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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 21 novembre 2013

FUNERALI PER LE VITTIME DELL'ALLUVIONE IN SARDEGNA

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, ad Olbia, l'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, ha partecipato ai funerali delle vittime dell'alluvione in Sardegna. Il Presule, originario dell'isola, è intervenuto al termine della liturgia esequiale con queste parole: "Come figlio di questa terra, mi unisco con profondo affetto alla preghiera di suffragio per questi fratelli e sorelle strappati ai loro familiari da una morte crudele. (...) In questo momento di dolore, il Santo Padre vuole manifestare, attraverso di me, la Sua solidale presenza e l’espressione della Sua accorata partecipazione a questa sciagura che ha colpito la nostra cara terra di Sardegna".

"Papa Francesco - ha continuato l'Arcivescovo Becciu - è spiritualmente presente in mezzo a noi per condividere la vostra angoscia, per invitare tutti a sperare senza cedere allo sconforto, per auspicare vivamente che il rispetto della natura e la necessaria cura del territorio possano evitare in futuro simili devastanti tragedie. Sua Santità desidera incoraggiare le realtà istituzionali, ecclesiali e i privati, che già hanno fatto fronte ai primi soccorsi, a proseguire nell’impegno generoso per alleviare le situazioni di grande difficoltà che permangono".

L'Arcivescovo Becciu ha ricordato che il Papa "affida alla Vergine Santa di Bonaria tutte le persone e le famiglie coinvolte in questa prova così dolorosa, affinché attraverso la sua materna intercessione il Signore possa asciugare ogni lacrima e lenire ogni ferita".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Thomas Msusa, S.M.M., Arcivescovo di Blantyre (superficie: 9.166, popolazione: 5.166.000; cattolici: 1.539.209; sacerdoti: 93; religiosi: 384), Malawi. È stato finora Vescovo di Zomba (Malawi).

- Ha nominato il Padre Paskalis Bruno Syukur, O.F.M., Vescovo di Bogor (superficie: 18.368; popolazione 17.000.000; cattolici: 83.406; sacerdoti: 76; religiosi: 205), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Ranggu (Indonesia), ha emesso la professione solenne con I Francescani Minori nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 1993: Ministero nella parrocchia di Moanemani nella Diocesi di Jayapura (Papua Occidentale); dal 1996 al 2001 Maestro dei Novizi a Depok; dal 1998 al 2001 Guardiano della Comunità O.F.M. a Depok e Membro del Consiglio Provinciale; dal 2001 al 2009 Ministro Provinciale in Indonesia; dal 2009 Definitore Generale dell'Ordine Francescoano dei Frati Minori per l'Asia e l'Oceania a Roma. Succede al Vescovo Cosmas Michael Angkur, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Freiburg im Breisgau, in Germania, presentata dal Vescovo Rainer Klug, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Celmo Lazzari, C.S.I., Vicario Apostolico di San Miguel de Sucumbios (superficie: 13.287; popolazione: 143.000; cattolici: 139.000; sacerdoti: 30; religiosi: 50; diaconi permanenti: 7), Ecuador. È stato finora Vicario Apostolico di Napo (Ecuador).



mercoledì 20 novembre 2013

DIMENSIONE COMUNITARIA DEL PERDONO DEI PECCATI

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). La remissione dei peccati, in riferimento al cosiddetto "potere delle chiavi", simbolo biblico della missione che Gesù ha dato agli Apostoli, è stato il tema della catechesi del Papa per l'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, in presenza di 35.000 fedeli.

"Protagonista del perdono dei peccati è lo Spirito Santo. - ha detto Papa Francesco spiegando che: "Nella sua prima apparizione agli Apostoli, nel cenacolo, Gesù risorto fece il gesto di soffiare su di loro dicendo: 'Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi'. Gesù, trasfigurato nel suo corpo, ormai è l’uomo nuovo, che offre i doni pasquali frutto della sua morte e risurrezione. Quali sono questi doni? La pace, la gioia, il perdono dei peccati, la missione, ma soprattutto dona lo Spirito Santo che di tutto questo è la sorgente. Il soffio di Gesù (...) indica il trasmettere la vita, la vita nuova rigenerata dal perdono. Ma prima di fare il gesto di soffiare e donare lo Spirito, Gesù mostra le sue piaghe, nelle mani e nel costato: queste ferite rappresentano il prezzo della nostra salvezza. Lo Spirito Santo ci porta il perdono di Dio 'passando attraverso' le piaghe di Gesù".

A sua volta la Chiesa è "depositaria del potere delle chiavi, di aprire o chiudere al perdono. Dio perdona ogni uomo nella sua sovrana misericordia, ma Lui stesso ha voluto che quanti appartengono a Cristo e alla Chiesa, ricevano il perdono mediante i ministri della Comunità (...). In questo modo Gesù ci chiama a vivere la riconciliazione anche nella dimensione ecclesiale, comunitaria. (...) La Chiesa (...) accompagna il nostro cammino di conversione per tutta la vita. La Chiesa non è padrona del potere delle chiavi, ma è serva del ministero della misericordia".

"Tante persone - ha affermato il Pontefice - forse non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono, perché domina sempre l’individualismo (...). Certo, Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano è legato a Cristo, e Cristo è unito alla Chiesa. Per noi cristiani c’è un dono in più, e c’è anche un impegno in più: passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale. Questo dobbiamo valorizzarlo (...). Io vado dal fratello sacerdote e dico: 'Padre, ho fatto questo...'. E lui risponde: 'Ma io ti perdono; Dio ti perdona'. In quel momento, io sono sicuro che Dio mi ha perdonato!".

"Infine, un ultimo punto: il sacerdote strumento per il perdono dei peccati. (...) Il sacerdote; anche lui un uomo che come noi ha bisogno di misericordia, diventa veramente strumento di misericordia, donandoci l’amore senza limiti di Dio Padre. (...) A volte capita di sentire qualcuno che sostiene di confessarsi direttamente con Dio…. Sì, come dicevo prima, Dio ti ascolta sempre, ma nel sacramento della Riconciliazione manda un fratello a portarti il perdono, la sicurezza del perdono, a nome della Chiesa".

"Il servizio che il sacerdote presta come ministro, da parte di Dio, per perdonare i peccati è molto delicato ed esige che il suo cuore sia in pace (...); che non maltratti i fedeli, ma che sia mite, benevolo e misericordioso; che sappia seminare speranza nei cuori e, soprattutto, sia consapevole che il fratello o la sorella che si accosta al sacramento della Riconciliazione cerca il perdono e lo fa come si accostavano tante persone a Gesù perché le guarisse. Il sacerdote che non abbia questa disposizione di spirito è meglio che, finché non si corregga, non amministri questo Sacramento. I fedeli penitenti hanno il diritto, tutti i fedeli hanno il diritto di trovare nei sacerdoti dei servitori del perdono di Dio".

"Non dimentichiamo che Dio - ha concluso il Pontefice - non si stanca mai di perdonarci; mediante il ministero del sacerdote ci stringe in un nuovo abbraccio che ci rigenera e ci permette di rialzarci e riprendere di nuovo il cammino. Perché questa è la nostra vita: rialzarci continuamente e riprendere il cammino".

IL PAPA SALUTA LE COMUNITÀ RELIGIOSE DI CLAUSURA E LA FAMIGLIA RURALE

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale Papa Francesco ha rivolto parole di saluto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro ed ha ricordato le vittime e le famiglie colpite dall'alluvione che in questi giorni ha causato vittime ed ingenti danni in Sardegna.

Il Papa ha dedicato alcune parole alla Giornata pro Orantibus che si celebra domani 21 novembre, memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio. Nel ricordare le testimonianze di vita claustrale, il Papa ha esortato i presenti a non far mancare alle comunità religiose di clausura il sostegno spirituale e materiale, affinché possano compiere la loro importante missione. "È un’occasione opportuna - ha detto - per ringraziare il Signore del dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano a Dio nella preghiera e nel silenzio operoso".

"Il 22 novembre prossimo - ha proseguito il Pontefice - sarà inaugurato dalle Nazioni Unite l’'Anno internazionale della Famiglia Rurale' (...). Anche nel lavoro, la famiglia è un modello di fraternità per vivere un’esperienza di unità e di solidarietà fra tutti i suoi membri, con una maggiore sensibilità verso chi è più bisognoso di cure o di aiuto, bloccando sul nascere eventuali conflitti sociali. Mentre esprimo compiacimento per tale opportuna iniziativa, auspico che essa contribuisca a valorizzare gli innumerevoli benefici che la famiglia apporta alla crescita economica, sociale, culturale e morale dell’intera comunità umana".

