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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 10 giugno 2013

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mariano Palacios Alcocer, nuovo Ambasciatore del Messico, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Vescovo Javier Echevarria Rodríguez, Prelato della Prelatura personale dell'Opus Dei.

- La Signora Anna Suchocka, Ambasciatore di Polonia, in visita di congedo.

- Il Signor Almir Franco de Sa' Barbuda, Ambasciatore del Brasile, in visita di congedo.

- Il Signor Alejandro Emilio Valladares Lanza, Ambasciatore di Honduras, in visita di congedo.

Sabato 8 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Jeremiah Madimetja Masela, Vescovo della Diocesi di Polokwane (superficie: 69.533; popolazione: 2.658.000; cattolici: 94.700; sacerdoti: 27; religiosi: 50, diaconi permanenti: 8), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Bergzich (Sud Africa) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1985 al 1999 è stato Vicario parrocchiale di "St. Peter and Paul" a Seshego e dal 1988 Parroco della medesima parrocchia; dal 1999 al 2004 è stato Vicario Generale di Polokwane; dal 2000 al 2005 Amministratore della Cattedrale del "Sacro Cuore" di Polokwane; dal 2005 al 2008 Direttore Spirituale nel Seminario Maggiore Nazionale di "St. John Vianney" a Pretoria; dal 2008 al 2011 è stato Vicario Generale e Parroco a Makopane e a Doorspruit; dal 2011 Amministratore Apostolico sede vacante di Polokwane.

Sabato 8 giugno il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita de L’Aquila (superficie: 1.516; popolazione: 112.500; cattolici: 111.100; sacerdoti: 118; religiosi: 167; diaconi permanenti: 8), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato ad Ascoli Piceno nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1973 al 1975 è stato Responsabile della Pastorale giovanile diocesana; dal 1973 al 1978 Docente di Religione presso il Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno; dal 1975 al 1985 Direttore del Centro Diocesano Vocazionale; dal 1978 al 1997 Docente di Filosofia, Pedagogia e Psicologia presso l’Istituto Magistrale “Trebbiani” di Ascoli Piceno e successivamente presso il Liceo Pedagogico “Stabili”; dal 1980 al 1985 Parroco di Cerreto di Venarotta; dal 1985 al 1998 Parroco a Trisungo; dal 1991 al 1998 Redattore capo del Bollettino Diocesano; dal 1985 al 1998 Psicologo presso il Consultorio Familiare Diocesano e Docente presso la Scuola Diocesana di Teologia. Il 27 giugno 1998 è stato eletto alla sede vescovile di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, ricevendo l’Ordinazione Episcopale il 20 settembre successivo. Succede all'Arcivescovo Giuseppe Molinari, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mirosław Adamczyk, Nunzio Apostolico in Gambia, attualmente Nunzio Apostolico in Liberia.

- Ha nominato il Vescovo Jean Teyrouz, Vescovo dell'Eparchia Sainte-Croix-de-Paris (cattolici: 30.200; sacerdoti: 3; religiosi: 5), Francia, all’ufficio di Visitatore Apostolico per gli Armeni residenti in Europa Occidentale. Succede al Vescovo Grégoire Ghabroyan, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia all'ufficio di Visitatore Apostolico per gli Armeni residenti in Europa Occidentale, presentata in conformità al canone 201, paragrafo 1, del Codice di Diritto Canonico per le Chiese Orientali.


venerdì 7 giugno 2013

IL PAPA DIALOGA CON GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DEI GESUITI ED AFFERMA CHE LA POVERTÀ DEL MONDO È UNO SCANDALO

Città del Vaticano, 7 giugno 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano gli studenti delle Scuole gestite dai Gesuiti in Italia e in Albania, in un clima di gioia, semplicità e affetto, tanto che il Santo Padre ha detto: "Io ho preparato un testo, ma sono cinque pagine! Un po' noioso.... Facciamo una cosa: io farò un piccolo riassunto e poi consegnerò questo per iscritto al padre Provinciale e lo darò al padre Lombardi, (Direttore della Sala Stampa della Santa Sede), perché tutti voi lo abbiate per iscritto. E poi c'è la possibilità che alcuni di voi facciano una domanda, e possiamo fare un piccolo dialogo".

Nel discorso, del quale offriamo una sintesi, il Papa scrive:

"La scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi (...). Seguendo ciò che ci insegna sant’Ignazio, nella scuola l’elemento principale è imparare ad essere magnanimi. (...) Che cosa vuol dire essere magnanimi? Vuol dire avere (...) grandezza d’animo, (...) grandi ideali, il desiderio di compiere grandi cose per rispondere a ciò che Dio ci chiede, e proprio per questo compiere bene le cose di ogni giorno, tutte le azioni quotidiane (...) gli incontri con le persone; fare le cose piccole di ogni giorno con un cuore grande aperto a Dio e agli altri".

"La scuola non allarga solo la vostra dimensione intellettuale, ma anche umana. E penso che in modo particolare le scuole dei Gesuiti sono attente a sviluppare le virtù umane: la lealtà, il rispetto, la fedeltà, l’impegno. Vorrei fermarmi su due valori fondamentali: la libertà e il servizio. Anzitutto: siate persone libere! (...) Libertà vuol dire saper riflettere su quello che facciamo, saper valutare ciò che è bene e ciò che è male, quelli che sono i comportamenti che fanno crescere, vuol dire scegliere sempre il bene. (...) Essere liberi per scegliere sempre il bene è impegnativo, ma vi renderà persone che hanno la spina dorsale, che sanno affrontare la vita, persone con coraggio e pazienza (...) La seconda parola è servizio. Nelle vostre scuole voi partecipate a varie attività che vi abituano a non chiudervi in voi stessi o nel vostro piccolo mondo, ma ad aprirvi agli altri, specialmente ai più poveri e bisognosi, a lavorare per migliorare il mondo in cui viviamo".

"Per essere magnanimi con libertà interiore e spirito di servizio è necessaria la formazione spirituale - ha sottolineato il Papa - La nostra vita è una risposta alla sua chiamata e voi sarete felici e costruirete bene la vostra vita se saprete rispondere a questa chiamata. Sentite la presenza del Signore nella vostra vita. (...) Nella preghiera, nel dialogo con Lui, nella lettura della Bibbia, scoprirete che Lui vi è veramente vicino. E imparate anche a leggere i segni di Dio nella vostra vita. Egli ci parla sempre, anche attraverso i fatti del nostro tempo e della nostra esistenza di ogni giorno; sta a noi ascoltarlo".

Il Papa, nel suo discorso, ha detto ai gesuiti, agli insegnanti, agli operatori delle scuole e ai genitori: "Non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà che la sfida educativa presenta! Educare non è un mestiere, ma un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da se stessi e stare in mezzo ai giovani, accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco".

"Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo. Insegnate a vedere la bellezza e la bontà della creazione e dell’uomo, che conserva sempre l’impronta del Creatore. Ma soprattutto siate testimoni con la vostra vita di quello che comunicate". Il Papa ha anche ricordato che "un educatore (...) trasmette conoscenze, valori con le sue parole, ma sarà incisivo sui ragazzi se accompagnerà le parole con la sua testimonianza, con la sua coerenza di vita. Senza coerenza non è possibile educare!. (...) Il collegio - ha ribadito il Pontefice - può e deve fare da catalizzatore, esser luogo di incontro e di convergenza dell’intera comunità educante con l’unico obiettivo di formare, aiutare a crescere come persone mature, semplici, competenti ed oneste, che sappiano amare con fedeltà, che sappiano vivere la vita come risposta alla vocazione di Dio, e la futura professione come servizio alla società".

