Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

giovedì 4 ottobre 2012

IL PAPA A LORETO: È LA FEDE CHE CI DÀ UNA CASA IN QUESTO MONDO

Città del Vaticano, 4 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una Visita pastorale a Loreto, per affidare alla Vergine Maria, venerata nel famoso Santuario - due imminenti avvenimenti: l'apertura dell'Anno della Fede (11 ottobre) e l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione (7 ottobre). Il Papa ha voluto inoltre ricordare il suo Predecessore, il Beato Giovanni XXIII che cinquanta anni fa si recò a Loreto per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II che si sarebbe inaugurato una settimana dopo.

Il Santuario di Loreto, luogo di pellegrinaggio fin dal secolo XIV, custodisce la Casa in muratura dove la Madonna visse a Nazareth. La Santa Casa, secondo la versione antica, di segno devozionale e popolare, fu trasportata dagli angeli da Nazaret a Loreto nel 1294, poco dopo l'espulsione definitiva dei Crociati dalla Palestina. Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli che regnava sulla regione dell'Epiro. L'assistenza divina in questo viaggio è simboleggiata dagli Angeli. La Casa è il luogo dove Maria è nata, è stata fidanzata con Giuseppe, ha ricevuto l'annuncio dell'Angelo Gabriele e ha concepito nel proprio grembo il Figlio di Dio. Essa fa memoria pertanto del Mistero dell'Incarnazione.

A Nazaret la dimora di Maria era costituita di due parti: una grotta, tuttora custodita a Nazaret nella Basilica dell'Annunciazione e una Casa antistante, di tre pareti in pietra. I raffronti tecnici della Santa Casa con la Grotta di Nazaret hanno messo in luce la coesistenza e la contiguità delle due parti. A conferma della tradizione è di grande importanza un recente studio sul modo in cui sono lavorate le pietre, cioè secondo l'uso dei Nabatei, diffuso nella Galilea di Gesù. Quando le tre pareti della Casa della Madonna arrivarono a Loreto furono appoggiate su una pubblica strada, senza fondamenta proprie. Essa fu subito oggetto di una straordinaria cura conservativa che si addice solo a una preziosa reliquia.

Benedetto XVI, partito dall'eliporto vaticano alle 9:00, alle 10:00 è giunto a Loreto, accolto ricevuto dalle autorità religiose e civili della Regione. Successivamente Benedetto XVI si è recato al Santuario Lauretano, nella Piazza della Madonna dove ha salutato la Comunità dei Cappuccini del Santuario. Nella Santa Casa il Papa ha sostato alcuni minuti in adorazione davanti al Santissimo Sacramento ed ha pregato la Vergine di Loreto.

Alle 10:30, nella Piazza della Madonna, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa ed ha tenuto l'omelia della quale riportiamo ampi estratti.

"Il 4 ottobre del 1962, il Beato Giovanni XXIII venne in pellegrinaggio a questo Santuario per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II, che si sarebbe inaugurato una settimana dopo. (...) A distanza di cinquant’anni, dopo essere stato chiamato dalla divina Provvidenza a succedere sulla cattedra di Pietro a quel Papa indimenticabile, anch’io sono venuto qui pellegrino per affidare alla Madre di Dio due importanti iniziative ecclesiali: l’Anno della fede, che avrà inizio tra una settimana, l’11 ottobre, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, da me convocata nel mese di ottobre sul tema 'La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana'".
"Come ricordavo nella Lettera Apostolica di indizione, attraverso l’Anno della fede 'intendo invitare i Confratelli Vescovi di tutto l’orbe perché si uniscano al Successore di Pietro, nel tempo di grazia spirituale che il Signore ci offre, per fare memoria del dono prezioso della fede'. E proprio qui a Loreto abbiamo l’opportunità di metterci alla scuola di Maria, di lei che è stata proclamata 'beata' perché 'ha creduto'. (...) Maria ha offerto la propria carne, ha messo tutta se stessa a disposizione della volontà di Dio, diventando 'luogo' della sua presenza, 'luogo' in cui dimora il Figlio di Dio. (...) La volontà di Maria coincide con la volontà del Figlio nell’unico progetto di amore del Padre e in lei si uniscono cielo e terra, Dio creatore e la sua creatura. Dio diventa uomo, Maria si fa 'casa vivente' del Signore, tempio dove abita l’Altissimo".

"Il Beato Giovanni XXIII cinquant’anni fa, qui a Loreto, invitava a contemplare questo mistero (...) e continuava affermando che lo stesso Concilio aveva come scopo di estendere sempre più il raggio benefico dell’Incarnazione e Redenzione di Cristo in tutte le forme della vita sociale. È’ un invito che risuona oggi con particolare forza. Nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere. Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna".

"Ma il dimorare del Figlio di Dio nella 'casa vivente', nel tempio, che è Maria, ci porta ad un altro pensiero: dove abita Dio, dobbiamo riconoscere che tutti siamo 'a casa'; dove abita Cristo, i suoi fratelli e le sue sorelle non sono più stranieri. (...) È la fede, allora, che ci dà una casa in questo mondo, che ci riunisce in un’unica famiglia e che ci rende tutti fratelli e sorelle. Contemplando Maria, dobbiamo domandarci se anche noi vogliamo essere aperti al Signore, (...) oppure se abbiamo paura che la presenza del Signore possa essere un limite alla nostra libertà, e se vogliamo riservarci una parte della nostra vita, in modo che possa appartenere soltanto a noi. Ma è proprio Dio che libera la nostra libertà, la libera dalla chiusura in se stessa, dalla sete di potere, di possesso, di dominio, e la rende capace di aprirsi alla dimensione che la realizza in senso pieno: quella del dono di sé, dell’amore, che si fa servizio e condivisione".

"La fede ci fa abitare, dimorare, ma ci fa anche camminare nella via della vita. Anche a questo proposito, la Santa Casa di Loreto conserva un insegnamento importante. Come sappiamo, essa fu collocata sopra una strada. La cosa potrebbe apparire piuttosto strana: dal nostro punto di vista, infatti, la casa e la strada sembrano escludersi. In realtà, proprio in questo particolare aspetto, è custodito un messaggio singolare di questa Casa. Essa non è una casa privata, non appartiene a una persona o a una famiglia, ma è un’abitazione aperta a tutti, che sta, per così dire, sulla strada di tutti noi. Allora, qui a Loreto, troviamo una casa che ci fa rimanere, abitare, e che nello stesso tempo ci fa camminare, ci ricorda che siamo tutti pellegrini, che dobbiamo essere sempre in cammino verso un’altra abitazione, verso la casa definitiva, verso la Città eterna, la dimora di Dio con l’umanità redenta".

"C’è ancora un punto importante del racconto evangelico dell’Annunciazione che vorrei sottolineare, un aspetto che non finisce mai di stupirci: Dio domanda il 'sì' dell’uomo, ha creato un interlocutore libero, chiede che la sua creatura Gli risponda con piena libertà. (...) Dio chiede la libera adesione di Maria per diventare uomo. Certo, il 'sì' della Vergine è frutto della Grazia divina. Ma la grazia non elimina la libertà, al contrario, la crea e la sostiene. La fede non toglie nulla alla creatura umana, ma ne permette la piena e definitiva realizzazione".

"In questo pellegrinaggio che ripercorre quello del Beato Giovanni XXIII - e che avviene, provvidenzialmente, nel giorno in cui si fa memoria di san Francesco di Assisi, vero 'Vangelo vivente' - vorrei affidare alla Santissima Madre di Dio tutte le difficoltà che vive il nostro mondo alla ricerca di serenità e di pace (...) Vorrei affidare (...) anche questo speciale tempo di grazia per la Chiesa, che si apre davanti a noi. Tu, Madre del 'sì', che hai ascoltato Gesù, parlaci di Lui, raccontaci il tuo cammino per seguirlo sulla via della fede, aiutaci ad annunciarlo perché ogni uomo possa accoglierlo e diventare dimora di Dio".

