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giovedì 18 settembre 2014

Ai Vescovi Costa d'Avorio: il ruolo della Chiesa può essere determinante per la ricostruzione del Paese

Città del Vaticano, 18 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, nel ricevere in udienza i Vescovi della Costa d'Avorio, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Francesco ha consegnato loro un discorso nel quale sottolinea la necessità del dialogo e della fraternità fra Vescovi e sacerdoti, oltre che una adeguata inculturazione della fede.

"La comunione fraterna che riunisce attorno a Cristo i Vescovi di una stessa nazione - scrive il Pontefice - è indispensabile per la crescita della Chiesa e per il progresso della società nel suo insieme. Ciò è tanto più vero in un paese che ha sofferto gravi divisioni e che ha bisogno della vostra testimonianza e del vostro determinato impegno per ricostruire la fraternità. Non lasciamoci rubare l'ideale dell'amore fraterno! Soltanto essendo davvero fratelli, aperti al dialogo nella fiducia reciproca, nell'ascolto di tutti - anche nelle divergenze e nelle contraddizioni - e lasciando a ciascuno il proprio posto, in particolare ai più giovani, porterete un nuovo slancio evangelizzatore e trasformerete realmente la società, per renderla più conforme all'ideale evangelico".

"Non posso perciò far altro - scrive ancora il Santo Padre - che invitarvi ad assumere il ruolo che vi corrisponde nell'opera di riconciliazione nazionale, respingendo ogni coinvolgimento personale nelle contese politiche, a detrimento del bene comune, Ma è importante mantenere rapporti costruttivi con le Autorità del Paese e con le diverse componenti della società, per diffondere un autentico spirito evangelico di dialogo e di collaborazione. Il ruolo della Chiesa - che è apprezzata ed ascoltata - può essere determinante. (...) Vi incoraggio a continuare il dialogo con i musulmani, per scoraggiare le derive violente e le interpretazioni religiose erronee del conflitto che avete conosciuto".

"Naturalmente non siete soli nell'immensa missione di evangelizzazione e di conversione dei cuori che vi si apre davanti, siete assistiti da un clero generoso e motivato, il cui numero aumenta continuamente (...) - afferma il Vescovo di Roma - Al fine di evitare le difficoltà e le deficienze sperimentate da alcuni sacerdoti, gli strumenti migliori sono certamente la qualità della loro formazione, iniziale e permanente, l'incoraggiamento ad una fraternità sacerdotale che superi le fratture etniche, e soprattutto la vicinanza e l'attenzione che, padri amanti e attenti, dovete dedicare a ciascuno di loro. Usate, se possibile, dolcezza, persuasione ed incoraggiamento per suscitare zelo pastorale, piuttosto che sanzioni affrettate e severe. Vi invito a visitare frequentemente i vostri preti per ascoltarli, e conoscerli sempre meglio. Soltanto costituendo un 'presbyterium' fraterno e unito attorno al suo Vescovo, i sacerdoti ameranno la propria diocesi e la serviranno assegnandole la priorità, dato che molti sono tentati di allontanarsi, a detrimento del popolo di Dio che ha bisogno del loro ministero".

Nel ringraziare calorosamente i religiosi e le religiose "per il notevole lavoro", che, affiancati dai laici, svolgono nell'ambito dell'insegnamento, della salute e dello sviluppo", il Santo Padre afferma: "Tale lavoro è apprezzato da tutti ed è assolutamente insostituibile poiché esiste un'intima connessione fra evangelizzazione e promozione umana". Papa Francesco invita i Vescovi a far sentire la propria vicinanza pastorale a tutti i fedeli laici, in particolare alle famiglie attualmente "molto fragili, sia per il processo di secolarizzazione che colpisce la società della Costa d'Avorio, sia per gli spostamenti delle popolazioni e le divisioni causate dai conflitti, come pure per le proposte, meno esigenti sul piano morale, che sorgono da tutte le parti". Il Pontefice non dimentica gli anziani e sottolinea che "nonostante la mentalità tradizionale africana li circondi di una 'particolare venerazione', molti di loro sono oggi soli e abbandonati, poiché la cultura dello 'scarto' è apparsa anche nella vostra società. La loro partecipazione è indispensabile all'equilibrio di un popolo e all'educazione della gioventù".

Papa Francesco conclude il suo discorso esprimendo gioia e gratitudine per l'importante missione evangelizzatrice portata avanti in Costa d'Avorio. "Tuttavia - ammonisce - si percepisce che la fede rimane fragile e che soffia vento contrario. Spesso - i recenti conflitti l'hanno purtroppo dimostrato - i particolarismi etnici hanno il sopravvento sulla fraternità evangelica, numerosi battezzati, stanchi o disillusi, si allontano dalla luce della verità ed aderiscono a proposte più facili, altri non mettono in pratica le esigenze della fede nella propria vita. La chiave del futuro si trova certamente in un radicamento più profondo della Parola di Dio nei cuori. È certamente anche necessario approfondire il dialogo con la realtà culturale e religiosa tradizionale per realizzare una autentica inculturazione della nostra Fede, respingendo senza ambiguità ciò che è contrario, ma accogliendo e realizzando ciò che è buono. Vi incoraggio perciò a perseverare instancabilmente nella missione evangelizzatrice. (...) Così la Chiesa in Costa d'Avorio potrà serenamente affrontare le sfide future".

Papa Francesco ai nuovi Vescovi: "Vedo in voi uomini capaci di coltivare e di far maturare i campi di Dio"

Città del Vaticano, 18 settembre 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i nuovi Vescovi nominati nel corso dell'anno, partecipanti al Convegno promosso dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali.

"Siete - ha detto Papa Francesco - i frutti di un lavoro assiduo e della instancabile preghiera della Chiesa che, quando deve scegliere i suoi Pastori, vuole attualizzare quell’intera notte passata dal Signore sul monte, alla presenza del Padre suo, prima di chiamare quelli che ha voluto per stare con Lui e per essere inviati nel mondo".

