Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

martedì 10 settembre 2013

RIUNIONE DEL SANTO PADRE CON I CAPI DICASTERO DELLA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 10 settembre 2013 (VIS). Oggi, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, ha avuto luogo una riunione a cui il Santo Padre ha invitato tutti i Capi Dicastero della Curia Romana, il Presidente del Governatorato e il Cardinale Vicario di Roma.

Il Papa ha incontrato personalmente nei mesi scorsi tutti i Capi Dicastero e ha avuto con ognuno di loro un ampio colloquio. Ora li incontra insieme, in una riunione da lui stesso presieduta, mentre si compie il sesto mese di pontificato.

Una riunione in cui ascoltare le considerazioni e i consigli dei più alti responsabili della Curia Romana e dei principali collaboratori del Papa in Roma si inserisce naturalmente nel contesto di attuazione dei suggerimenti presentati dai cardinali nelle congregazioni in preparazione al Conclave e nella riflessione del Santo Padre sul governo della Chiesa, che avrà presto un altro momento importante con la riunione del Gruppo di 8 cardinali ai primi di ottobre.

PAPA FRANCESCO INCONTRA I RIFUGIATI

Città del Vaticano, 10 settembre 2013 (VIS). Alle 15:30 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Francesco si recherà in visita privata al Centro Astalli di Roma, sede italiana del Jesuit Refugee Service (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati). Il Centro accoglie 700 rifugiati di diverse parti del mondo, fra i quali famiglie siriane che hanno dovuto abbandonare le loro case a causa dell'attuale conflitto.

Papa Francesco incontrerà trecento rifugiati nella Chiesa del Gesù a Roma, dove è la tomba del Padre Pedro Arrupe, fondatore nel 1981 del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e a quell'epoca Preposito Generale della Compagnia di Gesù. Dalla Chiesa del Gesù Papa Francesco si trasferirà alla mensa del centro dove saranno ad attenderlo gli altri quattrocento rifugiati.

La Fondazione Centro Astalli è stata costituita nel 2000 con l'obiettivo di promuovere una cultura di accoglienza e solidarietà, a partire dal rispetto dei diritti umani.





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Luis Alberto Fernández, Vescovo di Rafaela (superficie: 38.320; popolazione: 282.453; cattolici: 258.741; sacerdoti: 43; religiosi: 46; diaconi permanenti: 15), Argentina. È stato finora Vescovo Ausiliare di Buenos Aires (Argentina).


IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 10 settembre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Florentinus Sului Hajang Hau, M.S.F. , di Samarinda, (Indonesia), l'8 luglio, all'età di 64 anni.

- Il Cardinale Simon Ignatius Pimenta, Arcivescovo emerito di Bombay (India), il 19 luglio, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Jude Speyrer, emerito di Lake Charles, (Louisiana, Stati Uniti d'America), il 21 luglio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Bellino Giusto Ghirard, Vescovo emerito di Rodez et Vabres, (Francia), il 26 luglio, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo George Kinzie Fitzsimons, emerito di Salina, (Kansas, Stati Uniti d'America), il 28 luglio, all'età di 84 anni.
- Il Cardinale Ersilio Tonini, Arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, (Italia), il 28 luglio, all'età di 99 anni.

- L'Arcivescovo Ludwig Averkamp, emerito di Hamburg, (Germania), il 29 luglio, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Antonio Moreno Casamitjana, emerito di Concepción (Cile), il 31 luglio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Charles-Omer Valois, emerito di Saint-Jérôme, (Québec, Canada), il 4 agosto, all'età di 89 anni.

- L'Arcivescovo Jaime Luiz Coelho, emerito di Maringá, (Parana, Brasile), il 5 agosto, all'età di 97 anni.

- Il Vescovo emerito Luís Gonzaga Ferreira da Silva, S.J., emerito di Lichinga, Mozambico, il 7 agosto, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Johannes Willem Maria Bluijssen, emerito di 's-Hertogenbosch (Bois-le-Duc), Paesi Bassi, l'8 agosto, all'età di 87 anni.
- Il Vescovo Léon Aimé Taverdet, F.M.C. , emerito di Langres, (Francia), l'8 agosto, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Joaquim Rufino do Rêgo, emerito di Parnaíba, (Piaui, Brasile), il 10 agosto, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Francis Joseph Gossman, emerito di Raleigh, (North Carolina, Stati Uniti d'America), il 12 agosto, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo René Fernández Apaza, emerito di Cochabamba, (Bolivia), il 14 agosto, all'età di 89 anni.
- Il Vescovo Carlos Prada Sanmiguel, emerito di Duitama-Sogamoso, (Colombia), il 16 agosto, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Joseph Hoàng Văn Tiêm, S.D.B., di Bùi Chu, (Viêt Nam), il 17 agosto, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Thomas Nguyên Văn Tân, di Vinh Long, (Viêt Nam), il 17 agosto, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo William Dermott Molloy McDermott, emerito di Huancavélica, (Perù), il 19 agosto, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Filippo Strofaldi, emerito di Ischia, (Italia), il 24 agosto, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Domenico Crusco, emerito di San Marco Argentano-Scalea, (Italia), il 25 agosto, all'età di 79 anni.

