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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 14 gennaio 2013

RICONOSCENZA DEL PAPA ALL'ISPETTORATO DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO

Città del Vaticano, 14 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i membri dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano per il tradizionale scambio di auguri all'inizio del nuovo anno. Nel suo discorso il Papa ha sottolineato la dedizione e la professionalità con la quale essi svolgono la loro opera in particolare durate le manifestazioni dei fedeli e dei pellegrini, che "giungono da tutto il mondo per incontrare il Successore di Pietro e per visitare la tomba del Principe degli Apostoli, come pure per pregare su quelle dei miei venerati Predecessori, in particolare del beato Giovanni Paolo II".

Il Papa ha ricordato che l'impegno dei membri dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza si estende anche in occasione delle sue visite pastorali e dei suoi viaggi apostolici in Italia ed ha manifestato il suo sentito apprezzamento "per il modo e lo spirito che animano il vostro servizio, vigile e qualificato. Uno stile che, mentre fa onore alla vostra identità di funzionari dello Stato italiano e di membri della Chiesa, attesta altresì le buone relazioni che esistono fra l'Italia e la Sede Apostolica. (...) Auspico di cuore - ha detto il Papa - che la vostra fatica, (...) sia sempre animata da una salda fede cristiana, che è indubbiamente il più prezioso tesoro e valore spirituale, che le vostre famiglie vi hanno affidato e che voi siete chiamati a trasmettere ai vostri figli. L'Anno della fede, che la Chiesa intera sta vivendo, è un'opportunità anche per voi di riandare al messaggio del Vangelo e farlo entrare in modo più profondo nelle vostre coscienze e nella vita quotidiana, testimoniando coraggiosamente l'amore di Dio in ogni ambiente, anche in quello del vostro lavoro".

"Sia la vostra presenza - ha concluso il Pontefice - "una garanzia sempre più valida di quel buon ordine e di quelle tranquillità, che sono fondamentali per costruire una vita sociale pacifica e composta e che, oltre a esserci insegnati dal messaggio evangelico, sono segno di autentica civiltà".

NEL BATTESIMO GESÙ SI FA SOLIDALE CON NOI

Città del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Sistina, il Santo Padre ha battezzato 20 bambini e bambine, nati negli ultimi mesi e figli di dipendenti dello Stato della Città del Vaticano.

Nell'omelia il Papa ha ricordato che, diventato adulto, Gesù dà inizio al suo ministero pubblico recandosi al fiume Giordano per ricevere da Giovanni un battesimo di penitenza e di conversione. "Gesù ha bisogno di penitenza e di conversione? Certamente no - ha detto il Papa - Eppure Gesù vuole mettersi dalla parte dei peccatori, (...) esprimendo la vicinanza di Dio. Gesù si mostra solidale con noi, con la nostra fatica di convertirci, di lasciare i nostri egoismi, di staccarci dai nostri peccati, per dirci che se lo accettiamo nella nostra vita Egli è capace di risollevarci e condurci all’altezza di Dio Padre. (...) Gesù si è immerso realmente nella nostra condizione umana, (...) ed è in grado di comprenderne la debolezza e la fragilità. Per questo Egli si muove a compassione, sceglie di 'patire con' gli uomini, di farsi penitente assieme a noi. Questa è l’opera di Dio che Gesù vuole compiere: la missione divina di curare chi è ferito e medicare chi è ammalato, di prendere su di sé il peccato del mondo".

"Che cosa avviene al momento in cui Gesù si fa battezzare da Giovanni? Di fronte a questo atto di amore umile da parte del Figlio di Dio, si aprono i cieli e si manifesta visibilmente lo Spirito Santo sotto forma di colomba, mentre una voce dall’alto esprime il compiacimento del Padre, che riconosce il Figlio unigenito, l’Amato. (...) Si realizza così la profezia di Isaia (...): il Signore Dio viene con potenza per distruggere le opere del peccato e il suo braccio esercita il dominio per disarmare il Maligno; ma teniamo presente che questo braccio è il braccio esteso sulla croce e che la potenza di Cristo è la potenza di Colui che soffre per noi: questo è il potere di Dio, diverso dal potere del mondo; così viene Dio con potenza per distruggere il peccato".

Con il battesimo i bambini battezzati oggi "verranno uniti in modo profondo e per sempre con Gesù, immersi nel mistero di questa sua potenza, (...) nel mistero della sua morte, che è fonte di vita, per partecipare alla sua risurrezione, per rinascere ad una vita nuova. (...) Anche sui vostri bambini il cielo è aperto, e Dio dice: questi sono i miei figli, figli del mio compiacimento. Inseriti in questa relazione e liberati dal peccato originale, essi diventano membra vive dell’unico corpo che è la Chiesa e sono messi in grado di vivere in pienezza la loro vocazione alla santità, così da poter ereditare la vita eterna, ottenutaci dalla risurrezione di Gesù".

Rivolgendosi ai genitori che hanno domandato il battesimo per i loro figli, il Santo Padre ha sottolineato che essi manifestano la loro "fede, la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa. È la gioia che scaturisce dalla consapevolezza di avere ricevuto un grande dono da Dio, la fede appunto, un dono che nessuno di noi ha potuto meritare, ma che ci è stato dato gratuitamente e al quale abbiamo risposto con il nostro 'sì'. (...) Il cammino di fede che oggi comincia per questi bambini si fonda perciò su una certezza, sull’esperienza che non vi è niente di più grande che conoscere Cristo e comunicare agli altri l’amicizia con Lui; solo in questa amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana e possiamo sperimentare ciò che è bello e ciò che libera".

"A voi, cari padrini e madrine, l’importante compito di sostenere e aiutare l’opera educativa dei genitori (...). Sappiate sempre offrire loro il vostro buon esempio, attraverso l’esercizio delle virtù cristiane. Non è facile manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui si crede, specie nel contesto in cui viviamo, di fronte ad una società che considera spesso fuori moda e fuori tempo coloro che vivono della fede in Gesù. Sull’onda di questa mentalità, vi può essere anche tra i cristiani il rischio di intendere il rapporto con Gesù come limitante, come qualcosa che mortifica la propria realizzazione personale. (...) Ma non è così! Proprio a mano a mano che si procede nel cammino della fede, si comprende come Gesù eserciti su di noi l’azione liberante dell’amore di Dio, che ci fa uscire dal nostro egoismo (...) per condurci ad una vita piena, in comunione con Dio e aperta agli altri. 'Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui'. Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del suo cammino'".

