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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 16 gennaio 2008

SANT'AGOSTINO CI INCORAGGIA AFFIDARCI CRISTO SEMPRE VIVO

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ripreso la catechesi dedicata a Sant'Agostino, soffermandosi sugli ultimi anni della vita del Sommo Dottore della Chiesa.

  Quattro anni prima di morire, ha ricordato il Pontefice, Agostino volle designare quale suo successore, il prete Eraclio, esprimendo il proposito di "dedicare gli anni che gli restavano a un più intenso studio delle Sacre Scritture".

  "Quelli che seguirono furono quattro anni di straordinaria attività intellettuale: portò a termine opere importanti, (...), intervenne per promuovere la pace nella province africane insidiate dalle tribù barbare del sud. (...) 'Titolo più grande di gloria'" - affermava Agostino in una lettera al conte Dario, venuto in Africa per comporre il dissidio tra il conte Bonifacio e la corte imperiale - "è proprio quello di uccidere la guerra con la parola, anziché uccidere gli uomini con la spada, e procurare o mantenere la pace con la pace e non già con la guerra". Benedetto XVI ha ricordato inoltre che l'assedio in cui i Vandali strinsero Ippona nel 429, fu causa di grande sofferenza per il Vescovo Agostino.

  "Anche se vecchio e stanco" - ha proseguito il Pontefice - "Agostino restò tuttavia sulla breccia, confortando se stesso e gli altri con la preghiera e con la meditazione sui misteriosi disegni della Provvidenza. (...) Ma se il mondo invecchia, Cristo è perpetuamente giovane. E allora l'invito: 'Non rifiutare di ringiovanire unito a Cristo, Egli ti dice: Non temere, la tua gioventù si rinnoverà come quella dell'aquila'. Il cristiano quindi non deve abbattersi anche in situazioni difficili, ma adoperarsi per aiutare chi è nel bisogno".

  "La casa-monastero di Agostino" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "aveva aperto le sue porte ad accogliere i colleghi nell'episcopato che chiedevano ospitalità". Il Santo "profittò di quel tempo finalmente libero per dedicarsi con più intensità alla preghiera. Era solito affermare che nessuno, Vescovo, religioso o laico, per quanto irreprensibile possa sembrare la sua condotta, può affrontare la morte senza un'adeguata penitenza. Per questo egli continuamente ripeteva tra le lacrime i salmi penitenziali, che tante volte aveva recitato col popolo".

  Il Santo di Ippona, ha ricordato il Papa, cessò di vivere il 28 agosto del 430. "Il suo corpo, in data incerta, fu trasferito in Sardegna e da qui, verso il 725, a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d'oro, dove anche oggi riposa".

  "Nei suoi scritti anche noi lo 'ritroviamo vivo'" - ha aggiunto il Santo Padre - "Quando leggo gli scritti di Sant'Agostino non ho l'impressione che sia un uomo morto più o meno 1.600 anni fa, ma lo sento come un uomo di oggi: un amico, un contemporaneo che parla a me, parla a noi con la sua fede fresca e attuale".

  "In Sant'Agostino che parla a noi, parla a me nei suoi scritti, vediamo l'attualità permanente della sua fede; della fede che viene da Cristo, dal Verbo Eterno Incarnato e Figlio di Dio e Figlio dell'uomo. E possiamo vedere che questa fede" - ha concluso il Pontefice - "non è di ieri, anche se predicata ieri; è sempre di oggi, perché realmente Cristo è ieri oggi e per sempre. Egli è la Via, la Verità e la Vita. Così Sant'Agostino ci incoraggia ad affidarci a questo Cristo sempre vivo e a trovare così la strada della vita".
AG/SANT'AGOSTINO/...                                       VIS 20080116 (560)


ANNULLATA VISITA BENEDETTO XVI UNIVERSITÀ "LA SAPIENZA"

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Un Comunicato rilasciato nel pomeriggio di ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede, precisa che il Santo Padre non interverrà come invece era previsto, domani giovedì 17 gennaio, all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma.

  "A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi 'La Sapienza' di Roma, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio, si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento".

  I fatti a cui fa riferimento il Comunicato sono la lettera indirizzata al Magnifico Rettore, firmata da 67 professori che chiedono la revoca dell'invito rivolto a Benedetto XVI e le proteste di gruppi di studenti che già da ieri hanno occupato il Rettorato dell'Università reclamando il diritto di manifestare contro la visita del Papa.

  I professori rimproverano al Pontefice una frase di un discorso pronunciato nel 1990, che aveva per tema la crisi di fiducia nella scienza in se stessa e ne dava come esempio il mutare di atteggiamento sul caso di Galileo e la frase del filosofo della scienza Paul Feyerabend "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto", citata nel medesimo discorso dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger.
OP/ANNULLAMENTO VISITA PAPA/LA SAPIENZA               VIS 20080116 (240)


martedì 15 gennaio 2008

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2008 (VIS). Venerdì prossimo ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema di quest'anno è il seguente: "Pregate continuamente (1 Ts 5, 17)".

I testi sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Pregate sempre. Pregate continuamente" (1 Ts 5, 17)

19 gennaio: "Pregate sempre, confidando solo in Dio. In ogni circostanza ringraziate il Signore" (1 Ts 5, 18).

20 gennaio: "Pregate incessantemente per la conversione dei cuori "Rimproverate quelli che vivono male, incoraggiate i paurosi" (1 Ts 5, 14)

21 gennaio: "Pregate sempre per la giustizia. Non vendicatevi contro chi vi fa del male, ma cercate sempre di fare il bene tra voi e con tutti" (1 Ts 5, 15)

22 gennaio: "Pregate costantemente con cuore paziente. Siate pazienti con tutti" (1 Ts 5, 14)

23 gennaio:"Pregate sempre per la grazia di lavorare con Dio. Siate sempre lieti. Pregate continuamente" (1 Ts 5, 16).

24 gennaio: "Pregate per le vostre necessità. Aiutate i deboli" (1 Ts 5, 14)

25 gennaio: "Pregate perché siano tutti una cosa sola. Vivete in pace" (1 Ts 5, 13b)

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento Fede e Costituzione nel 1926.

Venerdì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2008.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20080115 (400)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso noto che:

- Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halic, con il consenso della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha eretto a norma del canone 85, paragrafo 3, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, l'Esarcato Arcivescovile di Lusk degli Ucraini (superficie: 40.300; fedeli greco-cattolici: 4.000; sacerdoti: 10; diaconi 1), Ucraina.

- Il Santo Padre ha concesso il  Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal medesimo Sinodo del Reverendo Josaphat Oleg Hovera, attualmente Rettore del Seminario Maggiore di Ternopil-Zboir, a primo Esarca della suddetta circoscrizione ecclesiastica. L'Esarca Hovera, è nato nel 1963 a Ivano-Frankivsk (Ucraina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.
ECE:NER/.../HOVERA                               VIS 20080115 (120)

lunedì 14 gennaio 2008

COMUNICATO UDIENZA PRESIDENTE BENIN

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica del Benin, Sua Eccellenza il Signor Thomas Yayi Boni. In seguito, l'illustre Ospite si è incontrato con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato; all'incontro era presente Sua Eccellenza Monsignor Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati sulla difficile situazione socio-economica che il Paese sta sperimentando, aggravata anche dalle inondazioni dello scorso mese di ottobre".

  "Ci si è compiaciuti, infine, dei buoni rapporti esistenti fra Chiesa e Stato, ed il Presidente ha ringraziato, come aveva fatto in precedenza incontrando il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', per il significativo contributo che i Cattolici offrono allo sviluppo del Paese, nei campi dell'educazione, della salute e della promozione umana".
OP/UDIENZA PRESIDENTE BENIN/...                       VIS 20080114 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

  Otto Presuli della Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe (C.E.L.R.A.), in Visita "ad Limina Apostolorum":

     - Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, con l'Arcivescovo Coadiutore Fouad Twal e con il Vescovo Salim Sayegh, Vicario Patriarcale per la Giordania.

     - Il Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario Patriarcale per Israele.

    - Padre Umberto Barato, O.F.M., Vicario Patriarcale per Cipro, con il Vescovo Kamal Hanna Bathish, Vicario Generale Patriarcale emerito.

    - Il Vescovo Giuseppe Bausardo, S.D.B., Vicario Apostolico di Alessandria di Egitto (Egitto).

    - Il Vescovo Camillo Ballin, M.C.C.I., Vicario Apostolico di Kuwait.

- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi (Francia), Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia, con l'Arcivescovo Hippolyte Simon, di Clermont e l'Arcivescovo Laurent Ulrich, di Chambéry, Vice-Presidenti della medesima Conferenza e con il Padre Antoine Hérouard, Segretario Generale,

  Sabato 12 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo Beniamino Stella, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20080114 (210)


MISSIONE CRISTO: BATTEZZARCI NELLO SPIRITO SANTO

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2008 (VIS). Conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre a mezzogiorno si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Prima dell'Angelus il Papa ha ricordato che "Con l'odierna festa del Battesimo di Gesù si chiude il tempo liturgico del Natale" e che il Battesimo di Gesù fu "la sua prima manifestazione pubblica, dopo trent'anni circa di vita nascosta a Nazaret".

 Il Battesimo di Gesù fu contemporaneamente "cristofania e teofania" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "Anzitutto Gesù si manifestò come il 'Cristo', termine greco per tradurre l'ebraico 'Messia', che significa 'unto': Egli non fu unto con l'olio alla maniera dei re e dei sommi sacerdoti d'Israele, bensì con lo Spirito Santo". Citando il Vangelo di San Matteo, il Papa ha detto ancora: "Gesù, ricevuto il battesimo, uscì dall'acqua, si aprirono i cieli e scese su di lui lo Spirito Santo come una colomba". 

