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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 12 febbraio 2007

SOSTEGNO UMANO E SPIRITUALE MALATI INCURABILI


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2007 (VIS). La Giornata Mondiale del Malato che si celebra oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, è stato il tema principale delle riflessioni del Santo Padre che hanno preceduto la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Quest'oggi" - ha ricordato Benedetto XVI - "la Chiesa fa memoria della prima apparizione della Vergine Maria a Santa Bernardetta, avvenuta l'11 febbraio del 1858 nella grotta di Massabielle, presso Lourdes. Un evento prodigioso che ha fatto di quella località, situata sul versante francese dei Pirenei, un centro mondiale di pellegrinaggi e di intensa spiritualità mariana. In quel luogo, da ormai quasi centocinquant'anni, risuona con forza il richiamo della Madonna alla preghiera e alla penitenza, quasi permanente eco dell'invito con cui Gesù inaugurò la sua predicazione in Galilea".

  "Quel Santuario è, inoltre, diventato" - ha proseguito il Santo Padre - "meta di numerosi pellegrini ammalati, che ponendosi in ascolto di Maria Santissima, sono incoraggiati ad accettare i loro patimenti e ad offrirli per la salvezza del mondo, unendoli a quelli di Cristo crocifisso. Proprio per il legame esistente tra Lourdes e la sofferenza umana, quindici anni or sono l'amato Giovanni Paolo II ha voluto che, in occasione della festa della Madonna di Lourdes, si celebrasse anche la Giornata Mondiale del Malato".

  "Quest'anno il cuore di questa ricorrenza è nella città di Seoul, capitale della Corea del Sud, dove a rappresentarmi ho inviato il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Rivolgo a lui e a quanti sono ivi radunati un cordiale saluto. Vorrei estendere il mio pensiero agli operatori sanitari del mondo intero, ben consapevole dell'importanza che riveste nella nostra società il loro servizio alle persone malate".

  "Soprattutto desidero manifestare la mia spirituale vicinanza e il mio affetto ai nostri fratelli e sorelle ammalati" - ha detto ancora il Pontefice - "con un particolare ricordo per coloro che sono colpiti da mali più gravi e dolorosi: ad essi, in modo speciale, è diretta in questa Giornata la nostra attenzione. È necessario sostenere lo sviluppo di cure palliative che offrano un'assistenza integrale e forniscano ai malati inguaribili quel sostegno umano e quell'accompagnamento spirituale di cui hanno fortemente bisogno".
ANG/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 20070212 (390)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Speyer (Germania), presentata dal Vescovo Anton Schlembach, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Dionisio Guillermo García Ibáñez, Arcivescovo Metropolita di Santiago de Cuba (superficie: 6.043; popolazione: 1.017.785; cattolici: 242.378; sacerdoti: 20; religiosi: 53; diaconi permanenti: 3), Cuba. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Santísimo Salvador de Bayamo y Manzanillo (Cuba), è nato a Guantánamo (Cuba) nel 1945, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1996. Succede all'Arcivescovo Pedro Claro Meurice Estíu, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica del Nepal (Nepal), al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Anthony Francis Sharma, S.I., attuale Prefetto Apostolico del Nepal, primo Vicario Apostolico del Nepal (superficie: 147.181; popolazione: 23.700.000; cattolici: 6.681; sacerdoti: 51; religiosi: 112), Nepal. Il Vescovo eletto, è nato a Kathmandu (Nepal), nel 1937, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.

- Ha confermato l'elezione fatta l'8 febbraio 2007 dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malankarese dell'Arcivescovo Isaac Cleemis Thottunkal, sinora Metropolita di Tiruvalla (India), ad Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (superficie: 8.684; popolazione: 8.657.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 300; religiosi: 1.056), India.
RE:NER:ECE/.../...                                   VIS 20070212 (250)


ESPERIENZA VOLONTARIATO SCUOLA DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia che riunisce oltre 700 Confraternite presenti su tutto il territorio nazionale, accompagnati da numerosi gruppi di Donatori di Sangue denominati "Fratres".

  Questa istituzione, "la più antica forma di volontariato organizzato sorta nel mondo" conta più di centomila volontari impegnati in modo permanente in ambito socio-sanitario, ha ricordato il Pontefice,e, rivolgendosi ai presenti, ha affermato: "Con la vostra presenza e la vostra azione contribuite a diffondere il Vangelo dell'amore di Dio per tutti gli uomini".

  "Quanto è necessario che anche oggi" - ha esclamato il Pontefice - "anzi specialmente in questa nostra epoca segnata da tante sfide umane e spirituali, i cristiani proclamino con le opere l'amore misericordioso di Dio. (...) Tante persone, infatti, che non facilmente accolgono Cristo ed i suoi esigenti insegnamenti, sono però sensibili alla testimonianza di quanti comunicano il suo messaggio mediante la testimonianza concreta della carità. L'amore è un linguaggio che giunge diretto al cuore e lo apre alla fiducia".

  "La vostra realtà associativa costituisce un tipico esempio dell'importanza che ha il conservare le proprie 'radici cristiane' in Italia e in Europa. Al giorno d'oggi le Misericordie non sono un'aggregazione ecclesiale, ma le loro radici storiche restano inequivocabilmente cristiane. Lo esprime il nome stesso: 'Misericordie', e lo manifesta anche il fatto, già ricordato, che alle vostre origini c'è l'iniziativa di un Santo. Ora, le radici, per continuare a portare frutto, devono mantenersi vive e salde".

  "È per questo" - ha proseguito il Pontefice - "che opportunamente proponete per i vostri soci dei periodici momenti di qualificazione e di formazione, per approfondire sempre più le motivazioni umane e cristiane delle vostre attività. Il rischio, in effetti, è che il volontariato possa ridursi a semplice attivismo. Se invece resta vitale la carica spirituale, può comunicare agli altri ben di più che le cose materialmente necessarie: può offrire al prossimo in difficoltà lo sguardo di amore di cui ha bisogno".

  Infine Papa Benedetto XVI ha manifestato il suo apprezzamento per la "importante funzione educativa" svolta dalle Misericordie che contribuisce "a tener viva la sensibilità ai valori più nobili, quali la fraternità e l'aiuto disinteressato a chi si trova in difficoltà" ed ha sottolineato che: "In particolare i giovani possono trarre beneficio dall'esperienza del volontariato, perché, se bene impostato, esso diventa per loro una 'scuola di vita', che li aiuta a dare alla propria esistenza un senso e un valore più alto e fecondo".

  Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che domani, 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, ricorre la Giornata Mondiale del Malato, dedicata quest'anno alle persone affette da malattie inguaribili ed ha invocato la Vergine Immacolata, Madre della Misericordia, affinché "vegli su ogni vostra confraternita. (...) Vi aiuti" - ha detto Benedetto XVI - "a compiere con autentico amore la vostra missione, contribuendo così a diffondere nel mondo l'amore di Dio, sorgente di vita per ogni essere umano".
AC/VOLONTARIATO/MISERICORDIE                       VIS 20070212 (510)


FORMARE LE COSCIENZE AI VALORI FONDAMENTALI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri di una Delegazione della "Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi, guidata dal Segretario perpetuo Signor Michel Albert che ha consegnato al Papa una medaglia commemorativa dell'iscrizione di Benedetto XVI all'Associazione in qualità di Membro straniero.

  Ringraziando i Membri della Delegazione, il Santo Padre ha tenuto a ricordare che l'Accademia "è sede di scambi e di dibattiti, che propongono alla cittadinanza ed al legislatore riflessioni per contribuire a 'trovare le forme di organizzazione politica più favorevoli al bene pubblico ed allo sviluppo dell'individuo".

  Il Papa ha sottolineato che nel mondo attuale è più urgente che mai "invitare i contemporanei ad una rinnovata attenzione a questi due elementi" ed ha affermato che: "lo sviluppo del soggettivismo, che comporta che ognuno tenda prendere se stesso comune unico punto di riferimento e a ritenere che le sue opinioni abbiano carattere di verità, ci spinge a formare le coscienze sui valori fondamentali, che non si possono disprezzare senza mettere in pericolo l'uomo e la società, e sui criteri oggettivi di una decisione, che presuppongono un atto di ragione".

  Benedetto XVI ha successivamente rievocato la figura di Andreï Sakharov, al quale il Pontefice è succeduto in seno all'Accademia, affermando che il suo esempio ci ricorda "che è necessario, nella vita personale e pubblica, avere il coraggio di dire la verità e di seguirla, di esseri liberi in rapporto all'ambiente che spesso tende a imporre i suoi modi di vedere e i comportamenti da adottare".

  "Una delle sfide per noi contemporanei e particolarmente per i giovani" - ha detto ancora il Pontefice - "consiste nell'accettare di non vivere semplicemente nell'esteriorità, (...) ma sviluppare la vita interiore, luogo unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà (...). Quello che rallegra il cuore dell'uomo, è il riconoscersi figli e figlie di Dio, è una vita bella e buona sotto lo sguardo di Dio, come pure le vittorie conseguite sul male e contro la menzogna".

  Il Papa ha nuovamente proposto l'esempio di Andreï Sakharov ricordando che: "Se sotto il regime comunista, la sua libertà esteriore era ostacolata, la sua libertà interiore, che nessuno poteva togliergli, l'autorizzava a prendere la parola per difendere con fermezza i suoi compatrioti, in nome del bene comune. Ancora oggi, è importante che l'uomo non si faccia ostacolare da catene esteriori, quali il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a tutti i costi, la droga, i rapporti affettivi disordinati, la confusione del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutti gli stadi della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale, inducendo a ritenere che esistano dei periodi nei quali l'essere umano non esista veramente".

