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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 27 marzo 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Keewatin-Le Pas (Canada), presentata dall'Arcivescovo Peter Alfred Sutton, O.M.I., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l'Arcivescovo Sylvain Lavoie, O.M.I., Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Padre Philip Banchong Chaiyara, C.SS.R., Vescovo di Ubon Ratchathani (superficie: 53.917; popolazione: 7.921.117; cattolici: 25.750; sacerdoti: 42), Thailandia. Il Vescovo eletto, finora Direttore del Centro dei Padri Redentoristi di Pattaya e Parroco della Chiesa St. Nikolaus (Thailandia), è nato nel 1945 a Chang Ming (Thailandia), ha emesso la professione religiosa nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Il Vescovo Banchong Chaiyara succede al Vescovo Bunluen Mansap, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Carlos Pellegrín Barrera, S.V.D., Vescovo di Chillán (superficie: 12.461; popolazione: 436.002; cattolici: 300.841; sacerdoti: 52; religiosi: 104; diaconi permanenti: 28), Cile. Il Vescovo eletto, finora Rettore della Scuola "Verbo Divino" a Santiago de Chile (Cile), è nato nel 1958 a Santiago del Chile (Cile), ha emesso la professione religiosa nel 1978, quella perpetua nel 1983 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985. Succede al Vescovo Albero Jara Franzoy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Elenito Reyes Galido, Vescovo di Iligan (superficie: 3.092; popolazione: 1.338.000; cattolici: 1.029.000; sacerdoti: 84; religiosi: 108), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Malaybalay (Filippine), è nato a Managok (Filippine), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Ha nominato Nunzio Apostolico nelle Isole Cook, l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Fiji, Palau, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Ha nominato il Cardinale Renato Raffaele Martino, che è Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo ad Ariano Irpino (Italia), il 20 maggio 2006, nel XVII Centenario del Martirio di San Liberatore.
RE:NER:NN/.../... VIS 20060327 (410)

LETTERA AL PRESIDENTE AFGANO SUL CASO ABDUL RAHMAN


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

"Il Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, ha scritto, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, una lettera al Presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, riguardante la sorte del convertito al cristianesimo Abdul Rahman, che rischia la pena capitale".

"Nella lettera, che porta la data del 22 marzo, è detto che l'appello del Papa è ispirato da "profound human compassion" (profonda compassione umana n.d.r.) e da "firm belief in the dignity of human life and by respect for every person's freedom of conscience and religion". (ferma convinzione della dignità della vita umana e del rispetto della libertà di coscienza e di religione di ogni persona n.d.r.).

"Scrive ancora il Cardinale Angelo Sodano 'I am certain, Mr. President, that dropping the case against Mr. Rahman would bestow great honour upon the Afgan People and would raise a chorus of admiration in the international community. It would then contribute in a most significant way to our common mission to foster mutual understanding and respect among the world's different religions and cultures". (Sono certo, Signor Presidente, che sospendere il caso contro il Signor Rahman conferirebbe grande onore al Popolo Afgano e farebbe levare un coro di ammirazione nella comunità internazionale. Contribuirebbe altresì in modo oltremodo significativo alla nostra comune missione di promuovere la comprensione reciproca ed il rispetto fra le diverse religioni e culture del mondo n.d.r.").
OP/CASO ABDUL RAHMAN/NAVARRO-VALLS:SODANO VIS 20060327 (260)

IL PAPA AI CARDINALI: SENTO BISOGNO VOSTRA COLLABORAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nell'Aula Paolo VI i quindici nuovi Cardinali creati nel Concistoro di venerdì 24 marzo, con i familiari e i fedeli convenuti a Roma.

Il Papa ha rivolto parole di saluto ai Porporati in italiano, inglese, francese, spagnolo, sloveno e polacco.

Rivolgendosi al Cardinale Albert Vanhoye, S.I., il Santo Padre lo ha ringraziato "per il suo fecondo lavoro esegetico volto all'interpretazione della Parola di Dio e a trasmettere con pazienza il suo sapere a numerose generazioni di giovani, donando loro gli strumenti per vivere il Vangelo ed esserne testimoni. Possiate voi tutti dedicare regolarmente tempo a nutrirvi della Sacra Scrittura".

Nominando il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Arcivescovo di Toledo, Papa Benedetto XVI ha detto della Spagna: "Il vostro popolo si distingue per la fedeltà al Successore di Pietro e per la devozione alla Vergine Maria. Che Ella sia sempre la Stella che guida le vostre Chiese particolari nella missione evangelizzatrice".

Nel salutare il Cardinale Stanislao Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), il Papa ha espresso "gratitudine per tutti gli anni passati a fianco di Giovanni Paolo II e per tutto ciò che questo servizio ha portato per la Chiesa universale. Prego affinché il suo futuro ministero sia ugualmente fruttuoso".

Infine il Papa ha affermato di poter contare sempre sulla collaborazione dei Cardinali "della quale" - ha detto - "sento di avere bisogno. Gli incontri dell'intero Collegio Cardinalizio con il Successore di Pietro, come è avvenuto anche giovedì scorso, continueranno ad essere occasioni privilegiate per cercare insieme di servire meglio la Chiesa, da Cristo affidata alle nostre cure".
AC/.../NUOVI CARDINALI VIS 20060327 (280)

IL PAPA INCORAGGIA CRISTIANI OPERANO SITUAZIONI DIFFICILI


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2006 (VIS). Al termine della visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso, il Santo Padre Benedetto XVI è apparso alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, fra i quali numerosi erano quelli giunti a Roma per accompagnare i Vescovi creati Cardinali.

Prima della preghiera mariana il Papa ha ricordato che il Concistoro tenuto venerdì scorso per la creazione di quindici nuovi Cardinali è stata "un'intensa esperienza ecclesiale" che ha permesso di "gustare la ricchezza spirituale della collegialità, del ritrovarsi insieme tra fratelli di diverse provenienze, tutti accomunati dall'unico amore per Cristo e per la sua Chiesa".

"Abbiamo rivissuto in qualche modo" - ha proseguito il Santo Padre - "la realtà della comunità cristiana iniziale, riunita intorno a Maria, Madre di Gesù, e a Pietro, per accogliere il dono dello Spirito ed impegnarsi a diffondere il Vangelo nel mondo intero. La fedeltà a questa missione fino al sacrificio della vita è un carattere distintivo dei Cardinali, come attesta il loro giuramento e come è simboleggiato dalla porpora, che ha il colore del sangue".

"Per una provvidenziale coincidenza, il Concistoro si è svolto nella giornata del 24 marzo, in cui si sono commemorati i missionari che nell'anno trascorso sono caduti sulle frontiere dell'evangelizzazione e del servizio all'uomo in diverse parti della terra. Il Concistoro è stato così un'occasione per sentirci più che mai vicini a tutti quei cristiani che soffrono persecuzione a causa della fede. La loro testimonianza, di cui quotidianamente ci giunge notizia, e sopratutto il sacrificio di quanti sono stati uccisi ci è di edificazione e di sprone a un impegno evangelico sempre più sincero e generoso".

"Il mio pensiero si rivolge, in modo particolare, a quelle comunità che vivono nei Paesi dove la libertà religiosa manca o, nonostante la sua affermazione sulla carta, subisce di fatto molteplici restrizioni. Ad esse invio un caloroso incoraggiamento a perseverare nella pazienza e nella carità di Cristo, seme del Regno di Dio che viene, anzi, che è già nel mondo. A quanti operano al servizio del Vangelo in tali difficili situazioni, desidero esprimere la più viva solidarietà a nome di tutta la Chiesa, ed insieme assicurare il mio quotidiano ricordo nella preghiera".

"La Chiesa avanza nella storia e si diffonde sulla terra" - ha concluso il Pontefice - "accompagnata da Maria, Regina degli Apostoli. (...) A Lei chiediamo di guidarci nel cammino quotidiano e di proteggere con speciale predilezione quelle comunità cristiane che versano in condizioni di più grande difficoltà e sofferenza".
ANG/CONCISTORO:DIFFICOLTÀ CRISTIANI/... VIS 20060327 (440)

venerdì 24 marzo 2006

IL PAPA AI CARDINALI: PORPORA ESPRESSIONE AMORE CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto in Piazza San Pietro il primo Concistoro Ordinario Pubblico del suo Pontificato per la creazione di quindici nuovi Cardinali provenienti da undici diversi Paesi.

Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre ha letto la formula di creazione ed ha proclamato solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, Sua Eminenza William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a nome di tutti, ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di omaggio e gratitudine.

Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che il Concistoro Ordinario Pubblico "manifesta con grande eloquenza la natura universale della Chiesa, diffusa in ogni angolo del mondo per annunciare a tutti la Buona Novella di Cristo Salvatore".

Ricordando che Giovanni Paolo II celebrò nove Concistori, il Santo Padre ha affermato: "Se è vero che nel corso dei secoli molte cose sono mutate per quanto concerne il Collegio Cardinalizio, non sono però cambiate la sostanza e la natura essenziale di questo importante organismo ecclesiale".

"La totale e generosa disponibilità nel servire gli altri" - ha ribadito il Pontefice - "è il segno distintivo di chi nella Chiesa è posto in autorità".

Il primo "Servus servorum Dei" secondo la definizione del Romano Pontefice cara a San Gregorio Magno, è "Gesù. Dietro di Lui, e uniti a Lui, gli Apostoli; e tra questi, in modo speciale, Pietro. (...) Compito del Papa è di farsi per primo servitore di tutti".

Rivolgendosi ai nuovi Cardinali il Papa ha affermato: "Più strettamente legati al Successore di Pietro, sarete chiamati a collaborare con lui nell'adempimento del suo Peculiare servizio ecclesiale, e ciò significherà per voi una più intensa partecipazione al mistero della Croce nella condivisione delle sofferenze di Cristo".

Riassumendo il senso della nuova chiamata con la parola "caritas", tema della Sua prima Enciclica, il Santo Padre ha detto: "La porpora che indossate sia sempre espressione della 'caritas Christi', stimolandovi ad un amore appassionato per Cristo, per la sua Chiesa e per l'umanità. Avete ora un ulteriore motivo per cercare di rivivere gli stessi sentimenti che spinsero il Figlio di Dio fatto uomo a versare il suo sangue in espiazione dei peccati dell'intera umanità".

"Conto su di voi" - ha assicurato il Pontefice - "conto sull'intero Collegio di cui entrate a far parte, per annunciare al mondo che 'Deus caritas est', e per farlo anzitutto mediante la testimonianza di sincera comunione tra i cristiani".

Benedetto XVI ha detto ancora: "Conto su di voi, cari Fratelli Cardinali, per far sì che il principio della carità possa irradiarsi e riesca a vivificare la Chiesa in ogni grado della sua gerarchia, in ogni Comunità e Istituto religioso, in ogni iniziativa spirituale, apostolica e di animazione sociale".

"Conto su di voi perchè, grazie all'attenta valorizzazione dei piccoli e dei poveri, la Chiesa offra al mondo in modo incisivo l'annuncio e la sfida della civiltà dell'amore. Tutto questo mi piace vedere simboleggiato nella porpora di cui siete insigniti. Che essa sia veramente simbolo dell'ardente amore cristiano che traspare dalla vostra esistenza".

