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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 12 febbraio 2010

CHIESA: EVANGELIZZAZIONE E CURA MALATI CORPO E SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2010 (VIS). Alle ore 10:30 di oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione eucaristica in occasione della XVIII Giornata Mondiale del Malato e del XXV anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute). Alla liturgia eucaristica hanno partecipato i pellegrini dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Malati a Lourdes e ai Santuari Internazionali) e i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi.

  La liturgia eucaristica è stata preceduta dall'arrivo in Basilica delle Reliquie di Santa Bernadette Soubirous che hanno percorso in processione Piazza San Pietro accolte in Basilica dall'Arciprete Cardinale Angelo Comastri, per essere collocate accanto all'immagine della Beata Maria Vergine di Lourdes, all'Altare della Confessione.

  "Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" - ha detto il Papa nell'omelia citando il Vangelo di Matteo - "La Chiesa, cui è affidato il compito di prolungare nello spazio e nel tempo la missione di Cristo, non può disattendere queste due opere essenziali: evangelizzazione e cura dei malati nel corpo e nello spirito. Dio, infatti, vuole guarire tutto l'uomo e nel Vangelo la guarigione del corpo è segno del risanamento più profondo che è la remissione dei peccati".

  "Non meraviglia, dunque, che Maria, madre e modello della Chiesa, sia invocata e venerata come 'Salus infirmorum', 'Salute dei malati'. Quale prima e perfetta discepola del suo Figlio, Ella ha sempre mostrato, nell'accompagnare il cammino della Chiesa, una speciale sollecitudine per i sofferenti. (...) Nella memoria delle apparizioni a Lourdes, luogo prescelto da Maria per manifestare la sua materna sollecitudine per gli infermi, la liturgia riecheggia opportunamente il 'Magnificat'" che "non è il cantico di coloro ai quali arride la fortuna, che hanno sempre 'il vento in poppa'; è piuttosto il ringraziamento di chi conosce i drammi della vita, ma confida nell'opera redentrice di Dio".

  "La Chiesa, come Maria, custodisce dentro di sé i drammi dell'uomo e la consolazione di Dio (...) lungo il pellegrinaggio della storia. (...) La sofferenza accettata e offerta, la condivisione sincera e gratuita, non sono forse miracoli dell'amore? (...) Per tutto questo noi viviamo una gioia che non dimentica la sofferenza, anzi, la comprende. In questo modo i malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell'amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo".

  Nel commentare il brano della "Lettera di Giacomo": "Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato", il Santo Padre ha detto: "In questo Anno Sacerdotale, mi piace sottolineare il legame tra i malati e i sacerdoti (...). Il malato deve 'chiamare' i presbiteri, e questi devono rispondere, per attirare sull'esperienza della malattia la presenza e l'azione del Risorto e del suo Spirito".

  "In effetti, quando la Parola di Dio parla di guarigione, di salvezza, di salute del malato, intende questi concetti in senso integrale, non separando mai anima e corpo: un malato guarito dalla preghiera di Cristo, mediante la Chiesa, è una gioia sulla terra e nel cielo, è una primizia di vita eterna", ha concluso il Pontefice.

  Le cerimonie della XVIII Giornata Mondiale del Malato si sono concluse nel pomeriggio alle 16:30, con una processione che da Castel'Sant'Angelo ha raggiunto Piazza San Pietro percorrendo Via della Conciliazione. Intorno alle 17:30 il Santo Padre si è affacciato  alla finestra del suo studio per salutare e benedire i fedeli e i malati presenti.
HML/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 100212 (640)


CATTOLICI E ORTODOSSI IN DIFESA DEI VALORI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato i Vescovi, gli innumerevoli sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che "nel tempo delle persecuzione, hanno mostrato indomito attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa e hanno conservata intatta la loro fede".

  Nel ringraziare i Vescovi per il loro "generoso impegno a servizio della rinascita e dello sviluppo della comunità cattolica" in Romania e nella Repubblica di Moldova, Benedetto XVI ha avuto parole di esortazione dicendo loro di "proporre ai fedeli un itinerario di fede cristiana matura e responsabile, specialmente attraverso l'insegnamento della religione, la catechesi, anche degli  adulti, e la preparazione ai Sacramenti. (...) È un programma impegnativo, che richiede l'elaborazione comune di piani pastorali miranti al 'bonum animarum' di tutti i cattolici dei diversi riti ed etnie".

  "In quest'Anno Sacerdotale, vi esorto ad essere sempre autentici padri dei vostri presbiteri (...). Impegnatevi a curare la comunione tra voi e con loro in un clima di affetto, di attenzione e di dialogo rispettoso e fraterno; interessatevi alle loro condizioni spirituali e materiali, al loro necessario aggiornamento teologico e pastorale".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "È compito primario dei Vescovi promuovere la pastorale vocazionale e la formazione umana, spirituale e intellettuale dei candidati al Sacerdozio nei Seminari e negli altri Istituti formativi (...) anche mediante la scelta attenta degli educatori e dei docenti. Analoga cura va posta nella formazione dei membri degli Istituti di vita consacrata, in particolare di quelli femminili".

  "La fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose dipende in buona parte dalla salute morale e religiosa delle famiglie cristiane" - ha affermato il Pontefice - "Le famiglie cattoliche del vostro Paese (...) non sono immuni dalla piaghe dell'aborto, della corruzione, dell'alcolismo e della droga, come pure del controllo delle nascite mediante metodi contrari alla dignità della persona umana. Per combattere queste sfide, occorre promuovere consultori parrocchiali che assicurino un'adeguata preparazione alla vita coniugale e familiare, nonché organizzare meglio la pastorale giovanile".

  "Occorre, soprattutto" - ha ribadito il Santo Padre - "un deciso impegno per favorire la presenza dei valori cristiani nella società, sviluppando centri di formazione dove i giovani possano conoscere i valori autentici, impreziositi dal genio della cultura dei vostri Paesi, così da poterli testimoniare negli ambienti dove vivono".

  "In questo contesto" - ha aggiunto il Pontefice - "risulta particolarmente importante la testimonianza di fraternità tra Cattolici e Ortodossi: prevalga sulle divisioni e sui dissidi e apra i cuori alla riconciliazione". Nel ricordare il decimo anniversario - nel maggio 2009 - della "storica visita che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II realizzò in Romania", il Papa ha auspicato che: "Il desiderio di unità suscitato da quella visita alimenti la preghiera e l'impegno a dialogare nella carità e nella verità e a promuovere iniziative comuni".

  "Un ambito di collaborazione oggi particolarmente importante tra Ortodossi e Cattolici" -ha affermato infine Benedetto XVI - "riguarda la difesa delle radici cristiane dell'Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l'onestà nella vita pubblica, l'ecologia: (...) Un costruttivo dialogo tra Ortodossi e Cattolici non mancherà di essere fermento di unità e di concordia non solo per i vostri paesi, ma anche per l'intera Europa".
AL/.../ROMANIA                                           VIS 20100212 (560)


CONCISTORO PER ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Venerdì 19 febbraio prossimo, alle 11:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Stanislaw Soltys, al secolo Kazimierczyk, sacerdote dei Canonico Regolari Lateranensi.

- André, al secolo Alfred, Bessette, religioso della Congregazione della Santa Croce.

- Cándida María De Jesús, al secolo Juana Josefa, Cipitria y Barriola, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù.

- Mary of the Cross, al secolo Mary Helen, MacKillop, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore.

- Giulia Salzano, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore.

- Battista, al secolo Camilla, Varano, Vergine, monaca dell'Ordine di Santa Chiara.
OCL/CONCISTORO CANONIZZAZIONE/...                  VIS 20100212 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate, sette Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Sua Beatitudine Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras i Alba Iulia, con gli Ausiliari Vescovo Vasile Bizau e Vescovo Mihai Catalin Fratila.

-    Il Vescovo Florentin Crihalmeanu, di Cluj-Gherla.

-    Il Vescovo Alexandru Mesian, di Lugoj.

-    Il Vescovo Ioan Sisestean, di Maramures.

-    Il Vescovo Virgil Bercea, di Oradea Mare dei Romeni.
AL/.../...                                VIS 20100212 (90)

mercoledì 10 febbraio 2010

ANTONIO DI PADOVA GRANDE ESEMPIO MINISTERO PREDICAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi a Sant'Antonio di Padova, "uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica".

   Sant'Antonio nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant'Agostino, ma dopo il martirio di cinque missionari francescani in Marocco, lasciò i Canonici agostiniani e chiese  di diventare Frate Minore con il desiderio di recarsi missionario in Marocco. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia dove si dedicò ad un'intensa ed efficace attività apostolica. Morì a Padova nel 1231 e fu canonizzato nel 1232 da Papa Gregorio IX.

  "Antonio ha contribuito in modo significativo" - ha detto il Papa - "allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico" e "fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo".
 
  "Nell'ultimo periodo di vita" - ha spiegato il Papa - "Antonio mise per iscritto due cicli di 'Sermoni', intitolati rispettivamente 'Sermoni domenicali' e 'Sermoni sui Santi'" nei quali "propone un vero e proprio itinerario di vita cristiana. È tanta la ricchezza di insegnamenti spirituali contenuta nei 'Sermoni', che il Venerabile Papa Pio XII, nel 1946, proclamò Antonio Dottore della Chiesa, attribuendogli il titolo di 'Dottore evangelico', perché da tali scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo".

  Antonio di Padova o da Lisbona, come viene anche chiamato, "parla della  preghiera come di un rapporto di amore, che spinge l'uomo a colloquiare dolcemente con il Signore (...). La preghiera è articolata in quattro atteggiamenti indispensabili, (...) aprire fiduciosamente il proprio cuore a Dio, (...) colloquiare affettuosamente con Lui, (...) presentarGli i nostri bisogni, e poi lodarLo e ringraziarLo. In questo insegnamento di Sant'Antonio sulla preghiera cogliamo uno dei tratti specifici della teologia francescana (...) il ruolo assegnato all'amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore, e che è anche la sorgente da cui sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza".

