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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 29 dicembre 2008

URGENTE APPELLO PACE IN TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 28 DIC. 2008 (VIS). Dopo l'Angelus, il Papa ha lanciato un appello per la cessazione della violenza in Terra Santo e si è rivolto alla comunità internazionale perché faccia tutto il possibile per aiutare israeliani e palestinesi a risolvere l'attuale conflitto.

  "Cari fratelli e sorelle, la Terrasanta, che nei giorni natalizi è al centro dei pensieri e degli affetti dei fedeli di ogni parte del mondo" - ha detto il Santo Padre - "è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza".

  "Sono profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie".

  "La patria terrena di Gesù non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine!" - ha esclamato il Pontefice - "Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi - come dicevo due giorni fa nel messaggio 'Urbi et Orbi' - alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato".

  "Affidiamo a Gesù, Principe della Pace" - ha concluso il Santo Padre - "la nostra fervida preghiera per queste intenzioni e a Lui, a Maria e Giuseppe, diciamo: 'O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace'. Donala oggi soprattutto alla Terrasanta!".
ANG/APPELLO PACE/TERRA SANTA                       VIS 20081229 (280)


TESTIMONIARE IMPORTANZA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 28 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "La famiglia di Gesù merita davvero il titolo di 'santa'" - ha detto il Papa - "perché è tutta presa dal desiderio di adempiere la volontà di Dio, incarnata nell'adorabile presenza di Gesù. Da una parte, è una famiglia come tutte e, in quanto tale, è modello di amore coniugale, di collaborazione, di sacrificio, di affidamento alla divina Provvidenza, di laboriosità e di solidarietà, insomma, di tutti quei valori che la famiglia custodisce e promuove, contribuendo in modo primario a formare il tessuto di ogni società".

  "Al tempo stesso, però, la Famiglia di Nazaret è unica, diversa da tutte, per la sua singolare vocazione legata alla missione del Figlio di Dio. Proprio con questa sua unicità essa addita ad ogni famiglia, e in primo luogo alle famiglie cristiane, l'orizzonte di Dio, il primato dolce ed esigente della sua volontà, la prospettiva del Cielo al quale siamo destinati".

  Successivamente Papa Benedetto XVI si è rivolto alle migliaia di persone riunite nella Plaza de Colón di Madrid per partecipare alla "festa per pregare per la famiglia e impegnarsi a lavorare in favore di essa con forza e speranza"

  "La famiglia è certamente una grazia di Dio, che lascia trasparire ciò che Egli stesso è: Amore. Un amore pienamente gratuito, che sostiene la fedeltà senza limiti, persino nei momenti di difficoltà o di abbattimento. Queste qualità si riscontrano in modo eminente nella Santa Famiglia, nella quale Gesù è venuto al mondo ed è cresciuto ricolmo di sapienza, con le cure premurose di Maria e la custodia fedele di San Giuseppe"

  "Care famiglie" - ha proseguito il Pontefice - "non lasciate che l'amore, l'apertura alla vita e i vincoli incomparabili che uniscono il vostro focolare si indeboliscano. Domandatelo costantemente al Signore, pregate uniti, affinché i vostri propositi siano illuminati dalla fede e corroborati dalla grazia divina sulla via verso la santità. In tal modo, con la gioia del vostro condividere tutto nell'amore, darete al mondo una bella testimonianza di quanto sia importante la famiglia per la persona umana e per la società. Il Papa sta al vostro fianco, pregando specialmente il Signore per quanti in ogni famiglia hanno maggiori necessità di salute, lavoro, conforto e compagnia".

  "Cari fratelli e sorelle, parlando della famiglia" - ha concluso il Pontefice - "non posso poi non ricordare che, dal 14 al 18 gennaio 2009, avrà luogo a Città del Messico il VI Incontro Mondiale delle Famiglie. Preghiamo sin d'ora per questo importante evento ecclesiale, e affidiamo al Signore ogni famiglia, specialmente quelle più provate dalle difficoltà della vita e dalle piaghe dell'incomprensione e della divisione. Il Redentore, nato a Betlemme, doni a tutte la serenità e la forza di camminare unite nella via del bene.
ANG/FAMIGLIE/...                                   VIS 20081229 (500)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Roznava (Slovacchia), presentata dal Vescovo Eduard Kojnok, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Vladimir Filo, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo José Luis Escobar Alas, finora Vescovo di San Vicente (El Salvador) Arcivescovo Metropolita di San Salvador (superficie: 3.295; popolazione: 2.868.000; cattolici: 2.008.000; sacerdoti: 333: religiosi: 1.437; diaconi permanenti: 1), El Salvador. L'Arcivescovo eletto è nato a Suchitoto, (El Salvador), nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2002. Succede  all'Arcivescovo Fernando Sáenz Lacalle, del quale il Santo Padre  ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Sebelio Peralta Álvarez, finora Vescovo di Villarrica del Espíritu Santo (Paraguay), Vescovo di San Lorenzo (superficie: 1.944; popolazione: 831.000; cattolici: 738.000; sacerdoti: 44; religiosi: 109; diaconi permanenti: 23), Paraguay.
 
  Mercoledì 24 dicembre è stato resto noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francisco Javier Del Valle Paredes, Vescovo della Diocesi di Campo Mourão (superficie: 12.544; popolazione: 361.000; cattolici: 296.000; sacerdoti: 61; religiosi: 106; diaconi permanenti: 5), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Amministratore diocesano della medesima Diocesi, è nato nel 1942, a Isla Pocú, Cordilheiras, (Paraguay) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976 per la Congregazione dei Missionari Saveriani.