Il Rito è proseguito con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e ai Suoi successori.

I nuovi Cardinali, secondo l'ordine di creazione, si sono inginocchiati dinanzi al Santo Padre che ha imposto la Berretta cardinalizia e ha assegnato a ciascuno una Chiesa di Roma (Titolo o Diaconia) quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Santo Padre nell'Urbe.

Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, Benedetto XVI ha scambiato con ciascun neo Cardinale l'abbraccio di pace.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera universale, la recita del 'Pater Noster' e la Benedizione finale.
BXVI-CONCISTORO/.../... VIS 20060324 (660)

QUATTRO ARGOMENTI CHIAVE INCONTRO CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, informa che nel corso della Giornata di riflessione e di preghiera tenutasi ieri nell'Aula del Sinodo, alla quale hanno assistito i Membri del Collegio Cardinalizio, sono stati esaminati, secondo il desiderio di Papa Benedetto XVI, quattro argomenti principali.

Il primo dei quattro argomenti dell'incontro, proposto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, è stato la missione dei Vescovi Emeriti nella Chiesa. Successivamente il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei' ha illustrato il secondo argomento: gli sforzi compiuti per favorire la comunione ecclesiale dei membri della Fraternità 'San Pio X'.

Al termine della sessione mattutina, i Cardinali hanno ripreso i lavori alle 17:00 con la presentazione del terzo argomento da parte del Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sulla riforma liturgica postconciliare e sull'uso del "Messale di San Pio V".

Il quarto argomento: la posizione della Chiesa Cattolica e della Santa Sede in particolare di fronte all'Islam oggi, è stato presentato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato.

Infine numerosi Cardinali sono interventi su ognuno dei quattro argomenti. Alle ore 19:00 il Santo Padre ha concluso i lavori della Giornata.
.../INCONTRO COLLEGIO CARDINALIZIO/... VIS 20060324 (230)

CHIESE TITOLARI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo l'elenco dei Titoli o delle Diaconie assegnate ai nuovi Cardinali creati dal Santo Padre Benedetto XVI nel Concistoro Ordinario Pubblico di questa mattina.

- Cardinale William Joseph Levada: Diaconia di Santa Maria in Domnica.

- Cardinale Franc Rodé, C.M., Diaconia di San Francesco Saverio alla Garbatella.

- Cardinale Agostino Vallini, Diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo.

- Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Titolo di Santa Maria ai Monti.

- Cardinale Gaudencio B. Rosales, Titolo del Santissimo Nome di Maria a Via Latina.

- Cardinale Jean-Pierre Ricard, Titolo di Sant'Agostino.

- Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Titolo di San Pancrazio.

- Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, Titolo di Santa Maria Immacolata di Lourdes a Boccea.

- Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Titolo di Santa Maria della Vittoria.

- Cardinale Stanislaw Dziwisz, Titolo di Santa Maria del Popolo.

- Cardinale Carlo Caffarra, Titolo di San Giovanni Battista dei Fiorentini.

- Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., Titolo di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca.

- Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Diaconia di Santa Maria in Portico.

- Cardinale Peter Poreku Dery, Diaconia di Sant'Elena fuori Porta Prenestina.

- Cardinale Albert Vanhoye, S.I., Diaconia di Santa Maria della Mercede e Sant'Adriano a Villa Albani.
.../CHIESE TITOLARI:DIACONIE/... VIS 20060324 (230)

PRESA DI POSSESSO DIACONIA CARDINALE LEVADA


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato che domenica 26 marzo, IV domenica di Quaresima, alle ore 17:00, il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria in Domnica, Via della Navicella, 10.
OCL/PRESA POSSESSO DIACONIA/LEVADA VIS 20060324 (70)

PARTECIPIAMO CREAZIONE LOTTANDO CONTRO LA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Il Monsignore Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), ha preso la parola alla XXVIII Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Sana'a (Yemen), dal 12 al 16 marzo.

Nel suo intervento, reso pubblico oggi, Monsignor Volante ribadisce l'importanza della promozione di un efficace sviluppo agricolo per garantire a tutti gli esseri umani il diritto alla sicurezza alimentare e ricorda che la Santa Sede "è particolarmente attenta al problema della lotta contro la povertà, la fame e la malnutrizione" e "conferma la disponibilità della Chiesa Cattolica e delle sue istituzioni a cooperare" in questo ambito. Disponibilità che non deve intendersi solo come "possibilità di supporto logistico, ma anche come fonte di ispirazione ideale e programmatica".

"Garantendo ad ogni persona la possibilità di avere un livello di vita e una sicurezza alimentare adeguata, noi partecipiamo al grande disegno della Creazione" - ha concluso il Monsignor Volante - "ed abbiamo la possibilità di anteporre i valori comuni agli interessi individuali. I rapporti internazionali del nostro tempo, che obbediscono all'aspirazione di ogni popolo alla coesistenza pacifica, richiedono nuove forme di solidarietà e di comunione nell'instaurazione di programmi di azione, secondo i principi fondamentali dell'umanità e della giustizia".
DELSS/.../VOLANTE:SANA'A VIS 20060324 (220)

giovedì 23 marzo 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Jashpur con territorio dismembrato dalla Diocesi di Raigarh, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Raipur (India).

- Ha nominato il Vescovo Victor Kindo, primo Vescovo di Jashpur (superficie: 5.838; popolazione: 739.780; cattolici: 185.485; sacerdoti: 155: religiosi: 347), India, trasferendolo dalla Sede Vescovile di Raigarh.

- Ha nominato il Monsignore Paul Toppo, Vescovo di Raigarh (superficie: 7.072; popolazione: 1.265.084; cattolici: 56.640; sacerdoti: 51; religiosi: 92), India. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1957 a Garla (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
ECE:NER/.../KINDO:TOPPO VIS 20060323 (110)

INCONTRO DEI CARDINALI CON BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2006 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, ha avuto inizio la Giornata di riflessione e di preghiera convocata da Benedetto XVI, alla quale hanno partecipato i Membri del Collegio Cardinalizio.

All'inizio dell'incontro il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha ringraziato il Santo Padre a nome di tutti i presenti per aver convocato questa Giornata "per un'azione congiunta più aderente alle sfide pastorali dell'ora presente".

La convocazione del presente Concistoro, ha detto ancora il Decano del Collegio Cardinalizio, "ci rivela quanta attenzione Vostra Santità attribuisca al Collegio. Da parte di tutti noi c'è sempre l'impegno di corrispondere alla missione che la Chiesa si aspetta da noi".

Nel suo breve discorso il Cardinale Sodano ha ricordato che "i Cardinali assistono il Pontefice sia quando sono riuniti collegialmente, sia come singoli nella Curia Romana" ed ha sottolineato la "complementarietà" che esiste tra i due organismi consultivi dei quali dispone il Romano Pontefice: il Sinodo, creato dopo il Concilio Vaticano II e il Collegio Cardinalizio.

"Vostra Santità" - ha concluso il Cardinale Sodano - "ci indicherà ora i temi sui quali vuole sentire il nostro parere e raccogliere consigli. Ho l'onore quale Decano di porgerLe anche il devoto saluto di tutti i Membri del Collegio assenti per impegni urgenti o per ragioni di salute, tra i quali il decano emerito Bernardin Gantin (...). Voglia considerarli presenti nello Spirito".

Nel corso della riunione sono previsti interventi liberi dei partecipanti, secondo il programma di lavoro delle sessioni precedenti il Conclave dello scorso anno, presieduto dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di Decano del Collegio Cardinalizio.

La Giornata di riflessione e di preghiera, che si celebra alla vigilia del Concistoro Ordinario Pubblico di domani, durante il quale il Papa procederà alla creazione di quindici nuovi Cardinali, proseguirà nel pomeriggio di oggi dalle 17:00 alle 19:00.
.../INCONTRO COLLEGIO CARDINALIZIO/SODANO VIS 20060323 (280)

mercoledì 22 marzo 2006

EVANGELIZZARE È ENTRARE MISTERO COMUNIONE CON CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina, per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi iniziata la settimana passata, dedicata alla chiamata e alla missione degli Apostoli. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 35.000 fedeli.

"La lettera di San Paolo agli Efesini" - ha detto il Papa - "ci presenta la Chiesa come una costruzione edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. (...) I Vangeli concordano nel riferire che la chiamata degli Apostoli segnò i primi passi del ministero di Gesù".

Successivamente il Santo Padre ha spiegato la chiamata degli Apostoli alla luce delle diverse pagine evangeliche ed ha detto: "Stando al racconto di Marco e di Matteo lo scenario della chiamata dei primi Apostoli è il lago di Galilea". Gesù chiama Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni ad essere "pescatori di uomini". San Luca narra la pesca miracolosa che "offre il simbolo della missione di pescatori di uomini", affidata agli Apostoli. "Il destino di questi 'chiamati', d'ora in poi, sarà intimamente legato a quello di Gesù. L'apostolo è un inviato, ma, prima ancora, un 'esperto' di Gesù".

Per l'evangelista Giovanni il primo incontro di Gesù con i futuri Apostoli ebbe luogo sulle rive del Giordano. "La presenza dei futuri discepoli, (...) fa luce sul loro mondo spirituale. Erano uomini in attesa del Regno di Dio, desiderosi di conoscere il Messia, la cui venuta era annunciata come imminente. Basta ad essi l'indicazione di Giovanni Battista che addita in Gesù l'Agnello di Dio, perché sorga in loro il desiderio di un incontro personale con il Maestro".

"L'avventura degli Apostoli comincia così, come un incontro di persone che si aprono reciprocamente. Comincia per i discepoli una conoscenza diretta del Maestro. Essi infatti non dovranno essere annunciatori di un'idea, ma testimoni di una persona. Prima di essere mandati ad evangelizzare, dovranno 'stare' con Gesù, stabilendo con lui un rapporto personale. Su questa base, l'evangelizzazione altro non sarà che un annuncio di ciò che si è sperimentato e un invito ad entrare nel mistero della comunione con Cristo".

Il Papa ha quindi spiegato che: "Nel Vangelo Gesù sembra restringere al solo Israele la sua missione: 'Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele'". In realtà queste espressioni "vanno comprese alla luce del suo rapporto con Israele, comunità dell'alleanza. Secondo l'attesa messianica le promesse divine sarebbero giunte a compimento quando Dio stesso, attraverso il suo Eletto, avrebbe raccolto il suo popolo come fa un pastore con il gregge".

"Gesù è il pastore escatologico, che raduna le pecore perdute della casa d'Israele e va in cerca di esse, perché le conosce e le ama" - ha concluso il Santo Padre. "Attraverso questa 'raccolta' il Regno di Dio si annuncia a tutte le genti. (...) Dopo la passione e la risurrezione di Cristo (...) il carattere universale della missione degli Apostoli diventerà esplicito. Cristo invierà gli Apostoli 'in tutto il mondo', a 'tutte le nazioni', 'fino agli estremi confini della terra'".
AG/CHIAMATA APOSTOLI/... VIS 20060322 (530)

CHIARIMENTO TITOLO PONTIFICIO "PATRIARCA DI OCCIDENTE"


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Riguardo all'assenza del titolo di "Patriarca d'Occidente" nell'Annuario Pontificio 2006, commentata in modi diversi, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha reso pubblico oggi un Comunicato.

