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lunedì 18 giugno 2007

SAN FRANCESCO: INNAMORATO DI GESÙ ED OPERATORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Lasciata la Cattedrale di San Rufino, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e lungo il percorso, transitando davanti all'Istituto Serafico, ha salutato e benedetto i non vedenti e i sordomuti in attesa del Suo passaggio.

  Alle 17:45 il Papa è arrivato sul piazzale antistante la Basilica accolto dal Custode di Santa Maria degli Angeli, dal Rettore della Basilica e dal Parroco e quindi si è recato in visita alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco. Alle 18:00 il Santo Padre si è rivolto ai giovani che gremivano il piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il Papa ha ricordato che fu proprio sul sito dove sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli che San Francesco "pose il 'quartier generale' dell'Ordine, dove i frati potessero raccogliersi quasi come nel grembo materno, per rigenerarsi e ripartire pieni di slancio apostolico". Tratteggiando la biografia del Santo, il Papa ha ricordato come Francesco rappresenti per i giovani "un'attrazione speciale".

  La conversine di Francesco, all'età di 25 anni, "avvenne quando era nel pieno della sua vitalità, delle sue esperienze, dei suoi sogni" - ha detto Benedetto XVI  e citando la "Leggenda dei tre compagni", ha ricordato come "'Francesco era tanto più allegro e generoso, dedito ai giochi e ai canti, girovagava per la città di Assisi giorno e notte con amici del suo stampo, tanto generoso nello spendere da dissipare in pranzi e altre cose tutto quello che poteva avere o guadagnare'".

  "Come negare che sono molti i ragazzi, e non ragazzi, tentati di seguire da vicino la vita del giovane Francesco, prima della sua conversione? Sotto quel modo di vivere c'era il desiderio di felicità che abita ogni cuore umano" - ha detto il Papa, aggiungendo: "Ma poteva quella vita dare la gioia vera? Francesco certo non la trovò. (...) La verità è che le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l'Infinito può riempire il cuore".

  "Un aspetto che impressionava i contemporanei di Francesco" - ha detto ancora il Pontefice - "era la sua ambizione, la sua sete di gloria e di avventura. (...) È interessante annotare come il Signore abbia preso Francesco per il suo verso, quello della voglia di affermarsi, per additargli la strada di un'ambizione santa, proiettata sull'infinito".

  "Come avvenne per Francesco, Cristo parla anche al nostro cuore. Noi rischiamo di passare una vita intera assordati da voci fragorose ma vuote, rischiamo di lasciarci sfuggire la sua voce, l'unica che conta, perché è l'unica che salva".

  "Non abbiate paura, carissimi, di imitare Francesco innanzitutto nella capacità di tornare a voi stessi. Egli seppe fare silenzio dentro di sé, ponendosi in ascolto della Parola di Dio. Passo dopo passo si lasciò guidare per mano verso l'incontro pieno con Gesù, fino a farne il tesoro e la luce della sua vita".

  "Francesco, insomma, era un vero innamorato di Gesù. Lo incontrava nella Parola di Dio, nei fratelli, nella natura, ma soprattutto nella sua presenza eucaristica. (...) Il Natale di Greccio esprime il bisogno di contemplarlo nella sua tenera umanità di bimbo. L'esperienza della Verna, dove riceve le stimmate, mostra a quale grado di intimità egli fosse arrivato nel rapporto con Cristo crocifisso".

  "Proprio perché di Cristo, Francesco è anche uomo della Chiesa. Dal Crocifisso di San Damiano aveva avuto l'indicazione di riparare la casa di Cristo, che è appunto la Chiesa. (...) Quel compito null'altro era, in fondo, che la responsabilità attribuita da Cristo ad ogni battezzato. La Chiesa cresce e si ripara innanzitutto nella misura in cui ciascuno di noi si converte e si santifica".

  "Come a cerchi concentrici, l'amore di Francesco per Gesù si dilata non solo sulla Chiesa ma su tutte le cose, viste in Cristo e per Cristo. Nasce di qui il Cantico delle Creature, in cui l'occhio riposa nello splendore del Creato. (...) Il Cantico di frate sole, prima di essere un'altissima pagina di poesia e un implicito invito al rispetto del creato, è una preghiera, una lode rivolta al Signore".

  "All'insegna della preghiera è da vedere anche l'impegno di Francesco per la pace. Questo aspetto della sua vita è di grande attualità, in un mondo che di pace ha tanto bisogno e non riesce a trovarne la via. Francesco fu un uomo di pace e un operatore di pace. Lo mostrò anche nella mitezza con cui si pose, senza tuttavia mai tacere la sua fede, di fronte ad uomini di altre fedi. (...) Se oggi il dialogo interreligioso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, è diventato patrimonio comune e irrinunciabile della sensibilità cristiana, Francesco può aiutarci a dialogare autenticamente, senza cadere in un atteggiamento di indifferenza nei confronti della verità e nell'attenuazione del nostro annuncio cristiano".

  Al termine dell'incontro il Papa ha raggiunto in auto il campo sportivo "Migaghelli" da dove è ripartito in elicottero alla volta di Roma.
PV-ITALIA/GIOVANI/ASSISI                           VIS 20070618 (840)


SAN FRANCESCO: INNAMORATO DI GESÙ ED OPERATORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Lasciata la Cattedrale di San Rufino, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e lungo il percorso, transitando davanti all'Istituto Serafico, ha salutato e benedetto i non vedenti e i sordomuti in attesa del Suo passaggio.

  Alle 17:45 il Papa è arrivato sul piazzale antistante la Basilica accolto dal Custode di Santa Maria degli Angeli, dal Rettore della Basilica e dal Parroco e quindi si è recato in visita alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco. Alle 18:00 il Santo Padre si è rivolto ai giovani che gremivano il piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il Papa ha ricordato che fu proprio sul sito dove sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli che San Francesco "pose il 'quartier generale' dell'Ordine, dove i frati potessero raccogliersi quasi come nel grembo materno, per rigenerarsi e ripartire pieni di slancio apostolico". Tratteggiando la biografia del Santo, il Papa ha ricordato come Francesco rappresenti per i giovani "un'attrazione speciale".

  La conversine di Francesco, all'età di 25 anni, "avvenne quando era nel pieno della sua vitalità, delle sue esperienze, dei suoi sogni" - ha detto Benedetto XVI  e citando la "Leggenda dei tre compagni", ha ricordato come "'Francesco era tanto più allegro e generoso, dedito ai giochi e ai canti, girovagava per la città di Assisi giorno e notte con amici del suo stampo, tanto generoso nello spendere da dissipare in pranzi e altre cose tutto quello che poteva avere o guadagnare'".

  "Come negare che sono molti i ragazzi, e non ragazzi, tentati di seguire da vicino la vita del giovane Francesco, prima della sua conversione? Sotto quel modo di vivere c'era il desiderio di felicità che abita ogni cuore umano" - ha detto il Papa, aggiungendo: "Ma poteva quella vita dare la gioia vera? Francesco certo non la trovò. (...) La verità è che le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l'Infinito può riempire il cuore".

  "Un aspetto che impressionava i contemporanei di Francesco" - ha detto ancora il Pontefice - "era la sua ambizione, la sua sete di gloria e di avventura. (...) È interessante annotare come il Signore abbia preso Francesco per il suo verso, quello della voglia di affermarsi, per additargli la strada di un'ambizione santa, proiettata sull'infinito".

  "Come avvenne per Francesco, Cristo parla anche al nostro cuore. Noi rischiamo di passare una vita intera assordati da voci fragorose ma vuote, rischiamo di lasciarci sfuggire la sua voce, l'unica che conta, perché è l'unica che salva".

  "Non abbiate paura, carissimi, di imitare Francesco innanzitutto nella capacità di tornare a voi stessi. Egli seppe fare silenzio dentro di sé, ponendosi in ascolto della Parola di Dio. Passo dopo passo si lasciò guidare per mano verso l'incontro pieno con Gesù, fino a farne il tesoro e la luce della sua vita".

  "Francesco, insomma, era un vero innamorato di Gesù. Lo incontrava nella Parola di Dio, nei fratelli, nella natura, ma soprattutto nella sua presenza eucaristica. (...) Il Natale di Greccio esprime il bisogno di contemplarlo nella sua tenera umanità di bimbo. L'esperienza della Verna, dove riceve le stimmate, mostra a quale grado di intimità egli fosse arrivato nel rapporto con Cristo crocifisso".

  "Proprio perché di Cristo, Francesco è anche uomo della Chiesa. Dal Crocifisso di San Damiano aveva avuto l'indicazione di riparare la casa di Cristo, che è appunto la Chiesa. (...) Quel compito null'altro era, in fondo, che la responsabilità attribuita da Cristo ad ogni battezzato. La Chiesa cresce e si ripara innanzitutto nella misura in cui ciascuno di noi si converte e si santifica".

  "Come a cerchi concentrici, l'amore di Francesco per Gesù si dilata non solo sulla Chiesa ma su tutte le cose, viste in Cristo e per Cristo. Nasce di qui il Cantico delle Creature, in cui l'occhio riposa nello splendore del Creato. (...) Il Cantico di frate sole, prima di essere un'altissima pagina di poesia e un implicito invito al rispetto del creato, è una preghiera, una lode rivolta al Signore".

  "All'insegna della preghiera è da vedere anche l'impegno di Francesco per la pace. Questo aspetto della sua vita è di grande attualità, in un mondo che di pace ha tanto bisogno e non riesce a trovarne la via. Francesco fu un uomo di pace e un operatore di pace. Lo mostrò anche nella mitezza con cui si pose, senza tuttavia mai tacere la sua fede, di fronte ad uomini di altre fedi. (...) Se oggi il dialogo interreligioso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, è diventato patrimonio comune e irrinunciabile della sensibilità cristiana, Francesco può aiutarci a dialogare autenticamente, senza cadere in un atteggiamento di indifferenza nei confronti della verità e nell'attenuazione del nostro annuncio cristiano".

  Al termine dell'incontro il Papa ha raggiunto in auto il campo sportivo "Migaghelli" da dove è ripartito in elicottero alla volta di Roma.
PV-ITALIA/GIOVANI/ASSISI                           VIS 20070618 (840)


INCONTRO CON SACERDOTI, DIACONI E RELIGIOSI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle 16:30 il Santo Padre si è recato alla Cattedrale di Assisi, dedicata al Patrono San Rufino, per incontrare i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i superiori e gli alunni del Pontificio Seminario Umbro.

  Nel suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "non basta" che "i milioni di pellegrini che passano per queste strade (...) ammirino Francesco", ma essi "devono essere aiutati a cogliere il nucleo essenziale della vita cristiana ed a tendere alla sua 'misura alta', che è appunto la santità".