Al termine della celebrazione eucaristica il Papa ha consumato il pranzo al Centro Giovanni Paolo II. Alle 17:00 il Santo Padre ripartirà alla volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 18:00.

mercoledì 3 ottobre 2012

NELLA LITURGIA LA CHIESA SI RENDE PIENAMENTE VISIBILE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Lo spazio che occupa la preghiera liturgica, sopratutto la Santa Messa, nella vita del cristiano, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

La preghiera, ha spiegato il Papa "è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. Quindi la vita di preghiera consiste nell’essere abitualmente alla presenza di Dio e averne coscienza (...) Questa comunione di vita con Dio, (...) è possibile perché per mezzo del Battesimo siamo stati inseriti in Cristo", giacché "solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli".

La preghiera cristiana consiste "nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo". "Cristo lo scopriamo - ha proseguito il Pontefice - lo conosciamo come Persona vivente, nella Chiesa. Essa è il 'suo' Corpo (...) Il legame inscindibile tra Cristo e la Chiesa, attraverso la forza unificante dell’amore, non annulla il 'tu' e l’'io', bensì li innalza alla loro unità più profonda. (...) Pregare significa elevarsi all’altezza di Dio, mediante una necessaria graduale trasformazione del nostro essere".

"Partecipando alla liturgia, facciamo nostra la lingua della madre Chiesa, apprendiamo a parlare in essa e per essa. Naturalmente questo avviene in modo graduale, poco a poco. Devo immergermi progressivamente nelle parole della Chiesa, con la mia preghiera, con la mia vita, con la mia sofferenza, con la mia gioia, con il mio pensiero. È un cammino che ci trasforma".

La questione di come pregare si risolve guardando al Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato. "Noi vediamo che la prima parola è 'Padre' e la seconda è 'nostro'. La risposta, quindi, è chiara: apprendo a pregare, alimento la mia preghiera, rivolgendomi a Dio come Padre e pregando-con-altri, pregando con la Chiesa, accettando il dono delle sue parole, che mi diventano poco a poco familiari e ricche di senso. Il dialogo che Dio stabilisce con ciascuno di noi, e noi con Lui, nella preghiera include sempre un 'con'; non si può pregare Dio in modo individualista. Nella preghiera liturgica, soprattutto l’Eucaristia (...) in ogni preghiera, non parliamo solo come singole persone, bensì entriamo nel 'noi' della Chiesa che prega".

La liturgia "non è una specie di 'auto-manifestazione' di una comunità (...) è (...)l'entrare nella grande comunità vivente, nella quale Dio stesso ci nutre. La liturgia implica universalità" ed "è importante che ogni cristiano si senta e sia realmente inserito in questo 'noi' universale, che fornisce il fondamento e il rifugio all'io, nel Corpo di Cristo che è la Chiesa".

Per questo dobbiamo accettare la logica dell'incarnazione di Dio che "si è fatto vicino, presente, entrando nella storia e nella natura umana (...) E questa presenza continua nella Chiesa, suo Corpo. La liturgia allora non è il ricordo di eventi passati, ma è la presenza viva del Mistero Pasquale di Cristo che trascende e unisce i tempi e gli spazi".

"Non è il singolo - sacerdote o fedele - o il gruppo che celebra la liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, che ha la sua storia, la sua ricca tradizione e la sua creatività. Questa universalità ed apertura fondamentale, che è propria di tutta la liturgia, è una delle ragioni per cui essa non può essere ideata o modificata dalla singola comunità o dagli esperti, ma deve essere fedele alle forme della Chiesa universale".

La Chiesa - ha concluso il Papa - si rende visibile nella liturgia: "essa è l’atto nel quale crediamo che Dio entra nella nostra realtà e noi lo possiamo incontrare, lo possiamo toccare. È l’atto nel quale (...): Egli viene a noi, e noi siamo illuminati da Lui".


IL PAPA CHIEDE PREGHIERE PER L'ANNO DELLA FEDE ED IL SINODO

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricordato che domani si recherà in visita al Santuario di Loreto (Italia), "nel 50° anniversario del celebre pellegrinaggio del Beato Papa Giovanni XXIII in quella località mariana, avvenuto una settimana prima dell’apertura del Concilio Vaticano II".

"Vi chiedo - ha detto il Papa - di unirvi alla mia preghiera nel raccomandare alla Madre di Dio i principali eventi ecclesiali che ci apprestiamo a vivere. L’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione. Possa la Vergine Santa accompagnare la Chiesa nella sua missione di annunciare il Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di ottobre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Per lo sviluppo e il progresso della Nuova Evangelizzazione nei Paesi di antica cristianità".

Missionaria: "Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale sia l'occasione di un rinnovato impegno di evangelizzazione".


POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato le Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Lunedì 8 ottobre 2012, alle ore 18:00, Sua Beatitudine il Cardinale Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras si Alba Iulia dei Romeni, prenderà possesso del Titolo di Sant'Atanasio, Via del Babuino, 149.

- Domenica 14 ottobre, alle ore 16:00, il Cardinale Sua Beatitudine Goerge Alencherry, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam Angamaly dei Siro-Malabaresi, prenderà possesso del Titolo di San Bernardo alle Terme, Via Torino, 94.

Sabato 20 ottobre, alle ore 18:30, il Cardinale Julien Ries, prenderà possesso della Diaconia di Sant'Antonio di Padova a Circonvallazione Appia, Circonvallazione Appia, 150.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey (superficie: 17.886; popolazione: 7.327.000; cattolici: 5.862.000; sacerdoti: 549; religiosi: 1.109), Messico. È stato finora Arcivescovo di Tuxtla Gutiérrez (Messico).

- Il Vescovo Francisco Carlos Bach, Vescovo di São José dos Pinhais (superficie: 7.172; popolazione: 741.000; cattolici: 529.000; sacerdoti: 65; religiosi: 170; diaconi permanenti: 33), Brasile. È stato finora Vescovo di Toledo (Brasile).


martedì 2 ottobre 2012

CONCILIO VATICANO II: RIPARTIRE DAGLI ARCHIVI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Convegno Internazionale di Studi sul Concilio Ecumenico Vaticano II alla luce degli archivi dei Padri Conciliari nel 50° anniversario di apertura (1962-2012), promosso dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in collaborazione con il Centro di Studi e Ricerche "Concilio Vaticano II" della Pontificia Università Lateranense. Il Convegno si terrà dal 3 al 5 ottobre.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e il Professor Philippe Chenaux, Direttore del Centro di Studi e Ricerche "Concilio Vaticano II" della Pontificia Università Lateranense e Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

Il Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche ha affermato che in vista dell'anniversario del Concilio Vaticano II, è stata avviata "una vasta inchiesta su tutti i continenti, allo scopo di promuovere una ricerca originale e scientificamente valida, per favorire lo studio e una sempre più profonda comprensione del Concilio Vaticano II", un evento "che ha così profondamente segnato la vita della Chiesa in questo ultimo mezzo secolo".

"Seguendo la linea indicata dal Beato Papa Giovanni XXIII nel suo discorso di apertura del Concilio - ha detto Padre Ardura - occorre svolgere un accurato studio storico di tutto il materiale archivistico a nostra disposizione, per non diventare persone che si comportino, diceva il Papa, 'come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita'. La consultazione e la pubblicazione di alcuni Diari e Memorie, corrispondenze di personaggi rilevanti che presero parte al Concilio Vaticano II hanno già contribuito all’elaborazione dell’ermeneutica del Concilio". Una "'ermeneutica della riforma nella continuità', indicata da Benedetto XVI come la via dell’autentica interpretazione ecclesiale".

"In questa prospettiva - ha proseguito il Padre Ardura - abbiamo proposto di iniziare una ricerca sugli archivi privati dei Padri conciliari, allo scopo di identificare ed inventariare i documenti da loro prodotti: diari, appunti vari sulle riunioni delle commissioni, e così via (...) tutti i documenti in grado di aiutarci a capire come i Padri conciliari hanno vissuto il grande evento del concilio, come lo hanno capito, come hanno reagito di fronte alle varie opinioni manifestatesi nell'aula conciliare".

L'attuale Convegno è il primo degli eventi sul Concilio Vaticano II e rappresenta il primo passo per far conoscere "lo stato della ricerca in atto" e per "segnalare, ad esempio, le difficoltà incontrate nella ricerca degli archivi", giacché i Padri conciliari "provenienti dall'Europa furono 2090, mentre furono soltanto 408 quelli provenienti dall'Asia, 351 quelli dall'Africa e 74 quelli dall'Oceania. Un gran numero di questi Vescovi provenienti dai "territori di missione" apparteneva a istituti missionari, per cui dei documenti ad essi correlati si trovano nei conventi. Inoltre "Il culto degli archivi sviluppatosi in Europa e in America, non è ugualmente diffuso in Asia e Africa, sebbene l'archivio della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli offra la possibilità di colmare, almeno in parte queste lacune.