  "Qual è il significato di questo atto, che Gesù volle compiere - vincendo la resistenza del Battista - per obbedire alla volontà del Padre (cfr Mt 3,14-15)? Il senso profondo emergerà solo alla fine della vicenda terrena di Cristo, cioè nella sua morte e risurrezione. Facendosi battezzare da Giovanni insieme con i peccatori, Gesù ha iniziato a prendere su di sé il peso della colpa dell'intera umanità, come Agnello di Dio che 'toglie' il peccato del mondo (cfr Gv 1,29). Opera che Egli portò a compimento sulla croce, quando ricevette anche il suo 'battesimo' (cfr Lc 12,50)".

 "Morendo infatti si 'immerse' nell'amore del Padre ed effuse lo Spirito Santo, affinché i credenti in Lui potessero rinascere da quella sorgente inesauribile di vita nuova ed eterna. Tutta la missione di Cristo si riassume in questo: battezzarci nello Spirito Santo, per liberarci dalla schiavitù della morte e 'aprirci il cielo', l'accesso cioè alla vita vera e piena".

  Dopo l'Angelus, Papa Benedetto XVI ha ricordato che si celebra oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, "che quest'anno pone al centro dell'attenzione i giovani migranti. Numerosi" - ha detto il Papa - "sono infatti i giovani che vari motivi spingono a vivere lontani dalle loro famiglie e dai loro Paesi. Particolarmente a rischio sono le ragazze e i minori. Alcuni bambini e adolescenti sono nati e cresciuti in 'campi-profughi': anch'essi hanno diritto ad un futuro!".

  "Esprimo il mio apprezzamento" - ha detto ancora il Papa - "per quanti si impegnano in favore dei giovani migranti, delle loro famiglie e per la loro integrazione lavorativa e scolastica; invito le comunità ecclesiali ad accogliere con simpatia giovani e giovanissimi con i loro genitori, cercando di comprenderne le storie e di favorirne l'inserimento".

  "Cari giovani migranti!" - ha detto infine il Pontefice - "Impegnatevi a costruire insieme ai vostri coetanei una società più giusta e fraterna, adempiendo i vostri doveri, rispettando le leggi e non lasciandovi mai trasportare dalla violenza".
ANG/BATTESIMO:MIGRANTI/...                           VIS 20080114 (510)


AMMINISTRAZIONE SACRAMENTO BATTESIMO CAPPELLA SISTINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Cappella Sistina la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini, figli di dipendenti del Vaticano.

  Nell'omelia il Santo Padre ha detto: "Nel Battesimo il piccolo essere umano riceve una vita nuova, la vita della grazia, che lo rende capace di entrare in relazione personale con il Creatore, e questo per sempre, per tutta l'eternità".

  "Sfortunatamente" - ha proseguito il Pontefice - "l'uomo è capace di spegnere questa nuova vita con il suo peccato, riducendosi ad una situazione che la Sacra Scrittura chiama 'morte seconda'".

  "Mentre nelle altre creature" - ha ribadito il Pontefice - "che non sono chiamate all'eternità, la morte significa soltanto la fine dell'esistenza sulla terra, in noi il peccato crea una voragine che rischia di inghiottirci per sempre, se il Padre che è nei cieli non ci tende la sua mano".

  "Ecco, cari fratelli, il mistero del Battesimo: Dio ha voluto salvarci andando lui stesso fino in fondo all'abisso della morte, perché ogni uomo, anche chi è caduto tanto in basso da non vedere più il cielo, possa trovare la mano di Dio a cui aggrapparsi e risalire dalle tenebre a rivedere la luce per la quale egli è fatto".

  "Tutti sentiamo, tutti percepiamo interiormente che la nostra esistenza è un desiderio di vita che invoca una pienezza, una salvezza. Questa pienezza di vita ci viene data nel Battesimo".

  "Il fine dell'esistenza di Cristo" - ha ricordato il Pontefice - "è stato appunto donare all'umanità la vita di Dio, il suo Spirito d'amore, perché ogni uomo possa attingere da questa sorgente inesauribile di salvezza (...). Ecco perché i genitori cristiani, come quest'oggi voi, portano appena possibile i loro figli al fonte battesimale, sapendo che la vita, che essi hanno loro comunicato, invoca una pienezza, una salvezza che solo Dio può dare. E in questo modo i genitori diventano collaboratori di Dio nel trasmettere ai loro figli non solo la vita fisica ma anche quella spirituale".

  "Cari genitori, insieme con voi ringrazio il Signore per il dono di questi bambini ed invoco la sua assistenza perché vi aiuti ad educarli e a inserirli nel Corpo spirituale della Chiesa (...). Certo per crescere sani e forti, questi bambini e bambine avranno bisogno di cure materiali e di tante attenzioni; ciò però che sarà loro più necessario, anzi indispensabile è conoscere, amare e servire fedelmente Dio, per avere la vita eterna. Cari genitori, siate per loro i primi testimoni di una fede autentica in Dio!".

  Una Nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto che quest'anno non è stata allestita nella Cappella Sistina la pedana in legno che recava un apposito altare aggiunto per l'occasione, ma è stato utilizzato l'altare proprio della Cappella Sistina. Si è ritenuto di celebrare all'altare antico per non alterare la bellezza e l'armonia di questo gioiello architettonico, preservando la sua struttura dal punto di vista celebrativo e usando una possibilità contemplata dalla normativa liturgica".

  In alcuni momenti, perciò, il Papa si è trovato con le spalle rivolte ai fedeli e lo sguardo alla Croce, orientando così l'atteggiamento e la disposizione di tutta l'assemblea. Per il resto la celebrazione ha avuto il consueto svolgimento ed è stato utilizzato il Messale ordinario.
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA                       VIS 20080114 (560)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada), Relatore Generale della Dodicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

- Il Vescovo Wilhelm Emil Egger, di Bolzano-Bressanone (Italia), Segretario Speciale della Dodicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.
 
- Il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo, (Repubblica dominicana), Membro del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- L'Arcivescovo Cornelius Fontem Esua, di Bamenda (Camerun), Membro del Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Monsignore Joseph Marino, al presente Consigliere nella Nunziatura Apostolica in Gran Bretagna, Nunzio Apostolico in Bangladesh, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Birmingham (Stati Uniti d'America), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, che è Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, Membro della Congregazione per i Vescovi.
NA:NN/.../...                                       VIS 20080114 (190)


venerdì 11 gennaio 2008

SOLIDARIETÀ DEL PAPA COMUNITÀ CRISTIANA IN IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di solidarietà al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), dopo i recenti attacchi alla comunità cristiana del Paese.

  Nel telegramma, a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, si legge: "Profondamente turbato nell'apprendere degli attacchi agli obiettivi cristiani a Baghdad, Mosul e Kirkuk", del 6 e 9 gennaio scorso,  "il Santo Padre esprime la sua vicinanza spirituale ai feriti e alle loro famiglie".

  Al Cardinale Delly, che è anche Presidente dell'Assemblea dei Vescovi cattolici dell'Iraq, e agli Arcivescovi delle città interessate, il Santo Padre "offre assicurazioni fraterne di preghiera mentre cercate di offrire speranza e forza al vostro popolo".

  Il Papa prega Sua Beatitudine Emmanuel III Delly di trasmettere "la sua sentita solidarietà a tutti i membri delle comunità cristiane in Iraq, cattolici e non".

  "Consapevole del fatto che questi attacchi sono rivolti anche contro tutto il popolo iracheno, Sua Santità si rivolge ai responsabili affinché rinuncino alle violenze che hanno causato così tanta sofferenza alla popolazione civile e incoraggia quanti hanno autorità, a rinnovare gli sforzi volti a una negoziazione pacifica, tesa a una risoluzione giusta delle difficoltà del Paese e rispettosa dei diritti di tutti".

  "Pregando per un ritorno alla coesistenza pacifica dei diversi gruppi che costituiscono la popolazione di questo amato Paese, il Santo Padre affida tutto il popolo iracheno alla protezione celeste del nostro Padre onnipotente e misericordioso".
TGR/ATTACCHI AI CRISTIANI/IRAQ:DELLY                   VIS 20080111 (260)


UDIENZA ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA PRESSO VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio del nuovo anno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Dirigenti ed il Personale dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

  "A tutti e a ciascuno sono lieto di formulare, per l'anno da poco iniziato, ogni migliore augurio, estendendo questi miei voti augurali alle rispettive famiglie" - ha detto il Santo Padre precisando anche di aver pensato proprio alle Famiglie nella preparazione del Messaggio per la Giornata della Pace 2008, che quest'anno ha tema: "Famiglia umana, comunità di pace".

  Citando alcuni paragrafi del Messaggio, Benedetto XVI ha detto: "la famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce il luogo0 primario dell'umanizzazione della persona e della società, la culla della vita e dell'amore. A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, un'istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento".

  "Voi, (...), nei compiti di vigilanza che quotidianamente svolgete, incontrate non poche famiglie. Esse giungono qui da ogni parte del mondo per rendere omaggio agli Apostoli e in particolare a San Pietro, sulla cui fede Cristo ha fondato la Chiesa; vengono per rinnovare insieme la professione di questa fede, (...) e per partecipare alle udienze e alle celebrazioni presiedute dal Successore dell'Apostolo Pietro".

  "Vi sono grato" - ha detto ancora il Papa - "per il servizio che rendete, caratterizzato da solerzia e professionalità, da costante attenzione alle persone e alle finalità che le animano, ed insieme da disponibilità, pazienza e spirito di sacrificio. (...) Quanto numerosi sono i pellegrini che durante l'anno vi capita di incontrare! In ciascuno di essi vorrei invitarvi a vedere il volto di un fratello o di una sorella che Dio pone sulla vostra strada, una persona amica anche se sconosciuta da accogliere e aiutare con paziente ascolto, sapendo che tutti facciamo parte dell'unica grande famiglia umana".

