Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 25 aprile 2003

GIORNATA CELEBRATIVA DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2003 (VIS). La Pontificia Commissione Biblica terrà la Sessione Plenaria annuale, dal 28 aprile al 2 maggio prossimo, presso la 'Domus Sanctae Marthae' in Vaticano, sotto la presidenza del Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Commissione. Il Padre Klemens Stock, S.J., dirigerà i lavori e il tema della riunione sarà il rapporto tra Bibbia e morale.

Venerdì 2 maggio è prevista una celebrazione per ricordare il centesimo anniversario di fondazione della Commissione Biblica. Per commemorarne l'anniversario, la terza ed ultima relazione di quel giorno sarà presentata dal Cardinale Ratzinger sul tema "Magistero della Chiesa ed esegesi. La loro relazione alla luce dei 100 anni della Pontificia Commissione Biblica".

La Pontificia Commissione Biblica si compone di 19 membri, oltre il Cardinale Ratzinger, Presidente della Commissione, il Padre Stock, Segretario ed il Padre Alessandro Belano F.D.P., Segretario Tecnico della medesima Commissione.

Con la Lettera Apostolica "Vigliantiae studiique" del 30 ottobre 1902, Papa Leone XIII istituì la Pontificia Commissione per gli Studi Biblici con il compito di promuovere il progresso degli studi biblici e curarne l'immunità da errori. Il 23 febbraio 1904, Papa San Pio X concesse alla Commissione la facoltà di conferire gradi accademici in materia biblica. Nel 1924 e 1931, Papa Pio XI equiparò i gradi accademici conferiti dalla Commissione a quelli conferiti dagli Atenei Pontifici. Nel 1942, Papa Pio XII permise che si dividesse la materia della licenza, concedendo che, dopo il primo esame, si conferisse il baccellierato.

Il 27 giugno 1971, con Motu Proprio "Sedula cura", Papa Paolo VI riorganizzò completamente la Pontificia Commissione Biblica, collegandola alla Congregazione per la Dottrina della Fede, il cui Prefetto è ex officio anche Presidente della Commissione.
…/ANNIVERSARIO COMMISSIONE BIBLICA/… VIS 20030425 (300)

INTERVENTO ARCIVESCOVO FOLEY SU DON GIACOMO ALBERIONE


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, presso il Centro Conferenze della Chiesa di Gesù Maestro a Roma, l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, interverrà ad una tavola rotonda sul tema: "Don Giacomo Alberione: 'Tutto il Cristo a tutto l'uomo con tutti i mezzi'". Don Alberione, Fondatore della Famiglia Paolina, sarà proclamato Beato domenica prossima dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

La tavola rotonda fa parte di una settimana di celebrazioni per la Beatificazione del Servo di Dio Giacomo Alberione (1884-1971).

Don Alberione dà inizio alla "Famiglia Paolina" nel 1914 con la fondazione della Pia Società San Paolo, seguita un anno dopo dalla fondazione della Congregazione delle Figlie di San Paolo. Nel 1923, Don Alberione viene colpito da una grave malattia, ma si riprende miracolosamente e nel 1924 dà inizio alla seconda congregazione femminile: le Pie Discepole del Divin Maestro. Nel 1938 don Alberione fonda la terza Congregazione femminile: le Suore di Gesù Buon Pastore o "Pastorelle". La "Famiglia Paolina" si completa fra il 1957 e il 1960, con la fondazione della quarta congregazione femminile, l'Istituto Regina Apostolorum per le vocazioni (Suore Apostoline).

Il futuro Beato promuove la stampa di numerose riviste settimanali e mensili, fra cui "Famiglia Cristiana". Pensa anche ai ragazzi e per loro fa pubblicare "Il Giornalino".

Promuove anche la costruzione del grande tempio a San Paolo in Alba, a cui seguiranno i due templi a Gesù Maestro (Alba e Roma) e il Santuario alla Regina degli Apostoli (Roma). Negli anni 1962-1965 partecipa quotidianamente alle sessioni del Concilio Vaticano II.
CON-CS/ALBERIONE:FAMIGLIA PAOLINA/FOLEY VIS 20030425 (290)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Ricardo Antonio Tobón Restrepo, finora Segretario locale della Nunziatura Apostolica in Colombia, Vescovo di Sonsón-Rionegro (superficie: 7.300; popolazione: 735.000; cattolici: 698.000; sacerdoti: 226; religiosi: 718), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Ituango (Colombia) nel 1951 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1975.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Tierradentro (Colombia) presentata dal Vescovo Jorge García Isaza, C.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Cristián Contreras Villarreol, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Santiago de Chile (Cile), Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi (superficie: 9.132; popolazione: 5.219.199; cattolici: 3.862.207; sacerdoti: 799; religiosi: 4.009; diaconi permanenti: 166). Il Vescovo eletto è nato a Santiago de Chile nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Ha nominato il Monsignore Dominic Dinh Mai Luong, Parroco della Parrocchia di "Mary Queen of Vietnam" a New Orleans (Stati Uniti d'America), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Orange in California (superficie: 2.025; popolazione: 2.846.289; cattolici: 1.110.508; sacerdoti: 273; religiosi: 484; diaconi permanenti: 59), Stati Uniti d'America Il Vescovo eletto è nato a Minh Cuong (Vietnam) nel 1940 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20030425 (200)

giovedì 24 aprile 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Vescovo Frantisek Tondra, di Spis (Slovacchia).
AP/…/… VIS 20030424 (30)

BEATIFICAZIONE DI SEI SERVI DI DIO DOMENICA PROSSIMA


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2003 (VIS). Domenica 27 aprile, Domenica della Divina Misericordia, alle ore 10:00, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà l'Eucaristia sul sagrato della Basilica Vaticana e proclamerà Beati sei Servi di Dio:

I nomi dei futuri Beati sono: Giacomo Alberione, Presbitero, Fondatore della Famiglia Paolina; Marco D'Aviano, Presbitero dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; Maria Cristina Brando, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato; Eugenia Ravasco, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; Maria Domenica Mantovani, Vergine, Cofondatrice dell'Istituto Piccole Suore della Sacra Famiglia; Giulia Salzano, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore.
OCL/BEATIFICAZIONI/… VIS 20030424 (120)

IL PAPA PRESIEDE LE ESEQUIE DEL CARDINALE SABATTANI


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2003 (VIS). Questa mattina alle 10:30 nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto la liturgia delle esequie del Cardinale Aurelio Sabattani, scomparso Sabato Santo 19 aprile, all'età di 90 anni. Negli anni trascorsi al servizio della Santa Sede, il defunto Porporato ha ricoperto gli incarichi di Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana e Presidente della Fabbrica di San Pietro.

