La cosa nuova dell'annuncio cristiano è la possibilità di dire ora a tutti i popoli: Egli si è mostrato. (...) Ma questo non è un fatto cieco, ma un fatto che, esso stesso, è 'Logos' - presenza della Ragione eterna nella nostra carne".

  "Cercare Dio e lasciarsi trovare da Lui: questo oggi non è meno necessario che in tempi passati" - ha concluso Papa Benedetto - "Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell'umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ciò che ha fondato la cultura dell'Europa, la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura".  
   
  Al termine del suo discorso il Papa si è diretto in auto alla Cattedrale di Notre-Dame dove ha presieduto la celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e diaconi francesi.
PV-FRANCIA/MONDO CULTURA/PARIGI                         VIS 20080912 (1580)


FORTIFICARE FRATELLANZA CRISTIANI ED EBREI


CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Alle 17:00 di oggi pomeriggio, nella sede della Nunziatura Apostolica di Parigi, il Santo Padre Benedetto XVI,  nel ricevere i Rappresentanti della Comunità Ebraica francese, ha riaffermato che cristiani ed ebrei hanno "una fratellanza da fortificare e da vivere" e che "i legami di fratellanza costituiscono un continuo invito a conoscersi meglio e a rispettarsi".

  "La Chiesa cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "ripete con forza, attraverso la mia voce, le parole del grande Papa Pio XI (...): 'Spiritualmente, noi siamo semiti'. La Chiesa perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora 'di tenebre', come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Una volta ancora sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica!".

  Al termine dell'incontro, il Santo Padre ha raggiunto in auto il "Collège des Bernardins" dove erano ad attenderlo 700 rappresentanti del mondo della cultura, rappresentanti dell'U.N.E.S.C.O., dell'Unione Europea ed alcuni membri della Comunità Musulmana francese.
PV-FRANCIA/COMUNITÀ EBRAICA/PARIGI                           VIS 20080912 (210)


venerdì 12 settembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Salvatore Pappalardo, finora Vescovo di Nicosia (Italia), Arcivescovo Metropolita di Siracusa (superficie: 1.341; popolazione: 334.600; cattolici: 324.500; sacerdoti: 145; religiosi: 244; diaconi permanenti: 10), Italia. L'Arcivescovo eletto  è nato a Nicolosi (Italia), nel 1945, è stato ordinato sacerdote nel 1968 ed ha ricevuto l'Ordinazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Giuseppe Costanzo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../PAPPALARDO:COSTANZO                         VIS 20080912 (90)


RIFLETTERE SIGNIFICATO AUTENTICO LAICITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2008 (VIS). Partito alle 9:20 di questa mattina dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci per l'aeroporto di Paris-Orly, dove è giunto alle 11:10, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato il Decimo Viaggio Apostolico fuori d'Italia ed il primo in Francia del suo Pontificato.

  Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy e dal Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi. Dopo le parole di saluto rivolte alle Autorità civili e religiose, Benedetto XVI si è diretto alla Nunziatura Apostolica ed alle 12:30 si è recato all'Elysée per una visita di cortesia al Presidente della Repubblica Sarkozy.

  Concluso il colloquio privato, si è svolto l'incontro con le Autorità dello Stato. Dopo le parole del Presidente della Repubblica, Benedetto XVI ha pronunciato il primo discorso del suo Viaggio.

  "La ragione principale del mio viaggio" - ha ricordato il Pontefice - "è la celebrazione del 150° anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes".

  Ricordando quanto affermato dal Presidente Srakozy in occasione della visita in Vaticano, nel dicembre 2007, che "le radici della Francia - come quelle dell'Europa - sono cristiane", il Santo Padre ha detto: "Basta la storia a dimostrarlo: fin dalle origini il Suo Paese ha ricevuto il messaggio del Vangelo". In merito il Papa ha citato la fondazione di numerose congregazioni religiose in aiuto dei più sprovveduti e le migliaia di chiese, abbazie e cattedrali di Francia.

  "La Chiesa in Francia" - ha proseguito il Pontefice - "gode attualmente di un regime di libertà. La diffidenza del passato si è trasformata poco a poco in un dialogo sereno e positivo, che si consolida sempre di più. Un nuovo strumento di dialogo esiste dal 2002 ed io ho grande fiducia nel suo lavoro, perché la buona volontà è reciproca".

  "In questo momento storico in cui le culture si incrociano tra loro sempre di più, sono profondamente convinto" - ha affermato il Pontefice " - "che una nuova riflessione sul vero significato e sull'importanza della laicità è divenuta necessaria. ? fondamentale infatti, da una parte, insistere sulla distinzione tra l'ambito politico e quello religioso al fine di tutelare sia la libertà religiosa dei cittadini che la responsabilità dello Stato verso di essi e, dall'altra parte, prendere una più chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la formazione delle coscienze e del contributo che essa può apportare, insieme ad altre istanze, alla creazione di un consenso etico di fondo nella società".

  Ponendo l'accento sul fatto che: "I giovani sono la mia preoccupazione più grande", Benedetto XVI ha sottolineato che: "Alcuni di loro faticano a trovare un orientamento che loro convenga o soffrono di una perdita di riferimenti nella loro vita familiare. Altri ancora sperimentano i limiti di un comunitarismo religioso condizionante. Messi a volte ai margini e spesso abbandonati a se stessi, sono fragili e devono affrontare da soli una realtà che li supera".

  "? dunque necessario offrire loro un solido quadro educativo e incoraggiarli a rispettare e ad aiutare gli altri, così che arrivino serenamente all'età matura. La Chiesa, in questo campo, può recare il suo contributo specifico. Anche la situazione sociale del mondo occidentale, segnata purtroppo da una tacita progressione della distanza tra ricchi e poveri, mi preoccupa. Sono certo che è possibile trovare soluzioni giuste che, andando oltre l'aiuto immediato necessario, giungano al cuore dei problemi nell'intento di proteggere i deboli e di promuovere la loro dignità".

  "Signor Presidente" - ha detto ancor il Papa - "mi dà pensiero anche lo stato del nostro pianeta. Con grande generosità Dio ci ha affidato il mondo da Lui creato. ? urgente imparare a rispettarlo e a proteggerlo meglio. Mi sembra che sia venuto il momento di fare delle proposte più costruttive per garantire il benessere delle generazioni future".

  "L'esercizio della Presidenza dell'Unione Europea costituisce per il Suo Paese" - ha precisato il Pontefice - "l'occasione di testimoniare l'attaccamento della Francia, secondo la sua nobile tradizione, ai diritti dell'uomo e alla loro promozione per il bene dell'individuo e della società. Quando il cittadino europeo vedrà e sperimenterà personalmente che i diritti inalienabili della persona umana, dal concepimento fino alla morte naturale, come anche quelli relativi all'educazione libera, alla vita familiare, al lavoro, senza dimenticare naturalmente i diritti religiosi, quando dunque il cittadino europeo si renderà conto che questi diritti, che costituiscono un tutto indissociabile, sono promossi e rispettati, allora comprenderà pienamente la grandezza dell'edificio dell'Unione e ne diverrà un attivo artefice".