  "Ecco perché allora è essenziale che ciascuno si impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria, come dell'altrui, esistenza. In effetti, proprio risalendo a questo supremo Principio può essere percepito il valore incondizionato di ogni essere umano; è grazie a questa consapevolezza che possono essere poste le premesse per l'edificazione di un'umanità pacificata".

  "Senza il fondamento trascendente, che è Dio, la società rischia di diventare una mera aggregazione di vicini, cessa di essere una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a formare una grande famiglia".

  "Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "il Signore vi aiuti a svolgere la vostra professione rimanendo sempre fedeli a quegli ideali che devono costantemente ispirarla. La società ha bisogno di persone che compiano il loro dovere, consapevoli che ogni lavoro, ogni servizio svolto con coscienza contribuisce alla costruzione di una società più giusta e veramente libera".
AC/ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA/...                   VIS 20080111 (470)


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Desta meraviglia la strumentalizzazione politica che ha fatto seguito alle parole rivolte dal Santo Padre ai Rappresentanti della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. Non era certo intenzione del Papa sottovalutare l'azione sociale che i responsabili della Città di Roma e della Regione stanno compiendo con apprezzabile impegno. Egli infatti, nella sua qualità di Vescovo di Roma, in diverse circostanze e anche di recente, ha posto in luce le realizzazioni compiute a servizio della cittadinanza, realizzazioni che ha tenuto a sottolineare anche nel discorso di ieri. Ugualmente però Egli non poteva non evocare, dando voce a tanti che a Lui si rivolgono, alcune problematiche umane particolarmente urgenti, che vanno affrontate con il contributo di tutti. La Chiesa, come Sua Santità ha assicurato, non farà mancare il proprio apporto e la propria collaborazione".
OP/DISCORSO PAPA ROMA/...                           VIS 20080111 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, con il Vescovo Velasio De Paolis, C.S., Segretario del medesimo Supremo Tribunale.

- L'Arcivescovo Aldo Cavalli, Nunzio Apostolico in Colombia.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                       VIS 20080111 (100)

giovedì 10 gennaio 2008

RISPETTO E SOSTEGNO FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Pietro Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, ed il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, con gli amministratori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.

  Nel corso di questo consueto appuntamento annuale, il Santo Padre ha menzionato alcune materie di comune interesse e di grande importanza e attualità che toccano da vicino la vita degli abitanti di Roma e del Lazio.

  Facendo riferimento alla "emergenza educativa" della quale aveva già sottolineato la gravità parlando al Convegno della Diocesi di Roma dell'11 giugno 2007, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Sembra infatti sempre più difficile proporre in maniera convincente alle nuove generazioni solide certezze e criteri su cui costruire la propria vita. (...) Una simile emergenza, (...), non può lasciare indifferenti né la Chiesa né le vostre Amministrazioni".

  "Sono infatti chiaramente in gioco, con la formazione delle persone" - ha proseguito il Pontefice - "le basi stesse della convivenza e il futuro della società. Per parte sua la Diocesi di Roma sta dedicando a questo difficile compito un'attenzione davvero peculiare, che si esplica nei diversi ambiti educativi, dalla famiglia e dalla scuola alle parrocchie, associazioni e movimenti, agli oratori, alle iniziative culturali, allo sport e al tempo libero. In questo contesto esprimo viva gratitudine alla Regione Lazio per il sostegno offerto agli oratori e ai centri per l'infanzia promossi dalle parrocchie e comunità ecclesiali".

  Il Papa ha incoraggiato le istituzioni civili, affinché,  "ciascuna secondo le proprie competenze, moltiplichino gli sforzi per affrontare ai diversi livelli l'attuale emergenza educativa, ispirandosi costantemente al criterio-guida della centralità della persona umana".

  "Hanno qui chiaramente un'importanza prioritaria il rispetto e il sostegno per la famiglia fondata sul matrimonio" - ha ribadito il Pontefice - "Vediamo ogni giorno, purtroppo, quanto siano insistenti e minacciosi gli attacchi e le incomprensioni nei confronti di questa fondamentale realtà umana e sociale. E' quindi quanto mai necessario che le pubbliche Amministrazioni non assecondino simili tendenze negative, ma al contrario offrano alle famiglie un sostegno convinto e concreto, nella certezza di operare così per il bene comune".

  "Un'altra emergenza" - ha ricordato il Papa - "che si aggrava è quella della povertà: essa aumenta soprattutto nelle grandi periferie urbane, (...). La Chiesa partecipa di tutto cuore allo sforzo per alleviarla, collaborando volentieri con le istituzioni civili, ma l'aumento del costo della vita, in particolare i prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie".

  Riferendosi poi al problema della sicurezza e al gravissimo degrado di alcune aree di Roma, Papa Benedetto XVI ha ribadito: "Specialmente qui è necessaria, (...) un'opera costante e concreta, che abbia la duplice e inseparabile finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa. La Chiesa, attraverso la Caritas e molte altre realtà di volontariato, (...), si prodiga anche su questa difficile frontiera, sulla quale rimangono evidentemente insostituibili le responsabilità e possibilità di intervento dei pubblici poteri".

 Infine il Papa ha concluso il suo discorso affermando: "Un'altra sollecitudine che riguarda sia la Chiesa sia le vostre Amministrazioni è quella verso gli ammalati. Sappiamo bene quanto siano gravi le difficoltà che deve affrontare nell'ambito della sanità la Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di rado drammatica la situazione delle strutture sanitarie cattoliche, anche assai prestigiose e di riconosciuta eccellenza nazionale. Non posso pertanto non chiedere che nella distribuzione delle risorse esse non siano penalizzate, non per un interesse della Chiesa, ma per non compromettere un servizio indispensabile alle nostre popolazioni".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA                       VIS 20080110 (650)


POSSESSI CARDINALIZI DIACONIE E CHIESE TITOLARI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

  Domenica 13 gennaio 2008, alle ore 18:30, il Cardinale Urbano Navarrete, S.I., (Spagna), prenderà possesso della nuova Diaconia di San Ponziano, Via Nicola Festa, 50, Roma.

  Mercoledì 16 gennaio 2008, alle ore 18:00, il Cardinale Seán Baptist Brady, Arcivescovo di Armagh (Irlanda), prenderà possesso del Titolo dei Santi Quirico e Giulitta, Via di Tor de' Conti, 31/A, Roma.
OP/DIACONIA:TITOLO/NAVARRETE:BRADY                     VIS 20080110 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.

- Il Cardinale Giovanni Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Signor Francis Rooney, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America, con la Consorte, in visita di congedo.

  Oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
AP/.../...                                       VIS 20080110 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, il Professore Ignacio Rodríguez-Iturbe (Venezuela), Professore di ingegneria civile e ambientale presso la Princeton University, Princeton, New Jersey (Stati Uniti d'America).
NA/.../RODRÍGUEZ-ITURBE                             VIS 20080110 (50)

mercoledì 9 gennaio 2008

AGOSTINO DI IPPONA: INSTANCABILE RICERCA VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, a Sant'Agostino, Vescovo di Ippona, "uomo di passione e di fede, di intelligenza altissima e di premura pastorale instancabile".

  Precisando di voler dedicare la prima catechesi alla vita di Sant'Agostino, riservandosi di parlare delle sue numerose opere nelle settimane successive, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Per la sua singolare rilevanza, Sant'Agostino ha avuto un influsso larghissimo, e si potrebbe affermare, da una parte, che tutte le strade della letteratura cristiana portano a Ippona (oggi Annaba, sulla costa algerina), il luogo dove era Vescovo, e, dall'altra, che da questa città dell'Africa romana, di cui Agostino fu Vescovo dal 395 fino alla morte nel 430, si diramano molte altre strade del cristianesimo successivo e della stessa cultura occidentale".

  Autore delle "Confessiones", "straordinaria autobiografia spirituale, scritta a lode di Dio, che è la sua opera più famosa. E giustamente, perché sono proprio le 'Confessiones' agostiniane, con la loro  attenzione all'interiorità e alla psicologia, a costituire un modello unico nella letteratura occidentale, e non solo occidentale, anche nella letteratura non religiosa, fino alla modernità. Questa attenzione alla vita spirituale, al mistero dell'io, al mistero di Dio che si nasconde nell'io, è una cosa straordinaria senza precedenti (...). Agostino nacque a Tagaste - nella provincia della Numidia, nell'Africa romana - il 13 novembre 354 da Patrizio, un pagano che poi divenne catecumeno, e da Monica, fervente cristiana. Questa donna appassionata, (...), lo educò nella fede cristiana. Agostino, (...) è rimasto sempre affascinato dalla figura di Gesù Cristo; egli anzi dice di aver sempre amato Gesù, ma di essersi  allontanato sempre più dalla fede ecclesiale".

  Agostino studiò retorica e grammatica che insegnò a Cartagine, dove lesse per la prima volta l'opera di Cicerone "Hortensius", perché nonostante avesse abbandonato la pratica ecclesiale, era sempre alla ricerca della verità. "Il testo ciceroniano, (...)  svegliò in lui l'amore per la sapienza", ma poiché , "era convinto che senza Gesù la verità non può dirsi effettivamente trovata, in questo libro quel nome gli mancava, subito dopo averlo letto, cominciò a leggere la Scrittura, la Bibbia".

  "Ma ne rimase deluso. Non solo perché lo stile latino della traduzione della Sacra Scrittura era insufficiente, ma era anche perché lo stesso contenuto gli apparve non soddisfacente. Nelle narrazioni della Scrittura su guerre e altre vicende umane non trovava l'altezza della filosofia, lo splendore di ricerca della verità che ad essa è proprio".

  "Tuttavia non voleva vivere senza Dio e così cercava una religione corrispondente al suo desiderio di verità e al suo desiderio anche di avvicinarsi a Gesù. Cadde così nella rete dei manichei, che si presentavano come cristiani e promettevano una religione totalmente razionale. Affermavano che il mondo è diviso in due principi, il bene e il male. E così si spiegherebbe tutta la complessità della storia umana. Anche la morale dualistica piaceva a Sant'Agostino, perché comportava una morale molto alta per gli eletti: (...). Si fece pertanto manicheo, convinto in quel momento di aver trovato la sintesi tra razionalità, ricerca della verità e amore di Gesù Cristo".