Nell'omelia, il Papa ha fatto riferimento alla pagina evangelica delle Beatitudini: "Beati! Gesù proclama beati coloro che lo hanno seguito giorno dopo giorno, andando controcorrente rispetto alla logica del mondo. In questa schiera di suoi fedeli discepoli ci pare che, pur nei limiti d'ogni umana esistenza, si collochi anche questo nostro fratello, che ha reso un molteplice e generoso servizio alla chiesa".

Il Santo Padre ha affermato che "la nostra dimora definitiva e la nostra 'ricompensa', come ricorda Gesù nel Vangelo, non sono su questa terra, ma nei cieli. Ne era ben consapevole il compianto Cardinale che nel testamento spirituale raccomanda ai suoi cari di 'vivere nella fede e nella grazia di Dio, unica cosa che ha valore definitivo'. In effetti, egli ben sapeva che, proprio conformando la propria volontà a quella di Cristo, specialmente nei momenti difficili e sofferti della vita, il credente diviene degno delle beatitudini evangeliche".

Il Papa ha proseguito, indicando che il Cardinale Sabattani, "riconoscendo di essere stato ricolmato da Dio di continui e singolari benefici, si è presentato ora al suo giudizio, dopo aver egli stesso esercitato l'ufficio di giudice entro la Chiesa. Si è presentato con serena fiducia, come egli dichiara, nella consapevolezza di essere stato mosso sempre dal desiderio di servire Cristo e la Chiesa".

Dopo aver ricordato gli ultimi anni del Cardinale, "segnati da non poche sofferenze", il Papa ha passato in rassegna la sua lunga vita di fedele servizio alla Chiesa.
HML/ESEQUIE SABATTANI/… VIS 20030424 (330)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio "Cor Unum" il Padre Massimo Cenci, P.I.M.E., Sotto-Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Monsignor Frank J. Dewane, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; il Sacerdote Salvador López Mora della "Caritas" del Messico; il Sacerdote Michael Yeung della "Caritas" di Hong Kong; e il Signor José Sánchez Faba, Presidente della "Caritas" della Spagna.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Esarcato Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti nella Repubblica Ceca, presentata da S.E.R. Mons. Ivan Lajavinec, in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ed ha nominato Esarca Apostolico del medesimo Esarcato il Sacerdote Ladislaz Hucko, finora Padre Spirituale del Seminario Maggiore di Kosice (Slovacchia). Il Vescovo eletto è nato a Presov (Slovacchia) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.
NA:NER:RE/…/… VIS 20030424 (160)

mercoledì 23 aprile 2003

GIOVEDÌ SANTO: MESSA DEL CRISMA E DELLA CENA DEL SIGNORE


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2003 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, Giovedì Santo, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto la Santa Messa Crismale. Hanno concelebrato con il Santo Padre, Cardinali, Vescovi e Presbiteri presenti a Roma. Dopo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, sono stati benedetti l'olio dei catecumeni, degli infermi e il crisma.

Nell'omelia, il Santo Padre ha confermato che nell'Eucaristia "si rende presente ed efficace il mistero di Cristo unico e sommo Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza".

Il Santo Padre ha esortato i sacerdoti affinché "non si spenga in noi l'entusiasmo spirituale dell'Ordinazione presbiterale". Ai fedeli ha detto di pregare "per i sacerdoti perché siano attenti dispensatori dei doni della grazia divina, in modo speciale della misericordia di Dio nel sacramento della Confessione e del Pane di vita nell'Eucaristia, vivo memoriale della morte e risurrezione di Cristo".

"Per sottolineare l'attualità del grande memoriale della redenzione, nella Messa 'in Cena Domini', firmerò l'Enciclica dal titolo: 'Ecclesia de Eucharistia', che ho voluto indirizzare in special modo a voi, cari Sacerdoti, in luogo della consueta Lettera del Giovedì santo. Accoglietela come un dono particolare in occasione del 25° anno del mio ministero petrino e fatela conoscere alle anime affidate alle vostre cure pastorali".

Alle ore 17.30 nella Basilica di San Pietro, Giovanni Paolo II ha presieduto la concelebrazione della Santa Messa nella Cena del Signore, durante la quale ha firmato l'Enciclica 'Ecclesia de Eucharistia'. Il Cardinale Ratzinger e il Cardinale Sodano hanno lavato i piedi a 12 sacerdoti. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Papa un'offerta destinata alle popolazioni colpite dalla guerra in Iraq.

Il Papa ha sottolineato che "la lavanda dei piedi e il sacramento dell'Eucaristia sono due manifestazioni di uno stesso mistero d'amore affidato ai discepoli, 'perché - dice Gesù - come ho fatto io, facciate anche voi'".

"Mistero veramente grande è l'Eucaristia! Mistero 'incomprensibile' per la ragione umana, ma così luminoso per gli occhi della fede! La Mensa del Signore nella semplicità dei simboli eucaristici - il pane e il vino condivisi - si rivela anche quale mensa della concreta fratellanza. Il messaggio che da essa promana è troppo chiaro perché lo si possa ignorare: quanti prendono parte alla Concelebrazione eucaristica non possono restare insensibili di fronte alle attese dei poveri e dei bisognosi".

"Proprio in questa prospettiva desidero che le offerte raccolte durante questa Celebrazione vadano ad alleviare le urgenti necessità di quanti soffrono in Iraq per le conseguenze della guerra. Un cuore che ha sperimentato l'amore del Signore si apre spontaneamente alla carità verso i fratelli".

