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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 26 novembre 2010

“FONDAZIONE VATICANA JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI”

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI”. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione; il Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente della Fondazione; il Padre Dr. Stephan Otto Horn, S.D.S., Presidente del "Ratzinger Schülerkreis" e Presidente della "Joseph Ratzinger Papst Benedict XVI. - Stiftung" (Monaco di Baviera).

Monsignor Scotti ha spiegato che il Santo Padre ha disposto, dal 1° marzo di quest’anno, l’istituzione di questa Fondazione “rispondendo così al desiderio manifestato da molti studiosi nel corso degli anni”. Relativamente ai finanziamenti ha precisato che “il primo, consistente contributo alla neonata Fondazione, è stato dato dallo stesso Pontefice che ha voluto mettere a disposizione buona parte dei proventi economici derivanti dai suoi diritti d’autore”.

Il Cardinale Ruini ha precisato che “il Comitato è composto dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, dall’Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica e dall’Arcivescovo Luis Francisco Ladaria, S.I., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, oltre che da me”.

“Le competenze del Comitato Scientifico si articolano in tre punti: elaborare i criteri e gli obiettivi della programmazione annuale e pluriennale delle attività della Fondazione. In secondo luogo stabilire criteri di eccellenza per l’istituzione e l’assegnazione di premi agli studiosi che si sono distinti nelle attività di pubblicazione e/o ricerca scientifica. Organizzare, infine, iniziative di alto valore culturale e scientifico”.

“Quella di Ratzinger” – ha proseguito il Cardinale Ruini – “è una teologia che si muove in avanti, guarda al presente e al futuro, a partire da una straordinaria conoscenza delle origini e della storia della fede cristiana. La capacità, e vorrei dire il gusto, di tenere insieme questi due aspetti, (...) accomuna Joseph Ratzinger ai grandi maestri delle diverse epoche cristiane. Non per caso la Fondazione a lui dedicata dovrà avere particolare attenzione da una parte agli studi biblici e patristici, dall’altra alla Teologia Fondamentale, il cui scopo è far emergere la verità, il significato e la bellezza del cristianesimo in rapporto alla cultura e alla società del proprio tempo”.

Padre Horn ha spiegato che: “Già anni prima dell’elezione del Cardinale Ratzinger al Pontificato, i suoi ex-allievi hanno avuto il pensiero di creare una Fondazione Joseph Ratzinger. Non sentivano solamente una profonda gratitudine verso il loro maestro ma anche una grande convinzione dell’importanza della sua teologia per la Chiesa. (...) All’incontro del Schülerkreis col Santo Padre a Castel Gandolfo nel 2007 abbiamo ricevuto la sua approvazione di creare una fondazione autonoma”.

“La nostra fondazione” – ha aggiunto Padre Horn – “ha una direzione chiara e progetti di ampio respiro. La fondazione ha lo scopo di promuovere lo studio della teologia e spiritualità di Ratzinger, di diffondere e far assimilare il suo pensiero dalla Chiesa e dalla società. In questa maniera, la sua memoria sarà preservata per il futuro”.

“Con l’Università di Regensburg abbiamo fatto un accordo di istituire e di sostenere una cattedra per un ‘visiting professor’ nella facoltà di Teologia, durante il semestre estivo. (...) A Salzburg abbiamo realizzato già nel settembre di quest’anno una ‘Accademia Benedetto’ (Benediktakademie) per giovani scienziati. (...) A Roma vogliamo creare un centro-studi della sua teologia e spiritualità e abbiamo fatti i primi passi in collaborazione con la Casa Balthasar – un’istituzione per il discernimento della vocazione di giovani uomini cattolici. Abbiamo raccolto anche le memorie di più di quaranta ex-allievi di Ratzinger per archiviarle”.
OP/ VIS 20101126 (590)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Gaudencio B. Rosales, Arcivescovo di Manila (Filippine), in Visita “ad Limina Apostolorum”, con gli Ausiliari Vescovo Bernardino C. Cortez e Vescovo Broderick S. Pabillo.

- Il Vescovo Anglicano Geoffrey Rowell, per l’Europa con sede a Gibilterra.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20101126 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’Arcidiocesi di Esztergom-Budapest (Ungheria), presentata dall’Arcivescovo Gáspár Ladosci, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ondo (Nigeria), presentata dal Vescovo Francis Florunsho Clement Alonge, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Jude Ayodeji Arogundade Coadiutore della medesima Diocesi .
RE/ VIS 20101126 (80)

giovedì 25 novembre 2010

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Medellín (Colombia), presentata dal Vescovo Jorge Iván Castaño Rubio, C.M.F., per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Luigi Marrucci, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia (superficie: 876; popolazione: 89.295; cattolici: 87.295; sacerdoti: 78; religiosi: 177; diaconi permanenti: 14), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Montescudaio (Italia), nel 1945 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1970. È stato finora Vice Assistente Ecclesiastico Nazionale dell’U.N.I.T.A.L.S.I.

- Ha nominato il Vescovo Patrick D’Rozario, C.S.C., finora Vescovo di Chittagong (Bangladesh), Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Dhaka (superficie: 26.788; popolazione: 31.289.807; cattolici: 79.816; sacerdoti: 120; religiosi: 709), Bangladesh.
RE:NER:NEC/ VIS 20101125 (120)

mercoledì 24 novembre 2010

CATERINA DA SIENA CONSIGLIERE SPIRITUALE E DOTTORE CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi nell’Aula Paolo VI, con la partecipazione di 7.000 persone, a Santa Caterina da Siena (1347-1380), proclamata Dottore della Chiesa da Papa Paolo VI e Compatrona d’Europa da Papa Giovanni Paolo II.

Nata a Siena, nel 1347, all’età di 16 anni, Caterina entrò nel Terz’Ordine Domenicano, nel ramo femminile detto delle Mantellate, dedicandosi alla preghiera, alla penitenza, alle opere di carità, soprattutto a beneficio degli ammalati. “Quando la fama della sua santità si diffuse” – ha ricordato il Papa – “fu protagonista di un’intensa attività di consiglio spirituale nei confronti di ogni categoria di persone: nobili e uomini politici, artisti e gente del popolo, persone consacrate, ecclesiastici, compreso il Papa Gregorio XI che in quel periodo risiedeva ad Avignone e che Caterina esortò energicamente ed efficacemente a fare ritorno a Roma. Viaggiò molto per sollecitare la riforma interiore della Chiesa e per favorire la pace tra gli Stati (...). La dottrina di Caterina, (...) è contenuta ne ‘Il Dialogo della Divina Provvidenza ovvero Libro della Divina Dottrina’, (...) nel suo ‘Epistolario’ e nella raccolta delle ‘Preghiere’”.

“In una visione che mai più si cancellò dal cuore e dalla mente di Caterina, la Madonna la presentò a Gesù che le donò uno splendido anello (...) In questo episodio straordinario cogliamo il centro vitale della religiosità di Caterina e di ogni autentica spiritualità: il cristocentrismo” – ha spiegato il Santo Padre – “Cristo è per lei come lo sposo, con cui vi è un rapporto di intimità, di comunione e di fedeltà. (...) Questa unione profonda con il Signore è illustrata da un altro episodio (...): lo scambio del cuore. (...) Il Signore Gesù le apparve con in mano un cuore umano” che donò a Caterina che aveva offerto al Signore il suo cuore. “Come la santa senese, ogni credente sente il bisogno di uniformarsi ai sentimenti del Cuore di Cristo per amare Dio e il prossimo come Cristo stesso ama. E noi tutti possiamo lasciarci trasformare il cuore ed imparare ad amare come Cristo, in una familiarità con Lui nutrita dalla preghiera, dalla meditazione sulla Parola di Dio e dai Sacramenti, soprattutto ricevendo frequentemente e con devozione la santa Comunione”.

“Attorno ad una personalità così forte e autentica si andò costituendo una vera e propria famiglia spirituale. Si trattava di persone affascinate dall’autorevolezza morale di questa giovane donna (...). Molti si misero al suo servizio e soprattutto considerarono un privilegio essere guidati spiritualmente da Caterina. La chiamavano ‘mamma’, poiché come figli spirituali da lei attingevano il nutrimento dello spirito. Anche oggi la Chiesa” – ha sottolineato il Santo Padre – “riceve un grande beneficio dall’esercizio della maternità spirituale di tante donne, consacrate e laiche, che alimentano nelle anime il pensiero per Dio, rafforzano la fede della gente e orientano la vita cristiana verso vette sempre più elevate”.

“Un altro tratto della spiritualità di Caterina è legato al dono delle lacrime. Esse esprimono una sensibilità squisita e profonda, capace di commozione e di tenerezza. Non pochi Santi hanno avuto il dono delle lacrime, rinnovando l’emozione di Gesù stesso, che non ha trattenuto e nascosto il suo pianto dinanzi al sepolcro dell’amico Lazzaro e al dolore di Marta e Maria, e alla vista di Gerusalemme, nei suoi ultimi giorni terreni. (...) Nel ‘Dialogo della Divina Provvidenza’, Dio Padre parla a Caterina e spiega che nelle lacrime che ci rigano il volto, quando sentiamo fremiti di compassione e quando ci commuoviamo dinanzi al bene che manca e che vorremmo per tutti, si nasconde un’ispirazione divina”.

“Secondo Caterina, le lacrime dei Santi si mescolano al Sangue di Cristo (...). Qui possiamo comprendere perché Caterina - ha ricordato infine il Pontefice – “pur consapevole delle manchevolezze umane dei sacerdoti, abbia sempre avuto una grandissima riverenza per essi: essi dispensano, attraverso i Sacramenti e la Parola, la forza salvifica del Sangue di Cristo. La Santa senese ha invitato sempre i sacri ministri, anche il Papa, che chiamava ‘dolce Cristo in terra’, ad essere fedeli alle loro responsabilità, mossa sempre e solo dal suo amore profondo e costante per la Chiesa. (...) Da santa Caterina, dunque, noi apprendiamo la scienza più sublime: conoscere ed amare Gesù Cristo e la sua Chiesa”.
AG/ VIS 20101124 (700)

CARDINALE NAVARRETE EDUCÒ ALLA VERA GIUSTIZIA

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio” al termine della Liturgia Esequiale del Cardinale Navarrete, S.I., mancato il 22 novembre scorso all’età di 90 anni. La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, e concelebrata dai Membri del Collegio Cardinalizio.

Nell’omelia il Papa ha ricordato il Porporato “come maestro di giustizia” ed ha aggiunto: “Lo studio scrupoloso e l’insegnamento appassionato del diritto canonico hanno rappresentato un elemento centrale della sua vita. Educare specialmente le giovani generazioni alla vera giustizia, quella di Cristo, quella del Vangelo: ecco il ministero che il Cardinale Navarrete ha svolto lungo tutto l’arco della sua vita”.

“A questo egli si è generosamente dedicato, (...): dalle aule universitarie, in particolare come esperto di diritto matrimoniale” – ha ricordato il Santo Padre – “all’ufficio di Decano della Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, all’alta responsabilità di Rettore del medesimo Ateneo”.
“Mi è caro sottolineare, altresì, la sua attenzione a importanti eventi ecclesiali quali il Sinodo diocesano di Roma, il Concilio Vaticano II; come pure il suo competente contributo scientifico alla revisione del Codice di Diritto Canonico e la proficua collaborazione con vari Dicasteri della Cutina Romana, in qualità di apprezzato consultore”.