- Ha nominato il Reverendo Derek John Christopher Byrne, S.P.S., Vescovo di Guiratinga (superficie: 38.666; popolazione: 155.900; cattolici: 103.400; sacerdoti: 16, religiosi: 53), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "Santo Antônio", nella Diocesi di Juína (Brasile), è nato a Dublino (Irlanda) nel 1948, ha emesso la professione religiosa nella Società San Patrizio per le Missioni Estere nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.

- Ha nominato il Reverendo Marek Mendyk, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Legnica (superficie: 7.080; popolazione: 842.633; cattolici: 780.000; sacerdoti: 485; religiosi: 295), Polonia. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Sezione Catechetica della Curia della medesima diocesi, è nato nel 1961 a G?uszyca (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
RE:NER:NEA/.../...                                                                          VIS 20081229 (370)


RICORDO SANTO STEFANO E APPELLO LIBERAZIONE SEQUESTRATI


CITTA' DEL VATICANO, 26 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, festa di Santo Stefano, Papa Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  C'è un particolare, nel racconto del martirio di Santo Stefano - ha detto il Papa - "che durante questo Anno Paolino chiede di essere posto in risalto, ed è l'annotazione che 'i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo" (At 7,58)'".

  "Qui" - ha ricordato il Papa  "compare per la prima volta San Paolo, col suo nome ebraico di Saulo, nella veste di zelante persecutore della Chiesa (cfr Fil 3,6), ciò che allora era sentito da lui come un dovere e un motivo di vanto. (...) Poco tempo dopo il martirio di Stefano, Saulo, sempre spinto dallo zelo contro i cristiani, si recò a Damasco per arrestare quelli che là avrebbe trovato. E mentre si avvicinava alla città avvenne la sua folgorazione, quella singolare esperienza in cui Gesù risorto gli apparve, gli parlò e gli cambiò la vita (cfr At 9,1-9)".

  "Saulo perseguitava la Chiesa ed aveva collaborato pure alla lapidazione di Stefano; lo aveva visto morire sotto i colpi delle pietre e soprattutto aveva visto il 'modo' in cui Stefano era morto: in tutto come Cristo, cioè pregando e perdonando i suoi uccisori (cfr At 7,59-60). Sulla via di Damasco Saulo capì che perseguitando la Chiesa stava perseguitando Gesù morto e veramente risorto; Gesù vivente nella sua Chiesa, vivente anche in Stefano, che lui aveva sì visto morire, ma che certamente ora viveva insieme con il suo Signore risorto. Potremmo quasi dire che nella voce di Cristo avvertì quella di Stefano e, anche per sua intercessione, la grazia divina gli toccò il cuore".

  "Cari fratelli e sorelle, in Santo Stefano" - ha concluso il Pontefice - "vediamo realizzarsi i primi frutti della salvezza che il Natale di Cristo ha recato all'umanità: la vittoria della vita sulla morte, dell'amore sull'odio, della luce della verità sulle tenebre della menzogna. Lodiamo Dio perché questa vittoria permette anche oggi a tanti cristiani di non rispondere al male con il male, ma con la forza della verità e dell'amore".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha pronunciato le seguenti parole:

  "Nell'atmosfera natalizia si avverte più forte la preoccupazione per quanti si trovano in situazioni di sofferenza e di grave difficoltà. Il mio pensiero va, tra gli altri, alle due consacrate italiane: Maria Teresa Oliviero e Caterina Giraudo, appartenenti al Movimento contemplativo missionario 'Padre de Foucauld', sequestrate, da più di un mese e mezzo, insieme a un gruppo di loro collaboratori locali, nel villaggio di El Waq, al nord del Kenya. Vorrei che in questo momento sentissero la solidarietà del Papa e di tutta la Chiesa. Il Signore, che nascendo è venuto a farci dono del suo amore, tocchi il cuore dei rapitori e conceda quanto prima a queste nostre sorelle di essere liberate per poter riprendere il loro disinteressato servizio ai fratelli più poveri. Per questo, cari fratelli e sorelle, vi invito tutti a pregare, senza dimenticare i numerosi sequestri di persone in altre parti del mondo di cui non sempre si ha chiara notizia: penso ai sequestrati sia per motivi politici che per altri motivi in America Latina, in Medio Oriente, in Africa. La nostra solidale preghiera sia in questo momento per tutti loro di intimo, spirituale aiuto".
ANG/STEFANO:SEQUESTRATI/...                       VIS 20081229 (590)


LUCE DIVINA DI BETLEMME SI DIFFONDA SU TUTTA LA TERRA


CITTA' DEL VATICANO, 25 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia della Benedizione il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto il tradizionale Messaggio natalizio ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltavano tramite la radio e la televisione.

  Di seguito riportiamo estratti del Messaggio.
 
  "La grazia di Dio è apparsa: ecco perché il Natale è festa di luce. Non una luce totale, come quella che avvolge ogni cosa in pieno giorno, ma un chiarore che si accende nella notte e si diffonde a partire da un punto preciso dell'universo: dalla grotta di Betlemme, dove il divino Bambino è 'venuto alla luce'".

  "Ogni presepe è un invito semplice ed eloquente ad aprire il cuore e la mente al mistero della vita. E' un incontro con la Vita immortale, che si è fatta mortale nella mistica scena del Natale",

  "Fratelli e sorelle che mi ascoltate, a tutti gli uomini è destinato l'annuncio di speranza che costituisce il cuore del messaggio di Natale. Per tutti è nato Gesù e, come a Betlemme Maria lo offrì ai pastori, in questo giorno la Chiesa lo presenta all'intera umanità, perché ogni persona e ogni umana situazione possa sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio, che sola può trasformare il male in bene, che sola può cambiare il cuore dell'uomo e renderlo un''oasi' di pace".