  "Di fronte al pericolo del riemergere di vecchie diffidenze, tensioni e contrapposizioni tra Nazioni, di cui oggi siamo preoccupati testimoni, la Francia, storicamente sensibile alla riconciliazione tra i popoli, è chiamata ad aiutare l'Europa a costruire la pace dentro i suoi confini e nel mondo intero. ? importante, a tale riguardo, promuovere un'unità che non può e non vuole divenire uniformità, ma che è capace di garantire il rispetto delle differenze nazionali e delle diverse tradizioni culturali, che costituiscono una ricchezza nella sinfonia europea, rammentando, d'altra parte, che 'la stessa identità nazionale non si realizza se non nell'apertura verso gli altri popoli e attraverso la solidarietà con essi'. (Esortazione Apostolica, 'Ecclesia in Europa'.112). Esprimo la mia fiducia che il Suo Paese contribuirà sempre di più a far progredire questo secolo verso la serenità, l'armonia e la pace".

  Al termine dell'incontro il Santo Padre è rientrato alla Nunziatura Apostolica per la colazione in privato.

  Alle 17:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre parteciperà ad un breve incontro, presso la Nunziatura Apostolica, con i Rappresentanti della Comunità Ebraica e successivamente, presso il "Collège des Bernardins", recentemente aperto al pubblico dopo importanti lavori di restauro, incontrerà gli esponenti del mondo della cultura.
PV-FRANCIA/ARRIVO/PARIGI                           VIS 20080912 (930)


giovedì 11 settembre 2008

UDIENZE

CITTÀ DEL VATICANO, 11 SETTEMBRE 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Lars Petter Forberg, Ambasciatore di Norvegia, in visita di congedo.

- Il Reverendo Joaquín Robledo, Amministratore Diocesano di San Lorenzo (Paraguay), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/.../...                                         VIS 20080911 (60)


STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN FRANCIA

CITTÀ DEL VATICANO, 11 SET. 2008 (VIS). In occasione del prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Francia (12-15 settembre 2008), nel 150° anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, riportiamo alcuni dati statistici relativi alla Chiesa Cattolica in Francia.

  I dati, aggiornati al 31 dicembre 2006, sono stati resi noti dall'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

  La Francia conta una popolazione di 61.350.000 abitanti, dei quali 46.427.000 cattolici: il 75,5% della popolazione. La Chiesa cattolica si compone di 98 Circoscrizioni ecclesiastiche, le parrocchie sono 16.553 e i centri pastorali di altri tipo 674. Attualmente i Vescovi sono 186, i sacerdoti 21.074, i religiosi 42.425, i membri laici di Istituti secolari sono 1.577 e 62.831 i catechisti. 134 sono i seminaristi minori ed i maggiori 1.299.

  Un totale di 2.108.240 alunni frequentano i 10.195 centri di educazione cattolica, dalle scuole materne e primarie fino all'università. Relativamente ai centri caritativi e sociali di proprietà della Chiesa o diretti da ecclesiastici o religiosi, la Francia conta attualmente: 94 ospedali, 103 ambulatori, 520 case per anziani, invalidi o minorati, 96 orfanotrofi e asili nido, 49 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita, 247 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 65 istituzioni di altri tipo.
OP/STATISTICHE FRANCIA/...                           VIS 20080911 (210)


PARAGUAY: PERVADERE SPIRITO CRISTIANO ORDINE TEMPORALE


CITTÀ DEL VATICANO, 11 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Presuli del Paraguay al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Le sfide pastorali da affrontare sono davvero imponenti e complesse" - ha detto il Papa ai Vescovi - "Di fronte ad un clima culturale tendente ad emarginare Dio dalle persone e dalla società, e a considerarLo un ostacolo al raggiungimento della felicità, urge un grande sforzo missionario che ponendo Gesù Cristo al centro di tutta l'azione pastorale, faccia conoscere a tutti la bellezza e la verità della sua vita e del suo messaggio di salvezza".

  "La presenza di reali testimonianze di autentica vita cristiana, insieme con la santità dei pastori, è una necessità di perenne attualità nella Chiesa e nel mondo" - ha proseguito il Pontefice, precisando che "anche il Vescovo, oltre ad essere principio visibile e fondamento dell'unità nella propria Chiesa particolare, è anche vincolo di comunione ecclesiale e punto d'incontro fra Chiesa particolare e Chiesa universale".

  Incoraggiando i Presuli a continuare ad adoperarsi per "accrescere l'unità fra le comunità diocesane e con la Sede Apostolica", il Papa ha espresso il suo apprezzamento ai Vescovi del Paraguay per aver scelto di dedicarsi alla "pastorale giovanile e vocazionale" ed ha segnalato che: "la convinzione e la fedeltà con le quali i presbiteri vivono quotidianamente la propria vocazione susciterà in molti giovani il desiderio di seguire Cristo nel sacerdozio, rispondendo con generosità alla sua chiamata".

  Perché il messaggio cristiano giunga "sino alle più lontane regioni della terra" - ha detto ancora il Pontefice - è necessaria "la collaborazione indispensabile dei fedeli laici, la cui specifica vocazione consiste nel pervadere di spirito cristiano l'ordine temporale, trasformandolo secondo il disegno divino. I pastori hanno il dovere di offrire tutti gli strumenti spirituali e formativi necessari".

  "Un aspetto significativo della missione propria dei laici" - ha precisato Benedetto XVI - "è il servizio alla società attraverso l'esercizio della politica", per cui "occorre incoraggiarli (...) a vivere con responsabilità e dedizione questa importante dimensione della carità sociale, affinché la comunità umana della quale fanno parte (...) progredisca nella giustizia, nell'onestà, nella difesa dei veri ed autentici valori, come la salvaguardia della vita umana, del matrimonio e della famiglia, contribuendo in tal modo al vero bene umano e spirituale della società".

  Il Papa ha concluso il suo discorso elogiando gli sforzi dei Presuli per "venire incontro alle necessità della popolazione" e auspicando che essi siano "immagine viva e vicina della carità di Cristo verso tutti i vostri fratelli, specialmente verso coloro che soffrono, gli emarginati, gli anziani, i malati e i carcerati".
AL/.../PARAGUAY                                   VIS 20080911 (450)


mercoledì 10 settembre 2008

APOSTOLI COLLABORATORI DELLA VERA GIOIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI, al concetto paolino di apostolato.

Il concetto di apostolato di San Paolo, ha spiegato il Santo Padre, "andava oltre quello legato soltanto al gruppo dei Dodici e tramandato soprattutto da San Lugca negli Atti. (...) Cos'è, dunque, secondo la concezione di San Paolo, ciò che fa di lui e di altri degli apostoli? Nelle sue 'Lettere' appaiono tre caratteristiche principali, che costituiscono l'apostolo. La prima è di avere 'visto il Signore', cioè di avere avuto con lui un incontro determinante per la propria vita. (...) In definitiva, è il Signore che costituisce nell'apostolato, non la propria presunzione. L'apostolo non si fa da sé, ma tale è fatto dal Signore; quindi l'apostolo ha bisogno di rapportarsi costantemente al Signore".

"La seconda caratteristica è di 'essere stati inviati'" - ha proseguito il Pontefice - "Lo stesso termine greco 'apóstolos significa appunto 'inviato, mandato', cioè ambasciatore e portatore di un messaggio; egli deve quindi agire come incaricato e rappresentante di un mandante. (...) Ancora una volta emerge in primo piano l'idea di una iniziativa altrui, quella di Dio in Cristo Gesù, a cui si è pienamente obbligati; ma soprattutto si sottolinea il fatto che da Lui si è ricevuta una missione da compiere in suo nome, mettendo assolutamente in secondo piano ogni interesse personale".

"Il terzo requisito è l'esercizio dello 'annuncio' del Vangelo', con la conseguente fondazione di Chiese. Quello di 'apostolo', infatti, non è e non può essere un titolo onorifico" - ha ribadito il Pontefice -. "Esso impegna concretamente e anche drammaticamente tutta l'esistenza del soggetto interessato".

