Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

giovedì 3 ottobre 2013

IL CONSIGLIO DEI CARDINALI PENSA AD UNA NUOVA COSTITUZIONE PER LA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 3 ottobre 2013 (VIS). Nel corso di un briefing con i giornalisti, Padre Lombardi ha reso noto che la riforma della Curia e l'attribuzione di un ruolo più incisivo ai laici sono stati i temi principali trattati, nel pomeriggio di ieri e questa mattina, dalla Riunione del Consiglio dei Cardinali, istituito dal Papa per aiutarlo nel governo della Chiesa universale.

In apertura del briefing, Padre Lombardi ha riferito che al termine dell'Udienza ai partecipanti all'incontro commemorativo dei cinquanta anni dell'Enciclica di Giovanni XXIII "Pacem in terris", il Papa ha commentato il naufragio questa mattina, almeno 90 vittime, nell'isola italiana di Lampedusa. "Alla luce di questa nuova tragedia - ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - comprendiamo sempre di più il valore e il significato del primo viaggio del Pontificato di Papa Francesco".

Passando poi ai lavori del Consiglio dei Cardinali, Papa Lombardi ha informato che ieri il Papa è stato presente alla riunione del pomeriggio, dalle 16:00 alle 19:00. "Il Santo Padre va a pregare nella Cappella alle 19:00; questo è il termine della sua partecipazione, anche se i Cardinali possono proseguire la riunione, se lo ritengono opportuno. Questa mattina il Papa non ha partecipato perché impegnato nell'Udienza ai partecipanti al Convegno sulla 'Pacem in terris', promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace".

Il Consiglio di Cardinali si è concentrato, ieri, principalmente sul tema della riforma della Curia. "L’orientamento - ha spiegato Padre Lombardi - non è verso un semplice aggiornamento della 'Pastor Bonus' con ritocchi o modifiche marginali, ma verso la stesura di una Costituzione con novità assai consistenti. Insomma, una nuova Costituzione. Si dovrà attendere un tempo adeguato, dopo i lavori del Consiglio dei Cardinali, ma l'idea è questa. I Cardinali hanno spiegato che non si tratta di fare ritocchi cosmetici o piccoli aggiustamenti alla 'Pastor Bonus'".

"Nelle considerazioni del Consiglio è particolarmente evidente l’intenzione di mettere in rilievo la natura di 'servizio' della Curia alla Chiesa universale e alle Chiese locali, in termini di sussidiarietà, piuttosto che di esercizio di un potere centralistico. L'indicazione è di realizzare il servizio della Chiesa in tutte le sue dimensioni".

"Un tema particolarmente importante riguarda naturalmente le funzioni e il ruolo di servizio della Segreteria di Stato, che deve essere a tutti gli effetti Segreteria del Papa; la parola Stato non deve dar luogo ad equivoci. Questo organismo è al servizio del Papa nel suo governo della Chiesa universale. La riflessione del Consiglio è particolarmente utile al Santo Padre anche in vista degli orientamenti che egli vorrà dare al prossimo Segretario di Stato, che entrerà in carica il 15 ottobre".

Sempre nell'ambito della Curia "si è trattato anche dei rapporti fra i Capi Dicastero e il Papa e del coordinamento fra i vari Dicasteri e uffici. In questo contesto si è parlato anche della ipotesi della nuova figura di un 'Moderator Curiae' e delle sue possibili funzioni. È stato trattato il tema ma non si è presa nessuna decisione; se ci sarà una decisione sarà nella nuova costituzione, ma, di fatto, è una delle ipotesi proposte dal Consiglio".

"Quanto a un possibile riordino delle istituzioni competenti per l’amministrazione di beni temporali, il Consiglio ha toccato la questione, ma non la ha approfondita, aspettando che le Commissioni referenti istituite dal Papa portino avanti il loro lavoro".
"Attenzione particolare" è stata riservata dai componenti del Consiglio alla questione dei laici, un tema su cui sono giunte molte richieste raccolte dai membri del Consiglio nelle diverse parti del mondo. "Nell'esaminare la riforma della Curia e delle sue istituzioni, si è pensato anche - ha aggiunto Padre Lombardi - a riservare maggiore attenzione ai temi relativi al laicato, di come far sì che questa dimensione della realtà della Chiesa sia sempre più adeguatamente ed efficacemente riconosciuta e seguita nel governo della Chiesa. Attualmente vi è un Pontificio Consiglio per i Laici, però si può pensare a potenziare questa realtà".

"Nella giornata di oggi il Consiglio ha ripreso ancora in considerazione, tra l’altro, le questioni già trattate martedì sul Sinodo dei Vescovi per un ulteriore approfondimento, in vista delle decisioni del Papa nei prossimi giorni sul tema e sul modo di attuare il prossimo Sinodo".

Infine Padre Lombardi ha detto che fino ad ieri non era stata fissata una data per la prossima Riunione del Consiglio dei Cardinali, benché si sia parlato di un incontro nei primi mesi dell'anno prossimo, però in modo informale. "L'intenzione - ha concluso Padre Lombardi - è quelle di continuare, senza tempi a lunga scadenza. Inoltre non bisogna pensare che fra una riunione e l'altra non accada nulla; i Cardinali e il Papa continuano a scambiarsi opinioni e messaggi, anche se non è in programma una Riunione plenaria del Consiglio".




UNA SOLUZIONE AL CONFLITTO SIRIANO CREEREBBE UN PRECEDENTE SIGNIFICATIVO PER IL SECOLO PRESENTE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2013 (VIS). Il 1° ottobre scorso, a New York, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, nell'intervenire al Dibattito generale delle 68.ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U, ha auspicato che "questa sessione dell’Assemblea Generale sia ispirata dallo stesso spirito di solidarietà universale che ha animato la giornata di preghiera per la pace indetta dal Papa il 7 settembre scorso, e a cui si sono uniti leader religiosi di tutte le confessioni. Che essa segni la strada e sia l’occasione di un nuovo slancio affinché tutte le nazioni si mettano decisamente in moto per risolvere i conflitti aperti e rimarginare le ferite dell’umanità".

"È da augurarsi - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - che la presente sessione dell’Assemblea Generale permetta di rinnovare l’adesione comune ai concetti fondamentali che sono alla base dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e che rimangono validi per la determinazione di obiettivi nuovi e adeguati al dopo 2015". "Se si vuole assicurare la futura attuazione degli obiettivi comuni di sviluppo per il dopo 2015 - ha continuato il Presule riferendosi al G20 - è urgente disegnare meccanismi giuridici internazionali che consentano la partecipazione di tutti gli Stati nella concezione e attuazione delle grandi decisioni economiche comuni". Nel ricordare la recente lettera indirizzata ai leader del G20, riuniti a San Pietroburgo nel settembre scorso, nella quale il Santo Padre ribadisce la responsabilità della comunità internazionale nei confronti della Siria, l'Arcivescovo Mamberti rivolge un sentito appello agli Stati "perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare".