"Il nostro incontro - ha proseguito il Santo Padre - si svolge all’inizio del vostro cammino episcopale. È già passato lo stupore suscitato dalla vostra scelta; sono superate le prime paure (...). Vi prego principalmente di non dare mai per scontato il mistero che vi ha investito, di non perdere lo stupore di fronte al disegno di Dio, né il timore di camminare in coscienza alla sua presenza e alla presenza della Chiesa che è prima di tutto sua. (...) Sento il dovere di ricordare ai Pastori della Chiesa l’inscindibile legame tra la stabile presenza del Vescovo e la crescita del gregge. (...) Quando latita il Pastore o non è reperibile, sono in gioco la cura pastorale e la salvezza delle anime. Infatti, nei Pastori che Cristo dona alla Chiesa, Egli stesso ama la sua Sposa e dona la sua vita per lei".

"Non servono Vescovi contenti in superficie - ha ribadito Papa Francesco - si deve scavare in profondità per rintracciare quanto lo Spirito continua a ispirare alla vostra Sposa. Non siate Vescovi con scadenza fissata, che hanno bisogno di cambiare sempre indirizzo, come medicine che perdono la capacità di guarire, o come quegli insipidi alimenti che sono da buttare perché oramai resi inutili. È importante non bloccare la forza risanatrice che sgorga dall’intimo del dono che avete ricevuto, e questo vi difende dalla tentazione di andare e venire senza meta, perché 'nessun vento è favorevole a chi non sa dove va'. E noi abbiamo imparato dove andiamo: andiamo sempre da Gesù. (...) Come inestinguibile rimane accesa la lampada del Tabernacolo delle vostre maestose Cattedrali o umili Cappelle, così nel vostro sguardo il Gregge non manchi di incontrare la fiamma del Risorto".

"Vi prego inoltre di non lasciarvi illudere dalla tentazione di cambiare di popolo. Amate il popolo che Dio vi ha dato, anche quando loro avranno 'commesso grandi peccati', senza stancarvi di 'salire dal Signore' per ottenere perdono e un nuovo inizio, anche al prezzo di veder cancellate tante vostre false immagini del volto divino o le fantasie che avete alimentato circa il modo di suscitare la sua comunione con Dio. (...) E l’accoglienza sia per tutti senza discriminazione, offrendo la fermezza dell’autorità che fa crescere e la dolcezza della paternità che genera. E, per favore, non cadete nella tentazione di sacrificare la vostra libertà circondandovi di corti, cordate o cori di consenso, poiché nelle labbra del Vescovo la Chiesa e il mondo hanno il diritto di trovare sempre il Vangelo che rende liberi".

"Serve, poi - ha ribadito il Pontefice - imitare la pazienza di Mosè per guidare la vostra gente (...), consumando fino all’ultima energia vostra non per voi ma per far entrare in Dio coloro che guidate. Niente è più importante che introdurre le persone in Dio! Vi raccomando soprattutto i giovani e gli anziani. I primi perché sono le nostre ali, e i secondi perché sono le nostre radici. Ali e radici senza le quali non sappiamo che cosa siamo e nemmeno dove dovremo andare. (...) Vedo in voi le sentinelle - ha detto infine il Papa - capaci di svegliare le vostre Chiese (...) per ridestare la fede, la speranza, la carità (...). Vedo in voi uomini capaci di coltivare e di far maturare i campi di Dio (...). Vedo infine in voi Pastori in grado di ricomporre l’unità, (...), di ricucire, di vincere la frammentarietà. (...) Pur custodendo gelosamente la passione per la verità, non sprecate energie per contrapporsi e scontrarsi ma per costruire e amare. (...) Vi abbraccio, augurando fecondità, pazienza, umiltà e molta preghiera".

Udienze

Città del Vaticano, 18 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza quindici Presuli della Conferenza Episcopale di Costa d’Avorio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan.

- Il Vescovo Alexis Touabli Youlo, di Agboville.

- Il Vescovo Raymond Ahoua, F.D.P., di Grand-Bassam.

- L'Arcivescovo Paul-Siméon Abouanan Djro, O.F.M., di Bouaké.

- Il Vescovo Ziri Boniface Gbaya, di Abengourou.

- Il Vescovo Marcellin Yao Kouadio, di Yamoussoukro.

- L'Arcivescovo Joseph Aké Yapo, di Gagnoa.

- Il Vescovo Maurice Konan Kouassi, di Daloa.

- Il Vescovo Gaspard Béby Gnéba, di Man.

- Il Vescovo Jean-Jacques Koffi Oi Koffi, San Pedro-en-Côte d'Ivoire.

- Il Vescovo Marie-Daniel Dadiet, di Korhogo.

- Il Vescovo Ignace Bessi Dogbo, di Katiola.

- Il Vescovo Antoine Koné, di Odienné.

- Il Vescovo Jean Salomon Lezoutié, Coadiutore di Yopougon.

- Il Monsignor Benoît Kouassi, Amministratore della Diocesi di Bondoukou.

Altri atti pontifici

Città del Vaticano, 18 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Anthony Colin Fisher, O.P., Arcivescovo Metropolita di Sydney (superficie: 1.264; popolazione: 2.482.000; cattolici: 664.000; sacerdoti: 484; religiosi: 1.537; diaconi permanenti: 3), Australia. L'Arcivescovo eletto è nato a Sydney (Australia) nel 1960, ha emesso i voti perpetui nell'Ordine dei Predicatori nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 2003 è stato nominato Vescovo Ausiliare di Sydney (Australia) e dal 2010 è stato Vescovo di Parramatta (Australia).

mercoledì 17 settembre 2014

La Chiesa, universale e missionaria, non può chiudersi in se stessa

Città del Vaticano, 17 settembre 2014 (VIS). Il significato delle due parole "cattolica" ed "apostolica", le due note caratteristiche della Chiesa, è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 50.000 persone.