San Paolo definisce gli apostoli "'collaboratori di Dio', la cui grazia agisce con loro. Un elemento tipico del vero apostolo, messo bene in luce da San Paolo, è una sorta di identificazione tra Vangelo ed evangelizzatore, entrambi destinati alla medesima sorte. Nessuno come Paolo, infatti, ha evidenziato come l'annuncio della croce di Cristo appaia 'scandalo e stoltezza', a cui molti reagiscono con l'incomprensione e il rifiuto. Ciò avveniva a quel tempo, e non deve stupire che altrettanto avvenga anche oggi".

"Paolo, peraltro, condivide con la filosofia stoica del suo tempo l'idea di una tenace costanza in tutte le difficoltà che gli si presentano; ma egli supera la prospettiva meramente umanistica, richiamando la componente dell'amore di Dio e di Cristo. (...) Questa è la certezza, la gioia profonda che guida l'apostolo Paolo in tutte queste vicende: niente può separarci dall'amore di Dio. E questo amore è la vera ricchezza della vita umana".

"Come si vede, San Paolo si era donato al Vangelo con tutta la sua esistenza" - ha concluso il Papa - "e compiva il suo ministero con fedeltà e gioia, 'per salvare ad ogni costo qualcuno'. E nei confronti delle Chiese, pur sapendo di avere con esse un rapporto di paternità, se non addirittura di maternità, si poneva in atteggiamento di completo servizio, dichiarando ammirevolmente: 'Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia'. Questa rimane la missione di tutti gli apostoli di Cristo in tutti i tempi: essere collaboratori della vera gioia".
AG/SAN PAOLO/... VIS 20080910 (520)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Segretario del medesimo Dicastero.
AP/.../...                                         VIS 20080910 (50)

BENEDETTO XVI RICORDA CARDINALE INNOCENTI

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, al termine della Celebrazione Eucaristica in suffragio del Cardinale Antonio Innocenti, mancato il 6 settembre, all'età di 93 anni, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto l'Omelia e il rito della "Ultima Commendatio" e della "Valedictio".

  La Santa Messa Esequiale è stata celebrata alle 9:00 di questa mattina, dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio insieme con gli altri Cardinali.

  Nell'omelia il Papa ha tracciato un breve profilo biografico del compianto Cardinale, originario di Poppi, Diocesi di Fiesole. Nel 1938 egli ricevette l'Ordinazione sacerdotale nella medesima Diocesi, dove insegnò nel Seminario "e assistette il Vescovo nelle visite pastorali durante la seconda guerra mondiale. In quel drammatico periodo" - ha detto Papa Benedetto - "si distinse per abnegazione e generosità nell'aiutare la gente e salvare quanti erano destinati alla deportazione. Per questo fu anche arrestato e condannato alla fucilazione, ma quando già si trovava dinanzi al plotone d'esecuzione l'ordine fu revocato".

  Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, fu nominato Rappresentante Pontificio in Paraguay e "ricevette l'Ordinazione episcopale nel 1968" - ha ricordato il Santo Padre - "Venne poi richiamato a Roma per assumere l'incarico di Segretario della Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino. Successivamente, nel 1980, fu inviato quale Nunzio Apostolico in Spagna, dove per due volte accolse il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II in visita pastorale. Questi, nel maggio del 1985, lo creò Cardinale e da quel momento il nostro compianto Fratello fu ancora più profondamente inserito nella vita della Chiesa di Roma".

  "A nuovo e più alto titolo egli continuò a prestare la sua apprezzata collaborazione al Sommo Pontefice, come Prefetto della Congregazione per il Clero, Presidente della Pontificia Commissione per la conservazione del patrimonio artistico e storico della Chiesa e della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei'".

  "Mi piace concludere questa breve riflessione riferendomi al motto episcopale del   Cardinale Antonio Innocenti: 'Lucem spero fide'. Parole quanto mai appropriate in questo momento (...). Ora che ha varcato l'ultima soglia, preghiamo affinché la fede e la speranza lascino il posto alla realtà 'di tutte più grande', la carità, che 'non avrà mai fine' (1 Cor 13,8.13)".
HML/SUFFRAGIO/INNOCENTI                           VIS 20080910 (360)


FRANCIA: SOLIDITÀ FEDE E ALTA CULTURA UMANA E SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio alla Francia, letto al termine dell'Udienza Generale,  nell'imminenza del suo primo Viaggio Apostolico in Francia per commemorare il 150° anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes.

  "Alla vigilia del mio arrivo" - scrive il Papa - "rivolgo il mio cordiale saluto al popolo francese e a tutti gli abitanti di questa cara Nazione. Vengo come messaggero di pace e di fraternità. Il vostro Paese non mi è sconosciuto. Ho avuto più volte la gioia di visitarlo e di apprezzarne la generosa tradizione di accoglienza e tolleranza, la solidità della fede cristiana e l'alta cultura umana e spirituale".

  "Questa volta motivo del mio viaggio è la celebrazione del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes. Dopo una visita alla capitale, sarà una grande gioia per me unirmi alla moltitudine di pellegrini che percorrono le tappe del cammino del Giubileo, sulle orme di Santa Bernadetta, fino alla Grotta di Massabielle. Pregherò intensamente ai piedi della Beata Vergine Maria per le intenzioni di tutta la Chiesa, in particolare per i malati, le persone sole e abbandonate e per la pace nel mondo".

  "Maria sia per tutti voi, specialmente per i giovani, la Madre sempre attenta alle necessità dei suoi figli e luce di speranza che illumina e guida il vostro cammino".

  Il Papa invita infine tutti i fedeli ad unirsi alla sua preghiera affinché il presente Viaggio porti frutti abbondanti e conclude il Messaggio invocando la materna protezione della Vergine Maria di Lourdes.
MESS/FRANCIA/...                                   VIS 20080910 (270)


martedì 9 settembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia), Presidente Delegato della Dodicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in sostituzione del Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India), impossibilitato a intervenire.
NA/.../PELL                                                                         VIS 20080909 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Paraguay, in Visita "ad Limina Apostolorum".

    - Il Vescovo Ignacio Gogorza Izaguirre, S.C.I. di Béth., di Encarnación, con l'Ausiliare Vescovo Claudio Silvero Acosta, S.C.I. di Béth.

    -  Il Vescovo Mario Melanio Medina Salinas, di San Juan Bautista de las Misiones.

    - Il Vescovo Adalberto Martínez Flores, di San Pedro.

    - Il Vescovo Sebelio Peralta Alvarez, di Villarrica del Espíritu Santo.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale del Paraguay:

    - Il Vescovo Ricardo Jorge Valenzuela Ríos, Ordinario Militare.

    - Il Vescovo Edmundo Ponziano Valenzuela Mellid, S.D.B., Vicario Apostolico di Chaco Paraguayo.

    - Il Vescovo Lucio Alfert, O.M.I., Vicario Apostolico di Pilcomayo.
AL/.../...                                       VIS 20080909 (130)


MESSAGGIO SMS AI GIOVANI DI SYDENY


CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2008 (VIS). Nella giornata di ieri, il Santo Padre ha fatto pervenire mediante SMS, un Messaggio ai giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney (Australia), nel luglio scorso.

  Redatto in lingua inglese, il Messaggio è stato trasmesso ieri, 8 settembre, a 50 giorni dalla Messa finale presieduta da Benedetto XVI il 20 luglio scorso, nell'Ippodromo di Randwick di Sydney, a conclusione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Gioventù.

