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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 16 giugno 2014

IMITIAMO GESÙ: SIAMO TUTTI CHIAMATI A LASCIARCI COINVOLGERE DAI TRAVAGLI UMANI CHE OGNI GIORNO CI INTERPELLANO

Città del Vaticano, 14 giugno 2014 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricevuto in udienza la Confederazione Nazionale delle Misericordie e il gruppo donatori di sangue "Fratres" d'Italia. "Tutto il vostro servizio prende senso e forma da questa parola: 'misericordia', parola latina il cui significato etimologico è 'miseris cor dare', 'dare il cuore ai miseri'. È quello che ha fatto Gesù: ha spalancato il suo Cuore alla miseria dell’uomo. Il Vangelo è ricco di episodi che presentano la misericordia di Gesù, la gratuità del suo amore per i sofferenti e i deboli. Dai racconti evangelici possiamo cogliere la vicinanza, la bontà, la tenerezza con cui Gesù accostava le persone sofferenti e le consolava, dava loro sollievo, e spesso le guariva".

"Sull’esempio del nostro Maestro - ha detto il Papa - anche noi siamo chiamati a farci vicini, a condividere la condizione delle persone che incontriamo. Bisogna che le nostre parole, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti esprimano la solidarietà, la volontà di non rimanere estranei al dolore degli altri, e questo con calore fraterno e senza cadere in alcuna forma di paternalismo. (...) C’è il rischio di essere spettatori informatissimi e disincarnati di queste realtà, oppure di fare dei bei discorsi che si concludono con soluzioni verbali e un disimpegno rispetto ai problemi reali. Invece, siamo tutti chiamati a lasciarci coinvolgere dai travagli umani che ogni giorno ci interpellano. Imitiamo Gesù: Egli va per le strade e non ha pianificato né i poveri, né i malati, né gli invalidi che incrocia lungo il cammino; ma con il primo che incontra si ferma, diventando presenza che soccorre, segno della vicinanza di Dio che è bontà, provvidenza e amore".

"L’attività delle vostre associazioni - ha ricordato infine il Pontefice - si ispira alle sette opere di misericordia corporale (...): dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Vi incoraggio a portare avanti con gioia la vostra azione e a modellarla su quella di Cristo, lasciando che tutti i sofferenti possano incontrarvi e contare su di voi nel momento del bisogno".

ATTIVITÀ DEL SANTO PADRE LUGLIO E AGOSTO 2014

Città del Vaticano, 14 giugno 2014 (VIS). Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto il calendario delle attività del Santo Padre nel periodo estivo:

Nel mese di luglio non avranno luogo le Udienze generali. Quindi non vi sarà Udienza nei giorni 2, 9, 16, 23 e 30 luglio. Le Udienze generali riprenderanno nel mese di agosto in Vaticano. Vi sarà quindi Udienza il 6 agosto, il 20 e il 27 agosto.

Mercoledì 13 agosto non vi sarà Udienza, perché il Papa sarà in partenza per l’annunciato viaggio in Corea (13-18 agosto).

La preghiera dell’Angelus verrà guidata dal Papa ogni domenica in Vaticano nei mesi di luglio e agosto, tranne i giorni di assenza per il viaggio in Corea (15 e 17 agosto).

La Messa mattutina con fedeli alla Casa Santa Marta è sospesa per tutto il periodo estivo, cioè dall’inizio di luglio fino alla fine di agosto. Riprenderà all’inizio di settembre.

FONDAZIONE POPULORUM PROGRESSIO: INCREMENTARE PROGETTI DI EDUCAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Città del Vaticano, 16 giugno 2014 (VIS). Dall’11 al 13 giugno scorso si è tenuta, presso la sede del Pontificio Consiglio Cor Unum, la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Populorum Progressio". Quest’anno il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto importante radunarsi a Roma soprattutto per chiedere a Papa Francesco, alla luce della sua stessa esperienza pastorale in America Latina, un indirizzo programmatico sul futuro della Fondazione, dopo 22 anni di lavoro.

Dei 135 progetti presentati nel 2014 dalle diverse giurisdizioni ecclesiastiche di America Latina e Caraibi ne sono stati approvati 125 in linea con i criteri della Fondazione, per un totale di US$ 1.800.000. I progetti quest’anno sono stati principalmente iniziative riguardanti la formazione di bambini e giovani. In tal modo, la Fondazione potrà sostenere piccole realtà e comunità cattoliche nei loro progetti di sviluppo e promozione umana. Si tratta nel complesso di micro-progetti in diversi ambiti: non vi è soltanto la formazione, ma anche la creazione di pozzi per l’acqua potabile, l’istituzione di fondi rotatori e banche di sementi, la costruzione di saloni comunitari, il sostegno a progetti sanitari, ecc.

Nel corso dell'udienza di venerdì scorso, i Presuli si sono trattenuti per oltre 40 minuti in intenso dialogo con il Santo Padre, affrontando diverse problematiche riguardanti il continente latinoamericano, sempre alla luce dell’attività svolta dalla Fondazione. Il Santo Padre per primo ha voluto ribadire che le istituzioni cattoliche non sono delle ONG: esse devono infatti operare secondo un’antropologia che veda nella persona non soltanto una bocca da sfamare, ma che tenga conto anche della sua dimensione spirituale, dell’anelito di Dio e di eternità che ognuno porta nel cuore.

