Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 26 marzo 2007

PERDONO E AMORE DIVINO CI DANNO FORZA RESISTERE AL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina, V Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Felicita e Figli martiri nel quartiere Fidene, settore Nord della Diocesi di Roma, dove ha presieduto la celebrazione della Santa Messa.

  Nell'omelia, il Santo Padre ha ricordato che l'odierna pagina evangelica, che narra l'episodio della donna adultera, "ci aiuta a capire che solo l'amore di Dio può cambiare dal di dentro l'esistenza dell'uomo e conseguentemente di ogni società, perché solo il suo amore infinito lo libera dal peccato, che è la radice di ogni male".

   "Se è vero che Dio è giustizia, non bisogna dimenticare" - ha sottolineato il Pontefice - "che Egli è soprattutto amore: se odia il peccato, è perché ama infinitamente ogni persona umana. Ama ognuno di noi e la sua fedeltà è così profonda da non lasciarsi scoraggiare nemmeno dal nostro rifiuto. In particolare oggi Gesù ci provoca alla conversione interiore: ci spiega perché Egli perdona e ci insegna a fare del perdono ricevuto e donato ai fratelli il 'pane quotidiano' della nostra esistenza".

  Nella scena del brano evangelico descritta da Giovanni, ha precisato il Papa, "si trovano a confronto la miseria dell'uomo e la misericordia divina, una donna accusata di un grande peccato e Colui, che pur essendo senza peccato, si è addossato i peccati del mondo intero. Egli, che era rimasto chinato a scrivere nella polvere, ora alza gli occhi ed incontra quelli della donna. Non chiede spiegazioni, non esige scuse. Non è ironico quando le domanda: 'Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?' (8,10). Ed è sconvolgente nella sua replica: 'Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più' (8,11)".

  L'obiettivo del Signore, ha proseguito il Pontefice, commentando il brano evangelico, "è salvare un'anima e rivelare che la salvezza si trova solo nell'amore di Dio. Per questo è venuto sulla terra, per questo morirà in croce ed il Padre lo risusciterà il terzo giorno. È venuto Gesù per dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l'inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore".

  "Non c'è perdono senza pentimento; qui si pone in evidenza che solo il perdono divino e il suo amore ricevuto con cuore aperto e sincero ci danno la forza di resistere al male e di 'non peccare più'. L'atteggiamento di Gesù diviene in tal modo un modello da seguire per ogni comunità, chiamata a fare dell'amore e del perdono il cuore pulsante della sua vita".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia invocando il Signore affinché, per intercessione dei figli e della coraggiosa madre Felicita, conceda "di incontrare sempre più in profondità Cristo e di seguirlo con docile fedeltà (...). L'esempio e l'intercessione di questi santi siano per voi un costante incoraggiamento a seguire il sentiero del Vangelo senza esitazioni e senza compromessi".
HML/.../SANTA FELIECITA                           VIS 20070326 (500)


CL: ANDATE NEL MONDO A PORTARE VERITÀ, BELLEZZA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto, questa mattina, in Piazza San Pietro, 80.000 partecipanti, provenienti da oltre 50 paesi, al pellegrinaggio promosso dalla Fraternità di Comunione e Liberazione in occasione del XXV anniversario del riconoscimento pontificio di detto Movimento.

  Il Santo Padre, ricordando di aver presieduto, nel febbraio di due anni fa, in nome di Giovanni Paolo II, le Esequie di Monsignor Luigi Giussani, Fondatore della Fraternità di Comunione e Liberazione, nel Duomo di Milano ha detto: "Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa, attraverso di lui, un Movimento, il vostro, che testimoniasse la bellezza di essere cristiani in un'epoca in cui andava diffondendosi l'opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere. Don Giussani s'impegnò allora a ridestare nei giovani l'amore verso Cristo 'Via, Verità e Vita', ripetendo che solo Lui è la strada verso la realizzazione dei desideri del cuore dell'uomo".

  Benedetto XVI ha anche ricordato che in uno degli incontri di Giovanni Paolo II con la Fraternità di Comunione e Liberazione, il Suo Predecessore "volle ancora una volta ribadire che l'originale intuizione pedagogica di Comunione e Liberazione sta nel riproporre in modo affascinante e in sintonia con la cultura contemporanea, l'avvenimento cristiano, percepito come fonte di nuovi valori e capace di orientare l'intera esistenza".

