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sabato 19 luglio 2008

RINNOVAMENTO INTERA CHIESA IN AUSTRALIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 LUG. 2008 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina il Papa ha celebrato la Santa Messa con i Vescovi australiani, i sacerdoti, i diaconi, le persone consacrate e i laici, nella St. Mary's Cathedral di Sydney, dedicata alla Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, Patrona dell'Australia.

  "Ci apprestiamo a celebrare la dedicazione del nuovo altare di questa venerabile cattedrale" - ha detto il Papa all'inizio dell'omelia - "Nell'odierna liturgia la Chiesa ci rammenta che, come questo altare, anche noi siamo stati consacrati, messi 'a parte' per il servizio di Dio e l'edificazione del suo Regno. Troppo spesso, tuttavia, ci ritroviamo immersi in un mondo che vorrebbe mettere Dio 'da parte'. Nel nome della libertà ed autonomia umane, il nome di Dio viene oltrepassato in silenzio, la religione è ridotta a devozione personale e la fede viene scansata nella pubblica piazza. Talvolta una simile mentalità, così totalmente opposta all'essenza del Vangelo, può persino offuscare la nostra stessa comprensione della Chiesa e della sua missione".

  "Anche noi" - ha proseguito il Pontefice - "possiamo essere tentati di ridurre la vita di fede ad una questione di semplice sentimento, indebolendo così il suo potere di ispirare una visione coerente del mondo ed un dialogo rigoroso con le molte altre visioni che gareggiano per conquistarsi le menti e i cuori dei nostri contemporanei".

  "E tuttavia la storia, inclusa quella del nostro tempo, ci dimostra che la questione di Dio non può mai essere messa a tacere, come pure che l'indifferenza alla dimensione religiosa dell'esistenza umana in ultima analisi diminuisce e tradisce l'uomo stesso. (...) Non è forse questo il mistero della fede che viene annunciato da questo altare in ogni celebrazione dell'Eucaristia?".

  "Laddove l'uomo viene sminuito, è il mondo che ci attornia ad essere sminuito; perde il proprio significato ultimo e manca il suo obiettivo. Ciò che ne emerge è una cultura non della vita, ma della morte. Come si può considerare questo un 'progresso'? Al contrario, è un passo indietro, una forma di regressione, che in ultima analisi inaridisce le sorgenti stesse della vita sia degli individui che dell'intera società".

  "La liturgia odierna ci offre un simbolo eloquente di quella trasformazione spirituale progressiva alla quale ciascuno di noi è chiamato" - ha ribadito il Pontefice, esclamando: "Cari amici, possa questa celebrazione, alla presenza del Successore di Pietro, essere un momento di ri-dedicazione e di rinnovamento dell'intera Chiesa in Australia!".

  "Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in questa Nazione. Mi affliggono grandemente il dolore e le sofferenze subite dalle vittime, e assicuro che, come loro pastore, condivido le loro sofferenze. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore ed hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di sostenere e assistere i vostri Vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura e i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia. E' una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e più sano, specialmente per i giovani".

  Rivolgendosi ai religiosi e ai giovani seminaristi, il Papa ha avuto parole di esortazione, dicendo loro: "Entrate con sincerità e in maniera profonda nella disciplina e nello spirito dei vostri programmi di formazione. Camminate ogni giorno nella luce di Cristo mediante la fedeltà alla preghiera personale e liturgica, nutriti dalla meditazione della parola ispirata di Dio. (...) Fate della celebrazione quotidiana dell'Eucaristia il centro della vostra vita".

  "Modellate quotidianamente la vostra vita" - ha esortato ancora il Papa - "sull'amorevole auto-oblazione del Signore stesso in obbedienza alla volontà del Padre. In tal modo scoprirete la libertà e la gioia che possono attrarre altri a quell'Amore che è oltre ogni altro amore come sua fonte e suo compimento ultimo".

  "Non dimenticate mai" - ha aggiunto il Pontefice - "che la castità per il Regno significa abbracciare una vita dedicata completamente all'amore, un amore che vi rende capaci di dedicare voi stessi senza riserve al servizio di Dio per essere pienamente presenti ai fratelli e alle sorelle, specialmente a quanti sono nel bisogno. I tesori più grandi che condividete con altri giovani - il vostro idealismo, la generosità, il tempo e le energie - sono questi i veri sacrifici che deponete sull'altare del Signore. Possiate sempre tenere in gran conto questo stupendo carisma che Dio vi ha dato per la sua gloria e per l'edificazione della Chiesa!".

  Al termine della Santa Messa il Papa ha consumato la seconda colazione con i Vescovi australiani e con il Seguito Papale nella Reception Hall della St. Mary's Cathedral di Sydney.
PV-AUSTRALIA/MESSA ST.MARY'S/SYDNEY               VIS 20080719 (770)


TRASFORMATE LA VOSTRA VITA ACCOGLIENDO SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 19 LUG. 2008 (VIS). Poco prima delle 19:00 il Santo Padre è giunto all'Ippodromo di Randwick, il più importante di tutta l'Australia, per la celebrazione della Veglia con i giovani della Giornata Mondiale della Gioventù. L'ippodromo che può accogliere 300.000 persone, ha ospitato grandi eventi quali la Visita di Papa Paolo VI nel 1970, di Giovanni Paolo II ne 1986 e nel 1995 in occasione della Beatificazione di Suor Mary MacKillop.

  La Veglia ha avuto inizio con l'Ippodromo al buio. La luce è apparsa sul podio portata dai ballerini che mimavano l'apertura allo Spirito Santo. La Croce e l'Icona della GMG sono state portate sul podio in attesa del Papa che è entrato accompagnato da 12 pellegrini, mentre l'Assemblea cantava l'inno "Nostra Signora della Croce del Sud".

  Una donna indigena ha acceso le lampade dei 12 pellegrini che a loro volta hanno acceso quelle dell'Assemblea e quelle dei Vescovi. Infine 7 giovani hanno presentato la loro testimonianza ed hanno invocato lo Spirito Santo per l'intercessione dei Patroni della GMG.

  "Questa sera fissiamo la nostra attenzione sul 'come' diventare testimoni" - ha detto Benedetto XVI - "Voi già sapete che la nostra testimonianza cristiana è offerta ad un mondo che per molti aspetti è fragile. L'unità della creazione di Dio è indebolita da ferite che vanno in profondità, quando le relazioni sociali si rompono o quando lo spirito umano è quasi completamente schiacciato dallo sfruttamento e dall'abuso delle persone. Di fatto, la società contemporanea subisce un processo di frammentazione a causa di un modo di pensare che è per sua natura di corta visione, perché trascura l'intero orizzonte della verità - della verità riguardo a Dio e riguardo a noi. Per sua natura il relativismo non riesce a vedere l'intero quadro. Ignora quegli stessi principi che ci rendono capaci di vivere e di crescere nell'unità, nell'ordine e nell'armonia".

  "L'unità e la riconciliazione non possono essere raggiunte con i nostri sforzi soltanto. Dio ci ha fatto l'uno per l'altro (cfr Gn 2,24) e soltanto in Dio e nella sua Chiesa possiamo trovare quell'unità che cerchiamo. Eppure, a fronte delle imperfezioni e delle delusioni, individuali e istituzionali, noi siamo tentati a volte di costruire artificialmente una comunità 'perfetta'. Non si tratta di una tentazione nuova. La storia della Chiesa contiene molti esempi di tentativi di aggirare o scavalcare le debolezze ed i fallimenti umani per creare un'unità perfetta, un'utopia spirituale".

  "Tali tentativi di costruire l'unità in realtà la minano!" - ha esclamato ancora il Papa - "Separare lo Spirito Santo dal Cristo presente nella struttura istituzionale della Chiesa comprometterebbe l'unità della comunità cristiana, che è precisamente  dono dello Spirito!. (...) Purtroppo la tentazione di 'andare avanti da soli' persiste. Alcuni parlano della loro comunità locale come di un qualcosa di separato dalla cosiddetta Chiesa istituzionale, descrivendo la prima come flessibile ed aperta allo Spirito, e la seconda come rigida e priva dello Spirito".

