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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 13 settembre 2012

DICHIARAZIONE SULL'ATTENTATO CONSOLATO AMERICANO IN LIBIA

Città del Vaticano, 13 settembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sull'attentato contro il consolato americano in Libia.

“Il gravissimo attentato organizzato contro la rappresentanza diplomatica statunitense in Libia, con l’uccisione dello stesso Ambasciatore e di altri funzionari, merita la più ferma condanna da parte della Santa Sede. Nulla può infatti giustificare l’attività delle organizzazioni terroristiche e la violenza omicida. Insieme al dolore, alla partecipazione e alla preghiera per le vittime, si rinnova l’auspicio che nonostante questo nuovo tragico evento la comunità internazionale riesca a trovare le vie migliori per continuare il suo impegno per favorire la pace in Libia e nell’intero Medio Oriente”.

BEIRUT: UNA CITTÀ, CINQUE DIOCESI E UN VICARIATO APOSTOLICO

Città del Vaticano, 13 settembre 2012 (VIS).- Benedetto XVI inizierà domani il suo 24º Viaggio Apostolico in Libano, dove la prossima domenica nella capitale, Beirut, firmerà l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, che ha avuto luogo in Vaticano nell'ottobre 2010.

Beirut, in arabo Bairùt. Il nome è probabilmente di origine cananea (biii'rot: plurale di biir, "pozzo") in riferimento alle falde acquifere del sottosuolo. Già menzionata nelle cronache egizie del 2º Millennio a.C., e rinomata per l'attività dei marinai e commercianti fenici, la città ottiene lo statuto di colonia romana nell'anno 14 a.C., venendo chiamata Colonia Julia Augusta Felix Berytus. Distrutta da una serie di scosse telluriche e da un maremoto nel 551, la città è ancora in rovina all'arrivo dei conquistatori musulmani nel 635. La Prima Crociata vi entra nel 1110. e con la cacciata definitiva dei crociati nel 1229 Beirut passa sotto il regno dei Mamelucchi, diventanto il principale porto regionale per il commercio delle spezie con le Repubbliche Marinare di Venezia e Genova.

Alla fine della I guerra mondiale ed in seguito alla disfatta dell'Impero Ottomano, il Libano passa sotto Mandato Francese. Dopo l'indipendenza nel 1943 e grazie ad un clima di apertura intellettuale ed all'economia liberale, Beirut si trasforma in un centro regionale per il commercio, gli affari, la finanza e il turismo, dando cosí al Libano il soprannome di “Svizzera del Medio Oriente”.

La cacciata della Giordania della guerriglia palestinese, nel settembre 1970, segna un punto di svolta nella storia moderna del Paese. La centrale politico-militare palestinese si trasferisce in Libano, fungendo da catalizzatore per le tensioni tra le comunità cristiane e musulmane nel Paese. La guerra, durata dal 1975 al 1991, devasta le infrastrutture della capitale e mette in ginocchio l'economia del Paese.

L'entitá delle distruzioni genera un bisogno urgente di pianificazione urbana, e nello stesso tempo, consente una ristrutturazione urbana del centro della città e l'ammodernamento delle sue infrastrutture. Quasi tutti gli immobili del centro, fortemente danneggiati, vengono rasi al suolo. In assenza di censimenti ufficiali, la popolazione del “Grande Beirut” è stimata in 1,5 milioni di abitanti, cioè poco meno della metà della popolazione totale del Paese.

Beirut ha cinque diocesi e un vicariato apostolico. Le diocesi sono: Beirut dei Maroniti (sede episcopale dal 1577) Archieparchia, 232 mila fedeli; l'arciespiscopo é Mons. Paul Youssef Matar. Beirut dei Greco-Melkiti (sec IV) e Jbeil dei Greco-Melkiti, sub-urbicaria (1881); Metropolia, 200 mila fedeli. L'arcivescovo è Mons. Cyril Salim Bustros. Beirut degli Armeni (1928,1929); Metropolia e Eparchia propria della Chiesa Patriarcale di Cilicia degli Armeni; 12 mila fedeli; Eparca è S.B. Nerses Bedros XIX Tarmound, Patriarca di Cilicia degli Armeni. Beirut dei Caldei (1957), 19 mila fedeli; Vescovo è Mons. Michel Kassarij. Beirut di Siri; Eparchia propria della Chiesa patriarcale di Antiochia dei Siri; 14.500 fedeli, affidati alla cura di S.B. Ignace Youssef III Younan.

