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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 20 giugno 2013

GIORNATE DEI RAPPRESENTANTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 giugno 2013 (VIS). In occasione dell'Anno della Fede i Rappresentanti Pontifici si riuniranno il 21 e 22 giugno prossimo con il Santo Padre.

Venerdì 21 giugno, alle 10.30, il Papa riceverà in udienza i Nunzi Apostolici nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Nel pomeriggio, dalle 16:30 alle 17:45, nella Basilica Papale di San Paolo fuori le mura, si terrà l'Adorazione eucaristica e la celebrazione dei Vespri, presiedute dal Cardinale James Michael Harvey, Arciprete della medesima Basilica, con meditazione pronunciata dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Al termine della celebrazione, i Nunzi sosteranno sulla Confessione dell’Apostolo e visiteranno gli scavi della Basilica. La sera, alle 20;30 è prevista una cena nel Cortile Ovale della Casina Pio IV, alla presenza del Santo Padre.

Sabato 22 giugno, nella Cappella del Coro della Basilica Vaticana, avrà luogo la concelebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Alle 10:45 si terrà la celebrazione dell'Ora Terza nell’Aula Nuova del Sinodo e un incontro di lavoro con i Superiori della Segreteria di Stato. Alle 13:00 è prevista la conclusione dell’incontro. Alle 13:30 si terrà un pranzo conclusivo alla "Domus Sanctae Marthae" (cui non parteciperà il Santo Padre). Le giornate dei Rappresentanti Pontifici si concluderanno con un concerto, alle 17:30, nell'Aula Paolo VI.




PREFETTURA DEGLI AFFARI ECONOMICI: INCONTRO RESPONSABILI AMMINISTRATIVI DEL VATICANO

Città del Vaticano, 20 giugno 2013 (VIS). Una Nota di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, informa che nella mattinata di ieri, nell'Aula vecchia del Sinodo si è tenuto un Incontro, organizzato dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, dei responsabili amministrativi dei vari dicasteri ed enti dipendenti della Santa Sede.

L'Incontro al quale era presente tutto il personale della Prefettura, accompagnato dai revisori internazionali, ha fatto seguito ad un primo analogo, tenuto nel dicembre scorso, per la presentazione del nuovo Regolamento della Prefettura e sarà seguito da altri, verosimilmente a scadenza semestrale.

Dopo la lettura di un breve messaggio di saluto del Santo Padre, a firma del Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone e l'introduzione del Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici, è stato presentato un interessante accordo in base a cui il Banco Santander è disponibile a mettere a disposizione della Prefettura conoscenze e risorse formative attinte alla grande rete di rapporti del Banco stesso con il mondo universitario internazionale. All'Incontro è intervenuto anche l'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto per i Rapporti con gli Stati, che ha portato il suo saluto e incoraggiamento. Il Segretario del Dicastero, Monsignor Vallejo Balda e il Ragioniere Generale Dottor Fralleoni, sono intervenuti a loro volta per spiegare lo sviluppo storico della redazione dei bilanci consolidati da parte della Prefettura e l'importanza di un'adeguata redazione dei bilanci preventivi per il governo dell'amministrazione economica.

In particolare si è data informazione sui progressi compiuti nella preparazione di un bilancio consolidato che non si limiti alle due aree specifiche della Curia e dello Stato della Città del Vaticano, ma si allarghi anche alle aree della pastorale e delle attività caritative che fanno capo alla Santa Sede. I bilanci in questione verranno presentati in modo documentato e dettagliato alla prossima riunione del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, il cosiddetto "Consiglio dei 15", che si riunirà come di consueto nei primi giorni di luglio.

L'incontro è proseguito con una serie di interventi e domande dei partecipanti, fra cui, da segnalare, gli interventi dei revisori internazionali, la cui presenza e partecipazione è stata molto apprezzata da tutti i presenti.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 20 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Professore Avvocato Venerando Marano, Giudice stabile del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, finora Giudice Aggiunto del suddetto Tribunale.

mercoledì 19 giugno 2013

PAPA FRANCESCO: COME AVREMO L’UNITÀ TRA I CRISTIANI SE NON SIAMO CAPACI DI AVERLA TRA NOI CATTOLICI, DI AVERLA IN FAMIGLIA?

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì all'espressione "del corpo" con la quale il Concilio Vaticano II indica la natura della Chiesa: la Chiesa è Corpo di Cristo.

Il Papa ha ricordato la conversione di Saulo, che si chiamerà Paolo, per spiegare come l'apostolo, con l'esperienza della conversione, ci insegni quanto sia profonda l'unione tra noi cristiani e Cristo stesso.

"L’immagine del corpo ci aiuta a capire questo profondo legame Chiesa-Cristo, che san Paolo ha sviluppato in modo particolare nella Prima Lettera ai Corinzi - ha detto il Papa - Anzitutto il corpo ci richiama ad una realtà viva. La Chiesa (...) è un corpo vivente, che cammina e agisce nella storia. E questo corpo ha un capo, Gesù, che lo guida, lo nutre e lo sorregge. (...) Come in un corpo è importante che passi la linfa vitale perché viva, così dobbiamo permettere che Gesù operi in noi, che la sua Parola ci guidi, che la sua presenza eucaristica ci nutra, ci animi, che il suo amore dia forza al nostro amare il prossimo".

"Nella Chiesa quindi - ha proseguito il Pontefice - c’è una varietà, una diversità di compiti e di funzioni; non c’è la piatta uniformità, ma la ricchezza dei doni che distribuisce lo Spirito Santo. Però c’è la comunione e l’unità: tutti sono in relazione gli uni con gli altri e tutti concorrono a formare un unico corpo vitale, profondamente legato a Cristo. Ricordiamolo bene: essere parte della Chiesa vuol dire essere uniti a Cristo e ricevere da Lui la vita divina che ci fa vivere come cristiani, vuol dire rimanere uniti al Papa e ai Vescovi che sono strumenti di unità e di comunione, e vuol dire anche imparare a superare personalismi e divisioni, a comprendersi maggiormente, ad armonizzare le varietà e le ricchezze di ciascuno; in una parola a voler più bene a Dio e alle persone che ci sono accanto, in famiglia, in parrocchia, nelle associazioni. Corpo e membra per vivere devono essere uniti!"

Con parole a braccio il Santo Padre ha detto: "L'unità è superiore ai conflitti, sempre! I conflitti se non si sciolgono bene, ci separano tra di noi, ci separano da Dio. Il conflitto può aiutarci a crescere, ma anche può dividerci. Non andiamo sulla strada delle divisioni, delle lotte fra noi! Tutti uniti, tutti uniti con le nostre differenze, ma uniti, sempre: questa è la strada di Gesù".

"Quanto danno arrecano alla Chiesa le divisioni tra i cristiani, l’essere di parte, gli interessi meschini!" - ha proseguito il Pontefice - Le divisioni tra noi, ma anche le divisioni fra le comunità: cristiani evangelici, cristiani ortodossi, cristiani cattolici, ma perché divisi? Dobbiamo cercare di portare l'unità. (...) Dobbiamo pregare fra noi cattolici e anche con gli altri cristiani, pregare perché il Signore ci doni l'unità, l'unità fra noi. Ma come avremo l'unità fra i cristiani se non siamo capaci di averla tra noi cattolici? Di averla nella famiglia? Quante famiglie lottano e si dividono! Cercate l'unità, l'unità che fa la Chiesa. L'unità viene da Gesù Cristo. Lui ci invia lo Spirito Santo per fare l'unità".


PAPA FRANCESCO: NEL VOLTO DEI RIFUGIATI È IMPRESSO IL VOLTO DI CRISTO. IL CRISTIANO È COLUI CHE DICE 'Sì' ALLA VITA

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricordato la Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra domani e che quest'anno è dedicata soprattutto alle famiglie rifugiate "costrette spesso - ha sottolineato il Pontefice - a lasciare in fretta la loro casa e la loro patria e a perdere ogni bene e sicurezza per fuggire da violenze, persecuzioni, o gravi discriminazioni a motivo della religione professata, dell’appartenenza ad un gruppo etnico, delle loro idee politiche".

"Oltre ai pericoli del viaggio, spesso queste famiglie si trovano a rischio di disgregazione e, nel Paese che li accoglie, devono confrontarsi con culture e società diverse dalla propria. Non possiamo essere insensibili verso le famiglie e verso tutti i nostri fratelli e sorelle rifugiati: siamo chiamati ad aiutarli, aprendoci alla comprensione e all’ospitalità. Non manchino in tutto il mondo persone e istituzioni che li assistano: nel loro volto, è impresso il volto di Cristo!".

