Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

mercoledì 11 aprile 2007

SABATO SANTO: CON LA RISURREZIOE AMORE VINCE LA MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2007 (VIS). Alle 22:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua e nel corso della Liturgia Battesimale, ha amministrato i Sacramenti dell'iniziazione cristiana a sei catecumeni adulti, provenienti da diversi Paesi, ed il Battesimo a due bambini.

  La Veglia ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Alla processione verso l'Altare con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali

  Il Santo Padre nell'omelia, ricordando le parole: "'Resurrexi et adhuc tecum sum' - sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano", ha affermato: "La liturgia vi vede la prima parola del Figlio rivolta al Padre dopo la risurrezione, dopo il ritorno dalla notte della morte nel mondo dei viventi".

  "La parola è tratta dal Salmo 138" - ha spiegato il Papa - "Questo Salmo è un canto di meraviglia per l'onnipotenza e l'onnipresenza di Dio, un canto di fiducia in quel Dio che non ci lascia mai cadere dalle sue mani. (...) L'orante immagina un viaggio attraverso tutte le dimensioni dell'universo". Le parole del Risorto al Padre sono diventate anche una parola che il Signore dice ad ognuno di noi:  "Sono risorto e ora sono sempre con te. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce".

  Queste parole, ha detto ancora il Pontefice, sono "una spiegazione di ciò che succede nel Battesimo. Il Battesimo, infatti, è più di un lavacro, di una purificazione. È più dell'assunzione in una comunità. È una nuova nascita. Un nuovo inizio della vita (...). Nel Battesimo ci doniamo a Cristo - Egli ci assume in sé, affinché poi non viviamo più per noi stessi, ma grazie a Lui, con Lui e in Lui; affinché viviamo con Lui e così per gli altri. Nel Battesimo abbandoniamo noi stessi, deponiamo la nostra vita nelle sue mani, così da poter dire con San Paolo: 'Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me'. (...) Cari battezzandi, è questa la novità del Battesimo: la nostra vita appartiene a Cristo, non più a noi stessi. Ma proprio per questo non siamo soli neppure nella morte, ma siamo con Lui che vive sempre".

  "Ritorniamo ancora alla notte del Sabato Santo. Nel 'Credo' professiamo circa il cammino di Cristo: 'Discese agli inferi'. Che cosa accadde allora? Poiché non conosciamo il mondo della morte, possiamo figurarci questo processo del superamento della morte solo mediante immagini che rimangono sempre poco adatte. Con tutta la loro insufficienza, tuttavia, esse ci aiutano a capire qualcosa del mistero. La liturgia applica alla discesa di Gesù nella notte della morte la parola del Salmo 23 [24]: 'Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche!' La porta della morte è chiusa, nessuno può tornare indietro da lì. Non c'è una chiave per questa porta ferrea. Cristo, però, ne possiede la chiave. La sua Croce spalanca le porte della morte, le porte irrevocabili. Esse ora non sono più invalicabili. La sua Croce, la radicalità del suo amore è la chiave che apre questa porta. L'amore di Colui che, essendo Dio, si è fatto uomo per poter morire - questo amore ha la forza per aprire la porta. Questo amore è più forte della morte".

  "Quale novità è lì realmente accaduta per mezzo di Cristo?" - si è chiesto il Pontefice -  "L'anima dell'uomo, appunto, è di per sé immortale fin dalla creazione - che cosa di nuovo ha portato Cristo? Sì, l'anima è immortale, perché l'uomo in modo singolare sta nella memoria e nell'amore di Dio, anche dopo la sua caduta. Ma la sua forza non basta per elevarsi verso Dio. Non abbiamo ali che potrebbero portarci fino a tale altezza. E tuttavia, nient'altro può appagare l'uomo eternamente, se non l'essere con Dio. Un'eternità senza questa unione con Dio sarebbe una condanna. L'uomo non riesce a giungere in alto, ma anela verso l'alto: 'Dal profondo grido a te…' Solo il Cristo risorto può portarci su fino all'unione con Dio, fin dove le nostre forze non possono arrivare. Egli prende davvero la pecora smarrita sulle sue spalle e la porta a casa. Aggrappati al suo Corpo noi viviamo, e in comunione con il suo Corpo giungiamo fino al cuore di Dio. E solo così è vinta la morte, siamo liberi e la nostra vita è speranza".

  "È questo il giubilo della Veglia Pasquale" - ha esclamato il Santo Padre - "noi siamo liberi. Mediante la risurrezione di Gesù l'amore si è rivelato più forte della morte, più forte del male. L'amore Lo ha fatto discendere ed è al contempo la forza nella quale Egli ascende. La forza per mezzo della quale ci porta con sé. Uniti col suo amore, portati sulle ali dell'amore, come persone che amano scendiamo insieme con Lui nelle tenebre del mondo, sapendo che proprio così saliamo anche con Lui. Preghiamo quindi in questa notte: Signore, dimostra anche oggi che l'amore è più forte dell'odio. Che è più forte della morte. Discendi anche nelle notti e negli inferi di questo nostro tempo moderno e prendi per mano coloro che aspettano. Portali alla luce!"
BXVI-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/...               VIS 20070411 (900)


VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO


CITTA' DEL VATICANO, 6 APR. 2007 (VIS). Alle ore 17.00 di oggi, Venerdì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Come di consueto, durante la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni e quindi il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto l'omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

  Alle ore 21:15, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto al Colosseo il pio esercizio della Via Crucis, trasmesso in mondovisione. I testi delle meditazioni proposte quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti da Monsignor Gianfranco Ravasi, Prefetto della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

  Nel corso della Via Crucis al Colosseo il Santo Padre Benedetto XVI ha portato la croce alla I e alla XIV stazione. Nella II stazione la Croce è stata portata dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, e nelle successive stazioni, è stata portata da una famiglia della città di Roma, da quattro giovani donne provenienti rispettivamente dalla Repubblica Democratica del Congo, dalla Corea, dalla Cina e dall'Angola, da un giovane del Cile e da due frati francescani della Custodia di Terra Santa.

  Al termine della Via Crucis, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione, le seguenti parole: "Cari fratelli e sorelle, seguendo Gesù nella via della Sua passione vediamo non soltanto la passione di Gesù, ma vediamo tutti i sofferenti del mondo ed è questa la profonda intenzione della preghiera della Via Crucis: di aprire i nostri cuori e aiutarci a vedere con il cuore".

  "I Padri della Chiesa hanno considerato come il più grande peccato del mondo pagano la insensibilità, la durezza del cuore e amavano la profezia del profeta Ezechiele: 'Vi toglierò il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne' (cf Ez 36,26). Convertirsi a Cristo, divenire cristiano voleva dire ricevere un cuore di carne, un cuore sensibile per la passione e la sofferenza degli altri".

  "Il nostro Dio non è un Dio lontano, intoccabile nella sua beatitudine: il nostro Dio ha un cuore. Anzi ha un cuore di carne, si è fatto carne proprio per poter soffrire con noi ed essere con noi nelle nostre sofferenze. Si è fatto uomo per darci un cuore di carne e per risvegliare in noi l'amore per i sofferenti, per i bisognosi".
 
  "Preghiamo in questa ora il Signore per tutti i sofferenti del mondo. Preghiamo il Signore perché ci dia realmente un cuore di carne, ci faccia messaggeri del Suo amore non solo con parole, ma con tutta la nostra vita. Amen".
BXVI-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/...               VIS 20070411 (470)


GIOVEDÌ SANTO: SANTA MESSA CRISMA E IN COENA DOMINI


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2007 (VIS). Alle ore 9.30 di questa mattina, ricorrenza del Giovedì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali. La Messa del Crisma è stata concelebrata dal Santo Padre Benedetto XVI con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri, diocesani e religiosi, presenti a Roma. Nel corso della Celebrazione Eucaristica, dopo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, sono stati benedetti l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi e il crisma.

  Ricordando il momento dell'Ordinazione sacerdotale quando il sacerdote riveste i paramenti liturgici, il Papa ha affermato: "In questo gesto esterno la Chiesa vuole renderci evidente l'evento interiore e il compito che da esso ci viene: rivestire Cristo; donarsi a Lui come Egli si è donato a noi. Questo evento, il 'rivestirsi di Cristo', viene rappresentato sempre di nuovo in ogni Santa Messa mediante il rivestirci dei paramenti liturgici" che "vogliono illustrare che cosa significhi 'rivestirsi di Cristo', parlare ed agire 'in persona Christi'".

  "L'indossare le vesti sacerdotali" - ha detto il Papa - "era una volta accompagnato da preghiere che ci aiutano a capire meglio i singoli elementi del ministero sacerdotale. Cominciamo con l''amitto'. In passato - e negli ordini monastici ancora oggi - esso veniva posto prima sulla testa, come una specie di cappuccio, diventando così un simbolo della disciplina dei sensi e del pensiero necessaria per una giusta celebrazione della Santa Messa".

  "I testi della preghiera che interpretano il 'camice' e la 'stola'" - ha proseguito il Pontefice - "vanno ambedue nella stessa direzione. Evocano il vestito festivo che il padre donò al figlio prodigo tornato a casa cencioso e sporco. Quando ci accostiamo alla liturgia per agire nella persona di Cristo ci accorgiamo tutti quanto siamo lontani da Lui; quanta sporcizia esiste nella nostra vita. Egli solo può donarci il vestito festivo, renderci degni di presiedere alla sua mensa, di stare al suo servizio".

  "Indossando il camice dovremmo ricordarci: Egli ha sofferto anche per me. E soltanto perché il suo amore è più grande di tutti i miei peccati, posso rappresentarlo ed essere testimone della sua luce. (...) Chiediamo al Signore di allontanare ogni ostilità dal nostro intimo, di toglierci ogni senso di autosufficienza e di rivestirci veramente con la veste dell'amore, affinché siamo persone luminose e non appartenenti alle tenebre".

  "Infine ancora una breve parola riguardo alla casula. La preghiera tradizionale quando si riveste la casula vede rappresentato in essa il giogo del Signore che a noi come sacerdoti è stato imposto. (...) Portare il giogo del Signore significa innanzitutto: imparare da Lui. Essere sempre disposti ad andare a scuola da Lui. Da Lui dobbiamo imparare la mitezza e l'umiltà - l'umiltà di Dio che si mostra nel suo essere uomo".

 Alle 17.30 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la concelebrazione della Santa Messa 'nella Cena del Signore'.  Nel corso della Liturgia il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici uomini, rappresentanti delle aggregazioni laicali della Diocesi di Roma.

  Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Santo Padre un'offerta a sostegno del Dispensario medico di Baidoa in Somalia".

  "Nei racconti degli evangelisti" - ha spiegato il Papa nell'omelia - "esiste un'apparente contraddizione tra il Vangelo di Giovanni, da una parte, e ciò che, dall'altra, ci comunicano Matteo, Marco e Luca. Secondo Giovanni, Gesù morì sulla croce precisamente nel momento in cui, nel tempio, venivano immolati gli agnelli pasquali. La sua morte e il sacrificio degli agnelli coincisero. Ciò significa, però, che Egli morì alla vigilia della Pasqua e quindi non poté personalmente celebrare la cena pasquale - questo, almeno, è ciò che appare. Secondo i tre Vangeli sinottici, invece, l'Ultima Cena di Gesù fu una cena pasquale, nella cui forma tradizionale Egli inserì la novità del dono del suo corpo e del suo sangue. Questa contraddizione fino a qualche anno fa sembrava insolubile".

  "La scoperta degli scritti di Qumran" - ha proseguito il Santo Padre - "ci ha nel frattempo condotto ad una possibile soluzione convincente che, pur non essendo ancora accettata da tutti, possiede tuttavia un alto grado di probabilità. Siamo ora in grado di dire che quanto Giovanni ha riferito è storicamente preciso. Gesù ha realmente sparso il suo sangue alla vigilia della Pasqua nell'ora dell'immolazione degli agnelli. Egli però ha celebrato la Pasqua con i suoi discepoli probabilmente secondo il calendario di Qumran, quindi almeno un giorno prima - l'ha celebrata senza agnello, come la comunità di Qumran, che non riconosceva il tempio di Erode ed era in attesa del nuovo tempio. Gesù dunque ha celebrato la Pasqua senza agnello - no, non senza agnello: in luogo dell'agnello ha donato se stesso, il suo corpo e il suo sangue. (...) Ha offerto Egli stesso la sua vita. Solo così l'antica Pasqua otteneva il suo vero senso".

  Benedetto XVI ha inoltre sottolineato che: "Il gesto nostalgico, in qualche modo privo di efficacia, che era l'immolazione dell'innocente ed immacolato agnello, ha trovato risposta in Colui che per noi è diventato insieme Agnello e Tempio".

  "Così al centro della Pasqua nuova di Gesù stava la Croce. Da essa veniva il dono nuovo portato da Lui. E così essa rimane sempre nella Santa Eucaristia, nella quale possiamo celebrare con gli Apostoli lungo il corso dei tempi la nuova Pasqua".

  Il Papa ha concluso l'omelia pregando il Signore "di aiutarci a comprendere sempre più profondamente questo mistero meraviglioso, ad amarlo sempre di più e in esso amare sempre di più Lui stesso. Preghiamolo di attirarci con la santa comunione sempre di più in se stesso. Preghiamolo di aiutarci a non trattenere la nostra vita per noi stessi, ma a donarla a Lui e così ad operare insieme con Lui, affinché gli uomini trovino la vita - la vita vera che può venire solo da Colui che è Egli stesso la Via, la Verità e la Vita. Amen".
BXVI-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÍ SANTO/...             VIS 20070411 (1020)


mercoledì 4 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). - Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinuncia del Cardinale Eduardo Martìnez Somalo all'incarico di Camerlengo di Santa Romana Chiesa, in adempimento a quanto previsto dalla Costituzione Apostolica 'Universi Dominici Gregis', ed ha chiamato a succedergli, nel medesimo incarico, il Cardinale Tarcisio Bertone S.D.B., Segretario di Stato.

- Ha nominato il Monsignor Gilbert A. Garcera, Vescovo di Daet (superficie: 2.200; popolazione: 508.360; cattolici: 462.607; sacerdoti: 52; religiosi: 35), Filippine. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Magarao (Filippine) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. È stato finora Direttore Nazionale delle Opere Missionarie Pontificie e succede al Vescovo Benjamìn J. Almoneda, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Versaldi, Vescovo di Alessandria (superficie: 740; popolazione: 156.200; cattolici: 150.100; sacerdoti: 104; religiosi: 218; diaconi permanenti: 13), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Villarboit (Italia) ed è stato nominato sacerdote nel 1967. È stato finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Vercelli. Succede al Vescovo Fernando Charrier, del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignor Stanislas Lalanne, Vescovo di Countances (superficie: 5.991; popolazione: 486.000; cattolici: 405.000; sacerdoti: 255; religiosi: 312; diaconi permanenti: 33), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Metz (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. È stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale di Francia.
RE:NER/.../...                                       VIS 20070404 (255)


PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PAPA SU GESÚ DI NAZARETH


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Venerdì 13 aprile, alle ore 16:00, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, avrà luogo la presentazione pubblica del libro di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI - "Gesù di Nazareth". Il volume sarà in vendita nelle librerie già da lunedì 16, nell'edizione italiana (Rizzoli), tedesca (Herder) e polacca (Wydawnictwo M).

  Alla presentazione interverranno il Cardinale Christoph Schönborn O.P., Arcivescovo di Vienna (Austria), il Professor Daniele Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia di Roma e il Professor Massimo Cacciari, Ordinario di Estetica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Coordinatore della presentazione sarà Padre Federico Lombardi, S.J., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
OP/LIBRO BENEDETTO XVI/...                                                  VIS 20070404 (110)


IL PAPA SI COMPIACE LAVORO CARDINALE MARTINEZ SOMALO


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al Cardinale Eduardo Martìnez Somalo, del quale ha accolto  la rinuncia all'incarico di Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

  Nel testo, datato 4 aprile, il Papa si compiace con il Porporato, che lo scorso 31 marzo ha compiuto 80 anni, della "diligenza, della competenza e dell'amore" con i quali ha svolto "un incarico così delicato al servizio della Santa Sede e della Chiesa Universale".

  In particolare, il Santo Padre esprime al Cardinale la sua stima per "la gran dignità e la solenne sobrietà con cui ha svolto l'incarico di Camerlengo (...) al momento del pio trapasso del compianto Papa Giovanni Paolo II, in occasione della straordinaria dimostrazione di fede durante i funerali dell'amato Pontefice, durante tutto il periodo della Sede Vacante e nello svolgimento dei lavori del conclave per l'elezione del nuovo Papa".
BXVI-LETTERA/RINGRAZIAMENTO/MARTINEZ                VIS 20070404 (160)


IL MISTERO PASQUALE È UNA REALTÀ ATTUALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2007 (VIS). Durante l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato del Triduo Pasquale, che ha inizio domani.

  "Nei prossimi giorni" - ha detto il Santo Padre - "commemoreremo lo scontro supremo tra la Luce e le Tenebre, tra la Vita e la Morte. Anche noi dobbiamo inserirci in questo contesto, consapevoli della nostra notte, delle nostre colpe e delle nostre responsabilità, se vogliamo rivivere con profitto spirituale il Mistero pasquale, che costituisce il fulcro centrale della nostra fede".

  Il Giovedì Santo, ha ricordato Benedetto XVI durante la Messa Crismale, il Pastore diocesano e i presbiteri "rinnovano le promesse formulate il giorno dell'Ordinazione sacerdotale" e vengono benedetti "gli oli dei catecumeni, degli infermi e il Sacro Crisma". Durante la Messa "in Cena Domini", "la Comunità cristiana rivive ciò che è accaduto nell'Ultima Cena. Nel Cenacolo, il Redentore volle anticipare, nel Sacramento del pane e del vino, convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue, il sacrificio della sua vita, il dono definitivo di sé all'umanità".

  Dopo la Messa "in Cena Domini", i fedeli sono esortati a rimanere in "adorazione del Santissimo Sacramento, rivivendo l'agonia di Gesù nel Getsemani. In questo modo potranno meglio comprendere il mistero del Giovedì Santo, che racchiude il triplice e sommo dono del Sacerdozio ministeriale, dell'Eucaristia, e del Comandamento nuovo dell'amore".

  Il Papa ha segnalato che il Venerdì Santo "è una giornata di penitenza, di digiuno e di preghiera, di partecipazione alla morte del Signore. (...) La comunità adora quindi la Croce e si accosta all'Eucaristia, consumando le sacre specie conservate dalla Messa 'in cena Domini'. In questo giorno, la tradizione cristiana, ha aggiunto Benedetto XVI, consiglia la pratica della Via Crucis, "che ci offre durante tutto l'anno la possibilità di imprimere sempre più profondamente nel nostro animo il mistero della Croce".

  Benedetto XVI ha affermato che durante il Sabato Santo "noi cristiani siamo invitati a rimanere in un raccoglimento interiore, spesso difficile da coltivare in questo nostro tempo, per prepararsi alla Veglia pasquale", nella quale "il velo di mestizia, che avvolge la Chiesa per la morte e la sepoltura del Signore, sarà tolto dal grido di vittoria: Cristo è risorto e ha sconfitto per sempre la morte!"

  "Il Mistero pasquale, che il Triduo pasquale ci farà rivivere, non è soltanto un ricordo, ma realtà attuale: anche oggi Cristo" - ha concluso il Pontefice - "vince il peccato e la morte con il suo amore. Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, verità e amore. Se con Lui saremo disposti a soffrire e a morire, ci ricorda San Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diverrà la nostra vita. Su questa certezza si fonda e si costruisce la nostra esistenza cristiana".

  Terminata l'Udienza Generale, il Santo Padre ha salutato i partecipanti al Congresso Internazionale dell'UNIV, promosso dalla Prelatura dell' Opus Dei, che quest'anno  presenta il tema: "Essere, apparire, comunicare: mode e modelli sociali del cinema e della televisione".

  Benedetto XVI ha esortato i giovani con queste parole: "Cari amici, vi auguro che queste giornate romane siano per tutti occasione di una forte esperienza ecclesiale, perché possiate tornare a casa animati dal desiderio di servire più generosamente Cristo e i fratelli. 'Servizio: come mi piace questa parola!' - diceva San Josemarìa Escrivà - e aggiungeva: 'Confidiamo al Signore la nostra decisione di voler imparare a servire, perché soltanto così potremo non solo conoscere Cristo, ma farlo conoscere e amare dagli altri'. (È Gesù che parla, 182).
AG/TRIDUO PASQUALE/...                                                         VIS 070404 (580)


martedì 3 aprile 2007

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS) Di seguito riportiamo i dati dei Presuli venuti a mancare recentemente:

- L'Arcivescovo Marianus Arokiasamy, di Madurai (India), il 22 marzo, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Gervazio Moses Chisendra, di Dedza (Malawi), il 14 agosto 2004, all'età 76 di anni.