“Con l’equilibrio che lo caratterizzava” – ha proseguito il Pontefice – “soleva dire che tre erano i principi fondamentali che lo guidavano nello studio: molto amore al passato, alla tradizione (...), la sensibilità verso i problemi, le esigenze, le sfide del presente, dove Dio ci ha collocati; infine, la capacità di guardare e di aprirsi al futuro senza timore, ma con speranza, quella che viene dalla fede. Una visione profondamente cristiana, che ha guidato il suo impegno per Dio, per la Chiesa, per l’uomo nell’insegnamento e nelle opere”.

“La luminosa verità di fede della vita eterna ci conforta ogni volta che rendiamo l’estremo saluto ad un fratello defunto. Il Cardinale Urbano Navarrete, figlio spirituale di Sant’Ignazio di Loyola (...) è stato ‘con Gesù’ nel corso della sua lunga esistenza, ha conosciuto il suo nome. Lo ha amato vivendo in intima unione con Lui, specialmente nelle prolungate soste di preghiera, dove attingeva alla sorgente della salvezza la forza per essere fedeli alla volontà di Dio (...). Questo aveva imparato (...) grazie al luminoso esempio dei genitori, (...), i quali hanno saputo creare in famiglia un clima di profonda fede cristiana, favorendo nei sei figli di cui tre Gesuiti e due Religiose, il coraggio di testimoniare la propria fede, nulla anteponendo all’amore di Cristo e facendo tutto per la maggior gloria di Dio”.
HML/ VIS 20101124 (450)

ORDINAZIONE EPISCOPALE A CHENGDE, CINA CONTINENTALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue relativo all’Ordinazione episcopale a Chengde, Provincia di Hebei, Cina Continentale.

“Riguardo all’ordinazione episcopale del Reverendo Giuseppe Guo Jincai, avvenuta sabato 20 novembre corrente, sono state raccolte informazioni su quanto è accaduto e si è ora in grado di precisare quanto segue:

“1. Il Santo Padre ha appreso la notizia con profondo rammarico, poiché la suddetta ordinazione episcopale è stata conferita senza il mandato apostolico e, perciò, rappresenta una dolorosa ferita alla comunione ecclesiale e una grave violazione della disciplina cattolica (cfr Lettera di Benedetto XVI alla Chiesa in Cina, 2007, n. 9)”.

“2. È noto che, negli ultimi giorni, diversi Vescovi sono stati sottoposti a pressioni e a restrizioni della propria libertà di movimento, allo scopo di forzarli a partecipare e a conferire l’ordinazione episcopale. Tali costrizioni, compiute da Autorità governative e di sicurezza cinesi, costituiscono una grave violazione della libertà di religione e di coscienza. La Santa Sede si riserva di valutare approfonditamente l’accaduto, tra l’altro sotto il profilo della validità e per quanto riguarda la posizione canonica dei Vescovi coinvolti”.

“3. In ogni caso, ciò si ripercuote dolorosamente, in primo luogo, sul Reverendo Giuseppe Guo Jincai che, in forza di tale ordinazione episcopale, si trova in una gravissima condizione canonica di fronte alla Chiesa in Cina e alla Chiesa universale, esponendosi anche alle pesanti sanzioni previste, in particolare, dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico”.

“4. Tale ordinazione non soltanto non aiuta il bene dei Cattolici a Chengde, ma li mette in una condizione assai delicata e difficile, anche sotto il profilo canonico, e li umilia, perché le Autorità civili cinesi vogliono imporre loro un Pastore che non è in piena comunione, né con il Santo Padre né con gli altri Vescovi sparsi nel mondo”.

“5. Più volte, durante l’anno corrente, la Santa Sede ha comunicato con chiarezza alle Autorità cinesi la propria opposizione all’ordinazione episcopale del Reverendo Giuseppe Guo Jincai. Nonostante ciò, dette Autorità hanno deciso di procedere unilateralmente, a scapito dell’atmosfera di rispetto, faticosamente creata con la Santa Sede e con la Chiesa cattolica attraverso le recenti ordinazioni episcopali. Tale pretesa di mettersi al di sopra dei Vescovi e di guidare la vita della comunità ecclesiale non corrisponde alla dottrina cattolica, offende il Santo Padre, la Chiesa in Cina e la Chiesa universale, e rende più intricate le difficoltà pastorali esistenti”.

“6. Papa Benedetto XVI, nella summenzionata Lettera del 2007, ha espresso la disponibilità della Santa Sede a un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità della Repubblica Popolare Cinese, al fine di superare le difficoltà e normalizzare i rapporti (n. 4). Nel riaffermare tale disponibilità, la Santa Sede constata con rammarico che le Autorità lasciano alla dirigenza dell’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, sotto l’influenza del Signor Liu Bainian, assumere atteggiamenti che danneggiano gravemente la Chiesa cattolica e ostacolano detto dialogo.

“7. I Cattolici di tutto il mondo seguono con particolare attenzione il travagliato cammino della Chiesa in Cina: la solidarietà spirituale, con cui accompagnano le vicende dei fratelli e delle sorelle cinesi, diventa fervida preghiera al Signore della storia, affinché sia loro vicino, accresca la loro speranza e fortezza, e doni loro consolazione nei momenti della prova”.
OP/ VIS 20101124 (560)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Caçador (Brasile), presentata dal Vescovo Luiz Carlos Eccel, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo João Mamede Filho, O.F.M.Conv., finora Ausiliare di São Paulo (Brasile), Vescovo di Umuarama (superficie: 13.200; popolazione: 413.000; cattolici: 316.000; sacerdoti: 65; religiosi: 76; diaconi permanenti: 6), Brasile.

- Ha nominato il Sacerdote Pedro Cunha Cruz, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 6.095.000; cattolici: 3.699.000; sacerdoti: 619; religiosi: 1.366; diaconi permanenti: 104), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1964 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1990. È stato finora Parroco della Parrocchia “Santa Rita” e Direttore della Facoltà Ecclesiastica di Filosofia “João Paulo II”, nella città di Rio de Janeiro (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote Nelson Francolino Ferriera, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile). Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Sapé (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Parroco della Parrocchia ”Nossa Senhora da Glória” nella città di Rio de Janeiro (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote Paulo César Costa, Vescovo Ausiliare dell’ Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile). Il Vescovo eletto è nato a Valença (Brasile) nel 1967 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1992. È stato finora Rettore del Seminario “Paulo VI” a Nova Iguaçu e Direttore del Dipartimento di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro (Brasile).
RE:NER:NEA/ VIS 20101124 (270)

martedì 23 novembre 2010

LUCE DEL MONDO, IL PAPA, LA CHIESA E I SEGNI DEI TEMPI

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo presso la Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del libro: "Luce del Mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi. Una conversazione del Santo Padre Benedetto XVI con Peter Seewald." (Libreria Editrice Vaticana).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione e il Dottor Luigi Accattoli, giornalista. Erano presenti anche il Dottor Peter Seewald, Autore dell’intervista e Don Giuseppe Costa, S.D.B., Direttore della Libreria Editrice Vaticana.

L’Arcivescovo Fisichella ha spiegato che il Dottor Seewald ha intervistato il Papa sulle “grandi questioni che segnano la teologia del momento, le diverse vicende politiche che accompagnano da sempre le relazioni tra diversi Paesi e, infine, gli interrogativi che spesso occupano gran parte del dibattito pubblico. Siamo dinanzi a un Papa che non si sottrae a nessun domanda, che tutto desidera chiarificare con un linguaggio semplice, ma non per questo meno profondo, e che accetta con benevolenza quelle provocazioni che tante questioni possiedono”.

“Ridurre, tuttavia” – ha proseguito l’Arcivescovo Fisichella – “l’intera intervista a una frase estrapolata dal suo contesto e dall’insieme del pensiero di Benedetto XVI sarebbe un’offesa all’intelligenza del Papa e una gratuita strumentalizzazione delle sue parole. Ciò che emerge dal quadro complessivo di queste pagine, invece, è la visione di una Chiesa chiamata ad essere ‘Luce del mondo’, segno di unità di tutto il genere umano”.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione ha precisato che “Licht der Welt” “non è un volume scritto da Benedetto XVI; eppure qui si condensa il suo pensiero, le sue preoccupazioni e sofferenze di questi anni, il suo programma pastorale e le aspettative per il futuro. L’impressione che si ricava è quella di un Papa ottimista sulla vita della Chiesa, nonostante le difficoltà che l’accompagnano da sempre”.

Il volume che si presenta oggi, ha detto l’Arcivescovo, è “un’intervista che per molti versi diventa una provocazione a compiere un serio esame di coscienza dentro e fuori della Chiesa per giungere a una vera conversione del cuore e della mente. Le condizioni di vita della società, l’ecologia, la sessualità, l’economia e la finanza, la stessa Chiesa... sono tutti temi che richiedono un impegno particolare per verificare la direzione culturale del mondo di oggi e le prospettive che si aprono per il futuro. Benedetto XVI non si lascia impaurire dalle cifre dei sondaggi, perché la verità possiede ben altri criteri: ‘la statistica non è il metro della morale’”.

“Benedetto XVI ritorna spesso in queste pagine al rapporto tra modernità e cristianesimo. Una relazione che non può né deve essere vissuta parallelamente, ma coniugando in modo corretto fede e ragione, diritti individuali e responsabilità sociale. In una parola, ‘Rimettere Dio al primo posto’. (...) Questa è la conversione che Benedetto XVI chiede ai cristiani e a quanti vorranno ascoltare la sua voce. (...) È questo il compito che il Papa si prefigge per il suo pontificato e, onestamente, non si può negare quanto esso appaia arduo”.

L’Arcivescovo Fisichella ha concluso la sua presentazione ponendo in rilievo che: “Semplicità e verità sono i tratti caratteristici di questo colloquio scelto da Benedetto XVI per rendere partecipe il grande pubblico del suo pensiero, del suo modo di essere e del suo modo di concepire la stessa missione che gli è stata affidata. Un’impresa non facile nel periodo della comunicazione che tende spesso a sottolineare solo alcuni frammenti e lascia in ombra la globalità. Un volume da leggere e su cui meditare per comprendere ancora una volta in che modo la Chiesa può essere nel mondo annuncio di una bella notizia che reca gioia e serenità”.

Luigi Accatoli suggerisce ai colleghi giornalisti di leggere questo volume “come una visita guidata al laboratorio papale di Benedetto XVI e al mondo vitale di Joseph Ratzinger. (...) Coglieremo per lo più quest’uomo chiamato a fare il Papa nell’atteggiamento con cui viene pubblicando i due volumi su Gesù di Nazaret, che propone non come documenti di magistero ma come attestazioni della propria ricerca del volto del Signore”.

“Ci avverte fin dall’inizio che “’il Papa può avere opinioni personali sbagliate’ e certo dispone della ‘facoltà della decisione ultima’ in materia di fede ma ciò ‘non significa che possa di continuo produrre infallibilità’. È forse in questa riflessione” – sottolinea il giornalista – “che va cercata la prima radice del libro-intervista che affronta temi anche ardui in un’attitudine di libertà e di azzardo: azzardo nella testimonianza della fede, si intende”.

A più riprese Benedetto XVI “si interroga sui suoi 83 anni e su quanti altri gliene darà il Signore e in nostra presenza – si direbbe – ragiona dell’opportunità delle dimissioni qualora venga a trovarsi nell’impossibilità di adempiere alla sua missione. Nella stessa pagina nega di aver pensato a dimettersi per lo scandalo pedofilia: ‘Non si può scappare proprio nel momento del pericolo’. Sappiamo che tutti i Papi contemporanei – da Pio XII in poi – si sono posti il problema delle dimissioni, ma prima di questa intervista nessuno l’aveva fatto in pubblico”.