In secondo luogo, si è affrontata la problematica dell’indigenismo; si è poi discusso anche dell’evangelizzazione e del suo rapporto con le opere di carità, nello spirito delle opere di misericordia corporali che non vanno disgiunte da quelle spirituali. Il Santo Padre ha altresì ricordato che l’ideologia centrata sul "dio denaro" mira a scartare due categorie di persone, i bambini, futuro della società, e i vecchi, memoria storica. Ha sottolineato anche il dramma della disoccupazione giovanile, che porta a generazioni di ragazzi senza avvenire, facili prede di dipendenze e criminalità. Papa Francesco ha chiesto alla Fondazione di adoperarsi a beneficio di questa fascia di popolazione, attraverso progetti di educazione e formazione professionale. Il dialogo è stato franco, aperto, fruttuoso.

Svolgere la riunione a Roma ha consentito altresì al Consiglio di Amministrazione di potersi confrontare con organismi quali la Pontificia Commissione per l’America Latina, il cui Segretario, il Professor Avv. Guzmán Carriquiry Lecour, è intervenuto, su richiesta del Cardinale Marc Ouellet, Presidente di quell’Organismo, durante la tavola rotonda della prima giornata di riunione. Con lui c’è stato uno scambio molto fecondo sul tema dell’indigenismo e la questione della formazione. Al riguardo, è anche degno di nota che la Fondazione abbia avviato, già a partire da questo Consiglio di Amministrazione, una collaborazione con l’Università Cattolica San Antonio di Murcia (Spagna) per istituire corsi di formazione per gli agenti di pastorale caritativa, spesso direttamente responsabili dei progetti della Fondazione in loco.

La Fondazione deve ora affrontare la grande sfida di allargare gli orizzonti geografici delle donazioni, con l’obiettivo di far sì che tutti i progetti presentati possano trovare accoglienza presso la carità del Papa. In questo senso, i Membri della Fondazione si sono dati l’obiettivo di sensibilizzare maggiormente le Chiese particolari e le persone di buona volontà, al fine di incrementare i fondi disponibili per quest’opera, tanto apprezzata dal Santo Padre.

PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE GÉRALD CYPRIEN LACROIX

Città del Vaticano, 16 giugno 2014 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione della seguente Presa di Possesso:

- Domenica 22 giugno 2014, alle ore 10:30, il Cardinale Gérald Cyprien Lacroix, I.S.P.X., Arcivescovo di Québec (Canada), prenderà possesso del Titolo di San Giuseppe all’Aurelio, Via Boccea, 362.

UDIENZE

Città del Vaticano, 16 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- La Signora Mónica Jiménez de la Jara, Ambasciatore del Cile, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali.

- L'Arcivescovo Luigi Bianco, Nunzio Apostolico in Honduras.

Sabato 14 giugno, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo George Panikulam, Nunzio Apostolico in Uruguay, finora Nunzio Apostolico in Etiopia e in Gibuti e Delegato Apostolico in Somalia.

- Il Vescovo Gary Gordon, Vescovo di Victoria (superficie: 33.197; popolazione: 729.000; cattolici: 98.400; sacerdoti: 47; religiosi: 80), Canada. È stato finora Vescovo di Whitehorse (Canada).

- Il Monsignor John J. Jenik, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (superficie: 12.212; popolazione: 5.854.721; cattolici: 2.634.624; sacerdoti: 1.515; religiosi: 3.840; diaconi permanenti: 292), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Manhattan (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Dal 1970 al 1974 Vice-parroco alla "Saint Jerome's Parish, nel Bronx; dal 1974 al 1978 Vice-parroco alla "Saint Thomas Aquinas Parish" ed alla "Our Lady of Refuge Parish nel Bronx; dal 1985 Parroco della "Our Lady of Refuge Parish" e dal 2006 Vicario Regionale per il Bronx nordovest.

- Il Reverendo Peter J. Byrne, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Manhattan (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1992 Vice-parroco alla “Holy Family Parish” nel Bronx; dal 1992 al 1994 Amministratore alla “Saint Thomas Aquinas Parish” nel Bronx; dal 1994 al 1995 Amministratore delle parrocchie “Immaculate Conception Parish” e “Saint John the Baptist Parish” in Staten Island e dal 1995 al 2013 Parroco delle medesimi parrocchie; dal 2013 Parroco della “Saint Elizabeth Parish” a Manhattan.

- Il Reverendo John J. O’Hara, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato nel 1946 in Jersey City (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1988 Vice-parroco alla “Saint Augustine Parish” a New City; dal 1988 al 1992 Vice-parroco alla “Saint Charles Parish” in Staten Island; dal 1992 al 2000 Vice-parroco alla “Saint Teresa of the Infant Jesus Parish” in Staten Island e dal 2000 Parroco della medesima parrocchia; dal 2013 Direttore per lo “Strategic Parish Planning” per l’arcidiocesi di New York.

- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile), Suo Inviato Speciale al III Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia (WACOM III), in programma a Bogotà (Colombia) dal 15 al 19 agosto 2014.

venerdì 13 giugno 2014

UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Città del Vaticano, 13 giugno 2014 (VIS). Stamani, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Dominicana, Signor Danilo Medina Sánchez, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Francesco. Successivamente ha incontrato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, è stato espresso compiacimento per le buone relazioni tra la Repubblica Dominicana e la Santa Sede, evidenziando il prezioso contributo sociale che la Chiesa offre al Paese, specialmente nei settori dell’educazione, della sanità e della carità.