Successivamente il Santo Padre ha ricordato che: "Domenica scorsa, nell’Anno della fede, abbiamo celebrato Dio che è Vita e fonte della vita, Cristo che ci dona la vita divina, lo Spirito Santo che ci mantiene nella relazione vitale di veri figli di Dio. Vorrei rivolgere ancora una volta l’invito a tutti - ha aggiunto - ad accogliere e testimoniare il 'Vangelo della vita', a promuovere e a difendere la vita in tutte le sue dimensioni e in tutte le sue fasi. Il cristiano è colui che dice 'sì' alla vita, che dice 'sì' a Dio, il Vivente".


NOME DI SAN GIUSEPPE AGGIUNTO NELLE PREGHIERE EUCARISTICHE II, III E IV DEL MESSALE ROMANO

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Questa mattina la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha reso pubblico un decreto, datato 1° maggio, a firma del Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto del Dicastero, con il quale è stato disposto che anche nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV del Messale Romano, dopo la Beata Vergine Maria, si faccia menzione del nome di San Giuseppe, suo Sposo.

"Nella Chiesa cattolica - si legge nel decreto - i fedeli hanno sempre manifestato ininterrotta devozione per San Giuseppe e ne hanno onorato solennemente e costantemente la memoria di Sposo castissimo della Madre di Dio e Patrono celeste di tutta la Chiesa, al punto che già il Beato Giovanni XXIII, durante il Sacrosanto Concilio Ecumenico Vaticano II, decretò che ne fosse aggiunto il nome nell'antichissimo Canone Romano. Il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha voluto accogliere e benevolmente approvare i devotissimi auspici giunti per iscritto da molteplici luoghi, che ora il Sommo Pontefice Francesco ha confermato, considerando la pienezza della comunione di Santi che, un tempo pellegrini insieme a noi nel mondo, ci conducono a Cristo e a lui ci uniscono".

"Quanto ai testi redatti in lingua latina, si utilizzino le formule che da ora sono dichiarate tipiche. La Congregazione stessa si occuperà in seguito di provvedere alle traduzioni nelle lingue occidentali di maggior diffusione; quelle da redigere nelle altre lingue dovranno essere preparate, a norma del diritto, dalla relativa Conferenza dei Vescovi e confermate dalla Sede Apostolica tramite questo Dicastero".

Le formule in italiano sono:

Nella Preghiera eucaristica II: "insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con gli apostoli";

nella Preghiera eucaristica III: "con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con i tuoi santi apostoli";

nella Preghiera eucaristica IV: "con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo, con gli apostoli".




SANTA SEDE ALLA F.A.O.: RESPONSABILITÀ DI NOI TUTTI NEI CONFRONTI DELLE FUTURE GENERAZIONI

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). L'Arcivescovo Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni ed Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.; I.F.A.D. e P.A.M.) e Capo della Delegazione della Santa Sede, è intervenuto oggi alla 38ma sessione della Conferenza della F.A.O., a Roma.

"La Delegazione della Santa Sede vuole ribadire - ha detto l'Arcivescovo Travaglino - il proprio apprezzamento per l'attività della F.A.O. volta a favorire lo sviluppo agricolo e a garantire la sicurezza alimentare, come pure riaffermare la sua disponibilità a sostenere questo compito che concerne un aspetto fondamentale della vita di singole persone e comunità".

"In questo momento di particolare difficoltà per l'economia mondiale - ha ricordato il Presule - il nostro incoraggiamento è rivolto a tutte le parti interessate perché assecondino l'attuazione dei programma dell'Organizzazione nei diversi settori dell'agricoltura, delle foreste e della pesca, soprattutto in vista dell'obiettivo della sicurezza alimentare, diventato imprescindibile. Occorre tuttavia passare dalle parole ai fatti, mettendo a disposizione della F.A.O. le risorse necessarie".

Riferendosi alla programmazione del prossimo biennio, l'Arcivescovo ha affermato: "la Delegazione della Santa Sede auspica che siano ampliate le forme di sostegno alle attività e pratiche artigianali che costituiscono la realtà economica di base per la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, i quali hanno nelle monocolture, nelle risorse forestali, nello sfruttamento delle risorse marine o nelle attività di acquacoltura, un riferimento essenziale - e spesso purtroppo unico - per le loro economie e per la loro disponibilità alimentare"

"In particolare - ha ribadito il Nunzio Apostolico - per la Delegazione della Santa Sede il riferimento alla sostenibilità dei sistemi alimentari non può limitarsi alle tecniche di lavorazione, alla conservazione delle risorse o allo scambio di informazioni. (...) Questo approccio di sostenibilità legata alla persona umana ci sembra possa contribuire a dare significato alla responsabilità di noi tutti nei confronti delle future generazioni".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nei mesi di aprile, maggio e giugno 2013:

- Il Vescovo Celso Yegros Estigarribia, emerito di Carapeguá (Paraguay), il 6 aprile, all'età di 77 anni.

- L'Arcivescovo François-Wolff Ligondé, emerito di Port-au-Prince (Haïti), l'8 aprile, all'età di 85 anni.
- Il Vescovo Luis Antonio Nova Rocha, di Facatativá (Colombia), il 9 aprile, all'età di 69 anni.

- Il Cardinale Lorenzo Antonetti, Presidente emerito del Patrimonio della Sede Apostolica (Vaticano), il 10 aprile, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Bernhard Rieger, Ausiliare emerito di Rottenburg-Stuttgart (Germania), il 10 aprile, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Jaime Enrique Duque Correa, M.X.Y., di El Banco (Colombia), il 14 aprile, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Reinhard Lettmann, emerito di Münster (Germania), il 16 aprile, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Martinus Petrus Maria Muskens, emerito di Breda, Paesi Bassi, il 16 aprile, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Peter Michael Chenaparampil, emerito di Alleppey (India), il 18 aprile, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo William Edward Murray, emerito di Wollongong (Australia), il 21 aprile, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo José de Jesús Castillo Rentería, M.N.M., emerito de Tuxtepec, Oaxaca, (Messico), il 23 aprile, all'età di 85 anni.
- Il Vescovo Joseph Peter O’Connell, Ausiliare emerito di Melbourne (Australia), il 27 aprile, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Arthur Joseph O’Neill, emerito di Rockford, Illinois (Stati Uniti d'America), il 27 aprile, all'età di 95 anni.

- Il Vescovo Julio Ojeda Pascual, O.F.M. Vicario Apostolico emerito di San Ramón (Perú), il 28 aprile, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Pietro Garlato, emerito di Tivoli (Italia), il 29 aprile, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Patrick Taval, M.S.C. di Kerema (Papua Nueva Guinea), il 29 aprile, all'età di 57 anni.

- Il Vescovo Tito Buss, emerito di Rio do Sul, Santa Catarina (Brasile), il 30 aprile, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg, Pennsylvania, (Stati Uniti d'America), il 2 maggio, all'età di 65 anni.

- Il Vescovo Severo Aparicio Quispe, O. de M., Ausiliare emerito di Cuzco (Perú), il 6 maggio, all'età di 89 anni.

- L'Arcivescovo André Sana, emerito di Kerkūk dei Caldei (Iraq), l'8 maggio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Félix Ramananarivo, M.S., emerito di Antsirabé (Madagascar), il 12 maggio, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo Dominic Kodwo Andoh, emerito di Accra (Ghana), il 17 maggio, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Michael Kpakala Francis, emerito di Monrovia (Liberia), il 19 maggio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Mykola Simkaylo, di Kolomyia-Chernivtsi degli Ucraini (Ucraina), il 21 maggio, all'età di 60 anni.

- Il Vescovo Silvério Jarbas Paulo de Albuquerque, O.F.M., emerito di Feira de Santana, Baia, (Brasile), il 28 maggio all'età di 96 anni.

- Il Cardinale Stanisław Kazimierz Nagy, S.C.I, diacono di Santa Maria della Scala, il 5 giugno, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Joseph Michael Sullivan, Ausiliare emerito di Brooklyn, New York, (Stati Uniti d'America), il 7 giugno, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Olavio López Duque, O.A.R., Vicario Apostolico emerito di Casanare (Colombia), l'11 giugno, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo José de Lima, emerito di Sete Lagoas, Minas Gerais (Brasile), il 12 giugno, all'età di 89 anni.