"In questa ottica - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - la tragedia siriana costituisce al tempo stesso una sfida e un’opportunità per l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per dare, in modo concertato, creativo e positivo, un nuovo vigore a tutti i suoi organi, meccanismi e procedure. (...) Una soluzione pacifica e duratura al conflitto siriano creerebbe un precedente significativo per il secolo presente, segnerebbe la strada per affrontare gli altri conflitti che la comunità internazionale non è riuscita finora a risolvere, faciliterebbe grandemente l’inclusione del principio della 'responsabilità di proteggere' nella Carta delle Nazioni Unite, e, dal punto di vista più generale dello sviluppo economico e sociale, sarebbe la manifestazione più chiara ed evidente della volontà di intraprendere con onestà ed efficacia un cammino di sviluppo sostenibile per il dopo 2015". "La Santa Sede - ha concluso l'Arcivescovo Mamberti - ritiene (...) che 'si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui è causa'".



mercoledì 2 ottobre 2013

LA CHIESA CHE È SANTA NON È SOLO DEI "PURI": È APERTA ANCHE AI PIÙ LONTANI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2013 (VIS). "La Chiesa è santa" è stato il tema che Papa Francesco ha scelto per la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 50.000 persone,

Nel 'Credo', dopo aver professato: 'Credo la Chiesa una', - ha detto il Papa - aggiungiamo l’aggettivo 'santa'; affermiamo cioè la santità della Chiesa, e questa è una caratteristica che è stata presente fin dagli inizi nella coscienza dei primi cristiani, i quali si chiamavano semplicemente 'i santi', perché avevano la certezza che è l’azione di Dio, lo Spirito Santo che santifica la Chiesa".

"Ma in che senso la Chiesa è santa se vediamo che la Chiesa storica, nel suo cammino lungo i secoli, ha avuto tante difficoltà, problemi, momenti bui? Come può essere santa una Chiesa fatta di esseri umani, di peccatori? Uomini peccatori, donne peccatrici, sacerdoti peccatori, suore peccatrici, Vescovi peccatori, Cardinali peccatori, Papa peccatore? Tutti. Come può essere santa una Chiesa così?"
"La Chiesa è santa perché procede da Dio che è santo, le è fedele e non l’abbandona in potere della morte e del male. È santa perché Gesù Cristo, il Santo di Dio, è unito in modo indissolubile ad essa; è santa perché è guidata dallo Spirito Santo che purifica, trasforma, rinnova. Non è santa per i nostri meriti, ma perché Dio la rende santa, è frutto dello Spirito Santo e dei suoi doni. Non siamo noi a farla santa. È Dio, lo Spirito Santo, che nel suo amore fa santa la Chiesa".

"Voi potrete dirmi: ma la Chiesa è formata da peccatori, lo vediamo ogni giorno. E questo è vero: siamo una Chiesa di peccatori; e noi peccatori siamo chiamati a lasciarci trasformare, rinnovare, santificare da Dio. C’è stata nella storia la tentazione di alcuni che affermavano: la Chiesa è solo la Chiesa dei puri, di quelli che sono totalmente coerenti, e gli altri vanno allontanati. Questo non è vero! Questa è un'eresia! La Chiesa, che è santa, non rifiuta i peccatori; non rifiuta tutti noi; non rifiuta perché chiama tutti, li accoglie, è aperta anche ai più lontani, chiama tutti a lasciarsi avvolgere dalla misericordia, dalla tenerezza e dal perdono del Padre, che offre a tutti la possibilità di incontrarlo, di camminare verso la santità. (...) Qualcuno di voi è qui senza i propri peccati? Qualcuno di voi? Nessuno, nessuno di noi. Tutti portiamo con noi i nostri peccati. Ma il Signore vuole sentire che gli diciamo: 'Perdonami, aiutami a camminare, trasforma il mio cuore!. E il Signore può trasformare il cuore".

"Nella Chiesa, il Dio che incontriamo non è un giudice spietato, ma è come il Padre della parabola evangelica. (...) Il Signore ci vuole parte di una Chiesa che sa aprire le braccia per accogliere tutti, che non è la casa di pochi, ma la casa di tutti, dove tutti possono essere rinnovati, trasformati, santificati dal suo amore, i più forti e i più deboli, i peccatori, gli indifferenti, coloro che si sentono scoraggiati e perduti. La Chiesa a tutti offre la possibilità di percorrere la strada della santità, che è la strada del cristiano".

"Un’ultima domanda: che cosa posso fare io che mi sento debole, fragile, peccatore? Dio ti dice: non avere paura della santità - ha detto infine Papa Francesco - non avere paura di puntare in alto, di lasciarti amare e purificare da Dio (...). Lasciamoci contagiare dalla santità di Dio. Ogni cristiano è chiamato alla santità e la santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel lasciare agire Dio. È l’incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e nel servizio al prossimo (...) Il Signore ci aspetta tutti, con le braccia aperte; ci aspetta per accompagnarci in questa strada della santità".


ECCLESIOLOGIA DEL CONCILIO VATICANO II E SINODO TEMI CENTRALI DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2013 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha tenuto un briefing relativo alla Riunione del Consiglio dei Cardinali in corso in Vaticano dal 1° al 3 ottobre.

Prima dell'inizio della riunione di questa mattina, i componenti del Consiglio - ha detto Padre Lombardi - hanno concelebrato con il Papa la Santa Messa nella Cappella di Santa Marta. Dopo la prima riunione di ieri mattina nella Biblioteca privata della Terza Loggia, è stato deciso che le altre riunioni si tenessero nella Casa Santa Marta dove tutti risiedono. I lavori sono intensi e prolungati: la mattina dalle 9:00 alle 12:30 ed il pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Papa Francesco ha partecipato alla sessione mattutina e vespertina di ieri, martedì. Questa mattina, giorno dell'Udienza Generale il Papa non ha potuto essere presente, ma questo pomeriggio e domani il Consiglio conterà sulla sua presenza.

Il Papa ha posto in rilievo il significato del Chirografo con il quale ha istituto, lunedì scorso, il Consiglio dei Cardinali "un documento ufficiale che istituzionalizza il Consiglio dotandolo di uno status giuridico e garantendo stabilità per lavorare anche oltre questa riunione". Papa Lombardi ha anche precisato che i suoi componenti non sono "delegati continentali", ma membri del collegio episcopale e del collegio cardinalizio, con una ricca esperienza pastorale e provenienti da diocesi importanti. Il Santo Padre li ha scelti per questo, e non come delegati degli episcopati delle diverse parti del mondo.