  "Possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell'ombra di morte (cfr Lc 1,79). La Luce divina di Betlemme si diffonda in Terrasanta, dove l'orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi; si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione".

  "A questa Luce che trasforma e rinnova anelano gli abitanti dello Zimbabwe, in Africa, stretti da troppo tempo nella morsa di una crisi politica e sociale che, purtroppo, continua ad aggravarsi, come pure gli uomini e le donne della Repubblica Democratica del Congo, specialmente nella martoriata regione del Kivu, del Darfur, in Sudan, e della Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell'assenza di stabilità e di pace. Questa Luce attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà, affinché sia restituita speranza al loro avvenire".

  "Dove la dignità e i diritti della persona umana sono conculcati; dove gli egoismi personali o di gruppo prevalgono sul bene comune; dove si rischia di assuefarsi all'odio fratricida e allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo; dove lotte intestine dividono gruppi ed etnie e lacerano la convivenza; dove il terrorismo continua a colpire; dove manca il necessario per sopravvivere; dove si guarda con apprensione ad un futuro che sta diventando sempre più incerto, anche nelle Nazioni del benessere: là risplenda la Luce del Natale ed incoraggi tutti a fare la propria parte, in spirito di autentica solidarietà. Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina".

  "Cari fratelli e sorelle, oggi 'è apparsa la grazia di Dio Salvatore' (cfr Tt 2,11), in questo nostro mondo, con le sue potenzialità e le sue debolezze, i suoi progressi e le sue crisi, con le sue speranze e le sue angosce. Oggi, rifulge la luce di Gesù Cristo, Figlio dell'Altissimo e figlio della Vergine Maria, 'Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo'".

  "Dio ci è venuto incontro e ci ha mostrato il suo volto, ricco di grazia e di misericordia! Non sia vana per noi la sua venuta! Cerchiamo Gesù, lasciamoci attirare dalla sua luce, che dissipa dal cuore dell'uomo la tristezza e la paura; avviciniamoci con fiducia; con umiltà prostriamoci per adorarlo. Buon Natale a tutti!".

  Al termine del Messaggio per il Santo Natale, il Papa ha rivolto gli auguri di Buon Natala in 64 lingue ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".
MESS/URBI ET ORBI/...                               VIS 20081229 (710)


BAMBINO DI BETLEMME APPELLO FINE TRIBOLAZIONE BAMBINI


CITTA' DEL VATICANO, 24 DIC. 2008 (VIS). A mezzanotte, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa della Notte per la Solennità del Natale del Signore 2008.

  "'Dio si china'. Questa parola è una parola profetica" - ha detto il Pontefice - "Nella notte di Betlemme, essa ha acquistato un significato completamente nuovo. Il chinarsi di Dio ha assunto un realismo inaudito e prima inimmaginabile. (...) Dio scende realmente. Diventa un bambino e si mette nella condizione di dipendenza totale che è propria di un essere umano appena nato. Il Creatore che tutto tiene nelle sue mani, dal quale noi tutti dipendiamo, si fa piccolo e bisognoso dell'amore umano. (...) In che modo, infatti, la sua predilezione per l'uomo, la sua preoccupazione per lui potrebbe apparire più grande e più pura? (...) La gloria del vero Dio diventa visibile quando ci si aprono gli occhi del cuore davanti alla stalla di Betlemme".

  "Il racconto del Natale secondo San Luca" - ha ricordato il Santo Padre - "ci narra che Dio ha un po' sollevato il velo del suo nascondimento dapprima davanti a persone di condizione molto bassa, davanti a persone che nella grande società erano piuttosto disprezzate: davanti ai pastori che nei campi intorno a Betlemme facevano la guardia agli animali. Luca ci dice che queste persone 'vegliavano'. Possiamo così sentirci richiamati a un motivo centrale del messaggio di Gesù, in cui ripetutamente e con crescente urgenza fino all'Orto degli ulivi torna l'invito alla vigilanza - a restare svegli per accorgersi della venuta del Signore ed esservi preparati. Pertanto anche qui la parola significa forse più del semplice essere esternamente svegli durante l'ora notturna. Erano persone veramente vigilanti, nelle quali il senso di Dio e della sua vicinanza era vivo. Persone che erano in attesa di Dio e non si rassegnavano all'apparente lontananza di Lui nella vita di ogni giorno. (...) E chi sono questi uomini della sua benevolenza se non i piccoli, i vigilanti, quelli che sono in attesa, sperano nella bontà di Dio e lo cercano guardando verso di Lui da lontano?".


  "Nei Padri della Chiesa" - ha spiegato il Pontefice -  "si può trovare un commento sorprendente circa il canto con cui gli angeli salutano il Redentore. Fino a quel momento - dicono i Padri - gli angeli avevano conosciuto Dio nella grandezza dell'universo, nella logica e nella bellezza del cosmo che provengono da Lui e Lo rispecchiano. (...) Ma ora era accaduta una cosa nuova, addirittura sconvolgente per loro. Colui di cui parla l'universo, il Dio che sostiene il tutto e lo porta in mano - Egli stesso era entrato nella storia degli uomini, era diventato uno che agisce e soffre nella storia. Dal gioioso turbamento suscitato da questo evento inconcepibile, da questa seconda e nuova maniera in cui Dio si era manifestato - dicono i Padri - era nato un canto nuovo, una strofa del quale il Vangelo di Natale ha conservato per noi: 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini'. (...) La gloria di Dio è nel più alto dei cieli, ma questa altezza di Dio si trova ora nella stalla, ciò che era basso è diventato sublime. La sua gloria è sulla terra, è la gloria dell'umiltà e dell'amore. E ancora: la gloria di Dio è la pace. Dove c'è Lui, là c'è pace. Egli è là dove gli uomini non vogliono fare in modo autonomo della terra il paradiso, servendosi a tal fine della violenza. Egli è con le persone dal cuore vigilante; con gli umili e con coloro che corrispondono alla sua elevatezza, all'elevatezza dell'umiltà e dell'amore. A questi dona la sua pace, perché per loro mezzo la pace entri in questo mondo".