"È intenzione del Pontificio Comitato promuovere, alla luce del Magistero del Santo Padre e secondo una schietta metodologia storico-critica, aliena da qualsivoglia ispirazione ideologica, una ponderata e scientificamente fondata rilettura storiografica di quello che fu innegabilmente il 'grande evento' del Concilio Vaticano II".

Il Convegno si aprirà con un documentario realizzato dalla Filmoteca Vaticana ed una conferenza a due voci. Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, ripercorrerà l'arco di tempo tra l'annuncio del Concilio e la sua apertura "perché il periodo di preparazione dell'evento offre molte chiavi per capire l'insieme del concilio". Il Professor Philippe Levillain offrirà una riflessione sulla storiografia di fronte all'evento del concilio. Al fine di ricordare la dimensione ecumenica "fortemente sottolineata" dal Beato Papa Giovanni XXIII; interverranno anche un rappresentante del Patriarcato di Mosca ed un rappresentante del protestantesimo che gestisce l'archivio personale del grande teologo riformato Oscar Cullmann.

I risultati della ricerca di questi anni e dei lavori del Convegno sarà un primo Repertorio degli Archivi dei Padri conciliari, di cui si provvederà al riversamento in un data base on-line sul sito web del Pontificio Comitato, con accesso gratuito.

Il Professor Chenaux ha spiegato che: "Questo tentativo di storicizzare il Concilio Vaticano II non implicava soltanto un lavoro di ricerca a livello di fonti (...) ma anche un lavoro di interpretazione, la cosiddetta 'ermeneutica' conciliare. In altre parole gli storici che hanno ideato questo progetto di storia del Vaticano II hanno 'pensato' il concilio, da cui sono emersi due criteri di interpretazione che hanno guidato il loro lavoro: il concilio come 'evento' e il concilio come 'rottura'".

"La posta in gioco fondamentale che si pone agli storici del concilio è dunque: come riconciliare queste due letture contrapposte dell’evento conciliare e delle sue decisioni? Non si tratta di scrivere una 'contro-storia' del concilio Vaticano II, quanto piuttosto, più modestamente, di riprendere l’indagine storica sulla base di una documentazione la più larga possibile e senza a priori di tipo ideologico, evitando di strumentalizzare la storia del concilio per fini estranei alla storia stessa, per arrivare ad una comprensione più equilibrata e più condivisa dell’evento e delle sue decisioni. “Ripartire dagli archivi” tale è la scommessa che sta alla base del grande progetto di ricerca sugli archivi dei padri conciliari".

RISPETTO MECCANISMI GIURIDICI NAZIONI UNITE

Città del Vaticano, 2 ottobre 2012 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto ieri alla 67ma Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, sul tema: "Realizzare attraverso mezzi pacifici l’aggiustamento o la risoluzione di dispute o di situazioni di carattere internazionale".

Nel suo discorso il Capo della Delegazione della Santa Sede ha sottolineato che: "La perdita di fiducia nel valore del dialogo, la tentazione di favorire a priori una delle parti in causa nei conflitti regionali e nazionali, mettono a rischio il rispetto dei meccanismi giuridici delle Nazioni Unite. Invece, la preminenza dei valori affermati dalla Carta dovrebbe portare all’adozione di tutti i mezzi possibili per assicurare la protezione dei più vulnerabili, promuovere il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti dell’uomo, come pure la salvaguardia degli equilibri culturali e religiosi multisecolari".

"L’urgenza della situazione appare in maniera ancora più evidente al riguardo degli avvenimenti in corso in Medio Oriente e, in particolare, in Siria. Non è possibile una soluzione fuori del rispetto delle regole del diritto internazionale e del diritto umanitario, come pure dell’attuazione dei meccanismi stabiliti dalla Carta delle Nazioni Unite. Tutte le istanze interessate dovrebbero non soltanto facilitare la missione dell’Inviato speciale dell’ONU e della Lega araba, ma anche assicurare l’assistenza umanitaria alle popolazioni angosciate. La comunità internazionale deve unire gli sforzi, perché tutte le parti coinvolte sostituiscano il ricorso alle armi con il negoziato, ed esigere il rispetto effettivo della libertà religiosa, dei diritti umani e di tutte le libertà fondamentali".

"Per di più, solo una Comunità internazionale fortemente ancorata sui valori autenticamente conformi alla dignità umana potrà avanzare soluzioni praticabili per i nuovi tipi di conflitti che vedono coinvolti gruppi transnazionali, che diffondono una ideologia egemonica pseudo-religiosa a dispetto dei diritti delle persone e della pace civile. Pensiamo all’instabilità e ai recenti attentati terroristici in certi Paesi dell’Africa e dell’Asia oppure alla collusione tra narcotraffico e terrorismo in altre regioni del mondo".

In tal senso, bisogna rifiutare i tentativi di concepire gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” e l’agenda per lo sviluppo dopo il 2015, nonché l’interpretazione dei trattati sui diritti umani, secondo una visione riduttrice e relativista dell’uomo, che, usando in modo abile espressioni ambigue, minaccia il diritto alla vita e tende alla decostruzione del modello della famiglia, fondata sull’unione di un uomo e una donna, orientata alla procreazione e all’educazione dei bambini. Tali tentativi rischiano, alla fine, di indebolire irrimediabilmente la credibilità e la legittimità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite quale strumento universale per una cooperazione e una pace durature.

"Risulta di primaria importanza dare uno sbocco effettivo al dibattito aperto circa la riforma e il miglioramento del funzionamento degli organi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, per ravvivare la sua capacità di prevedere i conflitti e di risolverli con mezzi pacifici".


lunedì 1 ottobre 2012

TESTIMONI NEL PROCESSO A CARICO DI GABRIELE E SCIARPELLETTI
Città del Vaticano, 1 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina è stato reso noto l'elenco dei testimoni chiamati a testimoniare nel processo a carico di Paolo Gabriele e Claudio Sciarpelletti, accusati rispettivamente di furto e favoreggiamento.

I testimoni del processo penale a carico di Claudio Sciarpelletti sono: Monsignor Carlo Maria Polvani; Signor William Kloter; il Signor Gianluca Gauzzi Broccoletti ed il Dottor Domenico Giani.

I testimoni del processo penale a carico di Paolo Gabriele sono: Signorina Cristina Cernetti; il Signor Giuseppe Pesce; il Monsignor George Gänswein; il Signor Costanzo Alessandrini; il Signor Luca Cintia; il Signor Stefano De Santis; il Signor Silvano Carli ed il Signor Luca Bassetti.

Nel contempo è stato precisato un punto rimasto aperto dopo il briefing del 27 settembre scorso. Non vi è un "Giudice relatore". Nel processo penale, a differenza di quello civile, non vi è normalmente una relazione sulla vicenda. I documenti già pubblicati il 13 agosto - Sentenza di rinvio a giudizio (e Requisitoria del Promotore di Giustizia che l'ha preceduta) - già descrivono dettagliatamente la vicenda.

I BENI MATERIALI DEVONO ESSERE USATI PER IL BENE COMUNE

Città del Vaticano, 30 settembre (VIS). Il Santo Padre si è affacciato questa mattina al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

Il Papa ha commentato il Vangelo di San Marco che narra di un tale che non era dei seguaci di Gesù e che aveva scacciato dei demoni nel suo nome. L'Apostolo Giovanni vorrebbe impedirglielo, ma Gesù non lo permette, anzi "prende spunto da quella occasione per insegnare ai suoi discepoli che Dio può operare cose buone e persino prodigiose anche al di fuori della loro cerchia, e che si può collaborare alla causa del Regno di Dio in diversi modi"

"Perciò, i membri della Chiesa - ha proseguito il Pontefice - "non devono provare gelosia, ma rallegrarsi se qualcuno esterno alla comunità opera il bene nel nome di Cristo, purché lo faccia con intenzione retta e con rispetto. Anche all’interno della Chiesa stessa, può capitare, a volte, che si faccia fatica a valorizzare e ad apprezzare, in uno spirito di profonda comunione, le cose buone compiute dalle varie realtà ecclesiali. Invece dobbiamo essere tutti e sempre capaci di apprezzarci e stimarci a vicenda, lodando il Signore per l’infinita ‘fantasia’ con cui opera nella Chiesa e nel mondo".