  "Con il tempo, tuttavia, Agostino iniziò ad allontanarsi dalla fede dei manichei, che lo delusero proprio dal punto di vista intellettuale in quanto incapaci di risolvere i suoi dubbi, e si trasferì a Roma, e poi a Milano" dove "prese l'abitudine di ascoltare - inizialmente soprattutto allo scopo di arricchire il suo bagaglio retorico - le bellissime prediche del Vescovo Ambrogio. (...) Il grande problema dell'Antico Testamento, della mancanza di bellezza retorica, (...) si risolse, nelle prediche di Sant'Ambrogio, grazie all'interpretazione tipologica dell'Antico Testamento. Agostino capì che tutto l'Antico Testamento è un cammino verso Gesù Cristo. Così trovò la chiave per capire la bellezza, la profondità anche filosofica dell'Antico Testamento e capì tutta l'unità del mistero di Cristo nella storia e anche la sintesi tra filosofia, razionalità e fede nel Logos, in Cristo verbo eterno che si è fatto carne".

  "La conversione al cristianesimo, il 15 agosto 386, si collocò quindi al culmine di un lungo e tormentato itinerario interiore. (...) A trentadue anni, Agostino fu battezzato da Ambrogio il 24 aprile 387, durante la veglia pasquale". Ad Ippona "fu ordinato, contro la sua volontà, presbitero nel 391" e quattro anni più tardi, "nel 395, venne consacrato Vescovo". "Agostino" - ha detto il Papa - "fu un Vescovo esemplare nel suo instancabile impegno pastorale (...), sosteneva i poveri (...), curava la formazione del clero e l'organizzazione di monasteri femminili e maschili. In breve l'Antico retore si affermò come uno degli esponenti più importanti del cristianesimo di quel tempo".

  "Il Vescovo di Ippona" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "esercitò (...) una vasta influenza nella guida della Chiesa cattolica dell'Africa romana e più in generale nel cristianesimo del suo tempo, fronteggiando tendenze religiose ed eresie tenaci e disgregatrici come il manicheismo, il donatismo e il pelagianesimo".

  "E a Dio si affidò Agostino ogni giorno, fino all'estremo della sua vita" - ha concluso il Pontefice - "colpito da febbre, (...) il Vescovo - racconta l'amico Possidio (...) - chiese di trascrivere a grandi caratteri i salmi penitenziali 'e fece affiggere i fogli contro la parete, così che stando a letto durante la sua malattia li poteva vedere e leggere, e piangeva ininterrottamente a calde lacrime. Così trascorsero gli ultimi giorni della vita di Agostino, che morì il 28 agosto del 430".
AG/AGOSTINO DI IPPONA/...                           VIS 20080109 (900)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Ieri pomeriggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/...                                             VIS 20080109 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Nicodème Anani Barrigah-Benisson, Vescovo di Atakpamé (superficie: 13.453; popolazione: 700.000; cattolici: 260.000; sacerdoti: 57; religiosi: 100), Togo. Il Vescovo eletto, finora Consigliere di Nunziatura in Israele, è nato ad Ouagadougou (Burkina Faso), nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Vescovo Manuel Parrado Carral, finora Ausiliare di São Paulo (Brasile), Vescovo di São Miguel Paulista (superficie: 196; popolazione: 2.734.000; cattolici: 2.187.000; sacerdoti: 116; religiosi: 219; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo Carral succede al Vescovo Fernando Legal, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Dom Edmilson Amador Caetano, O.Cist., finora Abate del Monastero "Nossa Senhora de São Bernardo" nella Diocesi di São João da Boa Vista (Brasile), Vescovo di Barretos (superficie: 8.767; popolazione: 322.052; cattolici: 254.969; sacerdoti: 37; religiosi: 99), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato a São Paulo (Brasile), nel 1960, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione di San Bernardo dell'Ordine Cistercense nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Succede al Vescovo Antõnio Gaspar, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20080109 (220)


martedì 8 gennaio 2008

DIGNITÀ UMANA FONDAMENTO E RIFERIMENTO DIRITTI UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 10 dicembre 2007, alla Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'O.N.U. in occasione dell'Anno Commemorativo del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Parigi, 10 dicembre 1948).

  "La Dichiarazione Universale" - ha affermato il Presule - "rimane l'unico più importante punto di riferimento nel dibattito interculturale sulla libertà e dignità umana nel mondo e rappresenta la base giuridica consueta per ogni discussione relativa ai diritti della persona umana".

  I diritti ai quali la Dichiarazione Universale fa riferimento, ha ribadito l'Arcivescovo Tomasi, "non sono conferiti dagli Stati a da altre istituzioni ma appartengono ad ogni essere umano, indipendentemente dalla tradizione etica, sociale, culturale o religiosa, anche se esse sono in molteplici casi il risultato di queste ultime".

  "La dignità umana riguarda la democrazia e la sovranità, ma allo stesso tempo va al di là di queste. Essa esige da tutte le parti interessate (...) l'adoperarsi a favore della libertà, dell'uguaglianza, della giustizia sociale per tutti gli esseri umani, nel rispetto della pluralità culturale e religiosa. Il fatto che noi condividiamo una dignità umana comune offre la base indispensabile che sostiene l'interrelazione e l'indivisibilità dei diritti umani, sociali, civili e politici, culturali ed economici".

  "La Dichiarazione Universale del 1948 riconosce che il rispetto di tutti i diritti umani è garanzia di pace", la quale "non è solo assenza di violenza, ma comprende anche cooperazione e solidarietà, a livello locale e internazionale, indispensabili per promuovere e difendere il bene comune di tutti gli individui".

  Ricordando che "Sessanta anni dopo la Dichiarazione molti membri della famiglia umana sono ancora lontani dal godimento dei propri diritti e dal soddisfacimento delle proprie necessità fondamentali", l'Arcivescovo Tomasi ha affermato che: tale anniversario "può dimostrare che ogni persona, come individuo o come membro di una comunità, ha il diritto e la responsabilità di difendere e di godere di tutti diritti umani".
DELSS/DIRITTI UMANI/GINEVRA:TOMASI                   VIS 20080108 (350)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo José Francisco Sanchez Alves, finora Vescovo di Portalegre-Castelo Branco (Portogallo), Arcivescovo di Évora (superficie: 13.547; popolazione: 290.000; cattolici: 245.900; sacerdoti: 103; religiosi: 242; diaconi permanenti: 10), Portogallo.  L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1941 a Lagnosa da Raia (Portogallo), è stato ordinato sacerdote nel 1966 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Maurílio Jorge Quintal de Gouveia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Amândio José Tomás, finora Ausiliare di Évora (Portogallo), Vescovo Coadiutore di Vila Real (superficie: 4.237; popolazione: 289.200; cattolici: 285.600; sacerdoti: 137; religiosi: 115; diaconi permanenti: 1), Portogallo.
NER:RE:NEC/.../...                                   VIS 20080108 (130)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Aloisio Lorscheider, O.F.M., Arcivescovo emerito di Aparecida (Brasile), il 23 dicembre, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Juan Alfredo Arzube, già Ausiliare di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il 25 dicembre 2007, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Sebastião Assis de Figueiredo, O.F.M., di Guiratinga (Brasile), il 20 dicembre 2007, all'età di 58 anni.

- Il Vescovo Fernando Romo Gutiérrez, emerito di Torreón (Messico), il 15 dicembre 2007, all'età di 92 anni.
.../DEFUNTI/...                                           VIS 20080108 (100)

lunedì 7 gennaio 2008

APPELLO PER LA PACE IN KENYA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato un appello in favore della pace e del dialogo in Kenya, a seguito degli atti di violenza e dei conflitti tribali esplosi al termine delle elezioni del Presidente del Paese.

  In una Lettera a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, indirizzata al Cardinale John Njue, Arcivescovo di Nairobi e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, il Santo Padre "assicura le sue preghiere affinché l'attuale tragedia abbia quanto prima fine".

  "Sua Santità auspica di tutto cuore" - si legge ancora nella Lettera - "che questa diletta Nazione, la cui esperienza della pace sociale e dello sviluppo rappresenta un elemento di stabilità in tutta la tribolata regione, bandisca quanto prima possibile la minaccia di conflitti etnici"

  Il Papa "invoca l'immediata cessazione degli atti di violenza e dei conflitti fratricidi" e "lancia un appello ai leader politici, responsabili del bene comune, invitandoli ad imboccare  risolutamente la via della pace e della giustizia, poiché il Paese ha bisogno della pace fondata sulla giustizia e sulla fratellanza, e li incoraggia a risolvere le presenti difficoltà, con il dialogo ed il dibattito democratico".
BXVI-LETTERA/PACE/KENYA:NJUE                       VIS 20080107 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Beniamino Pizziol, Vescovo Ausiliare del Patriarcato di Venezia (superficie: 871; popolazione: 370.726; cattolici: 355.897; sacerdoti: 396; religiosi: 899; diaconi permanenti: 30), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale del medesimo Patriarcato, è nato a Ca' Vio-Treporti (Venezia), nel 1947 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972.
NEA/.../PIZZIOL                                     VIS 20080107 (80)

VANGELO LUCE E GUIDA DI TUTTA L'UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2008 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana in occasione della Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell'Angelus.

  Rivolgendosi alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha affermato che l'Epifania ricorda la manifestazione del Signore "ai popoli del mondo intero, rappresentati dai Magi che giunsero dall'Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei. Osservando i fenomeni celesti, questi misteriosi personaggi avevano visto sorgere una stella nuova e, istruiti anche dalle antiche profezie, avevano riconosciuto in essa il segno della nascita del Messia, discendente di Davide (cfr Mt 2,1-12)".