Il Vicariato Apostolico è Beirut dei Latini, 10 mila fedeli; Vicario Apostolico è Mons. Paul Dahdah O.C.D.

UDIENZE

Città del Vaticano, 13 settembre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

-Il cardinale Marc Ouellet, P.S.S, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

-Il cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Repubblica Federale di Germania)

mercoledì 12 settembre 2012

DICHIARZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 12 settembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato di Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, relativi ai gravi episodi di violenza della serata di ieri a Bengasi (Libia).

"Il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli. Le conseguenze gravissime delle ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani sono ancora una volta evidenti in questi giorni, per le reazioni che suscitano, anche con risultati tragici, che a loro volta approfondiscono tensione ed odio, scatenando una violenza del tutto inaccettabile".

"Il messaggio di dialogo e di rispetto per tutti i credenti delle diverse religioni che il Santo Padre si accinge a portare nel prossimo viaggio in Libano indica la via che tutti dovrebbero percorrere per costruire insieme la convivenza delle religioni e dei popoli nella pace".

IL PAPA ESORTA CRISTIANI MEDIO ORIENTE AD ESSERE COSTRUTTORI DI PACE ED ARTEFICI DI RICONCILIAZIONE

Città del Vaticano, 12 settembre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricordato l'imminente Viaggio Apostolico in Libano dove firmerà l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente.

"Fra due giorni alla stessa ora - ha detto Benedetto XVI - sarò in volo verso il Libano. Mi rallegro di questo Viaggio Apostolico che mi permetterà di incontrare numerosi esponenti della società libanese: responsabili civili ed ecclesiali, fedeli cattolici di diversi riti, ed altri cristiani, musulmani e drusi di questa regione. Rendo grazie al Signore per questa ricchezza che potrà continuare soltanto nella pace e nella riconciliazione permanente. Per cui esorto tutti i cristiani del Medio Oriente, siano essi nativi del luogo o giunti da fuori, ad essere costruttori di pace e attori di riconciliazione. Domandiamo a Dio di fortificare la fede dei cristiani del Libano e del Medio Oriente, e di ricolmarli di speranza. Ringrazio Dio per la loro presenza ed incoraggio tutta la Chiesa alla solidarietà affinché essi possono continuare a testimoniare Cristo su queste terre benedette perseguendo la comunione nell'unità. Rendo grazie a Dio per tutte le persone e tutte le istituzioni che, in molteplici modi, aiutano a perseguire tale obiettivo. La storia del Medio Oriente ci insegna il ruolo importante e spesso fondamentale delle diverse comunità cristiane nel dialogo interreligioso e interculturale. Domandiamo a Dio di dare a questa regione del mondo la pace tanto desiderata, nel rispetto delle legittime differenze. Che Dio benedica il Libano e il Medio Oriente! Che Dio vi benedica tutti.

LO SVILUPPO DELLA PERSONA, FULCRO DELLA MISSIONE EVANGELIZZATRICE IN AFRICA

Città del Vaticano, 12 settembre 2012 (VIS). Ieri, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, una lettera al Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania), in occasione dell'apertura del I° Incontro di Pastorale della Strada per l'Africa e il Madagascar, nella capitale della Tanzania.

"Come profeticamente hanno riconosciuto i Padri Sinodali nelle due Assemblee Speciali per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, la sollecitudine della Chiesa per lo sviluppo di ciascuna persona e di tutta la persona, specialmente per i più poveri ed emarginati, è il cuore della sua missione evangelizzatrice in Africa".

"Sua Santità auspica che il presente Incontro porti ad una maggiore cooperazione e ad un impegno coordinato fra le Chiese particolari al fine di salvaguardare ogni vita a rischio nelle strade africane. Il Pontefice invita ad una maggiore attenzione alle necessità pastorali delle donne e dei bambini che vivono nelle strade, sia quale risultato di concreti fattori sociali, economici e politici, o quali vittime di sfruttatori organizzati a livello nazionale e internazionale. Il Papa è altresì fiducioso che l'Incontro affronti situazioni che interessano quanti viaggiano per lavoro, e non ultimo, l'insicurezza delle strade che minaccia la vita di milioni di persone sul territorio africano".

"Con tali sentimenti, il Santo Padre offre ferventi preghiere che l'Incontro confermi la Chiesa in Africa e in Madagascar nella sua testimonianza al Vangelo e nel suo contributo all'edificazione della società civile e nel forgiare una nuova Africa".