Giovanni Paolo II ha concluso con l'affermazione che l'Eucaristia "è dono grande per la Chiesa e per il mondo. Proprio perché sia riservata sempre più profonda attenzione al sacramento dell'Eucaristia, ho voluto offrire all'intera Comunità dei credenti un'Enciclica, il cui tema focale è il Mistero eucaristico".
JPII-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/… VIS 20030423 (490)

TELEGRAMMA PER LA MORTE DEL CARDINALE AURELIO SABATTANI


CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire alla Signora Teresa Sabattani, sorella del Cardinale Aurelio Sabattani, scomparso questa mattina nella sua casa in Vaticano, all'età di 90 anni. Il Cardinale Sabattani era Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Arciprete emerito della Patriarcale Basilica Vaticana e Vicario Generale emerito per la Città del Vaticano:

"Nell'apprendere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello Cardinale Aurelio Sabattani desidero esprimere a lei a ai familiari la mia viva partecipazione al lutto che colpisce quanti conobbero e stimarono il compianto Porporato, insigne giurista, per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare nel Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e come Arciprete della Patriarcale Basilica di San Pietro, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo. Mentre elevo fervide preghiere al Signore Gesù affinché auspice la Vergine Maria voglia donare al defunto Cardinale il premio eterno promesso ai suoi fedeli discepoli, invio di cuore a lei e a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/MORTE SABATTANI/… VIS 20030423 (200)

VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2003 (VIS). Come di consueto oggi, Venerdì Santo, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha confessato alcuni fedeli e ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore. La sera alle 21:15 ha presieduto il pio esercizio della Via Crucis al Colosseo.

Verso mezzogiorno, il Papa è sceso nella Basilica di San Pietro per confessare dieci persone di diverse nazionalità. Ha poi salutato i numerosi fedeli che a quell'ora si trovavano nella Basilica.

Alle 17.00, ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore, durante la quale il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha pronunciato l'omelia. La liturgia è proseguita con la Preghiera universale, l'adorazione della Santa Croce e la Santa Comunione.

La Via Crucis è iniziata al Colosseo poco dopo le 21.15. Il Papa, seduto su una sedia posta sul Colle Palatino, ha presieduto la celebrazione alla quale hanno partecipato 30.000 persone. I testi delle meditazioni proposte quest'anno sono stati scritti dal Santo Padre.

Durante le prime 13 stazioni, la croce è stata portata dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, e da fedeli provenienti dalla Colombia, dalla Liberia, dalla Sierra Leone, dall'Egitto, dalla Terra Santa, dall'Italia e dall'Iraq. Durante la quattordicesima ed ultima stazione, la Croce è stata portata da Giovanni Paolo II.

Al termine della celebrazione, invece di leggere il testo preparato, il Santo Padre ha pronunciato alcune parole a braccio: "'Ecce lignum crucis in quo salus mundi pependit. …. Venite adoremus'. Abbiamo sentito questa parola nell'odierna liturgia: ecco il legno della croce. È la parola chiave del Venerdì Santo. (…) E dopodomani canteremo: 'Surrexit de sepulchro … qui pronobis pependi in ligno'".

"Auguro a tutti noi di vivere questo Triduo il più profondamente possibile. Siamo come ogni anno qui, intorno al Colosseo. È un simbolo. (…) È difficile trovare un altro posto dove il Mistero della Croce parli più eloquentemente che qui, davanti a questo Colosseo".

Nel testo preparato per l'occasione, il Papa scrive: "Quanti nostri fratelli e sorelle stanno rivivendo nella loro carne il dramma del Calvario! Quanto numerose sono le 'vie crucis' dimenticate! Penso alle tragiche immagini di violenza, di guerre e di conflitti, che quotidianamente ci giungono da tanti luoghi; all'angoscia e al dolore di individui e di popoli d'ogni Continente; alla morte per fame e per stenti di migliaia di adulti e di bambini innocenti; allo sfregio della dignità umana, purtroppo perpetrato a volte nel nome di Dio. Possiamo restare indifferenti dinanzi a questo lancinante grido di dolore che si leva da tante parti del Pianeta?".

"Quando gli esseri umani tacciono impotenti dinanzi a queste inquietanti domande, la risposta è offerta dalla fede. È una risposta racchiusa nell'evento stesso che quest'oggi commemoriamo: la morte di Cristo. (…) La vittoria definitiva non è della morte. L'ultima parola è di Dio, che risusciterà, il terzo giorno, il Figlio unigenito immolato per noi".
JPII-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/… VIS 20030423 (490)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jerzy Mazur, S.V.D., finora Vescovo di San Giuseppe a Irkutsk (Federazione Russa), Vescovo di Elk (superficie: 11.000; popolazione: 470.000; cattolici: 440.000; sacerdoti: 297; religiosi: 176), Polonia.

- Ha nominato il Vescovo Cyryl Klimowicz, finora Vescovo Ausiliare di Minsk-Mohilev (Bielorussia), Vescovo di San Giuseppe a Irkutsk (superficie: 9.960.000; popolazione: 15.500.000; cattolici: 49.000; sacerdoti: 42; religiosi: 80), Federazione Russa).
NER/…/MAZUR:KLIMOWICZ/… VIS 20030423 (80)

IL CRISTO RISORTO APRE I CUORI ALLA GIOIA E ALLA SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2003 (VIS). Questa mattina alle 12.00, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il 'Regina Coeli', preghiera che sostituisce l'Angelus durante il tempo di Pasqua. Prima della recita della preghiera, il Santo Padre ha rivolto alcune parole ai numerosi fedeli riuniti nella Piazza sottostante.

Il Papa ha fatto notare che "il lunedì di Pasqua viene chiamato 'Lunedì dell'Angelo' a ricordo di quanto avvenne all'alba di quel primo giorno dopo il sabato. Fu un Angelo, infatti, a rincuorare le donne che, accorse al sepolcro, erano smarrite e preoccupate avendo trovato la tomba vuota. 'Non abbiate paura!' disse loro. 'È risorto non è qui'. E aggiunse: 'Ora andate' ad annunciare questa notizia agli Apostoli".

Il Santo Padre ha detto: "Anche per noi hanno grande valore queste parole dell'Angelo, che riascoltiamo sempre con intima emozione. Se infatti Cristo è risorto, tutto cambia e acquistano senso nuovo la vita e la storia".

Il Papa ha proseguito le sue riflessioni affermando: "Con semplicità e chiarezza, Pietro afferma che il Cristo crocifisso è vivo, è risorto e 'tutti noi ne siamo testimoni'. Da allora la Chiesa non ha cessato di proclamare questa stessa 'buona novella'. È urgente che tutti gli uomini conoscano e incontrino Cristo, crocifisso e risorto, e da Lui si lascino conquistare. A quanti l'accolgono Egli apre il cuore a quella gioia vera che rende nuova, bella e ricca di speranza l'umana esistenza".
ANG/LUNEDÌ DI PASQUA/… VIS 20030423 (250)

MESSAGGIO PASQUALE: APPELLO PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 APR. 2003 (VIS). In una Piazza San Pietro gremita di migliaia di fedeli, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato, sotto una pioggia battente, la Santa Messa del giorno nella Pasqua di Risurrezione, la venticinquesima del suo Pontificato. Al termine della celebrazione, il Papa ha pronunciato il Messaggio Pasquale; ha quindi impartito la benedizione 'Urbi et Orbi', e rivolto parole di saluto ai fedeli in 62 lingue.