UDIENZE

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, nell'Auletta dell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso con l'International Islamic Forum for Dialogue (Arabia Saudita).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote José Carlos Brandão Cabral, Vescovo di Almenara (superficie: 15.738; popolazione: 192.800; cattolici: 147.300; sacerdoti: 18; religiosi: 39), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Tupã (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993 ed è stato incardinato nella diocesi di Limeira. Dal 1993 è stato Parroco della Parrocchia di "Menino Jesus"; dal 1999 al 2004 Cappellano della “Casa de Misericórdia”; dal 1995 al 2004 Direttore Spirituale del Seminario Maggiore “São João Maria Vianney”; dal 2003 al 2005 Vicario Episcopale; dal 2005 Giudice Uditore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Campinas e dal 2008 Cancelliere diocesano. Succede al Vescovo Hugo Maria Van Steekelenburg, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo José Carlos Chacorowski, C.M., Vescovo di Caraguatatuba (superficie: 1.992; popolazione: 292.000; cattolici: 179.600; sacerdoti: 21; religiosi: 53; diaconi permanenti: 6), Brasile. È stato finora Ausiliare di São Luís do Maranhão (Brasile).

- Ha nominato il Padre Joseph Mopeli Sephamola, O.M.I., Vescovo della Diocesi di Qacha’s Nek (superficie: 11.500; popolazione: 400.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 22; religiosi: 104), Lesotho. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Tsoelike Ha Atlali (Lesotho); nel 1983 è stato ammesso nel noviziato degli Oblati di Maria Immacolata, nel 1984 ha emesso la prima professione religiosa e quella solenne nel 1989, è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 2000 è stato Missionario nello Zambia; dal 2001 al 2003 inviato nello Scolasticato O.M.I. a Roma; dal 2004 al 2008 Maestro dei Novizi a Villa Maria, Quthing, Qacha’s Nek; dal 2009 al 2011 Inviato in Sud Africa per studi in Spiritualità; dal luglio 2011 Ministro Provinciale dei Padri Oblati in Lesotho.







martedì 18 giugno 2013

IL PAPA ALLA DIOCESI DI ROMA: NON POSSIAMO RIMAERE INDIFFERENTI VERSO QUESTA CITTÀ CHE CI CHIEDE UNA SPERANZA

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). "Io non mi vergogno del Vangelo" è stato il tema della catechesi impartita ieri sera da Papa Francesco nell'Aula Paolo VI in occasione dell'inaugurazione del Convegno Ecclesiale (17-19 giugno) che conclude l'anno pastorale della Diocesi di Roma, sul tema: "‘Cristo, tu ci sei necessario!’ - La responsabilità dei battezzati nell’annuncio di Gesù Cristo".

L'incontro ha avuto inizio con il saluto al Vescovo di Roma del Cardinale Vicario Agostino Vallini, a cui ha fatto seguito la lettura della Prima Lettera di San Paolo ai Romani "Io infatti non mi vergogno del Vangelo poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (...) perché (...) come battezzati (...) il peccato non dominerà più su di voi, perché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia". Ispirandosi a queste righe il Papa ha proposto ai 15.000 partecipanti alcune riflessioni. Di seguito riportiamo un'ampia sintesi delle parole di Papa Francesco, utilizzando sia il testo scritto della catechesi prevista sia alcune improvvisazioni aggiunte dal Papa.

"Una rivoluzione per trasformare la storia deve cambiare in profondità il cuore dell'uomo. Le rivoluzioni che si sono succedute lungo i secoli hanno cambiato sistemi politici ed economici, ma nessuna di esse ha veramente modificato il cuore dell'uomo. La vera rivoluzione, quella che trasforma radicalmente la vita, l'ha compiuta solo Gesù Cristo, attraverso la sua Risurrezione che, come ama ricordare Benedetto XVI, è stata 'la più grande mutazione della storia dell'umanità' e ha dato vita a un mondo nuovo".

"Questa è l'esperienza che vive l'Apostolo Paolo: dopo aver incontrato Gesù sulla via di Damasco, cambia radicalmente la sua prospettiva di vita e riceve il Battesimo. Dio trasforma il suo cuore: prima era un violento persecutore dei cristiani, ora diventa un apostolo, un testimone coraggioso di Gesù Cristo".

"Con il Battesimo, sacramento pasquale, anche noi siamo resi partecipi del medesimo cambiamento e come Paolo 'possiamo camminare in una vita nuova' (...) Noi siamo portati a credere che sia anzitutto cambiando le strutture che si possa costruire un mondo nuovo. La fede ci dice che solo un cuore nuovo, rigenerato da Dio, genera un mondo nuovo; un cuore 'di carne' che ama, soffre e gioisce con gli altri, un cuore colmo di tenerezza per chi portando impresse le ferite della vita, si sente alla periferia della società. L'amore è la più grande forza di trasformazione della realtà perché abbatte i muri dell'egoismo e colma i fossati che ci tengono lontani gli uni dagli altri".

"Anche a Roma vi sono persone che vivono senza speranza e sono immerse in una profonda tristezza, da cui cercano di uscire credendo di trovare la felicità nell'alcol, nella droga, nel gioco d'azzardo, nel potere del denaro, nella sessualità senza regole. Ma si ritrovano ancora più delusi e talvolta sfogano la loro rabbia verso la vita con comportamenti violenti e indegni dell'uomo. (...) Noi che abbiamo trovato in Gesù Cristo morto e risorto il senso della vita, possiamo essere indifferenti verso questa città che ci chiede, forse anche inconsapevolmente, una speranza che la aiuti a guardare il futuro con maggiore fiducia e serenità? (...) Siamo cristiani, siamo discepoli di Gesù non per chiuderci in noi stessi ma per aprirci agli altri, per aiutarli, per portarli a Cristo e custodire ogni creatura".

"San Paolo è consapevole che Gesù - come significa il suo nome - è il Salvatore dell'intera umanità, non solo degli uomini di una certa epoca o di una zona geografica. Il Vangelo è per tutti, perché Dio ama tutti e vuole salvare tutti. L'annuncio del Vangelo è destinato innanzitutto ai poveri, a quanti mancano spesso del necessario per condurre una vita dignitosa: a loro è annunciato per primo il lieto messaggio che Dio li ama con predilezione e viene a visitarli attraverso le opere di carità che i discepoli di Cristo compiono nel suo nome. Altri poi pensano che il messaggio di Gesù sia destinato a coloro che non hanno una preparazione culturale e che per questo trovano nella fede la risposta ai tanti perché presenti nel loro cuore. L'Apostolo invece afferma con forza che il Vangelo è per tutti, anche per i dotti: la sapienza che deriva dalla Rivelazione non si oppone a quella umana, ma al contrario la purifica e la eleva. La Chiesa è sempre stata presente nei luoghi dove si elabora la cultura".

Il Papa ha improvvisato ed ha detto: "Il Vangelo è per tutti, anche per i dotti. È per tutti, il Vangelo! Questo di andare verso i poveri non significa che noi dobbiamo diventare pauperisti, o una sorta di 'barboni spirituali'!. No, no, non significa questo! Significa che dobbiamo andare verso la carne di Gesù che soffre, ma anche soffre la carne di Gesù di quelli che non lo conoscono con il loro studio, con la loro intelligenza, con la loro cultura. Dobbiamo andare là! perciò, a me piace usare l'espressione 'andare verso le periferie', le periferie esistenziali. Tutti, tutti quelli, dalla povertà fisica e reale alla povertà intellettuale, che è reale, pure. Tutte le periferie, tutti gli incroci dei cammini: andare là. E là, seminare il seme del Vangelo, con la parola e con la testimonianza".

"E questo significa che noi dobbiamo avere coraggio. (...) Voglio dirvi una cosa. Nel Vangelo è bello quel brano che ci parla del pastore che, quando torna all'ovile, si accorge che manca una pecora, lascia le 99 e va a cercarla, a cercarne una. Ma, fratelli e sorelle, noi ne abbiamo una; ci mancano le 99! Dobbiamo uscire, dobbiamo andare da loro! In questa cultura - diciamoci la verità - ne abbiamo soltanto una, siamo minoranza! E noi sentiamo il fervore, lo zelo apostolico di andare e uscire e trovare le altre 99? Questa è una responsabilità grande, e dobbiamo chiedere al Signore la grazia della generosità e il coraggio e la pazienza per uscire, per uscire ad annunziare il Vangelo".