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 settembre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di Tutti gli Armeni.

martedì 11 settembre 2012

CONTINUA IMPEGNO SANTA SEDE LOTTA CONTRO RICICLAGGIO


Città del Vaticano, 11 settembre 2012 (VIS). Dopo l'Assemblea e il Rapporto di Moneyval su Vaticano e Santa Sede, la Santa Sede continua il suo impegno per rispondere alle raccomandazioni e continuare efficacemente sulla strada intrapresa della trasparenza e dell'affidabilità finanziaria, dell'efficacia delle misure per la lotta contro il riciclaggio.

Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato oggi a Radio Vaticana, che "Un segnale forte in questa direzione è il fatto che la Santa Sede ha deciso di avvalersi della collaborazione sistematica di un esperto internazionale nelle attività della lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (Aml/Cft)".

Si tratta di Rene Bruelhart, 40 anni, un legale originario di Friburgo, (Svizzera), che è stato per otto anni Direttore della Financial Intelligence Unit (Fiu) del Liechtenstein, ed è un vero esperto nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Come Direttore delle Fiu del Lichtenstein, nel 2012 è stato anche nominato vicepresidente del Gruppo Egmont, la rete globale delle Fiu. Bruelhart ha iniziato con settembre il suo servizio come consultore della Santa Sede in tutte le materie connesse con l'antiriciclaggio e la lotta al finanziamento del terrorismo. Il suo compito è di assistere la Santa Sede nel rafforzare i suoi strumenti di lotta contro i crimini finanziari.

Ciò è dovuto al chiaro impegno già assunto dalla Santa Sede e al suo sforzo per affrontare efficacemente questo genere di problemi.

DONNE E BAMBINI PROTAGONISTI PASTORALE DELLA STRADA

Città del Vaticano, 11 settembre 2012 (VIS). Con il tema "Gesù in persona si accostò e camminava con loro", si apre oggi a Dar-es-Salaam (Tanzania) il I° Incontro di Pastorale della Strada in Africa e Madagascar.

L'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, in collaborazione con la Commissione Episcopale per i Migranti e gli Itineranti della Tanzania, affronterà "argomenti cruciali come la realtà delle donne che, anche nel continente africano, volontariamente o forzatamente, sono vittime di nuove forme di schiavitù. Purtroppo - si legge in un Comunicato del Pontificio Consiglio - l'insufficiente riconoscimento della dignità e dei diritti delle donne si traduce per loro in minori opportunità di formazione, di lavoro e di rispetto".

L'incontro analizzerà anche la situazione dei bambini e dei ragazzi di strada che nasce dai contrasti esistenti a livello familiare, sociale e culturale nel continente. Fra le tante cause che portano in strada donne e bambini, si rilevano maggiormente la povertà, la violenza familiare, i conflitti tribali e civili, la superstizione, la criminalità organizzata nello sfruttamento.

Si approfondiranno, inoltre, i problemi e le esigenze degli addetti ai trasporti su strada, sempre in Africa e Madagascar, che nei loro lunghi spostamenti, con bassi salari e privi di assicurazione sul lavoro e la salute, sono esposti a molteplici difficoltà, come la lontananza della famiglia, le lunghe attese alle frontiere e la fatica.

Lo studio si fonderà, da parte del Dicastero, sugli "Orientamenti per la Pastorale della Strada", pubblicati da questo Pontificio Consiglio nel 2007, e su due documenti del Magistero sulla realtà del Continente Africano e la missione della Chiesa in loco, cioè le Esortazioni Apostoliche Post-Sinodali "Ecclesia in Africa", del 1995, e "Africae munus", del 2011.

I partecipanti registrati sono oltre 85, provenienti da 31 nazioni del continente. Fra di loro vi sono Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e laici, che sono delegati delle Commissioni Episcopali per i migranti e gli Itineranti, di Caritas internationalis, e di istituti religiosi coinvolti nella pastorale delle categorie di persone che vivono nella e della strada.