Fedeli di tutto il mondo hanno potuto seguire l'evento in televisione e alla radio. Cinquantaquattro paesi e ottanta reti televisive hanno trasmesso le celebrazioni con commenti in lingua locale. I fiori, le piante e gli alberi che adornavano Piazza San Pietro il giorno di Pasqua, molti dei quali nei colori pontifici di giallo e bianco, sono stati forniti da floricoltori olandesi, consuetudine degli ultimi diciotto anni. I fiori, ordinati ad ottobre, sono arrivati in Vaticano tra Giovedì Santo e Sabato Santo. Il Papa ha voluto rivolgere un saluto speciale ai floricoltori olandesi.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio Pasquale del Santo Padre:

"E' risorto dal sepolcro il Signore, che per noi fu appeso alla croce. Alleluia!".

"Questo annuncio è il fondamento della speranza dell'umanità. Se infatti Cristo non fosse risorto, non solo sarebbe vana la nostra fede, ma vana sarebbe anche la nostra speranza, perché il male e la morte ci terrebbero tutti in ostaggio".

"'Pace a voi!' Questo è il primo saluto del Risorto ai discepoli; saluto che quest'oggi ripete al mondo intero. O Buona Novella tanto attesa e desiderata! O annuncio consolante per chi è oppresso sotto il peso del peccato e delle sue molteplici strutture! Per tutti, specialmente per i piccoli e i poveri, proclamiamo oggi la speranza della pace, della pace vera, fondata sui solidi pilastri dell'amore e della giustizia, della verità e della libertà".

"'Pacem in terris. La pace sulla terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi può essere instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio'. Con queste parole inizia la storica Enciclica, con la quale quarant'anni or sono il Beato Papa Giovanni XXIII indicò al mondo la via della pace. Sono parole quanto mai attuali all'alba del terzo millennio, tristemente oscurata da violenze e conflitti".

"Pace in Iraq! Con il sostegno della Comunità internazionale, gli Iracheni diventino protagonisti di una solidale ricostruzione del loro Paese. Pace nelle altre regioni del mondo, dove guerre dimenticate e conflitti striscianti provocano morti e feriti tra il silenzio e l'oblio di non poca parte della pubblica opinione. Con profonda pena penso alla scia di violenza e di sangue che non accenna a finire in Terra Santa. Penso alla tragica situazione di non pochi Paesi del Continente africano, che non può essere abbandonato a se stesso. Ho ben presenti i focolai di tensione E gli attentati alla libertà dell'uomo nel Caucaso, in Asia ed in America Latina, regioni del mondo a me ugualmente care".

"Si spezzi la catena dell'odio, che minaccia l'ordinato sviluppo della famiglia umana. Ci conceda Iddio di essere liberati dal pericolo di un drammatico scontro tra le culture e le religioni. La fede e l'amore verso Dio rendano i credenti di ogni religione artefici coraggiosi di comprensione e di perdono, pazienti tessitori di un proficuo dialogo interreligioso, che inauguri un'era nuova di giustizia e di pace".

"Per quanto buio possa apparire l'orizzonte dell'umanità, oggi celebriamo il trionfo sfolgorante della gioia pasquale. Se un vento contrario ostacola il cammino dei popoli, se si fa burrascoso il mare della storia, nessuno ceda allo sgomento e alla sfiducia! Cristo è risorto; Cristo è vivo tra noi, realmente presente nel sacramento dell'Eucaristia, Egli si offre quale Pane di salvezza, Pane dei poveri, Cibo dei pellegrini".
JPII-PASQUA/MESSAGGIO:URBI ET ORBI/… VIS 20030423 (640)

SABATO SANTO: BATTESIMO E CONFERMAZIONE DI CATECUMENI


CITTA' DEL VATICANO, 19 APR. 2003 (VIS). Alle ore 20.00, nella Basilica di San Pietro, il Papa ha presieduto la solenne Veglia della Notte Santa di Pasqua durante la quale ha amministrato i Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia a sette catecumeni provenienti da Stati Uniti, Italia, Nigeria, Burkina Faso, Tunisia, Burundi e Giappone.

La Veglia è iniziata nell'atrio della Basilica con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Alla processione verso l'altare con il cero e il canto dell'Exulet, sono seguite la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica.

Nell'omelia, il Papa ha parlato delle donne che vanno al sepolcro dove è stato deposto il corpo di Gesù, ma non lo trovano perché è risorto. "Questa sconvolgente notizia, destinata a cambiare le sorti della storia, continua da allora ad echeggiare di generazione in generazione: annuncio antico e sempre nuovo. È risuonata ancora una volta durante questa Veglia pasquale, madre di tutte le Veglie, e si sta diffondendo in queste ore per tutta la Terra".

"O sublime mistero di questa Notte Santa! Notte nella quale riviviamo l'evento straordinario della Resurrezione! Se Cristo fosse rimasto prigioniero del sepolcro, l'umanità e l'intero creato, in un certo modo, avrebbero perduto il loro senso. Ma tu, Cristo, sei veramente risorto!".

Dopo aver ricordato che mediante il Battesimo, "si entra a far parte del popolo dei redenti", il Santo Padre si è rivolto ai sette catecumeni che dovevano ricevere i Sacramenti dell'iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia: "Entrate così nella Casa del Signore, venite consacrati con olio di letizia e potete cibarvi del Pane del cielo. Sorretti dalla potenza dello Spirito Santo, perseverate nella vostra fedeltà a Cristo, e proclamate con coraggio il suo Vangelo".
JPII-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/… VIS 20030423 (300)

PASQUA: VITTORIA DI CRISTO SUL PECCATO E SUL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, all'Ottava di Pasqua: i giorni che seguono la Domenica di Pasqua quando la Chiesa gioiosamente proclama con cantico di lode e di ringraziamento che con la sua morte, Gesù ha "liberato l'uomo dalla schiavitù del male e del peccato".

Il Papa ha indicato che "dopo la sua risurrezione, il Signore appare più volte ai discepoli" e che Giovanni l'Evangelista "in particolare, pone in evidenza le prime parole rivolte dal Maestro risorto ai discepoli. 'Pace a voi'. (…) Quest'espressione, 'pace a voi', in ebraico 'shalom', contiene e sintetizza, in un certo modo, tutto il messaggio pasquale".