  "Il teologo medioevale Guglielmo di S. Thierry ha detto una volta: Dio - a partire da Adamo - ha visto che la sua grandezza provocava nell'uomo resistenza; che l'uomo si sente limitato nel suo essere se stesso e minacciato nella sua libertà. Pertanto Dio ha scelto una via nuova. È diventato un Bambino. Si è reso dipendente e debole, bisognoso del nostro amore. Ora - ci dice quel Dio che si è fatto Bambino - non potete più aver paura di me, ormai potete soltanto amarmi".

  "Su ogni bambino c'è il riverbero del bambino di Betlemme. Ogni bambino chiede il nostro amore. Pensiamo pertanto in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l'amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace. Ai bambini che mediante l'industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima. Il Bambino di Betlemme è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini; di fare tutto il possibile affinché la luce di Betlemme tocchi i cuori degli uomini. (...) Solo se cambiano gli uomini, cambia il mondo e, per cambiare, gli uomini hanno bisogno della luce proveniente da Dio, di quella luce che in modo così inaspettato è entrata nella nostra notte".

  "E parlando del Bambino di Betlemme" - ha concluso il Pontefice - "pensiamo anche alla località che risponde al nome di Betlemme; pensiamo a quel Paese in cui Gesù ha vissuto e che Egli ha amato profondamente. E preghiamo affinché lì si crei la pace. Che cessino l'odio e la violenza. Che si desti la comprensione reciproca, si realizzi un'apertura dei cuori che apra la frontiere. Che scenda la pace di cui hanno cantato gli angeli in quella notte"
HML/MESSA DI MEZZANOTTE/...                       VIS 20081229 (950)


martedì 23 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Lázlo Böcskei, Vescovo di Oradea Mare, Gran Varadino, Nagyvárad dei Latini (superficie: 12.152; popolazione: 1.012.000; cattolici: 106.700; sacerdoti: 69; religiosi: 63), Romania. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Tomisoara (Romania), è nato a Gataia (Romania), nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Succede al Vescovo József Tempfli, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../BÖCSKEI:TEMPFLI                     VIS 20081223 (90)


lunedì 22 dicembre 2008

IN BREVE


IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI HA INVIATO UNA LETTERA APOSTOLICA al Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Colonia, in occasione di un Congresso scientifico internazionale per il VII Centenario della morte del Beato Giovanni Duns Scoto. Sottolineando che il filosofo e teologo francescano seppe "associare la pietà con la ricerca scientifica", il Pontefice scrive che: "si impegnò per comprendere, spiegare e difendere le verità della fede alla luce della ragione umana e di dimostrare la consonanza di tutte le verità, naturali e soprannaturali, che promanano da un'unica e medesima Fonte".

LA SANTA SEDE E LA REPUBBLICA FRANCESE hanno firmato un accordo, il 18 dicembre 2008, a Parigi, sul mutuo riconoscimento dei gradi e dei diplomi dell'insegnamento superiore. Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati e per la Francia ha firmato Bernard Kouchner, Ministro degli Affari Esteri ed Europei.
.../IN BREVE/...                                    VIS 20081222 (160)


RETROSPETTIVA AVVENIMENTI 2008 NEGLI AUGURI CURIA ROMANA


CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, ha avuto luogo il tradizionale incontro del Santo Padre con i Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Membri della Curia Romana per lo scambio degli auguri di Natale.

  Il Papa ha iniziato il suo discorso ricordando alcuni anniversari particolarmente incisivi nella storia recente della Chiesa, quali il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pio XII e dell'elezione di Giovanni XXIII, il 40° anniversario della pubblicazione della Enciclica 'Humanae Vitae' ed il 30° anniversario della morte del suo Autore, Papa Paolo VI, ed anche l'inaugurazione, il 28 giugno nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dell'Anno Paolino, al quale ha partecipato il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I.

  "L'Anno Paolino"- ha detto il Santo Padre - "è un anno di pellegrinaggio non soltanto nel senso di un cammino esteriore verso i luoghi paolini, ma anche, e soprattutto, in quello di un pellegrinaggio del cuore, insieme con Paolo, verso Gesù Cristo. In definitiva, Paolo ci insegna anche che la Chiesa è Corpo di Cristo, che il Capo e il Corpo sono inseparabili e che non può esserci amore per Cristo senza amore per la sua chiesa e la sua comunità vivente".

  Benedetto XVI ha fatto riferimento successivamente a tre avvenimenti importanti dell'anno 2008 come la Giornata Mondiale della Gioventù in Australia: "una grande festa della fede che ha riunito più di 200.000 giovani da tutte le parti del mondo", i due Viaggi Apostolici negli Stati Uniti e in Francia ed il Sinodo dei Vescovi nel quale "Pastori provenienti da tutto il mondo si sono riuniti intorno alla Parola di Dio, che era stata innalzata in mezzo a loro".