  "Cari Amici" - si legge nel Messaggio - "cinquanta giorni fa eravamo insieme per la celebrazione della Messa. Oggi vi saluto nella festa della Natività della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. Fortificati dallo Spirito e coraggiosi come Maria, il vostro pellegrinaggio di fede vivifica la Chiesa! Fra breve mi recherò in visita in Francia. Chiedo a tutti voi di unirsi a me nella preghiera per i giovani francesi. Che tutti ringiovaniscano nella speranza! BXVI".

  Nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù, il Santo Padre ha inviato diversi  brevi messaggi che molti partecipanti hanno potuto leggere grazie al servizio offerto da una società telefonica australiana.
OP/MESSAGGIO GIOVANI SYDNEY/...                            VIS 20080909 (200)


ONORARE MEMORIA SERVO DI DIO PAOLO VI


CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre Benedetto XVI indirizzata al Vescovo di Brescia, Monsignor Luciano Monari,  in occasione del trentesimo anniversario della morte di Papa Paolo VI.

  Il Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini), originario della Diocesi di Brescia, "fu chiamato dalla Provvidenza divina" - scrive il Santo Padre - "a guidare la Chiesa in un periodo storico segnato da non poche sfide e problematiche".

  "Nel ripercorrere col pensiero gli anni del suo pontificato" (1963-1978) -  prosegue il Pontefice - "colpisce l'ardore missionario che lo animò e che lo spinse ad intraprendere impegnativi viaggi apostolici anche in nazioni lontane e a compiere gesti di alta valenza ecclesiale, missionaria ed ecumenica".

  "Il nome di questo Pontefice resta legato soprattutto al Concilio Ecumenico Vaticano II" (1962-1965) - scrive ancora il Pontefice - "Con il passare degli anni, diventa sempre più evidente l'importanza per la Chiesa e per il mondo del suo pontificato, come pure l'inestimabile eredità di magistero e di virtù che egli ha lasciato ai credenti e all'intera umanità".

  "Al Servo di Dio Paolo VI sono anch'io personalmente grato per la fiducia che ebbe a mostrarmi nominandomi, nel marzo 1977, Arcivescovo di Monaco di Baviera, e, tre mesi dopo, annoverandomi nel Collegio Cardinalizio".

  "Nel ricordarne la pia scomparsa (6 agosto 1978), rendo fervide grazie a Dio per aver donato alla Chiesa un Pastore, fedele testimone di Cristo Signore, così sinceramente e profondamente innamorato della Chiesa e così vicino alle attese e alle speranze degli uomini del suo tempo, auspicando vivamente che ogni membro del Popolo di Dio sappia onorare la sua memoria con l'impegno di una sincera e costante ricerca della verità".
BXVI-LETTERA/PAOLO VI/MONARI                       VIS 20080909 (290)


lunedì 8 settembre 2008

EVANGELIZZARE MONDO DEL LAVORO E DELLA POLITICA

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2008 (VIS). Questa mattina alle 8:30, il Santo Padre è partito dall'aeroporto di Roma-Ciampino per la Visita Pastorale a Cagliari, ed alle 9:30 è giunto all'aeroporto di Cagliari-Elmas. Salutato dalle Autorità politiche, civili ed ecclesiastiche, il Santo Padre ha raggiunto in auto il Santuario di Nostra Signora di Bonaria per una breve visita.

  Alle 10:30, sul Sagrato del Santuario di Nostra Signora di Bonaria, Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione eucaristica alla quale hanno assistito 100.000 persone. Accanto all'altare era stata collocata la statua lignea della Madonna di Bonaria, di cui ricorre il Centenario della proclamazione a Patrona massima della Sardegna.

  Nell'omelia il Papa ha sottolineato che: "In Sardegna il cristianesimo è arrivato non con le spade dei conquistatori o per imposizione straniera, ma è germogliato dal sangue dei martiri che qui hanno donato la loro vita come atto di amore verso Dio e verso gli uomini".

  "La Sardegna" - ha proseguito il Pontefice - "non è mai stata terra di eresie; il suo popolo ha sempre manifestato filiale fedeltà a Cristo e alla Sede di Pietro. Sì, cari amici, nel susseguirsi delle invasioni e delle dominazioni, la fede in Cristo è rimasta nell'anima delle vostre popolazioni come elemento costitutivo della vostra stessa identità sarda. (...) Questa fede semplice e coraggiosa, continua a vivere nelle vostre comunità, nelle vostre famiglie, dove si respira il profumo evangelico delle virtù proprie della vostra terra: la fedeltà, la dignità, la riservatezza, la sobrietà, il senso del dovere".

  Ricordando la celebrazione dei cento anni della proclamazione della Vergine quale Patrona massima dell'Isola, il Papa ha invitato i fedeli a "ringraziarLa per la sua protezione e rinnovarLe la nostra fiducia, riconoscendo in Lei la 'Stella della nuova evangelizzazione'.

  "Maria vi aiuti a portare Cristo alle famiglie, piccole chiese domestiche e cellule della società, oggi più che mai bisognose di fiducia e di sostegno sia sul piano spirituale che su quello sociale. Vi aiuti a trovare le opportune strategie pastorali per far sì che Cristo sia incontrato dai giovani, portatori per loro natura di nuovo slancio, ma spesso vittime del nichilismo diffuso, assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano negarli. Vi renda capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell'economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, Benedetto XVI ha recitato l'"Atto di Affidamento alla Madonna", che si è concluso con la consegna della Rosa d'oro alla Madonna di Bonaria.
PV-ITALIA/MESSA/CAGLIARI                           VIS 20080908 (440)


IL PAPA INVOCA PROTEZIONE VERGINE MARIA E RICORDA HAITI

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2008 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata sul Sagrato del Santuario di Nostra Signora di Bonaria, il Papa ha ricordato, prima di guidare la recita dell'Angelus, i Pontefici che hanno reso omaggio alla Vergine di Bonaria.

  Benedetto XVI ha citato il Beato Pio IX che ne decretò l'incoronazione; San Pio X, che, cent'anni or sono, la proclamò Patrona di tutta la Sardegna; il Servo di Dio Paolo VI che fu il primo Papa a tornare nell'Isola dopo 1650 anni e che visitò il Santuario il 24 aprile del 1970 e "l'amato Giovanni Paolo II", che il 20 ottobre 1985, sostò in preghiera davanti alla sacra effigie della Madonna.

  "Continui la Vergine Santa a vegliare su tutti e su ciascuno" - ha esclamato il Pontefice - "perché il patrimonio dei valori evangelici sia trasmesso integro alle nuove generazioni, e perché Cristo regni nelle famiglie, nelle comunità e nei vari ambiti della società. In particolare, protegga la Madonna quanti, in questo momento, più necessitano del suo materno intervento: i bambini e i giovani, gli anziani e le famiglie, gli ammalati e tutti i sofferenti".

  Ricordando la festa della Natività di Maria, il Santo Padre ha affermato: "Domandiamo a  Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra, di proteggere ogni mamma terrena: quelle che, insieme col marito, educano i figli in un contesto familiare armonioso, e quelle che, per tanti motivi, si trovano sole ad affrontare un compito così arduo. Possano tutte svolgere con dedizione e fedeltà il loro quotidiano servizio nella famiglia, nella Chiesa e nella società. Per tutte la Madonna sia sostegno, conforto e speranza!".

   "Sotto lo sguardo di Maria" - ha concluso il Pontefice - "voglio ricordare le care popolazioni di Haiti, duramente provate nei giorni scorsi dal passaggio di ben tre uragani. Prego per le vittime, purtroppo numerose, e per i senza-tetto. Sono vicino all'intera Nazione ed auspico che ad essa giungano al più presto i necessari aiuti".