Ad uno dei ragazzi che gli ha chiesto alcune parole di sostegno per la sua crescita, a volte tra i dubbi, Papa Francesco ha risposto: "Camminare è un'arte perché se sempre camminiamo in fretta ci stanchiamo e non possiamo arrivare alla fine, alla fine del cammino. Invece, se ci fermiamo e non camminiamo, neppure arriviamo alla fine. Camminare è proprio l'arte di guardare l'orizzonte, pensare dove io voglio andare ma anche sopportare la stanchezza del cammino, ma non è facile'... senti: c'è il buio, ci sono giornate di buio, anche giornate di fallimento, anche qualche giornata di caduta... Uno cade, cade... Ma pensate sempre questo: non abbiate paura dei fallimenti. Non avere paura delle cadute. Nell'arte di camminare, quello che importa non è di non cadere, ma di non rimanere caduti. Alzarsi presto, subito, e continuare ad andare. E questo è bello: questo è lavorare tutti i giorni, questo è camminare umanamente. Ma anche, è brutto camminare da soli: brutto e noioso. Camminare in comunità con gli amici, con quelli che ci vogliono bene: questo ci aiuta, ci aiuta ad arrivare proprio alla fine" laddove "noi dobbiamo arrivare".

Una ragazza ha chiesto a Papa Francesco se continua a vedere i suoi amici. "Ma, io sono Papa da due mesi e mezzo - ha risposto - I miei amici sono a 14 ore di aereo da qui, no? sono lontani. Ma voglio dirti una cosa: sono venuti tre, di loro, a trovarmi e a salutarmi, e li vedo, e mi scrivono, e voglio loro tanto bene. Non si può vivere senza amici: questo è importante".

Un altro ragazzo ha chiesto se voleva diventare Papa. "Ma, tu sai che cosa significa che una persona non si vuole tanto bene" - ha risposto il Papa - "Una persona che vuole fare il papa non vuole bene a se stessa. No, io non ho voluto fare il Papa".

Un'altra ragazza ha chiesto a Papa Francesco perché abbia rinunciato ad andare a risiedere nel Palazzo Apostolico scegliendo Santa Marta e ad una macchina grande: una rinuncia alla ricchezza? "Ma credo che non è soltanto una cosa di ricchezza - ha risposto il Papa - per me è un problema di personalità. Io ho necessità di vivere tra la gente, e se io vivessi solo, forse un po' isolato, non mi farebbe bene. Ma questa domanda me l'ha fatta un professore: 'Ma perché lei non va ad abitare là?'. Io ho risposto: 'Ma, senta, professore, per motivi psichiatrici', eh? Perché ... è la mia personalità. Anche l'appartamento, quello non è tanto lussuoso, tranquilla. Ma non posso vivere da solo, capisci? E poi, credo, che sì, i tempi ci parlano di tanta povertà, nel mondo, e questo è uno scandalo. La povertà del mondo è uno scandalo. In un mondo dove ci sono tante, tante ricchezze, tante risorse per dare da mangiare a tutti, non si può capire come ci siano tanti bambini affamati, ci siano tanti bambini senza educazione, tanti poveri. La povertà, oggi, è un grido. Tutti noi dobbiamo pensare se possiamo diventare un po' più poveri: anche questo, tutti lo dobbiamo fare". Quindi porsi la domanda: "Ma, come io posso diventare un po' più povero per assomigliare meglio a Gesù, che era il Maestro povero'". Dunque, ha ripreso il Papa "non è un problema di virtù mia personale, è soltanto che io non posso vivere da solo" e la questione della macchina - ha concluso - è il fatto di "non avere tante cose e diventare un po' più povero".
Infine un altro giovane ha chiesto al Papa come poter convivere con la povertà che c'è nel mondo: "Prima di tutto, vorrei dirvi una cosa, a tutti voi giovani: non lasciatevi rubare la speranza. per favore: non lasciatevela rubare. E chi ti ruba la speranza? Lo spirito del mondo, le ricchezze, lo spirito della vanità, la superbia, l'orgoglio ... tutte queste cose ti rubano la speranza. Dove trovo la speranza? In Gesù povero: Gesù che si è fatto povero per noi. E tu hai parlato di povertà. La povertà ci chiama a seminare speranza". E questo - ha proseguito - "sembra un po' difficile da capire". Quindi il Papa ha ricordato quando Padre Arrupe scrisse una lettera ai Centri di ricerche sociali della Compagnia. "Lui parlava di come si deve studiare il problema sociale. Ma alla fine ci diceva: 'Guardate, non si può parlare di povertà senza avere l'esperienza con i poveri'". Così "non si può parlare di povertà, di povertà astratta: quella non esiste! La povertà è la carne di Gesù povero, in quel bambino che ha fame, in quello che è ammalato, in quelle strutture sociali che sono ingiuste ... Andare, guardare laggiù la carne di Gesù. Ma non lasciatevi rubare la speranza del benessere, dallo spirito del benessere che alla fine ti porta a diventare un niente nella vita! Il giovane deve scommettere su alti ideali: questo è il consiglio. Ma la speranza, dove la trovo? nella carne di Gesù sofferente e nella vera povertà. C'è un collegamento tra i due".

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mikayel Minasyan, Ambasciatore di Armenia, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Francisco Javier Erràzuriz Ossa, Arcivescovo emerito di Santiago de Chile (Cile).

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceve l'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

giovedì 6 giugno 2013

VIGILARE PER ESSERE LIBERI DA AMBIZIONI PERSONALI, CHE TANTO MALE POSSONO PROCURARE ALLA CHIESA

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). "Cari amici, voi vi state preparando ad un ministero di particolare impegno, (...) un lavoro che richiede (...) una grande libertà interiore", ha detto Papa Francesco ai 45 Membri della Pontificia Accademia Ecclesiastica ricevuti in udienza, questa mattina, nella Sala Clementina in Vaticano.

"Vivete questi anni della vostra preparazione con impegno, generosità e grandezza d’animo, affinché questa libertà possa davvero prendere forma in voi! Che cosa significa avere libertà interiore? Anzitutto significa - ha spiegato il Santo Padre - essere liberi da progetti personali: da alcune delle modalità concrete con le quali forse, un giorno, avevate pensato di vivere il vostro sacerdozio, dalla possibilità di programmare il futuro; dalla prospettiva di permanere a lungo in un 'vostro' luogo di azione pastorale. Significa rendervi liberi, in qualche modo, anche rispetto alla cultura e alla mentalità dalla quale provenite, non per dimenticarla e tanto meno per rinnegarla, ma per aprirvi, nella carità, alla comprensione di culture diverse e all’incontro con uomini appartenenti a mondi anche molto lontani dal vostro".

"Soprattutto - ha proseguito il Pontefice - significa vigilare per essere liberi da ambizioni o mire personali, che tanto male possono procurare alla Chiesa, avendo cura di mettere sempre al primo posto non la vostra realizzazione, o il riconoscimento che potreste ricevere dentro e fuori la comunità ecclesiale, ma il bene superiore della causa del Vangelo e il compimento della missione che vi sarà affidata. (...) Il ministero al quale vi preparate vi chiede un uscire da voi stessi, un distacco da sé che può essere raggiunto unicamente attraverso un intenso cammino spirituale e una seria unificazione della vita attorno al mistero dell’amore di Dio e all’imperscrutabile disegno della sua chiamata".

"Nella luce della fede, noi possiamo vivere la libertà dai nostri progetti e dalla nostra volontà non come motivo di frustrazione o di svuotamento, ma come apertura al dono sovrabbondante di Dio, che rende fecondo il nostro sacerdozio. (...) Cari amici, abbiate grande cura della vita spirituale, che è la sorgente della libertà interiore (...) coltivando la vita di preghiera e facendo del vostro lavoro quotidiano la palestra della vostra santificazione".

