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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 8 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Ambrose Madtha, Nunzio Apostolico in Costa d'Avorio, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1955 a Belthangady (India) ed ordinato sacerdote nel 1982, è stato finora Incaricato d'Affari a.i. della Nunziatura Apostolica in Cina.

- Il Monsignore Bernardito C. Auza, Nunzio Apostolico in Haiti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1959 a Talibon (Filippine) ed ordinato sacerdote nel 1985, è stato finora Consigliere nella Rappresentanza Pontificia della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.
NN/.../MADTHA:AUZA                               VIS 20080508 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Ungheria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Csaba Ternyák, di Eger, con l'Ausiliare Vescovo István Katona.

-    Il Vescovo Nándor Bosák, di Debrecen-Nyíregyháza.

    - L'Arcivescovo Balázs Bábel, di Kalocsa-Kecskemét, con l'Ausiliare Vescovo László Bíró.

- L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, di Aparecida (Brasile), Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), con il Vescovo Víctor Sánchez Espinosa, Ausiliare di México (Messico), Segretario Generale.

- Sua Beatitudine Gregorios III Laham, Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080508 (120)


PROGRAMMA VISITA PASTORALE DEL PAPA A SAVONA E GENOVA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il programma della Visita Pastorale del Santo Padre Benedetto XVI a Savona e Genova (Italia), sabato 17 e domenica 18 maggio prossimo.

  Alle 15:30 di sabato 17 maggio, partenza dell'aereo papale dall'aeroporto romano di Ciampino ed arrivo all'aeroporto "Cristoforo Colombo" di Genova-Sestri, alle 16:20, da dove, in elicottero, il Papa raggiungerà il Santuario di Nostra Signora della Misericordia a Savona.

  Al termine della visita al Santuario, il Santo Padre raggiungerà in auto Piazza del Popolo a Savona dove, alle 17:45, presiederà la Concelebrazione Eucaristica e terrà l'omelia. Successivamente, dopo aver raggiunto in auto il Vescovado a Savona, Benedetto XVI compirà una Visita in forma privata alle stanze di Pio VII. Alle 20:15 è prevista la partenza in elicottero dalla Vecchia Darsena del Porto di Savona per Genova, al Santuario della Madonna della Guardia a Cernesi-Campomorone. Nell'Episcopio del Santuario, il Papa pernotterà.

  Alle 9:00 di domenica 18 maggio, il Papa compirà una Visita in forma privata al Santuario della Madonna della Guardia e successivamente, in elicottero, raggiungerà il Centro sportivo del Coni "Villa Gentile" a Genova e in auto l'Ospedale Pediatrico "Giannina Gaslini" di Genova, per l'incontro con i dirigenti, il personale medico, gli infermieri, i bambini ricoverati e i loro familiari. Infine in auto il Papa raggiungerà Piazza Matteotti a Genova, dove alle 11:15 è in programma l'Incontro con i giovani, un discorso e la recita dell'Angelus Domini.

  Da Piazza Matteotti, il Papa si recherà alla Cattedrale di San Lorenzo a Genova per l'incontro con il Capitolo della Cattedrale e con la Vita Consacrata e per pronunciare un discorso. Infine raggiungerà il Seminario arcivescovile maggiore "Benedetto XV" per il pranzo con i Vescovi della Liguria.

  Alle 16:30 giungerà a Piazza della Vittoria per presiedere la Concelebrazione Eucaristica e pronunciare l'omelia. Al termine della Santa Messa, il Papa si recherà all'aeroporto "Cristoforo Colombo" di Genova-Sestri per partire alle 19:00 alla volta di Roma dove giungerà alle 19:50.
OP/PROGRAMMA VIAGGIO/SAVONA:GENOVA               VIS 20080508 (350)


APPREZZAMENTO DEL PAPA VITALITÀ CHIESA MELKITA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano 300 fedeli del Patriarcato Greco-Melkita cattolico, in pellegrinaggio alla Tomba degli Apostoli, accompagnati da Sua  Beatitudine il Patriarca Gregorios III Laham.

