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martedì 5 novembre 2013

DOCUMENTO PREPARATORIO DEL SINODO DEI VESCOVI

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Pubblichiamo di seguito il Documento preparatorio della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal titolo: "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione".

I - Il Sinodo: famiglia ed evangelizzazione

La missione di predicare il Vangelo a ogni creatura è stata affidata direttamente dal Signore ai suoi discepoli e di essa la Chiesa è portatrice nella storia. Nel tempo che stiamo vivendo l’evidente crisi sociale e spirituale diventa una sfida pastorale, che interpella la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia, nucleo vitale della società e della comunità ecclesiale.
Proporre il Vangelo sulla famiglia in questo contesto risulta quanto mai urgente e necessario. L’importanza del tema emerge dal fatto che il Santo Padre ha deciso di stabilire per il Sinodo dei Vescovi un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volto a precisare lo “status quaestionis” e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, l’Assemblea Generale Ordinaria del 2015, per cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia.

Si profilano oggi problematiche inedite fino a pochi anni fa, dalla diffusione delle coppie di fatto, che non accedono al matrimonio e a volte ne escludono l’idea, alle unioni fra persone dello stesso sesso, cui non di rado è consentita l’adozione di figli. Fra le numerose nuove situazioni che richiedono l’attenzione e l’impegno pastorale della Chiesa basterà ricordare: matrimoni misti o inter-religiosi; famiglia monoparentale; poligamia; matrimoni combinati con la conseguente problematica della dote, a volte intesa come prezzo di acquisto della donna; sistema delle caste; cultura del non-impegno e della presupposta instabilità del vincolo; forme di femminismo ostile alla Chiesa; fenomeni migratori e riformulazione dell’idea stessa di famiglia; pluralismo relativista nella concezione del matrimonio; influenza dei media sulla cultura popolare nella comprensione delle nozze e della vita familiare; tendenze di pensiero sottese a proposte legislative che svalutano la permanenza e la fedeltà del patto matrimoniale; diffondersi del fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto); nuove interpretazioni dei diritti umani. Ma soprattutto in ambito più strettamente ecclesiale, indebolimento o abbandono della fede nella sacramentalità del matrimonio e nel potere terapeutico della penitenza sacramentale.
Da tutto questo si comprende quanto urgente sia che l’attenzione dell’episcopato mondiale “cum et sub Petro” si rivolga a queste sfide. Se ad esempio si pensa al solo fatto che nell’attuale contesto molti ragazzi e giovani, nati da matrimoni irregolari, potranno non vedere mai i loro genitori accostarsi ai sacramenti, si comprende quanto urgenti siano le sfide poste all’evangelizzazione dalla situazione attuale, peraltro diffusa in ogni parte del “villaggio globale”. Questa realtà ha una singolare rispondenza nella vasta accoglienza che sta avendo ai nostri giorni l’insegnamento sulla misericordia divina e sulla tenerezza nei confronti delle persone ferite, nelle periferie geografiche ed esistenziali: le attese che ne conseguono circa le scelte pastorali riguardo alla famiglia sono amplissime. Una riflessione del Sinodo dei Vescovi su questi temi appare perciò tanto necessaria e urgente, quanto doverosa come espressione di carità dei Pastori nei confronti di quanti sono a loro affidati e dell’intera famiglia umana.

II - La Chiesa e il vangelo sulla famiglia

La buona novella dell’amore divino va proclamata a quanti vivono questa fondamentale esperienza umana personale, di coppia e di comunione aperta al dono dei figli, che è la comunità familiare. La dottrina della fede sul matrimonio va presentata in modo comunicativo ed efficace, perché essa sia in grado di raggiungere i cuori e di trasformarli secondo la volontà di Dio manifestata in Cristo Gesù.

Circa il richiamo delle fonti bibliche su matrimonio e famiglia, in questa sede si riportano solo i riferimenti essenziali. Così pure per i documenti del Magistero sembra opportuno limitarsi ai documenti del Magistero universale della Chiesa, integrandoli con alcuni testi del Pontificio Consiglio della Famiglia e rimandando ai Vescovi partecipanti al Sinodo il compito di dar voce ai documenti dei loro rispettivi organismi episcopali.

In ogni tempo e nelle più diverse culture non è mai mancato né l’insegnamento chiaro dei pastori né la testimonianza concreta dei credenti, uomini e donne, che in circostanze molto differenti hanno vissuto il Vangelo sulla famiglia come un dono incommensurabile per la vita loro e dei loro figli. L’impegno per il prossimo Sinodo Straordinario è mosso e sostenuto dal desiderio di comunicare a tutti, con incisività maggiore, questo messaggio, sperando così che «il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini» (DV 26).

Il progetto di Dio Creatore e Redentore

La bellezza del messaggio biblico sulla famiglia ha la sua radice nella creazione dell’uomo e della donna fatti entrambi a immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,24-31; 2, 4b-25). Legati da un vincolo sacramentale indissolubile, gli sposi vivono la bellezza dell’amore, della paternità, della maternità e della dignità suprema di partecipare così alla opera creatrice di Dio.

Nel dono del frutto della loro unione assumono la responsabilità della crescita e dell’educazione di altre persone per il futuro del genere umano. Attraverso la procreazione l’uomo e la donna compiono nella fede la vocazione all’essere collaboratori di Dio nella custodia del creato e nella crescita della famiglia umana.

Il Beato Giovanni Paolo II ha commentato quest’aspetto nella Familiaris Consortio: «Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (cf. Gen 1,26s): chiamandolo all’esistenza per amore, l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore. Dio è amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d’amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell’essere, Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione (cf. Gaudium et Spes, 12). L’amore è, pertanto, la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano» (FC, n. 11).

Questo progetto di Dio creatore, che il peccato originale ha sconvolto (cf. Gn 3, 1-24), si è manifestato nella storia attraverso le vicende del popolo eletto fino alla pienezza dei tempi, allorché, con l’incarnazione il Figlio di Dio non solo confermò la volontà divina di salvezza, ma con la redenzione offrì la grazia di obbedire a questa medesima volontà.

Il Figlio di Dio, Verbo fatto carne (cf. Gv 1,14) nel grembo della Vergine Madre è vissuto e cresciuto nella famiglia di Nazaret, e ha partecipato alle nozze di Cana di cui ha arricchito la festa con il primo dei suoi “segni” (cf. Gv 2,1-11). Egli ha accettato con gioia l’accoglienza familiare dei suoi primi discepoli (cf. Mc 1,29-31; 2,13-17) e ha consolato il lutto della famiglia dei suoi amici a Betania (cf. Lc 10,38-42; Gv 11,1-44).
Gesù Cristo ha ristabilito la bellezza del matrimonio riproponendo il progetto unitario di Dio, che era stato abbandonato per la durezza del cuore umano persino all’interno della tradizione del popolo di Israele (cf. Mt 5,31-32; 19.3-12; Mc 10,1-12; Lc 16,18). Tornando all’origine Gesù ha insegnato l’unità e la fedeltà degli sposi, rifiutando il ripudio e l’adulterio.

Proprio attraverso la straordinaria bellezza dell’amore umano – già celebrata con accenti ispirati nel Cantico dei Cantici, e del legame sponsale richiesto e difeso da Profeti come Osea (cf. Os 1,2-3,3) e Malachia (cf. Ml 2,13-16) –, Gesù ha affermato l’originaria dignità dell’amore dell’uomo e della donna.

L’insegnamento della Chiesa sulla famiglia

Anche nella comunità cristiana primitiva la famiglia apparve come la «Chiesa domestica» (cf. CCC,1655): Nei cosiddetti “codici familiari” delle Lettere apostoliche neotestamentarie, la grande famiglia del mondo antico è identificata come il luogo della solidarietà più profonda tra mogli e mariti, tra genitori e figli, tra ricchi e poveri (cf. Ef 5,21-6,9; Col 3,18-4,1; 1Tm 2,8-15; Tt 2,1-10; 1Pt 2,13-3,7; cf. inoltre anche la Lettera a Filemone). In particolare, la Lettera agli Efesini ha individuato nell’amore nuziale tra l’uomo e la donna «il mistero grande», che rende presente nel mondo l’amore di Cristo e della Chiesa (cf. Ef 5,31-32).