IL PAPA PREGA PER LA SARDEGNA GRAVEMENTE COLPITA DA UNA ALLUVIONE

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma all'Arcivescovo Arrigo Miglio, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, per l'alluvione che ha colpito lunedì scorso la Sardegna (Italia), causando finora quattordici morti, numerosi feriti ed ingenti danni materiali.

"Il Sommo Pontefice - si legge nel testo - ha appreso con trepidazione la notizia dell’alluvione che ha colpito codesta terra di Sardegna, provocando inondazioni e causando perdite di vite umane, feriti e ingenti danni e disagio in tante famiglie. Sua Santità desidera far giungere a tutti la sua affettuosa parola di conforto e di incoraggiamento, assicurando un particolare ricordo nella preghiera per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate dalla grave calamità. Il Santo Padre auspica che non venga meno la solidarietà e il necessario aiuto per far fronte a questo momento difficile e di cuore imparte una speciale Benedizione Apostolica".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Armando Antonio Ortíz Aguirre, Vescovo di Ciudad Lázaro Cárdenas (superficie: 14.800; popolazione: 846.000; cattolici: 787.000; sacerdoti: 43; religiosi: 82), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Guanajuto (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Ha ricoperto diversi incarichi a livello diocesano: Formatore, Prefetto di disciplina, Direttore spirituale e incaricato del Corso propedeutico del Seminario Minore; Vice-Rettore e Professore del Seminario Maggiore dell’arcidiocesi di León; Cappellano del “Sanatorio Moderno Pablo de Anda”; Direttore Spirituale della facoltà di Teologia del Seminario de León e Parroco. Dal 2004 al presente è Parroco di San Maximiliano Kolbe e Coordinatore Generale della Commissione Presbiterale diocesana interessandosi pure della formazione permanente del clero dell’arcidiocesi di León.

martedì 19 novembre 2013

LA CHIESA SI INTERROGA SUL SERVIZIO ALLE PERSONE ANZIANE MALATE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). "La Chiesa al servizio della persona anziana malata: la cura delle persone affette da patologie neurodegenerative" è il tema della XXVIII Conferenza Internazionale 2013 del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma dal 21 al 23 novembre prossimi, nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano. Alla Conferenza Stampa di presentazione sono intervenuti: l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Monsignore Jean-Marie Mupendawatu, Segretario ed il Padre Augusto Chendi, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; la Dottoressa Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia ed il Dottor Gabriele Carbone, Responsabile del Centro di Demenze dell'Unità Alzheimer, Gruppo Ospedaliero Italiano di Guidonia, Roma.

I quattro punti cardinali che caratterizzano la Conferenza, ha precisato l'Arcivescovo Zimowski, sono: "L’approfondimento, il dialogo-scambio di conoscenze e di esperienze, la riflessione e la preghiera con l’obiettivo di migliorare per quanto possibile l’assistenza sanitaria nell’ottica del servizio pastorale agli infermi e ai sofferenti". La Conferenza sarà inaugurata da una Santa Messa all'Altare della Cattedra di San Pietro. Nella mattinata di sabato 23, nell'Aula Paolo VI, avrà luogo un Incontro di riflessione e di preghiera che precederà l'udienza degli operatori sanitari e dei malati con il Santo Padre Francesco. Gli iscritti sono quasi 700 fra ricercatori, medici, personale ecclesiale e sanitario, professionale o volontario, tutti operanti nell'assistenza alle persone anziane, provenienti da 57 Paesi dei cinque continenti.

Il tema di quest'anno è stato scelto in considerazione della sua importanza, "attuale e futura, delle esigenze che ne derivano anche in termini di pastorale, e della necessità, come più volte ribadito da Papa Francesco, di rendere la società più inclusiva, nella quale anche le fasce più deboli delle popolazioni possano essere pienamente inserite, rispettate e valorizzate". Successivamente l'Arcivescovo Zimowski ha spiegato che: "Al giorno d’oggi, le forme di demenza senile, fra le quali l’Alzheimer che è la più diffusa con oltre il 50 percento dell’incidenza registrata, affliggono oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo, in forte crescita con 7 milioni e 700 mila nuovi casi ogni anno; secondo le stesse stime, nel 2030 i malati potranno superare i 65 milioni. L’impatto di tali patologie è enorme: sulla persona che ne è colpita, sul suo ambito familiare, comunitario e, più estesamente, sociale e nazionale. È davvero incisivo in molti Stati, a questo proposito, l’impegno in termini istituzionali ma risulta indispensabile (...) l’apporto da parte dei congiunti del malato, delle parrocchie e delle comunità, delle strutture ad hoc, religiose e laiche, delle associazioni e degli organismi non governativi, tutte realtà che non di rado ‘fanno la differenza’ nell’assistenza alle persone anziane malate".

"Eppure c’è ancora molto da fare. Come già sottolineato in occasione della scorsa Giornata Internazionale dell’Anziano, le persone non più giovani possono rischiare di essere trascurate, e ciò persino nella comunità ecclesiale. (...) Ancora oggi la situazione non è molto mutata (...): molte offerte per aiutare gli anziani a vivere intelligentemente il loro tempo libero, questo sì, e anche molte proposte per aiutarli a rendersi utili. Ma l'evangelizzazione è un'altra cosa. Evangelizzare la vecchiaia significa scoprire le sue interne e originali possibilità, i suoi propri significati, quei valori 'che si possono attuare soltanto in questo frangente'. (...) È anzitutto questione di significati, non di cose o di attività. Mediante la solidarietà tra giovani e anziani, si comprende come la Chiesa sia effettivamente famiglia di tutte le generazioni (...). Quando la vita diventa fragile, negli anni della vecchiaia, non perde mai il suo valore e la sua dignità: ognuno è voluto, amato da Dio, ognuno è importante e necessario”.

I lavori della XXVIII Conferenza saranno dedicati alle seguenti tematiche “Epidemiologia e politica sanitaria delle malattie neurodegenerative: epidemia silente del terzo millennio”; “Ricerca e cura: utilità attuale e prospettica”; “L’anziano affetto da malattie neurodegenerative”; “Malattie neurodegenerative e luoghi di cura: tra ospedale e territorio”; “Azioni preventive e potenziali vantaggi del progresso tecnologico”. Le sessioni conclusive approfondiranno i seguenti temi: "Prospettiva teologica e pastorale” e “L’azione della Chiesa”.

IL CARDINALE TAURAN ALLA CONFERENZA DELLA KAICIID: EVITARE CHE LE RELIGIONI GENERINO ATTEGGIAMENTI DI SUPERIORITÀ O ESCLUSIONE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Ieri, a Vienna, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso è intervenuto alla sessione di apertura del Kaiciid, Centro Internazionale per il dialogo interreligioso e culturale "Re Abdullah Ben Abdulaziz", fondato da Arabia Saudita, Spagna e Austria, che vede la Santa Sede nel ruolo di organismo osservatore e fondatore.

La Conferenza che si conclude oggi, intende sensibilizzare le giovani generazioni ad avere una immagine obiettiva, onesta e corretta gli uni degli altri. In questa prospettiva saranno esaminate tre diverse tematiche nel corso di tre anni. Nel 2013, con il tema: "L'immagine dell'altro", l'accento cade sull'educazione, per cui a Vienna sono intervenuti numerosi ministri dell'educazione di tutto il mondo, mentre la prossima edizione della Conferenza sarà dedicata ai mezzi di comunicazione e l'ultima, nel 2015, avrà per protagonista Internet.

"Il dialogo interreligioso - ha sottolineato il Cardinale Tauran - insegna ad essere attenti a non dare delle altre religioni un'immagine negativa in luoghi come le scuole e le università, attraverso i mass media, o soprattutto nei discorsi religiosi. Ci insegna a non sminuire le convinzioni religiose degli altri, soprattutto in loro assenza. Ci insegna a considerare la diversità in tutti i suoi aspetti, che sia etnica, culturale o di vedute, come una ricchezza e non come una minaccia".