"Sostenuti da questa certezza, che ci viene dalla Rivelazione, abbiamo il coraggio, la parresia, di uscire da noi stessi, di uscire dalle nostre comunità per andare lì dove gli uomini e le donne vivono, lavorano e soffrono e annunciare loro la misericordia del Padre, che si è fatta conoscere agli uomini in Gesù di Nazaret. (...) Ricordiamoci sempre, però, che l'Avversario vuole tenere gli uomini separati da Dio e per questo instilla nei cuori la delusione quando non vediamo ricompensato subito il nostro impegno apostolico. Il diavolo ogni giorno getta nei nostri cuori semi di pessimismo e di amarezza. (...) Apriamoci al soffio dello Spirito Santo che non cessa di spargere semi di speranza e di fiducia. Non dimentichiamo che Dio è il più forte e che se gli permettiamo di entrare nella nostra vita nulla e nessuno può opporsi alla sua azione. Non lasciamoci, quindi, sopraffare dallo scoraggiamento che incontriamo davanti alle difficoltà quando parliamo di Gesù e del Vangelo. Non pensiamo che nella nostra città la fede non abbia un futuro!".

"San Paolo poi aggiunge: 'Non mi vergogno del Vangelo'. per lui il Vangelo è l'annuncio della morte di Gesù in croce. (...) La croce ci ricorda con forza che siamo peccatori, ma soprattutto che siamo amati, che stiamo tanto a cuore a Dio che per salvarci non ha esitato a sacrificare il suo Figlio Gesù. L'unico vanto del cristiano è di sapersi amato da Dio. (...) Ogni uomo, ha bisogno di sentirsi amato così come è, perché solo questo rende la vita bella e degna di essere vissuta. Nel nostro tempo in cui la gratuità sembra affievolirsi nelle relazioni interpersonali, noi cristiani annunciamo un Dio che per essere nostro amico non chiede nulla se non di essere accolto. Pensiamo a quanti vivono nella disperazione perché non hanno mai incontrato qualcuno che abbia loro mostrato attenzione, li abbia consolati, li abbia fatti sentire preziosi e importanti. Noi, discepoli del Crocifisso, possiamo rifiutarci di andare in quei luoghi dove nessuno vuole andare per la paura di comprometterci e del giudizio altrui e così negare a questi nostri fratelli l'annuncio della misericordia di Dio?".

Nuovamente improvvisando Papa Francesco ha aggiunto: "La gratuità! Noi abbiamo ricevuto questa gratuità, questa grazia, gratuitamente; dobbiamo darla, gratuitamente. E questo è quello che, alla fine, voglio dirvi. (...) Non avere paura dell'amore, dell'amore di Dio, nostro Padre. (...) Non avere paura di ricevere la grazia di Gesù Cristo, non avere paura della nostra libertà che viene data dalla grazia di Gesù Cristo o, come diceva Paolo: 'Non siete più sotto la Legge, ma sotto la grazia'. Non avere paura della grazia, non avere paura di uscire da noi stessi, (...) per andare a trovare le 99 che non sono a casa. E andare a dialogare con loro, e dire loro che cosa pensiamo, andare a mostrare il nostro amore che è l'amore di Dio".

IL TRENO DEI BAMBINI ARRIVA IN VATICANO

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del "Treno dei Bambini. Un viaggio attraverso la bellezza". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura e l'Ingegner Mauro Moretti, Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Il Progetto è caratterizzato dal viaggio di circa 450 bambini, segnati da esperienze di difficile inserimento nella società e con problematiche psico-sociali, e dei loro accompagnatori, su un treno FrecciaArgento, interamente messo a disposizione da Ferrovie dello Stato Italiane. Il treno partirà da Milano il 23 giugno ed effettuerà due fermate intermedie, a Bologna e Firenze, prima di giungere a Roma nella stazione di San Pietro (in Vaticano), dove, i bambini saranno accolti dal Papa stesso.

Scopo del "Treno dei bambini, un viaggio attraverso la bellezza" è anche quello di promuovere l'esperienza diretta della creazione artistica, avvicinare cioè i bambini alla comunicazione visiva e al linguaggio delle immagini. Durante il viaggio da Milano a Roma, saranno proposti altri percorsi educativi ed artistici dedicati ai bambini, forniti dal personale di Ferrovie dello Stato Italiane.

"Io sono partito proprio dai bambini - ha detto il Cardinale Ravasi - perché penso che è lì la radice dalla quale dobbiamo costruire una generazione di giovani che abbiano ancora, da un lato la bellezza della creatività - che non appaiano già vecchi in partenza - che non siano già scoraggiati come lo siamo noi, ma che siano pronti a vivere di più il futuro che li attende. Le religioni in fondo hanno proprio questo scopo fondamentale: insegnare a coniugare, declinare continuamente il futuro, cioè la speranza".-


UDIENZE

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di domenica 16 giugno il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo di Manila, presso la Domus Sanctae Marthae.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Johannes Wübbe, Vescovo Ausiliare della diocesi di Osnabrück (superficie: 12.580; popolazione: 2.148.603; cattolici: 568.647; sacerdoti: 379; religiosi: 871; diaconi permanenti: 79), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Lengerich (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1997 è stato Vice-Parroco presso la Parrocchia di St. Johannes a Osnabrück e dal 1997 al 2000 presso l'unità pastorale di Meppen. Dal 2000 al 2010 è stato Cappellano dell’Associazione dei Giovani Cattolici in Germania (BDKJ) e Responsabile per la cura pastorale giovanile nella diocesi di Osnabrück; dal 2000 al 2002 ha servito presso le Parrocchie a Osnabrück-Eversburg e Osnabrück-Pye; dal 2001 al 2010 è stato Direttore spirituale della Casa “Maria Frieden” a Rulle. È stato finora Parroco dell’unità pastorale di Spelle.

- Il Reverendo Gabriel Narciso Escobar Ayala, S.D.B., Vicario Apostolico di Chaco Paraguayo (superficie: 96.030; popolazione: 23.400; cattolici: 19.300; sacerdoti: 7; religiosi: 18; diaconi permanenti: 1), Paraguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1971 ad Asunción (Paraguay). Ha emesso i primi voti nel 1993, quelli perpetui nel 1999 ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2001 al 2004 è stato Economo della Casa Salesiana di Concepción, Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Maria Auxiliadora a Concepción, e Cappellano Militare in Concepción; dal 2004 al 2008 Economo del Salesianito in Asunción, Vicario collaboratore della Parrocchia del Santuario del Sagrado Corazón de Jesús-Salesianito in Asunción, e Delegato Ispettoriale per la Pastorale Giovanile e la Comunicazione Sociale; dal 2008 al 2013 Direttore del Collegio Sagrado Corazón de Jesús-Salesianito di Asunción; dal 2013 Direttore dell’Istituto Salesiano San José di Concepción.

- Il Professore Adriano Pessina, Ordinario di Filosofia Morale e Direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia), Membro del Consiglio Direttivo della Pontificia Accademia per la Vita.


lunedì 17 giugno 2013

IL PAPA INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA: LOTTA ALLA POVERTÀ E AL NARCOTRAFFICO

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Nella mattina di lunedì 17 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, il Signor Nicolás Maduro Moros, il quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, ci si è soffermati sulla situazione sociale e politica del Paese, dopo la recente scomparsa del Presidente Hugo Chávez Frías, come pure su alcune problematiche attuali, quali la povertà e la lotta alla criminalità e al narcotraffico.

Nel prosieguo dei colloqui si è fatto riferimento alla presenza storica della Chiesa cattolica nel Paese e al suo decisivo apporto nell’ambito della carità, dell’assistenza sanitaria e dell’educazione, convenendo sulla necessità di un dialogo sincero e costante tra la Conferenza Episcopale e lo Stato, per lo sviluppo dell’intera Nazione.

Infine, si è parlato della situazione regionale, con particolare riferimento al processo di pace in Colombia.




IL FINE DELL’ECONOMIA E DELLA POLITICA È PROPRIO IL SERVIZIO AGLI UOMINI

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Nella giornata di ieri è stata pubblicata la Lettera del Santo Padre Francesco al Primo Ministro del Regno Unito David Cameron, in risposta al messaggio del Primo Ministro britannico, del 5 giugno scorso, relativo alla Presidenza Britannica del G8 e del prossimo Vertice del 17 e 18 giugno, sul tema: "A G8 meeting that goes back to first principles".