"L’acqua con la quale questi bambini saranno segnati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo - ha concluso il Pontefice - li immergerà in quella 'fonte' di vita che è Dio stesso e che li renderà suoi veri figli. E il seme delle virtù teologali, infuse da Dio, la fede, la speranza e la carità, seme che oggi è posto nel loro cuore per la potenza dello Spirito Santo, dovrà essere alimentato sempre dalla Parola di Dio e dai Sacramenti, così che queste virtù del cristiano possano crescere e giungere a piena maturazione, sino a fare di ciascuno di loro un vero testimone del Signore".


ESSERE CRISTIANI SIGNIFICA SCEGLIERE IL CAMMINO DELLA RESPONSABILITÀ

Città del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Nella prima domenica dopo l'Epifania che conclude il tempo liturgico del Natale, Benedetto XVI, a mezzogiorno, si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"Celebriamo oggi - ha detto il Papa - la festa del Battesimo di Gesù: quel Bambino, figlio della Vergine, che abbiamo contemplato nel mistero della sua nascita, lo vediamo oggi adulto immergersi nelle acque del fiume Giordano, e santificare così tutte le acque e il cosmo intero – come evidenzia la tradizione orientale. Ma perché Gesù, in cui non c’era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni? Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme con tante persone che così volevano prepararsi alla venuta del Messia? Quel gesto – che segna l’inizio della vita pubblica di Cristo, come attestano tutti gli Evangelisti – si pone nella stessa linea dell’Incarnazione, della discesa di Dio dal più alto dei cieli all’abisso degli inferi. Il senso di questo movimento di abbassamento divino si riassume in un’unica parola: amore, che è il nome stesso di Dio"

Il Gesù che si fa battezzare nel Giordano "è l’uomo nuovo che vuole vivere da figlio di Dio, cioè nell’amore; l’uomo che, di fronte al male del mondo, sceglie la via dell’umiltà e della responsabilità, sceglie non di salvare se stesso ma di offrire la propria vita per la verità e la giustizia. Essere cristiani significa vivere così, ma questo genere di vita comporta una rinascita: rinascere dall’alto, da Dio, dalla Grazia. Questa rinascita è il Battesimo, che Cristo ha donato alla Chiesa per rigenerare gli uomini a vita nuova".

Nel ricordare che questa mattina ha battezzato un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre ha detto: "In questo momento vorrei estendere la mia preghiera e la mia benedizione a tutti i neonati; ma soprattutto invitare tutti a fare memoria del nostro Battesimo, di quella rinascita spirituale che ci ha aperto la via della vita eterna. Possa ogni cristiano, in quest’Anno della fede, riscoprire la bellezza di essere rinato dall’alto, dall’amore di Dio, e vivere come suo vero figlio".

I MIGRANTI SONO PORTATORI DI FEDE E DI SPERANZA

Città del Vaticano, 13 gennaio 2013 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Nel Messaggio di quest’anno - ha detto Benedetto XVI - ho paragonato le migrazioni ad un 'pellegrinaggio di fede e di speranza'".

"Chi lascia la propria terra lo fa perché spera in un futuro migliore, ma lo fa anche perché si fida di Dio che guida i passi dell’uomo, come Abramo. E così i migranti sono portatori di fede e di speranza nel mondo. A ciascuno di loro rivolgo oggi il mio saluto, con una speciale preghiera e benedizione".

Nei saluti in lingua francese, il Santo Padre ha auspicato che i migranti e le loro famiglie "siano accolte ovunque ed aiutate affinché abbiano con le loro famiglie una vita degna. Come Gesù - ha esortato il Pontefice - rimaniamo vicini a coloro che soffrono e non hanno voce per farsi ascoltare".


IL PAPA RICEVE I PRINICPI DI MONACO

Città del Vaticano, 12 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano, Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto di Monaco, accompagnato dalla Consorte Principessa Charlene. Subito dopo, il Principe si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e con l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati sul contributo significativo della Chiesa Cattolica alla vita sociale del Principato e su alcuni temi di attualità internazionale, come lo sviluppo integrale dei popoli e la protezione delle risorse naturali e dell'ambiente.


CARDINALE BERTONE: INVOCARE SAPIENZA DIVINA SUL DELICATO E GRAVE COMPITO DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA

Città del Vaticano, 12 gennaio 2013 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha celebrato questa mattina nella Cappella di Maria, Madre della Famiglia, nel Palazzo del Governatorato, la Santa Messa di inaugurazione del LXXXIV Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.

"Vogliamo - ha detto il Cardinale Bertone - invocare la sapienza divina sul delicato e grave compito dell’amministrazione della giustizia". Successivamente il Cardinale ha rivolto un saluto al Presidente del Tribunale, Professor Giuseppe Dalla Torre, ai Giudici, al promotore di giustizia e ai collaboratori della Cancelleria, recando a ciascuno "il benedicente saluto del Santo Padre Benedetto XVI, il Quale segue con attenta sollecitudine il vostro apprezzato lavoro".

Nel commentare il Vangelo, centrato sulla figura di San Giovanni Battista, il Segretario di Stato ha sottolineato che l'esempio e la testimonianza di questo profeta "sono un richiamo ai credenti a mettere da parte il protagonismo, il voler apparire, diminuendo così il proprio 'io' perché cresca in ognuno di noi e negli altri l’amore per Gesù: Egli è la Via, la verità e la vita. Questo atteggiamento richiede l’umiltà del cuore, che è dono di Dio da implorare incessantemente nella preghiera. Per questo l’apostolo Giovanni, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, verso la conclusione della sua Lettera, raccomanda una preghiera fiduciosa al Padre, che non mancherà di esaudirla, se chi chiede è disposto a fare la sua volontà. Esorta inoltre a pregare anche per i fratelli, a meno che non siano ostinati nel male e quindi rifiutino di convertirsi. La preghiera vicendevole acquista il valore di uno squisito atto di carità. Anche san Paolo raccomanda più volte di pregare gli uni per gli altri, e Gesù stesso prega perché Pietro, una volta ravveduto, confermi nella fede gli altri apostoli".