  "I cristiani del nostro tempo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "si ritrovano sempre più spesso a fronteggiare la tendenza ad accettare un Cristo diminuito, ammirato nella sua umanità straordinaria, ma respinto nel mistero profondo della sua divinità. Lo stesso Francesco subisce una sorta di mutilazione, quando lo si tira in gioco come testimone di valori pur importanti, apprezzati dall'odierna cultura, ma dimenticando che la scelta profonda, potremmo dire il cuore della sua vita, è la scelta di Cristo".

  Ribadendo che: "Il nome di Francesco, accompagnato da quello di Chiara, chiede che questa Città si distingua per un particolare slancio missionario", Benedetto XVI ha affermato che "proprio per questo è anche necessario che questa Chiesa viva di una intensa esperienza di comunione".

  "Si pone in tale ottica" - ha ricordato il Pontefice - "il Motu Proprio 'Totius Orbis', con cui ho stabilito che le due grandi Basiliche papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli, pur continuando a godere di un'attenzione speciale della Santa Sede attraverso il Legato Pontificio" - Cardinale Attilio Nicora - "sotto il profilo pastorale entrassero nella giurisdizione del Vescovo di questa Chiesa" - Monsignor Domenico Sorrentino - "Sono davvero lieto" - ha aggiunto il Papa - "di sapere che il nuovo cammino è iniziato all'insegna di una grande disponibilità e collaborazione, e sono certo che sarà ricco di frutti".

  "L'opportunità di un assetto unitario quale è stato assicurato dal Motu Proprio era anche consigliata dal bisogno di un'azione pastorale più coordinata ed efficace". Le comunità di vita consacrata "se hanno diritto di aspettarsi accoglienza e rispetto per il proprio carisma, devono tuttavia evitare di vivere come 'isole', ma integrarsi con convinzione e generosità nel servizio e nel piano pastorale adottato dal Vescovo per tutta la comunità diocesana".

  Rivolgendosi ai sacerdoti e ai diaconi, il Santo Padre ha affermato: "Il vostro entusiasmo, la vostra comunione, la vostra via di preghiera e il vostro ministero generoso, sono indispensabili. Può capitare di sperimentare qualche stanchezza o paura di fronte alle nuove esigenze e alla nuove difficoltà, ma dobbiamo aver fiducia che il Signore ci darà la forza necessaria per attuare quanto ci chiede. Egli non lascerà mancare le vocazioni, se le imploriamo con la preghiera e insieme ci preoccupiamo di cercarle e custodirle con una pastorale giovanile e vocazionale ricca di ardore e di inventiva, capace di mostrare la bellezza del ministero sacerdotale".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso rivolgendosi alle persone consacrate e dicendo loro: "Per questa Chiesa costituite una ricchezza grande, sia nell'ambito della pastorale parrocchiale sia a vantaggio dei tanti pellegrini, che spesso vengono a chiedervi ospitalità, aspettandosi anche una testimonianza spirituale". Alle religiose di clausura il Papa ha detto: "Sappiate tenere alta la fiaccola della contemplazione. (...) Siate segni dell'amore di Cristo, a cui possano guardare tutti gli altri fratelli e sorelle esposti alle fatiche della vita apostolica e dell'impegno laicale nel mondo".
PV-ITALIA/SACERDOTI:RELIGIOSI/ASSISI                   VIS 20070618 (590)


MESSAGGIO CAPITOLO GENERALE FRATI MINORI CONVENTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle ore 16:00, nella Sala Capitolare del Sacro Convento, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche del Monastero della Santa Croce in Assisi.

  Successivamente, nella Basilica Superiore di San Francesco, il Papa ha incontrato i partecipanti al Capitolo Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, con il Ministro Generale Padre Marco Tasca e la Comunità del Sacro Convento.

  Nel Messaggio, consegnato ai partecipanti al Capitolo Generale, il Papa scrive: "Vi sono grato per la pronta obbedienza con cui, insieme con i Frati Minori, corrispondendo allo speciale legame di affetto che da sempre vi lega alla Sede Apostolica, avete accolto le disposizioni del Motu Proprio 'Totius Orbis' circa i nuovi rapporti delle due Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli con questa Chiesa particolare che al Poverello diede i natali e che tanta parte ebbe nella sua vita".

  Dopo aver ricordato che il tema centrale di riflessione di questa 199ma Assemblea Capitolare è la formazione per la missione, sottolineando che tale formazione non è data mai una volta per tutte, "ma è da considerare piuttosto come un cammino permanente", il Santo Padre sottolinea: "Alla base non può che esserci l'ascolto della Parola in un clima di intensa e continua preghiera".

  "Occorre" - prosegue il Pontefice - "che  ogni Frate sia un vero contemplativo, con gli occhi fissi negli occhi di Cristo. Occorre che sia capace, come Francesco di fronte al lebbroso, di vedere il volto di Cristo nei fratelli che soffrono, portando a tutti l'annuncio della pace".

 "Sia dunque per ogni figlio di San Francesco saldo principio quello che il Poverello esprimeva con le semplici parole: 'La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo'".

  "La sua 'profezia'" - prosegue ancora il Pontefice riferendosi a San Francesco - "insegna a fare del Vangelo il criterio per affrontare le sfide di ogni tempo, anche del nostro, resistendo al fascino ingannevole di mode passeggere, per radicarsi nel disegno di Dio e discernere così i veri bisogni degli uomini. Il mio augurio è che i Frati sappiano accogliere con rinnovato slancio e coraggio questo 'programma', fidando nella forza che viene dall'Alto".
PV-ITALIA/MESSAGGIO FRATI MINORI/ASSISI               VIS 20070618 (390)


CHE CESSINO TUTTI I CONFLITTI ARMATI INSANGUINANO TERRA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i fedeli che avevano assistito alla Celebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco ad Assisi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, convocata dal Predecessore Giovanni Paolo II nel 1986 ad Assisi, alla quale parteciparono gli esponenti delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni.

  "Considero mio dovere" - ha detto il Papa - "lanciare da qui un pressante e accorato appello affinché cessino tutti i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l'odio ceda all'amore, l'offesa al perdono e la discordia all'unione!"

  "Sentiamo spiritualmente qui presenti tutti coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della guerra e delle sue tragiche conseguenze, in qualunque parte del mondo. Il nostro pensiero va particolarmente alla Terra Santa, tanto amata da San Francesco, all'Iraq, al Libano, all'intero Medio Oriente. Le popolazioni di quei Paesi conoscono, ormai da troppo tempo, gli orrori dei combattimenti, del terrorismo, della cieca violenza, l'illusione che la forza possa risolvere i conflitti, il rifiuto di ascoltare le ragioni dell'altro e di rendergli giustizia. Solo un dialogo responsabile e sincero, sostenuto dal generoso sostegno della Comunità internazionale, potrà mettere fine a tanto dolore e ridare vita e dignità a persone, istituzioni e popoli".

  "Voglia San Francesco, uomo di pace, ottenerci dal Signore che si moltiplichino coloro che accettano di farsi 'strumenti della sua pace', attraverso i mille piccoli atti della vita quotidiana; che quanti hanno ruoli di responsabilità siano animati da un amore appassionato per la pace e da una volontà indomita di raggiungerla, scegliendo mezzi adeguati per ottenerla".

  Conclusa la Santa Messa, il Papa ha salutato una Delegazione di Autorità nel Sacro Convento, e successivamente, accompagnato da Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, si è recato in visita alla Tomba di San Francesco nella Basilica Inferiore. Dopo la visita, il Santo Padre è rientrato in Convento per il pranzo.
PV-ITALIA/ANGELUS/ASSISI                           VIS 20070618 (340)


CONIUGARE ACCOGLIENZA, DIALOGO E RISPETTO PER TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle 7:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero alla volta di Assisi, dove è giunto alle 8:30, per una Visita pastorale in occasione dell'Ottavo Centenario della Conversione di San Francesco.

  Terminata la breve visita al Santuario di Rivotorto, luogo dove San Francesco visse con i primi frati per circa due anni, il Santo Padre Benedetto XVI ha raggiunto in auto il Santuario di San Damiano dove San Francesco udì le parole del Crocifisso che lo invitava a riparare la Casa in rovina. Alle 9:30, arrivato alla Basilica di Santa Chiara, si è recato nella Cappella delle Monache Clarisse per adorare il Santissimo Sacramento e venerare il Crocifisso di San Damiano.

  Alle 10:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco ad Assisi

  Nell'omelia il Santo Padre ha ricordato la figura del Santo di Assisi che nei primi venticinque anni di vita inseguiva "vani sogni di gloria terrena" e la cui conversione, ha affermato: "lo portò ad esercitare misericordia. (...) Servire i lebbrosi, fino a baciarli, non fu solo un gesto di filantropia, una conversione, per così dire, 'sociale', ma una vera esperienza religiosa, comandata dall'iniziativa della grazia e dall'amore di Dio".

  "Convertirci all'amore è passare dall'amarezza alla 'dolcezza', dalla tristezza alla gioia vera. L'uomo è veramente se stesso, e si realizza pienamente, nella misura in cui vive con Dio e di Dio, riconoscendolo e amandolo nei fratelli".

  "Che cosa è stata, miei cari fratelli e sorelle, la vita di Francesco convertito se non un grande atto d'amore? Lo rivelano le sue preghiere infuocate, ricche di contemplazione e di lode"- ha detto il Papa - "la sua scelta della povertà e il suo cercare Cristo nel volto dei poveri".

  Ponendo in rilievo che Francesco fu "un vero maestro" nella ricerca della pace, nella salvaguardia della natura, nella promozione del dialogo fra tutti gli uomini, il Santo Padre ha ricordato in proposito l'iniziativa del Predecessore Giovanni Paolo II di riunire ad Assisi nel 1986 "i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle diverse religioni del mondo, per un incontro di preghiera per la pace. Fu un'intuizione profetica e un momento di grazia".

  "La luce del Poverello su quell'iniziativa" - ha proseguito Papa Benedetto - "era una garanzia di autenticità cristiana, giacché la sua vita e il suo messaggio poggiano così visibilmente sulla scelta di Cristo, da respingere a priori qualunque tentazione di indifferentismo religioso, che nulla avrebbe a che vedere con l'autentico dialogo interreligioso".

  "Lo 'spirito di Assisi' che da quell'evento continua a diffondersi nel mondo" - ha ribadito il Pontefice -  "si oppone allo spirito di violenza, all'abuso della religione come pretesto per la violenza. Assisi ci dice che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà soprattutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel sincero rispetto dell'altro, nel dialogo, in un annuncio che fa appello alla libertà e alla ragione, nell'impegno per la pace e per la riconciliazione".