"Al centro della nostra preoccupazione - ha proseguito il Porporato - c'è la persona umana, uomini e donne: sono loro l'oggetto dell'attenzione dei leader politici e religiosi. Ciascuno di noi è un cittadino e un credente, e non un cittadino o un credente. Tutti noi apparteniamo alla medesima famiglia umana. E ciò significa che condividiamo la stessa dignità, che ci confrontiamo con gli stessi problemi, che godiamo degli stessi diritti e che siamo chiamati a compiere lo stesso dovere",

Il Cardinale ha concluso il suo intervento ribadendo che uno degli obiettivi del KAICIID deve essere la promozione della "intelligenza del cuore", ossia ciò che "ci ispira a rispettare tutto ciò che Dio compie in ogni essere umano e allo stesso tempo rispettare il mistero che ogni essere umano rappresenta. Dobbiamo assolutamente evitare che le religioni generino paura e atteggiamenti di superiorità o esclusione". Il Centro può quindi diventare "un luogo in cui potersi guardare gli uni con gli altri, per conoscersi meglio e per dividere le proprie capacità, per poter poi rendere questo mondo più sicuro e più illuminato, in cui si possa vivere nello spirito di quella fratellanza che spesso ci indica Papa Francesco".

IN GOOGLE MAPS LE CATACOMBE DI PRISCILLA RESTAURATE

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Alle 16:00 di oggi pomeriggio, nella Basilica di San Silvestro, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra presenta il complesso delle Catacombe di Priscilla, dopo una lunga serie di interventi conservativi portati a termine negli ultimi cinque anni. Alla presentazione interverranno Padre Ciro Benedettini, C.P., Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (PCAS); il Monsignore Giovanni Carrù, Segretario della PCAS; il Professor Fabrizio Bisconti, Sovrintendente della PCAS; la Dottoressa Barbara Mazzei, della PCAS; la Dottoressa Raffaella Giuliani, della PCAS e la Dottoressa Giorgia Abeltino, Responsabile Public Policy di Google.

Nell'ultimo quinquennio sono stati eseguiti interventi di scavo archeologico e di restauro conservativo delle testimonianze pittoriche con la ristrutturazione e il riallestimento di uno degli spazi più suggestivi delle catacombe, quello della basilica in cui era sepolto Papa Silvestro (314-335). Il restauro del cubicolo di Lazzaro, nel cimitero sotterraneo non lontano della basilica papale, è l'ultimo di una importante serie di interventi conservativi nel cimitero di Priscilla.

La basilica di San Silvestro si compone di due ambienti, uno propriamente dedicato al culto e l'altro utilizzato in passato come deposito dei materiali scultorei antichi rinvenuti nel corso degli scavi. Fra questi materiali oltre 700 frammenti di sarcofagi provenienti dalla necropoli che in epoca tardo imperiale si estendeva in questo tratto della via Salaria Nova, sono stati accuratamente restaurati. Il risultato del restauro rappresenta una notevole testimonianza della scultura funeraria della tarda antichità disposta in una vera e propria esposizione museale.

La tutela del patrimonio scultoreo così valorizzato sarà consultabile online sul sito http://mupris.net. Le catacombe della Salaria sono state inoltre inserite nel programma Google Maps in cui sarà possibile ammirare il complesso priscilliano nell'apposita sezione Views Priscilla.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Michael F. Olson, Vescovo di Fort Worth (superficie: 62.007; popolazione: 3.287.000; cattolici: 710.000; sacerdoti: 129; religiosi: 151; diaconi permanenti: 109), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Park Ridge (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 1997 è stato Vicario parrocchiale della Saint Michael Parish a Bedford; dal 1998 al 2000 Docente presso la Saint Louis University Medical School; dal 2001 al 2006 Formatore presso il Seminario Saint Mary e Professore alla Saint Thomas University a Houston; dal 2006 al 2008 Parroco della Saint Peter the Apostle Parish a Fort Worth e Vicario Generale della diocesi di Fort Worth; dal 2006 è Consultore diocesano e dal 2008 Rettore del Seminario Holy Trinity a Irving.

- Il Vescovo Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno (superficie: 1.371; popolazione: 326.758; cattolici: 320.223; sacerdoti: 146; religiosi: 238; diaconi permanenti: 16), Italia. È stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

lunedì 18 novembre 2013

LETTERA APOSTOLICA IN FORMA MOTU PROPRIO DI PAPA FRANCESCO CON LA QUALE È APPROVATO IL NUOVO STATUTO DELLA A.I.F.

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso il Comunicato che riportiamo di seguito, relativo alla Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco con la quale è approvato il nuovo Statuto dell'Autorità di Informazione Finanziaria.

In data odierna, viene pubblicata la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del 15 novembre 2013, con la quale Papa Francesco ha approvato il nuovo Statuto dell’Autorità di Informazione Finanziaria (A.I.F.) ad essa allegato. Tale provvedimento pontificio entrerà in vigore il 21 corrente.

Come noto, con il Motu Proprio dell’8 agosto 2013 e con la Legge N. XVIII dell’8 ottobre 2013, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria, Papa Francesco aveva rafforzato ulteriormente il quadro istituzionale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano (S.C.V.) per prevenire e contrastare le potenziali attività illecite in materia finanziaria, conferendo all’A.I.F., oltre alle funzioni che essa già aveva sulla base del Motu Proprio di Benedetto XVI del 30 Dicembre 2010, la funzione della vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria. L’attuale Statuto adegua ora la struttura interna dell’A.I.F. alle funzioni che essa è chiamata a svolgere.

In particolare, il nuovo Statuto distingue i ruoli e le responsabilità del Presidente, del Consiglio direttivo e della Direzione, per assicurare che l’A.I.F. possa svolgerepiù efficacemente le proprie funzioni, con piena autonomia ed indipendenza e coerentemente con il quadro istituzionale e giuridico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Inoltre, esso istituisce un apposito ufficio per la vigilanza prudenziale e lo dota delle necessarie risorse professionali.

Il testo completo della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, in inglese e in italiano, è consultabile su:

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20131115_statuto-aif_it.html


IL GOVERNATORATO DÀ MANDATO AD UNA EQUIPE INTERNAZIONALE DI EFFETTUARE UN LAVORO DI VERIFICA E CONSULENZA SULLE ATTIVITÀ ECONOMICHE ED AMMINISTRATIVE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso questa mattina dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano:

"In data 15 novembre il Governatorato dello Stato Città del Vaticano, in accordo con la Pontificia Commissione Referente di Studio e di Indirizzo per gli Affari Economici ed Amministrativi della Santa Sede, a seguito di una procedura di selezione ha dato mandato a un’équipe internazionale di Ernst & Young di effettuare un lavoro di verifica e consulenza sulle attività economiche e sui processi di gestione amministrativa dell'Ente.

La documentazione contenente l'esito della consulenza sarà a disposizione della Commissione e servirà per proporre eventuali raccomandazioni atte a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi economici e amministrativi del Governatorato".


IL PAPA RICEVE IL PRIMO MINISTRO DELLE BAHAMAS

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Nella mattinata di lunedì 18 novembre 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza il Primo Ministro delle Bahamas, Signor Perry Gladstone Christie che si è successivamente incontrato con il Segretario di Stato, Arcivescovo Pietro Parolin, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, ci si è soffermati sul tema dell’emigrazione e sul contributo che la Chiesa cattolica offre alla popolazione, in particolare, nei settori assistenziale ed educativo, auspicando una più stretta collaborazione in questi ambiti.

TANTI CRISTIANI CHE SOFFRONO PERSECUZIONI FORSE MOLTI DI PIÙ CHE NEI PRIMI SECOLI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Alle 12:00 di ieri, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. La prima parte del discorso che Gesù pronuncia a Gerusalemme sugli ultimi tempi è stato il tema della meditazione del Papa prima della recita della preghiera mariana. Gesù raccomanda agli apostoli di non lasciarsi ingannare dai falsi messia e non lasciarsi paralizzare dalla paura, ma di vivere il tempo dell'attesa come tempo della testimonianza e della perseveranza.