  Elogiando la "vitalità della Chiesa Melkita nonostante le difficoltà della situazione sociale e politica della Regione", Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Nell'approssimarsi dell'apertura dell'anno che ho voluto dedicare a San Paolo, non posso dimenticare che la sede del vostro Patriarcato è stata stabilita nella città di Damasco, proprio sulla via dove l'Apostolo ha vissuto l'avvenimento che ha trasformato la sua esistenza e ha aperto le porte del cristianesimo a tutte le Nazioni".

  In occasione dell'Anno Paolino, il Santo Padre ha invitato il Patriarca ad intraprendere "un lavoro pastorale intenso" per suscitare nei fedeli "un nuovo slancio per una conoscenza sempre più intima della persona di Cristo, grazie a una lettura rinnovata dell'opera paolina, consentendo una profonda testimonianza fra gli uomini del nostro tempo. E' con un simile slancio che si potrà anche garantire alla Chiesa Melkita un fiorente avvenire".

  "Per assicurare il dinamismo evangelico delle comunità e la loro unità e il buon funzionamento degli affari ecclesiali nelle Chiese patriarcali, il ruolo del Sinodo dei Vescovi ha un'importanza fondamentale. Conviene perciò, ogni volta che il diritto lo richieda, soprattutto quando si tratti di questioni che riguardino i Vescovi stessi, dare a tale istituzione, e non solamente al Sinodo permanente, il ruolo che merita".

  In merito all'attività ecumenica il Papa ha ricordato che: "L'impegno per la ricerca dell'unità di tutti i discepoli del Cristo è un obbligo urgente che deriva dall'ardente desiderio del Signore. Dobbiamo dunque fare tutto il possibile per abbattere i muri di divisione e di diffidenza che impediscono di realizzarlo. Tuttavia non possiamo perdere di vista che la ricerca dell'unità è un compito che riguarda non solo una Chiesa particolare, ma tutta la Chiesa, nel rispetto della sua stessa natura".

  "Apprezzo anche" - ha aggiunto il Papa - "i buoni rapporti da voi intrattenuti con i musulmani (...) come pure gli sforzi compiuti per risolvere i problemi che possono presentarsi in uno spirito di dialogo fraterno, sincero e obiettivo. Mi rallegro di constatare che nella linea del Concilio Vaticano II, la Chiesa Melkita si è impegnata con i musulmani a ricercare sinceramente la comprensione reciproca, nonché a promuovere e difendere insieme, a beneficio di tutti, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  "Compiendo la sua missione nel contesto inquieto e talvolta drammatico del Medio Oriente, la Chiesa si trova ad affrontare situazioni dove la politica ha un ruolo non indifferente per la vita della Chiesa, per cui è importante che essa mantenga contatti con le Autorità politiche, le istituzioni e i diversi partiti. Tuttavia, non tocca al clero impegnarsi nella vita politica, che  resta prerogativa dei laici. Ma la Chiesa deve proporre a tutti la luce del Vangelo, affinché tutti si impegnino a servire il bene comune e affinché sempre prevalga la giustizia, perché la via della pace possa infine aprirsi davanti ai popoli di questa beneamata regione".
AC/PATRIARCATO GRECO-MELKITA/GREGORIO III          VIS 20080508 (530)


CONCERTO ORCHESTRA FILARMONICA CINESE IN ONORE DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha assistito, nell'Aula Paolo VI, ad un Concerto offerto dalla "China Philharmonic Orchestra" e dallo "Shanghai Opera House Chorus" in suo onore. L'Orchestra Filarmonica e il Coro, diretti dal Maestro Long Yu, hanno eseguito la "Messa da Requiem" in re minore KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.

 Nel discorso rivolto ai presenti al termine della serata, il Santo Padre ha affermato che il concerto "ci pone a contatto, in un certo modo, con la vivace realtà del mondo della Cina. (...) In un gruppo di così validi artisti possiamo vedere rappresentata la grande tradizione culturale e musicale della Cina, e l'esecuzione da essi realizzata ci aiuta a meglio comprendere la storia di un Popolo, con i suoi valori e le sue nobili aspirazioni".

  "La musica, e più in generale l'arte" - ha proseguito il Pontefice - "possono diventare quindi veicolo privilegiato di incontro e di reciproca conoscenza e stima fra popolazioni e culture diverse; un mezzo alla portata di tutti per valorizzare l'universale linguaggio dell'arte".