"Dal punto di vista storico, gli Antichi Patriarchi dell'Oriente fissati dai Concili di Costantinopoli (381) e di Calcedonia (451), erano relativi ad un territorio abbastanza chiaramente circoscritto, allorché il territorio della Sede del Vescovo di Roma rimaneva vago. In Oriente, nell'ambito del sistema ecclesiastico imperiale di Giustiniano (527-565), accanto ai quattro Patriarcati Orientali (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme), il Papa ero compreso come Patriarca d'Occidente. Inversamente, Roma privilegiò l'idea delle tre sede episcopali petrine: Roma, Alessandria ed Antiochia. Senza usare il titolo di 'Patriarca d'Occidente', il IV Concilio di Costantinopoli (869-870), il IV Concilio del Laterano (1215) ed il Concilio di Firenze (1439), elencarono il Papa come il primo degli allora cinque Patriarchi".

"Il titolo di 'Patriarca d'Occidente' fu adoperato nell'anno 642 da Papa Teodoro I. La sua fioritura avvenne nel XVI e XVII secolo, nel quadro del moltiplicarsi dei titoli del Papa; ne l'Annuario Pontificio esso apparve per la prima volta nel 1863".

"Attualmente il significato del termine 'Occidente' richiama un contesto culturale che non si riferisce soltanto all'Europa Occidentale, ma si estende dagli Stati Uniti d'America fino all'Australia e alla Nuova Zelanda, differenziandosi così da altri contesti culturali. (...) Se si vuole dare al termine 'Occidente' un significato applicabile al linguaggio giuridico ecclesiale, potrebbe essere compreso soltanto in riferimento alla Chiesa latina. Pertanto, il titolo 'Patriarca d'Occidente' descriverebbe la speciale relazione del Vescovo di Roma a quest'ultima, e potrebbe esprimere la giurisdizione particolare del Vescovo di Roma per la Chiesa latina".

"Di conseguenza, il titolo 'Patriarca d'Occidente', sin dall'inizio poco chiaro, nell'evolversi della storia diventava obsoleto e praticamente non più utilizzabile. Appare dunque privo di senso insistere a trascinarselo dietro. Ciò tanto più che la Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II ha trovato per la Chiesa latina nella forma delle Conferenze Episcopali e delle loro riunioni internazionali di Conferenze Episcopali, l'ordinamento canonico adeguato alle necessità di oggi".

Tralasciare il titolo di "Patriarca d'Occidente" - conclude il Comunicato - "non cambia nulla al riconoscimento, tanto solennemente dichiarato dal Concilio Vaticano II, delle antiche Chiese patriarcali. (...) La rinuncia a detto titolo vuole esprimere un realismo storico e teologico e allo stesso tempo (...) potrebbe essere di giovamento al dialogo ecumenico".
CON-UC/PATRIARCA OCCIDENTE/... VIS 20060322 (410)

ASSISTENZA E SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI MALATI TUBERCOLOSI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato che venerdì 24 marzo ricorre la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi, promossa dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

La Giornata "è un'occasione propizia per sollecitare un rinnovato impegno a livello globale" - ha detto Papa Benedetto XVI - "affinché siano rese disponibili le risorse necessarie per curare questi nostri fratelli ammalati, che spesso vivono anche in situazione di grande povertà. Incoraggio le iniziative di assistenza e di solidarietà nei loro confronti, auspicando che ad essi siano sempre assicurate dignitose condizioni di vita".
AG/GIORNATA MONDIALE TUBERCOLOSI/... VIS 20060322 (120)

martedì 21 marzo 2006

ASSEMBLEA PLENARIA PONTIFICIO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2006 (VIS). La "Via pulchritudinis", la bellezza intesa come cammino di evangelizzazione e di dialogo sarà quest'anno il tema dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura che si terrà il 27 e 28 marzo prossimi.

In un Comunicato del Dicastero si legge: "Accanto alle tradizionali prove dell'esistenza di Dio, le cinque 'vie', negli ultimi tempi si è affermato sempre più il 'pulchrum' come modo di arrivare a Dio, somma bellezza, e per trasmetter agli uomini qualcosa della vita di Dio, sia attraverso il fascino della natura che attraverso la creazione artistica".

"In un tempo che diffida delle verità forti e che mette in dubbio l'esistenza di un bene universale, la bellezza può apparire come luogo di incontro tra uomini di culture diverse, come una prima tappa nel cammino che conduce alla riscoperta del 'verum' e del 'bonum'".

L'Assemblea che conta la partecipazione di Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e laici provenienti dai cinque continenti si articolerà attorno a tre grandi questioni: la bellezza della natura, la bellezza dell'arte, la bellezza della santità cristiana. Partendo dalle fondamenta di un'estetica teologica, sulla scia dei grandi pensatori del XX secolo, si esamineranno le grandi sfide della Chiesa in questo inizio di secolo: le minacce di un nuovo laicismo e dell'indifferenza religiosa; il miraggio della bellezza nelle sette e nei nuovi movimenti religiosi; la contemplazione del creato e i nuovi dibattiti attorno all'evoluzione e alla salvaguardia della natura; lo sfruttamento del patrimonio artistico cristiano in vista di una nuova evangelizzazione; la bellezza della liturgia e la santità.
CON-C/VIA PULCHRITUDINIS/... VIS 20060321 (270)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo José María Arancibia, di Mendoza (Argentina).
NA/.../ARANCIBIA VIS 20060321 (40)

CONCISTORO 24 MARZO: 193 MEMBRI COLLEGIO CARDINALIZIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2001 (VIS). Venerdì prossimo 24 marzo il Santo Padre Benedetto XVI terrà il primo Concistoro Ordinario Pubblico del Suo Pontificato nel quale procederà alla creazione di 15 nuovi Cardinali, portando a 193 il numero dei membri del Collegio Cardinalizio, fra i quali 120 Cardinali elettori, cioè i Cardinali che hanno meno di 80 anni e godono del diritto di partecipare al Conclave per eleggere il nuovo Papa.

A partire dal 24 marzo, l'Europa conterà 100 Cardinali, dei quali 60 elettori. Il continente americano conterà 52 Cardinali (America del Nord 20, America Latina 32), dei quali 36 elettori. I Cardinali dell'Africa saranno 17 (9 elettori), dell'Asia 20 (13 elettori) e l'Oceania conterà 4 Cardinali (2 elettori).

Il paese che conta il numero più elevato di Cardinali è l'Italia con 40, compresi i tre Cardinali che saranno creati il 24 marzo, seguito dagli Stati Uniti che conta 15 Cardinali e da Spagna e Francia che contano rispettivamente 9 Cardinali.

Il Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali di domani seguirà il nuovo rito introdotto in occasione del Concistoro del 28 giugno 1991. Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre leggerà la formula di creazione e proclamerà solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, a nome di tutti, rivolgerà al Santo Padre un indirizzo di omaggio.

Dopo la Liturgia della Parola, Benedetto XVI terrà l'omelia, seguita dalla professione di fede, dal giuramento dei nuovi Cardinali, dall'imposizione della berretta cardinalizia e dall'assegnazione del Titolo della Chiesa o della Diaconia quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Pontefice nell'Urbe.

Il Santo Padre consegna infine la Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia e scambia con i nuovi Cardinali l'abbraccio di pace, che a loro volta i Cardinali scambiano fra loro. Il rito si conclude con la preghiera dei Fedeli, la recita del Padre Nostro e la Benedizione Finale.
…/CONCISTORO:COLLEGIO CARDINALIZIO/… VIS 20060321 (330)

lunedì 20 marzo 2006

LO SPRECO DELL'ACQUA È MORALMENTE INACCETTABILE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Una Delegazione della Santa Sede partecipa al IV Forum Mondiale sull'Acqua in corso a Città del Messico (Messico), dal 16 al 22 marzo. Convocato ogni tre anni, su iniziativa del Consiglio Mondiale dell'Acqua, il Forum intende sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi relativi all'acqua e promuovere la partecipazione e il dialogo fra i molteplici settori interessati a fare sentire la propria influenza sulle decisioni politiche per favorire lo sviluppo sostenibile.

A Città del Messico la Delegazione Santa Sede ha presentato un Documento che aggiorna quello elaborato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per il III Forum Mondiale dell'Acqua (Kyoto, Giappone, 2003), dal titolo: "L'acqua, elemento essenziale per la vita". Il testo sottolinea l'enunciato che l'acqua è un bene fondamentale per lo sviluppo e un diritto di tutti gli esseri umani, riconosce l'importanza dell'acqua nelle tradizioni religiose e ribadisce il concetto che sia i governi, sia la comunità internazionale, devono affrontare il problema dell'acqua, a livello sociale, economico, politico e ambientale.

Il Documento aggiornato sottolinea il ruolo essenziale dell'acqua per la pace e la sicurezza, precisando che numerosi conflitti hanno origine per il controllo delle risorse idriche e pone come esempio la grave siccità che ha intensificato le tensioni etniche nel Corno d'Africa e le dispute nei Paesi del Medio Oriente per il possesso dei terreni irrigati. Nella sezione del Documento intitolato "Una cultura dell'acqua" si pone in rilievo l'immoralità dello spreco dell'acqua nei paesi sviluppati dove i cittadini non si rendono conto di vivere in condizioni privilegiate e non pensano "alle conseguenze che lo spreco dell'acqua arreca alla vita dei nostri fratelli e sorelle nel resto del mondo".

Le due sezioni finali del Documento sono dedicate alla gestione delle risorse idriche e alla risposta alle catastrofi naturali. "Le decisioni relative alla distribuzione dell'acqua" - si legge nel testo - "devono anche rispondere a criteri di giustizia. Si deve promuovere il diritto umano all'accesso all'acqua e a servizi igienici sicuri in modo da ridurre le disparità esistenti e promuovere il benessere delle persone meno fortunate".

Riguardo alle catastrofi naturali, il Documento rileva che molte di esse si verificano non soltanto per cause naturali ma anche "per l'uso e lo sfruttamento irresponsabile delle risorse della terra. I paesi poveri, devono essere incoraggiati, con l'aiuto dei paesi ricchi, ad investire risorse per ridurre le conseguenze delle inondazioni e della siccità. Si devono promuovere tali iniziative con l'attivo coinvolgimento delle comunità locali che devono essere informate in maniera particolareggiata sulle ripercussioni sull'ambiente e sulla loro vita di ogni infrastruttura edificata allo scopo di ridurre la vulnerabilità alle catastrofi naturali".

