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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 4 ottobre 2010

INVIATI SPECIALI A MINSK E SAINT-PIERRE DE SOLESMES

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). È stata resa pubblica oggi la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 8 giugno, con la quale il Santo Padre ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del III centenario della consacrazione della Cattedrale di Minsk (Bielorussia), che avrà luogo il 9 ottobre prossimo.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta dal Monsignore Edmund Dowgilowicz-Nowicki, Parroco della Parrocchia di San Giuseppe a Maladzechna e dal Padre Bernard Radzik, O.C.D., Parroco della Parrocchia di Sant’Andrea a Narach.

È stata inoltre resa pubblica la Lettera Pontificia, datata 13 settembre, con la quale il Santo Padre ha nominato il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del millenario dell’Abbazia di Saint-Pierre de Solesmes (Francia), che avrà luogo il 12 ottobre 2010.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta da Dom Michel Du Merle, monaco che si occupa del dialogo interreligioso e da Dom Bertrand Gamelin, monaco bibliotecario dell’Abbazia.
BXVI-LETTERA VIS 20101004 (190)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I - Nord-Ovest), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Moacyr Grechi, O.S.M., di Porto Velho.

- Il Vescovo Mosé João Pontelo, C.S.Sp., di Cruzeiro do Sul.

- Il Vescovo Geraldo Verdier, di Guajará-Mirim.

- Il Vescovo Franz Josef Meinrad Merkel, C.S.Sp., di Humaitá.
AP:AL/ VIS 20101004 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare di Guatemala (Guatemala), presentata dal Vescovo José Ramiro Pellicer Samoya e dal Vescovo Mario Enrique Rios Mont, C.M., per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Guatemala (superficie: 2.591; popolazione: 4.690.000; cattolici: 3.753.000; sacerdoti: 532; religiosi: 1.423; diaconi permanenti: 3), Guatemala. Finora Arcivescovo di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala), l’Arcivescovo Vian Morales succede al Cardinale Rodolfo Ignacio Quezada Toruño, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca (superficie: 475; popolazione: 129.500; cattolici: 126.000; sacerdoti: 69; religiosi: 148; diaconi permanenti: 5), Italia. Il Vescovo eletto, finora Pro-Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto (Italia), è nato a Sannicandro di Bari (Italia) nel 1952, è stato ordinato sacerdote nel 1977.
RE:NER/ VIS 20101004 (160)

MISSIONE ELEMENTO ESSENZIALE VOCAZIONE BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord 1 e Nord-Ovest), al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Nel suo discorso Benedetto XVI ha avuto parole di elogio per l’impegno dei Vescovi che “nonostante la scarsezza di mezzi adeguati” portano “la Buona Novella di Gesù nei luoghi più sperduti della selva amazzonica, consapevoli che Dio vuole che tutti gli uomini si salvino ed arrivino a conoscere la verità”.

“Dio può dare tale salvezza in forme straordinarie che solo Egli conosce” – ha affermato il Papa – “Tuttavia, se Suo Figlio è venuto sulla terra, è stato proprio per mostrarci, con la sua Parola e la sua Vita, i percorsi normali della salvezza, e ci ha inviato a trasmettere questa rivelazione agli altri con la sua propria autorità. Non possiamo evitare questo pensiero: gli uomini potrebbero salvarsi per altre vie, grazie alla misericordia di Dio, senza l’annuncio del Vangelo. Però posso salvarmi se per negligenza, timore, vergogna o idee erronee manco di annunciare il Vangelo?”.

“A volte ci viene fatta questa obiezione: imporre una verità, quale che sia la verità del Vangelo, della salvezza può essere una violenza alla libertà religiosa” – ha detto il Papa, citando in merito la risposta di Paolo VI: “Senza dubbio sarebbe un errore imporre qualunque cosa alla coscienza dei nostri fratelli, ma suggerire la conoscenza della verità del Vangelo e la salvezza in Gesù Cristo, con assoluta chiarezza e con tutto il rispetto delle opzioni libere della coscienza – e pertanto senza pressioni coercitive, senza persuasioni che manchino di onestà (...) – lontano dall’essere un attacco alla libertà religiosa, è un omaggio a tale libertà, che può scegliere una via che anche i non credenti considerano nobile ed edificante. (...) Presentare Cristo e il suo regno in forma rispettosa, più che un diritto, è un dovere dell’evangelizzazione”.