Nel prosieguo della conversazione, si sono passati in rassegna alcune questioni di interesse nazionale e regionale, soffermandosi in particolare sui recenti provvedimenti che facilitano l’iter di naturalizzazione degli immigrati nel Paese.


PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 13 giugno 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Ludovico-Eduardo Cestac (1801-1868), sacerdote diocesano francese, Fondatore dell'Istituto delle Figlie di Maria.

- miracolo attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Irene Stefani (al secolo: Aurelia Giacomina Mercedes: 1891-1930), Suora professa italiana, dell'Istituto delle Suore Missionarie della Consolata.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Luigi Savaré (1878-1949), sacerdote diocesano italiano.

- del Servo di Dio Eugenio Reffo (1843-1925), Cofondatore e Sacerdote professo italiano della Congregazione di San Giuseppe.

- della Serva di Dio Maddalena del Sacro Cuore (al secolo: Francesca Margherita Taylor: 1832-1900), religiosa inglese, Fondatrice delle Povere Ancelle della Madre di Dio.

- della Serva di Dio Maria Giuseppa Scandola (1849-1903), Suora professa italiana delle Suore Missionarie delle Pie Madri della Nigrizia.

- della Serva di Dio Itala Mela (1904-1957), Oblata Benedettina italiana del Monastero di San Paolo fuori le mura.

- del Servo di Dio Uberto Mori (1926-1989), Laico italiano e Padre di famiglia.

UDIENZE

Città del Vaticano, 13 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Tommaso Valentinetti, di Pescara-Penne (Italia).

- La Signora Delia Cárdenas Christie, Ambasciatore di Panama, in visita di congedo.

- Membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Popolorum Progressio”.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Multan, (Pakistan), presentata dal Vescovo Andrew Francis, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Benny Travas, Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Multan (Pakistan).

giovedì 12 giugno 2014

VIDEO MESSAGGIO PER IL MONDIALE DI CALCIO IN BRASILE: "SIA UNA FESTA DI SOLIDARIETÀ FRA I POPOLI"

Città del Vaticano, 12 giugno 2014 (VIS). Sia una festa di solidarietà fra i popoli è quanto auspica Papa Francesco per il Mondiale di Calcio che ha inizio oggi in Brasile. Nel Video Messaggio, trasmesso ieri notte da una rete nazionale, il Santo Padre ricorda agli organizzatori, ai giocatori e agli spettatori, che il calcio, oltre ad essere un gioco, è anche un'opportunità di dialogo, di comprensione e di reciproco arricchimento umano.

"Lo sport - afferma il Papa - non è solo una forma di intrattenimento, ma anche - e soprattutto - strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e che contribuiscono a costruire una società più pacifica e fraterna. Pensiamo alla lealtà, alla perseveranza, all'amicizia, alla condivisione, alla solidarietà. In realtà, ci sono molti valori e atteggiamenti promossi dal calcio che si rivelano importanti non solo in campo, ma in tutti gli aspetti della vita, specialmente nella costruzione della pace. Lo sport è scuola di pace, ci insegna a costruire la pace".

Il Santo Padre pone in evidenza tre lezioni di pratica sportiva, tre atteggiamenti essenziali per la causa della pace: "la necessità di 'allenarsi', il 'fair play' e il rispetto tra i concorrenti. "In primo luogo lo sport - afferma - ci insegna che per vincere, ci si deve allenare. Possiamo vedere in questa pratica sportiva, una metafora della vita. Nella vita bisogna lottare, 'allenarsi', impegnarsi per ottenere risultati importanti. Lo spirito sportivo diventa così un'immagine dei sacrifici necessari per crescere nelle virtù che costruiscono il carattere di una persona. Se, per migliorarsi, una persona ha bisogno di un 'allentamento' intenso e continuo, maggiore è l'impegno necessario a realizzare l'incontro e la pace tra gli individui e tra i popoli. È necessario allenarsi molto".

"Il calcio può e deve essere una scuola per la costruzione di una 'cultura dell'incontro', che renda possibile la pace e l'armonia tra le persone. E qui ci viene in aiuto la seconda lezione: imparare ciò che il 'fair play' ha da insegnarci. Per giocare come una squadra è necessario pensare, in primo luogo, al bene del gruppo, non a se stessi. Per vincere, bisogna superare l'individualismo, l'egoismo, tutte le forme di razzismo, di intolleranza e strumentalizzazione della persona umana. Non solo nel calcio 'accaparrare' (la palla) è un ostacolo al successo della squadra, ma quando nella vita 'siamo accaparratori', ignorando le persone che ci circondano, ciò va a detrimento di tutta la società".

"L'ultima lezione dello sport utile alla pace è il rispetto tra i concorrenti. Il segreto della vittoria non solo in campo, ma nella vita - nota Papa Francesco - è quello di imparare a rispettare non solo il compagno di squadra, ma anche l'avversario. Nessuno vince da solo, in campo o nella vita! Che nessuno si senta escluso o isolato. Attenzione! No alla segregazione, no al razzismo! E se è vero che alla fine di questo mondiale, soltanto una squadra nazionale esibirà la Coppa del vincitore, occorre imparare le lezioni che lo sport ci insegna: tutti saremo vincitori rafforzando i legami che ci uniscono".