"L'essere umano è al centro della preoccupazione espressa nel Documento aggiornato", conclude il testo ribadendo che: "Obiettivo fondamentale di tutti gli sforzi deve essere il benessere di uomini, donne, bambini, famiglie, comunità che vivono nei luoghi più poveri del mondo e soffrono a causa della scarsità e dell'uso dissennato delle risorse idriche".
DELSS/IV FORUM MONDIALE ACQUA/CITTÀ MESSICO VIS 20060320 (500)

QUANDO LA VERITÀ È OLTRAGGIATA SI SCATENANO INGIUSTIZIE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e i Rappresentanti della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali.

"La presenza della Santa Sede presso gli Organismi Internazionali Intergovernativi" - ha detto il Papa nel suo discorso - "rappresenta un contributo fondamentale al rispetto dei diritti umani e del bene comune e, pertanto, all'autentica libertà ed alla giustizia".

"Le relazioni fra gli Stati e negli Stati" - ha proseguito il Pontefice - "sono giuste nella misura in cui esse rispettano la verità. Quando, invece, la verità è oltraggiata, la pace è minacciata, il diritto viene compromesso, allora, con logica conseguenza, si scatenano le ingiustizie".

Benedetto XVI ha sottolineato che tali ingiustizie "assumono anche molti volti; per esempio, il volto del disinteresse o del disordine, che giunge a ledere la struttura di quella cellula originante della società, che è la famiglia; oppure il volto della prepotenza o dell'arroganza, che può arrivare fino all'arbitrio, mettendo a tacere chi non ha voce o non ha forza per farla udire, come avviene nel caso dell'ingiustizia che, oggi, è forse la più grave, ossia quella che sopprime la vita umana nascente".

Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i Rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali con queste parole: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti". Questo criterio dell'azione divina, di perdurante attualità, vi sproni a non meravigliarvi (...) davanti alle difficoltà e alle incomprensioni. Sapete, infatti, che, attraverso di esse, partecipate con autorevolezza alla responsabilità profetica della Chiesa, che intende continuare a levare la sua voce in difesa dell'uomo, anche quando la politica degli Stati o la maggioranza dell'opinione pubblica si muovono in direzione contraria. La verità, infatti, trova forza in se stessa e non nel numero dei consensi che riceve".
AC/VERITÀ:GIUSTIZIA/SODANO VIS 20060320 (320)

VESCOVI CAMERUN: EVANGELIZZAZIONE, FAMIGLIA, PACE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa ha esortato i Vescovi a "far penetrare il Vangelo nel più profondo delle culture e delle tradizioni del vostro popolo, caratterizzate dalla ricchezza dei valori umani, spirituali e morali, senza cessare di purificare le culture, per mezzo di una necessaria conversione, di tutto ciò che in esse si oppone alla pienezza della verità".

Ribadendo che la situazione economica e sociale sfavorevole "rende fragile il legame sociale ed implica la perdita di un certo numero di valori tradizionali quali la famiglia, la condivisione, l'attenzione ai bambini e ai giovani, il senso della gratuità, il rispetto degli anziani", il Santo Padre ha affermato che: "L'offensiva delle sette, (...) il flagello dell'Aids, sono le sfide alle quali voi siete chiamati a dare risposte teologiche e pastorali precise, per evangelizzare in profondità il cuore degli uomini e per risvegliarne la coscienza".

Benedetto XVI ha auspicato che "la ricchezza delle vostre predicazioni" unita ad "una adeguata formazione iniziale e permanente dei catechisti" susciti "un nuovo slancio di santità nelle comunità".

"Mi rallegro per il numero crescente di sacerdoti e seminaristi nel vostro Paese" -ha proseguito il Pontefice - "e rendo grazie anche per il lavoro paziente dei missionari che li hanno preceduti. (...) La ricerca dell'unità al servizio della missione vi invita ad essere attenti ai legami di comunione fraterna con i vostri sacerdoti". Il Santo Padre ha invitato i presbiteri a meditare "sulle esigenze che la carità pastorale richiede, in particolare sulla necessità di una vita casta vissuta nel celibato, in conformità con la legge della Chiesa, su un giusto esercizio dell'autorità e su un sano rapporto con i beni materiali".

Ricordando che nei loro rapporti quinquennali i Vescovi hanno menzionato le sfide che la famiglia deve affrontare, il Papa ha auspicato la promozione di "una pastorale familiare che offra ai giovani un'educazione affettiva e morale esigente, preparandoli ad impegnarsi a vivere l'amore coniugale in maniera responsabile, condizione tanto importante per la stabilità delle famiglie e della società intera".

Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di consolidare "i rapporti fraterni con le altre confessioni cristiane e con i credenti di altre religioni, per manifestare l'amore del Cristo Salvatore che fa nascere fra gli uomini il desiderio di vivere in pace e di formare un popolo di fratelli".

"Che la Chiesa del Camerun" - ha esclamato il Papa - "in questa regione dell'Africa centrale tanto martirizzata dalle guerre, rimanga sempre più segno tangibile della pace da edificare, una pace che superi i ripiegamenti di identità o di etnia, che bandisca la tentazione della vendetta e del risentimento, e che stabilisca nuovi rapporti fra gli uomini, fondati sulla giustizia e sulla carità".
AL/.../CAMERUN VIS 20060320 (490)

TORNI PIENA COMUNIONE CHIESA ARMENA CON VESCOVO DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano), accompagnato dai membri del Sinodo Patriarcale e da un gruppo di pellegrini.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato le sofferenze patite lungo i secoli dal Popolo armeno "in nome della fede cristiana negli anni della terribile persecuzione che resta nella storia col nome tristemente significativo di 'metz yeghèrn', il grande male'".

Tuttavia, ha proseguito Papa Benedetto, "Gli Armeni, che si sono sempre sforzati di integrarsi con la loro operosità e la loro dignità nelle società in cui si sono venuti a trovare, continuano a testimoniare anche oggi la loro fedeltà al Vangelo".

Ricordando che la Comunità armeno-cattolica è sparsa in molti Paesi, il Santo Padre ha affermato che "In Medio Oriente, in Cilicia e, successivamente, in Libano, la Provvidenza ha collocato il Patriarcato degli armeno-cattolici: ad esso, tutti i fedeli armeno-cattolici guardano come a saldo punto di riferimento spirituale per la loro secolare tradizione culturale e liturgica".

"Diverse Chiese" - ha continuato il Pontefice - "che riconoscono in San Gregorio l'Illuminatore il comune Padre fondatore, sono fra loro divise, anche se negli ultimi decenni tutte hanno ripreso un dialogo cordiale e fruttuoso, al fine di riscoprire le comuni radici. Incoraggio questa ritrovata fraternità e collaborazione, auspicando che da essa scaturiscano nuove iniziative per un percorso verso la piena unità. E se gli avvenimenti storici hanno visto la frammentazione della Chiesa armena, la Divina Provvidenza farà sì che un giorno essa torni ad essere unita con una sua Gerarchia in fraterna sintonia interna e in piena comunione con il Vescovo di Roma".

"Di questa auspicata unità è stato un segno confortante la celebrazione dei 1700 anni di fondazione della Chiesa armena, con la partecipazione dell'amato mio Predecessore Giovanni Paolo II".

Papa Benedetto ha concluso il suo discorso affermando: "Vogliamo essere tutti strumenti a disposizione di Cristo; Egli, che è Via, Verità e Vita, ci conceda di perseverare con ogni nostra forza, perché vi sia quanto prima un solo gregge sotto un solo Pastore".
AC/UNITÀ/CHIESA ARMENIA VIS 20060320 (370)

SAN GIUSEPPE: ESEMPIO FEDE NEL DIO CHE GUIDA EVENTI STORIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a San Giuseppe, la cui celebrazione liturgica è stata posticipata a domani lunedì, le meditazioni che precedono la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato che di San Giuseppe era molto devoto Giovanni Paolo II "il quale gli dedicò l'Esortazione apostolica 'Redemptoris Custos' - Custode del Redentore - e sicuramente ne sperimentò l'assistenza nell'ora della morte" ed ha spiegato l'importanza della figura del padre putativo di Gesù nella storia della salvezza. "Appartenendo egli alla tribù di Giuda" - ha detto Benedetto XVI - "legò Gesù alla discendenza davidica, così che, realizzando le promesse sul Messia, il Figlio della Vergine Maria può dirsi veramente 'figlio di David'. Il Vangelo di Matteo, in modo particolare, pone in risalto le profezie messianiche che trovarono compimento mediante il ruolo di Giuseppe: la nascita di Gesù a Betlemme; il suo passaggio attraverso l'Egitto, dove la santa Famiglia si era rifugiata; il soprannome di 'Nazzareno'".

"San Giuseppe fu "al pari della sposa Maria, autentico erede della fede di Abramo: fede nel Dio che guida gli eventi della storia secondo il suo misterioso disegno salvifico. La sua grandezza, al pari di quella di Maria, risalta ancor più perché la sua missione si è svolta nell'umiltà e nel nascondimento della casa di Nazaret. Del resto, Dio stesso, nella Persona del suo Figlio incarnato, ha scelto questa via e questo stile nella sua esistenza terrena".

"Dall'esempio di San Giuseppe viene a tutti noi un forte invito a svolgere con fedeltà, semplicità e modestia il compito che la Provvidenza ci ha assegnato. Penso anzitutto ai padri e alle madri di famiglia, e prego perché sappiano sempre apprezzare la bellezza di una vita semplice e laboriosa, coltivando con premura la relazione coniugale e compiendo con entusiasmo la grande e non facile missione educativa".

Il Papa ha concluso le sue meditazioni con queste parole: "Ai Sacerdoti, che esercitano la paternità nei confronti delle comunità ecclesiali San Giuseppe ottenga di amare la Chiesa con affetto e piena dedizione, e sostenga le persone consacrate nella loro gioiosa e fedele osservanza dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Protegga i lavoratori di tutto il mondo, perché contribuiscano con le loro varie professioni al progresso dell'intera umanità e aiuti ogni cristiano a realizzare con fiducia e con amore la volontà di Dio, cooperando così al compimento dell'opera della salvezza".

Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto ha ricordato che quest'anno ricorre il V centenario dei Musei Vaticani che Giovanni Paolo II ha definito "una delle più importanti porte della Santa Sede aperte sul mondo" ed ha affermato: "Questa istituzione offre infatti un importante contributo alla missione della Chiesa, comunicando a milioni di persone le verità cristiane con il linguaggio dell'arte".
ANG/SAN GIUSEPPE:MUSEI VATICANI/... VIS 20060320 (460)

LAVORO NEL RISPETTO DIGNITÀ UMANA E SERVIZIO BENE COMUNE


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2006 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa per i lavoratori, nel ricordo di San Giuseppe, la cui solennità si celebra domani lunedì, poiché il 19 marzo ha coinciso quest'anno con la III Domenica di Quaresima.

Con il Papa hanno concelebrato il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; il Vescovo Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ed il Vescovo Arrigo Miglio, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, il quale ha rivolto, all'inizio della celebrazione, un indirizzo di omaggio al Santo Padre Benedetto XVI con gli auguri per il Suo onomastico.