  "Dobbiamo avere il coraggio di ricordare ai nostri contemporanei che cosa è l'uomo e che cosa è l'umanità" - ha concluso il Pontefice invitando "le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad aver sempre il coraggio della verità sull'uomo".
AC/ACCADEMIA SCIENZE MORALI:POLITICHE/...               VIS 20070212 (520)


COSTA RICA: PROMUOVERE GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Luis Paris Chaverri, nuovo Ambasciatore del Costa Rica presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Il Papa ha iniziato il suo discorso sottolineando la "forte impronta religiosa" del Costa Rica, che "riflette la fede del suo popolo dopo oltre cinque secoli dall'inizio dell'evangelizzazione".

  Il Santo Padre ha affermato che le diverse comunità ecclesiali "cooperano in ambiti tanto importanti quali l'insegnamento, l'assistenza ai più bisognosi, i servizi sanitari, la promozione della persona nella sua condizione di cittadino e di figlio di Dio" ed ha ricordato che i Vescovi del Costa Rica guardano con attenzione e preoccupazione al "crescente livello di povertà, all'insicurezza pubblica ed alla violenza familiare, ed alla forte immigrazione dai paesi limitrofi. Di fronte a queste situazioni a volte conflittuali e in difesa del bene comune, i Vescovi offrono la propria collaborazione con iniziative che favoriscono la comprensione e la riconciliazione, e portano alla promozione della giustizia e della solidarietà, favorendo il dialogo nazionale fra i responsabili della vita pubblica".

  Ricordando che "i progressi sociali non si realizzano applicando soltanto i necessari mezzi tecnici, ma promuovendo anche riforme che tengano conto di una considerazione etica della persona, della famiglia e della società", il Papa ha affermato che occorre "coltivare i valori morali come l'onestà, l'austerità e la responsabilità per il bene comune. In tal modo si contrasta l'egoismo personale e collettivo e la corruzione in qualsivoglia ambito, che impediscono ogni forma di progresso".

  Benedetto XVI ha elogiato le iniziative del Governo del Costa Rica "per promuovere nel mondo la pace e i diritti umani, la tradizionale vicinanza con le posizioni della Santa Sede in diversi consessi internazionali su questioni tanto importanti quali la difesa della vita umana e la promozione del matrimonio e della famiglia".

  "Tutti i costaricani, con le qualità che li distinguono, devono essere protagonisti ed artefici del progresso del Paese, cooperando ad una stabilità politica che consenta a tutti di partecipare alla vita pubblica". Al riguardo il Pontefice ha ricordato che "gli insegnamenti morali della Chiesa offrono valori e orientamenti che se tenuti in conto da quanti operano al servizio della Nazione, sono di grande aiuto per affrontare adeguatamente le necessità e le aspirazioni dei cittadini".

  Il Santo Padre ha successivamente fatto riferimento al "doloroso e vasto problema della povertà, con le sue gravi conseguenze nel campo educativo, della salute e degli alloggi, una sfida importante per i governanti e i responsabili dell'amministrazione pubblica in vista del futuro della Nazione".

  Di fronte a tale problema "è necessaria" - ha concluso il Pontefice - "una maggiore consapevolezza che permetta di affrontare la situazione attuale in tutti i suoi aspetti, cooperando ad un autentico impegno per il bene comune. Come in altre regioni, i poveri mancano dei beni primari e non trovano i mezzi indispensabili alla propria promozione e sviluppo integrale. Ciò colpisce soprattutto gli immigrati alla ricerca di un più elevato tenore di vita. Dinanzi a ciò, la Chiesa (...) si adopera per incoraggiare e promuovere iniziative volte a superare situazioni di emarginazione".
CD/CREDENZIALI/COSTA RICA:PARIS CHAVERRI               VIS 20070212 (530)


venerdì 9 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Luis Tineo Rivera, Vescovo Ausiliare di Caracas (superficie: 790; popolazione: 4.760.000; cattolici: 3.465.000; sacerdoti: 545; religiosi: 1.941; diaconi permanenti: 13), Venezuela. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "La Anunciación del Señor" e Direttore del settimanale arcidiocesano "La Iglesia Ahora", è nato nel 1948 a Cumaná (Venezuela) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980.
NEA/.../TINEO RIVERA                                 VIS 20070209 (80)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- L'Arcivescovo Faustino Sainz Muñoz, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.

- L'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Monsignore Michael W. Banach, Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (A.I.E.A.), presso l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (O.S.C.E.) e presso la Commissione Preparatoria del Trattato sull'Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO); Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (O.N.U.D.I.) e presso l'Ufficio della Nazioni Unite a Vienna.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070209 (150)


PROMOZIONE PIENO IMPIEGO E LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla 45ma Sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, sull'articolo 3 (a): "Tema prioritario: promozione del pieno impiego e di lavoro dignitoso per tutti".

  L'Arcivescovo Migliore ha ribadito che la comunità internazionale e i governi "devono assicurare un ambiente economico in grado di favorire e rendere disponibile un lavoro che sia dignitoso ed adeguatamente retribuito".

  Ponendo in rilievo che "l'uguaglianza di donne e uomini deve essere parimenti garantita nel come essi sono trattati nell'ambiente di lavoro, nei salari e nell'acquisizione della pensione", il Presule ha segnalato che: "È anche importante che gli uomini e le donne con famiglia ricevano salari adeguati, sufficienti a  sostenere le necessità familiari, specialmente riguardo alle responsabilità verso i figli".

  L'Osservatore Permanente ha sottolineato che "l'estrema povertà deve essere oggetto di particolare preoccupazione per ogni governo ed ogni società civile".

  Riferendosi alle persone anziane, l'Arcivescovo Migliore ha sottolineato la necessità di "una maggiore flessibilità nel sistema pensionistico e nel mercato del lavoro in modo da incoraggiare gli anziani che ancora possono e desiderano farlo, di dare il loro contributo alla società".

  L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento ricordando gli emigranti che "spesso sono motivati dal mero desiderio di lavorare per sostenere le proprie famiglie. Anche essi meritano eque paghe ed equa protezione giuridica, anche in considerazione del fatto che il lavoro da essi svolto è frequentemente uno che nessun altro vuole svolgere. (...) Troppo spesso la mancanza di una normale vita familiare porta a mali come il traffico di esseri umani e la prostituzione, ai margini delle comunità di emigranti".
DELSS/LAVORO/ONU:MIGLIORE                       VIS 20070209 (300)


NUOVO PROGETTO PREVENZIONE PANDEMIE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Ministri delle Finanze di Italia, Regno Unito, Canada e Russia, in occasione della presentazione del progetto "Advance Market Commitment". Accompagnavano i Ministri la Regina Rania di Giordania e il Presidente della Banca Mondiale, Signor Paul Wolfowitz.

  Il Santo Padre ha ricordato che obiettivo di tale iniziativa è lo "sviluppo e la produzione di  vaccini contro malattie pandemiche che siano resi disponibili nei paesi più poveri" ed anche quello "di rispondere ad una delle sfide più urgenti nella prevenzione sanitaria, che colpisce in particolare nazioni già colpite dalla povertà e da gravi difficoltà".

  "Incoraggio di tutto cuore i vostri sforzi per realizzare questo nuovo programma e l'obiettivo di progredire nella ricerca scientifica per la scoperta di nuovi vaccini, urgentemente necessari per impedire la morte di milioni di esseri umani, inclusi numerosissimi bambini, a causa di malattie infettive, specialmente nelle aree del mondo ad alto rischio".

  Benedetto XVI ha rilevato ancora che: "In questa epoca di mercati globalizzati, ci preoccupa grandemente il crescente divario fra il livello di vita dei paesi che godono di grande ricchezza e di alti livelli di sviluppo tecnologico ed il livello dei paesi in via di sviluppo dove la povertà continua ad esistere ed anzi aumenta sempre più".

  "Assicuro il pieno appoggio della Santa Sede" - ha concluso il Pontefice - "per tale progetto umanitario, ispirato da uno spirito di umana solidarietà di cui il nostro mondo ha bisogno per superare ogni forma di egoismo e promuovere la pacifica coesistenza fra i popoli. Come ho affermato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ogni servizio reso ai poveri è un servizio reso alla pace, perché: 'All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo'".
AC/PROGETTO POVERI/...                               VIS 20070209 (320)


COLOMBIA: CONTINUARE ADOPERARSI CONCORDIA NAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano il Signor Juan Gómez Martínez, nuovo Ambasciatore di Colombia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso il Papa ha affermato che il Diplomatico rappresenta una Nazione "che nel corso della sua storia si è distinta per la sua identità cattolica", una caratteristica che si manifesta anche "nell'apprezzamento dei fedeli per i Vescovi e i loro collaboratori, che cercano di conservare le tradizioni e le virtù ereditate dai progenitori".

  Benedetto XVI ha elogiato gli sforzi compiuti dalla Colombia "per ricercare la pace e la riconciliazione, con l'impegno di promuovere il progresso ed istituzioni democratiche più solide", e "gli obiettivi raggiunti verso una maggiore sicurezza e stabilità sociale, e nella lotta contro la povertà". Il Papa ha sottolineato anche i progressi in materia di educazione che hanno favorito "l'accesso di tutti i cittadini ai programmi di scolarizzazione ed istruzione universitaria, poiché l'educazione è il fondamento di una società più umana e solidale".

  Nonostante i traguardi raggiunti, Papa Benedetto XVI ha ricordato che nel Paese persistono tuttavia "altri problemi che attentano alla dignità della persona, all'unità della famiglia, ad un giusto sviluppo economico e ad una conveniente qualità della vita" ed ha esortato "tutti i colombiani a continuare ad adoperarsi per conseguire la concordia e la crescita armonica della Nazione".

  Il Santo Padre ha apprezzato che il nuovo Ambasciatore abbia sottolineato, nel suo discorso, "l'importante opera della Chiesa cattolica a favore della riconciliazione nazionale" ed ha menzionato "la partecipazione diretta di alcuni Vescovi, sacerdoti e religiosi in azioni volte all'edificazione della pace, la loro voce è risuonata anche in momenti decisivi della vita colombiana, nel ricordare quali sono le insostituibili basi del vero progresso umano e della pacifica convivenza".