  "Non potrebbe essere atteggiamento evangelico, né francescano" - ha concluso il Pontefice - "il non riuscire a coniugare l'accoglienza, il dialogo e il rispetto per tutti con la certezza di fede che ogni cristiano, al pari del Santo di Assisi, è tenuto a coltivare, annunciando Cristo come via, verità e vita dell'uomo, unico Salvatore del mondo".
PV-ITALIA/MESSA/ASSISI                                   VIS 20070618 (580)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Togo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Philippe Fanoko Kossi Kpodzro, emerito di Lomé, con l'Arcivescovo eletto Denis Komivi Amuzu-Dzakpah.

    - Il Vescovo Jacques Nyimbusède Tukumbé Anyilunda, di Dapaong.

    - Il Vescovo Benoît Comlan Messan Alowonou, di Kpalimé ed Amministratore Apostolico di Atakpamé.

    - Il Vescovo Ambroise Kotamba Djoliba, di Sokodé.

    - Il Monsignor Isaac Jogues Kodjo Agbemenya Gaglo, Amministratore Diocesano di Aného.

  Sabato 16 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20070618 (130)


MUORE IL CARDINALE FELICI ALL'ETÀ DI 87 ANNI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, martedì 19 giugno, alle ore 17.00, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, la Liturgia Esequiale del Cardinale Angelo Felici, morto ieri domenica all'età di 87 anni. Il Porporato era Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi e Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".
.../MORTE FELICI/...                         VIS 20070618 (70)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2007 (VIS).  Il Santo Padre ha nominato il Padre Domenico Cancian, F.A.M., Superiore Generale dei Figli dell'Amore Misericordioso, Vescovo di Città di Castello (superficie: 820; popolazione: 60.060; cattolici: 58.900; sacerdoti: 71; religiosi: 142; diaconi permanenti: 9), Italia. Il Vescovo eletto, è nato a Mareno di Piave (Treviso), nel 1947, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso nel 1971 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Finora Superiore Generale dei "Figli dell'Amore Misericordioso", il Vescovo Cancian succede al Vescovo Pellegrino Tommaso Ronchi, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../CANCIAN:RONCHI                           VIS 20070618 (130)


DICHIARAZIONE COMUNE BENEDETTO XVI E CHRYSOSTOMOS II


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2007 (VIS). Al termine dell'incontro privato di questa mattina e dello scambio di discorsi, Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos II hanno firmato una Dichiarazione Comune in presenza dei Membri della Delegazione Ortodossa Cipriota e della Delegazione Cattolica.

  Il Santo Padre e l'Arcivescovo di Nuova Giustiniana e tutta Cipro hanno dichiarato la loro "sincera e ferma disposizione, in obbedienza alla volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, ad intensificare la ricerca della piena unità tra tutti i cristiani, attivando ogni sforzo a noi possibile e considerato utile alla vita delle nostre comunità. Desideriamo che i fedeli cattolici ed ortodossi di Cipro vivano fraternamente  e nella piena solidarietà fondata sulla comune fede nel Cristo Risorto. Vogliamo inoltre sostenere e promuovere il dialogo teologico, che attraverso la competente Commissione Internazionale si appresta ad affrontare le questioni più ardue che hanno segnato la vicenda storica della divisione. È necessario raggiungere un sostanziale accordo per la piena comunione nella fede, nella vita sacramentale e nell'esercizio del ministero pastorale".

  "Nel nostro incontro" - scrivono Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos - "abbiamo considerato le contingenze storiche in cui vivono le nostre Chiese. In particolare, abbiamo esaminato la situazione di divisione e di tensioni che caratterizzano da oltre un trentennio l'Isola di Cipro, con i tragici problemi quotidiani che intaccano anche la vita delle nostre comunità e delle singole famiglie. Abbiamo considerato, più ampiamente, la situazione del Medio Oriente, dove la guerra e i contrasti tra i popoli rischiano di estendersi con disastrose conseguenze. Abbiamo invocato la pace 'che viene dall'alto'. Le nostre Chiese intendono svolgere un ruolo di pacificazione nella giustizia e nella solidarietà e, affinché tutto ciò si realizzi, è nostro desiderio promuovere le fraterne relazioni fra tutti i cristiani ed un leale dialogo tra le diverse religioni presenti e operanti nella Regione".

  "Rivolgiamo, pertanto, questo appello a tutti quelli che, ovunque, nel mondo, alzano la mano contro i propri fratelli, esortandoli con fermezza a deporre le armi e ad operare perché siano sanate le ferite causate dalla guerra. Li invitiamo, inoltre, ad adoperarsi affinché i diritti umani siano difesi sempre, in ogni Nazione (...). Così pure, fra i diritti umani da tutelare, va annoverato come primario quello della libertà di religione. Non rispettarlo" - scrivono il Pontefice e Sua Beatitudine Chrysostomos - "costituisce una gravissima offesa alla dignità dell'uomo, che viene colpito nell'intimo del cuore dove abita Dio. E così profanare, distruggere e saccheggiare i luoghi di culto di qualsiasi religione, rappresenta un atto contro l'umanità e la civiltà dei popoli".

  "In un tempo di crescente secolarizzazione e di relativismo, cattolici e ortodossi in Europa sono chiamati a offrire una rinnovata testimonianza comune sui valori etici pronti sempre a dare ragione della loro fede in Gesù Cristo Signore e Salvatore. L'Unione Europea, che non potrà limitarsi a una cooperazione meramente economica, necessita di solide basi culturali, di condivisi riferimenti etici e di apertura alla dimensione religiosa. Occorre vivificare le radici cristiane dell'Europa, che hanno reso grande la sua civiltà nei secoli, e riconoscere che la tradizione cristiana occidentale e quella orientale hanno, in questo senso, un compito comune importante da svolgere".

  Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos sottolineano inoltre che: "Il ricco patrimonio di fede e la solida tradizione cristiana delle nostre terre, devono spingere cattolici ed ortodossi ad un rinnovato slancio nell'annunciare il Vangelo al nostro tempo, per essere fedeli alla nostra vocazione cristiana e nel rispondere alle esigenze del mondo d'oggi".

  "Seria preoccupazione suscita il modo in cui vengono affrontate le questioni concernenti la bioetica. (...).  Lo sfruttamento dell'essere umano, le sperimentazioni abusive, gli esperimenti di una genetica che non rispetta i valori etici arrecano offesa alla vita, attentano all'incolumità e alla dignità di ogni persona umana e non possono né devono essere giustificati o permessi in nessun momento della sua esistenza".

  Il Santo Padre e Sua Beatitudine invitano infine "i responsabili delle Nazioni a favorire e promuovere una giusta ripartizione delle risorse della terra, in spirito di solidarietà con i poveri e con tutti gli indigenti del mondo".

  Al termine della Dichiarazione, Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos esprimono preoccupazione "per il rischio della distruzione del creato" e ribadiscono che: "L'uomo l'ha ricevuto perché con esso possa realizzare il disegno di Dio", per cui l'ambiente "esige rispetto e tutela da parte di tutti quelli che l'abitano".
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/CRYSOSTOMOS II               VIS 20070618 (730)


PROSEGUIRE DIALOGO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano Sua Beatitudine Chrysostomos, Arcivescovo di Nuova Giustiniana e tutta Cipro, che nel suo discorso ha affermato di essere venuto a Roma per dare al Pontefice "il bacio fraterno della pace e, dopo secoli di cammino non fraterno, costruire di nuovo ponti di riconciliazione, collaborazione e amore!".

  A sua volta, il Santo Padre ha affermato nel suo discorso che la visita dell'Arcivescovo Chrysostomos "è un dono del Dio della perseveranza e della consolazione, di cui San Paolo parla rivolgendosi a coloro che ascoltavano per la prima volta a Roma il Messaggio della salvezza".

  "Del dono della perseveranza facciamo oggi esperienza poiché, nonostante la presenza di secolari divisioni, di strade divergenti, e malgrado la fatica di ricucire dolorose ferite" - ha ribadito il Pontefice - "il Signore non ha cessato di guidare i nostri passi sulla via dell'unità e della riconciliazione. E questo è per tutti noi motivo di consolazione, poiché l'odierno nostro incontro si inserisce in un cammino di sempre più intensa ricerca di quella piena comunione tanto auspicata da Cristo".

  "Sappiamo bene come l'adesione a questo ardente desiderio del Signore non possa e non debba essere proclamata soltanto a parole né in maniera solo formale. Per questo Ella, Beatitudine" - ha sottolineato il Santo Padre - "non è venuto da Cipro a Roma semplicemente per uno 'scambio di cortesia ecumenica', ma per ribadire la ferma decisione di perseverare nell'orazione affinché il Signore ci indichi come giungere alle piena comunione".

  "Nella Sua persona saluto il Pastore di una Chiesa antica ed illustre" - ha detto il Papa all'Arcivescovo Chrysostomos - "splendente tessera di quel fulgido mosaico, l'Oriente che, (...), costituisce uno dei due polmoni con cui respira la Chiesa. (...) AccogliendoLa, caro Fratello nel Signore, vorrei rendere omaggio all'antica e veneranda Chiesa di Cipro, ricca di santi, tra i quali mi piace ricordare particolarmente Barnaba, compagno e collaboratore dell'apostolo Paolo, ed Epifanio, vescovo di Costanza, un tempo Salamina, oggi Famagosta (...) che svolse il suo ministero (...) in un periodo turbolento per la Chiesa".

  "Da buon pastore, Epifanio indica al gregge affidatogli da Cristo le verità da credere, il cammino da percorrere e gli scogli da evitare. Ecco un metodo valido anche oggi per l'annuncio del Vangelo, specialmente alle nuove generazioni, fortemente influenzate da correnti di pensiero contrarie allo spirito evangelico. La Chiesa si trova ad affrontare in questo inizio del terzo millennio sfide e problematiche non molto dissimili da quelle con cui ebbe a confrontarsi il pastore Epifanio".

  "Come allora, anche oggi occorre vigilare attentamente" - ha proseguito il Pontefice - "per mettere in guardia il Popolo di Dio dai falsi profeti, dagli errori e dalla superficialità di proposte non conformi all'insegnamento del divino Maestro, nostro unico Salvatore. Al tempo stesso, urge trovare un linguaggio nuovo per proclamare la fede che ci accomuna, un linguaggio condiviso, un linguaggio spirituale capace di trasmettere fedelmente le verità rivelate, aiutandoci così a ricostruire, nella verità e nella carità, la comunione tra tutti i membri dell'unico Corpo di Cristo".

  "Questa necessità, che tutti avvertiamo, ci spinge a proseguire senza scoraggiarci il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme; essa ci orienta ad utilizzare strumenti validi e stabili, perché la ricerca della comunione non sia discontinua ed occasionale nella vita e nella missione delle nostre Chiese".
 