  "Fin dal suo primo apparire, dunque, la luce di Cristo incomincia ad attirare a sé gli uomini 'che Dio ama' (Lc 2,14), di ogni lingua, popolo e cultura. E' la forza dello Spirito Santo che muove i cuori e le menti alla ricerca della verità, della bellezza, della giustizia, della pace".

  "Gli uomini e le donne di ogni generazione, in questo loro peregrinare, hanno bisogno di essere orientati", ha proseguito Papa Benedetto XVI - "Quale stella possono dunque seguire? Dopo essersi posata 'sopra il luogo dove si trovava il bambino' (Mt 2,9), la stella che aveva guidato i Magi cessò la sua funzione, ma la sua luce spirituale è sempre presente nella parola del Vangelo, che è anche oggi in grado di guidare ogni uomo a Gesù. Quella stessa parola, che altro non è se non il riflesso di Cristo vero uomo e vero Dio, è autorevolmente echeggiata dalla Chiesa per ogni anima ben disposta".

  "Anche la Chiesa, pertanto, svolge per l'umanità la missione della stella. Ma qualcosa del genere si può dire di ogni cristiano, chiamato a rischiarare con la parola e la testimonianza della vita i passi dei fratelli. Quanto è importante allora che noi cristiani siamo fedeli alla nostra vocazione!" - ha esclamato il Pontefice - "Ogni autentico credente è sempre in cammino nel proprio personale itinerario di fede e, al tempo stesso, con la piccola luce che porta dentro di sé, può e deve essere di aiuto a chi si trova al suo fianco, e magari stenta a trovare la strada che conduce a Cristo".

  "Rivolgo i miei auguri più cordiali ai fratelli e alle sorelle delle Chiese Orientali" - ha detto infine il Papa - "che, seguendo il Calendario Giuliano, domani celebreranno il Santo Natale: è una grande gioia condividere la celebrazione dei misteri della fede, nella multiforme ricchezza dei Riti che attestano la bimillenaria storia della Chiesa".

  Al termine della recita della preghiera mariana il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Missionaria Mondiale dell'Infanzia ed ha detto: "Migliaia di bambini vanno incontro alle necessità di altri bambini, spinti dall'amore che il Figlio di Dio, fattosi fanciullo, ha portato sulla terra. Dico grazie a questi piccoli e prego perché siano sempre missionari del Vangelo. Ringrazio anche i loro animatori, che li accompagnano sulla strada della generosità, della fraternità, della fede gioiosa che genera speranza".
ANG/EPIFANIA/...                                   VIS 20080107 (520)


SOLO DIO E' LA GRANDE SPERANZA DELL'UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2008 (VIS).  Alle ore 10:00 di oggi, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

  "Celebriamo oggi Cristo, Luce del mondo, e la sua manifestazione alle genti" ha detto il Papa nell'omelia.

  "L'avvenimento evangelico che ricordiamo nell'Epifania - la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme - ci rimanda così alle origini della storia del popolo di Dio" - ha spiegato il Pontefice - "Tra i racconti iniziali della Bibbia, compare una prima 'alleanza', stabilita da Dio con Noè, dopo il diluvio. Si tratta di un'alleanza universale, che riguarda tutta l'umanità".

  "Con la chiamata di Abramo: incomincia il grande disegno di Dio per fare dell'umanità una famiglia, mediante l'alleanza con un popolo nuovo, da Lui scelto perché sia una benedizione in mezzo a tutte le genti (cfr Gn 12,1-3). Questo piano divino è tuttora in corso e ha avuto il suo momento culminante nel mistero di Cristo. Da allora (...) il disegno è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini".

  "La stessa Chiesa, depositaria della benedizione, è santa e composta di peccatori, (...). Nella pienezza dei tempi Gesù Cristo è venuto a portare a compimento l'alleanza: Lui stesso, vero Dio e vero uomo, è il Sacramento della fedeltà di Dio al suo disegno di salvezza per l'intera umanità, per tutti noi".

  "L'arrivo dei Magi dall'Oriente a Betlemme, per adorare il neonato Messia, è il segno della manifestazione del Re universale ai popoli e a tutti gli uomini che cercano la verità".

  "L'amore fedele e tenace di Dio, che mai viene meno alla sua alleanza di generazione in generazione (...) costituisce la speranza della storia (...). La Chiesa è, nella storia, al servizio di questo 'mistero' di benedizione per l'intera umanità. In questo mistero della fedeltà di Dio, la Chiesa assolve appieno la sua missione solo quando riflette in se stessa la luce di Cristo Signore, e così è di aiuto ai popoli del mondo sulla via della pace e dell'autentico progresso".

  "Anche oggi, tuttavia" - ha detto ancora il Pontefice - "resta in molti sensi vero quanto diceva il profeta: 'nebbia fitta avvolge le nazioni' e la nostra storia. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale".

  "C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. 'Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano' (n. 31): il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme e nel Crocifisso-Risorto".

  "Se c'è una grande speranza, si può perseverare nella sobrietà. Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell'ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo".

  "La moderazione non è allora solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l'umanità. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Il coraggio dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella, e che seppero inginocchiarsi davanti ad un Bambino e offrirgli i loro doni preziosi. Abbiamo tutti bisogno di questo coraggio, ancorato a una salda speranza".
HML/EPIFANIA/...                                   VIS 20080107 (640)


DISCORSO AL CORPO DIPLOMATICO PRESSO LA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Il Papa ha ricevuto l'indirizzo augurale, a nome di tutti gli ambasciatori, formulato dal Decano del Corpo Diplomatico, Professor Giovanni Galassi, Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Santa Sede.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici con 176 Paesi, ai quali occorre aggiungere le Comunità Europee, il Sovrano Militare Ordine di Malta e le Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ricordato le relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti che sono state allacciate lo scorso anno. e le diverse Visite compiute in alcuni Paesi, fra le quali quella del maggio scorso in Brasile. In merito al Continente americano, il Papa ha detto: "Come non augurarsi un'accresciuta cooperazione fra i popoli dell'America Latina e, in ciascuno dei Paesi che la compongono, l'abbandono delle tensioni interne, affinché possano convergere sui grandi valori ispirati dal Vangelo?".

  "Desidero ricordare Cuba, che si appresta a celebrare il decimo anniversario della visita del mio venerato Predecessore. Il Papa Giovanni Paolo II fu ricevuto con affetto dalle Autorità e della popolazione ed egli incoraggiò tutti i Cubani a collaborare per un avvenire migliore. Mi sia permesso di riprendere questo messaggio di speranza, che nulla ha perduto della sua attualità".

  "Il mio pensiero e la mia preghiera si sono rivolti soprattutto verso le popolazioni colpite da spaventose catastrofi naturali. Penso agli uragani e alle inondazioni che hanno devastato certe regioni del Messico e dell'America Centrale, come pure dei Paesi dell'Africa e dell'Asia, in particolare il Bangladesh, e una parte dell'Oceania".

  "La preoccupazione della comunità internazionale continua ad essere viva per il Medio Oriente. Sono lieto che la Conferenza di Annapolis abbia manifestato segni sulla via dell'abbandono del ricorso a soluzioni parziali o unilaterali a favore di un approccio globale, rispettoso dei diritti e degli interessi dei popoli della regione. Faccio appello, ancora una volta, ad Israeliani e Palestinesi, affinché concentrino le proprie energie per l'applicazione degli impegni presi in quella occasione e non fermino il processo felicemente rimesso in moto. Invito inoltre la comunità internazionale a sostenere questi due popoli con convinzione e comprensione per le sofferenze e i timori di entrambi".

  "Come non essere vicini al Libano, nelle prove e violenze che continuano a scuotere questo caro Paese? Formulo voti che i Libanesi possano decidere liberamente del loro futuro e chiedo al Signore di illuminarli, a cominciare dai responsabili della vita pubblica affinché, mettendo da parte gli interessi particolari, siano pronti ad impegnarsi sul cammino del dialogo e della riconciliazione. Solo in questa maniera il Paese potrà progredire nella stabilità ed essere nuovamente un esempio di convivialità fra le comunità".

  "Anche in Iraq la riconciliazione è una urgenza! Attualmente gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana, e le notizie giunte ieri confermano la nostra preoccupazione; è evidente che resta da tagliare il nodo di alcune questioni politiche. In tale quadro, una riforma costituzionale appropriata dovrà salvaguardare il diritti delle minoranze. Sono necessari importanti aiuti umanitari per le popolazioni toccate dalla guerra; penso particolarmente agli sfollati all'interno del Paese e ai rifugiati all'estero, fra i quali si trovano numerosi cristiani".

  "Desidero anche esprimere il mio incoraggiamento affinché si continui a perseguire senza sosta la via della diplomazia per risolvere la questione del programma nucleare iraniano, negoziando in buona fede, adottando misure destinate ad aumentare la trasparenza e la confidenza reciproca, e tenendo sempre conto degli autentici bisogni dei popoli e del bene comune della famiglia umana".

  "Allargando il nostro sguardo all'intero continente asiatico, vorrei attirare la vostra attenzione su qualche altra situazione di crisi. Sul Pakistan, in primo luogo, che è stato duramente colpito dalla violenza negli ultimi mesi. Mi auguro che tutte le forze politiche e sociali si impegnino nella costruzione di una società pacifica, che rispetti i diritti di tutti. In Afghanistan alla violenza si aggiungono altri gravi problemi sociali, come la produzione di droga".

  "Rivolgendomi ora all'Africa, vorrei in primo luogo manifestare nuovamente la mia profonda sofferenza nel constatare come la speranza appaia quasi vinta dal sinistro corteo di fame e di morte che continua nel Darfur. Auspico di vero cuore che l'operazione congiunta delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana, la cui missione è appena iniziata, porti aiuto e conforto alle popolazioni provate".