- L'Arcivescovo Frane Franic, di Split-Makarska (Croazia), il 17 marzo, all'età di 94 anni.

- L'Arcivescovo Antonio Magnoni, Nunzio Apostolico, il 18 marzo, all'età 87 di anni.

- Il Vescovo Laurence Patrick Murphy, di Broken Bay (Australia), il 18 marzo, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Eugenio Romero Pose, di Turuda (Spagna), il 25 marzo, all'età di 58 anni.

- L'Arcivescovo Michael Rozario, di Dhaka (Bangladesh), il 18 marzo, all'età di 81 anni.

- L'Arcivescovo Francois Saint-Macary, di Rennes (Francia), il 26 marzo, all'età di 71 anni.

- L'Arcivescovo John Aloysius Ward, O.F.M. Cap., di Cardiff (Regno Unito), il 27 marzo, all'età di 78 anni.
.../IN MEMORIAM/...                                                            VIS 20070403 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Angelo Spina, finora Vicario Episcopale del Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso e Parroco della Concattedrale di Boiano (Italia), Vescovo di Sulmona-Valva (superficie: 1.814; popolazione: 79.683; cattolici: 77.976; sacerdoti: 76; religiosi: 151; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo Spina succede al Vescovo Giuseppe Di Falco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Monsignore Peter A. Libasci, Vescovo Ausiliare di Rockville Centre (superficie: 3.164; popolazione: 3.354.000; cattolici: 1.444.000; sacerdoti: 476; religiosi 1.397; diaconi permanenti: 267), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Jackson Heights (New York), è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed è stato finora Parroco di "Santa Teresa di Lisieux" a Montauk. Il Vescovo Libasci succede al Vescovo Emil A. Wcela, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'Ufficio di Ausiliare, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Padre Vincentius Sutikno Wisaksono, Vescovo di Surabaya (superficie 24.461; popolazione: 3.000.000; cattolici: 153.000; sacerdoti: 118; religiosi: 400), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed è stato finora Vicario parrocchiale della Cattedrale di Surabaya (Indonesia).

- Il Padre Alessandro Pagani S.M.M., Vescovo di Mangochi (superficie: 11.385; popolazione: 1.240.000; cattolici: 230.443; sacerdoti: 171; religiosi: 55), Malawi. Il Vescovo eletto è nato nel 1937 a Torre Boldone di Bergamo, è stato ordinato sacerdote nel 1965 ed è stato finora Assistente Spirituale della Legione di Maria e Vice Coordinatore della Missione Monfartana italiana in Malawi.
NER:RE:NEA/.../...                                                                          VIS 20070403 (250)


GIOVANNI PAOLO II È STATO VERAMENTE UN SERVO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2007 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza S. Pietro, la Celebrazione Eucaristica con i Cardinali in suffragio del defunto Pontefice Giovanni Paolo II, a cui hanno assistito più di 30.000 persone per la maggior parte provenienti dalla Polonia.

 "Con la presente celebrazione" - ha sottolineato il Papa nell'omelia - "vogliamo innanzitutto rinnovare a Dio il nostro rendimento di grazie per avercelo dato durante ben 27 anni quale padre e guida sicura nella fede, zelante pastore e coraggioso profeta di speranza, testimone infaticabile ed appassionato servitore dell'amore di Dio".

 Benedetto XVI ha rivolto in particolare parole di saluto al Cardinale Stanislaw Dziwisz, per oltre quaranta anni Segretario Particolare del defunto Pontefice. Il Santo Padre è passato, poi, a commentare il Vangelo di oggi che narra la cena di Betania, ed in particolare quel momento in cui Maria, sorella  di Lazzaro, prendendo una boccetta di profumo, molto prezioso, unge i piedi di Gesù e li asciuga con i capelli.

 "Il gesto dell'unzione di Maria di Betania è ricco di echi e di suggestioni spirituali. Evoca la luminosa testimonianza che Giovanni Paolo II ha offerto di un amore a Cristo, senza riserve e senza risparmio. Il 'profumo' del suo amore 'ha riempito tutta la casa', cioè tutta la Chiesa. (...) La stima, il rispetto e l'affetto che credenti e non credenti gli hanno espresso alla sua morte, non ne sono forse un'eloquente testimonianza?".

 Il Papa ha detto anche che "l'intenso e fruttuoso ministero pastorale, e ancor più il calvario dell'agonia e la serena morte dell'amato nostro Papa, hanno fatto conoscere agli uomini del nostro tempo che Gesù Cristo era veramente il suo 'tutto'".

 "La fecondità di questa testimonianza (...) dipende dalla Croce. Nella vita di Karol Wojtyla, la parola 'croce' non è stata solo una parola. Fin dall'infanzia e dalla giovinezza, egli conobbe il dolore e la morte" e "specialmente con il lento, ma implacabile progredire della malattia, che a poco a poco lo ha spogliato di tutto, la sua esistenza si è fatta interamente un'offerta a Cristo".

 "Il suo Pontificato si è svolto nel segno della 'prodigalità', dello spendersi generoso senza riserve. Che cosa lo muoveva se non l'amore mistico per Cristo? (...) 'Il Maestro è qui e ti chiama'. Il 2 aprile 2005, il Maestro tornò (...) a chiamarlo per portarlo (...) alla casa del Padre. Ed egli, ancora una volta, rispose prontamente col suo cuore intrepido, e sussurrò: 'Lasciatemi andare dal Signore'".

 "Da lungo tempo egli si preparava a quest'ultimo incontro con Gesù, come documentano le diverse stesure del suo Testamento. (...) È morto pregando. Davvero si è addormentato nel Signore" e "il profumo della fede, della speranza e della carità del Papa, riempì la sua casa, riempì Piazza San Pietro, riempì la Chiesa e si propagò nel mondo intero".

 "Servo di Dio" - ha esclamato il Pontefice - "questo egli è stato e così ora lo chiamiamo nella Chiesa, mentre speditamente progredisce il suo processo di Beatificazione (...) Servo di Dio, un titolo particolarmente appropriato per lui. Il Signore lo ha chiamato al Suo servizio nella strada del sacerdozio e gli ha aperto via via orizzonti sempre più ampi: dalla sua Diocesi fino alla Chiesa universale. Questa dimensione di universalità ha raggiunto la massima espansione nel momento della sua morte, avvenimento che il mondo intero ha vissuto con una partecipazione mai vista nella storia".

 "Il 'Totus tuus' dell'amato Pontefice ci stimoli" - ha concluso Benedetto XVI - "a seguirlo sulla strada del dono di noi stessi a Cristo per intercessione di Maria (...), mentre alle Sue mani materne affidiamo questo nostro padre, fratello ed amico, perchè in Dio riposi e gioisca nella pace".
HML/GIOVANNI PAOLO II/...                                                     VIS 20070403 (670)


lunedì 2 aprile 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Pascal Wintzer, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Poitiers (superficie: 12.989; popolazione: 750.000; cattolici: 670.000; sacerdoti: 290; religiosi:  576; diaconi permanenti: 31), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Rouen (Francia), è stato ordinato sacerdote nel 1987 ed è stato finora  Vicario Generale di Rouen (Francia).

  Sabato 31 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Nashik (India), presentata dal Vescovo Thomas Bhalerao, S.I., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Oscar Ngoy wa Mpangu, C.S.Sp., Superiore Provinciale della Congregazione dello Spirito Santo, Vescovo di Kongolo (superficie: 44.206; popolazione: 700.000; cattolici: 120.000; sacerdoti: 36; religiosi: 74), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo), è nato nel 1964 a Kyolo (Repubblica Democratica del Congo), ha emesso la Prima Professione nella Congregazione dello Spirito Santo nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Succede al Vescovo Jérôme Kanyangu Lukundwe, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia la governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Professore Onorato Bucci, Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Ha nominato la pittrice Signora Laura Stocco, il letterato Signor Armando Torno e lo scultore Signor Domenico Siniscalco, Membri Ordinari della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.

- Ha nominato Don Sabino Ardito, S.D.B., Vicario Giudiziale del Tribunale di Prima Istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione Lazio.

- Ha nominato il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio e Segretario di Stato emerito, Legato Pontificio per la solenne celebrazione di apertura del 90° anniversario delle apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima (Portogallo), che avranno luogo a Fatima nei giorni 12 e 13 maggio 2007.
NEA:RE:NER:NA/.../...                               VIS 20070402 (280)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Toscana) in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze, con il Vescovo Ausiliare Claudio Maniago. 

- L'Arcivescovo Benvenuto Italo Castellani, di Lucca.

- Il Vescovo Mansueto Bianchi, di Pistoia.

- Il Vescovo Eugenio Binini, d i Massa Carrara-Pontremoli.

- L'Arcivescovo Alessandro Plotti, di Pisa.

 Il Vescovo Gualtiero Bassetti, di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

  Sabato 31 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

 - Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

 Il Vescovo Giuseppe Malandrino, di Noto.

  - Il Vescovo Paolo Urso, di Ragusa.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                        VIS 20070402 (140)


RISPONDERE AMORE DI DIO, PROPOSITO VITA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura dell'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio Giovanni Paolo II, prima tappa del processo di Beatificazione del Pontefice, mancato il 2 aprile del 2005.

  Ha chiuso la sessione il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, con un discorso sulla spiritualità di Giovanni Paolo II, nel quale ha sottolineato che: "All'inizio, al centro ed al vertice di un tale ritratto non può non stare il rapporto personale di Karol Wojtyla con Dio: un rapporto che appare già forte, intimo e profondo negli anni della sua fanciullezza e che poi non ha cessato di crescere, di irrobustirsi e produrre frutti in tutte le dimensioni della sua vita.  (...) Siamo, qui, in presenza del Mistero: anzitutto il mistero dell'amore di predilezione con cui Dio Padre ha amato questo ragazzo polacco, lo ha unito a sé e lo ha mantenuto in questa unione, non risparmiandogli le prove della vita, anzi, associandolo sempre di nuovo alla croce del proprio Figlio, ma anche donandogli il coraggio di amare questa croce e l'intelligenza spirituale per scorgere attraverso di essa il volto di Padre".

  "Nella certezza di essere amato da Dio e nella gioia di corrispondere a questo amore Karol Wojtyla ha trovato il senso, l'unità e lo scopo della propria vita. Tutti coloro che lo hanno conosciuto, da vicino o anche solo da lontano, sono stati colpiti infatti dalla ricchezza della sua umanità, dalla sua piena realizzazione come uomo, ma ancor più illuminante e significativo è il fatto che tale pienezza di umanità coincide, alla fine, con questo rapporto con Dio, in altre parole con la sua santità".