  "Comunione e Liberazione" - ha proseguito il Pontefice - "è un'esperienza comunitaria della fede, nata nella Chiesa non da una volontà organizzativa della Gerarchia, ma originata da un incontro rinnovato con Cristo e così, possiamo dire, da un impulso derivante ultimamente dallo Spirito Santo. Ancor oggi essa si offre come una possibilità di vivere in modo profondo e attualizzato la fede cristiana, da una parte con una totale fedeltà e comunione con il Successore di Pietro e con i Pastori che assicurano il governo della Chiesa; dall'altra, con una spontaneità e una libertà che permettono nuove e profetiche realizzazioni apostoliche e missionarie".

  Ribadendo che la realtà dei Movimenti ecclesiali "è segno della fecondità dello Spirito del Signore", il Papa ha ricordato: "Durante un recente incontro con il clero e i parroci di Roma, richiamando l'invito che San Paolo rivolge nella Prima Lettera ai Tessalonicesi a non spegnere i carismi, ho detto che se il Signore ci dà nuovi doni dobbiamo esserne grati, anche se talora sono scomodi".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha detto ancora il Papa - "il compianto Giovanni Paolo II, in un'altra circostanza, per voi molto significativa, ebbe ad affidarvi questa consegna: 'Andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace, che si incontrano in Cristo Redentore'. Don Giussani fece di quelle parole il programma di tutto il Movimento e per Comunione e Liberazione fu l'inizio di una stagione missionaria che vi ha portato in ottanta Paesi. Quest'oggi, io vi invito a continuare su questa strada, con una fede profonda, personalizzata e saldamente radicata nel vivo Corpo di Cristo, la Chiesa, che garantisce la contemporaneità di Gesù con noi".
AC/.../COMUNIONE E LIBERAZIONE                       VIS 20070326 (520)


EUROPA NON PUÒ DIMENTICARE IDENTITÀ DEI SUOI POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2007 (VIS). Alle 11:15 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Cardinali, Vescovi, Parlamentari ed i partecipanti al Congresso "I 50 anni dei Trattati di Roma - Valori e prospettive per l'Europa di domani", promosso dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), che coincide con il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957).

  "Dal marzo di cinquant'anni or sono" - ha ricordato il Papa - "questo Continente ha percorso un lungo cammino, che ha condotto alla riconciliazione dei due 'polmoni' - l'Oriente e l'Occidente - legati da una storia comune, ma arbitrariamente separati da una cortina d'ingiustizia. L'integrazione economica ha stimolato quella politica e ha favorito la ricerca, ancora faticosamente in corso, di una struttura istituzionale adeguata per un'Unione Europea che, ormai, conta 27 Paesi ed aspira a diventare nel mondo un attore globale".

  "In questi anni si è avvertita sempre più" - ha detto ancora il Pontefice - "l'esigenza di stabilire un sano equilibrio fra la dimensione economica e quella sociale, attraverso politiche capaci di produrre ricchezza e d'incrementare la competitività, senza tuttavia trascurare le legittime attese dei poveri e degli emarginati. Sotto il profilo demografico, si deve purtroppo constatare che l'Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia".

  "Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire. Inoltre, per quanto riguarda, ad esempio, il rispetto dell'ambiente oppure l'ordinato accesso alle risorse ed agli investimenti energetici, la solidarietà viene incentivata a fatica, non soltanto nell'ambito internazionale ma anche in quello strettamente nazionale. Il processo stesso di unificazione europea si rivela non da tutti condiviso, per l'impressione diffusa che vari 'capitoli' del progetto europeo siano stati 'scritti' senza tener adeguato conto delle attese dei cittadini".

  "Da tutto ciò emerge chiaramente che non si può pensare di edificare un'autentica 'casa comune' europea trascurando l'identità propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta infatti di un'identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un'identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo così un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell'Europa".

  "Se, in occasione del 50° dei Trattati di Roma, i Governi dell'Unione desiderano 'avvicinarsi' ai loro cittadini, come potrebbero escludere un elemento essenziale dell'identità europea qual è il Cristianesimo, in cui una vasta maggioranza di loro continua ad identificarsi? Non è motivo di sorpresa che l'Europa odierna, mentre ambisce di porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali ed assoluti? Questa singolare forma di 'apostasia' da se stessa, prima ancora che da Dio, non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?".