"In questa Santa Messa rivolgiamo la nostra comune preghiera al Signore, perché ciascuno possa adempiere con umiltà e nella verità il proprio servizio nell’amministrazione della giustizia a favore della nostra peculiare comunità dello Stato della Città del Vaticano. Auguro a tutti voi, che a vario titolo partecipate all’inaugurazione dell’Anno giudiziario, di poter crescere nella consapevolezza che l’armonia, la giustizia e la pace non sono pienamente raggiungibili senza l’adesione a Dio e l’accoglienza della sua grazia. Vale anche per ciascuno di noi l’invito ad una consapevole apertura al trascendente, che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto pochi giorni fa ai Membri del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, senza la quale, affermava: 'l’uomo cade facile preda del relativismo e gli riesce poi difficile agire secondo giustizia e impegnarsi per la pace'”.


IL PAPA RICEVE IL CORPO DELLA GENDARMERIA E DEI VIGILI DEL FUOCO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 11 gennaio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Corpo della Gendarmeria e il Corpo dei Vigili del Fuoco dello Stato della Città del Vaticano. Dopo il saluto del Direttore della Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, Domenico Giani, Benedetto XVI ha pronunciato un breve discorso.

"Questa circostanza mi offre l’opportunità di esprimervi con intensità di sentimenti la mia stima, il mio vivo incoraggiamento e soprattutto la mia profonda riconoscenza per il generoso lavoro che svolgete con discrezione, competenza ed efficienza e non senza sacrificio. Quasi ogni giorno ho l’opportunità di incontrare qualcuno di voi nei vari posti di servizio e di constatare di persona la vostra professionalità nel collaborare a garantire la sorveglianza al Papa, come anche il necessario ordine e la sicurezza di quanti risiedono nello Stato o di coloro che prendono parte alle celebrazioni e agli incontri che si svolgono in Vaticano".

"Il Corpo della Gendarmeria - ha ricordato il Pontefice - è chiamato a svolgere, fra i diversi compiti, quello di accogliere con cortesia e con gentilezza i pellegrini e i visitatori del Vaticano, che giungono da Roma, dall’Italia e da ogni parte del mondo. Quest’opera di vigilanza e di controllo, che voi svolgete con diligenza e sollecitudine, è certamente considerevole e delicata: essa richiede a volte non poca pazienza, perseveranza e disponibilità all’ascolto. Si tratta di un servizio quanto mai utile al tranquillo e sicuro svolgimento della vita quotidiana e delle manifestazioni religiose della Città del Vaticano".

Il Papa ha esortato i gendarmi e i vigili del fuoco a vedere "in ogni pellegrino o visitatore, (...) il volto di un fratello che Dio pone sulla vostra strada; pertanto accoglietelo con gentilezza e aiutatelo, sentendolo parte della grande famiglia umana. (...) La vostra attività - ha sottolineato il Santo Padre - sarà tanto più efficace per la Santa Sede e arricchente per voi, quanto più si potrà svolgere in un contesto di serenità e di armonia. A tale proposito, è necessario che i Gendarmi che garantiscono da lungo tempo il loro servizio in seno al Corpo e i responsabili del Comando, favoriscano sempre più rapporti di fiducia in grado di sostenere e di incoraggiare tutti i membri della Gendarmeria Vaticana, anche nei momenti difficili".

"La vostra peculiare presenza nel cuore della cristianità, dove folle di fedeli giungono senza sosta per incontrare il Successore di Pietro e per visitare le tombe degli Apostoli, susciti sempre più in ciascuno di voi il proposito di intensificare la dimensione spirituale della vita, come pure l’impegno ad approfondire la vostra fede cristiana, testimoniandola coraggiosamente in ogni ambiente con una coerente condotta di vita", ha concluso il Santo Padre.


UDIENZE

Città del Vaticano, 14 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S., di Campobasso-Boiano.

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto.

- L'Arcivescovo Emidio Cipollone, di Lanciano-Ortona.

- Il Vescovo Domenico Angelo Scotti, Vescovo di Trivento.

- Il Vescovo Gianfranco De Luca, di Termoli-Larino.

- Il Vescovo Salvatore Visco, di Isernia-Venafro.

- I Dirigenti e Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano

Sabato 12 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Julio Parrilla Díaz, S.D.B., Vescovo di Riobamba (superficie: 7.014; popolazione: 517.000; cattolici: 405.000; sacerdoti: 79; religiosi: 218; diaconi permanenti: 7), Ecuador. È stato finora Vescovo di Loja (Ecuador).

- Il Vescovo Daniel Kozelinski Netto, Visitatore Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Uruguay, Paraguay, Cile e Venezuela, attualmente Amministratore Apostolico sede vacante di Santa Maria del Patrocinio in Buenos Aires (Argentina).

venerdì 11 gennaio 2013

CARDINALE SANDRI: AI CRISTIANI SIA GARANTITO DI PROFESSARE IL PROPRIO CREDO

Città del Vaticano, 11 gennaio 2013 (VIS). Il 9 gennaio scorso, a Il Cairo, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, durante la sua visita in Egitto (6-11 gennaio) per celebrare con la Chiesa locale l'Anno della Fede, ha incontrato i responsabili delle attività apostoliche del Paese. "Voi siete - ha detto il Porporato - coloro che hanno offerto la disponibilità personale a servire la Chiesa ed hanno ricevuto il compito ecclesiale di impegnarsi, in fedele e costruttiva cooperazione con i Pastori, perché la vita della comunità cattolica in Egitto sappia annunciare con efficacia il Figlio di Dio, attraverso la vita sacramentale, la catechesi, la carità, specie nell'assistenza e nell'educazione, e nel servizio concreto e quotidiano a tanti fratelli e sorelle".

"Senz'altro - ha proseguito il Cardinale Sandri - state sperimentando il deserto della presente situazione tanto difficile. Forse dobbiamo vigilare perché non ci capiti proprio mentre ci prodighiamo per il Vangelo di lasciare che avanzi il deserto nella coscienza e nel cuore. Non dimentichiamo che le giornate intense del Figlio di Dio erano precedute e seguite dal dialogo ancora più intenso col Padre (...). Compiamo anche noi, cari amici, la sosta nell'oasi di Elim di cui parla il libro dell'Esodo perché la fede sia rinvigorita mentre coglie la bellezza dell'amicizia con Dio, nonostante le gravi preoccupazioni che il tempo presente riserva ai cristiani del Medio Oriente e della vostra stessa cara Patria".

