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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 29 febbraio 2008

CONGREGAZIONE DOTTRINA FEDE E FORMULE BATTESIMALI

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). E' stata pubblicata oggi la risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede ai due quesiti proposti sulla validità del Battesimo conferito con formule diverse da quelle stabilite.

Primo quesito: E' valido il Battesimo conferito con le formule "I baptize you in the name of the Creator, and of the Redeemer, and of the Sanctifier" e "I baptize you in the name of the Creator, and of the Liberator, and of the Sustainer"? (Io ti battezzo in nome del Creatore, del Redentore, del Santificatore" e "Io ti battezzo in nome del Creatore, del Liberatore e del Sostenitore"?).

Secondo quesito: Devono essere battezzate in forma assoluta le persone che sono state battezzate con queste formule?

Risposte: Al primo: negativamente. Al secondo: Affermativamente.

Il Santo Padre Benedetto XVI nel corso di una Udienza concessa al Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha approvato questa Risposta, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione. La Risposta porta la firma del Cardinale Levada e dell'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario del medesimo Dicastero.

Una Nota esplicativa chiarifica che: "La presente Risposta riguarda il dubbio sulla validità del Battesimo conferito con due formule in lingua inglese nell'ambito della Chiesa cattolica. (...) Il dubbio, ovviamente, non concerne l'inglese, ma la formula in se stessa, che potrebbe essere espressa anche in un'altra lingua".

"Il Battesimo conferito nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" - si legge ancora nella Nota - "obbedisce al comando di Gesù Cristo, riferito alla fine del Vangelo secondo Matteo" e "La formula battesimale deve esprimere adeguatamente la fede trinitaria: non valgono formule approssimative".

"La varianti alla formula battesimale, secondo designazioni delle Persone Divine diverse da quelle bibliche, considerate nella Risposta provengono dalla cosiddetta teologia femminista per evitare di dire Padre e Figlio, ritenute parole maschiliste, sostituendole con altri nomi. Tali varianti, però, sovvertono la fede nella Trinità".

"La risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede costituisce una dichiarazione dottrinale autentica, la quale ha effetti canonici e pastorali di grande portata. La risposta, infatti, afferma implicitamente che le persone che sono state battezzate o saranno battezzate nell'avvenire con le formule in questione in realtà non sono battezzate. Quindi devono essere trattate a tutti gli effetti canonici e pastorali con gli stessi criteri giuridici delle persone che il Codice di Diritto Canonico mette sotto la categoria generale di 'non battezzati'".
CDF/FORMULE BATTESTIMO/LEVADA VIS 20080229 (420)


DIFFONDERE VALORI RELIGIOSI NELLA SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stata resa pubblica la Dichiarazione Finale seguita alla Riunione Annuale del Comitato Permanente Al-Azhar per il Dialogo fra le Religioni Monoteiste e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, (Il Cario, 25-26 febbraio), presieduta dal Professor Sceicco Abd al-Fattah Muhammad Alaam e dal Cardinale Jaen-Louis Tauran.

  Lo Sceicco e il Porporato auspicano che i "valori nobili" quali "la pace, la verità, la giustizia, il giusto comportamento, la cooperazione allo sviluppo e l'uso delle risorse del pianeta a beneficio di tutta l'umanità (...) guidino il comportamento umano, specialmente nel momento attuale quando i confini e le distinzioni fra i popoli diminuiscono e il fenomeno della violenza, dell'estremismo, del terrorismo è in aumento, insieme al disprezzo per la religione, per i valori religiosi e per tutto ciò che è considerato sacro".

  Tenendo conto del ruolo di al-Azhar al-Sharif, quale centro di studi e ricerche del mondo islamico ed il ruolo specifico del Dicastero vaticano nella Chiesa Cattolica, lo Sceicco Abd al-Fattah e il Cardinale Tauran "riconoscono entrambi l'importanza della reciproca conoscenza e della ricerca di un terreno comune fra le due religioni quale base per una più vasta cooperazione e per il miglioramento delle relazioni reciproche".

  Ricordando che nel corso della Riunione è stato esaminato il tema: "Fede in Dio e Amore del Prossimo quali Fondamenti del Dialogo Interreligioso", lo Sceicco e il Porporato scrivono che il Comitato "ha ribadito i principi comuni e i comuni valori spirituali e morali" come pure "la questione della libertà d'espressione, rilevando che non si può mai giustificare l'offesa dei sentimenti religiosi altrui, causando tensioni nei rapporti interpersonali e distruggendo l'amore fraterno".

  Il Comitato "ha fermamente condannato la nuova pubblicazione di vignette offensive e il numero crescente di attacchi contro l'Islam e il suo Profeta, come pure gli attacchi contro la religione".

  "I membri del Comitato hanno espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto, che considerano come un incoraggiamento a continuare ad impegnarsi nel dialogo".

  Fra le raccomandazioni presentate al termine della Riunione figurano l'affermazione che: "Tutte le religioni rispettano la dignità e l'onore della persona umana, prescindendo dalla razza, dal colore, dalla religione o convinzione religiosa, e condannano ogni offesa contro l'integrità personale, la proprietà e l'onore".

