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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 19 giugno 2013

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nei mesi di aprile, maggio e giugno 2013:

- Il Vescovo Celso Yegros Estigarribia, emerito di Carapeguá (Paraguay), il 6 aprile, all'età di 77 anni.

- L'Arcivescovo François-Wolff Ligondé, emerito di Port-au-Prince (Haïti), l'8 aprile, all'età di 85 anni.
- Il Vescovo Luis Antonio Nova Rocha, di Facatativá (Colombia), il 9 aprile, all'età di 69 anni.

- Il Cardinale Lorenzo Antonetti, Presidente emerito del Patrimonio della Sede Apostolica (Vaticano), il 10 aprile, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Bernhard Rieger, Ausiliare emerito di Rottenburg-Stuttgart (Germania), il 10 aprile, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Jaime Enrique Duque Correa, M.X.Y., di El Banco (Colombia), il 14 aprile, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Reinhard Lettmann, emerito di Münster (Germania), il 16 aprile, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Martinus Petrus Maria Muskens, emerito di Breda, Paesi Bassi, il 16 aprile, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Peter Michael Chenaparampil, emerito di Alleppey (India), il 18 aprile, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo William Edward Murray, emerito di Wollongong (Australia), il 21 aprile, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo José de Jesús Castillo Rentería, M.N.M., emerito de Tuxtepec, Oaxaca, (Messico), il 23 aprile, all'età di 85 anni.
- Il Vescovo Joseph Peter O’Connell, Ausiliare emerito di Melbourne (Australia), il 27 aprile, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Arthur Joseph O’Neill, emerito di Rockford, Illinois (Stati Uniti d'America), il 27 aprile, all'età di 95 anni.

- Il Vescovo Julio Ojeda Pascual, O.F.M. Vicario Apostolico emerito di San Ramón (Perú), il 28 aprile, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Pietro Garlato, emerito di Tivoli (Italia), il 29 aprile, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Patrick Taval, M.S.C. di Kerema (Papua Nueva Guinea), il 29 aprile, all'età di 57 anni.

- Il Vescovo Tito Buss, emerito di Rio do Sul, Santa Catarina (Brasile), il 30 aprile, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg, Pennsylvania, (Stati Uniti d'America), il 2 maggio, all'età di 65 anni.

- Il Vescovo Severo Aparicio Quispe, O. de M., Ausiliare emerito di Cuzco (Perú), il 6 maggio, all'età di 89 anni.

- L'Arcivescovo André Sana, emerito di Kerkūk dei Caldei (Iraq), l'8 maggio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Félix Ramananarivo, M.S., emerito di Antsirabé (Madagascar), il 12 maggio, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo Dominic Kodwo Andoh, emerito di Accra (Ghana), il 17 maggio, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Michael Kpakala Francis, emerito di Monrovia (Liberia), il 19 maggio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Mykola Simkaylo, di Kolomyia-Chernivtsi degli Ucraini (Ucraina), il 21 maggio, all'età di 60 anni.

- Il Vescovo Silvério Jarbas Paulo de Albuquerque, O.F.M., emerito di Feira de Santana, Baia, (Brasile), il 28 maggio all'età di 96 anni.

- Il Cardinale Stanisław Kazimierz Nagy, S.C.I, diacono di Santa Maria della Scala, il 5 giugno, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Joseph Michael Sullivan, Ausiliare emerito di Brooklyn, New York, (Stati Uniti d'America), il 7 giugno, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Olavio López Duque, O.A.R., Vicario Apostolico emerito di Casanare (Colombia), l'11 giugno, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo José de Lima, emerito di Sete Lagoas, Minas Gerais (Brasile), il 12 giugno, all'età di 89 anni.


UDIENZE

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, nell'Auletta dell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso con l'International Islamic Forum for Dialogue (Arabia Saudita).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote José Carlos Brandão Cabral, Vescovo di Almenara (superficie: 15.738; popolazione: 192.800; cattolici: 147.300; sacerdoti: 18; religiosi: 39), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Tupã (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993 ed è stato incardinato nella diocesi di Limeira. Dal 1993 è stato Parroco della Parrocchia di "Menino Jesus"; dal 1999 al 2004 Cappellano della “Casa de Misericórdia”; dal 1995 al 2004 Direttore Spirituale del Seminario Maggiore “São João Maria Vianney”; dal 2003 al 2005 Vicario Episcopale; dal 2005 Giudice Uditore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Campinas e dal 2008 Cancelliere diocesano. Succede al Vescovo Hugo Maria Van Steekelenburg, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo José Carlos Chacorowski, C.M., Vescovo di Caraguatatuba (superficie: 1.992; popolazione: 292.000; cattolici: 179.600; sacerdoti: 21; religiosi: 53; diaconi permanenti: 6), Brasile. È stato finora Ausiliare di São Luís do Maranhão (Brasile).

- Ha nominato il Padre Joseph Mopeli Sephamola, O.M.I., Vescovo della Diocesi di Qacha’s Nek (superficie: 11.500; popolazione: 400.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 22; religiosi: 104), Lesotho. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Tsoelike Ha Atlali (Lesotho); nel 1983 è stato ammesso nel noviziato degli Oblati di Maria Immacolata, nel 1984 ha emesso la prima professione religiosa e quella solenne nel 1989, è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 2000 è stato Missionario nello Zambia; dal 2001 al 2003 inviato nello Scolasticato O.M.I. a Roma; dal 2004 al 2008 Maestro dei Novizi a Villa Maria, Quthing, Qacha’s Nek; dal 2009 al 2011 Inviato in Sud Africa per studi in Spiritualità; dal luglio 2011 Ministro Provinciale dei Padri Oblati in Lesotho.







martedì 18 giugno 2013

IL PAPA ALLA DIOCESI DI ROMA: NON POSSIAMO RIMAERE INDIFFERENTI VERSO QUESTA CITTÀ CHE CI CHIEDE UNA SPERANZA

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). "Io non mi vergogno del Vangelo" è stato il tema della catechesi impartita ieri sera da Papa Francesco nell'Aula Paolo VI in occasione dell'inaugurazione del Convegno Ecclesiale (17-19 giugno) che conclude l'anno pastorale della Diocesi di Roma, sul tema: "‘Cristo, tu ci sei necessario!’ - La responsabilità dei battezzati nell’annuncio di Gesù Cristo".

L'incontro ha avuto inizio con il saluto al Vescovo di Roma del Cardinale Vicario Agostino Vallini, a cui ha fatto seguito la lettura della Prima Lettera di San Paolo ai Romani "Io infatti non mi vergogno del Vangelo poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (...) perché (...) come battezzati (...) il peccato non dominerà più su di voi, perché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia". Ispirandosi a queste righe il Papa ha proposto ai 15.000 partecipanti alcune riflessioni. Di seguito riportiamo un'ampia sintesi delle parole di Papa Francesco, utilizzando sia il testo scritto della catechesi prevista sia alcune improvvisazioni aggiunte dal Papa.

"Una rivoluzione per trasformare la storia deve cambiare in profondità il cuore dell'uomo. Le rivoluzioni che si sono succedute lungo i secoli hanno cambiato sistemi politici ed economici, ma nessuna di esse ha veramente modificato il cuore dell'uomo. La vera rivoluzione, quella che trasforma radicalmente la vita, l'ha compiuta solo Gesù Cristo, attraverso la sua Risurrezione che, come ama ricordare Benedetto XVI, è stata 'la più grande mutazione della storia dell'umanità' e ha dato vita a un mondo nuovo".

"Questa è l'esperienza che vive l'Apostolo Paolo: dopo aver incontrato Gesù sulla via di Damasco, cambia radicalmente la sua prospettiva di vita e riceve il Battesimo. Dio trasforma il suo cuore: prima era un violento persecutore dei cristiani, ora diventa un apostolo, un testimone coraggioso di Gesù Cristo".

"Con il Battesimo, sacramento pasquale, anche noi siamo resi partecipi del medesimo cambiamento e come Paolo 'possiamo camminare in una vita nuova' (...) Noi siamo portati a credere che sia anzitutto cambiando le strutture che si possa costruire un mondo nuovo. La fede ci dice che solo un cuore nuovo, rigenerato da Dio, genera un mondo nuovo; un cuore 'di carne' che ama, soffre e gioisce con gli altri, un cuore colmo di tenerezza per chi portando impresse le ferite della vita, si sente alla periferia della società. L'amore è la più grande forza di trasformazione della realtà perché abbatte i muri dell'egoismo e colma i fossati che ci tengono lontani gli uni dagli altri".