    Il "Dottore Evangelico" "conosce bene i difetti della natura umana, la tendenza a cadere nel peccato, per cui esorta continuamente a combattere l'inclinazione all'avidità, all'orgoglio, all'impurità (...). Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo".

  "Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria?"  - si è chiesto il Papa nel commentare "Un altro tratto tipico della teologia francescana il cristocentrismo. Volentieri essa contempla, e invita a contemplare, i misteri dell'umanità del Signore, in modo particolare, quello della Natività" e della Crocifissione.

  "Anche la visione del Crocifisso" - ha proseguito il Santo Padre - "gli ispira pensieri di riconoscenza verso Dio e di stima per la dignità della persona umana, così che tutti, credenti e non credenti, possano trovarvi un significato che arricchisce la vita". Il Papa ha sottolineato "l'importanza del crocifisso per la nostra cultura e per il nostro umanesimo, nato dalla fede cristiana (...) perché Dio ci rende così importanti da essere per Lui degni della sua sofferenza".

  Benedetto XVI ha concluso la catechesi invocando l'intercessione di Sant'Antonio per la Chiesa intera e "soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione (...). I predicatori, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione. In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e di attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche".
AG/ANTONIO DI PADAVA/...                           VIS 20100210 (650)


RACCOGLIERE RISULTATI DIALOGO LUTERANO-CATTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America", guidata dal Vescovo Mark Hanson.

  "Auspico" - ha detto il Santo Padre - "che il continuo dialogo luterano-cattolico negli Stati Uniti d'America e a livello internazionale contribuisca ad edificare oltre gli accordi finora raggiunti".

  "Un importante compito sarà di raccogliere i risultati del dialogo luterano-cattolico che in modo così promettente ha avuto inizio al termine del Concilio Vaticano Secondo. Costruire su ciò che è stato realizzato insieme da quel momento, l'ecumenismo spirituale deve fondarsi sulla fervida preghiera e sulla conversione a Cristo, fonte di grazia e di verità. Che il Signore ci aiuti a far tesoro di ciò che è stato realizzato finora, a custodirlo con cura e a promuovere il suo sviluppo".

  Benedetto XVI ha concluso facendo suo l'auspicio espresso dal Venerabile Giovanni Paolo II quando, nel dirigersi ad una Delegazione della Chiesa Luterana in America nel 1985, disse: "Risolviamoci ad aprire il nostro cuore al Signore così che Egli si serva di questo incontro per i suoi fini, per conseguire l'unità che Egli desidera. Vi ringrazio per gli sforzi che compite a favore della piena unità di fede e carità".
AC/UNITÀ/LUTERANI AMERICA                       VIS 20100210 (210)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Marcelo Alejandro Cuenca, Vescovo di Alto Valle del Río Negro (superficie: 37.130; popolazione: 294.978; cattolici: 253.982; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Córdoba (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Finora Parroco di "Madre de Dios y San José", in Villa del Dique, succede al Vescovo Néstor Navarro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Virginio Domingo Bressanelli, S.C.I., Vescovo Coadiutore di Neuquén (superficie: 94.078; popolazione: 538.852; cattolici: 458.024; sacerdoti: 56; religiosi: 130; diaconi permanenti: 12), Il Vescovo Bressanelli è stato finora Vescovo di Comodoro-Rivadavia (Argentina). 

- Ha nominato il Monsignore Rafael Biernaski, Vescovo Ausiliare di Curitiba (superficie: 5.751; popolazione: 2.326.000; cattolici: 1.522.000; sacerdoti: 421; religiosi: 1.699; diaconi permanenti: 62), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Curitiba (Brasile), nel 1955 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1981. È stato finora Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NEC:NEA/.../...                               VIS 20100210 (190)


martedì 9 febbraio 2010

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il testo di un Comunicato della Segreteria di Stato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi:

  "Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano "Avvenire", con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de "L'Osservatore Romano", arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento".

  "In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L'Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L'Osservatore Romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".

  "Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de "L'Osservatore Romano", in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice".

  "Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".
SS/COMUNICATO/...                               VIS 20100209 (280)



CONVEGNO TEOLOGICO INTERNAZIONALE 11-12 MARZO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Nei giorni di giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2010, presso la Pontificia Università Lateranense, avrà luogo un Convegno Teologico Internazionale dal titolo: "Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote", promosso dalla Congregazione per il Clero, nel contesto delle iniziative per l'Anno Sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI.

  Al Convegno, si legge in un Comunicato della Congregazione per il Clero, "sono invitati principalmente i Vescovi Presidenti delle Commissioni per il Clero, tutti i Vescovi che hanno una sollecitudine particolare per i loro presbiteri, i Supremi Moderatori degli Istituti e delle Associazioni Clericali, i formatori del clero, i Sacerdoti stessi, primi e principali responsabili della propria formazione permanente".

  Delle tre Sessioni del Convegno, due sono dedicate all'identità sacerdotale e al rapporto con la cultura contemporanea, ed una è dedicata alla Liturgia ed al Sacro Celibato. Al Convegno interverranno, il Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Claudio Hummes; il Segretario del medesimo Dicastero, Arcivescovo Mauro Piacenza; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che presiederanno rispettivamente le tre Sessioni del Convegno.

  Tra i relatori, oltre ad illustri professori di fama internazionale, il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna; il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; l'Arcivescovo Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; l'Arcivescovo Willem Eijk, Arcivescovo di Utrecht e Primate d'Olanda; il Vescovo Filippo Santoro, di Petropolis (Brasile); il Vescovo Gerhard Müller, di Regensburg (Germania), ed il Vescovo Francesco Moraglia, di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia).

  Venerdì 12 marzo, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza tutti i partecipanti al Convegno.
CPC/CONGRESSO TEOLOGICO/...                       VIS 20100209 (320)


lunedì 8 febbraio 2010

GUATEMALA: VALORI EVANGELICI MOTIVO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Alfonso Roberto Matta Fahsen, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Guatemala presso la Santa Sede, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali, Benedetto XVI ha lodato il popolo guatemalteco che "con la sua varietà di etnie e culture, ha una fede in Dio molto radicata, una profonda devozione a Maria Santissima ed un amore fedele al Papa e alla Chiesa".

  Benedetto XVI ha nel contempo ricordato "le strette relazioni" del Guatemala con la Santa Sede e la commemorazione nel 2011 del 75° anniversario della creazione della Nunziatura Apostolica in Guatemala, auspicando che la celebrazione "dia nuovo impulso alla cooperazione esistente nel Paese fra Stato e Chiesa, fondata sul rispetto e sull'autonomia delle distinte sfere che le sono proprie, e si progredisca nel dialogo leale e onesto per promuovere il bene comune di tutta la società guatemalteca che deve dedicare speciale attenzione ai più bisognosi".

  "Non posso dimenticare quanti soffrono le conseguenze delle calamità naturali che anche nel suo Paese contribuiscono ad aumentare la siccità e favoriscono la perdita delle colture, producendo denutrizione e povertà" - ha detto il Papa - "Questa situazione estrema ha portato recentemente il Governo nazionale a dichiarare 'lo stato di calamità naturale' ed a sollecitare l'aiuto della comunità internazionale. Desidero manifestare il mio affetto e vicinanza spirituale a coloro che soffrono queste gravi difficoltà, e il riconoscimento alle istituzioni del suo Paese che con dedizione si adoperano per apportare soluzioni a problemi tanto gravi ed esprimere la mia gratitudine ai diversi organismi e agenzie di cooperazione internazionale, che si adoperano per mitigare gli effetti della carestia di ampi settori della popolazione".

  "I numerosi valori umani ed evangelici che arricchiscono il cuore dei cittadini del Paese, come l'amore alla famiglia, il rispetto degli anziani, il senso di responsabilità e, soprattutto, la fiducia in Dio, che ha rivelato il Suo Volto in Gesù Cristo (...) rappresentano importanti motivi di speranza. Da tale copioso patrimonio spirituale si possono trarre le forze necessarie per contrastare altri fattori che deteriorano il tessuto sociale guatemalteco, come il narcotraffico, la violenza, l'emigrazione, l'insicurezza, l'analfabetismo, le sette e le perdita di punti di riferimento morale nelle nuove generazioni".

  "In questa impresa tanto importante, le Autorità del Paese potranno sempre contare sulla sollecita collaborazione della Chiesa nel suo intento costante di aprire 'vie nuove e creative' per rispondere ai desolanti effetti della povertà e cooperare alla dignità di ogni essere umano" - ha aggiunto il Santo Padre manifestando il suo apprezzamento "per le opere realizzate in Guatemala per consolidare la garanzia di un autentico Stato di diritto".

  "Tale processo" - ha sottolineato Benedetto XVI - "deve essere accompagnato da una ferma determinazione, che nasce dalla conversione personale del cuore, di eliminare ogni forma di corruzione nelle istituzioni ed amministrazioni pubbliche e di riformare la giustizia, per applicare giustamente le leggi e sradicare la sensazione di impunità rispetto a coloro che esercitano ogni tipo di violenza o disprezzo dei diritti umani più essenziali".

  Benedetto XVI ha fatto riferimento anche alle realtà che "determinano l'identità specifica" del popolo guatemalteco "che possono avere effetti benefici sulla stabilità politica e sociale della regione centroamericana" menzionando fra esse la Costituzione del Guatemala che "garantisce la difesa e protezione legale della vita umana, dal suo concepimento fino alla morte naturale".