Il libro-intervista del Papa “tratta ampiamente del conflitto della fede cristiana con il nostro tempo, ma in almeno due passi riconosce con parole impegnative ‘la moralità della modernità’ e l’esistenza di una ‘modernità buona e giusta’. A queste affermazioni in positivo andrebbero uniti i passaggi in cui riconosce le prevaricazioni religiose del passato: dalle ‘atrocità’ commesse ‘in nome della verità’ alle ‘guerre di religione’ e ai ‘rigorismi’ nei confronti della corporeità, con i quali ‘si giunse a impaurire l’uomo’. Nel conflitto con il mondo moderno occorrerà dunque chiedersi a ogni passo ‘in che cosa il secolarismo ha ragione’ e dove gli si dovrà invece ‘opporre resistenza’”.

Il Papa “non teme di usare espressioni come ‘peccaminosità della Chiesa’ e ‘quanto misera sia la Chiesa’. Il termine ‘sporcizia’ per indicare il peccato che è nella Chiesa – tipico già del teologo e del Cardinale Ratzinger, da ‘Introduzione al cristianesimo’ (1968) alla ‘Via Crucis’ del 2005 – ricorre nel volume almeno tre volte a proposito della pedofilia del clero e dello ‘shock enorme’ che ha provocato. Sempre per la sporcizia vi è un ripetuto riconoscimento del ruolo positivo dei media, che aveva già espresso in diverse occasioni ma mai così esplicitamente: ‘Sin tanto che si tratta di portare alla luce la verità, dobbiamo essere riconoscenti’. Su questo tema ci regala uno degli aforismi più efficaci del volume: ‘Solo perché il male era dentro la Chiesa, gli altri hanno potuto rivolgerlo contro di lei’”.

Il Santo Padre “assicura che non avrebbe tolto la scomunica al Vescovo Williamson senza condurre un’ulteriore istruttoria se avesse saputo delle sue posizioni negazioniste della Shoah”.

Benedetto XVI “cerca con cautela e coraggio una via pragmatica attraverso cui i missionari e altri operatori ecclesiali possano aiutare a vincere la pandemia dell’aids senza approvare ma anche senza escludere – in casi particolari – l’uso del profilattico. Riafferma il carattere ‘profetico’ dell’’Humanae Vitae’ di Paolo VI ma non si nasconde l’esistenza di una vera difficoltà a ‘trovare strade umanamente percorribili’ per dare seguito a quella profezia e riconosce che ‘in questo campo molte cose debbono essere ripensate ed espresse in modo nuovo”.

Il Papa “si dichiara ‘molto ottimista rispetto al fatto che il Cristianesimo si trovi di fronte a una dinamica nuova’ che forse lo porterà ad assumere ‘un aspetto culturale diverso’; ma anche ‘deluso’ perché ‘la tendenza generale del nostro tempo è di ostilità alla Chiesa”.

Infine Benedetto XVI “sogna il ritrovamento della ‘semplicità’ e ‘radicalità’ del Vangelo e del cristianesimo”. Si tratta di “comprendere la drammaticità del nostro tempo, di rimanere saldi nella Parola di Dio come la parola decisiva e al tempo stesso di dare al Cristianesimo quella semplicità e quella profondità senza le quali non può operare”.
OP/ VIS 20101123 (1300)

SESSIONE PLENARIA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2010 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina annuncia che la Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal Cardinale William Joseph Levada, terrà la sua Sessione Plenaria dal 29 novembre al 3 dicembre presso la “Domus Sanctae Marthae” in Vaticano, sotto la direzione del Padre Charles Morerod, O.P., Segretario Generale.

La Commissione studierà tre temi di notevole importanza. Il primo è la questione dei principi della teologia, il suo senso e il suo metodo. Il secondo tema è la questione dell’unico Dio in rapporto alle tre religioni monoteistiche. Il terzo tema è quello dell’integrazione della Dottrina sociale della Chiesa nel contesto più ampio della Dottrina Cristiana.

Al termine dei lavori della Sessione Plenaria, i membri della Commissione Teologica Internazionale saranno ricevuti in Udienza dal Santo Padre nel Palazzo Apostolico.
OP/ VIS 20101123 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Felix Gmür, Vescovo di Basel (superficie: 12.585; popolazione: 3.045.000; cattolici: 1.080.000; sacerdoti: 715; religiosi: 2.554; diaconi permanenti: 104), Svizzera. Il Vescovo eletto, finora Segretario della Conferenza dei Vescovi Svizzeri, è nato nel 1966 a Lucerna (Svizzera) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999.
NER/ VIS 20101123 (60)

lunedì 22 novembre 2010

RIFLESSIONI CARDINALI “DOMINUS IESUS”, ”ANGLICANORUM COETIBUS” E NORME CANONICHE SU ABUSI MINORI

CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2010 (VIS). La sessione pomeridiana dell’Incontro di preghiera e di riflessione del Santo Padre con i Membri del Collegio Cardinalizio in occasione del Concistoro, è iniziata alle ore 17:00 di ieri, con la celebrazione del Vespro ed è poi continuata con le tre comunicazioni in programma.

“L’Arcivescovo Angelo Amato ha parlato su ‘La Dichiarazione ‘Dominus Iesus’ della Congregazione per la Dottrina della Fede a dieci anni dalla pubblicazione. Ha osservato che essa ha fatto chiarezza su alcune fondamentali verità cristologiche ed ecclesiologiche e ha rilanciato i dialoghi ecumenici ed interreligiosi a partire da una precisa identità cattolica; allo stesso tempo non ha chiuso le vie di ricerca positive indicate dal Concilio sulla grande questione della salvezza dei non cristiani. La ‘Dominus Iesus’, mettendo in guardia da un malinteso pluralismo, resta un valido richiamo di chiarezza dottrinale e pastorale, come base della catechesi, della nuova evangelizzazione e della ‘missio ad gentes’”.

“Il Cardinale William Levada ha poi svolto le due comunicazioni a lui affidate, rispettivamente su ‘Risposta della Chiesa ai casi di abuso sessuale: verso un orientamento comune’, e su ‘La Costituzione apostolica ‘Anglicanorum coetibus’’. Nella prima il Cardinale ha offerto un aggiornamento circa la legislazione canonica riguardante il delitto di abuso sessuale sui minori, e ha quindi svolto alcune osservazioni circa la più ampia responsabilità dei Vescovi per la tutela dei fedeli loro affidati. In ciò si è ispirato alle parole del Santo Padre, al suo esempio di ascolto e di accoglienza per le vittime, e ha parlato della collaborazione con le autorità civili e della necessità di un efficace impegno di protezione dei bambini e dei giovani e di un’attenta selezione e formazione dei futuri sacerdoti e religiosi. Infine ha informato sul lavoro di preparazione di una Lettera circolare della Congregazione alle Conferenze episcopali sulle linee guida da offrire per un programma coordinato ed efficace nella direzione sopra descritta”.

“Nella seconda comunicazione, il Cardinale Levada ha illustrato la natura e l’origine della Costituzione Apostolica sulla istituzione degli ordinariati per i fedeli anglicani che desiderano entrare ‘corporativamente’ nella piena comunione con la Chiesa cattolica. Ha spiegato il contesto ecumenico e la situazione attuale circa la costituzione di Ordinariati, il primo dei quali sarà eretto in Gran Bretagna, come è stato comunicato oggi stesso in uno ‘Statement’ della Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles”.

“Nella successiva discussione sono intervenuti 12 cardinali (quindi il numero totale di interventi nella giornata è stato di 30). Alcuni si sono riferiti ancora, con ulteriori approfondimenti, ai temi presentati nella mattinata, cioè la libertà religiosa e la liturgia, mentre altri si sono riferiti ai nuovi temi del pomeriggio, in particolare quello della risposta della Chiesa ai casi di abuso sessuale. È stato suggerito, tra l’altro, di incoraggiare le Conferenze Episcopali a sviluppare piani efficaci, tempestivi, articolati, completi e decisi di protezione dei minori, che tengano conto dei molteplici aspetti del problema e delle necessarie linee di intervento, sia per il ristabilimento della giustizia, sia per l’assistenza delle vittime, sia per la prevenzione e la formazione, anche nei paesi dove il problema non si è manifestato in modo drammatico come in altri”.

“Nel corso del dibattito si è anche deciso di manifestare la solidarietà del Collegio cardinalizio – unito con il Santo Padre - con i popoli dell’Iraq e di Haiti, oggi particolarmente provati, e di avviare una iniziativa concreta di raccolta di offerte caritative da inviare tramite ‘Cor Unum’”.
OP/ VIS 20101122 (560)

ASSUMERE STILE FIGLIO DI DIO: SERVIZIO E OFFERTA ALLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto il terzo Concistoro Ordinario Pubblico del suo Pontificato, per la creazione di 24 nuovi Cardinali.

Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre ha letto la formula di creazione e ha solennemente proclamato i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo, Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha rivolto al Papa, a nome di tutti, un indirizzo di omaggio e gratitudine.

Dopo la proclamazione del Santo Vangelo il Santo Padre ha tenuto l’omelia.

Il Papa ha detto che i nuovi Membri del Collegio Cardinalizio, da oggi, “entrano a far parte di quel ‘coetus peculiaris’, che presta al Successore di Pietro una collaborazione più immediata e assidua, sostenendolo nell’esercizio del suo ministero universale”.

Nel commentare il brano del Vangelo appena proclamato, il Papa ha spiegato che in esso “viene posta davanti ai nostri occhi l’icona di Gesù come il Messia - preannunziato da Isaia - che non è venuto per farsi servire, ma per servire: il suo stile di vita diventa la base dei nuovi rapporti all’interno della comunità cristiana e di un modo nuovo di esercitare l’autorità”.

“Qual è allora” – si è chiesto il Pontefice – “la via che deve percorrere chi vuole essere discepolo? È la via del Maestro, è la via della totale obbedienza a Dio”.

“Nella Chiesa nessuno è padrone” – ha sottolineato il Papa – “ma tutti sono chiamati, tutti sono inviati, tutti sono raggiunti e guidati dalla grazia divina. E questa è anche la nostra sicurezza! Solo riascoltando la parola di Gesù, che chiede ‘vieni e seguimi’, solo ritornando alla vocazione originaria è possibile intendere la propria presenza e la propria missione nella Chiesa come autentici discepoli”.

“Il criterio della grandezza e del primato secondo Dio non è il dominio, ma il servizio; la diaconia è la legge fondamentale del discepolo e della comunità cristiana (...). Il Figlio dell’uomo, che è venuto per servire; sintetizza cioè la sua missione sotto la categoria del servizio, inteso non in senso generico, ma in quello concreto della Croce, del dono totale della vita come ‘riscatto’, come redenzione per molti, e lo indica come condizione per la sequela. È un messaggio che vale per gli Apostoli, vale per tutta la Chiesa, vale soprattutto per coloro che hanno compiti di guida nel Popolo di Dio. Non è la logica del dominio, del potere secondo i criteri umani, ma la logica del chinarsi per lavare i piedi, la logica del servizio, la logica della Croce che è alla base di ogni esercizio dell’autorità. In ogni tempo la Chiesa è impegnata a conformarsi a questa logica e a testimoniarla per far trasparire la vera ‘Signoria di Dio’, quella dell’amore”.