Successivamente Benedetto XVI ha commentato la lettera di Giacomo nella quale "risuona anche l’invettiva dell’apostolo (...) contro i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi (...) Le sue parole, mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli".


APPELLO PER LA PACE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Città del Vaticano, 30 settembre 2012 (VIS). "Seguo con affetto e preoccupazione le vicende della popolazione dell’Est della Repubblica Democratica del Congo, oggetto, in questi giorni, di attenzione anche da parte di una Riunione di alto livello, presso le Nazioni Unite" - ha detto il Papa dopo la recita dell'Angelus.- "Sono particolarmente vicino ai profughi, alle donne e ai bambini, che a causa dei persistenti scontri armati subiscono sofferenze, violenze e profondi disagi. Invoco Dio, perché si trovino vie pacifiche di dialogo e di protezione di tanti innocenti e affinché torni al più presto la pace, fondata sulla giustizia, e sia ripristinata la convivenza fraterna in quella popolazione così provata, come pure nell’intera Regione".

Successivamente in francese, Benedetto XVI ha ricordato che in questa periodo si riaprono le aule universitarie ed ha esortato i professori e gli educatori "nella loro alta missione al servizio della gioventù", auspicando che trasmettano agli studenti "il piacere di apprendere per avere una professione ed occupare il loro posto nella società. L'università può essere un luogo dove già si vive la fraternità. Un luogo dal quale Dio non può essere assente. Invito gli adulti ad educare in tutte le circostanze i più giovani alla stima reciproca, all'attenzione all'altro e alla ricerca di Dio".

IL PAPA PRENDE CONGEDO DALLE COMUNITÀ DI CASTEL GANDOLFO
Città del Vaticano, 29 settembre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di venerdì 28 settembre, Benedetto XVI ha preso congedo dal personale apostolico e delle Ville pontificie di Castel Gandolfo dove, come tutti gli anni, ha trascorso un periodo di riposo.

"Tutto passa in questo mondo! - ha esclamato il Santo Padre - Ogni cosa che inizia, anche la più positiva e più bella, porta poi con sé, inevitabilmente, la propria conclusione. Così è anche per il tempo sereno e tranquillo che ho trascorso qui con voi, nella bella cornice di Castel Gandolfo, dove, ancora una volta, ho potuto respirare un clima di famiglia e di viva cordialità. (...) Un caro saluto a tutti i dipendenti e alle loro famiglie".

"Il mese di settembre, che ormai sta alle nostre spalle, è sempre il tempo di un positivo rilancio, dopo le ferie estive: per i vostri bambini e ragazzi è ricominciata la scuola; per tutti voi è ripreso il lavoro più intenso ed assiduo. Anche nella Chiesa, per molte comunità cristiane sparse nel mondo, questo che Dio Padre ci dona è il tempo di un nuovo anno pastorale che inizia. Vediamo ormai vicini, poi, alcuni eventi molto significativi: penso alla mia imminente visita a Loreto, con la quale desidero ricordare il 50° anniversario del pellegrinaggio del Beato Giovanni XXIII, compiuto a quel Santuario mariano per affidare a Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II; penso al Sinodo dei Vescovi, che rifletterà sulla nuova evangelizzazione nell’oggi della Chiesa e del mondo; e infine - nel 50° dell’inizio del Concilio - all’apertura dell’Anno della fede, da me indetto per aiutare ogni uomo a spalancare il proprio cuore e la propria vita a Gesù Signore e alla Parola di salvezza".

Affido perciò alla vostra preghiera - ha concluso il Pontefice - questi importanti momenti ecclesiali che siamo chiamati a vivere. (...) La Vergine Maria, Madre della Chiesa e Madre nostra, che invocheremo fiduciosi nel prossimo mese di ottobre con la recita quotidiana del santo Rosario, vi protegga sempre e vi sostenga nel realizzare tutti i propositi di bene che portate nel cuore".

La mattina di sabato 29 settembre, il Santo Padre, nel salutare le comunità religiose e civili di Castel Gandolfo e i suoi rappresentanti, ha detto che il suo soggiorno estivo è stato occasione " di studio, preghiera e riposo" ed ha ricordato che in estate Castel Gandolfo "si conferma come una 'seconda sede' del Vescovo di Roma, che gareggia con la 'prima' nella capacità di accogliere i visitatori e pellegrini venuti a pregare per l'Angelus domenicale o per le Udienza Generali del mercoledì".

RETI SOCIALI: PORTE DI VERITÀ E DI FEDE; NUOVI SPAZI DI EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 29 settembre 2012 (VIS). Una tra le sfide più significative dell'evangelizzazione oggi è quella che emerge dall'ambiente digitale. Al fine di richiamare l'attenzione su tale sfida, il Papa Benedetto XVI, nel contesto dell'Anno della Fede, ha scelto quale tema della XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2013: "Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione", come annuncia un Comunicato delle Comunicazioni Sociali.

"Gli elementi di riflessione - si legge nel Comunicato - sono numerosi e importanti: in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede? Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come risposta a una perenne domanda umana di senso e di fede, che anche dalla rete emerge e nella rete si fa strada".

"Sarà anche questo il modo per umanizzare e rendere vivo e vitale un mondo digitale che impone oggi un atteggiamento più definito: non si tratta più di utilizzare internet come un "mezzo" di evangelizzazione ma di evangelizzare considerando che la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale".

È necessario tener conto, in particolare, dello sviluppo e della grande popolarità dei social network, che hanno consentito l’accentuazione di uno stile dialogico ed interattivo nella comunicazione e nella relazione".

"La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”, 1963), viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2013, il 12 maggio).

"Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio)".

PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO A PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 29 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, alle ore 9:30, presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, ha avuto inizio la prima udienza del processo penale a carico di Gabriele Paolo e Sciarpelletti Claudio, imputati rispettivamente di furto aggravato e di favoreggiamento.

Il collegio giudicante è composto dal Professor Giuseppe Dalla Torre, Presidente; dal Professor Avv. Paolo-Pelletier, Giudice e dal Professor Avv. Venerando Marano, Giudice.

Promotore di Giustizia è il Professor Avv. Nicola Picardi.

Gli avvocati difensori sono rispettivamente, per Paolo Gabriele l'Avv. Cristiana Arru, per Claudio Sciarpelletti l'Avv. Gianluca Benedetti.

L'imputato Gabriele è presente in aula, mentre l'imputato Sciarpelletti è rappresentato dal suo avvocato.

Il processo pubblico è seguito da un "pool" di giornalisti, fra i quali un inviato de "L'Osservatore Romano" ed uno di "Radio Vaticana", insieme ad altri otto giornalisti di media italiani e stranieri, che a turno assisteranno alle udienze. Radio Vaticana ha reso noto che al termine dell'udienza di sabato 29 settembre, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. ha avuto un breve incontro con la stampa durante il quale ha presentato una sintesi della giornata di oggi.

"Nella fase preliminare - ha detto Padre Lombardi - importante è stata la preoccupazione dell'avvocato difensore di Claudio Sciarpelletti, di separare il procedimento relativo alla sua difesa da quello relativo alla difesa di Paolo Gabriele, affermando che non è necessario discuterli insieme, ma che il secondo può essere discusso in un secondo tempo. La Camera di Consiglio ha accettato tale sollecitudine, per cui il procedimento di Sciarpelletti è separato è verrà trattato successivamente a quello di Paolo Gabriele.

"L'Avvocato difensore di Paolo Gabriele, Cristiana Arru, ha presentato una serie di eccezioni previe al procedimento, sia relative alla competenza del Tribunale, sia sulla documentazione e sulle prove finora presentate, chiedendo infine una ulteriore documentazione. Seguendo tale richiesta, la Corte - i tre giudici - si sono ritirati in camera di consiglio per circa un'ora e 20 minuti e dopo hanno annunciato la loro decisione. Come già detto, hanno accettato la separazione del procedimento di Sciarpelletti, destinandolo ad una fase successiva dopo quello di Gabriele e quindi hanno respinto alcune delle eccezioni e proposte dall'Avv. Arru relative alla competenza del tribunale, sulla validità del rinvio a giudizio e su altri elementi, mentre hanno accettato una serie di eccezioni formulate sull'acquisizione di altri atti a verbale; ad esempio, conversazioni effettuate in assenza degli avvocati difensori e di altri argomenti molto particolari".