  "Dinanzi all'opera immane che ci attende e che va al di là delle capacità umane, è necessario affidarsi innanzitutto alla preghiera. Questo non toglie che sia doveroso     mettere in atto anche oggi ogni valido mezzo umano, che possa giovare allo scopo".

  "In quest'ottica" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "considero la Sua visita un'iniziativa quanto mai utile per farci progredire verso l'unità voluta da Cristo. Sappiamo che questa unità è dono e frutto dello Spirito Santo; ma sappiamo anche che essa domanda, allo stesso tempo, uno sforzo costante, animato da una volontà certa e da una speranza incrollabile nella potenza del Signore".
AC/CHIESA DI CIPRO/CHRYSOSTOMOS                   VIS 20070618 (660)


venerdì 15 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Loja (Ecuador), presenta dal Vescovo Hugolino Cerasuolo Stacey, O.F.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Leo Cornelio, S.V.D., Arcivescovo di Bhopal (superficie: 25.000; popolazione: 3.922.000; cattolici: 18.550; sacerdoti: 115; religiosi: 572), India. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Khandwa (India), succede all'Arcivescovo Paschal Topno, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Ferenc Cserháti, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest (superficie: 1.543; popolazione: 2.100.000; cattolici: 1.264.867; sacerdoti: 398; religiosi: 775: diaconi permanenti: 19), Ungheria. Il Vescovo eletto, finora Delegato "ad interim" della Conferenza Episcopale Ungherese per la Pastorale degli Ungheresi all'estero, è nato nel 1947 a Túrterebes (Romania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
RE:NER:NEA/.../                                   VIS 20070615 (150)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Il Monsignor Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia,

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                 VIS 20070615 (80)


VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AD ASSISI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Domenica 17 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Visita Pastorale ad Assisi (Italia), in occasione dell'ottavo centenario della conversione di San Francesco.

  La partenza del Pontefice è prevista alle 7:30 dall'eliporto Vaticano e l'arrivo al Campo sportivo di Rivotorto alle 8:20. Alle 8:30 Papa Benedetto compirà una visita privata al Santuario di Rivotorto ed alle 9:00 al Santuario di San Damiano. Alle 10:00 Benedetto XVI presiederà la Concelebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco e successivamente reciterà l'Angelus Domini. Alle 12:30 il Papa compirà una visita in privato alla Tomba di San Francesco.

  Alle 16:00 Benedetto XVI incontrerà le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche nella Sala Capitolare del Sacro Convento e successivamente i partecipanti al Capitolo Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori conventuali e la Comunità del Sacro Convento nella Basilica Superiore di San Francesco.

  Dopo un incontro con i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i superiori e gli alunni del Pontificio Seminario Umbro nella Cattedrale di San Rufino, il Papa compirà una visita in privato alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco.

  Alle 18:00 il Papa avrà un incontro con i giovani sul Piazzale antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il rientro in Vaticano in elicottero, dal Campo sportivo "Migaghelli" di Santa Maria degli Angeli, è previsto alle ore 19:00.
BXVI-PROGRAMMA/VISITA PASTORALE/ASSISI               VIS 20070615 (240)


25° ANNIVERSARIO CREAZIONE PONTIFICIO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Convegno di studio in occasione del 25° anniversario della creazione del Pontificio Consiglio della Cultura.

  Papa Benedetto XVI ha ricordato che il Dicastero fu creato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, nel 1982, con l'obiettivo di "dare un nuovo impulso all'impegno della Chiesa nel fare incontrare il Vangelo con la pluralità delle culture nelle varie parti del mondo".

  Esprimendo il suo apprezzamento al Cardinale Paul Poupard, alla guida del Pontificio Consiglio dal 1988, per il lavoro svolto in questo periodo, il Santo Padre ha affermato che: "Nel rapportarsi al mondo della cultura, la Chiesa pone sempre al centro l'uomo, sia come artefice dell'attività culturale che come suo ultimo destinatario".

  "Nell'istituire questo nuovo Dicastero" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "il mio venerato Predecessore mise in risalto come esso avrebbe dovuto perseguire le proprie finalità dialogando con tutti senza distinzione di cultura e religione (...). Questo aspetto del servizio che svolge il Pontificio Consiglio della Cultura ha visto confermata tutta la sua importanza (...), dal momento che il mondo si è fatto ancor più interdipendente, grazie al formidabile sviluppo dei mezzi di comunicazione e al conseguente infittirsi della rete delle relazioni sociali. È pertanto diventato ancor più urgente per la Chiesa promuovere lo sviluppo culturale puntando sulla qualità umana e spirituale dei messaggi e dei contenuti, giacché pure la cultura oggi risente inevitabilmente dei processi di globalizzazione che, se non vengono costantemente accompagnati da un vigile discernimento, possono rivolgersi contro l'uomo".

  Benedetto XVI ha ricordato inoltre che a venticinque anni dalla creazione, il Dicastero ha organizzato un Convegno di studi "per soffermarsi, da una parte, a meditare sul rapporto che esiste tra evangelizzazione e cultura; dall'altra, per considerare tale rapporto così come si presenta oggi in Asia, in America e in Africa".

  "La storia della Chiesa" - ha proseguito il Santo Padre - "è anche inseparabilmente storia della cultura e dell'arte. Opere quali la 'Summa theologiae' di San Tommaso d'Aquino, la Divina Commedia, la Cattedrale di Chartres, la Cappella Sistina o le Cantate di Johann Sebastian Bach costituiscono delle sintesi a modo loro ineguagliabili tra fede cristiana ed espressione umana. Ma se queste sono, per così dire, le vette di tale sintesi tra fede e cultura, il loro incontro si realizza quotidianamente nella vita e nel lavoro di tutti i battezzati, in quell'opera d'arte nascosta che è la storia d'amore di ciascuno con il Dio vivente e con i fratelli, nella gioia e nella fatica di seguire Gesù Cristo nella quotidianità dell'esistenza".

  "Oggi più che mai" - ha sottolineato il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, al di là delle divergenze che li separano. Anche in campo culturale, il Cristianesimo ha da offrire a tutti la più potente forza di rinnovamento e di elevazione, cioè l'Amore di Dio che si fa amore umano".

  "Possa la Santa Sede, grazie al servizio reso in particolare dal vostro Dicastero" - ha concluso il Papa - "continuare a promuovere in tutta la Chiesa quella cultura evangelica che è lievito, sale e luce del Regno in mezzo all'umanità".
AC/CULTURA/POUPARD                               VIS 20070615 (550)


PIANO PASTORALE PER LE MUTATE ESIGENZE SLOVACCHIA


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano i Vescovi della Conferenza Episcopale della Repubblica Slovacca in visita "ad Limina Apostolorum".

  "Cari Fratelli nell'Episcopato! (...) Attraverso di voi" - ha detto il Papa ai Presuli - "vorrei inviare il mio saluto all'intero Popolo slovacco, evangelizzato dai Santi Cirillo e Metodio, e che, nel secolo scorso, ha dovuto patire pesanti sofferenze e persecuzioni da parte del regime totalitario comunista. (...) Alla vostra amata Nazione era molto legato Giovanni Paolo II, che nella sua terza visita in Slovacchia, nel settembre del 2003, scelse come motto: 'Fedeli a Cristo, fedeli alla Chiesa'".

  "Questo motto continua ad essere un autentico programma apostolico e missionario non solo per la Chiesa in Slovacchia, ma per tutto il Popolo di Dio, sottoposto com'è, specialmente in Europa, ad una insistente pressione ideologica che vorrebbe il cristianesimo ridotto alla mera dimensione 'privata'".

  "In effetti, la Slovacchia sta entrando sempre di più, dal punto di vista religioso-culturale" - ha proseguito il Santo Padre - "nella dinamica tipica di altri Paesi europei di antica tradizione cristiana, fortemente segnati, in questa nostra epoca, da un vasto processo di secolarizzazione. Le comunità cristiane, che hanno conservato antiche e radicate pratiche religiose cattoliche, dopo essere uscite dal tunnel della persecuzione, si trovano oggi a percorrere il cammino del rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II".

  "La Slovacchia e la Polonia, che nell'Est dell'Europa sono i due Paesi portatori della più ricca eredità di tradizione cattolica, sono attualmente esposte al rischio di vedere tale patrimonio, che il regime comunista non è riuscito a distruggere, pesantemente intaccato dai fermenti caratteristici delle società occidentali: il consumismo, l'edonismo, il laicismo, il relativismo ecc."

  "Proprio per rispondere alle mutate esigenze pastorali, da tempo siete impegnati nell'elaborazione del Piano per la Pastorale e l'Evangelizzazione (...) per gli anni 2007-2013 (...). In vista del 2013, anno in cui commemorerete il 1150  anniversario dell'inizio della missione dei Santi Cirillo e Metodio nelle vostre Terre, vi siete così proposti di far rivivere e rendere attuale l'azione evangelizzatrice dei due santi Fratelli di Salonicco. E come punto di partenza di questa corale mobilitazione missionaria avete posto la riscoperta della tradizione e delle radici cristiane, vive e profonde nel vostro popolo".

  "Si tratta di un'impresa pastorale che vuole abbracciare tutti gli ambiti della società e rispondere alle attese del Popolo slovacco, prestando singolare attenzione alle esigenze spirituali dei giovani e delle famiglie. (...) L'esperienza vi dice che una formazione di qualità nell'ambito scolastico è quanto mai utile per il futuro delle nuove generazioni e, al riguardo, un contributo prezioso lo offrono le scuole cattoliche, che in Slovacchia sono numerose".

  "Per quanto poi riguarda la pastorale giovanile parrocchiale" - ha continuato il Papa - "so che potete contare sul ministero di numerosi sacerdoti giovani per offrire ai ragazzi e alle ragazze, (...), un vero e proprio itinerario di crescita spirituale e comunitaria. Raccomando vivamente che ogni proposta sia sempre inserita in organici progetti di formazione, così da educare i giovani a collegare sempre la fede con la vita. Solo così, infatti, potrete aiutarli a formarsi una coscienza cristiana capace di resistere alle lusinghe del consumismo sempre più insidiose ed invasive".

  "Per quanto, poi, riguarda la realtà delle famiglie, ho appreso che anche la Slovacchia comincia a risentire della crisi del matrimonio e della natalità e ciò, in primo luogo, per cause di carattere economico (...). Si registra, inoltre, una diminuita considerazione sociale del valore del matrimonio, a cui si unisce una fragilità delle nuove generazioni, timorose spesso di assumere stabili decisioni e impegni per tutta la vita".

  "In questo quadro, che cosa deve fare la Chiesa  se non intensificare la preghiera e continuare ad impegnarsi con forza per sostenere le famiglie nell'affrontare le sfide del presente? Grazie a Dio, nel vostro Paese è ben strutturata la pastorale dei Sacramenti legata a quella della famiglia".

