Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 26 luglio 2013

IL PAPA AI GIOVANI: LA FEDE COMPIE NELLA NOSTRA VITA UNA RIVOLUZIONE CHE POTREMMO CHIAMARE COPERNICANA

Città del Vaticano, 26 luglio 2013 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri (18:00 ora locale, 21:00 ora di Roma), sul lungomare di Copacabana, un milione di giovani ha salutato Papa Francesco nel suo primo incontro con i giovani brasiliani e con i partecipanti alla GMG. Per l'occasione è stato allestito un gigantesco palco ispirato alla linea irregolare delle montagne di Rio de Janeiro, definito dal direttore artistico Abel Gomes "una scultura di 4 mila metri quadri". La costruzione ha richiesto l'allestimento di quattro piattaforme circolari di altezze diverse unite tra di loro da una scala. Dietro al Papa è stato allestito un megaschermo di 15 metri affinché i giovani delle ultime file potessero vedere e ascoltare il Papa. Prima dell'incontro propriamente detto ha avuto luogo una rappresentazione dal titolo "Rio de Fe" in cui 150 giovani hanno presentato artisticamente la vita quotidiana della "Città Meravigliosa". Dopo il saluto dell'Arcivescovo Orani João Tempesta, il Santo Padre ha preso la parola.

"Vedo in voi la bellezza del volto giovane di Cristo e il mio cuore si riempie di gioia!" - ha esclamato il Papa nel salutare i giovani e, ricordando la prima Giornata Mondiale della Gioventù che si tenne a Buenos Aires, la sua città, nel 1987, ha detto: "Prima di continuare vorrei ricordare il tragico incidente nella Guyana francese, che hanno sofferto i giovani che venivano a questa Giornata. Lì ha perso la vita la giovane Sophie Morinière, e altri giovani sono stati feriti. Vi invito a fare un momento di silenzio e di preghiera a Dio, nostro Padre, per Sophie, per i feriti e per i familiari".

"Quest’anno - ha proseguito il Pontefice - la Giornata ritorna, per la seconda volta, in America Latina. E voi, giovani, avete risposto in tanti all'invito del Papa Benedetto XVI, che vi ha convocato per celebrarla. Lo ringraziamo con tutto il cuore! A lui che ci ha convocati oggi, qui, inviamo un saluto e un forte applauso. Voi sapete che prima di venire in Brasile ho conversato con lui, e gli ho chiesto di accompagnarmi nel Viaggio, con la preghiera. E lui mi ha detto: vi accompagno con la preghiera e sarò vicino alla televisione. Così, in questo momento, ci sta guardando. Il mio sguardo si estende su questa grande folla: Siete in tanti! Venite da tutti i continenti! Siete spesso distanti non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista esistenziale, culturale, sociale, umano. Ma oggi siete qui, anzi oggi siamo qui, insieme, uniti per condividere la fede e la gioia dell’incontro con Cristo, dell’essere suoi discepoli. Questa settimana, Rio diventa il centro della Chiesa, il suo cuore vivo e giovane, perché voi avete risposto con generosità e coraggio all’invito che Gesù vi ha fatto per rimanere con Lui, per essere suoi amici".

"Il treno di questa Giornata Mondiale della Gioventù è venuto da lontano e ha attraversato tutta la Nazione brasiliana seguendo le tappe del progetto 'Bota fé – Metti fede'. Oggi è arrivato a Rio de Janeiro. Dal Corcovado, il Cristo Redentore ci abbraccia e ci benedice. Guardando questo mare, la spiaggia e tutti voi, mi viene in mente il momento in cui Gesù ha chiamato i primi discepoli a seguirlo sulla riva del lago di Tiberiade. Oggi Gesù ci chiede ancora: Vuoi essere mio discepolo? Vuoi essere mio amico? Vuoi essere testimone del mio Vangelo? Nel cuore dell'Anno della fede queste domande ci invitano a rinnovare il nostro impegno di cristiani. Le vostre famiglie e le comunità locali vi hanno trasmesso il grande dono della fede, Cristo è cresciuto in voi. Oggi desidera venire qui per confermarvi in questa fede, la fede nel Cristo vivente che dimora in voi, ma sono venuto anche io per essere confermato dall'entusiasmo della vostra fede! Voi sapete che nella vita di un vescovo ci sono tanti problemi che richiedono di essere risolti. E con questi problemi e difficoltà, la fede di un vescovo può rattristarsi. Che brutto è un vescovo triste! Che brutto! Perché la mia fede non sia triste sono venuto qui per essere contagiato dall'entusiasmo di tutti voi!".

A questo punto il Papa ha ricevuto il saluto di cinque giovani provenienti dai cinque continenti e dopo la lettura del Vangelo di San Luca che narra l'episodio della Trasfigurazione, Papa Francesco si è nuovamente rivolto ai presenti.

"'È bello per noi essere qui!': ha esclamato Pietro, dopo aver visto il Signore Gesù trasfigurato, rivestito di gloria. Possiamo ripetere anche noi queste parole? Io penso di sì, perché per tutti noi, oggi, è bello essere qui insieme attorno a Gesù! È Lui che ci accoglie e si rende presente in mezzo a noi, qui a Rio. E nel Vangelo abbiamo ascoltato anche le parole di Dio Padre: 'Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!'. Se da una parte, allora, è Gesù che ci accoglie, dall’altra anche noi vogliamo accoglierlo, metterci in ascolto della sua parola perché è proprio accogliendo Gesù Cristo, Parola incarnata, che lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il cammino del futuro, e fa crescere in noi le ali della speranza per camminare con gioia".

"Ma che cosa possiamo fare? - ha proseguito il Pontefice rispondendo: “Bota fé - metti fede”. La croce della Giornata Mondiale della Gioventù ha gridato queste parole lungo tutto il suo pellegrinaggio attraverso il Brasile. 'Metti fede': che cosa significa? Quando si prepara un buon piatto e vedi che manca il sale, allora tu 'metti' il sale; manca l'olio, allora tu 'metti' l'olio... 'Mettere', cioè collocare, versare. Così è anche nella nostra vita cari giovani: se vogliamo che essa abbia veramente senso e pienezza, come voi stessi desiderate e meritate, dico a ciascuno e a ciascuna di voi: 'metti fede' e la vita avrà un sapore nuovo, la vita avrà una bussola che indica la direzione; 'metti speranza' e ogni tuo giorno sarà illuminato e il tuo orizzonte non sarà più oscuro, ma luminoso; “metti amore” e la tua esistenza sarà come una casa costruita sulla roccia, il tuo cammino sarà gioioso, perché incontrerai tanti amici che camminano con te. Metti fede, metti speranza, metti amore! Tutti uniti: 'metti fede', 'metti speranza', 'metti amore'".

"Ma chi può donarci tutto questo? Nel Vangelo - ha sottolineato il Papa - sentiamo la risposta: Cristo. (...) Gesù ci porta Dio e ci porta a Dio, con Lui tutta la nostra vita si trasforma (...) Per questo oggi vi dico, a ciascuno di voi, 'metti Cristo' nella tua vita e troverai un amico di cui fidarti sempre; 'metti Cristo' e vedrai crescere le ali della speranza per percorrere con gioia la via del futuro; 'metti Cristo' e la tua vita sarà piena del suo amore, sarà una vita feconda. Perché tutti noi desideriamo avere una vita feconda, una vita che dona vita agli altri!

"Oggi, farà bene a tutti chiedersi con sincerità: in chi riponiamo la nostra fiducia? In noi stessi, nelle cose, o in Gesù? Tutti abbiamo spesso la tentazione di metterci al centro, di credere che siamo l'asse dell'universo, di credere che siamo solo noi a costruire la nostra vita o di pensare che essa sia resa felice dal possedere, dai soldi, dal potere. Ma tutti sappiamo che non è così! Certo l’avere, il denaro, il potere possono dare un momento di ebbrezza, l’illusione di essere felici, ma, alla fine, sono essi che ci possiedono e ci spingono ad avere sempre di più, a non essere mai sazi. E finiamo 'riempti', ma non nutriti, ed è molto triste vedere una gioventù 'riempita', ma debole. La gioventù deve essere forte, nutrirsi della sua fede e non riempirsi di altre cose! 'Metti Cristo' nella tua vita, metti in Lui la tua fiducia e non sarai mai deluso! Vedete cari amici, la fede compie nella nostra vita una rivoluzione che potremmo chiamare copernicana: ci toglie dal centro e mette al centro Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza. Apparentemente sembra che non cambi nulla, ma nel più profondo di noi stessi cambia tutto. Quando c'è Dio, nel nostro cuore dimora la pace, la dolcezza, la tenerezza, il coraggio, la serenità e la gioia, che sono i frutti dello Spirito Santo; allora la nostra esistenza si trasforma (...). Cari amici, la fede è rivoluzionaria e io oggi ti chiedo: sei disposto, sei disposta a entrare in quest'onda rivoluzionaria della fede? Solo entrando in quest'onda la tua giovane vita acquisterà senso e così sarà feconda!"