"In conclusione, il Presidente ha annunciato la continuazione del processo. La prossima udienza, o per meglio dire, la continuazione della presente udienza, sarà alle 9:00 del 2 ottobre. In questa occasione per prima cosa è previsto l'interrogatorio e la testimonianza di Paolo Gabriele, perché l'imputato è il primo che ha la parola nel procedimento; successivamente è prevista la testimonianza degli altri testimoni. Il Presidente ha lasciato intendere che nel corso della prossima settimana sono possibili anche altre udienze ed ha accennato alla possibilità di tenere fino a quattro udienze. L'intendimento è quello di portare avanti con una certa celerità il procedimento. Previsioni precise sulla durata, sulla conclusione, non sono assolutamente pertinenti, perché evidentemente dipendono dall'andamento delle udienze.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 1° ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Erfurt (Germania), presentata dal Vescovo Joachim Wanke, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Passau (Germania), presentata dal Vescovo Wilhelm Schraml, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Gianpaolo Rizzotti, Capo Ufficio nella Congregazione delle Cause dei Santi, finora Officiale del medesimo Dicastero.

Sabato 29 settembre il Santo Padre:

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini; l'Arcivescovo Pedro Ricardo Barreto Jimeno, S.I., di Huancayo (Perú); il Vescovo Yves Boivineau, di Annecy (Francia); il Vescovo Michele Pennisi, di Piazza Armerina (Italia); il Vescovo Stephan Ackermann, di Trier (Repubblica Federale di Germania); il Reverendo Bonnie Mendes, Coordinatore Regionale della Caritas dell'Asia e Direttore Esecutivo della Società per lo Sviluppo Umano (Pakistan); il Dottor Rodrigo Guerra López, Direttore del Centro di Ricerca Sociale Avanzata - CISAV (Messico); il Dottor Fayez Georges Nahal, Direttore di Contabilità e Bilancio della Confederation of African Football - CAF (Egitto); il Dottor Juan Somavia, Direttore Generale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro - ILO presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra (Cile); la Dottoressa Hania M. Fedorowicz, Direttore della Formazione presso l'Istituto Europeo Community Based Conflict Resolution - CBCR in Salisburgo (Austria); Dottoressa Marie-Madeleine Kalala, Avvocato, Membro del Panel of the Wise dell'Unione Africana (Repubblica Democratica del Congo); la Professoressa Roza Pati, Docente di Diritto e Direttore Esecutivo del Corso di Laurea in Diritti Umani Interculturali presso la St. Thomas University School of Law di Miami (Stati Uniti d'America); la Dottoressa Elizabeth Joyce Villars, fondatrice dell'Azienda Camelot Ghana Ltd (Ghana).

- Ha nominato Consultori del medesimo Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace il Monsignor Peter Klasvogt, Direttore dell'Istituto di Studi Sociali Kommende di Dortmund (Repubblica Federale di Germania); il Monsignor Martin Schlag, Professore di Teologia Morale presso la Pontificia Università della Santa Croce (Stati Uniti d'America); il Monsignor Giovanni Manzone, Professore di Dottrina Sociale della Chiesa e Teologia Morale presso la Pontificia Università Lateranense (Italia); Don Paolo Carlotti, S.D.B, Professore di Teologia Morale presso la Pontificia Università Salesiana (Italia); il Dottor Lawrence Archibald Honny, Presidente della Commissione Giustizia e Pace dell'Arcidiocesi di Cape Coast (Ghana); il Professor Paul Murray, Direttore del Centro Studi Cattolici e Docente di Teologia Sistematica presso la Durham University (Gran Bretagna); il Professor Nicolas Michel, Docente di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Ginevra (Svizzera); il Professor Manfred Spieker, Docente di Scienze Sociali Cristiane presso l'Istituto di Teologia Cattolica dell'Università di Osnabrück (Repubblica Federale di Germania); il Professor Takaaki Pio Yasuoka, Presidente di International Life Commission (International Catholics Organisation of the Media - ICOM) (Giappone).

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti il Vescovo Alessandro Carmelo Ruffinoni, di Caxias do Sul (Brasile) ed il Vescovo Vjekoslav Huzjak, di Bjelovar-Križevci (Croazia).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti il Monsignore Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana ed il Monsignore Giacomo Martino, Coordinatore dell'Ufficio Migrantes dell'arcidiocesi di Genova.

- Ha nominato il Vescovo Franco Agostinelli, Vescovo di Prato (superficie: 290; popolazione: 206.800; cattolici: 191.000; sacerdoti: 145; religiosi: 284; diaconi permanenti: 19), Italia. Finora Vescovo di Grosseto (Italia), succede al Vescovo Gastone Simoni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Massimo Camisasca, F.S.C.B., Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla (superficie: 2.394; popolazione; 576.281; cattolici: 508.364; sacerdoti: 308; religiosi: 378; diaconi permanenti: 88), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Milano (Italia), nel 1946 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1975. Dal 1975 al 1976 è stato Direttore del Collegio S. Alessandro di Bergamo; dal 1976 al 1978 è stato Responsabile della pastorale scolastica della Diocesi di Bergamo; dal 1978 è divenuto uno dei responsabili di Comunione e Liberazione a Roma. Nel 1985 ha fondato la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, riconosciuta dal Vicariato di Roma nel 1985 e poi eretta in Società di Vita Apostolica Clericale di diritto diocesano nel 1989. Nel 1990 è nominato "Adiutor secretarii specialis" alla VIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi e nel 1994 Uditore alla IX Assemblea del medesimo Sinodo. Dal 1989 al 1995 ha occupato la cattedra di Gnoseologia e Metafisica presso l'Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia della P.U.L.; dal 1993 al 1996 è Vice Preside del medesimo Istituto. Finora Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, succede al Vescovo Adriano Caprioli, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Joseph E. Strickland, Vescovo di Tyler (superficie: 59.472; popolazione: 1.464.000; cattolici: 68.600; sacerdoti: 97; religiosi: 67; diaconi permanenti: 88), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Fredericksburg (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985; dal 1985 al 1987 è stato Vicario parrocchiale della "Immaculate Conception Parish" a Tyler; dal 1987 al 1989 è stato Direttore delle vocazioni sacerdotali; dal 1987 al 1992 è stato Notaio diocesano; nel 1988 è stato Cappellano diocesano per gli Scout; nel 1989 è stato Vicario parrocchiale della "Sacred Heart Parish" a Nacogdoches e della "Saint Jude Parish"a Henderson; dal 1989 al 1992 è stato Parroco della "Saint Michael Church" a Mount Pleasant; dal 1994 al 2010 è stato Rettore della "Immaculate Conception Cathedral; dal 1994 al 1995 è stato Difensore del Vincolo; dal 1995 al 2010 Vicario Giudiziale; dal 2000 al 2001 è stato Amministratore diocesano; dal 2010 al presente è stato Cappellano della "Bishop Gorman Middle and High School. Dal 2011 è stato Delegato dell'Amministratore Apostolico di Tyler.

venerdì 28 settembre 2012

MESSAGGIO DEL PAPA ALL'ASSEMBLEA PLENARIA DEL CCEE

Città del Vaticano, 28 settembre 2012 (VIS). L'Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali si riunisce a Sankt-Gallen (Svizzera), dal 27 al 30 settembre. L'assemblea coincide con il 1400° anniversario dell'arrivo nella città svizzera di San Gallo, discepolo e compatriota di San Colombano. In occasione dell'Assemblea, il Santo Padre - tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato - ha fatto pervenire un Messaggio al Cardinale Peter Erdö, Presidente del CCEE, nel quale ricorda che tale convergenza "invita a riflettere sul perenne compito dell'evangelizzazione e sulla sua rinnovata urgenza".

"L'esperienza di San Gallo, come quella di tanti altri protagonisti dell'evangelizzazione nelle terre europee e nel mondo intero, insegna che il Messaggio cristiano viene seminato e si radica efficacemente là dove è vissuto in modo autentico ed eloquente da una comunità, così che la predicazione sia sostenuta dalla testimonianza della carità fraterna e animata dalla preghiera comune".

