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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 6 dicembre 2011


BENEDETTO XVI ACCENDERÀ L'ALBERO DI NATALE PIÙ GRANDE DEL MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Domani, 7 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI accenderà l'Albero di Natale più grande dl mondo, "segno universale di pace e fratellanza tra i popoli", realizzato a Gubbio.

  Dal 1981 un gruppo di volontari allestisce l'albero sul versante del monte Ingino ai piedi del quale è situata la città di Gubbio. L'Albero si distende, con una base di 450 metri, per oltre 750 metri sulle pendici del monte Ingino, partendo dalle mura della città medioevale e arrivando alla Basilica del Patrono, Sant'Ubaldo, posta in cima alla montagna. Copre una superficie di circa 130 mila metri quadrati; oltre 300 punti luminosi di colore verde ne delineano la sagoma che si illumina con 400 luci multicolore; alla sommità una cometa disegnata da oltre 250 punti luminosi con una superficie di circa mille metri quadrati.

  L'Albero viene acceso il 7 dicembre di ogni anno con una cerimonia alla quale partecipano rappresentanti del mondo della cultura, delle istituzioni, della scienza e dello spettacolo. Nel 2011 Benedetto XVI accenderà l'Albero direttamente dall'appartamento pontificio grazie ad un sistema di alta tecnologia telematica. Al Santo Padre basterà sfiorare lo schermo di un "tablet" Sony con sistema operativo Android, che attraverso la rete Internet può interfacciarsi con un web server connesso al sistema erogante la corrente elettrica all'Abete.

  Il Santo Padre sarà visibile a Gubbio grazie a un collegamento video dall'appartamento pontificio allestito dal Centro Televisivo Vaticano (CTV). La cerimonia di accensione, trasmessa da televisioni nazionali e internazionali, ha inizio alle 17:30 e l'intervento in video-collegamento di Papa Benedetto XVI è fissato introno alle 18:30.
.../                  VIS 20111206 (280)

SANTA SEDE STATO MEMBRO ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE MIGRAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Nella giornata di ieri la Santa Sede è entrata a far parte dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (O.I.M.) come Stato membro. La richiesta da parte vaticana è stata accolta dagli Stati aderenti all'organismo internazionale con sede a Ginevra, durante la sessione plenaria.

   L'O.I.M., istituita nel 1951, fonda la sua attività sul principio che la migrazione in condizioni umane e in forma ordinata è di beneficio ai migranti e alla società. L'Organizzazione conta oltre 130 Stati membri e quasi cento Osservatori, fra Stati e organizzazioni internazionali e non governative, di portata mondiale.

  L'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha affermato, ieri, in un'intervista concessa alla Radio Vaticana, che: "In questo momento, mentre vediamo nel mondo un continuo crescere di migranti, di rifugiati, di gente in movimento per varie ragioni, è importante essere presenti e partecipare agli sforzi della Comunità internazionale per apportare qualcosa di specifico, tipico della Santa Sede: una voce etica che dia una interpretazione di queste nuove situazioni", nelle quali "non è tanto la politica che prevale, quanto piuttosto la necessità di andare incontro alle esigenze umane di queste persone, che si trovano in cammino nelle varie regioni del mondo".

  La Chiesa, ha ricordato ancora l'Arcivescovo Tomasi, con la sua esperienza secolare opera in prima linea al servizio dei migranti, avvalendosi di una vasta rete di organizzazioni cattoliche, per cui la "collaborazione con le strutture esistenti della Comunità internazionale è un passo logico e operativo che porta a rendere il servizio ancora più efficace". Le strutture della Chiesa "servono veramente con generosità tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede religiosa, dal loro colore, dalla loro situazione legale. È la persona umana, è la dignità della persona umana che conta e che spesso è messa a rischio nelle situazioni di marginalità che vengono a crearsi nel movimento da un Paese all'altro, per queste persone che cercano lavoro o che cercano una forma nuova di sopravvivenza". La lettura etica della Chiesa, ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, va a beneficio della "difesa della persona umana e della sua dignità".
RV/                              VIS 20111206 (370)

AL CARDINALE BERTONE PREMIO "GIOVANNI PAOLO II" PER LA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Al Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, è stato conferito il premio "Giovanni Paolo II" per la pace, dall'Associazione Anassilaos, con sede a Reggio Calabria.