  "L'unità appartiene all'essenza della Chiesa" - ha esclamato il Santo Padre - "è un dono che dobbiamo riconoscere e aver caro. Questa sera preghiamo per il nostro proposito di coltivare l'unità: di contribuire ad essa! di resistere ad ogni tentazione di andarcene via! Poiché è esattamente l'ampiezza, la vasta visione della nostra fede - solida ed insieme aperta, consistente e insieme dinamica, vera e tuttavia sempre protesa ad una conoscenza più profonda - che possiamo offrire al nostro mondo".

  "Cari giovani (...) Sappiate ascoltare!" - ha esortato Benedetto XVI - "Attraverso le dissonanze e le divisioni del mondo, potete voi udire la voce concorde dell'umanità? (...) dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un'appartenenza, all'unità. Chi soddisfa questo desiderio umano essenziale ad essere uno, ad essere immerso nella comunione, ad essere edificato, ad essere guidato alla verità? Lo Spirito Santo! Questo è il suo ruolo: portare a compimento l'opera di Cristo. Arricchiti dei doni dello Spirito, voi avrete la forza di andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana!".

  "Lo Spirito Santo è stato in vari modi la Persona dimenticata della Santissima Trinità. Una chiara comprensione di lui sembra quasi fuori della nostra portata"  ha affermato il Pontefice e, citando Sant'Agostino, ha ricordato le tre grandi intuizioni del Vescovo di Ippona sullo Spirito Santo che ne aiutano la comprensione 'come vincolo di unità all'interno della Santissima Trinità: unità come comunione, unità come amore durevole, unità come donante e dono'.

  Sant'Agostino, ha spiegato ancora il Papa,  "annota che le due parole 'Spirito' e 'Santo' si riferiscono a ciò che appartiene alla natura divina; in altre parole, a ciò che è condiviso dal Padre e dal Figlio, alla loro 'comunione'. Per cui, se la caratteristica propria dello Spirito è di essere ciò che è 'condiviso' dal Padre e dal Figlio, Agostino ne conclude che la qualità peculiare dello Spirito è l'unità'".

  "Una vera unità non può mai essere fondata su relazioni che neghino l'uguale dignità delle altre persone. E neppure l'unità è semplicemente la somma totale dei gruppi mediante i quali noi a volte cerchiamo di 'definire' noi stessi. Di fatto, solo nella vita di comunione l'unità si sostiene e l'identità umana si realizza appieno: riconosciamo il comune bisogno di Dio, rispondiamo all'unificante presenza dello Spirito Santo e ci doniamo vicendevolmente nel servizio degli uni agli altri".

  "L'amore è il segno della presenza dello Spirito Santo!" - ha commentato il Papa - "Le idee o le parole che mancano di amore - anche se appaiono sofisticate o sagaci - non possono essere 'dello Spirito'. Di più: l'amore ha un tratto particolare; lungi dall'essere indulgente o volubile, ha un compito o un fine da adempiere: quello di permanere. Per sua natura l'amore è durevole. Ancora una volta, cari amici, possiamo gettare un ulteriore colpo d'occhio su quanto lo Spirito Santo offre al mondo: amore che dissolve l'incertezza; amore che supera la paura del tradimento; amore che porta in sé l'eternità; il vero amore che ci introduce in una unità che permane!".

  "Lo Spirito Santo è Dio che eternamente si dona" - ha detto ancora Benedetto XVI riferendosi al terzo dono dello Spirito - "al pari di una sorgente perenne, egli offre niente di meno che se stesso. Osservando questo dono incessante, giungiamo a vedere i limiti di tutto ciò che perisce, la follia di una mentalità consumistica. In particolare, cominciamo a comprendere perché la ricerca di novità ci lascia insoddisfatti e desiderosi di qualcos'altro. Non stiamo noi forse ricercando un dono eterno? La sorgente che mai si esaurirà?".

  "Carissimi giovani, abbiamo visto che è lo Spirito Santo a realizzare la meravigliosa comunione dei credenti in Cristo Gesù. Fedele alla sua natura di datore e insieme di dono, egli è ora all'opera mediante voi. Ispirati dalle intuizioni di Sant'Agostino, fate sì che 'l'amore unificante' sia la vostra misura; 'l'amore durevole' sia la vostra sfida; 'l'amore che si dona' la vostra missione!".

  "Invochiamo lo Spirito Santo: è lui l'artefice delle opere di Dio" - ha concluso il Pontefice - "Lasciate che i suoi doni vi plasmino! Come la Chiesa compie lo stesso viaggio con l'intera umanità, così anche voi siete chiamati ad esercitare i doni dello Spirito tra gli alti e i bassi della vita quotidiana. Fate sì che la vostra fede maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la musica, l'arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti (...). Alla fine, la vita non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell'amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!".

  Al termine del discorso, sono stati presentati al Pontefice i 24 candidati alla Cresima ai quali Benedetto XVI amministrerà domani il Sacramento della Confermazione. La Veglia dei giovani proseguirà tutta la notte con l'Adorazione Eucaristica, alternata a momenti di silenzio in preparazione alla Santa Messa di domenica mattina.
PV-AUSTRALIA/VEGLIA:GIOVANI/SYDNEY                      VIS  20080719 (1350)


venerdì 18 luglio 2008

CAMMINO ECUMENICO MIRA COMUNE CELEBRAZIONE EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 LUG. 2008 (VIS). Questa mattina, al termine della celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella della Cathedral House, il Santo Padre ha ricevuto in udienze private, il Governatore del New South Wales, Professor Marie Bashir, il Primo Ministro del New South Wales, Signor Morris Iemma e il Sindaco di Sydney, Signora Clover Moore, con i rispettivi familiari.

  Poco prima delle 10:30, Benedetto XVI si è recato nella Cripta della St. Mary's Cathedral dove ha presieduto un Incontro Ecumenico con 40 Rappresentanti di altre Chiese e Confessioni cristiane e con i Membri del New South Wales Ecumenical Council. Dopo il saluto dell'Arcivescovo di Sydney, Cardinale Gorge Pell e del Vescovo anglicano di Sydney, Monsignor Robert Forsyth, il Papa ha tenuto un discorso.

  "L'Australia è un Paese contrassegnato da grande diversità etnica e religiosa" - ha detto il Pontefice - "Gli immigranti giungono ai lidi di questa maestosa terra con la speranza di trovarvi felicità e buone opportunità di occupazione. Anche la vostra è una Nazione che riconosce l'importanza della libertà religiosa. Questo è un diritto fondamentale che, se rispettato, consente ai cittadini di agire sulla base di valori radicati nelle loro più profonde convinzioni, contribuendo così al benessere dell'intera società".

  "Quest'anno celebriamo il bimillenario della nascita di San Paolo" - ha ricordato il Pontefice - "lavoratore instancabile a favore dell'unità nella Chiesa primitiva. Nel brano della Scrittura che abbiamo appena udito, Paolo ci ricorda l'enorme grazia che abbiamo ricevuto nel divenire membra del Corpo di Cristo mediante il Battesimo. Questo Sacramento, che è la porta d'ingresso nella Chiesa e il 'vincolo di unità' per quanti grazie ad esso sono rinati (cfr Unitatis redintegratio, 22), è conseguentemente il punto di partenza dell'intero movimento ecumenico. E tuttavia non è la destinazione finale. Il cammino dell'Ecumenismo mira in definitiva ad una comune celebrazione dell'Eucaristia (cfr Ut unum sint, 23-24.45), che Cristo ha affidato ai suoi Apostoli come il Sacramento per eccellenza dell'unità della Chiesa".

  "Per questa ragione un sincero dialogo concernente il posto dell'Eucaristia - stimolato da un rinnovato ed attento studio della Scrittura, degli scritti patristici e dei documenti dei due millenni della storia cristiana (cfr Ut unum sint, 69-70) - gioverà indubbiamente a far avanzare il movimento ecumenico e ad unificare la nostra testimonianza davanti al mondo".

  "Cari amici in Cristo, penso sarete d'accordo nel ritenere che il movimento ecumenico sia giunto ad un punto critico. Per andare avanti, dobbiamo continuamente chiedere a Dio di rinnovare le nostre menti con la grazia dello Spirito Santo (cfr Rm 12,2), che ci parla attraverso le Scritture e ci guida alla verità tutta intera (cfr 2 Pt 1,20-21; Gv 16,13). Dobbiamo stare in guardia contro ogni tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione e perciò come impedimento a quello che sembra essere il più urgente ed immediato compito per migliorare il mondo nel quale viviamo".