"Anche a Roma vi sono persone che vivono senza speranza e sono immerse in una profonda tristezza, da cui cercano di uscire credendo di trovare la felicità nell'alcol, nella droga, nel gioco d'azzardo, nel potere del denaro, nella sessualità senza regole. Ma si ritrovano ancora più delusi e talvolta sfogano la loro rabbia verso la vita con comportamenti violenti e indegni dell'uomo. (...) Noi che abbiamo trovato in Gesù Cristo morto e risorto il senso della vita, possiamo essere indifferenti verso questa città che ci chiede, forse anche inconsapevolmente, una speranza che la aiuti a guardare il futuro con maggiore fiducia e serenità? (...) Siamo cristiani, siamo discepoli di Gesù non per chiuderci in noi stessi ma per aprirci agli altri, per aiutarli, per portarli a Cristo e custodire ogni creatura".

"San Paolo è consapevole che Gesù - come significa il suo nome - è il Salvatore dell'intera umanità, non solo degli uomini di una certa epoca o di una zona geografica. Il Vangelo è per tutti, perché Dio ama tutti e vuole salvare tutti. L'annuncio del Vangelo è destinato innanzitutto ai poveri, a quanti mancano spesso del necessario per condurre una vita dignitosa: a loro è annunciato per primo il lieto messaggio che Dio li ama con predilezione e viene a visitarli attraverso le opere di carità che i discepoli di Cristo compiono nel suo nome. Altri poi pensano che il messaggio di Gesù sia destinato a coloro che non hanno una preparazione culturale e che per questo trovano nella fede la risposta ai tanti perché presenti nel loro cuore. L'Apostolo invece afferma con forza che il Vangelo è per tutti, anche per i dotti: la sapienza che deriva dalla Rivelazione non si oppone a quella umana, ma al contrario la purifica e la eleva. La Chiesa è sempre stata presente nei luoghi dove si elabora la cultura".

Il Papa ha improvvisato ed ha detto: "Il Vangelo è per tutti, anche per i dotti. È per tutti, il Vangelo! Questo di andare verso i poveri non significa che noi dobbiamo diventare pauperisti, o una sorta di 'barboni spirituali'!. No, no, non significa questo! Significa che dobbiamo andare verso la carne di Gesù che soffre, ma anche soffre la carne di Gesù di quelli che non lo conoscono con il loro studio, con la loro intelligenza, con la loro cultura. Dobbiamo andare là! perciò, a me piace usare l'espressione 'andare verso le periferie', le periferie esistenziali. Tutti, tutti quelli, dalla povertà fisica e reale alla povertà intellettuale, che è reale, pure. Tutte le periferie, tutti gli incroci dei cammini: andare là. E là, seminare il seme del Vangelo, con la parola e con la testimonianza".

"E questo significa che noi dobbiamo avere coraggio. (...) Voglio dirvi una cosa. Nel Vangelo è bello quel brano che ci parla del pastore che, quando torna all'ovile, si accorge che manca una pecora, lascia le 99 e va a cercarla, a cercarne una. Ma, fratelli e sorelle, noi ne abbiamo una; ci mancano le 99! Dobbiamo uscire, dobbiamo andare da loro! In questa cultura - diciamoci la verità - ne abbiamo soltanto una, siamo minoranza! E noi sentiamo il fervore, lo zelo apostolico di andare e uscire e trovare le altre 99? Questa è una responsabilità grande, e dobbiamo chiedere al Signore la grazia della generosità e il coraggio e la pazienza per uscire, per uscire ad annunziare il Vangelo".

"Sostenuti da questa certezza, che ci viene dalla Rivelazione, abbiamo il coraggio, la parresia, di uscire da noi stessi, di uscire dalle nostre comunità per andare lì dove gli uomini e le donne vivono, lavorano e soffrono e annunciare loro la misericordia del Padre, che si è fatta conoscere agli uomini in Gesù di Nazaret. (...) Ricordiamoci sempre, però, che l'Avversario vuole tenere gli uomini separati da Dio e per questo instilla nei cuori la delusione quando non vediamo ricompensato subito il nostro impegno apostolico. Il diavolo ogni giorno getta nei nostri cuori semi di pessimismo e di amarezza. (...) Apriamoci al soffio dello Spirito Santo che non cessa di spargere semi di speranza e di fiducia. Non dimentichiamo che Dio è il più forte e che se gli permettiamo di entrare nella nostra vita nulla e nessuno può opporsi alla sua azione. Non lasciamoci, quindi, sopraffare dallo scoraggiamento che incontriamo davanti alle difficoltà quando parliamo di Gesù e del Vangelo. Non pensiamo che nella nostra città la fede non abbia un futuro!".

"San Paolo poi aggiunge: 'Non mi vergogno del Vangelo'. per lui il Vangelo è l'annuncio della morte di Gesù in croce. (...) La croce ci ricorda con forza che siamo peccatori, ma soprattutto che siamo amati, che stiamo tanto a cuore a Dio che per salvarci non ha esitato a sacrificare il suo Figlio Gesù. L'unico vanto del cristiano è di sapersi amato da Dio. (...) Ogni uomo, ha bisogno di sentirsi amato così come è, perché solo questo rende la vita bella e degna di essere vissuta. Nel nostro tempo in cui la gratuità sembra affievolirsi nelle relazioni interpersonali, noi cristiani annunciamo un Dio che per essere nostro amico non chiede nulla se non di essere accolto. Pensiamo a quanti vivono nella disperazione perché non hanno mai incontrato qualcuno che abbia loro mostrato attenzione, li abbia consolati, li abbia fatti sentire preziosi e importanti. Noi, discepoli del Crocifisso, possiamo rifiutarci di andare in quei luoghi dove nessuno vuole andare per la paura di comprometterci e del giudizio altrui e così negare a questi nostri fratelli l'annuncio della misericordia di Dio?".

Nuovamente improvvisando Papa Francesco ha aggiunto: "La gratuità! Noi abbiamo ricevuto questa gratuità, questa grazia, gratuitamente; dobbiamo darla, gratuitamente. E questo è quello che, alla fine, voglio dirvi. (...) Non avere paura dell'amore, dell'amore di Dio, nostro Padre. (...) Non avere paura di ricevere la grazia di Gesù Cristo, non avere paura della nostra libertà che viene data dalla grazia di Gesù Cristo o, come diceva Paolo: 'Non siete più sotto la Legge, ma sotto la grazia'. Non avere paura della grazia, non avere paura di uscire da noi stessi, (...) per andare a trovare le 99 che non sono a casa. E andare a dialogare con loro, e dire loro che cosa pensiamo, andare a mostrare il nostro amore che è l'amore di Dio".

IL TRENO DEI BAMBINI ARRIVA IN VATICANO

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del "Treno dei Bambini. Un viaggio attraverso la bellezza". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura e l'Ingegner Mauro Moretti, Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane.

Il Progetto è caratterizzato dal viaggio di circa 450 bambini, segnati da esperienze di difficile inserimento nella società e con problematiche psico-sociali, e dei loro accompagnatori, su un treno FrecciaArgento, interamente messo a disposizione da Ferrovie dello Stato Italiane. Il treno partirà da Milano il 23 giugno ed effettuerà due fermate intermedie, a Bologna e Firenze, prima di giungere a Roma nella stazione di San Pietro (in Vaticano), dove, i bambini saranno accolti dal Papa stesso.

Scopo del "Treno dei bambini, un viaggio attraverso la bellezza" è anche quello di promuovere l'esperienza diretta della creazione artistica, avvicinare cioè i bambini alla comunicazione visiva e al linguaggio delle immagini. Durante il viaggio da Milano a Roma, saranno proposti altri percorsi educativi ed artistici dedicati ai bambini, forniti dal personale di Ferrovie dello Stato Italiane.

"Io sono partito proprio dai bambini - ha detto il Cardinale Ravasi - perché penso che è lì la radice dalla quale dobbiamo costruire una generazione di giovani che abbiano ancora, da un lato la bellezza della creatività - che non appaiano già vecchi in partenza - che non siano già scoraggiati come lo siamo noi, ma che siano pronti a vivere di più il futuro che li attende. Le religioni in fondo hanno proprio questo scopo fondamentale: insegnare a coniugare, declinare continuamente il futuro, cioè la speranza".-


UDIENZE

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di domenica 16 giugno il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo di Manila, presso la Domus Sanctae Marthae.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Johannes Wübbe, Vescovo Ausiliare della diocesi di Osnabrück (superficie: 12.580; popolazione: 2.148.603; cattolici: 568.647; sacerdoti: 379; religiosi: 871; diaconi permanenti: 79), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Lengerich (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1997 è stato Vice-Parroco presso la Parrocchia di St. Johannes a Osnabrück e dal 1997 al 2000 presso l'unità pastorale di Meppen. Dal 2000 al 2010 è stato Cappellano dell’Associazione dei Giovani Cattolici in Germania (BDKJ) e Responsabile per la cura pastorale giovanile nella diocesi di Osnabrück; dal 2000 al 2002 ha servito presso le Parrocchie a Osnabrück-Eversburg e Osnabrück-Pye; dal 2001 al 2010 è stato Direttore spirituale della Casa “Maria Frieden” a Rulle. È stato finora Parroco dell’unità pastorale di Spelle.