“La chiamata alla missione” – ha continuato il Pontefice – “non si rivolge ad un ristretto gruppo di membri della Chiesa, ma è un imperativo rivolto a tutti i battezzati, un elemento essenziale della loro vocazione”. Al riguardo il Papa ha citato la Quinta Conferenza dell’Episcopato dell’America Latina e del Caribe (Aparecida, Brasile, 2007) fra i cui obiettivi era quello di salvare la dimensione missionaria della Chiesa convocando una “Missione Continentale”.

“Le sfide del contesto attuale potrebbero portare ad una visione riduttiva del concetto di missione” – ha sottolineato il Santo Padre – “La missione non può limitarsi a una semplice ricerca di nuovi modi di rendere la Chiesa più attraente e capace di dimostrarsi più competente rispetto ad altri gruppi religiosi e ideologie relativiste. La Chiesa non opera per se stessa: è al servizio di Gesù Cristo, esiste per trasmettere a tutti gli uomini la Buona Novella. La Chiesa è cattolica precisamente perché invita tutti gli uomini a sperimentare la vita nuova in Cristo. La missione è pertanto la conseguenza naturale dell’essenza stessa della Chiesa, un servizio del ministero di unità che Cristo ha adempiuto nel suo corpo crocifisso”.
AL/ VIS 20101004 (510)

venerdì 1 ottobre 2010

ARCIVESCOVO MAMBERTI: ONU AL CENTRO ATTENZIONE S. SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il 29 settembre scorso, l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla LXV Sessione Ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso a New York. Nel suo discorso il Presule ha riaffermato che le Nazioni Unite “sono divenute un elemento insostituibile nella vita dei popoli e nella ricerca di un futuro migliore per tutti gli abitanti della Terra. Per questo l’O.N.U. è oggetto di grande attenzione da parte della Santa Sede e della Chiesa cattolica, come dimostrano le visite di Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

Nel suo intervento il Presule ha passato in rassegna una serie di “avvenimenti importanti relativi alla pace e alla sicurezza mondiale” verificatisi nel corso della sessantaquattresima sessione dell’Assemblea Generale.

L’Arcivescovo Mamberti ha citato fra gli altri, l’entrata in vigore del Trattato che vieta l’uso delle armi a grappolo, la conclusione positiva dell’Ottava Conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e la riunione del Comitato preparatorio della Conferenza sul Trattato per il commercio di armi che “stabilisce le norme internazionali più severe possibili” sul trasferimento di armi convenzionali. Ha ricordato inoltre la firma del Trattato “New Start” fra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sull’ulteriore riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive.

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha sottolineato l’importanza delle missione delle forze di pace dell’O.N.U. e ha segnalato che la Commissione di consolidamento della pace “rimane fondamentale per ricomporre il tessuto sociale, giuridico ed economico distrutto dalla guerra e per evitare il ripetersi dei conflitti”.

Fra i gravi avvenimenti degli ultimi mesi l’Arcivescovo Mamberti ha citato le inondazioni in Pakistan le cui conseguenze “si aggiungono alle difficoltà causate dai conflitti che affliggono questa regione” ed ha affermato che alla risposta umanitaria “occorre associare uno sforzo di comprensione reciproca e di approfondimento delle cause delle ostilità”. Il Presule ha ribadito che: “Il dialogo sincero, la fiducia e la generosità di saper rinunciare agli interessi circoscritti e a breve termine, è la via per una soluzione duratura del conflitto fra lo Stato di Israele e i Palestinesi”. Questo stesso dialogo e la comprensione fra le diverse parti coinvolte è l’unica via per la risoluzione delle controversie nella penisola di Corea e nel Golfo Persico, per la riconciliazione in Iraq e in Myanmar, come pure per la soluzione di difficoltà etniche e culturali in Asia Centrale, nelle regione del Caucaso e per sedare le ricorrenti tensioni in Africa”.

“Nella maggioranza di questi conflitti” – ha affermato l’Arcivescovo Mamberti – “entra in gioco un importante elemento economico. Un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita della popolazione palestinese e degli altri popoli che vivono situazioni di guerra civile e regionale, apporterà sicuramente un contributo essenziale affinché l’opposizione violenta si trasformi in un dialogo sereno e paziente”.