Il Cardinale ha ricordato, successivamente, il suo incontro ad Alessandria con i religiosi egiziani del Sacro Cuore e con i francescani missionari del Cuore Immacolato di Maria, nel quale ha sottolineato "il primato dell'azione caritativa, a beneficio dei figli di questa Nazione" ed ha affermato che singolare manifestazione della carità cristiana è l'edificazione della Chiesa a Sharm El Sheik, un'opera a cui hanno concorso con generosità la comunità ecclesiale locale, la Rappresentanza Pontificia ed alcune agenzie di sostegno appartenenti alla ROACO (Riunione delle Opere in Aiuto alle Chiese Orientali), di cui il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali è Presidente.

"Non possiamo e non vogliamo dimenticare la secolare tradizione dell'Egitto, i vertici di religiosità e cultura che ha conosciuto e che deve confermare nel presente e nel futuro: una cultura sempre aperta alla Rivelazione di Dio. (...) Il custodire e coltivare la fede nell'ambito della cultura costituisce un ambito privilegiato della missione pastorale e forse va incentivata la collaborazione tra i diversi centri che da tempo animano l'attività apostolica e missionaria di questa Nazione".

Infine il Cardinale ha affidato ai responsabili delle attività apostoliche le finalità dell'Anno della Fede, inaugurato dal Santo Padre l'11 ottobre 2012. "Prima di tutto - ha detto il Cardinale Sandri - è chiesto a noi che per grazia siamo vicini e partecipi direttamente della vita ecclesiale di crescere nella coscienza del dono ricevuto intensificando soprattutto la vita sacramentale personale e comunitaria".

"In tal modo potremo condividere la missione della Chiesa a tutte le genti: dall'Anno della Fede si attendono un rinnovato slancio missionario, poiché in tutto il mondo le religioni più diverse si incontrano e si confrontano. E noi auspichiamo la conferma della presenza ecclesiale nel mondo, col dovuto sostegno e la difesa dei cristiani che non vedono riconosciuta la libertà religiosa. A tutti indistintamente, perché anche ai cristiani, sia garantito di professare il proprio credo".

La terza finalità dell'Anno della Fede "si prefigge di bussare al cuore di tanti cristiani stanchi e indifferenti perché riscoprano la gioia di Cristo e tornino a Lui per avere la vita vera ed eterna".

Ieri, giovedì 10 gennaio, il Cardinale Sandri ha inaugurato la Chiesa di Nostra Signora della Pace a Sharm El Sheik. La visita del Cardinale Sandri in Egitto è stata anche occasione per ricordare la celebrazione del centenario delle religiose egiziane del Sacro Cuore e del bicentenario della Sorelle Francescane del Cuore Immacolato di Maria. Il Cardinale Sandri ha inoltre incontrato il Patriarca di Alessandria dei Copti, Catolicos Cardinale Antonio Naguib ed i Vescovi dell'Egitto e, nel contesto delle relazioni con la Chiesa Ortodossa, il Patriarca greco ortodosso Teodoro II ed il Patriarca copto ortodosso Tawadros II.

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'On. Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio.

- L'On. Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma.

- Il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano; Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano; Presidente della Fabbrica di San Pietro

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà gli Ufficiali e Membri del Corpo della Gendarmeria Vaticana.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 11 gennaio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Maurice Delorme, già Ausiliare di Lyon (Francia), il 27 dicembre, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Edward Thomas Hughes, emerito di Metuchen (Stati Uniti d'America), il 25 dicembre, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Paul Khoarai emerito di Leribe (Lesotho), il 27 dicembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Rudolf Müller, emerito di Görlitz (Germania), il 25 dicembre, all'età di 81 anni.

- L'Arcivescovo Ignacy Tokarczuk, emerito di Przemysl dei Latini (Polonia), il 29 dicembre, all'età di 94 anni.

giovedì 10 gennaio 2013

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- La Signora Slavica Karačić, Ambasciatore di Bosnia Erzegovina, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, in Visita “ad Limina Apostolorum”; con l'Arcivescovo Filippo Iannone, O.Carm., Arcivescovo-Vescovo emerito di Sora-Aquino-Pontecorvo, Viceregente: e con gli Ausiliari: Vescovo Paolino Schiavon; Vescovo Guerino Di Tora; Vescovo Giuseppe Marciante; Vescovo Matteo Maria Zuppi e Vescovo Lorenzo Leuzzi.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Oscar Cantù, Vescovo di Las Cruces (superficie: 115.166; popolazione: 532.000; cattolici: 140.200; sacerdoti: 81; religiosi: 82; diaconi permanenti: 38), Stati Uniti d'America. Finora Vescovo Ausiliare di San Antonio (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Ricardo Ramírez, C.S.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Brendan Leahy, Vescovo di Limerick (superficie: 2.100; popolazione: 178.800; cattolici: 171.500; sacerdoti: 167; religiosi: 411), Irlanda. Il Vescovo eletto è nato a Dublino nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1992 al 2006 è stato Professore all'Istituto "Mater Dei" di Dublino e dal 1992 al 1999 al Seminario diocesano di "Holy Cross College; dal 1999 al 2004 è stato Vicario Parrocchiale nella parrocchia di Lusk a Dublino. Dal 2006 è Professore di Teologia sistematica nel Seminario nazionale di St. Patrick's College a Maynooth. È Presidente della Commissione Diocesana per l'Ecumenismo dell'Arcidiocesi di Dublino e Segretario della Commissione Ecumenica della Conferenza Episcopale Irlandese. Dal 2006 è membro corrispondente della Pontificia Accademia di Teologia.

- Ha nominato il Padre Marwan Tabet, M.L., Vescovo dell'Eparchia di Saint-Maron de Montréal dei Maroniti (cattolici: 85.000; sacerdoti: 20; religiosi: 15; diaconi permanenti: 2), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Bharndoun (Libano) nel 1961, è entrato nella Congregazione dei Missionari Libanesi nel 1980 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986. Dal 1986 al 1988 è stato catechista e direttore aggiunto del ciclo secondario al "Collège des Apôtres" di Jounieh. Dal 1991 al 1993 è stato vice parroco nella chiesa maronita di "Toussaints" di Dallas (Stati uniti d'America); dal 1993 al 1994 è stato parroco fondatore della chiesa maronita "Notre-Dame du Liban" di Dallas; dal 1993 al 1994 è stato vice parroco nella missione della Congregazione dei Missionari Libanesi a Johannesburg; dal 2003 al 2011 è stato responsabile del Segretariato Generale per le Scuole Cattoliche e dal 2002 segretario regionale dell'Ufficio internazionale per l'insegnamento in Medio Oriente. Nel 2012 è stato coordinatore della preparazione della visita del Santo Padre in Libano. Dal 2001 al 2005 ha insegnato teologia pastorale all’Università “Saint-Esprit” di Kaslik e dal 2007 insegna filosofia e scienze umane nel ciclo di Licenza; dal 2008 è professore all’Istituto di Scienze Religiose dell’Università “Saint Joseph” di Beirut e dal 2002 professore di teologia pastorale al Seminario Maggiore Maronita di Ghazir. Finora Consigliere Generale della Congregazione dei Missionari Libanesi e incaricato dell'Ufficio dell'Immigrazione e Sviluppo del Patriarcato Maronita, succede al Vescovo Joseph Khoury, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Dalle Chiese Orientali