  Nel discorso di domenica scorsa il Porporato ha ricordato che nella Lettera Enciclica "Redemptoris hominis", Giovanni Paolo II individuò "nel rispetto dei diritti umani la via maestra per assicurare la pace tra i popoli". Anche Papa Benedetto XVI, ponendo "attenzione ai valori universali che accomunano le religioni, le culture e i diversi sistemi di pensiero" ha "individuato in un valore assoluto, la verità, il fondamento della pace".

  Per questo, ha aggiunto il Cardinale Bertone, l'attuale Pontefice non si stanca "di richiamare i cristiani alla centralità di Gesù che, abbattendo ogni muro di separazione, mostra possibilità reale (...) di un impegno per la pace universale".

  Di Giovanni Paolo II, il Segretario di Stato ha ricordato anche i "gesti concreti" di pace, come l'insistenza sui diritti umani, i viaggi tra i popoli in guerra, le iniziative presso le comunità internazionali per scongiurare o ricomporre conflitti e gli incontri interreligiosi convocati ad Assisi".
SS/                              VIS 20111206 (200)

NATALE RICORDA DOVERE CHIESA IMPEGNARSI PER BAMBINI CHE SOFFRONO

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo un editoriale di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, pubblicato su "Octava Dies", settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano.

“Che ne sarà di questo bambino?” è la domanda che nel Vangelo sta sulla bocca di amici e parenti alla nascita del piccolo Giovanni, che sarà il Battista, ed è anche la domanda di tutti noi davanti alla meraviglia di un bimbo che viene nel mondo. Domanda che cela insieme speranza e una certa preoccupazione.

  "È la domanda che ci siamo fatti all’incontro del Papa con i bambini due settimane fa - certo il momento più bello e commovente dell’intero viaggio in Benin - con l’anziano Pontefice accompagnato per mano e attorniato da bimbetti deliziosi a passo di danza. Il documento sinodale portato in Africa dal Papa enumera, in un passaggio impressionante, alcuni dei 'trattamenti intollerabili inflitti a tanti bambini': 'I bambini uccisi prima della nascita, i piccoli non desiderati, gli orfani, gli albini, i fanciulli di strada, quelli abbandonati, i bambini-soldato, i bambini prigionieri, i piccoli forzati a lavorare, quelli maltrattati a causa di un handicap fisico o mentale, quelli considerati come stregoni, i ragazzi venduti come schiavi sessuali, quelli traumatizzati, senza alcuna prospettiva di avvenire…'. Per tutti loro la Chiesa sa di doversi impegnare. Sulle più di 125.000 istituzioni di salute e carità che fanno capo alla Chiesa nel mondo, ben oltre 20.000 sono dedicate specificamente all’infanzia; moltissime altre alla scuola o al recupero dei fanciulli di strada o in difficoltà".

  "In occasione di un recente convegno internazionale sulla protezione dei bambini dagli abusi sessuali, l’intervento di Monsignor Scicluna, con un 'Decalogo' di principi chiari e decisi, ha riscosso applausi a scena aperta. Ed è giusto ricordare l’impegno prezioso e generoso dedicato da moltissime donne, religiose e laiche, in questo campo. Certo uno dei modi più belli – e utili – di servizio femminile all’umanità e alla Chiesa. Nel tempo di Avvento e di Natale, tempo del Signore bambino, sono riflessioni spontanee: abbiamo tutti i motivi per continuare ad essere in prima linea su queste frontiere".
CTV/                  VIS 20111206 (360)

lunedì 5 dicembre 2011

ORATORIO E PROIEZIONE FILM OFFERTI AL PAPA DA BAYERISCHER RUNDFUNK

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di venerdì 2 dicembre, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha assistito allo "Oratorio natalizio delle Alpi", del compositore bavarese Hans Berger ed alla proiezione del film "Dal cielo in terra - Avvento e Natale nelle Prealpi Bavaresi", della Signora Sigrid Esslinger, prodotto dalla Radiotelevisione bavarese "Bayerischer Rundfunk, che ha offerto al Papa ambedue gli eventi della serata.

  Al termine della proiezione Benedetto XVI ha ringraziato il compositore e il suo Ensemble, la  regista del film ed i rappresentanti della Radiotelevisione Bavarese per aver portato "un po' di usanze e di senso della vita tipicamente bavaresi nella casa del Papa".