“Venerati Fratelli eletti alla dignità cardinalizia, la missione, a cui Dio vi chiama quest’oggi e che vi abilita ad un servizio ecclesiale (...) richiede una volontà sempre maggiore di assumere lo stile del Figlio di Dio, (...). Si tratta di seguirlo nella sua donazione d’amore umile e totale alla Chiesa sua sposa, sulla Croce. (...) Per questo occorre un radicamento ancora più profondo e saldo in Cristo. Il rapporto intimo con Lui (...) costituisce l’esigenza primaria perché il nostro servizio sia sereno e gioioso e possa dare il frutto che si attende da noi il Signore”.

Successivamente ha avuto luogo la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e ai suoi successori.

I nuovi Cardinali, secondo l’ordine di creazione, si sono inginocchiati davanti al Papa che ha imposto loro la berretta rossa e ha assegnato ad ognuno una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia), in segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa per la città.

Il Santo Padre ha poi consegnato la Bolla di creazione dei Cardinali e ha scambiato un abbraccio di pace con ognuno dei nuovi Membri del Collegio Cardinalizio, il quale a sua volta ha scambiato un abbraccio con gli altri nuovi Membri.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera dei fedeli, la recita del Padre Nostro e la benedizione finale.
BXVI-CONCISTORO/ VIS 20101122 (700)

CHIESE TITOLARI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2010 (VIS). Durante il Concistoro di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha assegnato ai nuovi Cardinali nel momento della creazione, i seguenti Titoli e Diaconie:

1. Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Diaconia di Santa Maria in Aquiro.

2. Cardinale Antonios S.B. Naguib.

3. Cardinale Robert Sarah, Diaconia di San Giovanni Bosco in via Tuscolana.

4. Cardinale Francesco Monterisi, Diaconia di San Paolo alla Regola.

5. Cardinale Fortunato Baldelli, Diaconia di Sant’Anselmo all’Aventino.

6. Cardinale Raymond Leo Burke, Diaconia di Sant’Agata de’ Goti.

7. Cardinale Kurt Koch, Diaconia di Nostra Signora del Sacro Cuore.

8. Cardinale Paolo Sardi, Diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana.

9. Cardinale Mauro Piacenza, Diaconia di San Paolo alle Tre Fontane.

10. Cardinale Velasio De Paolis, C.S., Diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola.

11. Cardinale Gianfranco Ravasi, Diaconia di San Giorgio in Velabro.

12. Cardinale Medardo Joseph Mazombwe, Titolo di Santa Emerenziana a Tor Fiorenza.

13. Cardinale Raúl Eduardo Vela Chiriboga, Titolo di Santa Maria in Via.

14. Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Titolo di Santa Maria “Regina Pacis” in Ostia mare.

15. Cardinale Paolo Romeo, Titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani.

16. Cardinale Donald William Wuerl, Titolo di San Pietro in Vincoli.

17. Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Titolo dell’Immacolata al Tiburtino.

18. Cardinale Kazimierz Nycz, Titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.

19. Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Titolo di San Lorenzo in Lucina.

20. Cardinale Reinhard Marx, Titolo di San Corbiniano.

21. Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Titolo di San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa.

22. Cardinale Elio Sgreccia, Diaconia di Sant’Angelo in Pescheria.

23. Cardinale Walter Brandmüller, Diaconia di San Giuliano dei Fiamminghi.

24. Cardinale Domenico Bartolucci, Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in via Lata.
.../ VIS 20101122 (310)

MINISTERO PETRINO: LOGICA DELL’UMILTÀ E DEL SERVIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2010 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, nella Basilica Vaticana il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la concelebrazione eucaristica con i nuovi 24 Cardinali creati nel Concistoro di ieri ed ha consegnato loro l’Anello cardinalizio.

“Il primo servizio del Successore di Pietro è quello della fede” – ha detto il Papa nell’omelia – “Il dramma che si svolge sotto la croce di Gesù è un dramma universale; riguarda tutti gli uomini di fronte a Dio che si rivela per quello che è, cioè Amore. In Gesù crocifisso la divinità è sfigurata, spogliata di ogni gloria visibile, ma è presente e reale. Solo la fede sa riconoscerla: la fede di Maria, che unisce nel suo cuore anche questa ultima tessera del mosaico della vita del suo Figlio; Ella non vede ancora il tutto, ma continua a confidare in Dio, ripetendo ancora una volta con lo stesso abbandono Ecco la serva del Signore’".

“Il ministero di Pietro” – ha sottolineato il Pontefice – “consiste tutto nella sua fede, una fede che Gesù riconosce subito, fin dall’inizio, come genuina, come dono del Padre celeste; ma una fede che deve passare attraverso lo scandalo della croce, per diventare autentica, davvero ‘cristiana’, per diventare ‘roccia’ su cui Gesù possa costruire la sua Chiesa”.

“È difficile questo ministero, perché non si allinea al modo di pensare degli uomini – a quella logica naturale che peraltro rimane sempre attiva anche in noi stessi. (...) E questa regalità paradossale, dobbiamo testimoniarla e annunciarla come ha fatto Lui, il Re, cioè seguendo la sua stessa via e sforzandoci di adottare la sua stessa logica, la logica dell’umiltà e del servizio, del chicco di grano che muore per portare frutto”.

“L’efficacia del nostro servizio alla Chiesa, la Sposa di Cristo, dipende essenzialmente da questo, dalla nostra fedeltà alla regalità divina dell’Amore crocifisso. Per questo, sull’anello che oggi vi consegno, sigillo del vostro patto nuziale con la Chiesa, è raffigurata l’immagine della Crocifissione. E per lo stesso motivo il colore del vostro abito allude al sangue, simbolo della vita e dell’amore. Il Sangue di Cristo che, secondo un’antica iconografia, Maria raccoglie dal costato trafitto del Figlio morto sulla croce; e che l’apostolo Giovanni contempla mentre sgorga insieme con l’acqua, secondo le Scritture profetiche”.

“Il primato di Pietro e dei suoi Successori” – ha concluso il Pontefice – “è totalmente al servizio di questo primato di Gesù Cristo, unico Signore; al servizio del suo Regno, cioè della sua Signoria d’amore, affinché essa venga e si diffonda, rinnovi gli uomini e le cose, trasformi la terra e faccia germogliare in essa la pace e la giustizia”.
HML/ VIS 20101122 (450)

GESÙ DAL TRONO CROCE ACCOGLIE UOMO CON MISERICORDIA

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2010 (VIS). Al termine della Concelebrazione eucaristica con i nuovi Cardinali creati nel Concistoro di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato la Solennità di Cristo Re dell’Universo che si celebra oggi, istituita da Papa Pio XI nel 1925, e, che, dopo il Concilio Vaticano II, fu collocata a conclusione dell’anno liturgico.

“Il Vangelo di san Luca presenta, come in un grande quadro” – ha detto il Pontefice – “la regalità di Gesù nel momento della crocifissione. I capi del popolo e i soldati deridono ‘il primogenito di tutta la creazione’ e lo mettono alla prova per vedere se Egli ha il potere di salvare se stesso dalla morte. Eppure, proprio ‘sulla croce Gesù è all’’altezza’ di Dio, che è Amore. Lì si può ‘conoscerlo’. […] Gesù ci dà la ‘vita’ perché ci dà Dio”.

“Infatti, mentre il Signore sembra confondersi tra due malfattori, uno di essi, consapevole dei propri peccati, si apre alla verità, giunge alla fede e prega ‘il re dei Giudei’: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno’. Da Colui che ‘è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono’ il cosiddetto ‘buon ladrone’ riceve immediatamente il perdono e la gioia di entrare nel Regno dei Cieli. ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso’. Con queste parole, Gesù, dal trono della croce, accoglie ogni uomo con infinita misericordia”.

“Cari amici, la via dell’amore, che il Signore ci rivela e che ci invita a percorrere, la possiamo contemplare anche nell’arte cristiana” – ha spiegato il Santo Padre – “Infatti, anticamente, ‘nella conformazione degli edifici sacri […] diventò abituale rappresentare sul lato orientale il Signore che ritorna come re - l’immagine della speranza - [e …] sul lato occidentale […] il Giudizio finale come immagine della responsabilità per la nostra vita’: speranza nell’amore infinito di Dio e impegno di ordinare la nostra vita secondo l’amore di Dio”.

“Quando contempliamo le raffigurazioni di Gesù ispirate al Nuovo Testamento” – ha concluso il Papa – “come insegna un antico Concilio – siamo condotti a ‘comprendere […] la sublimità dell’umiliazione del Verbo di Dio e […] a ricordare la sua vita nella carne, la sua passione e morte salvifica, e la redenzione che di lì è derivata al mondo’”.
ANG/ VIS 20101122 (410)

VICINANZA DEL PAPA CRISTIANI CHE SOFFRONO DISCRIMINAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2010 (VIS). Dopo la recita dell’Angelus il Papa ha ricordato che: “Oggi, in Italia, su invito dei Vescovi, le comunità ecclesiali pregano per i cristiani che soffrono persecuzioni e discriminazioni, specialmente in Iraq. Mi unisco a questa corale invocazione al Dio della vita e della pace, affinché in ogni parte del mondo sia assicurata a tutti la libertà religiosa. Sono vicino a questi fratelli e sorelle per l’alta testimonianza di fede che rendono a Dio”.

“Nell’odierna memoria della Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria” – ha proseguito il Santo Padre – “la Chiesa si stringe con particolare affetto alle monache e ai monaci di clausura: è la ‘Giornata pro Orantibus’, che rinnova anche l’invito a sostenere concretamente queste comunità. Ad esse imparto di cuore la mia benedizione”.

“Oggi ricorre anche la ‘Giornata delle vittime della strada’. Mentre assicuro il mio ricordo nella preghiera, incoraggio a proseguire nell’impegno della prevenzione, che sta dando buoni risultati, ricordando sempre che la prudenza e il rispetto delle norme sono la prima forma di tutela di sé e degli altri”.

Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza “a tutte le persone colpite dalle alluvioni che negli ultimi giorni hanno devastato gran parte della Colombia. Auspicando che gli appelli alla solidarietà siano ascoltati, mi unisco a quanti elevano preghiere al Signore per le vittime e per quanti vivono ore di angoscia e tribolazione”.
ANG/ VIS 20101122 (240)

NOTA DIRETTORE SALA STAMPA PAROLE SANTO PADRE NEL LIBRO “LUCE DEL MONDO” SULL’USO DEL PROFILATTICO

CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sulle parole del Santo Padre nel libro “Luce del mondo”, sull’uso del profilattico.

“Alla fine del capitolo 11 del libro ‘Luce del mondo’, il Papa risponde a due domande circa la lotta contro l’AIDS e l’uso del profilattico, domande che si ricollegano alla discussione seguita ad alcune parole pronunciate dal Papa sul tema nel corso del suo viaggio in Africa nel 2009”.

“Il Papa ribadisce chiaramente che egli allora non aveva voluto prendere posizione sul problema dei profilattici in generale, ma aveva voluto affermare con forza che il problema dell’AIDS non si può risolvere con la sola distribuzione di profilattici, perché bisogna fare molto di più: prevenire, educare, aiutare, consigliare, stare vicini alle persone, sia affinché non si ammalino sia nel caso che siano ammalate”.