- Il Reverendo Gabriel Narciso Escobar Ayala, S.D.B., Vicario Apostolico di Chaco Paraguayo (superficie: 96.030; popolazione: 23.400; cattolici: 19.300; sacerdoti: 7; religiosi: 18; diaconi permanenti: 1), Paraguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1971 ad Asunción (Paraguay). Ha emesso i primi voti nel 1993, quelli perpetui nel 1999 ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2001 al 2004 è stato Economo della Casa Salesiana di Concepción, Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Maria Auxiliadora a Concepción, e Cappellano Militare in Concepción; dal 2004 al 2008 Economo del Salesianito in Asunción, Vicario collaboratore della Parrocchia del Santuario del Sagrado Corazón de Jesús-Salesianito in Asunción, e Delegato Ispettoriale per la Pastorale Giovanile e la Comunicazione Sociale; dal 2008 al 2013 Direttore del Collegio Sagrado Corazón de Jesús-Salesianito di Asunción; dal 2013 Direttore dell’Istituto Salesiano San José di Concepción.

- Il Professore Adriano Pessina, Ordinario di Filosofia Morale e Direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia), Membro del Consiglio Direttivo della Pontificia Accademia per la Vita.


lunedì 17 giugno 2013

IL PAPA INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA: LOTTA ALLA POVERTÀ E AL NARCOTRAFFICO

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Nella mattina di lunedì 17 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, il Signor Nicolás Maduro Moros, il quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, ci si è soffermati sulla situazione sociale e politica del Paese, dopo la recente scomparsa del Presidente Hugo Chávez Frías, come pure su alcune problematiche attuali, quali la povertà e la lotta alla criminalità e al narcotraffico.

Nel prosieguo dei colloqui si è fatto riferimento alla presenza storica della Chiesa cattolica nel Paese e al suo decisivo apporto nell’ambito della carità, dell’assistenza sanitaria e dell’educazione, convenendo sulla necessità di un dialogo sincero e costante tra la Conferenza Episcopale e lo Stato, per lo sviluppo dell’intera Nazione.

Infine, si è parlato della situazione regionale, con particolare riferimento al processo di pace in Colombia.




IL FINE DELL’ECONOMIA E DELLA POLITICA È PROPRIO IL SERVIZIO AGLI UOMINI

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Nella giornata di ieri è stata pubblicata la Lettera del Santo Padre Francesco al Primo Ministro del Regno Unito David Cameron, in risposta al messaggio del Primo Ministro britannico, del 5 giugno scorso, relativo alla Presidenza Britannica del G8 e del prossimo Vertice del 17 e 18 giugno, sul tema: "A G8 meeting that goes back to first principles".

"Affinché tale tema abbia il suo più ampio e profondo significato - sottolinea il Santo Padre nella Lettera - occorre assicurare ad ogni attività politica ed economica nazionale ed internazionale un riferimento all’uomo. Infatti, dette attività devono, da una parte, consentire la massima espressione della libertà e della creatività individuale e collettiva e, dall’altra, promuovere e garantire che esse si esercitino sempre responsabilmente e nel senso della solidarietà, con una particolare attenzione ai più poveri".

"Le priorità che la Presidenza britannica ha fissato per il Vertice di Lough Erne - ricorda il Papa - riguardano soprattutto il libero commercio internazionale, il fisco, la trasparenza dei governi e degli agenti economici. Non manca, comunque, un’attenzione fondamentale all’uomo, concretizzata nella proposta di un’azione concertata del Gruppo per eliminare definitivamente il flagello della fame e per garantire la sicurezza alimentare. Parimenti, è segno di attenzione per la persona umana il fatto che uno dei temi centrali dell’agenda sia la protezione delle donne e dei bambini dalla violenza sessuale in situazioni di conflitto, anche se occorre non dimenticare che il contesto indispensabile per lo sviluppo di tutte le accennate azioni politiche è quello della pace internazionale. Purtroppo, la preoccupazione per le gravi crisi internazionali non manca mai nelle delibere del G8, e quest’anno non si potrà non considerare con attenzione la situazione nel Medio Oriente e, particolarmente, in Siria. Per quest'ultima auspico che il Vertice contribuisca ad ottenere un cessate il fuoco immediato e duraturo, e a portare tutte le parti in conflitto al tavolo dei negoziati".

"Le azioni incluse nell’agenda della Presidenza Britannica del G8, che intendono puntare sulla legalità come il filo rosso dello sviluppo, con i conseguenti impegni per evitare l’evasione fiscale e assicurare la trasparenza e la responsabilità dei governanti, sono misure che puntano alle radici etiche profonde dei problemi, giacché, come ben aveva segnalato il mio predecessore, Benedetto XVI, la presente crisi globale dimostra che l’etica non è qualcosa di esterno all’economia, ma è una parte integrale e ineludibile del pensiero e dell’azione economica".

"Sia le misure di lungo respiro per assicurare un'adeguata cornice di legalità che guidi tutte le azioni economiche, sia le misure congiunturali di urgenza per risolvere la crisi economica mondiale, devono essere guidate dall’etica della verità, che comprende, innanzitutto, il rispetto della verità sull’uomo, il quale non è un fattore economico in più, o un bene scartabile, ma qualcosa che ha una natura e una dignità non riducibili a meri calcoli economici. Perciò la preoccupazione per il benessere materiale e spirituale fondamentale di ogni uomo è il punto di partenza di ogni soluzione politica ed economica e la misura ultima della sua efficacia e della sua eticità".

"Ogni teoria o azione economica e politica devi adoperarsi per fornire ad ogni abitante della terra quel minimo benessere che consenta di vivere con dignità, nella libertà, con la possibilità di sostenere una famiglia, di educare i figli, di lodare Dio e di sviluppare le proprie capacità umane".

"Ho voluto condividere con Lei, Primo Ministro - conclude il Pontefice - questi pensieri, nel desiderio di contribuire a sottolineare quello che è implicito in tutte le istanze politiche, ma che a volte si può dimenticare: l’importanza primordiale di mettere l’uomo, ogni singolo uomo e donna, al centro di ogni attività politica ed economica nazionale ed internazionale, perché l’uomo è la più vera e più profonda risorsa della politica e dell’economica e, allo stesso tempo, il fine primordiale di esse".


IL PAPA NELLA GIORNATA DELLA "EVANGELIUM VITAE": DIO, IL VIVENTE, È MISERICORDIOSO; GLI IDOLI UMANI ALLA FINE SONO PORTATORI DI NUOVE SCHIAVITÙ E DI MORTE

Città del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). Alle 10.30 di questa mattina, Papa Francesco ha presieduto, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata dell'"Evangelium Vitae", in occasione dell'Anno della fede. Prima di celebrare l'Eucaristia il Papa ha percorso in papamobile Via della Conciliazione per salutare le decine di migliaia di persone venute da tutto il mondo per assistere a questa celebrazione.

Di seguito riportiamo un'ampia sintesi dell'omelia nella quale il Santo Padre ha proposto tre spunti di meditazione: la Bibbia ci rivela il Dio Vivente; Gesù Cristo dona la vita, e lo Spirito Santo ci mantiene nella vita; seguire la via di Dio conduce alla vita, mentre seguire gli idoli conduce alla morte.

"La prima Lettura, tratta dal Secondo Libro di Samuele, ci parla di vita e di morte. Il re Davide vuole nascondere l’adulterio commesso con la moglie di Uria l’Hittita, un soldato del suo esercito, e per fare questo ordina di collocare Uria in prima linea perché sia ucciso in battaglia. La Bibbia ci mostra il dramma umano in tutta la sua realtà, il bene e il male, le passioni, il peccato e le sue conseguenze. Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte. (...) E l’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo. Ma Dio non si può ingannare (...). Il re viene messo di fronte alle sue opere di morte (...) comprende e chiede perdono: (...) Il Dio misericordioso che vuole la vita e sempre ci perdona, lo perdona, gli ridona vita (...). Tutta la Scrittura ci ricorda che Dio è il Vivente (...). Penso all’inizio del Libro della Genesi: Dio plasma l’uomo con polvere del suolo, soffia nelle sue narici un alito di vita e l’uomo diviene un essere vivente. (...) Il Dio che si rende presente nella storia, che libera dalla schiavitù (dalla schiavitù d'Egitto, n.d.r.), dalla morte, e porta vita al popolo perché è il Vivente. Penso anche al dono dei Dieci Comandamenti: una strada che Dio ci indica per un vita veramente libera, per una vita piena; non sono un inno al 'no' (...) Sono un inno al 'sì' a Dio, all’Amore, alla vita".