- Il Sinodo della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malabarese riunito a Mount Saint Thomas (Kerala – India), avendo ricevuto il Previo Assenso Pontificio, ha canonicamente eletto il Sacerdote George Madathikandathil, Parroco di St. Mary’s Church, Arakuzha, all’ufficio di Vescovo Eparchiale di Kothamangalam dei Siro-Malabaresi (superficie: 1.840; popolazione: 787.100; cattolici: 230.760; sacerdoti: 282; religiosi: 2.494), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Purapuzha (India), ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1980 ed ha svolto il servizio pastorale nelle parrocchie della cattedrale di Arakuzha, di Pyngottoor e di Njarakad. Dal 1990 al 2010 ha insegnato diritto canonico al Pontificio Seminario St. Thomas di Vadavathoor, dove ha svolto anche l’incarico di Vice-Rettore e Rettore. È stato, infine, parroco di St. Mary’s Church, Arakuzha. Succede al Vescovo George Punnakottil, la cui rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia era stata accettata dal Sinodo in conformità al Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, canone 210, paragrafo 1.



mercoledì 9 gennaio 2013

INCARNAZIONE: DIO HA ASSUNTO LA CONDIZIONE UMANA PER SANARLA

Città del Vaticano, 9 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì al significato della parola "Incarnazione", un termine - ha detto - che "in questi giorni, nelle nostre chiese è risuonato più volte, per esprimere la realtà che celebriamo nel Santo Natale: il figlio di Dio si è fatto uomo, come recitiamo nel Credo".

Il Santo Padre ha iniziato la catechesi spiegando il significato di questa parola centrale per la fede cristiana, partendo dai Padri della Chiesa. "Sant'Ignazio di Antiochia - fine del primo secolo - e, soprattutto, Sant'Ireneo hanno usato questo termine riflettendo sul Prologo del Vangelo di san Giovanni, in particolare sull’espressione: 'Il Verbo si fece carne'. Qui la parola 'carne', secondo l'uso ebraico, - ha sottolineato il Pontefice - indica l’uomo nella sua integralità, tutto l'uomo, ma proprio sotto l’aspetto della sua caducità e temporalità, della sua povertà e contingenza. Questo per dirci che la salvezza portata dal Dio fattosi carne in Gesù di Nazaret tocca l’uomo nella sua realtà concreta e in qualunque situazione si trovi. Dio ha assunto la condizione umana per sanarla da tutto ciò che la separa da Lui, per permetterci di chiamarlo, nel suo Figlio Unigenito, con il nome di 'Abbà, Padre' ed essere veramente figli di Dio".

Successivamente il Papa ha ricordato la consuetudine, nel periodo natalizio, dello scambio di doni con le persone più vicine, che se talvolta "può essere un gesto fatto per convenzione, (...) generalmente esprime affetto, è segno di amore e di stima. (...) Il pensiero della donazione, quindi, è al centro della liturgia e richiama alla nostra coscienza l’originario dono del Natale: in quella notte santa Dio, facendosi carne, ha voluto farsi dono per gli uomini (...); Dio ha fatto del suo Figlio unico un dono per noi, ha assunto la nostra umanità per donarci la sua divinità. Questo è il grande dono. (...) Troviamo qui il modello del nostro donare, perché le nostre relazioni, specialmente quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità dell’amore".

"Il fatto dell’Incarnazione, di Dio che si fa uomo come noi, ci mostra l’inaudito realismo dell’amore divino. L’agire di Dio, infatti, non si limita alle parole (...) ma si immerge nella nostra storia e assume su di sé la fatica e il peso della vita umana. (...) Questo modo di agire di Dio è un forte stimolo ad interrogarci sul realismo della nostra fede, che non deve essere limitata alla sfera del sentimento, delle emozioni, ma deve entrare nel concreto della nostra esistenza, deve toccare cioè la nostra vita di ogni giorno e orientarla anche in modo pratico. (...) La fede ha un aspetto fondamentale che interessa non solo la mente e il cuore, ma tutta la nostra vita".

Citando nuovamente i Padri della Chiesa, il Papa ha affermato che essi "hanno accostato Gesù ad Adamo, tanto da definirlo 'secondo Adamo' o l'Adamo definitivo, l'immagine perfetta di Dio. Con l’Incarnazione del Figlio di Dio avviene una nuova creazione, che dona la risposta completa alla domanda 'Chi è l’uomo?'. Solo in Gesù si manifesta compiutamente il progetto di Dio sull’essere umano: Egli è l’uomo definitivo secondo Dio".

"È importante allora recuperare lo stupore di fronte a questo mistero, lasciarci avvolgere dalla grandezza di questo evento: Dio, il vero Dio, Creatore di tutto, ha percorso come uomo le nostre strade, entrando nel tempo dell'uomo, per comunicarci la sua stessa vita. E lo ha fatto non con lo splendore di un sovrano, che assoggetta con il suo potere il mondo, ma con l'umiltà di un bambino".

"In quel bambino, il Figlio di Dio contemplato nel Natale - ha concluso Benedetto XVI - possiamo riconoscere il vero volto non solo di Dio, ma il vero volto dell'essere umano; e solo aprendoci all’azione della sua grazia e cercando ogni giorno di seguirlo, noi realizziamo il progetto di Dio su di noi, su ciascuno di noi".


martedì 8 gennaio 2013

IL PAPA AI MALATI: SIATE IMMAGINE VIVA DI CRISTO

Città del Vaticano, 8 gennaio 2013 (VIS). "Va’ e anche tu fa’ lo stesso" è il tema scelto dal Santo Padre per il Messaggio in occasione della XXI Giornata Mondiale del Malato che si celebra l'11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, nel Santuario mariano di Altötting (Germania). La Giornata Mondiale del Malato "è per i malati, per gli operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte le persone di buona volontà - scrive il Papa nel Messaggio - 'momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità'".