“Il Papa osserva che anche nell’ambito non ecclesiale si è sviluppata una analoga consapevolezza, come appare dalla cosiddetta teoria ABC (Abstinence – Be Faithful – Condom), in cui i primi due elementi (astinenza e fedeltà) sono molto più determinanti e fondamentali per la lotta all’AIDS, mentre il profilattico appare in ultimo luogo come scappatoia, quando mancano gli altri due. Deve essere quindi chiaro che il profilattico non è la soluzione del problema”.

“Il Papa allarga poi lo sguardo e insiste sul fatto che concentrarsi solo sul profilattico equivale a banalizzare la sessualità, che perde il suo significato come espressione di amore fra persone e diventa come una ‘droga’. Lottare contro la banalizzazione della sessualità è ‘parte del grande sforzo perché la sessualità venga valutata positivamente e possa esercitare il suo effetto positivo sull’essere umano nella sua totalità’".

“Alla luce di questa visione ampia e profonda della sessualità umana e della sua problematica odierna, il Papa riafferma che ‘naturalmente la Chiesa non considera i profilattici come la soluzione autentica e morale’ del problema dell’AIDS”.

“Con ciò il Papa non riforma o cambia l’insegnamento della Chiesa, ma lo riafferma mettendosi nella prospettiva del valore e della dignità della sessualità umana come espressione di amore e responsabilità”.

“Allo stesso tempo il Papa considera una situazione eccezionale in cui l’esercizio della sessualità rappresenti un vero rischio per la vita dell’altro. In tal caso, il Papa non giustifica moralmente l’esercizio disordinato della sessualità, ma ritiene che l’uso del profilattico per diminuire il pericolo di contagio sia ‘un primo atto di responsabilità’, ‘un primo passo sulla strada verso una sessualità più umana’, piuttosto che il non farne uso esponendo l’altro al rischio della vita”.

“In ciò, il ragionamento del Papa non può essere certo definito una svolta rivoluzionaria”.

“Numerosi teologi morali e autorevoli personalità ecclesiastiche hanno sostenuto e sostengono posizioni analoghe; è vero tuttavia che non le avevamo ancora ascoltate con tanta chiarezza dalla bocca di un Papa, anche se in una forma colloquiale e non magisteriale”.

“Benedetto XVI ci dà quindi con coraggio un contributo importante di chiarificazione e approfondimento su una questione lungamente dibattuta. È un contributo originale, perché da una parte tiene alla fedeltà ai principi morali e dimostra lucidità nel rifiutare una via illusoria come la ‘fiducia nel profilattico’; dall’altra manifesta però una visione comprensiva e lungimirante, attenta a scoprire i piccoli passi – anche se solo iniziali e ancora confusi - di una umanità spiritualmente e culturalmente spesso poverissima, verso un esercizio più umano e responsabile della sessualità”.
OP/ VIS 20101122 (580)

ESSERE NELLA CHIESA ATTENTI ASCOLTATORI VARIE VOCI

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i 24 nuovi Cardinali, creati sabato 20 novembre, accompagnati dai familiari e dai fedeli delle loro diocesi, convenuti a Roma per il Concistoro.

Il Papa ha rivolto parole di saluto in italiano, inglese, francese, tedesco, portoghese e polacco ai nuovi porporati, e ha esortato quanti li accompagnavano “ad assicurare il sostegno della loro preghiera, perché possiate perseverare fedelmente nei rispettivi compiti a vantaggio del Vangelo e dell'intero popolo cristiano”.

“Il vostro ministero” – ha detto il Papa ai Cardinali – “si arricchisce di un ulteriore impegno nel sostenere il Successore di Pietro, nel suo universale servizio alla Chiesa. Confido tanto in voi, nella vostra preghiera e nel vostro prezioso aiuto. Con fraterna stima, vi incoraggio a proseguire nella vostra missione spirituale e apostolica, che ha conosciuto una tappa molto importante. Mantenete fisso lo sguardo su Cristo, attingendo da Lui ogni grazia e spirituale conforto, sull'esempio luminoso dei Santi Cardinali, intrepidi servitori della Chiesa che nel corso dei secoli hanno reso gloria a Dio con esercizio eroico delle virtù e tenace fedeltà al Vangelo”.

“Invoco su di voi e sui presenti la materna protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, e della martire santa Cecilia, di cui oggi celebriamo la memoria. La patrona della musica e del bel canto” – ha auspicato il Pontefice – “accompagni e sostenga il vostro impegno di essere nella Chiesa attenti ascoltatori delle varie voci, per rendere più profonda l’unità dei cuori”.
AC/ VIS 20101122 (260)

MESSAGGIO PAPALE IN OCCASIONE SIMPOSIO CARDINALE NEWMAN

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Padre Hermann Geissler, F.S.O. Direttore dell’”International Centre of Newman Friends”, in occasione del Simposio che il Centro ha organizzato a Roma sul tema: “Il primato di Dio nella vita e negli scritti del beato John Henry Newman”.

Il Papa ricorda che Newman, dopo aver attraversato nella sua gioventù un periodo di difficoltà e di dubbi, ricevette la grazia della conversione e si lasciò guidare da due criteri fondamentali che “manifestano appieno il primato di Dio nella sua vita. Il primo: ‘la santità piuttosto che la pace’ , documenta la sua ferma volontà di aderire al Maestro interiore con la propria coscienza, di abbandonarsi fiduciosamente al Padre e di vivere nella fedeltà alla verità riconosciuta. (...) Il secondo motto scelto da Newman: ‘la crescita è la sola espressione di vita’, esprime compiutamente la sua disposizione ad una continua conversione, trasformazione e crescita interiore, sempre fiduciosamente appoggiato a Dio”.

“Scoprì così” – scrive ancora il Papa – “la sua vocazione al servizio della Parola di Dio e, rivolgendosi ai Padri della Chiesa per trovare maggiore luce, propose una vera riforma dell’anglicanesimo, aderendo infine alla Chiesa cattolica”.

“Il primato di Dio si traduce dunque, per Newman” – sottolinea Benedetto XVI – “nel primato della verità, una verità che va cercata anzitutto disponendo la propria interiorità all’accoglienza, in un confronto aperto e sincero con tutti, e che trova il suo culmine nell’incontro con Cristo, ‘via, verità e vita’”.

“Presentando e difendendo la Verità, Newman fu sempre attento anche a trovare il linguaggio appropriato, la forma giusta ed i1 tono adeguato. Cercò di non offendere mai e di rendere testimonianza alla gentile luce interiore (“kindly light”), sforzandosi di convincere con l’umiltà, l’allegria e la pazienza”.

“Al beato John Henry Newman, maestro nell’insegnarci che il primato di Dio è il primato della verità e dell’amore, affido le riflessioni e il lavoro del presente Simposio, mentre, per intercessione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, sono lieto di impartire a Lei e a tutti i partecipanti l’implorata Benedizione Apostolica, pegno di abbondanti favori celesti”.
MESS/ VIS 20101122 (360)

CORDOGLIO MORTE DEL CARDINALE URBANO NAVARRETE

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Padre Adolfo Nicolás Pachón, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, per la morte, avvenuta quest’oggi, all’età di 90 anni, del Cardinale Urbano Navarrete, S.I., Diacono di San Ponziano.

Il Papa esprime il suo “profondo cordoglio” al Preposito, “all’intera Compagnia di Gesù ed ai familiari del caro Porporato” e ricorda “il lungo e competente servizio prestato dall’insigne giurista alla Pontificia Università Gregoriana come pure alla Santa Sede”.

La Liturgia Esequiale del Cardinale Urbano Navarrete, S.I., sarà concelebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, e dai Membri del Collegio Cardinalizio, il 24 novembre, alle 11:30, all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.

Al termine della celebrazione eucaristica, il Santo Padre rivolgerà alcune parole ai presenti e presiederà il rito della Ultima Commendatio e della Valedictio.
TGR/ VIS 20101122 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristobal de la Habana (Cuba).

- Il Cardinale José T. Sanchez, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale Ricardo J. Vidal, Arcivescovo emerito di Cebu (Filippine).
AP/... VIS 20101122 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre José Bonello, O.F.M., Vescovo Coadiutore di Juticalpa (superficie: 24.341; popolazione: 578.000; cattolici: 530.000; sacerdoti: 23; religiosi: 49), Honduras. Il Vescovo eletto è nato a Xaghra (Malta), nel 1961, ha emesso la professione solenne nel 1983 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. È stato finora Vicario Generale della Diocesi di Comayagua (Honduras) e Parroco di “Santa Ana” in La Libertad.

- Il Vescovo Vincenzo Di Mauro, Vescovo Coadiutore di Vigevano (superficie: 1.509; popolazione: 184.356; cattolici: 174.869; sacerdoti: 118; religiosi: 198; diaconi permanenti: 10), Italia, con il titolo di Arcivescovo “ad personam”. L’Arcivescovo eletto è nato a Monza (Italia), nel 1951, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2007. È stato finora Segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

Sabato 20 novembre il Santo Padre ha nominato l’Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, Nunzio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo. È stato finora Nunzio Apostolico in Pakistan.
NEC:NN/ VIS 20101122 (170)

venerdì 19 novembre 2010

CONCISTORO SI APRE CON GIORNATA DI PREGHIERA E RIFLESSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2010 (VIS). In occasione del Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 24 nuovi Cardinali, questa mattina si è tenuta una giornata di preghiera e di riflessione dei Membri del Collegio Cardinalizio nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano.

L’incontro ha avuto inizio alle 9:30 con il saluto del Santo Padre Benedetto XVI ai Membri del Collegio Cardinalizio. Quindi sono stati affrontati due temi di discussione: la situazione della libertà religiosa nel mondo e le nuove sfide con relazione introduttiva del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e la Liturgia nella vita della Chiesa oggi, con introduzione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Cardinale Antonio Cañizares Llovera.

Successivamente ha preso la parola il Santo Padre il quale ha introdotto, in particolare, i due temi proposti per la mattinata. Quanto al primo, ha ricordato che nel mandato del Signore di annunciare il Vangelo è implicita l’esigenza della libertà di farlo e tuttavia ciò incontra, nella storia, diverse opposizioni. Il rapporto fra verità e libertà è essenziale, ma oggi si trova di fronte alla grande sfida del relativismo, che sembra completare il concetto di libertà ma in realtà rischia di distruggerla proponendosi come una vera “dittatura”. Ci troviamo dunque in un tempo di difficile impegno per affermare la libertà di annunciare la verità del Vangelo e delle grandi acquisizioni della cultura cristiana. Quanto al secondo tema, il Papa ha richiamato l’importanza essenziale della liturgia nella vita della Chiesa, perché è il luogo della presenza di Dio con noi.

Il Cardinale Bertone ha tracciato una visione panoramica dei tentativi odierni di limitare la libertà dei cristiani nelle varie regioni del mondo. Il Cardinale ha dapprima invitato a riflettere sulla situazione della libertà religiosa nei Paesi occidentali, dove si assiste oggi ad un processo di secolarizzazione, con tentativi di emarginazione dei valori spirituali dalla vita sociale. In secondo luogo il Cardinale Segretario di Stato ha esposto quale sia la situazione della libertà religiosa nei Paesi islamici, ricordando le conclusioni a cui è giunta la recente assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente. Il Cardinale Tarcisio Bertone ha infine esposto l’attività della Santa Sede e degli Episcopati locali in difesa dei cattolici, sia in Occidente che in Oriente. In proposito ha anche ricordato il grande impegno della Santa Sede in campo internazionale, per promuovere di fronte agli Stati ed alle Organizzazioni delle Nazioni Unite il rispetto della libertà religiosa dei credenti.