"Il brano del Vangelo di oggi ci fa fare un passo avanti. Gesù incontra una donna peccatrice durante un pranzo in casa di un fariseo, suscitando lo scandalo dei presenti: Gesù si lascia avvicinare da una peccatrice e addirittura le rimette i peccati, dicendo: 'Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco'. Gesù è l’incarnazione del Dio Vivente (...). Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita. In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma. (...) Dio, il Vivente, è misericordioso".

"È stata questa anche l’esperienza dell’apostolo Paolo, come abbiamo ascoltato nella seconda Lettura: 'Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me'. (...) E chi ci introduce in questa vita? È lo Spirito Santo (...). È Lui che ci introduce nella vita divina come veri figli di Dio, come figli nel Figlio Unigenito, Gesù Cristo. (...) Il cristiano è un uomo spirituale, e questo non significa che sia una persona che vive 'nelle nuvole', fuori della realtà (...). No! Il cristiano è una persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio, una persona che lascia che la sua vita sia animata, nutrita dallo Spirito Santo (...). E questo significa realismo e fecondità. Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé".
"Dio è il Vivente, è il Misericordioso. Gesù ci porta la vita di Dio, lo Spirito Santo ci introduce e ci mantiene nella relazione vitale di veri figli di Dio. Ma spesso - lo sappiamo per esperienza - l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il 'Vangelo della vita', ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. È la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio - una nuova Torre di Babele; è il pensare che il rifiuto di Dio, del Messaggio di Cristo, del Vangelo della Vita, porti alla libertà, alla piena realizzazione dell’uomo. Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte".

"Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Dio come al Dio della vita, guardiamo alla sua legge, al messaggio del Vangelo come a una via di libertà e di vita. Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude, a Dio che è il Vivente e il Misericordioso".


PAPA FRANCESCO AFFIDA ALLA MADONNA OGNI VITA UMANA, SPECIALMENTE QUELLA PIÙ FRAGILE, INDIFESA E MINACCIATA

Città del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). "Al termine di questa Eucaristia dedicata al Vangelo della Vita - ha detto il Papa prima della recita dell'Angelus - sono lieto di ricordare che ieri, a Carpi, è stato proclamato Beato Odoardo Focherini, sposo e padre di sette figli, giornalista. Catturato e incarcerato in odio alla sua fede cattolica, morì nel campo di concentramento di Hersbruck (Germania) nel 1944, a 37 anni. Salvò numerosi ebrei dalla persecuzione nazista. Insieme con la Chiesa che è in Carpi, rendiamo grazie a Dio per questo testimone del Vangelo della Vita!"

Successivamente il Papa ha ringraziato tutte le persone venute a Roma da tante parti d'Italia e del mondo e in particolare "le famiglie e quanti operano più direttamente per la promozione e la tutela della vita". Il Papa ha inoltre salutato i 150 membri dell'Associazione "Grávida" (Argentina), riuniti nella città di Pilar esortandoli con queste parole: "Grazie tante per quello che fate! Coraggio, e andate avanti!".

"Infine - ha aggiunto il Pontefice - "saluto i numerosi partecipanti al raduno motociclistico Harley-Davidson e anche a quello del Motoclub Polizia di Stato".

"Ci rivolgiamo ora alla Madonna, affidando ogni vita umana, specialmente quella più fragile, indifesa e minacciata, alla sua materna protezione".

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Commissione Europea, Signor José Manuel Durão Barroso, il quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"I cordiali colloqui hanno permesso un utile scambio di opinioni sulla situazione internazionale con particolare attenzione al processo di integrazione europea, come pure alla perdurante crisi economica che ha conseguenze gravissime sull’occupazione, soprattutto giovanile, e riflessi negativi sulla vita delle famiglie".

"Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul contributo positivo che la Chiesa cattolica può offrire nell’attuale congiuntura per il benessere materiale e spirituale dell’Europa".

"Infine, particolare attenzione è stata data alla promozione dei diritti umani, in special modo alla libertà religiosa, e alla tutela delle minoranze cristiane nel mondo".

PAPA FRANCESCO: IL PRINCIPIO DI LAICITÀ NON DEVE SIGNIFICARE IN SÉ OSTILITÀ ALLA REALTÀ RELIGIOSA, O UN'ESCLUSIONE DELLA RELIGIONE DALLA SFERA SOCIALE

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). "Il principio di laicità che governa le relazioni tra lo Stato francese e le diverse confessioni religiose non deve significare in sé un’ostilità alla realtà religiosa, o un’esclusione delle religioni dal campo sociale e dai dibattiti che lo animano". Queste le parole di Papa Francesco ai membri del Senato e dell'Assemblea Nazionale della Repubblica francese che ha ricevuto questa mattina.

L'incontro è stata occasione per il Pontefice di sottolineare le relazioni di fiducia che esistono generalmente in Francia tra i responsabili della vita pubblica e quelli della Chiesa cattolica. "Ci si può rallegrare del fatto che la società francese - ha detto il Santo Padre - riscopra proposte fatte dalla Chiesa, tra le altre, che offrono una certa visione della persona e della sua dignità in vista del bene comune. La Chiesa desidera così offrire il proprio contributo specifico su questioni profonde che impegnano una visione più completa della persona e del suo destino, della società e del suo destino. Questo contributo non si situa solamente nell’ambito antropologico o sociale, ma anche negli ambiti politico, economico e culturale".

"In quanto eletti da una Nazione verso la quale gli occhi del mondo si rivolgono spesso - ha ricordato il Papa ai parlamentari francesi - è vostro dovere, ritengo, contribuire in modo efficace e costante al miglioramento della vita dei vostri concittadini" e a rispondere alle loro necessità. "Il vostro compito è certamente tecnico e giuridico, e consiste nel proporre leggi, nell’emendarle o anche nell’abrogarle. Ma è anche necessario infondere in esse un supplemento, uno spirito, direi un’anima, che non rifletta solamente le modalità e le idee del momento, ma che conferisca ad esse l’indispensabile qualità che eleva e nobilita la persona umana".

Prendendo congedo dai parlamentari Papa Francesco ha detto: "Formulo (...) a voi il mio incoraggiamento più caloroso a proseguire la vostra missione, cercando sempre il bene della persona e promuovendo la fraternità nel vostro bel Paese. Che Dio vi benedica".

FONDAZIONE "POPULORUM PROGRESSIO": COMUNITÀ INDIGENE E CONTADINE DELL'AMERICA LATINA RISCHIANO DI ESSERE LE PERIFERIE "UMANE" IN UN CONTINENTE CHE VIVE UNA FASE DI SVILUPPO

Città del Vaticano, 15 giugno (VIS). Dal 18 al 21 giugno avrà luogo ad Arequipa, (Perù), la riunione annuale del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma "Populorum Progressio". Come ogni anno, i Presuli che compongono il Consiglio di Amministrazione delibereranno il finanziamento di progetti in favore delle comunità indigene, meticce, afroamericane e contadine dell'America Latina e dei Caraibi. La "Populorum Progressio", fin dalla sua fondazione nel 1992, è affidata al Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Membri del Consiglio di Amministrazione sono: il Cardinale Robert Sarah, Presidente ex officio della Fondazione; l'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz (Bolivia), Presidente del Consiglio di Amministrazione; l'Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, di Guayaquil (Ecuador), Vicepresidente; l'Arcivescovo Óscar Urbina Ortega, di Villavicencio (Colombia); l'Arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, di São Salvador de Bahia (Brasile); l'Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa (Perù); il Monsignor Segundo Tejado Muñoz, Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

È la prima riunione sotto il Pontificato di Papa Francesco, che ha parlato con grande chiarezza di una "Chiesa povera e per i poveri", che vive il potere come un umile servizio, attenta alle periferie, ai villaggi, agli ultimi, ricca solo della carità che le viene dall'Alto. I membri della Fondazione auspicano che queste parole siano punto di riferimento per le decisioni da prendere. I primi beneficiari della "Populorum Progressio", in particolare le comunità indigene e contadine, rischiano di essere le periferie 'umane' in un continente che vive una fase di sviluppo economico significativo, ma che è caratterizzato da grandi diseguaglianze sociali, che penalizzano soprattutto quelle fasce di popolazione che restano ai margini di tale sviluppo.