"Questo discorso di Gesù è sempre attuale - ha ricordato il Pontefice - anche per noi che viviamo nel XXI secolo. Egli ci ripete: 'Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome'. È un invito al discernimento, questa virtù cristiana di capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Anche oggi, infatti, ci sono falsi 'salvatori', che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: 'Non andate dietro a loro!'”. E il Signore ci aiuta anche a non avere paura: di fronte alle guerre, alle rivoluzioni, ma anche alle calamità naturali, alle epidemie, Gesù ci libera dal fatalismo e da false visioni apocalittiche. (...) Ci ricorda che siamo totalmente nelle mani di Dio! Le avversità che incontriamo per la nostra fede e la nostra adesione al Vangelo sono occasioni di testimonianza; non devono allontanarci dal Signore, ma spingerci ad abbandonarci ancora di più a Lui, alla forza del suo Spirito e della sua grazia".

"In questo momento penso, e pensiamo tutti. Facciamolo insieme: pensiamo a tanti fratelli e sorelle cristiani, che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli. Gesù è con loro. Anche noi siamo uniti a loro con la nostra preghiera e il nostro affetto. Anche abbiamo ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle, che in tante parti del mondo soffrono a causa dell'essere fedeli a Gesù Cristo. Li salutiamo di cuore e con affetto.

"Alla fine - ha sottolineato Papa Francesco - Gesù fa una promessa che è garanzia di vittoria. 'Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita'. Quanta speranza in queste parole! Sono un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia: le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande; il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento. Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà!".


MISERICORDINA: LA MIGLIORE MEDICINA SPIRITUALE

Città del Vaticano, 17 novembre 2103 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e, nel ricordare che questa domenica ricorre la "Giornata delle vittime della strada", ha esortato alla prudenza e al rispetto delle norme.

Papa Francesco ha consigliato ai presenti una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede, che volge al termine. "Si tratta di una 'medicina spirituale' chiamata Misericordina - ha spiegato il Papa - Una scatolina di 59 granelli intracordiali. In questa scatoletta è contenuta la medicina e alcuni volontari la distribuiranno a voi mentre lasciate la Piazza. Prendetela!. C’è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche la 'coroncina della Misericordia', aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla, perché fa bene, eh? Fa bene al cuore, all’anima e a tutta la vita!".

L'ANNO DELLA FEDE CHE STA PER CONCLUDERSI HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI OLTRE 8 MILIONI DI PELLEGRINI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'Evento dell'Anno della fede "Giornata per la vita contemplativa (21 novembre 2013) e delle celebrazioni per la Conclusione dell'Anno della fede: Incontro dei Catecumeni con Papa Francesco (23 novembre 2013) e Santa Messa di chiusura (24 novembre 2013). Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ed il Monsignor Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

"Termina un Anno dedicato completamente a ravvivare la fede dei credenti, ma continua ora il desiderio di mantenere vivo l’insegnamento che in questi mesi abbiamo ricevuto - ha detto l'Arcivescovo Fisichella ricordando gli oltre 8 milioni e mezzo di pellegrini che quest'anno si sono recati alla Tomba di Pietro per professare la loro fede. "Per il momento conclusivo - ha precisato l'Arcivescovo - abbiamo pensato a una serie differenziata di segni che intendono mostrare la continuità della fede e il cammino che siamo chiamati a percorrere per non farla diventare ovvia nella vita quotidiana".

"Un primo segno è dato dalla visita che Papa Francesco farà al Monastero delle Monache Camaldolesi all’Aventino, il prossimo 21 novembre alle ore 16:45. Questa giornata che coincide con l'anniversario dell'ingresso in quel monastero di Suor Nazarena Crotta, ultima reclusa che visse tra quelle mura, è dedicata a chi ha compiuto la scelta della vita di clausura come dedizione privilegiata per una vita di preghiera e di contemplazione".

Con il tema "Pronti a varcare la Porta della fede", sabato 23 novembre, si terrà il secondo evento dedicato ai catecumeni. Saranno presenti circa 500 catecumeni, accompagnati dai loro catechisti, di 47 nazionalità diverse, provenienti dai cinque continenti. Papa Francesco riceverà 35 candidati al catecumenato all'ingresso della Basilica di San Pietro e porrà loro le domande tradizionali del rito.

Infine l'Anno della fede si concluderà con una Santa Messa domenica 24 novembre, alle 10:30, in Piazza San Pietro, che sarà caratterizzata da tre segni che intendono evidenziare il valore di questo momento: l'esposizione delle reliquie dell'Apostolo Pietro, la consegna da parte di Papa Francesco della sua Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium" e un gesto di carità a favore della popolazione delle Filippine. Durante l'Eucaristia sarà compiuta una colletta come contributo dei pellegrini per l'Anno della fede al popolo delle Filippine toccato dalla calamità, che versa in situazioni di estremo bisogno.

"Spesso, abituati come siamo a evidenziare i fattori di crisi - ha concluso l'Arcivescovo Fisichella - dimentichiamo di guardare anche ai tanti segni positivi e di speranza che sono realmente presenti nella Chiesa. L’Anno della fede ci ha permesso di sperimentarlo. È per questo che sostenuti da una testimonianza così imponente, entusiasta e convinta, che si esprime soprattutto nel silenzio della quotidianità, guardiamo al futuro con maggior serenità, forti dell’esperienza compiuta in questo Anno che speriamo possa prolungare a lungo nel tempo i suoi effetti positivi".

"È FONDAMENTALE PER LA CHIESA NON CHIUDERSI" AFFERMA IL PAPA NEL VIDEO-MESSAGGIO AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questo pomeriggio Papa Francesco ha inviato un video-messaggio ai partecipanti al Pellegrinaggio-Incontro "Nostra Signora di Guadalupe, stella della nuova evangelizzazione nel continente americano", indetto in occasione dell'Anno della fede dalla Pontificia Commissione per l'America Latina insieme con i Cavalieri di Colombo e con l'Istituto Superiore di Studi di Guadalupe, nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe (Città del Messico, 16-19 novembre 2013). Di seguito riportiamo ampi estratti del video-messaggio.

"Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza ed il desiderio di essere con voi, desidero condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro.

Aparecida propone di porre la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzare sì atti di natura missionaria, ma nel contesto più ampio di una missionarietà generalizzata: che tutta l'attività abituale delle Chiese particolari abbia un carattere missionario. E ciò nella certezza che l'impegno missionario, più che un'attività fra le altre (...) è il paradigma di tutta l'azione pastorale. (...) È fondamentale per la Chiesa non chiudersi, non sentirsi già soddisfatta e sicura con quel che ha raggiunto. Se accade ciò, la Chiesa si ammala, si ammala di abbondanza immaginaria, (...), in certo modo 'fa indigestione' e si devitalizza. Bisogna uscire dalla propria comunità ed avere l'audacia di andare verso le periferie esistenziali che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio. Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la Sua tenerezza e la Sua misericordia inesauribile, quindi, questo è ciò che bisogna portare a tutta la gente.

Un secondo punto: l'obiettivo di tutta l'attività pastorale è sempre orientato dall'impulso missionario di arrivare a tutti, senza escludere nessuno e tenendo in gran considerazione la condizione di ognuno. Si deve arrivare a tutti e condividere la gioia di essersi incontrati con Cristo. Non si tratta di andare come chi impone un nuovo obbligo, come chi si limita al rimprovero o al lamento dinanzi a quel che si considera imperfetto o insufficiente. La missione evangelizzatrice esige molta pazienza (...). E sa anche presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla in Cristo morto e risorto.

Terzo: chi conduce la pastorale nella Chiesa particolare è il Vescovo e lo fa come il pastore che conosce per nome le sue pecore (...) manifestando effettivamente la maternità della Chiesa e la misericordia di Dio. L’atteggiamento del vero pastore non è quello del principe o del mero funzionario attento principalmente alla disciplina, alle regole, ai meccanismi organizzativi. Questo porta sempre ad una pastorale distante dalla gente, incapace di favorire ed ottenere l’incontro con Cristo e l’incontro con i fratelli. Il popolo di Dio a lui affidato ha bisogno che il Vescovo vegli per lui, prendendosi cura soprattutto di quello che lo mantiene unito e promuove la speranza nei cuori. Ha bisogno che il Vescovo sappia discernere, senza spegnerlo, il soffio dello Spirito Santo che viene da dove vuole, per il bene della Chiesa e la sua missione nel mondo.