- Il Cardinale Medardo Joseph Mazombwe, Arcivescovo emerito di Lusaka, (Zambia), il 29 agosto, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo William John Brennan, emerito di Wagga Wagga, (Australia), il 31 agosto, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Joaquim Justino Carreira, di Guarulhos, (São Paulo, Brasile), il 1° settembre, all'età di 63 anni.

- Il Vescovo José Guadalupe Padilla Lozano, emerito di Veracruz, (México), l'8 settembre, all'età di 92 anni.

lunedì 9 settembre 2013

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA GIORNATA DI RIFLESSIONE SULL'INDUSTRIA MINERARIA MONDIALE

Città del Vaticano, 9 settembre 2013 (VIS). Oggi è stato pubblicato un Messaggio fatto pervenire dal Santo Padre, tramite il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, ai partecipanti alla Giornata di riflessione sull'industria mineraria mondiale, promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Alla Giornata, svoltasi il 7 settembre, hanno partecipato i rappresentanti dell'industria mineraria più importanti del mondo, fra i quali la Anglo American, la AngloGold Ashanti, Areva, Baker Hughes, BHP Billiton, China Minmetals Corportaion, Curis, Fortescue, MMG, Newmont, Rio Tinto, Zamin Resources e rappresentanti della Chiesa cattolica esperti del settore, quali la Caritas Internationalis e la Oxfam America.

Il Cardinale Bertone scrive che l'incontro "riveste una grande importanza, non solo in quanto raduna i leader di numerose società multinazionali di questo settore - cristiani, fedeli di altre religioni e non credenti - ma soprattutto perché è la prima volta che dirigenti dell'industria mineraria si ritrovano, vicino al Successore di Pietro, per riflettere sull'importanza delle loro responsabilità nei confronti dell'uomo e dell'ambiente. (...) Non sempre senza motivo, l'attività delle industrie estrattive è vista come uno sfruttamento ingiusto delle risorse naturali e delle popolazioni locali, ridotte, a volte, addirittura in schiavitù e costrette a spostarsi, abbandonando le loro terre d'origine (...) L'attività estrattiva, come anche altre attività industriali, ha conseguenze ecologiche e sociali che vengono trasmesse da una generazione all'altra".

"I partecipanti a questo incontro si rendono conto che, per non ripetere i gravi errori del passato, oggi le decisioni non vanno prese solo in base a prospettive geologiche o in vista dei profitti economici degli investitori e degli Stati in cui sono insediate le aziende: è indispensabile - e inevitabile - un processo decisionale nuovo e più consapevole, che prenda in considerazione la complessità dei problemi in questione in un contesto di solidarietà. Tale contesto richiede, innanzitutto, che siano garantiti ai lavoratori i diritti economici e sociali, nel pieno rispetto delle norme e delle direttive dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro. Allo stesso modo, è indispensabile che le attività estrattive rispettino gli standard internazionali sulla protezione dell'ambiente. La grande sfida per i dirigenti d'azienda è quella di creare un'armonia tra gli interessi, che tenga conto delle esigenze degli investitori, dei manager, dei lavoratori, delle loro famiglie, del futuro dei figli, della preservazione dell'ambiente a livello regionale e internazionale e che costituisca, al contempo, un contributo alla pace mondiale".

Il Porporato conclude affermando che la Chiese locali "faranno certamente propria la sollecitudine del Pontificio Consiglio collaborando con i dirigenti delle imprese minerarie così da aiutarli a sviluppare una visione sempre più completa della questione".


ANGELUS: LA GUERRA CONTRO IL MALE COMPORTA DIRE NO ALL’ODIO FRATRICIDA E ALLA VIOLENZA IN TUTTE LE SUE FORME

Città del Vaticano, 8 settembre 2013 (VIS). In continuità con la Veglia di preghiera per la Pace in occasione della Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero, Papa Francesco ha ripreso all'Angelus delle dodici di questa mattina il tema della pace, interpretandolo alla luce del Vangelo di oggi in cui Gesù insiste sulle condizioni per essere suoi discepoli: non anteporre nulla all’amore per Lui, portare la propria croce e seguirlo.

"Molta gente - ha spiegato il Papa - infatti si avvicinava a Gesù, voleva entrare tra i suoi seguaci; e questo accadeva specialmente dopo qualche segno prodigioso, che lo accreditava come il Messia, il Re d’Israele. Ma Gesù non vuole illudere nessuno. Lui sa bene che cosa lo attende a Gerusalemme, qual è la via che il Padre gli chiede di percorrere: è la via della croce, del sacrificio di se stesso per il perdono dei nostri peccati. Seguire Gesù non significa partecipare a un corteo trionfale! - ha affermato Papa Francesco - Significa condividere il suo amore misericordioso, entrare nella sua grande opera di misericordia per ogni uomo e per tutti gli uomini. (...) E questo perdono universale, questa misericordia, passa attraverso la croce. Gesù non vuole compiere questa opera da solo: vuole coinvolgere anche noi nella missione che il Padre gli ha affidato. (...) Il discepolo di Gesù rinuncia a tutti i beni perché ha trovato in Lui il Bene più grande, nel quale ogni altro bene riceve il suo pieno valore e significato: i legami familiari, le altre relazioni, il lavoro, i beni culturali ed economici e così via…".