"Quando professiamo la nostra fede, noi affermiamo che la Chiesa è 'cattolica' e 'apostolica'. (...) Cattolica - ha spiegato il Santo Padre - significa universale. (...) Segno evidente della cattolicità della Chiesa è che essa parla tutte le lingue. E questo non è altro che l’effetto della Pentecoste: è lo Spirito Santo, infatti, che ha messo in grado gli Apostoli e la Chiesa intera di far risuonare a tutti, fino ai confini della terra, la Bella Notizia della salvezza e dell’amore di Dio. Così la Chiesa è nata cattolica, cioè 'sinfonica' fin dalle origini, e non può che essere cattolica, proiettata all’evangelizzazione e all’incontro con tutti". Ricordando che "La Parola di Dio oggi si legge in tutte le lingue, tutti hanno il Vangelo nella propria lingua, per leggerlo", il Santo Padre ha rinnovato l'invito a prendere con sé "un Vangelo piccolo, per portarlo in tasca, nella borsa e durante la giornata leggerne un passo".

"Se la Chiesa è nata cattolica, vuol dire che è nata 'in uscita', che è nata missionaria. Se gli Apostoli fossero rimasti lì nel Cenacolo, senza uscire a portare il Vangelo - ha sottolineato il Pontefice - la Chiesa sarebbe soltanto la Chiesa di quel popolo, di quella città, di quel cenacolo. Ma tutti sono usciti per il mondo, dal momento della nascita della Chiesa, dal momento che è disceso su di loro lo Spirito Santo. E per questo la Chiesa è nata 'in uscita', cioè missionaria. È quello che esprimiamo qualificandola apostolica, perché l'apostolo è quello che porta la buona notizia della Risurrezione di Gesù. Questo termine ci ricorda che la Chiesa, sul fondamento degli Apostoli e in continuità con essi - sono gli Apostoli che sono andati e hanno fondato nuove chiese, hanno costituito nuovi vescovi e così in tutto il mondo, in continuità. Oggi tutti noi siamo in continuità con quel gruppo di Apostoli che ha ricevuto lo Spirito Santo e poi è andato in 'uscita', a predicare -, è inviata a portare a tutti gli uomini questo annuncio del Vangelo, accompagnandolo con i segni della tenerezza e della potenza di Dio".

"Anche questo - ha proseguito il Pontefice - deriva dall'evento della Pentecoste: è lo Spirito Santo, infatti, a superare ogni resistenza, a vincere la tentazione di chiudersi in sé stessi, tra pochi eletti, e di considerarsi gli unici destinatari della benedizione di Dio. Se ad esempio alcuni cristiani fanno questo e dicono: 'Noi siamo gli eletti, solo noi', alla fine muoiono. Muoiono prima nell'anima, poi moriranno nel corpo, perché non hanno vita, non sono capaci di generare vita, altra gente, altri popoli: non sono apostolici. Ed è proprio lo Spirito a condurci incontro ai fratelli, anche a quelli più distanti in ogni senso, perché possano condividere con noi l’amore, la pace, la gioia che il Signore Risorto ci ha lasciato in dono".

"Che cosa comporta, per le nostre comunità e per ciascuno di noi, far parte di una Chiesa che è cattolica e apostolica? Anzitutto, - ha spiegato il Santo Padre - significa prendersi a cuore la salvezza di tutta l’umanità, non sentirsi indifferenti o estranei di fronte alla sorte di tanti nostri fratelli, ma aperti e solidali verso di loro. Significa inoltre avere il senso della pienezza, della completezza, dell’armonia della vita cristiana, respingendo sempre le posizioni parziali, unilaterali, che ci chiudono in noi stessi".

"Far parte della Chiesa apostolica vuol dire essere consapevoli che la nostra fede è ancorata all’annuncio e alla testimonianza degli stessi Apostoli di Gesù - è ancorata là, è una lunga catena che viene di là -; e perciò sentirsi sempre inviati, sentirsi mandati, in comunione con i successori degli Apostoli, ad annunciare, con il cuore pieno di gioia, Cristo e il suo amore a tutta l’umanità".

Papa Francesco ha voluto infine ricordare "la vita eroica" di tanti missionari e missionarie che hanno lasciato la loro patria per andare ad annunciare il Vangelo in altri Paesi, in altri Continenti, invitando a rendere grazie al Signore perché "la nostra Chiesa ha tanti missionari, ha avuto tanti missionari e ne ha bisogno di più ancora!".

"Chiediamo allora al Signore - ha concluso il Pontefice - di rinnovare in noi il dono del suo Spirito, perché ogni comunità cristiana e ogni battezzato sia espressione della santa madre Chiesa cattolica e apostolica".

Il Papa invita a pregare per l'imminente Viaggio Apostolico in Albania

Città del Vaticano, 17 settembre 2014 (VIS). Al termine della catechesi, nel salutare i pellegrini di lingua araba, in particolare quelli provenienti dalla Terra Santa e dal Medio Oriente, il Santo Padre Francesco ha detto: "O figli di quelle Terre Sante, donde la luce dell'annuncio uscì fino ai confini della terra, siate sempre, nonostante le difficoltà, portatori coraggiosi e gioiosi del Messaggio della salvezza, della verità e della benedizione".

Nei saluti in lingua italiana, riferendosi al suo imminente Viaggio in Albania, domenica 21 settembre, il Papa ha invitato tutti ad accompagnarlo con la preghiera ed ha spiegato: "Ho deciso di visitare questo Paese perché ha tanto sofferto a causa di un terribile regime ateo e ora sta realizzando una pacifica convivenza tra le sue diverse componenti religiose. Fin da ora saluto con affetto il popolo albanese e ringrazio per la preparazione di questa visita".