"Caro giovane, cara giovane: 'metti Cristo' nella tua vita. In questi giorni, Lui ti attende: ascoltalo con attenzione e la sua presenza entusiasmerà il tuo cuore; 'Metti Cristo': Lui ti accoglie nel Sacramento del perdono, con la sua misericordia cura tutte le ferite del peccato. Non avere paura di chiedere perdono a Dio, perché Lui nel suo grande amore non si stanca mai di perdonarci, come un padre che ci ama. Dio è pura misericordia! 'Metti Cristo': Lui ti aspetta anche nell'Eucaristia, Sacramento della sua presenza, del suo sacrificio di amore, e ti aspetta anche nell’umanità di tanti giovani che ti arricchiranno con la loro amicizia, ti incoraggeranno con la loro testimonianza di fede, ti insegneranno il linguaggio dell'amore, della bontà, del servizio. Anche tu caro giovane, cara giovane, puoi essere un testimone gioioso del suo amore, un testimone coraggioso del suo Vangelo per portare in questo mondo un po’ di luce. Lasciati amare da Gesù, è un amico che non delude".

'È bello per noi stare qui', mettere Cristo nella nostra vita, mettere la fede, la speranza, l’amore che Lui ci dona. Cari amici, in questa celebrazione abbiamo accolto l'immagine di Nostra Signora di Aparecida. Con Maria, le chiediamo che ci insegni a seguire Gesù, che ci insegni ad essere discepoli e missionari" - ha concluso il Pontefice che, dopo la recita del Padre Nostro e la Benedizione a tutti i presenti, è rientrato alla Residenza di Sumaré.





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 26 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Niranjan Sual Singh, Vescovo della Diocesi di Sambalpur (superficie: 37.254; popolazione: 7.565.323; cattolici: 42.656; sacerdoti: 131; religiosi: 400), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Kottama (Orissa, India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 1992 è stato Assistente parrocchiale in Raikia; dal 1992 al 1993: Assistente parrocchiale in Modasoro; dal 1993 al 1994: Assistente parrocchiale in Balliguda; dal 1994 al 1998: Segretario dell’Arcivescovo; dal 2001 al 2002: Docente presso il "Khristo Jyoti Mohavidyaloyo Regional Theologate" di Sason; nel 2008: Animatore dell’Apostolato laicale "Village Adoption and Tuition"; dal 2008: Animatore del Dialogue and Ecumenism. Finora Docente di Teologia e Moderatore dei Seminaristi nell'Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar (India), succede al Vescovo Lkuas Kerketta, S.V.D., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Paul Mattekatt, Vescovo della Diocesi di Diphu (superficie: 15.222; popolazione: 1.178.809; cattolici: 57.165; sacerdoti: 55; religiosi: 161), India. Il Vescovo eletto è nato in Kerala (India) nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1989 al 1991 è stato Vicario parrocchiale della "Holy Family Parish", Japralangso, e Vice-Preside della locale scuola parrocchiale; dal 1991 al 1996: Segretario del Vescovo e Cancelliere diocesano di Diphu; dal 1999 al 2005: Economo diocesano e Direttore del Social Work Office; dal 2005 al 2008: Vicario parrocchiale della "Christ Iyoti Parish" a Dokmoka; dal 2008: Parroco della "Holy Family Parish", Japrajan, e Preside dell’annessa scuola parrocchiale. È anche Presidente della Confraternita Sacerdotale della Diocesi di Diphu.

- Ha nominato il Reverendo Kishore Kumar Kujur, Vescovo della Diocesi di Rourkela (superficie: 9.675; popolazione: 1.829.000; cattolici: 238.085; sacerdoti: 164; religiosi: 555), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Gaibira (Orissa, India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1995 è stato Assistente parrocchiale a Balangir; dal 2001 al 2003: Docente di Sacra Scrittura presso il Seminario Regionale dell’Orissa; dal 2003: Responsabile dei Seminaristi della Diocesi di Sambalpur; dal 2007: Docente di Sacra Scrittura presso il Seminario Regionale dell’Orissa; dal 2010: Membro del Collegio dei Consultori e Membro del Consiglio Presbiterale.

- Ha nominato il Vescovo Eugenio Scarpellini, Vescovo della Diocesi di El Alto (superficie: 23.000; popolazione: 1.342.000; cattolici: 1.007.000; sacerdoti: 64; religiosi; 80; diaconi permanenti: 38), Bolivia. È stato finora Vescovo Ausiliare della medesima sede.

AVVISO

Città del Vaticano, 26 luglio 2013 (VIS). Comunichiamo ai nostri lettori che in occasione del Viaggio Apostolico del Santo Padre in Brasile, domani, sabato 27 luglio e dopodomani, domenica 28 luglio, saranno trasmesse due edizioni speciali del V.I.S.

giovedì 25 luglio 2013

PAPA FRANCESCO AD APARECIDA: TRASMETTERE AI NOSTRI GIOVANI I VALORI CHE LI RENDANO ARTEFICI DI UN MONDO PIÙ GIUSTO, SOLIDALE E FRATERNO

Città del Vaticano, 24 luglio 2013 (VIS). Il Santuario di Nostra Signora di Aparecida, Patrona del Brasile, è stato lo scenario della prima Messa pubblica celebrata da Papa Francesco nel continente sudamericano. Il Pontefice ha voluto includere nel programma del suo Viaggio in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, questo luogo molto significativo per i brasiliani e i cattolici del continente.

La storia della Madonna di Aparecida ("apparsa") risale al 1717 a seguito di un episodio di pesca miracolosa nel fiume Paraiba. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, Domingos Garcia, Felipe Pedroso e João Alves ritrovano nelle loro reti una statua della Madonna senza la testa. I tre pescatori gettano nuovamente le reti, vi ritrovano la testa della statua e, al terzo tentativo, le ritirano colme di pesci. La statua rimane per 15 anni nella casa di Felipe Pedroso, dove i vicini si riuniscono per la recita del Rosario. Con le grazie ricevute, la devozione si diffonde progressivamente alle varie regioni del Brasile. Nel 1734 sorge una Cappella, e comincia nel 1834 la costruzione dell'attuale "Basilica Vecchia". Dal 1894, la pastorale del Santuario è affidata ai missionari Redentoristi. L'Immagine della Madonna Aparecida è incoronata nel 1904, e la chiesa riceve, quattro anni dopo, il titolo di "Basilica Minore". Nel 1929 la Madonna di Aparecida è proclamata, da Papa Pio XI, "Regina e Patrona del Brasile". I Vescovi e i missionari Redentoristi avviano, nel 1955, la costruzione dell'attuale "Basilica Nuova", il più grande Santuario mariano del mondo. Il luogo di culto, ancora in costruzione, fu benedetto dal Servo di Dio, Papa Giovanni Paolo II, durante il suo primo Viaggio apostolico in Brasile, nel 1980. I pellegrini che visitano ogni anno il Santuario sono più di 7 milioni. Il 13 maggio 2007 Papa Benedetto XVI ha inaugurato ad Aparecida i lavori della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe che definì le linee pastorali per il Continente negli anni successivi.

Giunto al Santuario alle 10:00 ora locale (15:00 ora di Roma), Papa Francesco è stato accolto dal Rettore del Santuario, quindi si è recato direttamente alla "Sala dei 12 Apostoli" per sostare in preghiera davanti all'immagine della Vergine. La Celebrazione Eucaristica, alla quale hanno partecipato soltanto i Vescovi della provincia, essendo i Vescovi della Giornata Mondiale della Gioventù impegnati nella catechesi a Rio de Janeiro, ha avuto inizio alle 10:30.

Il Santo Padre ha iniziato l'omelia ricordando che il giorno successivo alla sua elezione a Vescovo di Roma, si era recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Santa Vergine il suo ministero. "Oggi - ha detto - ho voluto venire qui per chiedere a Maria, nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Gioventù e mettere ai suoi piedi la vita del popolo latinoamericano". Successivamente il Papa ha ricordato la V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, alla quale ha partecipato, affermando che: "è avvenuto un fatto bellissimo di cui ho potuto rendermi conto di persona: vedere come i Vescovi – che hanno lavorato sul tema dell’incontro con Cristo, il discepolato e la missione – si sentivano incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna: quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa. E, in effetti, si può dire che il Documento di Aparecida sia nato proprio da questo intreccio fra i lavori dei Pastori e la fede semplice dei pellegrini, sotto la protezione materna di Maria. La Chiesa, quando cerca Cristo bussa sempre alla casa della Madre e chiede: 'Mostraci Gesù'. È da Lei che si impara il vero discepolato. Ed ecco perché la Chiesa va in missione sempre sulla scia di Maria".
"Oggi, guardando alla Giornata Mondiale della Gioventù che mi ha portato in Brasile, - ha proseguito il Pontefice - anche io vengo a bussare alla porta della casa di Maria – che ha amato ed educato Gesù – affinché aiuti tutti noi, i Pastori del Popolo di Dio, i genitori e gli educatori, a trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni. Per questo, vorrei richiamare tre semplici atteggiamenti, tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia".