Nel corso dei secoli, soprattutto nell’epoca moderna fino ai nostri giorni, la Chiesa non ha fatto mancare un suo costante e crescente insegnamento sulla famiglia e sul matrimonio che la fonda. Una delle espressioni più alte è stata proposta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et Spes, che trattando alcuni dei problemi più urgenti dedica un intero capitolo alla promozione della dignità del matrimonio e della famiglia, come appare nella descrizione del suo valore per la costituzione della società: «la famiglia, nella quale le diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa e ad armonizzare i diritti della persona con le altre esigenze della vita sociale, è veramente il fondamento della società» (GS 52). Di speciale intensità è l’appello a una spiritualità cristocentrica per gli sposi credenti: «i coniugi stessi, creati ad immagine del Dio vivente e muniti di un’autentica dignità personale, siano uniti da un uguale mutuo affetto, dallo stesso modo di sentire, da comune santità, così che, seguendo Cristo principio di vita nelle gioie e nei sacrifici della loro vocazione, attraverso il loro amore fedele possano diventare testimoni di quel mistero di amore che il Signore ha rivelato al mondo con la sua morte e la sua risurrezione» (GS 52).

Anche i Successori di Pietro dopo il Concilio Vaticano II hanno arricchito con il loro Magistero la dottrina sul matrimonio e sulla famiglia, in particolare Paolo VI con la Enciclica Humanae vitae, che offre specifici insegnamenti di principio e di prassi. Successivamente il Papa Giovanni Paolo II nella Esortazione Apostolica Familiaris consortio volle insistere nel proporre il disegno divino circa la verità originaria dell’amore sponsale e della famiglia: «Il “luogo” unico, che rende possibile questa donazione secondo l’intera sua verità, è il matrimonio, ossia il patto di amore coniugale o scelta cosciente e libera, con la quale l’uomo e la donna accolgono l’intima comunità di vita e d’amore, voluta da Dio stesso (cfr. Gaudium et Spes, 48), che solo in questa luce manifesta il suo vero significato. L’istituzione matrimoniale non è una indebita ingerenza della società o dell’autorità, né l’imposizione estrinseca di una forma, ma esigenza interiore del patto d’amore coniugale che pubblicamente si afferma come unico ed esclusivo perché sia vissuta così la piena fedeltà al disegno di Dio Creatore. Questa fedeltà, lungi dal mortificare la libertà della persona, la pone al sicuro da ogni soggettivismo e relativismo, la fa partecipe della Sapienza creatrice» (FC 11).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica raccoglie questi dati fondamentali: «L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un’intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48; Codice di Diritto Canonico, 1055, 1]» (CCC 1660).

La dottrina esposta nel Catechismo tocca sia i principi teologici sia i comportamenti morali, trattati sotto due titoli distinti: Il sacramento del matrimonio (nn. 1601-1658) e Il sesto comandamento (nn. 2331-2391). L’attenta lettura di queste parti del Catechismo procura una comprensione aggiornata della dottrina della fede a sostegno dell’azione della Chiesa davanti alle sfide odierne. La sua pastorale trova ispirazione nella verità del matrimonio visto nel disegno di Dio che ha creato maschio e femmina e nella pienezza del tempo ha rivelato in Gesù anche la pienezza dell’amore sponsale elevato a sacramento. Il matrimonio cristiano fondato sul consenso è anche dotato di propri effetti quali sono i beni e i compiti degli sposi, tuttavia non è sottratto al regime del peccato (cfr. Gen 3,1-24) che può procurare ferite profonde e anche offese alla dignità stessa del sacramento.

La recente Enciclica di Papa Francesco, Lumen Fidei, parla della famiglia nel suo legame con la fede che rivela «quanto possono essere saldi i vincoli tra gli uomini quando Dio si rende presente in mezzo ad essi» (LF 50). «Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cf. Gn 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata» (LF 52). «La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità» (LF 53).

III - Questionario

Le seguenti domande permettono alle Chiese particolari di partecipare attivamente alla preparazione del Sinodo Straordinario, che ha lo scopo di annunciare il Vangelo nelle sfide pastorali di oggi circa la famiglia.

1 - Sulla diffusione della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa riguardante la famiglia
a) Qual è la reale conoscenza degli insegnamenti della Bibbia, della “Gaudium et spes”, della “Familiaris consortio” e di altri documenti del Magistero postconcilare sul valore della famiglia secondo la Chiesa Cattolica? Come i nostri fedeli vengono formati alla vita familiare secondo l’insegnamento della Chiesa?
b) Dove l’insegnamento della Chiesa è conosciuto, è integralmente accettato? Si verificano difficoltà nel metterlo in pratica? Quali?
c) Come l’insegnamento della Chiesa viene diffuso nel contesto dei programmi pastorali a livello nazionale, diocesano e parrocchiale? Quale catechesi si fa sulla famiglia?
d) In quale misura – e in particolari su quali aspetti – tale insegnamento è realmente conosciuto, accettato, rifiutato e/o criticato in ambienti extra ecclesiali? Quali sono i fattori culturali che ostacolano la piena ricezione dell’insegnamento della Chiesa sulla famiglia?

2 - Sul matrimonio secondo la legge naturale
a) Quale posto occupa il concetto di legge naturale nella cultura civile, sia a livello istituzionale, educativo e accademico, sia a livello popolare? Quali visioni dell’antropologia sono sottese a questo dibattito sul fondamento naturale della famiglia?
b) Il concetto di legge naturale in relazione all’unione tra l’uomo e la donna è comunemente accettato in quanto tale da parte dei battezzati in generale?
c) Come viene contestata nella prassi e nella teoria la legge naturale sull’unione tra l’uomo e la donna in vista della formazione di una famiglia? Come viene proposta e approfondita negli organismi civili ed ecclesiali?
d) Se richiedono la celebrazione del matrimonio battezzati non praticanti o che si dichiarino non credenti, come affrontare le sfide pastorali che ne conseguono?

3 - La pastorale della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione
a) Quali sono le esperienze nate negli ultimi decenni in ordine alla preparazione al matrimonio? Come si è cercato di stimolare il compito di evangelizzazione degli sposi e della famiglia? Come promuovere la coscienza della famiglia come “Chiesa domestica”?
b) Si è riusciti a proporre stili di preghiera in famiglia che riescano a resistere alla complessità della vita e della cultura attuale?
c) Nell’attuale situazione di crisi tra le generazioni, come le famiglie cristiane hanno saputo realizzare la propria vocazione di trasmissione della fede?
d) In che modo le Chiese locali e i movimenti di spiritualità familiare hanno saputo creare percorsi esemplari?
e) Qual è l’apporto specifico che coppie e famiglie sono riuscite a dare in ordine alla diffusione di una visione integrale della coppia e della famiglia cristiana credibile oggi?
f) Quale attenzione pastorale la Chiesa ha mostrato per sostenere il cammino delle coppie in formazione e delle coppie in crisi?

4 - Sulla pastorale per far fronte ad alcune situazioni matrimoniali difficili
a) La convivenza ad experimentum è una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente?
b) Esistono unioni libere di fatto, senza riconoscimento né religioso né civile? Vi sono dati statistici affidabili?
c) I separati e i divorziati risposati sono una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente? Come si fa fronte a questa realtà attraverso programmi pastorali adatti?
d) In tutti questi casi: come vivono i battezzati la loro irregolarità? Ne sono consapevoli? Manifestano semplicemente indifferenza? Si sentono emarginati e vivono con sofferenza l’impossibilità di ricevere i sacramenti?
e) Quali sono le richieste che le persone divorziate e risposate rivolgono alla Chiesa a proposito dei sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione? Tra le persone che si trovano in queste situazioni, quante chiedono questi sacramenti?
f) Lo snellimento della prassi canonica in ordine al riconoscimento della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale potrebbe offrire un reale contributo positivo alla soluzione delle problematiche delle persone coinvolte? Se sì, in quali forme?
g) Esiste una pastorale per venire incontro a questi casi? Come si svolge tale attività pastorale? Esistono programmi al riguardo a livello nazionale e diocesano? Come viene annunciata a separati e divorziati risposati la misericordia di Dio e come viene messo in atto il sostegno della Chiesa al loro cammino di fede?