Promulgazione Decreti

Città del Vaticano, 17 settembre 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi ed ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo attribuito all'intercessione della Beata Maria Cristina dell’Immacolata Concezione (al secolo: Adelaide Brando), religiosa italiana (1856-1906), Fondatrice della Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato.

- il miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Pio Alberto del Corona, dell’Ordine dei Frati Predicatori, Vescovo italiano di San Miniato, (1837-1912), Fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dello Spirito Santo.

- il miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Elisabetta Turgeon, religiosa canadese (1840-1881), Fondatrice della Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Santo Rosario.
Il Santo Padre ha inoltre approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione del Beato Giuseppe Vaz, Sacerdote indiano (1651-1711), dell’Oratorio di San Filippo Neri, Fondatore dell’Oratorio della Santa Croce dei Miracoli nella Città di Goa (India).

- Ha deciso di convocare prossimamente un Concistoro per la canonizzazione del Beato Giuseppe Vaz e della Beata Maria Cristina dell’Immacolata Concezione (al secolo: Adelaide Brando).

Sesta Riunione Consiglio di Cardinali

Città del Vaticano, 17 settembre 2014 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto un briefing relativo alla sesta riunione del Consiglio di Cardinali con Papa Francesco, iniziata lunedì 15 mattina e che termina questa sera. Come di abitudine, il Santo Padre è stato sempre presente alle riunioni, tranne questa mattina, dato l’impegno dell’Udienza generale del mercoledì.

"Come si ricorderà, nelle riunioni precedenti - ha detto Padre Lombardi - i Cardinali avevano lavorato passando in rassegna tutte le Congregazioni e i Pontifici Consigli, ma avevano dato uno spazio rilevante all’audizione delle Commissioni referenti su questioni economiche e organizzative (COSEA e CRIOR) e alle questioni attinenti ai Dicasteri economici. Ora questo ambito è da considerare praticamente concluso, dopo la costituzione del Consiglio e della Segreteria per l’Economia. La Conferenza stampa tenuta dal Cardinale Pell in luglio, ha fatto il punto sui risultati di questo lavoro e sull’avvio delle attività di questi nuovi organismi.

Perciò in questa riunione il Consiglio dei Cardinali ha ripreso il lavoro occupandosi degli altri Dicasteri. Nel frattempo erano stati preparati numerosi contributi da parte dei diversi cardinali consiglieri sui vari argomenti di loro competenza, che sono stati proposti o presentati al Consiglio. Le considerazioni di questi giorni si sono concentrate intorno a due 'fuochi' principali.

Il primo comprende i temi del laicato e della famiglia. È un campo molto ampio, che abbraccia molti argomenti, a titolo puramente esemplificativo le tematiche della donna nella società e nella Chiesa, della gioventù, dell’infanzia, oppure quelle delle associazioni e dei movimenti laicali, e così via.

Il secondo comprende i temi della giustizia e della pace, della carità, dei migranti dei profughi e rifugiati, della salute, della tutela della vita e dell’ecologia, in particolare l’ecologia umana.

Come si vede si tratta di molte delle grandi tematiche di competenza dei Pontifici Consigli attuali e di come affrontarle in modo coordinato e integrato.

Il Consiglio di Cardinali – come sappiamo – non prende decisioni, ma formula proposte per il Papa. E certamente il Papa intende approfondire la consultazione, anche per quanto riguarda i diversi Dicasteri, coinvolgendone i responsabili. Quindi le proposte del Consiglio vengono ulteriormente studiate, e si può prevedere che il Papa ne parli, ad esempio, nelle riunioni con i Capi Dicastero, che vengono regolarmente convocate, e che certo vi saranno anche nei prossimi mesi.

È stata anche formulata e condivisa una Bozza di Introduzione per la nuova Costituzione.

Il Cardinale Maradiaga, coordinatore, per dare maggiore speditezza a questa nuova fase dei lavori, ha preparato uno schema complessivo, per facilitare l’organizzazione dei contributi e delle riflessioni già compiute nelle riunioni precedenti e l’integrazione di quelli nuovi.

Si può pensare che con le due prossime riunioni del Consiglio (9-11 dicembre 2014; 9-11 febbraio 2015) la Bozza della nuova Costituzione giunga ad uno stadio avanzato di maturazione, così da rendere possibili le ulteriori consultazioni che il Papa voglia compiere".

Per quanto riguarda la Commissione per la tutela dei minori, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha ricordato che: "Nei giorni scorsi è stata pubblicata la nomina del Segretario (Monsignor Robert Oliver). In queste prossime settimane - ha spiegato Padre Lombardi - verranno precisati altri aspetti molto importanti, circa gli Statuti e i membri ulteriori della Commissione. Si può prevedere che vengano definiti in concomitanza con la prossima riunione della Commissione stessa, ai primi di Ottobre (4-5)".

"Per quanto riguarda la Commissione sui media vaticani - ha concluso Padre Lombardi -, presieduta da Lord Chris Patten, terrà la sua prima riunione nei giorni 22-24 settembre prossimi a Santa Marta. Trattandosi della prima riunione, sarà dedicata fondamentalmente a fare il quadro della base comune di informazione necessaria per il lavoro dei membri (diversi dei quali sono esterni al mondo vaticano), alla programmazione del lavoro da compiere nei prossimi mesi e al metodo da seguire. Sarà la Commissione stessa, in questa prima riunione, a stabilire la propria strategia di comunicazione. Perciò non sono da attendersi interviste o comunicazioni prima della riunione stessa".