  "Quanto più assiduamente ci dedichiamo a raggiungere una comune comprensione dei divini misteri" - ha sottolineato il Pontefice - "tanto più eloquentemente le nostre opere di carità parleranno dell'immensa bontà di Dio e del suo amore verso tutti. (...) Il dialogo ecumenico avanza non soltanto mediante uno scambio di idee, ma condividendo doni che ci arricchiscono mutuamente (cfr Ut unum sint, 28,57). Un''idea' è finalizzata al raggiungimento della verità; un 'dono' esprime l'amore. Ambedue sono essenziali al dialogo. L'aprire noi stessi ad accettare doni spirituali da altri cristiani stimola la nostra capacità di percepire la luce della verità che viene dallo Spirito Santo".

  "San Paolo insegna che è nella 'koinonia' della Chiesa che noi abbiamo la facoltà di difendere la verità del Vangelo e i mezzi per tale difesa, perché la Chiesa è edificata 'sopra il fondamento degli Apostoli e dei Profeti', avendo lo stesso Gesù quale pietra angolare".

  "Ogni elemento della struttura della Chiesa è importante" - ha concluso il Papa - "ma tutti vacillerebbero e crollerebbero senza la pietra angolare che è Cristo. Quali 'concittadini' di questa 'casa di Dio', i cristiani devono operare insieme per far sì che l'edificio rimanga saldo così che altre persone siano attratte ad entrarvi e a scoprire gli abbondanti tesori di grazia che si trovano al suo interno. Nel promuovere i valori cristiani, non dobbiamo temere di proclamarne la fonte dando comune testimonianza a Gesù Cristo  Signore".

  Al termine della cerimonia Papa Benedetto XVI ha raggiunto la Sala Capitolare della St. Mary's Cathedral per l'incontro con 40 Rappresentanti di altre religioni.
PV-AUSTRALIA/INCONTRO ECUMENICO/SYDNEY               VIS 20080718 (740)


IMPEGNARSI TRASMETTERE GIOVANI VALORI RELIGIOSI

CITTA' DEL VATICANO, 18 LUG. 2008 (VIS). Al termine dell'Incontro Ecumenico, il Santo Padre ha raggiunto la Sala Capitolare della St. Mary's Cathedral di Sydney per l'Incontro con i Rappresentanti delle altre religioni.

  Dopo le parole di benvenuto di un Rappresentante di religione ebraica e di un Rappresentante di religione musulmana, il Santo Padre ha affermato che: "L'Australia è (...) una nazione che tiene in grande considerazione la libertà di religione".

  "L'armoniosa correlazione tra religione e vita pubblica è tanto più importante in un'epoca nella quale alcuni sono giunti a ritenere la religione causa di divisione piuttosto che forza di unità. In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza, la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana".

  "Il senso religioso" - ha proseguito il Pontefice - "radicato nel cuore dell'uomo (...) ci guida a  venire incontro alle necessità degli altri e a cercare vie concrete per contribuire al bene comune. Le religioni svolgono un particolare ruolo a questo riguardo, in quanto insegnano alla gente che l'autentico servizio richiede sacrificio e autodisciplina, che a loro volta si devono coltivare attraverso l'abnegazione, la temperanza e l'uso moderato dei beni naturali".

  "Amici, questi valori - sono certo che siete d'accordo - sono particolarmente importanti per un'adeguata formazione dei giovani, che tanto sovente sono tentati di considerare la vita stessa come un prodotto di consumo".

  "Le religioni del mondo rivolgono costante attenzione alla meraviglia dell'esistenza umana" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "Uomini e donne sono dotati della capacità non solo di immaginare in che modo le cose potrebbero essere migliori, ma anche di investire le loro energie per renderle migliori. Da parte sua,  la religione, nel rammentarci la limitatezza e la debolezza dell'uomo, ci spinge a non riporre le nostre speranze ultime in questo mondo che passa".

  "La Chiesa" - ha sottolineato il Santo Padre - "si accosta al dialogo nella convinzione che la vera sorgente della libertà si trova nella persona di Gesù di Nazaret. I cristiani credono che è Lui che ci rivela appieno le potenzialità umane per la virtù e il bene; è lui che ci libera dal peccato e dalle tenebre. L'universalità dell'esperienza umana, che trascende ogni confine geografico e ogni limite culturale, rende possibile ai seguaci delle religioni di impegnarsi nel dialogo per affrontare il mistero delle gioie e delle sofferenze della vita".

  "Cari amici, sono venuto in Australia" - ha concluso Benedetto XVI - "come ambasciatore di pace. (...) Il nostro sforzo per arrivare alla riconciliazione tra i popoli sgorga da, ed è diretto verso, quella verità che dà alla vita uno scopo. La religione offre la pace, ma - ancor più importante - suscita nello spirito umano la sete della verità e la fame della virtù. Ci sia dato di incoraggiare tutti, specialmente i giovani, ad ammirare con stupore la bellezza della vita, a ricercarne il significato ultimo e ad impegnarsi a realizzarne il sublime potenziale!".

  Al termine dell'Incontro il Santo Padre ha fatto ritorno alla Cathedral House, dove ha consumato la seconda colazione con il Cardinale George Pell e con dodici giovani di varie nazionalità: un ragazzo e una ragazza per ciascun continente, più un ragazzo e una ragazza di nazionalità australiana.
PV-AUSTRALIA/INCONTRO INTERRELIGIOSO/SYDNEY   VIS 20080718 (550)


CHI COMPIE SCELTE SBAGLIATE PARTICOLARMENTE AMATO GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 18 LUG. 2008 (VIS). Alle 15:00 (ora locale), il Santo Padre ha guidato dal sagrato della St. Mary's Cathedral a Sydney la preghiera al termine della Prima Stazione della Via Crucis, la cui celebrazione è divenuta un evento ormai stabile delle Giornate Mondiali della Gioventù. Dopo la preghiera il Papa si è trasferito nella Cripta della Cattedrale per seguire in televisione la Via Crucis che si svolge in varie parti della città, dove si è provveduto a collocare alcuni schermi giganti per permetterne a tutti la visione.

  Terminata la Via Crucis il Papa ha raggiunto in auto la "University of Notre Dame Australia", che, fondata nel 1989 da un Atto del Parlamento dell'Australia Occidentale, ha avviato la sua attività accademica nel 1992. Le diverse facoltà del prestigioso ateneo sono ritenute come un fucina di eccellenza in un contesto di pastorale cattolica attenta ai valori etici ed umanistici.

  All'arrivo il Papa è stato accolto dal Cancelliere dell'Università che lo ha accompagnato alla Cappella del Sacro Cuore per un Incontro con un gruppo di giovani disadattati della Comunità di recupero dell'Università che partecipano al programma "Alive".

  Il nome del programma "Alive" è stato il filo conduttore del discorso del Pontefice che ha ricordato le parole di Mosé rivolte a quanti vivevano l'Antico Testamento: "Ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita (Dt 30, 19-20)".

  "Era chiaro ciò che (tutti i membri del Popolo di Dio n.d.r.) dovevano fare: dovevano prendere le distanze dagli altri dei e adorare il vero Dio che si era rivelato a Mosè - e dovevano obbedire ai suoi comandamenti" - ha spiegato Benedetto XVI - "Potreste pensare che sia improbabile che nel mondo di oggi la gente adori altri dei. Ma a volte la gente adora 'altri dei' senza rendersene conto. I falsi 'dei', (...), sono quasi sempre collegati all'adorazione di tre realtà: i beni materiali, l'amore possessivo, il potere".

  "I beni materiali, in sé, sono cose buone. Non sopravviveremmo a lungo senza denaro, abiti e un'abitazione. (...) Ma, se siamo ingordi, se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l'affamato e con il povero, allora noi trasformiamo questi beni in una falsa divinità. Quante voci, nella nostra società materialistica, ci dicono che la felicità si trova procurandosi il maggior numero possibile di beni e di oggetti di lusso! Ma questo significa trasformare i beni in false divinità. Invece di portare la vita, portano la morte".

  "L'amore autentico è certamente qualcosa di buono" - ha proseguito il Pontefice -  "e quando amiamo, (...) noi (...) diventiamo più pienamente umani. Ma quanto facilmente l'amore può essere trasformato in una falsa divinità! La gente sovente pensa di amare quando in realtà tende a possedere l'altro o a manipolare l'altro. La gente a volte tratta gli altri come oggetti per soddisfare i propri bisogni piuttosto che come persone da apprezzare e amare. Quanto è facile essere ingannati dalle molte voci che nella nostra società sostengono un approccio permissivo alla sessualità, senza prestare riguardo alla modestia, al rispetto di sé e ai valori morali che conferiscono qualità alle relazioni umane!"