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non saranno raggiunti, ha ammonito l’Arcivescovo Mamberti, senza “tener conto di due grandi imperativi morali. Da una parte è necessario che i Paesi ricchi ed emergenti realizzino pienamente i loro impegni di aiuto allo sviluppo e creino e facciano funzionare, immediatamente, un ambiente finanziario e commerciale nettamente favorevole ai Paesi più deboli”. A livello mondiale è necessaria “una attenzione risoluta ed efficace ai problemi dei rifugiati, delle persone espulse e delle grandi correnti migratorie”. Per lo sviluppo umano integrale occorre garantire “il rispetto della libertà religiosa (...) che è la pietra angolare di tutto l’edificio dei diritti umani”.

Infine il Presule ha fatto riferimento all’ultima sfida da affrontare: l’ambiente ed i cambiamenti climatici. L’Arcivescovo Mamberti ha auspicato che nella prossima sessione della Conferenza degli Stati membri si prenda “una decisione politica che renda più concreti i negoziati relativi ad un accordo giuridico vincolante. Al centro del dibattito, c’è l’organizzazione di un modello di sviluppo fondato su di un nuovo sistema energetico”, ma anche “la modificazione di comportamenti di consumo smodati ed irresponsabili (...) che sono la causa principale dell’aggressione alle risorse naturali”.
DELSS/ VIS 20101001 (660)

CONSIGLIERI DEL DELEGATO PONTIFICIO LEGIONARI DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). La Radio Vaticana ha annunciato oggi che l'Arcivescovo Velasio De Paolis, Delegato Pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo, ha reso noti i nomi dei quattro consiglieri che lo assisteranno nell’adempimento dell’ufficio affidatogli da Benedetto XVI.

I Consiglieri sono: Padre Agostino Montan (Giuseppino del Murialdo), Vicario Episcopale per la vita religiosa della Diocesi di Roma; Monsignor Mario Marchesi, Vicario Generale della Diocesi di Cremona; Padre Gianfranco Ghirlanda, S.I., ex Rettore della Pontificia Università Gregoriana; il Vescovo Brian Farrell (Legionario di Cristo), Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. L’Arcivescovo Ricardo Blázquez, di Valladolid (Spagna), è stato nominato Visitatore per il “Regnum Christi”.
.../ VIS 20101001 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I – Nord Est), in Visita “ad Limina Apostolorum”

- L’Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, con gli Ausiliari Vescovo Mário Pasqualotto, P.I.M.E. e Vescovo Mário Antônio Da Silva.

- Il Vescovo Evangelista Alcimar Caldas Magalhães, O.F.M.Cap., di Alto Solimões.

- Il Vescovo Giuliano Frigeni, P.I.M.E., di Parintins.

- Il Vescovo Roque Paloschi, di Roraima.

- Il Vescovo Edson Taschetto Damian, di São Gabriel da Cachoeira.
AL/ VIS 20101001 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Shrewsbury (Inghilterra), presentata dal Vescovo Brian M. Noble, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Mark Davies, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Phnom-Penh (Cambogia), presentata dal Vescovo Emile Destombes, M.E.P., per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, M.E.P., Coadiutore del medesimo Vicariato Apostolico.
RE:NER/ VIS 20101001 (90)

giovedì 30 settembre 2010

IL PAPA PRENDE CONGEDO DA CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, che ha ringraziato per le preghiere e per il lavoro che svolgono durante il suo soggiorno estivo.

“Continuate, cari amici” – ha detto il Papa – “ad offrire la quotidiana testimonianza della vostra fede, soprattutto ponendovi in docile ascolto della Parola di Dio. (...) Ogni cristiano è chiamato ad accogliere e a vivere ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di verità che il Signore ci ha comunicato. (...) È fondamentale che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura, leggendola non come parola del passato, ma come Parola viva, che si rivolge oggi a noi e ci interpella”.

“Carissimi” – ha concluso il Santo Padre – “vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, affinché ciascuno possa conoscere e assimilare sempre più profondamente la Parola di Dio, stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. La Vergine Santa è modello di questo ascolto obbediente: imparate da Lei!”.