"Mantenere la speranza. La seconda lettura della Messa presenta una scena drammatica: una donna – figura di Maria e della Chiesa – viene perseguitata da un Drago - il diavolo - che vuole divorarne il figlio. Ma la scena non è di morte, ma di vita - ha sottolineato il Pontefice - perché Dio interviene e mette in salvo il bambino. Quante difficoltà ci sono nella vita di ognuno, nella nostra gente, nelle nostre comunità, ma per quanto grandi possano apparire, Dio non lascia mai che ne siamo sommersi. Davanti allo scoraggiamento che potrebbe esserci nella vita, in chi lavora all’evangelizzazione oppure in chi si sforza di vivere la fede come padre e madre di famiglia, vorrei dire con forza: abbiate sempre nel cuore questa certezza: Dio cammina accanto a voi, in nessun momento vi abbandona! Non perdiamo mai la speranza! Non spegniamola mai nel nostro cuore! Il 'drago', il male, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte. Il più forte è Dio, e Dio è la nostra speranza!".

"È vero che oggi un po’ tutti, e anche i nostri giovani sentono il fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio e sembrano dare speranza: il denaro, il successo, il potere, il piacere. Spesso un senso di solitudine e di vuoto si fa strada nel cuore di molti e conduce alla ricerca di compensazioni, di questi idoli passeggeri. Cari fratelli e sorelle, siamo luci di speranza! Abbiamo uno sguardo positivo sulla realtà. Incoraggiamo la generosità che caratterizza i giovani, accompagniamoli nel diventare protagonisti della costruzione di un mondo migliore: sono un motore potente per la Chiesa e per la società. Non hanno bisogno solo di cose, hanno bisogno soprattutto che siano loro proposti quei valori immateriali che sono il cuore spirituale di un popolo, la memoria di un popolo. In questo Santuario, che fa parte della memoria del Brasile, li possiamo quasi leggere: spiritualità, generosità, solidarietà, perseveranza, fraternità, gioia; sono valori che trovano la loro radice più profonda nella fede cristiana".

"Il secondo atteggiamento: lasciarsi sorprendere da Dio. Chi è uomo, donna di speranza - la grande speranza che ci dà la fede - sa che, anche in mezzo alle difficoltà, Dio agisce e ci sorprende. La storia di questo Santuario ne è un esempio: tre pescatori, dopo una giornata a vuoto, senza riuscire a prendere pesci, nelle acque del Rio Parnaíba, trovano qualcosa di inaspettato: un'immagine di Nossa Senhora da Conceição. Chi avrebbe mai immaginato che il luogo di una pesca infruttuosa sarebbe diventato il luogo in cui tutti i brasiliani possono sentirsi figli di una stessa Madre? Dio sempre stupisce, come il vino nuovo nel Vangelo che abbiamo ascoltato. Dio riserva sempre il meglio per noi. Ma chiede che noi ci lasciamo sorprendere dal suo amore, che accogliamo le sue sorprese. Fidiamoci di Dio! Lontano da Lui il vino della gioia, il vino della speranza, si esaurisce. Se ci avviciniamo a Lui, se rimaniamo con Lui, ciò che sembra acqua fredda, ciò che è difficoltà, ciò che è peccato, si trasforma in vino nuovo di amicizia con Lui".

"Il terzo atteggiamento: vivere nella gioia. Cari amici, se camminiamo nella speranza, lasciandoci sorprendere dal vino nuovo che Gesù ci offre, nel nostro cuore c’è gioia e non possiamo che essere testimoni di questa gioia. Il cristiano è gioioso, non è mai triste. Dio ci accompagna. Abbiamo una Madre che sempre intercede per la vita dei suoi figli (...). Gesù ci ha mostrato che il volto di Dio è quello di un Padre che ci ama. Il peccato e la morte sono stati sconfitti. Il cristiano non può essere pessimista! Non ha la faccia di chi sembra trovarsi in un lutto perpetuo. Se siamo davvero innamorati di Cristo e sentiamo quanto ci ama, il nostro cuore si 'infiammerà' di una gioia tale che contagerà quanti vivono vicini a noi".

"Cari amici siamo venuti a bussare alla porta della casa di Maria - ha concluso Papa Francesco - Lei ci ha aperto, ci ha fatto entrare e ci mostra suo Figlio. Ora Lei ci chiede: 'Qualsiasi cosa vi dica, fatela'. Sì, Madre, noi ci impegniamo a fare quello che Gesù ci dirà! E lo faremo con speranza, fiduciosi nelle sorprese di Dio e pieni di gioia".

Al termine della Celebrazione Eucaristica il Papa si è affacciato al balcone del Santuario per benedire i presenti e salutare le migliaia di fedeli e pellegrini che non erano potuti entrare e che sotto la pioggia hanno seguito la celebrazione sui maxischermi. Improvvisando in lingua spagnola il Papa ha annunciato la sua intenzione di ritornare ad Aparecida per il terzo centenario del ritrovamento dell'immagine di Maria.

"Irmãos e Irmãs ... Irmãos e Irmãs, eu não falo brasileiro (Fratelli e sorelle non parlo brasiliano n.d.r.). Scusatemi parlerò in lingua spagnola. Obrigado (Molte grazie n.d.r.) per essere qui. Grazie di cuore, con tutto il mio cuore e chiedo alla Vergine Nostra Signora di Aparecida che vi benedica, che benedica le vostre famiglie, che benedica i vostri figli, che benedica i vostri genitori, che benedica tutta la Patria. Ora vediamo, mi renderò conto se mi capite. Vi faccio una domanda: Una madre si dimentica dei suoi figli? Ella non si dimentica di noi, Ella ci ama e ci guida. Ora le chiediamo una benedizione. La benedizione di Dio Onnipotente. Il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo discenda su di voi. Permanentemente. Vi chiedo un favore, pregate per me, pregate per me che ne ho bisogno. Che Dio vi benedica. Che Nostra Signora di Aparecida vi protegga. E in attesa di rivederci nel 2017".

Quindi in auto panoramica il Papa ha percorso i tre chilometri che lo separavano dal Seminario Missionario Bom Jesús dove era atteso per il pranzo con i Vescovi della Provincia e i seminaristi. Al suo arrivo Papa Francesco ha benedetto un'immagine di "Frei Galvão (São Antonio de Santana Galvão, canonizzato da Benedetto XVI a São Paulo durante il Viaggio Apostolico del 2007), da collocare nel Santuario dedicato al santo nella città di Guaratinguetá. Terminato il pranzo, il Pontefice è rientrato a Rio de Janeiro per la visita all'Ospedale São Francisco de Assis.

TENDIAMO LA MANO A CHI È CADUTO NEL BUIO DELLA DIPENDENZA, DICIAMOGLI: PUOI RIALZARTI, È POSSIBILE SE TU LO VUOI

Città del Vaticano, 24 luglio 2013 (VIS). Alle 18.30 ora locale, Papa Francesco è arrivato all'Ospedale São Francisco de Assis na Providência de Deus del Venerabile Ordine Terziario, per il recupero dalle dipendenze da droghe e alcool e per l'assistenza medico-chirurgica gratuita agli indigenti. L'Ospedale, con 500 letti, diretto dall'Associazione omonima, fu fondato nel 1985 da Fray Francisco. All'arrivo erano ad accogliere Papa Francesco il Direttore dell'Associazione e il Segretario di Stato alla Salute. Il Papa si è recato direttamente alla Cappella e, dopo i canti, le preghiere e i saluti, ha ascoltato le testimonianze di due pazienti.

"Dio ha voluto che i miei passi, dopo il Santuario di Nostra Signora di Aparecida, si incamminassero verso un particolare santuario della sofferenza umana qual è l'Ospedale San Francesco di Assisi. - ha detto il Papa - È ben nota la conversione del vostro Santo Patrono: il giovane Francesco abbandona ricchezze e comodità per farsi povero tra i poveri, capisce che non sono le cose, l’avere, gli idoli del mondo ad essere la vera ricchezza e a dare la vera gioia, ma è il seguire Cristo e il servire gli altri".

"Abbracciare, abbracciare. Abbiamo tutti bisogno di imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, come ha fatto san Francesco. Ci sono tante situazioni in Brasile, nel mondo, che chiedono attenzione, cura, amore, come la lotta contro la dipendenza chimica - ha detto Papa Francesco -. Spesso, invece, nelle nostre società ciò che prevale è l’egoismo. Quanti 'mercanti di morte' che seguono la logica del potere e del denaro ad ogni costo! La piaga del narcotraffico, che favorisce la violenza e semina dolore e morte, richiede un atto di coraggio di tutta la società. Non è con la liberalizzazione dell'uso delle droghe, come si sta discutendo in varie parti dell’America Latina, che si potrà ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica. È necessario affrontare i problemi che sono alla base del loro uso, promuovendo una maggiore giustizia, educando i giovani ai valori che costruiscono la vita comune, accompagnando chi è in difficoltà e donando speranza nel futuro. Abbiamo tutti bisogno di guardare l’altro con gli occhi di amore di Cristo, imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, per esprimere vicinanza, affetto, amore".