"Per spiegare questa esigenza, Gesù usa due parabole: quella della torre da costruire e quella del re che va alla guerra. Questa seconda parabola dice così: 'Quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere la pace'. Qui Gesù non vuole affrontare il tema della guerra, è solo una parabola. Però, in questo momento in cui stiamo fortemente pregando per la pace, questa Parola del Signore ci tocca sul vivo, e in sostanza ci dice: c’è una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti! È la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere la propria croce! Questa guerra profonda contro il male! A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra profonda contro il male? Non serve a niente!".

"Questa guerra contro il male comporta dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve; dire no alla violenza in tutte le sue forme; dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale. Ce n’è tanto! Ce n’è tanto! E sempre rimane il dubbio: questa guerra di là, quest’altra di là - perché dappertutto ci sono guerre - è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere queste armi nel commercio illegale? Questi sono i nemici da combattere, uniti e con coerenza, non seguendo altri interessi se non quelli della pace e del bene comune".

Infine il Papa ha ricordato la festa della Natività della Vergine Maria, festa particolarmente cara alle Chiese Orientali. E tutti noi, adesso, possiamo inviare un bel saluto a tutti i fratelli, sorelle, vescovi, monaci, monache delle Chiese Orientali, Ortodosse e Cattoliche (...). Gesù è il sole, Maria è l’aurora che preannuncia il suo sorgere. Ieri sera abbiamo vegliato affidando alla sua intercessione la nostra preghiera per la pace nel mondo, specialmente in Siria e in tutto il Medio Oriente. La invochiamo ora come Regina della Pace. Regina della Pace prega per noi! Regina della Pace prega per noi!".

ANDIAMO AVANTI CON LA PREGHIERA PERCHÉ LA RICERCA DELLA PACE É LUNGA E RICHIEDE PAZIENZA E PERSEVERANZA!

Città del Vaticano, 8 settembre (VIS). "Vorrei ringraziare tutti coloro che, in diversi modi, hanno aderito alla veglia di preghiera e digiuno di ieri sera. Ringrazio tante persone che hanno unito l’offerta delle loro sofferenze. Ringrazio le autorità civili, come pure i membri di altre comunità cristiane o di altre religioni, e uomini e donne di buona volontà che hanno vissuto, in questa circostanza, momenti di preghiera, di digiuno, di riflessione", ha detto il Papa dopo l'Angelus.

"Ma l’impegno continua: andiamo avanti con la preghiera e con opere di pace! Vi invito a continuare a pregare perché cessi subito la violenza e la devastazione in Siria e si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida. Preghiamo anche per gli altri Paesi del Medio Oriente, particolarmente per il Libano, perché trovi la desiderata stabilità e continui ad essere modello di convivenza; per l’Iraq, perché la violenza settaria lasci il passo alla riconciliazione; e per il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi, perché progredisca con decisione e coraggio. E preghiamo per l’Egitto, affinché tutti gli Egiziani, musulmani e cristiani, si impegnino a costruire insieme la società per il bene dell’intera popolazione".

"La ricerca della pace è lunga, e richiede pazienza e perseveranza! Andiamo avanti con la preghiera!".

Infine il Papa ha ricordato che ieri, a Rovigo (Italia), è stata proclamata Beata Maria Bolognesi, fedele laica di quella terra, nata nel 1924 e morta nel 1980 ed ha detto: "Spese tutta la sua vita al servizio degli altri, specialmente poveri e malati, sopportando grandi sofferenze in profonda unione con la passione di Cristo. Rendiamo grazie a Dio per questa testimone del Vangelo!".


UDIENZE

Città del Vaticano, 9 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

- Il Signor Piotr Nowima-Konopka, Ambasciatore di Polonia, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Padre Bruno Cadoré, Ministro Generale dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani).

- Il Professore Franco Miano, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.

- Il Signore Salvatore Martinez, Presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo.

- Il Signor Matteo Calisi, Presidente della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowship con la Signora Michelle Moran, Presidente dell’International Catholic Charismatic Renewal Services.

Sabato 7 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Peter Sopko, Ambasciatore della Repubblica Slovacca, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Venerdì, 6 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcellona.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.




ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Vescovo Werner Radspieler all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Bamberg (Germania), presentata per raggiunti limiti d'età.

sabato 7 settembre 2013

PAPA FRANCESCO: LA GUERRA È SEMPRE UNA SCONFITTA PER L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 7 settembre 2013 (VIS). Questa sera, centomila persone sono convenute in Piazza San Pietro rispondendo all'appello di Papa Francesco - lanciato all'Angelus di domenica scorsa - che ha indetto per oggi, 7 settembre, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e in tutto il mondo. Da domenica sono state migliaia le adesioni ad una iniziativa che è stata accolta non solo dai cattolici ma anche da altre confessioni cristiane, da persone appartenenti ad altre religioni, da buddisti, ebrei e musulmani ed anche da quanti che non professano alcuna religione. Si sono mobilitate parrocchie e associazioni, la Caritas e la Comunità di Sant'Egidio, gruppi di preghiera e ordini religiosi come i Carmelitani Scalzi di Terra Santa; sindaci e presidenti di autonomie regionali, organizzazioni per la pace, la cooperazione e lo sviluppo, unioni sindacali. All'appello ha aderito un lungo elenco di personalità come l'architetto italiano Renzo Piano, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e il Gran Mufti di Siria, leader spirituale dei sunniti che questa sera a Damasco ha invocato la pace nella moschea Omeya con i Capi religiosi della Nazione. Nelle chiese cattoliche di tutto il mondo, dall'Australia all'Egitto, si è elevata questa sera una preghiera per la pace.

Già da questa mattina Piazza San Pietro era gremita di persone: fra di esse numerosi coloro che desideravano confessarsi, a partire dalle 17:45, con uno dei 50 sacerdoti presenti all'interno del braccio di Costantino e sotto i colonnati. Papa Francesco ha desiderato la presenza dei confessori considerando che "la vera pace nasce dal cuore dell'uomo riconciliato con Dio e con i fratelli". Alle 18:30 è stata data lettura dell'Allocuzione che il Santo Padre ha tenuto domenica scorsa all'Angelus per introdurre al significato della Veglia che ha avuto inizio alle 19:00 con il saluto liturgico del Papa e il Canto del "Veni Creator", al quale ha fatto seguito l'Intronizzazione della "Salus Populi Romani", portata da quattro Guardie Svizzere.

Il Papa ha dato inizio alla recita del Santo Rosario. All'inizio di ogni mistero, dopo la lettura biblica a commento, è stato aggiunto il testo di una poesia di Santa Teresina di Gesù Bambino. Alla fine di ogni mistero è stata aggiunta l'invocazione: "Regina della Pace, prega per noi". Al termine della recita del Rosario il Santo Padre ha tenuto l'omelia che riportiamo di seguito:

"'Dio vide che era cosa buona'. Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la 'casa dell’armonia e della pace' ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi 'a casa', perché è 'cosa buona'. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?

2. Ma domandiamoci adesso: è questo il mondo in cui noi viviamo? Il creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona. Ma ci sono anche 'la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra'. Questo avviene quando l’uomo, vertice della creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà, si chiude nel proprio egoismo.
Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto. Esattamente questo è ciò che vuole farci capire il brano della Genesi in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo e si nasconde perché ha paura, ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne; rompe l’armonia con il creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello per ucciderlo. Possiamo dire che dall’armonia si passa alla 'disarmonia'? Possiamo dire questo: che dall'armonia si passa alla 'disarmonia'? No, non esiste la 'disarmonia': o c’è armonia o si cade nel caos, dove è violenza, contesa, scontro, paura.
Proprio in questo caos è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: 'Dov’è Abele tuo fratello?'. E Caino risponde: 'Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?'. Anche a noi è rivolta questa domanda e anche a noi farà bene chiederci: Sono forse io il custode di mio fratello? Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere. Quanta violenza viene da quel momento, quanti conflitti, quante guerre hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza di tanti fratelli e sorelle. Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza e in ogni guerra noi facciamo rinascere Caino. Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte! La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte!

Dopo il caos del diluvio, ha smesso di piovere, si vede l'arcobaleno e la colomba porta un ramo di ulivo. Penso anche oggi a quell'ulivo che i rappresentanti delle diverse religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in Plaza de Mayo, nel 2000, chiedendo che non ci sia più il caos, chiedendo che non ci sia più guerra, chiedendo pace.
3. E a questo punto mi domando: È possibile percorrere la strada della pace? Possiamo uscire da questa spirale di dolore e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare e percorrere le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della Salus populi romani, Regina della pace, voglio rispondere: Sì, è possibile per tutti! Questa sera vorrei che da ogni parte della terra noi gridassimo: Sì, è possibile per tutti! Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: Sì, lo vogliamo! La mia fede cristiana mi spinge a guardare alla Croce. Come vorrei che per un momento tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte. Nel silenzio della Croce tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi cristiani e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà gridasse con forza: la violenza e la guerra non è mai la via della pace! Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza e ascolti quella parola che dice: esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello - penso ai bambini: soltanto a quelli... - guarda al dolore del tuo fratello, e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo non con lo scontro, ma con l’incontro! Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino ancora una volta le parole di Paolo VI: 'Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!... non più la guerra, non più la guerra!'. 'La pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità'. Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione sono le parole della pace: nell’amata Nazione siriana, nel Medio Oriente, in tutto il mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace. Così sia".