"Si tratta di persone - ha proseguito Papa Lombardi - che godono tutte di grande fiducia e apprezzamento da parte del Papa, con le quali vi è grande sintonia, le cui indicazioni possono aiutare il Papa a proseguire nella linea che ritiene più giusta nel governo della Chiesa. Questo non è un fattore di poco conto poiché la fiducia e l'apprezzamento facilitano il clima di serenità e di naturalezza del dialogo".

La prima riunione di ieri mattina, si è aperta con una riflessione introduttiva del Papa sulla ecclesiologia del Concilio Vaticano II, da collocarsi in un clima di lavoro non limitato a questioni organizzative e all'efficienza dell'istituzione, ma in una visione della Chiesa teologica e spirituale, ispirata all'ecclesiologia del Vaticano II e della sua attuazione. "Naturalmente - ha precisato Padre Lombardi - tale tematica non si esaurisce nel tempo di una tavola rotonda, ma indica la prospettiva nella quale operano i componenti del Consiglio. La riflessione ha riguardato alcuni punti messi in luce dal Concilio: come ravvivare il rapporto fra la Chiesa universale e la Chiesa locale, comunione e collegialità, Chiesa dei poveri, laici nella Chiesa:.. Tutti elementi del Concilio presenti come temi di fondo. Alla luce di ciò si dibatte sulle strutture di governo".

Ognuno dei partecipanti ha presentato una sintesi dei suggerimenti raccolti ed ha apportato materiali, appunti che fanno parte della documentazione comune di lavoro del Consiglio. Si è approntata una classificazione dei grandi temi da affrontare, non solo nella sessione attuale, ma anche nelle successive.

La sessione pomeridiana è stato dedicata al Sinodo dei Vescovi con la partecipazione del nuovo Segretario, il Vescovo Baldisseri. "È un tema prioritario sia per la partecipazione dell'episcopato al governo della Chiesa universale, sia per l'urgenza di avviare la preparazione del prossimo Sinodo. Probabilmente in tempi abbastanza brevi vi sarà la comunicazione ufficiale del tema. Non è noto se si tratterà di un sinodo ordinario o straordinario", ha aggiunto Padre Lombardi, precisando che il Papa "ha già fatto accenni a un tema antropologico: la famiglia alla luce del Vangelo". Il Santo Padre ha affermato che temi di rilievo come la pastorale familiare e matrimoniale saranno all'ordine del giorno dell'attività della Chiesa nel prossimo futuro.

"Oggi, mercoledì - ha concluso Padre Lombardi - Il Consiglio ha ripreso i lavori esaminando altri argomenti come la riforma della Curia nei suoi vari aspetti, la funzione della Segreteria di Stato, il rapporto dei dicasteri con il Papa e i rapporti fra dicasteri. Ci sono stati molti suggerimenti e contributi. È un lavoro a lungo termine. Non c'è da aspettarsi conclusioni in tempi brevi o nel corso di queste giornate".




martedì 1 ottobre 2013

LO IOR PUBBLICA PER LA PRIMA VOLTA IL SUO RAPPORTO ANNUALE

Città del Vaticano, 1 ottobre 2013 (VIS). L'Istituto per le Opere di Religione (IOR) pubblica oggi, per la prima volta, nel sito web www.ior.va, il suo rapporto annuale relativo al 2012. Si tratta del primo rapporto ad essere divulgato al pubblico. Dal documento - di un centinaio di pagine - emerge che, nel 2012, lo IOR ha registrato un utile netto di 86,6 milioni di euro. Ciò ha consentito allo IOR di apportare un contributo di 54,7 milioni di euro al budget della Santa Sede. Il rapporto in sé non è dunque una novità, lo è invece la sua pubblicazione che risponde all'impegno di trasparenza delle attività dell'Istituto, come ha sottolineato il Presidente dello IOR, Ernst von Freyberg.

Il Presidente von Freyberg spiega che è il primo Rapporto annuale in 125 anni di storia dello IOR. Contiene una descrizione del lavoro di questa istituzione, un riassunto del 2012 e dei primi otto mesi del 2013, dichiarazioni dei Sovrintendenti di sorveglianza, della Commissione dei Cardinale e del Prelato dello IOR. Inoltre contiene più di 60 pagine di dichiarazioni finanziarie dettagliate con una verifica completa della Società di certificazione internazionale KPMG. "Non bisogna essere un ragioniere" per capire queste pagine, afferma il Presidente von Freyberg; se si legge la lettera introduttiva e la descrizione del lavoro del 2012 e del 2013, si comprende bene cosa rappresenta l'Istituto per le Opere di Religione.

Relativamente alle questioni delle revisioni esterne, comprese anche nel processo di preparazione del documenti, il Presidente von Freyberg ribadisce che i conti dello IOR sono stati controllati a lungo, sempre da rispettabili società di revisione internazionali. Nel 2013 sono stati controllati dalla KPMG e la cosa in sé - precisa - non è inusuale per l'Istituto, è inusuale invece che si sia pronti a pubblicare il tutto. "Non ci sono fatti nuovi riguardo all'attività dello IOR, riguardo a chi sono i nostri clienti e quale sia la nostra missione. Ciò che è nuovo sono i dettagli. La cosa più sorprendente sarà il fatto di quanto non sia sorprendente". Si tratta di un'istituzione finanziaria gestita in maniera piuttosto conservatrice che protegge le azioni, investe in un ambito molto conservatore come le obbligazioni statali e i depositi bancari. È un'istituzione altamente capitalizzata. Alla fine dello scorso anno il patrimonio netto era del 15%, molto al di sopra di quello di istituzioni finanziarie paragonabili.

La pubblicazione del rapporto è "un elemento chiave" della politica di trasparenza dello IOR, spiega il Presidente von Freyberg. "Dal marzo scorso abbiamo avviato una strategia basata su tre pilastri. Uno è quello di aprire e impegnarsi in un dialogo con i media, dicendo come stanno i fatti in maniera sistematica. E questo fa sì che ora noi abbiamo un ufficio stampa per lo IOR. Il secondo elemento è quello di creare un sito web che possa servire come fonte accreditata sui fatti dell'Istituto. Il terzo elemento è quello di pubblicare il rapporto annuale".

Per il Presidente von Freyberg i primi destinatari del rapporto sono il miliardo di cattolici nel mondo che hanno diritto di sapere cosa fa questa parte della Santa Sede. "Hanno anche diritto di capire come contribuiamo al benessere della Chiesa nel mondo. Il secondo gruppo sono i nostri partner, cioè le nostre banche corrispondenti, che contano sul fatto che noi siamo un 'business-partner' solido e ben gestito. Il terzo gruppo è quello dei media, degli analisti finanziari che possono avere un interesse, e il pubblico in generale".