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre partirà in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per rientrare definitivamente in Vaticano.
AC/ VIS 20100930 (210)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di ottobre è la seguente: “Perché le Università Cattoliche diventino sempre più luoghi dove, grazie alla luce del Vangelo, sia possibile sperimentare l’armonica unità esistente tra fede e ragione”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale sia occasione per comprendere che il compito di annunciare Cristo è un servizio necessario e irrinunciabile che la Chiesa è chiamata a svolgere a favore dell’umanità”.
BXVI-INTENZIONI/ VIS 20100930 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, con il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia).

- L’Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, del clero di Lviv dei Latini (Ucraina).
AP/ VIS 20100930 (70)

mercoledì 29 settembre 2010

MATILDE DI HACKEBORN: LITURGIA, SCUOLA DI SPIRITUALITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Santa Matilde di Hackeborn (1241/2-1298), una delle grandi figure del Monastero tedesco di Helfta, è stata la protagonista della catechesi dell’Udienza Generale di oggi tenuta dal Santo Padre in Piazza San Pietro.

Matilde, terza figlia del Barone di Hackeborn, entrò molto giovane nel Monastero di Helfta dove sua sorella Gertrude di Hacekborn, Badessa per quaranta anni, fu “capace di dare un’impronta peculiare alla spiritualità del monastero, portandolo ad una fioritura straordinaria quale centro di mistica e di cultura, scuola di formazione scientifica e teologica. Gertrude offrì alle monache un’elevata istruzione intellettuale, che permetteva loro di coltivare una spiritualità fondata sulla Sacra Scrittura, sulla Liturgia, sulla tradizione Patristica, sulla Regola e spiritualità cistercense”.

L’opera “Liber specialis gratiae” scritto dalla consorella Gertrude la Grande, è la fonte principale per conoscere la vita di Matilde “in cui vengono narrate le grazie speciali che Dio ha donato a Santa Matilde dotata “di elevate qualità naturali e spirituali, quali ‘la scienza, l’intelligenza, la conoscenza delle lettere umane, la voce di una meravigliosa soavità”.

“Ancora molto giovane”, Matilde “diventa direttrice della scuola del monastero, direttrice del coro, maestra delle novizie, servizi che svolge con talento e infaticabile zelo (...). Illuminata dal dono divino della contemplazione mistica, Matilde compone numerose preghiere. È maestra di fedele dottrina e di grande umiltà, consigliera, consolatrice, guida nel discernimento (...). Era il rifugio e la consolatrice di tutti, ed aveva, per dono singolare di Dio, la grazia di rivelare liberamente i segreti del cuore di ciascuno. Molte persone, non solo nel Monastero, ma anche estranei, religiosi e secolari, venuti da lontano, attestavano che questa santa vergine li aveva liberati dalle loro pene e che non avevano mai provato tanta consolazione come presso di lei”.

“Nella lunga vita trascorsa in monastero, Matilde è afflitta da continue e intense sofferenze a cui aggiunge le durissime penitenze scelte per la conversione dei peccatori. In questo modo partecipa alla passione del Signore fino alla fine della vita”.
“La preghiera e la contemplazione sono l’humus vitale della sua esistenza” – ha affermato il Papa – “le rivelazioni, i suoi insegnamenti, il suo servizio al prossimo, il suo cammino nella fede e nell’amore hanno qui la loro radice e il loro contesto. (...) Nella preghiera liturgica Matilde dà particolare risalto alle ore canoniche, alla celebrazione della santa Messa, soprattutto alla santa Comunione. (...) Le sue visioni, i suoi insegnamenti, le vicende della sua esistenza sono descritti con espressioni che evocano il linguaggio liturgico e biblico. Si coglie così la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura, il suo pane quotidiano”.

Santa Matilde di Hackeborn “lasciandosi guidare dalla Sacra Scrittura e nutrire dal Pane eucaristico, (...) ha percorso un cammino di intima unione con il Signore, sempre nella piena fedeltà alla Chiesa. È questo anche per noi un forte invito ad intensificare la nostra amicizia con il Signore, soprattutto attraverso la preghiera quotidiana e la partecipazione attenta, fedele e attiva alla Santa Messa. La Liturgia è una grande scuola di spiritualità”.
AG/ VIS 20100929 (500)

PREGHIERE PER NIGERIA, HAITI, INIZIO MESE MARIANO

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Santo Padre ha ricordato “la grave crisi umanitaria che ha recentemente colpito la Nigeria settentrionale, dove circa due milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case per le forti inondazioni. A tutte le persone colpite esprimo la mia vicinanza spirituale ed assicuro le mie preghiere”.