  "I responsabili religiosi, musulmani e cristiani, come pure gli intellettuali e gli educatori, devono adoperarsi per inculcare questi valori nelle loro attività, nei luoghi di apprendimento e nella società a tutti i livelli".

  Ai responsabili dei mezzi di comunicazione i membri del Comitato ricordano che "La libertà di espressione non deve essere usata come pretesto per offendere (...) tutto ciò che è considerato sacro, ma piuttosto per opporsi all'estremismo, incoraggiare la reciproca accettazione, l'amore e il rispetto per tutti, a prescindere dalla religione".

  La prossima riunione del Comitato è in programma a Roma, il 24 e 25 febbraio 2009.
OP/DIALOGO RELIGIONI MONOTEISTE/TAURAN               VIS 20080229 (490)


PRESENTAZIONE ANNUARIO PONTIFICIO 2008

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e l'Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto alla Segreteria di Stato per gli Affari Generali, hanno presentato questa mattina al Santo Padre l'edizione dell'Annuario Pontificio del 2008, presenti i collaboratori che hanno lavorato alla redazione e stampa del volume.

  Una Nota relativa alla presentazione introduce alcune novità riguardanti l'Annuario 2008.  Nel corso del 2007 sono state erette dal Santo Padre 8 nuove Sedi Vescovili, 1 Prefettura Apostolica, sono state costituite 2 Sede Metropolitane e 1 Vicariato Apostolico. In tutto sono stati nominati 169 nuovi Vescovi.

  Dal 2005 al 2006 i cattolici sparsi nel mondo sono passati da 1.115 a 1.131 milioni, con un aumento relativo dell'1,4%. In questo periodo il numero dei Vescovi è passato da 4.841 a 4.898 con un aumento relativo dell'1,2%.

  Il numero dei sacerdoti, diocesani e religiosi, è passato da 406.411 nel 2005 a 407.262 nel 2006, con una variazione complessiva dello 0,21%. La consistenza dei sacerdoti nel mondo è andata progressivamente aumentando dal 2000 al 2006.

  Osservando la distribuzione per aree continentali si osserva un ridimensionamento della presenza dei sacerdoti in Europa e in America a vantaggio di Africa e di Asia.

  Altri dati di interesse completano il quadro: gli studenti di filosofia e di teologia nei seminari diocesani o in quelli religiosi sono 115.480, con un aumento dello 0,9% rispetto all'anno precedente; di essi 24.034 si trovano in Africa, 37.150 nelle Americhe, 30.702 in Asia, 22.618 in Europa e 976 in Oceania.
AP/ANNUARIO PONTIFICIO 2008/BERTONE                   VIS 20080229 (260)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI MARZO

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di marzo è la seguente: "Perché si comprenda l'importanza del perdono e della riconciliazione fra le persone e i popoli, e la Chiesa con la sua testimonianza diffonda l'amore di Cristo, sorgente di nuova umanità".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i cristiani, che in tante parti del mondo e in varie maniere sono perseguitati a causa del Vangelo, sostenuti dalla forza dello Spirito Santo, continuino a testimoniare con coraggio e franchezza la Parola di Dio".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/MARZO/…                           VIS 20080229 (100)


ATTIVITÀ CARITATIVE ESPRESSIONE AMORE EVANGELICO

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "Cor Unum", che si tiene in questi giorni sul tema: "Le qualità umane e spirituali di chi opera nell'attività caritativa della Chiesa".

  "L'attività caritativa occupa" - ha detto il Papa - "un posto centrale nella missione evangelizzatrice della Chiesa. Non dobbiamo dimenticare che le opere di carità costituiscono un terreno privilegiato di incontro anche con persone che ancora non conoscono Cristo o lo conoscono solo parzialmente. Giustamente, dunque, i Pastori e i responsabili della pastorale della carità dedicano un'attenzione costante a chi lavora nell'ambito della 'diakonia', preoccupandosi di formarli dal punto di vista sia umano e professionale, che teologico-spirituale e pastorale".

  "Chi opera nelle molteplici forme dell'attività caritativa della Chiesa non può, pertanto, contentarsi solo della prestazione tecnica o di risolvere problemi e difficoltà materiali. L'aiuto che offre non deve mai ridursi a gesto filantropico, ma deve essere tangibile espressione dell'amore evangelico".

  Gli operatori delle diverse attività caritative, ha proseguito il Pontefice, devono essere "soprattutto testimoni di amore evangelico. Tali essi sono se la loro missione non si esaurisce nell'essere operatori di servizi sociali, ma nell'annuncio del Vangelo della carità. Seguendo le orme di Cristo, essi sono chiamati ad essere 'testimoni dal valore della vita', in tutte le sue espressioni, difendendo specialmente la vita dei deboli e dei malati, seguendo l'esempio della Beata Madre Teresa di Calcutta, che amava e si prendeva cura dei moribondi, perché la vita non si misura a partire dalla sua efficienza, ma ha valore sempre e per tutti".