5 - Sulle unioni di persone della stesso sesso
a) Esiste nel vostro paese una legge civile di riconoscimento delle unioni di persone dello stesso sesso equiparate in qualche modo al matrimonio?
b) Quale è l’atteggiamento delle Chiese particolari e locali sia di fronte allo Stato civile promotore di unioni civili tra persone dello stesso sesso, sia di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unione?
c) Quale attenzione pastorale è possibile avere nei confronti delle persone che hanno scelto di vivere secondo questo tipo di unioni?
d) Nel caso di unioni di persone dello stesso sesso che abbiano adottato bambini come comportarsi pastoralmente in vista della trasmissione della fede?

6 - Sull’educazione dei figli in seno alle situazioni di matrimoni irregolari
a) Qual è in questi casi la proporzione stimata di bambini e adolescenti in relazione ai bambini nati e cresciuti in famiglie regolarmente costituite?
b) Con quale atteggiamento i genitori si rivolgono alla Chiesa? Che cosa chiedono? Solo i sacramenti o anche la catechesi e l’insegnamento in generale della religione?
c) Come le Chiese particolari vanno incontro alla necessità dei genitori di questi bambini di offrire un’educazione cristiana ai propri figli?
d) Come si svolge la pratica sacramentale in questi casi: la preparazione, l’amministrazione del sacramento e l’accompagnamento?

7 - Sull’apertura degli sposi alla vita
a) Qual è la reale conoscenza che i cristiani hanno della dottrina della Humanae vitae sulla paternità responsabile? Quale coscienza si ha della valutazione morale dei differenti metodi di regolazione delle nascite? Quali approfondimenti potrebbero essere suggeriti in materia dal punto di vista pastorale?
b) È accettata tale dottrina morale? Quali sono gli aspetti più problematici che rendono difficoltosa l’accettazione nella grande maggioranza delle coppie?
c) Quali metodi naturali vengono promossi da parte delle Chiese particolari per aiutare i coniugi a mettere in pratica la dottrina dell’Humanae vitae?
d) Qual è l’esperienza riguardo a questo tema nella prassi del sacramento della penitenza e nella partecipazione all’eucaristia?
e) Quali contrasti si evidenziano tra la dottrina della Chiesa e l’educazione civile al riguardo?
f) Come promuovere una mentalità maggiormente aperta alla natalità? Come favorire la crescita delle nascite?

8 - Sul rapporto tra la famiglia e persona
a) Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione dell’uomo: la famiglia è un luogo privilegiato perché questo avvenga?
b) Quali situazioni critiche della famiglia nel mondo odierno possono diventare un ostacolo all’incontro della persona con Cristo?
c) In quale misura le crisi di fede che le persone possono attraversare incidono nella vita familiare?

9 - Altre sfide e proposte
Ci sono altre sfide e proposte riguardo ai temi trattati in questo questionario, avvertite come urgenti o utili da parte dei destinatari?

NESSUN FERITO DOPO IL COLPO DI MORTAIO CHE HA COLPITO LA NUNZIATURA DI DAMASCO

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che nelle prime ore di questa mattina un colpo di mortaio ha colpito la sede della Nunziatura Apostolica a Damasco, nel quartiere centrale di Malki, in Siria. Dato che l'esplosione non ha provocato feriti, né gravi danni materiali, la Nunziatura rimane aperta al pubblico.

In una intervista alla Radio Vaticana, il Nunzio Apostolico, Arcivescovo Mario Zenari, ha precisato che i danni sono stati limitati, non ci sono stati feriti, poiché il colpo di mortaio è caduto alle 6:35 di questa mattina, quando gli impiegati della Nunziatura non erano ancora arrivati al lavoro. Il Nunzio ha aggiunto che queste cose capitano giornalmente in Siria. Sabato scorso, ha segnalato l'Arcivescovo Zenari, tre colpi di mortaio hanno danneggiato il tetto del convento dei Padri Francescani ad Aleppo, senza provocare vittime. Nelle ultime settimane, in altre zone della Damasco vecchia, sono caduti questi rockets, e attorno alla Nunziatura, anche altre volte, colpi di mortaio hanno provocato la fuga delle persone che abitano nei pressi, soprattutto bambini. Il Presule ha invitato la comunità internazionale e le parti in conflitto a raddoppiare gli sforzi per porre fine al conflitto in Siria. "La gente sta soffrendo, sta morendo ogni giorno, sta lasciando i propri villaggi, le case distrutte quotidianamente, ci sono rifugiati e sfollati ogni giorno".



lunedì 4 novembre 2013

SANTA MESSA PER I CARDINALI E I VESCOVI DEFUNTI

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti nel corso dell'anno. "Nulla potrà mai separarci dall'amore che Cristo stesso meritò per noi, donandosi totalmente. (...) Solo il peccato dell’uomo può interrompere questo legame; ma anche in questo caso Dio lo cercherà sempre, lo rincorrerà per ristabilire con lui un’unione che perdura anche dopo la morte - ha detto il Papa - anzi, un’unione che nell’incontro finale con il Padre raggiunge il suo culmine".

Con questa parole Papa Francesco ha spiegato ai presenti che i Presuli defunti sono nella mani di Dio. "Questa realtà, piena di speranza, è la prospettiva della risurrezione finale, della vita eterna, alla quale sono destinati 'i giusti', coloro che accolgono la Parola di Dio e sono docili al suo Spirito". Al termine dell'omelia il Papa ha affidato alla misericordia del Signore "i nostri fratelli Cardinali e Vescovi defunti. Uomini dediti alla loro vocazione e al loro servizio alla Chiesa, che hanno amato come si ama una sposa".


PAPA FRANCESCO: LASCIARE CHE IL SIGNORE FACCIA DELLA NOSTRA VITA UN DONO D'AMORE

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Alle 12:00 di ieri, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Papa Francesco ha dedicato la sua meditazione domenicale al Vangelo di San Luca che narra la conversione di Zaccheo. "Non c’è professione o condizione sociale, non c’è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. 'Dio ricorda', sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Lui è Padre, sempre in attesa vigile e amorevole di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno".

"Se tu hai un peso sulla tua coscienza - ha detto il Papa - se tu hai vergogna di tante cose che hai commesso, fermati un po’, non spaventarti. Pensa che qualcuno ti aspetta perché mai ha smesso di ricordarti; e questo qualcuno è tuo Padre, è Dio che ti aspetta! Arrampicati, come ha fatto Zaccheo - ha esortato il Papa - sali sull’albero della voglia di essere perdonato; io ti assicuro che non sarai deluso. Gesù è misericordioso e mai si stanca di perdonare! Ricordatelo bene, così è Gesù. (...) Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: 'Oggi devo fermarmi a casa tua', cioè nel tuo cuore, nella tua vita. E accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, può liberarci dall’egoismo e fare della nostra vita un dono d’amore".

PREGHIERA DEL SANTO PADRE NELLE GROTTE VATICANE

Città del Vaticano, 2 novembre 2013 (VIS). Nella commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre si è recato nella Grotte della Basilica Vaticana, per pregare in privato presso le tombe dei Sommi Pontefici ivi sepolti.

Queste le parole di Papa Francesco: "In queste Grotte Vaticane affidiamo alla misericordia del Padre coloro che hanno qui il loro sepolcro e attendono la resurrezione della carne. In particolare affidiamo i Sommi Pontefici che hanno svolto il servizio di pastori della Chiesa universale, perché siano partecipi dell'eterna liturgia del cielo".




SANTA MESSA AL CIMITERO DEL VERANO: AVERE IL CUORE ANCORATO NEL CIELO

Città del Vaticano, 1 novembre 2013 (VIS). Alle 16:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa all'ingresso monumentale del Cimitero del Verano a Roma. Hanno concelebrato con il Santo Padre il Cardinale Vicario Agostino Vallini, l’Arcivescovo Filippo Iannone, Vicegerente della diocesi di Roma, i Vescovi Ausiliari e il Parroco di San Lorenzo fuori le Mura, Padre Armando Ambrosi.

"A quest’ora, prima del tramonto - ha detto il Papa nell'omelia - in questo cimitero ci raccogliamo e pensiamo al nostro futuro, pensiamo a tutti quelli che se ne sono andati, che ci hanno preceduto nella vita e sono nel Signore. (...) Il Signore Dio, la bellezza, la bontà, la verità, la tenerezza, l’amore pieno. Ci aspetta tutto questo. Quelli che ci hanno preceduto e sono morti nel Signore sono là. Essi proclamano che sono stati salvati non per le loro opere – hanno fatto anche opere buone – ma sono stati salvati dal Signore (...) È Lui che ci salva, è Lui che alla fine della nostra vita ci porta per mano come un papà, proprio in quel Cielo dove sono i nostri antenati".