Infine il Papa rivolge parole di saluto alla Presidentessa del Brasile, Signora Dilma Rousseff ed assicura a tutti le sue preghiere. "Che questo Mondiale - conclude - trascorra in serenità e tranquillità, nel rispetto reciproco, nella solidarietà e nella fratellanza tra uomini e donne che si riconoscono membri di una sola famiglia".

CANONIZZAZIONI IL 23 NOVEMBRE PROSSIMO

Città del Vaticano, 12 giugno 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, durante le celebrazione dell'Ora Terza, il Santo Padre Francesco ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Giovanni Antonio Farina, Vescovo di Vicenza (Italia), fondatore delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori;

- Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia (India), sacerdote, fondatore della Congrega­zione dei Carmelitani di Maria Immacolata;

- Ludovico da Casoria (Arcangelo Palmentieri), (Italia), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori, fondatore della Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine, dette “Bigie”;

- Nicola da Longobardi (Italia), oblato professo dell’Ordine dei Minimi;

- Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore (India), della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo;

- Amato Ronconi, del Terzo Ordine di San Francesco, fondatore dell’Ospedale dei Poveri Pellegrini in Saludecio, ora “Casa di Riposo Opera Pia Beato Amato Ronconi”.

Nel corso del Concistoro, il Papa ha decretato che i Beati siano iscritti nell’Albo dei Santi il 23 novembre 2014, Festa di Cristo Re dell’Universo.

mercoledì 11 giugno 2014

TIMORE DI DIO: DONO DELLO SPIRITO SANTO CHE FA DI NOI CRISTIANI CONVINTI

Città del Vaticano, 11 giugno 2014 (VIS). "Il dono del timore di Dio, di cui parliamo oggi, - ha detto il Papa nella catechesi per l'Udienza Generale di questo Mercoledì - conclude la serie dei sette doni dello Spirito Santo. Non significa avere paura di Dio: sappiamo bene che Dio è Padre, e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre; per cui non c'è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell'abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani!".

"Quando lo Spirito Santo prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell'atteggiamento (...) di chi ripone tutte le sue preoccupazioni (...) in Dio (...). In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti - ha commentato Papa Francesco - non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell'esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l'unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia di suo Padre".

"Ecco perché - ha spiegato il Papa - abbiamo tanto bisogno di questo dono delle Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. (....) Quando siamo pervasi dal timore di Dio, allora siamo portati a seguire il Signore con umiltà, docilità e obbedienza. Questo, però, non con atteggiamento rassegnato, e passivo, anche lamentoso (...) Il timore di Dio, quindi, non fa di noi dei cristiani timidi, remissivi, ma genera in noi coraggio e forza! È un dono che fa di noi cristiani convinti, entusiasti, che non restano sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e conquistati dal suo amore!".

"Ma, stiamo attenti, perché il dono di Dio, il dono del timore di Dio è anche un 'allarme' di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quanto sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità, o il potere, o l'orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! (...) Voi pensate che una persona corrotta sarà felice dall’altra parte? No, tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuore e sarà difficile andare dal Signore. Penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo; voi pensate questa gente che tratta le persone, che sfrutta le persone con il lavoro schiavo ha nel cuore l'amore di Dio? No, non hanno timore di Dio (...). Penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre (...). Questi fabbricatori di armi non vengono a sentire la Parola di Dio! Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte e fanno mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio".

Al termine il Papa ha letto una parte del Salmo 34: "'Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera'. Chiediamo al Signore - ha detto il Papa - la grazia di unire la nostra voce a quella dei poveri, per accogliere il dono del timore di Dio e poterci riconoscere, insieme a loro, rivestiti della misericordia e dell'amore di Dio che è il nostro Padre, il nostro Papà. Così sia".

"DAVVERO LE FINANZE HANNO BISOGNO DI ETICA OGGI"

Città del Vaticano, 11 giugno 2014 (VIS). Data la giornata particolarmente calda, il Papa ha preferito salutare i malati nell'Aula Paolo VI, prima dell'Udienza Generale, e non come di consueto, al termine della catechesi, in Piazza San Pietro. "Abbiamo pensato che era meglio che voi foste qui, tranquilli ... un po' più fresco, eh? E non sotto quel sole che cucine, eh! - ha detto - Potete vedere l'udienza nel maxischermo. (...) È quello, eh! Lì potete vedere tutto, seguire tutto e senza soffrire questo sole; dicono che oggi sarà la giornata più calda questa! Grazie".

Al termine della catechesi, salutando i pellegrini polacchi, il Santo Padre ha ricordato che oggi ricorre la memoria liturgica di San Barnaba, apostolo, che insieme a San Paolo fu diffusore del Vangelo in mezzo ai pagani. "Pieno di Spirito Santo, di zelo e di fede donò senza riserva la sua vita a Cristo. Subì la morte nel martirio. Impariamo da lui il timore di Dio e la perseveranza nella fede. Con coraggio annunciamo al mondo il messaggio evangelico".

Salutando i fedeli di lingua italiana, in particolare i partecipanti al Congresso su etica e finanza, promosso dall'Augustinianum, il Papa ha commentato: "Davvero le finanze hanno bisogno di etica oggi". Ai fedeli provenienti da Castel San Giovanni, città natale del Cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato dal 1979 al 1990, di cui si ricorda il centenario della nascita, il Papa ha detto: "Bravo uomo questo Casaroli".