Nel pomeriggio, nella sessione inaugurale, sarà data lettura del messaggio che il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha inviato a nome del Santo Padre
per esprimere la vicinanza del Pontefice. La prima conferenza, domani 12 settembre, sarà tenuta dal Vescovo Joseph Kalathiparambil, Segretario del Dicastero, che presenterà il documento base "Orientamenti per la pastorale della strada" che presenta il punto di vista, da un lato, degli utenti della strada, e dall'altro, delle persone che sono costrette e procurarsi da vivere sulla strada. Il Presule sottolineerà la responsabilità pastorale della Chiesa di denunciare ogni forma di ingiustizia, di difendere la dignità delle persone sfruttate o maltrattate per situazioni sociali o familiari, e di impegnarsi per la loro liberazione, offrendo ogni possibile sostegno.

lunedì 10 settembre 2012

COLOMBIA: SEMINARE IL VANGELO PER RACCOGLIERE RICONCILIAZIONE

Città del Vaticano, 10 settembre 2012 (VIS). "La storia della Colombia è contraddistinta in modo indelebile dalla profonda fede cattolica della sua popolazione, dall'amore all'Eucaristia, dalla sua devozione alla Vergine Maria e dal testamento di carità di insigni pastori e laici. L'annuncio del Vangelo ha portato molti frutti fra di voi" - ha detto il Santo Padre al secondo gruppo di Vescovi della Conferenza Episcopale della Colombia, al termine della quinquennale visita "ad Limina".

Tuttavia i Presuli hanno constatato anche "gli effetti devastanti di una crescente secolarizzazione, che incide con forza nel modo di vivere e trasforma la scala di valori delle persone, scalzando i fondamenti stessi della fede cattolica, del matrimonio, della famiglia e della morale cristiana". Il Papa ha osservato in merito che "l'infaticabile difesa e promozione dell'istituzione familiare continua ad essere una priorità pastorale. Pertanto, in mezzo alle difficoltà, vi invito a non risparmiare i vostri sforzi e a continuare a proclamare la verità integrale della famiglia, fondata sul matrimonio come Chiesa domestica e santuario della vita".

Benedetto XVI ha ricordato successivamente che il Piano Globale (2012 - 2020) della Conferenza Episcopale della Colombia ha tracciato come obiettivo generale "la promozione di processi di nuova evangelizzazione che formino discepoli missionari, incoraggino la comunione ecclesiale e inscrivano nella società i valori del Vangelo". "Accompagno con la mia preghiera tale proposito - ha detto il Papa - chiedendo a Dio che, nel metterlo in pratica, i ministri della Chiesa non si stanchino di identificarsi con i sentimenti di Cristo, Buon Pastore, andando incontro a tutti (...) per offrire la luce della Parola. Così, il dinamismo di rinnovamento interiore porterà i loro compatrioti a rinnovare il loro amore al Signore, fonte dal quale possono sorgere vie che infondano una ferma speranza per vivere in maniera responsabile e gioiosa la fede ed irradiarla in ogni ambiente".

Successivamente il Papa ha invitato i Vescovi a consacrare "il meglio del vostro ministero ai presbiteri, ai diaconi e ai religiosi che sono sotto la vostra guida (...) aiutandoli a discernere la verità della chiamata di Dio, affinché rispondano ad essa con generosità e rettitudine di intenzione. In merito è opportuno che seguendo gli orientamenti del Magistero i Vescovi favoriscano la revisione dei contenuti e dei metodi della formazione dei presbiteri, con l'auspicio che essa risponda alle sfide del momento attuale e alle necessità e urgenze del Popolo di Dio".

Nonostante alcuni segni di speranza, "la violenza continua a causare dolore, solitudine, morte e ingiustizia a molti fratelli in Colombia" - ha affermato il Santo Padre ringraziando "la missione pastorale che, molte volte in luoghi pieni di difficoltà e pericoli, si sta realizzando a favore di tante persone che soffrono grandemente nella vostra amata Nazione". Infine il Papa ha esortato i membri dell'episcopato a continuare a contribuire alla difesa della vita umana e a coltivare la pace, ispirandosi all'esempio di Nostro Signore e supplicando umilmente la sua grazia. Che essi seminino Vangelo e raccolgano la riconciliazione, sapendo che, dove arriva Cristo, la concordia si apre la strada, l'odio cede il passo al perdono e la rivalità si trasforma in fraternità.

MESSAGGIO DEL PAPA AL XXVI INCONTRO INTERNAZIONALE PER LA PACE

Città del Vaticano, 10 settembre 2012 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un Messaggio di saluto al Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Sarajevo Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina), ai rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane e delle grandi religioni mondiali, "come pure alla popolazione di Sarajevo, a Lui particolarmente cara" ed ai partecipanti al XXVI Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio.