Benedetto XVI ha ricordato nell'omelia che la Bibbia "mostra come il lavoro appartenga alla condizione originaria dell'uomo" e fa parte del "progetto divino". "Lo stesso Figlio di Dio" - ha detto il Papa - "facendosi in tutto simile a noi, si dedicò per molti anni ad attività manuali, tanto da essere conosciuto come il 'figlio del carpentiere'".

"La Chiesa" - ha proseguito il Pontefice - "ha sempre mostrato, specialmente nell'ultimo secolo, attenzione e sollecitudine per questo ambito della società, come testimoniano i numerosi interventi sociali del Magistero e l'azione di molteplici associazioni di ispirazione cristiana, alcune delle quali sono oggi qui convenute a rappresentare l'intero mondo dei lavoratori".

Il Papa ha sottolineato che: "Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell'uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell'umana dignità e al servizio del bene comune. Al tempo stesso, è indispensabile che l'uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della vita. Al riguardo, giunge opportuno l'invito contenuto nella prima lettura: 'Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio'. Il sabato è giorno santificato, cioè consacrato a Dio, in cui l'uomo comprende meglio il senso della sua esistenza, ed anche dell'attività lavorativa. Si può, pertanto, affermare che l'insegnamento biblico sul lavoro trova il suo coronamento nel comandamento del riposo".

Ribadendo che "l'attività lavorativa deve servire al vero bene dell'umanità", il Santo Padre ha affermato che: "Perché ciò avvenga non basta la pur necessaria qualificazione tecnica e professionale, non è sufficiente nemmeno la creazione di un ordine sociale giusto e attento al bene di tutti. Occorre vivere una spiritualità che aiuti i credenti a santificarsi attraverso il proprio lavoro, imitando San Giuseppe, che ogni giorno ha dovuto provvedere alle necessità della Santa Famiglia con le sue mani e che per questo la Chiesa addita quale Patrono dei lavoratori. La sua testimonianza mostra che l'uomo è soggetto e protagonista del lavoro".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia affidando a San Giuseppe "i giovani che a fatica riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi dovuti alla diffusa crisi occupazionale".

"Insieme con Maria, sua sposa, vegli San Giuseppe su tutti i lavoratori ed ottenga per le famiglie e l'intera umanità serenità e pace. Guardando a questo grande Santo apprendano i cristiani a testimoniare in ogni ambito lavorativo l'amore di Cristo, sorgente di solidarietà e di stabile pace".
HML/SAN GIUSEPPE/... VIS 20060320 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Adalbert Ndzana, di Mbalmayo.

- Il Vescovo Jérôme Owono-Mimboe, di Obala.

- Il Vescovo Raphaël Marie Ze, di Sangmélima.

Sabato 18 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Simon-Victor Tonyé Bakot, di Yaoundé.

- Il Vescovo Emmanuel Bushu, di Yagoua.

- Il Vescovo Jean-Marie Benoît Bala, di Bafia, con il Vescovo emerito Athanase Bala, C.S.Sp.

- Il Vescovo Jean Mbarga, di Ebolowa-Kribi.

- L'Arcivescovo Antonio Franco, Nunzio Apostolico in Israele e Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20060320 (160)

CONCISTORO DEL 24 MARZO, VISITE DI CORTESIA

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Una Notificazione dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, annuncia che venerdì 24 marzo, alle 10:30, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI terrà un Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 15 nuovi Cardinali.

Le visite di cortesia ai nuovi Cardinali si svolgeranno nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle ore 16:30 alle ore 18:30, nel Palazzo Apostolico.

SALA REGIA: Cardinale William Joseph Levada e Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap.

AULA DELLE BENEDIZIONI: Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Cardinale Gaudencio B. Rosales, Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Cardinale Peter Poreku Dery e Cardinale Albert Vanhoye, S.I.

SALA DUCALE: Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e Cardinale Agostino Vallini.

SALA DEI PARAMENTI 1: Cardinale Carlo Caffarra

SALA DEI PARAMENTI 2: Cardinale Franc Rodé

SALA PONTEFICI: Cardinale Stanislaw Dziwisz.

GALLERIA LAPIDARIA: Cardinale Jean-Pierre Ricard e Cardinale Antonio Canizares Llovera.

Sabato 25 marzo, Solennità dell'Annunciazione del Signore, alle ore 10:30 in Piazza San Pietro, avrà luogo la solenne Cappella Papale, durante la quale il Santo Padre presiederà la celebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali ai quali consegnerà l'Anello cardinalizio.
OCL/CONCISTORO:VISITE CORTESIA/... VIS 20060320 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Gerardo Rocconi, finora Vicario Generale della Diocesi di Senigallia (Italia), Vescovo di Jesi (superficie: 315; popolazione: 76.200; cattolici: 74.400; sacerdoti: 56; religiosi: 76; diaconi permanenti: 8), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Corinaldo (Ancona), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Succede al Vescovo Oscar Serfilippi, O.F.M.Conv., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 18 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jose Serofia Palma, finora Vescovo di Calbayog (Filippine), Arcivescovo di Palo (superficie: 4.620; popolazione: 1.603.000; cattolici: 1.283.000; sacerdoti: 144; religiosi: 144), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Dingle (Filippine) nel 1950, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998. Il Vescovo Serofia Palma succede all'Arcivescovo Pedro R. Dean, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Rodolfo Fontiveros Beltran, Vicario Apostolico di Bontoc-Lagawe (superficie: 4.615; popolazione: 307.348; cattolici: 202.754; sacerdoti: 30; religiosi: 23), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Tuguegarao (Filippine), è nato a Gattaran - Cagayan (Filippine) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Ha elevato la Missio sui iuris in Kyrgyzstan al rango di Amministrazione Apostolica ed ha nominato il Padre Nikolaus Messmer, primo Amministratore Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Karaganda (Kazakhstan), è stato ordinato sacerdote nel 1989 e nel 2001 ha emesso la professione religiosa nella Compagnia di Gesù. È stato finora Rettore del Preseminario della Diocesi della "Trasfigurazione" a Novosibirsk nella Federazione Russa.
NER:RE:NA/.../... VIS 20060320 (300)

venerdì 17 marzo 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Antoine Ntalou, di Garoua.

- Il Vescovo Jean-Bosco Ntep, di Edéa

- Il Vescovo Dieudonné Bogmis, di Eséka.

- Il Vescovo Dieudonné Watio, di Nkongsamba, con il Vescovo emerito Thomas Nkuissi.

- Il Vescovo Philippe Albert-Joseph Stevens, di Maroua-Mokolo.

- Il Vescovo Joseph Djida, O.M.I., di Ngaoundéré.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20060317 (100)

SCAMBIO MESSAGGI PAPA BENEDETTO XVI E PATRIARCA ALESSIO II


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico lo scambio di messaggi, del febbraio scorso, fra il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Nel corso di un colloquio a Mosca, il 20 febbraio scorso, il Cardinale Roger Etchegaray, Vice-Decano del Collegio Cardinalizio, ha consegnato al Patriarca un Messaggio del Santo Padre, accompagnato dal dono della medaglia d'oro del Pontificato. A sua volta, Sua Santità Alessio II, al termine di una solenne Liturgia nella Cattedrale di San Salvatore, in occasione del suo compleanno ed onomastico, ha consegnato al Cardinale Etchegaray una Lettera ed una croce pettorale, quale segno di gratitudine e di stima.

Nel suo Messaggio il Papa scrive di associarsi "spiritualmente, invocando dal Signore abbondanti benedizioni per la Sua Persona e il Suo ministero, generosamente dedito alla grande causa del Vangelo".

"I gesti e le parole di rinnovata fraternità fra Pastori del gregge del Signore stanno ad indicare come una sempre più intensa collaborazione nella verità e nella carità contribuisca ad incrementare lo spirito di comunione, che deve guidare i passi di tutti i battezzati".

Benedetto XVI afferma che: "Il mondo contemporaneo ha bisogno di sentire voci che indicano la via della pace, del rispetto per tutti, della condanna di ogni violenza, della superiore dignità di ogni persona e degli innati diritti che le competono".

Sua Santità Alessio II ringrazia il Santo Padre Benedetto XVI per i suoi cordiali auguri e scrive: "Nel nostro tempo, in cui il secolarismo sta rapidamente sviluppandosi, il cristianesimo si trova di fronte a gravi sfide che necessitano di una comune testimonianza".

"Sono convinto che uno dei compiti prioritari per le nostre Chiese, che possiedono una visione comune su numerosi problemi attuali del mondo contemporaneo, debba essere oggi la difesa e l'affermazione all'interno della società dei valori cristiani, di cui l'umanità vive da più di un millennio. Spero che a ciò contribuirà anche la rapida risoluzione dei problemi che si interpongono tra le due Chiese".

Il Patriarca Alessio conclude la lettera ricambiando "a Vostra Santità gli auguri di buona salute, invocando il copioso aiuto divino nell'adempimento dell'alto ufficio di Primate della Chiesa Cattolica Romana".
BXVI-LETTERA/AUGURI/ALESSIO II VIS 20060317 (380)

MEZZI COMUNICAZIONE: TENDERE BENE COMUNE E NON PROFITTO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e i partecipanti all'Assemblea Plenaria Annuale del Dicastero.

Il Papa ha elogiato l'impegno di tutti nello "importante apostolato" delle comunicazioni sociali "sia come forma diretta di evangelizzazione, che come contributo alla promozione di tutto ciò che è buono e vero per la società umana". Successivamente Benedetto XVI ha fatto riferimento al Suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali dedicato al concetto di mezzi di comunicazione come "rete che facilita la comunicazione, la comunione e la cooperazione".

Nel Messaggio, il Santo Padre ricorda inoltre che "il Decreto del Concilio Vaticano II 'Inter Mirifica' aveva già riconosciuto l'enorme potere dei media nell'informare la mente degli individui e nel dare forma ai loro pensieri. Quaranta anni dopo ci rendiamo conto, più cha mai, dell'urgente necessità di convogliare quel potere a beneficio di tutta l'umanità".

Successivamente, citando le parole di San Paolo nella Lettera di agli Efesini "non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio", Papa Benedetto scrive: "Questo sublime ritratto di una vita di comunione impegna tutti gli aspetti della nostra vita come cristiani e per voi, in modo particolare, si traduce nella sfida di incoraggiare le comunicazioni sociali e le industrie di intrattenimento perché siano protagoniste di verità e promotrici di pace".

Per affrontare tale sfida, prosegue il Pontefice, "tale impegno esige solidi valori da parte di coloro che operano nell'industria dei mezzi di comunicazione così ricca di influenza, per garantire che la promozione del bene comune non sia mai sacrificata ad una ricerca egoista del profitto o a un programma ideologico poco credibile".

Benedetto XVI ha sottolineato ancora che un altro argomento di capitale importanza è "l'urgente necessità di mantenere e sostenere il matrimonio e la vita familiare, fondamento di ogni cultura e società" e in merito ha ribadito che occorre presentare ai bambini e ai giovani "modelli edificanti di vita e di amore umano", che non degradino né mettano in ridicolo "la dignità che Dio ha dato ad ogni persona umana, né minino il valore della famiglia".