"Affinché tale tema abbia il suo più ampio e profondo significato - sottolinea il Santo Padre nella Lettera - occorre assicurare ad ogni attività politica ed economica nazionale ed internazionale un riferimento all’uomo. Infatti, dette attività devono, da una parte, consentire la massima espressione della libertà e della creatività individuale e collettiva e, dall’altra, promuovere e garantire che esse si esercitino sempre responsabilmente e nel senso della solidarietà, con una particolare attenzione ai più poveri".

"Le priorità che la Presidenza britannica ha fissato per il Vertice di Lough Erne - ricorda il Papa - riguardano soprattutto il libero commercio internazionale, il fisco, la trasparenza dei governi e degli agenti economici. Non manca, comunque, un’attenzione fondamentale all’uomo, concretizzata nella proposta di un’azione concertata del Gruppo per eliminare definitivamente il flagello della fame e per garantire la sicurezza alimentare. Parimenti, è segno di attenzione per la persona umana il fatto che uno dei temi centrali dell’agenda sia la protezione delle donne e dei bambini dalla violenza sessuale in situazioni di conflitto, anche se occorre non dimenticare che il contesto indispensabile per lo sviluppo di tutte le accennate azioni politiche è quello della pace internazionale. Purtroppo, la preoccupazione per le gravi crisi internazionali non manca mai nelle delibere del G8, e quest’anno non si potrà non considerare con attenzione la situazione nel Medio Oriente e, particolarmente, in Siria. Per quest'ultima auspico che il Vertice contribuisca ad ottenere un cessate il fuoco immediato e duraturo, e a portare tutte le parti in conflitto al tavolo dei negoziati".

"Le azioni incluse nell’agenda della Presidenza Britannica del G8, che intendono puntare sulla legalità come il filo rosso dello sviluppo, con i conseguenti impegni per evitare l’evasione fiscale e assicurare la trasparenza e la responsabilità dei governanti, sono misure che puntano alle radici etiche profonde dei problemi, giacché, come ben aveva segnalato il mio predecessore, Benedetto XVI, la presente crisi globale dimostra che l’etica non è qualcosa di esterno all’economia, ma è una parte integrale e ineludibile del pensiero e dell’azione economica".

"Sia le misure di lungo respiro per assicurare un'adeguata cornice di legalità che guidi tutte le azioni economiche, sia le misure congiunturali di urgenza per risolvere la crisi economica mondiale, devono essere guidate dall’etica della verità, che comprende, innanzitutto, il rispetto della verità sull’uomo, il quale non è un fattore economico in più, o un bene scartabile, ma qualcosa che ha una natura e una dignità non riducibili a meri calcoli economici. Perciò la preoccupazione per il benessere materiale e spirituale fondamentale di ogni uomo è il punto di partenza di ogni soluzione politica ed economica e la misura ultima della sua efficacia e della sua eticità".

"Ogni teoria o azione economica e politica devi adoperarsi per fornire ad ogni abitante della terra quel minimo benessere che consenta di vivere con dignità, nella libertà, con la possibilità di sostenere una famiglia, di educare i figli, di lodare Dio e di sviluppare le proprie capacità umane".

"Ho voluto condividere con Lei, Primo Ministro - conclude il Pontefice - questi pensieri, nel desiderio di contribuire a sottolineare quello che è implicito in tutte le istanze politiche, ma che a volte si può dimenticare: l’importanza primordiale di mettere l’uomo, ogni singolo uomo e donna, al centro di ogni attività politica ed economica nazionale ed internazionale, perché l’uomo è la più vera e più profonda risorsa della politica e dell’economica e, allo stesso tempo, il fine primordiale di esse".


IL PAPA NELLA GIORNATA DELLA "EVANGELIUM VITAE": DIO, IL VIVENTE, È MISERICORDIOSO; GLI IDOLI UMANI ALLA FINE SONO PORTATORI DI NUOVE SCHIAVITÙ E DI MORTE

Città del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). Alle 10.30 di questa mattina, Papa Francesco ha presieduto, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata dell'"Evangelium Vitae", in occasione dell'Anno della fede. Prima di celebrare l'Eucaristia il Papa ha percorso in papamobile Via della Conciliazione per salutare le decine di migliaia di persone venute da tutto il mondo per assistere a questa celebrazione.

Di seguito riportiamo un'ampia sintesi dell'omelia nella quale il Santo Padre ha proposto tre spunti di meditazione: la Bibbia ci rivela il Dio Vivente; Gesù Cristo dona la vita, e lo Spirito Santo ci mantiene nella vita; seguire la via di Dio conduce alla vita, mentre seguire gli idoli conduce alla morte.

"La prima Lettura, tratta dal Secondo Libro di Samuele, ci parla di vita e di morte. Il re Davide vuole nascondere l’adulterio commesso con la moglie di Uria l’Hittita, un soldato del suo esercito, e per fare questo ordina di collocare Uria in prima linea perché sia ucciso in battaglia. La Bibbia ci mostra il dramma umano in tutta la sua realtà, il bene e il male, le passioni, il peccato e le sue conseguenze. Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte. (...) E l’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo. Ma Dio non si può ingannare (...). Il re viene messo di fronte alle sue opere di morte (...) comprende e chiede perdono: (...) Il Dio misericordioso che vuole la vita e sempre ci perdona, lo perdona, gli ridona vita (...). Tutta la Scrittura ci ricorda che Dio è il Vivente (...). Penso all’inizio del Libro della Genesi: Dio plasma l’uomo con polvere del suolo, soffia nelle sue narici un alito di vita e l’uomo diviene un essere vivente. (...) Il Dio che si rende presente nella storia, che libera dalla schiavitù (dalla schiavitù d'Egitto, n.d.r.), dalla morte, e porta vita al popolo perché è il Vivente. Penso anche al dono dei Dieci Comandamenti: una strada che Dio ci indica per un vita veramente libera, per una vita piena; non sono un inno al 'no' (...) Sono un inno al 'sì' a Dio, all’Amore, alla vita".

"Il brano del Vangelo di oggi ci fa fare un passo avanti. Gesù incontra una donna peccatrice durante un pranzo in casa di un fariseo, suscitando lo scandalo dei presenti: Gesù si lascia avvicinare da una peccatrice e addirittura le rimette i peccati, dicendo: 'Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco'. Gesù è l’incarnazione del Dio Vivente (...). Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita. In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma. (...) Dio, il Vivente, è misericordioso".

"È stata questa anche l’esperienza dell’apostolo Paolo, come abbiamo ascoltato nella seconda Lettura: 'Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me'. (...) E chi ci introduce in questa vita? È lo Spirito Santo (...). È Lui che ci introduce nella vita divina come veri figli di Dio, come figli nel Figlio Unigenito, Gesù Cristo. (...) Il cristiano è un uomo spirituale, e questo non significa che sia una persona che vive 'nelle nuvole', fuori della realtà (...). No! Il cristiano è una persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio, una persona che lascia che la sua vita sia animata, nutrita dallo Spirito Santo (...). E questo significa realismo e fecondità. Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé".
"Dio è il Vivente, è il Misericordioso. Gesù ci porta la vita di Dio, lo Spirito Santo ci introduce e ci mantiene nella relazione vitale di veri figli di Dio. Ma spesso - lo sappiamo per esperienza - l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il 'Vangelo della vita', ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. È la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio - una nuova Torre di Babele; è il pensare che il rifiuto di Dio, del Messaggio di Cristo, del Vangelo della Vita, porti alla libertà, alla piena realizzazione dell’uomo. Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte".

"Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Dio come al Dio della vita, guardiamo alla sua legge, al messaggio del Vangelo come a una via di libertà e di vita. Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude, a Dio che è il Vivente e il Misericordioso".


PAPA FRANCESCO AFFIDA ALLA MADONNA OGNI VITA UMANA, SPECIALMENTE QUELLA PIÙ FRAGILE, INDIFESA E MINACCIATA

Città del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). "Al termine di questa Eucaristia dedicata al Vangelo della Vita - ha detto il Papa prima della recita dell'Angelus - sono lieto di ricordare che ieri, a Carpi, è stato proclamato Beato Odoardo Focherini, sposo e padre di sette figli, giornalista. Catturato e incarcerato in odio alla sua fede cattolica, morì nel campo di concentramento di Hersbruck (Germania) nel 1944, a 37 anni. Salvò numerosi ebrei dalla persecuzione nazista. Insieme con la Chiesa che è in Carpi, rendiamo grazie a Dio per questo testimone del Vangelo della Vita!"