"Possiamo entrare nel Cielo soltanto grazie al sangue dell’Agnello, grazie al sangue di Cristo (...) che ci ha giustificati, che ci ha aperto le porte del Cielo. E se oggi ricordiamo questi nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nella vita e sono in Cielo, è perché essi sono stati lavati dal sangue di Cristo. Questa è la nostra speranza: la speranza del sangue di Cristo! Una speranza che non delude. Se camminiamo nella vita con il Signore, Lui non delude mai!".

Successivamente Papa Francesco ha citato un passaggio di San Giovanni: "'Siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è'" ed ha ribadito: Vedere Dio, essere simili a Dio: questa è la nostra speranza. E oggi, proprio nel giorno dei Santi e prima del giorno dei Morti, è necessario pensare un po’ alla speranza: questa speranza che ci accompagna nella vita. I primi cristiani dipingevano la speranza con un’ancora, come se la vita fosse l’ancora gettata nella riva del Cielo e tutti noi incamminati verso quella riva, aggrappati alla corda dell’ancora. Questa è una bella immagine della speranza: avere il cuore ancorato là dove sono i nostri antenati, dove sono i Santi, dove è Gesù, dove è Dio. Questa è la speranza che non delude; oggi e domani sono giorni di speranza".

"La speranza è un po’ come il lievito, che ti fa allargare l’anima; ci sono momenti difficili nella vita, ma con la speranza l’anima va avanti e guarda a ciò che ci aspetta. (...) Anche la speranza ci purifica, ci alleggerisce; questa purificazione nella speranza in Gesù Cristo ci fa andare in fretta, prontamente. In questo pre-tramonto d’oggi, ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita (...) Lo guardo con quella gioia di essere accolto dal Signore? Questo è un pensiero cristiano, che ci dà pace. Oggi è un giorno di gioia, ma di una gioia serena, tranquilla, della gioia della pace. Pensiamo al tramonto di tanti fratelli e sorelle che ci hanno preceduto, pensiamo al nostro tramonto, quando verrà. E pensiamo al nostro cuore e domandiamoci: 'Dove è ancorato il mio cuore?'. Se non fosse ancorato bene, ancoriamolo là, in quella riva, sapendo che la speranza non delude perché il Signore Gesù non delude".

Alla fine della messa dopo la benedizione delle tombe il Santo Padre ha pronunciato le seguenti parole: "Anche vorrei pregare in modo speciale per questi fratelli e sorelle nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, una vita più degna. Noi abbiamo visto le fotografie, la crudeltà del deserto, abbiamo visto il mare dove tanti sono affogati. Preghiamo per loro. E anche preghiamo per quelli che si sono salvati, e in questo momento sono in tanti posti d’accoglienza, ammucchiati, sperando che le pratiche legali si affrettino per potersene andare da un’altra parte, più comodi, in altri centri di accoglienza".

LA SANTITÀ È UNA VOCAZIONE PER TUTTI

Città del Vaticano, 1 novembre 2013 (VIS). "La festa di Tutti i Santi, che oggi celebriamo, ci ricorda che il traguardo della nostra esistenza non è la morte, è il Paradiso!", ha detto il Papa affacciandosi questa mattina alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"I Santi non sono superuomini, né sono nati perfetti - ha sottolineato il Pontefice - Sono come noi, come ognuno di noi, sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma (...) quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace. (...) I Santi non hanno mai odiato. Capite bene questo: l’amore è di Dio, ma l’odio da chi viene? L’odio non viene da Dio, ma dal diavolo! E i Santi si sono allontanati dal diavolo; i Santi sono uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri. Mai odiare, ma servire gli altri, i più bisognosi; pregare e vivere nella gioia; questa è la strada della santità!".

"Essere santi non è un privilegio di pochi, come se qualcuno avesse avuto una grossa eredità; tutti noi nel Battesimo abbiamo l’eredità di poter diventare santi. La santità è una vocazione per tutti. Tutti perciò siamo chiamati a camminare sulla via della santità, e questa via ha un nome, un volto: il volto di Gesù Cristo. Lui ci insegna a diventare santi. Lui nel Vangelo ci mostra la strada: quella delle Beatitudini. Il Regno dei cieli, infatti, è per quanti non pongono la loro sicurezza nelle cose, ma nell’amore di Dio; per quanti hanno un cuore semplice, umile, non presumono di essere giusti e non giudicano gli altri, quanti sanno soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce, non sono violenti ma misericordiosi e cercano di essere artefici di riconciliazione e di pace".

"Oggi, in questa festa - ha concluso il Pontefice - i Santi (...) ci dicono: fidatevi del Signore, perché il Signore non delude!" e "ci dimostrano con la loro vita che chi rimane fedele a Dio e alla sua Parola sperimenta già su questa terra il conforto del suo amore e poi il 'centuplo' nell’eternità. Questo è ciò che speriamo e domandiamo al Signore per i nostri fratelli e sorelle defunti. Con sapienza la Chiesa ha posto in stretta sequenza la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati si unisce l’orazione di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna".

Dopo la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato che nel pomeriggio al cimitero romano del Verano avrebbe pregato in particolare "per le vittime della violenza, specialmente per i cristiani che hanno perso la vita a causa delle persecuzioni" e "per quanti, fratelli e sorelle nostri, uomini, donne e bambini sono morti assaliti dalla sete, dalla fame e dalla fatica nel tragitto per raggiungere una condizione di vita migliore. In questi giorni abbiamo visto nei giornali quell’immagine crudele del deserto: facciamo tutti, in silenzio, una preghiera per questi fratelli e sorelle nostre".



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia dell'Arcivescovo Alois Kothgasser, S.D.B., all’ufficio di Arcivescovo di Salzburg, (Austria), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Carlo Bresciani, Vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto (superficie: 456; popolazione: 138.267; cattolici: 131.059; sacerdoti: 113; religiosi: 190; diaconi permanenti: 14), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Nave (Italia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1975. Dal 1982 al 1985 è è stato Vicario Cooperatore festivo a Maderno sul Lago di Garda, dal 1985 al 1986 a S. Vigilio di Concesio e dal 1986 al 2009 a Lodrino in Valle Trompia. Dal 1982 al 2009 è stato Docente all’Università Cattolica di Milano e dal 1982 al 2001 Assistente Ecclesiastico dell’Associazione dei Medici Cattolici (AMCI). Dal 1997 al 2009 ha diretto l’Istituto Superiore di Scienze Religiose presso l’Università Cattolica, Sede di Brescia. Nel 2004 è stato nominato Direttore dell’Istituto Superiore Formatori di Brescia, collegato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nel 2009 è stato nominato Rettore del Seminario diocesano di Brescia. Succede al Vescovo Gervasio Gestori del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Valerio Lazzeri Vescovo della diocesi di Lugano (superficie: 2.811; popolazione: 317.000; cattolici: 241.000; sacerdoti: 257; religiosi: 449; diaconi permanenti: 6), Svizzera. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Dongio (Svizzera) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1991 è stato nominato Vice-Rettore e Docente nel Collegio Papio di Ascona. Dal 1993 al 1999 ha prestato servizio presso la Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nel 1999 Vicario parrocchiale a Locarno, Docente di Teologia Spirituale e di Patristica presso la Facoltà di Lugano e Vicario episcopale per le Religiose. Succede al Vescovo Pier Giacomo Grampa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Warszawa (Polonia), presentata dal Vescovo Marian Duś, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Józef Górzyński, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Warszawa (superficie: 3.350; popolazione: 1.543.700; cattolici: 1.420.000; sacerdoti: 1.220; religiosi: 2.604; diaconi pe4rmanenti: 1), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Zelechów (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985. Dal 1985 al 1987 è stato Vicario parrocchiale a Grójec; dal 1993 Docente di liturgia nel Seminario maggiore di Warszawa. Dal 1999 Presidente della Commissione teologica presso il Collegio nazionale dei coordinatori del Rinnovamento nello Spirito. Dal 2002 al 2007 Vicepresidente della Commissione liturgica nell’arcidiocesi di Warszawa. Dal 2004 al 2012 Parroco della parrocchia dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a Warszawa. È stato finora moderatore della Curia, membro del Consiglio pastorale, del Consiglio presbiterale e del Collegio dei consultori e presidente della Commissione liturgica dell’arcidiocesi di Warszawa.