  Conclusa la recita dell'Angelus, il Papa si è trasferito in auto al Seminario regionale e dopo una breve visita alla Cappella, ha pranzato con i Vescovi della Sardegna. Infine ha raggiunto il vicino Seminario diocesano dove ha salutato i seminaristi della diocesi ed i Membri del Comitato organizzatore della Visita.
PV-ITALIA/ANGELUS/CAGLIARI                       VIS 20080908 (380)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Pucallpa (Perù), presentata dal Vescovo Juan Luis Martín bisson, P.M.E., presentata per raggiunto limiti di età. Gli succede il Vescovo Gaetano Galbusera Fumagalli, S.D.B., Coadiutore del medesimo Vicariato.

- Ha nominato il Vescovo Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Arcivescovo di Firenze (superficie: 2.205; popolazione: 835.374; cattolici: 812.000; sacerdoti: 708; religiosi: 2.019; diaconi permanenti: 55), Italia.

- Ha nominato il Vescovo Antonino Eugénio Fernandes Dias, finora Ausiliare di Braga (Portogallo), Vescovo di Portalegre-Castelo Branco (superficie: 9.149; popolazione: 244.615; cattolici: 240.997; sacerdoti: 100; religiosi: 186; diaconi permanenti: 13), Portogallo.

- Ha nominato il Monsignore Martin Krebs, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica negli Stati Uniti d'America, Nunzio Apostolico in Guinea e in Mali, elevandolo in parti tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Essen (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

  Sabato 6 settembre il Santo Padre:

- Ha nominato Membri della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma dal 5 al 26 ottobre, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa":

- Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.
- Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
- Il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania), Presidente del "Symposium des Conférences Episcopales d'Afrique et de Madagascar (S.C.E.A.M.).
- Il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).
- Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Arcivescovo di Cape Coast (Ghana), Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa occidentale (A.C.E.A.O.).
- Il Cardinale Gorge Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
- Il Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagreb (Croazia).
- Il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergorm-Budapest (Ungheria), Presidente del "Consilium Conferentiarum Episcoporum Europae (C.C.E.E.).
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada).
- Il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
- Il Cardinale Joseph Wen We-Kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong (Cina).
- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris (Francia).
- Il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).
- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
- Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica Papa di San Paolo fuori le Mura, Roma.
- Il Cardinale Albert Vanhoye, S.I., Rettore emerito del Pontificio Istituto Biblico, Roma.
- Il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
- Il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.
- L'Arcivescovo Orlando B. Quevedo, O.M.I., di Cotabato (Filippine), Segretario Generale della "Federation of Asian Bishops'Conferences (F.A.B.C.).
- L'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria).
- L'Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B., Arcivescovo di Guwahati (India).
- L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, di Aparecida (Brasile), Presidente del "Consejo Episcopal Latinoamericano (C.E.L.A.M.).
- L'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, Roma.
- Il Vescovo Peter William Ingham, di Wollongong (Australia), Presidente della "Federation of Catholic Bishops' Conferences of Oceania (F.C.B.C.O.).
- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato della Prelatura personale dell'Opus Dei, Roma.
- Il Vescovo Michael Ernest Putney, di Townsville (Australia).
- Il Vescovo Filippo Santoro, di Petrópolis (Brasile).
- Il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia), Presidente della Federazione Biblica Cattolica.
- Il Vescovo José Lai Hung-Seng, di Macau (Cina).
- Il Vescovo Fidane Yebio, di Keren (Eritrea)
- Il Padre Adolfo Nicolás, S.I., Preposito Generale della Compagnia di Gesù.
- Il Sacerdote Julián Carrón, Presidente di Comunione e Liberazione.
 
  Inoltre, a norma di quanto previsto dallo "Ordo Synodi Espiscoporum", il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l'approvazione del Sommo Pontefice, ha nominato i Seguenti "Auditores Secretarii specialis" (o Esperti):

- Professore Mauro Agosto, Professore di Lingua Latina presso la Pontificia Università Lateranense (Roma).
- Reverendo Peter Damian Akpunonu, Professore di Esegesi Biblica presso l'Università di "Our Lady of the Lake", Mundelein, Chicago (Stati Uniti d'America); Membro della Commissione Teologica Internazionale.
- Archimandrita Nicolas Antiba, Archimandrita della Chiesa Greco-Melchita Cattolica, "Église Saint Julien-le-Pauvre", Parigi (Francia).
- Padre Enzo Bianchi, Priore della Comunità Monastica di Bose (Italia).
- Reverendo Cesare Bissoli, S.D.B., Professore emerito di Bibbia e di Catechesi presso la Pontificia Università Salesiana (Roma).
- Padre Joseph Bou Raad, O.A.M., Professore di Sacra Scrittura presso l'Università "Antonine Hodath-Baabda" (Libano).
- Suor Sara Butler, M.S.B.T., Professore di Teologia Dogmatica presso il "St.Joseph's Seminary" di New York (Stati Uniti d'America).
- Suor Nuria Calduch Benages, M.H.S.F.N., Professore di Teologia Biblica dell'Antico Testamento presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma).
- Reverendo Waldemar Chrostowski, Professore presso l'Università di Stato Cardinale Wyszynski, Varsavia (Polonia).
- Padre Fidel Oñoro Consuegra, C.I.M., Direttore del Centro Biblico Pastorale per l'America Latina (CE.BI.P.A.L), (Colombia).
- Professoressa Bruna Costacurta, Professore di Teologia Biblica dell'Antico Testamento presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma).
- Reverendo Luís Henrique Da Silva, Coordinatore della Revisione della Bibbia e Assessore della Commissione Episcopale Pastorale per la Dottrina della Fede della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Brasile).
- Padre Luc Devillers, O.P., Professore presso "L'École biblique de Jérusalem", Segretario di redazione della "Revue biblique" per il Nuovo Testamento (Israele).
Reverendo Raúl Duarte Castillo, Rettore del Seminario Diocesano di Zamora (Messico).
- Reverendo Jorge Jaun Fernández Sangrador, Direttore della Biblioteca di Autori Cristiani (B.A.C.), (Spagna).
- Padre Juan Javier Flores Arcas, O.S.B., Preside del Pontificio Istituto Liturgico, Facoltà di Liturgia del Pontificio Ateneo S. Anselmo (Roma).
- Reverendo Marc Girard, Professore di Esegesi Biblica presso l'Università di Québec a Chicoutimi (Canada); Membro della Pontificia Commissione Biblica.
- Monsignore Pedro Hidalgo Díaz, Rettore della "Facultad de Teología Pontificia y Civil" di Lima (Perù).
- Padre Johan Maria Herman Konings, S.I., Professore di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Cattolica di Minas Gerais, Belo Horizonte (Brasile).
- Signora Marguerite Léna, Professore di Filosofia presso i Centri Madelaine Daniélou; Responsabile della formazione teologia dei giovani della Comunità Saint-François-Xavier, Parigi (Francia).
- Monsignore Ermenegildo Manicardi, Rettore dell'Almo Collegio Caprinica, Professore presso il Pontificio Istituto Biblico (Roma).
- Padre Frédéric Manns, O.F.M., Professore di Esegesi del Nuovo Testamento e di Letteratura Antica Ebraica presso lo "Studium Biblicum Franciscanum" (Israele).
- Padre Paolo Martinelli, O.F.M.Cap., Preside dell'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università "Antonianum"; Professore di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma).
- Padre Fiorello Mascarenhas, S.I., Presidente del "Catholic Bible Institute", Mumbai (India).
- Reverendo Jean-Bosco Matand Bulembat, Rettore delle Facoltà Cattoliche di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).
- Reverendo Vincent Ngueyen-Van-Ban, Professore di Sacra Scrittura e Responsabile della formazione dei seminaristi presso il Seminario Maggiore di Sao Bien a Nha Trang (Vietnam).
- Suor Mary Jerome Obiorah, I.H.M., Professore di Sacra Scrittura presso l'Università di Nigeria e presso il Seminario Maggiore dell'Arcidiocesi di Onitsha (Nigeria).
- Reverendo Godfrey Onah, Professore di Filosofia presso la Pontificia Università Urbaniana (Roma).
- Reverendo Salvador Pié Ninot, Professore di Teologia Fondamentale ed Ecclesiologia presso la Facoltà di Teologia della Catalogna (Barcellona); Docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma).
- Padre Stephan F. Pisano, S.I., Rettore del Pontificio Istituto Biblico (Roma).
- Padre Marko Rupnik, S.I., Direttore del Centro Studi e Ricerche Ezio Aletti (Roma).
- Dottor Alexander Schweitzer, Segretario Generale della Federazione Biblica Cattolica (Germania).
- Professor Thomas Söding, Professore di Teologia Biblica presso l'Università "Bergische" di Wuppertal (Germania); Membro della Commissione Teologia Internazionale.
- Padre Klemens Stock, S.I., Segretario della Pontificia Commissione Biblica; Professore emerito di Esegesi del Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico (Roma).
- Suor Germana Strola, O.C.S.O., Monaca della Trappa di Vitorchiano (Italia).
- Reverendo Zeljko Tanjic, Professore di Teologia Fondamentale presso la Facoltà di Teologia dell'Università di Zagabria (Croazia).
- Padre Cyril Vasil, S.I., Rettore del Pontificio Istituto Orientale e Decano della Facoltà di Diritto Canonico Orientale (Roma).
- Monsignor Timothy Verdon, Professore di Arte Sacra presso la Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, Firenze (Italia).
- Professor Michael Waldstein, Professore di Nuovo Testamento presso l'Istituto Teologico Internazionale per gli Studi sul Matrimonio e la Famiglia, Gaming (Austria).
- Reverendo Giorgio Zevini, S.D.B., Decano della Facoltà di Teologia e Professore di Scienze Bibliche presso la Pontificia Università Salesiana (Roma).
- Padre Victor Zinkuratire, S.S.S., Professore di Teologia Biblica presso l'Università Cattolica dell'Africa dell'Est (C.U.E.A.), Nairobi (Kenya).
  Il medesimo Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l'approvazione del Santo Padre, ha nominato per la prossima XII Assemblea Ordinaria i seguenti "Auditores" (o uditori).