In tal senso, l'auspicio di tutti i membri del Consiglio stesso è di organizzare, l'anno prossimo, tale riunione a Roma, per avere la possibilità di ricevere direttamente da Papa Francesco indicazioni e orientamenti sulle prospettive future per la Fondazione stessa.
Quest'anno sono stati presentati 222 progetti da parte di 18 Paesi, in particolare Colombia, Brasile, Perù ed Ecuador. I progetti sono caratterizzati da un approccio ampiamente partecipativo da parte delle comunità locali che contribuiscono in tutte le fasi del lavoro: dall’ideazione, alla realizzazione concreta in caso di approvazione. Tali iniziative serviranno a rispondere alle necessità in vari settori: produzione (agricoltura e allevamento, artigianato, microimprese): infrastrutture comunitarie (acqua potabile, latrine, saloni comunitari); educazione (formazione, attrezzature scolastiche, pubblicazioni); sanità (campagne di prevenzione, attrezzature mediche per dispensari); edilizia (centri educativi e sanitari).
Tra i maggiori sostenitori della "Populorum Progressio", oltre a singoli fedeli e a qualche Fondazione, si annovera la Conferenza Episcopale Italiana.

MONSIGNOR BATTISTA RICCA PRELATO "AD INTERIM" DELLO IOR

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). In una dichiarazione rilasciata questa mattina, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso noto che: "La Commissione cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione, con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato 'ad interim' Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca, Prelato dell’Istituto stesso".

"In tale funzione Monsignor Ricca svolgerà il ruolo di segretario degli incontri della Commissione cardinalizia e assisterà agli incontri del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli Statuti dell’Istituto".

"Monsignor Battista Ricca, nato nel 1956 a Offlaga in provincia di Brescia, fa parte del Servizio Diplomatico in servizio presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato ed è Direttore della 'Domus Sanctae Marthae', della 'Domus Internationalis Paulus VI', della 'Domus Romana Sacerdotalis' e della 'Casa San Benedetto'".

"Come si ricorderà, il precedente Prelato era Monsignor Piero Pioppo, attualmente Nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale, che aveva occupato tale funzione dal 2006 al 2010".

"Con la nomina di Ernst von Freyberg come Presidente e di Monsignor Battista Ricca come Prelato, la Commissione cardinalizia ha occupato le due importanti posizioni previste dagli Statuti dello IOR, che erano rimaste vacanti per diverso tempo. La nomina di Mons. Ricca ha effetto immediato".


UDIENZE

Città del Vaticano, 17 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Rowsch N. Shaways, Vice Primo Ministro della Repubblica dell’Iraq, e Seguito

- Il Cardinale Joseph Ze-Kiun, Vescovo emerito di Hong Kong.

Sabato 15 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza nella Casa Santa Marta:

- Il Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Xavier Munyongani, Vescovo della Diocesi di Gweru (superficie: 29.158; popolazione: 2.313.000; cattolici: 368.000; sacerdoti: 54; religiosi: 216), Zimbabwe. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Mutero Mission (Zimbabwe) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1977 al 1981 è stato Vicario parrocchiale della "St. Anthony's Mission" a Zaka; dal 1982 al 1983 Parroco della "St. Alois Mission"; dal 1983 al 1985 Direttore Spirituale della Società di "St. Paul Brothers" a Serima; dal 1990 al 1998 Professore nel Seminario Maggiore Regionale di Chishawasha e dal 1998 al 2004 Vice-Rettore del medesimo Seminario Maggiore; dal 2005 al 2006 promotore e Direttore Spirituale della "St. Joseph Association", nella Diocesi di Masvingo; dal 2006 al 2007 Direttore della "St. Anne's Association" e Vicario Parrocchiale della Missione "Silveira"; dal 2007 Cappellano della Comunità Cattolica Zimbabwena a Londra.

- Il Padre Alphonse Nguyen Huu Long, P.S.S., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Hung Hoá (superficie: 54.352; popolazione: 7.187.000; cattolici: 235.000; sacerdoti: 63; religiosi: 242), Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato ad Hanoi (Viêt Nam) nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1990 ed è entrato a far parte della Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio. Nella Diocesi di Da Nang, è stato Vicario parrocchiale di Tam Ky (1990-1994), parroco di Hà Lam (1999-2001) e Parroco di Trà Kieu (2001-2003); dal 2003 al 2011 Direttore Spirituale e Professore di Diritto Canonico di Storia della Chiesa e di Catechesi al Seminario Maggiore di Hué; dal 2011 Rettore del Seminario di Maggiore di Hué.

- Il Reverendo Pierre Nguyen Van Vien, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Vinh (superficie: 30.594; popolazione: 6.285.000; cattolici: 506.992; sacerdoti: 197; religiosi: 1.882), Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Huong Phuong (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 2009 è stato Vice-Rettore e Professore di Dogmatica nel Seminario Maggiore di Vinh Thanh e dal 2010 Vicario Generale della Diocesi di Vinh.

- Il Cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo di Vilnius (Lituania), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1025° anniversario del battesimo della Rus (Ucraina), previste a Kyiv nei giorni 17-18 agosto 2013.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba), Suo inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del 1° centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi metropolitana di San Salvador (El Salvador), e dell'erezione delle Diocesi di Santa Ana e di San Miguel ed alla cerimonia di chiusura del Congresso Eucaristico nazionale di El Salvador, in programma l'11 agosto 2013.




venerdì 14 giugno 2013

IL PAPA RICEVE L'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY: DALLA PREGHIERA SI RINNOVA IMPEGNO A CAMMINARE VERSO L'UNITÀ CHE POTRÀ TROVARE ESPRESSIONE NELLA COLLABORAZIONE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, dandogli il benvenuto con le stesse parole con le quali il Servo di Dio Paolo VI accolse il suo predecessore, l'Arcivescovo Michael Ramsey, durante la sua storica visita del 1966: ""'I Suoi passi non arrivano in una casa straniera […] Noi siamo lieti di aprirLe le porte e, con le porte, il Nostro cuore; perché Noi siamo contenti ed onorati […] di accoglierla 'non come ospite e forestiero, ma come concittadino dei Santi e della Famiglia di Dio'. So che Vostra Grazia, durante la cerimonia di installazione nella Cattedrale di Canterbury, - ha detto Papa Francesco - ha ricordato nella preghiera il nuovo Vescovo di Roma. Le sono profondamente grato e penso che, avendo iniziato i nostri rispettivi ministeri a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, avremo sempre un motivo particolare per sostenerci a vicenda con la preghiera".

"La storia delle relazioni tra la Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa di Roma - ha affermato il Pontefice - è lunga e complessa, non priva di momenti dolorosi. Gli ultimi decenni, tuttavia, sono stati caratterizzati da un cammino di avvicinamento e di fraternità, per il quale dobbiamo rendere sinceramente grazie a Dio. Tale cammino si è realizzato sia mediante il dialogo teologico, con i lavori della Commissione internazionale anglicana-cattolica, sia mediante l’intrecciarsi, a tutti i livelli, di rapporti cordiali e di una quotidiana convivenza, caratterizzata da profondo rispetto reciproco e sincera collaborazione. (...) La solidità di questi legami - ha proseguito il Papa - ha consentito di mantenere la rotta anche quando, nel dialogo teologico, sono emerse difficoltà maggiori di quelle che ci si potesse immaginare all’inizio del cammino".

"Sono grato - ha detto Papa Francesco - poi, per il sincero sforzo che la Chiesa d’Inghilterra ha mostrato per comprendere le ragioni che hanno portato il mio Predecessore, Papa Benedetto XVI, ad offrire una struttura canonica in grado di rispondere alle domande di quei gruppi di anglicani che hanno chiesto di essere ricevuti, anche corporativamente, nella Chiesa cattolica: sono certo che ciò permetterà di meglio conoscere e apprezzare nel mondo cattolico le tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali che costituiscono il patrimonio anglicano".

"L’odierno incontro è l’occasione per ricordarci che l’impegno per la ricerca dell’unità tra i cristiani non deriva da ragioni di ordine pratico, ma dalla volontà stessa del Signore Gesù Cristo, che ci ha resi fratelli suoi e figli dell’unico Padre. Per questo la preghiera, che oggi insieme eleviamo, è di fondamentale importanza".