"Pertanto, la memoria di San Gallo e della sua opera, alla vigilia dell'Assemblea sinodale sulla Nuova Evangelizzazione, sarà di stimolo alla Plenaria di codesto Consiglio per guardare con fede e speranza - con lo sguardo di Cristo Signore - alla grande 'messe' che sono i popoli dell'Europa, nella scia del Concilio Ecumenico Vaticano II e degli insegnamenti dei Sommi Pontefici che lo hanno attuato. In particolare, sarà opportuno riprendere la magistrale lezione del Servo di Dio Paolo VI nella 'Evangelii nuntiandi' e la consegna del Beato Giovanni Paolo II nella 'Novo millennio ineunte, naturalmente nella luce del Magistero del Santo Padre Benedetto XVI e nella prospettiva del prossimo Anno della fede", ha concluso il Cardinale.

CONFERITO PREMIO RATZINGER 2012 AL FILOSOFO RÉMI BRAGUE E AL PATROLOGO BRIAN E. DALEY

Città del Vaticano, 28 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del "Premio Ratzinger", istituito dalla "Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI", e che sarà conferito il 20 ottobre prossimo.

Nel corso della Conferenza stampa, il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, ha presentato i due premiati: il filosofo e storico francese Rémi Brague e il teologo e patrologo statunitense Brian Edward Daley, S .I.

Professore dal 1990 al 2010 all'Università della Sorbona, Rémi Brague ha attualmente la cattedra "Romano Guardini" di scienza e storia delle religioni e di Weltanschaung cristiana presso l'Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera. È stato inoltre "Visiting Professor" in varie università americane, spagnole e italiane. È membro dell'Institut de France, de l'Académie des Sciences Morales et Politiques. Gli è stato conferito il Grand prix de philosophie de l'Académie Française. Tra i suoi molti libri ricordiamo: "Europe, la voie romane"; "La Sagesse du monde. Historie de l'experience humaine de l'univers"; "Du Dieu des chrétiens et d'un ou deux autres"; "Les Ancres dans le ciel. L'infrastrucutre méthaphysique".

Rémi Brague, ha detto il Cardinale Ruini è "un filosofo vero e al contempo un grande storico del pensiero della cultura, che unisce alla forza speculativa e alla visione storica una fede cristiana e cattolica profonda ed esplicita".

Il Padre Brian Edward Daley è stato professore dal 1978 al 1996 di Teologia e Storia della Teologia presso la Weston School of Theology di Cambridge (Massachusetts) ed attualmente insegna alla University di Notre Dame. Ha lavorato molto in ambito ecumenico, specialmente per i rapporti tra cattolici e ortodossi; attualmente è Segretario esecutivo per parte cattolica dell'organismo consuntivo cattolico-ortodosso per il Nord America. È autore del volume "The hope of the Early Church: a Handbook of Patristic Eschatology". Ha contribuito al "Handbuch der Dogmengeschichte" e fra le altre pubblicazioni è autore di una antologia di testi di spiritualità dei gesuiti dal titolo: "Companions in the Mission of Jesus".

Brian E. Daley è "un grande storico della teologia patristica, ma anche un uomo impegnato con tutto se stesso nella vita e nella missione della Chiesa, che unisce esemplarmente il rigore scientifico alla passione per il Vangelo".

Benedetto XVI ha disposto che a partire dal 1° marzo 2010 sarà istituita questa Fondazione, rispondendo così al desiderio manifestato negli anni da molti studiosi. Una delle competenze del Comitato Scientifico è di stabilire i criteri di eccellenza mediante la creazione ed assegnazione dei premi a quanti si sono distinti con attività di pubblicazione e/o di ricerca scientifica.

"Scopo della fondazione - ha spiegato Monsignor Giuseppe Scotti, Presidente di questa istituzione - è quello di porre al centro della riflessione la questione di Dio. L'assegnazione del Premio Ratzinger vuol porre agli occhi dell'opinione pubblica 'la questione di Dio ed è una delle tre attività del lavoro ordinario della Fondazione. Le altre due sono, forse, meno evidenti e conosciute, ma altrettanto importanti sono la concessione di borse di studio a disposizione dei dottorandi di Teologia e l'organizzazione di Convegni di alto valore scientifico.

UDIENZE

Città del Vaticano, 28 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Zion Evrony, Ambasciatore di Israele in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).




giovedì 27 settembre 2012

LO SPORTIVO NON È SOLO UN SEMPLICE AGONISTA

Città del Vaticano, 27 settembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, i partecipanti al Congresso promosso, per la prima volta a Roma, dalla Federazione Internazionale di Medicina dello Sport (FIMS).

Al XXXII Congresso della FIMS partecipano convegnisti provenienti da centodiciassette paesi dei cinque continenti, un dato indicativo, ha detto il Santo Padre, "della capacità dello sport e dell'impegno atletico, di unire le persone ed i popoli nel comune perseguimento di una pacifica eccellenza agonistica".

"Così come lo sport è più che semplice competizione, ogni sportivo è più che un semplice competitore: egli ha una capacità morale e spirituale che deve essere arricchita e approfondita dallo sport e dalla medicina dello sport. Qualche volta, tuttavia, il successo, la fama, le medaglie e il denaro, diventano la motivazione principale, se non l'unica, di quanti si dedicano allo sport. È accaduto alle volte che vincere a tutti i costi abbia sostituito l'autentico spirito dello sport, conducendo all'abuso e cattivo uso dei mezzi a disposizione della moderna medicina", ha affermato il Pontefice.

Tale questione è una delle preoccupazioni degli organizzatori del Congresso ai quali il Santo Padre ha ricordato che le persone di cui si curano "sono individui unici e dotati, a prescindere dalle capacità atletiche, chiamati alla perfezione morale e spirituale che precede ogni conquista fisica. Nella sua prima lettera ai Corinzi, San Paolo scrive che l'eccellenza spirituale ed atletica sono strettamente collegate ed esorta i credenti ad addestrarsi alla vita spirituale".

"Come il Signore si incarnò e divenne uomo, così ogni persona umana è chiamata a riflettere perfettamente l'immagine e la somiglianza di Dio. Perciò io prego per voi e per coloro che beneficiano del vostro lavoro, che i vostri sforzi portino ad un più profondo apprezzamento della bellezza, del mistero e del potenziale di ciascun essere umano, che sia atleta o altro, sia disabile che normodotato", ha concluso il Papa.

ININTERROTTA ATTUALITÀ DI SANT'AGOSTINO

Città del Vaticano, 27 settembre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Diocesi di Würzburg (Germania) ha offerto in onore del Santo Padre l'opera "Augustinus" un mosaico in suoni. L'evento si colloca nell'ambito del Simposio internazionale che si tiene in questi giorni sul Vescovo di Ippona presso l"Augustinianum" di Roma. Il libretto dell'opera è di Winfried Bðhm con musiche di Wilfried Hiller. L'Opera è stata eseguita dal Grande coro misto della Cattedrale di Würzburg.

"L'attualità del grande Padre latino della Chiesa è ininterrotta. Anche questo ci ha dimostrato, ancora una volta, l'opera su Agostino che abbiamo ascoltato", ha detto il Papa al termine dell'esecuzione. "Agostino si fa presente ed è 'senza tempo'. La lotta dell'uomo e la sua ricerca di quanto gli è più intimo, la ricerca della verità, la ricerca di Dio rimane valida tutti i tempi; essa non riguarda soltanto un retore e maestro di grammatica nelle lacerazioni e nei rivolgimenti della tarda antichità, ma ogni uomo in ogni tempo".

"Il vostro convegno sul rapporto tra le culture nel 'De civitate Dei' contribuisca in modo fecondo ad approfondire il pensiero del santo Vescovo di Ippona e a riconoscere la sua attualità per le questioni e le sfide che si presentano a noi oggi".

SANTA SEDE ADERISCE CONVENZIONE ONU SU PREVENZIONE E REPRESSIONE DEI REATI CONTRO I DIPLOMATICI

Città del Vaticano, 27 settembre 2012 (VIS). Un Comunicato della Santa Sede rende noto che nel pomeriggio del 26 settembre corrente, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha depositato presso il SegretarioGenerale delle Nazioni Unite lo strumento di adesione alla Convenzione sulla prevenzione e la repressione dei reati contro le persone che godono di una protezione internazionale, ivi compresi gli agenti diplomatici.