- Professor Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo dell'Ordine dei Cavalieri di Colombo (Stati Uniti d'America).
- Professor Rigoberto Angarita, Professore presso l'Istituto San Giuseppe dei Padri Salesiani a San Cristóbal (Venezuela).
- Dottor Ponpuzhakotayil Cherian Aniyankunju, Portavoce dell'Arcidiocesi di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (India).
- Suor M. Viviana Ballarin, O.P., Superiora Generale delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena; Presidente dell'Unione Superiore Maggiori d'Italia (U.S.M.I.), (Italia).
- Suor Euphrasie Beya, Presidente della "Union des Supérieurs Majeurs (U.SU.MA.), Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).
- Signor Daniele Boscaro, Capo Clan dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.), Padova, (Italia).
- Suor Maria Antonietta Bruscato, F.S.P., Superiora Generale della Pia Società Figlie di San Paolo (Italia).
- Professor Rafael Chainarong Monthienvichienchai, Vice Cancelliere della "St. John's University", Bangkok (Thailanda).
- Signor Moysés Lauro De Azevedo Filho, Fondatore e Moderatore Generale della Comunità Cattolica "Shalom" (Brasile).
- Reverendo Ari Luis Do valle Ribeiro, Professore di Teologia presso il Seminario Diocesano di Santo Amaro (Brasile).
- Signora Natalja Fedorova Borovskaja, Professore presso l'Università Statale Umanistica Russa e presso l'Accademia Russa di Belle Arti (Russia).
- Signor Luis Fernando Figari, Superiore Generale del "Sodalitium Vitae Cristiane" (Perù).
- Suor Evelyne Franc, F.d.C. Superiora Generale delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli (Francia).
- Professoressa Hanna-Barbara Gerl-Falkowitz, Professore di Filosofia della Religione e di Storia comparata delle Religioni presso l'Università Tecnica di Dresden, (Germania).
- Signora Elvira Go, Assistente per la Pastorale Biblica (Filippine).
- Signor Francisco José Gómez Argüello Wirtz, Co-Fondatore del Cammino Neocatecumenale (Spagna).
- Signor Ricardo Grzona, Presidente della "Fundación Ramón Pané" di Honduras; Consultore cattolico delle Società bibliche Unite nelle Americhe (Stati Uniti d'America).
- Professor Thomas Hong-Soon Han, Professore di Economia presso il "College of Business and Economics", "Hankuk University of Foreign Studies", Seoul; Presidente del Consiglio dell'Apostolato dei Laici Cattolici (Corea).
- Suor Jocelyne Huot, S.F.A., Presidente Generale del Movimento "Les Brebis de Jésus", Québec (Canada).
- Padre Abate Michel Jorrot, O.S.B., Abate dell'Abbazia Benedettina di Clervaux (Lussemburgo).
- Reverendo Daniel Pablo Kerber Más, Professore di Teologia Biblica presso la Facoltà Teologica dell'Uruguay; Direttore dell'Istituto Pastorale di Catechesi dell'Arcidiocesi di Montevideo; Parroco di Sant'Alessandro e di San Pietro Claver (Uruguay).
- Suor Marija Ana Kustura, S.M.I., Superiora Generale delle Ancelle del Bambin Gesù; Presidente dell'Unione delle Superiore Maggiori di Croazia, Zagabria (Croazia).
- Signora Ewa Kusz, Presidente della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari [C.M.I.S.] (Polonia).
- Professor Nikolaus Lobkowicz, Rettore emerito dell'Università di Monaco e Primo Rettore dell'Università Cattolica di Eichstätt, Direttore del Centro di Studi sull'Europa dell'Est e sulla Mitteleuropa (Germania).
- Reverendo Fidèle Mabegle, Direttore della Scuola di Teologia per Laici dell'Arcidiocesi di Yaoundé (Camerun).
- Suor Louise Madore, F.D.L.S., Presidente dell'Unione Internazionale delle Superiori Generali [U.I.S.G.].
- Suor M. Clare Millea, A.S.C.J., Superiora Generale delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù (Roma).
- Signora Michelle Moran, Presidente del Consiglio dell'"International Catholic Charismatic Renewal Services [I.C.C.R.S.] (Gran Bretagna).
- Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio (Italia).
- Signora Silvia Sanchini, Presidente Nazionale Femminile della Federazione Universitaria Cattolica Italiana [F.U.C.I.] (Italia).
- Signor Armel Diockel Sarr, Catechista dell'Arcidiocesi di Dakar (Senegal).
- Suor Apollinaris Shimura Yuriko, C.S.M., Superiora Generale delle Suore di Carità di Miyazaki (Giappone).
- Professoressa Agnes Shun-Ling Lam, Presidente dell'Associazione Cattolica Biblica di Hong Kong; Professore associato presso l'"English Centre of the University of Hong Kong" (Cina).
- Suor Janice Soluk, S.A.M.I., Superiora Generale delle Ancelle della Beata Vergine Maria Immacolata (Roma).
- Signorina Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari (Italia).
- Reverendo Kamil William, Direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Sociali; Professore di Sacra Scrittura, Il Cairo (Egitto).
- Signora Teresa Maria Wilsnagh, Direttrice Regionale della "Catholic Bible Foundation" [C.B.F.] di Cape Town, Durban e Johannesburg (Sud Africa).
RE:NER:NN:NA/.../...                             VIS 20080908 (2020)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2008 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Paraguay, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Eustaquio Pastor Cuquejo Verga, C.SS.R., di Asunción.