  Infine, in merito alle vocazioni, il Papa ha espresso la sua gioia per il fatto che: "La Slovacchia (...), dopo il 1990, ha conosciuto una rigogliosa fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. All'unico Seminario rimasto aperto durante la dittatura, se ne sono aggiunti altri cinque in questi anni, e oggi quasi tutte le parrocchie sono provviste del loro pastore".
AL/.../SLOVACCHIA                                       VIS 20070615 (730)


giovedì 14 giugno 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate dieci Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Slovacca, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Alojz Tkác, di Košice, con gli Ausiliari: Vescovo Bernard Bober e Vescovo Stanislav Stolárik.

    - Il Vescovo Eduard Kojnok, di Rožnava con il Coadiutore Vescovo Vladimír Filo.

    - Il Vescovo František Tondra, di Spiš con gli Ausiliari: Vescovo Andrej Imrich ed il Vescovo Štefan Secka.

    - Il Vescovo Milan Chautur, C.SS.R., Esarca Apostolico di Košice per i cattolici di rito bizantino.

    - Il Vescovo František Rábek, Ordinario Militare.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070614 (120)


LA VERA POVERTÀ È LA MANCANZA DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina, a conclusione della riunione annuale, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i Membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma Pontificia "Populorum Progressio" per l'America Latina e i Paesi del Caribe.

  Nell'istituire la Fondazione nel 1992, affidandola al Pontificio Consiglio "Cor Unum", Giovanni Paolo II - ha ricordato Papa Benedetto XVI - pensava "ai popoli indigeni che, minacciati nei propri costumi ancestrali da una cultura postmoderna, rischiano di veder distrutte le proprie tradizioni disponibili all'accoglimento della verità evangelica. (...) Il lavoro intrapreso da quindici anni deve continuare seguendo i principi che hanno distinto l'impegno a favore della dignità di ogni essere umano e della lotta contro la povertà".

  Benedetto XVI ha sottolineato due caratteristiche della Fondazione. "In primo luogo" - ha detto - "lo sviluppo dei popoli deve avere come principio pastorale una visione antropologica globale della persona umana, aspetto che il secondo articolo degli Statuti della Fondazione definisce "promozione integrale', la quale, "tiene conto dell'aspetto sociale e materiale della vita, come anche l'annuncio della fede, che dà all'uomo la pienezza del suo essere. La vera povertà dell'uomo è spesso la mancanza di speranza, l'assenza di un Padre che dia senso alla propria esistenza".

  "La seconda caratteristica" - ha proseguito il Pontefice - "è un esemplare metodo di lavoro della Fondazione, modello per tutte la strutture di assistenza. I progetti sono esaminati dal Consiglio di Amministrazione, composto da Vescovi di diverse regioni dell'America Latina, ai quali è assegnato il compito di valutarli. In tal modo le decisioni sono nelle mani di coloro che conoscono bene i problemi e le necessità concrete delle popolazioni".

  "Così si evita" - ha detto il Papa - "da un lato un certo paternalismo, sempre umiliante per i poveri e che ostacola le loro iniziative e, dall'altro, i fondi arrivano nella loro totalità ai più bisognosi senza perdersi nei meandri della burocrazia".

  "L'America Latina" - ha soggiunto il Pontefice - "è una parte del mondo, ricca di risorse naturali, dove il divario nei livelli di vita deve cedere il passo ad uno spirito di condivisione dei beni".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ribadendo che: "Di fronte alla secolarizzazione, alla proliferazione delle sette ed alla povertà di tanti fratelli, è urgente formare comunità unite nella fede, come la Sacra Famiglia di Nazareth, nelle quali la gioiosa testimonianza di coloro che hanno incontrato il Signore sia la luce che illumina coloro che perseguono una vita più degna".
AC/.../POPULORUM PROGRESSIO                       VIS 20070614 (430)


mercoledì 13 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo José Lanza Neto, finora Ausiliare di Londrina (Brasile), Vescovo di Guaxupé (superficie: 13.953; popolazione: 867.000; cattolici: 608.000; sacerdoti: 96; religiosi: 166), Brasile.

- Il Padre Vilson Dias de Oliveira, D.C., Vescovo di Limeira (superficie: 4.997; popolazione: 870.000; cattolici: 580.000; sacerdoti: 87; religiosi: 162), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora d'Ajuda" a Ilhabela, nella Diocesi di Caraguatatuba (Brasile), è nato nel 1958 a Guaíra (Brasile), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Preti della Dottrina Cristiana nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
NER/.../LANZA NETO:DIAS DE OLIVEIRA                   VIS 20070613 (110)


EUSEBIO CESAREA: NON POSSIAMO RIMANERE INERTI DAVANTI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 30.000 persone, alla figura di Eusebio, Vescovo di Cesarea in Palestina.

  Il Padre della Chiesa, nato intorno al 260, noto soprattutto come "il primo storico del cristianesimo" ed anche come "il più grande filologo della Chiesa antica", partecipò, nel 325, come Vescovo di Cesarea, "con un ruolo di protagonista, al Concilio di Nicea. Ne sottoscrisse il 'Credo' e l'affermazione della piena divinità del Figlio di Dio, definito per questo 'della stessa sostanza' del Padre".

  "La fama imperitura di Eusebio" - ha ricordato il Papa - "resta legata in primo luogo ai dieci libri della sua 'Storia Ecclesiastica'. È il primo che ha scritto una Storia della Chiesa, che rimane fondamentale grazie alle fonti poste da Eusebio a nostra disposizione per sempre. Con questa Storia egli riuscì a salvare da sicuro oblio numerosi eventi, personaggi e opere letterarie della Chiesa antica".

  La prospettiva fondamentale della storiografia eusebiana è che "la sua è una storia 'cristocentrica', nella quale si svela progressivamente il mistero dell'amore di Dio per gli uomini" - ha precisato il Santo Padre - "Un'altra caratteristica, che rimarrà costante nell'antica storiografia ecclesiastica: è 'l'intento morale' che presiede al racconto. L'analisi storica non è mai fine a se stessa; non è fatta solo per conoscere il passato; piuttosto, essa punta decisamente alla conversione, e ad una autentica testimonianza di vita cristiana da parte dei fedeli. È una guida per noi stessi".

  "In questo modo Eusebio interpella vivacemente i credenti di ogni tempo riguardo al loro modo di accostarsi alle vicende della storia, e della Chiesa in particolare. Egli interpella anche noi: qual è il nostro atteggiamento nei confronti delle vicende della Chiesa?" - si è domandato Benedetto XVI.

  "È l'atteggiamento di chi se ne interessa per una semplice curiosità, magari andando in cerca del sensazionale e dello scandalistico a ogni costo? Oppure è l'atteggiamento pieno d'amore, e aperto al mistero, di chi sa - per fede - di poter rintracciare nella storia della Chiesa i segni dell'amore di Dio e le grandi opere della salvezza da lui compiute? Se questo è il nostro atteggiamento, non possiamo non sentirci stimolati a una risposta più coerente e generosa, a una testimonianza più cristiana di vita, per lasciare i segni dell'amore di Dio anche alle future generazioni".

  Il Santo Padre ha citato in merito "quell'eminente studioso dei Padri che fu il Cardinale Jean Daniélou" il quale non si stancava di ripetere che: "'C'è un mistero. C'è un contenuto nascosto nella storia... Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze... Ma questa storia che Dio realizza per l'uomo, non la realizza senza di lui'".

  "A tanti secoli di distanza" - ha concluso il Pontefice - "anche oggi Eusebio di Cesarea invita i credenti, invita noi, a stupirci, a contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini. E con altrettanta energia egli ci invita alla conversione della vita. Infatti, di fronte a un Dio che ci ha amati così, non possiamo rimanere inerti. L'istanza propria dell'amore è che la vita intera sia orientata all'imitazione dell'Amato. Facciamo dunque di tutto per lasciare nella nostra vita una traccia trasparente dell'amore di Dio".
AG/EUSEBIO DI CESAREA/...                           VIS 20070613 (460)


martedì 12 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Edward Kurtz, finora Vescovo di Knoxville (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Louisville (superficie: 21.041; popolazione: 1.190.000; cattolici: 210.000; sacerdoti: 205; religiosi: 929; diaconi permanenti: 104), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato a Shenandoah (Stati Uniti d'America) nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Succede all'Arcivescovo Thomas Cajetan Kelly, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Prefettura Apostolica di Donkorkrom (Ghana), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Koforidua.

- Ha nominato il Padre Gabriel Edoe Kumordji, S.V.D., finora Superiore Provinciale dei Verbiti in Ghana e Presidente della Conferenza locale dei Superiori Maggiori Religiosi, primo Prefetto Apostolico di Donkorkrom (superficie: 4.285; abitanti: 136.000; cattolici: 12.000; sacerdoti: 7; religiosi: 6), Ghana.

- Ha nominato il Monsignore Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger, elevandolo in pari alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1953 a Mazara del Vallo (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Inviato Speciale ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo.
NER:RE:ECE:NN/.../...                               VIS 20070612 (200)


POPULORUM PROGRESSIO: STUDIO DI 220 NUOVI PROGETTI


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). I membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Autonoma "Populorum Progressio" al servizio delle popolazioni indigene, afroamericane, meticce contadine povere dell'America Latina, si riuniranno in Vaticano dal 12 al 14 giugno prossimi per l'annuale sessione di studio dei progetti.

  La Fondazione "Populorum Progressio" ha sede presso il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ed è presieduta dal Presidente del medesimo Dicastero, Arcivescovo Paul Josef Cordes, che ne è anche il Rappresentante Legale. Il Consiglio di Amministrazione, che esamina ed approva i progetti, si compone di sette membri: sei Presuli di diversi Paesi dell'America Latina ed un Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

  Dal 1992 ad oggi, la Fondazione ha sostenuto più di 2.000 progetti per un importo complessivo di oltre 20.000.000 di dollari americani. Durante la riunione di quest'anno saranno esaminato oltre 220 progetti, da finanziare con l'importo disponibile di circa 1.800.000 dollari americani destinati alla realizzazione di infrastrutture per le comunità più povere, al loro sostentamento mediante la promozione della produzione e commercializzazione dei beni, all'educazione e formazione integrale dei giovani e delle donne ed alle cure sanitarie.

  "Il lavoro della Fondazione risulta particolarmente efficace" - si legge in un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" - "in quanto, grazie alla collaborazione con le comunità cattoliche e i missionari locali, le sue spese amministrative e gestionali sono particolarmente contenute".