  La sessione di apertura della fase diocesana si è svolta nella medesima Basilica il 28 giugno del 2005, a meno di tre mesi dalla morte di Giovanni Paolo II, grazie alla dispensa concessa da Papa Benedetto XVI, in quanto tra la data della morte della persona e quella di inizio di un processo per la sua Beatificazione, devono intercorrere almeno cinque anni.

 Conclusa l'inchiesta diocesana, gli atti e la documentazione saranno trasmessi alla Congregazione per le Cause dei Santi.
.../BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II/RUINI               VIS 20070402 (400)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: "Perchè, lasciandosi illuminare e guidare dallo Spirito Santo, ogni cristiano risponda con entusiasmo e fedeltà all'universale chiamata alla santità".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè cresca il numero delle vocazioni sacerdotali e religiose nell'America settentrionale e nei Paesi dell'Oceano Pacifico, per rispondere adeguatamente alle esigenze pastorali e missionarie di quelle popolazioni".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/...            VIS 20070402 (90)


ESSERE TESTIMONI DI GESÙ TRA I VOSTRI COETANEI


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). Al termine della solenne Celebrazione Liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato, in diverse lingue, le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa si è rivolto, in particolare, in francese, inglese, spagnolo, portoghese, polacco ed italiano, ai giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, ricordandone il tema: "Che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi".

  "Con grande allegria e fervore" - ha detto Papa Benedetto XVI - "accogliamo questo nuovo comandamento di Cristo, che vi invita ad essere suoi testimoni tra i vostri coetanei. Non abbiate paura di seguirlo fedelmente". 

  "Auguro a tutti voi una settimana Santa ricca di frutti spirituali, e, per questo, invito a viverla in intima unione con la Vergine Maria. Da lei impariamo il silenzio interiore, lo sguardo del cuore, la fede amorosa per seguire Gesù sulla via della Croce, che conduce alla luce gioiosa della Risurrezione".
ANG/DOMENICA DELLE PALME/...                       VIS 20070402 (180)


SEGUIRE CRISTO SIGNIFICA DARSI TOTALMENTE A LUI


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2007 (VIS). Alle ore 9.30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza San Pietro, la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, con la quale inizia la Settimana Santa. Il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione dall'obelisco fino all'altare, ha celebrato la Santa Messa.

 Alla Celebrazione Eucaristica hanno partecipato 50.000 persone, la maggior parte giovani di Roma e di altre Diocesi, in occasione della ricorrenza  della XXII Giornata Mondiale della Gioventù, quest'anno dedicata al tema: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri".

   Nell'omelia, Benedetto XVI ha detto che nella processione della Domenica delle Palme acclamiamo il Signore, come i discepoli che hanno accompagnato il Signore  e "Come loro lodiamo il Signore a gran voce per tutti i prodigi che abbiamo veduto. Sì, anche noi abbiamo visto e vediamo tuttora i prodigi di Cristo: come Egli porti uomini e donne a rinunciare alle comodità della propria vita e a mettersi totalmente a servizio dei sofferenti; come Egli dia il coraggio a uomini e donne di opporsi alla violenza e alla menzogna, per far posto nel mondo alla verità; come Egli, nel segreto, induca uomini e donne a far del bene agli altri, a suscitare la riconciliazione dove c'era l'odio, a creare la pace dove regnava l'inimicizia".

  La processione delle Palme, ha continuato il Papa, "è anche una processione di Cristo Re (...). Riconoscerlo come Re significa: accettarlo come Colui che ci indica la via, del quale ci fidiamo e che seguiamo. Significa accettare giorno per giorno la sua parola come criterio valido per la nostra vita. Significa vedere in Lui l'autorità alla quale ci sottomettiamo. Ci sottomettiamo a Lui, perché la sua autorità è l'autorità della verità". Inoltre, il Papa ha voluto mettere in rilievo che la processione delle Palme è "anche espressione del nostro 'sì' a Gesù e della nostra disponibilità ad andare con Lui ovunque ci porti", e si è domandato: "Che cosa vuol dire in concreto 'seguire Cristo?'. (...) Si tratta della decisione fondamentale di non considerare più l'utilità e il guadagno, la carriera e  il successo come scopo ultimo della mia vita, ma di riconoscere invece come criteri autentici la verità e l'amore. Si tratta della scelta tra il vivere solo per me stesso o il donarmi - per la cosa più grande. (...) Seguendo Lui entro nel servizio della verità e dell'amore. Perdendomi mi ritrovo".

  Il Santo Padre ha commentato che il Salmo della Messa di oggi "ci spiega cosa significhi il salire con Cristo. 'Chi salirà il monte del Signore?', chiede il Salmo ed indica due condizioni essenziali. Coloro che salgono e vogliono giungere veramente in alto, arrivare fino all'altezza vera, devono essere persone che (...) scrutano intorno a sé per cercare Dio, per cercare il suo Volto".

  Rivolgendosi in proposito ai giovani, il Papa ha richiamato l'attenzione su quanto sia importante, soprattutto oggi, "non lasciarsi semplicemente portare qua e là nella vita; non accontentarsi di ciò che tutti pensano e dicono e fanno. Scrutare Dio e cercare Dio. Non lasciare che la domanda su Dio si dissolva nelle nostre anime. Il desiderio di ciò che è più grande. Il desiderio di conoscere Lui  - il suo Volto...".

  "L'altra condizione molto concreta per la salita è questa: può stare nel luogo santo 'chi ha mani innocenti e cuore puro'. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzione, con tangenti". Il Santo Padre ha sottolineato che: "È puro un cuore che non finge e non si macchia con menzogna e ipocrisia. Un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva, perché non conosce doppiezza. È puro un cuore che non si strania con l'ebbrezza del piacere; un cuore il cui amore è vero e non è soltanto passione di un momento".

  Benedetto XVI ha concluso ricordando che: "Con la croce Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini. Ora essa è aperta. Ma anche dall'altro lato il Signore bussa con la sua croce: bussa alle porte del mondo, alle porte dei nostri cuori, che così spesso e in così gran numero sono chiuse per Dio. E ci parla più o meno così: se le prove che Dio nella creazione ti dà della sua esistenza non riescono ad aprirti per Lui; se la parola della Scrittura e il messaggio della Chiesa ti lasciano indifferente - allora guarda a me, al Dio che per te si è reso sofferente, che personalmente patisce con te - vedi che io soffro per amore tuo e apriti a me, tuo Signore e tuo Dio. È questo l'appello che in quest'ora lasciamo penetrare nel nostro cuore".
HML/DOMENICA DELLE PALME/...                     VIS 20070402 (810)


DIO CHIAMA SANTITÀ ATTRAVERSO QUOTIDIANE OCCUPAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto 7.000 dirigenti e soci della Confartigianato.

  Fondata nel 1946, "sul principio della libera adesione e aperta a ogni componente geografica, settoriale e culturale dell'imprenditoria artigiana e delle piccole imprese, la Confartigianato" - ha ricordato il Pontefice - "ha dato un indubbio contributo alla costruzione della moderna Nazione italiana. (...) Se fino a qualche decennio fa, artigiano evocava qualcosa di 'vecchio e pittoresco', (...) oggi vuol dire piuttosto autonomia, creatività, personalizzazione nella produzione di beni e servizi".  Sottolineando che il lavoro "appartiene alla condizione originaria dell'uomo", Papa Benedetto XVI ha affermato che "la Chiesa, fedele alla parola di Dio, non cessa di richiamare il principio secondo cui il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro. Proclama così senza sosta il primato dell'uomo sull'opera delle sue mani, e ricorda che tutto deve essere finalizzato al vero progresso della persona umana e al bene comune: il capitale, la scienza, la tecnica, le risorse pubbliche e la stessa proprietà privata".  Benedetto XVI ha citato le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II rivolse agli artigiani in occasione del Grande Giubileo dell'Anno Duemila:"'Voi potete ridare forza e concretezza  a quei valori che da sempre caratterizzano la vostra attività: il profilo qualitativo, lo spirito di iniziativa, la promozione delle capacità artistiche, la libertà e la cooperazione, il rapporto corretto tra la tecnologia e l'ambiente, l'attaccamento alla famiglia, i rapporti di buon vicinato".

  Il Santo Padre ha esortato gli artigiani con queste parole: "Cari amici, continuate con tenacia e perseveranza a custodire e a valorizzare la cultura produttiva artigiana, capace di dar vita a grandi occasioni di equilibrato progresso economico e di incontro tra uomini e popoli. Come cristiani, poi, sia vostro impegno vivere e testimoniare il 'Vangelo del lavoro', consapevoli che il Signore chiama tutti i battezzati alla santità attraverso le loro quotidiane occupazioni".  San Josemaría Escrivá, un Santo di questi nostri tempi, ha soggiunto il Papa, nota in proposito che: "'il lavoro, essendo stato assunto da Cristo, diventa attività redenta e redentrice: non solo è l'ambito nel quale l'uomo vive, ma mezzo e strada di santità, realtà santificabile e santificatrice'".

 Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affermando: "Alla scuola della Famiglia di Nazareth potete più facilmente apprendere come coniugare una coerente vita di fede con la fatica e le difficoltà del lavoro, il profitto personale e l'impegno di solidarietà verso i bisognosi".
AC/CONFARTIGIANATO/...                           VIS 20070402 (420)


venerdì 30 marzo 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Giuseppe Costanzo, di Siracusa.

    - Il Vescovo Vincenzo Manzella, di Caltagirone.

    - Il Vescovo Francesco Miccichè, di Trapani.

    - Il Vescovo Francesco Sgalambro, di Cefalù.

    - Il Vescovo Ignazio Zambito, di Patti.

    - Il Vescovo Domenico Mogavero, di Mazara del Vallo con l'Amministratore Diocesano Monsignor Mariano Crociata.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070330 (110)


RISPETTO DELLE RELIGIONI E DIRITTO ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Il 22 marzo scorso, l'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto alla IV Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, in merito alla libertà religiosa.

  Nel suo discorso, il cui testo è stato reso pubblico questa mattina, l'Arcivescovo esprime la preoccupazione della Santa Sede, di fronte all'emerge di un "apparente dilemma fra il rispetto dovuto alle religioni ed il diritto alla libertà religiosa, come se fossero aspetti incompatibili che si escludono a vicenda. Al contrario, sono valori complementari che non possono sussistere l'uno senza l'altro".