All'omelia del Papa ha fatto seguito un tempo di silenzio mentre si preparava l'altare per l'Esposizione del Santissimo. Durante l'adorazione è stata letto un brano biblico sul tema della pace, seguito dalla preghiera di un Pontefice sul medesimo tema e da invocazioni in forma responsoriale per chiedere la pace. Al termine di ognuno dei cinque tempi dell'adorazione cinque coppie di persone (in rappresentanza di Siria, Egitto, Terra Santa, Stati Uniti e Russia) hanno fatto l'offerta dell'incenso nel braciere collocato a destra dell'altare. L'offerta è stata accompagnata da una serie di invocazioni sul tema comune della pace, fra le quali: "Signore della vita, porta la tua pace là dove si decide la sorte dei popoli, Signore, che la tua potenza creatrice elimini ogni violenza contro la vita umana"."Signore che ami la vita, porta la pace nei nostri cuori. Signore che ami la vita porta la pace nelle nostre famiglie. Signore che ami la vita porta la pace nei nostri popoli. Signore che ami la vita porta la pace dove si decidono le sorti delle nazioni. Signore che ami la vita porta la pace dove oggi è presente la guerra. Spezza con la forza della tua Croce ogni divisione e discordia. Spezza con la luce della tua Parola ogni inganno e falsità. Spezza con la mitezza del tuo Cuore ogni rancore e vendetta. Spezza con la dolcezza della tua carità ogni egoismo e durezza di cuore. Spezza con la tua potenza creatrice ogni violenza contro la vita umana".

All'adorazione è seguito l'Ufficio delle Letture "nella forma più lunga prevista per una celebrazione vigilare". Il brano evangelico scelto è stato il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Successivamente, dalle 22:15 alle 22:40 si è tenuto un tempo di silenzio prolungato.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione eucaristica che Papa Francesco ha impartito ai presenti. E oggi il Papa ha indirizzato ai 9 milioni di followers il tweet: "Pregate per la pace".

venerdì 6 settembre 2013

UDIENZA DEL PAPA AL PRESIDENTE DELLO STATO PLURINAZIONALE DI BOLIVIA EVO MORALES: LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI E ALLA POVERTÀ

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, Signor Juan Evo Morales Ayma, il quale ha in seguito incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, ci si è soffermati sulla situazione socio-economica e religiosa del Paese, come pure su altri temi, quali la lotta alle disuguaglianze sociali e alla povertà.

In seguito si è fatto riferimento al decisivo contributo della Chiesa cattolica in Bolivia nell’ambito dell’educazione, della sanità, del sostegno alle famiglie e dell’assistenza ai bambini e agli anziani.

Nella prospettiva della cultura dell’incontro si è convenuti sull’importanza di buone relazioni tra la Comunità Ecclesiale e lo Stato, soprattutto su temi di comune interesse a servizio dell’intera Nazione.

Infine, si è parlato della situazione internazionale e, specialmente, della promozione della pace in Siria e in Medio Oriente.







PRINCIPI GENERALI PER UNA GIUSTA SOLUZIONE AL CONFLITTO IN SIRIA

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Nella giornata di ieri, 5 settembre, in Vaticano, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha avuto un incontro con gli Ambasciatori presso la Santa Sede nel corso del quale ha espresso la sollecitudine del Santo Padre e del Vaticano per la pace nel mondo con speciale attenzione al Medio Oriente e in particolare alla Siria.

Il Presule ha ricordato che il Santo Padre si è espresso pubblicamente in più occasioni contro il conflitto in Siria che finora ha provocato più di 110.000 morti, innumerevoli feriti, più di 4 milioni di sfollati interni e più di due milioni di rifugiati nei Paesi vicini. "Davanti a fatti simili - ha detto l'Arcivescovo Mamberti - non si può tacere, e la Santa Sede auspica che le istituzioni competenti facciano chiarezza e che i responsabili rendano conto alla giustizia".

"Di fronte a questa tragica situazione si rivela assolutamente prioritario - ha ribadito l'Arcivescovo Mamberti - far cessare la violenza (...) All’appello alle parti di non chiudersi nei propri interessi ma di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione, si aggiunge quello alla Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sempre sul dialogo e sul negoziato".

"Si rivela di somma importanza - ha aggiunto l'Arcivescovo Mamberti - richiamare l’esigenza e l’urgenza del rispetto del diritto umanitario. Si rivela, altresì, urgente l’assistenza umanitaria a gran parte della popolazione e in questo aspetto ringrazio la generosità di tanti dei vostri Governi a favore della popolazione siriana sofferente".

Nel ricordare che "La Chiesa cattolica da parte sua è impegnata in prima linea con tutti i mezzi a sua disposizione nell’assistenza umanitaria alla popolazione, cristiana e non", l'Arcivescovo Mamberti ha menzionato "alcuni elementi che la Santa Sede considera importanti per un eventuale piano per il futuro della Siria".
"È innanzitutto indispensabile adoperarsi per il ripristino del dialogo fra le parti e per la riconciliazione del popolo siriano. Occorre poi preservare l’unità del Paese, evitando la costituzione di zone diverse per le varie componenti della società. Infine, occorre garantire, accanto all’unità del Paese anche la sua integrità territoriale". Tali sono i principi generali che doverebbero orientare la ricerca di una giusta soluzione al conflitto.