  "E c'è un altro aspetto che mi preme sottolineare" - ha detto ancora il Papa - "Noto con piacere l'interesse della vostra Orchestra e del vostro Coro per la musica religiosa europea. Un dato questo che mostra come sia possibile gustare ed apprezzare, in mondi culturali diversi, alte manifestazioni dello spirito, quale è appunto il 'Requiem' di Mozart che è stato ora eseguito, proprio perché la musica interpreta gli universali sentimenti dell'animo umano, fra cui quello religioso che supera i confini di ogni singola cultura".

  "Una parola, infine, vorrei dire a proposito del luogo nel quale questa sera siamo riuniti. E' la grande sala in cui il Papa riceve i suoi ospiti e incontra quanti vengono a fargli visita. Essa è come una finestra aperta sul mondo, un luogo in cui si incontrano spesso persone provenienti da ogni parte della terra, ognuna con la propria storia personale e con la propria cultura, ognuna accolta con stima ed affetto".

  "Questa sera, accogliendo voi, cari artisti cinesi, il Papa intende accogliere idealmente l'intero vostro popolo, con un pensiero speciale ai vostri concittadini che condividono la fede in Gesù e sono uniti con un particolare legame spirituale al Successore di Pietro. Il 'Requiem' è nato da questa fede, come preghiera al Dio giudice giusto e misericordioso, e proprio per questo tocca il cuore di tutti, proponendosi come espressione di un umanesimo universale".

  "Infine, mentre ancora vi ringrazio per questo graditissimo omaggio, invio il mio saluto, attraverso di voi, a tutti gli abitanti della Cina che, con le prossime Olimpiadi, si preparano a vivere un evento di grande valore per l'intera umanità". Esprimendosi in lingua cinese il Papa ha infine esclamato: "Ringrazio tutti e auguro ogni bene!".
BXVI-CONCERTO/.../ORCHESTRA CINA                   VIS 20080508 (470)


mercoledì 7 maggio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote João Evangelista Pimentel Lavrador, Vescovo Ausiliare di Porto (superficie: 3.010; popolazione: 2.086.900; cattolici: 1.889.000; sacerdoti: 531; religiosi: 1.464; diaconi permanenti: 16), Portogallo. Il Vescovo eletto, finora Pro-Vicario Generale della Diocesi di Coimbra (Portogallo), è nato nel 1956 a Seixo de Mira (Portogallo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../PIMENTEL LAVRADOR                             VIS 20080507 (70)


MYANMAR: INVITO GENEROSITÀ POPOLAZIONE COLPITA CICLONE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha nuovamente espresso la sua vicinanza spirituale alle popolazioni colpite dal ciclone abbattutosi nei giorni scorsi sulla parte meridionale del Myanmar.

  "Faccio mio il grido di dolore e di aiuto della cara popolazione del Myanmar, che ha visto improvvisamente distrutte dalla sconvolgente violenza del ciclone 'Nargis' numerosissime vite, oltre a beni e mezzi di sussistenza".

  "Come ho già assicurato nel messaggio di solidarietà inviato al Presidente della Conferenza Episcopale, sono spiritualmente vicino alle persone colpite. Vorrei inoltre ripetere a tutti l'invito ad aprire il cuore alla pietà e alla generosità affinché, grazie alla collaborazione di quanti sono in grado e desiderano prestare soccorso, si possano alleviare le sofferenze causate da così immane tragedia".
AG/CICLONE/MYANMAR                               VIS 20080507 (140)


CENTRALITÀ DELLA PREGHIERA NEL CAMMINO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 20.000 fedeli, il Papa si è soffermato sul dialogo ecumenico, in concomitanza con la visita a Roma di Sua Santità il Catholicos Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, che in un breve discorso ha trattato del dialogo ecumenico fra le due Chiese, rievocando anche la storia del popolo armeno nel corso dei secoli.

  "L'odierna sua presenza ci ravviva nella speranza della piena unità di tutti i cristiani", ha detto il Papa al Patriarca, ricordando, inoltre, quanto sia "noto l'impegno della Chiesa Apostolica Armena per il dialogo ecumenico".