  Successivamente Papa Benedetto XVI ha parlato della sua "preoccupazione per le leggi che riguardano questioni (...) quali la trasmissione e la difesa della vita, le malattie, l'identità della famiglia e il rispetto del matrimonio. Su tali temi (...) la Chiesa cattolica continuerà a proclamare incessantemente l'inalienabile grandezza della dignità umana. È necessario anche fare appello alla responsabilità dei laici presenti negli organi legislativi (...) affinché le leggi esprimano principi e valori conformi al diritto naturale e promuovano il vero bene comune".

  "È mio ardente desiderio che la Colombia ponga fine al crudele flagello dei sequestri di persona che minacciano così gravemente la dignità e i diritti delle persone" - ha ribadito il Papa - "Accompagno con le preghiere tutti coloro che si trovano ingiustamente privati della libertà ed esprimo la mia vicinanza alle loro famiglie, confidando nella loro pronta liberazione".

  "Al riguardo" - ha concluso il Pontefice - "le numerose istituzioni caritative, seguendo i progetti pastorali della Conferenza Episcopale e delle Diocesi, sono chiamate a prestare assistenza umanitaria ai più bisognosi, in particolare, agli sfollati,  tanto numerosi in Colombia, ed alle vittime della violenza. In tal modo offriranno anche testimonianza dello sforzo della Chiesa che, in virtù della propria missione e nelle circostanze vissute dalla Nazione, è artefice di comunione e di speranza".
CD/LETTERE CREDENZIALI/COLOMBIA:GOMEZ               VIS 20070209 (520)


giovedì 8 febbraio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli (Italia).

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Lombardia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Egidio Caporello, di Mantova.

    - Il Vescovo Giovanni Giudici, di Pavia.

    - Il Vescovo Claudio Baggini, di Vigevano.

- Sua Altezza Reale il Principe Alberto di Sassonia, con la Principessa Elmira.
AP:AL/.../...                                 VIS 20070208 (80)


PRESENTAZIONE MESSAGGIO DEL PAPA QUARESIMA 2007


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Martedì 13 febbraio prossimo alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2007.

  Alla Conferenza Stampa interverranno l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", il Monsignor Karel Kasteel, Segretario e il Reverendo Giovanni Pietro Dal Toso, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, e Don Oreste Benzi, Presidente della Fondazione "Giovanni XXIII".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO QUARESIMA/CORDES   VIS 20070208 (90)


DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.J., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "A proposito di quanto pubblicato questa mattina su un importante quotidiano italiano, smentisco che abbia avuto luogo recentemente un incontro fra il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, e il Presidente del Consiglio italiano, Onorevole Romano Prodi, e che sia giunta in Vaticano una lettera dei Vescovi del Piemonte concernente la Presidenza della CEI".
OP/.../LOMBARDI                                             VIS 20070208 (90)


MULTIFORMITÀ CARISMI INSEPARABILI VITA DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'incontro annuale dei Vescovi Amici del Movimento dei Focolari, in corso sul tema: "Il Cristo crocifisso e abbandonato, luce nella notte culturale" ed i partecipanti al IX Convegno dei Vescovi Amici della Comunità di Sant'Egidio, in corso sul tema: "La globalizzazione dell'amore".

  "Cari Fratelli nell'Episcopato" - ha detto il Papa - "la vostra vicinanza ai due Movimenti, mentre sottolinea la vitalità di queste nuove aggregazioni di fedeli, manifesta altresì quella comunione tra i carismi che costituisce un tipico 'segno dei tempi'".

  Ponendo in rilievo che: "La multiformità e l'unità dei carismi e ministeri sono inseparabili nella vita della Chiesa", il Santo Padre ha ribadito che: "Lo Spirito Santo vuole la multiformità dei Movimenti al servizio dell'unico Corpo che è appunto la Chiesa. E questo lo realizza attraverso il ministero di coloro che Egli ha posto a reggere la Chiesa di Dio: i Vescovi in comunione col Successore di Pietro".

  "Nel ricco mondo occidentale" - ha proseguito il Pontefice - "dove, anche se è presente una cultura relativista, non manca però al tempo tesso un diffuso desiderio di spiritualità, i vostri Movimenti testimoniano la gioia della fede e la bellezza dell'essere cristiani. Nelle vaste aree depresse della terra essi comunicano il messaggio della solidarietà e si fanno prossimi ai poveri e ai deboli con quell'amore, umano e divino, che ho voluto riproporre all'attenzione di tutti nell'Enciclica 'Deus caritas est'".

  "Il Movimento dei Focolari, proprio a partire dal cuore della sua spiritualità e cioè da Gesù crocifisso e abbandonato" - ha detto ancora il Pontefice - "sottolinea il carisma e il servizio dell'unità, che si realizza nei vari ambiti sociali e culturali (...), e attraverso le vie dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. La Comunità di Sant'Egidio, mettendo al centro della propria esistenza la preghiera e la liturgia, vuole farsi prossima di coloro che sperimentano situazioni di disagio e di emarginazione sociale".

  "Insieme è possibile affrontare con più forte slancio le sfide che ci interpellano in maniera pressante in questo inizio del terzo millennio: penso in primo luogo alla ricerca della giustizia e della pace e all'urgenza di costruire un mondo più fraterno e solidale, a partire proprio dai Paesi dai quali alcuni di voi provengono, e che sono provati da sanguinosi conflitti".

  "Mi riferisco specialmente all'Africa, continente che porto nel cuore e che spero possa finalmente conoscere un tempo di stabile pace e di vero sviluppo. Il prossimo Sinodo dei Vescovi africani sarà sicuramente" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "un momento propizio per mostrare il grande amore che Dio riserva alle amate popolazioni africane".
AC/FOCOLARI:SANT'EGIDIO/...                           VIS 20070208 (460)


mercoledì 7 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Josè Alberto Moura, C.S.S., finora Vescovo di Uberlândia (Brasile), Arcivescovo Metropolita di Montes Claros (superficie: 45.520; popolazione: 732.679; cattolici: 549.509; sacerdoti: 62; religiosi: 122; diaconi permanenti: 9), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Ituiutaba (Brasile), nel 1943, ha emesso la professione religiosa nella Congregazione delle Santissime Stimmate nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1971 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1990. Succede all'Arcivescovo Geraldo Majela de Castro, O.Praem., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Chacko Aerath, O.I.C., finora Maestro dei Novizi della Provincia di Navajyothy della Congregazione dell'Imitazione di Cristo (India), Visitatore Apostolico per i fedeli Siro-Malankaresi dell'India, fuori dal "territorium proprium", elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Karikulam (India) nel 1960, è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER:RE:NA/.../MOURA:MAJELA:AERATH                              VIS 20070207 (170)


SOSTEGNO SANTA SEDE INIZIATIVE CONTRO LA PENA DI MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la dichiarazione della Santa Sede al Congresso Mondiale sulla pena di morte, che ha avuto luogo a Parigi (Francia), dall'1 al 3 febbraio scorso.

  "Il Congresso di Parigi" - si legge nel testo - "ha luogo  in un momento in cui la campagna per l'abolizione della pena di morte ha dovuto far fronte alle inquietanti sfide in ragione delle recenti esecuzioni. Le coscienze sono state risvegliate dalla preoccupazione di un maggiore riconoscimento della dignità inalienabile degli esseri umani e dell'universalità e integralità dei diritti umani, cominciando dal diritto alla vita".

  Come negli ultimi due congressi sul medesimo tema "la Santa Sede coglie questa occasione per accogliere e riaffermare il suo sostegno a tutte le iniziative volte a difendere il valore implicito e l'inviolabilità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. In tale prospettiva, la Santa Sede richiama l'attenzione sul fatto che l'uso della pena di  morte è non soltanto rifiuto del diritto alla vita ma anche un affronto alla dignità umana".

  "Mentre la Chiesa cattolica continua a sostenere che le autorità legittime dello Stato hanno il dovere di proteggere la società dagli aggressori, e che certi stati hanno tradizionalmente incluso la pena capitale fra i mezzi utilizzati per conseguire tale fine, difficilmente si può giustificare oggi la scelta di una tale opzione. Gli stati hanno a loro disposizione nuovi mezzi  'di prevenire efficacemente i crimini, rendendo colui che ha commesso un'offesa incapace di fare del male - senza togliere definitivamente al reo la possibilità di emendarsi'. 'Se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall'aggressore e per proteggere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana'".

  "Ogni decisione di pena capitale comporta numerosi rischi: il pericolo di punire persone innocenti; la tentazione di promuovere forme violente di vendetta più che un vero senso di giustizia sociale; un'offesa evidente contro l'inviolabilità della vita umana (...) e, per i cristiani, si tratta anche del disprezzo dell'insegnamento evangelico sul perdono".

  "La Santa Sede " - conclude il testo - "rinnova il suo apprezzamento per gli organizzatori del Convegno e per i governi, per i gruppi che lavorano (...) all'abolizione della pena capitale e per porre una moratoria universale alla sua applicazione".
DELSS/PENA DI MORTE/PARIGI                           VIS 20070207 (420)


DIFENDERE CULTURA DELLA VITA E DELLA LEGALITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Presuli della Conferenza Episcopale della Lombardia, in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum" accompagnati dai fedeli in pellegrinaggio dalle diocesi lombarde.

  Papa Benedetto XVI ha affermato nel suo discorso, che la Chiesa di Lombardia "ha un ruolo importante da continuare a svolgere nella società lombarda: annunciare e testimoniare il Vangelo in ogni suo ambito, specialmente dove emergono i tratti negativi di una cultura consumistica ed edonistica, del secolarismo e dell'individualismo, dove si registrano antiche e nuove forme di povertà con segnali preoccupanti del disagio giovanile e fenomeni di violenza e di criminalità. Se le Istituzioni e le varie agenzie educative sembrano talora attraversare momenti di difficoltà, non mancano, però, grandi risorse ideali e morali nel vostro popolo, ricco di nobili tradizioni familiari e religiose".