  "Esorto tutte gli agenti sociale del Paese, in particolare i rappresentanti del popolo nelle istituzioni legislative" - ha concluso il Pontefice - "a mantenere e a rafforzare l'elemento fondamentale della 'cultura della vita' che contribuirà certamente a elevare la ricchezza morale dei guatemaltechi".
CD/CREDENZIALI/GUATEMALA                       VIS 20100208 (600)


PROMUOVERE ECOLOGIA UMANA E NUOVO STILE DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Presidente e il Personale dell'ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente), in occasione del centenario di istituzione.

  Nel ricordare che "La celebrazione centenaria giunge al termine di un periodo denso di difficoltà caratterizzato da una grave crisi internazionale" - il Santo Padre ha ribadito che: "E' importante che cresca la consapevolezza circa la necessità di una più ampia 'responsabilità sociale' dell'impresa, che spinga a tenere nella giusta considerazione le attese e i bisogni dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori e dell'intera comunità, e ad avere una particolare attenzione verso l'ambiente. In questo modo la produzione di beni e servizi non sarà legata esclusivamente alla ricerca del profitto economico, ma anche alla promozione del bene di tutti".

  "Desidero esprimere il mio apprezzamento per quanto l'ACEA" - ha proseguito il Pontefice - "grazie alla competenza professionale dei suoi dipendenti, ha realizzato nell'illuminazione dei monumenti che rendono Roma unica al mondo. A questo proposito, voglio ricordare con gratitudine il fattivo aiuto in occasione delle celebrazioni per l'80° Anniversario della fondazione dello Stato della Città del Vaticano".

  "Ho appreso, poi, con favore dell'impegno dell'Azienda nel tutelare l'ambiente attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dell'impatto ambientale e il rispetto del creato. E' però ugualmente importante favorire un'ecologia umana, che sia in grado di rendere gli ambienti di lavoro e le relazioni interpersonali degne dell'uomo".

  "Vorrei, a questo proposito, ribadire quanto ho affermato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, auspicando 'l'adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell'essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita'".

  "Vorrei, infine" - ha concluso il Pontefice - "rivolgere ai presenti l'invito a guardare a Cristo, l'uomo perfetto, a prendere sempre come esempio il suo agire, per poter crescere in umanità, e così realizzare una Città dal volto sempre più umano, nella quale ognuno è considerato persona, essere spirituale in relazione con gli altri. Anche grazie al vostro impegno nel migliorare i rapporti interpersonali e la qualità del lavoro, Roma potrà continuare ad assolvere quel ruolo di faro di civiltà, che l'ha resa illustre nel corso dei secoli".
AC/.../ACEA                                      VIS 20100208 (380)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Novatus Rugambwa, Nunzio Apostolico in São Tomé e Principe, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato a Bukoba (Tanzania), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NN/.../RUGAMBWA                                     VIS 20100208 (80)

RISPONDERE CHIAMATA DIVINA NONOSTANTE LIMITAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). La chiamata divina è stato il tema delle meditazioni dell'Angelus di questa domenica che il Santo Padre ha recitato con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare le letture della liturgia di oggi, dedicate alla risposta dell'uomo alla chiamata divina, il Papa ha ricordato tre diverse esperienze: Isaia che al cospetto del Signore è preso dal sentimento della propria indegnità, ma un serafino purifica le sua labbra con un carbone ardente e cancella il suo peccato; nell'episodio della pesca miracolosa Pietro si getta alle ginocchia del Signore chiedendogli di allontanarsi da lui perché peccatore, ma Gesù lo rassicura dicendogli "d'ora in poi sarai pescatore di uomini"; ed egli lascia tutto e lo segue; Paolo, ricordando di essere stato un persecutore della Chiesa, riconosce che la grazia di Dio ha compiuto in lui meraviglie e nonostante i propri limiti, gli ha affidato il compito e l'onore di predicare il Vangelo".

  "In queste tre esperienze" - ha spiegato il Papa - "vediamo come l'incontro autentico con Dio porti l'uomo a riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di perdono, trasforma la vita dell'uomo e lo chiama a seguirlo. L'umiltà testimoniata da Isaia, da Pietro e da Paolo invita quanti hanno ricevuto il dono della vocazione divina a non concentrarsi sui propri limiti, ma a tenere lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e continuare, con gioia, a 'lasciare tutto' per Lui".

  "In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo il Padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe e perché quanti sentono l'invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario discernimento, sappiano rispondergli con generosità, non confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all'azione della sua grazia. In particolare, invito tutti i sacerdoti a ravvivare la loro generosa disponibilità a rispondere ogni giorno alla chiamata del Signore con la stessa umiltà e fede di Isaia, di Pietro e di Paolo".
ANG/VOCAZIONE/...                               VIS 20100208 (340)



TUTTI DOBBIAMO CUSTODIRE E RISPETTARE LA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). Dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha ricordato che si celebra oggi in Italia la "Giornata per la Vita".

  "Mi associo volentieri" - ha detto Benedetto XVI - "ai Vescovi italiani e al loro messaggio sul tema: "La forza della vita, una sfida nella povertà". Nell'attuale periodo di difficoltà economica, diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi. Tale situazione, pertanto, impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso e che l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno, infatti, è padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale".

  Il Papa ha espresso "apprezzamento per coloro che più direttamente operano al servizio dei bambini, dei malati e degli anziani" ed ha ricordato che la Diocesi di Roma, "dedica speciale attenzione alla Giornata per la Vita e la prolunga nella 'Settimana della vita e della famiglia'".

  "Auguro la buona riuscita di questa iniziativa" - ha concluso il Pontefice - "ed incoraggio l'attività dei consultori, delle associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti universitari, impegnati a sostegno della vita e della famiglia".
ANG/DIFESA VITA/...                               VIS 20100208 (240)


PONTIFICIO CONSIGLIO FAMIGLIA E VADEMECUM MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, di cui Presidente è il Cardinale Ennio Antonelli ed ha ricordato il defunto Cardinale Alfonso López Trujillo, che per 18 anni ne è stato Presidente.

  "La presente attività del Dicastero" - ha detto il Santo Padre - "si colloca tra il VI Incontro Mondiale delle Famiglie, celebratosi a Città del Messico nel 2009, e il VII, in programma a Milano nel 2012".

  "Il Pontificio Consiglio sta portando avanti varie iniziative per far crescere la consapevolezza del fondamentale valore della famiglia per la vita della Chiesa e della società. Tra queste si collocano il progetto 'La famiglia soggetto di evangelizzazione', con cui si vuole predisporre una raccolta, a livello mondiale, di valide esperienze nei diversi ambiti della pastorale familiare, perché servano di ispirazione ed incoraggiamento per nuove iniziative; e il progetto 'La famiglia risorsa per la società', con cui si intende porre in evidenza presso l'opinione pubblica i benefici che la famiglia reca alla società, alla sua coesione ed al suo sviluppo.

  "Un altro importante impegno del Dicastero è l'elaborazione di un 'Vademecum' per la preparazione al Matrimonio" ispirato ad un'idea di Giovanni Paolo II che affermava che essa "comporta tre principali momenti: uno remoto, uno prossimo e uno immediato".

  "La preparazione remota" - ha affermato Benedetto XVI - "riguarda i bambini, gli adolescenti e i giovani. Essa coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all'amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli. In questa tappa, inoltre, dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell'amore autentico".

  "La preparazione prossima riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana, che conduca ad una conoscenza approfondita del mistero di Cristo e della Chiesa, dei significati di grazia e di responsabilità del matrimonio (...). E' auspicabile che si offra un percorso di catechesi e di esperienze vissute nella comunità cristiana, che preveda gli interventi del sacerdote e di vari esperti, come pure la presenza di animatori, l'accompagnamento di qualche coppia esemplare di sposi cristiani, il dialogo di coppia e di gruppo e un clima di amicizia e di preghiera. Occorre, inoltre, porre particolare cura perché in tale occasione i fidanzati ravvivino il proprio rapporto personale con il Signore Gesù, specialmente ascoltando la Parola di Dio, accostandosi ai Sacramenti e soprattutto partecipando all'Eucaristia".

  "La preparazione immediata ha luogo in prossimità del matrimonio. Oltre all'esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico, essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato," - ha affermato il Papa - "il ritiro spirituale e la cura affinché la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale".

  Riferendosi al tema della Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "I diritti dell'Infanzia", scelto con riferimento al XX anniversario della Convenzione approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU, nel 1989, il Santo Padre ha ribadito  che: "La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare. (...) Le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli (cfr Mc 9,42) impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore".

  "La Convenzione, nel preambolo, indica la famiglia 'quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli'. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure materna e paterna sono complementari nell'educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità. E' importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per farli crescere in una famiglia unita e stabile".

  "Un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori, e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori".
AC/MATRIMONIO:BAMBINI/ANTONELLI                   VIS 20100208 (800)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto otto Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ioan Robu, di Bucaresti, con l'Ausiliare Vescovo Cornel Damian.

-    L'Arcivescovo György-Miklós Jakubínyi, di Alba Iulia, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Romania; con l'Ausiliare Vescovo Józef Tamás.

-    Il Vescovo Petru Gherghel, di Iasi, con l'Ausiliare Vescovo Aurel Perca.

-    Il Vescovo László Böcskei, di Oradea Mare dei Latini.

   - Il Vescovo Jenö Schönberger, di Satu Mare.

  Sabato 6 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli (Italia).

- Il Vescovo Kurt Koch, di Basel (Svizzera).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                     VIS 20100208 (140)

venerdì 5 febbraio 2010

AI VESCOVI SCOZZESI: POTENZIARE VOCAZIONE SPECIFICA LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso ai Presuli il Papa ha fatto riferimento alla felice coincidenza che l'Anno Sacerdotale coincida con la celebrazione del quattrocentesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale del grande martire scozzese San John Ogilvie, la cui "dedizione così fuori del comune" al ministero sacerdotale, è un esempio per i Presuli scozzesi.