    - Il Vescovo Cándido Cárdenas Villalba, di Banjamin Aceval.

    - Il Vescovo Catalino Claudio Giménez Medina, dei Padri di Schönstatt, di Caacupé.

     - Il Vescovo Celso Yegros Estigarribia, di Carapeguá.

  Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale del Paraguay:

    - Il Vescovo Rogelio Ricardo Livieres Plano, di Ciudad del Este.

     - Il Vescovo Zacarías Ortiz Rolón, S.D.B., di Concepción.

     - Il Vescovo Juan Bautista Gavilán Velásquez, di Coronel Oviedo.

  Sabato 6 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Nicaragua, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    Il Vescovo César Bosco Vivas Robelo, di León en Nicaragua.

    Il Vescovo Jorge Solórzano Pérez. di Matagalpa.

    Il Vescovo Paul Ervin Schmitz Simon, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Bluefields, con il Vescovo Ausiliare e Vicario Delegato Vescovo David Albin Zywiec, O.F.M.Cap.
AL/.../...                                               VIS 20080908 (190)

TELEGRAMMA CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE INNOCENTI


CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un telegramma di cordoglio alla Signora Maria Antonietta Baggiani, per la morte del fratello, Cardinale Antonio Innocenti, sabato 6 settembre, all'età di 93 anni. Il defunto Porporato, del titolo di Santa Maria in Aquiro, era Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, Presidente emerito della Pontificia Commissione per la conservazione del patrimonio artistico e storico della Chiesa e della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".

  "Nell'apprendere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello Cardinale Antonio Innocenti desidero esprimere a Lei e ai Familiari la mia viva partecipazione al lutto che colpisce quanti conobbero e stimarono il compianto Porporato per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare come Rappresentante Pontificio in diversi paesi, come Prefetto della Congregazione per il Clero e infine come Presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei' rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo. Mentre elevo fervide preghiere al Signore Gesù affinché auspice la Vergine Maria, voglia donare al defunto Cardinale il premio eterno promesso ai suoi fedeli discepoli, invio di cuore a Lei ed a quanti ne piangono la dipartita una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".

  L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto in un Comunicato reso pubblico oggi, che le Esequie del Cardinale Antonio Innocenti, avranno luogo mercoledì 10 settembre, alle ore 9:00. La Santa Messa sarà celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre rivolgerà alcune parole ai presenti e presiederà il rito della Ultima Commendatio e della Valedictio.
TGR/MORTE/INNOCENTI                                VIS 20080908 (280)


UDIENZA PRESIDENTE ROMANIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 SET. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede  ha reso pubblico nella tarda mattinata, il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Presidente della Romania, Sua Eccellenza il Signor Traian Basescu, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento alla sua adesione all'Unione Europea, facendo cenno, in tale contesto, ai temi dell'identità storica, culturale e spirituale del Continente e rilevando altresì l'affinità di posizioni tra Santa Sede e Romania in vari ambiti internazionali".

  "Sono state affrontate anche alcune questioni legate alle relazioni tra la Chiesa Cattolica e lo Stato romeno, nonché ai rapporti con la Chiesa Ortodossa, auspicando che la crescita della comprensione e della collaborazione reciproche contribuisca al bene di tutti gli abitanti del Paese e al loro progresso spirituale e materiale".

  "Infine, non si è mancato di toccare l'argomento delle comunità romene all'estero, alla cui integrazione, non sempre facile, le istituzioni della Chiesa Cattolica offrono un generoso ed efficace aiuto, che il Presidente Basescu ha espressamente riconosciuto e apprezzato".
OP/UDIENZA PRESIDENTE ROMANIA/BERTONE               VIS 20080908 (220)


INVIATI SPECIALI CELEBRAZIONI FRANCIA E LITUANIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 SET. 2008 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in lingua latina e datata 3 luglio, con la quale il Papa nomina il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio) Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo a Valenciennes (Francia), il 14 settembre 2008, nel millennio del pellegrinaggio in onore di "Notre-Dame du Saint-Cordon".

  La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Sacerdote Bruno Feillet, Rettore della Basilica "Notre-Dame du Saint-Cordon" e Parroco "in solidum" della Parrocchia di "Saint-Jean Baptiste de l'Escaut" e il Sacerdote Dominique Foyer, Direttore del servizio diocesano dei pellegrinaggi, Docente di teologia alla Facoltà di Lille e Difensore del vincolo.

 Questa mattina è stato resa pubblica anche una Lettera Pontificia, redatta in lingua latina e datata 3 luglio, con la quale il Papa nomina il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 4° centenario delle apparizioni della Beata Vergine Maria e Silura (Lituania), che avranno luogo il 13 d il 14 settembre prossimo.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Meisner è composta dal Reverendo Robertas Grigas, Direttore Nazionale della "Caritas" Lituana e dal Padre Lionginas Virbalas, S.J., Sottosegretario della Conferenza Episcopale Lituana.
BXVI-LETTERA/INVIATI SPECIALI/FRANCIA:LITUANIA   VIS 20080908 (210)


VESCOVI NICARAGUA: SOLIDA FORMAZIONE RELIGIOSA FEDELI


CITTA' DEL VATICANO, 6 SET. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Nicaragua, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Santo Padre ha espresso il suo apprezzamento ai Vescovi che si sono adoperati "per diffondere il messaggio del Vangelo in tutti gli ambienti in Nicaragua, con la generosa collaborazione dei sacerdoti e degli Istituti religiosi presenti nel Paese" e ha messo l'accento sul "valido aiuto" in tale ambito offerto dai catechisti e dai delegati della Parola.

  "E' importante" - ha ribadito il Pontefice - "che questi generosi servitori e collaboratori nella missione evangelizzatrice della Chiesa, ricevano l'incoraggiamento dei propri pastori ed una formazione religiosa profonda e continua, mantenendo una fedeltà intatta alla dottrina della Chiesa".

  Papa Benedetto XVI ha rammentato ancora che "la necessità di un clero preparato spiritualmente, intellettualmente e umanamente" ha indotto i Presuli del Nicaragua "alla recente verifica dei seminari nel Paese, al fine di offrire una migliore formazione ai seminaristi delle vostre diocesi, sempre tanto necessaria e che richiede vicinanza e speciale attenzione da parte di ogni Vescovo, senza cedimenti nell'attento discernimento dei candidati, né nei rigorosi adempimenti per arrivare ad essere sacerdoti esemplari e ricolmi di amore per Cristo e per la Chiesa. (...) E' auspicabile un miglioramento anche nella missione riguardante una adeguata assistenza religiosa negli ospedali, nelle carceri e in altre istituzioni".

  Riferendosi alla religiosità popolare "così viva nel vostro Paese e che è una grande ricchezza per il vostro popolo" il Papa ha affermato che essa "deve essere ben più che una semplice tradizione ricevuta passivamente". E' compito dei Vescovi "rivitalizzarla  costantemente mediante un'azione pastorale che illumini il significato dei gesti e dei segni, indicando il mistero insondabile di salvezza e speranza al quale tali gesti e segni mirano".