Relativamente al controllo dei conti e del lavoro in generale dello IOR, il giudizio è positivo. "Da maggio abbiamo impiegato il Promontory-Group statunitense. Loro stanno revisionando ogni singolo conto e stanno anche facendo indagini speciali per noi. In aggiunta, e insieme a loro, abbiamo esaminato le nostre procedure nel prendere clienti e nel trattare con loro per assicurarci che non si verifichi nessuna azione di riciclaggio nell'Istituto. I tre progetti stanno procedendo secondo i piani, abbiamo un nuovo manuale, abbiamo nuove procedure e siamo anche pronti per un'ispezione da parti terze".

Il Presidente von Freyberg afferma che l'aiuto esterno, in questo caso la compagnia Promontory Group, è necessario per due ragioni. "La prima è che c'è bisogno di qualcuno con una conoscenza all'avanguardia, che si occupi di questi processi più volte per diverse istituzioni nel mondo. La seconda è ugualmente importante: è una gran mole di lavoro. Ci sono 20, 25 persone del Promontory Group ogni giorno fanno questo lavoro. E noi in Sede non avremmo queste risorse".

La pubblicazione del rapporto, conclude il Presidente dello IOR "è un altro passo verso la creazione di un Istituto conforme e trasparente per cui il Santo Padre deciderà più tardi quest'anno o il prossimo anno in quale direzione voglia mandarci. Abbiamo fatto una lunga strada sulla trasparenza e la conformità. Il prossimo passo importante sarà quello di guardare il nostro servizio al cliente e vedere come possano migliorare i prodotti come i servizi che offriamo loro".

ARCIVESCOVO ZIMOWSKI: LA VECCHIAIA NON È IL VENIR MENO DELLA VITA MA IL SUO COMPIMENTO

Città del Vaticano, 1 ottobre 2013 (VIS). In occasione della Giornata Internazionale dell'Anziano che si celebra oggi, 1° ottobre 2013, l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha pubblicato un Messaggio dal titolo "Il valore della vita della persona anziana".

"Questa Giornata Internazionale - scrive il Presule - costituisce una ricorrenza importante, destinata ad assumere una rilevanza sempre maggiore, anche in ragione degli oltre 600 milioni di anziani stimati a livello planetario, nonché del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale che, entro una decina d'anni, si stima potrebbe comprendere oltre un miliardo di persone anziane. pertanto siamo chiamati tutti, cristiani e persone di buona volontà, a collaborare ovunque per una società umana quanto più equa e giusta, arricchita anche dall'effettiva partecipazione di chi potrebbe essere considerato 'non utile' o, addirittura, 'di peso', ma che può invece apportare il proprio contributo per l'esperienza e la saggezza acquisite nel cammino della vita".

"In molte società dei Paesi cosiddetti 'ricchi', - scrive l'Arcivescovo Zimowski - far sì che l'anziano sia e rimanga co-protagonista della vita sociale comporta, inoltre, affrontare la realtà del prolungarsi della vita, dovuto a vari fattori, fra cui le accresciute conoscenze in campo medico e scientifico. Un prolungamento che non può, dunque, essere solo tempo di sopravvivenza, ma che dovrebbe essere valorizzato in modo rispettoso e appropriato, a partire dalla volontà e dalle caratteristiche della stessa persona anziana, e dal contesto a cui appartiene".

"Mediante la solidarietà tra giovani e anziani si ha modo di comprendere come la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni, in cui ognuno deve sentirsi a casa, dove non regna la logica del profitto e dell'avere, ma quella della gratuità e dell'amore. Quando negli anni della vecchiaia la vita diventa fragile, essa non perde mai il suo valore né la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è importante e necessario. (...) In tale prospettiva si inserisce il valore di una pastorale specifica, che comprende anzitutto come elemento fondamentale la comunione fra generazioni. (...) Si tratta, dunque, di favorire una cultura dell'unità: unità anche fra le generazioni, da non vedersi staccate l'una dall'altra, tanto meno contrapposte; una visione della vita che serva alle nuove generazioni per crescere, respirando quotidianamente questa cultura dell'unità, in cui ciascuno dà un suo apporto insostituibile".

Nel sottolineare che si deve operare una pastorale "degli anziani" piuttosto che "per gli anziani", perché "la persona di una certa età non è prima di tutto oggetto di cura e di attenzione pastorale caritativa, quanto piuttosto soggetto e protagonista potenziale dell'azione pastorale", l'Arcivescovo Zimowski ribadisce che: "L'assistenza religiosa degli anziani dovrebbe essere infatti un impegno di tutta la comunità cristiana. (...) È con tale spirito che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari sta organizzando, per i giorni 21, 22 e 23 novembre, in Vaticano, la Conferenza Internazionale dedicata a 'La Chiesa a servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative".

"Nella prospettiva cristiana, infatti, la vecchiaia non è il venir meno della vita, ma il suo compimento. L'età anziana porta con sé la sintesi di ciò che si è appreso e vissuto, la sintesi di quanto si è sofferto, gioito, sopportato".

UDIENZE

Città del Vaticano, 1 ottobre 2013 (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre ha ricevuto l'Arcivescovo Claudio Gugerotti, Nunzio Apostolico in Bielorussia.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 1 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Joseph Spiteri, Nunzio Apostolico in Costa d'Avorio. È stato finora Nunzio Apostolico in Sri Lanka.

- Ha nominato il Sacerdote Riccardo Ferri, Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia, attualmente Docente di Teologia presso la Pontificia Università Lateranense, Accademico Ordinario e Membro del Consiglio della medesima Accademia.

- Ha nominato il Sacerdote Rafael García de la Serrana Villalobos, del Clero della Prelatura personale dell'Opus Dei, Direttore della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, finora Vice Direttore della medesima Direzione.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Rockhampton (Australia), presentata dal Vescovo Brian Heenan, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Waterford and Lismore (Irlanda), presentata dal Vescovo William Lee, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.



lunedì 30 settembre 2013

IL PAPA ISTITUISCE UN "CONSIGLIO DI CARDINALI" CON IL COMPITO DI AIUTARLO NEL GOVERNO DELLA CHIESA UNIVERSALE

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Di seguito pubblichiamo il Chirografo con il quale il Santo Padre istituisce un "Consiglio di Cardinali" con il compito di aiutarlo nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica "Pastor bonus" sulla Curia Romana.