  "Da noi, l’Avvento è chiamato 'tempo silenzioso' - ha proseguito il Santo Padre - Il silenzio della casa diventa, per la fede, attesa del Signore, gioia della sua presenza. (...) Oggi l’Avvento è spesso proprio il contrario: tempo di una sfrenata attività, si compra, si vende, preparativi di Natale, dei grandi pranzi. (...). Ma, come avete visto, le tradizioni popolari della fede non sono sparite, anzi, sono state rinnovate, approfondite, aggiornate. E così creano isole per l’anima, isole del silenzio, isole della fede, isole per il Signore, nel nostro tempo, e questo mi sembra molto importante. E dobbiamo dire grazie a tutti coloro che rendono presente la realtà della fede nelle nostre case, nel nostro tempo".
BXVI-AVVENTO                VIS 20111205 (240)

CONVERSIONE E SOBRIETÀ STILE DI VITA IN PREPARAZIONE AL NATALE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2011 (VIS). Nella seconda domenica di Avvento, il Santo Padre ha rivolto brevi parole ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus ed ha ricordato che il periodo liturgico del Tempo di Avvento "mette in risalto le due figure che hanno avuto un ruolo preminente nella preparazione della venuta storica del Signore Gesù: la Vergine Maria e san Giovanni Battista".

  Nel Vangelo odierno "Giovanni viene presentato come una figura molto ascetica (...). Gesù stesso, una volta, lo contrappose a coloro che 'stanno nei palazzi dei re' e che 'vestono con abiti di lusso' . Lo stile di Giovanni Battista dovrebbe richiamare tutti i cristiani a scegliere la sobrietà come stile di vita, specialmente in preparazione alla festa del Natale, in cui il Signore – come direbbe san Paolo – 'da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà'".

  "Per quanto riguarda la missione di Giovanni - ha proseguito il Papa -  essa fu un appello straordinario alla conversione: il suo battesimo 'è legato ad un ardente invito a un nuovo modo di pensare e di agire, è legato soprattutto all’annuncio del giudizio di Dio' e della imminente comparsa del Messia. (...) L’appello di Giovanni (....) chiama ad un cambiamento interiore, a partire dal riconoscimento e dalla confessione del proprio peccato. Mentre ci prepariamo al Natale, è importante che rientriamo in noi stessi e facciamo una verifica sincera sulla nostra vita".

Proteggere i migranti

  Al termine della recita dell'Angelus, nel rivolgere parole di saluto ai pellegrini nelle diverse lingue, Benedetto XVI ha ricordato che nei prossimi giorni si celebrerà a Ginevra il 60° anniversario dell'istituzione dell'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, il 60° della Convenzione sullo status dei rifugiati ed il 50° della Convenzione sulla riduzione dei casi di apolidia.

  "Affido al Signore - ha detto il Pontefice - quanti, spesso forzatamente, debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di nazionalità. Mentre incoraggio la solidarietà nei loro confronti, prego per tutti coloro che si prodigano per proteggere e assistere questi fratelli in situazioni di emergenza, esponendosi anche a gravi fatiche e pericoli".
ANG/                  VIS 20111205 (370)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Antigua e Barbuda, Bahamas, Dominica, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincenzo e Grenadine, Suriname, Repubblica Cooperativistica della Guyana e Delegato Apostolico nelle Antille.

- Undici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Myers, di Newark, con gli Ausiliari Vescovo Edgar M. Da Cunha, S.D.V.; Vescovo Gaetano Aldo Donato; Vescovo Manuel A. Cruz; e con i già Ausiliari: Vescovo David Arias, O.A.R. e Vescovo Dominic Anthony Marconi.

    - Il Vescovo Paul Gregory Bootkoski, di Metuchen.

    - Il Vescovo Arthur Joseph Serratelli, di Paterson, con l'emerito Vescovo Frank Joseph Rodimer.

    - Il Vescovo David M. O'Connell, C.M., di Trenton, con l'emerito Vescovo John Mortimer Smith.

    - Il Vescovo Donald Walter  Trautman, di Erie.

- La Signora Jasna Krivošić-Prpić, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in visita di congedo

-  Il Cardinale Marc Òuellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/                             VIS 20111205 (170)

venerdì 2 dicembre 2011

PREDICHE DI AVVENTO ALLA PRESENZA DI BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto la prima predica di Avvento sul tema: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Marco 16, 15).