  "Ogni religione che predica o tollera la violenza, l'intolleranza e l'odio è indegna di questo nome. (...) Rispettare la religione significa rispettare coloro che hanno scelto di seguirla e praticarla liberamente e pacificamente, in privato e in pubblico, individualmente e collettivamente".

  Il Nunzio Apostolico ha ribadito infine che "uno stato autenticamente democratico valuta la libertà religiosa elemento fondamentale del bene comune, degno di rispetto e di salvaguardia, e crea le condizioni che consentono ai cittadini di vivere e di agire liberamente".
DELSS/LIBERTÁ RELIGIOSA/GINEVRA:TOMASI               VIS 20070330 (210)


ESSERE TESTIMONI DI CRISTO NEL MONDO DEL LAVORO


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, l'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre, ai partecipanti al IX Forum Internazionale dei giovani, sul tema: "Testimoni di Cristo nel mondo del lavoro", in corso questa settimana a Rocca di Papa.

  "Il processo di globalizzazione in atto nel mondo" - scrive il Pontefice nel Messaggio - "ha recato con sé un'esigenza di mobilità che obbliga numerosi giovani a emigrare e a vivere lontano dal Paese d'origine e dalla propria famiglia. E questo ingenera in tanti un inquietante senso di insicurezza, con indubbie ripercussioni sulla capacità non solo di immaginare e di mettere in atto un progetto per il futuro, ma persino di impegnarsi concretamente nel matrimonio e nella formazione di una famiglia".

  "Un'approfondita analisi della situazione, infatti, conduce a constatare che il lavoro rientra nel progetto di Dio sull'uomo e che esso è partecipazione alla sua opera creatrice e redentrice. E, pertanto, ogni attività umana dovrebbe essere occasione e luogo di crescita degli individui e della società, sviluppo dei 'talenti' personali da valorizzare e porre al servizio ordinato del bene comune, in spirito di giustizia e di solidarietà. Per i credenti, poi, la finalità ultima del lavoro è la costruzione del Regno di Dio".

 "Oggi, più che mai, è necessario e urgente" - sottolinea infine il Pontefice - "proclamare 'il Vangelo del lavoro', vivere da cristiani nel mondo del lavoro e diventare apostoli fra i lavoratori. Ma per compiere questa missione occorre restare uniti a Cristo con la preghiera e un'intensa vita sacramentale, valorizzando a tale scopo in maniera speciale la Domenica, che è Giorno dedicato al Signore".
MESS/GIOVANI:LAVORO/RYLKO                       VIS 20070330 (290)


UCRAINA: CULTURE E RELIGIONI PER IL BENE COMUNE


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano la Signora Tetiana Izhevska, nuovo Ambasciatore di Ucraina presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali ed ha ringraziato la Rappresentante diplomatica per l'invito del Presidente della Repubblica, Signor Victor Iouchtchenko, a recarsi in visita nel Paese.

  "L'Ucraina che ha sempre avuto una vocazione di porta fra l'Oriente e l'Occidente in ragione della sua situazione geografica ai confini orientali del Continente europeo" - ha detto il Papa - "ha intrapreso ed intensificato, nel corso degli anni, una politica di apertura e collaborazione con gli altri paesi del continente. La Santa Sede apprezza tale prospettiva che contribuisce a ridonare all'Europa la sua vera dimensione, garantendo le condizioni di uno scambio proficuo fra paesi dell'Occidente e dell'Oriente, fra i due polmoni culturali che hanno forgiato la storia dell'Europa ed hanno segnato in particolare la sua storia cristiana".

  "Sono certo che la Nazione ucraina" - ha detto ancora il Pontefice - "profondamente imbevuta del Vangelo nella sua vita, nella sua cultura e nelle sue istituzioni, (...) si adopererà per portare alle altre nazioni il dinamismo della sua identità, preservandone le caratteristiche originali. In effetti è importante nel nostro mondo sempre più dominato delle esigenze della globalizzazione, di favorire un dialogo esigente ed approfondito fra le culture come fra le religioni, non per livellarle tutte in un sincretismo che le impoverirebbe, ma per permettere di svilupparsi nel rispetto reciproco e di operare, ognuno secondo i propri carismi, per il bene comune. Questa prospettiva permetterà certamente di ridurre le fonti sempre possibili di tensioni e di confronto fra i gruppi e fra le nazioni, e garantirà anche a tutti, le condizioni di una pace e di uno sviluppo duraturi".

  Il Papa ha successivamente ricordato lo stato positivo "delle relazioni fra le Autorità pubbliche e le Chiese e Comunità ecclesiali che vivono in Ucraina" ed ha detto che: "I credenti godono nel Paese della libertà religiosa, dimensione essenziale della libertà dell'uomo ed espressione fondamentale della sua dignità. Secondo una giusta distinzione delle responsabilità proprie della sfera religiosa e della sfera civile, lo Stato riconosce infatti i diversi culti e le diverse confessioni religiose e assicura loro un diritto uguale davanti alla legge, permettendo così ad ognuno di trovare il suo posto nella società ucraina e di ricoprirvi un ruolo specifico, per il bene della Nazione nel suo complesso".

  Il Santo Padre ha parlato anche della partecipazione della Chiesa Cattolica all'educazione dei giovani ucraini ed ha avuto parole di elogio per "la collaborazione intrapresa e condotta a buon fine nell'ambito del Consiglio pan-ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose, al fine di elaborare insieme un programma per l'insegnamento dell'etica cristiana nelle scuole pubbliche".

  Infine il Papa ha salutato la comunità cattolica dell'Ucraina, di rito bizantino e di rito latino che, ha detto, "nutre la preoccupazione del dialogo permanente fra le due tradizioni orientale ed occidentale" ed ha ringraziato il Presidente Iouchtchenko per l'attenzione riservata ai Vescovi della Conferenza Episcopale Ucraina dei Latini, dicendosi certo "dell'impegno di tutti i cattolici dell'Ucraina al servizio del bene comune del Paese".

  "So che essi desiderano testimoniare quotidianamente il Vangelo attraverso la solidarietà con i piccoli, la volontà di costruire la pace e il desiderio di consolidare sempre più i valori della famiglia fondata sull'istituzione matrimoniale" - ha concluso il Pontefice - "Conosco anche il loro desiderio di progredire nel cammino dell'unità con i fratelli ortodossi, e con i fratelli di altre confessioni cristiane. Li incoraggio a dimostrarsi sempre disponibili per consolidare il dialogo ecumenico, così necessario per superare le difficoltà".
CD/CREDENZIALI:UCRAINA/IZHEVSKA                   VIS 20070330 (610)


CONFESSIONE: INCONTRO CON LA MISERICORDIA DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Liturgia Penitenziale con migliaia di giovani della Diocesi di Roma, in preparazione alla celebrazione della XXII Giornata Mondiale della Gioventù, il prossimo 1° aprile, Domenica della Palme, sul tema: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).

  "Nel cuore di ogni uomo, mendicante di amore, c'è sete di amore" - ha detto il Papa nell'omelia - "Ancor più il cristiano non può vivere senza amore. Anzi, se non incontra l'amore vero non può dirsi nemmeno pienamente cristiano, perché, come ho rilevato nell'Enciclica 'Deus caritas est', 'all'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva' (n. 1)".

  "L'amore di Dio per noi, iniziato con la creazione, si è fatto  visibile nel mistero della Croce, in quella kenosi di Dio, in quello svuotamento ed umiliante abbassamento del Figlio di Dio che abbiamo sentito proclamare dall'apostolo Paolo nella prima Lettura, nel magnifico inno a Cristo della Lettera ai Filippesi. Sì, la Croce rivela la pienezza dell'amore di Dio per noi. Un amore crocifisso, che non si ferma allo scandalo del Venerdì Santo, ma culmina nella gioia della Risurrezione e Ascensione al cielo e nel dono dello Spirito Santo, Spirito dell'amore per mezzo del quale, anche questa sera, saranno rimessi i peccati e concessi il perdono e la pace".

  "L'amore di Dio per l'uomo" - ha proseguito il Pontefice - "che si esprime in pienezza sulla Croce, è descrivibile con il termine agape, ossia 'amore oblativo che cerca esclusivamente il bene dell'altro', ma pure con il termine eros. Infatti, mentre è amore che offre all'uomo tutto ciò che Dio è, (...),  è anche un amore dove il 'cuore stesso di Dio, l'Onnipotente, attende il 'sì' delle sue creature (...). Ma nel sacrificio della Croce Dio continua a riproporre il suo amore, la sua passione per l'uomo, quella forza che, come si esprime lo Pseudo Dionigi, 'non permette all'amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all'amato', venendo a 'mendicare' l'amore della sua creatura".

  "Cari giovani della Diocesi di Roma, con il Battesimo voi siete già nati a vita nuova in virtù della grazia di Dio. Poiché però questa vita nuova non ha soppresso la debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato, vi è data l'opportunità di accostarvi al Sacramento della confessione. (...) Sperimentate così il 'perdono dei peccati; la riconciliazione con la Chiesa; il ricupero, se perduto, dello stato di grazia; la remissione della pena eterna meritata a causa dei peccati mortali e, almeno in parte, delle pene temporali che sono conseguenza del peccato; la pace e la serenità della coscienza, e la consolazione dello spirito; l'accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano'".

  "Nella seconda parte del comandamento nuovo il Signore dice: 'Amatevi anche voi gli uni gli altri' (Gv 13,34). Certamente Egli attende che ci lasciamo attrarre dal suo amore e ne sperimentiamo tutta la grandezza e bellezza, ma non basta! Cristo ci attira a sé per unirsi a ciascuno di noi, affinché, a nostra volta, impariamo ad amare i fratelli con lo stesso suo amore".

  "Uscendo da questa celebrazione, con i cuori ricolmi dell'esperienza dell'amore di Dio, siate preparati ad 'osare' l'amore nelle vostre famiglie, nei rapporti con i vostri amici e anche con chi vi ha offeso. Siate preparati ad incidere con una testimonianza autenticamente cristiana negli ambienti di studio e di lavoro, ad impegnarvi nelle comunità parrocchiali, nei gruppi, nei movimenti, nelle associazioni e in ogni ambito della società".

  "Voi, giovani fidanzati, vivete il fidanzamento nell'amore vero, che comporta sempre il reciproco rispetto, casto e responsabile. Se il Signore chiama alcuni di voi, cari giovani amici di Roma, ad una vita di particolare consacrazione siate pronti a rispondere con un 'sì' generoso e senza compromessi".