  Accogliendo Karekin II, Benedetto XVI ha rievocato la figura di San Gregorio l'Illuminatore, Fondatore della Chiesa armena, la cui statua si può rimirare in una nicchia del cortile settentrionale della Basilica Vaticana, il quale "ci ricorda le gravi persecuzioni subite dai cristiani armeni, specialmente nel secolo ventesimo. I martiri armeni sono un segno della potenza dello Spirito Santo che opera in tempi di oscurità e sono pegno della speranza cristiana".

  "Questi giorni di immediata preparazione alla Solennità di Pentecoste ci stimolano a ravvivare la speranza nell'aiuto dello Spirito Santo per avanzare sulla strada dell'ecumenismo. Noi abbiamo la certezza che il Signore Gesù non ci abbandona mai nella ricerca dell'unità, poiché il suo Spirito è instancabilmente all'opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa".

  Lo Spirito Santo "appare qui come forza del perdono dei peccati, del rinnovamento dei nostri cuori e della nostra esistenza; e così Egli rinnova la terra e crea unità dov'era divisione. Poi, nella festa di Pentecoste, lo Spirito Santo si mostra attraverso altri segni: attraverso il segno di un vento gagliardo, di lingue di fuoco, e gli Apostoli parlano in tutte le lingue. Questo è un segno che la dispersione babilonica, frutto della superbia che separa gli uomini, è superata nello Spirito che è carità e che dà unità nella diversità".

  "Dal primo momento della sua esistenza la Chiesa parla in tutte le lingue - grazie alla forza dello Spirito Santo e alle lingue di fuoco - e vive in tutte le culture, non distrugge niente dei vari doni, dei diversi carismi, ma riassume tutto in una grande e nuova unità che riconcilia: unità e multiformità. Lo Spirito Santo, che è la carità eterna, il legame dell'unità nella Trinità, unisce con la sua forza nella carità divina gli uomini dispersi, creando così anche la multiforme e grande comunità della Chiesa in tutto il mondo".

  Benedetto XVI ha sottolineato successivamente che: "La Chiesa in ogni tempo - in particolare, in questi nove giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste - si unisce spiritualmente nel Cenacolo, si unisce con gli Apostoli e con Maria per implorare incessantemente l'effusione dello Spirito Santo. Sospinta dal suo vento gagliardo essa potrà così essere capace di annunciare il Vangelo sino agli estremi confini della terra. Ecco perché, pur di fronte alle difficoltà e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi né cedere allo scoraggiamento".

  "Questo chiede a noi il Signore: perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della fede, della carità e della speranza, a cui l'anelito verso la piena unità. 'Ut unum sint!' dice il Signore. Sempre risuona nel nostro cuore questo invito di Cristo; invito che ho avuto modo" - ha ricordato il Santo Padre - "di rilanciare nel mio recente Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, dove ho fatto riferimento alla centralità della preghiera nel movimento ecumenico. In questo tempo di globalizzazione e, insieme, di frammentazione, 'senza preghiera, le strutture, le istituzioni e i programmi ecumenici sarebbero privi del loro cuore e della loro anima'".

  Infine, citando la Lettera di San Paolo ai Galati nella quale si legge che "'il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé'", il Papa ha affermato: "Sono questi doni dello Spirito Santo che invochiamo anche noi oggi per tutti i cristiani, perché nel comune e generoso servizio al Vangelo, possano essere nel mondo segno dell'amore di Dio per l'umanità".
AC/ECUMENISMO:PENTECOSTE/KAREKIN                   VIS 20080507 (400)


martedì 6 maggio 2008

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati negli ultimi mesi:

- Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il 19 aprile, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo Alphonsus Maria H.A. Castermans, già Ausiliare di Roermond (Paesi Bassi), il 21 aprile, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Benedito Domingos Coscia, O.F.M., emerito di Jataí (Brasile), il 30 aprile, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Lucien Monsi-Agboka, emerito di Abomey (Benin), il 27 aprile, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Paul Marie Nguyên Minh Nhât, emerito di Xuân Lôc (Viêt Nam), il 17 gennaio 2007, all'età di 80 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20080506 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri della Congregazione per il Clero: il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania); il Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada); il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela); l'Arcivescovo Tomash Peta, di Maria Santissima in Astana (Kazakhstan); l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, di Saint Louis (Stati Uniti d'America); l'Arcivescovo Willem Jacobus Eijk, di Utrecht (Paesi Bassi).