Incontro Internazionale sul progetto pastorale della Evangelii Gaudium

Città del Vaticano, 17 settembre 2014 (VIS). Dal 18 al 20 settembre prossimo, è in programma in Vaticano, un Incontro Internazionale, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, dal titolo: "Il progetto pastorale di 'Evangelii gaudium'", con la partecipazione di circa 2000 operatori pastorali, provenienti da 60 Paesi del mondo. Oltre trenta Vescovi, insieme a sacerdoti, catechisti, religiosi, operatori pastorali, membri di associazioni e movimenti, approfondiranno i contenuti dell'Esortazione apostolica che Papa Francesco ha indicato come documento programmatico del suo pontificato. Autorevoli relatori, provenienti dai cinque continenti, affronteranno alcune tematiche del documento in prospettiva pastorale e di evangelizzazione. I partecipanti saranno ricevuti dal Santo Padre nel pomeriggio di venerdì 19 settembre.

Il programma dettagliato dei tre giorni di lavori è pubblicato sul sito internet www.novaevangelizatio.va

martedì 16 settembre 2014

Presentazione 'Incontro Mondiale delle Famiglie Philadelphia 2015

Città del Vaticano, 16 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e S.E. Monsignor Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., Arcivescovo di Philadelphia (Stati Uniti d'America), hanno presentato l'Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma nella città americana, dal 22 al 27 settembre 2015, sul tema: "L'amore è la nostra missione, la famiglia pienamente viva".

Nel ricordare le profonde radici religiose della città di Philadelphia, l'Arcivescovo Chaput ha auspicato la partecipazione del Santo Padre all'Incontro, precisando che è prevista un'affluenza fra 10.000 e 15.000 persone dai cinque continenti. Il tema dell'Incontro si ispira - ha spiegato l'Arcivescovo Chaput - alle parole di Sant'Ireneo di Lione: "la gloria di Dio è l'uomo pienamente vivo". Similmente "la gloria degli uomini e delle donne è la capacità di amare come Dio ama. La vita in famiglia è un invito ad incarnare questo amore nella vita quotidiana".

Documento ufficiale dell'evento di Phildadelphia è una catechesi che aiuterà i responsabili delle parrocchie e delle diocesi, i catechisti e tutte le persone interessate, a preparare i cattolici del mondo all'Incontro del prossimo anno. La catechesi sviluppa il suo insegnamento in dieci punti: dalla finalità della creazione fino alla natura della nostra sessualità; l'alleanza matrimoniale; l'importanza dei figli; il posto del sacerdozio e della vita religiosa nell'ecologia della comunità cristiana; la casa cristiana quale rifugio del cuore ferito; il ruolo della Chiesa e la testimonianza missionaria delle famiglie cristiane nel mondo".

"Il documento - ha proseguito l'Arcivescovo Chaput - è alla base delle manifestazioni dell'Incontro del 2015 - conferenze, comitati, sessioni di lavoro e testimonianze - Attualmente disponibile in inglese, spagnolo, portoghese e francese, il testo sarà successivamente tradotto in altre lingue a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia. La catechesi include, inoltre, una speciale preghiera di preparazione all'Incontro del 2015".

Durante tutta la durata della manifestazione, nella Basilica Cattedrale di Philadelphia, sarà un esposto dipinto dell'artista Neilson Carlin, raffigurante la Sacra Famiglia con i genitori di Maria, Sant'Anna e San Gioacchino per ricordarci - ha concluso l'Arcivescovo Chaput - "che oggi e nel corso della storia, la famiglia cristiana si compone di giovani ed anziani, ed oltre a genitori e figli, include i nonni ed altra parentela allargata".

L'Arcivescovo Vincenzo Paglia ha a sua volta presentato le manifestazioni organizzate dal suo dicastero relative alle tematiche familiari, per l'anno in corso e per il prossimo. Il 18 settembre, in collaborazione con Caritas Internationalis, si terrà un seminario su "Famiglia e povertà" al quale parteciperanno oltre 150 esperti. Il 28 settembre, in Piazza San Pietro, è in programma un incontro degli anziani e dei nonni con Papa Francesco, dal titolo. "La benedizione della lunga vita". Dal 22 al 24 gennaio 2015, si svolgerà un Congresso internazionale delle associazioni, movimenti e gruppi per la famiglia e la vita, sul tema: "Rileggere insieme il Sinodo Straordinario sulla Famiglia" e il 24 marzo, nel XX anniversario dell'Enciclica di San Giovanni Paolo II, "Evangelium vitae", si terrà una veglia di preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha reso noto che nel sito web del Dicastero, www.familia.va, sarà proposta, ogni giorno, fino all'apertura del Sinodo (5 ottobre), un'edizione speciale di "Jarà - lo spettacolo della vita", che presenta con parole ed immagini i principali temi, così come sono presentati nell'Instrumentum Laboris. Durante il Sinodo una nota settimanale racconterà e presenterà i lavori dei padri sinodali ed una serie di interviste esclusive a vescovi ed esperti.

Completate nomine Consiglio di Sovrintendenza dello IOR

Città del Vaticano, 16 settembre 2014 (VIS). Un Comunicato dell'Istituto per le Opere di Religione rende noto che la Commissione Cardinalizia dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha nominato Mauricio Larraín (Cile) e Carlo Salvatori (Italia), Membri del Consiglio di Sovrintendenza dello IOR.