"Tra i suggerimenti emersi nel corso delle Congregazioni Generali di Cardinali precedenti al Conclave, figurava la convenienza di istituire un ristretto gruppo di Membri dell'Episcopato, provenienti dalle diverse parti del mondo, che il Santo Padre potesse consultare singolarmente o in forma collettiva, su questioni particolari. Una volta eletto alla Sede romana, ho avuto occasione di riflettere più volte su questo argomento, ritenendo che una tale iniziativa sarebbe stata di notevole aiuto per svolgere il ministero pastorale di Successore di Pietro che i fratelli Cardinali avevano voluto affidarmi.

Per questo motivo, il 13 aprile scorso ho annunciato la costituzione del menzionato gruppo, indicando, in pari tempo, i nominativi di coloro che erano stati chiamati a farne parte. Ora, dopo matura riflessione, ritengo opportuno che tale gruppo, mediante il presente Chirografo, sia istituito come un 'Consiglio di Cardinali', con il compito di aiutarmi nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica 'Pastor bonus' sulla Curia Romana. Esso sarà composto dalle medesime persone precedentemente indicate, le quali potranno essere interpellate, sia come Consiglio sia singolarmente, sulle questioni che di volta in volta riterrò degne di attenzione. Detto Consiglio, che rispetto al numero dei componenti mi riservo di configurare nel modo che risulterà più adeguato, sarà un'ulteriore espressione della comunione episcopale e dell'ausilio al 'munus petrinum' che l'Episcopato sparso per il mondo può offrire".

Dato a Roma, presso San Pietro il 28 settembre dell'anno 2013, primo di Pontificato.

ALLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO: IL DIALOGO PUÒ VINCERE LA GUERRA

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto i partecipanti all'Incontro internazionale per la pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, (Roma, 29 settembre-1° ottobre), intitolato: "Il coraggio della speranza: religioni e culture in dialogo". Nel ricordare l'invito che Papa Giovanni Paolo II rivolse ad Assisi ai leader di tutte le religioni a pregare per la pace, Papa Francesco ha detto: "Si era nel 1986, in un mondo ancora segnato dalla divisone in blocchi contrapposti, e fu in quel contesto che il Papa invitò i leader religiosi a pregare per la pace: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto agli altri. Voi avete continuato tale cammino e ne avete accresciuto lo slancio, coinvolgendo nel dialogo significative personalità di tutte le religioni ed esponenti laici e umanisti".

"Non può esservi alcuna giustificazione religiosa alla violenza - ha ribadito il Pontefice - Come sottolineava Papa Benedetto XVI due anni fa, nel 25° dell’incontro di Assisi, bisogna cancellare ogni forma di violenza motivata religiosamente, e insieme vigilare affinché il mondo non cada preda di quella violenza che è contenuta in ogni progetto di civiltà che si basa sul 'no' a Dio".

"La pace è responsabilità di tutti. Pregare per la pace, lavorare per la pace! Un leader religioso è sempre uomo di pace, perché il comandamento della pace è inscritto nel profondo delle tradizioni religiose che rappresentiamo. (...) Per la pace ci vuole un dialogo tenace, paziente, forte, intelligente, per il quale niente è perduto. Il dialogo - ha sottolineato Papa Francesco - può vincere la guerra. Il dialogo fa vivere insieme persone di differenti generazioni, che spesso si ignorano; fa vivere insieme cittadini di diverse provenienze etniche, di diverse convinzioni. Il dialogo è la via della pace".

"I leader religiosi sono chiamati ad essere veri 'dialoganti', ad agire nella costruzione della pace non come intermediari, ma come autentici mediatori. Gli intermediari cercano di fare sconti a tutte le parti, al fine di ottenere un guadagno per sé. Il mediatore, invece, è colui che non trattiene nulla per sé, ma si spende generosamente, fino a consumarsi, sapendo che l’unico guadagno è quello della pace. (...) Questo coraggio di pace - ha auspicato infine il Pontefice - doni il coraggio della speranza al mondo".


CONCISTORO PER ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII, Papa e Giovanni Paolo II, Papa.

Nel corso del Concistoro, il Papa ha decretato che i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano iscritti nell'Albo dei Santi, il 27 aprile 2014, Domenica II di Pasqua e della Divina Misericordia.





DOMANI HA INIZIO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI CARDINALI

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Domani, 1° ottobre, si terrà la prima delle tre riunioni di Papa Francesco con il Consiglio dei Cardinali, istituito con Chirografo del 28 settembre 2013.

Il Consiglio è composto dai seguenti Cardinali: Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile); Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India); Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania); Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Arcivescovo di Boston (Stati Uniti d'America); George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia); Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), con funzioni di Coordinatore ed il Vescovo Marcello Semararo, di Albano (Italia), con funzioni di Segretario.

Il Consiglio dei Cardinali - ha precisato Padre Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - si riunirà per tre giorni nella Biblioteca privata della III Loggia, nell'Appartamento Papale, in sessioni di lavoro mattutine e pomeridiane, alla presenza del Santo Padre, eccetto il mercoledì mattina, giorno dell'Udienza Generale. I colloqui, essendo privati, non prevedono al termine nessuna comunicazione. Come si legge nel Chirografo reso pubblico oggi, si precisa che il Papa si riserva la facoltà di configurare il Consiglio nel modo più adeguato, può cioè aumentare il numero dei componenti.

Tutti i componenti del Consiglio, eccetto il Segretario e il Cardinale Bertello (che rappresenta la Curia) sono Arcivescovi di grandi Arcidiocesi con grande esperienza pastorale. "L'istituzione del Consiglio dei Cardinali - ha detto Padre Lombardi - è un ulteriore arricchimento che il Papa apporta al governo della Chiesa". Papa Francesco, ha ricordato Padre Lombardi, ricorre frequentemente alle consultazioni, come nel caso della riunione con i Capi Dicastero. Inoltre il Papa intende rinnovare il metodo di lavoro del Sinodo.

Il Consiglio non è in rapporto con altre istituzioni della Chiesa e costituisce un organo consultivo del Papa. Dall'annuncio, in aprile, dell'istituzione di un gruppo di otto Cardinali per assistere il Papa nel governo della Chiesa, i componenti hanno raccolto suggerimenti e proposte nelle aree di rispettiva competenza. In preparazione alla riunione di ottobre, sono pervenuti al Papa contributi di altro tipo: sono stati richiesti pareri dei Capi Dicastero e sono stati consultati la Segreteria di Stato e il Collegio Cardinalizio. "Il Consiglio ha già ottanta documenti scambiati tra i componenti e il Segretario, il Vescovo Semeraro, che ha preparato un'ampia sintesi. In questi mesi i componenti il Consiglio hanno scambiato informazioni gli uni con gli altri e, in alcune occasioni, con il Santo Padre.