- Membri del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Cardinale Lluís Martinez Sistach, Arcivescovo di Barcelona (Spagna); il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India); il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; l'Arcivescovo John Joseph Myers, di Newark (Stati Uniti d'America), e l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, di Saint Louis (Stati Uniti d'America).
NA/.../...                                       VIS 20080506 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../...                                         VIS 20080506 (30)

VISITA UFFICIALE DEL CATHOLICOS KAREKIN II

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2008 (VIS). Dal 6 al 9 maggio, Sua Santità Karekin II, eletto 132 Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni nell'ottobre 1999, compie una visita ufficiale alla Chiesa di Roma e al Santo Padre Benedetto XVI.

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani precisa che il Patriarca sarà accompagnato da un gruppo di 18 Vescovi del Catholicossato di tutti gli Armeni e da un gruppo di 75 fedeli armeni apostolici, provenienti dall'Armenia e da vari Paesi in Oriente ed Occidente, che parteciperanno ai momenti principali della visita del Catholicos.

  Domani 7 maggio, dopo un momento di preghiera presso la tomba di San Pietro ed un saluto alla statua di San Gregorio l'Illuminatore, Patrono dell'Armenia, collocata di recente nel cortile settentrionale della Basilica Vaticana, il Papa darà il benvenuto al Catholicos all'inizio dell'Udienza Generale in Piazza San Pietro. Nel pomeriggio dello stesso giorno il Catholicos riceverà dalla Pontificia Università Salesiana una Laurea "honoris causa" in "Teologia della pastorale giovanile".

  Giovedì 8 maggio il Catholicos si recherà in visita al Pontificio Collegio Armeno e nel pomeriggio parteciperà ad un colloquio accademico sul tema del "santo sacrificio nella tradizione armena".

  La mattina di venerdì 9, Sua Santità Karekin II e il suo seguito saranno ricevuti nella sede del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e successivamente nel Palazzo Apostolico avrà luogo l'incontro tra il Catholicos e Papa Benedetto XVI. Dopo l'incontro privato, il Papa si intratterrà con i Vescovi del seguito. Si prevede la celebrazione di una liturgia della Parola, presieduta congiuntamente da Papa Benedetto XVI e dal Catholicos Karekin II, in presenza dei Vescovi e dei fedeli armeni apostolici del seguito.

  Il pomeriggio del 9 maggio, il Catholicos e il suo seguito saranno ricevuti nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. La visita alla Basilica si concluderà con la celebrazione dei Vespri.

  Sua Santità Karekin compì una visita alla Chiesa di Roma e al compianto Papa Giovanni Paolo II nel novembre 2000, appena un anno dopo la sua elezione. Nel corso della visita il Catholicos Karekin II e Papa Giovanni Paolo II presiedettero una Liturgia della Parola nella Basilica di San Pietro, durante la quale il Santo Padre  donò al Catholicos una reliquia di San Gregorio l'Illuminatore, custodita per molti anni nel Convento di San Gregorio Armeno a Napoli.

  Nel settembre 2001, Giovanni Paolo II compì una visita in Armenia a alla Sede Madre di Etchmiadzin, residenza del Catholicos. Il Patriarca tornò a Roma in occasione della liturgia esequiale di Papa Giovanni Paolo II, l'8 aprile 2005.

  In occasione dei vari incontri tra i Vescovi di Roma e i Catholicoi della Chiesa armena apostolica sono state firmate Dichiarazioni Comuni che hanno trattato vari temi di grande rilievo ecumenico in campo storico, teologico e pastorale.
OP/VISITA PAPA:CHIESA ROMA/KAREKIN II                   VIS 20080506 (500)


TELEGRAMMA VITTIME CICLONE MYANMAR

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2008 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Paul Zinghtung Grawng, di Mandalay, Presidente della Conferenza Episcopale di Myanmar, a seguito del ciclone abbattutosi sulla parte meridionale del Paese, che ha causato finora migliaia di vittime.