  Le prediche di Avvento, che si tengono nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano, tornano quest'anno sul tema dell'evangelizzazione, in preparazione al Sinodo dei Vescovi 2012 sullo stesso argomento. Padre Cantalamessa si soffermerà in particolare su quattro grandi momenti di accelerazione o ripresa dell’impegno missionario: la seconda parte del secolo III, con la conversione di vasti strati dell’Impero romano ad opera dei vescovi; i secoli VI-IX in cui i monaci operano per la rievangelizzazione dell’Europa dopo le invasioni barbariche; il secolo XVI con la scoperta e la conversione dei popoli del “Nuovo mondo” mediante l’apostolato dei frati e l’epoca attuale che vede la Chiesa impegnata in una rievangelizzazione dell’Occidente secolarizzato attraverso l’impegno dei laici.
.../AVVENTO/CANTALAMESSA                          VIS 20111202 (180)

AI TEOLOGI: UNIRE FEDE E RAGIONE PER EVITARE VIOLENZA MOTIVI RELIGIOSI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i membri dell'annuale Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, a conclusione dei lavori, presieduti dal Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Il Pontefice si è soffermato nel suo discorso sui tre temi che la Commissione sta studiando negli ultimi anni. In merito al primo, la questione di Dio e la comprensione del monoteismo, Benedetto XVI ha ricordato che: "Dietro la professione della fede cristiana nel Dio unico si ritrova la quotidiana professione di fede del popolo di Israele", ma con l'incarnazione del Figlio in Gesù Cristo "il monoteismo del Dio unico si è illuminato con una luce completamente nuova: la luce trinitaria. E nel mistero trinitario s'illumina anche la fratellanza fra gli uomini". Perciò la teologia "può aiutare i credenti a prendere coscienza e a testimoniare che il monoteismo trinitario ci mostra il vero Volto di Dio, ed (...) è forza di pace personale e universale".

  La Commissione ha studiato anche i criteri secondo i quali una teologia possa essere definita "cattolica". In merito il Papa ha spiegato che: "Il punto di partenza di ogni teologia cristiana è (...) l’accoglienza personale del Verbo fatto carne, l’ascolto della Parola di Dio nella Sacra Scrittura". Tuttavia la storia della Chiesa mostra che "il riconoscimento del punto di partenza non basta a giungere all’unità nella fede. Ogni lettura della Bibbia si colloca necessariamente in un dato contesto di lettura, e l’unico contesto nel quale il credente può essere in piena comunione con Cristo è la Chiesa e la sua Tradizione viva".

  La teologia cattolica deve continuare a dedicare particolare attenzione al legame tra fede e ragione, come ha sempre fatto nel corso della storia. Ciò è più che mai necessario, ha detto il Pontefice, "per rendere possibile una sinfonia delle scienze e per evitare le derive violente di una religiosità che si oppone alla ragione e di una ragione che si oppone alla religione".

  Il terzo tema che la Commissione ha esaminato è la relazione fra la Dottrina sociale della Chiesa e l'insieme della Dottrina cristiana. In merito Benedetto XVI ha ribadito che: "L’impegno sociale della Chiesa non è solo qualcosa di umano, né si risolve in una teoria sociale. La trasformazione della società operata dai cristiani attraverso i secoli è una risposta alla venuta nel mondo del Figlio di Dio. (...) I discepoli di Cristo Redentore sanno che senza l’attenzione all’altro, il perdono, l’amore anche dei nemici, nessuna comunità umana può vivere in pace (...). Nella necessaria collaborazione a favore del bene comune anche con chi non condivide la nostra fede, dobbiamo rendere presenti i veri e profondi motivi religiosi del nostro impegno sociale (...). Chi avrà percepito i fondamenti dell’agire sociale cristiano vi potrà così anche trovare uno stimolo per prendere in considerazione la stessa fede in Gesù Cristo".

  Infine il Papa ha affermato che la Chiesa ha grande bisogno della riflessione dei teologi "sul mistero del Dio di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Senza una sana e vigorosa riflessione teologica la Chiesa rischierebbe di non esprimere pienamente l’armonia tra fede e ragione".
AC/                          VIS 20111202 (540)

STUDENTI INTERNAZIONALI NON CADANO PREDA “FUGA DEI CERVELLI”

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, di cui è Presidente l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, ha organizzato in questi giorni il III Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti internazionali. Questa mattina il Santo Padre, nel ricevere i partecipanti, ha notato con grande interesse che l'incontro delle culture, tema del Congresso, è "una realtà fondamentale nella nostra epoca e per il futuro dell’umanità e della Chiesa".