"In questa circostanza - prosegue il Pontefice - mi sento particolarmente vicino a ciascuno di voi, cari ammalati che, nei luoghi di assistenza e di cura o anche a casa, vivete un difficile momento di prova a causa dell’infermità e della sofferenza. A tutti giungano le parole rassicuranti dei Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II: 'Non siete né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua trasparente immagine'"

"Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale che da Lourdes, luogo e simbolo di speranza e di grazia, ci conduce verso il Santuario di Altötting, vorrei proporre alla vostra riflessione la figura emblematica del Buon Samaritano. La parabola evangelica narrata da san Luca si inserisce in una serie di immagini e racconti tratti dalla vita quotidiana, con cui Gesù vuole far comprendere l’amore profondo di Dio verso ogni essere umano, specialmente quando si trova nella malattia e nel dolore. Ma, allo stesso tempo, con le parole conclusive della parabola del Buon Samaritano, 'Va’ e anche tu fa’ lo stesso', il Signore indica qual è l’atteggiamento che deve avere ogni suo discepolo verso gli altri, particolarmente se bisognosi di cura. Si tratta quindi di attingere dall’amore infinito di Dio, attraverso un’intensa relazione con Lui nella preghiera, la forza di vivere quotidianamente un’attenzione concreta, come il Buon Samaritano, nei confronti di chi è ferito nel corpo e nello spirito, di chi chiede aiuto, anche se sconosciuto e privo di risorse".

"Ciò vale non solo per gli operatori pastorali e sanitari, ma per tutti, anche per lo stesso malato, che può vivere la propria condizione in una prospettiva di fede: 'Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore', afferma Benedetto XVI citando l'Enciclica "Spe salvi".

"Vari Padri della Chiesa hanno visto nella figura del Buon Samaritano Gesù stesso, e nell’uomo incappato nei briganti Adamo, l’Umanità smarrita e ferita per il proprio peccato. Gesù è il Figlio di Dio, Colui che rende presente l’amore del Padre, amore fedele, eterno, senza barriere né confini. Ma Gesù è anche Colui che 'si spoglia' del suo 'abito divino', che si abbassa dalla sua 'condizione' divina, per assumere forma umana e accostarsi al dolore dell’uomo, fino a scendere negli inferi, come recitiamo nel Credo, e portare speranza e luce. Egli non considera un tesoro geloso il suo essere uguale a Dio, il suo essere Dio, ma si china, pieno di misericordia, sull’abisso della sofferenza umana, per versare l’olio della consolazione e il vino della speranza".

"L’Anno della fede che stiamo vivendo costituisce un’occasione propizia per intensificare la diaconia della carità nelle nostre comunità ecclesiali, per essere ciascuno buon samaritano verso l’altro, verso chi ci sta accanto" - scrive il Papa richiamando l'attenzione su "alcune figure, tra le innumerevoli nella storia della Chiesa, che hanno aiutato le persone malate a valorizzare la sofferenza sul piano umano e spirituale" come Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, “esperta della scientia amoris” che "seppe vivere 'in unione profonda alla Passione di Gesù' la malattia che la condusse 'alla morte attraverso grandi sofferenze'".

"Il Venerabile Luigi Novarese, del quale molti ancora oggi serbano vivo il ricordo, nell’esercizio del suo ministero avvertì in modo particolare l’importanza della preghiera per e con gli ammalati e i sofferenti, che accompagnava spesso nei Santuari mariani, in speciale modo alla grotta di Lourdes. Mosso dalla carità verso il prossimo, Raoul Follereau ha dedicato la propria vita alla cura delle persone affette dal morbo di Hansen sin nelle aree più remote del pianeta, promuovendo fra l’altro la Giornata Mondiale contro la Lebbra. La beata Teresa di Calcutta iniziava sempre la sua giornata incontrando Gesù nell’Eucaristia, per uscire poi nelle strade con la corona del Rosario in mano ad incontrare e servire il Signore presente nei sofferenti, specialmente in coloro che sono 'non voluti, non amati, non curati'”.

"Sant’Anna Schäffer di Mindelstetten seppe, anche lei, in modo esemplare unire le proprie sofferenze a quelle di Cristo: 'il letto di dolore diventò… cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario… Confortata dalla Comunione quotidiana, ella diventò un’instancabile strumento di intercessione nella preghiera e un riflesso dell’amore di Dio per molte persone che cercavano il suo consiglio'. Nel Vangelo emerge la figura della Beata Vergine Maria, che segue il Figlio sofferente fino al supremo sacrificio sul Golgota. Ella non perde mai la speranza nella vittoria di Dio sul male, sul dolore e sulla morte, e sa accogliere con lo stesso abbraccio di fede e di amore il Figlio di Dio nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce. La sua ferma fiducia nella potenza divina viene illuminata dalla Risurrezione di Cristo, che dona speranza a chi si trova nella sofferenza e rinnova la certezza della vicinanza e della consolazione del Signore".

Infine il Papa rivolge il suo pensiero "di viva riconoscenza e di incoraggiamento alle istituzioni sanitarie cattoliche e alla stessa società civile, alle diocesi, alle comunità cristiane, alle famiglie religiose impegnate nella pastorale sanitaria, alle associazioni degli operatori sanitari e del volontariato. In tutti possa crescere la consapevolezza che 'nell’accoglienza amorosa e generosa di ogni vita umana, soprattutto se debole e malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della sua missione'".

Benedetto XVI conclude il suo Messaggio affidando la XXI Giornata Mondiale del Malato all’intercessione della Santissima Vergine Maria delle Grazie venerata ad Altötting, "affinché accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro che sono coinvolti nell’apostolato della misericordia a diventare dei buoni samaritani per i loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla sofferenza".

CORDOGLIO SCOMPARSA DEL VESCOVO JOHN CHEN SHIZHONG

Città del Vaticano, 8 gennaio 2013 (VIS). Il 16 dicembre 2012 è deceduto a 95 anni, il Vescovo John Chen Shizhong, Vescovo della diocesi di Yibin, nella provincia di Sichuan (Cina Continentale). Il Presule, ordinato sacerdote nel 1947, negli anni ’50 e durante la Rivoluzione Culturale era stato dapprima imprigionato e poi condannato ai lavori forzati come contadino. Nel 1985 venne consacrato vescovo e nel 1988 fu nominato Rettore del Seminario Regionale del Sichuan, incarico che lasciò l’anno successivo per motivi di salute. Tornato alla guida della diocesi di Yibin, vi rimase per più di vent’anni.