Il Cardinale Antonio Cañizares ha ricordato poi l’importanza della preghiera liturgica nella vita della Chiesa.

Nel corso dell’ampio dibattito sono intervenuti 18 Cardinali che hanno approfondito principalmente la problematica della libertà religiosa e delle difficoltà incontrate dall’attività della Chiesa nelle diverse parti del mondo. Si è parlato anche delle gravi difficoltà che oggi la Chiesa incontra nella difesa di valori fondati nello stesso diritto naturale, come il rispetto della vita e della famiglia. Altro argomento sviluppato è stato quello del dialogo interreligioso, in particolare con l’Islam.

Nel pomeriggio sono previste due comunicazioni. La prima sarà del Cardinale William Joseph Levada sulle Norme date dalla Santa Sede per accogliere nella Chiesa cattolica i sacerdoti ed i fedeli anglicani che ne facciano richiesta e in difesa di minori vittime di abusi da parte di membri del clero. Il secondo intervento sarà tenuto dall’Arcivescovo Angelo Amato, il quale ricorderà l’attualità dell’Istruzione “Dominus Iesus”, di dieci anni fa, circa Gesù Cristo nostro unico Salvatore.
OP/ VIS 20101119 (590)

RITO CONCISTORO CREAZIONE NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2010 (VIS). Domani, sabato 20 novembre 2010, alle ore 10:30, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI terrà un Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 24 nuovi Cardinali.

Il Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali, secondo il nuovo rito introdotto in occasione del Concistoro del 28 giugno 1991, prevede i seguenti momenti:

Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre legge la formula di creazione, e proclama solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, a nome di tutti, rivolge al Santo Padre un indirizzo di omaggio.

Dopo la Liturgia della Parola, il Santo Padre tiene l'omelia, a cui segue la professione di fede e il giuramento dei nuovi Cardinali.

Successivamente, ogni Cardinale, secondo l'ordine di creazione, si avvicina al Santo Padre e Gli si inginocchia davanti per ricevere la berretta cardinalizia e l’assegnazione di un Titolo o Diaconia.

Il Santo Padre impone la berretta cardinalizia: "Rossa come segno della dignità del cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all'effusione del sangue, per l'incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa".

Quindi il Santo Padre consegna la Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia e scambia con il neo Cardinale l'abbraccio di pace. Il nuovo Cardinale scambia poi con gli altri Cardinali l'abbraccio di pace.

Il rito si conclude con la Preghiera dei fedeli, la recita del Padre Nostro e la benedizione finale.

Domenica 21 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, alle ore 9:30 avrà luogo la solenne Cappella Papale, durante la quale il Santo Padre presiederà la concelebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali ai quali consegnerà l’Anello cardinalizio.

Dopo la cerimonia di domani, il Collegio Cardinalizio conterà 203 Membri, dei quali 121 Elettori, suddivisi nei cinque continenti come segue: Europa: 111, America del Nord: 21, America Latina: 31, Africa: 17; Asia: 19 e Oceania: 4.

In qualità di Consiglieri del Santo Padre, i Cardinali operano collegialmente con il Papa nei Concistori convocati e presieduti dal Romano Pontefice. I Concistori possono essere Ordinari e Straordinari. Nel Concistoro Ordinario si riuniscono i Cardinali presenti a Roma, con Vescovi, Sacerdoti ed invitati speciali. Il Papa convoca i Concistori Ordinari per esaminare importanti questioni e per conferire speciale solennità ad alcune celebrazioni. Con il Concistoro Straordinario il Papa convoca tutti i Cardinali per esaminare alcune urgenze particolari della Chiesa o affari di grande gravità.
.../ VIS 101119 (440)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2010 (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/ VIS 20101119 (30)

giovedì 18 novembre 2010

CONSIGLIO UNITÀ CRISTIANI: RAVVIVARE INTERESSE ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che si è svolta sul tema: “Verso una nuova tappa del dialogo ecumenico”.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato il 50° anniversario, celebrato ieri, dell’istituzione del Dicastero, creato nel 1960, alla vigilia del Concilio Vaticano II, dal Beato Giovanni XXIII, con il nome di Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e denominato, a partire dal 1988, per volontà di Giovanni Paolo II, Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

La decisione di Giovanni XXIII “fu un atto che costituì una pietra miliare per il cammino ecumenico della Chiesa cattolica” – ha affermato il Papa – “Sono cinquant’anni in cui si è acquisita una conoscenza più vera e una stima più grande con le Chiese e le Comunità ecclesiali, superando pregiudizi sedimentati dalla storia; si è cresciuti nel dialogo teologico, ma anche in quello della carità; si sono sviluppate varie forme di collaborazione, tra le quali, oltre a quelle per la difesa della vita, per la salvaguardia del creato e per combattere l’ingiustizia, importante e fruttuosa è stata quella nel campo delle traduzioni ecumeniche della Sacra Scrittura”.

“In questi ultimi anni, poi” – ha proseguito il Pontefice – “il Pontificio Consiglio si è impegnato, tra l’altro, in un ampio progetto, il cosiddetto ‘Harvest Project’, per tracciare un primo bilancio dei traguardi conseguiti nei dialoghi teologici con le principali Comunità ecclesiali dal Vaticano II. Si tratta di un prezioso lavoro che ha messo in evidenza sia le aree di convergenza, sia quelle in cui è necessario continuare ad approfondire la riflessione. Rendendo grazie a Dio per i frutti già raccolti, vi incoraggio a proseguire il vostro impegno nel promuovere una corretta ricezione dei risultati raggiunti e nel far conoscere con esattezza lo stato attuale della ricerca teologica a servizio del cammino verso l’unità”.

“Oggi alcuni pensano che tale cammino, specie in Occidente, abbia perso il suo slancio; si avverte, allora, l’urgenza di ravvivare l’interesse ecumenico e di dare una nuova incisività ai dialoghi. Sfide inedite, poi, si presentano: le nuove interpretazioni antropologiche ed etiche, la formazione ecumenica delle nuove generazioni, l’ulteriore frammentazione dello scenario ecumenico”.

“Con le Chiese Ortodosse e le Antiche Chiese Orientali, con le quali esistono ‘strettissimi legami’, la Chiesa cattolica prosegue con passione il dialogo, cercando di approfondire in modo serio e rigoroso il comune patrimonio teologico, liturgico e spirituale, e di affrontare con serenità e impegno gli elementi che ancora ci dividono. Con gli Ortodossi” – ha detto ancora il Papa – “si è giunti a toccare un punto cruciale di confronto e di riflessione: il ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa. E la questione ecclesiologica è anche al centro del dialogo con le Antiche Chiese Orientali: nonostante molti secoli di incomprensione e di lontananza, si è constatato, con gioia, di avere conservato un prezioso patrimonio comune”.

“Cari amici, pur in presenza di nuove situazioni problematiche o di punti difficili per il dialogo, la meta del cammino ecumenico rimane immutata, come pure l’impegno fermo nel perseguirla. Non si tratta, però” – ha spiegato il Pontefice – “di un impegno secondo categorie, per così dire, politiche, in cui entrano in gioco l’abilità di negoziare o la maggiore capacità di trovare compromessi, per cui ci si potrebbe aspettare, come buoni mediatori, che, dopo un certo tempo, si arrivi ad accordi accettabili da tutti”.

“L’azione ecumenica” – ha sottolineato Benedetto XVI – “ha un duplice movimento. Da una parte la ricerca convinta, appassionata e tenace per trovare tutta l’unità nella verità, per escogitare modelli di unità, per illuminare opposizioni e punti oscuri in ordine al raggiungimento dell’unità. E questo nel necessario dialogo teologico, ma soprattutto nella preghiera e nella penitenza, in quell’ecumenismo spirituale che costituisce il cuore pulsante di tutto il cammino: l’unità dei cristiani è e rimane preghiera, abita nella preghiera. Dall’altra parte, un altro movimento operativo, che sorge dalla ferma consapevolezza che noi non sappiamo l’ora della realizzazione dell’unità tra tutti i discepoli di Cristo e non la possiamo conoscere, perché l’unità non la ‘facciamo noi’, la ‘fa’ Dio: viene dall’alto; (...) è un prendere parte all’unità divina. E questo non deve far diminuire il nostro impegno, anzi, deve renderci sempre più attenti a cogliere i segni e i tempi del Signore, sapendo riconoscere con gratitudine quello che già ci unisce e lavorando perché si consolidi e cresca”.

“Alla fine” – ha concluso Benedetto XVI – “anche nel cammino ecumenico, si tratta di lasciare a Dio quello che è unicamente suo e di esplorare, con serietà, costanza e dedizione, quello che è nostro compito, tenendo conto che al nostro impegno appartengono i binomi di agire e soffrire, di attività e pazienza, di fatica e gioia”.
AC/ VIS 20101118 (800)

MONDO SANITARIO NON PUÒ SOTTRARSI REGOLE MORALI

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio all’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ed ai partecipanti alla XXV Conferenza Internazionale del Dicastero in corso, in questi giorni, sul tema: “’Caritas in veritate’. Per una cura della salute equa ed umana”.

“È necessario” – sottolinea il Papa – “operare con maggiore impegno a tutti i livelli affinché il diritto alla salute sia reso effettivo, favorendo l’accesso alle cure sanitarie primarie. Nella nostra epoca si assiste da una parte ad un’attenzione alla salute che rischia di trasformarsi in consumismo farmacologico, medico e chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo, e dall’altra parte, alla difficoltà di milioni di persone ad accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci indispensabili per curarsi”.

“Anche nel campo della salute (...) è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano”.

“Si promuove la giustizia quando si accoglie la vita dell’altro e ci si assume la responsabilità per lui, rispondendo alle sue attese, perché in lui si coglie il volto stesso del Figlio di Dio, che per noi si è fatto uomo. L’immagine divina impressa nel nostro fratello fonda l’altissima dignità di ogni persona e suscita in ciascuno l’esigenza del rispetto, della cura e del servizio”.

“La giustizia sanitaria” – scrive ancora il Pontefice – “deve essere fra le priorità nell’agenda dei Governi e delle Istituzioni internazionali. Purtroppo, accanto a risultati positivi e incoraggianti, vi sono opinioni e linee di pensiero che la feriscono: mi riferisco a questioni come quelle connesse con la cosiddetta ‘salute riproduttiva’, con il ricorso a tecniche artificiali di procreazione comportanti distruzione di embrioni, o con l’eutanasia legalizzata. L’amore alla giustizia, la tutela della vita dal suo concepimento al termine naturale, il rispetto della dignità di ogni essere umano, vanno sostenuti e testimoniati, anche controcorrente: i valori etici fondamentali sono patrimonio comune della moralità universale e base della convivenza democratica”.

“Solo se si guarda al mondo con lo sguardo del Creatore, che è sguardo d’amore” – conclude il Papa – “l’umanità imparerà a stare sulla terra nella pace e nella giustizia, destinando con equità la terra e le sue risorse al bene di ogni uomo e di ogni donna. Per questo, “auspico […] l’adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani”.
MESS/ VIS 20101118 (450)

DIRETTORE SALA STAMPA ORDINAZIONE EPISCOPALE REPUBBLICA POPOLARE CINESE

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo la risposta del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., relativa ad un’ordinazione episcopale nella Repubblica Popolare Cinese.

Domanda: “Qual è la posizione della Santa Sede riguardo alle notizie secondo le quali alcuni vescovi nella Cina continentale sarebbero costretti a partecipare ad una ordinazione episcopale in Chengde, Hebei? Il candidato è stato approvato dal Papa?”