"Ma abbracciare non è sufficiente. Tendiamo la mano a chi è in difficoltà - ha esortato il Papa - a chi è caduto nel buio della dipendenza, magari senza sapere come, e diciamogli: Puoi rialzarti, puoi risalire, è faticoso, ma è possibile se tu lo vuoi. (...) Sei protagonista della salita; questa è la condizione indispensabile! Troverai la mano tesa di chi ti vuole aiutare, ma nessuno può fare la salita al tuo posto'. Ma non siete mai soli! La Chiesa e tante persone vi sono vicine. Guardate con fiducia davanti a voi, la vostra è una traversata lunga e faticosa, ma guardate avanti, c’è 'un futuro certo, che si colloca in una prospettiva diversa rispetto alle proposte illusorie degli idoli del mondo, ma che dona nuovo slancio e nuova forza al vivere quotidiano'. A tutti voi vorrei ripetere: non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciatevi rubare la speranza! Ma vorrei dire anche: non rubiamo la speranza, anzi diventiamo tutti portatori di speranza!".

"Nel Vangelo leggiamo la parabola del Buon Samaritano, che parla di un uomo assalito dai briganti e lasciato quasi morto ai bordi della strada. La gente passa, guarda e non si ferma, continua indifferente il cammino: non è affare suo! Quante volte diciamo: non è un mio problema!. Quante volte ci voltiamo dall'altro lato e facciamo finta di non vedere! (...) Cari amici, credo che qui, in questo Ospedale, si faccia concreta la parabola del Buon Samaritano. Qui non c’è l’indifferenza, ma l’attenzione, non c’è il disinteresse, ma l’amore".
Al termine della visita il Papa ha ringraziato il personale del servizio medico e ausiliare con queste parole: "il vostro servizio è prezioso, fatelo sempre con amore; è un servizio fatto a Cristo presente nei fratelli: 'Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me'".

"E vorrei ripetere a tutti voi che lottate contro la dipendenza chimica, a voi familiari che avete un compito non sempre facile: la Chiesa non è lontana dalle vostre fatiche, ma vi accompagna con affetto. Il Signore vi è vicino e vi tiene per mano. Guardate a Lui nei momenti più duri e vi darà consolazione e speranza. E confidate anche nell’amore materno di Maria sua Madre. (...) Dove c’è una croce da portare, lì accanto a noi c’è sempre Lei, la Madre. Vi lascio nelle sue mani, mentre con affetto benedico tutti".

Al termine della visita il Santo Padre ha rivolto alcune parole ai giovani italiani che da Maracanazinho lo seguivano in diretta. "So che vi siete riuniti insieme a tanti brasiliani di origine italiana ed ai vostri vescovi per far festa e riflettere sulla persona di Gesù e sulle risposte che solo Lui sa dare ai vostri interrogativi di fede e di vita. Fidatevi di Cristo, ascoltatelo, seguitene le orme. Non ci abbandona mai, neanche nei momenti più bui della vita. È lui la nostra speranza. Domani a Copacabana ci sarà l'occasione per approfondire questa verità, per rendere luminosa la vita. A domani".

IL PAPA PREGA PER LE VITTIME DEL DISASTRO FERROVIARIO A SANTIAGO DE COMPOSTELA

Città del Vaticano, 25 luglio 2013 (VIS). Papa Francesco ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela (Spagna), nel quale esprime il suo dolore per le 78 vittime e per gli oltre 140 feriti nel deragliamento di un treno, ieri sera, nella stazione ferroviaria di Santiago de Compostela. Di seguito riportiamo il testo del telegramma:

"Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del grave incidente ferroviario occorso nelle vicinanze di Santiago de Compostela, che ha causato numerose vittime e centinaia di feriti, elevo una fervente preghiera al Signore per tutti i defunti e per quanti sono rimasti coinvolti in questo tragico incidente".

"Con sentimenti di intenso dolore, prego Vostra Eccellenza di far giungere alle vittime e ai loro familiari la mia vicinanza spirituale, il mio fraterno affetto e la mia sentita solidarietà, assicurando nel contempo il mio suffragio per i defunti e le mie preghiere per i feriti in questo momento di afflizione, e chiedo a Dio per essi una rapida e completa guarigione".

"In questo giorno nel quale la Chiesa affida i fedeli all'intercessione dell'Apostolo Giacomo, celestiale Parono di Spagna e testimone di Cristo Risorto, con le mie espressioni di incoraggiamento per tutti i figli di questa nobile terra, imparto di cuore una particolare Benedizione Apostolica, apportatrice della speranza che proviene dalla fede e della consolazione che dona l'autentico amore".


mercoledì 24 luglio 2013

MESSA DI APERTURA DELLA XXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

Città del Vaticano, 24 luglio 2013 (VIS). Ieri sera, a Rio de Janeiro, oltre 500 mila giovani hanno partecipato alla Messa di apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù celebrata dall'Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, Monsignor Orani João Tempesta, O.Cist., alla spiaggia di Copacabana. Scesa la notte il gigantesco palco bianco sovrastato da una grande croce celeste si è illuminato con tutti i colori della bandiera brasiliana. Nel raccoglimento è stato accolto l'arrivo della Croce e dell'immagine della Vergine della GMG portate processionalmente dai giovani dei cinque continenti.

Prima della messa si è pregato per i giovani disoccupati, per le vittime dell'incendio in una discoteca brasiliana, per il massacro dei bambini di strada della Candelaria e per la giovane francese morta in un incidente in Guyana mentre si stava recando a Rio per la GMG.

Tradizionalmente, nella celebrazione della GMG, il Papa non è presente alla cerimonia di apertura della GMG ma - come informa il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., Papa Francesco ha seguito la cerimonia in televisione ed è rimasto impressionato dalla grande partecipazione dei giovani.

Nell'omelia l'Arcivescovo Tempesta, ha ripreso il tema della Giornata "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28, 19), invitando i giovani ad essere missionari. "Rio questa settimana - ha detto - diventa il centro della Chiesa, viva e giovane. Siete venuti da diverse parti del mondo per poter condividere insieme la fede e la gioia di essere discepoli e missionari in tutte le nazioni. Ovunque l'entusiasmo giovanile ci dimostra il volto giovane dei cristiani, che vuole unire la testimonianza di una vita autentica e cristiana alla dimensione sociale del Vangelo. Siamo chiamati ad essere protagonisti di un volto nuovo. Sono sicuro che farete ciò nelle vostre città e Paesi. Il mondo ha bisogno di giovani come voi".

Riguardo al programma di Papa Francesco nei prossimi giorni, Padre Lombardi ha informato che a causa del maltempo, il Papa ha viaggiato in aereo e non in elicottero per recarsi al Santuario di Aparecida e giovedì incontrerà un gruppo di giovani argentini nella Cattedrale di Rio de Janeiro.

A causa del maltempo anche il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha dovuto rinunciare alla cerimonia di presentazione della medaglia commemorativa della GMG ai piedi della statua del Cristo Redentore sul Corcovado. La cerimonia si è svolta invece nella residenza arcivescovile di Sumaré. La medaglia coniata in metallo dalla Zecca del Brasile, presenta sul diritto l'immagine di Papa Francesco, "allegro e sorridente - ha detto il Cardinale Bertone - che mostra la sua vicinanza al popolo, e la semplicità dei suoi gesti che hanno conquistato il mondo intero". Sul rovescio della medaglia sono le immagini della Cattedrale di São Sebastião do Rio de Janeiro e della Basilica di Nostra Signora Aparecida".