Successivamente il Santo Padre si è rivolto ad un gruppo di pellegrini provenienti da Haiti, ai quali ha assicurato “di continuare a ricordare gli haitiani nelle sue preghiere invocando Dio affinché li sollevi dalla miseria”.

Infine ha ricordato che venerdì “inizia il mese mariano di ottobre” ed ha esortato i presenti con queste parole: “Vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di Nazaret. Imparate da Lei ad essere sempre disponibili a compiere la volontà di Dio”.
AG/ VIS 20100929 (100)

TEMA GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il tema scelto dal Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. Il Messaggio sarà pubblicato il 24 gennaio 2011, festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

In una Nota del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali si legge che il tema: “si concentra sulla persona umana che è il nucleo di tutti i processi di comunicazione. Anche in un’epoca largamente dominata, a volte condizionata, dalle nuove tecnologie, il valore di testimonianza personale rimane essenziale”.

“Affrontare la verità ed assumersi il compito di condividerla, richiede la ‘garanzia’ di una autenticità di vita da parte di coloro che operano nei mezzi di comunicazione sociale, in particolare i giornalisti cattolici; un’autenticità di vita non meno necessaria in un’epoca digitale”.

“La tecnologia, da sola” – si legge ancora nella nota – “non può stabilire o promuovere la credibilità di un comunicatore, né può servire quale fonte di valori alla guida della comunicazione. La verità deve rimanere il punto fermo e immutato di riferimento dei nuovi media e del mondo digitale, aprendo nuovi orizzonti di informazione e conoscenza. Idealmente, è il perseguimento della verità che costituisce l’obiettivo fondamentale di tutti coloro che operano nei mezzi di comunicazione”.
CCS/ VIS 20100929 (230)

martedì 28 settembre 2010

INCONTRO ABIDJAN PROMOZIONE SVILUPPO AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2010 (VIS). Si è aperto ieri ad Abidjan (Costa d’Avorio) l’incontro di preparazione del Forum “Culture, identità dei popoli e sviluppo in Africa e nella diaspora nera”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in programma nel nella stessa città nel marzo 2011.

Al Forum che si concluderà il 1° ottobre 2011, partecipano, fra gli altri, il Monsignor Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura ed il Vescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Prenderanno all’incontro anche il Cardinale Theodore-Adrien Saar, Presidente della RECOWA-CERAO (Conferenza Episcopale regionale dell’Africa Occidentale) e Vice-Presidente del SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e Madagascar), numerosi Vescovi e teologi nonché gli Ambasciatori della Costa d’Avorio e del Benin.

“Quest’anno l’Africa celebra i cinquant’anni d’indipendenza dal potere coloniale della maggior parte delle nazioni che la compongono (...). In che misura questo continente, ricco di una diversità di tinte e di colori, ha tratto profitto dall’indipendenza? Quale traccia di sviluppo ha segnato la vita delle popolazioni e qual è stato l’impatto della globalizzazione sulle culture di questo continente?”, si legge in un Comunicato reso pubblico dal Pontificio Consiglio della Cultura.

“Il Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli” – si legge ancora nel Comunicato – “ha intenzione di dare vita a un Forum insieme con i rappresentanti delle varie organizzazioni ecclesiastiche, internazionali e non-governative, per trovare le vie e i mezzi strategici attraverso i quali si possa promuovere lo ‘sviluppo’, facendo della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, il punto centrale di ogni considerazione e di ogni iniziativa”.

“Il Forum” – infine – “ambisce a diventare un luogo di riflessione permanente da cui provengono proposte concrete, consentendo un impegno effettivo nel campo della cultura e dell’educazione, come trampolino per lo sviluppo dell’Africa”.
CON-CU/ VIS 20100928 (310)

lunedì 27 settembre 2010

VESCOVI BRASILE: TUTTI ABBIAMO BISOGNO PERDONO

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Regione Est I della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Riferendosi alla condizione dei giovani nelle rispettive Diocesi, il Papa ha ricordato che il Venerabile Giovanni Paolo II, nel Grande Giubileo del 2000, li aveva definiti “sentinelle del mattino”, “con il compito di risvegliare i propri fratelli affinché prendessero il largo nel vasto oceano del terzo millennio. E, a dimostrarlo, riaffiora inoltre nella memoria l’immagine delle lunghe file di giovani che attendevano di confessarsi nel Circo Massimo e che hanno ridato a molti sacerdoti la fiducia nel sacramento della Penitenza”.