Risposta: “La Santa Sede è preoccupata dalle notizie provenienti dalla Cina Continentale secondo le quali alcuni vescovi in comunione con il Papa sono costretti da ufficiali governativi a intervenire ad una ordinazione episcopale illecita in Chengde, nel nord est di Hebei, programmata verso il 20 novembre”.

“Se tali notizie sono vere, la Santa Sede considererebbe tali azioni come gravi violazioni della libertà di religione e della libertà di coscienza”.

“La Santa Sede considererebbe tale ordinazione illecita e pregiudizievole dei rapporti costruttivi che si sono sviluppati negli ultimi tempi fra la Repubblica Popolare Cinese e la Santa Sede”.

“Inoltre, la Santa Sede conferma che Padre Joseph Guo Jincai non ha ricevuto l’approvazione del Santo Padre ad essere ordinato Vescovo della Chiesa Cattolica. La Santa Sede, che desidera sviluppare rapporti positivi con la Cina, si è messa in contatto con le Autorità cinesi riguardo a tutta la questione e ha chiarificato la sua posizione”.
OP/ VIS 20101118 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Grazia Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Primate della Comunione Anglicana.

- Sua Eminenza Ioannis (Zizioulas), Metropolita di Pergamo.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Oeste), in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo João Braz de Aviz, di Brasilia, con l’Ausiliare emerito Vescovo João Evangelista Martins Terra, S.I.

- Il Vescovo Paulo Roberto Beloto, di Formosa.

- Il Vescovo Afonso Fioreze, C.P., di Luziânia.

- Il Vescovo Messias dos Reis Silveira, di Uruaçu.

- Il Vescovo Philip Dickmans, di Miracema do Tocantins.

- Il Vescovo Romualdo Matias Kujawski, di Porto Nacional.

- Il Vescovo Giovane Pereira de Melo, di Tocantinópolis.
- Il Vescovo Rodolfo Luís Weber, Prelato di Cristalândia, con il Prelato emerito Vescovo Heriberto Hermes, O.S.B.
AP:AL/ VIS 20101118 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, Membro della Congregazione per i Vescovi.
NA/ VIS 20101118 (40)

mercoledì 17 novembre 2010

SANTA GIULIANA DE CORNILLON ED ISTITUZIONE “CORPUS DOMINI”

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, a Santa Giuliana de Cornillon che contribuì all’istituzione della Solennità del “Corpus Domini”.

Nata nei pressi di Liegi (Belgio) alla fine del XII secolo, rimasta orfana a cinque anni, “Giuliana con la sorella Agnese fu affidata” – ha detto il Papa – “alle cure delle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon”. Qui ricevette l’abito religioso, divenne monaca agostiniana e dopo circa vent’anni Priora.

“Acquisì una notevole cultura (...); aveva un senso profondo della presenza di Cristo, che sperimentava vivendo in modo particolarmente intenso il Sacramento dell’Eucaristia”.

“A sedici anni ebbe una prima visione” - ha spiegato il Pontefice - “Il Signore le fece comprendere” la necessità di istituire la festa liturgica del “Corpus Domini”, “una festa nella quale i credenti avrebbero potuto adorare l’Eucaristia per aumentare la loro fede, avanzare nella pratica delle virtù e riparare le offese al Santissimo Sacramento”.

Giuliana “si confidò con altre due ferventi adoratrici dell’Eucaristia, la beata Eva, che conduceva vita eremitica, e Isabella, che l’aveva raggiunta nel monastero di Mont-Cornillon. Le tre donne stabilirono una specie di ‘alleanza spirituale’, con il proposito di glorificare il Santissimo Sacramento”.

“Fu proprio il Vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte” – ha ricordato il Pontefice – “che, dopo iniziali esitazioni, accolse la proposta di Giuliana e delle sue compagne, e istituì, per la prima volta, la solennità del ‘Corpus Domini’ nella sua Diocesi. Più tardi, altri Vescovi lo imitarono, stabilendo la medesima festa nei territori affidati alle loro cure pastorali”.

“Giuliana” – ha detto ancora il Pontefice – “dovette subire la dura opposizione di alcuni membri del clero e dello stesso superiore da cui dipendeva il suo monastero. Allora, di sua volontà, Giuliana lasciò il convento di Mont-Cornillon con alcune compagne, e per dieci anni, dal 1248 al 1258, fu ospite di vari monasteri di suore cistercensi (...) ma continuava a diffondere con zelo il culto eucaristico. Si spense nel 1258 a Fosses-La-Ville, in Belgio”.

Papa “Urbano IV, nel 1264” – ha ricordato il Pontefice – “volle istituire la solennità del ‘Corpus Domini’ come festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedì successivo alla Pentecoste. (...) Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennità del ‘Corpus Domini’ a Orvieto, città in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Città si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena”.

“Urbano IV chiese a uno dei più grandi teologi della storia, san Tommaso d’Aquino – che in quel tempo accompagnava il Papa e si trovava a Orvieto –, di comporre i testi dell’ufficio liturgico di questa grande festa. (...) Sono testi” – ha detto il Papa – “che fanno vibrare le corde del cuore per esprimere lode e gratitudine al Santissimo Sacramento”.

“Anche se dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa del ‘Corpus Domini’ venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell’Ungheria e dell’Italia settentrionale, fu ancora un Pontefice, Giovanni XXII, che nel 1317 la ripristinò per tutta la Chiesa”.

“Vorrei affermare con gioia che oggi nella Chiesa c’è una ‘primavera eucaristica’: quante persone sostano silenziose dinanzi al Tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d’amore con Gesù! È consolante sapere che non pochi gruppi di giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti alla Santissima Eucaristia. Prego perché questa ‘primavera’ eucaristica si diffonda sempre più in tutte le parrocchie, in particolare in Belgio, la patria di santa Giuliana”.

“Ricordando santa Giuliana di Cornillon rinnoviamo anche noi” – ha invitato Benedetto XVI – “la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. (...) Carissimi amici, la fedeltà all’incontro con il Cristo Eucaristico nella Santa Messa domenicale è essenziale per il cammino di fede, ma cerchiamo anche di andare frequentemente a visitare il Signore presente nel Tabernacolo! (...) Proprio attraverso il nostro guardare in adorazione, il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci come trasforma il pane e il vino”.
AG/ VIS 20101117 (680)

APPELLO AFFINCHÉ SIA RESTITUITA LA LIBERTÀ AD ASIA BIBI

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre, al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, nel ricordare la situazione dei cristiani in Pakistan, ha pronunciato le seguenti parole:

“In questi giorni la comunità internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Signora Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al più presto, le sia restituita la piena liberta. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati”.

Asia Bibi è una lavoratrice agricola cristiana di nazionalità pakistana alla quale i lavoratori agricoli dopo una giornata di lavoro nei campi hanno chiesto di andare a procurarsi l’acqua, ma un gruppo di donne musulmane si è opposto, sostenendo che come cristiana impura, non doveva toccare il recipiente. Ne è nata una discussione e alcuni giorni dopo, le donne di fede islamica hanno raccontato l’accaduto ad un Imam locale sostenendo che Asia Bibi aveva usato parole offensive contro Maometto. L’Imam ha sollecitato l’intervento della polizia e l’apertura di una inchiesta. Pochi giorni dopo Asia Bibi è stata arrestata nel villaggio di Ittanwalai ed accusata di violare la legge 295 del Codice Penale che prevede la pena di morte per blasfemia (n.d.r.).
AG/ VIS 20101117 (230)

PAPA RICORDA TERREMOTO CHE 30 ANNI FA DEVASTÒ BASILICATA

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Al termine della catechesi, il Papa ha rivolto parole di saluto ai fedeli provenienti dalla Basilicata, accompagnati dai loro Vescovi, dai sacerdoti e dalle Autorità civili della Regione, giunti a Roma per commemorare il trentesimo anniversario del terremoto che colpì la Regione.

“In quel drammatico evento, le cui ferite sono ancora profonde e vive nella mente e nel cuore di queste care popolazioni, da tante parti d’Italia sono giunti aiuti generosi. A livello locale, ciascuno si è impegnato, per parte sua, in quegli interventi necessari; vorrei sottolineare in particolare l’opera della Chiesa, che ha saputo offrire, oltre al soccorso materiale, la luce della speranza del Cristo Risorto, in un momento di sconforto e di buio. Auspico che l’odierno incontro, anche nel ricordo della visita paterna compiuta in quei giorni dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, ravvivi nel popolo cristiano il dono della fede e la gioia di condividerla nella grande famiglia della Chiesa”.
AG/ VIS 20101117 (180)

MESSA IN SUFFRAGIO VITTIME ATTENTATO CATTEDRALE DI BAGHDAD

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Giovedì 25 novembre, alle ore 17:00, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, su iniziativa della Procura della Chiesa Siro-Cattolica di Roma, sarà celebrata dal Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, una Santa Messa in suffragio dei sacerdoti e dei fedeli vittime della strage avvenuta il 31 ottobre scorso, nella Cattedrale di Baghdad.

L’invito alla Celebrazione è esteso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
OP/ VIS 20101117 (90)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Petros Hanna Issa Al-Harboli, di Zaku dei Caldei (Iraq), il 3 novembre, all’età di 64 anni.

- Il Vescovo Nikol Joseph Cauchi, emerito di Gozo (Malta), il 15 novembre, all’età di 81 anni.

- Il Vescovo John Jerome Cunneen, emerito di Christchurch (Nuova Zelanda), il 9 novembre, all’età di 78 anni.

- Il Vescovo Romualdas Kriksciunas, già Amministratore Apostolico della Diocesi di Panevezys (Lituania), il 2 novembre, all’età di 80 anni.

- Il Vescovo Mateus Feliciano Tomás, di Namibe (Angola), il 30 ottobre, all’età di 52 anni.
.../ VIS 20101117 (120)

martedì 16 novembre 2010

CONCLUSIONI INCONTRO DIALOGO INTERRELIGIOSO TEHERAN

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). Il Centro per il Dialogo Interreligioso dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche di Teheran (Iran) e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Vaticano), hanno organizzato il loro settimo Colloquio, a Teheran, dal 9 all’11 novembre, sotto la presidenza congiunta dal Dottor Mohammad Baqer Khorramshad, Presidente dell’Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche e del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno concordato quanto segue:

1. Credenti e comunità religiose, sulla base della loro fede in Dio, hanno un ruolo specifico da svolgere nella società, su un piano di parità con gli altri cittadini;

2. La religione ha un’intrinseca dimensione sociale che lo Stato ha l’obbligo di rispettare; perciò, anche nell’interesse della società, la religione non può essere confinata nella sfera privata;

3. I credenti sono chiamati a cooperare alla ricerca del bene comune, sulla base di una solida relazione tra fede e ragione;

4. È necessario che cristiani e musulmani, come pure tutti i credenti e le persone di buona volontà, cooperino nel rispondere alle sfide odierne promuovendo i valori morali, la giustizia, la pace, e difendendo la famiglia, l’ambiente e le risorse naturali;

5. La fede, per la sua stessa natura, esige la libertà. Perciò la libertà religiosa, come diritto intrinseco alla dignità umana, deve essere sempre rispettata dagli individui, dagli agenti sociali e dallo Stato. Nell’applicazione di questo principio fondamentale dovrà essere preso in considerazione lo sfondo storico-culturale di ogni società che non sia in contraddizione con la dignità umana;

6. L’educazione delle giovani generazioni si deve basare sulla ricerca della verità, sui valori spirituali e sulla promozione della conoscenza”.
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di continuare sulla via di un dialogo genuino e fruttuoso. Il prossimo Colloquio avrà luogo a Roma nel 2012.
OP/ VIS 20101116 (320)

NUOVA REGIA MOBILE AD ALTA DEFINIZIONE DEL CTV

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). "Nuove tecnologie al servizio delle comunicazioni della Santa Sede" è stato il tema della Conferenza Stampa di presentazione della nuova Regia mobile del Centro Televisivo Vaticano per riprese televisive in Alta Definizione che da ora in poi sarà impiegato dal Centro Televisivo Vaticano.