Successivamente il Papa ha ringraziato tutte le persone venute a Roma da tante parti d'Italia e del mondo e in particolare "le famiglie e quanti operano più direttamente per la promozione e la tutela della vita". Il Papa ha inoltre salutato i 150 membri dell'Associazione "Grávida" (Argentina), riuniti nella città di Pilar esortandoli con queste parole: "Grazie tante per quello che fate! Coraggio, e andate avanti!".

"Infine - ha aggiunto il Pontefice - "saluto i numerosi partecipanti al raduno motociclistico Harley-Davidson e anche a quello del Motoclub Polizia di Stato".

"Ci rivolgiamo ora alla Madonna, affidando ogni vita umana, specialmente quella più fragile, indifesa e minacciata, alla sua materna protezione".

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Commissione Europea, Signor José Manuel Durão Barroso, il quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"I cordiali colloqui hanno permesso un utile scambio di opinioni sulla situazione internazionale con particolare attenzione al processo di integrazione europea, come pure alla perdurante crisi economica che ha conseguenze gravissime sull’occupazione, soprattutto giovanile, e riflessi negativi sulla vita delle famiglie".

"Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul contributo positivo che la Chiesa cattolica può offrire nell’attuale congiuntura per il benessere materiale e spirituale dell’Europa".

"Infine, particolare attenzione è stata data alla promozione dei diritti umani, in special modo alla libertà religiosa, e alla tutela delle minoranze cristiane nel mondo".

PAPA FRANCESCO: IL PRINCIPIO DI LAICITÀ NON DEVE SIGNIFICARE IN SÉ OSTILITÀ ALLA REALTÀ RELIGIOSA, O UN'ESCLUSIONE DELLA RELIGIONE DALLA SFERA SOCIALE

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). "Il principio di laicità che governa le relazioni tra lo Stato francese e le diverse confessioni religiose non deve significare in sé un’ostilità alla realtà religiosa, o un’esclusione delle religioni dal campo sociale e dai dibattiti che lo animano". Queste le parole di Papa Francesco ai membri del Senato e dell'Assemblea Nazionale della Repubblica francese che ha ricevuto questa mattina.

L'incontro è stata occasione per il Pontefice di sottolineare le relazioni di fiducia che esistono generalmente in Francia tra i responsabili della vita pubblica e quelli della Chiesa cattolica. "Ci si può rallegrare del fatto che la società francese - ha detto il Santo Padre - riscopra proposte fatte dalla Chiesa, tra le altre, che offrono una certa visione della persona e della sua dignità in vista del bene comune. La Chiesa desidera così offrire il proprio contributo specifico su questioni profonde che impegnano una visione più completa della persona e del suo destino, della società e del suo destino. Questo contributo non si situa solamente nell’ambito antropologico o sociale, ma anche negli ambiti politico, economico e culturale".

"In quanto eletti da una Nazione verso la quale gli occhi del mondo si rivolgono spesso - ha ricordato il Papa ai parlamentari francesi - è vostro dovere, ritengo, contribuire in modo efficace e costante al miglioramento della vita dei vostri concittadini" e a rispondere alle loro necessità. "Il vostro compito è certamente tecnico e giuridico, e consiste nel proporre leggi, nell’emendarle o anche nell’abrogarle. Ma è anche necessario infondere in esse un supplemento, uno spirito, direi un’anima, che non rifletta solamente le modalità e le idee del momento, ma che conferisca ad esse l’indispensabile qualità che eleva e nobilita la persona umana".

Prendendo congedo dai parlamentari Papa Francesco ha detto: "Formulo (...) a voi il mio incoraggiamento più caloroso a proseguire la vostra missione, cercando sempre il bene della persona e promuovendo la fraternità nel vostro bel Paese. Che Dio vi benedica".

FONDAZIONE "POPULORUM PROGRESSIO": COMUNITÀ INDIGENE E CONTADINE DELL'AMERICA LATINA RISCHIANO DI ESSERE LE PERIFERIE "UMANE" IN UN CONTINENTE CHE VIVE UNA FASE DI SVILUPPO

Città del Vaticano, 15 giugno (VIS). Dal 18 al 21 giugno avrà luogo ad Arequipa, (Perù), la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma "Populorum Progressio". Come ogni anno, i Presuli che compongono il Consiglio di Amministrazione delibereranno il finanziamento di progetti in favore delle comunità indigene, meticce, afroamericane e contadine dell'America Latina e dei Caraibi. La "Populorum Progressio", fin dalla sua fondazione nel 1992, è affidata al Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Membri del Consiglio di Amministrazione sono: il Cardinale Robert Sarah, Presidente ex officio della Fondazione; l'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz (Bolivia), Presidente del Consiglio di Amministrazione; l'Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, di Guayaquil (Ecuador), Vicepresidente; l'Arcivescovo Óscar Urbina Ortega, di Villavicencio (Colombia); l'Arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, di São Salvador de Bahia (Brasile); l'Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa (Perù); il Monsignor Segundo Tejado Muñoz, Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

È la prima riunione sotto il Pontificato di Papa Francesco, che ha parlato con grande chiarezza di una "Chiesa povera e per i poveri", che vive il potere come un umile servizio, attenta alle periferie, ai villaggi, agli ultimi, ricca solo della carità che le viene dall'Alto. I membri della Fondazione auspicano che queste parole siano punto di riferimento per le decisioni da prendere. I primi beneficiari della "Populorum Progressio", in particolare le comunità indigene e contadine, rischiano di essere le periferie 'umane' in un continente che vive una fase di sviluppo economico significativo, ma che è caratterizzato da grandi diseguaglianze sociali, che penalizzano soprattutto quelle fasce di popolazione che restano ai margini di tale sviluppo.

In tal senso, l'auspicio di tutti i membri del Consiglio stesso è di organizzare, l'anno prossimo, tale riunione a Roma, per avere la possibilità di ricevere direttamente da Papa Francesco indicazioni e orientamenti sulle prospettive future per la Fondazione stessa.
Quest'anno sono stati presentati 222 progetti da parte di 18 Paesi, in particolare Colombia, Brasile, Perù ed Ecuador. I progetti sono caratterizzati da un approccio ampiamente partecipativo da parte delle comunità locali che contribuiscono in tutte le fasi del lavoro: dall’ideazione, alla realizzazione concreta in caso di approvazione. Tali iniziative serviranno a rispondere alle necessità in vari settori: produzione (agricoltura e allevamento, artigianato, microimprese): infrastrutture comunitarie (acqua potabile, latrine, saloni comunitari); educazione (formazione, attrezzature scolastiche, pubblicazioni); sanità (campagne di prevenzione, attrezzature mediche per dispensari); edilizia (centri educativi e sanitari).
Tra i maggiori sostenitori della "Populorum Progressio", oltre a singoli fedeli e a qualche Fondazione, si annovera la Conferenza Episcopale Italiana.

MONSIGNOR BATTISTA RICCA PRELATO "AD INTERIM" DELLO IOR

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). In una dichiarazione rilasciata questa mattina, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso noto che: "La Commissione cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione, con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato 'ad interim' Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca, Prelato dell’Istituto stesso".

"In tale funzione Monsignor Ricca svolgerà il ruolo di segretario degli incontri della Commissione cardinalizia e assisterà agli incontri del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli Statuti dell’Istituto".

"Monsignor Battista Ricca, nato nel 1956 a Offlaga in provincia di Brescia, fa parte del Servizio Diplomatico in servizio presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato ed è Direttore della 'Domus Sanctae Marthae', della 'Domus Internationalis Paulus VI', della 'Domus Romana Sacerdotalis' e della 'Casa San Benedetto'".

"Come si ricorderà, il precedente Prelato era Monsignor Piero Pioppo, attualmente Nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale, che aveva occupato tale funzione dal 2006 al 2010".

"Con la nomina di Ernst von Freyberg come Presidente e di Monsignor Battista Ricca come Prelato, la Commissione cardinalizia ha occupato le due importanti posizioni previste dagli Statuti dello IOR, che erano rimaste vacanti per diverso tempo. La nomina di Mons. Ricca ha effetto immediato".