Successivamente il Papa ha salutato gli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, che gli hanno consegnato una Panda blu identica a quella utilizzata in occasione della visita ad Assisi nell'ottobre 2013. In una lettera indirizzata al Papa all'indomani di quella visita, gli operai scrivevano che era per loro motivo di orgoglio pensare che il Santo Padre si servisse di una vettura uguale a quelle da loro quotidianamente usate per raggiungere le loro case e il luogo di lavoro.

Infine Papa Francesco ha ricordato che nel mese di giugno la liturgia ci invita a pregare il Sacro Cuore di Gesù. "Tale devozione insegni a voi, cari giovani - ha esortato - ad amare con la stessa intensità; renda forti voi, cari ammalati, nel portare con pazienza la croce della sofferenza; e sia di sostegno a voi, cari sposi novelli, nell'edificare la vostra famiglia sulla fedeltà e il timore di Dio".

APPELLO CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE

Città del Vaticano, 11 giugno 2014 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, in riferimento alla celebrazione, domani, 12 giugno, della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, il Santo Padre ha lanciato un appello per le "decine di milioni di bambini (...) costretti a lavorare in condizioni degradanti, esposti a forme di schiavitù e di sfruttamento, come anche ad abusi, maltrattamenti e discriminazioni".

Auspicando vivamente che "la Comunità internazionale possa estendere la protezione sociale dei minori per debellare questa piaga dello sfruttamento dei bambini", il Santo Padre ha esortato tutti, in particolare le famiglie, a rinnovare il proprio impegno "per garantire ad ogni bambino e bambina la salvaguardia della sua dignità e la possibilità di una crescita sana. Una fanciullezza serena permette ai bambini di guardare con fiducia alla vita e al futuro".

Infine il Papa ha invitato tutti i presenti a recitare una Ave Maria "per questi bambini e bambine che sono sfruttati con il lavoro e anche con gli abusi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cruz Alta (Brasile), presentata dal Vescovo Friedrich Heimler, S.D.B., in conformità al Canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Gilberto Alfredo Vizcarra Mori, S.I., Vicario Apostolico di Jaén (superficie: 32.572; popolazione: 525.101; cattolici: 409.000; sacerdoti: 36; religiosi: 105; diaconi permanenti: 1), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Lima (Perù), è entrato nel Noviziato della Compagnia di Gesù nel 1982, ha emesso la Professione perpetua nel 2001 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1997 al 1998 Collaboratore nella pastorale vocazionale della Compagnia di Gesù a Lima; dal 1997 al 2000 Parroco di San Pedro y San Pablo a Bitkine, nel Vicariato Apostolico di Mongo (Ciad); dal 2003 al 2011 Parroco di San Ignacio nel Vicariato di Mongo (Ciad); nel 2005 Superiore della Comunità; dal 2007 al 2011 Fondatore e Direttore del progetto Fe y Alegria, in Ciad; dal 2012 al 2013 Vicario parrocchiale di Santa Teresa del Niño Jesús ad Abeché, nel Vicariato Apostolico di Mongo; dal 2013 Direttore Spirituale nel Collegio La Inmaculada di Lima, e Vicario parrocchiale ad Abeché (Ciad). Succede al Vescovo Santiago María García de la Rasilla Domínguez, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato Apostolico, presentata per raggiunti limiti d'età.

martedì 10 giugno 2014

CORDOGLIO DEL PAPA MORTE CARDINALE BERNARD AGRÉ

Città del Vaticano, 10 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan (Costa d'Avorio), per la morte, ieri a Parigi (Francia), del Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo emerito di Abidjan (Costa d'Avorio), all'età di 88 anni.

Nell'apprendere con tristezza la notizia della sua morte, il Papa ricorda "questo Pastore fedele che, nel corso di un lungo e fruttuoso episcopato, ha servito la Chiesa con fede e generosità (...).Con la sua intensa attività pastorale il defunto Porporato è stato uomo di Dio appassionato dell'annuncio del Vangelo e dello sviluppo umano e spirituale delle persone".

PROGRAMMA VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE A CASSANO ALLO JONIO

Città del Vaticano, 10 giugno 2014 (VIS). Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il programma della Visita Pastorale del Santo Padre Francesco alla Diocesi di Cassano allo Jonio, provincia di Cosenza, Calabria, il prossimo sabato 21 giugno.

Alle 7:25 il Santo Padre parte in elicottero dall'eliporto del Vaticano per atterrare, alle 9:00, sul piazzale antistante la Casa Circondariale "Rosetta Sisca" di Castrovillari dove incontra i detenuti, il personale del carcere e le loro famiglie. Quindi, sempre in elicottero, riparte per Cassano allo Jonio, dove atterra nel campo sportivo "Pietro Toscano". Dopo una breve cerimonia di benvenuto, Papa Francesco si reca al centro di cure palliative per malati terminali "San Giuseppe Moscati".

Alle 12:00, è previsto l'incontro con i sacerdoti diocesani nella Cattedrale di Cassano e verso le 13:00, il Papa consuma il pranzo con i poveri ospitati dalla Caritas Diocesana e con i giovani ospiti della Comunità terapeutica "Mauro Rostagno", presso il Seminario "Giovanni Paolo I". Alle 14:30 il Santo Padre visita gli anziani ospitati nella “Casa Serena” e, alle 16:00, celebra la Santa Messa nella Piana di Sibari.