- Ha nominato Monsignor Rafał Markowski Vescovo Ausiliare di Warszawa (Polonia). Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Józefów (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Dal 1982 al 1985 è stato Vicario parrocchiale a Warka; dal 1987 al 1993 Prefetto di disciplina nel Seminario maggiore di Varsavia. Dal 1993 al 2002 Direttore dell’emittente radiofonica “Plus”, trasformatasi poi in “Radio Józef”. Attualmente è portavoce e amministratore dell’arcivescovado di Varsavia, Rettore della chiesa della Beata Vergine Maria Madre di Dio, dove si trova anche il centro delle Fraternità monastiche di Gerusalemme, Professore aggiunto nell’Università Cardinale Stefan Wyszyński e membro della Commissione della Conferenza Episcopale Polacca per il dialogo con le religioni non cristiane.

- Ha nominato il Reverendo Mitrato Eugeniusz Mirosław Popowicz, Vescovo Ausiliare dell’Arcieparchia di Przemyśl-Warszawa dei Bizantini (cattolici: 30.000; sacerdoti: 48; religiosi: 100; diaconi permanenti: 3), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Czluchów (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale a Elblag e Pasłęk; vicario giudiziale e docente nel Seminario maggiore a Leopoli; vicario episcopale e parroco a Górowo Iławeckie e Lelkowo; docente nel Seminario maggiore dei Padri Basiliani a Przemyśl; membro del Consiglio presbiterale, del Collegio dei consultori e del Consiglio economico. Dal 1996 è Parroco della Cattedrale bizantina di Przemyśl e Protosincello dell’Arcieparchia.

- Ha nominato il Padre Georges Abou Khazen, O.F.M., Vicario Apostolico di Aleppo dei Latini (cattolici: 13.000; sacerdoti: 42; religiosi: 258), Siria. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 ad Aïn Zebdeh (Libano), ha emesso i voti perpetui nell'Ordine dei Frati Minori nel 1972 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973. È stato inviato come vicario parrocchiale ad Alessandria d’Egitto ed in seguito a Gerusalemme presso la parrocchia del Santissimo Salvatore, della quale è divenuto parroco nel 1975. Dal 1983 al 1998 è stato parroco a Betlemme e poi nuovamente a Gerusalemme fino al 2004. Da allora è guardiano e parroco di S. Francesco in Aleppo e Vicario Generale per il Nord della Siria. È stato finora Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis del medesimo Vicariato.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Esarca e Superiore Generale della Congregazione d'Italia dei Monaci Basiliani, a norma del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, canone 201, paragrafo 1, presentata dal Padre Archimandrita Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I.

- Ha nominato il Vescovo Marcello Semeraro, che è Vescovo di Albano (Italia), Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata.

- Ha nominato l'Abata Michel Van Parys, O.S.B., Egumeno dell'Abbazia Territoriale di Santa Maria di Grottaferrarta.

Venerdì 1° novembre, il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Mombasa (Kenya), presentata dal Vescovo Boniface Lele, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Emmanuel Barbera, O.F.M. Cap., Vescovo della Diocesi di Malindi, Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'Arcidiocesi di Mombasa.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Cleveland (Stati Uniti d'America.), presentata dal Vescovo Roger W. Gries, O.S.B., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Max Leroy Mésidor, finora Vescovo della diocesi di Fort-Liberté. Arcivescovo Coadiutore di Cap-Haïtien (superficie: 2.200; popolazione: 1.575.000; cattolici: 814.000; sacerdoti: 83; religiosi: 143), Haiti. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1962 a Saint-Marc (Haiti), è stato ordinato sacerdote nel 1988 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2012. Dal 1988 al 1989 è stato Vicario parrocchiale a Petite-Rivière de l’Artibonite; dal 1989 al 1992 Amministratore della medesima parrocchia; dal 1992 al 1993 Vicario nella Cattedrale di Les Gonaïves; dal 1993 al 1998 Parroco della Parrocchia della Visitazione; dal 2000 al 2008 Parroco della Parrocchia di Saint-Marc; dal 2008 al 2012 Vicario generale della diocesi e Parroco della Cattedrale di Les Gonaïves.

giovedì 31 ottobre 2013

CIRCOLO DI SAN PIETRO: CONTINUATE AD ESSERE SEGNO VISIBILE DELLA CARITÀ DI CRISTO VERSO QUANTI SI TROVANO NEL BISOGNO

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, nel ricevere nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i Soci del Circolo San Pietro, il Santo Padre, ricordando le finalità del Circolo, ha detto: "Ogni giorno ciascuno di noi è chiamato ad essere consolatore, a farsi strumento umile ma generoso della provvidenza di Dio e della sua misericordiosa bontà, del suo amore che capisce e compatisce, della sua consolazione che solleva e dà coraggio". Il Papa ha anche ringraziato i Soci del Circolo per l'Obolo di San Pietro raccolto nelle chiese di Roma che è partecipazione alla sollecitudine del Papa per le persone più bisognose della Città.

"Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Pontefice - continuate ad essere segno visibile della carità di Cristo verso quanti si trovano nel bisogno sia in senso materiale che in senso spirituale, come pure verso i pellegrini che giungono a Roma da ogni parte del mondo. (...)
Vi incoraggio a proseguire in questa vostra azione, attingendo l’amore da dare ai fratelli alla scuola della carità divina, mediante la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio".

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Oggi, 31 ottobre 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MARTIRIO

- del Servo di Dio Antonio Durcovici, Vescovo di Iai (Romania); nato ad Altenburg (Austria) il 17 maggio 1888 e ucciso in odio alla Fede nel carcere di Sighet (Bucarest, Romania), il 10 dicembre 1951;

VIRTÙ EROICHE

- della Serva di Dio Onoria "Nano" Nagle (in religione: Giovanna di Dio), irlandese, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Presentazione della Beata Vergine Maria, (1718-1784);

- della Serva di Dio Celestina Bòttego, statunitense, Fondatrice della Società Missionaria di Maria, (1895-1980);

- della Serva di Dio Olga della Madre di Dio (al secolo: Olga Maria Fortunata Gugelmo), italiana, Suora professa della Congregazione delle Figlie della Chiesa, (1910-1943).

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE NOVEMBRE 2013

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di novembre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i sacerdoti che sperimentano difficoltà siano confortati nelle loro sofferenze, sostenuti nei loro dubbi e confermati nella loro fedeltà".

Missionaria: "Perché le Chiese dell'America Latina, come frutto della missione continentale, mandino missionari ad altre Chiese".


CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI NEL FEBBRAIO 2014

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha reso noto in un Comunicato che:

"In occasione della riunione del 'Consiglio di cardinali' dei primi di ottobre scorso (1-3 ottobre) e nella successiva riunione del Consiglio del Sinodo (7-8 ottobre), il Papa ha informato i partecipanti della sua intenzione di convocare un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali in occasione della Festa della Cattedra di San Pietro, 22 febbraio. Il Papa Francesco ha deciso di informare per tempo della sua decisione di convocare un Concistoro in febbraio in modo da facilitare anche la programmazione delle altre riunioni a cui devono partecipare cardinali di diverse parti del mondo".

"Si può infatti prevedere che il Papa intenda far precedere il Concistoro, come già altre volte hanno fatto i suoi predecessori, da una Riunione del Collegio cardinalizio. Prima di questa riunione - si prevede nei giorni 17-18 - avrà luogo anche la terza riunione del 'Consiglio di cardinali' (detto 'degli otto cardinali'), mentre dopo il Concistoro, il 24-25, avrà luogo la riunione del Consiglio del Sinodo".

"Anche la prossima riunione del Consiglio dei cardinali per i problemi economici e organizzativi della Santa Sede (il cosiddetto “Consiglio dei 15”) sarà prevedibilmente in calendario, come gli altri anni, nel mese di febbraio, probabilmente nella settimana precedente".