  Successivamente, nel menzionare le encomiabili iniziative di "Priests for Scotland", il cui obiettivo è la costante formazione del clero, il Santo Padre ha ribadito che le commendevoli iniziative di promozione delle vocazioni "devono essere accompagnate dalla promozione della catechesi fra i fedeli sull'autentico significato del sacerdozio. Sottolineare il ruolo indispensabile del sacerdote nella vita della Chiesa, soprattutto nell'amministrare l'Eucaristia dalla quale la Chiesa stessa riceve la vita".

  Insieme a ciò è necessaria "una corretta comprensione della vocazione specifica dei laici" enunciata dal Concilio Vaticano II: "in qualunque luogo il fedele laico viva la propria vocazione battesimale - in famiglia, a casa, al lavoro - deve partecipare attivamente alla missione della Chiesa nella santificazione del mondo. Un rinnovato accento sull'apostolato laico darà (...) un forte impulso alla missione di evangelizzazione della società".

  "Questa missione richiede una prontezza ad affrontare con fermezza i problemi derivanti da una crescente onda di secolarismo nel vostro Paese. Il sostegno dell'eutanasia colpisce al cuore la comprensione cristiana della dignità della vita umana. I recenti sviluppi nell'etica medica e alcune delle pratiche promosse nel campo dell'embriologia causano grave preoccupazione. Se viene compromesso l'insegnamento della Chiesa, anche in minor misura, in uno di questi ambiti, allora diviene difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in modo integrale. I Pastori della Chiesa, perciò, devono continuamente chiamare i fedeli alla fedeltà completa al Magistero della Chiesa, mentre nel contempo devono promuovere e difendere il diritto della Chiesa a vivere liberamente nella società secondo la propria fede".

  "La Chiesa offre al mondo una visione positiva e ispirata della vita umana, la bellezza del matrimonio e la gioia della paternità e maternità. (...) Assicuratevi di presentare questo insegnamento in modo tale che sia riconosciuto per il messaggio di speranza che esso è. Troppo spesso la dottrina della Chiesa è percepita come una serie di proibizioni e posizioni retrograde, mentre in realtà, come sappiamo, essa è creativa e donatrice di vita, ed è rivolta alla più piena realizzazione del grande potenziale verso il bene e la felicità che Dio ha posto in ciascuno di noi".

  Il Santo Padre ha quindi menzionato "la tragedia della divisione" e "la grande rottura con il passato cattolico della Scozia, accaduto quattrocentocinquanta anni orsono" ed ha ringraziato Dio "per il progresso fatto nel curare le ferite che sono eredità di quel periodo, specialmente il settarismo che ha continuato a riemergere anche in tempi recenti".

  In proposito il Papa ha lodato la partecipazione dei Vescovi cattolici alla "Action Churches Together in Scotland" (Azione Congiunta delle Chiese in Scozia), il cui obiettivo è "la ricostruzione dell'unità fra i seguaci di Cristo portata avanti con costanza ed impegno".

  "Potete essere orgogliosi del contributo delle scuole cattoliche in Scozia nel superare il settarismo e nell'edificare buoni rapporti fra le comunità (...) Mentre incoraggiate gli insegnanti cattolici nel loro lavoro, ponete speciale enfasi" - ha esortato il Pontefice - "sulla qualità e profondità dell'educazione religiosa, in modo da preparare in modo informato i fedeli cattolici laici, rendendoli capaci e disponibili a realizzare la propria missione".

  "Una forte presenza cattolica nei mezzi di comunicazione, nella politica locale e nazionale, nella magistratura, nelle professioni e nelle università non può che arricchire la vita nazionale della Scozia, mentre persone di fede offrono testimonianza alla verità, specialmente quando la verità è posta in dubbio" - ha concluso il Papa formulando auspici per il suo incontro con i cattolici di questa terra in occasione della sua prossima Visita apostolica.
AL/.../SCOZIA                                VIS 20100205 (660)


9-11 FEBBRAIO: CELEBRAZIONI XXV OPERATORI SANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la presentazione delle iniziative per il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e la XVIII Giornata Mondiale del Malato, dal 9 all'11 febbraio.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Musivi Mpendawatu, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero; il Vescovo Jacques Perrier, di Tarbes e Lourdes (Francia), ed il Dottor Salvatore Pagliuca, Vice-Presidente dell'U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali)

  L'Arcivescovo Zimowski ha segnalato che tema conduttore delle celebrazioni è: "La Chiesa al servizio dell'amore per i sofferenti", titolo del Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato 2010.

  Il 9 e 10 febbraio si svolgerà in Vaticano un Simposio internazionale che conta oltre 540 iscritti provenienti da 35 Paesi: operatori sanitari, cappellani, medici e infermieri, rappresentanti di associazioni e organismi a carattere istituzionale o di volontariato e di alcuni malati in grado di prendervi parte. Alle 10:30 dell'11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà una Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana.

  L'Arcivescovo Zimowski ha precisato che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, del quale primo Presidente è stato il Cardinale Fiorenzo Angelini, si occupa del coordinamento di oltre 117mila Centri sanitari cattolici attivi nel mondo, del supporto e/o della formazione di tutti gli agenti di pastorale" e "anche in considerazione dell'Anno Sacerdotale", ha voluto ricordare "i cappellani che sono impegnati con i malati e tutti gli operatori, professionisti e volontari". Infine ha menzionato la celebrazione, nel mese di novembre, della Conferenza Internazionale, che quest'anno celebra la XXV edizione.
.../ANNIVERSARIO/OPERATORI SANITARI                VIS 20100205 (310)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Philip Tartaglia, di Paisley, con il Vescovo emerito John Aloysius Mone.

-    Il Vescovo Peter Antony Moran, di Aberdeen.

    - Il Vescovo Joseph Anthony Toal, di Argyll and The Isles, con il Vescovo emerito Murray.

-    Il Vescovo Vincent Logan, di Dunkeld.

-    Il Vescovo John Cunningham, di Galloway.
AL/.../...                                VIS 20100205 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Arunas Poniskaitis, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vilnius (superficie: 9.644; popolazione: 822.000; cattolici: 543.000; sacerdoti: 156; religiosi: 257; diaconi permanenti: 1), Lituania. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Vilkaviskis (Lituania), è nato nel 1966 a Sakiai (Lituania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.
NEA/.../PONISKAITIS                                 VIS 20100205 (70)

giovedì 4 febbraio 2010

SALVEZZA IN CRISTO FONDAMENTO GIUSTIZIA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2010, intitolato "La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22)".

  Alla presentazione sono intervenuti il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", con il Monsignor Giampietro del Toso, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero,  ed il Dottor Hans-Gert Pöttering, ex Presidente del Parlamento Europeo e Presidente della Fondazione Konrad Adenauer,

  Nel commentare il Messaggio, il Dottor Pöttering ha affermato che: "Il Santo Padre indica che una forma radicale secolarizzata di giustizia distributiva separata dalla fede in Dio si converte in ideologia. Come politico" - ha affermato - "vorrei aggiungere: Abbiamo sperimentato fin dove può arrivare questa idea in un sistema socialista in decadenza".

  "Solidarietà e carità implicano la responsabilità di difendere e proteggere" - ha proseguito il Dottor Pöttering - "la dignità universale di ogni essere umano in tutto il mondo e in tutte le circostanze. Se vogliamo preservare la libertà e incrementare la giustizia, dobbiamo situare il valore della fraternità o la solidarietà al centro del nostro pensiero politico".

  Nel ricordare le parole di Paolo VI: "Lo sviluppo è il nuovo nome della pace", il Dottor Pöttering ha affermato che: "È necessario avanzare di un passo e dire: 'La solidarietà è il nuovo nome della pace'. Nell'affermare ciò poniamo nuovamente la libertà e l'uguaglianza in appropriato equilibrio con la solidarietà".

  "Il Santo Padre" - ha concluso il Dottor Pöttering - "ha indicato due essenziali conclusioni di come il cristiano concepisca la giustizia: rinunciare all'autosufficienza ed accettare la nostra missione con umiltà. Questa è la chiave di ogni politica impegnata nella responsabilità cristiana - non solo nella Stagione Quaresimale 2010 ma nel XXI secolo con l'enorme compito di forgiare la globalizzazione".

  "Non senza motivo risuona dovunque nel mondo l'appello per la giustizia" - ha detto il Cardinale Cordes nel suo intervento - "Il mondo della politica e la convivenza dei popoli richiedono ovunque questo rapporto tra le diverse forze sociali. È questo il campo della giustizia" che "viene calpestata con la violenza, con l'oppressione della libertà e con il mancato rispetto della dignità umana, con cattive leggi e con la violazione dei diritti, con lo sfruttamento e con stipendi da fame".

  "Ci sono dunque fattori sociali che vanno corretti; e in tale lotta - non va dimenticato - la Chiesa ha senz'altro i suoi meriti" - ha affermato il Porporato ricordando che: "Seguendo l'esempio di Gesù, già i primi cristiani si sono fatti carico del bisogno dell'uomo. (...) O più tardi, in quel medioevo che si dice essere così 'buio', pensiamo alla 'Tregua Dei', gli uomini di Chiesa mettevano al sicuro i beni della gente semplice di fronte alla nobiltà; invitavano a manifestazioni di massa che al grido 'Pax - pax - pax' promuovevano il desiderio entusiastico di una convivenza pacifica".

  "Poi in epoca moderna: quando gli Stati europei fecero diventare altri paesi e continenti loro coloni, sottoponendoli non di rado a sfruttamento selvaggio, missionari cristiani e religiose non solo portarono agli abitanti di quelle terre la fede, ma insegnarono loro spesso anche stile e qualità di vita".