  "Questi operatori ecclesiali" - ha concluso il Pontefice - "sono chiamati ad essere 'testimoni dell'amore', del fatto cioè che siamo pienamente uomini e donne quando viviamo protesti verso l'altro; che nessuno può morire e vivere per se stesso; (...). Infine, chi lavora nell'ambito delle attività ecclesiali, deve essere 'testimone di Dio', che è pienezza di amore ed invita ad amare".
AC/ATTIVITÀ CARITATIVE CHIESA/...                       VIS 20080229 (330)


INTERDIPENDENZA E SOLIDARIETÀ DI FRONTE SFIDE MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto la Professoressa Mary Ann Glendon, nuova Ambasciatrice degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, ed ex Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Ricordando la precedente carica della Professoressa Glendon, il Papa ha affermato: "Sono certo che la conoscenza e l'esperienza derivata dalla sua insigne collaborazione con la Santa Sede, saranno elementi positivi nel compimento dei suoi doveri ed arricchiranno l'attività della comunità diplomatica alla quale Lei ora appartiene".

  "Sin agli albori della Repubblica, l'America è stata, come lei ha rilevato" - ha affermato il Pontefice - "una nazione che tiene in gran conto il ruolo del credo religioso nell'assicurare un ordine democratico solido ed etico. L'esempio della sua Nazione che unisce popoli di buona volontà, a prescindere dalla razza, dalla nazionalità o dal credo, in una visione condivisa ed in un disciplinato perseguimento del bene comune, ha incoraggiato molte giovani nazioni nello sforzo di creare un ordine sociale armonico, libero e giusto".

  "Attualmente tale compito di riconciliare l'unità e la diversità, di forgiare una visione comune e di raccogliere l'energia morale per realizzarla, è divenuta una urgente priorità di tutta la famiglia umana, che è sempre più consapevole della sua interdipendenza e della necessità di una effettiva solidarietà nel rispondere alle sfide globali e nel costruire un futuro di pace".

  "L'esperienza del secolo passato, con la sua pesante eredità di guerra e di violenza, culminata nello sterminio pianificato di intere popolazioni, ha reso evidente che il futuro dell'umanità non può dipendere dal mero compromesso politico. Piuttosto, esso deve essere il frutto di un consenso più profondo basato sul riconoscimento delle verità universali. (...) La costruzione di una cultura giuridica globale ispirata dai più alti ideali di giustizia, solidarietà e pace esige un fermo impegno, speranza e generosità da parte di ogni nuova generazione".

  "La costruzione di un futuro più sicuro per la famiglia umana significa prima di tutto lavorare allo sviluppo integrale dei popoli, specialmente (...) reprimendo la corruzione e la militarizzazione che privano di preziose risorse molti nostri fratelli e sorelle nelle aree più povere".

  "Il progresso della famiglia umana è minacciato non soltanto dalla piaga del terrorismo internazionale, ma anche da minacce alla pace come la sempre più rapida corsa agli armamenti e il persistere di tensioni in Medio Oriente. Colgo l'occasione per esprimere l'auspicio che i pazienti e trasparenti negoziati conducano alla riduzione ed eliminazione delle armi nucleari e che la recente Conferenza di Annapolis sia la prima di una serie di passi verso una pace duratura nella Regione".

  "La soluzione di questi e di altri problemi simili richiede di aver fiducia (...) nell'opera di organismi internazionali quali l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che per loro natura sono in grado di promuovere autentico dialogo e comprensione, riconciliando le divergenze, e sviluppando politiche e strategie multilaterali che possono rispondere alle molteplici sfide del nostro complesso mondo".

  "Non posso mancare di notare con gratitudine" - ha detto ancora il Pontefice - "l'importanza che gli Stati Uniti hanno attribuito al dialogo interreligioso e interculturale quale forza positiva per la pacificazione. La Santa Sede è convinta del grande potenziale spirituale rappresentato da tale dialogo, con particolare riguardo alla promozione della non violenza ed al rigetto di ideologie che manipolano e sfigurano la religione a fini politici, e giustificano la violenza in nome di Dio".

  Infine il Papa ha menzionato: "L'apprezzamento storico del popolo americano per il ruolo della religione nel formulare le istanze pubbliche e nell'illuminare l'innata dimensione morale delle questioni sociali - un ruolo a volte contestato in nome di una precaria comprensione della vita politica e delle istanze pubbliche - che si riflette negli sforzi che tanti dei vostri concittadini e responsabili di governo compiono per assicurare una protezione giuridica al dono divino della vita dal concepimento alla morte naturale, ed alla salvaguardia dell'istituzione del matrimonio, riconosciuto come unione stabile fra un uomo e una dona, e quella della famiglia".
CD/CREDENZIALI/STATI UNITI:GLENDON                            VIS 20080229 (670)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Juan Gavarrete Soberón, Ambasciatore di Guatemala, con la Consorte, in visita di congedo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Felix Anthony Machado, Arcivescovo-Vescovo eletto di Nashik (India).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                                    VIS 20080229 (90)

giovedì 28 febbraio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Sebastiano Paciolla, O.Cist., finora Promotore di Giustizia del Tribunale della Rota Romana, Sotto-Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
NA/.../PACIOLLA                                             VIS 20080228 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, Nunzio Apostolico in Australia.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di El Salvador, in Visita "ad Limina Apostolorum".