SEMINARIO IN VATICANO SUL TRAFFICO DI ESSERI UMANI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). "Il traffico di esseri umani: schiavitù moderna. Le persone indigenti e il messaggio di Gesù Cristo" è il titolo del Seminario che, rispondendo al desiderio di Papa Francesco, è stato organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali con la FIAMC (Federazione Mondiale delle Associazioni di Medici Cattolici). Al Seminario, che si terrà il 2 e 3 novembre nella Casina Pio IV in Vaticano, parteciperanno 22 esperti provenienti da diversi paesi ed organizzazioni internazionali, fra i quali la nigeriana Joy Ngozi Ezello, specialista delle Nazioni Unite sul traffico di esseri umani, in particolare donne e bambini, il medico spagnolo José Antonio Lorente, Direttore scientifico del GENYO (Centro Pfizer-Universidad de Granada-Junta de Andalucia di Genomica e Ricerca Oncologica).

"Nel corso dei lavori verrà esaminato il problema del traffico di esseri umani al fine di valutare lo stato reale del fenomeno e verrà analizzato un ordine del giorno per contrastare tale odioso crimine. Attualmente le scienze naturali offrono nuovi strumenti contro questa nuova forma di schiavitù, come il registro digitale per confrontare il DNA di bambini scomparsi non identificati (inclusi i casi di adozione illegale) con quello dei membri della famiglia che ne ha denunciato la scomparsa", scrive il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia della Scienze Sociali.

"Nessuno può negare che 'il traffico di esseri umani costituisce un crimine scandaloso contro la dignità umana, una grave violazione dei diritti umani fondamentali ed un evidente acceleratore dei profitti criminali nel nuovo secolo. Il Concilio Vaticano II ha ribadito che 'la schiavitù, la prostituzione, la vendita di donne e bambini e condizioni di lavoro degradanti in cui la persona è considerata strumento di profitto e non persona libera e responsabile' sono 'infamie' che 'avvelenano la società umana' (...) e costituiscono un supremo affronto al Creatore".

"Secondo il recente rapporto UNODC 2012 Report on Trafficking, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha stimato che fra il 2002 e il 2010 '20.9 milioni di persone sono state globalmente vittime di lavoro forzato. Tale stima comprende anche vittime del traffico di esseri umani ai fini del lavoro e dello sfruttamento sessuale. Ogni anno, circa due milioni di persone sono vittime del traffico a fini di sfruttamento sessuale, 60% delle quali ragazze. Il traffico di organi raggiunge quasi l'1% di questi due milioni, colpendo così 20.000 persone che sono obbligate o persuase con l'inganno a donare un organo (fegato, rene, pancreas, cornea, polmone, e perfino il cuore)".

"Alcuni osservatori - ribadisce il Vescovo Sánchez Sorondo - sostengono che entro dieci anni il traffico di esseri umani supererà il traffico di droga e di armi per diventare l'attività criminale più lucrosa al mondo". Inoltre "lo sfruttamento sessuale internazionale non si limita alle aree più povere e poco sviluppate del mondo - è un problema che interessa ogni regione del pianeta. Paesi con grandi industrie del sesso (spesso legali) creano la domanda per il traffico di donne e ragazze, mentre i paesi dove i trafficanti possono facilmente reclutare forniscono la materia prima. Generalmente nei paesi economicamente depressi i trafficanti possono reclutare con maggior facilità".

Il Vescovo Sánchez Sorondo conclude ricordando le parole di Papa Francesco in occasione della canonizzazione della santa messicana Guadalupe García Zavala: i poveri, gli abbandonati, i malati e gli emarginati sono la carne di Cristo. E Madre Lupita che toccava la carne di Cristo ci ha insegnato a "non vergognarci, a non temere e a non provare ripugnanza a 'toccare la carne di Cristo'. Le parole di Papa Francesco sono la chiara risposta del messaggio cristiano a questa nuova forma di schiavitù contemporanea che costituisce un'aberrante violazione della dignità e dei diritti dell'essere umano".

UDIENZE

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente emerito della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”.

- Il Rabbino Arieh Sztokman, con la Consorte.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Pablo Cedano Cedano, all’ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Santo Domingo (Repubblica Dominicana), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Joseph Gébara, Vescovo-Coadiutore dell'Eparchia di Nossa Senhora do Paraíso em São Paulo dei Greco-Melkiti (cattolici: 433.000; sacerdoti: 11; religiosi: 4; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato ad Amatour (Libano) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1995 ha svolto il servizio pastorale nella chiesa Saint Elie di Dekwaneh; dal 1996 al 1998 ha collaborato nella parrocchia di Saint-Julien-le-Pauvre e dal 1998 al 2003 nella parrocchia Notre-Dame des Champs a Montparnasse (Parigi); dal 2003 è docente all’Istituto Teologico Saint Paul di Harissa; dal 2004 all’Università Saint Joseph di Beirut; dal 2005 all’Università Saint Esprit di Kaslik e dal 2006 all’“Università Antonina” di Baabda; dal 2013 è Direttore dell’Istituto di studi islamo-cristiani dell’Università Saint Joseph. È stato finora parroco della Chiesa Notre-Dame de la Délivrance di Hadath (Libano).

AVVISO

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Informiamo i nostri lettori che domani, venerdì 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione del servizio riprenderà Lunedì 4 novembre.

mercoledì 30 ottobre 2013

COMUNIONE DEI SANTI: TRA LE VERITÀ PIÙ CONSOLANTI DELLA NOSTRA FEDE

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). La "comunione dei santi", "una realtà molto bella della nostra fede", come l'ha definita Papa Francesco, è stato il tema della catechesi per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 80.000 persone.

Con l'espressione comunione dei santi si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. Il Papa si è soffermato sul secondo significato: la comunione tra le persone sante che è "una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine 'santi' si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo".

La relazione tra Gesù e il Padre è la “'matrice' del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa 'matrice', in questa fornace ardente di amore, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L'amore di Dio brucia anche i nostri peccati. Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio".

Passando al secondo significato della comunione dei santi il Papa ha detto: "La nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. (...) Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti abbiamo sperimentato questo, anch'io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. Tutto ciò - ha spiegato il Pontefice - non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti. (...) Tuttavia, in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano. (...) In questa comunione - comunione vuol dire comune-unione - siamo una grande famiglia, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro".

Il terzo aspetto della comunione dei santi è che essa "va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi, va al di là e continua nell'altra vita; è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo - fra noi - e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione. (...) È una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagna nel cammino della vita e ci fa trovare un'altra volta lassù in cielo. Andiamo per questo cammino con fiducia, con gioia".


APPELLO DEL PAPA A PREGARE PER L'IRAQ AFFINCHÉ CESSINO TRAGICI EPISODI DI VIOLENZA

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Dopo la catechesi, il Santo Padre ha annunciato che al termine dell'Udienza Generale avrebbe salutato una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che "costituiscono la ricchezza del Paese", accompagnata dal Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. "Vi invito - ha detto il Papa - a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell’unità e della stabilità".



DECIMA ASSEMBLEA GENERALE DEL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE DI GINEVRA

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Dal 30 ottobre all'8 novembre, a Busan (Repubblica di Corea), il Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra tiene la sua Decima Assemblea Generale, sul tema: “Dio della Vita, portaci alla giustizia e alla pace”.

L’Assemblea, il più importante organo di gestione del CEC, è convocata ogni sette anni. Sebbene la Chiesa cattolica non sia membro del CEC, essa intrattiene una multiforme collaborazione con questo organismo, partecipando alla ricerca teologica della Commissione 'Fede e Costituzione' sulle principali questioni che dividono ancora i cristiani, nel campo dell'ecclesiologia e soprattutto tramite un 'Gruppo Misto di Lavoro' che coordina le varie attività ed iniziative congiunte. Per tale motivo, è presente a Busan una delegazione cattolica ufficiale, i cui membri partecipano in veste di osservatori.

Il Santo Padre ha inviato un Messaggio al Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani nel quale auspica che la presente Assemblea "contribuisca a consolidare l'impegno di tutti i seguaci di Cristo ad intensificare la preghiera e la cooperazione al servizio del Vangelo e del bene integrale della nostra famiglia umana. Il mondo globalizzato nel quale viviamo esige da noi una comune testimonianza della dignità, data da Dio, ad ogni essere umano e l'effettiva promozione delle condizioni culturali, sociali e giuridiche che consentono agli individui e alle comunità di crescere in libertà, sostenendo la missione della famiglia quale pietra angolare della società, assicurando una educazione solida e completa ai giovani, e garantendo a tutti il libero esercizio della libertà religiosa. In fedeltà al Vangelo, e in risposta alle urgenti necessità del tempo presente, siamo chiamati a raggiungere quanti si trovano nelle periferie esistenziali delle nostre società e a dimostrare particolare solidarietà ai nostri fratelli e sorelle più vulnerabili: i poveri, i disabili, i non nati e i malati, i migranti e i rifugiati, gli anziani e i giovani disoccupati".