"È motivo di gioia e di conforto vedere che questo pellegrinaggio di pace, iniziato ad Assisi nell'ottobre del 1986 dal Beato Giovanni Paolo II, continui a portare frutto" - scrive il Porporato ricordando che Benedetto XVI ha rilanciato, ad Assisi, "l'alleanza tra persone religiose e persone che non si sentono appartenenti ad alcuna tradizione religiosa, ma sono in sincera ricerca della verità, nella convinzione che da un dialogo profondo e sincero possa scaturire: per i primi l'impegno ad una sempre necessaria purificazione della religione vissuta, per i secondi il mantenersi aperti alle grandi domande dell'umanità e al Mistero che avvolge la vita dell'uomo. In tal modo, il comune pellegrinaggio verso la verità, potrà tradursi anche nel comune pellegrinaggio verso la pace".

"Il Santo Padre - conclude il Segretario di Stato - mentre auspica un fruttuoso incontro, si unisce spiritualmente a tutti i presenti, nella certezza che il Signore, Padre di tutti gli uomini, continuerà a guidarci sulla via della pace e dell'incontro pacifico tra i popoli, benedicendo ogni nostro impegno".


ANGELUS: GESÙ È VENUTO AD APRIRE IL CUORE DELL'UOMO

Città del Vaticano, 9 settembre 2012 (VIS). Nell'Angelus di questa mattina, Benedetto XVI si è soffermato su di una parola "che – nel suo senso profondo – riassume tutto il messaggio e tutta l’opera di Cristo. (...) Questa parola è 'effatà', che significa: 'apriti'".

Il Papa ha spiegato che: "Gesù stava attraversando la regione detta 'Decapoli', tra il litorale di Tiro e Sidone e la Galilea; (...). Gli portarono un uomo sordomuto, perché lo guarisse (...). Gesù lo prese in disparte, gli toccò le orecchie e la lingua e poi, guardando verso il cielo, con un profondo sospiro disse: 'Effatà' (...). E subito quell’uomo incominciò a udire e a parlare speditamente. (...) Quel sordomuto, grazie all’intervento di Gesù, 'si aprì'; prima era chiuso, isolato, per lui era molto difficile comunicare; la guarigione fu per lui un’'apertura' agli altri e al mondo, un’apertura che, partendo dagli organi dell’udito e della parola, coinvolgeva tutta la sua persona e la sua vita: finalmente poteva comunicare e quindi relazionarsi in modo nuovo".

"Ma tutti sappiamo - ha detto il Santo Padre ai fedeli riuniti nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo - che la chiusura dell’uomo, il suo isolamento, non dipende solo dagli organi di senso. C’è una chiusura interiore, che riguarda il nucleo profondo della persona, quello che la Bibbia chiama il 'cuore'. È questo che Gesù è venuto ad 'aprire', a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione con Dio e con gli altri".

"Ecco perché dicevo che questa piccola parola, 'effatà – apriti', riassume in sé tutta la missione di Cristo. Egli si è fatto uomo perché l’uomo, reso interiormente sordo e muto dal peccato, diventi capace di ascoltare la voce di Dio, la voce dell’Amore che parla al suo cuore, e così impari a parlare a sua volta il linguaggio dell’amore, a comunicare con Dio e con gli altri".

LIBANO: NON CI SI PUÒ RASSEGNARE ALLA VIOLENZA E ALL'ESASPERAZIONE DELLE TENSIONI

Città del Vaticano, 9 settembre 2012 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa si è soffermato, esprimendosi in francese e in arabo, sul suo imminente Viaggio Apostolico in Libano dove firmerà l'Esortazione Apostolica post-sinodale dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, svoltasi in Vaticano nell'ottobre 2010.

"Cari pellegrini - ha detto il Papa - avrò la felice occasione di incontrare il popolo libanese e le sue autorità, oltre ai cristiani di questo caro paese e quelli provenienti dai paesi vicini. Non ignoro la situazione spesso drammatica vissuta dalle popolazioni di questa regione da troppo tempo straziata da incessanti conflitti. Comprendo l’angoscia dei molti medio-orientali quotidianamente immersi in sofferenze di ogni tipo, che affliggono tristemente, e talvolta mortalmente, la loro vita personale e familiare. Il mio preoccupato pensiero va a coloro che, alla ricerca di uno spazio di pace, abbandonano la loro vita familiare e professionale e sperimentano la precarietà degli esuli. Anche se sembra difficile trovare delle soluzioni ai diversi problemi che toccano la regione, non ci si può rassegnare alla violenza ed all’esasperazione delle tensioni. L’impegno per un dialogo e per la riconciliazione deve essere prioritario per tutte le parti coinvolte, e deve essere sostenuto dalla comunità internazionale, sempre più cosciente dell’importanza per tutto il mondo di una pace stabile e durevole nell’intera regione. Il mio viaggio apostolico in Libano, e per estensione nel Medio Oriente nel suo insieme, si colloca sotto il segno della pace, facendo riferimento alle parole del Cristo: 'Vi do la mia pace'. Che Dio benedica il Libano ed il Medio Oriente! Che Dio vi benedica tutti!".