  "Oggi più che mai la reciproca apertura tra le culture - ha proseguito il  Pontefice - è terreno privilegiato per il dialogo tra quanti sono impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo. L’incontro delle culture nel campo universitario deve essere pertanto incoraggiato e sostenuto (....) Gli studenti internazionali, infatti, hanno la potenzialità di diventare, con la loro formazione intellettuale, culturale e spirituale, artefici e protagonisti di un mondo dal volto più umano".

  "A motivo della carenza di formazione qualificata e di strutture adeguate nella terra di origine  - ha spiegato il Papa - come pure delle tensioni sociali e politiche, e grazie ai sostegni economici per lo studio all’estero, gli studenti internazionali sono una realtà in aumento all’interno del grande fenomeno migratorio. È importante, dunque, offrire ad essi una sana ed equilibrata preparazione intellettuale, culturale e spirituale, perché non cadano preda della 'fuga dei cervelli', ma formino una categoria socialmente e culturalmente rilevante in prospettiva del loro rientro come futuri responsabili nei Paesi di origine, e contribuiscano a costituire dei 'ponti' culturali, sociali e spirituali con i Paesi di accoglienza".

  Il mondo universitario costituisce per la Chiesa un campo privilegiato per l’evangelizzazione dato che "la diffusione di ideologie 'deboli' nei diversi campi della società sollecita i cristiani a un nuovo slancio nel campo intellettuale, al fine di incoraggiare le giovani generazioni nella ricerca e nella scoperta della verità sull’uomo e su Dio". E in merito il Papa ha ricordato l'esempio del Beato John Henry Newman, la cui vita "così legata al contesto accademico, conferma l’importanza e la bellezza di promuovere un ambiente educativo nel quale la formazione intellettuale, la dimensione etica e l’impegno religioso procedano insieme".

  "I giovani cristiani, provenendo da culture diverse, ma appartenendo all’unica Chiesa di Cristo, possono mostrare che il Vangelo è Parola di speranza e di salvezza per gli uomini di ogni popolo e cultura, di ogni età e di ogni epoca", ha concluso il Pontefice.
AC/                   VIS 20111202 (410)

DEDICATA A MARIA RAPPRESENTAZIONE NATIVITÀ PIAZZA SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). La rappresentazione in Piazza San Pietro della Natività, quest'anno è dedicata a Maria, la madre di Gesù. L’ispirazione viene dalla recente Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, profondamente devoto alla Madonna.

  A sinistra del Presepe, che sarà  inaugurato il 24 dicembre, sono stati ricostruiti un tempio e alcune abitazioni ispirate ad un genere iconografico tradizionale degli ambienti palestinesi dell'epoca, dove si svolgono le scene di vita di Maria, dall'Annunciazione all'incontro con la cugina Elisabetta, alla presentazione di Gesù al Tempio. I personaggi del presepio provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant'Andrea della Valle.

  L'albero di Natale, innalzato accanto all'obelisco di Piazza San Pietro è un abete rosso proveniente dalla regione ucraina della Zakarpattya, alto 30,5 metri, con un diametro del tronco di 56 cm, con una chioma di oltre 700 rami, che saranno decorati con oltre 2.500 sfere di colore oro e argento, e con luci bianche e gialle.

  L'abete, dono della Repubblica di Ucraina, sarà collocato in situ il 5 dicembre e all'inaugurazione, il 16 dicembre, saranno presenti i Vescovi cattolici dell'Ucraina.
OP/                    VIS 20111202 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze (Italia).
AP/                  VIS 20111202 (40)

giovedì 1 dicembre 2011

CAMPIONI DELLA FEDE PERENNE MODELLO PER I BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). "Testimonianze e testimoni. I martyria e i campioni della fede", è stato il tema della XVI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, tenutasi nel pomeriggio di ieri nell'Aula Magna del Palazzo San Pio X in Roma. Nel corso della Seduta è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie attribuito dal Santo Padre a giovani studiosi, artisti o istituzioni che si siano distinti nella promozione dell'umanesimo cristiano.