  "Ma chi analizza in modo più preciso i contributi della Chiesa a favore di una intesa pacifica tra gli esseri umani, fa presto ad osservare che il problema di una convivenza giusta non può essere risolto soltanto con interventi mondani. (...) Come il Papa così anche noi dobbiamo andare oltre il modo comune di concepire l'antropologia per giungere a una visione dell'uomo completa: così il concetto di giustizia rivela tutto il suo contenuto".

  "Il male viene dal di dentro, dal cuore dell'uomo come dice il Signore nel Vangelo (cfr. Mc 7, 14 ss.). William Shakespeare e Georges Bernanos lo hanno fatto vedere nelle loro opere, come per esempio in "Riccardo III" o in "Sotto il sole di Satana"; Stalin - per esempio in Ucraina - e Hitler - a Auschwitz - non si facevano scrupoli a lasciare libero sfogo alla propria malignità. Proprio l'esperienza del male ci insegna che sarebbe ingenuo affidarsi solamente alla giustizia umana che interviene sulle strutture e sui comportamenti dall'esterno. Il cuore degli uomini ha bisogno di essere sanato".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha ricordato che: "Come ogni anno, il Messaggio Quaresimale esorta tutti gli uomini del nostro tempo a compiere buone azioni. (...) Ma la parola del Papa è soprattutto una sfida alla nostra volontà a fidarsi di Dio e a credere in Lui. Mette quindi a tema ciò che nella discussione generale sulla giustizia e sulla pace viene facilmente dimenticato o taciuto. A un tale auto-isolamento lontano da Dio - si potrebbe parlare di un "autismo dell'uomo causato dalla secolarizzazione" - papa Benedetto contrappone il suo fermo riferimento a Dio e la sua offerta di amore".

  "Nell'ultima parte del suo Messaggio il Papa mette in risalto la salvezza in Cristo come il fondamento della giustizia umana" - ha concluso l'Arcivescovo Cordes - "Di fronte alla giustizia della Croce l'uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l'uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/PÖTTERING:CORDES           VIS 20100204 (870)


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2010


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2010, datato 30 ottobre 2009, dal titolo: "La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22)", affermazione di San Paolo nella Lettera ai Romani. Di seguito riportiamo il documento in versione integrale in lingua italiana.

  "Cari fratelli e sorelle, ogni anno, in occasione della Quaresima, la Chiesa ci invita a una sincera revisione della nostra vita alla luce degli insegnamenti evangelici. Quest'anno vorrei proporvi alcune riflessioni sul vasto tema della giustizia, partendo dall'affermazione paolina: 'La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo' (cfr Rm 3,21-22)".

  "Giustizia: "dare cuique suum". Mi soffermo in primo luogo sul significato del termine "giustizia", che nel linguaggio comune implica "dare a ciascuno il suo - dare cuique suum", secondo la nota espressione di Ulpiano, giurista romano del III secolo. In realtà, però, tale classica definizione non precisa in che cosa consista quel "suo" da assicurare a ciascuno. Ciò di cui l'uomo ha più bisogno non può essergli garantito per legge. Per godere di un'esistenza in pienezza, gli è necessario qualcosa di più intimo che può essergli accordato solo gratuitamente: potremmo dire che l'uomo vive di quell'amore che solo Dio può comunicargli avendolo creato a sua immagine e somiglianza. Sono certamente utili e necessari i beni materiali - del resto Gesù stesso si è preoccupato di guarire i malati, di sfamare le folle che lo seguivano e di certo condanna l'indifferenza che anche oggi costringe centinaia di milioni di essere umani alla morte per mancanza di cibo, di acqua e di medicine -, ma la giustizia "distributiva" non rende all'essere umano tutto il "suo" che gli è dovuto. Come e più del pane, egli ha infatti bisogno di Dio. Nota sant'Agostino: se "la giustizia è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo... non è giustizia dell'uomo quella che sottrae l'uomo al vero Dio" (De civitate Dei, XIX, 21).

  "Da dove viene l'ingiustizia? L'evangelista Marco riporta le seguenti parole di Gesù, che si inseriscono nel dibattito di allora circa ciò che è puro e ciò che è impuro: "Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro... Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male" (Mc 7,14-15.20-21). Al di là della questione immediata relativa al cibo, possiamo scorgere nella reazione dei farisei una tentazione permanente dell'uomo: quella di individuare l'origine del male in una causa esteriore. Molte delle moderne ideologie hanno, a ben vedere, questo presupposto: poiché l'ingiustizia viene "da fuori", affinché regni la giustizia è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l'attuazione. Questo modo di pensare - ammonisce Gesù - è ingenuo e miope. L'ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male. Lo riconosce amaramente il Salmista: "Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre" (Sal 51,7). Sì, l'uomo è reso fragile da una spinta profonda, che lo mortifica nella capacità di entrare in comunione con l'altro. Aperto per natura al libero flusso della condivisione, avverte dentro di sé una strana forza di gravità che lo porta a ripiegarsi su se stesso, ad affermarsi sopra e contro gli altri: è l'egoismo, conseguenza della colpa originale. Adamo ed Eva, sedotti dalla menzogna di Satana, afferrando il misterioso frutto contro il comando divino, hanno sostituito alla logica del confidare nell'Amore quella del sospetto e della competizione; alla logica del ricevere, dell'attendere fiducioso dall'Altro, quella ansiosa dell'afferrare e del fare da sé (cfr Gen 3,1-6), sperimentando come risultato un senso di inquietudine e di incertezza. Come può l'uomo liberarsi da questa spinta egoistica e aprirsi all'amore?".

  "Giustizia e Sedaqah. Nel cuore della saggezza di Israele troviamo un legame profondo tra fede nel Dio che "solleva dalla polvere il debole" (Sal 113,7) e giustizia verso il prossimo. La parola stessa con cui in ebraico si indica la virtù della giustizia, sedaqah, ben lo esprime. Sedaqah infatti significa, da una parte, accettazione piena della volontà del Dio di Israele; dall'altra, equità nei confronti del prossimo (cfr Es 20,12-17), in modo speciale del povero, del forestiero, dell'orfano e della vedova (cfr Dt 10,18-19). Ma i due significati sono legati, perché il dare al povero, per l'israelita, non è altro che il contraccambio dovuto a Dio, che ha avuto pietà della miseria del suo popolo. Non a caso il dono delle tavole della Legge a Mosè, sul monte Sinai, avviene dopo il passaggio del Mar Rosso. L'ascolto della Legge, cioè, presuppone la fede nel Dio che per primo ha 'ascoltato il lamento' del suo popolo ed è "sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto" (cfr Es 3,8). Dio è attento al grido del misero e in risposta chiede di essere ascoltato: chiede giustizia verso il povero (cfr Sir 4,4-5.8-9), il forestiero (cfr Es 22,20), lo schiavo (cfr Dt 15,12-18). Per entrare nella giustizia è pertanto necessario uscire da quell'illusione di auto-sufficienza, da quello stato profondo di chiusura, che è l'origine stessa dell'ingiustizia. Occorre, in altre parole, un "esodo" più profondo di quello che Dio ha operato con Mosè, una liberazione del cuore, che la sola parola della Legge è impotente a realizzare. C'è dunque per l'uomo speranza di giustizia?"

"Cristo, giustizia di Dio. L'annuncio cristiano risponde positivamente alla sete di giustizia dell'uomo, come afferma l'apostolo Paolo nella Lettera ai Romani: "Ora invece, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio... per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c'è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. E' lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue" (3,21-25).

  "Quale è dunque la giustizia di Cristo? E' anzitutto la giustizia che viene dalla grazia, dove non è l'uomo che ripara, guarisce se stesso e gli altri. Il fatto che l'"espiazione" avvenga nel "sangue" di Gesù significa che non sono i sacrifici dell'uomo a liberarlo dal peso delle colpe, ma il gesto dell'amore di Dio che si apre fino all'estremo, fino a far passare in sé "la maledizione" che spetta all'uomo, per trasmettergli in cambio la "benedizione" che spetta a Dio (cfr Gal 3,13-14). Ma ciò solleva subito un'obiezione: quale giustizia vi è là dove il giusto muore per il colpevole e il colpevole riceve in cambio la benedizione che spetta al giusto? Ciascuno non viene così a ricevere il contrario del "suo"? In realtà, qui si dischiude la giustizia divina, profondamente diversa da quella umana. Dio ha pagato per noi nel suo Figlio il prezzo del riscatto, un prezzo davvero esorbitante. Di fronte alla giustizia della Croce l'uomo si può ribellare, perché essa mette in evidenza che l'uomo non è un essere autarchico, ma ha bisogno di un Altro per essere pienamente se stesso. Convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall'illusione dell'autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza - indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia".

  "Si capisce allora come la fede sia tutt'altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del "mio", per darmi gratuitamente il "suo". Ciò avviene particolarmente nei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Grazie all'azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia "più grande", che è quella dell'amore (cfr Rm 13,8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare".

  "Proprio forte di questa esperienza, il cristiano è spinto a contribuire a formare società giuste, dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dall'amore".

  "Cari fratelli e sorelle, la Quaresima culmina nel Triduo Pasquale, nel quale anche quest'anno celebreremo la giustizia divina, che è pienezza di carità, di dono, di salvezza. Che questo tempo penitenziale sia per ogni cristiano tempo di autentica conversione e d'intensa conoscenza del mistero di Cristo, venuto a compiere ogni giustizia. Con tali sentimenti, imparto di cuore a tutti l'Apostolica Benedizione".
MESS/QUARESIMA 2010/...                         VIS 20100204 (1420)

TELEGRAMMA OLIMPIADI INVERNALI IN CANADA


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del telegramma che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire all'Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., di Vancouver (Canada), in occasione delle celebrazioni della XXI edizione dei Giochi Olimpici Invernali e della X edizione dei Giochi Paraolimpici Invernali che si terranno nell'Arcidiocesi di Vancouver e nella Diocesi di Kamloops, dal 12 al 28 febbraio prossimo.