COMUNICAZIONE AL SERVIZIO DI UNA CULTURA DELL'INCONTRO

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali precisa in una Nota, resa pubblica oggi, il significato e il contesto del tema centrale della 48ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si tiene tutti gli anni il 1° giugno. Il tema scelto dal Santo Padre per quest'anno è: "Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro".

"L’essere umano - si legge nel testo - si esprime soprattutto nella capacità di comunicare. Nella comunicazione e attraverso essa possiamo, infatti, incontrare altre persone, esprimiamo noi stessi, il nostro pensiero, quello in cui crediamo, come vorremmo vivere e, forse anche più importante, impariamo a conoscere le persone con cui siamo chiamati a vivere. Una tale comunicazione richiede onestà, rispetto reciproco e impegno per imparare gli uni dagli altri; esige la capacità di saper dialogare rispettosamente con le verità degli altri. Spesso, infatti, quello che inizialmente potrebbe sembrare "diversità" rivela la ricchezza della nostra umanità e nella scoperta dell’altro incontriamo pure la verità del nostro essere.

Nella nostra epoca si sta sviluppando una nuova cultura, favorita dalla tecnologia, e la comunicazione è in un certo senso “amplificata” e “continua”. Siamo dunque chiamati a “far riscoprire, anche attraverso i mezzi di comunicazione sociale, oltre che nell’incontro personale, la bellezza di tutto ciò che è alla base del nostro cammino e della nostra vita, la bellezza della fede, la bellezza dell’incontro con Cristo.” (Discorso di Papa Francesco ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, 21 settembre 2013).

In tale contesto, ciascuno di noi dovrebbe accogliere la sfida di essere autentico, testimoniando i valori in cui crede, la sua identità cristiana, il suo vissuto culturale, espressi con un nuovo linguaggio, per giungere alla condivisione.

La nostra capacità di comunicare, riflesso della nostra partecipazione al creativo, comunicativo e unificante Amore trinitario, è un dono che ci permette di crescere nei rapporti personali, che sono una benedizione nella nostra vita, e di trovare nel dialogo una risposta a quelle divisioni che creano tensioni all’interno delle comunità e tra le nazioni.

L’era della globalizzazione impone con forza che la comunicazione possa arrivare nei più remoti angoli del mondo reale, ma anche “negli ambiti creati dalle nuove tecnologie, nelle reti sociali, per far emergere una presenza … che ascolta, dialoga, incoraggia” (Discorso di Papa Francesco ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, 21 settembre 2013), perché nessuno resti escluso.

Il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2014 vuole esplorare il potenziale della comunicazione, nel mondo sempre collegato e in rete, per far si che le persone siano sempre più vicine e si costruisca un mondo più giusto.

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”, 1963), viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2014, il 1° giugno).

Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio).

IL CATECHISTA È COLUI CHE CUSTODISCE LA MEMORIA DI DIO E LA SA RISVEGLIARE NEGLI ALTRI

Città del Vaticano, 29 settembre (VIS). "Chi è il catechista? È colui che custodisce e alimenta la memoria di Dio; la custodisce in se stesso e la sa risvegliare negli altri", ha detto Papa Francesco nell'omelia della Santa Messa per la Giornata dei Catechisti, celebrata in Piazza San Pietro, con la partecipazione di più di 100.000 persone.

Nella giornata conclusiva del pellegrinaggio a Roma, nel contesto dell'Anno della fede, dei catechisti provenienti da tutto il mondo, il Santo Padre ha citato nell'omelia le parole del profeta Amos: "'Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri, … distesi su letti d’avorio', mangiano, bevono, cantano, si divertono e non si curano dei problemi degli altri'". "Parole dure queste del profeta Amos - ha affermato il Papa - ma che ci mettono in guardia da un pericolo che tutti corriamo. (...) Il rischio di adagiarsi, della comodità, della mondanità nella vita e nel cuore, di avere come centro il nostro benessere".

"È la stessa esperienza del ricco del Vangelo, che indossava vestiti di lusso e ogni giorno si dava ad abbondanti banchetti; questo era importante per lui. E il povero che era alla sua porta e non aveva di che sfamarsi? Non era affare suo, non lo riguardava. Se le cose, il denaro, la mondanità diventano centro della vita ci afferrano, ci possiedono e noi perdiamo la nostra stessa identità di uomini: guardate bene, il ricco del Vangelo non ha nome, è semplicemente 'un ricco'. Le cose, ciò che possiede sono il suo volto, non ne ha altri".

"Come mai succede questo? Come mai gli uomini, forse anche noi, cadiamo nel pericolo di chiuderci, di mettere la nostra sicurezza nelle cose, che alla fine ci rubano il volto, il nostro volto umano? Questo succede quando perdiamo la memoria di Dio. (...). Se manca la memoria di Dio, tutto si appiattisce, tutto va sull’io, sul mio benessere. La vita, il mondo, gli altri (...) non contano più nulla, tutto si riduce a una sola dimensione: l’avere. Se perdiamo la memoria di Dio, anche noi stessi perdiamo consistenza, (...) perdiamo il nostro volto come il ricco del Vangelo! Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità".

"Chi è il catechista? È colui che custodisce e alimenta la memoria di Dio; la custodisce in se stesso e la sa risvegliare negli altri (...) come la Vergine Maria che, (...) dopo aver accolto l’annuncio dell’Angelo e aver concepito il Figlio di Dio, che cosa fa? Parte, va dall’anziana parente Elisabetta, anch’essa incinta, per aiutarla; e nell’incontro con lei il suo primo atto è la memoria dell’agire di Dio, della fedeltà di Dio nella sua vita, nella storia del suo popolo, nella nostra storia. (...). Maria ha memoria di Dio.

Nel Magnificat di Maria "c’è anche la memoria della sua storia personale, la storia di Dio con lei, la sua stessa esperienza di fede. Ed è così per ognuno di noi, per ogni cristiano: la fede contiene proprio la memoria della storia di Dio con noi, la memoria dell’incontro con Dio che si muove per primo, che crea e salva, che ci trasforma. (...) Il catechista è proprio un cristiano che mette questa memoria al servizio dell’annuncio; non per farsi vedere, non per parlare di sé, ma per parlare di Dio, del suo amore, della sua fedeltà. Parlare e trasmettere tutto quello che Dio ha rivelato, cioè la dottrina nella sua totalità, senza tagliare né aggiungere. (...) Lo stesso Catechismo che cos’è se non memoria di Dio, memoria della sua azione nella storia, del suo essersi fatto vicino a noi in Cristo, presente nella sua Parola, nei Sacramenti, nella sua Chiesa, nel suo amore?".