Papa Francesco ha ricordato ai presenti le parole del Beato Giovanni XXIII: "'Più mi faccio
maturo d’anni e di esperienze, e più riconosco che la via più sicura per la mia santificazione personale e per il miglior successo del mio servizio della Santa Sede, resta lo sforzo vigilante di ridurre tutto, principi, indirizzi, posizioni, affari, al massimo di semplicità e di calma; con attenzione a potare sempre la mia vigna di ciò che è solo fogliame inutile… ed andare diritto a ciò che è verità, giustizia, carità, soprattutto carità. Ogni altro sistema di fare, non è che posa e ricerca di affermazione personale, che presto si tradisce e diventa ingombrante e ridicolo'"

"Una parola vorrei dirla anche sulle Suore - ha detto ancora il Papa - buone Madri che vi accompagnano con la preghiera, con le loro parole semplici ed essenziali e soprattutto con l’esempio di fedeltà, di dedizione e di amore. Insieme a loro vorrei ringraziare il personale laico che lavora nella Casa. Sono presenze nascoste, ma importanti che vi permettono di vivere con serenità e impegno il vostro tempo in Accademia". Al termine dell'incontro il Papa ha augurato ai sacerdoti "di intraprendere il servizio alla Santa Sede con lo stesso spirito del Beato Giovanni XXIII. Vi chiedo di pregare per me e vi affido alla custodia della Vergine Maria e di Sant’Antonio Abate vostro patrono".

PROGRAMMA DEL SANTO PADRE PER IL PERIODO ESTIVO

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto questa mattina in un Comunicato il programma del Santo Padre per il periodo estivo. Durante l'estate restano sospese tutte le udienze private e speciali del Santo Padre e nel mese di luglio le udienze generali dei mercoledì 3, 10, 17, e 31 sono annullate. Da lunedì 22 a lunedì 29 luglio il Santo Padre sarà in Brasile per la 28^ Giornata mondiale della gioventù. Domenica 14 luglio il Santo Padre guiderà la preghiera mariana dell’Angelus dal Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo. La residenza abituale del Pontefice nel periodo estivo continuerà ad essere la Casa Santa Marta. Le Udienza Generali del Mercoledì riprenderanno mercoledì 7 agosto in Vaticano.

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi ha precisato questa mattina che la residenza abituale del Pontefice nel periodo estivo continuerà ad essere la Casa Santa Marta, anche se è possibile che Papa Francesco sporadicamente si rechi nella residenza estiva di Castel Gandolfo, come difatti farà domenica 14 luglio. Le messe del mattino a Santa Marte per un ridotto numero di persone termineranno il 7 luglio.

I GOVERNI DEVONO RISPETTARE I DIRITTI, RICONOSCIUTI E DICHIARATI, DEI RIFUGIATI

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). "Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate. Orientamenti pastorali" è il titolo del documento elaborato dal Pontificio Consiglio della pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dal Pontificio Consiglio "Cor Unum" presentato questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede dal Cardinale Antonio Maria Vegliò e dal Cardinale Robert Sarah, Presidenti rispettivamente dell'uno e dell'altro Dicastero. Sono intervenuti alla Conferenza Stampa la Dottoressa Johan Ketelers, Segretaria Generale della Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni (CICM) e la Dottoressa Katrine Camilleri, Vice-Direttore del Jesuit Refugee Service a Malta e Premio Nansen dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR-UNHCR), nel 2007.

"Il nostro Documento - ha spiegato il Cardinale Vegliò - è una guida pastorale che parte da una premessa fondamentale, (...) che ogni politica, iniziativa o intervento in questo ambito deve ispirarsi al principio della centralità e della dignità di ogni persona umana. (...) In effetti, qui sta il perno della dottrina sociale della Chiesa: “i singoli esseri umani sono il fondamento, la causa e il fine di ogni istituzione sociale”. Pertanto, rifugiati, richiedenti asilo e sfollati sono persone la cui dignità deve essere tutelata e, anzi, deve costituire assoluta priorità. Questa è anche la ragione per cui il Documento ricorda i diritti riconosciuti ai singoli rifugiati e che promuovono il benessere degli individui. Essi sono ben descritti nella Convenzione sui Rifugiati del 1951 (articoli 12-30)".

"I Governi dovrebbero rispettare tali diritti, mentre dovrebbero essere studiati ulteriori allargamenti alle persone coinvolte nelle migrazioni forzate. La protezione deve essere garantita a tutti coloro che vivono in condizioni di migrazione forzata, tenendo conto di esigenze specifiche, che possono variare dal permesso di soggiorno per le vittime del traffico di esseri umani alla possibilità di accedere alla cittadinanza per gli apolidi" - ha affermato il Cardinale Vegliò ricordando che si verificano sempre più spesso i casi in cui i rifugiati sono sottoposti alla detenzione restrittiva, sono trattenuti per lungo tempo nei campi profughi, sono sottoposti alla limitazione della libertà di spostamento e al diritto al lavoro.
"Sarebbe davvero diverso se fossero adeguatamente rispettati questi diritti riconosciuti e dichiarati. Dopo tutto, gli Stati hanno creato e ratificato queste Convenzioni per garantire che i diritti degli individui non rimangano soltanto ideali proclamati e impegni sottoscritti ma non onorati. (...) La Chiesa, da parte sua, è convinta che sia responsabilità collettiva, oltre che di ogni singolo credente, la sollecitudine pastorale per tutte le persone che, in vario modo, sono coinvolte nelle migrazioni forzate. (...) In stretta connessione con i valori morali e la visione cristiana, intendiamo salvare vite umane, restituire dignità alle persone, offrire speranza e dare adeguate risposte sociali e comunitarie. Lasciarsi interpellare dalla presenza di rifugiati, richiedenti asilo e altre persone forzatamente sradicate ci spingerà ad uscire dal piccolo mondo, che ci è familiare, verso l’ignoto, in missione, nella coraggiosa testimonianza dell’evangelizzazione", ha concluso il Presule.

Il Cardinale Sarah ha ricordato i 4 milioni di sfollati interni siriani e gli 80.000 morti, "effetto collaterale" del conflitto in meno di due anni segnalando in merito che se negli anni '50 la proporzione fra vittime civile e militari della guerra era di 1 a 9, oggi, nel XXI secolo, la guerra uccide 9 civili e soltanto un militare su dieci e decine di migliaia di persone sono spinte alla fuga "nel tentativo di aver salva almeno la vita".

Il Presidente di "Cor Unum" ha anche ricordato le popolazioni del Sahel, condannate alla fame dalla siccità e le vittime dei tornado negli Stati Uniti, sottolineando che a qualunque latitudine l'uomo è alla mercé della natura, della quale "dovrebbe invece essere custode responsabile". Il Cardinale Sarah non ha mancato di far riferimento anche all'Europa dove i numerosi disoccupati si ritrovano intrappolati "in quella che viene definita una 'povertà strutturale' e che pagano in prima persona il prezzo di scelte politiche" degli Stati. Molte di queste persone scelgono la via dell'emigrazione "provocando un fenomeno di fuga di cervelli, che impoverisce ulteriormente e permanentemente il loro paese di origine".

"La Chiesa interviene in diversi modi e secondo la sue possibilità, soprattutto grazie alla meritevole opera dei suoi organismi caritativi e dei suoi volontari. (...) La carità si coniuga dunque prima di tutto al singolare (...); la carità non è uno sportello o un registro: chi ha bisogno deve poter incontrare un buon samaritano il cui cuore batte con il suo, perché si è fatto simile a lui e in lui serve Cristo. (...) Eppure la carità ha anche una dimensione plurale: il rifugiato, il povero, il sofferente, necessitano di una rete di sostegno ecclesiale che li accolga e li integri (...) riconoscendone la dignità di persona e li faccia di nuovo sentire di far parte della famiglia umana, nel rispetto della loro identità e della loro fede" perché la comunità cristiana, "è ugualmente chiamata a vivere la dimensione ecclesiale della carità".


COR UNUM: L'ESTATE AGGRAVERA' EMERGENZA UMANITARIA IN SIRIA


Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). Il 4-5 giugno, il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha convocato una riunione di coordinamento umanitario sulla crisi in Siria, a cui hanno partecipato circa 25 rappresentanti delle Chiese locali, degli organismi caritativi attivi sul posto, donatori istituzionali del mondo cattolico, della Santa Sede, e il Nunzio Apostolico in Siria, i quali hanno riaffermato la continuità del loro impegno e rinnovato l'appello del Santo Padre affinché cessi ogni violenza e si aprano percorsi di dialogo e di riconciliazione, nel rispetto di tutti.