    - Il Vescovo Rodrigo Orlando Cabrera Cuéllar, di Santiago de María.

    - Il Vescovo José Luis Escobar Alas, di San Vicente.

-    Il Vescovo José Adolfo Mojica Morales, di Sonsonate.

-    Il Vescovo Elías Samuel Bolaños Avelar, S.D.B., di Zacatecoluca.

-    Il Monsignor Fabio Reynaldo Colindres Abarca, Ordinario Militare di El Salvador.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080228 (100)


XXVIII ASSEMBLEA PLENARIA PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM"

CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2008 (VIS). Nei giorni da giovedì 28 febbraio a sabato 1° marzo è in corso a Roma la XXVIII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "Cor Unum", sul tema: "Qualità umane e spirituali di chi opera negli organismi caritativi cattolici".

  Tra gli obiettivi della Plenaria c'è quello di riproporre la rilettura dell'Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est" e di verificare se e in quale modo sia cambiato il modo di operare di quanti sono impegnati nella opere caritative della Chiesa. Una particolare importanza sarà data alla questione della formazione integrale e continua dei responsabili e degli operatori della varie istanze caritative cattoliche.

  I lavori di questa ventottesima edizione dell'Assemblea, sono iniziati con l'introduzione del Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" e con la relazione di Monsignor Karel Kasteel, Segretario del medesimo Dicastero. Successivamente i rappresentanti dei diversi organismi condivideranno le esperienze formative maturate nelle loro singole realtà.

  Domani, venerdì 29 febbraio, verrà affrontato il tema guida dell'incontro. La relazione principale è affidata al Presidente del "catholic charities" di Alexandria, Virginia (Stati Uniti d'America). Successivamente il Professor Peter Schallenberg, di Fulda (Germania), tratterà il tema: "Il posto della misericordia nello stato sociale. Osservazioni teologiche-etiche". La parte conclusiva di questa seconda giornata di lavoro sarà dedicata alla visita della 'Comunità dell'Agnello', sostenuta da un gruppo di religiose che sulle strade, in casa, di notte e di giorno, annunciano il Vangelo e sostengono i poveri.

  La giornata di sabato è interamente dedicata ai lavori di gruppo che dovranno formulare testi e proposte sulla formazione da discutere insieme.

  Il Cardinale Cordes, convinto della costante necessità della formazione e che la forza della testimonianza cristiana fra coloro che soffrono deriva dalla convinzione personale di coloro che operano nel delicato settore della carità, ha invitato i responsabili degli organismi caritativi cattolici nazionali e diocesani dei paesi del continente americano ad una settimana di esercizi spirituali che avrà luogo il prossimo mese di giugno a Guadalajara (Messico).
CON-CU/XXVIII ASSEMBLEA PLENARIA/CORDES               VIS 20080228 (340)


VESCOVI EL SALVADOR: AMBIZIOSO SFORZO EVANGELIZZAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale di El Salvador, al termine della "Visita ad Limina Apostolorum".

  La maggioranza del popolo salvadoregno "si distingue per una fede viva e un profondo sentimento religioso" - ha tenuto a precisare il Papa - "Il Vangelo, portato dai primi missionari e predicato con fervore dai pastori ricolmi dell'amore di Dio, come il Vescovo Oscar Arnulfo Romero, si è ampiamente diffuso nel vostro bel Paese, dando frutti copiosi di vita cristiana e di santità".

  Notando che la povertà obbliga molte persone ad emigrare "alla ricerca di migliori condizioni di vita, con conseguenze negative per la stabilità del matrimonio e della famiglia", Benedetto XVI ha ricordato gli sforzi compiuti dai Presuli "per promuovere la riconciliazione e la pace nel Paese e superare i dolorosi avvenimenti del passato".

  In merito al problema della violenza, "ritenuto il male più grave che affligge la vostra Nazione, bisogna tener conto del fatto " - ha detto il Papa - "che la crescita della violenza è la conseguenza immediata di altre piaghe sociali molto profonde, quali la povertà, la mancanza di istruzione, la progressiva perdita di quei valori che hanno da sempre forgiato l'anima del popolo salvadoregno e la disgregazione della famiglia. In effetti, la famiglia è un bene indispensabile per la Chiesa e la società, come pure un fattore fondamentale nell'edificazione della pace".

  "Per cui" - ha proseguito il Pontefice - "è necessario vivificare e potenziare in tutte le diocesi una adeguata ed efficace pastorale familiare, che offra ai giovani una solida formazione spirituale ed affettiva, che li aiuti a riscoprire la bellezza del piano di Dio sull'amore umano, e permetta loro di vivere con coerenza i valori autentici del matrimonio e della famiglia, come la tenerezza e il reciproco rispetto, il dominio di sé, la donazione totale e la costante fedeltà".

  Papa Benedetto ha ribadito che per affrontare la povertà di tante persone occorre "migliorare le strutture e le condizioni economiche che consentono ad ognuno di condurre una vita degna. Ma non bisogna dimenticare che l'uomo non è un semplice prodotto delle condizioni materiali e sociali nelle quali vive. (...) 'L'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti vive nella disperazione".