Monsignor John Chen Shizhong, ultimo anziano Vescovo del Sichuan, è ricordato per l’opera di formazione di sacerdoti e di religiose. Grazie a lui, negli anni ’80 e ’90 le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ripresero in tutta la Provincia. Dalle sue mani hanno ricevuto l’ordine sacro oltre 30 presbiteri, garantendo così la sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa in una regione, che fu caratterizzata da un duro maoismo e nella quale le asprezze e le persecuzioni della Rivoluzione Culturale hanno fortemente segnato la società e la vita della Chiesa stessa.

I funerali del Vescovo Chen sono stati celebrati il 18 dicembre nella cattedrale di Yibin. Alla Santa Messa erano presenti i sacerdoti, le religiose e molti fedeli della Diocesi. La salma del Vescovo Chen è stata poi tumulata nel cimitero cattolico, vicino al Seminario diocesano.



UDIENZE

Città del Vaticano, 8 gennaio 2013 (VIS).

- L'Arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, Nunzio Apostolico in Nicaragua, con i Familiari.

- L'Arcivescovo Nicolas Henry Marie Denis Thevenin, Nunzio Apostolico, con i Familiari.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Dennis J. Sullivan, Vescovo di Camden (superficie: 6.967; popolazione: 1.443.274; cattolici: 511.822; sacerdoti: 294; religiosi: 323; diaconi permanenti: 150), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati uniti d'America), il Vescovo Sullivan succede al Vescovo Joseph A. Galante, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.


lunedì 7 gennaio 2013

BENEDETTO XVI: NON RASSEGNARSI ALLO "SPREAD DEL BENESSERE SOCIALE" MENTRE SI COMBATTE QUELLO DELLA FINANZA

Città del Vaticano, 7 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto il suo discorso annuale ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Il Decano del Corpo Diplomatico, Ambasciatore Alejandro Valladares Lanza, dell'Honduras ha rivolto al Papa parole di saluto ed il Vice-Decano Ambasciatore Jean-Claude Michel del Principato di Monaco ha presentato al Papa gli auguri per il nuovo anno a nome di tutti gli Ambasciatori.

Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici pieni con 179 paesi, ai quali si devono aggiungere l'Unione Europea, il Sovrano Militare Ordine di Malta ed una missione a carattere speciale: l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

La Santa Sede è presente all'O.N.U. in qualità di "Stato Osservatore", è anche membro di 7 Organizzazioni o Agenzie dell'O.N.U., Osservatore in altre 8 e membro ed Osservatore in 5 Organizzazioni regionali.

Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso del Santo Padre:

anzitutto alle Autorità civili e politiche che incombe la grave responsabilità di operare per la pace. Esse per prime sono chiamate a risolvere i numerosi conflitti che continuano a insanguinare l’umanità, a cominciare da quella Regione privilegiata nel disegno di Dio, che è il Medio Oriente. Penso anzitutto alla Siria, dilaniata da continui massacri e teatro d’immani sofferenze fra la popolazione civile. Rinnovo il mio appello affinché le armi siano deposte e quanto prima prevalga un dialogo costruttivo per porre fine a un conflitto che, se perdura, non vedrà vincitori, ma solo sconfitti, lasciando dietro di sé soltanto una distesa di rovine. Permettetemi, Signore e Signori Ambasciatori, di domandarvi di continuare a sensibilizzare le vostre Autorità, affinché siano forniti con urgenza gli aiuti indispensabili per far fronte alla grave situazione umanitaria. Guardo poi con viva attenzione alla Terra Santa. In seguito al riconoscimento della Palestina quale Stato Osservatore non Membro delle Nazioni Unite, rinnovo l’auspicio che, con il sostegno della comunità internazionale, Israeliani e Palestinesi s’impegnino per una pacifica convivenza nell’ambito di due Stati sovrani, dove il rispetto della giustizia e delle legittime aspirazioni dei due Popoli sia tutelato e garantito. Gerusalemme, diventa ciò che il Tuo nome significa! Città della pace e non della divisione; profezia del Regno di Dio e non messaggio d’instabilità e di contrapposizione!".
"Rivolgendo poi il pensiero alla cara popolazione irachena, auguro che essa percorra la via della riconciliazione, per giungere alla desiderata stabilità. In Libano – dove, nello scorso mese di settembre, ho incontrato le sue diverse realtà costitutive - la pluralità delle tradizioni religiose sia una vera ricchezza per il Paese, come pure per tutta la Regione, e i cristiani offrano una testimonianza efficace per la costruzione di un futuro di pace con tutti gli uomini di buona volontà".

"Anche in Nord Africa è prioritaria la collaborazione di tutte le componenti della società e a ciascuna deve essere garantita piena cittadinanza, la libertà di professare pubblicamente la propria religione e la possibilità di contribuire al bene comune. A tutti gli Egiziani assicuro la mia vicinanza e la mia preghiera, in questo periodo in cui si formano nuove istituzioni".

"Volgendo lo sguardo all’Africa sub-sahariana, incoraggio gli sforzi per costruire la pace, soprattutto dove rimangono aperte le ferite delle guerre e pesano gravi conseguenze umanitarie. Penso in modo particolare alla Regione del Corno d’Africa, come pure all’Est della Repubblica Democratica del Congo, dove le violenze si sono riacutizzate, obbligando numerose persone ad abbandonare le proprie case, le proprie famiglie e i propri contesti di vita. In pari tempo, non posso ignorare le altre minacce che si affacciano all’orizzonte. A intervalli regolari la Nigeria è teatro di attentati terroristici che mietono vittime, soprattutto tra i fedeli cristiani riuniti in preghiera, quasi che l’odio volesse trasformare dei templi di preghiera e di pace in altrettanti centri di paura e di divisione. Ho provato una grande tristezza nell’apprendere che, perfino nel giorno in cui noi celebriamo il Natale, dei cristiani sono stati uccisi barbaramente. Anche il Mali è dilaniato dalla violenza ed è segnato da una profonda crisi istituzionale e sociale, che deve suscitare un efficace interessamento da parte della comunità internazionale. Nella Repubblica Centrafricana, auspico che i colloqui annunciati per i prossimi giorni riportino la stabilità e risparmino alla popolazione di rivivere gli orrori della guerra civile".