DIECI PIAZZE PER DIECI COMANDAMENTI

Città del Vaticano, 9 settembre 2012 (VIS). "Dieci Piazze per Dieci Comandamenti" è il titolo dell'iniziativa promossa dal Rinnovamento nello Spirito Santo, inaugurata ieri sera in Piazza del Popolo a Roma. Si tratta di una serie di incontri di evangelizzazione che si terranno nel corso dell'anno in altre città italiane. In questa occasione il Papa ha fatto pervenire ai partecipanti all'evento un videomessaggio, trasmesso su schermi giganti in Piazza del Popolo.

"Che senso hanno queste Dieci Parole per noi,- si è domandato il Papa - nell’attuale contesto culturale, in cui secolarismo e relativismo rischiano di diventare i criteri di ogni scelta e in questa nostra società che sembra vivere come se Dio non esistesse? Noi rispondiamo che Dio ci ha donato i Comandamenti per educarci alla vera libertà e all’amore autentico, così che possiamo essere davvero felici. Essi sono un segno dell’amore di Dio Padre, del suo desiderio di insegnarci il retto discernimento del bene dal male, del vero dal falso, del giusto dall’ingiusto. Essi sono comprensibili da tutti e proprio perché fissano i valori fondamentali in norme e regole concrete, nel metterli in pratica l’uomo può percorrere il cammino della vera libertà, (...) che conduce alla vita e alla felicità".

"Al contrario, quando nella sua esistenza l’uomo ignora i Comandamenti, non solo si aliena da Dio e abbandona l’alleanza con Lui, ma si allontana anche dalla vita e dalla felicità duratura. L’uomo lasciato a se stesso, indifferente verso Dio, fiero della propria autonomia assoluta, finisce per seguire gli idoli dell’egoismo, del potere, del dominio, inquinando i rapporti con se stesso e con gli altri e percorrendo sentieri non di vita, ma di morte. Le tristi esperienze della storia, soprattutto del secolo scorso, rimangono un monito per tutta l’umanità".

"Gesù porta a pienezza la via dei Comandamenti con la sua Croce e Risurrezione; porta al superamento radicale dell’egoismo, del peccato e della morte, con il dono di Se stesso per amore. Solo l’accoglienza dell’amore infinito di Dio, l’avere fiducia in Lui, il seguire la strada che Egli ha tracciato, dona senso profondo alla vita e apre a un futuro di speranza", così si conclude il videomessaggio del Pontefice..



PASTORALE DELLA STRADA PER IL CONTINENTE AFRICA E MADAGASCAR

Città del Vaticano, 10 settembre 2012 (VIS). "Pastorale della strada: un cammino insieme" è l'argomento del 1° Incontro di Pastorale della Strada per il Continente Africa e Madagascar che si terrà a Dar-es-Salaam (Tanzania), dall'11 al 15 settembre e promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in collaborazione con la Commissione Episcopale per i Migranti e gli Itineranti della Tanzania.

Obiettivo principale di questo incontro è promuovere iniziative e programmi pastorali delle Chiese locali per il bene di coloro che vivono nella e della strada, e cioè: donne ragazzi di strada, persone senza fissa dimora, addetti ai trasporti su strada e sicurezza stradale.

I lavori del Seminario si apriranno martedì 11 settembre, con il saluto del Cardinale Polycarp Pegno, Arcivescovo di Dar-es-Salaam e del Nunzio Apostolico in Tanzania, Arcivescovo Francisco Padilla.

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 settembre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia)

- Il Signor Vladeta Jankovic, Ambasciatore di Serbia, con la Consorte, in visita di congedo.

Sabato 8 settembre, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio; con il Vescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ed il Professor Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant'Egidio.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Julio Hernando Garcia Peláez, di Istmina-Tadó, Amministratore Apostolico di Quibdó.

- Il Vescovo Jorge Alberto Ossa Soto, di Santa Rosa de Osos.

- Il Vescovo Guillermo Orozco Montoya, di Girardota.

- Il Vescovo José Roberto López Londoño, di Jerico.

- Il Vescovo Fidel León Cadavid Marín, di Sonson-Rionegro.

- Il Vescovo Héctor Cubillos Peña, di Zipaquirá.