Il Santo Padre ha spiegato che la pace "nasce da un profondo rinnovamento del cuore dell'uomo. Non è dunque il risultato di sforzi umani né può essere raggiunta soltanto grazie ad accordi fra persone e istituzioni. È piuttosto un dono da accogliere con generosità, da custodire con cura, e da far fruttificare con maturità e con responsabilità. Per quanto travagliate siano le situazioni e forti le tensioni e i conflitti, nulla può resistere all'efficace rinnovamento portato dal Cristo risorto. È Lui la nostra pace".

Giovanni Paolo II ha indicato che l'Ottava di Pasqua concluderà domenica prossima, chiamata anche domenica della Divina Misericordia. "Con la morte in Croce, Cristo ci ha riconciliato con Dio e ha posto le basi nel mondo di una fraterna convivenza fra tutti. (…) Il sangue del Redentore ha lavato i nostri peccati. Abbiamo così sperimentato la potenza rinnovatrice del suo perdono. La misericordia divina apre il cuore verso i fratelli, ed è con il perdono offerto e ricevuto che si costruisce la pace nelle famiglie e in ogni altro ambiente di vita".
AG/OTTAVA DI PASQUA:PACE/… VIS 20030423 (310)

mercoledì 16 aprile 2003

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai presuli scomparsi nelle scorse settimane:

- Il Cardinale Gerald Emmett Carter, Arcivescovo emerito di Toronto (Canada), il 6 aprile, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Vincent De Paul Breen, emerito di Metuchen (Stati Uniti d'America), il 30 marzo, all'età di 66 anni.

- L'Arcivescovo Patrick Fani Chakaipa, di Harare (Zimbabwe), l'8 aprile, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Luís Gonzaga Fernandes, emerito di Campina Grande (Brasile), il 5 aprile, all'età di 76 anni.

- Il Vescovo Emmanuel Pothanamuzhy, C.M.I., di Mananthavady dei Siro-Malabaresi (India), il 6 aprile, all'età di 70 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20030416 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sorsogon (Filippine), presentata dal Vescovo Jesus Y. Varela, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Arturo M. Bastes, S.V.D., finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Sacerdote Giuseppe Guerrini, finora Vicario Giudiziale del Tribunale diocesano, Vescovo di Saluzzo (superficie: 1.782; popolazione: 92.356; cattolici: 89.160; sacerdoti: 116; religiosi: 155; diaconi permanenti: 2), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Cuneo nel 1941 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1964. Il Vescovo Guerrini succede al Vescovo Diego Natale Bona, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Peter Martin Musikuwa, finora Direttore Spirituale del Seminario Maggiore "St. Peter's" a Zomba, Vescovo di Chikwawa (superficie: 7.676; popolazione: 763.862; cattolici: 112.178; sacerdoti: 23; religiosi: 20), Malawi. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Kalimtulo (Malawi), ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Ha nominato il Padre Prudencio Padilla Andaya, C.I.C.M., Maestro dei Novizi a Taytay e Consigliere Provinciale, Vicario Apostolico di Tabuk (superficie: 6.471,5; popolazione: 271.152; cattolici: 177.749; sacerdoti: 27; religiosi: 22), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Lubuagan (Filippine), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Monsignor Pawel Stobrawa, finora Parroco della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Opole, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Opole (superficie: 8.033; popolazione: 910.000; cattolici: 870.400; sacerdoti: 773; religiosi: 1.050), Polonia. Il Vescovo eletto è nato a Zborowskie (Polonia), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
RE:NER:NEA/…/… VIS 20030416 (280)

GIOVEDÌ SANTO FIRMA DELLA LETTERA ENCICLICA SULL'EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2003 (VIS). Definendolo "fulcro dell'intero anno liturgico", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, come fa tradizionalmente durante la Settimana Santa, al Triduo Pasquale che ha inizio domani, Giovedì Santo, giorno in cui firmerà la quattordicesima Lettera Enciclica del suo Pontificato.

"Mentre la Santa Messa Crismale" - ha detto il Papa - "che si celebra normalmente al mattino del Giovedì Santo, pone particolarmente in evidenza il Sacerdozio ministeriale, i riti della Santa Messa 'in Cena Domini' sono un invito pressante a contemplare l'Eucaristia, mistero centrale della fede e della vita cristiana. Proprio per sottolineare l'importanza di questo Sacramento, ho voluto scrivere la Lettera enciclica 'Ecclesia de Eucharistia', che durante la Messa in Cena Domini avrò la gioia di firmare. In questo testo intendo consegnare a ogni credente un'organica riflessione sul Sacrificio eucaristico, che racchiude l'intero bene spirituale della Chiesa".

"Il Venerdì Santo, giornata di penitenza e di digiuno" - ha proseguito il Pontefice - "faremo memoria della passione e della morte di Gesù, restando in assorta adorazione della Croce. (…) Al dramma del Venerdì subentra il silenzio del Sabato Santo, giorno carico di attesa e di speranza. (…) Nella Notte Santa della Pasqua tutto si rinnova nel Cristo risorto. Da ogni angolo della terra salirà al cielo il canto del Gloria e dell'Alleluia, mentre la luce infrangerà le tenebre della notte. Nella Domenica di Pasqua esulteremo con il Risorto accogliendo da Lui l'augurio della pace".

"Far memoria di questo mistero centrale della fede," - ha spiegato il Santo Padre - "comporta anche l'impegno di attualizzarlo nella realtà concreta della nostra esistenza. Significa riconoscere che la passione di Cristo continua nei drammatici eventi che, purtroppo, anche in questi tempi affliggono tanti uomini e donne in ogni parte della terra".

"Il mistero della Croce e della Risurrezione" - ha concluso il Papa - "ci assicura però che l'odio, la violenza, il sangue, la morte non hanno l'ultima parola nelle vicende umane. È di Cristo la vittoria definitiva e da Lui dobbiamo ripartire, se vogliamo costruire per tutti un futuro di autentica pace, giustizia e solidarietà".
AC/TRIDUO PASQUALE/… VIS 20030416 (360)

ENCICLICA DI GIOVANNI PAOLO II "ECCLESIA DE EUCHARISTIA"


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2003 (VIS). Questa sera, durante la Santa Messa nella Cena del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha firmato la Lettera Enciclica "Ecclesia de Eucharistia" ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici sull'Eucaristia nel suo rapporto con la Chiesa.