  Il Papa auspica che lo sport possa essere sempre "un valido propulsore di edificazione di pace ed amicizia fra i popoli e le nazioni" ed elogia l'iniziativa ecumenica "More than Gold" che promuove l'assistenza materiale e spirituale dei partecipanti ai Giochi.
TGR/GIOCHI OLIMPICI INVERNALI/MILLER                   VIS 20100204 (120)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  Due Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles:

    - Il Vescovo Charles Phillip Richard Moth, Ordinario Militare per la Gran Bretagna.

  - Il Padre Michael Bernard McPartland, S.M.A., Prefetto Apostolico delle Falkland Islands o Malvinas; Superiore della Missione "sui iuris" di Saint Helena, Ascension and Tristan da Cunha.

  Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Keith Michael Patrick O'Brien, Arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh.

    - L'Arcivescovo Mario Joseph Conti, di Glasgow.

- Il Vescovo Joseph Devine, di Motherwell.
AL/.../.../                                    VIS 20100204 (110)

mercoledì 3 febbraio 2010

VITA CONSACRATA TESTIMONE SOVRABBONDANZA AMORE DIVINO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri alle 17:30, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato i Secondi Vespri nella festa della Presentazione del Signore al Tempio, e Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

  Il Papa ha ricordato che, a partire dal 1997, il Venerabile Giovanni Paolo II volle  che fosse celebrata in tutta la Chiesa una speciale Giornata della Vita Consacrata. "Infatti, l'oblazione del Figlio di Dio - simboleggiata dalla sua presentazione al Tempio - è modello per ogni uomo e donna che consacra tutta la propria vita al Signore".

  "Triplice è lo scopo di questa Giornata: innanzitutto lodare e ringraziare il Signore per il dono della vita consacrata; in secondo luogo, promuoverne la conoscenza e la stima da parte di tutto il Popolo di Dio; infine, invitare quanti hanno dedicato pienamente la propria vita alla causa del Vangelo a celebrare le meraviglie che il Signore ha operato in loro".

  Successivamente il Papa ha commentato le letture della celebrazione, la Lettera agli Ebrei, nella quale "Cristo è presentato come il Mediatore: è vero Dio e vero uomo, perciò appartiene realmente al mondo divino e a quello umano. In realtà, è proprio e solamente a partire da questa fede, da questa professione di fede in Gesù Cristo, il Mediatore unico e definitivo, che nella Chiesa ha senso una vita consacrata, una vita consacrata a Dio mediante Cristo. Ha senso solo se Lui è veramente mediatore tra Dio e noi, altrimenti si tratterebbe solo di una forma di sublimazione o di evasione".

  "La vita consacrata, infatti, testimonia ed esprime in modo 'forte' proprio il cercarsi reciproco di Dio e dell'uomo, l'amore che li attrae; la persona consacrata, per il fatto stesso di esserci, rappresenta come un 'ponte' verso Dio per tutti coloro che la incontrano. (...) E tutto questo in forza della mediazione di Gesù Cristo, il Consacrato del Padre. Il fondamento è Lui! Lui, che ha condiviso la nostra fragilità, perché noi potessimo partecipare della sua natura divina".

  "Le persone consacrate" - ha spiegato il Pontefice - "sperimentano la grazia, la misericordia e il perdono di Dio non solo per sé, ma anche per i fratelli, essendo chiamate a portare nel cuore e nella preghiera le angosce e le attese degli uomini, specie di quelli che sono lontani da Dio. In particolare, le comunità che vivono nella clausura, con il loro specifico impegno di fedeltà nello 'stare con il Signore', nello 'stare sotto la croce', svolgono sovente questo ruolo vicario, unite al Cristo della Passione, prendendo su di sé le sofferenze e le prove degli altri ed offrendo con gioia ogni cosa per la salvezza del mondo".

  "La vita consacrata (...) testimonia la sovrabbondanza d'amore che spinge a 'perdere' la propria vita, come risposta alla sovrabbondanza di amore del Signore, che per primo ha 'perduto' la sua vita per noi. In questo momento penso alle persone consacrate che sentono il peso della fatica quotidiana scarsa di gratificazioni umane, penso ai religiosi e alle religiose anziani, ammalati, a quanti si sentono in difficoltà nel loro apostolato... Nessuno di essi è inutile, perché il Signore li associa al 'trono della grazia'. Sono invece un dono prezioso per la Chiesa e per il mondo, assetato di Dio e della sua Parola".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia auspicando che l'Anno Sacerdotale sia "un'ulteriore occasione, per i religiosi presbiteri, ad intensificare il cammino di santificazione e, per tutti i consacrati e le consacrate, uno stimolo ad accompagnare e sostenere il loro ministero con fervente preghiera".
HML/VITA CONSACRATA/...                           VIS 20100203 (600)


SAN DOMENICO AUTENTICO PREDICATORE DEL VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2010 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di San Domenico di Guzmán, Fondatore dell'Ordine dei Predicatori, noti anche come Frati Domenicani.

  Domenico nacque a Caleruega (Burgos, Spagna), nel 1170. "Si distinse subito" - ha detto il Santo Padre - "per l'interesse nello studio della Sacra Scrittura e per l'amore verso i poveri. (...) Ordinato sacerdote, fu eletto canonico del capitolo della Cattedrale nella sua diocesi di origine, Osma. (...) Questa nomina (...) egli non la interpretò come un privilegio personale, né come l'inizio di una brillante carriera ecclesiastica, ma come un servizio da rendere con dedizione e umiltà. Non è forse una tentazione quella della carriera, del potere, una tentazione da cui non sono immuni neppure coloro che hanno un ruolo di animazione e di governo nella Chiesa?".

  "Il Vescovo di Osma (...) notò ben presto le qualità spirituali di Domenico e volle avvalersi della sua collaborazione. Insieme si recarono nell'Europa del Nord, per compiere missioni diplomatiche affidate loro dal re di Castiglia. Viaggiando, Domenico si rese conto di due enormi sfide per la Chiesa del suo tempo: l'esistenza di popoli non ancora evangelizzati, ai confini settentrionali del continente europeo, e la lacerazione religiosa che indeboliva la vita cristiana nel Sud della Francia, dove l'azione di alcuni gruppi eretici creava disturbo e l'allontanamento dalla verità della fede".

  Papa Onorio III domandò a Domenico "di dedicarsi alla predicazione agli Albigesi" e Domenico "accettò con entusiasmo questa missione, che realizzò proprio con l'esempio della sua esistenza povera e austera, con la predicazione del Vangelo e con dibattiti pubblici".

  "E' Cristo" - ha esclamato il Pontefice - "il bene più prezioso che gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno il diritto di conoscere e di amare! Ed è consolante vedere come anche nella Chiesa di oggi sono tanti - pastori e fedeli laici, Membri di antichi ordini religiosi e di nuovi movimenti ecclesiali - che con gioia spendono la loro vita per questo ideale supremo: annunciare e testimoniare il Vangelo!".

  "A Domenico di Guzman si associarono poi altri uomini, attratti dalla stessa aspirazione. In tal modo, progressivamente, dalla prima fondazione di Tolosa, ebbe origine l'Ordine dei Predicatori. Domenico (...) adottò l'antica Regola di sant'Agostino, adattandola alle esigenze di vita apostolica, che portavano lui e i suoi compagni a predicare spostandosi da un posto all'altro, ma tornando, poi, ai propri conventi, luoghi di studio, preghiera e vita comunitaria".

  "Domenico, con un gesto coraggioso, volle che i suoi seguaci acquisissero una solida formazione teologica, e non esitò a inviarli nelle Università del tempo. (...) Domenico volle che i suoi Frati vi si dedicassero senza risparmio, con diligenza e pietà;" che si dedicassero ad "uno studio fondato sull'anima di ogni sapere teologico, cioè sulla Sacra Scrittura, e rispettoso delle domande poste dalla ragione".

  "Esorto dunque tutti, pastori e laici" - ha detto il Papa - "a coltivare questa 'dimensione culturale' della fede, affinché la bellezza della verità cristiana possa essere meglio compresa e la fede possa essere veramente nutrita, rafforzata e anche difesa. In quest'Anno Sacerdotale, invito i seminaristi e i sacerdoti a stimare il valore spirituale dello studio. La qualità del ministero sacerdotale dipende anche dalla generosità con cui ci si applica allo studio delle verità rivelate".

  Domenico morì nel 1221 a Bologna e fu canonizzato nel 1234. "Con la sua santità" - ha concluso il Pontefice - "ci indica due mezzi indispensabili affinché l'azione apostolica sia incisiva. Anzitutto, la devozione mariana", in particolare la preghiera del Santo Rosario "che i suoi figli spirituali (...) hanno avuto il grande merito di diffondere"  e il "valore della preghiera di intercessione per il successo del lavoro apostolico".
AG/SAN DOMENICO/...                                       VIS 20100203 (610)


martedì 2 febbraio 2010

XXV ANNIVERSARIO DICASTERO OPERATORI SANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2010 (VIS). "La Chiesa al servizio dell'amore per i sofferenti" sarà il motivo conduttore della celebrazione del XXV dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e della XVIII Giornata Mondiale del Malato, in programma l'11 febbraio prossimo.

  Il 9 e 10 febbraio, nell'Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, si terrà un Simposio Internazionale dedicato a due Documenti di Giovanni Paolo II: la Lettera Apostolica "Salvifici Doloris" sul senso cristiano della sofferenza umana (11 febbraio 1984) e il Motu Proprio "Dolentium Hominum", con il quale il Pontefice istituì il Dicastero per gli Operatori Sanitari (11 febbraio 1985).

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari rende noto che nel corso del Simposio saranno approfondite le tematiche del dolore e della sofferenza dal punto di vista dell'Ebraismo, Induismo, Islamismo e Buddismo, nonché come sono vissute e viste nelle culture africane e in quelle asiatiche.