Le Chiese locali hanno dato risposte concrete alla popolazione sin dall'inizio del conflitto, in Siria e in tutta la Regione. Vengono regolarmente sostenute più di 400.000 persone per un ammontare complessivo di oltre 25 milioni di Euro. Le testimonianze portate confermano l'entità del dramma: sono quasi 7 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria, più di 4,5 milioni gli sfollati interni e sempre più persone cercano sicurezza fuori dei confini del Paese.

Un'analisi più attenta ha messo in evidenza che, col sopraggiungere dell'estate, aumenteranno certamente i rischi di epidemie, di mancanza di medicinali e di assistenza per la popolazione colpita, in particolare per le donne incinte e per i bambini, per gli anziani e i disabili.

Tutto questo richiederà uno sforzo ancora maggiore e sempre più complesso alle organizzazioni caritative cattoliche. Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha lanciato un appello, a nome di tutti gli organismi presenti all'incontro, a sostenere anche finanziariamente gli sforzi di assistenza umanitaria e di ricerca di pace, in vista della auspicata ricostruzione di un Paese lacerato e distrutto.

È stata ribadita la necessità che la comunità internazionale fornisca più sostegno ai paesi che accolgono i rifugiati e alle operazioni umanitarie, per poter rispondere alle loro crescenti necessità. Si è inoltre sottolineata la necessità che l'impegno di mediazione della comunità internazionale sia più deciso per scongiurare il rischio di una guerra infinita nel Paese.


PROGRESSI SIGNIFICATIVI COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato d'Israele si è riunita ieri, 5 giugno 2013, in sessione plenaria in Vaticano, per continuare i negoziati in base all'Articolo 10, paragrafo 2, del "Fundamental Agreement", come si legge in un Comunicato reso pubblico questa mattina.

L'incontro è stato presieduto dal Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati e dal Signor Zeev Elkin, Vice-Ministro degli Affari Esteri. La Commissione ha dato il benvenuto ai due nuovi Capi Delegazione e ha riconosciuto il contributo dell'Ambasciatore Bahij Mansour, augurandogli successo nel suo nuovo incarico. I negoziati si sono svolti in un'atmosfera riflessiva e costruttiva. La Commissione ha preso atto che si sono registrati progressi significativi e le Parti si sono impegnate ad accelerare i negoziati sulle questioni rimaste auspicando una rapida conclusione in un futuro prossimo.

Le Parti hanno concordato i passi futuri e di tenere la prossima riunione Plenaria nel dicembre 2013 a Gerusalemme.

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mohamed Taher Rabbani, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali.

- I Membri della Presidenza della Confederazione Latino-americana dei Religiosi (C.L.A.R.)

- L'Arcivescovo Beniamino Stella, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Lionginas Virbalas, S.J., Vescovo di Panevézys (superficie: 13.000; popolazione: 390.200; cattolici: 321.000; sacerdoti: 98; religiosi: 76), Lituania. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Birzai (Lituania), nel 1989 è entrato nella Compagnia di Gesù, è stato ordinato sacerdote nel 1991 ed ha emesso la Professione perpetua nel 2003. Dal 1994 al 1995 è stato assistente del Maestro dei novizi in Austria; dal 1997 al 2005 è stato Rettore della Chiesa di San Casimiro di Vilnius e dal 1999 al 2004 Docente di Teologia Spirituale nel Seminario Maggiore. Dal 2001 al 2003 è stato membro della Commissione per la vita dei sacerdoti e la promozione delle vocazioni della Conferenza Episcopale Lituana. Nel 2003 è stato nominato Consultore della Curia Provinciale dei Gesuiti di Lituania e Direttore di una Casa per Esercizi Spirituali. Dal 2005 al 2009 è stato Segretario generale Aggiunto della Conferenza Episcopale Lituana. Dal 2009 al 2010 è stato parroco di “San Casimiro” a Vilnius. È stato finora Rettore del Pontificio Collegio Russo di Santa Teresa del Bambino Gesù in Roma. Succede al Vescovo Jonas Kauneckas, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.




mercoledì 5 giugno 2013

LA CULTURA DELLO SCARTO INDUCE A SCARTARE LE PERSONE COME FOSSERO RIFIUTI

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì alla questione dell'"ambiente", ricordando che oggi ricorre la Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa dalle Nazioni Unite.

"Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero. E mi sorgono le domande - ha detto il Papa ai fedeli convenuti questa mattina in Piazza San Pietro - Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando?"

"Coltivare e custodire il creato - ha spiegato il Papa - è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti".

"Benedetto XVI ha ricordato più volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece - ha proseguito il Papa - siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l’atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell’ascolto della creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama 'il ritmo della storia di amore di Dio con l’uomo'. Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni".

"Ma il 'coltivare e custodire' - ha ribadito il Pontefice - non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il creato, riguarda anche i rapporti umani. (...) Noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. La persona umana è in pericolo: questo è certo, la persona umana è oggi in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! (...) E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia. La Chiesa lo ha sottolineato più volte; ma il sistema continua come prima, perché ciò che domina sono le dinamiche di un'economia e di una finanza carenti di etica".

Il Santo Padre con parole a braccio ha detto: "Quello che comanda oggi non è l'uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano. E Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Noi abbiamo questo compito! Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la 'cultura dello scarto'".

"Se una notte di inverno,- ha continuato il Papa - qui vicino in via Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale. Non può essere così! Eppure queste cose entrano nella normalità: che alcune persone senza tetto muoiano di freddo per la strada non fa notizia. Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia. Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti".
"La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare (...). Questa cultura dello scarto ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari (...) Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!".

"Invito tutti a riflettere - ha concluso Papa Francesco - sul problema della perdita e dello spreco del cibo (...) Vorrei allora che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro".

SOSTENERE I SACERDOTI CON PREGHIERA, BENEVOLENZA E BUON CONSIGLIO

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Al termine della catechesi, nei saluti nelle diverse lingue, il Papa ha dato il benvenuto ai pellegrini di lingua francese provenienti dalle Antille, dall'Isola Maurizio e dalla Costa d'Avorio ed ha salutato anche un gruppo di imam francesi impegnati nel dialogo interreligioso, esortando tutti, come già nell'Udienza Generale, ad avere cura della creazione e della persona umana.

Nel rivolgersi ai seminaristi e ai sacerdoti appena ordinati provenienti dalla Polonia, il Papa li ha esortati a ringraziare Cristo per il dono della vocazione invitandoli a coltivarla "nella luce e nella potenza dello Spirito Santo, affinché siate sempre zelanti ministri della grazia di Dio e vere guide sui sentieri della santità. Invito voi, cari pellegrini, e tutti i polacchi a ringraziare Dio per i vostri sacerdoti e a sostenerli con la preghiera, con la benevolenza e con buon consiglio".

IL PAPA PREOCCUPATO SORTE POPOLAZIONE SIRIANA CHIEDE COMUNITÀ INTERNAZIONALE SOLUZIONE NEGOZIATA DEL CONFLITTO E AIUTI UMANITARI PER I PROFUGHI

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Poco dopo le nove di questa mattina, nel Salone della Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti all'Incontro di coordinamento tra gli Organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi in Siria e nei Paesi vicini, promosso dal Pontificio Consiglio "Cor Unum".

"Vi ringrazio per questo incontro e per tutta l’attività umanitaria che state svolgendo in Siria e nei Paesi vicini, in aiuto alle popolazioni vittime dell’attuale conflitto. - ha detto il Papa - Ho incoraggiato io stesso il Pontificio Consiglio Cor Unum a promuovere questa riunione di coordinamento dell’attività svolta dagli organismi di carità cattolici nella regione. Ringrazio il Cardinale Sarah per il suo indirizzo di saluto. Rivolgo uno speciale benvenuto a coloro che provengono dal Medio Oriente, in particolare a chi rappresenta la Chiesa in Siria".