"Sempre di nuovo la costruzione della pace passa per la tutela dell’uomo e dei suoi diritti fondamentali. Tale impegno, seppure con modalità e intensità diverse, interpella tutti i Paesi e deve costantemente essere ispirato dalla dignità trascendente della persona umana e dai principi iscritti nella sua natura. Fra questi figura in primo piano il rispetto della vita umana, in ogni sua fase. Mi sono pertanto rallegrato che una Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, nel gennaio dello scorso anno, abbia chiesto la proibizione dell’eutanasia, intesa come uccisione volontaria, per atto o omissione, di un essere umano in condizioni di dipendenza. Allo stesso tempo, constato con tristezza che, in diversi Paesi, anche di tradizione cristiana, si è lavorato per introdurre o ampliare legislazioni che depenalizzano o liberalizzano l’aborto. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale. Nell’affermare ciò la Chiesa cattolica non intende mancare di comprensione e di benevolenza, anche verso la madre. Si tratta, piuttosto, di vigilare affinché la legge non giunga ad alterare ingiustamente l’equilibrio fra l’eguale diritto alla vita della madre e del figlio non nato. In questo campo, la recente decisione della Corte Interamericana dei Diritti Umani relativa alla fecondazione in vitro, che ridefinisce arbitrariamente il momento del concepimento e indebolisce la difesa della vita prenatale, è ugualmente fonte di preoccupazione".

"L’Unione Europea ha bisogno di Rappresentanti lungimiranti e qualificati, per compiere le scelte difficili che sono necessarie per risanare la sua economia e porre basi solide per il suo sviluppo. Da soli alcuni Paesi andranno forse più veloci, ma, insieme, tutti andranno certamente più lontano! Se preoccupa l’indice differenziale tra i tassi finanziari, dovrebbero destare sgomento le crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri. Si tratta, insomma, di non rassegnarsi allo 'spread del benessere sociale', mentre si combatte quello della finanza".

"Investire nell’educazione nei Paesi in via di sviluppo dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina significa aiutarli a vincere la povertà e le malattie, come pure a realizzare sistemi di diritto equi e rispettosi della dignità umana. È chiaro che, per affermare la giustizia, non bastano buoni modelli economici, per quanto essi siano necessari. La giustizia si realizza soltanto se ci sono persone giuste! Costruire la pace significa pertanto educare gli individui a combattere la corruzione, la criminalità, la produzione ed il traffico della droga, nonché ad evitare divisioni e tensioni, che rischiano di sfibrare la società, ostacolandone lo sviluppo e la pacifica convivenza".

"Continuando la nostra odierna conversazione, vorrei aggiungere che la pace sociale è messa in pericolo anche da alcuni attentati alla libertà religiosa: talvolta si tratta di marginalizzazioni della religione nella vita sociale; in altri casi di intolleranza, o persino di violenza nei confronti di persone, di simboli identitari e di istituzioni religiose. Capita anche che ai credenti - e ai cristiani in modo particolare - sia impedito di contribuire al bene comune con le loro istituzioni educative ed assistenziali. Per salvaguardare effettivamente l’esercizio della libertà religiosa è poi essenziale rispettare il diritto all’obiezione di coscienza. Questa 'frontiera' della libertà tocca dei principi di grande importanza, di carattere etico e religioso, radicati nella dignità stessa della persona umana. Essi sono come i 'muri portanti' di ogni società che voglia essere veramente libera e democratica. Pertanto, vietare l’obiezione di coscienza individuale ed istituzionale, in nome della libertà e del pluralismo, paradossalmente aprirebbe invece le porte proprio all’intolleranza e al livellamento forzato".

"Inoltre, in un mondo dai confini sempre più aperti, costruire la pace mediante il dialogo non è una scelta, ma una necessità! In questa prospettiva la Dichiarazione congiunta tra il Presidente della Conferenza Episcopale Polacca e il Patriarca di Mosca, firmata nello scorso mese di agosto, è un segno forte dato dai credenti per favorire i rapporti fra il Popolo russo e il Popolo polacco. Parimenti, desidero menzionare l’accordo di pace recentemente raggiunto nelle Filippine e, in modo particolare, sottolineare il ruolo del dialogo tra le religioni per una convivenza pacifica nella regione di Mindanao".

"La pace rimane 'solo suono di parole' se non è vivificata e integrata dalla carità - ha detto infine Benedetto XVI - La Pace "è al cuore dell’azione diplomatica della Santa Sede e, prima ancora, della sollecitudine del Successore di Pietro e di tutta la Chiesa cattolica. La carità non sostituisce la giustizia negata, ma d’altra parte la giustizia non supplisce la carità rifiutata. La Chiesa pratica quotidianamente la carità nelle opere assistenziali, quali ospedali e dispensari, ed educative, quali orfanotrofi, scuole, collegi, università, nonché con l’assistenza fornita alle popolazioni in difficoltà, specialmente durante e dopo i conflitti. In nome della carità la Chiesa vuole essere vicina anche a quanti soffrono a causa delle calamità naturali. Penso alle vittime delle inondazioni nel Sud-Est asiatico e dell’uragano che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti d’America. Penso anche a coloro che hanno subito il forte terremoto, che ha devastato alcune Regioni dell’Italia settentrionale. Come sapete, ho voluto recarmi personalmente in questi luoghi, dove ho potuto constatare l’ardente desiderio con cui s’intende ricostruire ciò che è andato distrutto. Auspico che, in questo momento della sua storia, tale spirito di tenacia e di impegno condiviso animi tutta la diletta Nazione italiana".

"Concludendo il nostro incontro, vorrei ricordare che al termine del Concilio Vaticano II – inaugurato proprio cinquant’anni or sono – il Venerabile Papa Paolo VI indirizzò alcuni Messaggi che sono sempre di attualità, uno dei quali destinato a tutti i Governanti. Li esortò in questi termini: 'Tocca a voi essere sulla terra i promotori dell’ordine e della pace tra gli uomini. Ma non lo dimenticate: è Dio (…) il grande artefice dell’ordine e della pace sulla terra'. Oggi faccio mie queste considerazioni, nel formulare a Voi, Signore e Signori Ambasciatori e distinti Membri del Corpo Diplomatico, alle Vostre famiglie e ai Vostri Collaboratori, i più fervidi auguri per il Nuovo Anno. Grazie!".
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