"Nel compiere tale passo, sia a nome proprio che a quello dello Stato della Città del Vaticano, la Santa Sede ha dichiarato che intende contribuire ulteriormente ed in modo concreto all’impegno globale per la prevenzione e il contrasto dei reati commessi contro i Diplomatici".

"Lo strumento di adesione ricorda inoltre che la promozione dei valori della fraternità, della giustizia e della pace tra le persone e i Popoli stanno particolarmente a cuore alla Santa Sede e richiedono l’osservanza dello stato di diritto, così come il rispetto dei diritti umani. In tale prospettiva, l’adesione alla Convenzione in parola conferma l’attenzione della Sede Apostolica agli strumenti internazionali di cooperazione giudiziaria in materia criminale, che, come la presente Convenzione, costituiscono un’effettiva garanzia di fronte alle attività criminali che minacciano la pace e la dignità dell’uomo".

"Pertanto, questa decisione non manifesta soltanto il desiderio della Santa Sede di collaborare a tutelare adeguatamente il personale diplomatico, ed in primis il proprio e quello accreditato presso di essa, ma aiuta anche la comunità internazionale a mantenere alta la guardia contro i rischi del terrorismo. Infine, si tratta di un’iniziativa in linea e nel solco del processo, che, come è noto, è stato da tempo avviato, per adeguare l’ordinamento giuridico vaticano ai più alti standards internazionali intesi a contrastare detta grave piaga".



UDIENZE

Città del Vaticano, 27 settembre 2012 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux, con l'Ausiliare Vescovo Laurent Dognin.

- Il Vescovo Hubert. Herbreteau, di Agen.

- Il Vescovo Hervé Gaschignard, di Aire et Dax.

- Il Vescovo Marc Aillet, di Bayonne.

- Il Vescovo Michel Mouïsse, di Périgueux.

- Il Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 27 settembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Kęstutis Kėvalas, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kaunas (superficie: 8.750; popolazione: 678.000; cattolici: 543.000; sacerdoti: 135; religiosi: 232), Lituania. Il Vescovo Kèvalas è nato a Kaunas (Lituania) nel 1972 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 2001 al 2005 è stato Direttore del Corso Propedeutico del Seminario Vescovile e Cappellano della Pastorale Giovanile dell’arcidiocesi. Dal 2002 ha insegnato Teologia Morale nella Facoltà di Teologia dell’Università Vytautas Magnus a Kaunas. Dal 2005 al 2006 è stato Direttore Spirituale nel Seminario di Kaunas. Negli Stati Uniti ha svolto l'ufficio di Cappellano nel Monastero delle Suore dei Poveri di Maria Immacolata a Putiamo. Nel 2007 ha svolto il ministero pastorale presso la Cattedrale di Kaunas ed è stato confessore presso il Seminario. Nel 2010 è stato nominato Direttore dei programmi di Radio Maria in Lituania.

mercoledì 26 settembre 2012

LA LITURGIA, SCUOLA DI PREGHIERA

Città del Vaticano, 26 settembre 2012 (VIS). La liturgia, scuola di preghiera, ambito privilegiato nel quale Dio parla a ciascuno di noi e attende la nostra risposta, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI nell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si legge - ha ricordato il Papa - "che originariamente la parola 'liturgia' significa 'servizio da parte del popolo e in favore del popolo". "Se la teologia cristiana prese questo vocabolo del mondo greco, lo fece ovviamente pensando al nuovo Popolo di Dio nato dal Cristo che ha aperto le sue braccia sulla Croce per unire gli uomini nella pace dell’unico Dio. 'Servizio in favore del popolo', un popolo che non esiste da sé, ma che si è formato grazie al Mistero Pasquale di Gesù Cristo".

"Il Catechismo indica inoltre che 'nella tradizione cristiana (la parola “liturgia”) vuole significare che il 'Popolo di Dio partecipa all’opera di Dio'". Il Papa ha ricordato, a tale proposito, che il documento sulla liturgia è stato il primo risultato del Concilio Vaticano II. "Iniziando, infatti, con il tema della 'liturgia' si mise in luce in modo molto chiaro il primato di Dio, la sua priorità assoluta. (...) Dove lo sguardo su Dio non è determinante, ogni altra cosa perde il suo orientamento. Il criterio fondamentale per la liturgia è il suo orientamento a Dio, per poter così partecipare alla sua stessa opera".

"Però possiamo chiederci: qual è questa opera di Dio alla quale siamo chiamati a partecipare? (...) E dove si rende attuale per noi, per me oggi il Mistero della Morte e Risurrezione di Cristo, che porta la salvezza? La risposta è: nell’azione di Cristo attraverso la Chiesa, nella liturgia, in particolare nel Sacramento dell’Eucaristia, che rende presente l’offerta sacrificale del Figlio di Dio, che ci ha redenti; nel Sacramento della Riconciliazione, in cui si passa dalla morte del peccato alla vita nuova; e negli altri atti sacramentali che ci santificano".

Citando nuovamente il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Papa ha detto: "Ogni celebrazione sacramentale è un incontro dei figli di Dio con il loro Padre, in Cristo e nello Spirito Santo, e tale incontro si esprime come un dialogo, attraverso azioni e parole".. Pertanto la prima esigenza per una buona celebrazione liturgica è che sia preghiera e colloquio con Dio, anzitutto ascolto e quindi risposta. (...) La sacra liturgia ci offre le parole; noi dobbiamo entrare nel loro significato, accoglierle in noi, metterci in sintonia con esse (...). Elemento fondamentale, primario, del dialogo con Dio nella liturgia è la concordanza tra ciò che diciamo con le labbra e ciò che portiamo nel cuore".

In questa linea il Papa ha fatto riferimento ad uno dei momenti che, durante la stessa liturgia, ci chiama e ci aiuta a trovare tale concordanza: l'invito del celebrante: "Sursum corda", "al di fuori del groviglio delle nostre preoccupazioni, dei nostri desideri, delle nostre angustie, della nostra distrazione. Il nostro cuore, l’intimo di noi stessi, deve aprirsi (...) alla Parola di Dio e raccogliersi nella preghiera della Chiesa, per ricevere il suo orientamento verso Dio dalle parole stesse che ascolta e dice".

"Celebriamo e viviamo bene la liturgia - ha concluso il Pontefice - solo se rimaniamo in atteggiamento orante, unendoci al Mistero di Cristo e al suo colloquio di Figlio con il Padre. Dio stesso ci insegna a pregare (...). Egli stesso ci ha dato le parole adeguate per dirigerci a Lui, parole che incontriamo nel Salterio, nelle grandi orazioni della sacra liturgia e nella stessa Celebrazione eucaristica. Preghiamo il Signore di essere ogni giorno più consapevoli del fatto che la Liturgia è azione di Dio e dell’uomo; preghiera che sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con il Figlio di Dio fatto uomo".

Dopo la catechesi il Papa ha salutato i fedeli provenienti dall'America Latina, fra i quali un gruppo di parlamentari del Cile, ed ha ricordato ai politici cattolici "la necessità di ricercare generosamente il bene comune di tutti i cittadini, in modo coerente con le convinzioni proprie dei figli della Chiesa".

STATO DI DIRITTO ESIGE UN SISTEMA GIURIDICO FONDATO SUL DIRITTO NATURALE

Città del Vaticano, 26 settembre 2012 (VIS). Il 24 settembre scorso a New York, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla riunione di alto livello dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite dedicata allo Stato di Diritto in ambito nazionale e internazionale. In qualità di delegato della Santa Sede alla LXVII Assemblea Ordinaria dell'O.N.U., l'Arcivescovo Mamberti ha tenuto un discorso di cui riportiamo una sintesi.

"Dinanzi alle nuove sfide da affrontare, aver convocato una Riunione di Alto Livello sullo Stato di Diritto è una opportunità importante per riaffermare la volontà di cercare soluzioni politiche applicabili a livello mondiale con l'aiuto di un sistema giuridico fermamente radicato nella dignità e natura dell'essere umano, vale a dire nel diritto naturale".

"Questa è la via migliore da seguire se vogliamo realizzare i grandi progetti e il dettato della Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione universale dei Diritti Umani, che continuano ad essere rilevanti attraverso i diversi trattati sui diritti umani, sul disarmo, e sulla codificazione dei grandi principi del diritto internazionale, nella compilazione e nei progressi nelle norme sui diritti umani".