Il Papa conclude il suo Messaggio invitando i responsabili dei mezzi di comunicazione a promuovere il bene e la verità "in particolare rispetto al significato dell'esistenza umana e sociale, e a denunciare ciò che è falso, particolarmente le tendenze perniciose che erodono il tessuto della società civile".
AC/PLENARIA:COMUNICAZIONI SOCIALI/FOLEY VIS 20060317 (430)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Pio Taofinu'u, Arcivescovo emerito di Samoa-Apia (Isole Samoa), il 20 gennaio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo João José Burke, O.F.M., di Miracema do Tocantins (Brasile), il 14 marzo all'età di 70 anni.

- L'Arcivescovo Giovanni Ceirano, Nunzio Apostolico, il 30 gennaio, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Jean Hermil, emerito di Viviers (Francia), il 10 marzo, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Antonio de Hornedo Correa, emerito di Chachapoyas (Perù), il 10 gennaio, all'età di 90 anni.

- L'Arcivescovo Mario Epifano Abdallah Mgulunde, di Tabora (Tanzania), il 14 marzo, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo John Joseph Paul, emerito di La Crosse (Stati Uniti d'America), il 5 marzo, all'età di 87 anni.

- L'Arcivescovo Donato Squicciarini, Nunzio Apostolico (Italia), il 5 marzo, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Ramón Artemio Staffolani, emerito di Villa de la Concepción del Rio Cuarto (Argentina), l'8 marzo, all'età di 75 anni.

- L'Arcivescovo Antonio Maria Travia, già Elemosiniere di Sua Santità, il 5 febbraio, all'età di 92 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060317 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Heiner Koch, Vescovo Ausiliare di Köln (superficie. 6.181; popolazione: 5.370.000; cattolici: 2.196.771; sacerdoti: 1.316; religiosi: 2.509; diaconi permanenti: 292), Germania. Il Vescovo eletto è nato a Düsseldorf (Germania) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Pro-Vicario Generale, Direttore dell'Ufficio Pastorale della Curia Arcivescovile e Canonico del Capitolo Metropolitano.
NEA/.../KOCH VIS 20060317 (70)

giovedì 16 marzo 2006

RELIGIONI MONOTEISTE: COOPERARE NELLA GIUSTIZIA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2006 (VIS). Nel ricevere questa mattina in Vaticano una Delegazione dell'American Jewish Committe (Comitato Ebraico Americano), il Santo Padre Benedetto XVI ha auspicato che l'incontro "incoraggi gli sforzi per consolidare l'amicizia fra il popolo ebraico e la Chiesa cattolica".

Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla recente celebrazione del 40° anniversario della Dichiarazione del Concilio Vaticano II "Nostra aetate" ed ha sottolineato che essa "ha accresciuto il nostro comune desiderio di conoscerci meglio e di sviluppare un dialogo caratterizzato dal rispetto e dall'amore reciproco".

"Gli ebrei e i cristiani hanno un ricco patrimonio comune" - ha soggiunto il Santo Padre - "In molti modi ciò rende unico il nostro rapporto fra le religioni del mondo. La Chiesa non può mai dimenticare quel popolo eletto con il quale Dio stabilì una santa alleanza".

"l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam credono in un solo Dio, Creatore del cielo e della terra. Ne consegue che le tre religioni monoteistiche sono chiamate a cooperare l'una con l'altra per il bene comune dell'umanità, servendo la causa della giustizia e della pace nel mondo. Ciò è specialmente importante oggi quando occorre dedicare particolare attenzione ad insegnare il rispetto di Dio, delle religioni e dei loro simboli, dei luoghi santi e dei luoghi di culto".

Il Santo Padre ha concluso il breve discorso ricordando che i leader religiosi "hanno la responsabilità di adoperarsi per la riconciliazione attraverso l'autentico dialogo ed atti di solidarietà umana" ed ha augurato ai membri del Comitato Ebraico Americano che la presente visita "vi riconfermi nel vostro impegno ad edificare ponti di comprensione attraverso tutte le barriere".
AC/.../COMITATO EBRIACO AMERICANO VIS 20060316 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo di Douala.

- Il Vescovo Samuel Kleda, di Batouri.

- Il Vescovo Jan Ozga, di Doumé-Abong'Mbang.

- Il Vescovo Eugeniusz Juretzko, O.M.I., di Yokadouma.

- Il Vescovo Joseph Atanga, S.I., di Bafoussam.

- Il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap.,Vicario Apostolico di Arabia.

- Il Vescovo Camillo Ballin, M.C.C.I., Vicario Apostolico di Kuwait.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva:

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../... VIS 20060316 (130)

IN BREVE


DOMANI, VENERDÌ 17 MARZO, ALLE 9.00, nella Cappella "Redemptoris Mater" nel Palazzo Apostolico, avranno inizio le Prediche della Quaresima 2006, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI. Il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., terrà le Meditazioni sul tema "Memores beatae Passionis" (Ricordando la beata Passione), (Canone Romano). Alle prediche sono invitati i Cardinali, gli Arcivescovi, i Vescovi, i Prelati della Famiglia Pontificia, della Curia Romana e del Vicariato di Roma, i Superiori Generali e i Procuratori degli Ordini Religiosi facenti parte della Cappella Pontificia. Le altre prediche della Quaresima avranno luogo il 31 marzo ed il 7 aprile.

LA SERVA DI DIO ELIA DI SAN CLEMENTE (al secolo Teodora Fracasso), Vergine dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, sarà beatificata il prossimo sabato 18 marzo, alle ore 18:30, nel corso di una Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Bari, presieduta dall'Arcivescovo Francesco Cacucci. La futura Beata è nata a Bari nel 1901 ed è morta nel 1927. Il Decreto sul miracolo per la sua Beatificazione è stato promulgato nel dicembre 2005.
.../IN BREVE/... VIS 060316 (180)

CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA VINCOLO SUCCESSORE PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata un Lettera del Papa al Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini, a motivo del sessantesimo anniversario dei "tristi eventi di cui fu testimone, all'inizio di marzo di sessanta anni fa, la Cattedrale di San Giorgio a Leopoli".

Nella Lettera datata 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ricorda che a quell'epoca "un gruppo di ecclesiastici, raccolti in uno pseudo-sinodo che si arrogò il diritto di rappresentare la Chiesa, attentò gravemente all'unità ecclesiale. Si intensificarono poi le violenze contro quanti erano rimasti fedeli all'unità con il Vescovo di Roma, provocando ulteriori sofferenze e costringendo la Chiesa a ridiscendere nelle catacombe".

Nonostante tali indicibili prove, continua il Santo Padre "la Divina Provvidenza non permise la scomparsa di una comunità che, per secoli, era stata considerata legittima e vivace parte dell'identità del popolo ucraino. La Chiesa greco-cattolica continuò così a rendere la propria testimonianza all'unità, alla santità, alla cattolicità e apostolicità della Chiesa di Cristo".

Il Papa auspica che il presente anniversario divenga stimolo per la comunità greco-cattolica ucraina "ad approfondire il suo intimo e convinto legame con il Successore di Pietro" e sottolinea che "Nel paziente cammino della fede vissuta giorno per giorno, nella comunione con i Successori degli Apostoli la cui unità visibile è garantita dal Successore di Pietro, la Comunità cattolica ucraina è riuscita a conservare viva la sacra Tradizione nella sua integrità".

"Perché questo patrimonio prezioso della 'Paradosis' permanga in tutta la sua ricchezza, è importante assicurare la presenza dei due grandi filoni dell'unica Tradizione - il filone latino e quello orientale - ambedue con la molteplicità di manifestazioni storiche che l'Ucraina ha saputo esprimere".

Benedetto XVI conclude la Lettera ribadendo che: "Duplice è la missione affidata alla Chiesa greco-cattolica in comunione piena con Pietro: è suo compito, da una parte, mantenere visibile nella Chiesa cattolica la tradizione orientale, dall'altra, favorire l'incontro delle tradizioni, testimoniando non solo la loro compatibilità, ma anche la loro profonda unità nella diversità".
BXVI-LETTERA/UNITÀ SUCCESSORE PIETRO/HUSAR VIS 20060316 (350)

mercoledì 15 marzo 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto al termine dell'Udienza Generale l'Arcivescovo Faustino Sainz Muñoz, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.
AP/.../... VIS 20060315 (30)

NUOVA CATECHESI DEL PAPA: RAPPORTO TRA CRISTO E LA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina, per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi dedicata al mistero del rapporto tra Cristo e la Chiesa considerandolo a partire dall'esperienza degli Apostoli alla luce del compito ad essi affidato. L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di più di 30.000 pellegrini.

"La Chiesa" - ha spiegato il Papa - "è stata costituita sul fondamento degli Apostoli come comunità di fede, di speranza e di carità. (...) La Chiesa cominciò a costituirsi quando alcuni pescatori di Galilea incontrarono Gesù, si lasciarono conquistare dal suo sguardo, dalla sua voce, dal suo invito caldo e forte: 'Seguitemi, vi farò pescatori di uomini!'".

"Dopo Maria, riflesso puro della luce di Cristo, sono gli Apostoli, con la loro parola e la loro testimonianza, a consegnarci la verità di Cristo. La loro missione non è tuttavia isolata, ma si colloca dentro un mistero di comunione, che coinvolge l'intero Popolo di Dio e si realizza a tappe, dall'antica alla nuova Alleanza".

Il Santo Padre ha sottolineato che: "Si fraintende del tutto il messaggio di Gesù se lo si separa dal contesto della fede e della speranza del popolo eletto: (...) Gesù si rivolge anzitutto a Israele, per farne la 'raccolta' nel tempo escatologico giunto con lui. E come quella di Giovanni, così la predicazione di Gesù è al tempo stesso chiamata di grazia e segno di contraddizione e di giudizio per l'intero popolo di Dio".

Anche se la predicazione di Gesù "è sempre un appello alla conversione personale, egli in realtà mira continuamente alla costituzione del Popolo di Dio che è venuto a radunare ed a salvare. Risulta perciò unilaterale e priva di fondamento l'interpretazione individualistica dell'annuncio che Cristo fa del Regno. (...) In realtà, questo individualismo è un'accentuazione tipicamente moderna: nella prospettiva della tradizione biblica e nell'orizzonte dell'ebraismo, in cui l'opera di Gesù si colloca pur con tutta la sua novità, risulta chiaro che tutta la missione del Figlio fatto carne ha una finalità comunitaria".

L'elezione dei dodici Apostoli, numero che "richiama evidentemente le dodici tribù d'Israele, rivela già il significato di azione profetico-simbolica implicito nella nuova istituzione. (...) Scegliendo i Dodici, introducendoli ad una comunione di vita con sé e rendendoli partecipi della sua missione di annuncio del Regno in parole ed opere, Gesù vuol dire che è arrivato il tempo definitivo in cui giungono a compimento le promesse di Dio".

"I dodici Apostoli sono così il segno più evidente della volontà di Gesù riguardo all'esistenza e alla missione della sua Chiesa, la garanzia che fra Cristo e la Chiesa non c'è alcuna contrapposizione. È pertanto del tutto inconciliabile con l'intenzione di Cristo uno slogan di moda alcuni anni fa: 'Gesù sì, Chiesa no'".