  Nel Sinodo, ha spiegato il Papa, "ci siamo nuovamente resi conto che Dio in questa sua Parola si rivolge a ciascuno di noi (...) Proprio se sentiamo Dio parlare in modo così personale a ciascuno di noi,  comprendiamo anche che la sua Parola è presente affinché noi ci avviciniamo gli uni agli altri. (...) Questa Parola ha plasmato una storia comune e vuole continuare a farlo. Allora ci siamo nuovamente resi conto che (...) possiamo comprenderla in modo giusto e totale solo nel 'noi' della comunità istituita da Dio: essendo sempre consapevoli che non possiamo mai esaurirla completamente, che essa ha da dire qualcosa di nuovo ad ogni generazione. (...) Dio, in fondo, parla sempre al presente".

  Nel corso dell'Assemblea Sinodale è stato molto importante, ha aggiunto il Pontefice "sperimentare che nella Chiesa c'è una Pentecoste. (...) In essa sono presenti i molteplici modi dell'esperienza di Dio e del mondo, la ricchezza delle culture, e solo così appare la vastità dell'esistenza umana e, a partire da essa, la vastità della Parola di Dio".

  "Della presenza della Parola di Dio, di Dio stesso nell'attuale ora della storia si è trattato anche nei viaggi pastorali di quest'anno: il loro vero senso può essere solo quello di servire questa presenza. In tali occasioni la Chiesa si rende pubblicamente percepibile, con essa la fede e perciò almeno la questione su Dio".

  "Specialmente il fenomeno delle Giornate Mondiali della Gioventù" - ha sottolineato il Santo Padre - "diventa sempre più oggetto di analisi, in cui si cerca di capire questa specie, per così dire, di cultura giovanile. (...) Analisi in voga tendono a considerare queste giornate come una variante della  moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star. (...) Anzitutto è importante tener conto del fatto che le Giornate Mondiali della Gioventù non consistono soltanto in quell'unica settimana in cui si rendono pubblicamente visibili al mondo. C'è un lungo cammino esteriore ed interiore che conduce ad esse. La Croce, accompagnata dall'immagine della Madre del Signore, fa un pellegrinaggio attraverso i Paesi. (...) L'incontro con la croce che viene toccata e portata, diventa un incontro interiore con Colui che sulla croce è morto per noi. L'incontro con la Croce suscita nell'intimo dei giovani la memoria di quel Dio che ha voluto farsi uomo e soffrire con noi. E vediamo la donna che Egli ci ha dato come Madre. Le Giornate solenni sono soltanto il culmine di un lungo cammino".        

  Successivamente il Papa ha menzionato le "quattro dimensioni del tema 'Spirito Santo'. La fede nello Spirito creatore è un contenuto essenziale del Credo cristiano. (...) Nella fede circa la creazione sta il fondamento ultimo della nostra responsabilità verso la terra. Essa non è semplicemente nostra proprietà che possiamo sfruttare secondo i nostri interessi e desideri. E' piuttosto dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci e con ciò ci ha dato i segnali orientativi a cui attenersi come amministratori della sua creazione".

  "La Chiesa non può e non deve limitarsi a trasmettere ai suoi fedeli soltanto il messaggio della salvezza" - ha ribadito il Pontefice - essa "deve proteggere anche l'uomo contro la distruzione di se stesso. E' necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell'uomo, intesa nel senso giusto. Non è una metafisica superata, se la Chiesa parla della natura dell'essere umano come uomo e donna e chiede che quest'ordine della creazione venga rispettato. (...) Ciò che spesso viene espresso ed inteso con il termine 'gender', si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal Creatore".

  In secondo luogo, "lo Spirito" - ha proseguito il Papa - "parla, per così dire, anche con parole umane, è entrato nella storia, (...) è Parola che negli Scritti dell'Antico e del Nuovo Testamento ci viene incontro. (...) Leggendo la Scrittura apprendiamo però anche che Cristo e lo Spirito Santo sono inseparabili tra loro. (...) Leggendo la Scrittura insieme con Cristo,  impariamo a sentire nelle parole umane la voce dello Spirito Santo e scopriamo l'unità della Bibbia".

  Benedetto XVI ha commentato che la terza dimensione della penumatologia consiste "nella inseparabilità di Cristo e dello Spirito Santo. Nella maniera forse più bella essa si manifesta nel racconto di San Giovanni circa la prima apparizione del Risorto davanti ai discepoli: il Signore alita sui discepoli e dona loro in questo modo lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è il soffio di Cristo".

  "Così, come quarta dimensione" - ha continuato il Papa - "emerge spontaneamente la connessione tra Spirito e Chiesa. Paolo (...) ha illustrato la Chiesa come Corpo di Cristo e proprio così come organismo dello Spirito Santo, in cui i doni dello Spirito Santo fondono i singoli in un tutt'uno vivente".

  "Con il tema 'Spirito Santo'" - ha sottolineato il Pontefice - "si rende visibile tutta l'ampiezza della fede cristiana, un'ampiezza che dalla responsabilità per il creato e per l'esistenza dell'uomo in sintonia con la creazione conduce, attraverso i temi della Scrittura e della storia della salvezza, fino a Cristo e da lì alla comunità vivente della Chiesa, nei suoi ordini e responsabilità come anche nella sua vastità e libertà, che si esprime tanto nella molteplicità dei carismi quanto nell'immagine pentecostale della moltitudine delle lingue e delle culture".

  "Lo Spirito Santo ci dona la gioia. Ed Egli è la gioia. (...) Essa è l'espressione della felicità, dell'essere in armonia con se stessi, ciò che può derivare solo dall'essere in armonia con Dio e con la sua creazione".