  Il primo premio "ex aequo" è stato attribuito allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme ed alla Dottoressa Daria Mastrorilli. Lo Studium  si è distinto per le numerose campagne di scavo archeologico volte a scoprire e recuperare le memorie bibliche di Terra Santa. La Dottoressa Daria Matrorilli ha studiato il culto dei Martiri Zotico, Ireneo e Amanzio, indagando il cimitero omonimo a Roma.

  La Dottoressa Cecilia Proverbio ha ricevuto la Medaglia del Pontificato per la sua Tesi Dottorale sull'apparato iconografico delle basiliche paleocristiane di Roma, in particolare delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo.

  Nel corso della Seduta, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio inviato da Benedetto XVI al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra le Accademie.

  Il Papa scrive nel Messaggio che il tema della Seduta offre l'occasione per riflettere sulla la storicità del cristianesimo, il suo intrecciarsi continuamente con la storia "per trasformarla in profondità grazie al lievito del Vangelo e della santità vissuta e testimoniata".

  Particolare interesse riveste la vita delle antiche comunità cristiane e, fra i siti archeologici in cui emergono i segni della presenza cristiana, Benedetto XVI riserva particolare attenzione alla Terra Santa, "ambito per eccellenza in cui ricercare i segni della presenza storica di Cristo e della prima comunità dei suoi discepoli"; e alla città di Roma, dove soprattutto le catacombe "attestano che la comunità cristiana, sin dalle origini, ha voluto esaltare le figure dei campioni della fede come modelli e punti di riferimento per tutti i battezzati".

  "I numerosissimi interventi monumentali e artistici dedicati ai martiri, documentati appunto dalle indagini archeologiche e da tutte le altre ricerche connesse, scaturiscono da una convinzione sempre presente nella comunità cristiana, di ieri come di oggi: il Vangelo parla al cuore dell’uomo e si comunica soprattutto attraverso la testimonianza viva dei credenti - nota il Pontefice -.  Se osserviamo con attenzione l’esempio dei martiri, dei coraggiosi testimoni dell’antichità cristiana, come anche dei numerosissimi testimoni dei nostri tempi, ci accorgiamo che sono persone profondamente libere, libere da compromessi e da legami egoistici, consapevoli dell’importanza e della bellezza della loro vita, e proprio per questo capaci di amare Dio e i fratelli in maniera eroica, tracciando la misura alta della santità cristiana".

  "Anche oggi la Chiesa, se vuole efficacemente parlare al mondo, se vuole continuare ad annunciare fedelmente il Vangelo e far sentire la sua presenza amichevole agli uomini e alle donne che vivono la loro esistenza sentendosi 'pellegrini della verità e della pace', deve farsi, anche nei contesti apparentemente più difficili o indifferenti all’annuncio evangelico, testimone della credibilità della fede, deve cioè saper offrire testimonianze concrete e profetiche attraverso segni efficaci e trasparenti di coerenza, di fedeltà e di amore appassionato e incondizionato a Cristo, non disgiunto da un’autentica carità, dall’amore per il prossimo. Ieri come oggi, il sangue dei martiri, la loro tangibile ed eloquente testimonianza, tocca il cuore dell’uomo e lo rende fecondo, capace di far germogliare in sé una vita nuova, di accogliere la vita del Risorto per portare risurrezione e speranza al mondo che lo circonda".
MESS/                              VIS 20111201 (600)

NUOVA EVANGELIZZAZIONE DIPENDE IN GRAN PARTE DALLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con il Presidente Cardinale Ennio Antonelli, nella ricorrenza del XXX anniversario di istituzione del Dicastero, ad opera del Beato Giovanni Paolo II e del trentesimo di pubblicazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio".

  "Nel nostro tempo - ha affermato Benedetto XVI - come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro (...) così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è 'spazio umano' dell’incontro con Cristo. (...) La famiglia fondata sul sacramento del Matrimonio è attuazione particolare della Chiesa, comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante. Come la Chiesa, la famiglia è chiamata ad accogliere, irradiare e manifestare nel mondo l’amore e la presenza di Cristo".

  "L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile. La famiglia cristiana (...) riflette nel mondo lo splendore di Cristo e la bellezza della Trinità divina" nella misura in cui "riesce a vivere l'amore come comunione e servizio, come dono reciproco e apertura verso tutti".