"La preoccupazione della Santa Sede per la crisi siriana e in modo più specifico per la popolazione, spesso inerme, che soffre le conseguenze del conflitto, è ben nota. - ha proseguito il Santo Padre ricordando che Benedetto XVI "ha ripetutamente chiesto che tacciano le armi e che si possa trovare una soluzione nel dialogo per giungere ad una profonda riconciliazione tra le parti". Lo scorso novembre, "egli aveva voluto esprimere la sua personale vicinanza, inviando il Cardinale Sarah in quelle zone, accompagnando tale gesto con la richiesta di 'non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace' e manifestando la sua concreta e paterna sollecitudine con un dono a cui hanno contribuito pure i Padri Sinodali lo scorso ottobre".

"Anche a me personalmente - ha ripetuto il Santo Padre - la sorte della popolazione siriana sta particolarmente a cuore. Il giorno di Pasqua ho chiesto pace 'soprattutto per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto, e per i numerosi profughi che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?'".

"Di fronte al perdurare di violenze e sopraffazioni rinnovo con forza il mio appello alla pace. Nelle ultime settimane la comunità internazionale ha ribadito l’intenzione di promuovere iniziative concrete per avviare un dialogo fruttuoso con lo scopo di mettere fine alla guerra. Sono tentativi che vanno sostenuti e che si spera possano condurre alla pace. La Chiesa si sente chiamata a dare la testimonianza umile, ma concreta ed efficace, della carità che ha imparato da Cristo, Buon Samaritano. Sappiamo che dove qualcuno soffre, Cristo è presente. Non possiamo tirarci indietro, proprio nelle situazioni di maggiore dolore! La vostra presenza alla riunione di coordinamento manifesta la volontà di continuare con fedeltà la preziosa opera di assistenza umanitaria, nella Siria e nei Paesi vicini che generosamente ospitano chi fugge dalla guerra. La vostra azione sia puntuale e coordinata, espressione di quella comunione che è essa stessa testimonianza, come ha suggerito il recente Sinodo sul Medio Oriente. Alla Comunità internazionale, accanto alla ricerca di una soluzione negoziale del conflitto, chiedo di favorire l’aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità".

"Per la Santa Sede - ha ribadito Papa Francesco - l’opera delle Agenzie di carità cattoliche è estremamente significativa: aiutare la popolazione siriana, al di là delle appartenenze etniche o religiose, è il modo più diretto per offrire un contributo alla pacificazione e alla edificazione di una società aperta a tutte le diverse componenti. A questo tende anche lo sforzo della Santa Sede: costruire un futuro di pace per la Siria, in cui tutti possano vivere liberamente ed esprimersi nella loro peculiarità".

"Il pensiero del Papa va in questo momento anche alle comunità cristiane che abitano la Siria e tutto il Medio Oriente. La Chiesa sostiene quelle sue membra che oggi sono particolarmente in difficoltà. Esse hanno il grande compito di continuare a rendere presente il Cristianesimo nella regione in cui è nato. Ed è un nostro impegno favorire la permanenza di questa testimonianza. La partecipazione di tutta la comunità cristiana a questa grande opera di assistenza e di aiuto è un imperativo del momento presente".

"Vi ringrazio ancora per questa iniziativa - ha concluso il Pontefice - e invoco su ciascuno di voi la benedizione divina. Essa si estende in particolare ai cari fedeli che vivono in Siria e a tutti quei siriani che attualmente sono costretti a lasciare le loro case a motivo della guerra. Voi qui presenti siate lo strumento per dire al caro popolo siriano e del Medio Oriente che il Papa li accompagna ed è loro vicino. La Chiesa non li abbandona!".

CORDOGLIO DEL PAPA MORTE CARDINALE STANISLAW NAGY, ESPERTO DOCENTE DI DISCIPLINE TEOLOGICHE

Città del Vaticano, 5 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), per la morte, all'età di 91 anni, del Cardinale Stanislaw Nagy, S.C.I., Diacono di Santa Maria della Scala.

"Nell’apprendere la notizia del decesso del venerato Cardinale Stanislaw Nagy, desidero esprimere a lei, all’intera comunità diocesana, ai familiari del benemerito porporato e alla Congregazione dei Padri Dehoniani, la mia sentita partecipazione al loro dolore pensando con affetto a questo caro fratello che ha servito generosamente il Vangelo e la Chiesa, specialmente nel mondo accademico, quale apprezzato studioso ed esperto docente di discipline teologiche. Ricordo con gratitudine la sua feconda collaborazione, cordiale amicizia e reciproca stima con il Beato Giovanni Paolo II, come pure la sua intensa attività ecumenica. Elevo fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo fedele servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a quanti ne piangono la scomparsa, la confortatrice Benedizione Apostolica".



martedì 4 giugno 2013

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Lunedì, 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:


IL MARTIRIO:

- dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abel Angel Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell'Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Juan de Jesús (al secolo: Joan Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Pau Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano, José e 63 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

- delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936.


LE VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Joao De Oliveira Matos Ferreira, portoghese, (1879-1962), Ausiliare di Guarda (Portogallo), Fondatore dell'Associazione "Liga dos Servos de Jesus";

- del Servo di Dio Nicola Mazza, Sacerdote diocesano, italiano, (1790-1865), Fondatore di Istituti per l'educazione;

- della Serva di Dio Maria Celeste (al secolo: Giulia Crostarosa), italiana, (1696-1755), Monaca, Fondatrice dell'Ordine delle Suore del Santissimo Redentore;

- della Serva di Dio Teresa de San José (al secolo: Teresa Toda y Juncosa), spagnola,(1826-1898); Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Teresiane di San Giuseppe.



PAPA FRANCESCO: DIO ANDAVA DISEGNANDO UN SUO PROGETTO

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, al termine della Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre ha incontrato i duemila pellegrini della Diocesi di Bergamo giunti a Roma per commemorare i cinquanta anni della morte del Beato Papa Giovanni XXIII.

Dopo aver sostato in preghiera davanti all'urna che contiene le spoglie del Beato Papa Giovanni, Papa Francesco ha ricordato come Piazza San Pietro nei giorni della malattia di Papa Roncalli fosse diventata "un santuario a cielo aperto, accogliendo giorno e notte fedeli di tutte le età e condizione sociale, in trepidazione e preghiera per la salute del Papa" e la grande commozione di quel 3 giugno 1963 quando si diffuse la notizia della morte del Pontefice. "Il mondo intero aveva riconosciuto in Papa Giovanni un pastore e un padre. (...) Come aveva potuto arrivare al cuore di persone così diverse, persino di molti non cristiani? Per rispondere a questa domanda, possiamo richiamarci al suo motto episcopale, 'Oboedientia et pax': obbedienza e pace".

"Vorrei partire dalla pace - ha detto Papa Francesco - perché questo è l’aspetto più evidente, quello che la gente ha percepito in Papa Giovanni: Angelo Roncalli era un uomo capace di trasmettere pace; una pace naturale, serena, cordiale; una pace che con la sua elezione al Pontificato si manifestò al mondo intero e ricevette il nome della bontà".

"È tanto bello trovare un sacerdote, un prete buono, con bontà. E questo mi fa pensare ad una cosa che sant’Ignazio di Loyola – ma non faccio pubblicità! – diceva ai gesuiti, quando parlava delle qualità che deve avere un superiore. E diceva: deve avere questo, questo, questo, questo … un elenco lungo di qualità. Ma alla fine dice questo: 'E se non ha queste virtù, almeno che abbia molta bontà'. È l’essenziale".

"Fu questo indubbiamente - ha proseguito Papa Francesco - un tratto distintivo della sua personalità, che gli permise di costruire ovunque solide amicizie e che risaltò in modo particolare nel suo ministero di Rappresentante del Papa, svolto per quasi tre decenni, spesso a contatto con ambienti e mondi assai lontani da quell’universo cattolico nel quale egli era nato e si era formato. Proprio in quegli ambienti egli si dimostrò un efficace tessitore di relazioni ed un valido promotore di unità, dentro e fuori la comunità ecclesiale, aperto al dialogo con i cristiani di altre Chiese, con esponenti del mondo ebraico e musulmano e con molti altri uomini di buona volontà".