  Alla luce di ciò, il Papa ha esortato i Presuli a "dar vita ad un ambizioso ed audace sforzo di evangelizzazione" che faciliti "in tutti i fedeli l'incontro intimo con Cristo vivo, fondamento ed origine dell'essere cristiani".

  I fedeli laici, ha proseguito il Pontefice, "devono essere aiutati a riscoprire sempre più la ricchezza spirituale del battesimo. (...) Per realizzare questa altissima vocazione essi devono essere ben radicati in una intensa vita di preghiera, ascoltare assiduamente e umilmente la Parola di Dio e partecipare frequentemente ai sacramenti, acquisire un forte senso di appartenenza ecclesiale ed una solida formazione dottrinale, specialmente per quanto attiene alla dottrina sociale della Chiesa, dove possano trovare chiari orientamenti e criteri per illuminare cristianamente la società nella quale vivono".

  I sacerdoti, ha detto infine il Papa "hanno bisogno dell'attenzione e della vicinanza" dei Vescovi affinché questi ultimi possano "conoscere la loro situazione personale e possano assisterli in tutte le loro necessità spirituali e materiali, incoraggiandoli a proseguire con gioia il loro cammino di santità sacerdotale". Il Papa ha esortato inoltre i Vescovi ad "essere promotori e modelli di comunione nel proprio presbiterio" e a "correggere le situazioni irregolari quando necessario".

  "L'amore e la fedeltà del sacerdote alla sua vocazione" - ha concluso il Papa - "sarà la migliore e più efficace pastorale vocazionale, come esempio e stimolo per i vostri seminaristi, che sono il cuore della vostre Diocesi, ed ai quali dovete dedicare le vostre migliori risorse ed energie, perché essi sono la speranza delle vostre Chiese".
AL/.../EL SALVADOR                               VIS 20080228 (630)


mercoledì 27 febbraio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Adair José Guimarães, Vescovo di Rubiataba-Mozarlândia (superficie: 26.797; popolazione: 96.700; cattolici: 75.700; sacerdoti: 17; religiosi: 18), Brasile. Il Vescovo eletto , finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora Aparecida" a Minaçu (Brasile), è nato nel 1960 a Mara Rosa (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986. Succede al Vescovo José Carlos de Oliveira, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Earl A. Boyea, Vescovo di Lansing (superficie: 16.098; popolazione: 1.801.941; cattolici: 230.981; sacerdoti: 194; religiosi: 535; diaconi permanenti: 90), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Detroit, il Vescovo Boyea succede al Vescovo Carl F. Mengeling, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Floriano (Brasile), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Oeiras-Floriano, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di Teresina.

- Ha nominato il Vescovo Augusto Alves Da Rocha, finora Vescovo di Oeiras-Floriano (Brasile), primo Vescovo della Diocesi di Floriano (superficie: 60.930; popolazione: 193.111; cattolici: 173.799; sacerdoti: 29; religiosi: 51), Brasile. Finora è stato Vescovo di Oeiras-Floriano (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote Juarez Sousa Da Silva, Vescovo della Diocesi di Oeiras (superficie: 15.096; popolazione: 133.140; cattolici: 119.826; sacerdoti: 12; religiosi: 8), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Barras (Brasile), nel 1933  ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Direttore degli studi del Seminario Maggiore Interdiocesano 'Sagrado Coração de Jesus nell'Arcidiocesi di Teresina (Brasile).

- Ha nominato il Dottor Maurizio Prato, Revisore Internazionale presso la Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, finora Consultore della medesima Prefettura.
NER:RE:ECE:NA/.../...                                 VIS 20080227 (290)


CARDINALE BERTONE: INACCETTABILE EMBARGO CONTRO CUBA

CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2008 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, è rientrato ieri sera in Vaticano da un viaggio di sei giorni a Cuba, nel decimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II (21-26 gennaio 1998). In occasione  di questo importante anniversario, Papa Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio all'Episcopato cubano.

  Il 25 febbraio scorso, il Cardinale Segretario di Stato ha avuto un colloquio con il Ministro degli Esteri Felipe Pérez Roque, ed al termine dell'incontro ha precisato che il nuovo Presidente di Cuba, Signor Raúl Castro, il Consiglio di Stato Cubano e la Chiesa Cattolica si adopereranno congiuntamente per rispondere in tutti i modi possibili alle aspirazioni del popolo cubano, "tenendo conto delle difficoltà, soprattutto per via dell'embargo economico" che Cuba subisce da 45 anni. Il Cardinale Bertone, ribadendo che tale embargio "è ingiusto ed eticamente inaccettabile", ha ripetuto quanto già affermato da Papa Giovanni Paolo II, che da dieci anni ribadiva che l'embargo era "inaccettabile, dannoso per il popolo cubano e carente di etica". Esso è "un'oppressione per il popolo cubano" e non "un mezzo per aiutare il popolo cubano a conquistare la sua dignità ed indipendenza", è "una violazione della sua indipendenza".

  Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Porporato ha precisato di "non aver chiesto nessuna amnistia bensì gesti di riconciliazione" ed ha aggiunto che la Chiesa saluta "come gesti positivi la liberazione di prigionieri".

  Il Segretario di Stato ha inoltre specificato di aver chiesto personalmente al governo degli Stati Uniti di facilitare il ricongiungimento dei cubani emigrati con i familiari che hanno abbandonato l'isola, sottolineando che sarebbe un gesto umanitario e che ci si sta adoperando per realizzare tale obiettivo.

  L'incontro con il nuovo Presidente Raul Castro, nel pomeriggio di ieri, ha rappresentato il punto conclusivo della visita del Cardinale Bertone a Cuba.
.../VISITA CUBA:EMBARGO/BERTONE                       VIS 20080227 (300)


DIO È LA SOLA RISPOSTA INQUIETUDINI DEL CUORE UMANO

CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha concluso il ciclo di catechesi dedicate alla figura di Sant'Agostino nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì che si è tenuta in due tempi. La prima parte ha avuto luogo nella Basilica Vaticana dove il Papa ha salutato ai fedeli che non hanno trovato posto nell'Aula Paolo VI e successivamente nell'Aula Paolo VI, dove Benedetto XVI ha tenuto la catechesi.

  "Con l'incontro di oggi vorrei concludere la presentazione della figura di Sant'Agostino. Dopo esserci soffermati sulla sua vita, sulle opere e su alcuni aspetti del suo pensiero" - ha detto Benedetto XVI - "oggi vorrei tornare sulla sua vicenda interiore che ne ha fatto uno dei più grandi convertiti della storia cristiana. (...) Ancora oggi è possibile ripercorrere la vicenda di Sant'Agostino grazie soprattutto alle 'Confessiones', scritte a lode di Dio" - ha detto il Papa: "Chiunque avvicini questo libro straordinario e affascinante, (...), si accorge facilmente come la conversione di Agostino non sia stata improvvisa né pienamente realizzata fin dall'inizio, ma possa essere definita piuttosto come un vero e proprio cammino, che resta un modello per ciascuno di noi".

  "Sant'Agostino" - ha proseguito il Pontefice - "è stato un ricercatore appassionato della verità fin dall'inizio e poi per tutta la sua vita. La prima tappa del suo cammino di conversione si è realizzata proprio nel progressivo avvicinamento al cristianesimo. Agostino aveva ricevuto dalla madre Monica, (...), un'educazione cristiana e, benché avesse vissuto durante gli anni giovanili una vita sregolata, sempre avvertì un'attrazione profonda per Cristo".

  Ricordando la prima conversine di Agostino, il Papa ha affermato: "A questa tappa fondamentale del suo lungo cammino il retore africano arrivò grazie alla sua passione per l'uomo e per la verità, passione che lo portò a cercare Dio, grande e inaccessibile. La fede in Cristo gli fece capire che il Dio, apparentemente così lontano, in realtà non lo era. Egli, infatti, si era fatto vicino a noi, divenendo uno di noi. In questo senso la fede in Cristo portò a compimento la lunga ricerca di Agostino sul cammino della verità. (...) E' questa una via da percorrere con coraggio e nello stesso tempo con umiltà, nell'apertura a una purificazione permanente di cui ognuno di noi ha sempre bisogno".

  "Ma (...) il cammino di Agostino non era concluso" - ha ricordato ancora il Pontefice - "Tornato in Africa" fu "consacrato sacerdote a Ippona e destinato a servire i fedeli, continuando sì a vivere con Cristo e per Cristo, ma a servizio di tutti. (...) Così, rinunciando a una vita solo di meditazione, Agostino imparò, spesso con difficoltà, a mettere a disposizione il frutto della sua intelligenza a vantaggio degli altri. Imparò a comunicare la sua fede alla gente semplice e a vivere così per essa in quella che divenne la sua città, svolgendo senza stancarsi un'attività generosa e gravosa (...). Capire che si arriva agli altri con semplicità e umiltà, fu questa la sua vera e seconda conversione".

  "Ma c'è un'ultima tappa del cammino agostiniano, una terza conversione: quella che lo portò ogni giorno della sua vita a chiedere perdono a Dio. (...) Noi abbiamo sempre bisogno di essere lavati da Cristo, che ci lava i piedi, e da Lui rinnovati. Abbiamo bisogno di una conversione permanente. Fino alla fine abbiamo bisogno di questa umiltà che riconosce che siamo peccatori in cammino (...). In questo ultimo atteggiamento di umiltà, vissuto giorno dopo giorno, Agostino è morto".

  "Convertito a Cristo, che è verità e amore, Agostino lo ha seguito per tutta la vita ed è diventato un modello per ogni essere umano,  per noi tutti in cerca di Dio. (...) Anche oggi, come al suo tempo, l'umanità ha bisogno di conoscere e soprattutto di vivere questa realtà fondamentale: Dio è amore e l'incontro con lui è la sola risposta alle inquietudini del cuore umano".