  Alle 10:30 dell'11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, Benedetto XVI presiederà una celebrazione eucaristica nella Basilica Vaticana. Lo stesso giorno è previsto l'arrivo delle reliquie di Santa Bernadetta Soubirous, una preghiera ai piedi della statua della Beata Vergine di Lourdes e la visita alla tomba del Venerabile Giovanni Paolo II.

   Nelle stesse giornate avranno inoltre luogo un Concerto di Musica Classica presso l'Accademia romana di Santa Cecilia e una mostra di pittura dedicata a Giovanni Paolo II e alla sua sofferenza.
.../ANNIVERSARIO/OPERATORI SANITARI                   VIS 20100202 (240)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Mahajanga (Madagascar), presentata dal Vescovo Joseph Ignace Randrianasolo, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Roger Victor Rakotondrajao, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Germán Mesa Ruiz, Vescovo di Socorro y San Gil (superficie: 6.734; popolazione: 268.000; cattolici: 258.233; sacerdoti: 102; religiosi: 147), Colombia. E' stato finora Vescovo di Arauca (Colombia).

- Ha nominato il Vescovo Guillermo Orozco Montoya, Vescovo di Girardota (superficie: 2.445; popolazione: 212.000; cattolici: 191.000; sacerdoti: 57; religiosi: 75), Colombia. E' stato finora Vescovo di San José del Guaviare (Colombia). 

- Ha nominato il Vescovo Oscar Armando Campos Contreras, Vescovo di Tehuantepec (superficie: 25.000; popolazione: 1.660.000; cattolici: 1.340.000: sacerdoti: 76; religiosi: 125), Messico. E' stato finora Ausiliare di Antequera (Messico).

- Ha nominato il Reverendo Justin Kientega, Vescovo della Diocesi di Ouahigouya (superficie: 19.126; popolazione: 1.200.000; cattolici: 100.000; sacerdoti: 62; religiosi: 112), Burkina Faso. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 nella parrocchia Temnaoré (Burkina Faso) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. E' stato finora Economo della medesima Diocesi e Cappellano del Centro ospedaliero regionale di Koudougou.

- Ha nominato l'Arcivescovo Augustine Kasujja, Nunzio Apostolico in Nigeria, finora Nunzio Apostolico in Madagascar, in Maurizio e nelle Seychelles, Delegato Apostolico nelle Isole Comore, con funzione di Delegato Apostolico in La Réunion.

- Ha nominato il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi (Francia), Membro della Congregazione per il Clero.
RE:NER:NN:NA/.../...                               VIS 20100202 (280)


lunedì 1 febbraio 2010

ANGELUS: AMORE STILE DI VITA DEL CREDENTE


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

 "Nella liturgia di questa domenica" - ha detto il Papa commentando la liturgia odierna - "si legge una delle pagine più belle del Nuovo Testamento e di tutta la Bibbia: il cosiddetto 'inno alla carità' dell'apostolo Paolo".

  "La carità è il dono 'più grande', che dà valore a tutti gli altri (...) Alla fine, quando ci incontreremo faccia a faccia con Dio, tutti gli altri doni verranno meno; l'unico che rimarrà in eterno sarà la carità, perché Dio è amore e noi saremo simili a Lui, in comunione perfetta con Lui".

  "Per ora, mentre siamo in questo mondo, la carità è il distintivo del cristiano. E' la sintesi di tutta la sua vita: di ciò che crede e di ciò che fa. Per questo, all'inizio del mio pontificato, ho voluto dedicare la mia prima Enciclica proprio al tema dell'amore: 'Deus caritas est'. Come ricorderete, questa Enciclica si compone di due parti, che corrispondono ai due aspetti della carità: il suo significato, e quindi la sua attuazione pratica".

  "L'amore" - ha spiegato il Papa - "è l'essenza di Dio stesso, è il senso della creazione e della storia, è la luce che dà bontà e bellezza all'esistenza di ogni uomo. Al tempo stesso, l'amore è, per così dire, lo 'stile' di Dio e dell'uomo credente, è il comportamento di chi, rispondendo all'amore di Dio, imposta la propria vita come dono di sé a Dio e al prossimo".

  "Cari amici, se pensiamo ai Santi, riconosciamo la varietà dei loro doni spirituali, e anche dei loro caratteri umani. Ma la vita di ognuno di essi è un inno alla carità, un cantico vivente all'amore di Dio!"

  "Oggi, 31 gennaio" - ha concluso Benedetto XVI - "ricordiamo in particolare San Giovanni Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana e patrono dei giovani. In questo Anno Sacerdotale vorrei invocare la sua intercessione affinché i sacerdoti siano sempre educatori e padri dei giovani; e perché, sperimentando questa carità pastorale, tanti giovani accolgano la chiamata a dare la vita per Cristo e per il Vangelo. Maria Ausiliatrice, modello di carità, ci ottenga queste grazie"
ANG/CARITÀ/...                                   VIS 20100201 (400)


GRANDE SENSO RESPONSABILITÀ DAVANTI CRISI ECONOMICA


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2010 (VIS). Dopo la preghiera mariana dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che: "L'ultima domenica di gennaio è la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Il pensiero va spontaneamente a Padre Damiano de Veuster, che diede la vita per questi fratelli e sorelle, e che nello scorso ottobre ho proclamato santo. Alla sua celeste protezione affido tutte le persone che purtroppo ancora oggi soffrono per questa malattia, come pure gli operatori sanitari e i volontari che si prodigano perché possa esistere un mondo senza lebbra".

  "Oggi si celebra anche la seconda Giornata di Intercessione per la Pace in Terra Santa" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "In comunione con il Patriarca Latino di Gerusalemme e il Custode di Terrasanta, mi unisco spiritualmente alla preghiera di tanti cristiani di ogni parte del mondo, mentre saluto di cuore quanti sono qui convenuti per tale circostanza".

  "La crisi economica" - ha detto infine il Papa - "sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti".

  Benedetto XVI ha citato due realtà difficili in Italia, la fabbrica di automobili di Termini Imerese, dove lavorano 3.000 persone e che ha annunciato per il 2012 la chiusura, e la fabbrica metallurgica di Portovesme, i cui operai, alcuni dei quali erano in Piazza San Pietro, sono in cassa integrazione.

  "Mi associo pertanto" - ha detto il Papa - "all'appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l'occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie".

  Dopo i saluti ai fedeli nelle diverse lingue, il Papa si è rivolto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica di Roma con queste parole: "Cari ragazzi, vi ringrazio perché, con la vostra 'Carovana della pace' e col simbolo delle colombe che tra poco faremo volare, voi date a tutti un segno di speranza". Due bambini, invitati nell'appartamento pontificio, hanno liberato dalla finestra due colombe, simbolo di pace. Una di esse è entrata nello studio pontificio mentre Benedetto XVI sorrideva divertito, ed alla fine è riuscita a librarsi in volo.
ANG/LEBBRA:PACE:LAVORO/...                           VIS 20100201 (370)


BENEDETTO XVI PARLA VIAGGIO APOSTOLICO GRAN BRETAGNA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, al termine della Visita "ad Limina Apsotolorum".

  "Anche fra le pressioni del secolarismo" - ha detto Benedetto XVI - "vi sono molti segni di fede viva e di devozione fra i cattolici di Inghilterra e Galles. Penso, ad esempio, all'entusiasmo nell'accogliere le reliquie di Santa Teresa, l'interesse sorto dalla prospettiva della Beatificazione del Cardinale Newman e l'attesa dei giovani che desiderano partecipare ai pellegrinaggi della Giornata Mondiale della Gioventù".

  "In occasione del mio prossimo Viaggio Apostolico in Gran Bretagna" - ha continuato il Pontefice - "potrò io stesso sperimentare quella fede e, in qualità di Successore di Pietro, rafforzarla e riconfermarla. Nel corso dei prossimi mesi di preparazione, adoperatevi per incoraggiare i cattolici di Inghilterra e Galles nella loro devozione, e assicurate loro che il Papa costantemente li ricorda nella preghiera e li custodisce nel cuore".

  "Il vostro Paese" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è ben conosciuto per il suo fermo impegno nell'uguaglianza di opportunità per tutti i membri della società. Tuttavia, come avete giustamente sottolineato, l'effetto di parte della legislazione volta a perseguire tale obiettivo è stato quello di imporre ingiuste limitazioni alla libertà di comunità religiose ad agire in sintonia con il proprio credo".

  "Vi esorto come Pastori" - ha proseguito il Papa - "ad assicurarvi che l'insegnamento morale della Chiesa sia sempre presentato nella sua interezza e difeso in modo convincente. La fedeltà al Vangelo non limita in alcun modo la libertà di altri - al contrario, serve loro la libertà offrendo la verità".

  "Per presentare la pienezza salvifica del messaggio di Cristo al mondo in modo efficace e convincente, la comunità cattolica nel vostro Paese deve parlare con una sola voce".

  "E' la verità rivelata attraverso la Scrittura e la Tradizione ed articolata dal Magistero della Chiesa che ci rende liberi." - ha ribadito Benedetto XVI - "Il Cardinale Newman realizzò questo obiettivo e ci ha lasciato un notevole esempio di fedeltà alla verità rivelata seguendo quella 'benevola luce' dovunque essa lo portava, anche a costi considerevoli per la sua persona. Nel nostro tempo sono necessari grandi scrittori e comunicatori della sua statura ed integrità nella Chiesa attuale, ed è il mio auspico che la devozione al Cardinale Newman ispiri a seguire i suoi passi".