Quarto: questi atteggiamenti del Vescovo, devono anche essere partecipati molto profondamente dagli altri agenti di pastorale, soprattutto dai presbiteri. La tentazione del clericalismo, che tanto danno fa alla Chiesa in America Latina, è un ostacolo per lo sviluppo della maturità e della responsabilità cristiana di buona parte del laicato. Il clericalismo implica un atteggiamento autoreferenziale, un atteggiamento di gruppo, che impoverisce la proiezione verso l’incontro del Signore, che ci fa discepoli, e verso gli uomini che aspettano l’annuncio. Perciò, credo che sia importante, urgente, formare ministri capaci di prossimità, di incontro, che sappiano infiammare il cuore della gente, camminare con loro, entrare in dialogo con le sue speranze ed i suoi timori. Questo lavoro, i Vescovi non lo possono delegare. Lo devono assumere come qualcosa di fondamentale per la vita della Chiesa, senza risparmiare sforzi, attenzioni e accompagnamento. (...) La cultura di oggi esige una formazione seria, bene organizzata. Ed io mi chiedo se abbiamo la capacità autocritica sufficiente per valutare i risultati di seminari molto piccoli, con carenza di personale formativo sufficiente.

Voglio dedicare alcune parole alla vita consacrata. La vita consacrata nella Chiesa è un fermento (...) che fa crescere la Chiesa verso l’ultima manifestazione di Cristo Gesù. Chiedo ai consacrati ed alle consacrate di essere fedeli al carisma ricevuto, che nel loro servizio alla Santa Madre Chiesa gerarchica, non lascino svanire quella grazia che lo Spirito Santo diede ai loro fondatori e che devono trasmettere in tutta la sua integrità.

Cari fratelli e sorelle, molte grazie per ciò che fate per questa missione continentale. Ricordate che avete ricevuto il Battesimo, che vi ha trasformato in discepoli del Signore. Ma ogni discepolo è, a sua volta, missionario (...). Vi prego, come padre e fratello in Gesù Cristo, che vi facciate carico della fede che avete ricevuto nel Battesimo. E, come fecero la mamma e la nonna di Timoteo, trasmettiate la fede ai vostri figli e nipoti, e non solo a loro. Questo tesoro della fede non è dato per uso personale. È per donarlo, per trasmetterlo, e così crescerà".


IL PAPA PRESIEDE SANTA MESSA PER ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR VERGÉZ ALZAGA SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). L'episcopato è un servizio, non un onore ha ribadito ieri il Santo Padre nella Santa Messa per l'ordinazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Per l'ordinazione del nuovo Vescovo, originario di Salamanca (Spagna), membro della Congregazione dei Legionari di Cristo, Papa Francesco ha tenuto l'omelia rituale del Pontificale Romano prevista per la consacrazione dei vescovi, integrandola con alcune aggiunte a braccio, nelle quali ha menzionato il servizio alla tenerezza e alla carità del Presule in qualità di segretario del defunto Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio. Infine, ricordando che gli è stata affidata la cura pastorale dei dipendenti del Vaticano, il Papa lo ha esortato ad essere "padre e fratello loro, con vero amore e tenerezza".

CARDINALE FILONI INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE A DUE CONGRESSI MISSIONARI IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 14 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV Congresso Missionario Americano (CAM 4) e del IX Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA 9), in programma a Maracaibo (Venezuela), dal 26 novembre al 1° dicembre 2013.



UDIENZE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- Il Signor Guy Ryder, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

- L'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.

- L'Arcivescovo Mario Giordana, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia).





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Franz Lackner, O.F.M., Arcivescovo di Salzburg (superficie: 9.715; popolazione: 713.085; cattolici: 487.691; sacerdoti: 297; religiosi: 492; diaconi permanenti: 40), Austria. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Feldbach (Austria). Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Francescani nel 1984, ha emesso la professione perpetua nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 1998 è stato nominato Professore di Metafisica presso il Pontificio Ateneo Antonianum. Nel 1999 è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia “S. Bernardi Senensis” di Wien dei Frati Minori Francescani. Dal 1999 svolge anche il compito di Professore di Filosofia a Heiligenkreuz. Il Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2002 ed è stato finora Vescovo Ausiliare di Graz-Seckau (Austria).

Sabato 16 novembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Roman Pindel, Vescovo di Bielsko-Żywiec (superficie: 3.000; popolazione: 766.300; cattolici: 680.700; sacerdoti: 634; religiosi: 632), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Oswiecim (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dopo l’ordinazione, ha lavorato come Vicario parrocchiale a Kozy e a Racławice. Dal 1986 è stato assistente e in seguito Professore aggiunto (1992) presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Accademia Teologica di Krakow. Dal 2004 al 2011 è stato Direttore spirituale presso il Seminario Maggiore di Kraków. Dal 2011 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Kraków; Direttore della cattedra di Ermeneutica biblica e Giudaismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università “Giovanni Paolo II” di Kraków; dal 1990 assistente diocesano del Rinnovamento dello Spirito Santo e delegato del Vescovo per l’assistenza ai nuovi movimenti religiosi. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kraków e Docente di Sacra Scrittura presso l’Università Giovanni Paolo II, succede al Vescovo Tadeusz Rakoczy del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Pedro Javier Torres, Ausiliare dell’arcidiocesi di Córdoba (superficie: 19.722; popolazione: 2.115.000; cattolici: 1.856.000; sacerdoti: 344; religiosi: 967; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Cordoba (Argentina) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1999 al 2001 a Cordoba è stato Docente, Formatore e Rettore nel Seminario Maggiore N.S. de Loreto, Vicario parrocchiale di San Juan Bosco, Parroco di La Resurrección del Señor y N.S. de Pompeya, di N.S. de Luján y San Fermín, di María Madre del Redentor y los Santos Juan y Pablo, e di N.S. del Valle; Membro del Comitato Interreligioso per la Pace; Membro del Collegio dei Consultori; portavoce diocesano nei mass media circa la Bioetica, l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso. È stato anche Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale di Ecumenismo e di Rapporti con il Giudaismo, l’Islam e le altre religioni; Docente in incontri sacerdotali e corsi pastorali, e predicatore di ritiri spirituali in diverse diocesi argentine.

- Ha nominato il Monsignor Angelo Genoni, Capo Ufficio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, finora Aiutante di Studio nel medesimo Dicastero.

venerdì 15 novembre 2013

NEL POMERIGGIO CONFERMATA PRESENZA DEL PAPA ALLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR FERNANDO VERGÉZ, MENTRE LE UDIENZE PREVISTE QUESTA MATTINA SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI UN RAFFREDDORE

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). A causa di un raffreddore, Papa Francesco ha annullato le udienze previste questa mattina, secondo quanto comunicato ai giornalisti dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. Trattandosi di udienze ad alcuni capi dicastero della Curia, perciò residenti a Roma che possono essere ricevuti in qualunque momento, il Papa ha preferito rinviarle.

Padre Lombardi ha confermato invece la presenza del Pontefice questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro per la consacrazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.


COMUNICARE LA FEDE NELLA DIOCESI DEL PAPA: PRIMO FORUM DELLE UNIVERSITÀ CATTOLICHE DI ROMA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). "Comunicare la fede a Roma" è l'argomento del Forum delle università cattoliche e pontificie della diocesi del Papa, che si terrà sabato 16 novembre presso la Pontificia Università Lateranense. Il Forum è organizzato dall'Ufficio per la pastorale universitaria della Diocesi di Roma in occasione dell'Anno della fede.

Il Vescovo Ausiliare Lorenzo Leuzzi, Direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, ha precisato che l'obiettivo dell'incontro è duplice: da una parte c'è la necessità di verificare la specificità della proposta culturale delle università cattoliche e pontificie nel sistema universitario integrato romano e nello stesso tempo esse desiderano presentare alla diocesi di Roma le loro proposte formative e di animazione nella prospettiva di comunicare la fede. "Inoltre - sottolinea il Presule - il Forum costituisce la conclusione di quel cammino di collaborazione tra le università cattoliche e pontificie, iniziato con il Sinodo, e apre una nuova fase di dialogo tra la Chiesa e le università nella città di Roma".

PAOLO VI SULLE ORME DI SAN PIETRO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). Oggi pomeriggio all'Auditorium San Fedele a Milano, si tiene il Convegno "4-6 gennaio 1964. Paolo VI pellegrino in Terra Santa: un evento storico per la Chiesa universale", con cui l'Arcidiocesi e il suo Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola, vogliono rendere omaggio ad uno sei suoi più illustri arcivescovi, il Cardinale Giovanni Battista Montini, nel 50° anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio, il 21 giugno 1963.