  Il campo d'azione dei cattolici è vasto, ha proseguito il Pontefice, affermando: "Si tratta, da una parte, di difendere e promuovere la cultura della vita umana e della legalità, dall'altra è necessaria una sempre più coerente conversione a Cristo personale e comunitaria. Per crescere infatti nella fedeltà all'uomo, creato a immagine e somiglianza del Creatore, occorre con coerenza penetrare più intimamente nel mistero di Cristo e diffonderne il messaggio di salvezza. Dobbiamo fare di tutto per conoscere sempre meglio la figura di Gesù, per avere di Lui una conoscenza non soltanto 'di seconda mano', ma una conoscenza attraverso l'incontro nella preghiera, nella liturgia, nell'amore per il prossimo. È un impegno certamente difficile, ma sono di conforto le parole del Signore: 'Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo'".

  "Si intensifichi, pertanto," - ha esortato il Papa - "la vostra testimonianza evangelica perché in ogni ambiente i cristiani, guidati dallo Spirito Santo che dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio, siano segni vivi della speranza soprannaturale. Vi incoraggio, cari Vescovi, a guidare l'alacre popolo lombardo su tale cammino, contando in ogni situazione sull'indefettibile assistenza divina".
AG/CULTURA VITA:LEGALITÀ/VESCOVI LOMBARDIA     VIS 20070207 (350)


NASCITA DELLA REALTÀ DELLA CHIESA NELLE CASE DEI CREDENTI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna ai primi testimoni della fede cristiana, i coniugi romani Priscilla e Aquila, collaboratori di San Paolo a Corinto. Espulsi da Roma a seguito della decisione dell'imperatore Claudio di cacciare i Giudei residenti nell'Urbe per i tumulti attribuiti ai seguaci di Cristo, giunsero a Corinto all'inizio degli anni '50, dove conobbero Paolo, che, come loro, esercitava lo stesso mestiere di fabbricatore di tende.

  Priscilla fu "una persona attiva e di molto valore nella storia del cristianesimo romano" e con il marito Aquila, ha spiegato il Papa, ebbe un ruolo importantissimo  "nell'ambito della Chiesa primitiva: quello cioè di accogliere nella propria casa il gruppo dei cristiani locali, quando essi si radunavano per ascoltare la Parola di Dio e per celebrare l'Eucaristia. È proprio quel tipo di adunanza che è detto in greco 'ekklesìa' - la parola latina è 'ecclesia', quella italiana 'chiesa' - che vuol dire convocazione, assemblea, adunanza. Nella casa di Aquila e Priscilla, quindi, si riunisce la Chiesa, la convocazione di Cristo, che celebra qui i sacri Misteri. E così possiamo vedere la nascita proprio della realtà della Chiesa nelle case dei credenti".

  "I cristiani, infatti, fin verso il secolo III° non avevano propri luoghi di culto" - ha ricordato il Pontefice, sottolineando che: "Nella prima metà del I secolo e nel II secolo, le case dei cristiani diventano vera e propria 'chiesa'. (...)  Una cosa è certa: insieme alla gratitudine di quelle prime Chiese, di cui parla San Paolo, ci deve essere anche la nostra, poiché grazie alla fede e all'impegno apostolico di fedeli laici, di famiglie, di sposi come Priscilla e Aquila il cristianesimo è giunto alla nostra generazione. Poteva crescere non solo grazie agli Apostoli che lo annunciavano. Per radicarsi nella terra del popolo, per svilupparsi vivamente, era necessario l'impegno di queste famiglie, di questi sposi, di queste comunità cristiane, di fedeli laici che hanno offerto l''humus' alla crescita della fede".

  "E sempre, solo così cresce la Chiesa" - ha esclamato il Pontefice - "In particolare, questa coppia dimostra quanto sia importante l'azione degli sposi cristiani. Quando essi sono sorretti dalla fede e da una forte spiritualità, diventa naturale un loro impegno coraggioso per la Chiesa e nella Chiesa. (...) Un'ulteriore lezione non trascurabile possiamo trarre dal loro esempio: ogni casa può trasformarsi in una piccola chiesa".

  "Non a caso" - ha proseguito il Pontefice - "nella 'Lettera agli Efesini' Paolo paragona il rapporto matrimoniale alla comunione sponsale che intercorre tra Cristo e la Chiesa. Anzi, potremmo ritenere che l'Apostolo indirettamente moduli la vita della Chiesa intera su quella della famiglia. E la Chiesa, in realtà, è la famiglia di Dio".

  "Onoriamo perciò Aquila e Priscilla come modelli di una vita coniugale responsabilmente impegnata a servizio di tutta la comunità cristiana" - ha concluso il Pontefice - "E troviamo in loro il modello della Chiesa, famiglia di Dio per tutti i tempi".
AG/PRISCILLA:AQUILA/...                           VIS 20070207 (520)


martedì 6 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Reinhard Pappenberger, Vescovo Ausiliare di Regensburg (superficie: 14.665; popolazione: 1.627.958; cattolici: 1.329.393; sacerdoti: 1.064; religiosi: 1.868; diaconi permanenti: 88), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto, nato a Grafenwöhr (Germania), nel 1958, ordinato sacerdote nel 1985, è stato finora Direttore dei dipartimento "Matrimonio e Famiglia", "Liturgia e Musica sacra" e "Pastorale dei giovani e delle associazioni" della Curia diocesana di Regensburg.

- Membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali l'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Vescovo Brian Farrell, L.C., Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ed il Padre Réal Tremblay, C.SS.R., Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.
NEA:NA/.../...                                       VIS 20070206 (130)


ATTIVITÀ PONTIFICIO CONSIGLIO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2007 (VIS). In questi giorni il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, partecipa ad un Seminario dedicato ai Vescovi e ai teologi dell'Asia sul tema del Pentecostalismo, in corso a Manila (Filippine), dal 5 all'11 febbraio. Si tratta dell'ultimo raduno di questo tipo e su tale tema, dopo gli analoghi seminari organizzati nel 2005 e nel 2006 in Africa (a Nairobi e Dakar), in America Latina (São Paulo) e Seoul (Sud-Corea).

  Il 19 febbraio prossimo, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani terrà una conferenza sull'ecumenismo spirituale nel contesto di un seminario ecumenico dedicato ai sacerdoti e agli operatori pastorali, organizzato dall'Arcidiocesi di Barcellona (Spagna). Il Cardinale Kasper presenterà per l'occasione il Manuale: "L'Ecumenismo Spirituale, Linee-Guida per la sua attuazione".

  Dal 28 febbraio al 3 marzo prossimo, si terrà a Roma l'incontro di un"drafting committee" della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme", per elaborare gli emendamenti al testo allo studio, in preparazione della prossima Plenaria della Commissione, che si terrà nell'ottobre 2007, a Ravenna (Italia).
CON-UC/ATTIVITÀ/KASPER                                   VIS 20070206 (200)


INDULGENZE NELLA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2007 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri la Penitenzieria Apostolica ha reso pubblico un Decreto con il quale si concedono ai fedeli speciali indulgenze nella ricorrenza della XV Giornata Mondiale del Malato, che si celebra ogni anno l'11 febbraio, Memoria Liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes. La celebrazione della Giornata avrà luogo, quest'anno, a Seoul (Corea).

  "È necessario" - si legge nel testo - "dedicare un'attentissima riflessione al fatto che i rimedi umani hanno un limite e che, dunque, inevitabilmente verrà un tempo che porterà l'uomo al termine del suo cammino su questa terra: agli ammalati che versano in tale condizione, occorre riservare le cure più attente e la più grande carità, così che il loro transito da questo mondo al Padre sia confortato dalle divine consolazioni e perciò - come implora la preghiera della Chiesa per i moribondi - ad essi appaia il volto di Gesù Cristo mite e chiarissima risuoni la sua voce che li chiama all'eterna gloria e felicità".

  "La Santa Madre Chiesa, consapevole di ciò, vivamente desidera che l'annuale celebrazione della 'Giornata Mondiale del Malato', diventi efficace catechesi circa l'insegnamento, che qui si è ricordato, del tesoro della Rivelazione, intorno al valore e alla funzione del dolore".

  È concessa l'Indulgenza plenaria "ai fedeli che, alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) e con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, l'11 febbraio prossimo parteciperanno devotamente, nella città di Seul o in qualsiasi altro luogo stabilito dall'Autorità ecclesiastica, a qualche sacra cerimonia celebrata per impetrare da Dio le finalità della '15a Giornata Mondiale del Malato'".

  "I fedeli che negli ospedali pubblici o in casa privata assistono caritatevolmente come 'buoni Samaritani' gli ammalati, specialmente quelli incurabili o terminali, e, a motivo del loro servizio non possono partecipare alla cerimonia sopra indicata, otterranno il medesimo dono dell'Indulgenza plenaria, se in quel giorno presteranno generosamente almeno per qualche ora la loro caritatevole assistenza agli ammalati come se lo facessero allo stesso Cristo Signore (cf. Mt 25, 40), avendo l'animo distaccato da ogni peccato e il proposito di adempiere appena possibile alle condizioni richieste per l'ottenimento dell'Indulgenza plenaria".

  "I fedeli che per malattia, per età avanzata o per altra simile ragione, sono impediti dal prendere parte alla cerimonia sopra indicata, otterranno l'Indulgenza plenaria, purché, avendo l'animo distaccato da qualsiasi peccato e proponendosi di adempiere alle solite condizioni appena possibile, in quel giorno, unitamente al Santo Padre, partecipino spiritualmente con il desiderio alla suddetta celebrazione e offrano a Dio, attraverso la Vergine Maria, 'Salute degli Infermi', le loro sofferenze fisiche e spirituali".