- Il Vescovo Orlando Roa Barbosa, Ausiliare di Ibagué.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 settembre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato L'Arcivescovo Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico nel Principato di Monaco, attualmente Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (F.A.O., I.F.A.D., P.A.M.).

- Ha nominato il Monsignore Piero Amenta, Prelato Uditore del Tribunale della Rota Romana, finora Officiale presso la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Ha nominato Il Vescovo Rolando J. Tria Tirona, O.C.D., Arcivescovo Metropolita di Caceres (superficie: 3.207; popolazione: 1.314.000; cattolici: 1.272.000; sacerdoti: 224; religiosi: 376), Filippine. Finora Vescovo Prelato di Infanta (Filippine), succede all'Arcivescovo Leonardo Z. Legaspi, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi metropolitana presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Jojo Anand, Vescovo di Hazaribag (superficie: 21.213; popolazione: 5.347.000; cattolici: 35.875; sacerdoti: 108; religiosi: 515), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Minjiutgarha-Kutungia (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1993 è stato assistente parrocchiale ed insegnante in Vijaygiry; dal 1993 al 1997 è stato incaricato della catechesi, direttore dell'Archdiocesan Faith Formation Team ed Assistente parrocchiale della Cattedrale di Ranchi; dal 1997 al 2001 è stato Assistete presso gli Uffici della CBCI di Delhi; dal 2005 al 2007 è stato Vicario Generale della Diocesi di Simdega; dal 2005 Direttore dell'Evangelization and Faith Formation e Incaricato per la guida dei seminaristi diocesani di Simdega. Succede al Vescovo Charles Soreng, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.


venerdì 7 settembre 2012

CHIESE GIOVANI: SPERANZA PER IL FUTURO DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 7 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza circa cento nuovi Vescovi dei Territori di Missione, partecipanti al corso di formazione promosso dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
Nel suo discorso Benedetto XVI ha affermato che tutte le comunità di cui i Vescovi sono Pastori in Africa, Asia, America Latina ed Oceania "pur in situazioni differenti, sono tutte impegnate nella prima evangelizzazione e nell’opera di consolidamento della fede. (...) Le vostre comunità sono quasi tutte di recente fondazione, e presentano i pregi e le debolezze legati alla loro breve storia. Mostrano una fede partecipata e gioiosa, vivace e creativa, ma spesso non ancora radicata. In esse l’entusiasmo e lo zelo apostolico si alternano a momenti di instabilità e incoerenza. (...) Tuttavia, sono Chiese che vanno maturando grazie all’azione pastorale, ma anche al dono di quella 'communio sanctorum', che consente una vera e propria osmosi di grazia tra le Chiese di antica tradizione e quelle di recente costituzione, oltre che, prima ancora, tra la Chiesa celeste e quella pellegrinante".

Il Santo Padre ha menzionato, inoltre, la diminuzione del numero dei missionari "bilanciata, però, dall’aumento del clero diocesano e religioso. La crescita numerica di sacerdoti autoctoni produce pure una nuova forma di cooperazione missionaria: alcune giovani Chiese hanno iniziato ad inviare propri presbiteri a Chiese sorelle sprovviste di clero nel medesimo Paese o in nazioni dello stesso Continente; è una comunione che deve animare sempre l’azione evangelizzatrice".

"Le giovani Chiese - ha sottolineato il Pontefice - costituiscono, dunque, un segno di speranza per il futuro della Chiesa universale. In tale contesto, cari Fratelli, vi incoraggio a non risparmiare forza e coraggio per una solerte opera pastorale (...) La Chiesa nasce dalla missione e cresce con la missione. (...) Una corretta inculturazione della fede vi aiuti ad incarnare il Vangelo nelle culture dei popoli e ad assumere ciò che di buono vive in esse. Si tratta di un processo lungo e difficile che non deve in alcun modo compromettere la specificità e l'integrità della fede cristiana".

"Abbiate sul mondo di oggi uno sguardo di fede - ha esortato il Pontefice - per comprenderlo in profondità, ed un cuore generoso, pronto ad entrare in comunione con le donne e gli uomini del nostro tempo. Non mancate alla vostra prima responsabilità di uomini di Dio, chiamati alla preghiera e al servizio della sua Parola a vantaggio del gregge. (...) Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio, per poter parlare di Dio. Solo così la Parola di salvezza porterà frutto".