Il Convegno è dedicato al viaggio in Terra Santa di Papa Paolo VI, primo pontefice dopo San Pietro a recarvisi in pellegrinaggio. Un viaggio storico che verrà rievocato attraverso il documentario "Ritorno alla sorgenti - Paolo VI in Terra Santa", prodotto nel 1964 dalla Custodia di Terra Santa e restaurato per l'occasione, che mostra una Terra Santa precedente alla guerra dei "Sei Giorni". Tra le immagini memorabili della pellicola, da segnalare quelle del commovente incontro avvenuto a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora.

giovedì 14 novembre 2013

VISITA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: "LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI SONO COMUNI E LE RISPOSTE POSSONO ESSERE CONVERGENTI"

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, poco prima delle 11:00, il Santo Padre Francesco è giunto al Quirinale per una visita ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente nel Cortile d'onore del Palazzo presidenziale, dove gli sono stati resi gli onori militari e sono stati eseguiti l'inno dello Stato della Città del Vaticano e l'inno nazionale italiano. Quindi il Santo Padre e il Presidente della Repubblica hanno raggiunto lo Studio del Presidente ove si sono intrattenuti in colloquio privato e, successivamente, nel Salone delle Feste, hanno tenuto i loro discorsi. Il presente è il terzo incontro del Santo Padre Francesco con il Presidente Napolitano, il primo è stato il 19 marzo, giorno di inizio del Pontificato, il secondo l'8 giugno scorso, quando fu il Presidente Napolitano a recarsi in Vaticano, e il terzo, questa mattina, in cui il Santo Padre ricambia la visita.

Papa Francesco ha ringraziato il Presidente della Repubblica Italiana per i suoi tanti gesti di attenzione in questi primo otto mesi di Pontificato che si aggiungono, ha detto, ai molti manifestati nel primo settennato, nei confronti del Predecessore Benedetto XVI, al quale il Papa ha rivolto il suo pensiero e il suo affetto ricordando la sua visita al Quirinale nel 2008, definito, in quell'occasione, la simbolica casa di tutti gli italiani.

"RendendoLe visita in questo luogo così carico di simboli e di storia - ha proseguito il Pontefice - vorrei idealmente bussare alla porta di ogni abitante di questo Paese, dove si trovano le radici della mia famiglia terrena, e offrire a tutti la parola risanatrice e sempre nuova del Vangelo".

Il Papa ha citato i momenti salienti delle relazioni tra lo Stato italiano e la Santa Sede ricordando l’inserimento nella Costituzione repubblicana dei Patti Lateranensi e l’Accordo di revisione del Concordato, del quale ricorrerà tra poche settimane il trentesimo anniversario. Tale Accordo rappresenta "il solido quadro di riferimento normativo per uno sviluppo sereno dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, quadro che riflette e sostiene la quotidiana collaborazione al servizio della persona umana in vista del bene comune, nella distinzione dei rispettivi ruoli e ambiti d’azione. Tante sono le questioni di fronte alle quali le nostre preoccupazioni sono comuni e le risposte possono essere convergenti. Il momento attuale è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilità di lavoro. È necessario moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa".

In questo contesto "Il compito primario che spetta alla Chiesa è quello di testimoniare la misericordia di Dio e di incoraggiare generose risposte di solidarietà per aprire a un futuro di speranza; perché là dove cresce la speranza si moltiplicano anche le energie e l’impegno per la costruzione di un ordine sociale e civile più umano e più giusto, ed emergono nuove potenzialità per uno sviluppo sostenibile e sano". Il Santo Padre ha ricordato le visite pastorali in Italia, a Lampedusa anzitutto, dove ha incontrato da vicino "la sofferenza di coloro che, a causa delle guerre o della miseria, si avviano verso l’emigrazione in condizioni spesso disperate" e, nel contempo, ha potuto constatare "l’encomiabile testimonianza di solidarietà di tanti che si prodigano nell’opera di accoglienza". Il Papa ha anche ricordato la visita a Cagliari, per pregare davanti alla Madonna di Bonaria, e quella ad Assisi, per venerare il Santo Patrono d'Italia dal quale ha preso il nome. "Anche in questi luoghi - ha detto - ho toccato con mano le ferite che affliggono oggi tanta gente".

La famiglia al "centro delle speranze e delle difficoltà sociali" è stato l'ultimo argomento del discorso del Papa che ha sottolineato come la Chiesa "continua a promuovere l’impegno di tutti, singoli ed istituzioni, per il sostegno alla famiglia, che è il luogo primario in cui si forma e cresce l’essere umano, in cui si apprendono i valori e gli esempi che li rendono credibili. La famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito e realizzare la sua missione. Mentre mette a disposizione della società le sue energie, essa chiede di essere apprezzata, valorizzata e tutelata".

Prima di lasciare il Palazzo Presidenziale, il Papa ha incontrato i dipendenti del Quirinale e le loro famiglie e, sottolineando quanto importanti siano i bambini, ha ringraziato il Presidente Napolitano per l'opportunità di questo incontro familiare. Ricordando che alcuni tra i dipendenti del Quirinale hanno la possibilità di accostare le diverse problematiche sociali, familiari e personali, che i cittadini fanno giungere fiduciosi al Presidente della Repubblica, il Santo Padre ha esortato ad avere sempre uno spirito di accoglienza e di comprensione verso tutti. "C'è tanto bisogno - ha detto - di persone che si impegnano con professionalità e anche con un senso spiccato di umanità e di comprensione, con una attenzione solidale specialmente verso i più deboli. Vi incoraggio a non perdervi d'animo nelle difficoltà, ma ad essere pronti a sostenervi gli uni gli altri".

Il Vescovo di Roma ha preso congedo dal Presidente della Repubblica con l'auspicio "sostenuto dalla preghiera, che l’Italia, attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappia nuovamente trovare la creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona, e ad offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la pace e la giustizia".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Sebastian Francis Shaw, O.F.M., Arcivescovo di Lahore (superficie: 23.069; popolazione: 27.023.000; cattolici: 404.000; sacerdoti: 78; religiosi: 343), Pakistan. È stato finora Vescovo Ausiliare di Lahore e Amministratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Nanterre (Francia) presentata dal Vescovo Gérard Daucourt, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

mercoledì 13 novembre 2013

IL BATTESIMO È IL PUNTO DI PARTENZA DI UN CAMMINO DI CONVERSIONE CHE DURA TUTTA LA VITA

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nella catechesi per l'Udienza Generale di oggi, con la partecipazione di 45.000 fedeli, il Papa ha proseguito la sua riflessione sugli articoli del Credo, soffermandosi sull'unico riferimento esplicito a un Sacramento all'interno del Credo. "Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati". "In effetti il Battesimo è la 'porta' della fede e della vita cristiana. (...) La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale". "L'espressione - ha spiegato il Pontefice - può essere divisa in tre punti: 'professo'; 'un solo battesimo'; 'per la remissione dei peccati'".

"'Professo'. (...) Pronunciando queste parole - ha detto il Papa - noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio (...). Al tempo stesso, al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un 'secondo battesimo', che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro Battesimo è il punto di partenza di un cammino bellissimo, un cammino verso Dio che dura tutta la vita, un cammino di conversione che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza. Pensate a questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione. Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa".

Nell'affermare che Il Battesimo è l'atto di nascita del cristiano alla Chiesa, il Papa ha chiesto ai partecipanti all'Udienza di alzare la mano se, oltre il giorno del compleanno, ricordavano anche il giorno del battesimo, e dato che in Piazza San Pietro si sono levate poche mani, ha assegnato a tutti un compito da fare a casa: cercare il giorno in cui erano nati alla Chiesa perché "Il primo compleanno è quello della nascita alla vita e il secondo compleanno è quello della nascita alla Chiesa".

Papa Francesco è passato al secondo elemento: un solo battesimo, ricordando che la parola "battesimo" significa letteralmente "immersione". "Questo Sacramento - ha sottolineato - costituisce una vera immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature. Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli. Illuminazione perché, attraverso il Battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo, 'luce vera che illumina ogni uomo' e scaccia le tenebre del peccato. (...) In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso 'luce' - la luce della fede che ha ricevuto - per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita".

Infine, il terzo elemento: "per la remissione dei peccati". "Nel sacramento del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci. Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza - tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori-; e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!".