Dal 24 al 26 luglio, 250 Vescovi, provenienti dai cinque continenti, terranno a Rio de Janeiro catechesi mattutine su tre temi: "Sete di speranza, sete di Dio" (mercoledì 24); "Siate discepoli di Cristo" (giovedì 25) e "Siate missionari e andate" (venerdì 26). Le catechesi si terranno in 300 luoghi diversi, da Copacabana, alle zone metropolitane, alle favelas, in chiese, palestre, campi sportivi e centri sociali. La maggior parte (133) sarà in portoghese, 50 catechesi in lingua spagnola, 25 in inglese, 15 in italiano e francese, 8 in tedesco e 5 in polacco. Complessivamente le catechesi saranno tenute in una ventina di lingue, tra cui arabo, croato, danese, slovacco, greco, ceco, russo.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Leo Cushley, Arcivescovo Metropolita dell'arcidiocesi metropolitana di Saint Andrews and Edinburgh (superficie: 5.504; popolazione: 1.533.000; cattolici: 115.900; sacerdoti: 120; religiosi: 145; diaconi permanenti: 4), Scozia, Regno Unito. L'Arcivescovo eletto è nato a Wester Moffat (Scozia, Regno Unito), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1987 al 1988 è stato Vicario parrocchiale nella Cattedrale "Our Lady of Good Aid" di Motherwell e Cappellano della "Our Lady's High School"; dal 1988 al 1992 Vicario parrocchiale di St. Serf's Airdrie e Cappellano della "St. Margaret's High School", Airdrie, Glasgow e Vicario parrocchiale di St. Aidan's a Wishaw. Dal 1994 al 1997 ha collaborato presso la Sezione inglese della Segreteria di Stato prima di essere ammesso nella Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma. Nel 1997 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede servendo nelle Nunziature Apostoliche in Egitto, Burundi, Portogallo, New York (Nazioni Unite) e Sud Africa. È stato finora Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato

martedì 23 luglio 2013

"NESSUNO SI SENTA ESCLUSO DALL’AFFETTO DEL PAPA"

Città del Vaticano, 23 luglio 2013 (VIS). Alle 15:40 (venti minuti prima dell'orario previsto), l'aereo papale atterrava ieri all'aeroporto brasiliano di Galeão/Antonio Carlos Jobim dove erano ad accogliere Papa Francesco la Signora Dilma Roussef, Presidente del Brasile, il Governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Signor Cabral Filho e il Sindaco della città, Signor Eduardo Paes. Erano presenti anche l'Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, Monsignor Orani João Tempesta, O.Cist. ed il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana. È stata un'accoglienza semplice e calorosa, non sono stati pronunciati discorsi giacché la cerimonia di benvenuto ufficiale si è tenuta nel Palazzo di Guanabara.

Il Santo Padre ha percorso gli otto chilometri che lo separavano dal Palazzo Presidenziale in una piccola utilitaria con i finestrini posteriori abbassati per salutare la folla che si accalcava al suo passaggio. In alcuni tratti, durante il tragitto, il veicolo ha dovuto fermarsi quasi travolto dall'entusiasmo della folla che cercava di vedere da vicino il Pontefice. Giunto alla Cattedrale, il Papa è salito sulla jeep scoperta che utilizzerà in questi giorni e, contrariamente a quanto programmato, ha seguito un tragitto diverso per poter incontrare la popolazione più da presso.

Giunto al Palazzo di Guanabara, Papa Francesco ha salutato le Autorità e i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso il Governo brasiliano. Dopo l'ascolto dell'inno nazionale del Brasile e dello Stato della Città del Vaticano, Papa Francesco ha tenuto il suo primo discorso da Papa nel continente sudamericano.

"Nella sua amorevole provvidenza - ha detto il Papa - Dio ha voluto che il primo viaggio internazionale del mio Pontificato mi offrisse la possibilità di ritornare nell’amata America Latina, concretamente in Brasile (...). Ho imparato che, per avere accesso al Popolo brasiliano, bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrere questa settimana con voi. Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo! Vengo nel suo Nome per alimentare la fiamma di amore fraterno che arde in ogni cuore; e desidero che a tutti e ciascuno giunga il mio saluto: 'La pace di Cristo sia con voi!'”.

Successivamente il Papa ha ringraziato la Signora Presidente per la sua generosa accoglienza ed ha ricordato ai Vescovi che con la sua visita desidera "proseguire nella missione pastorale propria del Vescovo di Roma di confermare i fratelli nella fede in Cristo, di incoraggiarli nel testimoniare le ragioni della speranza che scaturisce da Lui e di animarli ad offrire a tutti le inesauribili ricchezze del suo amore".

"Il motivo principale della mia presenza in Brasile trascende i suoi confini. Sono venuto infatti per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono venuto a incontrare giovani arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalle braccia aperte del Cristo Redentore. (...) Questi giovani provengono dai diversi continenti, parlano lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni e possono saziare la fame di una verità limpida e di un amore autentico che li uniscano al di là di ogni diversità. (...) Cristo ha fiducia nei giovani e affida loro il futuro della sua stessa missione: 'Andate, fate discepoli'; andate oltre i confini di ciò che è umanamente possibile e generate un mondo di fratelli. Ma anche i giovani hanno fiducia in Cristo: essi non hanno paura di rischiare con Lui l'unica vita che hanno, perché sanno di non rimanere delusi".
"Nell’iniziare questa mia visita in Brasile, sono ben consapevole che, rivolgendomi ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni. È comune da voi sentire i genitori che dicono: 'I figli sono la pupilla dei nostri occhi'. Come è bella questa espressione della saggezza brasiliana - ha esclamato il Papa - che applica ai giovani l'immagine della pupilla degli occhi, la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione! Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti? Il mio augurio è che, in questa settimana, ognuno di noi si lasci interpellare da questa domanda provocatoria. La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita".

Infine il Papa ha chiesto "a tutti la gentilezza dell’attenzione e, se possibile, l'empatia necessaria per stabilirne un dialogo tra amici. In questo momento - ha detto Papa Francesco - le braccia del Papa si allargano per abbracciare l'intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa. Dall’Amazzonia fino alla pampa, dalle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa".

Al termine del discorso il Santo Padre ha incontrato in privato la Signora Presidente Rousseff, il Governatore e il Sindaco di Rio de Janeiro. Successivamente il Papa ha raggiunto la Residenza di Sumaré, residenza privata dell'Arcivescovo di Rio de Janeiro, dove alloggia durante il suo soggiorno in Brasile.

Oggi, martedì, è previsto un soggiorno del Papa strettamente privato, dedicato all'acclimatazione e al riposo dopo le dieci ore di volo. Domani Papa Francesco si recherà al Santuario di Aparecida, che dista 200 chilometri da Rio de Janeiro.

PAPA FRANCESCO AI GIORNALISTI: "VI CHIEDO DI AIUTARMI E COLLABORARE PER IL BENE DELLA SOCIETÀ".

Città del Vaticano, 23 luglio 2013 (VIS). Durante il volo che lo ha portato a Rio de Janeiro, Papa Francesco ha salutato personalmente i settanta giornalisti ed operatori dei mezzi di comunicazione che erano a bordo dell'aereo papale. Nel suo primo Viaggio Apostolico internazionale, per la Giornata Mondiale della Gioventù 2013, il Papa ha spiegato il significato del suo viaggio e il suo desiderio di incontrare i giovani, incoraggiando la società ad unire la forza della gioventù con l'esperienza e la saggezza degli anziani.

"Questo primo viaggio è proprio per trovare i giovani - ha detto Papa Francesco - ma trovarli non isolati dalla loro vita, io vorrei trovarli proprio nel tessuto sociale, nella società. Perché quando noi isoliamo i giovani, facciamo un'ingiustizia; togliamo loro l'appartenenza. I giovani hanno una appartenenza: una appartenenza ad una famiglia, a una patria, a una cultura, ad una fede... Hanno un'appartenenza e noi non dobbiamo isolarli! Ma, soprattutto, non isolarli da tutta la società! Loro - davvero - sono il futuro di un popolo: questo è vero! Ma non soltanto loro: loro sono il futuro perché hanno la forza, sono giovani, andranno avanti".

Il Papa ha ricordato anche le persone anziane ed ha detto: "Gli anziani sono il futuro di un popolo. Un popolo ha futuro se va avanti con tutti e due i punti: con i giovani, con la forza, perché lo portano avanti; e con gli anziani perché loro sono quelli che danno la saggezza della vita. E io tante volte penso che noi facciamo un'ingiustizia con gli anziani, li lasciamo da parte come se loro non avessero niente da darci; loro hanno la saggezza, la saggezza della vita, la saggezza della storia, la saggezza della patria, la saggezza della famiglia. E di questo noi abbiamo bisogno!".

"È vero che la crisi mondiale non fa cose buone con i giovani - ha sottolineato il Papa ed ha ammonito: "Pensate che noi corriamo il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro, e dal lavoro viene la dignità della persona di guadagnarsi il pane. (...) I giovani, in questo momento, sono in crisi. Un po' noi siamo abituati a questa cultura dello scarto: con gli anziani si fa troppo spesso! Ma adesso anche con questi tanti giovani senza lavoro, anche a loro arriva la cultura della scarto. Dobbiamo tagliare questa abitudine a scartare!". Infine il Santo Padre ha detto ai giornalisti: "Vi chiedo di aiutarmi e collaborare in questo viaggio, per (...) il bene della società: il bene dei giovani e il bene degli anziani".



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Luis Armando Tineo Rivera, Vescovo della Diocesi di Carora (superficie: 11.708; popolazione: 298.000; cattolici: 288.000; sacerdoti: 34; religiosi: 42; diaconi permanenti: 2), Venezuela. È stato finora Ausiliare di Caracas (Venezuela).