  "Cari ragazzi e ragazze" - ha concluso il Pontefice - "il mondo aspetta questo vostro contributo per l'edificazione della 'civiltà dell'amore'. (...) Non perdetevi d'animo ed abbiate sempre fiducia in Cristo e nella Chiesa!".

  Al termine della Liturgia Papa Benedetto XVI, indossando una stola viola, è entrato nel confessionale per amministrare il Sacramento della Riconciliazione a sei giovani. C'erano anche cinquantacinque sacerdoti che hanno confessato i giovani nella Basilica di San Pietro.
HML/PENITENZA/...                                       VIS 20070330 (750)


giovedì 29 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Alfredo Abbondi, Capo Ufficio nella Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Deagu (Corea), presentata dal Vescovo Paul Ri Moun-hi, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NA:RE/.../ABBONDI:RI MOUN-HI                 VIS 20070329 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc (Ucraina).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Paolo Romeo, di Palermo.

    - L'Arcivescovo Salvatore Gristina, di Catania.

    - L'Arcivescovo Calogero La Piana, S.D.B., di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, con l'Ausiliare Vescovo Francesco Montenegro.

    - L'Arcivescovo Pio Vittorio Vigo, Vescovo di Acireale.

    - L'Arcivescovo Salvatore Di Cristina, di Monreale.

    - Il Vescovo Salvatore Pappalardo, di Nicosia.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070329 (100)


mercoledì 28 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Zeno Hastenteufel, finora Vescovo di Frederico Westphalen (Brasile), Vescovo di Novo Hamburgo (superficie: 3.337; popolazione: 958.000; cattolici: 722.000; sacerdoti: 128; religiosi: 403; diaconi permanenti: 19), Brasile.
NER/.../HASTENTEUFEL                                 VIS 20070328 (50)


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2007 (VIS). In merito alla riunione plenaria della Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato d'Israele, prevista per domani, 29 marzo 2007, per trattare alcune questioni relative ai negoziati di cui all'articolo 10, paragrafo 2a) del "Fundamental Agreement" (firmato il 30 dicembre 1993; entrato in vigore il 10 marzo 1994), la Sala Stampa della Santa Sede è in grado di fare la seguente precisazione:

  "In data 26 c.m. la Delegazione israeliana ha comunicato l'impossibilità di partecipare alla riunione, a causa di contingenze politiche internazionali.  La Santa Sede, pur comprendendone le ragioni, ha preso atto con rammarico della circostanza ed attende di poter concordare al più presto con la Parte israeliana la nuova data della convocazione della Plenaria".
OP/SANTA SEDE:ISRAELE/...                           VIS 20070328 (140)


MESSA NEL SECONDO ANNIVERSARIO MORTE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2007 (VIS). Il 2 aprile prossimo, lunedì della Settimana Santa, alle ore 17:30, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, sul sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa nel secondo anniversario della morte del Servo di Dio Giovanni Paolo II.
.../MESSA ANNIVERSARIO MORTE/GIOVANNI PAOLO II     VIS 20070328 (60)


IRENEO: TRADIZIONE APOSTOLICA PUBBLICA, UNICA, PNEUMATICA


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna alla figura di Sant'Ireneo, Vescovo di Lione, il "primo grande teologo della Chiesa", nato a Smirne nel II secolo. L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 persone.

  Ireneo fu discepolo del Vescovo Policarpo, discepolo a sua volta dell'Apostolo Giovanni. Trasferitosi dall'Asia Minore in Gallia, fu uno dei sacerdoti della giovane comunità cristiana di Lione. Nel 177, annoverato nel collegio dei presbiteri, fu mandato a Roma e tale missione romana lo sottrasse alla persecuzione di Marco Aurelio nella quale caddero almeno quarantotto martiri, fra i quali il suo predecessore, il Vescovo di Lione Potin.

  "Ireneo è innanzitutto" - ha detto il Santo Padre - "un uomo di fede e un Pastore. (...) Come scrittore, persegue un duplice scopo: difendere la dottrina dagli assalti degli eretici, ed esporre con chiarezza le verità della fede. (...) In definitiva Ireneo è il campione della lotta contro le eresie. La Chiesa del II secolo era minacciata dalla cosiddetta 'gnosi', una dottrina la quale affermava che la fede insegnata nella Chiesa sarebbe solo un simbolismo per i semplici (...); invece gli iniziati, gli intellettuali - gnostici, si chiamavano - avrebbero capito quanto sta dietro questi simboli, e così avrebbero formato un cristianesimo elitario, intellettualista".
 
 "Un elemento comune di queste diverse correnti era  il dualismo, cioè si negava la fede nell'unico Dio Padre di tutti, Creatore e Salvatore dell'uomo e del mondo. Per spiegare il male nel mondo, essi affermavano l'esistenza, accanto al Dio buono, di un principio negativo. Questo principio negativo avrebbe prodotto le cose materiali, la materia".

  "Radicandosi saldamente nella dottrina biblica della creazione" - ha proseguito il Pontefice - "Ireneo confuta il dualismo e il pessimismo gnostico che svalutavano le realtà corporee. Egli rivendicava decisamente l'originaria santità della materia, del corpo, della carne, non meno che dello spirito. Ma la sua opera va ben oltre la confutazione dell'eresia: si può dire infatti che egli si presenta come il primo grande teologo della Chiesa. (...) al centro della sua dottrina sta la questione della 'regola della fede' e della sua trasmissione. Per Ireneo la 'regola della fede' coincide in pratica con il Credo degli Apostoli".

  "E così il vero insegnamento non è quello inventato dagli intellettuali al di là della fede semplice della Chiesa. Il vero Evangelo è quello impartito dai Vescovi che lo hanno ricevuto in una catena ininterrotta degli Apostoli. Questi non hanno insegnato altro proprio questa fede semplice, che anche la vera profondità della rivelazione di Dio. Così - ci dice Ireneo - non c'è una dottrina segreta dietro il comune Credo della Chiesa. Non esiste un cristianesimo superiore per intellettuali".

  "Aderendo a questa fede trasmessa pubblicamente dagli Apostoli ai loro successori, i cristiani devono osservare quanto i Vescovi, devono considerare specialmente l'insegnamento della Chiesa di Roma, preminente e antichissima. Questa Chiesa, a causa della sua antichità, ha la maggiore apostolicità, infatti trae origine dalle colonne del Collegio apostolico, Pietro e Paolo".

   "La Tradizione apostolica è 'pubblica', non privata o segreta. Per Ireneo non c'è alcun dubbio che il contenuto della fede trasmessa dalla Chiesa è quello ricevuto dagli Apostoli e da Gesù, dal Figlio di Dio. (...) La Tradizione apostolica è 'unica'. Mentre infatti lo gnosticismo è suddiviso in molteplici sette, la Tradizione della chiesa è unica nei suoi contenuti fondamentali (...):  e così perchè è unica, crea unità attraverso i popoli, attraverso le culture diverse, attraverso i popoli diversi; è un contenuto comune come la verità, nonostante la diversità delle lingue e delle culture. (...) Infine, la Tradizione apostolica è 'penumatica', cioè spirituale, guidata dallo Spirito Santo: in greco spirito si dice 'pneuma'. Non si tratta infatti di una trasmissione affidata all'abilità di uomini più o meno dotti, ma allo Spirito di Dio, che garantisce la fedeltà della trasmissione della fede. È questa la 'vita' della Chiesa, ciò che rende la Chiesa sempre fresca e giovane, cioè feconda di molteplici carismi".

  Nei saluti in lingua italiana al termine dell'Udienza, il Santo Padre si è rivolto ai Vescovi delle Diocesi siciliane che in questi giorni compiono la Visita "ad Limina Apostolorum" ed ai fedeli che li accompagnavano ed ha detto: "Sostenete con il vostro esempio i sacerdoti, le persone consacrate e i fedeli laici di Sicilia, perché continuino a testimoniare Cristo e il suo Vangelo, con rinnovato slancio e fervore. Nessun timore sorprenda mai e agiti il cuore di tutti voi, cari fratelli e sorelle. Chi segue Cristo non si spaventa delle difficoltà; chi confida in Lui va avanti sicuro. Siate costruttori di pace nella legalità e nell'amore, offrendo luce agli uomini del nostro tempo, i quali pur presi dagli affanni della vita quotidiana, avvertono il richiamo delle realtà eterne".
AG/IRENEO/...                                           VIS 20070328 (810)


martedì 27 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Oscar Roberto Domínguez Couttolenc, M.G., finora Vicario Generale dell'Istituto Santa Maria di Guadalupe per le Missioni estere, Vescovo di Tlapa (superficie: 6.990; popolazione: 485.000; cattolici: 454.000; sacerdoti: 55; religiosi: 53), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Puebla (Messico) nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983.
NER/.../DOMÍNGUEZ COUTTOLENC                 VIS 20070327 (70)


ELIMINAZIONE TUTTE FORME DI VIOLENZA CONTRO L'INFANZIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 23 marzo scorso alla IV Sessione del Consiglio dei Diritti Umani.

  All'inizio del suo discorso, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, l'Arcivescovo Tomasi ha ricordato che la "Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia attribuisce ai bambini i diritti fondamentali della persona, avendo il bambino la stessa uguaglianza e dignità dell'adulto".

  "In molti casi" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "la mancanza di buona volontà e di risorse, impedisce che vengano applicati provvedimenti giuridici e politiche pubbliche, con gravi conseguenze per i minori, che spesso sono le prime vittime delle carestie e delle guerre".

  "A molti bambini" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "è negato il diritto alla vita; le selezione prenatale elimina sia i bambini che rischiano di nascere con una disabilità e sia le bambine, solo a causa del loro sesso, negando così il valore medesimo ed intrinseco delle persone disabili e delle bambine ad essere membri della famiglia e della società".

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che "Il primo diritto dei minori è quello di nascere e di essere educati in un ambiente familiare accogliente e sicuro che garantisca la crescita fisica, psicologica e spirituale, sviluppi le potenzialità e dove la consapevolezza della dignità personale sia la base del rapporto con gli altri e nell'affrontare il futuro".

  Sottolineando che lo Stato e la società devono "sostenere la famiglia perchè sia in grado di portare a compimento la sua missione", l'Osservatore Permanente ha ricordato che la Chiesa Cattolica "con le sue 300.000 istituzioni sociali, caritative ed educative opera quotidianamente per assicurare un'educazione dell'infanzia orientata alla pace ed alla creatività, allo sviluppo delle attitudini individuali e per favorire la reintegrazione dei minori abbandonati o che hanno subito abusi, nelle proprie famiglie e nella società".