  "Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia delle tragiche conseguenze del ciclone, il Santo Padre esprime le sue sentite condoglianze. Pregando per le vittime e le loro famiglie, invoca la pace divina sui defunti e la forza e la consolazione divina su quanti hanno avuto la casa distrutta e su tutti coloro che soffrono. Fiducioso che la comunità internazionale risponderà con generosità e presterà efficaci soccorsi per rispondere a tutte le necessità dei vostri connazionali, Sua Santità la prega di trasmettere la sua solidarietà e sollecitudine alla Autorità civili e a tutto il diletto popolo di Myanmar".
TGR/CICLONE MYANMAR/BERTONE:GRAWNG               VIS 20080506 (160)

lunedì 5 maggio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Ungheria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, con gli Ausiliari Vescovo György Udvardy, Vescovo Ferenc Cserháti e Vescovo János Székely.

-    Il Vescovo Lajos Pápaj, di Györ

-     Il Vescovo Antal Spányi, di Székesfehérvár.

- Sua Grazia Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury. 

  Sabato 3 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Cuba, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Emilio Aranguren Echeverría, di Holguín, con il Vescovo emerito Héctor Luis Lucas Peña Gómez.

    - Il Vescovo Álvaro Julio Beyra Luarca, di Santísimo Salvador de Bayamo y Manzanillo.
AP:AL/.../...                                      VIS 20080505 (150)

POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

  Sabato 10 maggio 2008, Vigilia di Pentecoste, alle 18.30, il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo Metropolita di Bombay (India), prenderà possesso del Titolo di San Paolo della Croce a "Corviale", Via Poggio Verde, 319.

  Domenica 11 maggio, 2008, Solennità di Pentecoste, alle 17:30, il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio "Cor Unum", prenderà possesso della nuova Diaconia di San Lorenzo in Piscibus, Via Padre Pancrazio Pfeiffer.
OP/POSSESSI CARDINALIZI/GRACIAS:CORDES               VIS 20080505 (100)


GIURAMENTO DOMANI 33 NUOVE RECLUTE GUARDIA SVIZZERA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2008 (VIS). Alle 17:00 di domani, martedì 6 maggio, nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, 33 nuove reclute arruolate negli ultimi 12 mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera. Le reclute presteranno giuramento in quattro lingue: 20 in lingua tedesca, 11 in lingua francese, 1 in lingua italiana ed 1 in lingua romancia.

  La Guardia Svizzera Pontificia fu fondata nel 1506 da Papa Giulio II della Rovere come Corpo stabile, direttamente dipendente dalla Santa Sede, con il compito di garantire la protezione ravvicinata del Santo Padre e la sorveglianza del Palazzo Apostolico.

  La mattina del 6 maggio, alle 7:30, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, la Santa Messa, alla quale assisteranno le guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 9:00, l'Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni Militari agli appartenenti al Corpo ed il Comandante deporrà una corona d'alloro davanti al monumento ai caduti.

  La cerimonia del giuramento si svolge ogni anno il 6 maggio, in commemorazione dell'eroica morte di 147 dei 189 soldati elvetici, caduti in difesa del Sommo Pontefice Clemente VII, nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell'Imperatore Carlo V.

  Il Corpo è composto da 110 cittadini svizzeri maschi, di religione cattolica, di altezza superiore a 174 cm, che hanno meno di 30 anni, e con una formazione professionale attestata con diploma o Maturità precedentemente conseguiti. L'aver frequentato la scuola reclute nell'esercito svizzero fa parte delle condizioni di ammissione. È possibile sposarsi solo dopo aver acquisito il grado di Caporale. Le Guardie abitano senza eccezione in Vaticano. La durata di servizio minima è di 25 mesi.
GS/GIURAMENTO:RECLUTE/...                           VIS 20080505 (470)


GRAZIE DEL PAPA DEDIZIONE SERVIZIO GUARDIA SVIZZERA


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina 33 reclute della Guardia Svizzera Pontificia in occasione dell'annuale cerimonia del giuramento, accompagnate dai familiari e dagli altri membri del Corpo. Le nuove Guardie presteranno giuramento nel pomeriggio di domani, nel corso di una Cerimonia nel Cortile San Damaso.