- Il Reverendo Gustavo Óscar Zanchetta, Vescovo di Orán (superficie: 55.000; popolazione: 360.000; cattolici: 285.000; sacerdoti: 35; religiosi: 80; diaconi permanenti: 3), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Rosario (Santa Fe, Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 1993 è stato nominato Segretario della Commissione per i Ministeri della Conferenza Episcopale Argentina. Ha svolto anche i seguenti ministeri: Vice Parroco; Parroco di San Francisco de Asís ed Amministratore parrocchiale di N.S. del Puente, a Berazategui; Direttore del Pre-Seminario (corso propedeutico); Economo del Seminario Maggiore; Segretario del Vescovo emerito di Quilmes; Professore nel Profesorado de Ciencias Sagradas e nel Seminario di Quilmes; Consigliere del Movimiento Familiar Cristiano. È stato finora Sottosegretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Argentina.





lunedì 22 luglio 2013

IL PAPA IN VIAGGIO PER RIO CON IL CUORE PIENO DI GIOIA

Città del Vaticano, 22 luglio 2013 (VIS). Roma, aeroporto di Fiumicino, l'aereo papale, un Airbus A330 dell'Alitalia, è decollato puntualmente alle ore 8:53 diretto a Rio de Janeiro, (Brasile), dove l'arrivo all'aeroporto internazionale Galeão/Antonio Carlos Jobim, è previsto alle 16:00, ora locale, (21:00 ora italiana). Così ha avuto inizio il primo Viaggio Apostolico internazionale di Papa Francesco.

Il Santo Padre aveva con sé un bagaglio a mano e si è messo in fila al check-in insieme ai giornalisti accreditati e agli altri Presuli. Il viaggio dura 12 ore e l'aereo sorvola Italia, Algeria, Mauritania e Senegal prima di arrivare nella città brasiliana dove una moltitudine di giovani è in attesa del Papa. Poco dopo la partenza il Santo Padre ha inviato un Tweet: "Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù". Il messaggio ha raggiunto più di 7 milioni e mezzo di followers che seguono l'account @Pontifex.


ANGELUS: L'ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE, LA CONTEMPLAZIONE E IL SERVIZIO CONCRETO AL PROSSIMO NON SONO DUE ATTEGGIAMENTI CONTRAPPOSTI

Città del Vaticano, 21 luglio 2013 (VIS). Questa mattina, all'Angelus, partendo dall'episodio evangelico della visita di Gesù a Marta e Maria a Betania, il Papa si è soffermato su due temi chiave per la vita del cristiano: l'ascolto della parola di Dio e il servizio concreto al prossimo, "due aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia".

Il Santo Padre ha spiegato alle migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro che le due sorelle Marta e Maria "entrambe offrono accoglienza al Signore di passaggio, ma lo fanno in modo diverso. Maria si pone ai piedi di Gesù, in ascolto. Marta invece si lascia assorbire dalle cose da preparare, ed è così occupata da rivolgersi a Gesù dicendo: 'Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti'. E Gesù le risponde rimproverandola con dolcezza: 'Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una ... sola c’è bisogno'".

"Che cosa vuole dire Gesù? Qual è questa cosa sola di cui abbiamo bisogno? Anzitutto - ha detto il Papa - è importante capire che non si tratta della contrapposizione tra due atteggiamenti: l’ascolto della parola del Signore, la contemplazione, e il servizio concreto al prossimo. Non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, sono due aspetti entrambi essenziali per la nostra vita cristiana; aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia".

"Ma allora perché Marta riceve il rimprovero, anche se fatto con dolcezza? Perché ha ritenuto essenziale solo quello che stava facendo, era cioè troppo assorbita e preoccupata dalle cose da 'fare'. In un cristiano, le opere di servizio e di carità non sono mai staccate dalla fonte principale di ogni nostra azione: cioè l’ascolto della Parola del Signore, lo stare - come Maria - ai piedi di Gesù, nell’atteggiamento del discepolo. E per questo Marta viene rimproverata".

"Anche nella nostra vita cristiana - ha ribadito il Pontefice - preghiera e azione siano sempre profondamente unite. Una preghiera che non porta all’azione concreta verso il fratello povero, malato, bisognoso di aiuto, il fratello in difficoltà, è una preghiera sterile e incompleta. Ma, allo stesso modo, quando nel servizio ecclesiale si è attenti solo al fare, si dà più peso alle cose, alle funzioni, alle strutture, e ci si dimentica della centralità di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire se stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso".

"Chiediamo alla Vergine Maria, Madre dell’ascolto e del servizio - ha concluso il Pontefice - che ci insegni a meditare nel nostro cuore la Parola del suo Figlio, a pregare con fedeltà, per essere sempre di più attenti concretamente alle necessità dei fratelli".


SIGNORE GESÙ, CHE COSA DEVO FARE DELLA MIA VITA?

Città del Vaticano, 22 luglio 2013 (VIS). Al termine dell'Angelus domenicale, nel leggere uno striscione sul quale era scritto "Buon viaggio!", Papa Francesco ha chiesto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro di accompagnarlo spiritualmente con la preghiera nel suo imminente viaggio in Brasile ed ha sottolineato come questa "si possa chiamare la Settimana della Gioventù! I protagonisti in questa settimana saranno i giovani. Tutti coloro che vengono a Rio vogliono sentire la voce di Gesù, ascoltare Gesù: 'Signore, che cosa devo fare della mia vita? Qual è la strada per me?'". Rivolgendosi ai giovani presenti in Piazza San Pietro Papa Francesco ha detto: "Ecco: anche voi, giovani che siete in piazza, fate la stessa domanda al Signore: 'Signore Gesù, che cosa devo fare della mia vita? Qual è la strada per me?'. Affidiamo all’intercessione della Beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in Brasile, queste domande: quella che faranno i giovani laggiù, e questa che farete voi, oggi. E che la Madonna ci aiuti in questa nuova tappa del pellegrinaggio".





VISITA NON PROGRAMMATA DEL PAPA A SANTA MARIA MAGGIORE PER CHIEDERE LA PROTEZIONE DELLA MADONNA SULLA PROSSIMA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

Città del Vaticano, 21 luglio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Francesco si è recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore (visita che non era stata programmata), per chiedere alla Vergine la sua protezione per il prossimo viaggio apostolico in Brasile, per i giovani che si riuniranno nella Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro e per tutti i giovani del mondo.

Il Papa è giunto alla Basilica verso le 16:45, è stato accolto dal Cardinale Arciprete Santos Abril y Castelló, è entrato dalla porta laterale presso la Sacrestia e si è subito recato alla Cappella della Madonna "Salus Populi Romani" dove erano riuniti i canonici della Basilica e la comunità dei Padri domenicani. Davanti all’icona mariana il Papa ha sostato a lungo in preghiera silenziosa, per oltre mezz’ora, poi ha offerto un omaggio floreale ed ha acceso un cero che recava anche il logo simbolico della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro.

Poiché la Basilica era aperta al pubblico e numerosi fedeli erano presenti, il Papa prima di uscire ha sostato davanti all’altare centrale della Basilica, dove ha ascoltato un breve indirizzo di omaggio del Cardinale Arciprete e ha rivolto alcune parole ai fedeli, chiedendo loro di accompagnare anch’essi, "con la preghiera, con la fiducia e con la penitenza" il suo viaggio in Brasile e il suo incontro con i giovani di tutto il mondo.

La visita nel suo insieme è durata un poco più di un’ora. Alle 18:00 il Santo Padre era di ritorno in Vaticano.

VICINANZA SPIRITUALE DI BENEDETTO XVI ALLA GMG DI RIO

Città del Vaticano, 20 luglio 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che venerdì 19 luglio, Papa Francesco si è recato a far visita al Papa emerito Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro. Papa Francesco ha portato a Papa Benedetto XVI il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio.

Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid.

L’incontro, iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, è durato circa mezz’ora.


PAPA FRANCESCO RICORDA I BOMBARDAMENTI DI SAN LORENZO

Città del Vaticano, 20 luglio 2013 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire al Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, per il settantesimo anniversario dei bombardamento a Roma del 19 luglio 1943, nel quartiere di San Lorenzo.

"Sono spiritualmente unito a Lei, alla comunità dei Frati Cappuccini e a quanti sono raccolti nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura per fare memoria del violento bombardamento del 19 luglio 1943, che inflisse danni gravissimi all’edificio sacro e a tutto il Quartiere, come pure ad altre aree della Città, seminando morte e distruzione".

Papa Francesco ha ricordato Papa PIo XII "il quale, in quelle ore terribili, si fece vicino ai suoi concittadini così duramente colpiti. Papa Pacelli non esitò a correre, immediatamente e senza scorta, tra le macerie ancora fumanti del Quartiere di San Lorenzo, per soccorrere e consolare la popolazione sgomenta. Anche in quell’occasione si mostrò Pastore premuroso che sta in mezzo al proprio gregge, specialmente nell’ora della prova, pronto a condividere le sofferenze della sua gente".