  I partecipanti alla Riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione saranno ricevuti in Udienza privata dal Santo Padre giovedì 14 giugno.
CON-CU/POPULORUM PROGRESSIO/...                       VIS 20070612 (260)


EDUCARE ALLA FEDE, ALLA SEQUELA E ALLA TESTIMONIANZA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2007 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato il Convegno della Diocesi di Roma, in corso dall'11 al 14 giugno, sul tema: "Gesù è il Signore. Educare alla fede, alla sequela, alla testimonianza".

  "È importante soffermarci anzitutto sull'affermazione iniziale, che dà il tono e il senso del nostro Convegno: 'Gesù è il Signore'" - ha detto il Santo Padre - in Gesù "incontriamo infatti il vero volto di Dio, ciò di cui abbiamo realmente bisogno per vivere".

  "Educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza vuol dire aiutare i nostri fratelli, o meglio aiutarci scambievolmente, ad entrare in un rapporto vivo con Cristo e con il Padre".

  Rilevando che "l'esperienza quotidiana ci dice (...) che educare alla fede non è un'impresa facile", il Santo Padre ha affermato che: "Si parla perciò di una grande 'emergenza educativa', della crescente difficoltà che s'incontra nel trasmettere alle nuove generazioni i valori-base dell'esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che coinvolge sia la scuola sia la famiglia e si può dire ogni altro organismo che si prefigga scopi educativi".

  "Possiamo aggiungere che si tratta di un'emergenza inevitabile: in una società e in una cultura che troppo spesso fanno del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità e si finisce per dubitare della bontà della vita e della validità dei rapporti e degli impegni che la costituiscono".

  Benedetto XVI ha proseguito affermando che: "L'educazione tende a ridursi alla trasmissione di determinate abilità, o capacità di fare, mentre si cerca di appagare il desiderio di felicità delle nuove generazioni colmandole di oggetti di consumo e di gratificazioni effimere. Così sia i genitori sia gli insegnanti sono facilmente tentati di abdicare ai propri compiti educativi e di non comprendere nemmeno più quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata".

  "In un simile contesto" - ha proseguito il Pontefice - "l'impegno della Chiesa per educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza del Signore Gesù assume più che mai anche il valore di un contributo per far uscire la società in cui viviamo dalla crisi educativa che la affligge, mettendo un argine alla sfiducia e a quello strano 'odio di sé' che sembra diventato una caratteristica della nostra civiltà".

  "Per l'educazione e formazione cristiana, dunque, è decisiva anzitutto la preghiera e la nostra amicizia personale con Gesù: solo chi conosce e ama Gesù Cristo può introdurre i fratelli in un rapporto vitale con Lui. Non dimentichiamoci mai della parola di Gesù. (...) Voi non avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga'. Perciò le nostre comunità potranno lavorare con frutto ed educare alla fede e alla sequela di Cristo essendo esse stesse autentiche 'scuole' di preghiera".

  "L'educazione inoltre, e specialmente l'educazione cristiana, (...) ha bisogno di quelle vicinanza che è propria dell'amore. Soprattutto oggi, (...), diventa decisivo l'accompagnamento personale, che dà a chi cresce la certezza di essere amato, compreso ed accolto. (...) Così i ragazzi e i giovani possono essere aiutati a liberarsi da pregiudizi diffusi e possono rendersi conto che il modo di vivere cristiano è realizzabile e ragionevole, anzi, di gran lunga il più ragionevole".

  "È del tutto evidente, però, che nell'educazione e nella formazione alla fede una missione propria e fondamentale ed una responsabilità primaria competono alla famiglia. (...) Tra la famiglia cristiana, piccola 'Chiesa domestica', e la più grande famiglia della Chiesa deve svilupparsi la collaborazione più stretta, anzitutto riguardo all'educazione dei figli".

  "Si apre pertanto uno spazio di impegno e di servizio per le nostre parrocchie, oratori, comunità giovanili, e anzitutto per le stesse famiglie cristiane, chiamate a farsi prossimo di altre famiglie per sostenerle ed assisterle nell'educazione dei figli, aiutandole così a ritrovare il senso e lo scopo della vita di coppia".

  Riferendosi agli adolescenti, il Papa ha rilevato che aumenta "in loro il desiderio di autonomia personale, che diventa facilmente, soprattutto nell'adolescenza, presa di distanza critica dalla propria famiglia" ed ha affermato: "Quando avvertono di essere rispettati e presi sul serio nella loro libertà, gli adolescenti e i giovani, pur con la loro incostanza e fragilità, non sono affatto indisponibili a lasciarsi interpellare da proposte esigenti: anzi, si sentono attratti e spesso affascinati da esse".

  "Il nostro Convegno" - ha precisato il Santo Padre - "parla molto giustamente di educazione non solo alla fede e alla sequela, ma anche alla testimonianza di Gesù Signore. La testimonianza attiva da rendere a Cristo non riguarda dunque soltanto i sacerdoti, le religiose, i laici che hanno nelle nostre comunità compiti di formatori, ma gli stessi ragazzi e giovani e tutti coloro che vengono educati alla fede".

  "Fin dall'inizio della formazione dei fanciulli" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "per arrivare, con un cammino progressivo, alla formazione permanente dei cristiani adulti, bisogna quindi che mettano radici nell'animo dei credenti la volontà e la convinzione di essere partecipi della vocazione missionaria della Chiesa, in tutte le situazioni e diffonderla e trasmetterla, e così rafforzarla anche nel nostro cuore. Passa di qui, in larga misura, quella nuova evangelizzazione a cui il nostro amato Papa Giovanni Paolo II ci ha chiamati".

  "Nell'educazione alla fede" - ha sottolineato il Pontefice - "un compito molto importante è affidato alla scuola cattolica", che "adempie alla propria missione basandosi su un progetto educativo che pone al centro il Vangelo e lo tiene come decisivo punto di riferimento per la formazione della persona e per tutta la proposta culturale. In convinta sinergia con le famiglie e con la comunità ecclesiale, la scuola cattolica cerca dunque di promuovere quell'unità tra la fede, la cultura e la vita che è obiettivo fondamentale dell'educazione cristiana".

  "Anche le scuole statali, (...), possono essere sostenute nel loro compito educativo dalla presenza di insegnanti credenti - in primo luogo, ma non esclusivamente, i docenti di religione cattolica - (...) oltre che dalla collaborazione di tante famiglie e della stessa comunità cristiana. La sana laicità della scuola, come delle altre istituzioni dello Stato, non implica infatti una chiusura alla Trascendenza e una falsa neutralità rispetto a quei valori morali che sono alla base di un'autentica formazione della persona".

  "Oggi più che nel passato l'educazione e la formazione della persona sono influenzate da quei messaggi e dal quel clima diffuso che vengono veicolati dai grandi mezzi di comunicazione e che si ispirano ad una mentalità e cultura caratterizzate dal relativismo, dal consumismo e da una falsa e distruttiva esaltazione, o meglio profanazione, del corpo e della sessualità. Perciò, proprio per quel grande 'sì che come credenti in Cristo diciamo all'uomo amato da Dio, non possiamo certo disinteressarci dell'orientamento complessivo della società a cui apparteniamo, delle tendenze che la animano e degli influssi positivi o negativi che essa esercita sulla formazione delle nuove generazioni".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso richiamando l'attenzione sulla vocazione sacerdotale e ricordando che negli ultimi decenni la Diocesi di Roma "è stata allietata dal dono di molte ordinazioni sacerdotali (...); ma" - ha rilevato - "i segnali più recenti sembrano meno favorevoli e stimolano tutta la nostra comunità diocesana a rinnovare al Signore, con umiltà e fiducia, la richiesta di operai per la sua messe".

  "In maniera sempre delicata e rispettosa, ma anche chiara e coraggiosa" - ha detto infine Papa Benedetto XVI - "dobbiamo rivolgere un peculiare invito alla sequela di Gesù a quei giovani e a quelle giovani che appaiono più attratti e affascinati dall'amicizia con Lui".
AC/CONVEGNO FAMIGLIA:EDUCAZIONE/...                 VIS 20070612 (1280)


lunedì 11 giugno 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- I Presidenti dell'Assemblea della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latino Americano (CELAM):
    - Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
    - Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).
    - Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale della Slovacchia,in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ján Sokol, di Bratislava-Trnava con gli Ausiliari Vescovo Ján Orosch ed il Vescovo Stanislav Zvolenský.

    - Il Vescovo Ján Babjak, S.I., di Prešov per i cattolici di rito bizantino.

    - Il Vescovo Rudolf Baláz, di Banská Bystrica, con l'Ausiliare Tomás Gális.

    - Il Vescovo Viliam Judák, di Nitra, con l'Ausiliare Vescovo Marián Chovanec.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070611 (140)


PARTECIPANTI CORSO ASTRONOMIA SPECOLA VATICANA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XI Scuola Estiva della Specola Vaticana promossa dall'Osservatorio Astronomico Vaticano, accompagnati dal Direttore Padre José Funes, S.I.

  "Dalla sua istituzione nel 1891, l'Osservatorio Astronomico Vaticano" - ha detto il Papa nel suo discorso - "ha voluto manifestare il desiderio della Chiesa di abbracciare, incoraggiare e promuovere lo studio scientifico, sulla base del convincimento che la 'fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità'".

  Benedetto XVI ha sottolineato che i Padri e i Fratelli gesuiti dell'Osservatorio sono impegnati nella ricerca astronomica e si adoperano anche "nell'offrire opportunità educative alle nuove generazioni di astronomi. La Scuola Estiva è segno concreto del loro impegno".

  "Il vostro programma questo mese è dedicato allo studio dei pianeti extrasolari" - ha ricordato il Papa - "Oltre alla vostra esigente ricerca, tuttavia, voi avete una prezioso opportunità di apprendere insieme agli studenti provenienti da 22 nazioni. La grande varietà delle vostre tradizioni culturali può essere fonte di grande arricchimento per voi tutti. Vi incoraggio a profittare al massimo di questa esperienza, e vi auguro che la vostra piccola comunità internazionale divenga un segno promettente di una maggiore collaborazione scientifica a beneficio dell'intera famiglia umana".
AC/.../OSSERVATORIO ASTRONOMICO VATICANO               VIS 20070611 (230)


APPELLO LIBERAZIONE PERSONE TENUTE SOTTO SEQUESTRO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2007 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di persone riunite in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la libertà di tutte le persone tenute sotto sequestro nel mondo, tra le quali sacerdoti cattolici, ed ha fatto riferimento al "doloroso" caso della Colombia.

  "Mi giungono purtroppo di frequente" - ha detto il Papa - "richieste di interessamento nei confronti di persone, tra le quali anche sacerdoti cattolici, tenute sotto sequestro per diversi motivi e in varie parti del mondo".