“Come ben sapete” – ha proseguito il Pontefice – “la crisi spirituale del nostro tempo affonda le proprie radici nell’oscuramento della grazia del perdono. Quando questo non viene riconosciuto come reale ed efficace, si tende a liberare la persona dalla colpa, facendo in modo che le condizioni per l’esistenza di quest’ultima non si verifichino mai. Ma, nel loro intimo, le persone così ‘liberate’ sanno che ciò non è vero, che il peccato esiste e che esse stesse sono peccatrici”.

Benedetto XVI ha sottolineato che “tutti abbiamo bisogno di Dio, quale Scultore divino che rimuove gli strati di polvere e d’immondizia che si sono posati sull’immagine di Dio iscritta in noi. Abbiamo bisogno del perdono, che costituisce il fulcro di ogni vera riforma: rinnovando la persona nel suo intimo, esso diviene anche il centro del rinnovamento della comunità”.

“Solo a partire da questa profondità di rinnovamento dell’individuo nasce la Chiesa, nasce la comunità che unisce e sostiene nella vita e nella morte. È una compagnia nella salita, nella realizzazione di quella purificazione che ci rende capaci della vera altezza dell’essere uomini, della compagnia di Dio. Man mano che si realizza la purificazione, anche la salita – che all’inizio è ardua – diviene sempre più gioiosa. Questa gioia deve trasparire sempre più dalla Chiesa, contagiando il mondo, perché essa è la gioventù del mondo”.

“Una simile opera” – ha concluso il Pontefice – “non si può realizzare con le nostre forze; sono necessarie la luce e la grazia che provengono dallo Spirito di Dio e agiscono nell’intimo dei cuori e delle coscienze. Che esse sostengano voi e le vostre diocesi nella formazione delle menti e dei cuori!”.
AL/ VIS 20100927 (390)

LA STRADA CHE DIO CI HA MOSTRATO È L’AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2010 (VIS). Prima della recita dell’Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI si è soffermato sul Vangelo di questa domenica, nel quale Gesù narra la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. Il primo vive nel lusso e nell’egoismo, e quando muore, finisce all’inferno. Il povero invece, che si ciba degli avanzi della mensa del ricco, alla sua morte viene portato dagli angeli nella dimora eterna di Dio e dei santi.

“Questa parabola”, ha spiegato il Papa ai fedeli convenuti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, “ci dice due cose: la prima è che Dio ama i poveri e li solleva dalla loro umiliazione; la seconda è che il nostro destino eterno è condizionato dal nostro atteggiamento, sta a noi seguire la strada che Dio ci ha mostrato per giungere alla vita, e questa strada è l’amore, non inteso come sentimento, ma come servizio agli altri, nella carità di Cristo”.

“Domani” – ha ricordato il Papa – “celebreremo la memoria liturgica di san Vincenzo de’ Paoli, patrono delle organizzazioni caritative cattoliche, di cui ricorre il trecentocinquantesimo anniversario della morte. Nella Francia del 1600, egli toccò con mano proprio il forte contrasto tra i più ricchi e i più poveri. Infatti, come sacerdote, ebbe modo di frequentare sia gli ambienti aristocratici, sia le campagne, come pure i bassifondi di Parigi. Spinto dall’amore di Cristo, Vincenzo de’ Paoli seppe organizzare forme stabili di servizio alle persone emarginate, dando vita alle cosiddette ‘charitées’, le ‘Carità’, cioè gruppi di donne che mettevano il loro tempo e i loro beni a disposizione dei più emarginati”.

“Tra queste volontarie, alcune scelsero di consacrarsi totalmente a Dio e ai poveri, e così, insieme con santa Luisa di Marillac, san Vincenzo fondò le ‘Figlie della Carità’, prima congregazione femminile a vivere la consacrazione ‘nel mondo’, in mezzo alla gente, con i malati e i bisognosi”.

“Cari amici, solo l’Amore con la ‘A’ maiuscola dona la vera felicità! Lo dimostra anche un’altra testimone, una giovane, che ieri è stata proclamata Beata qui a Roma. Parlo di Chiara Badano, una ragazza italiana nata nel 1971, che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce, come dice il suo soprannome: ‘Chiara Luce’".