  "Infine è concessa l'Indulgenza parziale a tutti i fedeli, dal 9 all'11 del prossimo febbraio, ogniqualvolta, con cuore contrito, rivolgeranno a Dio misericordioso devote preghiere per implorare le suddette finalità in aiuto degli infermi, particolarmente quelli incurabili o terminali".
PENT/INDULGENZE:MALATI/                           VIS 20070206 (480)


lunedì 5 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Chur (Svizzera), presentata dal Vescovo Amédée Grab, O.S.B., per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Chur (Svizzera), presentata dal Vescovo Peter Henrici, S.I., per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 3 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Membri del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: il Cardinale Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo di Durban (Sud Africa); il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù); il Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, Arcivescovo di Lagos (Nigeria); il Cardinale Eusébio Oscar Scheid, Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile); il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sidney (Australia); il Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada); il Cardinale Gaudencio B. Rosales, Arcivescovo di Manila (Filippine); il Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, Arcivescovo di Seoul (Corea).

- Membro della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Sua Eccellenza Monsignor José María Serrano Ruiz, Presidente della Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano.
RE:NA/.../...                                       VIS 20070205 (210)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quindici Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Lombardia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Dionigi Tettamnzi, Arcivescovo di Milano, con gli Ausiliari Vescovo Carlo Roberto Maria Redaelli; Vescovo Francesco Coccopalmerio; Vescovo Marco Ferrari, Vescovo Erminio De Scalzi e Vescovo Luigi Stucchi ed il Vescovo Angelo Mascheroni, già Ausiliare.

    - Il Vescovo Roberto Amadei, di Bergamo, con l'Ausiliare Vescovo Lino Bortolo Belotti.

    - Il Vescovo Giulio Sanguineti, di Brescia, con l'Ausiliare Vescovo Francesco Beschi.

    - Il Vescovo Diego Coletti, di Como.

    - Il Vescovo Oscar Cantoni, di Crema.

    - Il Vescovo Dante Lanfranconi, di Cremona.

   - Il Vescovo Giuseppe Merisi, di Lodi.

  Sabato 3 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Le Loro Altezze Serenissime il Principe Hans-Adam II e la Principessa Maria del Liechtenstein, con la Famiglia.

- Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- Il Cardinale Georges Marie Martin Cottier, Pro-Teologo emerito della Casa Pontificia.

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20070205 (190)


FERMA CONDANNA DEL PAPA VIOLENZA NEL MONDO DEL CALCIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo di Catania S.E. Monsignor Salvatore Gristina, per la morte dell'Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti, nel corso degli scontri fra forze di polizia e tifosi al termine della partita di calcio Catania-Palermo, il 2 febbraio scorso. L'Arcivescovo Gristina presiede oggi a Catania la Liturgia Esequiale del defunto Ispettore.

  "Informato della tragica uccisione dell'Ispettore Capo Filippo Raciti" - si legge nel telegramma - "il Sommo Pontefice esprime la sua spirituale vicinanza alla consorte ed ai figli della vittima, come anche ai feriti ed alla Polizia di Stato impegnata con altre Forze dell'Ordine nel mantenimento della sicurezza dei cittadini".

  "Nel ribadire la sua ferma condanna per ogni gesto di violenza che macchia il mondo del calcio, il Santo Padre ne esorta i protagonisti a promuovere con maggior determinazione il rispetto della legalità, favorendo la lealtà, la solidarietà e una sana competitività. Con tali voti Sua Santità eleva fervide preghiere di suffragio per il fedele servitore dello Stato e, mentre invoca la consolazione celeste sui familiari, i colleghi e su quanti sono colpiti da così drammatico lutto, invia la confortatrice Benedizione Apostolica estensibile ai presenti al rito esequiale".
TGR/INCIDENTI CALCIO/GRISTINA:RACITI                           VIS 20070205 (210)


MESSAGGIO DEL PAPA XXII GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXII Giornata Mondiale della Gioventù, che sarà celebrata nelle Diocesi la prossima Domenica delle Palme, 1° aprile. Il Papa propone alla meditazione dei giovani le parole di Gesù: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34). Di seguito riportiamo ampi estratti del Messaggio, datato 27 gennaio.

  "L'amore è possibile e scopo di questo mio messaggio è di contribuire a ravvivare in ciascuno di voi, che siete il futuro e la speranza dell'umanità, la fiducia nell'amore vero, fedele e forte; un amore che genera pace e gioia; un amore che lega le persone, facendole sentire libere nel reciproco rispetto".

  "Come si manifesta a noi Dio-Amore? (...) In Cristo, vero Dio e vero Uomo, abbiamo conosciuto l'amore in tutta la sua portata. (...) La manifestazione dell'amore divino è totale e perfetta nella Croce (...). Redenta dal suo sangue, nessuna vita umana è inutile o di poco valore, perché tutti siamo amati personalmente da Lui con un amore appassionato e fedele, un amore senza limiti".

  "Anzi, il Crocifisso, che dopo la risurrezione porta per sempre i segni della propria passione, mette in luce le 'contraffazioni' e le menzogne su Dio, che si ammantano di violenza, di vendetta e di esclusione. Cristo è l'Agnello di Dio, che prende su di sé il peccato del mondo e sradica l'odio dal cuore dell'uomo. Ecco la sua veritiera 'rivoluzione': l'amore".

  "Sulla croce Cristo grida: 'Ho sete' (Gv 19,28): rivela così un'ardente sete di amare e di essere amato da ognuno di noi. Solo se arriviamo a percepire la profondità e l'intensità di un tale mistero, ci rendiamo conto della necessità e dell'urgenza di amarlo a nostra volta 'come' Lui ci ha amati. (...) La novità di Cristo consiste nel fatto che amare come Lui ci ha amati significa amare tutti, senza distinzioni, anche i nemici, 'fino alla fine' (cfr Gv 13,1)".

  "Vorrei ora soffermarmi su tre ambiti della vita quotidiana dove voi, cari giovani, siete particolarmente chiamati a manifestare l'amore di Dio. Il primo ambito è la Chiesa che è la nostra famiglia spirituale, composta da tutti i discepoli di Cristo. Memori delle sue parole: 'Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri' (Gv 13,35), alimentate, con il vostro entusiasmo e la vostra carità, le attività delle parrocchie, delle comunità, dei movimenti ecclesiali e dei gruppi giovanili ai quali appartenete. Siate solleciti nel cercare il bene dell'altro, fedeli agli impegni presi. Non esitate a rinunciare con gioia ad alcuni vostri svaghi, accettate di buon animo i sacrifici necessari, testimoniate il vostro amore fedele per Gesù annunciando il suo Vangelo specialmente fra i vostri coetanei".

  "Il secondo ambito, dove siete chiamati ad esprimere l'amore e a crescere in esso, è la vostra preparazione al futuro che vi attende. Se siete fidanzati, Dio ha un progetto di amore sul vostro futuro di coppia e di famiglia ed è quindi essenziale che voi lo scopriate con l'aiuto della Chiesa, liberi dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga ostacoli alla gioia dell'amore ed impedisca in particolare di gustare pienamente quella felicità che l'uomo e la donna cercano nel loro reciproco amore".

  "Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò permette di maturare nell'amore, nella premura e nell'attenzione verso l'altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto dell'altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento né il proprio benessere. Nella preghiera comune chiedete al Signore che custodisca ed incrementi il vostro amore e lo purifichi da ogni egoismo".

  "Non esitate a rispondere generosamente alla chiamata del Signore, perché il matrimonio cristiano è una vera e propria vocazione nella Chiesa. Ugualmente, cari giovani e care ragazze, siate pronti a dire 'sì', se Iddio vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio ministeriale o della vita consacrata. Il vostro esempio sarà di incoraggiamento per molti altri vostri coetanei, che sono alla ricerca della vera felicità".

  "Il terzo ambito dell'impegno che l'amore comporta è quello della vita quotidiana con le sue molteplici relazioni. Mi riferisco segnatamente alla famiglia, alla scuola, al lavoro e al tempo libero. Cari giovani, coltivate i vostri talenti non soltanto per conquistare una posizione sociale, ma anche per aiutare gli altri 'a crescere'. Sviluppate le vostre capacità, non solo per diventare più 'competitivi' e 'produttivi', ma per essere 'testimoni della carità'. Alla formazione professionale unite lo sforzo di acquisire conoscenze religiose utili per poter svolgere la vostra missione in maniera responsabile. In particolare, vi invito ad approfondire la dottrina sociale della Chiesa, perché dai suoi principi sia ispirata ed illuminata la vostra azione nel mondo".

  "Cari giovani, vorrei invitarvi a 'osare l'amore', a non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l'esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, ad imitazione di Colui che mediante l'amore ha vinto per sempre l'odio e la morte (cfr Ap 5,13). L'amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell'uomo e l'umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi che, veri amici di Dio, sono il canale e il riflesso di questo amore originario. Impegnatevi a conoscerli meglio, affidatevi alla loro intercessione, cercate di vivere come loro. Mi limito a citare Madre Teresa che, per affrettarsi a rispondere al grido di Cristo 'Ho sete', (...), iniziò a raccogliere i moribondi nelle strade di Calcutta, in India. Da allora l'unico desiderio della sua vita divenne quello di estinguere la sete d'amore di Gesù non a parole, ma con atti concreti, riconoscendone il volto sfigurato, assetato d'amore, nel viso dei più poveri tra i poveri".

  "Ad ognuno di noi, cari amici, è dato di raggiungere questo stesso grado di amore, ma solo ricorrendo all'indispensabile sostegno della Grazia divina. Soltanto l'aiuto del Signore ci consente, infatti, di sfuggire alla rassegnazione davanti all'enormità del compito da svolgere e ci infonde il coraggio di realizzare quanto è umanamente impensabile. Il contatto con il Signore nella preghiera ci mantiene nell'umiltà, ricordandoci che siamo 'servi inutili' (cfr Lc 17,10)".

  "Soprattutto l'Eucaristia è la grande scuola dell'amore. Quando si partecipa regolarmente e con devozione alla Santa Messa, quando si passano in compagnia di Gesù eucaristico prolungate pause di adorazione è più facile capire la lunghezza, la larghezza, l'altezza e la profondità del suo amore che sorpassa ogni conoscenza (cfr Ef 3,17-18). Condividendo il Pane eucaristico con i fratelli della comunità ecclesiale si è poi spinti a tradurre 'in fretta', come fece la Vergine con Elisabetta, l'amore di Cristo in generoso servizio ai fratelli".