  Nel ricordare la recente visita ad Ancona per la chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale italiano, nel corso della quale ha incontrato insieme coniugi e sacerdoti, il Papa ha detto: 'Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del popolo di Dio. Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera mera destinataria dell’azione pastorale. (...) 'La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale'".

  "Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale (...); la formazione dei coniugi, (...) le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie".

  Infine Benedetto XVI, nel riferirsi al VII Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a Milano (Italia), nel luglio 2012, ha detto: "Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo".
AC/                  VIS 20111201 (470)

PROMUOVERE ACCESSO UNIVERSALE TERAPIE CONTRO HIV/AIDS

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids 2011.

  Nel Comunicato, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Dicastero, si legge che la Giornata "deve costituire una nuova opportunità di promuovere l'accesso universale alle terapie per i contagiati, la prevenzione della trasmissione da madre a figlio, e  l'educazione di uno stile di vita che implichi un approccio coretto e responsabile alla sessualità. Inoltre il presente è un momento privilegiato per rilanciare la lotta contro il pregiudizio sociale".

  Si stima che 1.800.000 persone muoiano ogni anno a causa dell'Hiv/Aids, principalmente nell'Africa subsahariana. "Sono persone che potrebbero condurre una vita normale se solo avessero accesso a terapie farmacologiche ad hoc, quelle conosciute come terapie antiretrovirali".

  "Si assiste a morti che non sono più giustificabili, ed anche al dolore dei parenti delle persone interessate. (...) Ormai non si può più giustificare  la trasmissione dell'infezione da madri a figli".

  "Sebbene l'estensione di queste terapie a tutte le popolazioni e a tutte le parti di una popolazione non si possa più rimandare, di fondamentale importanza rimane anche la formazione, l'educazione, di tutti, e in particolare delle nuove generazioni, ad una sessualità fondata su di 'una antropologia ancorata alla legge naturale e illuminata dalla Parola di Dio'.  La Chiesa e il suo Magistero invocano uno stile di vita che privilegi l'astinenza, la fedeltà coniugale e il rifiuto della promiscuità sessuale perché, come l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale 'Africae Munus' ha ribadito, tutto ciò fa parte della questione di uno 'sviluppo integrale ' a cui le persone e le comunità hanno diritto".

  "Nel lanciare questo nuovo appello all'impegno e alla solidarietà in favore di tutte le vittime (sia dirette che indirette) dell'Hiv/Aids, vorremo ringraziare, in unione di spirito con il Santo Padre, tutti coloro che si sono impegnati, spesso per molti anni, nell'assistenza dei malati. Ci riferiamo alle istituzioni, alle agenzie e ai volontari che lavorano nel settore sanitario e specialmente dell'Aids e (....) che, senza dubbio, meritano sostegno operativo e il sostegno, senza vincoli ideologici, di organizzazioni internazionali e benefattori".

  "Infine, desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle persone malate di Hiv/Aids, a coloro che sono loro vicini, e a tutti gli operatori sanitari che, essendo esposti al rischio di infezione, offrono tutte le cure possibili, nel rispetto della personalità e della dignità del malato".
CON-AVA/                             VIS 20111201 (410)

CHIESA NECESSITA METANOIA PER PRESENTARSI MAESTRA E TESTIMONE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noti i lavori della Sesta Riunione del XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 23 e 24 novembre scorso.

  Nella sessione di apertura l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che nell'ottobre 2012 è in programma la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Nel corso della riunione è stata presentata una sintesi delle risposte ai "Lineamenta" inviate dalle Conferenze Episcopali, dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche 'sui iuris', dagli organismi della Curia Romana e dall'Unione dei Superiori Generali. Tenendo conto di tali risposte è stato elaborato uno schema per la redazione dell'"Instrumentum laboris" della futura Assemblea sinodale.

  Si è cercato di dare una descrizione adeguata di "Nuova Evangelizzazione", rivolta ai cristiani che hanno abbandonato la pratica religiosa, ai non credenti, agli agnostici e ai fedeli di altre religioni; e che interessa tutta la Chiesa, anche se in modo diverso secondo le regioni. "Con la nuova evangelizzazione la Chiesa cerca di rispondere ai mutamenti costanti che intervengono nella comunità umana universale nel processo di globalizzazione in un clima culturale e morale di secolarizzazione e agnosticismo. Di fronte a tali sfide si richiedono nuovi linguaggi e nuovi mezzi e soprattutto testimoni credibili perché sia trasmessa la fede alle nuove generazioni nei nuovi contesti sociali".