  La gioia - ha concluso il Papa - "sia sempre viva in noi e quindi s'irradi sul mondo nelle sue tribolazioni: tale è il mio auspicio alla fine di quest'anno".
AC/.../CURIA ROMANA                            VIS 20081222 (1170)


STUDIO LEGGI NATURA STIMOLO CONTEMPLAZIONE OPERE DIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, IV Domenica di Avvento, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "A pochi giorni ormai dalla festa del Natale" - ha detto il Papa - "siamo invitati a fissare lo sguardo sul mistero ineffabile che Maria ha custodito per nove mesi nel suo grembo verginale: il mistero di Dio che si fa uomo. E' questo il primo cardine della redenzione. Il secondo è la morte e risurrezione di Gesù, e questi due cardini inseparabili manifestano un unico disegno divino: salvare l'umanità e la sua storia assumendole fino in fondo col farsi carico interamente di tutto il male che le opprime".

  "Questo mistero di salvezza, oltre a quella storica, ha una dimensione cosmica: Cristo è il sole di grazia che, con la sua luce, 'trasfigura ed accende l'universo in attesa'. La stessa collocazione della festa del Natale è legata al solstizio d'inverno, quando le giornate, nell'emisfero boreale, ricominciano ad allungarsi. A questo proposito, forse non tutti sanno che Piazza San Pietro è anche una meridiana: il grande obelisco, infatti, getta la sua ombra lungo una linea che corre sul selciato verso la fontana sotto questa finestra, ed in questi giorni l'ombra è la più lunga dell'anno. Questo ci ricorda la funzione dell'astronomia nello scandire i tempi della preghiera. L'Angelus, ad esempio, si recita al mattino, a mezzogiorno e alla sera, e con la meridiana, che anticamente serviva proprio per conoscere il 'mezzogiorno vero', si regolavano gli orologi".

  "Il fatto che proprio oggi, 21 dicembre, in questa stessa ora, cade il solstizio d'inverno, mi offre l'opportunità di salutare tutti coloro che parteciperanno a vario titolo alle iniziative per l'anno mondiale dell'astronomia, il 2009, indetto nel 4° centenario delle prime osservazioni al telescopio di Galileo Galilei. Tra i miei Predecessori di venerata memoria vi sono stati cultori di questa scienza, come Silvestro II, che la insegnò, Gregorio XIII, a cui dobbiamo il nostro calendario, e San Pio X, che sapeva costruire orologi solari. Se i cieli, secondo le belle parole del salmista, 'narrano la gloria di Dio' (Sal 19[18],2), anche le leggi della natura, che nel corso dei secoli tanti uomini e donne di scienza ci hanno fatto capire sempre meglio, sono un grande stimolo a contemplare con gratitudine le opere del Signore".
ANG/LEGGI NATURA/...                               VIS 20081222 (420)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Capo Ufficio dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, il Monsignore Enrico Viganò, finora Aiutante di Studio nel medesimo Ufficio.
NA/.../VIGANÒ                                     VIS 20081222 (40)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Professor Franco Miano, Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana con il Vescovo Domenico Sigalini, di Palestrina, Assistente Ecclesiastico Nazionale.
AP/.../...                                         VIS 20081222 (70)


ENCOMIO ATTIVITÀ PONTIFICIO ISTITUTO ARCHEOLOGIA SACRA


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Membri del Pontificio Istituto di Archeologia Sacra, con il Gran Cancelliere Cardinale Zenon Grocholewski.

  Nel suo discorso il Papa ha espresso "vivo apprezzamento per la preziosa e feconda attività culturale, letteraria ed accademica che svolge il vostro Istituto a servizio della Chiesa e, più in generale, della cultura. (...) Negli ambiti tradizionali dell'archeologia, sono di notevole rilevanza scientifica i corsi ordinari e di specializzazione mediante i quali il vostro 'Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana' si propone di far conoscere i monumenti paleocristiani soprattutto di Roma, con ampio riferimento alle altre regioni dell''Orbis christianus antiquus'".

  "Precipuo scopo del vostro Istituto è proprio lo studio delle vestigia della vita ecclesiale lungo i secoli. Voi offrite l'opportunità, a chi sceglie questa disciplina, di inoltrarsi in una realtà complessa, quella appunto della chiesa dei primi secoli, per 'comprendere' il passato rendendolo presente agli uomini di oggi".

  "Quando si tratta di descrivere la storia della Chiesa (...) la paziente ricerca dell'archeologo non può prescindere dal penetrare pure le realtà soprannaturali, senza tuttavia rinunciare all'analisi rigorosa dei reperti archeologici".

  Il Santo Padre ha poi ricordato che "La diffusione della cultura artistica e storica in tutti i settori della società fornisce agli uomini del nostro tempo i mezzi per ritrovare le proprie radici e per attingervi gli elementi culturali e spirituali che li aiutino ad edificare una società a dimensione veramente umana. Ogni uomo, ogni società, ha bisogno di una cultura aperta alla dimensione antropologica, morale e spirituale dell'esistenza".

  "L'esperienza del vostro Istituto prova che lo studio dell'archeologia, specialmente dei monumenti paleocristiani, consente di approfondire la conoscenza della verità evangelica che ci è stata trasmessa, ed offre l'opportunità di seguire i maestri e testimoni della fede che ci hanno preceduto".