"Cari Fratelli, le vostre Chiese conoscono bene il contesto di instabilità sociale che incide in modo preoccupante sulla vita quotidiana della gente. Le emergenze alimentari, sanitarie ed educative interrogano le comunità ecclesiali e le coinvolgono in modo diretto. (...) Alle calamità naturali si aggiungono discriminazioni culturali e religiose (...), frutto di fondamentalismi che rivelano visioni antropologiche errate e che conducono a sottovalutare, se non a disconoscere, il diritto alla libertà religiosa, il rispetto dei più deboli, soprattutto dei bambini, delle donne e dei portatori di handicap. Pesano, infine, riaffioranti contrasti tra le etnie e le caste, che causano violenze ingiustificabili. Date fiducia al Vangelo, alla sua forza rinnovatrice, alla sua capacità di risvegliare le coscienze e di provocare dall’interno il riscatto delle persone e la creazione di una nuova fraternità. La diffusione della Parola del Signore fa fiorire il dono della riconciliazione e favorisce l’unità dei popoli".

"La fede - ha concluso il Pontefice - è un dono da accogliere nel cuore e nella vita, e di cui ringraziare sempre il Signore. Ma la fede è data perché sia condivisa; un talento consegnato perché porti frutto; una luce cui non è concesso di rimanere nascosta". Infine il Papa ha esortato i Presuli a sentire "l'assoluta priorità del compito dell'evangelizzazione".




UDIENZE

Città del Vaticano, 7 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Iván Antonio Marín López, di Popayán, Amministratore Apostolico del Vicariato Apostolico di Guapi.

- Il Vescovo Arturo de Jesús Correa Toro, di Ipiales.

- Il Vescovo Luis Alberto Parra Mora, di Mocoa-Sibundoy.

- Il Vescovo Julio Enrique Prado Bolaños, di Pasto.

- Il Vescovo Gustavo Girón Higuita, O.C.D., di Tumaco.

- L'Arcivescovo Orlando Antonio Corrales García, di Santa Fe de Antioquia.

- Il Vescovo Luis Adriano Piedrahita Sandoval, di Apartadó.

giovedì 6 settembre 2012

ABITARE LA TERRA: COMPITO E DONO AFFIDATO AGLI UOMINI

Città del Vaticano, 6 settembre 2012 (VIS). "L'uomo custode del creato" è il titolo della ventesima edizione del Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa, inaugurato ieri nel Monastero di Bose (Italia), e che si concluderà l'8 settembre prossimo.

"Nella tradizione cristiana d'oriente e d'occidente, abitare la terra è un compito e un dono affidato agli uomini, custodi ma al tempo stesso ospiti della creazione". Su questi temi interverranno nella giornata inaugurale il Priore di Bose, Enzo Bianchi e il Metropolita di Pergamo Joannis Zizioulas, (...) Rappresentante del Patriarca Ecumenico Bartholomeos I. Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma in cui auspica che "le giornate di confronto e di incontro fraterno possano favorire la conoscenza reciproca e la condivisione della fede, suscitando e rinnovando un comune impegno nella tutela del creato dono di Dio".

Al Convegno partecipano metropoliti e vescovi delle Chiese ortodosse e della Chiesa cattolica, tra cui il Cardinale Roger Etchegaray, Vice-Decano del Collegio Cardinalizio; l'Arcivescovo Antonio Mennini, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna; il Vescovo Mansueto Bianchi, di Pistoia (Italia), Presidente della Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (CEI); Rappresentanti della Chiesa d'Inghilterra e della Riforma, del Consiglio Ecumenico delle Chiese e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e teologi, patrologi e scienziati da tutto il mondo.

In quattro giorni d'incontri aperti al pubblico, i relatori approfondiranno la dimensione teologica e spirituale del rapporto dell'uomo con l'ambiente che lo circonda, interrogandosi sui valori che possono ispirare scelte responsabili di fronte alla crisi ecologica, provocata dall'uomo stesso, che sta causando ferite irreversibili alla vita sul nostro pianeta.

L'insegnamento della Chiesa ortodossa sui problemi dell'ecologia sarà esposto dal Vescovo Amvrosij di Gatcina, Rettore dell'Accademia teologica di San Pietroburgo. La bontà della creazione secondo il racconto biblico, la relazione tra la natura ferita e risanata e la storia di salvezza, la comprensione del rapporto dell'uomo con la creazione nei Padri della Chiesa, da Ireneo di Lione a Massimo il Confessore, ai Padri siriaci, sono al centro delle riflessioni proposte da John Behr (New York), Nestor Kavvadas (Tübingen), Assaad Elias Kattan (Münster).
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