  "Il processo di pace nella Repubblica Democratica del Congo si scontra con forti resistenze presso i Grandi Laghi, soprattutto nelle regioni orientali, e la Somalia, in particolare a Mogadiscio, continua ad essere afflitta da violenze e dalla povertà. Faccio appello alle parti in conflitto perché cessino le operazioni militari, che sia facilitato il passaggio degli aiuti umanitari e che i civili siano rispettati".

  "Il Kenya in questi ultimi giorni ha conosciuto una brusca esplosione di violenza. Associandomi all'appello lanciato dai Vescovi il 2 gennaio, invito tutti gli abitanti, e in particolare i responsabili politici, a ricercare mediante il dialogo una soluzione pacifica, fondata sulla giustizia e sulla fraternità".

  "Terminando con l'Europa, mi compiaccio per i progressi compiuti nei diversi Paesi della regione dei Balcani ed esprimo ancora una volta l'augurio che lo statuto definitivo del Kosovo prenda in considerazione le legittime rivendicazioni delle parti in causa e garantisca sicurezza e rispetto dei loro diritti a quanti abitano questa terra, perché si allontani definitivamente lo spettro del confronto violento e sia rafforzata la stabilità europea".

  "E a proposito di Europa, vorrei assicurarvi che seguo con attenzione il periodo che si apre con la firma del 'Trattato di Lisbona'. Tale tappa rilancia il processo di costruzione della 'casa Europa', che 'sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni'" (Incontro con le Autorità e il Corpo Diplomatico, Vienna, 7 settembre 2007) e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane".

  "Da questo rapido giro d'orizzonte appare chiaramente che la sicurezza e la stabilità del mondo permangono fragili. I fattori di preoccupazione sono diversi, (...). il diritto può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale, dato dal Creatore. È anche per tale ragione che non si può mai escludere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia. Il nome di Dio è un nome di giustizia; esso rappresenta un appello pressante alla pace".

  "Questa presa di coscienza potrebbe aiutare, fra l'altro, a orientare le iniziative di dialogo interculturale e interreligioso. (...) Per esser vero, questo dialogo deve essere chiaro, evitando relativismi e sincretismi, ma animato da un sincero rispetto per gli altri e da uno spirito di riconciliazione e di fraternità".

  "In tutti i continenti la Chiesa cattolica si impegna affinché i diritti dell'uomo siano non solamente proclamati, ma applicati. Bisogna augurarsi che gli organismi, creati per la difesa e la promozione dei diritti dell'uomo, consacrino tutte le proprie energie a tale scopo e, in particolare, che il Consiglio dei Diritti dell'Uomo sappia rispondere alle attese suscitate per la sua creazione".

  "La Santa Sede, per parte sua, non si stancherà di riaffermare tali principi e tali diritti fondati su ciò che è permanente ed essenziale alla persona umana. È un servizio che la Chiesa desidera rendere alla vera dignità dell'uomo, creato ad immagine di Dio. E partendo precisamente da queste considerazioni non posso non deplorare ancora una volta gli attacchi continui perpetrati in tutti i Continenti contro la vita umana".

  "Mi rallegro che lo scorso 18 dicembre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia adottato una risoluzione chiamando gli Stati ad istituire una moratoria sull'applicazione della pena di morte ed io faccio voti che tale iniziativa stimoli il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana".

  "Mi rammarico ancora una volta per i preoccupanti attacchi all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica di qualsiasi parte essi siano dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società".

  "Anche la libertà religiosa, esigenza inalienabile della dignità di ogni uomo e pietra angolare nell'edificio dei diritti umani" (Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 1988, preambolo), è spesso compromessa. Effettivamente, vi sono molti luoghi nei quali essa non può esercitarsi pienamente. La Santa Sede la difende e ne domanda il rispetto per tutti. Essa è preoccupata per le discriminazioni contro i cristiani e contro i seguaci di altre religioni".

  "La pace non può essere una semplice parola o un'aspirazione illusoria. La pace è un impegno e un modo di vita che esige che si soddisfino le legittime attese di tutti, come l'accesso al cibo, all'acqua e all'energia, alla medicina e alla tecnologia, come pure il controllo dei cambiamenti climatici. Solo così si può costruire l'avvenire dell'umanità; soltanto così si favorisce lo sviluppo integrale per oggi e per domani".

  "Infine, vorrei esortare la Comunità internazionale ad un impegno globale a favore della sicurezza. Uno sforzo congiunto da parte degli Stati per applicare tutti gli obblighi sottoscritti e per impedire l'accesso dei terroristi alle armi di distruzione di massa rinforzerebbe, senza alcun dubbio, il regime di non proliferazione nucleare e lo renderebbe più efficace".

  "La diplomazia è, in un certo modo, l'arte della speranza. Essa vive della speranza e cerca di discernerne persino i segni più tenui. La diplomazia deve dare speranza. La celebrazione del Natale viene ogni anno a ricordarci che, quando Dio si è fatto piccolo bambino, la Speranza è venuta ad abitare nel mondo, al cuore della famiglia umana. Questa certezza diventa oggi preghiera: che Dio apra il cuore di quanti governano la famiglia dei popoli alla Speranza che mai delude!".
AC/ANNO NUOVO/CORPO DIPLOMATICO                VIS 20080107 (1590)


venerdì 4 gennaio 2008

VISITA DEL PAPA CASA "DONO DI MARIA" MISSIONARIE CALCUTTA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 11:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Casa "Dono di Maria" delle Missionarie della Carità in Vaticano, che il Servo di Dio Giovanni Paolo II affidò alla Beata Madre Teresa di Calcutta nel 1988.

  Dopo un breve saluto della Superiora della Casa, Suor Mark Poustani, il Papa ha pronunciato un discorso: "Oggi eccomi tra voi" - ha detto il Papa - "per rinnovare la mia gratitudine alle suore, ai volontari e ai vari collaboratori. Eccomi soprattutto per manifestare la mia vicinanza spirituale a voi, cari amici, che in questa casa trovate amorevole accoglienza, ascolto, comprensione e un quotidiano sostegno sia materiale che spirituale. Sono qui per dirvi che il Papa vi vuole bene e vi è vicino".

  "Quando nacque questa casa, la Beata Madre Teresa" - ha ricordato Papa Benedetto - "volle chiamarla 'Dono di Maria', quasi auspicando che qui si possa sperimentare sempre l'amore della Santa Vergine. Per chiunque venga a bussare alla porta, è infatti un dono di Maria sentirsi accolto dalle braccia amorevoli delle Suore e dei volontari. È ancora un dono di Maria la presenza di chi si ferma ad ascoltare le persone in difficoltà e a servirle con quella stessa attitudine che sospinse prontamente la Madre del Signore verso Santa Elisabetta".

  "Che questo stile di amore evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "suggelli e contraddistingua sempre la vostra vocazione perché, oltre all'aiuto materiale, possiate comunicare a quanti quotidianamente incontrate quella stessa passione per Cristo e quel luminoso 'sorriso di Dio' che hanno animato l'esistenza di Madre Teresa".

  "Il tempo natalizio" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "ripresentando alla nostra contemplazione la nascita di Gesù a Betlemme, ci mostra l'infinita bontà di Dio che, facendosi Bambino, ha voluto venire incontro alla povertà e alla solitudine degli uomini; ha accettato di abitare tra noi condividendo le nostre quotidiane difficoltà; non ha esitato a portare insieme a noi il peso dell'esistenza, con le sue fatiche e le sue preoccupazioni. E' nato per noi, per restare con noi ed offrire a chiunque gli apre la porta del proprio cuore il dono della sua gioia, della sua pace, del suo amore. Nascendo in una grotta, perché non c'era posto per Lui altrove, Gesù ha conosciuto i disagi che molti tra voi sperimentano".

  "Il Natale ci aiuta a comprendere che Iddio non ci abbandona mai e sempre ci viene incontro, ci protegge e si preoccupa di ciascuno di noi, perché ogni persona, soprattutto la più piccola e indifesa, è preziosa ai suoi occhi di Padre ricco di tenerezza e misericordia".

  Al termine del discorso, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato all'ingresso della Sala mensa degli uomini e, dopo aver benedetto i presenti ed aver visitato il Reparto delle donne ammalate si è recato nella Chiesa di San Salvatore in Ossibus, adiacente alla Casa "Dono di Maria".

  Il Santo Padre ha salutato le Missionarie della Carità, una rappresentanza di Collaboratori laici ed i Superiori Generali dei rami maschili e femminili della Congregazione  fondata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta: i Missionari della Carità ed i Fratelli Contemplativi Missionari della Carità.

  "La visita che oggi ho desiderato compiere" - ha detto il Papa - "si ricollega a quelle, numerose, del mio amato predecessore, il servo di Dio Giovanni Paolo II. Egli volle fortemente questa Casa di accoglienza per i più poveri, proprio qui dove è il centro stesso della Chiesa, accanto a Pietro, che servì, seguì e amò Gesù, il Signore".

  Ricordando che era "il 21 maggio del 1988, quando l'amato Giovanni Paolo II inaugurò il 'Dono di Maria'" - Papa Benedetto XVI ha esclamato: "Quanti gesti di condivisione, di carità concreta sono stati compiuti in questi anni tra queste mura! Essi sono un segno e un esempio per le comunità cristiane, perché si impegnino ad essere sempre comunità accoglienti ed aperte".

  "La Vergine Maria, che ha offerto tutta se stessa all'Onnipotente ed è stata ricolmata di ogni grazia e benedizione con la venuta del Figlio di Dio" - ha concluso il Pontefice - "ci insegni a fare della nostra esistenza un dono quotidiano a Dio Padre, nel servizio ai fratelli e nell'ascolto della Sua parola e della Sua volontà".
BXVI-VISITA/.../CASA DONO DI MARIA                   VIS 20080104 (670)


giovedì 3 gennaio 2008

QUASI TRE MILIONI FEDELI INCONTRI VATICANO CON SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2008 (VIS). Nel corso del 2007, sono stati quasi tre milioni i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato agli incontri pubblici con il Santo Padre Benedetto XVI in Vaticano e nella Residenza Estiva di Castel Gandolfo.