La quattordicesima Lettera Enciclica di Giovanni Paolo II, pubblicata in lingua inglese, francese, spagnola, italiana, tedesca, portoghese e latina, si compone di una Introduzione, sei capitoli e una conclusione. Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

INTRODUZIONE

"La Chiesa vive dell'Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un'esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa".
"Da quando ho iniziato il mio ministero di Successore di Pietro, ho sempre riservato al Giovedì Santo, giorno dell'Eucaristia e del Sacerdozio, un segno di particolare attenzione, inviando una lettera a tutti i sacerdoti del mondo. Quest'anno, venticinquesimo per me di Pontificato, desidero coinvolgere più pienamente l'intera Chiesa in questa riflessione eucaristica, anche per ringraziare il Signore del dono dell'Eucaristia e del Sacerdozio: 'Dono e mistero'. (…).Come non sentire il bisogno di esortare tutti a farne sempre rinnovata esperienza?"
"L'Eucaristia, presenza salvifica di Gesù nella comunità dei fedeli e suo nutrimento spirituale, è quanto di più prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino nella storia".
"Non c'è dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell'altare. (…) La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo, è una grazia del Signore che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa".
"Purtroppo accanto a queste luci, non mancano delle ombre. Infatti vi sono luoghi dove si registra un pressoché completo abbandono del culto di adorazione eucaristica. Si aggiungono, nell'uno o nell'altro contesto ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina cattolica su questo mirabile Sacramento. Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero eucaristico. Spogliato del suo valore sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno. Inoltre, la necessità del sacerdozio ministeriale, che poggia sulla successione apostolica, rimane talvolta oscurata e la sacramentalità dell'Eucaristia viene ridotta alla sola efficacia dell'annuncio. Di qui anche, qua e là, iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede. Come non manifestare, per tutto questo, profondo dolore? L'Eucaristia è un dono troppo grande, per sopportare ambiguità e diminuzioni. Confido che questa mia Lettera enciclica possa contribuire efficacemente a che vengano dissipate le ombre di dottrine e pratiche non accettabili, affinché l'Eucaristia continui a risplendere in tutto il fulgore del suo mistero".
I. MISTERO DELLA FEDE
"Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e 'si effettua l'opera della nostra redenzione'. (…) Mistero grande, Mistero di misericordia. Che cosa Gesù poteva fare di più per noi? Davvero, nell'Eucaristia, ci mostra un amore che va fino 'all'estremo', un amore che non conosce misura".
"La Messa rende presente il sacrificio della Croce, non vi si aggiunge e non lo moltiplica. (…) La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere, pertanto, intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario".
II. L'EUCARISTIA EDIFICA LA CHIESA
"Con la comunione eucaristica la Chiesa è parimenti consolidata nella sua unità di corpo di Cristo".
"Il culto reso all'Eucaristia fuori della Messa è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa. Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione del Sacrificio eucaristico. La presenza di Cristo sotto le sacre specie che si conservano dopo la Messa - presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del vino - deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione, sacramentale e spirituale. Spetta ai Pastori incoraggiare, anche con la testimonianza personale, il culto eucaristico, particolarmente le esposizioni del Santissimo Sacramento, nonché la sosta adorante davanti a Cristo presente sotto le specie eucaristiche (…). Come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore, davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento? Quante volte, miei cari fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno!".
III. L'APOSTOLICITÀ DELL'EUCARISTIA E DELLA CHIESA
"È in continuità con l'agire degli Apostoli, obbedienti all'ordine del Signore, che la Chiesa celebra l'Eucaristia lungo i secoli".
"Il ministero dei sacerdoti che hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine, nell'economia di salvezza scelta da Cristo, manifesta che l'Eucaristia, da loro celebrata, è un dono che supera radicalmente il potere dell'assemblea ed è comunque insostituibile per collegare validamente la consacrazione eucaristica al sacrificio della Croce e all'Ultima Cena".
"L'assemblea che si riunisce per la celebrazione dell'Eucaristia necessita assolutamente di un sacerdote ordinato che la presieda per poter essere veramente assemblea eucaristica. D'altra parte, la comunità non è in grado di darsi da sola il ministro ordinato. Questi è un dono che essa riceve attraverso la successione episcopale risalente agli Apostoli".
"I fedeli cattolici, pertanto, pur rispettando le convinzioni religiose di questi loro fratelli separati, debbono astenersi dal partecipare alla comunione distribuita nelle loro celebrazioni, per non avallare un'ambiguità sulla natura dell'Eucaristia e mancare, di conseguenza, al dovere di testimoniare con chiarezza la verità. Ciò finirebbe per ritardare il cammino verso la piena unità visibile. Similmente, non si può pensare di sostituire la Santa Messa domenicale con celebrazioni ecumeniche della Parola o con incontri di preghiera in comune con cristiani appartenenti alle suddette Comunità ecclesiali oppure con la partecipazione al loro servizio liturgico. Tali celebrazioni ed incontri, in se stessi lodevoli in circostanze opportune, preparano alla desiderata piena comunione anche eucaristica, ma non la possono sostituire".
"Il Concilio Vaticano II ha individuato nella carità pastorale il vincolo che dà unità" alla vita e attività del presbitero. "Essa - soggiunge il Concilio - 'scaturisce soprattutto dal Sacrificio eucaristico, il quale risulta quindi il centro e la radice di tutta la vita del presbitero'. Si capisce, dunque, quanto sia importante per la vita spirituale del sacerdote, oltre che per il bene della Chiesa e del mondo, che egli attui la raccomandazione conciliare di celebrare quotidianamente l'Eucaristia, (…) vero centro della sua vita e del suo ministero", attingendo ad Essa, "l'energia spirituale necessaria per affrontare i diversi compiti pastorali. Le sue giornate diventeranno così veramente eucaristiche".
"Dalla centralità dell'Eucaristia nella vita e nel ministero dei sacerdoti deriva anche la sua centralità nella pastorale a favore delle vocazioni sacerdotali". Cristo "spesso si serve dell'esempio di zelante carità pastorale di un sacerdote per seminare e sviluppare nel cuore del giovane il germe della chiamata al sacerdozio".
"Allorché, per scarsità di sacerdoti, è stata affidata a fedeli non ordinati una partecipazione alla cura pastorale di una parrocchia, abbiano costoro presente che, come insegna il Concilio Vaticano II, 'non è possibile che si formi una comunità cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra Eucaristia'. Sarà pertanto loro cura di mantenere viva nella comunità una vera 'fame' dell'Eucaristia, che conduca a non perdere nessuna occasione di avere la celebrazione della Messa, anche approfittando della presenza occasionale di un sacerdote non impedito a celebrarla dal diritto della Chiesa".
IV. L'EUCARISTIA E LA COMUNIONE ECCLESIALE
"La Chiesa, mentre è pellegrinante qui in terra, è chiamata a mantenere ed a promuovere sia la comunione con Dio Trinità sia la comunione tra i fedeli. A questo fine essa ha la Parola e i Sacramenti, soprattutto l'Eucaristia, della quale essa 'continuamente vive e cresce' e nella quale in pari tempo esprime se stessa. Non a caso il termine comunione è diventato uno dei nomi specifici di questo eccelso Sacramento".
"La celebrazione dell'Eucaristia, però, non può essere il punto di avvio della comunione, che presuppone come esistente, per consolidarla e portarla a perfezione. Il Sacramento esprime tale vincolo di comunione sia nella dimensione invisibile che, in Cristo, per l'azione dello Spirito Santo, ci lega al Padre e tra noi, sia nella dimensione visibile implicante la comunione nella dottrina degli Apostoli, nei Sacramenti e nell'ordine gerarchico".
"La comunione invisibile, pur essendo per sua natura sempre in crescita, suppone la vita di grazia, per mezzo della quale si è resi 'partecipi della natura divina' (2 Pt 1,4), e la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità. (…) L'integrità dei vincoli invisibili è un preciso dovere morale del cristiano che vuole partecipare pienamente all'Eucaristia comunicando al corpo e al sangue di Cristo"
"In questa linea giustamente il Catechismo della Chiesa Cattolica stabilisce: 'Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla comunione'. Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell'apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell'Eucaristia, 'si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale'".