“La sua parrocchia, la diocesi di Acqui Terme e il Movimento dei Focolari, a cui apparteneva, oggi sono in festa - ed è una festa per tutti i giovani, che possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana”.
ANG/ VIS 20100927 (440)

COMMIATO DALLE AUTORITÀ DI CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Questa mattina, come di consueto, prima di lasciare la Residenza Estiva di Castel Gandolfo per far rientro in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha preso commiato dalle autorità civili e religiose della cittadina.

Il Papa ha salutato il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano e i sacerdoti e religiosi che lo accompagnavano ed ha espresso la sua sentita gratitudine al Sindaco di Castel Gandolfo e ai componenti dell’Amministrazione Comunale. Parimenti ha ringraziato i dirigenti e tutti gli addetti ai diversi Servizi del Governatorato, il Corpo della Gendarmeria, la Floreria, le Direzioni dei Servizi Sanitari e dei Servizi Tecnici e la Guardia Svizzera Pontificia, come pure i funzionari, gli agenti delle diverse Forze dell’Ordine Italiane e gli ufficiali ed avieri dell’Aeronautica Militare Italiana.

“Nell’accomiatarmi da voi” – ha detto il Papa – “mi piace affidare alla vostra considerazione la figura di San Vincenzo de’ Paoli, di cui oggi celebriamo la memoria. Questo apostolo della carità, così caro al popolo cristiano e conosciuto specialmente attraverso la Suore da lui fondate, fu proclamato da Papa Leone XIII ‘patrono universale di tutte le opere di carità sparse nel mondo’”.

“Con la sua incessante azione apostolica, egli fece in modo che il Vangelo diventasse sempre più faro luminoso di speranza e di amore per l’uomo del suo tempo, ed in particolare per i più poveri nel corpo e nello spirito. Il suo esempio virtuoso e la sua intercessione suscitino nelle vostre comunità e in ciascuno di voi un rinnovato impegno di solidarietà, cosicché gli sforzi di ognuno cooperino all’edificazione del bene comune”.
.../ VIS 20100927 (270)

CONGRESSO MONDIALE PASTORALE PELLEGRINAGGI SANTUARI

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato all’Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e all’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela (Spagna), in occasione del II Congresso Mondiale di Pastorale dei Pellegrinaggio e Santuari, in corso a Santiago de Compostela dal 27 al 30 settembre.

Di seguito riportiamo alcuni estratti:

“Guidati dal tema ‘Egli entrò per rimanere con loro’ (Lc 24,29), desunto dal passaggio evangelico dei discepoli di Emmaus, vi disponete a riflettere sull’importanza dei pellegrinaggi ai santuari, come manifestazione di vita cristiana e spazio di evangelizzazione”.

“Con vivo compiacimento desidero far giungere ai congressisti la mia vicinanza spirituale, affinché li incoraggi e sostenga nell’esercizio di un impegno pastorale tanto fondamentale nella vita ecclesiale. Io stesso mi recherò tra non molto pellegrino alla tomba dell’Apostolo San Giacomo, l’ ‘amico del Signore’, così come ho volto i miei passi verso altri luoghi del mondo, dove accorrono numerosi fedeli con devozione fervente. A tal riguardo, fin dall’inizio del mio pontificato, ho inteso vivere il mio ministero di successore di Pietro con i sentimenti del pellegrino che percorre le vie del mondo con speranza e semplicità, portando sulle labbra e nel cuore il messaggio salvifico del Cristo Risorto e confermando nella fede i propri fratelli (cf. Lc 22,32). Come segno esplicito di tale missione, nel mio stemma figura, tra altri elementi, la conchiglia del pellegrino”.

“In questo momento storico, in cui, con forza se possibile ancor maggiore, siamo chiamati ad evangelizzare il nostro mondo, va messa in debito risalto la ricchezza che scaturisce dal pellegrinaggio ai santuari. Innanzi tutto per la sua straordinaria capacità di richiamo, che attrae un numero crescente di pellegrini e turisti religiosi, alcuni dei quali si trovano in situazioni umane e spirituali complesse, alquanto lontani dal vissuto di fede e con una debole appartenenza ecclesiale. A tutti Cristo si rivolge con amore e speranza”.