Il Cardinale Santos Abril y Castelló, Presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello IOR, ha affermato: “Lo IOR è lieto di lavorare con questi due membri aggiuntivi, che apporteranno all’Istituto una notevole esperienza in campo finanziario e un’ottica globale proprio nel momento in cui lo IOR si sta rafforzando e raggiungendo gli obiettivi segnalati dal Santo Padre.” Con queste designazioni, sono ora ricoperte tutte le cariche del Consiglio di Sovrintendenza dell'Istituto. Oltre a Mauricio Larraín e Carlo Salvatori, esso conta Jean-Baptiste de Franssu (Francia) quale Presidente dell'organo, Clemens Boersig (Germania), la Professoressa Mary Ann Glendon (Stati Uniti d'America) e Sir Michael Hintze (Regno Unito), insediatisi il 9 luglio 2014. A questi sei membri laici si aggiunge, in veste di Segretario non votante, il Monsignor Alfred Xuereb, Segretario Generale della Segreteria per l'Economia.
Come sancito dallo Statuto dell'Istituto, modificato nel 1990, il Consiglio di Sovrintendenza dello IOR definisce la strategia e assicura la supervisione delle operazioni. I suoi membri ricoprono la loro carica in conformità al nuovo contesto giuridico e per cinque anni. La nomina di un Segretario non votante e la designazione di un sesto membro rispettivamente al Consiglio di Sovrintendenza dello IOR e alla Commissione Cardinalizia dell'Istituto saranno formalizzate una volta conclusasi la revisione dello Statuto attualmente in corso.

Mauricio Larraín è Direttore Esterno del Gruppo Banco Santander Cile e Direttore Generale della ESE Business School dell'Università Los Andes del Cile. Dal 1992 al 2014 ha ricoperto la carica di Presidente e Direttore Generale del Gruppo Banco Santander del Cile e, dal 2000 al 2014, di Presidente della Santander Chile Holding S.A. e della Universia Chile S.A. Durante quel periodo il Gruppo Banco Santander del Cile è stato scelto per sei anni come migliore banca dell’America Latina dalla rivista América Economía.

Carlo Salvatori è Presidente della banca d'investimento Lazard Italia dal giugno 2010 e della compagnia assicurativa Allianz SpA dal maggio 2012. È anche membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, della Chiesi Farmaceutici, del Gruppo Riso Gallo nonché Presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Sezione di Milano.

L'“Istituto per le Opere di Religione” (IOR) è un istituto fondato il 27 giugno 1942 per decreto papale per servire la Santa Sede e i clienti della Chiesa Cattolica in tutto il mondo. Le sue origini risalgono alla "Commissione ad Pias Causas", fondata nel 1887 da Papa Leone XIII. Lo scopo dello IOR, secondo quanto stabiliscono il suo Statuto (modificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1990) e le norme collegate, è di “provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni trasferiti o affidati all'Istituto medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati ad opere di religione e carità. L'Istituto può accettare beni da parte di enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano“.

Lo IOR si sforza di servire la missione globale della Chiesa Cattolica proteggendo e facendo crescere il patrimonio e assicurando la fornitura di servizi di pagamento in tutto il mondo per la Santa Sede e le entità correlate, gli ordini religiosi, le altre istituzioni cattoliche, il clero, i dipendenti della Santa Sede così come i corpi diplomatici accreditati. Al 31 dicembre 2013, erano affidati allo IOR attivi di clienti (compresi depositi, attivi in custodia e gestiti in portafogli) per un totale di EUR 5,9mrd e un patrimonio netto di EUR 720mio. Lo IOR ha sede esclusivamente sul territorio sovrano dello Stato della Città del Vaticano. L'Istituto è soggetto alla vigilanza e alla regolamentazione dell'"Autorità di Informazione Finanziaria" (AIF), l'organismo di controllo finanziario dello Stato della Città del Vaticano.

Cappella Musicale Pontificia a Macao, Hong Kong e Taipei

Città del Vaticano, 16 settembre 2014 (VIS). Il coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” si esibirà, per la prima volta, a Macao, Hong Kong e Taipei. I concerti sono nati su iniziativa dell’Istituto per la Promozione della Cultura Cinese di Hong Kong con la collaborazione del Coro Perosi della diocesi di Macao e della Taipei Philarmonic Foundation, con la finalità di promuovere lo scambio culturale attraverso l’arte della musica, condividendo le ricche tradizioni musicali dell’Oriente e dell’Occidente e costruendo, con queste, nuovi canali di comunicazione e di comunione.

Reverberating Heavenly Tunes in Greater China”, (“Melodie celestiali nella Grande Cina"), è il titolo dei concerti che comprendono opere di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Roland de Lassus, Gregorio Allegri e Lorenzo Perosi, storicamente appartenenti al repertorio delle Celebrazioni del Papa.

I concerti si terranno il 19 settembre 2014, nella Cattedrale di Macao; il 21 settembre presso l’Hong Kong Cultural Centre (Hong Kong), e il 23 settembre, presso il National Concert Hall di Taipei.

Il 21 settembre, nella Cattedrale di Hong Kong, il Coro della Cappella Musicale Pontificia, su mandato del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, accompagnerà la liturgia domenicale della Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Cardinale John Tong Hon.

La Cappella Musicale Pontificia (Cappella Sistina), che da secoli custodisce la tradizione musicale della Chiesa ed ha le sue origini nell’antica Schola Cantorum Romana, è il complesso artistico degli addetti alle esecuzioni di musica vocale nelle Cappelle Papali o in Celebrazioni o manifestazioni indette per ordine del Santo Padre.

lunedì 15 settembre 2014

In Albania Papa Francesco renderà omaggio ai martiri per la fede

Città del Vaticano, 15 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, nel corso di un incontro con i giornalisti, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha precisato che le motivazioni più importanti del prossimo Viaggio in Albania del Santo Padre Francesco, domenica 21 settembre, saranno l'omaggio ai martiri per la fede vittime del regime comunista, l'importanza del dialogo con l'Islam - in un Paese a maggioranza musulmana, ma con una notevole presenza di cattolici (circa 15%) ed ortodossi - ed il ricordo della Beata Madre Teresa di Calcutta, nata in Albania. Padre Lombardi ha inoltre ricordato che l'Albania - oggi uno stato democratico - per decenni sotto una feroce dittatura, è stato il primo Stato a prevedere l'ateismo nella sua Costituzione.

Il Viaggio Apostolico in Albania di Papa Francesco è il quarto del suo Pontificato ed il primo in Europa fuori dell'Italia.