  "Il potere che Dio ci ha dato di plasmare il mondo intorno a noi è certamente qualcosa di buono. Utilizzato in modo appropriato e responsabile, ci permette di trasformare la vita della gente. (...) Ma quanto forte è la tentazione di attaccarsi al potere per se stesso, di cercare di dominare gli altri o di sfruttare l'ambiente naturale per i propri egoistici interessi!".

  "Il culto dei beni materiali, il culto dell'amore possessivo e il culto del potere spesso portano la gente a 'comportarsi da Dio': cercare di assumere il controllo totale, senza prestare nessuna attenzione alla sapienza o ai comandamenti che Dio ci ha fatto conoscere. Questa è la via che conduce alla morte. Al contrario, l'adorazione dell'unico vero Dio vuol dire riconoscere in lui la sorgente di tutto ciò che è bene, affidare noi stessi a lui, aprirci alla forza risanatrice della sua grazia e obbedire ai suoi comandamenti: questa è la via per scegliere la vita".

  Riferendosi quindi alla storia personale di molti membri della comunità di recupero il Santo Padre ha  detto: "Forse avete compiuto scelte delle quali ora vi rammaricate, scelte che vi hanno portato lungo una via che, per quanto potesse al momento apparire attraente, vi ha soltanto condotto a un ancor più profondo stato di miseria e di abbandono. (...) Prendo atto volentieri del coraggio dimostrato nello scegliere di ritornare sulla via della vita".

  "Cari amici" - ha detto infine il Papa - "vedo in voi degli ambasciatori di speranza per quanti si trovano in situazioni simili. Voi potete convincerli della necessità di scegliere la via della vita e di rifuggire dalla via della morte, perché parlate in base all'esperienza. In tutti i Vangeli, sono coloro che hanno operato scelte sbagliate ad essere particolarmente amati da Gesù, perché, quando si sono resi conto del loro errore, si sono aperti più degli altri alla sua parola risanatrice. (...) Erano coloro che desideravano ricostruire la loro vita che si dimostravano i più disponibili a dare ascolto a Gesù e a diventare suoi discepoli. Voi potete seguire le loro orme; anche voi potete crescere particolarmente vicini a Gesù proprio perché avete scelto di ritornare a Lui".
PV-AUSTRALIA/GIOVANI DISADATTATI/SYDNEY             VIS 20080718 (900)


giovedì 17 luglio 2008

CERIMONIA DI BENVENUTO E VISITA TOMBA BEATA MCKILLOP

CITTA' DEL VATICANO, 17 LUG. 2008 (VIS). Celebrata la Santa Messa in privato nella Cappella della "St. Mary's Cathedral House" di Sydney, il Papa si è recato alla "Government House", elegante edificio in stile gotico edificato fra il 1837 e il 1845, dove ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto.

  Il Santo Padre è stato accolto nel parco della residenza dal Governatore Generale, Generale Maggiore Michael Jeffery e dal Primo Ministro Signor Kevin Rudd, presenti anche alcune autorità politiche e civili ed alcuni Presuli della Chiesa australiana.

  "Qualcuno potrebbe chiedersi quale ragione vi sia per affrontare un viaggio così lungo e impegnativo in vista di una celebrazione della gioventù" - ha affermato Papa Benedetto XVI all'inizio del suo discorso. I giovani "sono desiderosi di prendere parte ad un evento che pone in evidenza i grandi ideali che li ispirano, e tornano alle loro case colmi di speranza, rinnovati nella decisione di costruire un mondo migliore. Per me è una gioia essere con loro, pregare con loro e celebrare l'Eucaristia insieme con loro. La Giornata Mondiale della Gioventù mi riempie di fiducia per il futuro della Chiesa e per il futuro del nostro mondo".

  "Già per migliaia di anni prima dell'arrivo degli emigranti occidentali" - ha proseguito il Pontefice - "i soli abitanti di questo suolo erano persone originarie del Paese, aborigeni e isolani dello Stretto di Torres. (...)  Grazie alla coraggiosa decisione del Governo australiano di riconoscere le ingiustizie commesse nel passato contro i popoli indigeni, si stanno ora facendo passi concreti al fine di raggiungere una riconciliazione basata sul rispetto reciproco. Giustamente voi state cercando di colmare il divario fra Australiani indigeni e non indigeni circa le aspettative di vita, i traguardi educativi e le opportunità economiche. Questo esempio di riconciliazione offre speranza in tutto il mondo a quei popoli che anelano a vedere affermati i loro diritti e riconosciuto e promosse il loro contributo alla società".

  Il Papa ha ricordato il contributo dei coloni cattolici europei alla Nazione australiana "particolarmente nei campi dell'educazione e della sanità" ed ha ricordato che "Una delle figure eminenti della storia di questo Paese è la Beata Mary McKillop".

  "Le meraviglie della creazione di Dio" - ha proseguito il Pontefice - "ci ricordano la necessità di proteggere l'ambiente ed esercitare un'amministrazione responsabile dei beni della terra. A questo riguardo noto che l'Australia si sta seriamente impegnando per affrontare la propria responsabilità nel prendersi cura dell'ambiente naturale. Alla stessa maniera, nei confronti dell'ambiente umano, questo Paese ha sostenuto generosamente operazioni internazionali per il mantenimento della pace, contribuendo alla risoluzione di conflitti nel Pacifico, nell'Asia del Sud e altrove".

  Ricordando che il tema scelto per la Giornata Mondiale della Gioventù 2008 è preso dalla parole rivolte da Gesù ai suoi discepoli 'Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra'", il Papa ha affermato: "Prego perché lo Spirito Santo rechi un rinnovamento spirituale a questo Paese, al popolo australiano, alla Chiesa in Oceania e veramente fino all'estremità della terra".

"Mediante l'azione dello Spirito possano i giovani riuniti qui per la Giornata Mondiale della Gioventù avere il coraggio di divenire santi! Questo è ciò di cui ha bisogno il mondo, più di qualunque altra cosa".

  Al termine della cerimonia il Papa si è recato in visita al "Mary MacKillop Memorial" dove si trova la tomba della prima Beata australiana, CoFondatrice delle Religiose di San Giuseppe. Infine ha raggiunto la "Admiralty House" di Sydney per la visita di cortesia al Governatore Generale, Generale Maggiore Michael Jeffery ed al Primo Ministro Signor Kevin Rudd.
PV-AUSTRALIA/BENVENUTO:MCKILLOP/SYDNEY               VIS 20080717 (590)


DISCOSTARSI DISEGNO DI DIO CREATORE PROVOCA DISORDINE


CITTA' DEL VATICANO, 17 LUG. 2008 (VIS). Alle 14.35 (ora locale), il Santo Padre è giunto al Molo di Rose Bay, dove è stato accolto dai capi anziani della popolazione aborigena dell'Australia. Durante la cerimonia sono stati eseguiti canti di benvenuto nel dialetto aborigeno locale e nelle varie lingue delle popolazioni indigene dell'Oceania.

  Poco dopo il Papa è salito a bordo della nave "Sydney 2000" per percorrere le sei miglia marittime che lo separavano dal Barangaroo East Darling Harbour dove ha avuto luogo la Festa di Accoglienza da parte dei giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù. Il Santo Padre Benedetto XVI, con i Cardinali Tarcisio Bertone, George Pell e Stanislaw Rylko, ha preso posto a prua sulla terrazza del secondo ponte di bordo, mentre sul primo e sul terzo ponte erano i giovani con le bandiere della GMG.

  Una flottiglia di piccole imbarcazioni con i giovani a bordo accompagnava la "nave papale" durante la navigazione fino al molo di Barangaroo che prende il nome della moglie del capo della popolazione aborigena locale, a ricordo della radici di Sydney. All'arrivo il Papa è stato accolto da un gruppo di giovani aborigeni australiani e da un gruppo di giovani dell'area del Pacifico che hanno intonato canti indigeni e il canto "Tu es Petrus".