"Tra il Figlio di Dio fatto carne e la sua Chiesa v'è una profonda, inscindibile e misteriosa continuità, in forza della quale Cristo è presente oggi nel suo popolo e in particolare in coloro che degli Apostoli sono i successori".
AG/RAPPORTO CRISTO:CHIESA/... VIS 20060315 (520)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Aachen (Germania), presentata dal Vescovo Karl Reger, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Johannes Bündgens, Vescovo Ausiliare di Aachen (superficie: 3.937; popolazione: 2.053.633; cattolici: 1.192.828; sacerdoti: 648; religiosi: 1.215; diaconi permanenti: 62), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia S. Clemente a Heimbach, è nato a Eschweiler (Repubblica Federale di Germania) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Sacerdote Dirceu Vegini, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Curitiba (superficie: 12.923; popolazione: 2.806.000; cattolici: 2.025.000; sacerdoti: 484; religiosi: 2.146; diaconi permanenti: 71), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora Auxiliadora" di Colorado (Brasile), è nato a Massaranduba (Brasile) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX, Patriarca di Cilicia degli Armeni, con il consenso del Sinodo della Chiesa Armeno-Cattolica, ha trasferito a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Kevork Khazoumian, Esarca patriarcale armeno di Gerusalemme e di Amman, a Coadiutore dell'Arcivescovo di Istanbul degli Armeni, (Turchia).
RE:NEA:NEC/.../... VIS 20060315 (200)

martedì 14 marzo 2006

UDIENZA AL PRESIDENTE REPUBBLICA ARABA D'EGITTO MUBARAK


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue relativa all'incontro del Santo Padre con il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Signor Mohammed Hosni Mubarak:

"Il cordiale colloquio, che si è prolungato per circa mezz'ora, ha preso avvio dalla constatazione delle buone relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica Araba d'Egitto e della situazione dei rapporti interreligiosi in quel Paese".

"L'incontro ha permesso di passare in rassegna i temi relativi alle prospettive di una pace stabile in Medio Oriente. Vi è stato un approfondito scambio di idee sulla situazione in Iraq ed anche uno sguardo alle tematiche riguardanti la Repubblica Islamica d'Iran".
OP/EGITTO:IRAQ:IRAN/MUBARAK VIS 20060314 (140)

VENERDÌ SANTO: COLLETTA "PRO TERRA SANCTA"


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2006 (VIS). In una Lettera indirizzata ai Vescovi di tutto il mondo, il Cardinale Ignace Moussa Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, raccomanda che le comunità ecclesiali sostengano i cristiani di Terra Santa, in particolare mediante la tradizionale Colletta "pro Terra Sancta".

"La Terra del Signore" - si legge nella Lettera - "continua ad essere, infatti, teatro di conflitto che si prolunga da decenni e che priva le comunità e le istituzioni cattoliche di mezzi adeguati al mantenimento e alla promozione delle attività religiose, umanitarie e culturali. Tale dolorosa situazione produce povertà e disoccupazione, con pesanti conseguenze sulle famiglie e sulla intera popolazione. Ed alimenta il preoccupante fenomeno del continuo esodo dei cristiani, soprattutto delle giovani coppie alle quali non è prospettato un avvenire sicuro e dignitoso".

"Ma la presenza dei cristiani in Terra Santa è più che mai necessaria per l'avvenire pacifico di quell'area e per il bene di tutta la Chiesa universale, che deve trovare presenti in quei Luoghi Santi comunità vive che professano la fede evangelica".

Il Cardinale Daoud ricorda che nell'udienza ai partecipanti all'Assemblea della "Riunione delle Opere in Aiuto alle Chiese Orientali" (R.O.A.C.O.), nel giugno 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che: "Alcuni segnali positivi, che ci giungono in questi ultimi mesi, rendono più salda la speranza che non tardi ad avvicinarsi il giorno della riconciliazione tra le varie comunità operanti in Terra Santa; e per questo non cessiamo di pregare con fiducia". Ecco la responsabilità che incombe sulla Chiesa Universale nei confronti della Chiesa Madre di Gerusalemme, "verso cui tutti i cristiani hanno un debito indimenticabile", secondo le parole stesse del Papa.

"A tutti i cattolici del mondo si fa" - conclude la Lettera - "dunque, dovere di accompagnare con la preghiera e la solidarietà concreta le comunità cristiane di quella Terra benedetta".
CEO/COLLETTA TERRA SANTA/DAOUD VIS 20060314 (320)

PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO COMUNICAZIONI SOCIALI


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2006 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha pronunciato questa mattina la prolusione della Riunione Plenaria del suo Dicastero, che si tiene in Vaticano dal 13 al 18 marzo.

Come di consueto l'inaugurazione della Riunione Plenaria si è aperta con una Santa Messa, celebrata alle 17:30 di ieri pomeriggio, nella Cappella Santa Marta in Vaticano.

I partecipanti - 60 tra membri e consultori del Pontificio Consiglio - tracceranno un bilancio sulla ricezione e applicazione dell'ultima Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II intitolata "Il rapido sviluppo", pubblicata nel febbraio 2005.

In occasione della Plenaria, i comitati o dipartimenti di comunicazioni sociali continentali e nazionali consegneranno ai responsabili del Dicastero rapporti contenenti una sintesi dell'attività svolta nell'anno precedente, testi che forniscono una documentata visione d'insieme dell'impegno delle comunicazioni sociali cattoliche nel mondo.
CON-CS/PLENARIA/FOLEY VIS 20060314 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Trier (Repubblica Federale di Germania), presentata dal Vescovo Leo Schwarz per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Stephan Ackermann, Vescovo Ausiliare di Trier (superficie: 12.870; popolazione: 2.500.000; cattolici: 1.592.042; sacerdoti: 1.068; religiosi: 2.774, diaconi permanenti: 143), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto, è nato a Mayen (Repubblica Federale di Germania), nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. È stato finora Rettore della Casa di Studi "S. Lamberto" per vocazioni adulte a Burg Lantershofen (Repubblica Federale di Germania).
NEA:RE/.../SCHWARZ:ACKERMANN VIS 20060314 (110)

lunedì 13 marzo 2006

ANNUNCIO E TESTIMONIANZA VANGELO PRIMO SERVIZIO CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i partecipanti al Convegno Internazionale promosso dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e dalla Pontificia Università Urbaniana, in occasione del 40° anniversario del Decreto conciliare "Ad gentes".

Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che con l'approvazione del Decreto "Ad gentes", il 7 dicembre 1965, "è stato dato un rinnovato impulso alla missione della Chiesa. (...) Essa ha assunto una ancor più chiara consapevolezza della sua innata vocazione missionaria, riconoscendovi un elemento costitutivo della sua stessa natura".

"L'annuncio e la testimonianza del Vangelo" - ha detto il Papa - "sono il primo servizio che i cristiani possono rendere a ogni persona e all'intero genere umano".

Ricordando quanto aveva constatato Giovanni Paolo II che in questi ultimi anni "la 'missio ad gentes' pare talora subire una fase di rallentamento per difficoltà dovute al mutato quadro antropologico, culturale, sociale e religioso dell'umanità", Papa Benedetto ha sottolineato che "La Chiesa è oggi chiamata a confrontarsi con sfide nuove ed è pronta a dialogare con culture e religioni diverse, cercando di costruire insieme a ogni persona di buona volontà la pacifica convivenza dei popoli. (...) Non sono infatti solo i popoli non cristiani e le terre lontane, ma anche gli ambiti socio-culturali e soprattutto i cuori, i veri destinatari dell'attività missionaria del Popolo di Dio".

"La Chiesa" - ha ribadito Benedetto XVI - "è chiamata a servire l'umanità del nostro tempo, confidando unicamente in Gesù, lasciandosi illuminare dalla sua Parola e imitandolo nel donarsi generosamente ai fratelli. Essa è strumento nelle sue mani, e per questo compie quanto le è possibile, cosciente che chi opera tutto è sempre il Signore".

"Con l'apporto di tutti i cristiani l'annuncio del Vangelo risulterà certamente sempre più comprensibile ed efficace. Maria, Stella dell'evangelizzazione, aiuti e sostenga coloro che in tante regioni del mondo operano sulle frontiere avanzate della missione".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando "quanti, anche di recente, hanno dato la vita per il Vangelo. Il loro sacrificio ottenga una rinnovata primavera, ricca di frutti apostolici per l'evangelizzazione".
AC/EVANGELIZZAZIONE:AD GENTES/... VIS 20060313 (340)

VIVERE DELLA PAROLA DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina si sono conclusi gli Esercizi Spirituali del Santo Padre e della Curia Romana, tenutisi nella settimana appena trascorsa nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano.

A conclusione degli Esercizi, parlando a braccio, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto a tutti i partecipanti e ha ringraziato in particolare il Predicatore degli Esercizi, Cardinale Marco Cé, Patriarca emerito di Venezia (Italia).

Il Papa ha ricordato che il Predicatore degli Esercizi "ci ha guidato sulle orme di San Marco nel cammino con Gesù verso Gerusalemme" ed ha detto: "All'inizio, Lei ci ha subito fatto capire il carattere profondamente ecclesiale di questo 'sacramentum exercitii'".

"Non possiamo portare al mondo il lieto annuncio, che è Cristo stesso in persona" - ha proseguito il Pontefice - "se non siamo noi stessi in una profonda unità con Cristo, se non lo conosciamo profondamente, personalmente, se non viviamo della sua Parola".

"Insieme con il carattere ecclesiastico ed ecclesiale di questi Esercizi, Lei" - ha detto il Santo Padre rivolgendosi al Cardinale Cé - "ha mostrato anche il carattere cristologico. Ci ha fatto attenti al Maestro interiore; ci ha aiutato ad ascoltare il Maestro che parla con noi e in noi; ci ha aiutato a rispondere, a parlare con il Signore, ascoltando la sua Parola".

"Alla fine, Signor Cardinale ci ha guidato in un cammino mariano. Questo cammino mariano ci chiama ad inserirci nella parola di Dio, a collocare la nostra vita all'interno della Parola di Dio e così a lasciar permeare il nostro essere da questa Parola, perché possiamo essere testimoni della Parola vivente, di Cristo stesso nel nostro tempo".

"Così, con nuovo coraggio, con nuova gioia" - ha concluso il Pontefice - "andiamo verso la Pasqua, verso la celebrazione del Mistero di Cristo, che è sempre più di una celebrazione o di un rito: è Presenza e Verità".
AC/ESERCIZI SPIRITUALI/CE VIS 20060313 (310)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale Eusébio Oscar Scheid, S.C.J., Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, Suo Inviato Speciale al XV Congresso Eucaristico Nazionale del Brasile, che sarà celebrato a Florianópolis dal 18 al 21 maggio 2006.