"E qui veniamo alla seconda e decisiva parola: 'obbedienza'. (...) in realtà, è stata lo strumento per raggiungere la pace. Anzitutto essa ha avuto un senso molto semplice e concreto: svolgere nella Chiesa il servizio che i superiori gli chiedevano, senza cercare nulla per sé, senza sottrarsi a nulla di ciò che gli veniva richiesto, anche quando ciò significò lasciare la propria terra, confrontarsi con mondi a lui sconosciuti, rimanere per lunghi anni in luoghi dove la presenza di cattolici era scarsissima. Questo lasciarsi condurre, come un bambino, ha costruito il suo percorso sacerdotale (...)".

"Attraverso questa obbedienza, il sacerdote e vescovo Roncalli ha però vissuto anche una fedeltà più profonda, che potremmo definire, come lui avrebbe detto, abbandono alla divina Provvidenza. Egli ha costantemente riconosciuto, nella fede, che attraverso quel percorso di vita apparentemente guidato da altri, non condotto dai propri gusti o sulla base di una propria sensibilità spirituale, Dio andava disegnando un suo progetto".

"Ancor più profondamente, mediante questo abbandono quotidiano alla volontà di Dio, il futuro Papa Giovanni ha vissuto una purificazione, che gli ha permesso di distaccarsi completamente da se stesso e di aderire a Cristo, lasciando così emergere quella santità che la Chiesa ha poi ufficialmente riconosciuto. 'Chi perderà la propria vita per me, la salverà' ci dice Gesù. Qui sta la vera sorgente della bontà di Papa Giovanni, della pace che ha diffuso nel mondo, qui si trova la radice della sua santità: in questa sua obbedienza evangelica".

"E questo è un insegnamento per ciascuno di noi, ma anche per la Chiesa del nostro tempo: se sapremo lasciarci condurre dallo Spirito Santo, se sapremo mortificare il nostro egoismo per fare spazio all’amore del Signore e alla sua volontà, allora troveremo la pace, allora sapremo essere costruttori di pace e diffonderemo pace attorno a noi".

Infine il Papa ha rivolto ai fedeli presenti queste parole: "Cari bergamaschi, voi siete giustamente orgogliosi del 'Papa buono' (...). Custodite il suo spirito, (...) ma, soprattutto, imitate la sua santità. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo. Non abbiate paura dei rischi, come lui non ha avuto paura. Docilità allo Spirito, amore alla Chiesa e avanti… il Signore farà tutto".


MOSTRA FOTOGRAFICA DEDICATA ALL'ATTIVITÀ PASTORALE DEL CARDINALE BERGOGLIO, ARCIVESCOVO DI BUENOS AIRES

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Il 3 giugno, nel Monastero di Santa Catalina a Buenos Aires, si è inaugurata la prima mostra fotografica dedicata a Papa Francesco, dal titolo "Francesco servitore a Buenos Aires, servitore del mondo". In 25 scatti il fotografo Enrique Cangas, illustra l'attività pastorale del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires.

In buona parte inedite, le fotografie di Cangas mostrano l'attività pastorale del Cardinale Bergoglio: lavaggio dei piedi ad un'anziana nell'Ospedale di Penna, celebrazione della messa con i bambini nel parco Roca, tradizionale processione del Corpus Domini e incontri con i "fratelli" evangelici nello stadio Luna Park. "Il mio obiettivo - ha affermato il fotografo che ha avuto occasione di ritrarre il Papa in numerose occasioni - è stato quello di mostrare come gli atteggiamenti e i gesti di Papa Francesco che oggi stupiscono il mondo e che hanno inaugurato una stagione di speranza in tutta la Chiesa, siano una continuazione dei gesti del Cardinale Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires".

La mostra, con ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 28 giugno.

8 GIUGNO: VIDEO MESSAGGIO DEL PAPA AI PARTECIPANTI ALL'INIZIATIVA DIECI PIAZZE PER DIECI COMANDAMENTI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Sabato 8 giugno prossimo, il Santo Padre invierà un video messaggio ai partecipanti all'iniziativa "Dieci piazze per dieci comandamenti", promossa dal movimento "Rinnovamento nello Spirito Santo". Quest'anno la manifestazione avrà inizio alle 20:30, in Piazza del Duomo a Milano (Italia), sul terzo comandamento "Santificare le feste". Si tratta di una serie di incontri di evangelizzazione che si svolgono nel corso dell'anno in diverse città italiane.

È la prima volta che Papa Francesco partecipa a questo evento inaugurato l'8 settembre 2012, in Piazza del Popolo a Roma, sotto il Pontificato di Benedetto XVI, con il primo comandamento: "Io sono il Signore tuo Dio". Il secondo incontro, si è svolto contemporaneamente il 15 settembre 2012, in Piazza dei Signori a Verona, sul comandamento "Non nominare il nome di Dio invano" e in Piazza del Plebiscito a Napoli, sul comandamento: "Onora il padre e la madre". A tutte le manifestazioni hanno preso parte personalità locali, artisti, scrittori, scienziati e musicisti.

lunedì 3 giugno 2013

STATO GIURIDICO DELLA CHIESA CATTOLICA E IDENTITÀ CULTURALE E RELIGIOSA REPUBBLICA DI CAPO VERDE, TEMI CENTRALI INCONTRO DEL PRESIDENTE DE ALMEIDA CON IL PAPA

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Oggi, lunedì 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di Capo Verde, il Signor Jorge Carlos de Almeida Fonseca, il quale ha poi incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui sono state ricordate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Capo Verde. In particolare, si è parlato dell’Accordo tra la Repubblica e la Sede Apostolica riguardante lo stato giuridico della Chiesa Cattolica nel Paese, che sarà firmato prossimamente nella capitale Praia, nel corso di un viaggio dell'Arcivescovo Mamberti nell’arcipelago.

In tale contesto, non si è mancato di fare riferimento all’identità culturale e religiosa della popolazione capoverdiana, la cui quasi totalità è di fede cristiana, così come all’importante ruolo che la Chiesa cattolica ha svolto e svolge tuttora nel Paese con le sue istituzioni di carattere educativo e sanitario.

Infine, si è accennato ad alcune importanti sfide e situazioni che interessano in particolare la Regione, come pure al tema della presenza di numerosi capoverdiani in diversi Paesi del mondo.







IL PAPA PRESIEDE ADORAZIONE EUCARISTICA IN COMUNIONE CON LE CATTEDRALI E PARROCCHIE DI TUTTO IL MONDO

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Nella Solennità del Corpus Domini e nel contesto dell'Anno della Fede, il Santo Padre ha presieduto, nel pomeriggio di ieri, dalle 17:00 alla 18:00, nella Basilica di San Pietro, una solenne Adorazione Eucaristica in comunione con le cattedrali e le parrocchie di tutto il mondo.

Si è trattato di un avvenimento storico, per la prima volta, nella storia della Chiesa, i fedeli di tutto il mondo si sono sincronizzati sull'ora di Roma e per 60 minuti sono stati in comunione con il Papa nell'Adorazione Eucaristica, sul tema: "Un solo Signore, una sola fede". Erano in Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale le cattedrali, le parrocchie, le congregazioni religiose, i monasteri di cultura e le associazioni di tutto il mondo.

Il Coro della Cappella Sistina ha accompagnato il cammino di Papa Francesco attraverso la navata centrale di San Pietro dove si è pregato per le intenzioni del Santo Padre. Si è pregato "per la Chiesa, sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell'Adorazione della Santissima Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all'ascolto della sua Parola, per presentarsi dinanzi al mondo sempre più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata". Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola salvifica risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell'amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità".

Si è pregato "Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro schiavo; per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Che il loro grido silenzioso di aiuto trovi una Chiesa vigile perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi i tanti fratelli e sorelle vittime della violenza; per tutti coloro che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l'emarginazione. Che la preghiera della Chiesa e la sua vicinanza attiva dia loro conforto e aiuto nella speranza e forza e coraggio nella difesa della dignità della persona!".