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati non ha mancato di sottolineare l'importanza di "chiedere a tutti i gruppi – in particolare a quelli che mirano a ricoprire posti di responsabilità nel Paese – di offrire garanzie che nella Siria di domani ci sarà posto per tutti, anche e in particolare per le minoranze, inclusi i cristiani. (...) Non può essere dimenticata l’importanza del rispetto dei diritti umani e, in particolare, di quello della libertà religiosa. Parimenti, è importante tenere come riferimento il concetto di cittadinanza, in base al quale tutti, indipendentemente dall’appartenenza etnica e religiosa, sono alla stessa stregua cittadini di pari dignità, con eguali diritti e doveri".

"Infine - ha concluso l'Arcivescovo Mamberti - è causa di particolare preoccupazione la presenza crescente in Siria di gruppi estremisti, spesso provenienti da altri Paesi. Da qui la rilevanza di esortare la popolazione e anche i gruppi di opposizione a prendere le distanze da tali estremisti, di isolarli e di opporsi apertamente e chiaramente al terrorismo" .

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio.

AVVISO

Città del Vaticano, 6 settembre 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che un'edizione serale straordinaria del V.I.S. sarà trasmessa al termine della Veglia di preghiera per la pace indetta dal Papa all'Angelus di domenica scorsa, per domani 7 settembre, in Piazza San Pietro, ore 19:00.

giovedì 5 settembre 2013

IL PAPA AL CATHOLICOS SIRO-MALANKAR: LA FRATERNITÀ APOSTOLICA CHE UNISCE I PRIMI DISCEPOLI UNISCE ANCORA OGGI LE NOSTRE CHIESE

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). "Nella Sua persona, saluto una Chiesa nata dalla testimonianza che l'Apostolo Tommaso ha reso al Signore Gesù fino al martirio. La fraternità apostolica che univa i primi discepoli nel servizio del Vangelo unisce ancora oggi le nostre Chiese, nonostante, nel corso a volte triste della storia, siano sorte divisioni, che, grazie a Dio, stiamo cercando di superare in obbedienza alla volontà e al desiderio del Signore stesso".

Con queste parole Papa Francesco ha ricevuto Sua Santità Moran Baselios Marthoma Paulose II, Catholicos dell'Oriente e Metropolita della Chiesa ortodossa-sira ma­lankarese (India), venuto in questi giorni a Roma con una Delegazione per pregare presso la tomba dell'Apostolo Pietro, nel corso di un viaggio in Europa. Il Santo Padre ha passato in rassegna la storia delle relazioni fra cattolici ed ortodossi siro-malankaresi negli ultimi trenta anni ricordando che da quegli incontri "è iniziato un cammino concreto di dialogo con l’istituzione di una Commissione Mista, che ha portato all’Accordo del 1990, nel giorno di Pentecoste; Commissione che continua il suo prezioso lavoro e che ci ha portati a passi significativi su temi quali l'uso comune di edifici di culto e di cimiteri, la mutua concessione di risorse spirituali e persino liturgiche in situazioni pastorali specifiche, e sulla necessità di individuare nuove forme di collaborazione davanti alle crescenti sfide sociali e religiose".

"Ho voluto ricordare alcune tappe di questi trent’anni di progressivo avvicinamento tra noi - ha detto Papa Francesco - perché penso che nel cammino ecumenico sia importante guardare con fiducia ai passi compiuti superando pregiudizi e chiusure, che fanno parte di quella 'cultura dello scontro', che è fonte di divisione e lasciando spazio alla 'cultura dell’incontro', che ci educa alla comprensione reciproca e a operare per l’unità. Da soli, però, questo è impossibile; le nostre debolezze e povertà rallentano il cammino. Per questo è importante intensificare la preghiera (...). Preghiera e impegno per far crescere i rapporti di amicizia e collaborazione ai diversi livelli, nel clero, tra i fedeli, delle varie Chiese nate dalla testimonianza resa da San Tommaso. Lo Spirito Santo continui ad illuminarci e a guidarci verso la riconciliazione e l’armonia, superando tutte le cause di divisione e rivalità che hanno segnato il nostro passato".



LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL PRESIDENTE PUTIN: I PAESI DEL G-20 NON RIMANGANO INERTI DI FRONTE AI DRAMMI CHE VIVE GIÀ DA TROPPO TEMPO LA CARA POPOLAZIONE SIRIANA

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha inviato una lettera al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che in questi giorni presiede a San Pietroburgo il Vertice del G20, che raggruppa i Capi di Stato e di Governo delle venti maggiori economie mondiali.