  "Porto tutti nel cuore e tutti tengo presenti nella mia preghiera, pensando, tra gli altri casi, a quello doloroso della Colombia. Rivolgo il mio accorato appello" - ha proseguito il Santo Padre - "agli autori di tali atti esecrabili, affinché prendano coscienza del male compiuto e restituiscano al più presto all'affetto dei loro cari quanti tengono prigionieri".

  "Affido le vittime" - ha concluso il Pontefice - "alla materna protezione di Maria Santissima, Madre di tutti gli uomini".
ANG/LIBERAZIONE PERSONE SOTTO SEQUESTRO/...        VIS 20070611 (180)


RATIFICA PROTOCOLLO INSEGNAMENTO TEOLOGIA IN BAVIERA


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Venerdì 8 giugno, nella sede della Nunziatura Apostolica a Berlino, il Nunzio Apostolico in Germania, l'Arcivescovo Erwin Josef Ender, e il Ministro-Presidente dello Stato Libero di Baviera, Dottor Edmund Stoiber, hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica del Protocollo Addizionale del Concordato con la Baviera del 29 marzo 1924 (modificato da ultimo con l'Accordo dell'8 giugno 1988) e firmato il 19 gennaio 2007, fra la Santa Sede e lo Stato Libero di Baviera.

Gli Strumenti di ratifica regolano "alcune questioni riguardanti l'insegnamento della teologia sia nella Facoltà di Teologia Cattolica delle Università statali sia in altri Centri di istruzione nella Baviera".

Presenti alla cerimonia erano, per parte ecclesiastica, il Cardinale Friedrich Wetter, Amministratore Apostolico di Monaco e Frisinga e per parte statale, il Signor Siegfried Schneider, Ministro dell'Insegnamento e del Culto.

Il Protocollo Addizionale è entrato in vigore il giorno successivo allo scambio degli Strumenti di ratifica.
.../TEOLOGIA/BAVIERA VIS 20070611 (170)


ELOGIO DEL PAPA DIOCESI NORDAFRICANE PER AIUTO AI MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Rappresentanti della Conferenza Episcopale Regionale del Nord dell'Africa (C.E.R.N.A.), che raggruppa i Presuli di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, al termine della Visita"ad Limina Apostolorum".

  "Nel corso dei primi secoli, le comunità cristiane della vostra regione" - ha detto il Papa ai Presuli - "hanno contribuito a creare ponti fra le rive del Mediterraneo. Ancora oggi, San Cipriano, Sant'Agostino e tanti altri testimoni della fede rimangono punti di riferimento spirituale, intellettuale e culturale incontestabili".

  "Attualmente" - ha proseguito il Pontefice - "i membri delle vostre comunità sono molto diversi, sia per la loro origine che in ragione della durata e dei motivi della loro presenza nel Maghreb. Essi danno anche un'immagine dell'universalità della Chiesa, il cui messaggio evangelico è rivolto a tutte le nazioni".

  "Vorrei salutare in particolar modo i giovani cristiani dell'Africa subsahariana che studiano nei vostri Paesi" - ha detto ancora il Papa auspicando che: "la solidarietà che essi si dimostrano fra loro, con il fraterno sostegno dei loro accompagnatori, li aiuti a testimoniare generosamente la loro fede di discepoli del Cristo fra i propri fratelli".

  Benedetto XVI ha esortato i Vescovi a rimanere "sempre vicini" ai fedeli e a dar loro "il necessario aiuto spirituale" per "prendere coscienza del significato ecclesiale della loro presenza nella società, assumendo le responsabilità che competono loro nella comunità".

  "Rafforzando la fede con la celebrazione dei Sacramenti e con una solida formazione cristiana, cercando di lanciare uno sguardo evangelico sulle realtà sociali, culturali e religiose del Paese, voi darete loro i mezzi per vivere con coraggio le situazioni spesso difficili che incontrano nell'esistenza quotidiana e nel lavoro".

  Successivamente il Papa ha parlato dell'importante ruolo del dialogo interreligioso nella pastorale delle diocesi nordafricane ed ha espresso la sua gioia per "le iniziative di dialogo e dei luoghi di incontro, come i Centri di studio e le biblioteche", tramite i quali i Vescovi sono "risolutamente impegnati nello sviluppo e nell'approfondimento dei rapporti di stima e di rispetto fra cristiani e musulmani, per promuovere la riconciliazione, la giustizia e la pace".

  "D'altra parte" - ha soggiunto il Pontefice - "nella condivisione della vita quotidiana, cristiani e musulmani possono trovare la base essenziale di una migliore conoscenza reciproca. Con la partecipazione fraterna alle gioie e ai dolori degli uni e degli altri, (...), e con le collaborazioni multiple nel campo della sanità, dell'educazione, della cultura e nel servizio ai più umili, voi manifestate una autentica solidarietà, che rafforza i vincoli di fiducia e di amicizia fra le persone, le famiglie e le comunità!".

  "Fra i gravi problemi che la vostra regione deve affrontare, l'emigrazione proveniente dall'Africa subsahariana - persone che tentano di attraversare il Mediterraneo per entrare in Europa alla ricerca di una vita migliore - deve anche suscitare collaborazione al servizio della giustizia e della pace. La situazione di queste persone, particolarmente preoccupante e talvolta drammatica, non può non interpellare le coscienze".

  Benedetto XVI ha elogiato "l'aiuto generoso" delle chiese diocesane ai migranti ed ha affermato che esso "è un contributo al riconoscimento della loro dignità e una testimonianza resa al Signore. Auspico vivamente che i paesi interessati da tali migrazioni cerchino mezzi efficaci per permettere a tutti di avere la speranza di costruire un futuro per sé e per le loro famiglie, e che la dignità di ciascuno sia sempre rispettata".

  Infine il Papa ha fatto riferimento ai religiosi ed alle religiose dell'Africa del Nord sottolineando che "la loro vita di preghiera e di contemplazione è una grazia per tutta la Chiesa nella vostra regione. La loro fedeltà discreta alla popolazione che li accoglie, come ha mostrato l'esempio sconvolgente della comunità di Tibhirine, è segno eloquente dell'amore di Dio, che essi vogliono manifestare a tutti".

  "La collaborazione sempre più ampia delle vostre Diocesi con le Chiese del Medio Oriente e dell'Africa" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "rende onore alla vostra regione, punto di incontro fra l'Africa, l'Europa ed il mondo arabo".
AL/.../CERNA                                   VIS 20070611 (680)



ADORAZIONE EUCARISTICA: RECUPERARE CAPACITÀ SILENZIO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro

  Ricordando l'odierna solennità del Corpus Domini, che in Vaticano e in altre Nazioni è stata già celebrata giovedì scorso, il Santo Padre ha detto che tale Solennità "ci invita a contemplare il sommo Mistero della nostra fede: la Santissima Eucaristia, reale presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell'altare".

  "Ogni volta che il sacerdote rinnova il Sacrificio eucaristico" - ha spiegato il Papa -  "nella preghiera di consacrazione ripete: 'Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue'. Lo dice prestando la voce, le mani e il cuore a Cristo, che ha voluto restare con noi ed essere il cuore pulsante della Chiesa. Ma anche dopo la Celebrazione dei divini misteri il Signore Gesù resta vivo nel tabernacolo; per questo a Lui viene resa lode specialmente con l'adorazione eucaristica, come ho voluto ricordare nella recente Esortazione apostolica post-sinodale 'Sacramentum caritatis' (cfr nn. 66-69). Anzi, esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l'adorazione. La Santa Messa infatti è in se stessa il più grande atto di adorazione della Chiesa (...). L'adorazione al di fuori della santa Messa prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende possibile un'accoglienza vera e profonda di Cristo".

  "Quest'oggi poi" - ha ricordato ancora il Pontefice - "in tutte le comunità cristiane, si svolge la processione eucaristica, singolare forma di adorazione pubblica dell'Eucaristia, arricchita da belle e tradizionali manifestazioni di devozione popolare (...). Mi rallegro poi nel constatare che molti giovani stanno scoprendo la bellezza dell'adorazione, sia personale che comunitaria. Invito i sacerdoti a incoraggiare in questo i gruppi giovanili, ma anche a seguirli affinché le forme dell'adorazione comunitaria siano sempre appropriate e dignitose, con adeguati tempi di silenzio e di ascolto della Parola di Dio".

  "Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva, è più che mai importante recuperare la capacità di silenzio interiore e di raccoglimento: l'adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all''io', bensì in compagnia di quel 'Tu' pieno d'amore che è Gesù Cristo, 'il Dio a noi vicino'".
ANG/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                       VIS 20070611 (390)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinunzia presentata per raggiunti limiti d'età, dal Cardinale Ignace Moussa I Daoud all'incarico di Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Leonardo Sandri, finora Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

- Ha nominato Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, l'Arcivescovo Fernando Filoni, finora Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ordinario per i cattolici di rito orientale residenti in Polonia e sprovvisti di Ordinario proprio, presentata a norma del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali, can. 201, paragrafo 1, dal Cardinale Józef Glemp, Arcivescovo emerito di Varsavia.

- Ha nominato Ordinario per i cattolici di rito orientale residenti in Polonia e sprovvisti di Ordinario proprio, l'Arcivescovo Kazimierz Nycz, di Varsavia.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, presentata dal Vescovo Kamal Hanna Bathish, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Akio Johnson Mutek, Vescovo di Torit (superficie: 76.000; popolazione: 793.000; cattolici: 604.350; sacerdoti: 75; religiosi: 36), Sudan. Il Vescovo Mutek è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.
RE:NA:NER/.../...                                   VIS 20070611 (220)


VISITA BENEDETTO XVI CONGREGAZIONE CHIESE ORIENTALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Visita alla Congregazione per le Chiese Orientali, nel Palazzo del Bramante in Via della Conciliazione, in occasione del XC anniversario della sua istituzione ad opera di Papa Benedetto XV. Proprio oggi il Papa ha accolto la rinuncia del Cardinale Ignace Moussa I Daoud, a Prefetto del Dicastero, ed ha chiamato a succedergli, nel medesimo incarico, l'Arcivescovo Leonardo Sandri.

 Il Papa ha ricordato nel suo discorso che oggi: "È un giorno significativo anche perché (...) il calendario della Chiesa Latina ricorda Sant'Efrem, il grande Dottore della Chiesa sira" ed ha affermato: "Come padre e pastore, sento il dovere di elevare a Dio una fervida preghiera e di rivolgere un accorato appello a tutti i responsabili perché ovunque, dall'Oriente all'Occidente, le Chiese possano professare la fede cristiana in piena libertà. Ai figli e alle figlie della Chiesa sia concesso ovunque di vivere nella tranquillità personale e sociale: siano garantiti dignità, rispetto e futuro ai singoli e ai gruppi, senza pregiudizio alcuno per i loro diritti di credenti e di cittadini".