  Il Papa ha ringraziato gli Anziani degli Aborigeni per il loro toccante benvenuto pregandoli di trasmettere i suoi saluti a tutti i loro popoli. "Sono profondamente commosso di trovarmi nella vostra terra" - ha detto il Papa - "sapendo delle sofferenze e delle ingiustizie che essa ha sopportato, ma cosciente anche del risanamento e della speranza ora in atto, con legittimo orgoglio di tutti i cittadini australiani".

  "Di fronte a me" - ha proseguito il Pontefice - "vedo un'immagine vibrante della Chiesa universale. La varietà di Nazioni e di culture dalle quali provengono i vostri saluti dimostra che davvero la Buona Novella di Cristo è per tutti e per ciascuno; essa ha raggiunto i confini della terra. E tuttavia so anche che un buon numero fra voi è tuttora alla ricerca di una patria spirituale. Alcuni fra voi, assolutamente benvenuti tra noi, non sono cattolici o cristiani. Altri tra voi, forse, si muovono ai confini della vita della parrocchia e della Chiesa. A voi desidero offrire il mio incoraggiamento: avvicinatevi all'amorevole abbraccio di Cristo; riconoscete la Chiesa come vostra casa. Nessuno è obbligato a rimanere all'esterno, poiché dal giorno di Pentecoste la Chiesa è una e universale".

  Benedetto XVI ha rievocato "il maestoso splendore della bellezza naturale dell'Australia" che "suscita un profondo senso di reverente timore. È come se uno gettasse rapidi sguardi sulla storia della creazione raccontata nella Genesi: la luce e le tenebre, il sole e la luna, le acque, la terra e le creature viventi. Tutto ciò è 'buono' agli occhi di Dio".

  "Forse con riluttanza giungiamo ad ammettere che vi sono anche delle ferite che segnano la superficie della terra: l'erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo. (...) E scopriamo che non soltanto l'ambiente naturale, ma anche quello sociale - l'habitat che ci creiamo noi stessi - ha le sue cicatrici; ferite che stanno ad indicare che qualcosa non è a posto, (...) un veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono, riplasmare ciò che siamo e distorcere lo scopo per il quale siamo stati creati. Gli esempi abbondano, come voi ben sapete. Fra i più in evidenza vi sono l'alcool e l'abuso di droghe, l'esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento".

  "Mi domando" - ha rilevato il Papa - "come potrebbe uno che fosse posto faccia a faccia con persone che soffrono al presente violenza e sfruttamento sessuale spiegare che queste tragedie, riprodotte in forma virtuale, sono da considerare semplicemente come 'divertimento'. Vi è dunque qualcosa di sinistro che sgorga dal fatto che libertà e tolleranza sono così spesso separate dalla verità. Questo è alimentato dall'idea, oggi ampiamente diffusa, che non vi sia una verità assoluta a guidare le nostre vite. Il relativismo, dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l''esperienza' importante più di tutto".

  "Cari amici, la vita non è governata dalla sorte, non è casuale!" - ha esclamato il Pontefice  - "La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo (cfr Gn 1,28)! (...) È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l'esperienza soggettiva soppianta la verità".

  "Cristo offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita. (...) Il compito di testimone non è facile. Vi sono molti, oggi, i quali pretendono che Dio debba essere lasciato ai margini e che la religione e la fede, opportune per gli individui, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici. Questa visione secolarizzata tenta di spiegare la vita umana e di plasmare la società con pochi riferimenti o con nessun riferimento al Creatore. Si presenta come una forza neutrale, imparziale e rispettosa di ciascuno. In realtà, come ogni ideologia, il secolarismo impone una visione globale. Se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un'immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei principi radicati nella verità".

  "Tuttavia" - ha osservato il Papa - "l'esperienza mostra che il discostarsi dal disegno di Dio creatore provoca un disordine che ha inevitabili ripercussioni sul resto del creato (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990, 5). Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l'ordine naturale, lo scopo e il 'bene' comincia a svanire".

  Benedetto XVI ha invitato i giovani a rimanere "vigili quanto ai segni del nostro volgere le spalle alla struttura morale di cui Dio ha dotato l'umanità" e a "riconoscere che l'innata dignità di ogni individuo poggia sulla sua più profonda identità, quale immagine del Creatore, e che perciò i diritti umani sono universali, basati sulla legge naturale, e non qualcosa dipendente da negoziati o da condiscendenza, men che meno da compromesso. E così siamo condotti a riflettere su quale posto hanno nelle nostre società i poveri, i vecchi, gli immigranti, i privi di voce. Come può essere che la violenza domestica tormenti tante madri e bambini? Come può essere che lo spazio umano più bello e sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?".

  "La creazione di Dio è unica ed è buona" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "Le preoccupazioni per la non violenza, lo sviluppo sostenibile, la giustizia e la pace, la cura del nostro ambiente sono di vitale importanza per l'umanità. Tutto ciò non può però essere compreso a prescindere da una profonda riflessione sull'innata dignità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, una dignità che è conferita da Dio stesso e perciò inviolabile".

  "Il nostro mondo si è stancato dell'avidità, dello sfruttamento e della divisione, del tedio di falsi idoli e di risposte ipocrite, e della pena di false promesse. Il nostro cuore e la nostra mente anelano ad una visione della vita dove regni l'amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l'unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità, e dove l'identità sia fondata in una comunione rispettosa. Questa è opera dello Spirito Santo! Questa è la speranza offerta dal Vangelo di Gesù Cristo!"

  Al termine della cerimonia, il Santo Padre ha raggiunto in auto panoramica la St. Mary's Cathedral House per la cena in privato e il pernottamento. Durante il percorso Benedetto XVI ha salutato numerose persone che si affollavano nelle adiacenze della Sydney Opera House, simbolo della città e dal 2007, patrimonio mondiale dell'umanità.
PV-AUSTRALIA/ACCOGLIENZA/SYDNEY                 VIS 20080717 (1360)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi Mbanza Congo (Angola), presentata dal Vescovo Serafim Shyngo-Ya-Hombo, O.F.M.Cap., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Ignatius Chama, Vescovo della Diocesi di Mpika (superficie: 120.000; popolazione: 480.000; cattolici: 118.000; sacerdoti: 39; religiosi: 67), Zambia. Il Vescovo eletto, è nato nel 1957 a Mutomo-Kawambwa (Zambia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. E' stato finora Direttore dell'Ufficio per lo sviluppo della Diocesi e Cappellano della Congregazione diocesana delle Sisters of Marcy a Mansa (Zambia).
RE:NER/.../SHYNGO:CHAMA                                      VIS 20080717 (110)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 LUG. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Rafael Bello Ruiz, emerito di Acapulco (Messico), il 6 luglio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo José Carlos De Lima Vaz, S.I., emerito di Petrópolis (Brasile), il 9 luglio, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo Gladio Vicuña Aránguiz, emerito di Puerto Montt (Cile), il 29 giugno, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20080717 (80)

mercoledì 16 luglio 2008

ARRIVO DEL PAPA ALLA CATHEDRAL HOUSE DI SYDNEY

CITTA' DEL VATICANO, 16 LUG. 2008 (VIS). Alle 18:00 (le 10:00, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dal Kenthurst Study Center di Sydney dove ha trascorso in forma privata i primi giorni di permanenza in Australia e si è trasferito in auto alla Cathedral House di Sydney, residenza papale per la seconda parte del Viaggio Apostolico, che avrà inizio ufficialmente domani con la Cerimonia di benvenuto presso la Government House.
PV-AUSTRALIA/CONGEDO RESIDENZA/SYDNEY                 VIS 20080716 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Francesc Pardo Artigas, Vescovo di Girona (superficie: 4.705; popolazione: 768.439; cattolici: 650.000; sacerdoti: 258; religiosi: 728), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Terrassa (Spagna), è nato a Torrellas de Foix (Spagna), nel 1946, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973. Succede al Vescovo Carles Soler Perdigó, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Joan Piris Frígola, finora Vescovo di Menorca (Spagna), Vescovo di Lleida (superficie: 2.977; popolazione: 225.445; cattolici: 213.049; sacerdoti: 133; religiosi: 252; diaconi permanenti: 5), Spagna.