“L’anelito alla felicità che si annida nell’animo trova in Lui la sua risposta, e vicino a Lui il dolore umano acquista un proprio senso. Con la sua grazia, anche le cause più nobili giungono al loro pieno compimento. Come Simeone incontrò Gesù nel tempio (cf. Lc 2,25-35), così pure il pellegrino deve avere l’opportunità di scoprire il Signore nel santuario”.

“A tal fine occorre far sì che i visitatori non dimentichino che i santuari sono luoghi sacri e che quindi vi si comportino con devozione, rispetto e decoro. In tal modo la Parola di Cristo, il Figlio del Dio vivo, potrà risuonare con chiarezza e l’evento della sua morte e risurrezione, fondamento della nostra fede, verrà proclamato nella sua interezza”.

“Inoltre va curata con grande scrupolosità l’accoglienza del pellegrino, dando il giusto risalto, tra l’altro, alla dignità e bellezza del santuario, immagine della “tenda di Dio con gli uomini” (Ap 21,3); ai momenti e agli spazi di preghiera, tanto personali che comunitari; all’attenzione alle pratiche di pietà. Parimenti non si insisterà mai abbastanza sul fatto che i santuari devono essere fari di carità, incessantemente dedicati ai più sfavoriti mediante opere concrete di solidarietà e misericordia e una costante disponibilità all’ascolto. Essi devono inoltre facilitare ai fedeli l’accesso al sacramento della Riconciliazione e consentire loro di partecipare degnamente alla celebrazione eucaristica, che deve essere sempre il centro e il culmine di tutta la loro azione pastorale. Così si manifesterà chiaramente che l’Eucaristia è senza dubbio alcuno l’alimento del pellegrino, il ‘Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione’”.

“In effetti, diversamente dal vagabondo, i cui passi non hanno una destinazione precisa, il pellegrino ha sempre una meta davanti a sé, anche se a volte non ne è pienamente cosciente. E la meta altro non è se non l’incontro con Dio per mezzo di Gesù Cristo, in cui tutte le nostre aspirazioni trovano risposta. Ecco perché la celebrazione dell’Eucaristia può ben considerarsi il culmine del pellegrinaggio”.

“In quanto ‘collaboratori di Dio’ (1 Cor 3,9) esorto tutti voi che vi dedicate a questa bella missione a incoraggiare nei pellegrini, con la vostra cura pastorale, la conoscenza e l’imitazione di Cristo, che continua a camminare con noi, illuminando la nostra vita con la sua Parola e distribuendoci il Pane di Vita nell’Eucaristia. In tal modo il pellegrinaggio al santuario sarà occasione propizia per rinvigorire in coloro che lo visitano il desiderio di condividere con altri l’esperienza meravigliosa di sapersi amati da Dio e di essere inviati al mondo a dare testimonianza di questo amore”.

“Con tali sentimenti affido i frutti di questo Congresso all’intercessione di Maria Santissima e dell’Apostolo San Giacomo, mentre rivolgo la mia preghiera a Gesù, ‘Via, Verità e Vita’ (Gv 14,6) a cui presento tutti coloro, che, pellegrinando per la vita, vanno cercando il suo volto:

Signore Gesù, pellegrino di Emmaus,
per amore ti fai vicino a noi,
anche se, a volte, lo sconforto e la tristezza
ci impediscono di scoprire la tua presenza.
Tu sei la fiamma che ravviva la nostra fede.
Tu sei la luce che purifica la nostra speranza.
Tu sei la forza che infiamma la nostra carità.
Insegnaci a riconoscerti nella Parola,
nella casa e alla Mensa dove si condivide il Pane della Vita,
nel servizio generoso al prossimo che soffre.
E quando si fa sera, Signore, aiutaci a dire:
‘Resta con noi’. Amen”.
MESS/ VIS 20100927 (910)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano (Italia).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Fernando Arêas Rifan, Amministratore Apostolico dell’Amministrazione Apostolica personale di São João Maria Vianney.

- Il Vescovo Wilson Tadeu Jönck, S.C.J., di Tubarão.

Sabato 25 settembre il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione EST I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Elias James Manning, O.F.M.Conv., di Valença.

- L’Arcivescovo Gil Antonio Moreira, di Juiz de Fora.

- Il Vescovo Edgard Madi, di Nossa Senhora do Líbano em São Paulo dei Maroniti.

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100927 (90)
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