  Benedetto XVI ha concluso la catechesi pregando Dio affinché "Nella nostra vita ci sia ogni giorno concesso di seguire l'esempio di questo grande convertito, incontrando come lui in ogni momento della nostra vita il Signore Gesù, l'unico che ci salva, ci purifica e ci dà la vera gioia, la vera vita".
AG/SANT'AGOSTINO/...                               VIS 20080227 (630)


martedì 26 febbraio 2008

AIUTI EMERGENZA DEL SANTO PADRE INONDAZIONI ECUADOR

CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2008 (VIS). Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha inviato a nome del Santo Padre un primo aiuto economico di emergenza alle undici diocesi ecuadoriane colpite dalle recenti inondazioni.

  Durante l'Angelus di Domenica 24 febbraio, il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato un appello a favore dell'Ecuador "invitando tutti ad una fraterna solidarietà affinché le popolazioni di quelle zone che stanno vivendo ore di tribolazione e angoscia a causa delle devastanti inondazioni e dell'eruzione del vulcano Tungurahua, possano ritornare quanto prima alla normalità della vita quotidiana".
CON-CU/AIUTO ECONOMICO/ECUADOR                   VIS 20080226 (100)

VISITA CARDINALE BERTONE ARMENIA E AZERBAIGIAN

CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue:

  "Nei giorni 2-9 marzo 2008, l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, su invito delle Autorità religiose e civili, compirà una visita in Armenia e in Azerbaigian, nel corso della quale avrà occasione di manifestare la vicinanza del Santo Padre Benedetto XVI ai fedeli cattolici di quei Paesi".

  "Il Cardinale Segretario di Stato incontrerà le Autorità governative dell'Armenia e dell'Azerbaigian".

  "Durante la permanenza in Armenia, dal 2 al 6 marzo, Sua Eminenza il Cardinale Bertone sarà ricevuto da Sua Santità Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni, al quale consegnerà una Lettera Autografa di Papa Benedetto XVI, in cui Egli conferma la Sua stima e il desidero della Chiesa cattolica di procedere nel cammino ecumenico insieme alla Chiesa Apostolica Armena".

  "Dal 6 al 9 marzo 2008 l'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato si recherà in Azerbaigian, dove  avrà colloqui con il Capo dei Musulmani del Caucaso, lo Sheik ul-Islam Allashukur Pashazade, e altri responsabili religiosi, per esprimere loro la volontà della Chiesa cattolica di collaborare al comune impegno in favore della pace, della concordia fra i popoli e del bene della famiglia umana. A Baku il Cardinale Bertone presenzierà all'inaugurazione della nuova chiesa cattolica sorta sul terreno donato al Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II dal Presidente Heydar Aliyev, padre dell'attuale Capo dello Stato".
OP/VISITA ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE               VIS 20080226 (260)


CRESCE INTERESSE VISITA BENEDETTO XVI AUSTRALIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2008 (VIS). Un Comunicato, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, rende noto che il 14 e 15 febbraio scorso, si è tenuta in Vaticano  la Nona Riunione del Consiglio Speciale per l'Oceania della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

  Alla Riunione, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno partecipato due Cardinali, cinque Arcivescovi e un Vescovo, provenienti in prevalenza dall'Oceania.

  Nel Comunicato si legge inoltre che: "Le Chiesa particolari in questo continente hanno un'inconfondibile vitalità sostenuta dall'Esortazione Apostolica 'Ecclesia in Oceania' ristampata e tradotta anche nelle differenti lingue locali".

  "Tutto il continente è mobilitato per la preparazione, sia nelle regioni socialmente evolute sia in quelle meno sviluppate" della Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Sydney nel luglio 2008. "Vi sono varie iniziative di gemellaggio e di aiuto finanziario per i giovani delle parti più povere del continente perché possano partecipare alla Giornata con una adeguata rappresentanza. La Giornata - si legge ancora nel Comunicato - è considerata come uno degli eventi più importanti nella storia dell'Australia. Sta crescendo l'interesse per la visita del Papa Benedetto XVI, quale evento di particolare grazia".

  "L'inculturazione del messaggio evangelico" - si legge ancora nel Comunicato - "costituisce una della più grandi preoccupazioni pastorali nella Chiesa in Oceania. Consiste in un cammino graduale attraverso il quale il Vangelo entra nelle diverse culture, trasformando o purificando certi valori culturali, perché possano trovare un posto nella cultura genuina cristiana, senza alterare il dovuto rispetto sia per il Vangelo sia per le culture stesse".

  "In questo dinamismo è indispensabile l'opera associata di pastori, sacerdoti, diaconi e anche catechisti. Particolarmente importanti sono le scuole cattoliche a tutti i livelli che salvaguardano la loro identità cattolica, e che rimangono strumenti preziosi della testimonianza del Vangelo nell'ambiente contemporaneo spesso secolarizzato".
SE/SINODO OCEANIA/ETEROVIC                       VIS 20080226 (310)


CONCISTORO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2008 (VIS). Sabato 1° marzo, alle ore 11:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Beato Gaetano Errico, italiano (1791-1860), presbitero, fondatore della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

- Beata Maria Bernarda Bütler (al secolo Verena), svizzera (1848-1924), vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie di Maria Ausiliatrice.