  I dati statistici della Prefettura della Casa Pontificia rilevano che un totale di 2.830.100 persone hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì, alle Udienze Speciali, alle Celebrazioni Liturgiche e alla recita dell'Angelus domenicale.

  Fra tutte le cifre riportate, risaltano i 729.100 fedeli che hanno partecipato in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI alle Udienze Generali del Mercoledì negli ultimi dodici mesi, cifra che non include le migliaia di persone sprovviste di biglietto per accedere ai settori riservati, che hanno partecipato ugualmente.

  Per la recita dell'Angelus domenicale, nel corso del 2007, sono convenute in Piazza San Pietro 1.450.000 persone - 155.000 in più rispetto all'anno precedente - e 442.000 sono i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Nell'aprile scorso, durante il quale cadeva la Settimana Santa, è stata registrata la maggiore affluenza di fedeli alle Udienze Generali del Mercoledì ed alle Celebrazioni Liturgiche: rispettivamente 130.000 e 250.000.
PD/INCONTRI PAPA/...                               VIS 20080103 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Patrick James Zurek, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Antonio (Stati Uniti d'America), Vescovo di Amarillo (superficie: 67.185; popolazione: 422.448; cattolici: 39.609; sacerdoti: 48; religiosi: 118; diaconi permanenti: 47), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Zurek, succede al Vescovo John Walter Yanta, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZUREK:YANTA                     VIS 20080103 (80)


mercoledì 2 gennaio 2008

TELEGRAMMA CORDOGLIO UCCISIONE SIGNORA BENAZIR BHUTTO


CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, di un telegramma di cordoglio del Santo Padre - a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato - indirizzato all'Arcivescovo Lawrence John Saldanha, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Pakistan, per l'uccisione della Signora Benazir Bhutto, già Primo Ministro del Pakistan e Leader del "Pakistan People's Party".

 "A seguito del brutale attacco terroristico nel quale la Signora Benazir Bhutto, già Primo Ministro e Leader del 'Pakistan People's Party', è stata ferita a morte, il Santo Padre esprime sentimenti di profonda partecipazione e vicinanza spirituale ai membri della sua famiglia e a tutta la Nazione pakistana. Il Papa prega affinché si eviti un ulteriore ricorso alla violenza e ci si adoperi per costruire un clima di rispetto e di fiducia, così necessari per il mantenimento dell'ordine nella società e per consentire alle istituzioni politiche del Paese di operare con efficacia".
TGR/UCCISIONE BHUTTO/BERTONE                       VIS 20080102 (170)


TESTIMONIARE BELLEZZA DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2007 (VIS). Alle dodici di oggi, festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Rivolgendosi alle migliaia di persone presenti, il Santo Padre ha detto che nel celebrare la festa di oggi "adoriamo il mistero di un Dio che ha voluto nascere da una donna, la Vergine Santa, ed entrare in questo mondo per la via comune a tutti gli uomini. Così facendo ha santificato la realtà della famiglia, colmandola della grazie divina e rivelandone pienamente la vocazione e la missione".

  "Come ha poi ripetuto senza stancarsi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "il bene della persona e della società è strettamente connesso alla 'buona salute' della famiglia. Perciò la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere 'la dignità naturale e l'altissimo valore sacro' - sono parole del Concilio - del matrimonio e della famiglia".

  Successivamente, rivolgendosi ai partecipanti all'Incontro delle Famiglie che si tiene oggi a Madrid, il Santo Padre ha invitato le famiglie cristiane "a sperimentare la presenza amorosa del Signore nella loro vita" ed ha esortato le famiglie, "nell'ispirarsi all'amore di Cristo per gli uomini, a dare testimonianza al mondo della bellezza dell'amore umano, del matrimonio e della famiglia".

  La famiglia "fondata sull'unione indissolubile fra un uomo e una donna, costituisce l'ambito privilegiato nel quale la vita umana viene accolta e protetta, dal suo inizio fino alla fine naturale. Per questo i genitori hanno il diritto e l'obbligo fondamentale di educare i propri figli nella fede e nei valori che rendono degna la vita umana".

  Papa Benedetto XVI ha sottolineato inoltre che: "Vale la pena lavorare per la famiglia e il matrimonio perché vale la pena lavorare per l'essere umano, l'essere più prezioso creato da Dio. Mi rivolgo in particolare ai bambini affinché amino e preghino per i propri genitori e fratelli; ai giovani perché stimolati dall'amore dei genitori, seguano con generosità la propria vocazione matrimoniale, sacerdotale o religiosa; agli anziani e ai malati perché trovino l'aiuto e la comprensione necessarie". Infine, rivolgendosi agli sposi, il Papa ha detto: "Contate sempre sulla grazia di Dio, perché il vostro amore sia sempre più fecondo e fedele".
ANG/FAMIGLIA/...                                           VIS 20080102 (400)


DEFICIT SPERANZA E FIDUCIA NELLA VITA, MALE OSCURO SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2007 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, a cui ha fatto seguito l'esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del tradizionale inno 'Te Deum' di ringraziamento a conclusione dell'anno civile, e la benedizione eucaristica.

  Commentando la Lettura breve tratta dalla Lettera ai Galati, nella quale San Paolo parla, "della liberazione dell'uomo operata da Dio con il mistero dell'Incarnazione", il Papa ha ricordato che l'Apostolo "accenna in maniera molto discreta a Colei per mezzo della quale il Figlio di Dio è entrato nel mondo".

  "Nella 'donna' la Chiesa contempla i lineamenti di Maria di Nazaret, donna singolare perché chiamata a realizzare una missione che la pone in strettissimo rapporto con Cristo: anzi, un rapporto assolutamente unico, perché Maria è la Madre del Salvatore. Con altrettanta evidenza, però, possiamo e dobbiamo affermare che è madre nostra perché, vivendo la sua singolarissima relazione materna con il Figlio, ne ha condiviso la missione per noi e per la salvezza di tutti gli uomini. (...) Così Maria costituisce per la Chiesa la propria immagine più vera: Colei nella quale la Comunità ecclesiale deve continuamente scoprire il senso autentico della sua vocazione e del proprio mistero".

  Il Verbo incarnato "Si è fatto come noi per farci come Lui: figli nel Figlio, dunque uomini liberi dalla legge del peccato" - ha sottolineato il Papa - "Non è questo un motivo fondamentale per elevare a Dio il nostro ringraziamento? Un ringraziamento che non può non essere ancor più motivato alla fine di un anno, considerando i tanti benefici e la costante sua assistenza che abbiamo sperimentato nell'arco dei dodici mesi trascorsi. Ecco perché ogni comunità cristiana, questa sera, si raccoglie e canta il 'Te Deum', tradizionale inno di lode e di azione di grazie alla Santissima Trinità".

  "Questa è la nostra preghiera, stasera: soccorri, Signore, con la tua misericordia gli abitanti della nostra Città, nella quale, come altrove, gravi carenze e povertà pesano sulla vita delle persone e delle famiglie, impedendo di guardare al futuro con fiducia; non pochi, soprattutto giovani, sono attratti da una falsa esaltazione o, meglio, profanazione del corpo e dalla banalizzazione della sessualità"

  "Come enumerare poi le molteplici sfide che, legate al consumismo e al secolarismo, interpellano i credenti e gli uomini di buona volontà? Per dire tutto in una parola, anche a Roma si avverte quel deficit di speranza e di fiducia nella vita che costituisce il male 'oscuro' della moderna società occidentale. Ma se evidenti sono le deficienze, non mancano però le luci e i motivi di speranza su cui implorare la speciale benedizione divina".

  "O Signore, guarda e proteggi, in particolare, la comunità diocesana impegnata con crescente vigore sulla frontiera dell'educazione, per rispondere a quella grande 'emergenza educativa' di cui ebbi a parlare l'11 giugno scorso, incontrando i partecipanti al Convegno diocesano, e cioè la difficoltà che si avverte nel trasmettere alla nuove generazioni i valori-base dell'esistenza e di un retto comportamento".

  "Senza clamori, con paziente fiducia, cerchiamo di far fronte a tale emergenza, anzitutto nell'ambito della famiglia, ed è senz'altro confortante constatare che il lavoro intrapreso in questi ultimi anni dalle parrocchie, dai movimenti e dalle associazioni per la pastorale familiare continua a svilupparsi e a portare i suoi frutti".

  "Proteggi inoltre, Signore, le iniziative missionarie che coinvolgono il mondo giovanile: esse stanno crescendo e vedono un numero ormai rilevante di giovani assumersi in prima persona la responsabilità e la gioia dell'annuncio e della testimonianza del Vangelo".

  "È Cristo la nostra speranza 'affidabile'" - ha concluso il Pontefice - "(...) chiediamo al Signore che faccia di ciascuno di noi un autentico fermento di speranza nei vari ambienti, perché si possa costruire per l'intera città un futuro migliore".
HML/VESPRI:TE DEUM/...                                       VIS 20080102 (640)


PACE DONO DIVINO DA INVOCARE COSTANTEMENTE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e in occasione della 41ª Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Famiglia umana, comunità di pace".

  "Iniziamo quest'oggi un nuovo anno" - ha detto il Papa - "e ci prende per mano la speranza cristiana; lo iniziamo invocando su di esso la benedizione divina ed implorando, per intercessione di Maria, Madre di Dio, il dono della pace: per le nostre famiglie, per le nostre città, per il mondo intero".

  "Tutti aspiriamo a vivere nella pace, ma la pace vera, quella annunciata dagli angeli nella notte di Natale, non è semplice conquista dell'uomo o frutto di accordi politici; è innanzitutto dono divino da implorare costantemente e, allo stesso tempo, impegno da portare avanti con pazienza restando sempre docili ai comandi del Signore".