 Infine si sottolinea che la Chiesa "mentre avverte con rinnovata acuta sensibilità il dovere di predicare il Vangelo, ha necessità di una metanoia che le permetta, tra l'altro, di presentarsi come maestra e testimone a persone che cercano il Signore, perché, annunciando il Vangelo, di fatto proclama la conversione e il perdono dei peccati".

  La prossima riunione del Consiglio avrà luogo il 16 e 17 febbraio 2012.
OP/                              VIS 20111201 (320)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE DI YANGON

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS).  Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 4 novembre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale al centenario della cattedrale di Yangon (Myanmar), in programma l'8 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino sarà accompagnato da una missione composta dal Sacerdote Joseph Maung Win, Parroco della "St.Anthony's Parish" e dal Sacerdote George Shwe Htun, Viceparroco della "St. Mary's Cathedral".
BXVI-LETERA/                 VIS 20111201 (100)

PRESENZA VESCOVO LEI SHIYIN ORDINAZIONE EPISCOPALE IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). In occasione della consacrazione del Vescovo coadiutore di Yibin avvenuta nella mattinata di ieri, 30 novembre, nel Sichuan (Cina), alcuni giornalisti hanno posto la domanda su come sia da valutare la presenza del Vescovo Lei Shiyin a tale cerimonia. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha dato la seguente risposta che viene di seguito trascritta:

  "Ho saputo dai mass media che stamattina ha avuto luogo l’ordinazione del Reverendo Pietro Luo Xuegang come Vescovo Coadiutore della diocesi di Yibin nel Sichuan. Il consacrante principale è stato l’anziano Vescovo Diocesano, Monsignor Giovanni Chen Shizhong. Tutti i consacranti sono Vescovi in comunione con il Santo Padre, eccetto Lei Shiyin di Leshan".

  "Dopo le tre recenti ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio, il fatto di avere un nuovo Presule che è in comunione con il Papa e con tutti i Vescovi cattolici del mondo è certamente positivo. Ciò sarà apprezzato non soltanto dai Vescovi e dai fedeli cinesi, ma anche nella Chiesa universale. Invece la partecipazione del Vescovo illegittimo, che - com’è noto - si trova nella condizione canonica di una persona scomunicata, non va nella stessa direzione e suscita disapprovazione e sconcerto da parte dei fedeli, tanto più perché risulta che egli ha preso parte come Vescovo consacrante e ha concelebrato l’Eucaristia. La recidività della sua disobbedienza alle norme della Chiesa purtroppo aggrava la sua posizione canonica".

  "In situazioni ordinarie la presenza del Vescovo Lei Shiyin avrebbe dovuto essere esclusa assolutamente e comporterebbe delle conseguenze canoniche per gli altri Vescovi partecipanti. Nella presente circostanza è probabile che questi ultimi non abbiano potuto impedirla senza gravi inconvenienti. In ogni caso, la Santa Sede potrà valutare meglio la questione quando riceverà più ampie ed approfondite informazioni".
OP/                  VIS 20111201 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza
sedici Presuli della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Edward Thomas; Vescovo Timothy C. Senior; Vescovo John J. McIntyre; Vescovo Michael J. Fitzgerald.

    - Il Vescovo John Oliver Barres, di Allentonwn.

    - Il Vescovo Mark L Bartchak, Vescovo di Altoona-Johnstown.

    - Il Vescovo Lawrence E. Brandt, di Greensburg.

    - Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg.

    - Il Vescovo David Allen Zubik, di Pittsburgh, con l' Ausiliare Vescovo William J. Waltersheid e  con il già Ausiliare, Vescovo William Joseph Winter.

    - Il Vescovo Joseph C. Bambera, di Scranton, con gli emeriti Vescovo James Clifford Timlin, Vescovo Joseph Francis Martino e con il già Ausiliare Vescovo John Martin Dougherty.
AL/                  VIS 20111201 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Armando Xavier Ochoa, finora Vescovo di El Paso (Stati Uniti d'America), Vescovo di Fresno (superficie: 91.268; popolazione: 2.778.000; cattolici: 1.084.000; sacerdoti: 166: religiosi:152; diaconi permanenti: 46), Stati Uniti d'America.
NER/                     VIS 20111201 (50)
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