"Il progresso sarà possibile se, oltre che lavorare con le organizzazioni sempre più specializzate, anche in materia economica e finanziaria, le Nazioni Unite seguiranno ad essere un punto centrale di riferimento per la creazione di una vera famiglia delle nazioni, nella quale non prevalga l'interesse unilaterale dei più potenti dinanzi alle necessità dei più deboli. Ciò sarà possibile soltanto se la legislazione a livello internazionale si fonderà sul rispetto della dignità della persona umana, partendo dalla centralità del diritto alla vita e alla libertà religiosa".



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 26 settembre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Tomé Ferreira da Silva, Vescovo di São José do Rio Preto (superficie: 14.423; popolazione: 934.000; cattolici: 701.000; sacerdoti: 136; religiosi: 175; diaconi permanenti: 17), Brasile. È stato finora Ausiliare dell’arcidiocesi di São Paulo (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote João Francisco Salm, Vescovo di Tubarão (superficie: 4.531; popolazione: 363.000; cattolici: 316.000; sacerdoti: 52; religiosi: 102; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo è nato nel 1952 a São Pedro de Alcântara (Brasile), ed ha ricevuto l'ordinazione sociale nel 1979. Incardinato nel clero dell’arcidiocesi di Florianópolis, ha svolto i seguenti incarichi: dal 1979 al 1983 è stato Formatore; dal 1984 al 1991 è stato Rettore del Seminario di Azambuja; dal 1992 al 2009 è stato Rettore del Seminario Teologico dell’arcidiocesi di Florianópolis; dal 2006 al 2008 è stato Coordinatore arcidiocesano della Pastorale; dal 1992 al 2009 è stato Responsabile della Pastorale Vocazionale arcidiocesana; dal 2009 al 2011 è stato Parroco della Parrocchia “Santa Terezinha” nella città di Brusque; nel 2011 è stato Amministratore arcidiocesano durante la Sede Vacante. Dal 2012 è Economo dell’arcidiocesi di Florianópolis.

martedì 25 settembre 2012

IL CORTILE DEI GENTILI AD ASSISI

Città del Vaticano, 25 settembre 2012 (VIS). "Dio questo sconosciuto. Dialogo tra credenti e non credenti" è il tema del Cortile di Francesco, iniziativa del Pontificio Consiglio per la Cultura, del Sacro Convento di Assisi e dell'Associazione Oicos Riflessioni. Nella Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo questa mattina la Conferenza di presentazione dell'avvenimento.

L'incontro di Assisi del 5 e 6 ottobre s'inquadra nel progetto "Il Cortile dei Gentili", struttura permanente di dialogo fra credenti e non credenti, creata dal Pontificio Consiglio per la Cultura presieduto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, che l'ha già portata in diversi Paesi d'Europa.

Le giornate di Assisi, alla quale prenderanno parte 40 relatori, saranno inaugurate dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Il programma prevede nove incontri in altri "cortili", sparsi nella città di San Francesco, dove si esamineranno i temi: "Lavoro, impresa e responsabilità"; "Contemplazione e meditazione"; "Il dialogo interculturale e interreligioso per la pace; "I giovani fra fede e nichilismo"; "Il grido della terra"; "Arte e fede" e "Il grido dei poveri, crisi economica mondiale, sviluppo sostenibile". Fra i partecipanti, personalità del mondo della cultura, della scienza, dell'arte e dell'economia, come il cineasta Ermanno Olmi, l'oncologo Umberto Veronesi, l'architetto Massimiliano Fuksas o la sindacalista Susanna Camusso.

"Nella seconda redazione di una Lettera ai fedeli, San Francesco si rivolgeva 'a tutti i cristiani, religiosi, chierici e laici, uomini e donne, a tutti gli abitanti del mondo intero'. Ed è con grande umiltà che apriamo il cortile di Francesco nel segno di questa evangelica apertura agli altri. L'augurio è che il Cortile dei Gentili, nella sua tappa assisiate, abbia la forza di corrispondere al 'cuore puro' e alla 'mente pura' cui San Francesco ci esortava" ha dichiarato Padre Giuseppe Piemontese, Custode del Sacro Convento di Assisi.

UDIENZE

Città del Vaticano, 25 settembre 2012 (VIS). Oggi pomeriggio, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Marc Oullet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.



lunedì 24 settembre 2012

LA LOGICA DI DIO È SEMPRE "ALTRA" RISPETTO ALLA NOSTRA

Città del Vaticano, 23 settembre 2012 (VIS) Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per la recita dell'Angelus con i fedeli lì convenuti.

Il Papa ha commentato il Vangelo di Marco nel quale "Gesù incomincia a parlare apertamente di ciò che gli accadrà alla fine. L’Evangelista riporta tre successive predizioni della morte e risurrezione, ai capitoli 8, 9 e 10: in esse Gesù annuncia in modo sempre più chiaro il destino che l’attende e la sua intrinseca necessità. Il brano di questa domenica contiene il secondo di questi annunci. Gesù dice: 'Il Figlio dell’uomo – espressione con cui designa se stesso – viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà'. I discepoli 'però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo'".

In effetti, l'apostolo Pietro "subito dopo aver manifestato la sua fede in Gesù, si permette di rimproverarlo perché ha predetto che dovrà essere rifiutato e ucciso". A loro volta, dopo il secondo annunzio della passione, "i discepoli si mettono a discutere su chi tra loro sia il più grande e, dopo il terzo, Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù di poter sedere alla sua destra e alla sua sinistra, quando sarà nella gloria".

"Ma ci sono diversi altri segni di questa distanza: ad esempio, i discepoli non riescono a guarire un ragazzo epilettico, che poi Gesù guarisce con la forza della preghiera; o quando vengono presentati a Gesù dei bambini, i discepoli li rimproverano, e Gesù invece, indignato, li fa rimanere, e afferma che solo chi è come loro può entrare nel Regno di Dio".

Tutto questo, ha spiegato il Pontefice, "Ci ricorda che la logica di Dio è sempre 'altra' rispetto alla nostra (...). Per questo, seguire il Signore richiede sempre all’uomo una profonda conversione, un cambiamento nel modo di pensare e di vivere, richiede di aprire il cuore all’ascolto per lasciarsi illuminare e trasformare interiormente. Un punto-chiave in cui Dio e l’uomo si differenziano è l’orgoglio: in Dio non c’è orgoglio, perché Egli è totale pienezza ed è tutto proteso ad amare e donare vita; in noi uomini, invece, l’orgoglio è intimamente radicato e richiede costante vigilanza e purificazione. Noi, che siamo piccoli, aspiriamo ad apparire grandi, ad essere i primi, mentre Dio non teme di abbassarsi e di farsi ultimo".


PREGARE PER I CRISTIANI MEDIORIENTALI E PER LA DIFESA DEI MINORI

Città del Vaticano, 23 settembre 2012 (VIS). Nelle parole di saluto che hanno seguito la recita dell'Angelus, il Papa si è rivolto ai pellegrini francesi ringraziandoli per la loro preghiera che ha accompagnato la riuscita del recente Viaggio apostolico in Libano e per estensione tutto il Medio Oriente". "Continuate a pregare per i cristiani del Medio Oriente, per la pace e per il dialogo sereno tra le religioni".

"Ieri - ha continuato - mi sono unito spiritualmente alla gioia dei fedeli della Diocesi di Troyes riuniti per la beatificazione del Padre Louis Brisson, Fondatore delle Suore Oblate e degli Oblati di San Francesco di Sales. Che l'esempio del nuovo Beato illumini la vostra vita! Il Beato diceva: 'Ho bisogno di Dio, è una fame che mi divora'. Come lui, imparate ad aver fame di Dio e a ricorrere instancabilmente a Lui con fiducia".

Successivamente, il Papa, rivolgendosi ai fedeli polacchi ha commentato le parole di Gesù nel Vangelo di oggi: "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me'. Chiediamo a Dio che queste parole ispirino tutti coloro che sono responsabili del dono della vita, delle degne condizioni di esistenza e di educazione, della sicura e serena crescita dei bambini. Ogni bambino possa godere dell'amore e del calore familiare!".
Copyright © VIS - Vatican Information Service