"Il contesto attuale, altamente interdipendente, - scrive il Pontefice - esige una cornice finanziaria mondiale, con proprie regole giuste e chiare, per conseguire un mondo più equo e solidale, in cui sia possibile sconfiggere la fame, offrire a tutti un lavoro degno, un’abitazione decorosa e la necessaria assistenza sanitaria. La Sua presidenza del G20 per l’anno in corso ha assunto l’impegno di consolidare la riforma delle organizzazioni finanziarie internazionali e di arrivare ad un consenso sugli standard finanziari adatti alle circostanze odierne. Ciononostante, l’economia mondiale potrà svilupparsi realmente nella misura in cui sarà in grado di consentire una vita degna a tutti gli esseri umani, dai più anziani ai bambini ancora nel grembo materno, non solo ai cittadini dei Paesi membri del G20, ma ad ogni abitante della Terra, persino a coloro che si trovano nelle situazioni sociali più difficili o nei luoghi più sperduti".

"In quest’ottica, appare chiaro che nella vita dei popoli i conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite che richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre costituiscono il rifiuto pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali che la comunità internazionale si è data, quali sono, per esempio, i 'Millennium Development Goals'. Purtroppo, i molti conflitti armati che ancora oggi affliggono il mondo ci presentano, ogni giorno, una drammatica immagine di miseria, fame, malattie e morte. Infatti, senza pace non c’è alcun tipo di sviluppo economico. La violenza non porta mai alla pace condizione necessaria per tale sviluppo".

"L’incontro dei Capi di Stato e di Governo delle venti maggiori economie, che rappresentano due terzi della popolazione e il 90% del PIL mondiale, non ha la sicurezza internazionale come suo scopo principale. Tuttavia, non potrà far a meno di riflettere sulla situazione in Medio Oriente e in particolare in Siria. Purtroppo, duole constatare che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo. I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace. A tutti loro, e a ciascuno di loro, rivolgo un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare. Ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale. Inoltre, è un dovere morale di tutti i Governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l’assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese".

Il Santo Padre conclude la missiva assicurando le sue preghiere per un esito fruttuoso dei lavori del G20 e chiede a sua volta che si preghi per lui.


PAPA FRANCESCO: UN CARMELITANO SENZA VITA CONTEMPLATIVA È UN CORPO MORTO

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un messaggio al Padre Fernando Millán Romeral, Priore Generale dell’Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, in occasione della celebrazione del Capitolo Generale.

Papa Francesco ha parole di incoraggiamento e di speranza per tutti i fratelli dell'Ordine e suggerisce tre elementi che "possono guidarvi - scrive - nella realizzazione piena della vostra vocazione (...): l’ossequio a Cristo, la preghiera e la missione".

"In un mondo che spesso misconosce Cristo e, di fatto, lo rifiuta, - scrive il Pontefice - voi siete invitati ad accostarvi e ad aderire sempre più profondamente a Lui. È una continua chiamata a seguire Cristo e ad essere conformati a Lui. Questo è di vitale importanza nel nostro mondo così disorientato, 'perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore'”.

In merito alla preghiera, il Papa sottolinea che un "carmelitano senza questa vita contemplativa è un corpo morto! (...) Ora più che mai è il momento di riscoprire il sentiero interiore dell’amore attraverso la preghiera e offrire alla gente di oggi nella testimonianza della contemplazione, come pure nella predicazione e nella missione non inutili scorciatoie, ma quella sapienza che emerge dal meditare 'giorno e notte nella Legge del Signore', Parola che sempre conduce presso la Croce gloriosa di Cristo. E, unita alla contemplazione, l’austerità di vita, che non è un aspetto secondario della vostra vita e della vostra testimonianza. È una tentazione molto forte per voi - scrive ancora il Papa - quella di cadere nella mondanità spirituale. (...) Vi esorto ad una vita più austera e penitente, secondo la vostra più autentica tradizione, una vita lontana da ogni mondanità, lontana dai criteri del mondo".

"La vostra è la stessa missione di Gesù. - prosegue il Pontefice - Oggi la missione pone talvolta ardue sfide, perché il messaggio evangelico non è sempre accolto e talvolta viene addirittura respinto con violenza. Non dobbiamo mai dimenticare che, anche se veniamo gettati in acque torbide e sconosciute, Colui che ci chiama alla missione ci dà anche il coraggio e la forza di attuarla".

"Cari Fratelli del Carmelo - conclude il Pontefice - la testimonianza del vostro amore e della vostra speranza, radicate nella profonda amicizia con il Dio vivente, può giungere come una 'brezza leggera' che rinnova e rinvigorisce la vostra missione ecclesiale nel mondo di oggi".



PELLEGRINAGGIO A ROMA E CONSULTA DELL'ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il 13 settembre prossimo, vigilia della festa dell'Esaltazione della Croce, tremila Dame e Cavalieri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, compiranno un pellegrinaggio internazionale a Roma nel contesto dell'Anno della Fede, guidati dal Cardinale americano Edwin O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine. È previsto un incontro con il Santo Padre Francesco nel corso di un'udienza particolare. Il pellegrinaggio di questo Ordine pontificio a Roma sarà preceduto da un importante evento, la Consulta, che viene convocata ogni 5 anni.