  "Difendere i diritti dell'infanzia e l'eliminazione di tutte le forme di violenza contro di essi, rimane una sfida istituzionale per la comunità internazionale" - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - "Si conseguiranno buoni risultati soltanto se si darà priorità al ruolo naturale della famiglia, e se la cultura pubblica riconoscerà che anche il bambino è pienamente persona umana".
DELSS/DIRITTI INFANZIA/GINEVRA:TOMASI               VIS 20070327 (400)


LETTERA DEL SANTO PADRE AL CARDINALE RUINI


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Cardinale Camillo Ruini una Lettera nella quale esprime il suo personale apprezzamento a conclusione del suo lungo servizio ecclesiale come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Il 7 marzo scorso, accettando la rinuncia presentata dal Porporato, il Papa ha nominato nella medesima carica l'Arcivescovo di Genova, Monsignor Angelo Bagnasco.

  Nella Lettera, datata 23 marzo, il Santo Padre ringrazia il Cardinale Vicario di Roma per il servizio prestato per oltre tre quinquenni alla guida dell'Episcopato Italiano, di cui fu inizialmente Segretario Generale.

  "Come non ricordare" - scrive Papa Benedetto XVI - "che Ella ha guidato i Vescovi italiani in una fase delicata e cruciale della storia del Popolo italiano? In questi anni il Suo coraggio e la Sua tenacia nel sostenere l'impegno della Chiesa hanno certamente reso un servizio non solo al Popolo di Dio ma all'intera Nazione italiana. Voglia Dio portare a piena maturazione le molteplici iniziative avviate dalla Chiesa che è in Italia".

  Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato a sua volta un messaggio di auguri al nuovo Presidente della CEI, Arcivescovo Bagnasco, nel quale chiede al Signore "di sostenere e di illuminare il Suo compito, affinché Vostra Eccellenza aiuti i Confratelli Vescovi della Chiesa che è in Italia a crescere nella piena comunione fra di loro e con il Successore di Pietro".
BXVI-LETTERA/RINGRAZIAMENTI RUINI:BAGNASCO/... VIS 20070327 (240)


70° ORDINAZIONE SACERDOTALE CARDINALE STICKLER


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera, redatta in lingua latina e datata 26 marzo, al Cardinale Alfons Maria Stickler, S.D.B., Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, in occasione del 70° anniversario di ordinazione sacerdotale (27 marzo 1937, nella Basilica di San Giovanni in Laterano).

  Papa Benedetto XVI ricorda "la simpatia ed affabilità" del Cardinale che compirà 97 anni l'agosto prossimo, la "carità e pietà" che hanno caratterizzato la sua vita sacerdotale ed elogia la sua opera di ampliamento e ammodernamento della Biblioteca Apostolica Vaticana.
BXVI-LETT/ANNIVERSARIO SACERDOZIO/STICKLER       VIS 20070327 (110)


lunedì 26 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Philibert Tembo Nlandu, C.I.C.M., già Superiore Provinciale della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Budjala  (superficie: 50.000; popolazione: 1.070.000; cattolici: 525.000; sacerdoti: 41), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Nganda Kikamba (Repubblica Democratica del Congo), ha emesso la prima professione nella Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (Missionari di Scheut) nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.

  Sua Beatitudine Baselios Mar Cleemis, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, con il consenso del Sinodo della Chiesa Siro-Malankarese, ha promosso, a norma del canone 85, paragrafo 2, 2°, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Thomas Mar Koorilos Chakkalapadickal, alla sede metropolitana di Tiruvalla dei Siro-Malankaresi (superficie: 11.120; popolazione: 5.335.000; cattolici: 37.284; sacerdoti: 126; religiosi: 315), India. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Muvattupuzha dei Siro-Malankaresi (India), è nato a Kadapramannar (India), nel 1958, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto l'Ordinazione Episcopale nel 1997.
NEC:NER/.../TEMBO NLANDU:CHAKKALAPADICKAL       VIS 20070326 (180)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli (Italia).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale Italiana  (Regione Sicilia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Sotìr Ferrara, di Piana degli Albanesi.

    - L'Arcivescovo Carmelo Ferraro, di Agrigento.

    - Il Vescovo Mario Russotto, di Caltanissetta.

    - Il Vescovo Michele Pennisi, di Piazza Armerina.

- Frère Alois di Taizé.

  Sabato 24 marzo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Vescovo Sebastiano Sanguinetti, di Tempio-Ampurias (Italia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070326 (120)


IN BREVE


NEL CORSO DI UN BREVE INCONTRO CON IL COLLEGIO DEI DOCENTI della Facoltà di Teologia di Tübingen (Repubblica Federale di Germania), mercoledì 21 marzo, il Santo Padre ha affermato: "L'Università e la società, l'umanità, hanno bisogno di domande, ma hanno bisogno anche di risposte. E ritengo che a tal riguardo appaia per la Teologia - e non solo per la Teologia - una certa dialettica tra la rigida scientificità e la domanda più grande che la trascende e ripetutamente in essa emerge - la domanda sulla verità".

IL PAPA HA FATTO PERVENIRE UN TELEGRAMMA DI CORDOGLIO all'Arcivescovo Francisco Chimoio, di Maputo (Mozambico), per le decine di vittime dell'esplosione dell'arsenale militare nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale, il 22 marzo scorso. Il Santo Padre assicura le sue preghiere per le vittime "che affida alla misericordia di Dio e per i feriti, i familiari e tutti gli abitanti della regione, perché siano loro prestati la necessaria assistenza e sostegno in questo momento di prova".

IN UN MESSAGGIO IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA, giovedì 22 marzo, sul tema: "Far fronte alla penuria di acqua", il Papa sottolinea che: "Il diritto all'acqua è un diritto universale e inalienabile" che deve "essere promosso, tutelato e fruito". Nel Messaggio, letto dal Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso la F.A.O., Papa Benedetto XVI ribadisce inoltre la necessità di "riesaminare i modelli di consumo e produzione spesso insostenibili per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse idriche. È una responsabilità, inoltre che deve essere condivisa ed assurge ad imperativo morale e politico in un mondo che dispone di livelli di conoscenze e di tecnologie capaci di porre termine alle situazioni di penuria di acqua e alla loro drammatiche conseguenze".

MONSIGNOR PIETRO PAROLIN, SOTTO-SEGRETARIO PER I RAPPORTI CON GLI STATI della Segreteria di Stato, è intervenuto il 22 marzo scorso, alla Conferenza Internazionale, convocata dal Comitato delle Nazioni Unite per l'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese, tenutasi presso la sede della F.A.O., il 22 e il 23 marzo scorso. Monsignor Parolin ha espresso "la ferma convinzione della Santa Sede che le diverse confessioni religiose presenti in Terra Santa possono offrire un decisivo contributo al rilancio delle conferenze di pace fra israeliani e palestinesi".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070326 (380)


AMORE DI CRISTO PIÙ FORTE DELLA VIOLENZA E DELL'ODIO


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2007 (VIS). La Solennità dell'Annunciazione della Vergine Maria, che quest'anno, coincidendo con una Domenica di Quaresima, si celebra domani 26 marzo, e la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri (24 marzo), sono stati i temi centrali delle meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI per l'Angelus dell'odierna domenica.

  Davanti alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato lo "stupendo mistero della fede" dell'Annunciazione, che "narrata all'inizio del Vangelo di San Luca, è un avvenimento umile, nascosto - nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria -, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell'umanità".

  "Quando la Vergine disse il suo 'sì' all'annuncio dell'Angelo" - ha spiegato il Pontefice - "Gesù fu concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come 'nuova ed eterna Alleanza'. In realtà, il 'sì' di Maria è il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: 'Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per compiere, o Dio, la tua volontà' (Eb 10,7). L'obbedienza del Figlio si rispecchia nell'obbedienza della Madre e così, per l'incontro di questi due 'sì', Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l'Annunciazione è anche una festa cristologica, perché celebra un mistero centrale di Cristo: la sua Incarnazione. 'Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola'. La risposta di Maria all'Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l'umanità con la sua misericordia".

  "Il 'sì' di Gesù e di Maria si rinnova così nel 'sì' dei santi, specialmente dei martiri" - ha spiegato ancora il Pontefice - "che vengono uccisi a causa del Vangelo. Lo sottolineo ricordando che ieri, 24 marzo, anniversario dell'assassinio di Monsignor Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, si è celebrata la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri: vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici stroncati nel compimento della loro missione di evangelizzazione e promozione umana".

  "Essi, i missionari martiri" - ha detto il Papa - "come dice il tema di quest'anno, sono 'speranza per il mondo', perché testimoniano che l'amore di Cristo è più forte della violenza e dell'odio. Non hanno cercato il martirio, ma sono stati pronti a dare la vita per rimanere fedeli al Vangelo. Il martirio cristiano si giustifica soltanto come supremo atto d'amore a Dio ed ai fratelli".

  Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto XVI ha ricordato che domenica prossima, Domenica delle Palme, ricorre la XXII Giornata Mondiale della Gioventù, che quest'anno ha per tema il comandamento di Gesù: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34)".

  Il Papa ha invitato i giovani della Diocesi di Roma a partecipare ad una Liturgia penitenziale, nel pomeriggio di giovedì 29 marzo, nella Basilica di San Pietro. "Coloro che lo desidereranno" - ha concluso il Pontefice - "avranno la possibilità di accostarsi al Sacramento della Confessione, vero incontro con l'amore di Dio, di cui ogni uomo ha bisogno per vivere nella gioia e nella pace".
ANG/ANNUNCIAZIONE:MISSIONARI/ROMERO               VIS 20070326 (560)


PERDONO E AMORE DIVINO CI DANNO FORZA RESISTERE AL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, V Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Felicita e Figli martiri nel quartiere Fidene, settore Nord della Diocesi di Roma, dove ha presieduto la celebrazione della Santa Messa.

  Nell'omelia, il Santo Padre ha ricordato che l'odierna pagina evangelica, che narra l'episodio della donna adultera, "ci aiuta a capire che solo l'amore di Dio può cambiare dal di dentro l'esistenza dell'uomo e conseguentemente di ogni società, perché solo il suo amore infinito lo libera dal peccato, che è la radice di ogni male".