"Con lui, vorrei ricordare tutti coloro che, in un momento così drammatico, collaborarono nell’offrire aiuto morale e materiale, nel lenire le ferite del corpo e dell’anima e nel prestare assistenza ai senza casa. Tra gli altri, desidero fare menzione di monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, allora Sostituto della Segreteria di Stato, che accompagnò Pio XII nella visita al Quartiere appena devastato dalle bombe".

"Tanti Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose a Roma e in tutta Italia furono come il Buon Samaritano della parabola evangelica - ha proseguito il Pontefice - chinatosi sul fratello nel dolore, per aiutarlo e donargli consolazione e speranza. Fu quella una gara di carità che si estendeva ad ogni essere umano in pericolo e bisognoso di accoglienza e di sostegno".

Infine Papa Francesco ha ricordato le parole di Pio XII "'Nulla è perduto con la pace, tutto può essere perduto con la guerra'. La pace è un dono di Dio, che deve trovare anche oggi cuori disponibili ad accoglierlo e ad operare per essere costruttori di riconciliazione e di pace".


CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE SIMON IGNATIUS PIMENTA

Città del Vaticano, 20 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio al Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India), per la scomparsa, il 19 luglio scorso, del Cardinale Simon Ignatius Pimenta, Arcivescovo emerito di Bombay, all'età di 93 anni.

Il Papa esprime la sua vicinanza alla famiglia del Porporato, ricorda con gratitudine i suoi anni di devoto servizio alla comunità cattolica di Bombay e l'assistenza offerta alla Chiesa come Membro del Collegio Cardinalizio, ed imparte a tutti i parenti e ai fedeli presenti alle esequie la Benedizione Apostolica in segno di consolazione e fortezza nel Signore.





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Vittorio Lanzani, che è Delegato della Fabbrica di San Pietro, Delegato Pontificio per la Basilica di Sant'Antonio in Padova.

Sabato 20 luglio il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 1700° anniversario dell’Editto di Milano, in programma a Niš (Serbia) nei giorni 20-21 settembre 2013.

- L'Arcivescovo Ramzi Garmou, Arcivescovo di Teheran dei Caldei (Iran), all’ufficio di Visitatore Apostolico per i Caldei residenti in Europa, finora ricoperto "ad nutum Sanctae Sedis" dal Corepiscopo Monsignor Philip Najim.

- Ha nominato il Reverendo Viktors Stulpins, Vescovo di Liepāja (superficie: 13.210; popolazione: 277.000; cattolici: 27.700; sacerdoti: 14; religiosi: 14), Lettonia. Il Vescovo eletto è nato a Riga (Lettonia) nel 1971 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 2010 è stato parroco nelle parrocchie di Aizkraukle, Irši, Koknese, Skrīveri e Vecbebri. Dal 2010 ricopre l’incarico di Vice Rettore ed Economo del Seminario maggiore di Riga, ed è anche Vice parroco presso la parrocchia San Francesco nella medesima città. Inoltre, è stato Docente presso l’Istituto Teologico di Riga e membro della Commissione di Arte Sacra della medesima arcidiocesi.

- Ha nominato il Vescovo Ángel Polivio Sánchez Loaiza, Vescovo di Machala (superficie: 5.819; popolazione: 574.000; cattolici: 545.000; sacerdoti: 47; religiosi: 116; diaconi permanenti: 1), Ecuador. È stato finora Vescovo di Guaranda (Ecuador).

- Ha nominato il Monsignore Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano (superficie: 1.509; popolazione: 192.827; cattolici: 182.600; sacerdoti: 109; religiosi: 168; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Sarnico (Bergamo, Italia), nel 1953 ed è stato ordinato
sacerdote nel 1977. Dal 1981 al 1986 è stato Vicedirettore del corso liceale del Seminario Giovanni XXIII; dal 1982 al 2012 Docente di Antropologia teologica al Seminario di Bergamo; dal 1986 al 1992 Vicedirettore del corso teologico del Seminario Giovanni XXIII; dal 1990 al 2000 Docente di Spiritualità del Presbiterio diocesano; dal 1991 al 2012 Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Cultura; dal 1992 al 2001 Direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale, del lavoro e dell’economia; dal 1992 al 2012 è stato Direttore dell’Ufficio per le Associazioni, Movimenti e Gruppi e Delegato Vescovile per la Formazione ed Educazione del Popolo di Dio; dal 1993 al 2012 Presidente della Caritas diocesana; dal 1997 al 2012 ha ricoperto l’incarico di Delegato Vescovile per l’Annuncio della Parola e la Liturgia; dal 1997 al 2012 Direttore dell’Ufficio Catechistico e Direttore dell’Ufficio Liturgico; dal 2004 al 2010 Docente di Antropologia delle Religioni e dal 2010 Docente di Storia delle Religioni presso l’Università di Bergamo. Nel settembre del 2012 è stato nominato Prevosto della parrocchia di Santa Lucia in Bergamo e Vicario Episcopale della stessa città.



venerdì 19 luglio 2013

CHIROGRAFO DI PAPA FRANCESCO PER L'ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE REFERENTE SULLA STRUTTURA ECONOMICO-AMMINISTRATIVA DELLA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 19 luglio 2013 (VIS). Il Papa Francesco con Chirografo del 18 luglio 2013, istituisce una Pontificia Commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. Di seguito riportiamo il testo integrale del Documento.

"Le riflessioni di questi giorni sui positivi dati di Bilancio, comunicati dal Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede e Bilancio Consuntivo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per l’anno 2012, Ci inducono, sentiti i pareri di Eminentissimi Cardinali, di Fratelli nell’Episcopato e di collaboratori consultati sul tema, a proseguire nell’opera di introduzione di riforme nelle Istituzioni della Santa Sede, finalizzata ad una semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le Amministrazioni vaticane.

A tale scopo, Noi abbiamo deciso di istituire una Commissione referente che raccolga puntuali informazioni sulle questioni economiche interessanti le Amministrazioni vaticane e cooperi con il sopra citato Consiglio dei Cardinali nel suo apprezzato lavoro, offrendo il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l’amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto.

La Commissione svolge i propri compiti a norma del presente Chirografo e delle Nostre disposizioni operative:
1. La Commissione è composta da un minimo di otto Membri tra i quali è scelto un Presidente, che ne è il rappresentante legale, ed un Segretario Coordinatore che ha poteri di delegato ed agisce in nome e per conto della Commissione nella raccolta di documenti, dati ed informazioni necessari allo svolgimento delle funzioni istituzionali.
2. I Membri, tutti nominati dal Sommo Pontefice, sono esperti delle materie giuridiche, economiche, finanziarie ed organizzative da trattare.
3. Le funzioni istituzionali della Commissione non invadono l’ambito di competenza del governo e delle attività delle Amministrazioni interessate, che sono tenute ad una sollecita collaborazione con la Commissione stessa. Il segreto d’ufficio ed altre eventuali restrizioni stabilite dall’ordinamento giuridico non inibiscono o limitano l’accesso della Commissione a documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento dei compiti affidati.
4. La Commissione Ci tiene informati sul suo lavoro e Ci consegna gli esiti dello stesso. Essa è tenuta a depositarCi l’intero archivio cartaceo e digitale alla conclusione del suo mandato.
5. La Commissione viene dotata delle risorse, compresi interpreti e traduttori, e degli strumenti adeguati alle sue funzioni istituzionali. Essa, può, avvalersi della collaborazione di esperti e di società di consulenza da individuare sia all’esterno, in tutto il mondo, che all’interno della Santa Sede che non si trovino in conflitto di interessi per l’esercizio di professioni, di funzioni o di incarichi connessi con le attività delle Amministrazioni vaticane.
6. La Commissione collabora, a richiesta, con il Gruppo di lavoro di otto Cardinali costituito per lo studio di un progetto di riforma della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana.
7. La Commissione è istituita dalla data del presente Chirografo. Essa sarà sciolta su Nostra Disposizione".



COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO SUL CHIROGRAFO DEL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 19 luglio 2013 (VIS). La Segreteria di Stato ha emesso questa mattina il seguente Comunicato relativo al Chirografo di Papa Francesco per l'istituzione di una Pontificia Commissione referente sull'Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

"Il Santo Padre, con chirografo del 18 luglio c.m., ha istituito una Pontifica Commissione Referente sull’Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede. La Commissione raccoglie informazioni, riferisce al Santo Padre e coopera con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, al fine di preparare riforme nelle istituzioni della Santa Sede, finalizzate 'ad una semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le Amministrazioni vaticane'.

Ciò – come esplicitato nel Chirografo - 'offrendo il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l’amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto'.

La Commissione può collaborare, a richiesta, con il Gruppo di lavoro di otto Cardinali per lo studio di un progetto di riforma della Costituzione Apostolica “Pastor Bonus” sulla Curia Romana.