  "Una delle grandi sfide che dovete affrontare" - ha proseguito il Pontefice - "è la solida formazione religiosa dei vostri fedeli, adoperandovi affinché il Vangelo sia profondamente inciso nella mente, nella vita e nel lavoro. (...) Ciò è molto importante in una situazione nella quale alla povertà e all'emigrazione si sommano le  disuguaglianze sociali e la radicalizzazione politica degli ultimi anni".

  Il Santo Padre ha lodato gli sforzi compiuti dai pastori "per creare un clima di dialogo e distensione, senza rinunciare a difendere i diritti fondamentali dell'uomo e senza rinunciare alla denuncia delle situazioni di ingiustizia e a promuovere una concezione politica che, più che ambizione per il potere e il controllo, sia un servizio generoso e umile al bene comune ". Il Papa ha ancora esortato i Presuli "a promuovere le tante iniziative di carità e solidarietà a favore dei più bisognosi delle vostre Chiese, perché non manchi assistenza alle famiglie in difficoltà né venga meno lo spirito generoso di tanti laici che, anche anonimamente, si adoperano per procurare il pane quotidiano per i fratelli più poveri".

  Ricordando l'importante ruolo delle istituzioni educative cattoliche in Nicaragua, Papa Benedetto ha affermato che esse compiono "una missione essenziale della Chiesa e un servizio inestimabile alla società" ed ha concluso il suo discorso invitando i Presuli a incoraggiare gli educatori nel loro compito di "difendere il diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni".
AL/.../NICARAGUA                                   VIS 20080908 (530)


GIOVANI: RISCOPRIRE SENSO RELIGIOSO ESISTENZA


CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2008 (VIS). Alle 18:15 di oggi pomeriggio, il Papa ha raggiunto in auto Piazza Yenne, dove ha incontrato i giovani sardi. Dopo aver ricevuto i saluti di due rappresentanti dei giovani presenti, il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato un discorso.

  "Cari ragazzi e ragazze" - ha detto il Papa - "voi costituite il futuro pieno di speranza di questa Regione, nonostante le difficoltà che conosciamo tutti. Conosco il vostro entusiasmo, i desideri che nutrite e l'impegno che ponete per realizzarli. E non ignoro le difficoltà e i problemi che incontrate. Penso (...) alla piaga della disoccupazione e della precarietà del lavoro, che mettono a rischio i vostri progetti; penso all'emigrazione, all'esodo delle forze più fresche ed intraprendenti, con il connesso sradicamento dall'ambiente, che talvolta comporta danni psicologici e morali, prima ancora che sociali".

  "Cosa dire poi" - ha proseguito il Pontefice - "del fatto che nell'attuale società consumistica, il guadagno e il successo sono diventati i nuovi idoli di fronte ai quali tanti si prostrano? La conseguenza è che si è portati a dar valore solo a chi - come si suol dire - 'ha fatto fortuna' ed ha una sua 'notorietà', non certo a chi con la vita deve faticosamente combattere ogni giorno".

  "Il possesso dei beni materiali e l'applauso della gente hanno sostituito quel lavorio su se stessi che serve a temprare lo spirito e a formare una personalità autentica. Si rischia di essere superficiali, di percorrere pericolose scorciatoie alla ricerca del successo, consegnando così la vita ad esperienze che suscitano soddisfazioni immediate, ma sono in se stesse precarie e fallaci. Cresce la tendenza all'individualismo, e quando ci si concentra solo su se stessi si diventa inevitabilmente fragili; viene meno la pazienza dell'ascolto, fase indispensabile per capire l'altro e lavorare insieme".

  "Il 20 ottobre del 1985, il caro Papa Giovanni Paolo II, incontrando qui a Cagliari i giovani provenienti dall'intera Sardegna, volle proporre tre valori importanti per costruire una società fraterna e solidale" - ha ricordato Papa Benedetto - "Sono indicazioni quanto mai attuali anche oggi, che volentieri riprendo evidenziando in primo luogo il valore della 'famiglia', da custodire - disse il Papa - come 'antica e sacra eredità'. (...) In passato la società tradizionale aiutava di più a formare e a custodire una famiglia. Oggi (...) sono ammesse altre forme di convivenza; a volte viene usato il termine 'famiglia' per unioni che, in realtà, famiglia non sono".

  "Riappropriatevi, cari giovani, del valore della famiglia;" - ha esortato il Pontefice  amatela non solo per tradizione, ma per una scelta matura e consapevole (...) Il Concilio Vaticano II la chiama 'piccola Chiesa', perché il matrimonio è un sacramento, cioè un segno santo ed efficace dell'amore che Dio ci dona in Cristo attraverso la Chiesa".

  La "seria formazione intellettuale e morale" è stato il secondo valore sul quale si è soffermato il Papa affermando: "La crisi di una società inizia quando essa non sa più tramandare il suo patrimonio culturale e i suoi valori fondamentali alle nuove generazioni. Non mi riferisco solo e semplicemente al sistema scolastico. La questione è più ampia. (...) Gesù ha detto: 'La verità vi farà liberi' (Gv 8,32). Il nichilismo moderno invece predica l'opposto, che cioè è la libertà a rendervi veri. C'è anzi chi sostiene che non esiste nessuna verità, aprendo così la strada allo svuotamento dei concetti di bene e di male e rendendoli addirittura interscambiabili".

  "Una fede sincera e profonda" è il terzo valore, ha precisato il Papa ed ha affermato: "Quando si smarrisce il senso della presenza e della realtà di Dio tutto si 'appiattisce' e si riduce ad una sola dimensione. Tutto resta 'schiacciato' sul piano materiale. (...) Smarrito il mistero di Dio, sparisce anche il mistero di tutto ciò che esiste: le cose e le persone mi interessano nella misura in cui soddisfano i miei bisogni, non per sé stesse. Tutto ciò costituisce un fatto culturale, che si respira fin dalla nascita e che produce effetti interiori permanenti. La fede, in questo senso, prima di essere una credenza religiosa, è un modo di vedere la realtà, un modo di pensare, una sensibilità interiore che arricchisce l'essere umano come tale. (...) Stando con Gesù, frequentandoLo come un amico nel Vangelo e nei Sacramenti, voi potete imparare, in modo nuovo, ciò che la società spesso non è più in grado di darvi, cioè il senso religioso".

  "Possa ognuno di voi riscoprire Dio quale senso e fondamento di ogni creatura, luce di verità, fiamma di carità, vincolo di unità, come canta l'inno dell'Agorà dei giovani italiani" - ha concluso il Pontefice  - "Non avrete più paura di perdere la vostra libertà, perché la vivrete in pienezza donandola per amore. Non sarete più attaccati ai beni materiali, perché sentirete dentro di voi la gioia di condividerli. Non sarete più tristi della tristezza del mondo, ma proverete dolore per il male e gioia per il bene, specialmente per la misericordia ed il perdono. E se è così, se avrete scoperto realmente Dio nel volto di Cristo, non penserete più alla Chiesa come ad una istituzione esterna a voi, ma come alla vostra famiglia spirituale".

  Concluso l'incontro con i giovani, il Papa ha raggiunto l'aeroporto di Cagliari-Elmas, dove, poco dopo le 19:00, preso congedo dalla autorità che l'avevano accolto al suo arrivo, è ripartito per Roma dove è giunto all'aeroporto di Roma-Ciampino alle 20:30, per rientrare infine a Castel Gandolfo.
PV-ITALIA/GIOVANI/CAGLIARI                           VIS 20080908 (900)


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