  "Cari giovani, (...) la prossima Giornata Mondiale della Gioventù (...) rappresenterà una tappa importante verso l'incontro di Sydney, il cui tema sarà: 'Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni' (At 1,8). Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, vi aiuti a far risuonare ovunque il grido che ha cambiato il mondo: 'Dio è amore!'. Vi accompagno con la preghiera e di cuore vi benedico".
MESS/GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ/...                 VIS 20070205 (1250)


SOSTENERE LA FAMIGLIA CON INIZIATIVE PASTORALI E POLITICHE


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2007 (VIS). La "Giornata per la vita", promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana sul tema: "Amare e desiderare la vita", e che si celebra oggi in Italia, è stato il tema delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Mi unisco ai Vescovi italiani" - ha detto il Papa - "per rinnovare l'appello più volte lanciato anche dai miei venerati predecessori a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, affinché si mostrino accoglienti verso il grande e misterioso dono della vita. La vita, che è opera di Dio, non va negata ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità".

  "Allo stesso tempo, facendo eco ai Pastori della Chiesa in Italia, invito a non cadere nell'inganno di pensare di poter disporre della vita fino a 'legittimarne l'interruzione con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pietà".

  "Nella Diocesi di Roma inizia oggi la 'Settimana della vita e della famiglia'" - ha proseguito il Pontefice  - "occasione importante per pregare e riflettere sulla famiglia, che è 'culla' della vita e di ogni vocazione. Sappiamo bene come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l'ambiente naturale per la nascita e per l'educazione dei figli, e quindi per assicurare l'avvenire dell'intera umanità".

  "Sappiamo però pure come essa sia segnata da una profonda crisi e debba oggi affrontare molteplici sfide. Occorre pertanto difenderla, aiutarla, tutelarla e valorizzarla nella sua unicità irripetibile. Se questo impegno compete in primo luogo agli sposi, è anche prioritario dovere della Chiesa e di ogni pubblica istituzione sostenere la famiglia attraverso iniziative pastorali e politiche, che tengano conto dei reali bisogni dei coniugi, degli anziani e delle nuove generazioni".

  Il Papa ha concluso le sue riflessioni invocando il Signore, per intercessione di Maria Santissima, affinché "cresca il rispetto per la sacralità della vita, si prenda sempre più coscienza delle vere esigenze familiari, ed aumenti il numero di quanti contribuiscono a realizzare nel mondo la civiltà dell'amore".
ANG/GIORNATA VITA/...                               VIS 20070205 (360)


INVIATO SPECIALE XV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera, redatta in latino e datata 2 gennaio, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale  alla celebrazione della XV Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Seoul (Corea), l'11 febbraio prossimo.

  La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Sacerdote Kyung Sang Paul Lee, Segretario Generale per l'Educazione Cattolica nell'Arcidiocesi di Seoul e dal Sacerdote Young Man Steven Han, Direttore amministrativo della Conferenza Episcopale di Corea.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/COREA:LOZANO       VIS 20070205 (110)


MEMBRI ISTITUTI SECOLARI: ANNUNCIATE LA BELLEZZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina un numeroso gruppo di Membri di Istituti Secolari provenienti da diversi paesi, a Roma per partecipare al Simposio Internazionale organizzato in occasione del 60° anniversario della promulgazione della Costituzione Apostolica "Provida Mater Ecclesia".

  Ricordando che sono trascorsi sessanta anni da quel 2 febbraio 1947 quando Papa Pio XII promulgava tale Costituzione Apostolica, Papa Benedetto XVI ha detto: "Quell'atto giuridico non rappresentò il punto di arrivo, quanto piuttosto il punto di partenza di un cammino volto a delineare una nuova forma di consacrazione: quella di fedeli laici e presbiteri diocesani, chiamati a vivere con radicalità evangelica proprio quella secolarità in cui essi sono immersi in forza della condizione esistenziale o del ministero pastorale".

  Successivamente il Santo Padre ha enumerato i caratteri della missione secolare: "la testimonianza delle virtù umane, quali 'la giustizia, la pace, la gioia' (Rm 14,17), la 'bella condotta di vita', di cui parla Pietro nella sua Prima Lettera (cfr 2,12) (...). l'impegno per la costruzione di una società che riconosca nei vari ambiti la dignità della persona e i valori irrinunciabili per la sua piena realizzazione: dalla politica all'economia, dall'educazione all'impegno per la salute pubblica, dalla gestione dei servizi alla ricerca scientifica".

  "Ogni realtà propria e specifica vissuta dal cristiano, il proprio lavoro e i propri concreti interessi, pur conservando la loro relativa consistenza, trovano il loro fine ultimo nell'essere abbracciati dalla stesso scopo per cui il Figlio di Dio è entrato nel mondo. Sentitevi, pertanto, chiamati in causa da ogni dolore, da ogni ingiustizia, così come da ogni ricerca di verità, di bellezza e di bontà, non perché abbiate la soluzione di tutti i problemi, ma perché ogni circostanza in cui l'uomo vive e muore costituisce per voi l'occasione di testimoniare l'opera salvifica di Dio. È questa la vostra missione".

  "II carattere secolare della vostra consacrazione" - ha proseguito il Pontefice - "evidenzia da un lato i mezzi con cui vi adoperate per realizzarla, cioè quelli propri di ogni uomo e donna che vivono in condizioni ordinarie nel mondo, e dall'altro la forma del suo sviluppo, quella cioè di una relazione profonda con i segni del tempo che siete chiamati a discernere, personalmente e comunitariamente, alla luce del Vangelo".

  "Il luogo del vostro apostolato è perciò tutto l'umano" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "non solo dentro la comunità cristiana - dove la relazione si sostanzia di ascolto della Parola e di vita sacramentale, da cui attingete per sostenere l'identità battesimale - dico il luogo del vostro apostolato è tutto l'umano, sia dentro la comunità cristiana, sia nella comunità civile dove la relazione si attua nella ricerca del bene comune, nel dialogo con tutti, chiamati a testimoniare quell'antropologia cristiana che costituisce proposta di senso in una società disorientata e confusa dal clima multiculturale e multireligioso che la connota".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso esortando i Membri degli Istituti Secolari con queste parole: "Annunciate la bellezza di Dio e della sua creazione. Sull'esempio di Cristo, siate obbedienti all'amore, uomini e donne di mitezza e misericordia, capaci di percorrere le strade del mondo facendo solo del bene. (..) La Chiesa ha bisogno anche di voi per dare completezza alla sua missione. Siate seme di santità gettato a piene mani nei solchi della storia".
AC/.../ISTITUTI SECOLARI                           VIS 20070205 (580)


CONSACRATI PROCLAMANO CHE DIO È SIGNORE DELL'ESISTENZA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Festa della Presentazione del Signore e XI Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato, nella Basilica Vaticana, i Membri delle Congregazioni, Istituti, Società di Vita Apostolica e Nuove Forme di Vita Consacrata, in occasione della Giornata della Vita Consacrata, istituita da Giovanni Paolo II.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Papa Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto a tutti i presenti ed ha affermato: "L'odierna ricorrenza è quanto mai opportuna per chiedere insieme al Signore il dono di una sempre più consistente ed incisiva presenza dei religiosi, delle religiose e delle persone consacrate nella Chiesa in cammino sulle strade del mondo".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha proseguito il Pontefice - "la festa che oggi celebriamo ci ricorda che la vostra testimonianza evangelica, perché sia veramente efficace, deve scaturire da una risposta senza riserve all'iniziativa di Dio che vi ha consacrati a sé con uno speciale atto d'amore".

  "Come gli anziani Simeone e Anna erano desiderosi di vedere il Messia prima della loro morte (...), così anche in questo nostro tempo è diffuso, soprattutto tra i giovani, il bisogno di incontrare Dio. Coloro che sono scelti da Dio per la vita consacrata fanno proprio in modo definitivo questo anelito spirituale. (...) Con il loro esempio proclamano a un mondo spesso disorientato, ma in realtà sempre più alla ricerca di un senso, che Dio è il Signore dell'esistenza".

  Le persone consacrate "scegliendo l'obbedienza, la povertà e la castità per il Regno dei cieli, mostrano che ogni attaccamento ed amore alle cose e alle persone è incapace di saziare definitivamente il cuore: che l'esistenza terrena è un'attesa  più o meno lunga dell'incontro 'faccia a faccia' con lo Sposo divino".

  "Quando si rinuncia a tutto per seguire Cristo" - ha detto ancora il Pontefice - "quando gli si dà ciò che si ha di più caro affrontando ogni sacrificio, allora come è avvenuto per il divin Maestro, anche la persona consacrata che ne segue le orme diventa necessariamente 'segno di contraddizione', perché il suo modo di pensare e di vivere è spesso in contrasto con la logica del mondo. (...) Dinanzi a un simile coraggio, quanta gente assetata di verità resta colpita ed è attratta da chi non esita a dare la vita, la propria vita, per ciò in cui crede".

  Il Papa ha esortato i consacrati e le consacrate con queste parole: "Non dimenticate mai che la vita consacrata è dono divino, e che è in primo luogo il Signore a condurla a buon fine secondo i suoi progetti. Questa certezza che il Signore ci conduce a buon fine, nonostante le nostre debolezze; questa certezza deve esservi di conforto, preservandovi dalla tentazione dello scoraggiamento dinanzi alle inevitabili difficoltà della vita e alle molteplici sfide dell'epoca moderna".