   "Se è vero che Dio è giustizia, non bisogna dimenticare" - ha sottolineato il Pontefice - "che Egli è soprattutto amore: se odia il peccato, è perché ama infinitamente ogni persona umana. Ama ognuno di noi e la sua fedeltà è così profonda da non lasciarsi scoraggiare nemmeno dal nostro rifiuto. In particolare oggi Gesù ci provoca alla conversione interiore: ci spiega perché Egli perdona e ci insegna a fare del perdono ricevuto e donato ai fratelli il 'pane quotidiano' della nostra esistenza".

  Nella scena del brano evangelico descritta da Giovanni, ha precisato il Papa, "si trovano a confronto la miseria dell'uomo e la misericordia divina, una donna accusata di un grande peccato e Colui, che pur essendo senza peccato, si è addossato i peccati del mondo intero. Egli, che era rimasto chinato a scrivere nella polvere, ora alza gli occhi ed incontra quelli della donna. Non chiede spiegazioni, non esige scuse. Non è ironico quando le domanda: 'Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?' (8,10). Ed è sconvolgente nella sua replica: 'Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più' (8,11)".

  L'obiettivo del Signore, ha proseguito il Pontefice, commentando il brano evangelico, "è salvare un'anima e rivelare che la salvezza si trova solo nell'amore di Dio. Per questo è venuto sulla terra, per questo morirà in croce ed il Padre lo risusciterà il terzo giorno. È venuto Gesù per dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l'inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore".

  "Non c'è perdono senza pentimento; qui si pone in evidenza che solo il perdono divino e il suo amore ricevuto con cuore aperto e sincero ci danno la forza di resistere al male e di 'non peccare più'. L'atteggiamento di Gesù diviene in tal modo un modello da seguire per ogni comunità, chiamata a fare dell'amore e del perdono il cuore pulsante della sua vita".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia invocando il Signore affinché, per intercessione dei figli e della coraggiosa madre Felicita, conceda "di incontrare sempre più in profondità Cristo e di seguirlo con docile fedeltà (...). L'esempio e l'intercessione di questi santi siano per voi un costante incoraggiamento a seguire il sentiero del Vangelo senza esitazioni e senza compromessi".
HML/.../SANTA FELIECITA                           VIS 20070326 (500)


CL: ANDATE NEL MONDO A PORTARE VERITÀ, BELLEZZA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto, questa mattina, in Piazza San Pietro, 80.000 partecipanti, provenienti da oltre 50 paesi, al pellegrinaggio promosso dalla Fraternità di Comunione e Liberazione in occasione del XXV anniversario del riconoscimento pontificio di detto Movimento.

  Il Santo Padre, ricordando di aver presieduto, nel febbraio di due anni fa, in nome di Giovanni Paolo II, le Esequie di Monsignor Luigi Giussani, Fondatore della Fraternità di Comunione e Liberazione, nel Duomo di Milano ha detto: "Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa, attraverso di lui, un Movimento, il vostro, che testimoniasse la bellezza di essere cristiani in un'epoca in cui andava diffondendosi l'opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere. Don Giussani s'impegnò allora a ridestare nei giovani l'amore verso Cristo 'Via, Verità e Vita', ripetendo che solo Lui è la strada verso la realizzazione dei desideri del cuore dell'uomo".

  Benedetto XVI ha anche ricordato che in uno degli incontri di Giovanni Paolo II con la Fraternità di Comunione e Liberazione, il Suo Predecessore "volle ancora una volta ribadire che l'originale intuizione pedagogica di Comunione e Liberazione sta nel riproporre in modo affascinante e in sintonia con la cultura contemporanea, l'avvenimento cristiano, percepito come fonte di nuovi valori e capace di orientare l'intera esistenza".

  "Comunione e Liberazione" - ha proseguito il Pontefice - "è un'esperienza comunitaria della fede, nata nella Chiesa non da una volontà organizzativa della Gerarchia, ma originata da un incontro rinnovato con Cristo e così, possiamo dire, da un impulso derivante ultimamente dallo Spirito Santo. Ancor oggi essa si offre come una possibilità di vivere in modo profondo e attualizzato la fede cristiana, da una parte con una totale fedeltà e comunione con il Successore di Pietro e con i Pastori che assicurano il governo della Chiesa; dall'altra, con una spontaneità e una libertà che permettono nuove e profetiche realizzazioni apostoliche e missionarie".

  Ribadendo che la realtà dei Movimenti ecclesiali "è segno della fecondità dello Spirito del Signore", il Papa ha ricordato: "Durante un recente incontro con il clero e i parroci di Roma, richiamando l'invito che San Paolo rivolge nella Prima Lettera ai Tessalonicesi a non spegnere i carismi, ho detto che se il Signore ci dà nuovi doni dobbiamo esserne grati, anche se talora sono scomodi".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha detto ancora il Papa - "il compianto Giovanni Paolo II, in un'altra circostanza, per voi molto significativa, ebbe ad affidarvi questa consegna: 'Andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace, che si incontrano in Cristo Redentore'. Don Giussani fece di quelle parole il programma di tutto il Movimento e per Comunione e Liberazione fu l'inizio di una stagione missionaria che vi ha portato in ottanta Paesi. Quest'oggi, io vi invito a continuare su questa strada, con una fede profonda, personalizzata e saldamente radicata nel vivo Corpo di Cristo, la Chiesa, che garantisce la contemporaneità di Gesù con noi".
AC/.../COMUNIONE E LIBERAZIONE                       VIS 20070326 (520)


EUROPA NON PUÒ DIMENTICARE IDENTITÀ DEI SUOI POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2007 (VIS). Alle 11:15 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Cardinali, Vescovi, Parlamentari ed i partecipanti al Congresso "I 50 anni dei Trattati di Roma - Valori e prospettive per l'Europa di domani", promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), che coincide con il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957).

  "Dal marzo di cinquant'anni or sono" - ha ricordato il Papa - "questo Continente ha percorso un lungo cammino, che ha condotto alla riconciliazione dei due 'polmoni' - l'Oriente e l'Occidente - legati da una storia comune, ma arbitrariamente separati da una cortina d'ingiustizia. L'integrazione economica ha stimolato quella politica e ha favorito la ricerca, ancora faticosamente in corso, di una struttura istituzionale adeguata per un'Unione Europea che, ormai, conta 27 Paesi ed aspira a diventare nel mondo un attore globale".

  "In questi anni si è avvertita sempre più" - ha detto ancora il Pontefice - "l'esigenza di stabilire un sano equilibrio fra la dimensione economica e quella sociale, attraverso politiche capaci di produrre ricchezza e d'incrementare la competitività, senza tuttavia trascurare le legittime attese dei poveri e degli emarginati. Sotto il profilo demografico, si deve purtroppo constatare che l'Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia".

  "Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire. Inoltre, per quanto riguarda, ad esempio, il rispetto dell'ambiente oppure l'ordinato accesso alle risorse ed agli investimenti energetici, la solidarietà viene incentivata a fatica, non soltanto nell'ambito internazionale ma anche in quello strettamente nazionale. Il processo stesso di unificazione europea si rivela non da tutti condiviso, per l'impressione diffusa che vari 'capitoli' del progetto europeo siano stati 'scritti' senza tener adeguato conto delle attese dei cittadini".

  "Da tutto ciò emerge chiaramente che non si può pensare di edificare un'autentica 'casa comune' europea trascurando l'identità propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta infatti di un'identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un'identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell'Europa".

  "Se, in occasione del 50° dei Trattati di Roma, i Governi dell'Unione desiderano 'avvicinarsi' ai loro cittadini, come potrebbero escludere un elemento essenziale dell'identità europea qual è il Cristianesimo, in cui una vasta maggioranza di loro continua ad identificarsi? Non è motivo di sorpresa che l'Europa odierna, mentre ambisce di porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali ed assoluti? Questa singolare forma di 'apostasia' da se stessa, prima ancora che da Dio, non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?".

  "Si finisce in questo modo per diffondere la convinzione che la 'ponderazione dei beni' sia l'unica via per il discernimento morale e che il bene comune sia sinonimo di compromesso. In realtà, se il compromesso può costituire un legittimo bilanciamento di interessi particolari diversi, si trasforma in male comune ogniqualvolta comporti accordi lesivi della natura dell'uomo".

  "Una comunità che si costruisce senza rispettare l'autentica dignità dell'essere umano, dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l'Europa si guardi da quell'atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l'inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo" - ha proseguito il Pontefice - "presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana. Quando, poi, su un tale pragmatismo si innestano tendenze e correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d'intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l'accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi".

  "Nell'attuale momento storico e di fronte alle molte sfide che lo segnano" - ha ribadito il Pontefice - "l'Unione Europea per essere valida garante dello stato di diritto ed efficace promotrice di valori universali, non può non riconoscere con chiarezza l'esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano. In tale contesto, va salvaguardato il diritto all'obiezione di coscienza, ogniqualvolta i diritti umani fondamentali fossero violati".

  "Cari amici" - ha detto infine Papa Benedetto XVI - "so quanto difficile sia per i cristiani difendere strenuamente questa verità dell'uomo. Non stancatevi però e non scoraggiatevi! Voi sapete di avere il compito di contribuire a edificare con l'aiuto di Dio una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca d'ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e vivificante verità del Vangelo".
AC/EUROPA/COMECE                               VIS 20070326 (810)


venerdì 23 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore José Mendoza Corzo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tuxtla Gutiérrez (superficie: 22.629; popolazione: 1.210.000; cattolici: 934.000; sacerdoti: 145; religiosi: 314), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e Parroco di "Santa Cruz" a Terán, è nato a Cristóbal Obregón (Messico), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.

- Il Reverendo Thaddeus Cho Hwan-Kil, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Daegu (superficie: 9.128; popolazione: 4.466.166; cattolici: 419.299; sacerdoti: 353; religiosi: 1.142), Corea. Il Vescovo eletto, finora Direttore del quotidiano cattolico "Maeil", è nato  nel 1954 a Hwa-Won (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../MENDOZA CORZO:CHO HWAN-KIL                   VIS 20070323 (120)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- La Signora Mary McAleese, Presidente d'Irlanda, con il Consorte e Seguito.

 - L'Arcivescovo Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv., di Sassari, in Visita "Ad Limina Apostolorum".

- Il Signor Hans-Gert Pöttering, Presidente del Parlamento Europeo, e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale italiana (Regione Sardegna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Giacomo Lanzetti, di Alghero-Bosa.

    - Il Vescovo Sergio Pintor, di Ozieri.

    - Il Vescovo Tarcisio Pillolla, Amministratore Apostolico di Iglesias.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienze separate:

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".
AP:AL/.../...                                       VIS 20070323 (160)


Copyright © VIS - Vatican Information Service