Infine il Papa ha citato le indicazioni che San Paolo dà a Timoteo che possono segnare anche il cammino del catechista: "tendere alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza". "Il catechista è uomo della memoria di Dio se ha un costante, vitale rapporto con Lui e con il prossimo; se è uomo di fede, che si fida veramente di Dio e pone in Lui la sua sicurezza; se è uomo di carità, di amore, che vede tutti come fratelli; se è uomo di 'hypomoné', di pazienza, di perseveranza, che sa affrontare le difficoltà, le prove, gli insuccessi, con serenità e speranza nel Signore; se è uomo mite, capace di comprensione e di misericordia".

"Preghiamo il Signore - ha concluso il Papa - perché siamo tutti uomini e donne che custodiscono e alimentano la memoria di Dio nella propria vita e la sanno risvegliare nel cuore degli altri".

PAPA FRANCESCO INVITA A PREGARE ANCORA UNA VOLTA PER LA PACE IN SIRIA

Città del Vaticano, 30 settembre 2013 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata per la Giornata dei Catechisti nell'ambito dell'Anno della fede e nella solennità di San Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli, Papa Francesco ha guidato la recita dell'Angelus con i fedeli ed i pellegrini presenti in Piazza San Pietro. Prima dell'Angelus il Papa ha rivolto parole di saluto a Sua Beatitudine Youhanna X, Patriarca greco ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente. "La sua presenza - ha detto - ci invita a pregare ancora una volta per la pace in Siria e nel Medio Oriente". Successivamente il Papa ha salutato i pellegrini venuti da Assisi a cavallo ed infine ha ricordato che sabato 28 settembre, in Croazia, è stato proclamato Beato Miroslav Bulešić, sacerdote diocesano, morto martire nel 1947.

IL PAPA AI CATECHISTI: NON AVERE PAURA DI USCIRE DAI NOSTRI SCHEMI PER SEGUIRE DIO, PERCHÉ DIO VA SEMPRE OLTRE

Città del Vaticano, 28 settembre 2013 (VIS). "La catechesi è un pilastro per l’educazione della fede (...). Anche se a volte può essere difficile, si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare nella fede è bello! È forse la migliore eredità che noi possiamo dare: la fede! (...) Catechista è una vocazione: 'essere catechista', (...) non lavorare da catechista. Badate bene, non ho detto 'fare' i catechisti, ma 'esserlo', perché coinvolge la vita. Si guida all’incontro con Gesù con le parole e con la vita, con la testimonianza. (...) A me piace ricordare quello che san Francesco di Assisi diceva ai suoi frati: 'Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole'. (...) Che la gente veda nella nostra vita il Vangelo, possa leggere il Vangelo. (...) Noi dobbiamo ripartire da Cristo, da questo amore che Lui ci dà".

Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, Papa Francesco ha salutato con queste parole i partecipanti al Congresso Internazionale sulla Catechesi promosso in occasione dell’Anno della fede dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Per ripartire da Cristo il Papa ha enumerato tre cose: "Come facevano i vecchi gesuiti… uno, due e tre! Prima di tutto, ripartire da Cristo significa avere familiarità con Lui (...): Gesù lo raccomanda con insistenza ai discepoli nell’Ultima Cena, quando si avvia a vivere il dono più alto di amore, il sacrificio della Croce. Gesù utilizza l’immagine della vite e dei tralci e dice: rimanete nel mio amore, rimanete attaccati a me, come il tralcio è attaccato alla vite. Se siamo uniti a Lui possiamo portare frutto, e questa è la familiarità con Cristo. (...) La prima cosa, per un discepolo, è stare con il Maestro, ascoltarlo, imparare da Lui. Io vi domando: Come state alla presenza del Signore? Quando vai dal Signore, guardi il Tabernacolo, che cosa fate? Senza parole… Ma io dico, dico, penso, medito, sento… Molto bene! Ma tu ti lasci guardare dal Signore? Lasciarci guardare dal Signore. Lui ci guarda e questa è una maniera di pregare. (...) Se nel nostro cuore non c’è il calore di Dio, del suo amore, della sua tenerezza, come possiamo noi, poveri peccatori, riscaldare il cuore degli altri?".

Nello spiegare il secondo elemento, Papa Francesco ha affermato: "Ripartire da Cristo significa imitarlo nell’uscire da sé e andare incontro all’altro. Questa è un’esperienza bella, e un po’ paradossale. Perché? Perché chi mette al centro della propria vita Cristo, si decentra! Più ti unisci a Gesù e Lui diventa il centro della tua vita, più Lui ti fa uscire da te stesso, ti decentra e ti apre agli altri. Questo è il vero dinamismo dell’amore, questo è il movimento di Dio stesso! Dio è il centro, ma è sempre dono di sé, relazione, vita che si comunica… (...) Il cuore del catechista vive sempre questo movimento di 'sistole - diastole': unione con Gesù - incontro con l’altro. (...) Se manca uno di questi due movimenti il cuore non batte più, non può vivere. Riceve in dono il kerigma, e a sua volta lo offre in dono".

"E il terzo elemento (...) sta sempre in questa linea: ripartire da Cristo significa non aver paura di andare con Lui nelle periferie. Qui mi viene in mente la storia di Giona, una figura davvero interessante, specialmente nei nostri tempi di cambiamenti e di incertezza. Giona è un uomo pio, con una vita tranquilla e ordinata; questo lo porta ad avere i suoi schemi ben chiari e a giudicare tutto e tutti con questi schemi, in modo rigido. (...) Perciò quando il Signore lo chiama e gli dice di andare a predicare a Ninive, la grande città pagana, Giona non se la sente. Andare là! Ma io ho tutta la verità qui!. (...) Ninive è al di fuori dei suoi schemi, è alla periferia del suo mondo. E allora scappa, (...) si imbarca su una nave".

La storia di Giona "ci insegna a non aver paura di uscire dai nostri schemi per seguire Dio, perché Dio va sempre oltre. (...) Dio non ha paura! (...) È sempre oltre i nostri schemi! Dio non ha paura delle periferie. Ma se voi andate alle periferie, lo troverete lì. Dio è sempre fedele, è creativo. (...) E la creatività è come la colonna dell’essere catechista. Dio è creativo, non è chiuso, e per questo non è mai rigido. Dio non è rigido! Ci accoglie, ci viene incontro, ci comprende. Per essere fedeli, per essere creativi, bisogna saper cambiare. (...) Se un catechista si lascia prendere dalla paura, è un codardo; se un catechista se ne sta tranquillo, finisce per essere una statua da museo (...) Quello che dirò adesso lo ho detto tante volte, ma mi viene dal cuore di dirlo. Quando noi cristiani siamo chiusi nel nostro gruppo, nel nostro movimento, nella nostra parrocchia, nel nostro ambiente, rimaniamo chiusi e ci succede quello che accade a tutto quello che è chiuso; quando una stanza è chiusa incomincia l’odore dell’umidità. E se una persona è chiusa in quella stanza, si ammala! Quando un cristiano è chiuso nel suo gruppo, nella sua parrocchia, nel suo movimento, è chiuso, si ammala. Se un cristiano esce per le strade, nelle periferie, può succedergli quello che succede a qualche persona che va per la strada: un incidente. Tante volte abbiamo visto incidenti stradali. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, e non una Chiesa ammalata!".