"Io non mi posso battezzare più volte,- ha improvvisato il Papa al termine della catechesi - ma posso confessarmi e rinnovare così la grazia del Battesimo. È come se io facessi un secondo Battesimo. Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po', a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore. Andiamo avanti così, gioiosi, perché la vita va vissuta con la gioia di Gesù Cristo; e questa è una grazia del Signore".

Al termine della catechesi il Papa ha salutato fra gli altri con affetto i familiari delle vittime di Nassirya (Iraq), a dieci anni dall'attentato terroristico in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 soldati e due civili italiani.

PAPA FRANCESCO: COMBATTERE BATTAGLIE PER LA VITA, MAI PER LA MORTE!

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Al termine della catechesi, Papa Francesco ha lanciato un appello perché cessi la guerra in Siria ed ha ricordato il popolo filippino colpito dal terribile tifone Haiyan:

"Fratelli e sorelle, ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e anche l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente! In questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!".



LA DIPLOMAZIA PONTIFICIA IN UN MONDO GLOBALIZZATO

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Nuova del Sinodo, è avvenuta la presentazione del volume "La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato", del Cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Alla presentazione sono intervenuti come Moderatore, Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Il volume che raccoglie i principali interventi pronunciati dal Cardinale Bertone nei setti anni di servizio alla Santa Sede, è arricchito da una prefazione di Papa Francesco. "Ispirati pensieri - ha detto il Cardinale riferendosi alle parole del Pontefice - che non cessano di stupirmi e credo stupiranno anche voi per quella visione ampia della diplomazia".

La seconda parte del volume è dedicata ai diplomatici, sia a quelli che ci hanno preceduto, come pure a coloro che si stanno formando presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica. L'Arcivescovo Mamberti, citando il Cardinale Bertone, ricorda: "I Rappresentanti del Papa non sono solo Ambasciatori come gli altri perché non sono degli 'estranei' là dove operano" ed ha affermato: "Non bisogna mai dimenticare che la diplomazia pontificia prima ancora di essere veicolo del dialogo fra comunità civile e quella ecclesiale 'è anzitutto uno strumento di coesione intraecclesiale', segno di quella 'sollecitudine per tutte le Chiese', che da sempre anima il Vescovo di Roma, così che 'il metro della vita dei Servitori della Chiesa (...) è intessuto, pur nei limiti inerenti alla condizione e possibilità di ciascuno, dalla silenziosa e generosa dedizione al Corpo di Cristo e al servizio duraturo della causa dell'uomo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Broken Bay (Australia), presentata dal Vescovo David Louis Walker, per raggiunti limiti d'età.

martedì 12 novembre 2013

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO NELL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ed il Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J. Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del volume: "Il dialogo interreligioso nell'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica (1963-2013)". Alla Conferenza Stampa ha partecipato anche il Vescovo Francesco Gioia, O.F.M.Cap., curatore del volume.

Obiettivo del volume, di cui viene pubblicata la terza edizione, che comprende il magistero pontificio dal Concilio Vaticano II fino al Pontificato di Benedetto XVI, è di presentare direttamente sia ai cattolici, sia ai seguaci di altre religioni il pensiero ufficiale della Chiesa, secondo lo spirito della "Nostra aetate", che esorta "per mezzo del dialogo e la collaborazione con i seguaci delle altre religioni, a rendere testimonianza alla fede e alla vita cristiana, e a riconoscere, conservare e far progredire i beni spirituali e morali e i valori socio-culturali che si trovano in essi".

"La scelta dei testi - ha precisato il Cardinale Tauran - rispetta le competenze del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, tralasciando, pertanto, sia il dialogo con gli ebrei, che è di competenza della Commissione per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo costituita in seno al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sia il dialogo ecumenico, ossia l’aspetto delle relazioni con le altre Chiese e comunità ecclesiali, delle quali si occupa lo stesso Consiglio per l’Unità".

Il volume consiste, fondamentalmente, in una raccolta di brani conciliari, di encicliche, esortazioni apostoliche, e discorsi dei pontefici, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI. Vi sono poi alcuni documenti di Dicasteri della Curia Romana, riguardanti il dialogo interreligioso. In totale, si tratta di 909 documenti, di cui 7 testi conciliari, 2 di Giovanni XXIII, 97 di Paolo VI, 2 di Giovanni Paolo I, 591 di Giovanni Paolo II, 188 di Benedetto XVI, 15 della Curia Romana, 3 testi legislativi, e 4 della Commissione Teologica Internazionale.

"Il vantaggio di un volume cartaceo - ha aggiunto il Porporato - anche se corposo, perché conta 2100 pagine, è quello di offrire un accesso agevole al metodo e ai fondamenti teologici del dialogo interreligioso insegnato e praticato nel Magistero della Chiesa cattolica. I tre indici, analitico, geografico e generale, consentono in pochi minuti di reperire i contenuti più interessanti, e poi magari di andare a cercare i testi in formato elettronico su internet".

"La vera novità del volume - ha spiegato il Cardinale Tauran - consiste proprio nella raccolta ragionata dei testi di Benedetto XVI", il cui apporto è stato determinante. "In sette anni di pontificato, si possono contare ben 188 interventi di Benedetto XVI sul dialogo interreligioso, rispetto ai 591 di Giovanni Paolo II in più di un quarto di secolo. L’attenzione a questo tema è stata costante, anzi crescente, in un pontificato, come nell’altro. Benedetto XVI ha proposto il 'dialogo della carità nella verità'. Un anno dopo Ratisbona, 38 saggi musulmani, divenuti poi 138, scrissero al Papa, in un documento noto come 'A common word between us and you', esponendo i principi dell’islam e auspicando una mutua comprensione, e un rapporto tra islam e cristianesimo fondato sull'amore di Dio e del prossimo, secondo l’insegnamento di Gesù. Frutto di questa lodevole iniziativa fu la creazione di un Forum islamo-cristiano, che dura ancora oggi".
Il Cardinale Tauran ha ricordato inoltre che, come i suoi predecessori, Benedetto XVI ha affermato che la libertà religiosa è un diritto sacro e inalienabile, e non ha perso occasione per sostenerla. "Convinto che negare o limitare in maniera arbitraria la libertà religiosa significhi coltivare una visione riduttiva della persona umana e rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana, Benedetto XVI ha individuato nel processo di globalizzazione mondiale, tuttora in corso, un’occasione propizia per promuovere relazioni di universale fraternità tra gli uomini".

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha elogiato la "certosina pazienza" del Vescovo Francesco Gioia, che con gli Officiali del Dicastero, ha curato la presente e le precedenti edizioni del volume.

Il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot ha passato brevemente in rassegna quello che gli ultimi Papi hanno affermato nel loro Magistero sul dialogo con i seguaci delle altre religioni. Paolo VI nell'"Ecclesiam Suam" espresse la profonda convinzione che "la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere; la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio". Giovanni Paolo I, pur nella brevità dei suoi 33 giorni di pontificato, si è incamminato sulla strada tracciata dal suo Predecessore, "chiamando tutti alla collaborazione per fare argine, all'interno delle nazioni, alla violenza cieca e, nella vita internazionale, promuovere l'elevazione dei popoli meno favoriti". Giovanni Paolo II sviluppò la “cultura del dialogo” e dopo i drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001 e le loro tragiche conseguenze nel Medio e Vicino Oriente, propose un Decalogo per la pace ai Capi di Stato e ai Rappresentanti dei Governi di tutto il mondo. All’inizio del suo Pontificato, Benedetto XVI si è posto subito sul solco del magistero di Papa Woytila, dicendo che “la Chiesa vuole continuare a costruire ponti di amicizia con i seguaci di tutte le religioni, al fine di ricercare il bene autentico di ogni persona e della società nel suo insieme”.

"Il cammino è ancora lungo - ha concluso Padre Ayuso Guixot - ma con Papa Francesco esso continua con il “dialogo dell’amicizia”. In pochi mesi, Papa Francesco ha già tenuto numerosi incontri con rappresentanti di altre religioni e speso molte parole sul dialogo interreligioso. (...) Vorrei anche ricordare che quest’anno è stato lui stesso a firmare il messaggio annuale di auguri alla comunità musulmana per la festa della fine del Ramadan".