UDIENZE

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Rowsch N. Shaways, Vice Primo Ministro della Repubblica dell’Iraq, e Seguito

- Il Cardinale Joseph Ze-Kiun, Vescovo emerito di Hong Kong.

Sabato 15 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza nella Casa Santa Marta:

- Il Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Xavier Munyongani, Vescovo della Diocesi di Gweru (superficie: 29.158; popolazione: 2.313.000; cattolici: 368.000; sacerdoti: 54; religiosi: 216), Zimbabwe. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Mutero Mission (Zimbabwe) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1977 al 1981 è stato Vicario parrocchiale della "St. Anthony's Mission" a Zaka; dal 1982 al 1983 Parroco della "St. Alois Mission"; dal 1983 al 1985 Direttore Spirituale della Società di "St. Paul Brothers" a Serima; dal 1990 al 1998 Professore nel Seminario Maggiore Regionale di Chishawasha e dal 1998 al 2004 Vice-Rettore del medesimo Seminario Maggiore; dal 2005 al 2006 promotore e Direttore Spirituale della "St. Joseph Association", nella Diocesi di Masvingo; dal 2006 al 2007 Direttore della "St. Anne's Association" e Vicario Parrocchiale della Missione "Silveira"; dal 2007 Cappellano della Comunità Cattolica Zimbabwena a Londra.

- Il Padre Alphonse Nguyen Huu Long, P.S.S., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Hung Hoá (superficie: 54.352; popolazione: 7.187.000; cattolici: 235.000; sacerdoti: 63; religiosi: 242), Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato ad Hanoi (Viêt Nam) nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1990 ed è entrato a far parte della Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio. Nella Diocesi di Da Nang, è stato Vicario parrocchiale di Tam Ky (1990-1994), parroco di Hà Lam (1999-2001) e Parroco di Trà Kieu (2001-2003); dal 2003 al 2011 Direttore Spirituale e Professore di Diritto Canonico di Storia della Chiesa e di Catechesi al Seminario Maggiore di Hué; dal 2011 Rettore del Seminario di Maggiore di Hué.

- Il Reverendo Pierre Nguyen Van Vien, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Vinh (superficie: 30.594; popolazione: 6.285.000; cattolici: 506.992; sacerdoti: 197; religiosi: 1.882), Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Huong Phuong (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 2009 è stato Vice-Rettore e Professore di Dogmatica nel Seminario Maggiore di Vinh Thanh e dal 2010 Vicario Generale della Diocesi di Vinh.

- Il Cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo di Vilnius (Lituania), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1025° anniversario del battesimo della Rus (Ucraina), previste a Kyiv nei giorni 17-18 agosto 2013.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba), Suo inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del 1° centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi metropolitana di San Salvador (El Salvador), e dell'erezione delle Diocesi di Santa Ana e di San Miguel ed alla cerimonia di chiusura del Congresso Eucaristico nazionale di El Salvador, in programma l'11 agosto 2013.




venerdì 14 giugno 2013

IL PAPA RICEVE L'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY: DALLA PREGHIERA SI RINNOVA IMPEGNO A CAMMINARE VERSO L'UNITÀ CHE POTRÀ TROVARE ESPRESSIONE NELLA COLLABORAZIONE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, dandogli il benvenuto con le stesse parole con le quali il Servo di Dio Paolo VI accolse il suo predecessore, l'Arcivescovo Michael Ramsey, durante la sua storica visita del 1966: ""'I Suoi passi non arrivano in una casa straniera […] Noi siamo lieti di aprirLe le porte e, con le porte, il Nostro cuore; perché Noi siamo contenti ed onorati […] di accoglierla 'non come ospite e forestiero, ma come concittadino dei Santi e della Famiglia di Dio'. So che Vostra Grazia, durante la cerimonia di installazione nella Cattedrale di Canterbury, - ha detto Papa Francesco - ha ricordato nella preghiera il nuovo Vescovo di Roma. Le sono profondamente grato e penso che, avendo iniziato i nostri rispettivi ministeri a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, avremo sempre un motivo particolare per sostenerci a vicenda con la preghiera".

"La storia delle relazioni tra la Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa di Roma - ha affermato il Pontefice - è lunga e complessa, non priva di momenti dolorosi. Gli ultimi decenni, tuttavia, sono stati caratterizzati da un cammino di avvicinamento e di fraternità, per il quale dobbiamo rendere sinceramente grazie a Dio. Tale cammino si è realizzato sia mediante il dialogo teologico, con i lavori della Commissione internazionale anglicana-cattolica, sia mediante l’intrecciarsi, a tutti i livelli, di rapporti cordiali e di una quotidiana convivenza, caratterizzata da profondo rispetto reciproco e sincera collaborazione. (...) La solidità di questi legami - ha proseguito il Papa - ha consentito di mantenere la rotta anche quando, nel dialogo teologico, sono emerse difficoltà maggiori di quelle che ci si potesse immaginare all’inizio del cammino".

"Sono grato - ha detto Papa Francesco - poi, per il sincero sforzo che la Chiesa d’Inghilterra ha mostrato per comprendere le ragioni che hanno portato il mio Predecessore, Papa Benedetto XVI, ad offrire una struttura canonica in grado di rispondere alle domande di quei gruppi di anglicani che hanno chiesto di essere ricevuti, anche corporativamente, nella Chiesa cattolica: sono certo che ciò permetterà di meglio conoscere e apprezzare nel mondo cattolico le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali che costituiscono il patrimonio anglicano".

"L’odierno incontro è l’occasione per ricordarci che l’impegno per la ricerca dell’unità tra i cristiani non deriva da ragioni di ordine pratico, ma dalla volontà stessa del Signore Gesù Cristo, che ci ha resi fratelli suoi e figli dell’unico Padre. Per questo la preghiera, che oggi insieme eleviamo, è di fondamentale importanza".

"Dalla preghiera si rinnoverà giorno per giorno l’impegno a camminare verso l’unità, che potrà trovare espressione nella collaborazione in diversi ambiti della vita quotidiana. Tra essi, particolare significato riveste la testimonianza del riferimento a Dio e della promozione dei valori cristiani, di fronte ad una società che sembra talora mettere in discussione alcune delle basi stesse della convivenza, quali il rispetto verso la sacralità della vita umana, o la solidità dell’istituto della famiglia fondata sul matrimonio (...). Vi è poi l’impegno per una maggiore giustizia sociale, per un sistema economico che si ponga al servizio dell’uomo e al vantaggio del bene comune. Tra i nostri compiti, quali testimoni dell’amore di Cristo, vi è quello di dare voce al grido dei poveri, affinché non siano abbandonati alle leggi di un’economia che sembra talora considerare l’uomo solo in quanto consumatore".
"So che Vostra Grazia - ha affermato Papa - è particolarmente sensibile a tutte queste tematiche, nelle quali condividiamo molte idee, così come sono al corrente del Suo impegno per favorire la riconciliazione e la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A questo proposito, insieme all’Arcivescovo Nichols (L'Arcivescovo cattolico di Westminster, n.d.r.), Ella ha sollecitato le autorità a trovare una soluzione pacifica al conflitto siriano, che garantisca anche la sicurezza di tutta la popolazione, incluse le minoranze, tra le quali ci sono le antiche comunità cristiane locali. Come Ella stessa ha evidenziato, noi cristiani portiamo la pace e la grazia come un tesoro da donare al mondo, ma questi doni possono produrre frutti soltanto quando i cristiani vivono e lavorano insieme in armonia. Sarà così più facile contribuire a costruire relazioni di rispetto e pacifica convivenza con quanti appartengono ad altre tradizioni religiose e anche con i non credenti".

"L’unità, alla quale sinceramente aneliamo - ha concluso il Papa - è un dono che viene dall’alto e che si fonda nella nostra comunione d’amore con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. (...) Possa il Padre misericordioso udire ed esaudire le preghiere che gli rivolgiamo insieme".



PER DIALOGARE BISOGNA ABBASSARE LE DIFESE E APRIRE LE PORTE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Dialogo, discernimento e frontiera sono le tre parole chiave che Papa Francesco ha suggerito ai membri della Comunità degli Scrittori de "La Civiltà Cattolica", che ha ricevuto questa mattina in udienza.