Sesta riunione del Santo Padre con il Consiglio di Cardinali

Città del Vaticano, 15 settembre 2014 (VIS). Ha avuto inizio questa mattina la sesta riunione del Santo Padre con il “Consiglio di Cardinali”, voluto da Papa Francesco per aiutarLo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana. I lavori proseguiranno domani e mercoledì 17 settembre.

Papa Francesco unisce in matrimonio venti coppie della Diocesi di Roma

Città del Vaticano, 14 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco ha presieduto la Santa Messa nel corso della quale ha unito in matrimonio venti coppie della Diocesi di Roma. Hanno concelebrato con il Papa, il Cardinale Vicario Agostino Vallini e l'Arcivescovo Filippo Iannone, Vicegerente e Direttore del Centro per la pastorale familiare della diocesi di Roma.

In un comunicato del Vicariato di Roma si legge che le coppie unite in matrimonio "sono coppie come tante, con storie di fidanzamenti più o meno lunghi: c'è chi è già convivente, chi ha già figli, chi si è conosciuto in parrocchia". Gli sposi più giovani erano rispettivamente dell'86 e dell'89 e i coniugi più maturi del '58 e del '65.

Nell'omelia, riferendosi alla prima Lettura della Liturgia di oggi, che parla della fatica del cammino del popolo di Israele nel deserto, il Santo Padre ha definito il matrimonio un cammino sulle strade della vita con le sue luci e ombre, durante il quale Dio, con la sua misericordia, dona "la forza di una grazia che rigenera e rimette in cammino sulla strada della vita coniugale e familiare".

"La prima Lettura - ha detto il Pontefice - ci parla del cammino del popolo nel deserto. Pensiamo a quella gente in marcia, guidata da Mosè; erano soprattutto famiglie: padri, madri, figli, nonni; uomini e donne di ogni età, tanti bambini, con i vecchi che facevano fatica… Questo popolo fa pensare alla Chiesa in cammino nel deserto del mondo di oggi, fa pensare al Popolo di Dio, che è composto in maggior parte da famiglie".

"Questo fa pensare alle famiglie, le nostre famiglie, in cammino sulle strade della vita, nella storia di ogni giorno… È incalcolabile la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà… Le famiglie sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i 'mattoni' per la costruzione della società".

"Ritorniamo al racconto biblico. A un certo punto 'il popolo non sopportò il viaggio'. Sono stanchi, manca l’acqua e mangiano solo la 'manna', un cibo prodigioso, donato da Dio, ma che in quel momento di crisi sembra troppo poco. Allora si lamentano e protestano contro Dio e contro Mosè: 'Perché ci avete fatto partire?...'. C’è la tentazione di tornare indietro, di abbandonare il cammino".

"Viene da pensare alle coppie di sposi che 'non sopportano il viaggio', il viaggio della vita coniugale e familiare. La fatica del cammino diventa una stanchezza interiore; perdono il gusto del Matrimonio, non attingono più l’acqua dalla fonte del Sacramento. La vita quotidiana diventa pesante e, tante volte, 'nauseante'. In quel momento di smarrimento - dice la Bibbia - arrivano i serpenti velenosi che mordono la gente, e tanti muoiono. Questo fatto provoca il pentimento del popolo, che chiede perdono a Mosè e gli domanda di pregare il Signore perché allontani i serpenti. Mosè supplica il Signore ed Egli dà il rimedio: un serpente di bronzo, appeso ad un’asta; chiunque lo guarda, viene guarito dal veleno mortale dei serpenti".

"Che cosa significa questo simbolo? Dio non elimina i serpenti, ma offre un 'antidoto': attraverso quel serpente di bronzo, fatto da Mosè, Dio trasmette la sua forza di guarigione che è la sua misericordia, più forte del veleno del tentatore. Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si è identificato con questo simbolo: il Padre, infatti, per amore ha 'dato' Lui, il Figlio Unigenito, agli uomini perché abbiano la vita; e questo amore immenso del Padre spinge il Figlio, Gesù, a farsi uomo, a farsi servo, a morire per noi e a morire su una croce; per questo il Padre lo ha risuscitato e gli ha dato la signoria su tutto l’universo. Così si esprime l’inno della Lettera di san Paolo ai Filippesi. Chi si affida a Gesù crocifisso riceve la misericordia di Dio che guarisce dal veleno mortale del peccato".

"Il rimedio che Dio offre al popolo - ha detto infine il Santo Padre - vale anche, in particolare, per gli sposi che 'non sopportano il cammino' e vengono morsi dalle tentazioni dello scoraggiamento, dell’infedeltà, della regressione, dell’abbandono... Anche a loro Dio Padre dona il suo Figlio Gesù, non per condannarli, ma per salvarli: se si affidano a Lui, li guarisce con l’amore misericordioso che sgorga dalla sua Croce, con la forza di una grazia che rigenera e rimette in cammino sulla strada della vita coniugale e familiare".

"L’amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l’unione degli sposi, è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce. L’amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo. Questo è il compito che avete tra voi. 'Ti amo, e per questo ti faccio più donna' – 'Ti amo, e per questo ti faccio più uomo'. È la reciprocità delle differenze. Non è un cammino liscio, senza conflitti: no, non sarebbe umano. È un viaggio impegnativo, a volte difficile, a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! E in mezzo a questa teologia che ci dà la Parola di Dio sul popolo in cammino, anche sulle famiglie in cammino, sugli sposi in cammino, un piccolo consiglio. È normale che gli sposi litighino, è normale. Sempre si fa. Ma vi consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace. Mai. È sufficiente un piccolo gesto. E così si continua a camminare. Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una 'fiction'! È sacramento dell’amore di Cristo e della Chiesa, un amore che trova nella Croce la sua verifica e la sua garanzia. Auguro a tutto voi un bel cammino: un cammino fecondo; che l’amore cresca. Vi auguro felicità. Ci saranno le croci, ci saranno. Ma sempre il Signore è lì per aiutarci ad andare avanti. Che il Signore vi benedica!".