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza, nella Casa Santa Marta, il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca.

lunedì 11 novembre 2013

IL PAPA INVIA UN PRIMO CONTRIBUTO DI 150.000 DOLLARI IN SOCCORSO POPOLAZIONI DELLE FILIPPINE

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Papa Francesco, tramite il Pontificio Consiglio "Cor Unum", ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 dollari per il soccorso delle popolazioni delle Filippine colpite dal tifone Haiyan che, nel fine settimana, ha colpito con straordinaria veemenza il territorio del Paese, in particolare le isole di Leyte e di Samar, causando - secondo i dati al momento accertati, ma non ancora definitivi - oltre 10 mila vittime.

Tale somma, che verrà ripartita attraverso la Chiesa locale nelle regioni maggiormente toccate dalla calamità, sarà impiegata a sostegno delle opere di assistenza svolte in favore degli sfollati e degli alluvionati, e vuole essere - precisa un Comunicato di "Cor Unum" - una prima e immediata espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento del Sommo Pontefice nei confronti delle persone e dei territori devastati dalle inondazioni.


CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE DOMENICO BARTOLUCCI

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta stamattina, all'età di 96 anni, del Cardinale Domenico Bartolucci, Diacono dei SS. Nomi di Gesù e Maria in via Lata, già Maestro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina", inviato dal Santo Padre ai congiunti del Porporato.

"Appresa la notizia della morte del venerato Cardinale Domenico Bartolucci, desidero esprimere all’omonima Fondazione, ai familiari e alla comunità diocesana fiorentina sentimenti di profondo cordoglio pensando con affetto a questo caro e stimato sacerdote, illustre compositore e musicista, che ha esercitato il suo lungo e intenso ministero specialmente mediante la musica sacra che nasce dalla fede ed esprime la fede. Ricordo con viva gratitudine la sua feconda opera quale direttore della Cappella Sistina e la valorizzazione sapiente del prezioso tesoro della polifonia, tesa ad elevare il cuore nella lode a Dio. Innalzo fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo generoso servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a quanti ne piangono la scomparsa la confortatrice Benedizione Apostolica".

La Liturgia Esequiale del Cardinale Bartolucci sarà celebrata mercoledì 13 novembre 2013, alle ore 15:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi. Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito dell’Ultima "Commendatio" e della "Valedictio".


ANGELUS: LA FEDELTÀ DI DIO È ETERNA

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). Con Gesù "il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita", ha detto Papa Francesco affacciandosi questa mattina alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli che lo attendevano in Piazza San Pietro. Come di consueto, il Santo Padre ha commentato il Vangelo odierno che ci presenta l'incontro di Gesù con i sadducei, i quali negavano la risurrezione. "Ed è proprio su questo tema che essi rivolgono una domanda a Gesù, per metterlo in difficoltà e ridicolizzare la fede nella risurrezione dei morti. Partono da un caso immaginario: 'Una donna ha avuto sette mariti, morti uno dopo l’altro', e chiedono a Gesù: 'Di chi sarà moglie quella donna dopo la sua morte?'".

"Gesù, sempre mite e paziente - ha spiegato il Pontefice - per prima cosa risponde che la vita dopo la morte non ha gli stessi parametri di quella terrena. La vita eterna è un’altra vita, in un’altra dimensione dove, tra l’altro, non ci sarà più il matrimonio, che è legato alla nostra esistenza in questo mondo. I risorti – dice Gesù – saranno come gli angeli, e vivranno in uno stato diverso, che ora non possiamo sperimentare e nemmeno immaginare. E così Gesù spiega. Ma poi Gesù, per così dire, passa al contrattacco. E lo fa citando la Sacra Scrittura, con una semplicità e un’originalità che ci lasciano pieni di ammirazione per il nostro Maestro, l’unico Maestro! La prova della risurrezione Gesù la trova nell’episodio di Mosè e del roveto ardente, là dove Dio si rivela come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe".

"Il nome di Dio è legato ai nomi degli uomini e delle donne con cui Lui si lega, e questo legame è più forte della morte. E noi possiamo dire anche del rapporto di Dio con noi, con ognuno di noi: Lui è il nostro Dio! (...) Come se Lui portasse il nostro nome. Piace a Lui dirlo, e questa è l’alleanza. Ecco perché Gesù afferma: 'Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui'. E questo è il legame decisivo, l’alleanza fondamentale, l’alleanza con Gesù: Lui stesso è l’Alleanza, Lui stesso è la Vita e la Risurrezione, perché con il suo amore crocifisso ha vinto la morte. In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa".

"La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di questa attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia. (...) Non è questa vita a fare da riferimento all’eternità, (...), ma è l’eternità - quella vita - a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi! Se guardiamo solo con occhio umano, siamo portati a dire che il cammino dell’uomo va dalla vita verso la morte. (...) Ma questo è soltanto se lo guardiamo con occhio umano. Gesù capovolge questa prospettiva e afferma che il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita: la vita piena!".

"La morte sta dietro, alle spalle, non davanti a noi. Davanti a noi sta il Dio dei viventi, il Dio dell’alleanza, il Dio che porta il mio nome, il nostro nome (...) Sta la definitiva sconfitta del peccato e della morte, l’inizio di un nuovo tempo di gioia e di luce senza fine. Ma già su questa terra, nella preghiera, nei Sacramenti, nella fraternità, noi incontriamo Gesù e il suo amore, e così possiamo pregustare qualcosa della vita risorta. L’esperienza che facciamo del suo amore e della sua fedeltà accende come un fuoco nel nostro cuore e aumenta la nostra fede nella risurrezione. Infatti, se Dio è fedele e ama, non può esserlo a tempo limitato: la fedeltà è eterna, non può cambiare. L’amore di Dio è eterno, non può cambiare! Non è a tempo limitato: è per sempre! È per andare avanti! Lui è fedele per sempre e Lui ci aspetta, ognuno di noi, accompagna ognuno di noi con questa fedeltà eterna".

IL PAPA PREGA PER LE FILIPPINE E RINNOVA LA SUA SOLIDARIETÀ AL POPOLO EBRAICO NEL 75° ANNIVERSARIO NOTTE DEI CRISTALLI

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). Come tutte le domeniche, al termine della recita dell'Angelus, Papa Francesco ha salutato i fedeli presenti in Piazza San Pietro. Nel ricordare il tifone che ha devastato le Filippine causando in questi giorni moltissime vittime e ingenti danni materiali, il Papa ha assicurato la sua vicinanza e le sue preghiere alle popolazioni delle Filippine. "Preghiamo un attimo, in silenzio, e poi alla Madonna, per questi nostri fratelli e sorelle e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto. Preghiamo in silenzio”. È seguita la recita dell'Ave Maria con i fedeli. Papa Francesco ha anche dedicato alcune parole a Maria Teresa Bonzel, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua, proclamata Beata nel pomeriggio di oggi a Paderborn (Germania).

"Ricorre oggi - ha proseguito il Pontefice - il settantacinquesimo anniversario della cosiddetta 'Notte dei cristalli': le violenze della notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 contro gli ebrei, le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico, i nostri fratelli più grandi, maggiori. E preghiamo Dio affinché la memoria del passato, la memoria dei peccati passati ci aiuti ad essere sempre vigilanti contro ogni forma di odio e di intolleranza".

Infine Papa Francesco ha ricordato che in questa domenica, in Italia, si celebra la "Giornata del Ringraziamento": "Unisco la mia voce a quella dei Vescovi esprimendo la mia vicinanza al mondo agricolo, specialmente ai giovani che hanno scelto di lavorare la terra. Incoraggio quanti si impegnano perché a nessuno manchi un’alimentazione sana e adeguata".


TELEGRAMMA AL PRESIDENTE DELLE FILIPPINE COLPITE DAL TIFONE HAIYAN

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). L'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre, un telegramma al Signor Benigno Aquino III, Presidente della Repubblica delle Filippine, per il passaggio nel Paese del tifone Haiyan che ha colpito diverse regioni causando centinaia di vittime e la distruzione di abitazioni e raccolti.

"Sua Santità Papa Francesco, profondamente addolorato dalla distruzione e dalla perdita di vite umane causate dal tifone - si legge nel testo - esprime la sua sentita solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tempesta e dalle sue conseguenze. Il Papa ricorda in particolare quanti piangono la perdita dei loro cari e coloro che hanno avuto la casa distrutta. Il Santo Padre prega per tutto il popolo filippino ed offre incoraggiamento alle autorità civili e al personale di soccorso che assistono le vittime dell'uragano ed invoca per la Nazione le benedizioni divine della fortezza e della consolazione".
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