"Il giudizio sullo stato di grazia, ovviamente, spetta soltanto all'interessato, trattandosi di una valutazione di coscienza. Nei casi però di un comportamento esterno gravemente, manifestamente e stabilmente contrario alla norma morale, la Chiesa, nella sua cura pastorale del buon ordine comunitario e per il rispetto del Sacramento, non può non sentirsi chiamata in causa. A questa situazione di manifesta indisposizione morale fa riferimento la norma del Codice di Diritto Canonico sulla non ammissione alla comunione eucaristica di quanti 'ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto'".
"La comunione ecclesiale, come ho già ricordato, è anche visibile. (…) L'Eucaristia, essendo la suprema manifestazione sacramentale della comunione nella Chiesa, esige di essere celebrata in un contesto di integrità dei legami anche esterni di comunione. In modo speciale, poiché essa è 'come la consumazione della vita spirituale e il fine di tutti i Sacramenti', richiede che siano reali i vincoli della comunione nei Sacramenti, particolarmente nel Battesimo e nell'Ordine sacerdotale. Non è possibile dare la comunione alla persona che non sia battezzata o che rifiuti l'integra verità di fede sul Mistero eucaristico".
"Inoltre, (…) va ricordato che 'il Sacrificio eucaristico, pur celebrandosi sempre in una particolare comunità, non è mai celebrazione di quella sola comunità'. (…) La comunione ecclesiale dell'assemblea eucaristica è comunione col proprio Vescovo e col Romano Pontefice".
"L'Eucaristia crea comunione ed educa alla comunione".
"Questa peculiare efficacia nel promuovere la comunione, che è propria dell'Eucaristia, è uno dei motivi dell'importanza della Messa domenicale. (…) Su di essa e sulle altre ragioni che la rendono fondamentale per la vita della Chiesa e dei singoli fedeli mi sono soffermato nella Lettera apostolica circa la santificazione della domenica 'Dies Domini', ricordando, tra l'altro, che per i fedeli partecipare alla Messa è un obbligo, a meno che non abbiano un impedimento grave, sicché ai Pastori s'impone il corrispettivo dovere di offrire a tutti l'effettiva possibilità di soddisfare al precetto".
"Nel considerare l'Eucaristia quale sacramento della comunione ecclesiale vi è un argomento da non tralasciare a causa della sua importanza: mi riferisco al suo rapporto con l'impegno ecumenico".
"Proprio perché l'unità della Chiesa, che l'Eucaristia realizza mediante il sacrificio e la comunione al corpo e al sangue del Signore, ha l'inderogabile esigenza della completa comunione nei vincoli della professione di fede, dei Sacramenti e del governo ecclesiastico, non è possibile concelebrare la stessa liturgia eucaristica fino a che non sia ristabilita l'integrità di tali vincoli. Siffatta concelebrazione non sarebbe un mezzo valido, e potrebbe anzi rivelarsi un ostacolo al raggiungimento della piena comunione, attenuando il senso della distanza dal traguardo e introducendo o avallando ambiguità sull'una o sull'altra verità di fede. Il cammino verso la piena unità non può farsi se non nella verità. In questo tema il divieto della legge della Chiesa non lascia spazio a incertezze, in ossequio alla norma morale proclamata dal Concilio Vaticano II."
"Se in nessun caso è legittima la concelebrazione in mancanza della piena comunione, non accade lo stesso rispetto all'amministrazione dell'Eucaristia, in circostanze speciali, a singole persone appartenenti a Chiese o Comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa cattolica. In questo caso, infatti, l'obiettivo è di provvedere a un grave bisogno spirituale per l'eterna salvezza di singoli fedeli, non di realizzare una intercomunione, impossibile fintanto che non siano appieno annodati i legami visibili della comunione ecclesiale".
V. IL DECORO DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
"Il Convito eucaristico è davvero convito 'sacro', in cui la semplicità dei segni nasconde l'abisso della santità di Dio: 'O Sacrum convivium, in quo Christus sumitur!'".
"Sull'onda di questo elevato senso del mistero, si comprende come la fede della Chiesa nel Mistero eucaristico si sia espressa nella storia non solo attraverso l'istanza di un interiore atteggiamento di devozione, ma anche attraverso una serie di espressioni esterne, volte ad evocare e sottolineare la grandezza dell'evento celebrato. Nasce da questo il percorso che ha condotto, progressivamente, a delineare uno speciale statuto di regolamentazione della liturgia eucaristica, nel rispetto delle varie tradizioni ecclesiali legittimamente costituite".
"Le forme degli altari e dei tabernacoli si sono sviluppate dentro gli spazi delle aule liturgiche seguendo di volta in volta non solo i motivi dell'estro, ma anche i dettami di una precisa comprensione del Mistero. Altrettanto si può dire della musica sacra, se solo si pensa alle ispirate melodie gregoriane, ai tanti e spesso grandi autori che si sono cimentati con i testi liturgici della Santa Messa. E non si rileva forse un'enorme quantità di produzioni artistiche, dalle realizzazioni di un buon artigianato alle vere opere d'arte, nell'ambito degli oggetti e dei paramenti utilizzati per la Celebrazione eucaristica? In questa prospettiva di un'arte tesa ad esprimere, in tutti i suoi elementi, il senso dell'Eucaristia secondo l'insegnamento della Chiesa, occorre prestare ogni attenzione alle norme che regolano la costruzione e l'arredo degli edifici sacri".
"Nei miei numerosi viaggi pastorali ho avuto modo di osservare, in tutte le parti del mondo, di quanta vitalità sia capace la Celebrazione eucaristica a contatto con le forme, gli stili e le sensibilità delle diverse culture. (…) È necessario tuttavia che questo importante lavoro di adattamento sia compiuto nella costante consapevolezza dell'ineffabile Mistero con cui ogni generazione è chiamata a misurarsi. Il 'tesoro' è troppo grande e prezioso per rischiare di impoverirlo o di pregiudicarlo mediante sperimentazioni o pratiche introdotte senza un'attenta verifica da parte delle competenti Autorità ecclesiastiche. La centralità del Mistero eucaristico, peraltro, è tale da esigere che la verifica avvenga in stretto rapporto con la Santa Sede".
"Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica post-conciliare, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti. Una certa reazione al 'formalismo' ha portato qualcuno, specie in alcune regioni, a ritenere non obbliganti le 'forme' scelte dalla grande tradizione liturgica della Chiesa e dal suo Magistero e a introdurre innovazioni non autorizzate e spesso del tutto sconvenienti".
"Sento perciò il dovere di fare un caldo appello perché, nella Celebrazione eucaristica, le norme liturgiche siano osservate con grande fedeltà. Esse sono un'espressione concreta dell'autentica ecclesialità dell'Eucaristia; questo è il loro senso più profondo. La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i Misteri".
"Anche nei nostri tempi, l'obbedienza alle norme liturgiche dovrebbe essere riscoperta e valorizzata come riflesso e testimonianza della Chiesa una e universale, resa presente in ogni celebrazione dell'Eucaristia. (…) Proprio per rafforzare questo senso profondo delle norme liturgiche, ho chiesto ai Dicasteri competenti della Curia Romana di preparare un documento più specifico, con richiami anche di carattere giuridico, su questo tema di grande importanza. A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale".
VI. ALLA SCUOLA DI MARIA, DONNA 'EUCARISTICA'
"Se vogliamo riscoprire in tutta la sua ricchezza il rapporto intimo che lega Chiesa ed Eucaristia, non possiamo dimenticare Maria, Madre e modello della Chiesa. (…) In certo senso, Maria ha esercitato la sua fede eucaristica prima ancora che l'Eucaristia fosse istituita, per il fatto stesso di aver offerto il suo grembo verginale per l'incarnazione del Verbo di Dio. L'Eucaristia, mentre rinvia alla passione e alla risurrezione, si pone al tempo stesso in continuità con l'Incarnazione. (…) Maria fece sua, con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto sul Calvario, la dimensione sacrificale dell'Eucaristia".
"Nell'Eucaristia la Chiesa si unisce pienamente a Cristo e al suo sacrificio, facendo suo lo spirito di Maria. È verità che si può approfondire rileggendo il Magnificat in prospettiva eucaristica. L'Eucaristia, infatti, come il cantico di Maria, è innanzitutto lode e rendimento di grazie".
CONCLUSIONE
"Da oltre mezzo secolo, ogni giorno, da quel 2 novembre 1946 in cui celebrai la mia prima Messa nella cripta di San Leonardo nella cattedrale del Wawel a Cracovia, i miei occhi si sono raccolti sull'ostia e sul calice in cui il tempo e lo spazio si sono in qualche modo 'contratti' e il dramma del Golgota si è ripresentato al vivo, svelando la sua misteriosa 'contemporaneità'".
"Il Mistero eucaristico - sacrificio, presenza, banchetto - non consente riduzioni né strumentalizzazioni; va vissuto nella sua integrità, sia nell'evento celebrativo, sia nell'intimo colloquio con Gesù appena ricevuto nella comunione, sia nel momento orante dell'adorazione eucaristica fuori della Messa. (…) La via che la Chiesa percorre in questi primi anni del terzo millennio è anche via di rinnovato impegno ecumenico".
"Il tesoro eucaristico, che il Signore ha messo a nostra disposizione, ci stimola verso il traguardo della sua piena condivisione con tutti i fratelli, ai quali ci unisce il comune Battesimo. Per non disperdere tale tesoro, occorre però rispettare le esigenze derivanti dal suo essere Sacramento della comunione nella fede e nella successione apostolica".