Le finalità e le attribuzioni della Commissione sono descritte dettagliatamente nel Chirografo stesso.

I membri della Commissione sono laici, esperti di “materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative”, già illustri consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane od ecclesiastiche. Unico ecclesiastico è il Segretario.

Gli otto membri sono:

Dottor Joseph FX Zahra (Malta), Presidente
Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda (Segretario della Prefettura degli Affari Economici), Segretario
Signor Jean-Baptiste de Franssu (Francia)
Dottor Enrique Llano (Spagna)
Dottor Jochen Messemer (Germania)
Signora Francesca Immacolata Chaouqui (Italia)
Signor Jean Videlain-Sevestre (Francia)
Signor George Yeo (Singapore)

La Commissione inizierà i suoi lavori al più presto. Una prima riunione è prevista poco dopo il ritorno del Santo Padre dal Brasile.

Il Santo Padre si augura una felice e produttiva collaborazione tra la Commissione e le Amministrazioni vaticane interessate dai suoi lavori".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 19 luglio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Joseph Vernon Fougère, emerito di Charlottetown, Isola del Principe Edoardo, (Canada), il 18 giugno, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Franz Xaver Eder, emerito di Passau, (Germania), il 20 giugno, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Jesús Humberto Velázquez Garay, emerito di Celaya, Guanajuato, (Messico), il 22 giugno, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Joannes Bautista Matthijs Gijsen, emerito de Reykjavik, (Islanda), il 24 giugno, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo João Alves, emerito di Coimbra, (Portogallo), il 28 giugno, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Anthony Gerard Bosco, emerito di Greensburg, Pennsylvania, (Stati Uniti d'America), il 2 luglio, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Vincenzo Cozzi, emerito di Melfi-Rapolla-Venosa, (Italia), il 3 luglio, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Innocent Hilarión Lotocky, O.S.B.M. emerito di San Nicholas of Chicago degli Ucraini, Illinois, (Stati Uniti d'America), il 4 luglio, all'età di 97.

- Il Vescovo François Xavier Nguyên Quang Sach, emerito di Da Nang, (Viêt Nam), il 7 luglio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Joaquín Piña Batllevell, S.J., emerito di Puerto Iguazú, (Argentina), l'8 luglio, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Guido Breña López, OP, emerito di Ica, (Perù), il 9 luglio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Thaddeus Joseph Jakubowski, Ausiliare emerito di Chicago, Illinois, (Stati Uniti d'America), il 14 luglio, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Adhemar Esquivel Kohenque, emerito di Tarija, (Bolivia), il 17 luglio, all'età di 84 anni.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Julian C. Porteous, Arcivescovo di Hobart (superficie: 67.914; popolazione: 514.900; cattolici: 94.600; sacerdoti: 49; religiosi: 101; diaconi permanenti: 2)
Australia. L'Arcivescovo eletto è nato a Sydney nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1974 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2003. Dal 1974 al 1982 è stato Vice-parroco di Kingsgrove (1974-1982); dal 1982 al 1985 Vice-parroco di Manly; nel 1985 Vice-parroco di The Entrance; dal 1985 al 1988 Vice-parroco di Mona Vale; dal 1998 al 1994 Formatore della Comunità dei “Disciples of Jesus Covenant”; dal 1994 al 1996 Vice-parroco di Annandale, Forest Lodge e Prymont; dal 1996 al 1999 Parroco di Annandale; dal 1999 al 2000 Parroco di Dulwich Hill. Dal 2000 al 2008 Rettore del “Seminary of the Good Shepherd” di Sydney. Dal 2008 al presente è stato Vicario Generale dell’arcidiocesi di Sydney. Finora Ausiliare dell’arcidiocesi di Sydney (Australia), succede all'Arcivescovo Adrian L. Doyle, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Yohanes Harun Yuwono, Vescovo della Diocesi di Tanjungkarang (superficie: 35.288; popolazione: 7.000.000; cattolici. 72.437; sacerdoti: 52; religiosi: 204), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Way Ray - Padang Dermin (Indonesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1993 al 1994 è stato Vicario parrocchiale a Sungaliat ed incaricato della Parrocchia di Mentok; dal 1998 al 2008 Formatore nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Pemantangsiantar, Docente di Islamistica al STFT St. Yohanes, (Istituto di Filosofia e Teologia di Pematangsiantar), Rettore del Corso Propedeutico a Pematangsiantar; dal 2009 al 2010 Chairman del Segretariato diocesano di pastorale di Pangkalpinang; dal 2011 Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Pemtangsiantar e Docente di Islamistica al STFT St. Yohanes.


giovedì 18 luglio 2013

CORDOGLIO DEL PAPA VITTIMA E FERITI INCIDENTE DI AUTUBOUS NELLA GUYANA FRANCESE

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, ha inviato un telegramma di cordoglio al Monsignor Emmanuel Lafont, Vescovo di Cayenne (Guyana Francese), per il grave incidente stradale di ieri, mercoledì, nei pressi di Kourou (Guyana francese), che ha causato la morte di una ragazza e cinque feriti gravi fra i passeggeri di un autobus che trasportava un gruppo di partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, in programma la prossima settimana a Rio de Janeiro (Brasile). La giovane vittima era una ragazza parigina di 21 anni.

"Nell'apprendere la notizia del tragico incidente sulla strada di Saint-Laurent du Maroni di un autobus che trasportava un gruppo di giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro - si legge nel testo - Sua Santità Papa Francesco si unisce di tutto cuore al dolore delle famiglie afflitte per la morte di un loro membro, al dolore dei responsabili del gruppo e degli organizzatori. Il Papa assicura la sua preghiera ed esprime la sua profonda vicinanza alle persone ferite, ai soccorritori e a tutte le persone coinvolte. In segno di conforto, il Santo Padre invia una particolare Benedizione Apostolica a tutte le persone toccate da questa tragedia".

MODENA: VEGLIA DI PREGHIERA PER LE VITTIME DELL'EMIGRAZIONE, IN COMUNIONE CON LA VISITA DI PAPA FRANCESCO A LAMPEDUSA

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). Questa sera nella chiesa della Pomposa, a Modena, si terrà una veglia di preghiera per le vittime dell'emigrazione, organizzata dalla diocesi di Modena-Nonantola "in comunione con la visita di Papa Francesco a Lampedusa".

Durante la visita all'isola di Lampedusa, l'8 luglio scorso, il Santo Padre aveva detto: "Chiediamo perdono per l'indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi".

"Accogliendo lo spirito di perdono e di compassione di Papa Francesco - afferma l'Ufficio diocesano - invitiamo tutti i cittadini e le cittadine di Modena, modenesi e immigrati, a un momento di preghiera per le vittime delle traversate della speranza nel mar Mediterraneo e per le altre vie che sono percorse da tante persone che sfuggono a guerre, persecuzioni, discriminazioni e disastri ambientali".

IV CONGRESSO MISSIONARIO AMERICANO: DISCEPOLI IN UN MONDO MULTICULTURALE

Città del Vaticano, 18 luglio 2013 (VIS). La Conferenza Episcopale del Venezuela e le Pontificie Opere Missionarie dell'Arcidiocesi di Maracaibo hanno convocato per l'autunno prossimo (26 novembre - 1 dicembre) il IV Congresso Missionario Americano (IX Congresso Missionario Latinoamericano) che si terrà a Maracaibo sul tema: "Discepoli missionari di Cristo, in un mondo multiculturale e secolarizzato". Al Congresso partecipano quattromila missionari provenienti da tutto il continente.

I congressi missionari, si legge in una nota, intendono rispondere all'esigenza di offrire alle forze missionarie del continente uno spazio favorevole per condividere ed approfondire la riflessione, la spiritualità e le esperienze missionarie. Essi hanno inoltre la finalità di rinnovare il necessario e permanente impegno delle Chiese nel continente latinoamericano, chiamate ad adempiere la missione del Signore al di là dei confini geografici, culturali e religiosi. A tal fine, la commissione metodologica del Congresso ha stabilito alcune strategie che permetteranno ai congressisti di approfondire le seguenti tematiche: discepolato, conversione, secolarizzazione, multiculturalità e missione ad gentes.

Con il tema "America missionaria, condividi la tua fede" sono stati organizzati 22 forum guidati da esperti che hanno discusso su i seguenti temi: l'infanzia e l'adolescenza missionaria, soggetto e futuro della missione; la sfida delle culture giovanili alla missione della Chiesa; l'inculturazione della liturgia; evangelizzazione e idee politiche, la salvaguardia della creazione; la sfida missionaria della mobilità umana, centralità della parola di Dio nella missione della Chiesa; dialogo e annuncio ai non credenti; l'annuncio di Gesù Cristo nelle culture afroamericane e indigene; religiosità popolare; cammino di evangelizzazione; evangelizzare le culture urbane: dal tempio alla casa; missione ed ecumenismo.


Copyright © VIS - Vatican Information Service