"Ma attenzione! Gesù non dice: andate, arrangiatevi. No, non dice quello! - ha esclamato il Papa al termine del suo discorso - Gesù dice: Andate, io sono con voi! Questa è la nostra bellezza e la nostra forza: se noi andiamo, se noi usciamo a portare il suo Vangelo con amore, con vero spirito apostolico, con parresia, Lui cammina con noi, ci precede (...) Quando noi pensiamo di andare lontano, in una estrema periferia, e forse abbiamo un po’ di timore, in realtà Lui è già là: Gesù ci aspetta nel cuore di quel fratello, nella sua carne ferita, nella sua vita oppressa, nella sua anima senza fede".


UDIENZE

Città del Vaticano, 30 settembre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Theodoros II, Patriarca Greco Ortodosso di Alessandria e di Tutta l’Africa, e Seguito.

Sabato 28 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida, Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile; l'Arcivescovo José Belisário da Silva, di São Luís do Maranão, Vice Presidente ed il Vescovo Leonardo Ulrich Steiner, Ausiliare di Brasilia, Segretario Generale.

- L'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 settembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Julito B. Cortes, Vescovo di Dumaguete (superficie: 4.955; popolazione: 1.172.000; cattolici: 1.034.000; sacerdoti: 104; religiosi: 125), Filippine. È stato finora Ausiliare di Cebu (Filippine).

- Il Vescovo Paul Bùi Văn Doc, Arcivescovo Coadiutore di Hôchimin Ville (superficie: 2.093; popolazione: 7.365.520; cattolici: 685.707; sacerdoti: 658; religiosi: 5.900), Viêt Nam ed Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di My Tho (Viet Nam). È stato finora Vescovo della Diocesi di My Tho (Viet Nam).

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del IV Congresso Americano Missionario (CAM 4) e del IX Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA 9), in programma a Maracaibo (Venezuela) dal 26 novembre al 1° dicembre 2013.




venerdì 27 settembre 2013

PROGRESSI NELL'ELABORAZIONE DEL TESTO DELL'ACCORDO FRA SANTA SEDE E LO STATO DI PALESTINA

Città del Vaticano, 27 settembre 2013 (VIS). Nella giornata di ieri, la Commissione Bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, che sta elaborando un Accordo Globale a seguito dell’Accordo di Base, firmato il 15 febbraio 2000, ha tenuto una Sessione Plenaria in Vaticano per prendere atto del lavoro svolto a livello informale dal gruppo tecnico congiunto, dopo l’ultimo incontro ufficiale tenuto a Ramallah, presso il Ministero degli Affari Esteri dello Stato di Palestina, il 30 gennaio 2013, e per programmare gli sviluppi futuri, con l’intento di accelerare la conclusione dell’Accordo.

I colloqui sono stati guidati dall'Arcivescovo Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati, e dall’Ambasciatore Rawan Sulaiman, Ministro degli Affari Esteri aggiunto per le Questioni Multilaterali dello Stato di Palestina. I lavori si sono svolti in un’atmosfera cordiale e costruttiva. Affrontando i temi già presi in considerazione a livello informale, la Commissione ha rilevato con viva soddisfazione i progressi compiuti nell’elaborazione del testo dell’Accordo, che tratta degli aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa Cattolica in Palestina, ed ha incoraggiato gli sforzi del gruppo tecnico congiunto, esortandolo a completare la discussione delle restanti parti del testo, la cui elaborazione è già in fase avanzata.

Le due Parti si sono accordate affinché il gruppo tecnico congiunto continui i lavori in preparazione della prossima Riunione Plenaria della Commissione Bilaterale, in programma per l’inizio del 2014.

La Delegazione della Santa Sede era composta dall'Arcivescovo Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati; dall'Arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina; dall'Arcivescovo Antonio Franco, Nunzio Apostolico. dal Monsignor Maurizio Malvestiti, Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; dal Monsignor Waldemar Stanislaw Sommertag, Officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e dal Padre Emil Salayta, Vicario giudiziale del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

La Delegazione Palestinese era composta dall'Ambasciatore Rawan Sulaiman, Ministro Aggiunto degli Affari Esteri per gli Affari Multilaterali; dall'Ambasciatore Issa Kassissieh, Rappresentante dello Stato di Palestina presso la Santa Sede; dal Signor Ammar Hijazi, Vice Ministro Aggiunto degli Affari Esteri per gli Affari Multilaterali; dal Signor Azem Bishara, Consigliere Giuridico dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dal Signor Ammar Nisnas, Consigliere alla Missione Permanente della Palestina presso la Santa Sede.


COLLABORAZIONE COERENTE E RESPONSABILE PER UN FUTURO DISARMO NUCLEARE

Città del Vaticano, 27 settembre 2013 (VIS). Ieri, a New York, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha partecipato ad un incontro ad alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare.

Il Presule ha espresso la preoccupazione della Santa Sede per la proliferazione di armi nucleari ed ha sottolineato che non si conseguirà nessun progresso se gli Stati possessori di armi nucleari continuano a detenere tali armi: "In base ai termini del Trattato di non proliferazione - ha affermato l'Arcivescovo Mamberti - agli Stati viene imposto di compiere sforzi 'in buona fede' per negoziare l'eliminazione delle armi nucleari. Possiamo dire che c'è 'buona fede' quando i programmi di modernizzazione degli Stati possessori di armi nucleari proseguono malgrado le loro dichiarazioni riguardo a un futuro disarmo nucleare?".

"Adesso è imperativo che noi affrontiamo in modo sistematico e coerente i requisiti legali, politici e tecnici per un mondo libero da armi nucleari. Per questa ragione, dovremmo iniziare al più presto il lavoro preparatorio per una Convenzione o per un accordo quadro per un’eliminazione delle armi nucleari graduale e verificabile".

"È ora di contrastare la logica della paura con l’etica della responsabilità - ha concluso l'Arcivescovo Mamberti - alimentando un clima di fiducia e di dialogo sincero, capace di promuovere una cultura di pace, fondata sul primato della legge del diritto e del bene comune, attraverso la cooperazione coerente e responsabile di tutti i membri della comunità internazionale".

Copyright © VIS - Vatican Information Service