"Dalla preghiera si rinnoverà giorno per giorno l’impegno a camminare verso l’unità, che potrà trovare espressione nella collaborazione in diversi ambiti della vita quotidiana. Tra essi, particolare significato riveste la testimonianza del riferimento a Dio e della promozione dei valori cristiani, di fronte ad una società che sembra talora mettere in discussione alcune delle basi stesse della convivenza, quali il rispetto verso la sacralità della vita umana, o la solidità dell’istituto della famiglia fondata sul matrimonio (...). Vi è poi l’impegno per una maggiore giustizia sociale, per un sistema economico che si ponga al servizio dell’uomo e al vantaggio del bene comune. Tra i nostri compiti, quali testimoni dell’amore di Cristo, vi è quello di dare voce al grido dei poveri, affinché non siano abbandonati alle leggi di un’economia che sembra talora considerare l’uomo solo in quanto consumatore".
"So che Vostra Grazia - ha affermato Papa - è particolarmente sensibile a tutte queste tematiche, nelle quali condividiamo molte idee, così come sono al corrente del Suo impegno per favorire la riconciliazione e la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A questo proposito, insieme all’Arcivescovo Nichols (L'Arcivescovo cattolico di Westminster, n.d.r.), Ella ha sollecitato le autorità a trovare una soluzione pacifica al conflitto siriano, che garantisca anche la sicurezza di tutta la popolazione, incluse le minoranze, tra le quali ci sono le antiche comunità cristiane locali. Come Ella stessa ha evidenziato, noi cristiani portiamo la pace e la grazia come un tesoro da donare al mondo, ma questi doni possono produrre frutti soltanto quando i cristiani vivono e lavorano insieme in armonia. Sarà così più facile contribuire a costruire relazioni di rispetto e pacifica convivenza con quanti appartengono ad altre tradizioni religiose e anche con i non credenti".

"L’unità, alla quale sinceramente aneliamo - ha concluso il Papa - è un dono che viene dall’alto e che si fonda nella nostra comunione d’amore con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. (...) Possa il Padre misericordioso udire ed esaudire le preghiere che gli rivolgiamo insieme".



PER DIALOGARE BISOGNA ABBASSARE LE DIFESE E APRIRE LE PORTE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Dialogo, discernimento e frontiera sono le tre parole chiave che Papa Francesco ha suggerito ai membri della Comunità degli Scrittori de "La Civiltà Cattolica", che ha ricevuto questa mattina in udienza.

"La vostra fedeltà alla Chiesa richiede ancora di essere duri contro le ipocrisie frutto di un cuore chiuso, malato. Ma il vostro compito principale non è di costruire muri ma ponti; è quello di stabilire un dialogo con tutti gli uomini, anche con coloro che non condividono la fede cristiana, ma 'hanno il culto di alti valori umani', e perfino 'con coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in varie maniere'. (...) Nel dialogo è sempre possibile avvicinarsi alla verità, che è dono di Dio, e arricchirsi vicendevolmente. Dialogare - ha ribadito Papa Francesco - significa essere convinti che l'altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alla sua opinione, alle sue proposte, senza cadere, ovviamente, nel relativismo. E per dialogare bisogna abbassare le difese e aprire le porte".

"Un tesoro dei Gesuiti - ha sottolineato Papa Francesco - è proprio il discernimento spirituale, che cerca di riconoscere la presenza dello Spirito di Dio nella realtà umana e culturale, il seme già piantato della sua presenza negli avvenimenti, nelle sensibilità, nei desideri, nelle tensioni profonde dei cuori e dei contesti sociali, culturali e spirituali".

Nel ricordare la figura di Matteo Ricci, quale modello di apertura e di ascolto, Papa Francesco ha affermato che è necessario "mantenere aperti il cuore e la mente, evitando la malattia spirituale dell'autoreferenzialità. Anche la Chiesa quando diventa autoreferenziale, si ammala, invecchia. Il nostro sguardo, ben fisso su Cristo, sia profetico e dinamico verso il futuro: in questo modo, rimarrete sempre giovani e audaci nella lettura degli avvenimenti".

"La frattura tra Vangelo e cultura è senza dubbio un dramma - ha ribadito il Santo Padre -
Voi siete chiamati a dare il vostro contributo per sanare questa frattura che passa anche attraverso il cuore di ciascuno di voi e dei vostri lettori. Questo ministero è tipico della missione della Compagnia di Gesù. (...) Accompagnate, con le vostre riflessioni e i vostri approfondimenti, i processi culturali e sociali, e quanti stanno vivendo transizioni difficili, facendovi carico anche dei conflitti. Il vostro luogo proprio sono le frontiere. (...) Per favore, siate uomini di frontiera, con quella capacità che viene da Dio. Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, è urgente un coraggioso impegno per educare a una fede convinta e matura, capace di dare senso alla vita e di offrire risposte convincenti a quanti sono alla ricerca di Dio. Si tratta di sostenere l'azione della Chiesa in tutti i campi della sua missione. (...) Cari fratelli, forza! Sono sicuro di poter contare su di voi".


SVILUPPARE ULTERIORMENTE RAPPORTI VIÊT NAM E SANTA SEDE

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Il 13 e 14 giugno scorso si è svolto in Vaticano il IV Incontro del Gruppo di lavoro congiunto tra la Santa Sede e il Viêt Nam. L'Incontro è stato presieduto dal Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, Capo della Delegazione della Santa Sede e dal Signor Bui Thanh Son, Vice-Ministro degli Affari Esteri, Capo della Delegazione vietnamita.

"La Parte vietnamita ha sottolineato la consistente attuazione ed i continui miglioramenti delle politiche da parte del Partito e dello Stato del Vietnam riguardanti il rispetto e l’assicurazione della libertà di religione e delle credenze religiose, come pure l’incoraggiamento continuo alle diverse religioni e alla Chiesa cattolica in Vietnam in particolare, a prendere parte attiva nella costruzione nazionale e nel processo di sviluppo socioeconomico. La Santa Sede ha espresso apprezzamento e gratitudine per l’attenzione data da diversi livelli del Governo alle attività della Chiesa cattolica in Vietnam, in particolare alla decima Assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia tenutasi in Xuan Loc e Hochiminh City nel dicembre 2012, come pure alle visite pastorali del Rappresentante Pontificio non residente, l’Arcivescovo Leopoldo Girelli. La Santa Sede ha evidenziato il desiderio di sviluppare ulteriormente i rapporti tra il Vietnam e la Santa Sede, sottolineando il bisogno di avere al più presto un Rappresentante Pontificio residente nel Paese, a beneficio di tutti gli interessati".


DIO VIAGGIA IN HARLEY PER LE STRADE DELLA CITTÀ ETERNA

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Nel fine settimana, nelle strade di Roma echeggerà il rombo dei motori di più di duemila moto Harley Davidson che da giovedì hanno invaso la capitale in occasione del 110° anniversario della casa motociclistica di Milwaukee.

Fra i ruggiti dei motori, i giubbotti di cuoio e i tatuaggi, c'è anche spazio per la fede, perché in questi giorni "Dio viaggia in Harley nelle strade della città eterna".

Per dare inizio alla festa, questa mattina presto, i motociclisti hanno parcheggiato le loro moto e si sono messi in fila come gli altri turisti per entrare nella Basilica di San Pietro dove il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica, ha celebrato una Santa Messa a loro riservata.

Domenica, nella preghiera dell'Angelus, Papa Francesco impartirà la sua benedizione ai motociclisti e alle loro moto. Sono circa mille i fortunati "centauri" che potranno entrare per un giorno in Piazza San Pietro con le due ruote.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Jan Franciszek Watroba, Vescovo di Rzeszów (superficie: 6.000; popolazione: 611.208; cattolici: 598.152; sacerdoti: 722; religiosi: 451), Polonia. Finora Vescovo Ausiliare di Czestochowa (Polonia), succede al Vescovo Kazimierz Górny, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare di Roma (superficie: 850; popolazione: 2.843.918; cattolici: 2.333.700; sacerdoti: 4.871; religiosi: 27.761; diaconi permanenti: 116), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Roma (Italia), nel 1946 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972. Dal 1972 al 1979 è stato Assistente e Vice-Rettore del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1979 al 1984 Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1997 al 2003 Preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose "Ecclesia Mater"; dal 1999 al 2003 Membro del Consiglio Presbiterale diocesano; dal 1982 Professore di Filosofia alla Pontificia Università Lateranense; dal 1984 al 2009 Rettore del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1990 Assistente Ecclesiastico dell’Azione Cattolica Diocesana; dal 2003 Rappresentante dei Superiori dei Seminari e dei Collegi di Formazione della Diocesi di Roma nel Consiglio Presbiterale; dal 2009 al 2012 Parroco di San Giovanni Crisostomo; dal 2011 Prefetto della X Prefettura in Roma; dal 2012 Parroco della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e Membro del Collegio dei Consultori. È Primicerio dell'Arciconfraternita della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e degli Agonizzanti.