  "Dalle mie labbra" - ha proseguito Benedetto XVI - "si leva oltremodo accorata l'invocazione di pace per la Terra Santa, l'Iraq, il Libano, tutti territori posti sotto la giurisdizione della Congregazione per le Chiese Orientali, come anche per le altre regioni coinvolte nel vortice di una violenza apparentemente inarrestabile. Possano le Chiese e i discepoli del Signore rimanere là dove li ha posti per nascita la divina Provvidenza; là dove meritano di rimanere per una presenza che risale agli inizi del cristianesimo".

  Con l'odierna visita al Dicastero Vaticano, ha precisato il Papa, "intendo simbolicamente continuare il pellegrinaggio al cuore dell'Oriente che Papa Giovanni Paolo II ha proposto nella Lettera apostolica 'Orientale lumen'. (...) Ho idealmente iniziato tale pellegrinaggio assumendo il nome di un Papa che tanto amò l'Oriente. E, aprendo ufficialmente il Servizio Petrino del Vescovo di Roma, mi sono raccolto presso il sepolcro dell'Apostolo chiamando accanto a me i Patriarchi orientali in comunione con il Successore di Pietro. (...) Infine, il viaggio apostolico in Turchia, indimenticabile per il commovente abbraccio con la comunità cattolica e per il suo significato ecumenico e interreligioso, ha costituito un ulteriore momento di speciale fecondità nel mio pellegrinaggio al cuore dell'Oriente".

  "Oggi, il Papa ringrazia nuovamente gli orientali" - ha proseguito Benedetto XVI - "per la fedeltà pagata col sangue, di cui restano pagine mirabili lungo i secoli fino al martirologio contemporaneo! Li assicura, a sua volta, di volere rimanere al loro fianco. E riafferma la profonda considerazione verso le Chiese Orientali Cattoliche per il loro singolare ruolo di testimoni viventi delle origini. Senza un costante rapporto con la tradizione delle origini, infatti, non c'è futuro per la Chiesa di Cristo".

  Ribadendo "l'irreversibilità della scelta ecumenica e l'inderogabilità dell'incontro a livello interreligioso", Benedetto XVI ha elogiato "la più corretta applicazione della collegialità sinodale, e la verifica puntuale dello sviluppo ecclesiale suscitato dalla ritrovata libertà religiosa. La priorità della formazione sta molto a cuore al Papa, come pure l'aggiornamento della pastorale familiare, giovanile e vocazionale, e la valorizzazione della pastorale della cultura e della carità. Dovrà continuare e anzi crescere quel movimento di carità che, per mandato del Papa, la Congregazione segue affinché in modo ordinato ed equo la Terra Santa e le altre regioni orientali ricevano il necessario sostegno spirituale e materiale per far fronte alla vita ecclesiale ordinaria e a particolari necessità".

  "Uno sforzo intelligente è, infine, richiesto" - ha concluso il Pontefice - "anche per affrontare il serio fenomeno delle migrazioni, che talora priva le comunità tanto provate delle migliori risorse. Occorre garantire ai migranti adeguata accoglienza nel nuovo contesto e l'indispensabile legame con la propria tradizione religiosa".
BXVI-VISITA/CHIESE ORIENTALI/...                       VIS 20070611 (640)


ELOGIO DEL PAPA DIOCESI NORDAFRICANE PER AIUTO AI MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Rappresentanti della Conferenza Episcopale Regionale del Nord dell'Africa (C.E.R.N.A.), che raggruppa i Presuli di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, al termine della Visita"ad Limina Apostolorum".

  "Nel corso dei primi secoli, le comunità cristiane della vostra regione" - ha detto il Papa ai Presuli - "hanno contribuito a creare ponti fra le rive del Mediterraneo. Ancora oggi, San Cipriano, Sant'Agostino e tanti altri testimoni della fede rimangono punti di riferimento spirituale, intellettuale e culturale incontestabili".

  "Attualmente" - ha proseguito il Pontefice - "i membri delle vostre comunità sono molto diversi, sia per la loro origine che in ragione della durata e dei motivi della loro presenza nel Maghreb. Essi danno anche un'immagine dell'universalità della Chiesa, il cui messaggio evangelico è rivolto a tutte le nazioni".

  "Vorrei salutare in particolar modo i giovani cristiani dell'Africa subsahariana che studiano nei vostri Paesi" - ha detto ancora il Papa auspicando che: "la solidarietà che essi si dimostrano fra loro, con il fraterno sostegno dei loro accompagnatori, li aiuti a testimoniare generosamente la loro fede di discepoli del Cristo fra i propri fratelli".

  Benedetto XVI ha esortato i Vescovi a rimanere "sempre vicini" ai fedeli e a dar loro "il necessario aiuto spirituale" per "prendere coscienza del significato ecclesiale della loro presenza nella società, assumendo le responsabilità che competono loro nella comunità".

  "Rafforzando la fede con la celebrazione dei Sacramenti e con una solida formazione cristiana, cercando di lanciare uno sguardo evangelico sulle realtà sociali, culturali e religiose del Paese, voi darete loro i mezzi per vivere con coraggio le situazioni spesso difficili che incontrano nell'esistenza quotidiana e nel lavoro".

  Successivamente il Papa ha parlato dell'importante ruolo del dialogo interreligioso nella pastorale delle diocesi nordafricane ed ha espresso la sua gioia per "le iniziative di dialogo e dei luoghi di incontro, come i Centri di studio e le biblioteche", tramite i quali i Vescovi sono "risolutamente impegnati nello sviluppo e nell'approfondimento dei rapporti di stima e di rispetto fra cristiani e musulmani, per promuovere la riconciliazione, la giustizia e la pace".

  "D'altra parte" - ha soggiunto il Pontefice - "nella condivisione della vita quotidiana, cristiani e musulmani possono trovare la base essenziale di una migliore conoscenza reciproca. Con la partecipazione fraterna alle gioie e ai dolori degli uni e degli altri, (...), e con le collaborazioni multiple nel campo della sanità, dell'educazione, della cultura e nel servizio ai più umili, voi manifestate una autentica solidarietà, che rafforza i vincoli di fiducia e di amicizia fra le persone, le famiglie e le comunità!".

  "Fra i gravi problemi che la vostra regione deve affrontare, l'emigrazione proveniente dall'Africa subsahariana - persone che tentano di attraversare il Mediterraneo per entrare in Europa alla ricerca di una vita migliore - deve anche suscitare collaborazione al servizio della giustizia e della pace. La situazione di queste persone, particolarmente preoccupante e talvolta drammatica, non può non interpellare le coscienze".

  Benedetto XVI ha elogiato "l'aiuto generoso" delle chiese diocesane ai migranti ed ha affermato che esso "è un contributo al riconoscimento della loro dignità e una testimonianza resa al Signore. Auspico vivamente che i paesi interessati da tali migrazioni cerchino mezzi efficaci per permettere a tutti di avere la speranza di costruire un futuro per sé e per le loro famiglie, e che la dignità di ciascuno sia sempre rispettata".

  Infine il Papa ha fatto riferimento ai religiosi ed alle religiose dell'Africa del Nord sottolineando che "la loro vita di preghiera e di contemplazione è una grazia per tutta la Chiesa nella vostra regione. La loro fedeltà discreta alla popolazione che li accoglie, come ha mostrato l'esempio sconvolgente della comunità di Tibhirine, è segno eloquente dell'amore di Dio, che essi vogliono manifestare a tutti".

  "La collaborazione sempre più ampia delle vostre Diocesi con le Chiese del Medio Oriente e dell'Africa" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "rende onore alla vostra regione, punto di incontro fra l'Africa, l'Europa ed il mondo arabo".
AL/.../CERNA                                   VIS 20070611 (680)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA PRESIDENTE BUSH


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il seguente Comunicato:

  "Stamani, sabato 9 giugno 2007, il Presidente degli Stati Uniti d'America, Sua Eccellenza il Signor George W. Bush, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna i principali temi di politica internazionale, soffermandosi in particolare, per quanto riguarda il Medio Oriente, sulla questione israelo-palestinese, sul Libano, sulla preoccupante situazione in Iraq e sulle critiche condizioni in cui si trovano le comunità cristiane. Da parte della Santa Sede si è auspicata, ancora una volta, una soluzione 'regionale' e 'negoziata' dei conflitti e delle crisi che travagliano la regione. Nelle conversazioni si è dedicata attenzione all'Africa e al suo sviluppo, con riferimento anche al Darfur, non mancando inoltre uno scambio di opinioni sull'America Latina".

  "Vi è stato infine un esame delle questione morali e religiose odierne, tra cui quelle relative ai diritti umani e alla libertà religiosa, la difesa e la promozione della vita, il matrimonio e la famiglia, l'educazione delle nuove generazioni, lo sviluppo sostenibile".
OP/UDIENZA/BUSH                               VIS 20070611 (220)


venerdì 8 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Denis Komivi Amuzu-Dzakpah, Arcivescovo di Lomé (superficie: 3.682; popolazione: 1.535.000; cattolici: 436.263; sacerdoti: 175; religiosi: 494), Togo. L'Arcivescovo eletto è nato a Kpogame Tahasi (Togo), nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. È stato finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e Segretario della Conferenza Episcopale del Togo. Succede al Vescovo Philippe Fanoko Kossi Kpodzro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Lourdes Daniel, Vescovo di Amravati (superficie: 46.447; popolazione: 10.182.215; cattolici: 6.224; sacerdoti: 34; religiosi: 207), India. Il Vescovo eletto è nato a Dehu Road (India), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.È stato finora Vicario Generale della diocesi di Poona (India).
NER/.../AMUZU-DZAKPAH:KPODZRO:DANIEL                     VIS 20070608 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Dottor Mohamed El Baradei, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (A.I.E.A.), con la Consorte, e Seguito.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Regionale del Nord dell'Africa (C.E.R.N.A.), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Maroun Elias Lahham, di Tunis (Tunisia).

    - Il Vescovo Claude Rault, M. Afr., Vescovo di Laghouat (Algeria).
 
    - Il Vescovo Gabriel Piroird, dell'Ist. Del Prado, di Constantine (Algeria).
 
    - Il Vescovo Giovanni Innocenzo Martinelli,  O.F.M., Vicario Apostolico di Tripoli (Libia).

    - Il Vescovo Alphonse Georger, Vescovo di Oran (Algeria).
  Nel tardo pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Regionale del Nord de l'Africa (C.E.R.N.A.), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Sylvester Carmel Magro, O.F.M., Vicario Apostolico di Benghazi (Libia).

    - Padre Acacio Valbuena Rodríguez, O.M.I., Prefetto Apostolico del Sahara Occidentale.

    - Padre José Seijas Torres, Amministratore Apostolico di Tanger (Marocco).
AP:AL/.../...                                       VIS 20070608 (180)


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