Infine, alle 18:00, il Papa riparte in elicottero dall'eliporto di Marina di Sibari, per atterrare all'eliporto del Vaticano alle 19:30.

RIUNIONE ANNUALE IN VATICANO FONDAZIONE POPULORUM PROGRESSIO PER L'AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 10 giugno 2014 (VIS). Dal 10 al 14 giugno è in corso la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Populorum progressio" per l'America Latina, che San Giovanni Paolo II affidò, fin dalla sua fondazione nel 1992, al Pontificio Consiglio "Cor Unum".

I Membri del Consiglio di Amministrazione sono: il Cardinale Robert Sarah, Presidente ex officio della Fondazione; l'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz (Bolivia), Presidente del Consiglio di Amministrazione; l'Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, di Guayaquil (Ecuador), Vicepresidente; il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo; l'Arcivescovo Óscar Urbina Ortega, di Villavicencio, (Colombia); l'Arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, di São Salvador de Bahia (Brasile); l'Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa (Perù); il Monsignor Segundo Tejado Muñoz, Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Nel corso della riunione i membri del Consiglio di Amministrazione saranno chiamati a deliberare il finanziamento di progetti in favore delle comunità indigene, meticce, afroamericane e contadine dell'America Latina e dei Caraibi. La riunione sarà occasione per riflettere, a partire dagli orientamenti che il Santo Padre vorrà dare, sulle più efficaci modalità per realizzare il servizio di carità della "Chiesa povera e per i poveri", che vive la propria missione verso le periferie umane ed esistenziali, in particolare in favore dei più bisognosi.

Fino ad oggi i progetti realizzati dalla Fondazione sono circa quattromila, per un totale di oltre 35 milioni di dollari stanziati. I progetti sono caratterizzati da un approccio partecipativo da parte delle comunità locali e sono indirizzati a vari settori: agricoltura e allevamento, artigianato e microimprese; infrastrutture per l'acqua potabile; formazione e attrezzature scolastiche; sanità; edilizia ecc.

Tra i maggiori sostenitori della Fondazione "Populorum progressi", oltre a singole partecipazioni, si trova la Conferenza Episcopale Italiana.

lunedì 9 giugno 2014

PAPA FRANCESCO E I PRESIDENTI DI ISARELE E PALESTINA INVOCANO LA PACE

Città del Vaticano, 9 giugno 2014 (VIS). Alle 19:00 di ieri, nei Giardini Vaticani, ha avuto luogo l'iniziativa "Invocazione per la pace", alla quale il Santo Padre Francesco, nel corso del suo recente pellegrinaggio in Terra Santa, aveva invitato i Presidenti Shimon Peres e Mahmoud Abbas, per chiedere il dono della pace fra i popoli Israeliano e Palestinese. I Presidenti Shimon Peres e Mahmous Abbas sono arrivati in Vaticano rispettivamente alle 18:15 ed alle 18:30 circa e il Santo Padre li ha ricevuti all'ingresso della Domus Santa Marta, intrattenendosi per un breve colloquio, prima con l'uno e poi con l'altro.

Successivamente Papa Francesco e i due Presidenti si sono incontrati nella Hall di Santa Marta e si è unito a loro il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, insieme hanno raggiunto in auto il luogo della celebrazione nei Giardini Vaticani dove li attendevano le rispettive Delegazioni. L'incontro ha avuto inizio con queste parole: "Il Signore vi conceda la pace! Siamo convenuti in questo luogo, Israeliani e Palestinesi, Ebrei, Cristiani e Musulmani, per offrire la nostra preghiera per la pace, per la Terra Santa e per tutti i suoi abitanti".

L'incontro si è svolto in tre tempi, a cui è seguita una conclusione. È stato seguito l'ordine cronologico: ha cominciato la comunità religiosa ebraica, poi la comunità cristiana e infine la comunità musulmana. La prima parte, per le tre comunità, è stata un'espressione di lode a Dio per il dono della creazione, e per averci creato membri di una sola famiglia umana. La seconda parte è stata una richiesta di perdono a Dio per aver mancato di comportarci come fratelli e sorelle; e per i peccati contro Dio e contro il nostro prossimo. Nella terza parte è stata elevata un'invocazione a Dio affinché conceda il dono della pace in Terra Santa e renda tutti capaci di essere costruttori di pace. Ognuno dei tre momenti è stato scandito da un breve intermezzo musicale. Una meditazione musicale più prolungata ha concluso ognuna delle tre parti principali. Al termine, prima di scambiarsi una stretta di mano e piantare un piccolo albero di ulivo, quale segno del comune desiderio di pace fra il popolo Palestinese e il popolo Israeliano, Papa Francesco, il Presidente Shimon Peres ed il Presidente Mahmoud Abbas, hanno preso la parola.

"Signori Presidenti, Santità, fratelli e sorelle! - ha detto Papa Francesco - con grande gioia vi saluto e desidero offrire a voi e alle distinte Delegazioni che vi accompagnano la stessa calorosa accoglienza che mi avete riservato nel mio pellegrinaggio appena compiuto in Terra Santa. Vi ringrazio dal profondo del cuore per aver accettato il mio invito a venire qui per invocare insieme da Dio il dono della pace. Spero che questo incontro sia un cammino alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide. E ringrazio Vostra Santità, venerato Fratello Bartolomeo, per essere qui con me ad accogliere questi illustri ospiti. La Sua partecipazione è un grande dono, un prezioso sostegno, e testimonianza del cammino che come cristiani stiamo compiendo verso la piena unità".