  "Conoscere l'eredità delle generazioni cristiane passate permette a quelle successive di mantenersi fedeli al 'depositum fidei' della prima comunità cristiana e, proseguendo sullo stesso cammino, continuare a far risuonare in ogni tempo e in ogni luogo l'immutabile Vangelo di Cristo".
AC/.../PONTIFICIO ISTITUTO ARCHEOLOGIA SACRA         VIS 20081222 (360)


AI GIOVANI DI AZIONE CATTOLICA: VOI DITE A GESÙ "MI BASTI TU"


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i ragazzi e i giovani rappresentanti dell'Azione Cattolica Italiana (ACI) per il tradizionale scambio di auguri di Natale.
 
  "Tanti dicono che i ragazzi sono capricciosi" - ha detto il Papa - "che non si accontentano mai di niente, che consumano i giochi uno dopo l'altro senza esserne contenti. Voi invece a Gesù dite: mi basti Tu!".

  "Ci basti Tu soprattutto quando ti preghiamo perché Tu ascolti sempre le nostre preghiere, che facciamo perché il mondo diventi più bello e più buono per tutti. Ci basti Tu, perché ci perdoni quando combiniamo qualche guaio; ci basti Tu, perché se ci perdiamo, ci vieni a cercare e ci prendi in braccio come hai fatto con la pecorella che si era smarrita. Ci basti Tu perché hai una Mamma bellissima che, prima di morire in croce, hai voluto far diventare anche la nostra Mamma".

  "Voi avete tanti educatori" - ha detto il Santo Padre ai giovani dell'ACI - "che vi aiutano a vivere insieme, a pregare e a crescere nella conoscenza del Vangelo. L'Azione Cattolica ha come scopo vero quello di aiutarvi a diventare santi, per questo vi aiuta a incontrare Gesù, ad amare la sua Chiesa e a interessarvi dei problemi del mondo. Non è forse vero che vi state impegnando per i bambini e i ragazzi più sfortunati di voi? Non è forse vero che con il 'mese della pace', potete far apprezzare la pace anche a tanti adulti, perché sapete vivere in pace tra di voi?".

  "Sì, cari ragazzi, voi potete pregare il Signore" - ha concluso il Pontefice - "perché cambi il cuore dei costruttori di armi, faccia rinsavire i terroristi, converta il cuore di chi pensa sempre alla guerra e aiuti l'umanità a costruire un futuro migliore per tutti i bambini del mondo".
AC/.../GIOVANI AZIONE CATTOLICA                       VIS 20081220 (320)


venerdì 19 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Jorge Anibal Quintero Chacón, Vescovo di Margarita (superficie: 1.150; popolazione: 415.000; cattolici: 351.000; sacerdoti: 33; religiosi: 37), Venezuela. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di San Cristobal (Venezuela), è nato a Queniquea (Venezuela), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

- Il Vescovo Felix Genn, finora Vescovo di Essen (Germania), Vescovo di Münster (superficie: 15.265; popolazione: 4.335.631; cattolici: 2.042.889; sacerdoti: 1.245; religiosi: 2.888; diaconi permanenti: 254), Germania.
NER/.../QUINTERO:GENN                                                             VIS 20081219 (90)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- L'Arcivescovo Rino Passigato, Nunzio Apostolico in Portogallo.
AP/.../...                                         VIS 20081219 (60)

SANTA SEDE: DICHIARAZIONE ORIENTAMENTO SESSUALE


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stata resa pubblica una dichiarazione della Delegazione della Santa Sede alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, sul tema: "Questioni relative ai diritti umani, che includono approcci alternativi per migliorare l'effettivo godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali: rapporto del Terzo Comitato".

  "La Santa Sede" - ha affermato l'Arcivescovo Celestino Migliore - "apprezza l'impegno della 'Dichiarazione sui diritti umani, l'orientamento sessuale e la identità di genere' - presentata all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite - di condannare tutte le forme di violenza nei confronti di persone omosessuali e di spronare gli Stati a prendere i necessari provvedimenti per porre fine a tutte le penalità criminali contro di esse".

  "Allo stesso tempo, la Santa Sede nota che le parole usate in questa 'Dichiarazione' vanno ben al di là dell'intento sopra indicato e da essa condiviso".

  "In particolare" - ha continuato l'Arcivescovo Migliore - "le categorie 'orientamento sessuale' e 'identità di genere', usate nel testo, non trovano riscontro e chiara e concordata definizione nel  diritto internazionale. Se dovessero essere prese in considerazione per la proclamazione e attuazione dei diritti fondamentali, creerebbero grave incertezza giuridica e verrebbero a minare la capacità degli Stati ad impegnarsi per far rispettare nuovi o già esistenti convenzioni e criteri relativi ai diritti umani".

  "Nonostante la giusta condanna della 'Dichiarazione' da tutte le forme di violenza contro persone omosessuali e la protezione contro le violenze, il Documento, considerato nella sua interezza, va molto al di là tale finalità ed invece fa sorgere l'incertezza nel diritto e ricusa le norme esistenti relative ai diritti umani".

  "La Santa Sede continua a sostenere che si deve evitare ogni segno di ingiusta discriminazione verso le persone omosessuali ed esorta gli Stati" - ha concluso l'Osservatore Permanente presso l'O.N.U. - "ad abolire le pene criminali contro di essi".
DELSS/DIRITTI UMANI/O.N.U.                                   VIS 20081219 (300)


SOLIDARIETÀ CON QUANTI DURAMENTE PROVATI CRISI LAVORO


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica (ULSA), di cui il 1° gennaio prossimo ricorre il 20° anniversario di istituzione da parte del Servo di Dio Giovanni Paolo II.