- Ha nominato il Monsignor Angar Puff, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Köln (superficie: 6.181; popolazione: 5.152.000; cattolici: 2.080.656; sacerdoti: 1.014; religiosi: 1.897; diaconi permanenti: 312), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Mönchengladbach (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Dal 1987 al 1991 è stato Vice-Parroco nelle parrocchie di Köln-Chorweiler e dal 1991 al 1996 di Köln-Vingst. Dal 1998 al 2012 è stato prima Parroco della parrocchia St. Josef a Düsseldorf-Oberbilk, e, dopo la ristrutturazione delle parrocchie, Parroco dell’unità pastorale di Düsseldorf Unter e Oberbilk, Friedrichstadt e Eller-West. Dal 2004 al 2012 è stato Vice-Decano della città di Düsseldorf. Dal 2012 Direttore del reparto principale “Cura d’anime – Personale” della Curia Arcivescovile di Köln.



giovedì 13 giugno 2013

SLOVENIA E SANTA SEDE: IMPORTANZA TUTELA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA PER SVILUPPO ARMONIOSO SOCIETÀ SLOVENA

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Nella mattinata del 13 giugno 2013, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Presidente del Governo della Repubblica di Slovenia, Signora Alenka Bratušek, la quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dal Monsignore Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Slovenia ed è stata confermata la comune volontà di proseguire un dialogo costruttivo sui temi bilaterali attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, con particolare riferimento al contributo storico della Chiesa cattolica nella vita del Paese e all’importanza che la tutela della libertà religiosa riveste oggi per uno sviluppo armonioso della società slovena.

Nel prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sulle sfide che il Paese deve affrontare nell’attuale crisi economica e sull’aiuto che la comunità cattolica, in collaborazione con le istituzioni statali, può fornire per il sostegno sociale della popolazione e per l’educazione dei giovani.

Infine, sono state brevemente passate in rassegna alcune sfide e problematiche di carattere internazionale.



SINODO AL SERVIZIO DELLA MISSIONE E DELLA COMUNIONE DELLA CHIESA COME ESPRESSIONE DELLA COLLEGIALITÀ

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i membri del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, riuniti a Roma per decidere con il Pontefice la scelta del tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria.

La XIII Assemblea del Sinodo svoltasi nell'ottobre scorso in Vaticano, ha avuto per tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". "C’è una stretta connessione tra questi due elementi - ha detto il Papa - la trasmissione della fede cristiana è lo scopo della nuova evangelizzazione e dell’intera opera evangelizzatrice della Chiesa, che esiste proprio per questo. L’espressione 'nuova evangelizzazione', poi, mette in luce la consapevolezza sempre più chiara che anche nei Paesi di antica tradizione cristiana si rende necessario un rinnovato annuncio del Vangelo, per ricondurre ad un incontro con Cristo che trasformi veramente la vita e non sia superficiale, segnato dalla routine. E questo ha conseguenze nell’azione pastorale".

Papa Francesco ha citato in merito le parole del Servo di Dio Paolo VI nel suo discorso al Collegio Cardinalizio nel 1973: "'le condizioni della società ci obbligano a rivedere i metodi, a cercare con ogni mezzo di studiare come portare all’uomo moderno il messaggio cristiano, nel quale soltanto egli può trovare la risposta ai suoi interrogativi e la forza per il suo impegno di solidarietà umana'. (...) Vorrei incoraggiare l’intera comunità ecclesiale - ha proseguito Papa Francesco - ad essere evangelizzatrice, a non aver paura di 'uscire' da sé per annunciare, confidando soprattutto nella presenza misericordiosa di Dio che ci guida. Le tecniche sono certo importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire l’azione discreta ma efficace di Colui che è l’agente principale dell’evangelizzazione: lo Spirito Santo. Occorre lasciarsi condurre da Lui, anche se ci porta su strade nuove; occorre lasciarsi trasformare da Lui perché il nostro annuncio avvenga con la parola sempre accompagnata da semplicità di vita, da spirito di preghiera, da carità verso tutti, specialmente i piccoli e i poveri, da umiltà e distacco da sé, da santità di vita".

Il Sinodo dei Vescovi "è stato uno dei frutti del Concilio Vaticano II" e "Grazie a Dio, in questi quasi cinquant’anni, si sono potuti sperimentare i benefici di questa istituzione, che, in modo permanente, è posta al servizio della missione e della comunione della Chiesa, come espressione della collegialità. (...) Aperti alla grazia dello Spirito Santo, anima della Chiesa - ha concluso il Pontefice - siamo fiduciosi che il Sinodo dei Vescovi conoscerà ulteriori sviluppi per favorire ancora di più il dialogo e la collaborazione tra i Vescovi e tra essi e il Vescovo di Roma".


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Noel Antonio Londoño Buitrago, C.SS.R., Vescovo di Jericó (superficie: 3.000; popolazione: 256.000; cattolici: 251.000; sacerdoti: 86; religiosi: 122; diaconi permanenti: 2), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Quimbaya (Colombia) nel 1949. Ha emesso la prima professione religiosa nel 1966, la professione perpetua nella Congregazione dei Santissimo Redentore (Redentoristi) nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. Ha svolto successivamente i seguenti incarichi: Professore di teologia dogmatica nelle Università di “San Buenaventura” e “Javeriana” di Bogotá, Professore e Rettore del Seminario Maggiore Redentorista a Bogotá, Consigliere Generale della Congregazione del Santissimo Redentore, Rettore della Basilica del “Señor de los Milagros” a Buga, Presidente della Federazione dei Santuari della Colombia, Parroco di “San Gerardo Mayela” a Bogotá. Finora Coordinatore della Conferenza Redentorista dell’America Latina, succede al Vescovo José Roberto López Londoño, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Jaya Rao Polimera, Vescovo della Diocesi di Eluru (superficie: 6.800; popolazione: 8.300.000; cattolici: 315.157; sacerdoti: 226; religiosi: 1.292), India. Il Vescovo eletto è nato a Dharmasagar (India) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 è stato Assistente parrocchiale a Dacharam; dal 1994 al 1997 Parroco d Dornakal; dal 1998 al 2003 Assistente parrocchiale della Parrocchia St. Philip, Diocesi di Kalamazoo (Stati Uniti d'America); dal 2003 al 2009 Parroco della Cattedrale; dal 2009 Direttore del "Diocesan Youth Centre", membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale e del Tribunale Diocesano.

- Ha nominato il Vescovo Franco Mulakkal, Vescovo della Diocesi di Jullundur (superficie: 51.120; popolazione: 49.227.000; cattolici: 139.897; sacerdoti: 136; religiosi: 802), India. È stato finora Vescovo Ausiliare di Delhi (India).

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pueblo (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Fernando Isern, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.


mercoledì 12 giugno 2013

LA CHIESA, POPOLO DI DIO, DEVE ESSERE CON LE PORTE APERTE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). La Chiesa, definita dal Concilio Vaticano II "Popolo di Dio", è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale del mercoledì. Il Santo Padre ha spiegato il concetto di Popolo di Dio con alcune domande: "Che cosa vuol dire essere 'Popolo di Dio'? Come si diventa membri di questo popolo? Qual è la legge del Popolo di Dio?".

Essere Popolo di Dio, ha detto il Papa "anzitutto vuol dire che Dio non appartiene in modo proprio ad alcun popolo; perché è Lui che ci chiama (...) e questo invito è rivolto a tutti, senza distinzione, perché la misericordia di Dio 'vuole la salvezza per tutti'. Gesù non dice agli Apostoli e a noi di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di elite. Gesù dice: andate e fate discepoli tutti i popoli. (...) Vorrei dire anche a chi si sente lontano da Dio e dalla Chiesa, a chi è timoroso o indifferente, a chi pensa di non poter più cambiare: il Signore chiama anche te a far parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore! Lui ci invita a far parte di questo popolo, popolo di Dio". Si entra a far parte di questo popolo "non (...) attraverso la nascita fisica, ma attraverso una nuova nascita. (...) È attraverso il Battesimo che noi siamo introdotti in questo popolo, attraverso la fede in Cristo, dono di Dio che deve essere alimentato e fatto crescere in tutta la nostra vita".