- Ha nominato il Reverendo Sergio Osvaldo Buenanueva, finora Rettore del Seminario Metropolitano di Mendoza (Argentina), Vescovo Ausiliare di Mendoza (superficie: 63.839; popolazione: 1.178.980; cattolici: 1.002.133; sacerdoti: 167; religiosi: 360; diaconi permanenti: 43), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a San Martín (Argentina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Ha nominato il Reverendo Brian Joseph Dunn, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Sault Sainte Marie (superficie: 196.603; popolazione: 388.222; cattolici: 214.639; sacerdoti: 119; religiosi: 223; diaconi permanenti: 87), Canada. Il Vescovo eletto, finora Professore di Diritto Canonico nel "St. Peter's Seminary" di London, (Ontario), è nato a Saint John's, Newfoundland, (Canada), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Reverendo Noël Simard, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Sault Sainte Marie (superficie: 196.603; popolazione: 388.222; cattolici: 214.639; sacerdoti: 119; religiosi: 223; diaconi permanenti: 87), Canada. Il Vescovo eletto, finora Professore di Teologia alla "Saint Paul University" di Ottawa (Canada), è nato a Charlevoix (Canada), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20080716 (290)


martedì 15 luglio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Galápagos (Ecuador), al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Vescovo Manuel Valarezo Luzuriaga, O.F.M., primo Vicario Apostolico di Galápagos (superficie: 8.100; popolazione: 21.000; cattolici: 16.000; sacerdoti: 9; religiosi: 16), Ecuador, attualmente Prefetto Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica.
ECE:NER/.../LUZURIAGA                                 VIS 20080715 (70)

ACQUA BENE ESSENZIALE DONATO DA DIO PER MANTENERE VITA

CITTA' DEL VATICANO, 15 LUG. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Cardinale Renato Raffaele Martino, Rappresentante della Santa Sede all'Esposizione internazionale su "Acqua e sviluppo sostenibile", in corso a Zaragoza (Spagna), in occasione della celebrazione della "Giornata della Santa Sede", presente all'Expo con un proprio padiglione. Il Messaggio, redatto in lingua spagnola, porta la data dal 10 luglio.

  "Mi è grato far pervenire un messaggio di fede e di speranza" - scrive il Pontefice - "a quanti visitano in questi giorni la Expo Zaragoza 2008, dedicata ai complessi temi riguardanti il valore dell'acqua per la vita dell'uomo e il mantenimento dell'equilibrio fra i diversi elementi del nostro pianeta. La Santa Sede ha voluto essere presente all'Expo con un proprio padiglione, allestito con la collaborazione dell'Arcidiocesi di Zaragoza, che ringrazio per il suo generoso impegno nel promuovere adeguate iniziative culturali che informano il visitatore sull'incommensurabile patrimonio di spiritualità, arte e sapienza sociale ispirato all'acqua, custodito dalla Chiesa cattolica".

  "Dobbiamo essere consapevoli che, purtroppo, l'acqua - bene essenziale e indispensabile che il Signore ha donato all'uomo per mantenere e promuovere la vita - è considerata oggi, a causa delle pressioni di molteplici fattori sociali ed economici, come un bene che occorre particolarmente proteggere mediante trasparenti politiche nazionali e internazionali, il cui utilizzo deve essere improntato a criteri di solidarietà e responsabilità. L'uso dell'acqua - che è considerato come un diritto universale e inalienabile - è collegato alle crescenti e ineludibili esigenze delle persone che vivono in povertà, tenendo conto che 'il limitato accesso all'acqua potabile si ripercuote sul benessere di un grandissimo numero di persone ed è frequentemente causa di malattie, sofferenze, conflitti, povertà ed anche morte'".

  "Chi oggi considera l'acqua in modo predominante un bene materiale" - conclude il Papa - "non deve dimenticare il significato religioso che l'umanità credente, e soprattutto il cristianesimo, ha sviluppato a partire da essa, attribuendole un grande valore come prezioso bene immateriale, che sempre arricchisce la vita dell'uomo sulla terra. Come non ricordare nella presente circostanza il suggestivo messaggio che ci viene dalle Sacre Scritture, in cui l'acqua è simbolo di purificazione e di vita? Il pieno recupero della dimensione spirituale è garanzia e presupposto per affrontare adeguatamente i problemi di natura etica, politica ed economica che interessano la complessa gestione dell'acqua da parte dei numerosi soggetti interessati, in ambito nazionale e internazionale".
MESS/EXPO ZARAGOZA/MARTINO                       VIS 20080715 (390)


INAUGURAZIONE GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

CITTA' DEL VATICANO, 15 LUG. 2008 (VIS). Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, ha presieduto oggi la Santa Messa di apertura della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che  culminerà nella Veglia e nella Santa Messa presiedute dal Santo Padre Benedetto XVI, il 19 e 20 luglio prossimo, nell'Ippodromo di Randwick.

  Alla Celebrazione Eucaristica che ha avuto luogo presso il Barangaroo East Darling Harbour, sull'Oceano Pacifico, hanno partecipato migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

  La cerimonia ha avuto inizio con l'arrivo della Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù che i giovani hanno portato in pellegrinaggio a Sydney dopo aver percorso tutto il Paese.

  Padre Federico Lombardi, S.I., ha assicurato che il Santo Padre è "molto tranquillo e riposato", smentendo notizie apparse sulla stampa secondo le quali il Pontefice sarebbe stato 'affaticato' dopo un volo di oltre venti ore.

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha presentato ai giornalisti un video in cui si vede il Papa raccolto in preghiera, che passeggia e conversa con i suoi Segretari presso il "Kenthurst Study Centre", la Residenza nei pressi di Richmond, dove trascorre qualche giorno in forma privata.

  Padre Lombardi ha ricordato che il Santo Padre, giunto alla Residenza domenica scorsa, ha celebrato la Santa Messa in privato alle 18:00, quindi ha cenato e riposato.

  L'indomani, lunedì 14 luglio, Papa Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa alla quale hanno assistito i membri del Seguito, una decina di persone, quindi ha fatto una passeggiata nel parco e poi è rientrato e si è messo al lavoro, come fa tutte le mattine. Poco prima delle 13:00, ha consumato la seconda colazione con il Cardinale George Pell ed il Vescovo Anthony Fihser, Coordinatore della Giornata Mondiale della Gioventù.

  Nel pomeriggio, il Santo Padre ha fatto la sua abituale passeggiata quotidiana con i due Segretari, quindi ha lavorato ancora ed alle 16:00, ha precisato Padre Lombardi, ha incontrato nuovamente il Cardinale Pell.

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha precisato che la Residenza di Kenthurst  è circondata da un parco, un laghetto e una piccola cappella dove il Papa si raccoglie in preghiera.

  Alle 17:00 un concerto con musiche di Schumann, Mozart e Schubert ed alle 19:00, la cena.

  Papa Benedetto XVI soggiornerà al "Kenthurst Study Centre" fino alla mattina di giovedì 17 luglio, quando avrà inizio la Visita ufficiale in Australia, con la cerimonia di benvenuto  e l'incontro delle Autorità locali.
PV-AUSTRALIA/INAUGURAZIONE GMG/SYDNEY               VIS 20080715 (420)


lunedì 14 luglio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 LUG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo John LeVoir, Vescovo di New Ulm (superficie: 25.535; popolazione: 284.793; cattolici: 66.785; sacerdoti: 58; religiosi: 60; diaconi permanenti: 3), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "St Michael and Mary" in Stillwater (Stati Uniti d'America), è nato nel 1946 a Minneapolis (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

  Domenica 13 luglio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Anse-à-Veau et Miragoâne (Haiti), con territorio dismembrato dalla diocesi di Les Cayes, rendendola suffraganea dell'arcidiocesi Metropolitana di Port-au-Prince.

- Ha nominato il Vescovo Pierre-André Dumas, finora Ausiliare di Port-au-Prince (Haiti), primo Vescovo della Diocesi di Anse-à-Veau et Miragoâne (superficie: 1.100; popolazione: 370.000; cattolici: 221.000; sacerdoti: 13; religiosi: 54), Haiti.

  Sabato 12 luglio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:
- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo a Valenciennes (Francia), il 14 settembre 2008, nel millennio del pellegrinaggio in onore di "Notre-Dame du Saint-Cordon".

- L'Arcivescovo Miguel Maury Buendía Nunzio Apostolico in Kyrgyzstan e Tadjikistan, attualmente Nunzio Apostolico in Kazakhstan.

- Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo di Khartoum (Sudan); il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris (Francia); Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); l'Arcivescovo Paul R. Ruzoka, di Tabora (Tanzania); il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Arabia (Emirati Arabi Uniti).
NER:ECE:NA:NN/.../...                               VIS 20080714 (260)


GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: URGENTE EVANGELIZZAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 12 LUG. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 82a Giornata Missionaria Mondiale, che quest'anno si celebra domenica 19 ottobre sul tema: "Servi e apostoli di Cristo Gesù".

  Nel Messaggio, datato 11 maggio, Solennità di Pentecoste, il Papa invita "a riflettere sull'urgenza che permane di annunciare il Vangelo anche in questo nostro tempo.  (...) È l'Anno Paolino, che ci offre l'opportunità di familiarizzare con questo insigne Apostolo, (...) per propagare fino agli estremi confini del mondo l'annuncio del Vangelo, potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (Rm 1,16)".

  "L'umanità soffre ed attende la vera libertà, attende un mondo diverso, migliore; attende la 'redenzione'" - sottolinea Benedetto XVI e ricorda che: "Il panorama internazionale (...) offre alla nostra attenzione alcune forti preoccupazioni per quanto concerne il futuro stesso dell'uomo. La violenza, in non pochi casi, segna le relazioni tra gli individui e i popoli; la povertà opprime milioni di abitanti; le discriminazioni e talora persino le persecuzioni per motivi razziali, culturali e religiosi, spingono tante persone a fuggire dai loro Paesi per cercare altrove rifugio e protezione (...). Esiste inoltre una costante minaccia per quanto riguarda il rapporto uomo-ambiente dovuto all'uso indiscriminato delle risorse, con ripercussioni sulla stessa salute fisica e mentale dell'essere umano. Il futuro dell'uomo è poi posto a rischio dagli attentati alla sua vita, attentati che assumono varie forme e modalità".

  "C'è speranza per il futuro, o meglio, c'è un futuro per l'umanità?" - si chiede il Pontefice - "La risposta a questi interrogativi viene a noi credenti dal Vangelo. È Cristo il nostro futuro (...). San Paolo aveva ben compreso che solo in Cristo l'umanità può trovare redenzione e speranza. (...) L'amore di Cristo lo portò a percorrere le strade dell'Impero Romano come araldo, apostolo, banditore, maestro del Vangelo, del quale si proclamava 'ambasciatore in catene' (Ef 6,20)".

  "Solo da questa fonte" - Gesù Cristo - "si possono attingere l'attenzione, la tenerezza, la compassione, l'accoglienza, la disponibilità, l'interessamento ai problemi della gente, e quelle altre virtù necessarie ai messaggeri del Vangelo per lasciare tutto e dedicarsi completamente e incondizionatamente a spargere nel mondo il profumo della carità di Cristo".

  "E' importante ribadire che, pur in presenza di crescenti difficoltà" - la scarsità del clero e la mancanza di vocazioni - "il mandato di Cristo di evangelizzare tutte le genti resta una priorità".
 "Cari fratelli e sorelle, (...), seguendo l'invito di Gesù, gettiamo senza paura le reti, fiduciosi nel suo costante aiuto. (...) Il Vescovo (...) come l'apostolo Paolo, è chiamato a protendersi verso i lontani che non conoscono ancora Cristo, o non ne hanno ancora sperimentato l'amore liberante; suo impegno è rendere missionaria tutta la comunità diocesana, contribuendo volentieri, secondo le possibilità, ad inviare presbiteri e laici ad altre Chiese per il servizio di evangelizzazione".

  "Voi, cari presbiteri, primi collaboratori dei Vescovi, siate generosi pastori ed entusiasti evangelizzatori! (...) Confido che non venga meno questa tensione missionaria nelle Chiese locali, nonostante la scarsità di clero che affligge non poche di esse".

  "E voi, cari religiosi e religiose, segnati per vocazione da una forte connotazione missionaria, portate l'annuncio del Vangelo a tutti, specialmente ai lontani, mediante una testimonianza coerente di Cristo e una radicale sequela del suo Vangelo".

  "Alla diffusione del Vangelo siete chiamati a prendere parte, in maniera sempre più rilevante tutti voi, cari fedeli laici, che operate nei diversi ambiti della società".

  "Non posso non rilevare con vivo apprezzamento il contributo delle Pontificie Opere Missionarie" - conclude il Pontefice - "all'azione evangelizzatrice della Chiesa. (...) La colletta, che nella Giornata Missionaria Mondiale viene fatta in tutte le parrocchie, sia segno di comunione e di sollecitudine vicendevole tra le Chiese. Si intensifichi, infine, sempre più nel popolo cristiano la preghiera, indispensabile mezzo spirituale per diffondere fra tutti popoli la luce di Cristo, 'luce per antonomasia' che illumina 'le tenebre della storia' (Spe salvi, 49)".
MESS/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/...               VIS 20080714 (650)


MESSAGGIO DEL PAPA POPOLO DELL'AUSTRALIA E GIOVANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 LUG. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al popolo australiano ed ai giovani che prendono parte alla Giornata Mondiale della Gioventù 2008.

  "Fra pochi giorni" - il 17 luglio -  "inizierò" - scrive il Pontefice - "la mia visita apostolica al vostro Paese, per celebrare la 23a Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney".

  "Anzitutto, desidero esprimere il mio apprezzamento per tutti coloro che hanno offerto tanto del loro tempo, delle loro risorse e delle loro preghiere per rendere possibile questa celebrazione".

  Ricordando il tema della Giornata "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1,8), il Papa scrive: "Quanto ha bisogno il nostro mondo di una nuova effusione dello Spirito Santo! Molti non hanno ancora ascoltato la Buona Novella di Gesù Cristo; molti altri, per diverse ragioni, non hanno riconosciuto in questa Buona Novella la verità salvatrice che sola può soddisfare le attese più profonde dei loro cuori".

  "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro (...), e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Gli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio sono per loro una sfida e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi di vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri".

  "Dove possiamo cercare risposte?" - scrive ancora il Pontefice - "Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. (...). In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore".

  "La mia preghiera" - conclude il Papa - "è che i cuori dei giovani che si riuniscono a Sydney per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù trovino veramente riposo nel Signore e possano essere ricolmi di gioia e di fervore per diffondere la Buona Novella fra i loro amici, le loro famiglie e tutti coloro che incontrano".
PV-AUSTRALIA/MESSAGGIO POPOLO:GIOVANI/SYDNEY                          VIS 20080714 (400)


GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ: STIMOLO FEDE MATURA

CITTA' DEL VATICANO, 12 LUG. 2008 (VIS). Come di consueto nel corso dei Viaggi Apostolici all'estero, il Santo Padre ha risposto alle domande dei giornalisti presenti nell'aereo papale, che vertevano sulla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù e la Chiesa in Australia, sede della celebrazione della Giornata Mondiale 2008.

  Il Papa ha risposto a cinque domande. La prima sul significato della Giornata Mondiale della Gioventù e del Messaggio da trasmettere ai giovani. Ricordando il tema della Giornata: "Avrete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni", Papa Benedetto XVI ha affermato che lo Spirito Santo converte i giovani in testimoni di Cristo ed ha auspicato che la Giornata Mondiale sia di stimolo a vivere una fede matura, con tutte le responsabilità che la fede comporta in relazione alla Creazione, alla società e a tutti gli aspetti della vita.

  Alla seconda domanda, sul problema della secolarizzazione e dell'ottimismo o pessimismo del Papa sul futuro della Chiesa in Australia, Papa Benedetto XVI ha risposto che l'esperienza religiosa continua ad essere fondamentale. "Dio è nel cuore dell'essere umano e non potrà mai sparire". Nonostante l'Australia storicamente faccia parte del mondo occidentale e l'Occidente negli ultimi 50 anni abbia conosciuto grandi progressi scientifici ed economici, la religione è stata accantonata, per cui è necessario trovare il modo di suscitare il desiderio dell'esperienza di Dio e di farla comprendere all'essere umano di oggi, anche in una società secolarizzata.