  "L'odierna liturgia è particolarmente suggestiva" - ha concluso il Pontefice - "perché contrassegnata dal simbolo della luce. La solenne processione dei ceri, che avete compiuto all'inizio della celebrazione, sta a indicare Cristo, vera luce del mondo, che risplende nella notte della storia e che illumina ogni cercatore di verità. Cari consacrati e consacrate, ardete di questa fiamma e fatela risplendere con la vostra vita, perché dappertutto brilli un frammento del fulgore irradiato da Gesù, splendore di verità".
AC/VITA CONSACRATA/RODÉ                           VIS 20070205 (570)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di München und Freising (Germania), presentata dal Cardinale Friedrich Wetter, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Limburg (Germania), presentata dal Vescovo Franz Kamphaus, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Abraham Escudero Montoya, finora Vescovo di Espinal (Colombia), Vescovo di Palmira (superficie: 4.796; popolazione: 711.000; cattolici: 610.000; sacerdoti: 71; religiosi: 245), Colombia.
RE:NER/.../WETTER:KAMPHAUS:ESCUDERO                     VIS 20070202 (90)


venerdì 2 febbraio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/.../...                                                 VIS 20070202 (40)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FEBBRAIO-APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo ed aprile.

FEBBRAIO

- Mercoledì 21: Mercoledì delle Ceneri. Alle ore 17:00, nella Basilica di Santa Sabina, Santa Messa, benedizione ed imposizione delle Ceneri.

- Domenica 25: Prima Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico, inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

MARZO

- Sabato 3: Alle ore 9:00, nella Cappella Redemptoris Mater, conclusione degli Esercizi Spirituali.

- Domenica 25: Quinta Domenica di Quaresima. Visita pastorale alla Parrocchia Romana di Santa Felicita e Figli martiri. Alle ore 9:30, Celebrazione della Santa Messa.

- Giovedì 29: Alle 17:30, nella Basilica Vaticana, Celebrazione penitenziale con i giovani della Diocesi di Roma.

APRILE

- Domenica 1°: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Alle ore 9:30, in Piazza San Pietro, Benedizione delle Palme, processione e Santa Messa.

- Lunedì 2: Lunedì Santo: alle 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, Santa Messa in suffragio del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.

- Giovedì 5: Giovedì Santo. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, inizio del Triduo Pasquale. Santa Messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 6: Alle ore 17:00, nella Basilica Vaticana, Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15, Via Crucis al Colosseo.

- Sabato 7: Sabato Santo. Alle ore 22:00, nella Basilica Vaticana, Veglia Pasquale nella notte santa.

- Domenica 8: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa del giorno. Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 15: Seconda Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa in occasione dell'80° genetliaco del Santo Padre Benedetto XVI (16 aprile 1927).

- Sabato 21 - Domenica 22: Visita Pastorale a Vigevano e a Pavia (Italia).

- Domenica 29: Quarta Domenica di Pasqua. Alle ore 9:00, nella Basilica Vaticana, Ordinazione presbiterale dei Diaconi della Diocesi di Roma.

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE (APRILE)

- Sabato 14: alle 15:30, nella Chiesa del Santo Volto, Torino (Italia), Beatificazione del Servo di Dio: Luigi Boccardo.

- Domenica 15: Seconda Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, nella Cattedrale di Castellammare di Stabia (Napoli), Beatificazione della Serva di Dio: Maria Maddalena della Passione (Costanza Starace).

- Domenica 29: Quarta Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, nella Cattedrale di Rimini (Italia), Beatificazione della Serva di Dio Maria Rosa Pellesi.
OCL/CALENDARIO:FEBBRAIO-APRILE/...                   VIS 20070202 (430)


SERVIZIO ECCLESIALE FEDELE E GENEROSO CARDINALE JAVIERRE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Liturgia Esequiale del Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, morto ieri a Roma, poco prima dell'86° compleanno.

  Il Santo Padre ha ricordato nell'omelia che il Porporato spagnolo "Seguendo l'esempio di Don Bosco avrebbe voluto vivere la sua vocazione di salesiano a diretto contatto con la gioventù, in terra di missione, ma la Provvidenza lo ha chiamato ad altre mansioni. Egli è stato così apostolo negli ambienti dell'Università e della Curia Romana, senza però mai perdere occasione per svolgere un'intensa attività spirituale nell'ambito più propriamente teologico e in quello più vasto della cultura, soprattutto animando gruppi di professori e di religiosi, e come cappellano tra gli universitari. Il suo è stato un servizio ecclesiale, fedele e generoso, sempre disponibile e cordiale".
 
  "Il Cardinale Javierre Ortas" - ha proseguito il Pontefice - "ha voluto che la sua esistenza personale e la sua missione ecclesiale fossero un messaggio di speranza; attraverso il suo apostolato, seguendo l'esempio di San Giovanni Bosco, si è sforzato di comunicare a tutti che Cristo è sempre con noi. Lui, figlio della patria di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce, quante volte ha pregato nel suo cuore: 'Nada te turbe, / nada te espante. / Quien a Dios tiene / nada le falta / … / Solo Dios basta'".

  Benedetto XVI ha sottolineato infine che il Porporato: "Come degno figlio di Don Bosco, era profondamente devoto di Maria, amata e venerata col titolo di Ausiliatrice. Della Madonna, 'Ancilla Domini', ha cercato di imitare lo stile di un servizio discreto e generoso. Lasciò l'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti 'in punta di piedi' per dedicarsi al servizio che invece non si deve mai lasciare: la preghiera".
HML/ESEQUIE/JAVIERRE                               VIS 20070202 (340)


giovedì 1 febbraio 2007

FAMIGLIE SIANO IMMAGINE VIVA AMORE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2006 (VIS). Oggi, festa della Santa Famiglia di Nazaret, prima. della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto un saluto "a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la pace e l'amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi nel Natale".

Sottolineando che: "Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana", il Santo Padre ha affermato: "In questo modo l'ha consacrata come prima e ordinaria via del suo incontro con l'umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia e adolescenza. In tal modo ha messo in luce il valore primario della famiglia nell'educazione della persona".

"Da Maria e Giuseppe Gesù è stato introdotto nella comunità religiosa" - ha proseguito il Pontefice - "frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme (...). Quando ebbe dodici anni, rimase nel Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli si doveva 'occupare delle cose del Padre suo', cioè della missione affidatagli da Dio".

"Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell'amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell'amore. Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue".

Benedetto XVI ha ribadito ancora che: "La Santa Famiglia di Nazaret è veramente il 'prototipo' di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall'Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano".

Il Papa ha concluso le sue meditazioni invocando "la protezione di Maria Santissima e di San Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea, che mina le basi stesse dell'istituto familiare. Aiutino le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo, immagine viva dell'amore di Dio".

Al termine della recita dell'Angelus il Papa si è rivolto ai fedeli in diverse lingue. Salutando i pellegrini polacchi li ha esortati a rendere grazie a Dio "per l'anno passato e per ogni bene ricevuto, e particolarmente per il pellegrinaggio in Polonia. Ricordo" - ha detto il Pontefice - "l'itinerario sulle orme del Servo di Dio Giovanni Paolo II e la vostra testimonianza di fede. Oggi, nella Domenica della Santa Famiglia, prego perché le vostre famiglie siano un degno luogo di educazione dei bambini e dei giovani".
ANG/SACRA FAMIGLIA/... VIS 20070102 (540)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Domenico Calcagno, di Savona-Noli.

    - Il Vescovo Martino Canessa, di Tortona.

    - Il Vescovo Alberto Maria Careggio, di Ventimiglia-San Remo.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                 VIS 20070201 (80)


ESEQUIE CARDINALE JAVIERRE ORTAS PRESIEDUTE DOMANI DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, domani 2 febbraio, alle ore 12:00, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, la Liturgia Esequiale del Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, morto questa mattina a Roma, all'età di 85 anni.
OCL/ESEQUIE/JAVIERRE                                 VIS 20070201 (80)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Perchè i beni della terra, donati da Dio per tutti gli uomini, siano usati con saggezza e secondo criteri di giustizia e solidarietà".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la lotta contro le malattie e le grandi epidemie nel Terzo Mondo trovi nello spirito di solidarietà una sempre più generosa collaborazione da parte dei governi di tutte le Nazioni".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/…                      VIS 20070201 (100)


SANTA SEDE NON APPONE FIRMA CONVENZIONE DIRITTI DISABILI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico l'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, relativo all'approvazione da parte dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., il 13 dicembre scorso, della Convezione sulla protezione dei diritti e della dignità delle persone disabili, che sarà aperta alla firma degli Stati membri il 30 marzo 2007.

  In una Nota acclusa al discorso del Presule, viene precisato che: "Sin dall'inizio dei lavori, nel luglio 2002, la Santa Sede ha partecipato attivamente alla redazione del Documento, collaborando all'inserimento di espliciti riferimenti al rispetto del diritto alla vita e al riconoscimento del ruolo della famiglia nella vita delle persone disabili. Tuttavia, nella tappa finale dei lavori sono stati introdotti inaccettabili riferimenti alla 'salute riproduttiva' negli articoli 23 e 25 e, per tale motivo, la Santa Sede ha deciso di non aderire alla nuova Convezione".

 L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato nel suo intervento che: "La Santa Sede ha ripetutamente insistito sul fatto che i disabili devono essere completamente integrati nel tessuto sociale, nella convinzione che anch'essi possiedono diritti umani pieni ed inalienabili".

  In merito all'articolo 23, l'Osservatore Permanente ha affermato che la Delegazione della Santa Sede "interpreta tutti i termini e le espressioni relative ai servizi di pianificazione familiare, alla regolazione della fertilità e del matrimonio, come pure la parola 'genere', nel medesimo modo in cui tali termini sono stati interpretati nelle riserve e dichiarazioni di interpretazione all'epoca delle Conferenze Internazionali del Cairo, su Popolazione e Sviluppo (1994) e di Pechino, sulla Donna (1995)".