- Ha accolto la rinuncia presentata per limiti di età dal Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e per ora ha unito la presidenza di detto Consiglio a quella del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Di conseguenza il Papa ha nominato il Cardinale Renato Raffaele Martino, nuovo Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- Al fine di favorire un dialogo più intenso fra gli uomini di cultura e gli esponenti delle varie religioni, ha unito per ora la presidenza del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso a quella del Pontificio Consiglio della Cultura e, di conseguenza, ha nominato il Cardinale Paul Poupard come Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
NA:RE/.../... VIS 20060313 (190)

UNIVERSITARI: AMORE DIO ILLUMINI VOSTRO CAMMINO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Veglia di preghiera in occasione della IV Giornata Europea degli Universitari, sul tema: "L'umanesimo cristiano, via per una nuova cooperazione tra Europa e Africa".

L'Incontro di preghiera degli studenti degli atenei romani prevedeva collegamenti via satellite con gli universitari di Bonn, Dublino, Friburgo, Madrid, Monaco di Baviera, Salamanca, San Pietroburgo, Sofia, Abidjan, Antananarivo, Owerri e Nairobi.

Alle 18:00 il Santo Padre è giunto nell'Aula Paolo VI e ha guidato la recita del Rosario. A conclusione della preghiera, il Papa ha rivolto agli universitari presenti in Aula e collegati dalle varie città europee e africane, alcune parole.

"Questa Veglia mariana" - ha detto Benedetto XVI - "cara al Papa Giovanni Paolo II, getta ponti di fraternità tra i giovani universitari d'Europa, e questa sera li prolunga all'interno del grande continente africano, affinché cresca la comunione tra le nuove generazioni e si diffonda la civiltà dell'amore. Per questo desidero far giungere agli amici che sono collegati con noi dall'Africa un abbraccio particolarmente affettuoso, che vorrei estendere a tutte le care popolazioni africane".

Dopo aver pronunciato parole di saluto in spagnolo, inglese, tedesco, francese, russo e bulgaro, il Santo Padre ha consegnato la Lettera l'Enciclica "Deus caritas est" a dieci rappresentanti degli studenti ed ha detto: "In tal modo, simbolicamente, intendo consegnarla a tutti gli universitari d'Europa e d'Africa, con l'augurio che la verità fondamentale della fede cristiana - Dio è amore - illumini il cammino di ciascuno di voi e si irradi attraverso la vostra testimonianza ai compagni di studio".

"Questa verità sull'amore di Dio, origine, senso e fine dell'universo e della storia, è stata rivelata da Gesù Cristo, con la parola e con la vita, massimamente nella sua Pasqua di morte e risurrezione. Essa è alla base della sapienza cristiana che, come lievito, è in grado di far fermentare ogni cultura umana, perché esprima il meglio di sé e cooperi alla crescita di un mondo più giusto e pacifico".

Il Papa ha invitato gli universitari a leggere il Messaggio per la XXI Giornata Mondiale della Gioventù che quest'anno si celebrerà nelle diverse diocesi la prossima Domenica delle Palme ed a partecipare "al tradizionale appuntamento per tutti i giovani, che avrà luogo nel pomeriggio di giovedì 6 aprile, in Piazza San Pietro" ed ha detto: "Accoglieremo la Croce pellegrina proveniente da Colonia e ricorderemo con cuore grato, a circa un anno dalla sua morte, il mio grande predecessore Giovanni Paolo II".

La Veglia di preghiera si è conclusa con il pellegrinaggio della Croce degli Universitari dall'Aula Paolo VI alla Chiesa di Sant'Agnese in Agone, in Piazza Navona.
AC/.../UNIVERSITARI VIS 20060313 (460)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor James T. Morris, Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, con la Consorte e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Cornelius Fontem Esua, di Bamenda.

- L'Arcivescovo Roger Pirenne, C.I.C.M., di Bertoua.

- Il Vescovo Pius Suh Awa, di Buéa.

- Il Vescovo Francis Take Lysinge, di Mamfe.

- L'Arcivescovo Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Zambia e Malawi, con i Familiari.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Signor Hosni Mubarak, Presidente della Repubblica Araba di Egitto, e Seguito.

Sabato 11 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- I Signori Claudio Muccioli e Antonello Bacciocchi, Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, con le Consorti e Seguito.

- Il Cardinale Roger Etchegaray, Vice-Decano del Collegio Cardinalizio.

- Il Cardinale Marco Cé, Patriarca emerito di Venezia (Italia), Predicatore degli Esercizi Spirituali.
AP/.../... VIS 20060313 (170)

ESISTENZA UMANA CAMMINO DI FEDE FRA LUCI E OMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2006 (VIS). Conclusa la settimana degli Esercizi Spirituali della Curia Romana, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Commentando la settimana di ritiro spirituale, il Papa ha detto: "Sono stati giorni dedicati interamente all'ascolto del Signore, che sempre ci parla, ma s'aspetta da noi una più grande attenzione specialmente in questo tempo di Quaresima".

Riferendosi al Vangelo di oggi, la trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor, il Santo Padre ha spiegato che: "Quando si ha la grazia di provare una forte esperienza di Dio, è come se si vivesse qualcosa di analogo a quanto avvenne per i discepoli durante la Trasfigurazione: per un momento si pregusta qualcosa di ciò che costituirà la beatitudine del Paradiso".

"Si tratta in genere di brevi esperienze, che Dio a volte concede, specialmente in vista di dure prove. A nessuno, però, è dato di vivere 'sul Tabor' mentre si è su questa terra. L'esistenza umana infatti è un cammino di fede e, come tale, procede più nella penombra che in piena luce, non senza momenti di oscurità e anche di buio fitto. Finché siamo quaggiù, il nostro rapporto con Dio avviene più nell'ascolto che nella visione; e la stessa contemplazione si attua, per così dire, ad occhi chiusi, grazie alla luce interiore accesa in noi dalla Parola di Dio".

Benedetto XVI ha ricordato inoltre che: "La stessa Vergine Maria, pur essendo tra tutte le creature umane la più vicina a Dio, ha camminato giorno dopo giorno come in un pellegrinaggio della fede, custodendo e meditando costantemente nel suo cuore la Parola che Dio le rivolgeva, sia attraverso le Sacre Scritture sia mediante gli avvenimenti della vita del suo Figlio, nei quali riconosceva e accoglieva la misteriosa voce del Signore".

"Ecco allora il dono e l'impegno per ognuno di noi nel tempo quaresimale: ascoltare Cristo, come Maria. Ascoltarlo nella sua Parola, custodita nella Sacra Scrittura. Ascoltarlo negli eventi stessi della nostra vita cercando di leggere in essi i messaggi della Provvidenza. Ascoltarlo, infine, nei fratelli, specialmente nei piccoli e nei poveri, in cui Gesù stesso domanda il nostro amore concreto. Ascoltare Cristo e ubbidire alla sua voce: è questa la via maestra, l'unica, che conduce alla pienezza della gioia e dell'amore".
ANG/QUARESIMA/... VIS 20060313 (400)

venerdì 10 marzo 2006

MOVIMENTI E COMUNITÀ: MISSIONARI MESSAGGIO DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un Messaggio all'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, in occasione della celebrazione del Congresso dei Movimenti Ecclesiali e Nuove Comunità in America Latina (Bogotá, Colombia, 9- 12 marzo), organizzato dal Suo Dicastero.

Benedetto XVI, scrive il Cardinale Sodano, invita i partecipanti a "condividere fraternamente la ricchezza della propria spiritualità ed esperienze, al fine di dare maggior vigore alla vita cristiana in questa parte del mondo nella quale la Chiesa ripone tante speranze".

Riferendosi al tema dell'Incontro "Discepoli e missionari di Gesù Cristo oggi", il Cardinale sottolinea che: "come buoni discepoli, i Movimenti e Comunità sono chiamati ad essere ugualmente testimoni e missionari del messaggio ricevuto, tendendo una mano amica ad altre persone, affinché anch'esse scoprano Cristo; a coloro che non lo conoscono e coloro che vivono il cristianesimo in modo superficiale, a tutti coloro ai quali occorre offrire l'appoggio necessario per fortificare sempre più la fede e formarla in maniera retta, davanti alle minacce di una mentalità secolarizzata o che promuove l'indifferenza religiosa in molti ambienti dell'America Latina".

"In questa missione, il missionario non cessa di essere discepolo, non dà più di quanto lui stesso ha ricevuto e continua a ricevere, senza anteporre le proprie idee o pretendere il proprio vantaggio personale (...). In merito val bene ricordare le parole del Santo Padre Benedetto XVI a Colonia: "La spontaneità delle nuove comunità è importante, ma è anche importante conservare la comunione con il Papa e con i Vescovi. Sono essi a garantire che non si sta cercando dei sentieri privati, ma invece si sta vivendo in quella grande famiglia di Dio che il Signore ha fondato con i dodici Apostoli".

"In tale contesto" - conclude il Cardinale - "si manifesta anche l'importanza della comunione ecclesiale, dalla quale tanto dipende l'autenticità di tutta l'esperienza di vita cristiana e l'efficacia delle iniziative pastorali. L'amato Papa Giovanni Paolo II ha tanto insistito che tutti si integrassero con umiltà nella vita delle Chiese locali, nelle strutture diocesane e parrocchiali, nelle quali si manifestano i diversi modi di associarsi e di esprimersi".
MESS/CONGRESSO MOVIMENTI ECCLESIALI/RYLKO VIS 20060310 (380)

GIORNATA EUROPEA STUDENTI: COOPERAZIONE EUROPA-AFRICA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di domani sabato 11 marzo, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà una veglia di preghiera mariana con 7.000 universitari giunti a Roma per partecipare alla IV Giornata Europea degli Studenti, sul tema: "L'umanesimo cristiano, via per una nuova cooperazione tra Europa e Africa".

La Giornata è stata promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) e dall'ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma.

L'incontro avrà inizio alle 17:00 con l'ingresso nell'Aula Paolo VI della Croce degli Universitari. Dopo la presentazione delle Delegazioni europee e africane, avranno luogo i primi collegamenti via satellite con i giovani universitari di Madrid (Spagna), Nairobi (Kenya) e Dublino (Irlanda).

All'arrivo di Papa Benedetto XVI alle 18:00, avrà inizio la recita del Rosario che proporrà la contemplazione dei Misteri Gloriosi. Nei collegamenti previsti gli ordinari locali, Cardinali e Vescovi, pronunceranno brevi preghiere di introduzione ai Misteri: il Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising (Germania); l'Arcivescovo Anthony John Valentine Obinna, di Owerri (Nigeria); il Vescovo Bernard Genoud, di Losanna, Genève et Fribourg (Svizzera); il Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo di Abidjan (Costa d'Avorio); l'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, di Madre di Dio a Mosca (Russia) e il Vescovo Gheorghi Ivanov Jovcev, di Sofia e Plovdiv (Bulgaria).

Al termine del Rosario, Papa Benedetto rivolgerà la sua parola ai presenti prima di consegnare a dieci studenti il testo della sua prima Enciclica ed impartire la Benedizione finale. Come è tradizione, la Giornata si concluderà con il pellegrinaggio della Croce dall'Aula Paolo VI alla chiesa di Sant'Agnese in Agone in Piazza Navona.
.../GIORNATA UNIVERSITARI EUROPEI/... VIS 20060310 (280)
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