  "Quest'anno, nel Messaggio per l'odierna Giornata Mondiale della Pace, ho voluto porre in luce" - ha ricordato Benedetto XVI - "lo stretto rapporto che esiste tra la famiglia e la costruzione della pace nel mondo. La famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è 'culla della vita e dell'amore' e 'la prima e insostituibile educatrice alla pace'. Proprio per questo la famiglia è 'la principale 'agenzia' di pace' e 'la negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace'".

  "Poiché poi l'umanità è una 'grande famiglia'" - ha proseguito il Pontefice - "se vuole vivere in pace non può non ispirarsi a quei valori sui quali si fonda e si regge la comunità familiare".

  Riferendosi al mistero della maternità divina di Maria, il Santo Padre ha sottolineato che: "Se nel Bimbo nato da Lei riconosciamo il Figlio eterno di Dio e lo accogliamo come il nostro unico Salvatore, possiamo essere detti e lo siamo realmente figli di Dio: figli nel Figlio. (...) Il Bambino che vagisce nella mangiatoia, pur apparentemente simile a tutti i bimbi del mondo, è al tempo stesso del tutto differente: è il Figlio di Dio, è Dio, vero Dio e vero uomo. Questo mistero - l'incarnazione del Verbo e la divina maternità di Maria - è grande e certamente non facile da comprendere con la sola umana intelligenza. Alla scuola di Maria però possiamo cogliere con il cuore quello che gli occhi e la mente non riescono da soli a percepire, né possono contenere".

  "Cari fratelli e sorelle, solo conservando nel cuore, mettendo cioè insieme e trovando un'unità di tutto ciò che viviamo, possiamo addentrarci, seguendo Maria, nel mistero di un Dio che per amore si è fatto uomo e ci chiama a seguirlo sulla strada dell'amore; amore da tradurre ogni giorno in un generoso servizio ai fratelli".
HML/MESSA ANNO NUOVO/...                           VIS 20080102 (480)

FAMIGLIA PRINCIPALE "AGENZIA" DI PACE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2008 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 41a Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro prima della recita dell'Angelus.

  "Abbiamo iniziato un nuovo anno" - ha detto il Santo Padre - "e auguro che esso sia per tutti sereno e proficuo. Lo affido alla celeste protezione della Madonna, che oggi la liturgia ci fa invocare con il suo titolo più importante, quello di Madre di Dio".

  "Ed è proprio nel nome di Maria" - ha sottolineato il Pontefice - "madre di Dio e degli uomini, che da 40 anni si celebra, il primo giorno dell'anno, la Giornata Mondiale della Pace. Il tema che ho scelto per l'odierna circostanza è: "Famiglia umana, comunità di pace". Lo stesso amore che costruisce e tiene unita la famiglia, cellula vitale della società, favorisce l'instaurarsi tra i popoli della terra di quei rapporti di solidarietà e di collaborazione che si addicono a membri dell'unica famiglia umana".

  "Esiste pertanto uno stretto legame tra famiglia, società e pace. "Chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare - osservo nel Messaggio per questa Giornata della Pace - rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale 'agenzia' di pace"

  "Ed inoltre - ha proseguito il Pontefice - 'non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle'. E' allora veramente importante che ciascuno assuma le proprie responsabilità davanti a Dio e riconosca in Lui la sorgente originaria della propria e dell'altrui esistenza. Da questa consapevolezza scaturisce un impegno a fare dell'umanità una vera comunità di pace, retta da una "legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa … e che protegga il debole dal sopruso del più forte'".

  "Maria, Madre del Principe della pace, sostenga la Chiesa nel suo operare instancabilmente al servizio della pace, e aiuti la comunità dei popoli, che celebra nel 2008 il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, a percorrere un cammino di autentica solidarietà e di stabile pace".
ANG/PACE/...                                   VIS 20080102 (370)


MARIA CI AIUTI AD ESSERE AUTENTICI AMICI DEL SUO FIGLIO

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Nella prima Udienza Generale del 2008, tenutasi nell'Aula Paolo VI, alla quale hanno partecipato 7.000 persone, il Papa ha ricordato la festa di Maria, Madre di Dio, titolo attribuito alla Vergine, festa celebrata nella giornata di ieri.

  "'Theotokos'" - ha ricordato il Pontefice - "è il titolo attribuito ufficialmente a Maria nel V secolo, esattamente nel Concilio di Efeso del 431", durante il quale, "venne solennemente confermata, da una parte, l'unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio e, dall'altra, la legittimità dell'attribuzione alla Vergine del titolo di 'Theotokos'". " Volendo salvaguardare la piena umanità di Gesù, alcuni Padri (...) proponevano"  il titolo di "'Christotokos' 'Madre di Cristo'; giustamente però ciò venne visto come una minaccia alla dottrina della piena unità della divinità con l'umanità di Cristo".

  Dopo il Concilio di Efeso, ha detto Benedetto XVI "si registrò una vera esplosione di una devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio. Tra queste primeggia la Basilica di Santa Maria maggiore, qui a R0oma".

  "La dottrina concernente Maria, Madre di Dio, trovò inoltre nuova conferma nel Concilio di Calcedonia (451)" e "il Concilio Vaticano II ha raccolto in un capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa 'Lumen gentium', l'ottavo, la dottrina su Maria, ribadendone la divina maternità".

  "Tutti gli altri titoli attribuiti alla Madonna trovano il loro fondamento nella sua vocazione ad essere la Madre del Redentore": "Immacolata Concezione". "Assunta" e "Madre del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Giustamente, pertanto, durante il Concilio Vaticano II, il 21 novembre 1964, Paolo VI attribuì solennemente a Maria il titolo di 'Madre della Chiesa'".

  Benedetto XVI ha sottolineato che "Proprio perché Madre della Chiesa, la Vergine è anche Madre di ciascuno di noi, che siamo membra del Corpo mistico di Cristo. (...) Al momento supremo del compimento della missione messianica, Gesù lascia a ciascuno dei suoi discepoli, come eredità preziosa, la sua stessa Madre, la Vergine Maria".

  "Cari fratelli e sorelle, in questi primi giorni dell'anno, siamo invitati a considerare attentamente l'importanza della presenza di Maria nella vita della Chiesa e nella nostra esistenza personale. Affidiamoci a Lei perché guidi i nostri passi in questo nuovo periodo di tempo che il Signore ci dona da vivere, e ci aiuti ad essere autentici amici del suo Figlio e coraggiosi artefici del suo Regno nel mondo, regno della luce e della verità".
AG/MADRE DI DIO/...                               VIS 20080102 (410)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sale (Australia), presentata dal Vescovo Jeremiah Joseph Coffey, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paulo Francisco Machado, finora Ausiliare di Juiz de Fora (Brasile), Vescovo di Uberlândia (superficie: 13.852; popolazione: 830.000; cattolici: 612.000; sacerdoti: 64; religiosi: 119; diaconi permanenti: 19), Brasile.

  Sabato 29 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Stefan Regmunt, finora Ausiliare di Legnica (Polonia), Vescovo di Zielona Góra-Gorzów (superficie: 10.805; popolazione: 1.119.214; cattolici: 1.035.994; sacerdoti: 609; religiosi: 338), Polonia. Il Vescovo Regmunt succede al Vescovo Adam Dyczkowski, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Sandomierz (Polonia), presentata dal Vescovo Marian Zimalek, per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../                                                  VIS 20080102 (160)


NOTA

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Nel corso del 2008, il servizio del V.I.S. sarà trasmesso dal lunedì al venerdì, eccetto nei giorni di seguito indicati:

11 febbraio (lunedì)

19 marzo (Onomastico del Santo Padre)
20 marzo (giovedì Santo)
21 marzo (venerdì Santo)
24 marzo (lunedì dell'Angelo)
25 Marzo (martedì nell'Ottava di Pasqua)

1 maggio (giovedì)
22 maggio (giovedì)

Tutto il mese di agosto

8 dicembre (lunedì)
24 dicembre (mercoledì)
25 dicembre (giovedì)
26 dicembre (venerdì)
31 dicembre (mercoledì)
…/…/…                                         VIS 20080102 (90)

venerdì 28 dicembre 2007

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
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GIOIA DEL NATALE CI SPINGE ANNUNCIARE A TUTTI PRESENZA DIO


CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2007 (VIS). Prima di recitare l'Angelus, alle 12:00 di questa mattina, IV Domenica di Avvento, con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che nella Solennità del Natale del Signore si celebra "il grande mistero dell'amore, che non finisce mai di stupirci: Dio si è fatto Figlio dell'uomo perché noi diventiamo figli di Dio".

  "La missione evangelizzatrice della Chiesa" - ha detto il Papa - "è la risposta al grido 'Vieni, Signore Gesù!'"- ripetuto nel tempo di Avvento - "che percorre tutta la storia della salvezza e che continua a levarsi dalle labbra dei credenti. Vieni, Signore, a trasformare i nostri cuori, perché nel mondo si diffondano la giustizia e la pace!"

  "Questo intende richiamare la Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'evangelizzazione, appena pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Documento si propone, in effetti, di ricordare a tutti i cristiani - in una situazione in cui spesso non è più chiara nemmeno a molti fedeli la stessa ragione d'essere dell'evangelizzazione - che 'l'accoglienza della Buona Novella nella fede, spinge di per sé' (n. 7) a comunicare la salvezza ricevuta in dono".

  "Essere raggiunti dalla presenza di Dio, che si fa vicino a noi nel Natale, è un dono inestimabile. (...) Nulla è più bello, urgente ed importante che ridonare gratuitamente agli uomini quanto gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio! Nulla ci può esimere o sollevare da questo oneroso ed affascinante impegno. La gioia del Natale, che già pregustiamo, mentre ci colma di speranza" - ha concluso il Pontefice - "ci spinge al tempo stesso ad annunciare a tutti la presenza di Dio in mezzo a noi".
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