  L'Arcivescovo Migliore ha precisato che in merito all'Articolo 25, relativo alla salute, specificatamente alla salute sessuale e riproduttiva, la Santa Sede interpreta l'accesso alla salute riproduttiva come un concetto olistico che non considera l'aborto o l'accesso all'aborto come dimensione di tali termini". Tuttavia, ha soggiunto il Presule, "noi ci siamo opposti all'inclusione di tale frase il questo articolo, perché in taluni paesi i servizi di salute riproduttiva includono l'aborto, negando così il diritto intrinseco alla vita di ogni essere umano, affermato anche dall'articolo 10 della Convezione. È certamente tragico che, (...) la medesima Convenzione, creata per proteggere le persone disabili da tutte le discriminazioni nell'esercizio dei propri diritti, possa essere usata per negare il fondamentale diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate".

  "Per questa ragione" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "e nonostante i numerosi articoli positivi della presente Convenzione, la Santa Sede non può apporre la sua firma".
DELSS/DISABILI/O.N.U.:MIGLIORE                       VIS 20070201 (420)


IL PAPA RICORDA DIFFICOLTÀ CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali, in occasione della Quarta Riunione Plenaria.

  "Il vostro incontro riguardante la costituzione e la missione della Chiesa è di grande importanza per il nostro comune cammino verso il ristabilimento della piena comunione. La Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali condividono un patrimonio ecclesiale che ha origine nell'epoca apostolica e nei primi secoli del cristianesimo. Questo 'patrimonio di esperienza' deve contraddistinguere il nostro futuro 'guidando il nostro cammino verso il ritrovamento della piena comunione".

  Ponendo in risalto che "Ancora oggi molte persone attendono di conoscere le verità del Vangelo", Papa Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "la loro sete della Buona Novella rafforzi la nostra determinazione ad operare e pregare con diligenza per quella unità, necessaria alla Chiesa, per esercitare la sua missione nel mondo".

  Il Papa ha affermato che molti dei presenti provenivano dal Medio Oriente e al riguardo ha ricordato le difficoltà incontrate dalle minoranze cristiane, che, "per sopravvivere in un panorama geopolitico così instabile sono frequentemente tentate di emigrare. In tali circostanze ai cristiani di tutte le tradizioni ed alle comunità in Medio Oriente è chiesto di essere coraggiosi e determinati con la forza dello Spirito di Cristo".

  "Che l'intercessione e l'esempio dei molti martiri e santi, che in queste terre hanno offerto una coraggiosa testimonianza di Cristo" - ha concluso il Pontefice - "sostenga e rafforzi le comunità cristiane nella loro fede!".
AC/.../COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO                   VIS 20070201 (280)


DIALOGO INTERRELIGIOSO: NECESSITÀ VITALE NOSTRO TEMPO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una Delegazione della "Fondazione per la Ricerca e il Dialogo Interreligioso e Interculturale", presieduta dall'Arcivescovo Damaskinos, Metropolita di Andrinopla. Della Delegazione faceva parte Sua Altezza Reale il Principe Hassan di Giordania.

  Nel suo discorso il Papa, che fu uno dei membri fondatori di questa istituzione, ringraziando il Metropolita per il dono del primo frutto del lavoro della Fondazione: l'edizione congiunta, in lingua originale e in ordine cronologico, dei tre libri sacri delle tre religioni monoteiste, ha detto che essa: "Era infatti il primo progetto che intendevamo realizzare creando insieme questa Fondazione, per 'dare un contributo specifico e positivo al dialogo fra le culture e le religioni".

  "Siamo chiamati, ebrei, cristiani e musulmani, a riconoscere e sviluppare i legami che ci uniscono. È questa l'idea che ci ha indotto a creare questa Fondazione, che ha l'obiettivo di ricercare 'il messaggio essenziale e più autentico che le tre religioni monoteiste, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam, possono rivolgere al mondo del XXI secolo', con il fine di dare nuovo impulso al dialogo interreligioso e interculturale, per mezzo della ricerca comune, ponendo in luce e diffondendo, ciò che, nei nostri rispettivi patrimoni spirituali, contribuisce a rafforzare i legami fraterni fra le nostre comunità di credenti".

  "La rilettura e, per alcuni, la scoperta dei testi che tante persone nel mondo" - ha sottolineato il Santo Padre - "venerano come sacri, obbligano al rispetto reciproco, nel dialogo fiducioso. Gli uomini di oggi attendono da noi un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della nostra volontà comune di aiutarli a realizzare la loro legittima aspirazione a vivere nella giustizia e nella pace".

  "I lavori della Fondazione contribuiranno ad una presa di coscienza crescente di tutto ciò che, nelle diverse culture del nostro tempo, è conforme alla saggezza divina e serve la dignità dell'uomo, per meglio discernere e meglio rigettare tutto ciò che è usurpazione del nome di Dio e snaturamento dell'umanità dell'uomo".

  "Le nostre rispettive tradizioni religiose" - ha concluso il Pontefice - "insistono tutte sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona umana. (...) Con tutti gli uomini di buona volontà, noi aspiriamo alla pace. È perché, lo ripeto con insistenza: la ricerca ed il dialogo interreligioso e interculturale non sono una opzione, ma una necessità vitale per il nostro tempo".
AC/DIALOGO INTERRELIGIOSO/HASSAN:DAMASKINOS  VIS 20070201 (410)


mercoledì 31 gennaio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Sérgio da Rocha, finora Ausiliare di Fortaleza (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Teresina (superficie: 26.495; popolazione: 1.052.564; cattolici: 958.197; sacerdoti: 91; religiosi: 196; diaconi permanenti: 2), Brasile.
NEC/.../DA ROCHA                                     VIS 20070131 (50)


APPELLO PRESIDENTE NAPOLITANO AL DIALOGO E RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Alle 20:00 di ieri sera, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativa all'intervento dell'Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lunedì scorso, nel corso della visita ufficiale in Spagna, sulla necessità di tener conto delle ragioni della Chiesa nella regolamentazione delle unioni di fatto.

  "L'intervento dal Presidente Giorgio Napolitano è certamente molto apprezzabile, dimostra la grande attenzione per le posizioni del Santo Padre da lui già più volte manifestata, e incoraggia ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto che non è sempre presente nell'attuale dibattito politico. Invita alla ricerca di una visione ampia sui problemi della società, con grande sensibilità verso le preoccupazioni espresse dalle autorità della Chiesa, riconoscendone la legittimità e il fatto che sono profondamente motivate e mosse dalla ricerca del bene comune della società e nel caso specifico della società italiana".

  "Rimane da vedere come possa essere trovata nel dialogo la auspicata sintesi, coinvolgendo le diverse componenti della comunità politica e sociale italiana, e in modo che le posizioni manifestate dalle autorità della Chiesa in Italia siano tenute nel conto dovuto".
OP/INTERVENTO NAPOLITANO/LOMBARDI                   VIS 20070131 (200)


TUTTI SERVIAMO IL VANGELO SECONDO I NOSTRI DONI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, in occasione dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di circa 6.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente ripreso la catechesi sulle prime figure del Cristianesimo e si è soffermato su alcuni collaboratori di San Paolo: Bartolomeo, Silvano e Apollo.

  "Dobbiamo riconoscere" - ha detto il Papa - "che l'Apostolo è un esempio eloquente di uomo aperto alla collaborazione: nella Chiesa egli non vuole fare tutto da solo, ma si avvale di numerosi e diversificati colleghi".

  Barnaba, che significa 'figlio dell'esortazione' (At 4,36) o 'figlio della consolazione', "è il soprannome di un giudeo-levita nativo di Cipro. Stabilitosi a Gerusalemme, egli fu uno dei primi che abbracciarono il cristianesimo, dopo la risurrezione del Signore" - ha spiegato il Pontefice - "Fu lui a farsi garante della conversione di Saulo presso la comunità cristiana di Gerusalemme, la quale ancora diffidava dell'antico persecutore". Il Santo Padre ha ricordato inoltre la partecipazione di Barnaba al Concilio di Gerusalemme "dove, dopo un approfondito esame della questione, gli Apostoli con gli Anziani decisero di disgiungere la pratica della circoncisione dall'identità cristiana". Però, i due, Paolo e Barnaba, "entrarono poi in contrasto, all'inizio del secondo viaggio missionario, perché Barnaba era dell'idea di prendere come compagno Giovanni Marco, mentre Paolo non voleva, essendosi il giovane separato da loro durante il viaggio precedente".

  "Quindi anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie" - ha commentato il Santo Padre - "E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono 'caduti dal cielo'. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono".

  Sila, di cui risulta anche la forma latinizzata Silvano, "fu incaricato di recare 'ai fratelli di Antiochia, Siria e Cilicia' le decisioni prese al Concilio di Gerusalemme e di spiegarle." - ha proseguito il Pontefice - "Evidentemente egli era ritenuto capace di operare una sorta di mediazione tra Gerusalemme e Antiochia, tra ebreo-cristiani e cristiani di origine pagana, e così servire l'unità della Chiesa nella diversità di riti e di origini".

  Il terzo compagno di Paolo, Apollo, 'uomo colto, versato nelle Scritture ...pieno di fervore',  si recò a predicare ad Efeso e Corinto, ma "Il suo successo in quella città ebbe però un risvolto problematico, in quanto vi furono alcuni membri di quella Chiesa che nel suo nome, affascinati dal suo modo di parlare, si opponevano agli altri".

  "Paolo nella 'Prima Lettera ai Corinzi' esprime apprezzamento per l'operato di Apollo, ma rimprovera i Corinzi di lacerare il Corpo di Cristo suddividendosi in fazioni contrapposte." - ha ricordato il Papa - "Egli trae un importante insegnamento da tutta la vicenda: sia io che Apollo - egli dice - non siamo altro che 'diakonoi', cioè semplici ministri, attraverso i quali siete venuti alla fede. Ognuno ha un compito differenziato nel campo del Signore: 'Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere... Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio' (1 Cor 3,6-9)".

  "Questa parola vale anche oggi per tutti, sia per il Papa, sia per i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i laici. Tutti siamo umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo per quanto possiamo, secondo i nostri doni, e preghiamo Dio perché faccia Lui crescere oggi il suo Vangelo, la sua Chiesa".
AG/BARNABA:SILVANO:PAOLO/...                       VIS 20070131 (580)


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