Il Santo Padre auspica che l'Assemblea Generale contribuisca a dare nuovo impulso di vitalità e prospettive a quanti sono impegnati nella santa causa dell'unità dei cristiani, fedeli alla volontà del Signore per la sua Chiesa ed aperti alle ispirazioni dello Spirito Santo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Richard Ng, Vescovo di Miri (superficie: 42.000; popolazione: oltre 600.000; cattolici: 80.000; sacerdoti 16; religiosi: 20), Malesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Kuching (Malesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1996 è stato Vicario parrocchiale di S. Giuda, Bunan Gega; dal 1996 al 1998 Vicario parrocchiale di S. Teresa, Bunan Gega; dal 1998 al 1999: Vicario parrocchiale della Cattedrale di Kuching; dal 2003 al 2007 Docente di Sacra Scrittura nel Seminario Maggiore di Kuching; dal 2007 al 2008 Vice Rettore del Seminario Maggiore di Kuching. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kuching (Malesia), succede al Vescovo Anthony Lee Kok Hin, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti di età.


martedì 29 ottobre 2013

VERTICE DEI CAPI DELLE CHIESE ORIENTALI SUL MEDIO ORIENTE

Città del Vaticano, 29 ottobre 2013 (VIS). Nella sua prolusione per l'apertura del nuovo Anno accademico del Pontificio Istituto Orientale, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha annunciato che il 21 novembre prossimo, alla presenza del Santo Padre, si terrà in Vaticano un Vertice dei Patriarchi e degli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali per la Siria, l'Iraq e il Medio Oriente.

L'incontro, organizzato nel quadro della plenaria del dicastero, si terrà dal 19 al 22 novembre, sul tema: "Le Chiese Orientali cattoliche a 50 anni dal Concilio ecumenico Vaticano II".

Il Cardinale Sandri ha precisato che "Papa Francesco ha accettato di ripetere l'incontro avvenuto per la prima volta nel 2009 quando i Capi delle Chiese Orientali furono ascoltati da Benedetto XVI in una proficua mattinata di riflessione aperta e chiusa dalla preghiera. Ora potranno nuovamente intervenire davanti al Papa Francesco sulla situazione dei cristiani orientali".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Leonard P. Blair, Arcivescovo di Hartford (superficie: 5.926; popolazione: 1.996.000; cattolici: 718.000; sacerdoti: 393; religiosi: 818; diaconi permanenti: 289), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1949 a Detroit (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1976 e ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Finora Vescovo di Toledo (Stati Uniti d'America), succede all'Arcivescovo Henry J. Mansell, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Gabriel ‘Leke Abegunrin, Arcivescovo di Ibadan (superficie: 7.000; popolazione: 5.450.000; cattolici: 443.000; sacerdoti: 150; religiosi: 586), Nigeria. Finora Vescovo della Diocesi di Osogbo (Nigeria), succede all'Arcivescovo Felix Alaba Adeosin Job, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Kurt R. Burnette, all’ufficio di Vescovo Eparchiale di Passaic dei Ruteni (cattolici: 14.729; sacerdoti: 80; religiosi: 27, diaconi permanenti: 26), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 vicino a Fakenham (Regno Unito) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1988. È stato finora Rettore del "Saints Cyril and Methodius Seminary" di Pittsburgh.

- Ha nominato il Padre Áureo Patricio Bonilla Bonilla, O.F.M., attualmente Vicario Provinciale dell'Ordine dei Frati Minori in Ecuador, Vicario Apostolico di Galápagos (superficie: 8.010; popolazione: 25.124; cattolici: 18.850; sacerdoti: 11; religiosi: 13), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Riobamba (Ecuador), ha emesso la professione solenne nell'Ordine dei Frati Minori nel 1993 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Finora Vicario Provinciale dell'Ordine dei Frati Minori in Ecuador, succede al Vescovo Manuel Antonio Valarezo Luzariaga, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato Apostolico, presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 28 ottobre 2013

CENTRO TELEVISIVO VATICANO: PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 28 ottobre 2013 (VIS). In questi giorni ricorre il trentesimo anniversario del Centro Televisivo Vaticano (CTV), istituito dal Beato Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1983. "Di strada ne è stata fatta molta in questi tre decenni di attività - ha affermato Papa Francesco nel ricevere questa mattina in udienza i Dirigenti, i Dipendenti e i Collaboratori del CTV - Ora si aprono importanti sfide tecnologiche (...) alle quali non dobbiamo sottrarci, per mantenere saldamente 'la prospettiva evangelica in questa specie di autostrada globale della comunicazione'".

Nel ringraziare i collaboratori del CTV per la loro disponibilità e per quella delle loro famiglie che "vivono l’agenda settimanale sugli impegni del Papa!", il Santo Padre ha avuto parole di esortazione dicendo loro: "Giocate come squadra. L’efficacia della pastorale della comunicazione è possibile creando legami, facendo convergere attorno a progetti condivisi una serie di soggetti; una 'unione di intenti e di forze'. Sappiamo che questo non è facile, ma se vi aiutate insieme a fare squadra tutto diventa più leggero e, soprattutto, anche lo stile del vostro lavoro sarà una testimonianza di comunione".

"Siate professionisti al servizio della Chiesa. - è stato il secondo consiglio del Pontefice - Il vostro lavoro è di grande qualità, e così dev’essere per il compito che vi è assegnato. Ma la professionalità per voi sia sempre servizio alla Chiesa, in tutto: nelle riprese, nella regia, nelle scelte editoriali, nell’amministrazione. Tutto può essere fatto con uno stile, una prospettiva che è quella ecclesiale, quella della Santa Sede. È necessario che la comunicazione del CTV sappia effondere negli spettatori, nei fedeli e nei 'distanti', il profumo e la speranza del Vangelo".


MESSAGGIO AGLI INDÙ PER LA FESTA DI DEEPAVALI

Città del Vaticano, 28 ottobre 2013 (VIS). "Cristiani e Indù: favorire le relazioni umane con l’amicizia e la solidarietà" è il tema del messaggio che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato agli Indù in occasione della festa di Deepavali, la festa della luce, che quest'anno ricorre il 3 novembre. Il Messaggio porta anche la firma del Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

"In questo mondo così competitivo, in cui crescenti tendenze individualistiche e materialistiche hanno effetti negativi sulle relazioni umane e creano spesso divisioni nelle famiglie e nell’intera società, vorremmo condividere con voi le nostre riflessioni su come cristiani ed indù, con l’amicizia e la solidarietà, possono favorire le relazioni umane a beneficio di tutta l’umanità".

"Le relazioni sono fondamentali per l’umana esistenza. La sicurezza e la pace nelle comunità locali, nazionali o internazionali sono in gran parte determinate dalla qualità del nostro interagire umano. L’esperienza insegna che, più approfondiamo le nostre relazioni, più siamo capaci di progredire nella collaborazione, nella costruzione della pace   e nell’autentica solidarietà ed armonia. In breve, la capacità di favorire relazioni rispettose è la misura di un autentico progresso umano, ed è essenziale per promuovere la pace ed lo sviluppo integrale".

"Queste relazioni dovrebbero scaturire naturalmente dalla nostra comune umanità, perché le relazioni umane sono al centro dell’esistenza umana e del suo progredire, dando origine spontaneamente a un senso di solidarietà nei confronti degli altri. Prescindendo dalle nostre differenze etniche, culturali, religiose ed ideologiche, noi tutti apparteniamo, infatti, all’unica famiglia umana".

"Purtroppo, la crescita nella società del materialismo e del disprezzo verso i valori spirituali e religiosi più profondi è accompagnata da una pericolosa tendenza a dare identico valore alle cose materiali ed alle relazioni umane, riducendo, così, la persona umana da un 'qualcuno' a un 'qualcosa' che si può mettere da parte a propria discrezione. Inoltre, le tendenze individualistiche generano un falso senso di sicurezza favorendo ciò che Sua Santità Papa Francesco ha descritto come 'cultura dell’esclusione', 'cultura dello scarto' e 'globalizzazione dell’indifferenza'”.