"La vostra fedeltà alla Chiesa richiede ancora di essere duri contro le ipocrisie frutto di un cuore chiuso, malato. Ma il vostro compito principale non è di costruire muri ma ponti; è quello di stabilire un dialogo con tutti gli uomini, anche con coloro che non condividono la fede cristiana, ma 'hanno il culto di alti valori umani', e perfino 'con coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in varie maniere'. (...) Nel dialogo è sempre possibile avvicinarsi alla verità, che è dono di Dio, e arricchirsi vicendevolmente. Dialogare - ha ribadito Papa Francesco - significa essere convinti che l'altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alla sua opinione, alle sue proposte, senza cadere, ovviamente, nel relativismo. E per dialogare bisogna abbassare le difese e aprire le porte".

"Un tesoro dei Gesuiti - ha sottolineato Papa Francesco - è proprio il discernimento spirituale, che cerca di riconoscere la presenza dello Spirito di Dio nella realtà umana e culturale, il seme già piantato della sua presenza negli avvenimenti, nelle sensibilità, nei desideri, nelle tensioni profonde dei cuori e dei contesti sociali, culturali e spirituali".

Nel ricordare la figura di Matteo Ricci, quale modello di apertura e di ascolto, Papa Francesco ha affermato che è necessario "mantenere aperti il cuore e la mente, evitando la malattia spirituale dell'autoreferenzialità. Anche la Chiesa quando diventa autoreferenziale, si ammala, invecchia. Il nostro sguardo, ben fisso su Cristo, sia profetico e dinamico verso il futuro: in questo modo, rimarrete sempre giovani e audaci nella lettura degli avvenimenti".

"La frattura tra Vangelo e cultura è senza dubbio un dramma - ha ribadito il Santo Padre -
Voi siete chiamati a dare il vostro contributo per sanare questa frattura che passa anche attraverso il cuore di ciascuno di voi e dei vostri lettori. Questo ministero è tipico della missione della Compagnia di Gesù. (...) Accompagnate, con le vostre riflessioni e i vostri approfondimenti, i processi culturali e sociali, e quanti stanno vivendo transizioni difficili, facendovi carico anche dei conflitti. Il vostro luogo proprio sono le frontiere. (...) Per favore, siate uomini di frontiera, con quella capacità che viene da Dio. Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, è urgente un coraggioso impegno per educare a una fede convinta e matura, capace di dare senso alla vita e di offrire risposte convincenti a quanti sono alla ricerca di Dio. Si tratta di sostenere l'azione della Chiesa in tutti i campi della sua missione. (...) Cari fratelli, forza! Sono sicuro di poter contare su di voi".


SVILUPPARE ULTERIORMENTE RAPPORTI VIÊT NAM E SANTA SEDE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Il 13 e 14 giugno scorso si è svolto in Vaticano il IV Incontro del Gruppo di lavoro congiunto tra la Santa Sede e il Viêt Nam. L'Incontro è stato presieduto dal Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, Capo della Delegazione della Santa Sede e dal Signor Bui Thanh Son, Vice-Ministro degli Affari Esteri, Capo della Delegazione vietnamita.

"La Parte vietnamita ha sottolineato la consistente attuazione ed i continui miglioramenti delle politiche da parte del Partito e dello Stato del Vietnam riguardanti il rispetto e l’assicurazione della libertà di religione e delle credenze religiose, come pure l’incoraggiamento continuo alle diverse religioni e alla Chiesa cattolica in Vietnam in particolare, a prendere parte attiva nella costruzione nazionale e nel processo di sviluppo socioeconomico. La Santa Sede ha espresso apprezzamento e gratitudine per l’attenzione data da diversi livelli del Governo alle attività della Chiesa cattolica in Vietnam, in particolare alla decima Assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia tenutasi in Xuan Loc e Hochiminh City nel dicembre 2012, come pure alle visite pastorali del Rappresentante Pontificio non residente, l’Arcivescovo Leopoldo Girelli. La Santa Sede ha evidenziato il desiderio di sviluppare ulteriormente i rapporti tra il Vietnam e la Santa Sede, sottolineando il bisogno di avere al più presto un Rappresentante Pontificio residente nel Paese, a beneficio di tutti gli interessati".


DIO VIAGGIA IN HARLEY PER LE STRADE DELLA CITTÀ ETERNA

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Nel fine settimana, nelle strade di Roma echeggerà il rombo dei motori di più di duemila moto Harley Davidson che da giovedì hanno invaso la capitale in occasione del 110° anniversario della casa motociclistica di Milwaukee.

Fra i ruggiti dei motori, i giubbotti di cuoio e i tatuaggi, c'è anche spazio per la fede, perché in questi giorni "Dio viaggia in Harley nelle strade della città eterna".

Per dare inizio alla festa, questa mattina presto, i motociclisti hanno parcheggiato le loro moto e si sono messi in fila come gli altri turisti per entrare nella Basilica di San Pietro dove il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica, ha celebrato una Santa Messa a loro riservata.

Domenica, nella preghiera dell'Angelus, Papa Francesco impartirà la sua benedizione ai motociclisti e alle loro moto. Sono circa mille i fortunati "centauri" che potranno entrare per un giorno in Piazza San Pietro con le due ruote.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Jan Franciszek Watroba, Vescovo di Rzeszów (superficie: 6.000; popolazione: 611.208; cattolici: 598.152; sacerdoti: 722; religiosi: 451), Polonia. Finora Vescovo Ausiliare di Czestochowa (Polonia), succede al Vescovo Kazimierz Górny, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare di Roma (superficie: 850; popolazione: 2.843.918; cattolici: 2.333.700; sacerdoti: 4.871; religiosi: 27.761; diaconi permanenti: 116), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Roma (Italia), nel 1946 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972. Dal 1972 al 1979 è stato Assistente e Vice-Rettore del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1979 al 1984 Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1997 al 2003 Preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose "Ecclesia Mater"; dal 1999 al 2003 Membro del Consiglio Presbiterale diocesano; dal 1982 Professore di Filosofia alla Pontificia Università Lateranense; dal 1984 al 2009 Rettore del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1990 Assistente Ecclesiastico dell’Azione Cattolica Diocesana; dal 2003 Rappresentante dei Superiori dei Seminari e dei Collegi di Formazione della Diocesi di Roma nel Consiglio Presbiterale; dal 2009 al 2012 Parroco di San Giovanni Crisostomo; dal 2011 Prefetto della X Prefettura in Roma; dal 2012 Parroco della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e Membro del Collegio dei Consultori. È Primicerio dell'Arciconfraternita della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e degli Agonizzanti.

- Ha nominato il Monsignor Angar Puff, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Köln (superficie: 6.181; popolazione: 5.152.000; cattolici: 2.080.656; sacerdoti: 1.014; religiosi: 1.897; diaconi permanenti: 312), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Mönchengladbach (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Dal 1987 al 1991 è stato Vice-Parroco nelle parrocchie di Köln-Chorweiler e dal 1991 al 1996 di Köln-Vingst. Dal 1998 al 2012 è stato prima Parroco della parrocchia St. Josef a Düsseldorf-Oberbilk, e, dopo la ristrutturazione delle parrocchie, Parroco dell’unità pastorale di Düsseldorf Unter e Oberbilk, Friedrichstadt e Eller-West. Dal 2004 al 2012 è stato Vice-Decano della città di Düsseldorf. Dal 2012 Direttore del reparto principale “Cura d’anime – Personale” della Curia Arcivescovile di Köln.



giovedì 13 giugno 2013

SLOVENIA E SANTA SEDE: IMPORTANZA TUTELA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA PER SVILUPPO ARMONIOSO SOCIETÀ SLOVENA

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Nella mattinata del 13 giugno 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Presidente del Governo della Repubblica di Slovenia, Signora Alenka Bratušek, la quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dal Monsignore Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Slovenia ed è stata confermata la comune volontà di proseguire un dialogo costruttivo sui temi bilaterali attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, con particolare riferimento al contributo storico della Chiesa cattolica nella vita del Paese e all’importanza che la tutela della libertà religiosa riveste oggi per uno sviluppo armonioso della società slovena.

Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sulle sfide che il Paese deve affrontare nell’attuale crisi economica e sull’aiuto che la comunità cattolica, in collaborazione con le istituzioni statali, può fornire per il sostegno sociale della popolazione e per l’educazione dei giovani.

Infine, sono state brevemente passate in rassegna alcune sfide e problematiche di carattere internazionale.



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