Alla Conferenza Stampa, che ha avuto luogo nella Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti: l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e del Consiglio di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano; Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore Generale del Centro Televisivo Vaticano; il Professor Carl Albert Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo; il Dr. Gildas Pelliet, President and Managing Director, Sony Italia.

L’Arcivescovo Celli ha affermato che: “L’inaugurazione di questo nuovo Van per la regia mobile anticipa di poco quanto il Pontificio Consiglio della Comunicazioni Sociali sta per mettere in rete con il sito ‘Pope 2 you’, (cinque milioni di accessi) completamente rinnovato. È il Sito che il Pontificio Consiglio ha realizzato, da qualche tempo, per accompagnare le centinaia di migliaia di giovani di ogni Continente che desiderano seguire da vicino il Papa, ascoltare la sua parola, entrare, in certo senso, in dialogo con lui. Un sito che ha raggiunto i cinque milioni di accessi”

“Il Secondo progetto” – ha proseguito l’Arcivescovo Celli – “a cui abbiamo cominciato a lavorare, è la creazione di un nuovo portale che vedrà confluire, in maniera anche multimediale, le varie fonti di notizie vaticane”.

Nel suo intervento Padre Lombardi ha spiegato che la nuova regia mobile “rappresenta certamente il maggior investimento compiuto dal CTV negli ultimi anni, e forse nella sua intera storia che conta poco più di 25 anni, essendo iniziata nel 1983 per volere di Giovanni Paolo II. È quindi una buona occasione per richiamare quali sono le finalità, le funzioni e i criteri di orientamento dell’attività di questa istituzione di comunicazioni sociali della Santa Sede”.

“Compito del Centro Televisivo Vaticano” – ha proseguito Padre Lombardi – “come dice il suo Statuto – è di assicurare la ripresa e la registrazione televisiva delle attività del Santo Padre e degli altri avvenimenti principali che hanno luogo nel Vaticano (...) e costituire l’archivio di tutte queste immagini, sia a scopo di documentazione, sia a scopo di produzione di servizi informativi, documentari ecc. Tutto ciò naturalmente per servire la missione della Chiesa, facendo conoscere l’attività e l’insegnamento del Santo Padre”.

“Farlo bene richiede capacità operativa e qualità di offerta, adeguate agli sviluppi delle comunicazioni televisive e in generale dell’uso odierno del video, ad esempio nella Rete. Se non mantenessimo un livello adeguato di capacità e qualità di offerta ostacoleremmo di fatto la diffusione delle immagini e quindi del messaggio del Papa”.

“Negli anni recenti il CTV ha allargato molto l’uso della diretta, che permette tempestività di informazione e vastità di diffusione”. Oggi sommando le dirette dalle grandi celebrazioni in Piazza San Pietro, gli Angelus, le Udienze generali e speciali, i Concerti in Aula Paolo VI o nelle Basiliche, “arriviamo a una media di 200 dirette e oltre l’anno”.

Occorre aggiungere che la maggior parte dei documentari di qualità si realizzano in alta definizione e i canali che trasmettono in alta definizione sono sempre più numerosi per cui per il CTV l’adozione di questo sistema “era una scelta obbligata. (...) Non potevamo non farla. Se no l’immagine del Papa nei prossimi anni sarebbe gradualmente uscita dal mondo televisivo”.

La spesa è stata coperta con tre contributi: la Sony, che ha fatto condizioni di favore. La Fondazione Cavalieri di Colombo che ha offerto un contributo considerevole. “Il CTV stesso si era preparato a questa impresa da diversi anni accumulando gradualmente i frutti dei risultati positivi dei bilanci annuali”, ha concluso Padre Lombardi.

Il Professor Carl Anderson ha spiegato che la nuova unità di regia mobile ad alta definizione “rappresenta il più recente sviluppo nella lunga storia della Chiesa Cattolica nella comunicazione di massa” e i Cavalieri di Colombo “sono lieti di poter sostenere il grande lavoro di comunicazione del Vaticano”, con la speranza “di raggiungere dal Vaticano gli angoli più lontani di questa città, dell’Italia e del mondo”.

Gildas Pelliet ha precisato che “il mezzo mobile è un truck di 13,9 metri di lunghezza, (...) suddiviso in 4 aree operative, ovvero zona audio, sala apparati, regia primaria e regia secondaria VTR e controllo camere. Le 16 videocamere impiegate hanno connessione in fibra ottica in alta definizione”.
OP/ VIS 20101116 (740)

CONCISTORO E VISITE DI CORTESIA AI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che sabato 20 novembre, alle 10:30, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI terrà un Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di ventiquattro nuovi Cardinali.

Domenica 21 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, alle ore 9:30 nella Basilica di San Pietro, il Papa presiederà la concelebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali ai quali consegnerà l’Anello cardinalizio.

Ė stato inoltre reso noto il programma delle visite di cortesia ai nuovi Cardinali che avranno luogo sabato 20 novembre, dalle 16:30 alle 18:30, nei luoghi di seguito indicati:

AULA PAOLO VI

Atrio: Cardinale José Manuel Estepa Llaurens; Cardinale Kazimierz Nycz; Cardinale Raúl Eduardo Vela Chiriboga; Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya; Cardinale Antonios Naguib; Cardinale Raymundo Damasceno Assis.

Aula: Cardinale Paolo Romeo; Cardinale Domenica Bartolucci; Cardinale Elio Sgreccia: Cardinale Donald William Wuerl; Cardinale Reinhard Marx; Cardinale Medrado Joseph Mazombwe; Cardinale Albert Malcom Ranjith Patabendige Don.


PALAZZO DELLA CANONICA – FABBRICA DI SAN PIETRO

Cardinale Walter Brandmüller.

PALAZZO APOSTOLICO

Sala Regia: Cardinale Gianfranco Ravasi; Cardinale Angelo Amato.

Aula delle Benedizioni: Cardinale Robert Sarah; Cardinale Francesco Monterisi; Cardinale Fortunato Balzelli; Cardinale Kurt Koch; Cardinale Velasio de Polis; Cardinale Paolo Sardi.


Sala Ducale: Cardinale Mauro Piacenza; Cardinale Raymond Leo Burke
OCL/ VIS 101116 (230)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Sosthène Ayikuli Udjuwa, Vescovo di Mahagi-Nioka (superficie: 18.490; popolazione: 1.705.486; cattolici: 975.688; sacerdoti: 86; religiosi: 114), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, nato nel 1963 a Faradje (Repubblica Democratica del Congo), ordinato sacerdote nel 1993, è stato finora Amministratore diocesano della medesima sede.
NER/ VIS 20101116 (70)

lunedì 15 novembre 2010

CURA SALUTE EQUA ED UMANA ALLA LUCE “CARITAS IN VERITATE”

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXV Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, in programma il 18 e 19 novembre, sul tema: “Per una cura della Salute equa ed umana alla luce dell’Enciclica ‘Caritas in Veritate’”.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari; il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; Padre Maurizio Faggioni, O.F.M., Professore di Bioetica all’Accademia Alfonsiana di Roma; il Dottor Mario Benotti, Direttore Generale di Rai International, Roma; ed il Professor Domenico Arduini, Professore di Ginecologia e Ostetricia e Direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma.

Con la Conferenza, ha detto l’Arcivescovo Zimowski “si vuole affrontare la questione attuale della parità di accesso ai servizi sanitari di base, non solo in generale, ma che siano in sintonia con la dignità dell’uomo e la sua vocazione. (...) Questo anno la Conferenza cade nel 25° anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: una tale occasione rappresenta, tra l’altro, un momento di valutazione e pianificazione per il futuro”.

“Guidata dalla ‘Caritas in veritate’, la Conferenza esaminerà, tra l’altro, le prospettive basilari per una promozione equa e più umana della salute, la missione della Chiesa a favore dei malati, la promozione dell’assistenza sanitaria antropocentrica e il ruolo della società civile, della Chiesa e delle altre istituzioni ed organismi privati nella promozione della giustizia, dell’equità e della solidarietà in ambito sanitario”.
OP/ VIS 20101115 (270)

SPORT: SCUOLA DI VALORI UMANI E CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto una rappresentanza di Maestri di Sci Italiani, accompagnati dal Ministro degli Affari Esteri, Onorevole Franco Frattini, che ha ringraziato per essersi adoperato affinché numerosi cattolici, feriti di recente a Baghdad, fossero accolti prontamente in Italia.

“Praticato con passione e senso etico, lo sport” – ha detto il Santo Padre – “oltre che esercitare ad un sano agonismo, diventa scuola per apprendere e approfondire valori umani e cristiani. (...) Mediante l’attività sportiva, la persona comprende meglio che il suo corpo non può essere considerato un oggetto, ma che. Attraverso la corporeità, esprime se stessa ed entra in relazione con gli altri. In tal modo, l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale porta a non idolatrare il corpo, ma a rispettarlo, a non farne uno strumento da potenziare a tutti i costi, utilizzando magari anche mezzi non leciti”.

“L’altro aspetto a cui vorrei accennare è suggerito dal fatto che lo sci si pratica immersi nell’ambiente montano (...). Contemplando la creazione l’uomo riconosce la grandezza di Dio, sorgente ultima del proprio essere e dell’universo. Non va dimenticato che il rapporto con il creato costituisce un elemento importante per lo sviluppo dell’identità umana e neppure il peccato dell’uomo ha eliminato il suo compito di essere custode del mondo. Anche l’attività sportiva può essere concepita e vissuta come parte di questa responsabilità. I progressi nell’ambito scientifico e tecnologico danno all’uomo la possibilità di intervenire e manipolare la natura, ma il rischio, sempre in agguato, è quello di volersi sostituire al Creatore e di ridurre il creato quasi a un prodotto da usare e consumare”.

“Qual è invece l’atteggiamento giusto da assumere? Sicuramente è quello di un profondo sentimento di gratitudine e riconoscenza, ma anche di responsabilità nel conservare e coltivare l’opera di Dio. L’Attività sportiva aiuta a perseguire tali obiettivi incidendo sullo stesso stile di vita, che viene orientato all’insegna dell’equilibrio, dall’autodisciplina e del rispetto. In particolare per voi, poi, il contatto con la natura è motivo per coltivare un profondo amore verso la creazione di Dio”.

Benedetto XVI ha sottolineato che il ruolo dei maestri di sci “appare rilevante sia per una sana formazione sportiva, sia per un’educazione al rispetto dell’ambiente. Si tratta perciò di un compito da attuare in modo non isolato, ma d’intesa con le famiglie, specialmente quando i vostri allievi sono minori, e in collaborazione con la scuola e le altre realtà educative. Importante è anche la vostra testimonianza di fedeli laici che, pur non contesto dell’attività sportiva, sanno dare la giusta centralità ai momenti fondamentali per la vita di fede, specialmente alla santificazione della domenica come giorno del Signore”.
AC/ VIS 20101115 (450)

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