Angelus: Per mezzo della Croce di Cristo ci è restituita la speranza

Città del Vaticano, 14 settembre 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, conclusa nella Basilica Vaticana la Santa Messa, nel corso della quale ha unito in matrimonio venti coppie di sposi della diocesi di Roma, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus domenicale con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Ricordando che oggi, 14 settembre, la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il Santo Padre ha detto: "Qualche persona non cristiana potrebbe domandarci: perché 'esaltare' la croce? Possiamo rispondere che noi non esaltiamo una croce qualsiasi, o tutte le croci: esaltiamo la Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità. (...). Il Padre ha 'dato' il Figlio per salvarci, e questo ha comportato la morte di Gesù, e la morte in croce. Perché? Perché è stata necessaria la Croce? A causa della gravità del male che ci teneva schiavi. La Croce di Gesù esprime tutt’e due le cose: tutta la forza negativa del male, e tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio. La Croce sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria. (...) E proprio per questo Dio ha 'esaltato' Gesù, conferendogli una regalità universale".

"E quando volgiamo lo sguardo alla Croce dove Gesù è stato inchiodato - ha proseguito il Pontefice - contempliamo il segno (...) dell’amore infinito di Dio per ciascuno di noi e la radice della nostra salvezza. Da quella Croce scaturisce la misericordia del Padre che abbraccia il mondo intero. Per mezzo della Croce di Cristo è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci è donata la vita, restituita la speranza. Questo è importante: per mezzo della Croce di Cristo ci è restituita la speranza. (...) La Croce di Gesù è la nostra unica vera speranza! Ecco perché la Chiesa 'esalta' (...) la Croce gloriosa di Gesù, segno dell’amore immenso di Dio, segno della nostra salvezza e cammino verso la Risurrezione. E questa è la nostra speranza".

"Mentre contempliamo e celebriamo la santa Croce - ha concluso il Pontefice - pensiamo con commozione a tanti nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati e uccisi a causa della loro fedeltà a Cristo. Questo accade specialmente là dove la libertà religiosa non è ancora garantita o pienamente realizzata. Accade però anche in Paesi e ambienti che in linea di principio tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove concretamente i credenti, e specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni. Perciò oggi li ricordiamo e preghiamo in modo particolare per loro".

La guerra è una follia dalla quale l'umanità non ha ancora imparato la lezione

Città del Vaticano, 14 settembre 2014 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato: "Domani, nella Repubblica Centroafricana, avrà inizio ufficialmente la Missione voluta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per favorire la pacificazione del Paese e proteggere la popolazione civile, che sta gravemente soffrendo le conseguenze del conflitto in corso".

"Mentre assicuro l’impegno e la preghiera della Chiesa cattolica, incoraggio lo sforzo della Comunità internazionale, che viene in aiuto dei Centroafricani di buona volontà. Quanto prima la violenza ceda il passo al dialogo; gli opposti schieramenti lascino da parte gli interessi particolari e si adoperino perché ogni cittadino, a qualsiasi etnia e religione appartenga, possa collaborare per l’edificazione del bene comune. Che il Signore accompagni questo lavoro per la pace!", ha esclamato Papa Francesco.

Nel ricordare la visita di sabato scorso al Cimitero Austro-Ungarico e al Sacrario Militare di Redipuglia (Italia), dove ha pregato per i caduti della Grande Guerra, il Santo Padre ha detto: "I numeri sono spaventosi: si parla di circa 8 milioni di giovani soldati caduti e di circa 7 milioni di persone civili. Questo ci fa capire quanto la guerra sia una pazzia! Una pazzia dalla quale l’umanità non ha ancora imparato la lezione, perché dopo di essa ce n’è stata una seconda mondiale e tante altre che ancora oggi sono in corso. Ma quando impareremo, noi, questa lezione? Invito tutti a guardare Gesù Crocifisso per capire che l’odio e il male vengono sconfitti con il perdono e il bene, per capire che la risposta della guerra fa solo aumentare il male e la morte!".

Il Cardinale Fernando Sebastián Aguilar prende possesso del Titolo di Sant'Angela Merici

Città del Vaticano, 15 settembre 2014 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che domenica 21 settembre 2014, alle ore 11:00, il Cardinale Fernando Sebastiàn Aguilar, Arcivescovo emerito di Pamplona y Tudela (Spagna), prenderà possesso del Titolo di Sant'Angela Merici, Via di Sant'Angela Merici, 57.

Udienze

Città del Vaticano, 15 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, nella Casa Santa Marta, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Signor Daniel Rubén Herrera Piedrabuena, Giudice Federale di La Rioja, con la Consorte e seguito.

Altri atti pontifici

Città del Vaticano, 15 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Marcus Stock, Vescovo di Leeds (superficie: 5.033; popolazione: 2.068.000; cattolici: 157.766; sacerdoti: 182; religiosi: 149; diaconi permanenti: 24), Inghilterra, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Londra (Gran Bretagna), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dopo essere stato Assistente parrocchiale presso la parrocchia di Our Lady and St. Brigid's, Northfield, dal 1991 al 1994 è stato Parroco di St. Birinus, Dochester-on-Thames e, dal 1994 al 1999, di St. Peter's, Bloxwich. Dal 1999 al 2009 è stato Direttore delle scuole cattoliche dell'arcidiocesi di Birmingham e contemporaneamente Parroco a Coleshill, vicino Birmingham. Dal 2011 al 2013 ha svolto il compito di Direttore del Servizio Educativo Cattolico. Dal 2009 è Segretario Generale della Conferenza Episcopale d'Inghilterra e Galles e consigliere della Facoltà di Teologia Heythrop College, Londra.
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