  Gli abusi sessuali perpetrati da esponenti del clero è stato il tema della terza domanda. Benedetto XVI ha riaffermato quanto detto negli Stati Uniti d'America: la Chiesa assolutamente non accetta tali abusi ed ha ribadito l'importanza della chiarezza del magistero della Chiesa e dell'impegno nella formazione del clero, per evitare che tali fatti si ripetano. Il Papa ha ribadito inoltre l'impegno

  I cambiamenti del clima, problema che preoccupa grandemente la società australiana, è stato l'argomento della quarta domanda. Il Santo Padre ha affermato che tratterà tale argomento nel corso dell'incontro con i giovani, concentrandosi sulla responsabilità morale dell'individuo nei riguardi della Creazione, spiegando che non è di sua competenza assumere posizioni o suggerire soluzioni di carattere tecnico - compito dei governanti e degli scienziati - ma di grande interesse è per lui il tema della responsabilità dell'essere umano davanti alla Creazione.

  L'ultima domanda riguardava la Comunione anglicana e la Conferenza di Lambeth, dopo il voto favorevole del Sinodo della Chiesa d'Inghilterra e l'ordinazione episcopale delle donne. Benedetto XVI ha affermato che pregherà per i partecipanti alla Conferenza affinché affrontino nel migliore dei modi l'importante tema della fedeltà al Vangelo nel mondo di oggi, una sfida per tutti i cristiani.
PV-AUSTRALIA/INTERVISTA/AEREO/...                   VIS 20080714 (470)


venerdì 11 luglio 2008

PARTENZA DOMANI DI BENEDETTO XVI PER L'AUSTRALIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 LUG. 2008 (VIS). Alle 10:00 di domani mattina il Santo Padre Benedetto XVI partirà dall'aeroporto di Roma-Fiumicino diretto a Sydney, dando inizio al nono Viaggio Apostolico fuori d'Italia del suo Pontificato.

  Dopo un volo di 13.269 chilometri e 15 ore e 45', l'aereo papale atterrerà all'aeroporto di Darwin (Australia settentrionale) per una sosta tecnica di rifornimento carburante, e proseguirà diretto alla base militare di Richmond, nel Nuovo Galles del Sud, dove l'arrivo è previsto alle 15:00 ora locale (7:00 ora di Roma), di domenica 13 luglio.

  Accolto alla scaletta dell'aereo dal Primo Ministro Kevin Rudd, dal Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney e dalle Autorità civili e religiose, Benedetto XVI si trasferirà in autovettura alla Residenza privata del "Kenthurst Study Centre", dove soggiornerà fino al pomeriggio di mercoledì 16 luglio. La permanenza del Papa in questa residenza della Prelatura dell'Opus Dei, sede di ritiri e di formazione, sarà strettamente privata.

  La mattina di giovedì 17 luglio avrà ufficialmente inizio la visita di Benedetto XVI in Australia, con la cerimonia di benvenuto delle Autorità del Paese nella "Government House" di Sydney, dove il Papa terrà il primo discorso. Successivamente è previsto il trasferimento alla "Mary MacKillop Memorial Chapel" di Sydney per un momento di preghiera, seguito, nella "Admiralty House" di Sydney, da una visita di cortesia al Governatore Generale Maggiore Michael Jeffrey e successivamente al Primo Ministro australiano Signor Kevin Rudd.

  Nel primo pomeriggio il Papa raggiungerà il Molo di Rose Bay e, dopo una breve accoglienza con danze e canti tradizionali da parte degli aborigeni australiani, è previsto l'imbarco sulla nave "Sydney 2000" ed il trasferimento via mare al Molo di Barangaroo, dove saranno ad accogliere Benedetto XVI migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo.

  Venerdì 18 luglio, nella Cripta della "St.Mary's Cathedral" di Sydney, è in programma un incontro ecumenico, seguito, nella Sala Capitolare della medesima Cattedrale, da un secondo incontro con circa 40 rappresentanti di altre religioni.

  Momento culminante del Viaggio Apostolico in Australia sarà la Veglia con i giovani e la Santa Messa presiedute dal Santo Padre nell'ippodromo di Randwick, sabato 19 e domenica 20, con la partecipazione di migliaia di giovani di tutto il mondo, convenuti per la celebrazione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.
.../VIAGGIO APOSTOLICO SYDNEY/...                       VIS 20080711 (380)


giovedì 10 luglio 2008

BILANCIO 2007 SANTA SEDE: DEFICIT NOVE MILIONI EURO


CITTA' DEL VATICANO, 10 LUG. 2008 (VIS). Il 3 e 4 luglio scorso, si è svolta in Vaticano la 42a riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

  Il Comunicato, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, rende noto che il Bilancio Consuntivo Consolidato 2007, presentato ai Cardinali dall'Arcivescovo Velasio De Paolis, C.S., Presidente  della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, si è chiuso con un disavanzo di nove milioni di euro: vi figurano entrate per  236.737.207 e uscite per Euro 245.805.167. Il risultato netto è quindi un disavanzo di  9.067.960 dopo che negli ultimi tre esercizi (2004, 2005 e 2006) si erano registrati risultati positivi per complessivi  15.206.587.

  Riguardo alle attività istituzionali della Santa Sede, (Segreteria di Stato, Rappresentanze Pontificie, Congregazioni Romane, Pontifici Consigli, il Sinodo dei Vescovi ed altri uffici), viene precisato che trattandosi di organismi che assistono da vicino il Santo Padre nella sua missione di Pastore universale, non producono ricavi.

  Relativamente all'attività finanziaria (sette amministrazioni consolidate, la maggiore delle quali è la Sezione Straordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), il settore si è chiuso con un avanzo netto di 1,4 milioni di euro contro 13,7 milioni di euro del 2006. "Si è avuta perciò una flessione di circa 12 milioni di euro" - precisa il Comunicato - "ascrivibile principalmente alla brusca ed assai accentuata inversione di tendenza nella fluttuazione dei tassi di cambio, soprattutto del dollaro statunitense".

  Il settore immobiliare ha ottenuto un risultato positivo netto di 36,3 milioni di euro, superiore a quello registrato nel 2006 che si attestò a 32,3 milioni di euro.

  Il settore delle Attività delle quattro Istituzioni collegate con la Santa Sede: Radio Vaticana, Tipografia Vaticana, Editrice "L'Osservatore Romano", Libreria Editrice Vaticana (LEV) Centro Televisivo Vaticano (CTV) ha chiuso con un saldo negativo di 14,6 milioni di euro, riferibile sostanzialmente al deficit della Radio Vaticana e ai costi per la pubblicazione de "L'Osservatore Romano". Risultati positivi sono invece venuti dalla Tipografia Vaticana che ha chiuso il proprio bilancio con un avanzo di 1 milione di euro; dal Centro Televisivo Vaticano, con un avanzo di  Euro 458.754 e dalla Libreria Editrice Vaticana con un utile di 1,6 milioni di euro.

  Nella Curia Romana lavorano complessivamente 2.748 persone (44 unità in più del 2006) di cui 778 ecclesiastici, 333 religiosi e 1.637 laici (di cui 425 donne). I pensionati sono 929.

  L'esercizio 2007 del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano si è chiuso con un risultato positivo di 6,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto al precedente esercizio 2006 che si concluse con un avanzo di 21,8 milioni di euro. "Notevole è stato" si legge nel Comunicato - "l'impegno economico e finanziario sostenuto per la tutela, valorizzazione e restauro del patrimonio artistico della Santa Sede (restauro della Cappella Paolina, interventi alle Basiliche di San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore). Come pure importanti sono stati i costi sostenuti per la sicurezza all'interno della Città del Vaticano.

  "Anche per l'esercizio 2007" - rende noto il Comunicato - "il Governatorato si è impegnato a sostenere i costi della Radio vaticana, contribuendo alla copertura di metà del deficit (12,2 milioni di euro)".

  L'Obolo di San Pietro, costituito dall'insieme delle offerte destinate ad assistere il Papa nella sua missione Apostolica e caritativa, ha registrato nel corso del 2007 una considerevole diminuzione rispetto all'anno precedente. Se nel. 2006 le offerte avevano raggiunto un totale di 74,6 milioni di euro, nel 2007 sono pervenuti donativi per un totale di 50,8 milioni di euro. Il Comunicato informa inoltre che "è pervenuta alla Santa Sede una offerta 9,09 milioni di Euro da parte di un donatore che ha voluto mantenere l'anonimato".

  Infine per quanto riguarda i contributi delle Diocesi, a norma del Canone 1271, del Codice di Diritto Canonico,  hanno raggiunto nel 2007 l'ammontare di 18,7 milioni di euro.
OP/BILANCIO SANTA SEDE/DE PAOLIS                   VIS 20080710 (660)


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