"La vostra presenza, Signori Presidenti, è un grande segno di fraternità, che compite quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli l’uno dell’altro e desidera condurci sulle sue vie. Questo nostro incontro di invocazione della pace in Terra Santa, in Medio Oriente e in tutto il mondo è accompagnato dalla preghiera di tantissime persone, appartenenti a diverse culture, patrie, lingue e religioni: persone che hanno pregato per questo incontro e che ora sono unite a noi nella stessa invocazione. È un incontro che risponde all’ardente desiderio di quanti anelano alla pace e sognano un mondo dove gli uomini e le donne possano vivere da fratelli e non da avversari o da nemici".

"Signori Presidenti, il mondo è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perché l’amore e l’amicizia trionfino. Molti, troppi di questi figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio. È nostro dovere far sì che il loro sacrificio non sia vano. La loro memoria infonda in noi il coraggio della pace, la forza di perseverare nel dialogo ad ogni costo, la pazienza di tessere giorno per giorno la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, per la gloria di Dio e il bene di tutti. Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo".

"La storia ci insegna che le nostre forze non bastano. Più di una volta siamo stati vicini alla pace, ma il maligno, con diversi mezzi, è riuscito a impedirla. Per questo siamo qui, perché sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli. Abbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza, a spezzarla con una sola parola: "fratello". Ma per dire questa parola dobbiamo alzare tutti lo sguardo al Cielo, e riconoscerci figli di un solo Padre".

"A Lui, nello Spirito di Gesù Cristo, io mi rivolgo, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria, figlia della Terra Santa e Madre nostra. Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: "mai più la guerra!"; "con la guerra tutto è distrutto!". Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre "fratello", e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen".

Successivamente ha preso la parola il Presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres: "Sono venuto dalla Città Santa di Gerusalemme - ha detto - per ringraziarvi per questo vostro invito eccezionale. La Città Santa di Gerusalemme è il cuore pulsante del popolo ebraico. In ebraico, la nostra lingua antica, la parola Gerusalemme e la parola 'pace' hanno la stessa radice. E infatti pace è la visione stessa di Gerusalemme. Come si legge nel Libro dei Salmi (122, 6-9): 'Chiedete pace per Gerusalemme. Vivano sicuri quelli che ti amano. Sia pace nelle tue mura sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici Io dirò: 'Su di te sia pace'. Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene".

"Durante la Sua storica visita alla Terra Santa - ha proseguito il Presidente Peres - , Lei ci ha toccato con il calore del Suo cuore, la sincerità delle Sue intenzioni, la Sua modestia, la Sua gentilezza. Lei ha toccato i cuori della gente – indipendentemente dalla sua fede e nazionalità. Lei si è presentato come un costruttore di ponti di fratellanza e di pace. Noi tutti abbiamo bisogno dell’ispirazione che accompagna il suo carattere e il suo cammino. Grazie".

"Due popoli – gli israeliani e i palestinesi – desiderano ancora ardentemente la pace. Le lacrime delle madri sui loro figli sono ancora incise nei nostri cuori. Noi dobbiamo mettere fine alle grida, alla violenza, al conflitto. Noi tutti abbiamo bisogno di pace. Pace fra eguali.
Il Suo invito a unirsi a Lei in questa importante cerimonia per chiedere la pace, qui nei Giardini Vaticani, alla presenza di autorità Ebree, Cristiane, Musulmane e Druse, riflette meravigliosamente la Sua visione dell’aspirazione che tutti condividiamo: Pace. In questa commovente occasione, traboccanti di speranza e pieni di fede, eleviamo con Lei, Santità, una invocazione per la pace fra le religioni, le nazioni, le comunità, fra uomini e donne. Che la vera pace diventi nostra eredità presto e rapidamente".

"Il nostro Libro dei Libri ci impone la via della pace, ci chiede di adoperarci per la sua realizzazione. Dice il Libro dei Proverbi: 'Le sue vie sono vie di grazia, e tutti i suoi sentieri sono pace'. Così devono essere le nostre vie. Vie di grazia e di pace. Non è per caso che Rabbi Akiva ha colto l’essenza della nostra Legge con una sola frase: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Noi tutti siamo uguali davanti al Signore. Noi siamo tutti parte della famiglia umana. Perciò, senza pace noi non siamo completi e dobbiamo ancora compiere la missione dell’umanità. La pace non viene facilmente. Noi dobbiamo adoperarci con tutte le nostre forze per raggiungerla. Per raggiungerla presto. Anche se ciò richiede sacrifici o compromessi. Il Libro dei Salmi ci dice: 'Se ami la vita e desideri vedere lunghi giorni, trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna. Allontànati dal male e fa il bene, cerca la pace e perseguila'".