  Il Papa ha voluto porre in luci: "Il peculiare compito che l'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica è chiamato a svolgere nella formazione del personale, per rendere l'attività della comunità lavorativa della Santa Sede sempre più efficiente e solidale. Altro importante servizio del vostro ufficio è quello di prevenire ogni eventuale dissidio concernente i lavoratori alle dipendenze della Sede Apostolica, e cercarne, se necessario, il sollecito componimento mediante un dialogo sincero ed oggettivo, ponendo in essere le previste procedure di conciliazione e di arbitrato".

  "Vorrei sottolineare" - ha detto ancora il Papa - "come la comunità di lavoro costituita da quanti operano nei vari uffici ed organismi della Santa Sede, formi una singolare 'famiglia', i cui membri sono uniti, oltre che da vincoli funzionali, da una stessa missione, che è quella di aiutare il Successore di Pietro nel suo ministero al servizio della Chiesa universale. L'attività professionale che essi svolgono costituisce pertanto una 'vocazione' da coltivare con cura e spirito evangelico, vedendo in essa una concreta via alla santità".

  "Questo domanda che l'amore per Cristo e per i fratelli, insieme a un condiviso senso ecclesiale, animi e vivifichi la competenza e la dedizione, la professionalità, l'impegno onesto e corretto, la responsabilità attenta e matura, rendendo in questo modo preghiera il lavoro stesso, qualunque esso sia. Potremmo qualificare tutto ciò come un permanente compito formativo e spirituale, a cui possono offrire il loro apporto tutti: cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici".

   "L'approssimarsi del Santo Natale" - ha detto infine il Santo Padre - "porta quasi naturalmente il mio pensiero alla crisi del lavoro che preoccupa oggi l'intera umanità. (...) Il Bambino Gesù, il Verbo Incarnato, che nella Notte Santa di Betlemme si è fatto uomo per venire incontro alle nostre difficoltà, guardi con bontà a quanti sono duramente provati da questa crisi mondiale e susciti in tutti sentimenti di autentica solidarietà".
AC/LAVORO/ULSA                                           VIS 20081219 (360)


ELOGIO DEL PAPA ECONOMIA E SISTEMA EDUCATIVO SEYCHELLES


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Vaticano il Signor Graziano Luigi Triboldi, nuovo Ambasciatore delle Isole Seychelles presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  "Nel parlare del suo Paese" - ha detto il Papa all'Ambasciatore - "è sempre bello ricordare la sua bellezza ed enumerare le numerose risorse di cui gode. Per accrescere le sue potenzialità, il vostro Paese compie oggi importanti sforzi per ridurre l'indebitamento. In un difficile contesto mondiale, vorrei lodare questi sforzi che devono poter incontrare il sostegno delle istituzioni internazionali".

  Il Papa ha fatto riferimento alla responsabilità delle generazioni future ed ha sottolineato che: "Sarebbe ingiusto che gli uomini di oggi rifuggissero dalle proprie responsabilità e facessero pesare le conseguenze delle loro scelte o della loro inazione sulle generazioni che verranno. Si tratta quindi non soltanto di sanare l'economia, ma di affrontare una sfida di giustizia sociale. Inoltre risanare i conti della nazione significa anche offrire un quadro più sicuro per l'attività economica e proteggere prima di tutto le popolazioni più povere e più vulnerabili".

 "Tale lodevole obiettivo necessita della collaborazione di tutti, per cui fondamentale è il senso della solidarietà. Noi misuriamo qui quanto l'armonia sociale sia legata non soltanto ad una quadro legislativo giusto e adeguato, ma anche alla qualità morale di ogni cittadino. (...) Per suscitare il senso duraturo della solidarietà, l'educazione dei giovani è sicuramente la via migliore. Da tale prospettiva sono lieto di poter sottolineare ancora una volta gli sforzi compiuti da lungo tempo dal vostro Paese per creare un sistema educativo di qualità. Qualunque sia il livello di responsabilità, incoraggio ognuno a proseguire su questa strada e a seminare con generosità per il futuro".

  "Tuttavia" - ha aggiunto il Pontefice - "questa preoccupazione per l'educazione resterebbe vana se l'istituzione familiare fosse eccessivamente fragile. Le famiglie hanno la costante necessità di essere incoraggiate e sostenute dai poteri pubblici. C'è un'armonia profonda fra i compiti della famiglia e i doveri dello Stato. Favorire fra di loro una felice sinergia, vuole dire operare efficacemente per un futuro di prosperità e di pace sociale".

  "La Chiesa locale non risparmia gli sforzi per accompagnare le famiglie, offrendo la luce del Vangelo che pone in rilievo tutta la grandezza e la bellezza del 'mistero' della famiglia e le aiuta ad assumersi le proprie responsabilità educative".

  Infine Benedetto XVI ha trasmesso i suoi calorosi saluti ai fedeli cattolici delle Isole Seychelles invitandoli "a costruire una vita sociale dove ciascuno possa trovare la via per una realizzazione personale e collettiva".
CD/CREDENZIALI/TRIBOLDI                           VIS 20081219 (430)


giovedì 18 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Berislav Grgic, Vescovo Prelato di Tromso (superficie: 175.618; popolazione: 462.320; cattolici: 1.881; sacerdoti: 10; religiosi: 31), Norvegia. Il Vescovo eletto è nato a Novo Selo (Bosnia ed Erzegovina) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Amministratore parrocchiale a Oberhaching e a Deisenhofen, nell'Arcidiocesi di München und Freising (Germania).

- L'Arcivescovo George Panikulam, che è Nunzio Apostolico in Etiopia e Delegato Apostolico in Somalia, Nunzio Apostolico in Gibuti.
NER:NN/.../GRGIC:PANIKULAM                           VIS 20081218 (100)


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