"Qual è la legge del Popolo di Dio? È la legge dell’amore, amore a Dio e amore al prossimo (...). Un amore, però, che non è sterile sentimentalismo o qualcosa di vago, ma che è il riconoscere Dio come unico Signore della vita e, allo stesso tempo, l’accogliere l’altro come vero fratello, superando divisioni, rivalità, incomprensioni, egoismi; le due cose vanno insieme. Quanto cammino dobbiamo ancora fare per vivere in concreto questa nuova legge, quella dello Spirito Santo che agisce in noi, quella della carità, dell’amore! Quando noi guardiamo sui giornali o alla televisione tante guerre fra cristiani, ma come può capitare questo? Dentro il popolo di Dio, quante guerre! Nei quartieri, nei posti di lavoro, quante guerre per invidia, gelosie! Anche nella stessa famiglia, quante guerre interne! Noi dobbiamo chiedere al Signore che ci faccia capire bene questa legge dell'amore. Quanto è bello amarci gli uni con gli altri come fratelli veri. Quanto è bello! Facciamo una cosa oggi. Forse tutti abbiamo simpatie e non simpatie; forse tanti di noi sono un po' arrabbiati con qualcuno; allora diciamo al Signore: Signore io sono arrabbiato con questo o con questa, io ti prego per lui e per lei. Pregare per coloro con i quali siamo arrabbiati è un bel passo in questa legge dell'amore. Lo facciamo? Facciamolo oggi!".

"Che missione ha questo popolo? - ha proseguito il Papa - Quella di portare nel mondo la speranza e la salvezza di Dio: essere segno dell’amore di Dio che chiama tutti all’amicizia con Lui (...). Attorno a noi, basta aprire un giornale, - l'ho detto - vediamo che la presenza del male c’è, il Diavolo agisce. Ma vorrei dire a voce alta: Dio è più forte! (...) Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più forte! (...) E vorrei aggiungere che la realtà a volte buia, segnata dal male, può cambiare, se noi per primi vi portiamo la luce del Vangelo soprattutto con la nostra vita. Se in uno stadio, pensiamo qui a Roma all’Olimpico, o a quello di San Lorenzo a Buenos Aires, in una notte buia, una persona accende una luce, si intravvede appena, ma se gli oltre settantamila spettatori accendono ciascuno la propria luce, lo stadio si illumina. Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo; insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà".

"Qual è il fine di questo popolo? Il fine è il Regno di Dio, iniziato sulla terra da Dio stesso e che deve essere ampliato fino al compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra. Il fine allora è la comunione piena con il Signore, la familiarità con il Signore, entrare nella sua stessa vita divina, dove vivremo la gioia del suo amore senza misura, una gioia piena".
"Cari fratelli e sorelle, essere Chiesa, essere Popolo di Dio - ha concluso Papa Francesco - (...) vuol dire essere il fermento di Dio in questa nostra umanità, vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso è smarrito, bisognoso di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato e incoraggiato a vivere secondo la vita buona del Vangelo. E per far sentire l'altro accolto, amato, perdonato, incoraggiato la Chiesa deve essere con le porte aperte, perché tutti possano entrare. E noi dobbiamo uscire da quelle porte e annunciare il Vangelo".






PAPA FRANCESCO: UNA INFANZIA SERENA È UN DIRITTO DEI BAMBINI ED UN NOSTRO DOVERE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Al termine della catechesi il Santo Padre ha lanciato un appello a favore dei minori ricordando che oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, con un riferimento particolare allo sfruttamento dei bambini nel lavoro domestico: un deprecabile fenomeno in costante aumento, specialmente nei Paesi poveri. "Auspico vivamente - ha detto Papa Francesco - che la Comunità internazionale possa avviare provvedimenti ancora più efficaci per affrontare questa autentica piaga".

"Sono milioni i minori, per lo più bambine, vittime di questa forma nascosta di sfruttamento che comporta spesso anche abusi, maltrattamenti e discriminazioni. È una vera schiavitù questa! (...) Tutti i bambini devono poter giocare, studiare, pregare e crescere, nelle proprie famiglie, e questo in un contesto armonico, di amore e di serenità. È un loro diritto e un nostro dovere. Tanta gente invece di farli giocare li fa schiavi: è una piaga questa. Una fanciullezza serena permette ai bambini di guardare con fiducia verso la vita e il domani. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!".

Nelle parole di saluto al termine dell'Udienza il Santo Padre ha dedicato alcune parole al Comitato Internazionale della Società di San Vincenzo de' Paoli, presente in Piazza San Pietro, che ricorda il secondo centenario della nascita del suo fondatore, il Beato Federico Ozanam. "Dio è più forte del male. In un mondo talvolta difficile, siate portatori della speranza e dell'amore di Dio".






UDIENZE

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceve in udienza il Vescovo Pio Vito Pinto, Decano del Tribunale della Rota Romana.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Abbazia territoriale di Montecassino (Italia), presenta dal Padre Abate Pietro Vittorelli, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Luiz Fernando Lisboa, C.P., Vescovo di Pemba (superficie: 82.625; popolazione: 836.000; cattolici: 578.798; sacerdoti: 21; religiosi: 88), Mozambico. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Marques de Valença (Brasile), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Passionisti nel 1977, quella perpetua nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. In Brasile: dal 1984 al 1987 è stato Direttore dei Seminaristi e Vicario parrocchiale; dal 1987 al 1989 Superiore, Economo e Vice-Maestro dei Novizi; dal 1989 al 1992 Direttore degli studenti di Teologia e Assessore per la formazione; dal 1992 al 1999 Vicario, Parroco, Assessore Provinciale, Consigliere Provinciale s Superiore; dal 1999 al 2001 Superiore e formatore. In Mozambico: dal 2001 al 2007 Parroco e Superiore della Diocesi di Pemba; dal 2007 al 2010 Superiore, formatore, Vicario parrocchiale e Assistente del Corso di Teologia per i laici nella città di Pemba. In Brasile dal 2011: Parroco della parrocchia "Santa Teresinha de Lisieux" nella città di Colombo-Paraná.

- Ha nominato il Reverendo Michael Gerber, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Freiburg im Breisgau (superficie: 16.229; popolazione: 4.772.000; cattolici: 1.984.900; sacerdoti: 1.147; religiosi: 1.866; diaconi permanenti: 243), Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Oberkirch (Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 1999 è stato Vice-Parroco a Malsch/Ettlingen; dal 1999 al 2001 Responsabile della cura pastorale degli studenti a Freiburg-Littenweiler; dal 2001 al 2002 è stato "Repetitor" nel Convitto Teologico Arcivescovile "Collegium Borromaeum" a Freiburg; da 2002 al 2006 Direttore aggiunto del medesimo Collegio. Dal 2006 al 2011 è stato Vice-Rettore del nuovo Seminario Arcivescovile "Collegium Borromaeum" e dal 2011 è Rettore del medesimo seminario.

- Ha nominato il Professore Avvocato Raffaele Coppola, Promotore di Giustizia della Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano, attualmente Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale di Bari e Membro del Corpo degli Avvocati della Santa Sede per il Foro canonico e civile.

martedì 11 giugno 2013

AUDIOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER L’UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

Città del Vaticano, 11 giugno 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha inviato un audiomessaggio all'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e a tutti i disabili visivi in occasione del soggiorno estivo di un gruppo di circa 75 non vedenti, in maggioranza anziani, organizzato dall'Unione, in una località marittima italiana.

"So che (...) alcuni di voi avrebbero voluto venire a Roma. Grazie alla tecnica moderna, posso venire io da voi! Vi ringrazio per la vostra stima, per il vostro affetto e soprattutto per le vostre preghiere.

Il Vangelo ci dice che Gesù ha avuto un'attenzione particolare per i ciechi. Ne ha guariti molti, insieme con tanti altri malati. Ma la guarigione della persona priva della vista ha un particolare significato simbolico: rappresenta il dono della fede. Ed è un segno che riguarda tutti, perché tutti abbiamo bisogno della luce della fede per camminare nella strada della vita. Per questo il Battesimo, che è il primo Sacramento della fede, anticamente era chiamato anche 'illuminazione'.

Chiedo al Signore di rinnovare in ciascuno di voi il dono della fede, perché nel vostro spirito ci sia sempre la luce di Dio, la luce dell'amore, che dà senso alla nostra vita, la illumina, ci dà speranza, e ci fa essere buoni e disponibili verso i nostri fratelli.

Auguro anche ogni bene per la vostra associazione, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Diffondete sempre la cultura dell'incontro, della solidarietà, dell'accoglienza verso le persone con disabilità, non solo chiedendo le giuste previdenze, ma favorendo la loro partecipazione attiva alla vita della società.

Vi affido tutti alla protezione di Maria Santissima, nostra Madre. Vi chiedo di pregare per me e per il mio servizio alla Chiesa, e vi benedico di cuore, insieme con i vostri cari".


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