  "A distanza di cinque secoli" - ha sottolineato il Papa nel suo discorso in tedesco, italiano e francese - "immutato è rimasto lo spirito di fede che spinge giovani svizzeri a lasciare la loro bella terra per venire a prestare servizio al Papa in Vaticano. Uguale è l'amore per la Chiesa Cattolica, alla quale voi rendete testimonianza, più che con le parole, con le vostre persone, che, grazie alla caratteristica divisa, sono ben riconoscibili agli ingressi del Vaticano e nelle Udienze pontificie. Le vostre storiche uniformi parlano a pellegrini e turisti di ogni parte del mondo di qualcosa che malgrado tutto non muta, parlano cioè del vostro impegno di servire Dio servendo il 'servo dei suoi servi'".

  Benedetto XVI si è rivolto in particolare ai nuovi Alabardieri dicendo: "Sappiate anzitutto assimilare questo spirito cristiano ed ecclesiale, che è la base e il motore di ogni attività che svolgerete. Coltivate sempre la preghiera e la vita spirituale, valorizzando per questo la preziosa presenza del Cappellano. Siate aperti, semplici e leali. Sappiate apprezzare anche le differenze di personalità e di carattere che ci sono tra di voi, perché sotto l'uniforme ognuno è una persona unica e irripetibile, chiamata da Dio a servire il suo Regno di amore e di pace".

  "Come sapete, la Guardia Svizzera" - ha proseguito il Pontefice - "è anche una scuola di vita, e durante l'esperienza in Vaticano molti vostri predecessori hanno potuto scoprire la propria vocazione: al matrimonio cristiano, al sacerdozio, alla vita consacrata. E' questo un motivo di lode a Dio, ma anche di apprezzamento per il vostro Corpo".

  "Cari amici" - ha concluso Benedetto XVI - "vi ringrazio tutti per la generosità e la dedizione con cui operate a servizio del Papa. Il Signore vi ricompensi e vi colmi di abbondanti favori celesti".
AC/FEDELTÀ/GUARDIA SVIZZERA                       VIS 20080505 (360)


140° ANNIVERSARIO FONDAZIONE AZIONE CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2008 (VIS). Dopo la recita del Regina Caeli, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato in Piazza San Pietro 150.000 bambini, giovani e adulti appartenenti all'Azione Cattolica Italiana e di oltre 40 Paesi, in occasione dei 140 anni di fondazione dell'Associazione, al termine della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha fatto riferimento alle immagini di santi, beati, venerabili e servi di Dio "cresciuti nelle file dell'Azione Cattolica. (...) La magnifica corona dei volti che abbracciano simbolicamente Piazza San Pietro è una testimonianza tangibile di una santità ricca di luce e di amore".

  "Non è forse possibile, ancora oggi, per voi ragazzi, per voi giovani e adulti, fare della vostra vita una testimonianza di comunione con il Signore, che si trasformi in un autentico capolavoro di santità? Non è proprio questo lo scopo della vostra Associazione? Ciò sarà certamente possibile" - ha detto il Papa - "se l'Azione Cattolica continuerà a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un'adesione piena alla Parola di Dio, da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo".

  "Cari amici, rispondete generosamente a questa chiamata alla santità, secondo le forme più consone alla vostra condizione laicale! Continuate a lasciarvi ispirare dalle tre grandi 'consegne' che il mio venerato predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II vi ha affidato a Loreto nel 2004: contemplazione, comunione e missione".

  "L'Azione Cattolica" - ha ricordato il Pontefice - "nacque come una particolare associazione di fedeli laici contrassegnata da uno speciale e diretto legame con il Papa, diventando ben presto una forma preziosa di 'collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico' (...). Questa sua vocazione resta valida ancor oggi. Vi incoraggio pertanto a proseguire con generosità nel vostro servizio alla Chiesa".

  "L'amata Nazione italiana" - ha sottolineato il Papa - "ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l'edificazione di un giusto ordine della società e dello Stato (...). Siate 'cittadini degni del Vangelo' e 'ministri della sapienza cristiana per un mondo più umano': questo recita il tema della vostra Assemblea e questo è l'impegno che oggi assumete davanti alla Chiesa italiana, qui rappresentata da voi, dai vostri presbiteri assistenti, dai Vescovi e dal loro Presidente".