"La promozione di 'una cultura della relazione' e di 'una cultura della solidarietà' è perciò un imperativo per tutti i popoli, ed invita ad incoraggiare relazioni basate sull’amicizia e sul reciproco rispetto, a beneficio dell’intera famiglia umana. Questo esige che la dignità intrinseca della persona umana sia comunemente riconosciuta e promossa. È evidente che l’amicizia e la solidarietà sono strettamente legate. Infine, 'la cultura della solidarietà è vedere nell’altro non un concorrente o un numero, ma un fratello. E tutti noi siamo fratelli!' (Papa Francesco, Visita alla Comunità di Varginha (Manguinhos), Rio de Janeiro, 25 luglio 2013)".

"In conclusione, desideriamo affermare il nostro convincimento che la cultura della solidarietà si può ottenere solo come 'risultato di uno sforzo concertato di tutti verso il bene comune' (Papa Francesco, Incontro con la classe dirigente del Brasile, Rio de Janeiro, 27 luglio 2013). Sostenuti dagli insegnamenti delle nostre rispettive religioni e coscienti dell’importanza di costruire relazioni autentiche, possiamo noi, indù e cristiani, agire individualmente e collettivamente, insieme con tutte le tradizioni religiose e le persone di buona volontà, per favorire e rafforzare la famiglia umana attraverso l’amicizia e la solidarietà".

FAMIGLIE CRISTIANE: "SONO MISSIONARIE ANCHE NELLA VITA DI OGNI GIORNO, FACENDO LE COSE DI TUTTI I GIORNI, METTENDO IN TUTTO IL SALE E IL LIEVITO DELLA FEDE! Città del Vaticano, 27 ottobre 2013 (VIS). Il pellegrinaggio della famiglia in occasione

dell'Anno della Fede si è concluso questa mattina con la Santa Messa celebrata da Papa Francesco in una Piazza San Pietro gremita di fedeli, come Via della Conciliazione e le vie adiacenti. Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell'omelia pronunciata dal Santo Padre dopo la lettura del Vangelo.

"Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Il fariseo incarna un atteggiamento che non esprime il rendimento di grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, ma piuttosto soddisfazione di sé. Il fariseo si sente giusto, si sente a posto, si pavoneggia di questo e giudica gli altri dall’alto del suo piedestallo. Il pubblicano, al contrario, non moltiplica le parole. La sua preghiera è umile, sobria, pervasa dalla consapevolezza della propria indegnità, delle proprie miserie: quest’uomo davvero si riconosce bisognoso del perdono di Dio, della misericordia di Dio.

Quella del pubblicano è la preghiera del povero, è la preghiera gradita a Dio che, come dice la prima Lettura, «arriva fino alle nubi» (Sir 35,20), mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità.

Alla luce di questa Parola, vorrei chiedere a voi, care famiglie: pregate qualche volta in famiglia? Qualcuno sì, lo so. Ma tanti mi dicono: ma come si fa? Ma, si fa come il pubblicano, è chiaro: umilmente, davanti a Dio. Ognuno con umiltà si lascia guardare dal Signore e chiede la sua bontà, che venga a noi. Ma, in famiglia, come si fa? Perché sembra che la preghiera sia una cosa personale, e poi non c’è mai un momento adatto, tranquillo, in famiglia … Sì, è vero, ma è anche questione di umiltà, di riconoscere che abbiamo bisogno di Dio, come il pubblicano! E tutte le famiglie, abbiamo bisogno di Dio: tutti, tutti! Bisogno del suo aiuto, della sua forza, della sua benedizione, della sua misericordia, del suo perdono. E ci vuole semplicità: per pregare in famiglia, ci vuole semplicità! Pregare insieme il "Padre nostro", intorno alla tavola, non è una cosa straordinaria: è facile. E pregare insieme il Rosario, in famiglia, è molto bello, dà tanta forza! E anche pregare l’uno per l’altro: il marito per la moglie, la moglie per il marito, ambedue per i figli, i figli per i genitori, per i nonni … Pregare l’uno per l’altro. Questo è pregare in famiglia, e questo fa forte la famiglia: la preghiera.

2. La seconda Lettura ci suggerisce un altro spunto: la famiglia custodisce la fede. L’apostolo Paolo, al tramonto della sua vita, fa un bilancio fondamentale, e dice: «Ho conservato la fede» (2 Tm 4,7). Ma come l’ha conservata? Non in una cassaforte! Non l’ha nascosta sottoterra, come quel servo un po’ pigro. San Paolo paragona la sua vita a una battaglia e a una corsa. Ha conservato la fede perché non si è limitato a difenderla, ma l’ha annunciata, irradiata, l’ha portata lontano. Si è opposto decisamente a quanti volevano conservare, "imbalsamare" il messaggio di Cristo nei confini della Palestina. Per questo ha fatto scelte coraggiose, è andato in territori ostili, si è lasciato provocare dai lontani, da culture diverse, ha parlato francamente senza paura. San Paolo ha conservato la fede perché, come l’aveva ricevuta, l’ha donata, spingendosi nelle periferie, senza arroccarsi su posizioni difensive.
Anche qui, possiamo chiedere: in che modo noi, in famiglia, custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi, nella nostra famiglia, come un bene privato, come un conto in banca, o sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza, con l’apertura agli altri? Tutti sappiamo che le famiglie, specialmente quelle giovani, sono spesso "di corsa", molto affaccendate; ma qualche volta ci pensate che questa "corsa" può essere anche la corsa della fede? Le famiglie cristiane sono famiglie missionarie. Ma, ieri abbiamo sentito, qui in piazza, la testimonianza di famiglie missionarie. Sono missionarie anche nella vita di ogni giorno, facendo le cose di tutti i giorni, mettendo in tutto il sale e il lievito della fede! Conservare la fede in famiglia e mettere il sale e il lievito della fede nelle cose di tutti i giorni.

3. E un ultimo aspetto ricaviamo dalla Parola di Dio: la famiglia che vive la gioia. Nel Salmo responsoriale si trova questa espressione: «i poveri ascoltino e si rallegrino» (33/34,3). Tutto questo Salmo è un inno al Signore, sorgente di gioia e di pace. E qual è il motivo di questo rallegrarsi? E’ questo: il Signore è vicino, ascolta il grido degli umili e li libera dal male. Lo scriveva ancora san Paolo: «Siate sempre lieti … il Signore è vicino!» (Fil 4,4-5). Eh … a me piacerebbe fare una domanda, oggi. Ma, ognuno la porta nel suo cuore, a casa sua, eh?, come un compito da fare. E si risponde da solo. Come va la gioia, a casa tua? Come va la gioia nella tua famiglia? Eh, date voi la risposta.

Care famiglie, voi lo sapete bene: la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli… La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base di questo sentimento di gioia profonda c’è la presenza di Dio, la presenza di Dio nella famiglia, c’è il suo amore accogliente, misericordioso, rispettoso verso tutti. E soprattutto, un amore paziente: la pazienza è una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo amore paziente, l’uno con l’altro. Avere pazienza tra di noi. Amore paziente. Solo Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società.

Care famiglie, vivete sempre con fede e semplicità, come la santa Famiglia di Nazaret. La gioia e la pace del Signore siano sempre con voi!".

ANGELUS: MARIA, REGINA DELLA FAMIGLIA, PREGA PER NOI

Città del Vaticano, 27 ottobre 2013 (VIS). Al termine della Santa Messa, celebrata nella Giornata della Famiglia in occasione dell'Anno della Fede, Papa Francesco ha recitato una preghiera davanti all'icona della Santa Famiglia di Nazaret, raccomandando tutte le famiglie perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.

Prima della recita dell'Angelus, il Papa ha salutato e ringraziato tutti i pellegrini, specialmente le famiglie presenti in Piazza San Pietro. Successivamente ha rivolto parole di saluto ai Vescovi e ai fedeli della Guinea Equatoriale, giunti a Roma in occasione della ratifica dell'Accordo con la Santa Sede. "La Vergine Immacolata - ha detto Papa Francesco - protegga il vostro amato popolo e vi ottenga di progredire sulla via della concordia e della giustizia".

"Adesso pregheremo insieme l’Angelus. Con questa preghiera invochiamo la protezione di Maria, nostra Madre, per le famiglie del mondo intero, in modo particolare per quelle che vivono situazioni di maggiore difficoltà. Maria, Regina della Famiglia, prega per noi!", ha concluso il Papa, invitando i presenti a ripetere l'invocazione alla Vergine.


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