L'Ordine di origine medievale, ricostituito dal Beato Papa Pio IX nel 1847, ha come finalità la crescita della vita spirituale dei suoi membri e il sostegno alla Chiesa cattolica in Terra Santa, nell’accezione più ampia (Cipro, Israele, Territori Palestinesi, Giordania...). Dipende direttamente dalla Santa Sede. I suoi 30.000 membri in 35 nazioni sono organizzati in Luogotenenze e Delegazioni Magistrali. Il loro impegno nella Chiesa si accompagna ad un importante sostegno finanziario essenzialmente destinato alle istituzioni e alle opere del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ad esempio, le donazioni dell'ultimo decennio sono ammontate a quasi 100 milioni di dollari e sono state destinate alla costruzione o al restauro di chiese, scuole ed ospedali, oppure al sostegno di imprese familiari e artigianali.

Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Edwin O'Brien, l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il Professore Agostino Borromeo, Governatore Generale dell'Ordine e il Professor Ivan Rebernik, Cancelliere del medesimo Ordine, sono intervenuti ad una conferenza stampa di presentazione del pellegrinaggio.

Nel tracciare un profilo dell'Ordine, il Cardinale O'Brien ha ricordato che i suoi membri sono "volontari, che, in quanto tali, non possono percepire alcuna retribuzione per il loro impegno, ma, al contrario, hanno l'obbligo di versare un contributo annuale per finanziare le sue attività caritative" ed ha sottolineato che negli ultimi anni l'Ordine ha promosso una serie di iniziative "miranti a contrastare il fenomeno dell'emigrazione con specifiche iniziative (concessione di microcrediti alle piccole imprese familiari, borse di studio, aiuti medici e umanitari) miranti a creare migliori condizioni di vita per la popolazione cristiana al fine di incoraggiarla a non abbandonare la propria terra d'origine".

L'Arcivescovo Fisichella ha affermato che il pellegrinaggio a Roma costituisce una efficace testimonianza ed è segno visibile "di un impegno diretto per la concreta costruzione della pace soprattutto in quelle terre e tra i molti innocenti e poveri che soprattutto in questi giorni stanno vivendo tensioni e timori straordinari per la violenza che incombe su di loro e sul mondo intero. (...) La fede non allontana dalla responsabilità che tutti siamo chiamati ad assumerci nei confronti del mondo del nostro tempo, ma al contrario provoca e induce a un concreto impegno in vista di una società migliore".

Il Professor Borromeo ha precisato che la Consulta del 2013, che si aprirà il 10 settembre e si concluderà il 13, con la partecipazione dei membri del Gran Magistero, dei Luogotenenti e Delegati Magistrati provenienti da 35 paesi e dai rappresentanti della Segreteria di Stato e dalla Congregazione per le Chiese Orientali, sarà dedicata alla revisione dello statuto poiché "l'attuale testo, nell'impianto generale, ed in alcune norme specifiche, non sembra più consono all'ecclesiologia sviluppatasi dopo il concilio Vaticano II ed alla sensibilità dei tempi nostri. La bozza del nuovo testo (...) mira a conferire maggiore incisività all'azione dell'Ordine. In particolare, la proposta punta sin d'ora a sviluppare in modo più organico l'impegno spirituale dei membri, a radicare più profondamente l'azione delle articolazioni periferiche ("Luogotenenze" o "Delegazioni Magistrali") nella vita delle Chiese locali, a sviluppare l'azione caritativa dell'Ordine anche ad un'area geografica del Medio Oriente più ampia di quella entro la quale agisce attualmente". "Il Cardinale Gran Maestro - ha concluso il Professor Borromeo - sottoporrà poi all'approvazione del Sommo Pontefice" una nuova stesura dello Statuto.

Infine il Professor Rebernik ha reso noto che: "Oltre alle celebrazioni liturgiche in alcune chiese centrali di Roma e nelle Basiliche Papali, è prevista una conferenza del Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Arcivescovo Salvatore Fisichella, nell'Aula Paolo VI e un concerto nella Basilica papale di San Giovanni in Laterano con momento di preghiera. La Santa Messa di chiusura si terrà nella Basilica papale di San Paolo fuori le Mura".

UDIENZE

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Nicolàs Cotugno Fanizzi, di Montevideo {Uruguay).

- Il Signor Kiko Argüello, Iniziatore del Cammino Neocatecumenale.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Laurent Le Boulc’h Vescovo di Coutances et Avranches (superficie: 5.991; popolazione: 503.700; cattolici: 410.200; sacerdoti: 192; religiosi: 355; diaconi permanenti: 39), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Loudéac (Francia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1988. Dopo l’ordinazione, ha ricoperto gli incarichi seguenti: dal 1988 al 1991 Vicario della cattedrale di Saint-Brieuc; dal 1993 al 2005 Vicario episcopale per la pastorale giovanile; dal 2003 al 2005 Responsabile della formazione permanente; dal 2005 Parroco di Lannion e Responsabile dell’omonima zona pastorale e dal 1993 Responsabile della pastorale delle scuole cattoliche.


Copyright © VIS - Vatican Information Service