CONQUANTESIMO DELLA MORTE DI GIOVANNI XXIII

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Il 3 giugno 1963 moriva Angelo Giuseppe Roncalli, detto il Papa Buono, dopo cinque anni di un Pontificato che attuò storiche riforme nella Chiesa.

Colui che doveva essere un papa di transizione, eletto dopo tre giorni di conclave, "seppe ringiovanire la Chiesa e riprendere il dialogo con il mondo moderno con affettuosa fiducia", come affermò Giovanni Paolo II nel proclamarlo Beato, nel settembre 2000.

Anche se Giovanni XXIII non arrivò a vedere i molti frutti dei cambiamenti da lui proposti, tali cambiamenti trasformarono profondamente la Chiesa cattolica. Giovanni XXIII si adoperò per portare la pace nel mondo in particolare con la sua Enciclica "Pacem in Terris" (1963); rivoluzionò la Chiesa convocando il Concilio Vaticano II, per modernizzare e adeguare la Chiesa al suo tempo e riformò la Messa facendo adottare la lingua locale e non più il latino.

I cinque anni del suo Pontificato lasciarono una forte impronta ed ancora oggi, come lui stesso affermò, il Vaticano II continua ad aprire "le porte e le finestre perché entri aria fresca", una frase attualmente spesso ripresa e commentata dopo l'elezione di Papa Bergoglio che la stampa internazionale ha definito come il nuovo Roncalli.

Papa Francesco riceverà oggi, nella Basilica di San Pietro, duemila pellegrini della Diocesi di Bergamo (Italia), giunti a Roma per ricordare il loro compatriota Beato Giovanni XXIII che seppe conquistare l'affetto e la stima dei fedeli grazie al suo carattere mite, cordiale e semplice.

ANGELUS: GESÙ SI PREOCCUPA PER LA GENTE CHE STA CON LUI E CHE HA FAME

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha ricordato che giovedì scorso è stata celebrata la festa del Corpus Domini, che in Italia e in altri Paesi è spostata a questa domenica. "È la festa dell’Eucaristia - ha detto - Sacramento del Corpo e Sangue di Cristo".

Nel commentare il racconto evangelico del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Papa si è soffermato "su un aspetto che sempre mi colpisce e mi fa riflettere. Siamo sulla riva del lago di Galilea, la sera si avvicina; Gesù si preoccupa per la gente che da tante ore sta con Lui: sono migliaia, e hanno fame. Che fare? Anche i discepoli si pongono il problema, e dicono a Gesù: 'Congeda la folla' perché vada nei villaggi vicini per trovare da mangiare. Gesù invece dice: 'Voi stessi date loro da mangiare'. I discepoli rimangono sconcertati, e rispondono: 'Non abbiamo che cinque pani e due pesci', come dire: appena il necessario per noi".

"Gesù sa bene che cosa fare, ma vuole coinvolgere i suoi discepoli, vuole educarli. Quello dei discepoli è l’atteggiamento umano, che cerca la soluzione più realistica, che non crei troppi problemi: Congeda la folla - dicono -, ciascuno si arrangi come può, del resto hai fatto già tanto per loro: hai predicato, hai guarito i malati… Congeda la folla! L’atteggiamento di Gesù è nettamente diverso, ed è dettato dalla sua unione con il Padre e dalla compassione per la gente, quella pietà di Gesù verso tutti noi: Gesù sente i nostri problemi, sente le nostre debolezze, sente i nostri bisogni. Di fronte a quei cinque pani, Gesù pensa: ecco la provvidenza! Da questo poco, Dio può tirar fuori il necessario per tutti. Gesù si fida totalmente del Padre celeste, sa che a Lui tutto è possibile. Perciò dice ai discepoli di far sedere la gente a gruppi di cinquanta – non è casuale questo, perché questo significa che non sono più una folla, ma diventano comunità, nutrite dal pane di Dio. Poi prende quei pani e i pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione – è chiaro il riferimento all’Eucaristia –, poi li spezza e comincia a darli ai discepoli, e i discepoli li distribuiscono… e i pani e i pesci non finiscono, non finiscono! Ecco il miracolo: più che una moltiplicazione è una condivisione, animata dalla fede e dalla preghiera. Mangiarono tutti e ne avanzò: è il segno di Gesù, pane di Dio per l’umanità".

"I discepoli - ha fatto notare il Papa - videro, ma non colsero bene il messaggio. Furono presi, come la folla, dall’entusiasmo del successo. Ancora una volta seguirono la logica umana e non quella di Dio, che è quella del servizio, dell’amore, della fede. La festa del Corpus Domini ci chiede di convertirci alla fede nella Provvidenza, di saper condividere il poco che siamo e che abbiamo, e non chiuderci mai in noi stessi. Chiediamo alla nostra Madre Maria di aiutarci in questa conversione, per seguire veramente di più quel Gesù che adoriamo nell’Eucaristia. Così sia".


PAPA FRANCESCO CHIEDE LIBERAZIONE PERSONE RAPITE IN SIRIA, RICORDA I SEGNI DI SPERANZA IN AMERICA LATINA E PREGA PER LE VITTIME DELLA GUERRA

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha espresso viva preoccupazione per il persistere del conflitto che ormai da più di due anni "infiamma la Siria e colpisce specialmente la popolazione inerme, che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione".

"Questa tormentata situazione di guerra - ha ribadito il Santo Padre - porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona. Nel deplorare questi fatti, desidero assicurare la mia preghiera e la mia solidarietà per le persone rapite e per i loro familiari, e faccio appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime".

"Nel mondo ci sono tante situazioni di conflitto, ma ci sono anche tanti segni di speranza. - ha notato il Santo Padre - Vorrei incoraggiare i recenti passi compiuti in vari Paesi dell’America Latina verso la riconciliazione e la pace. Accompagniamoli con la nostra preghiera".

"Questa mattina - ha ricordato infine il Papa - ho celebrato la Santa Messa con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia. 'Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace'. Chiedo una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari" - ha esclamato il Pontefice - "Facciamo insieme, adesso, in silenzio, nel nostro cuore - tutti insieme - una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari. In silenzio".


IL PAPA: PREGHIAMO PER LE VITTIME DI QUELLA PAZZIA CHE È LA GUERRA

Città del Vaticano, 2 giugno 2013 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, nella Cappella della Casa Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha celebrato una Santa Messa con i parenti, soprattutto i genitori dei militari italiani caduti nelle missioni di pace degli ultimi anni - in particolare in Afghanistan e con alcuni militari feriti nel corso delle stesse missioni, accompagnati anch’essi dai loro cari. Il gruppo era guidato dal Vescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario militare per l'Italia che ha concelebrato con il Santo Padre.

I parenti dei caduti erano 55, in memoria di 24 militari e i feriti 13. Nel corso della celebrazione si è pregato per tutti i caduti e feriti per la causa della pace. Il giorno scelto per questo incontro è stato domenica 2 giugno, perché in Italia si celebra la Festa Nazionale e in essa il Paese - come ha ricordato Mons. Pelvi nel breve saluto rivolto al Santo Padre all’inizio della celebrazione - "con diverse manifestazioni esprime un debito di amore verso la famiglia militare".

Nell'omelia il Papa ha commentato l'episodio del Vangelo che narra del centurione che chiede la guarigione del suo servo. "Il nostro Dio - ha detto il Papa - sente la preghiera di tutti, tutti non come se fossero 'anonimi' ma la preghiera 'di tutti e di ciascuno'. (...) Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per le vittime di quella pazzia che è la guerra! È il suicidio dell'umanità, perché uccide il cuore, uccide proprio dov'è il messaggio del Signore: uccide l'amore! Perché la guerra viene dall'odio, dall'invidia, dalla voglia di potere, anche - tante volte lo vediamo - da quell'affanno di più potere".

"Tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche, i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra" - ha proseguito il Santo Padre - "Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell'odio, all'idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l'amore. Mi viene in mente quella parola del nostro Padre Dio a Caino che, per invidia, aveva ucciso suo fratello: 'Caino, dov'è tuo fratello?'. Oggi possiamo sentire questa voce: è il nostro Padre Dio che piange, che piange per questa nostra pazzia, che ci dice a tutti noi 'Dov'è tuo fratello?'; che dice a tutti i potenti della Terra: 'Dov'è vostro fratello? Cosa avete fatto!".

Il Papa ha esortato a pregare il Signore perché "allontani da noi ogni male", ripetendo questa preghiera "anche con le lacrime, con quelle lacrime del cuore". "'Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia di noi, perché siamo tristi, siamo angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena e perdona tutti i peccati', perché dietro una guerra sempre ci sono i peccati: c'è il peccato dell'idolatria, il peccato di sfruttare gli uomini nell'altare del potere, sacrificarli. 'Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia, perché siamo tristi e angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena'. Siamo sicuri che il Signore ci ascolterà e farà qualche cosa per darci lo spirito di consolazione. Così sia".

Al termine della Messa è stata recitata la "Preghiera per l'Italia", composta dal Beato Papa Giovanni Paolo II nel 1994. Successivamente il Papa, come di solito, ha salutato singolarmente tutti i presenti, con grande cordialità e affetto. La comunità ecclesiale dell'Ordinariato militare ha donato al Papa un'opera di artigianato napoletano in terracotta che rappresenta San Giuseppe lavoratore che mostra gli strumenti da falegname al piccolo Gesù, il quale sorregge una cesta dove sono contenuti gli oggetti simbolo della crocifissione: chiodi, martello e tenaglia.

UDIENZA AL PRESIDENTE DELL'URUGUAY

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Nella mattinata di oggi, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Signor José Alberto Mujica Cordano, Presidente della Repubblica Orientale dell’Uruguay, il quale, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

I cordiali colloqui hanno permesso uno scambio di informazioni e di riflessioni sulla situazione socio-politica del Paese e sul suo ruolo nella Regione. In tale prospettiva sono stati affrontati temi di comune interesse, come lo sviluppo integrale della persona, il rispetto dei diritti umani, la giustizia e la pace sociale. Non si è mancato di rilevare il contributo apportato dalla Chiesa cattolica al dibattito pubblico su tali questioni, nonché alla pace internazionale, come pure il suo servizio all’intera società, specialmente nell’ambito assistenziale ed educativo.

CARDINALE CORDES INVIATO SPECIALE CHISUURA CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE DELLA GERMANIA

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 8 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum", Suo Inviato Speciale alla celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale della Germania, che avrà luogo a Köln il 9 giugno 2013.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Monsignor Winfried Haunerland, Docente di Liturgia presso l’Università di München e da Don Stefan Rau, Parroco di St.Josef a Münster.

PAPA FRANCESCO: UDIAMO LE PAROLE DI DIO MA NON LO ASCOLTIAMO REALMENTE

Città del Vaticano, 1 Giugno 2013(VIS). Ieri sera, in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha partecipato alla recita del Santo Rosario a conclusione del mese mariano. L'incontro di preghiera è stato presieduto dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro. Al termine, prima di impartire la benedizione ai numerosi fedeli presenti, il Santo Padre, nel ricordare la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria alla parente Elisabetta, ha presentato una meditazione dedicata al mistero di come Maria affronta il cammino della sua vita, con grande realismo, umanità e concretezza.

"Tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria: ascolto, decisione, azione. Parole - ha detto il Santo Padre - che indicano una strada anche per noi di fronte a ciò che ci chiede il Signore nella vita".

"Maria sa ascoltare Dio. Attenzione: non è un semplice 'udire', un udire superficiale, ma è l’'ascolto' fatto di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è il modo distratto con cui a volte noi ci mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le parole, ma non ascoltiamo veramente. Maria è attenta a Dio, ascolta Dio".

"Ma Maria - ha proseguito Papa Francesco - ascolta anche i fatti, legge cioè gli eventi della sua vita, è attenta alla realtà concreta e non si ferma alla superficie, ma va nel profondo, per coglierne il significato (...). Questo vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio che ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana, attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore è alla porta della nostra vita e bussa in molti modi, pone segni nel nostro cammino; a noi dà la capacità di vederli".

"La seconda parola: decisione. (...) Maria non si lascia trascinare dagli eventi, non evita la fatica della decisione. Nella vita è difficile prendere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano al nostro posto, spesso preferiamo lasciarci trascinare dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio o ci pare troppo difficile perché vuol dire andare controcorrente. (...) Maria va controcorrente; si pone in ascolto di Dio, riflette e cerca di comprendere la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio".

"La terza parola: azione. Maria (...) nonostante le difficoltà, le critiche che avrà ricevuto per la sua decisione di partire, non si ferma davanti a niente. (...) Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta, non si lascia prendere dal momento, non si lascia trascinare dagli eventi. Ma quando ha chiaro che cosa Dio le chiede, ciò che deve fare, non indugia, non ritarda, ma va 'in fretta'.

"A volte - ha detto infine il Pontefice - anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su ciò che dovremmo fare, forse abbiamo anche chiara la decisione che dobbiamo prendere, ma non facciamo il passaggio all’azione. E soprattutto non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci 'in fretta' verso gli altri per portare loro il nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità".


"GESÙ VUOLE LORO TANTO BENE"

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha incontrato ventidue bambini del Reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, accompagnati dai genitori, da rappresentanti del personale del Gemelli, da volontari dell'Unitalsi, dalle religiose e dai sacerdoti che li accompagnano in pellegrinaggio a Lourdes e a Loreto.

In occasione di un pellegrinaggio a Lourdes i bambini del gruppo avevano inviato al Papa i loro disegni della Grotta di Lourdes, accompagnandoli con una lettera in cui avevano offerto al Papa di venire a pregare con lui.

L’incontro si è svolto in un clima di preghiera e di grande commozione, ma anche di gioia, come ogni volta che i bimbi sono protagonisti.

Dopo il segno della croce, il saluto di pace del Papa e la recita del Padre Nostro, una bimba ha rivolto al Papa alcune parole di saluto chiedendogli di pregare per tutti i bambini malati del mondo e di benedire i loro genitori. È stata cantata da tutti insieme la “Ave Maria di Lourdes". Il Papa ha rivolto ai bambini e ai presenti alcune parole in forma di dialogo con i piccoli, ascoltando le loro domande e ricevendo piccoli doni, e invitandoli a sentire sempre la presenza di Gesù vicino a loro, “perché Gesù vuole loro tanto bene”.

Dopo un’Ave Maria recitata insieme, il Papa ha impartito la benedizione, che è “come un abbraccio di Dio”. Infine – come suo solito – ha salutato con grande affetto singolarmente tutti i presenti, ogni bambino con i suoi genitori.


UDIENZE

Città del Vaticano, 3 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Jorge Carlos Fonseca, Presidente della Repubblica di Capo Verde, e seguito.

- Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni, e seguito.

- Il Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore.

Sabato 1° giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor José Mujica Cordano, Presidente dell'Uruguay e Seguito.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 1 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

- Il Reverendo Michele Fiorentino, Difensore del Vincolo del Tribunale della Rota Romana, finora Addetto di Segreteria presso la Prefettura della Casa Pontificia.

- Il Padre Donald Kos, O.F.M.Conv., Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Monsignore Antonio Nicolai, Giudice del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Padre Luigi Sabbarese, C.S., Promotore di Giustizia "ad interim" e Difensore del Vincolo del Tribunale Ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Monsignore Vittorio Gepponi, Vicario Giudiziale del Tribunale di Appello costituito presso il Vicariato di Roma.

- Il Monsignore Slawomir Oder, Vicario Giudiziale o Officiale del Tribunale Ordinario esistente presso il Vicariato di Roma.

- Il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del VI centenario dell’evangelizzazione della "Samorgizia" (regione occidentale della Lituania), che avrà luogo, in concomitanza con un Congresso Eucaristico a Telšiai, dal 2 al 4 agosto 2013.





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