  "In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia, voi che la amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell'intelligenza, sia nell'ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all'eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio".
AC/.../AZIONE CATTOLICA                           VIS 20080505 (530)


SPERANZA CRISTIANA "ANCORA DELLA NOSTRA VITA"

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2008 (VIS). Nella Solennità dell'Ascensione del Signore, il Santo Padre ha guidato la recita del Regina Caeli, sul sagrato della Basilica di San Pietro, con le migliaia di soci dell'Azione Cattolica Italiana, e con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Dopo l'Ascensione" di Cristo al cielo - ha ricordato il Pontefice - i primi discepoli restano riuniti nel Cenacolo intorno alla Madre di Gesù in fervida attesa del dono dello Spirito Santo, promesso da Gesù (cfr At 1,14)".

  "Nei suoi discorsi di addio ai discepoli" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "Gesù ha molto insistito sull'importanza del suo 'ritorno al Padre', coronamento di tutta la sua missione: Egli infatti è venuto nel mondo per riportare l'uomo a Dio, non sul piano ideale - come un filosofo o un maestro di saggezza - ma realmente, quale pastore che vuole ricondurre le pecore all'ovile. Questo 'esodo' verso la patria celeste, che Gesù ha vissuto in prima persona, l'ha affrontato totalmente per noi".

  "Proprio per questo il Padre si è compiaciuto in Lui e Lo ha 'sovraesaltato' (Fil 2,9), restituendoGli la pienezza della sua gloria, ma ora con la nostra umanità. Dio nell'uomo - l'uomo in Dio: questa è ormai una verità non teorica ma reale. Perciò la speranza cristiana, fondata in Cristo, non è un'illusione ma, come dice la Lettera agli Ebrei, 'in essa noi abbiamo come un'àncora della nostra vita' (Eb 6,19), un'àncora che penetra nel Cielo dove Cristo ci ha preceduto".

  "E di che cosa ha più bisogno l'uomo di ogni tempo se non di questo: di un saldo ancoraggio per la propria esistenza? Ecco allora nuovamente il senso stupendo della presenza di Maria in mezzo a noi. Volgendo lo sguardo verso di Lei, come i primi discepoli, siamo immediatamente rinviati alla realtà di Gesù: la Madre rimanda al Figlio, che non è più fisicamente tra noi, ma ci attende nella casa del Padre. Gesù ci invita a non restare a guardare in alto, ma a stare insieme uniti nella preghiera, per invocare il dono dello Spirito Santo".
ANG/ASCENSIONE/...                               VIS 20080505 (350)


IL ROSARIO NON E' UNA PIA PRATICA RELEGATA AL PASSATO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2008 (VIS). Questo pomeriggio, alle 18:00, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la recita del Santo Rosario nella Basilica di Santa Maria Maggiore, "il tempio mariano per eccellenza, in cui il popolo della Città venera con grande affetto l'icona di Maria 'Salus Populi Romani'.

   "Nell'esperienza della mia generazione" - ha detto il Papa - "le sere di maggio rievocano dolci ricordi legati agli appuntamenti vespertini per rendere omaggio alla Madonna. (...) Oggi insieme confermiamo che il santo Rosario non è una pia pratica relegata al passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera".
  "Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù".

  "Ci aiuti Maria ad accogliere in noi la grazia che promana da questi misteri, affinché attraverso di noi possa 'irrigare' la società, a partire dalle relazioni quotidiane, e purificarla da tante forze negative aprendola alla novità di Dio".

  "Il Rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Papa - "(...) Specialmente in questi giorni che ci preparano alla solennità della Pentecoste restiamo uniti con Maria invocando per la Chiesa una rinnovata effusione dello Spirito Santo. (...). Vi affido le intenzioni più urgenti del mio ministero, le necessità della Chiesa, i grandi problemi dell'umanità: la pace nel mondo, l'unità dei cristiani, il dialogo fra tutte le culture. E pensando a Roma e all'Italia vi invito a pregare per gli obiettivi pastorali della Diocesi, e per lo sviluppo solidale di questo amato Paese".
BXVI-ROSARIO/.../SANTA MARIA MAGGIORE               VIS 20080505 (370)


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