- Beata Alfonsa dell'Immacolata Concezione (al secolo Anna Muttathupadathu), indiana (1910-1946), vergine, della Congregazione delle Clarisse del Terzo Ordine di San Francesco.

- Beata Narcisa di Gesù Martillo Morán, ecuadoriana, laica (1833-1869).
OCL/CONCISTORO CANONIZZAZIONI/...                           VIS 20080226 (110)


lunedì 25 febbraio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico in Cile.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di El Salvador, in "Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Fernando Sáenz Lacalle, di San Salvador con l'Ausiliare Vescovo Gregorio Rosa Chávez.

- Il Vescovo Luis Morao Andreazza, O.F.M., di Chalatenango.

-    Il Vescovo Miguel Angel Moran Equino, di San Miguel.

-    Il Vescovo Romeo Tovar Astorga, O.F.M., di Santa Ana, con l'Ausiliare eletto Vescovo José Elias Rauda Gutiérrez, O.F.M.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080225 (100)


FERMA E COSTANTE CONDANNA OGNI FORMA EUTANASIA DIRETTA

CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Congresso, indetto dalla Pontificia Accademia per la Vita, in occasione della XIV Assemblea Generale, in corso in questi giorni in Vaticano, sul tema "Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi".

  "Con la morte" - ha affermato il Papa - "si conclude l'esperienza terrena, ma attraverso la morte si apre anche, per ciascuno di noi, al di là del tempo, la vita piena e definitiva (...). Per la comunità dei credenti, questo incontro del morente con la Sorgente della Vita e dell'Amore rappresenta un dono che ha valore per tutti, che arricchisce la comunione di tutti i fedeli. Come tale, esso deve raccogliere l'attenzione e la partecipazione della comunità, non soltanto della famiglia dei parenti stretti, ma, nei limiti e nelle forme possibili, di tutta la comunità che è stata legata alla persona che muore. Nessun credente dovrebbe morire nella solitudine e nell'abbandono".

  "In realtà" - ha ribadito il Pontefice -  "tutta la società mediante le sue istituzioni sanitarie e civili è chiamata a rispettare la vita e la dignità del malato grave e del morente. Pur nella consapevolezza del fatto che 'non è la scienza che redime gli uomini' (Benedetto XVI, 'Spe salvi', 26), la società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana in ogni momento del suo sviluppo terreno, soprattutto quando essa patisce una condizione di malattia o è nella sua fase terminale".

  "Più in concreto, si tratta di assicurare ad ogni persona che ne avesse bisogno il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, sempre tenendo conto del dovere morale di somministrare (da parte del medico) e di accogliere (da parte del paziente) quei mezzi di preservazione della vita che, nella situazione concreta, risultino 'ordinari'".

  "Per quanto riguarda, invece, le terapie significativamente rischiose o che fossero prudentemente da giudicare 'straordinarie', il ricorso ad esse sarà da considerare moralmente lecito ma facoltativo. Inoltre, occorrerà sempre assicurare ad ogni persona le cure necessarie e dovute, nonché il sostegno alle famiglie più provate dalla malattia di uno dei loro componenti, soprattutto se grave e prolungata".

  "Anche sul versante della regolamentazione del lavoro, solitamente si riconoscono dei diritti specifici ai familiari al momento di una nascita;" - ha detto ancora il Papa - "in maniera analoga, e specialmente in certe circostanze, diritti simili dovrebbero essere riconosciuti ai parenti stretti al momento della malattia terminale di un loro congiunto. (...) Un più grande rispetto della vita umana individuale passa inevitabilmente attraverso la solidarietà concreta di tutti e di ciascuno, costituendo una delle sfide più urgenti del nostro tempo".

  "Sempre più si trovano nelle grandi città" - ha ricordato il Pontefice - "persone anziane e sole, anche nei momenti di malattia grave e in prossimità della morte. In tali situazioni, le spinte eutanasiche diventano pressanti, soprattutto quando si insinui una visione utilitaristica nei confronti della persona. A questo proposito, colgo l'occasione per ribadire, ancora una volta, la ferma e costante condanna etica di ogni forma di eutanasia diretta, secondo il plurisecolare insegnamento della Chiesa".

  "Lo sforzo sinergico della società civile e della comunità dei credenti deve mirare a far sì che tutti possano non solo vivere dignitosamente e responsabilmente, ma anche attraversare il momento della prova e della morte nella migliore condizione di fraternità e di solidarietà, anche là dove la morte avviene in una famiglia povera o nel letto di un ospedale".

  "La società" - ha ribadito infine il Papa - "non può mancare di assicurare il debito sostegno alle famiglie che intendono impegnarsi ad accudire in casa, per periodi talora lunghi, malati afflitti da patologie degenerative (tumorali, neurodegenerative, ecc.) o bisognosi di un'assistenza particolarmente impegnativa (...) E' soprattutto in questi campi che la sinergia tra la Chiesa e le Istituzioni può rivelarsi singolarmente preziosa per assicurare l'aiuto necessario alla vita umana nel momento della fragilità".
AC/.../PONTIFICIA ACCADEMIA VITA                       VIS 20080225 (680)


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