"Questo significa, che dobbiamo perseguire la pace. Ogni l’anno. Ogni giorno. Noi ci salutiamo con questa benedizione: Shalom, Salam. Noi dobbiamo essere degni del significato profondo ed esigente di questa benedizione. Anche quando la pace sembra lontana, noi dobbiamo perseguirla per renderla più vicina. E se noi perseguiamo la pace con perseveranza, con fede, noi la raggiungeremo. Ed essa durerà grazie a noi, a tutti noi, di tutte le fedi, di tutte le nazioni, come è stato scritto: 'Essi trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci. Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo e non si eserciteranno più nell’arte della guerra'. L’anima s’innalza alla lettura di questi versi di visione eterna. E noi possiamo – insieme e ora, israeliani e palestinesi – trasformare la nostra nobile visione in una realtà di benessere e prosperità. E’ in nostro potere portare la pace ai nostri figli. Questo è il nostro dovere, la missione santa dei genitori. Lasciatemi concludere con una preghiera: Colui che fa la pace nei cieli faccia pace su di noi e su tutto Israele e sul mondo intero, e diciamo: Amen".

Infine il Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas ha detto: "È davvero un grande onore per noi incontrarci di nuovo con Sua Santità il Papa Francesco a compimento del suo gentile invito a gustare la sua spirituale e nobile presenza, e ascoltare il suo pensiero e la sua saggezza cristallina, che promanano da un cuore sano, da una coscienza vibrante, come pure da un elevato senso etico e religioso. Io ringrazio Vostra Santità dal più profondo del cuore per aver intrapreso questo importante incontro qui in Vaticano. Allo stesso tempo, noi apprezziamo moltissimo la Vostra visita nella Terra Santa Palestina, e specificamente nella nostra città santa Gerusalemme e a Betlemme; la città dell’amore e della pace, e la culla di Gesù Cristo. La visita è un’espressione sincera della Vostra fede nella pace e un tentativo credibile per raggiungere la pace fra i palestinesi e gli israeliani".

"O Dio, noi ti lodiamo sempre per aver fatto di Gerusalemme la nostra porta per il cielo. Come dice il Santo Corano, "Gloria a Lui, che ha fatto che il Suo servo viaggiasse di notte dal luogo sacro dell’adorazione al più alto luogo dell’adorazione, i cui dintorni Noi abbiamo benedetto". Tu hai reso il pellegrinaggio e la preghiera in questo luogo gli atti migliori che i fedeli possono compiere in tuo onore, e hai espresso la tua promessa fedele con le parole: 'Entrino nel Masjid come hanno fatto per la prima volta'. Dio Onnipotente ha detto la verità".

"O, Dio del Cielo e della Terra, accetta la mia preghiera per la realizzazione della verità, della pace e della giustizia nella mia patria la Palestina, nella regione, e nel mondo intero.
Ti supplico, O Signore, in nome del mio popolo, il popolo della Palestina – musulmani, cristiani e samaritani – che desidera ardentemente una pace giusta, una vita degna e la libertà; ti supplico, O Signore, di rendere il futuro del nostro popolo prospero e promettente, con libertà in uno stato sovrano e indipendente. Concedi, O Signore, alla nostra regione e al suo popolo sicurezza, salvezza e stabilità. Salva la nostra città benedetta Gerusalemme; la prima Kiblah, la seconda Santa Moschea, la terza delle due Sante Moschee, e la città delle benedizioni e della pace con tutto ciò che la circonda".

"Riconciliazione e pace, O Signore, sono la nostra meta. Dio, nel Suo Libro Santo ha detto ai fedeli: 'Fate pace fra voi!' Noi siamo qui, Signore, orientati verso la pace. Rende fermi i nostri passi e corona di successo i nostri sforzi e le nostre iniziative. Tu sei il promotore della virtù e colui che previene il vizio, il male e l’aggressione. Tu parli e tu sei il più veritiero, 'E se essi si inclinano verso la pace, inclinati anche tu verso di essa, e abbi fiducia in Allah. Ecco! Egli è colui che ascolta, colui che conosce'. Come dice il Profeta Muhammad, 'Diffondete la pace fra voi'".

"Oggi, noi ripetiamo ciò che Gesù Cristo dice rivolgendosi a Gerusalemme: 'Se tu avessi conosciuto oggi la via della pace!'. Ricordiamo pure le parole di San Giovanni Paolo II, quando disse: 'Se la pace si realizza a Gerusalemme, la pace sarà testimoniata nel mondo intero'. E allo stesso tempo, nella nostra preghiera di oggi, abbiamo ripetutamente proclamato per coloro che si impegnano per la pace: 'Beati gli operatori di pace!'; e 'Chiedete pace per Gerusalemme' come si dice nelle Sacre Scritture".

"Perciò noi Ti chiediamo, Signore, la pace nella Terra Santa, Palestina, e Gerusalemme insieme con il suo popolo. Noi ti chiediamo di rendere la Palestina e Gerusalemme in particolare una terra sicura per tutti i credenti, e un luogo di preghiera e di culto per i seguaci delle tre religioni monoteistiche - Ebraismo, Cristianesimo, Islam - e per tutti coloro che desiderano visitarla come è stabilito nel sacro Corano".

"O Signore, tu sei la pace e la pace promana da te. O Dio di Gloria e di Maestà donaci sicurezza e salvezza, e allevia la sofferenza del mio popolo nella patria e nella diaspora. O Signore, porta una pace comprensiva e giusta al nostro Paese e alla regione cosicché il nostro popolo e i popoli del Medio Oriente e il mondo intero possano godere il frutto della pace, della stabilità e della coesistenza. Noi desideriamo la pace per noi e i nostri vicini. Noi cerchiamo la prosperità e pensieri di pace per noi come per gli altri. O Signore, rispondi alle nostre preghiere e dà successo alle nostre iniziative perché tu sei il più giusto, il più misericordioso, Signore dei mondi".
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