  "Vi esorto" - ha detto ancora il Santo Padre riferendosi all'Anno Sacerdotale - "a mostrare ai vostri sacerdoti il suo esempio di dedizione alla preghiera, la sensibilità pastorale per le esigenze del suo gregge, la passione per la predicazione del Vangelo. Anche voi dovete dare un simile esempio. Siate vicini ai vostri preti, e riaccendete il loro senso di enorme privilegio e di gioia di essere fra il popolo di Dio come 'alter Christus'.

  "Incoraggiate i fedeli laici" - ha esortato ancora il Papa - "ad esprimere apprezzamento ai sacerdoti che sono al loro servizio, e a riconoscere le difficoltà che qualche volta essi affrontano a causa del loro scarso numero e delle crescenti pressioni del mondo. Aiutateli ad evitare ogni tentazione di considerare i membri del clero come meri funzionari ma piuttosto a rallegrarsi del dono del ministero sacerdotale, un dono che non può essere mai dato per scontato".

  Infine il Papa riferendosi al dialogo ecumenico ed inter-religioso, in Inghilterra e Galles ha esortato "ad essere generosi nel realizzare i dettami della  Costituzione Apostolica 'Anglicanorum Coetibus', in modo da assistere quei gruppi di Anglicani che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Sono convinto che, se accolti con calore e con cuore sincero, questi gruppi saranno una benedizione per tutta la Chiesa".
AL/.../INGHILTERRA:GALLES                           VIS 20100201 (610)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Per tutti gli scienziati e gli uomini di cultura, perché attraverso la sincera ricerca della verità possano giungere alla conoscenza dell'unico vero Dio".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la Chiesa, consapevole della propria identità missionaria, si sforzi di seguire fedelmente Cristo e di proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/…                      VIS 20100201 (100)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo John Hine, Amministratore dell'Arcidiocesi di Southwark, con gli Ausiliari il Vescovo Patrick K. Lynch, SS.CC. ed il Vescovo Paul Hendricks.

-    Il Vescovo Michael Charles Evans, di East Anglia.

-    Il Vescovo Peter Doyle, di Northampton.

-    Il Vescovo Malcom Patrick McMahon, O.P. di Nottingham.

-    Il Vescovo Hlib Lonchyna, M.S.U., Amministratore Apostolico dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna.

  Sabato 30 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Bernard Longley, di Birmingham, con gli Ausiliari il Vescovo David Christopher McGough ed il Vescovo William Kenney, C.P.

    - Il Vescovo Kieran Thomas Conry, di Arundel and Brighton.

    - Il Vescovo Hugh Christopher Budd, di Plymouth.

    - Il Vescovo Roger Francis Crispian Hollis, di Portsmouth.

    - Il Vescovo Thomas McMahon, di Brentwood.

- L'Arcivescovo Peter Rajic, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrain e Quatar e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, con i Familiari.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/...                                    VIS 20100130 (230)

sabato 30 gennaio 2010

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Maliana (Timor Orientale), con territorio dismemebrato della Diocesi di Dili.

- Ha nominato il Reverendo Norberto Do Amaral, primo Vescovo di Maliana (superficie: 3.645; popolazione: 210.000; cattolici: 206.597; sacerdoti: 31; religiosi: 108), Timor Orientale. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Ainaro (Diocesi di Dili) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È Stato finora Cancelliere della Diocesi di Dili (Timor Orientale).

- Ha nominato il Padre Calogero Peri, O.F.M.Cap., Vescovo di Caltagirone (superficie: 1.551; popolazione: 153.038; cattolici: 149.827; sacerdoti: 91; religiosi: 143; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Salemi (Italia) nel 1953, ha emesso la professione perpetua nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1976 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Vice Preside della Facoltà Teologica "San Giovanni Evangelista" di  Palermo (Italia).
ECE:NER/.../DO AMARAL:PERI                            VIS 20100130 (160)


venerdì 29 gennaio 2010

TRIBUNALE ROTA DEVE ISPIRARSI GIUSTIZIA, CARITÀ E VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Decano, il Collegio dei Prelati uditori, gli Officiali e gli altri Collaboratori del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario.

  Il Santo Padre si è soffermato nel suo discorso sulla missione di questa istituzione nella triplice prospettiva della giustizia, della carità e della verità alla quale il Tribunale della Rota Romana deve ispirarsi.

  "Occorre prendere atto della diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l'altra. In questa linea, riferendosi più specificamente alla vita della Chiesa, alcuni ritengono che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare. La stessa verità, (...) tenderebbe così ad essere vista in un'ottica strumentale, che l'adatterebbe di volta in volta alle diverse esigenze che si presentano".

  "Il vostro ministero" - ha proseguito il Papa - "è essenzialmente opera di giustizia: una virtù (...) della quale è quanto mai importante riscoprire il valore umano e cristiano, anche all'interno della Chiesa. Il Diritto Canonico" deve essere "sempre considerato nel suo rapporto essenziale con la giustizia, nella consapevolezza che nella Chiesa l'attività giuridica ha come fine la salvezza delle anime".

  "In questa prospettiva è da tenere presente, qualunque sia la situazione, che il processo e la sentenza sono legati in modo fondamentale alla giustizia e si pongono al suo servizio" - ha rilevato Papa Benedetto XVI che ha aggiunto: "Oltre a questa dimensione (...) 'oggettiva' della giustizia, ne esiste un'altra, inseparabile da essa, che riguarda gli 'operatori del diritto', coloro , cioè, che la rendono possibile. Vorrei sottolineare come essi devono essere caratterizzati da un alto esercizio delle virtù umane e cristiane, in particolare della prudenza e della giustizia, ma anche della fortezza".

  "Quest'ultima diventa più rilevante quando l'ingiustizia appare la via più facile da seguire, in quanto implica accondiscendenza ai desideri e alle aspettative delle parti, oppure ai condizionamenti dell'ambiente sociale".

  "Tutti coloro che operano nel campo del Diritto, ognuno secondo la propria funzione, devono essere guidati dalla giustizia. Penso in particolare agli avvocati, i quali devono non soltanto porre ogni attenzione al rispetto della verità delle prove, ma anche evitare con cura di assumere, (...) il patrocinio di cause che, secondo la loro coscienza, non siano oggettivamente sostenibili".

  "L'azione, poi, di chi amministra la giustizia non può prescindere dalla carità" - ha ribadito il Santo Padre - "Lo sguardo e la misura della carità aiuterà a non dimenticare che si è sempre davanti a persone segnate da problemi e da sofferenze. Anche nell'ambito specifico del servizio di operatori della giustizia vale il principio secondo cui 'la carità eccede la giustizia'".

  "Di conseguenza, l'approccio alle persone, (...) deve calarsi nel caso concreto per facilitare alle parti, mediante la delicatezza e la sollecitudine, il contatto con il competente tribunale. In pari tempo, è importante adoperarsi fattivamente ogni qualvolta si intraveda una speranza di buon esito, per indurre i coniugi a convalidare eventualmente il matrimonio e a ristabilire la convivenza coniugale. Non va, inoltre, tralasciato lo sforzo di instaurare tra le parti un clima di disponibilità umana e cristiana, fondata sulla ricerca della verità".

  "Occorre rifuggire da richiami pseudopastorali che situano le questioni su un piano meramente orizzontale, in cui ciò che conta è soddisfare le richieste soggettive per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l'altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica, (...) esige (...) di considerare l'autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica. Sarebbe un bene fittizio, (...) spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale".

  "Vorrei oggi sottolineare come sia la giustizia, sia la carità, postulino l'amore alla verità e comportino essenzialmente la ricerca del vero. (...) Senza verità la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità".

  "Bisogna tener presente che un simile svuotamento" - ha detto ancora il Papa - "può verificarsi non solo nell'attività pratica del giudicare, ma anche nelle impostazioni teoriche, che tanto influiscono poi sui giudizi concreti. Il problema si pone quando viene più o meno oscurata la stessa essenza del matrimonio. (...) La considerazione esistenziale, personalistica e relazionale dell'unione coniugale non può mai essere fatta a scapito dell'indissolubilità, essenziale proprietà che nel matrimonio cristiano consegue, con l'unità, una peculiare stabilità in ragione del sacramento".

  "Non va dimenticato" - ha concluso il Pontefice - "che il matrimonio gode del favore del diritto. Pertanto, in caso di dubbio, esso si deve intendere valido fino a che non sia stato provato il contrario. Altrimenti, si corre il grave rischio di rimanere senza un punto di riferimento oggettivo per le pronunce circa la nullità, trasformando ogni difficoltà coniugale in un sintomo di mancata attuazione di un'unione il cui nucleo essenziale di giustizia - il vincolo indissolubile - viene di fatto negato".
AC/.../ROTA ROMANA                               VIS 20100129 (840)


RAFFORZARE NECESSARIE STRATEGIE LOTTA CONTRO LEBBRA


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio per la LVII Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra che si celebra domenica 31 gennaio, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

  Secondo i dati più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Salute (O.M.S.), "nel 2009 sono stati registrati oltre 210mila nuovi casi di lebbra. I Paesi che risultano più colpiti sono in Asia, nell'America Meridionale e in Africa. L'India presenta il maggior numero di persone affette seguita dal Brasile".

  L'Arcivescovo Zimowski lancia un appello "alla comunità internazionale e alle autorità di ogni singolo Stato, invitandole a sviluppare e rafforzare le necessarie strategie di lotta alla lebbra, rendendole più efficaci e capillari soprattutto dove il numero dei nuovi casi è ancora elevato. Tutto ciò senza trascurare le campagne di educazione e di sensibilizzazione in grado di aiutare, le persone affette  ed i loro familiari, ad uscire dall'esclusione e ad ottenere le cure necessarie".

  Al termine del Messaggio, il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ringrazia l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le religiose, i missionari e i volontari per il lodevole "impegno a sradicare questa ed altre malattie 'dimenticate'".
CON-AVA/GIORNATA MONDIALE LEBBRA/ZIMOWSKI    VIS 20100129 (210)



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