"Nell'umile segno del pane e del vino, transustanziati nel suo corpo e nel suo sangue, Cristo cammina con noi, quale nostra forza e nostro viatico, e ci rende per tutti testimoni di speranza".
ENC/ECCLESIA DE EUCHARISTIA/… VIS 20030416 (3020)

martedì 15 aprile 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Hervé Giraud ed il Reverendo Thierry Brac de la Perrière, Vescovi Ausiliari dell'Arcidiocesi di Lyon (superficie: 5.087; popolazione: 1.733.500; cattolici: 1.200.000; sacerdoti: 545; religiosi: 2.198; diaconi permanenti: 48), Francia. Il Vescovo eletto Hervé Giraud è nato nel 1957 a Tournon (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Finora è stato Superiore del Seminario Universitario di Lyon. Il Vescovo eletto Thierry Brac de la Perrière è nato a Lyon (Francia) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 2002 è stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.

- Il Reverendo Canonico Thomas Anthony Williams, finora Parroco della Parrocchia di Sant'Antonio a Liverpool (Gran Bretagna), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Liverpool (superficie: 1.165; popolazione: 1.100.000; cattolici: 508.000; sacerdoti: 386; religiosi: 500; diaconi permanenti: 91), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Liverpool (Gran Bretagna), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
NEA/…/GIRAUD:DE LA PERRIERE:WILLIAMS VIS 20030415 (170)
Copyright © VIS - Vatican Information Service