  "Si finisce in questo modo per diffondere la convinzione che la 'ponderazione dei beni' sia l'unica via per il discernimento morale e che il bene comune sia sinonimo di compromesso. In realtà, se il compromesso può costituire un legittimo bilanciamento di interessi particolari diversi, si trasforma in male comune ogniqualvolta comporti accordi lesivi della natura dell'uomo".

  "Una comunità che si costruisce senza rispettare l'autentica dignità dell'essere umano, dimenticando che ogni persona è creata ad immagine di Dio, finisce per non fare il bene di nessuno. Ecco perché appare sempre più indispensabile che l'Europa si guardi da quell'atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l'inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo" - ha proseguito il Pontefice - "presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana. Quando, poi, su un tale pragmatismo si innestano tendenze e correnti laicistiche e relativistiche, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d'intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo con l'accusa di voler tutelare ingiustificati privilegi".

  "Nell'attuale momento storico e di fronte alle molte sfide che lo segnano" - ha ribadito il Pontefice - "l'Unione Europea per essere valida garante dello stato di diritto ed efficace promotrice di valori universali, non può non riconoscere con chiarezza l'esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano. In tale contesto, va salvaguardato il diritto all'obiezione di coscienza, ogniqualvolta i diritti umani fondamentali fossero violati".

  "Cari amici" - ha detto infine Papa Benedetto XVI - "so quanto difficile sia per i cristiani difendere strenuamente questa verità dell'uomo. Non stancatevi però e non scoraggiatevi! Voi sapete di avere il compito di contribuire a edificare con l'aiuto di Dio una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca d'ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e vivificante verità del Vangelo".
AC/EUROPA/COMECE                               VIS 20070326 (810)


venerdì 23 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore José Mendoza Corzo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tuxtla Gutiérrez (superficie: 22.629; popolazione: 1.210.000; cattolici: 934.000; sacerdoti: 145; religiosi: 314), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e Parroco di "Santa Cruz" a Terán, è nato a Cristóbal Obregón (Messico), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.

- Il Reverendo Thaddeus Cho Hwan-Kil, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Daegu (superficie: 9.128; popolazione: 4.466.166; cattolici: 419.299; sacerdoti: 353; religiosi: 1.142), Corea. Il Vescovo eletto, finora Direttore del quotidiano cattolico "Maeil", è nato  nel 1954 a Hwa-Won (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../MENDOZA CORZO:CHO HWAN-KIL                   VIS 20070323 (120)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- La Signora Mary McAleese, Presidente d'Irlanda, con il Consorte e Seguito.

 - L'Arcivescovo Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv., di Sassari, in Visita "Ad Limina Apostolorum".

- Il Signor Hans-Gert Pöttering, Presidente del Parlamento Europeo, e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale italiana (Regione Sardegna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Giacomo Lanzetti, di Alghero-Bosa.

    - Il Vescovo Sergio Pintor, di Ozieri.

    - Il Vescovo Tarcisio Pillolla, Amministratore Apostolico di Iglesias.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienze separate:

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".
AP:AL/.../...                                       VIS 20070323 (160)


PRESIDENTE IRLANDA IN UDIENZA DAL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato relativo all'Udienza del Santo Padre al Presidente dell'Irlanda, Signora Mary McAleese, reso pubblico, a fine mattinata, dalla Sala Stampa della Santa Sede.
 
  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza S.E. la Signora Mary McAleese, Presidente dell'Irlanda, accompagnata dal Consorte e dal Seguito".

  "Successivamente il Presidente è stato ricevuto anche dal Segretario di Stato di Sua Santità, il Cardinale Tarcisio Bertone".

  "Nel corso dei colloqui, svoltisi in un clima di grande cordialità, sono stati toccati i problemi della situazione della Chiesa in Irlanda e si è approfondito in particolare l'avvio positivo del 'Dialogo Strutturato' fra lo Stato e le Chiese - nello spirito del nuovo Trattato Costituzionale Europeo - come via promettente per un contributo positivo delle Chiese alla vita della società".

  "Sono stati anche toccati i temi più generali della costruzione dell'Europa e delle sue radici cristiane, come pure dello sviluppo del processo di pace nell'Irlanda del Nord".

  "Con particolare apprezzamento si è preso atto dell'impegno irlandese nell'aiuto disinteressato allo sviluppo dei Paesi più poveri dell'Africa, tramite il 'White Paper on Aid'".
OP/IRLANDA/MCALEESE                               VIS 20070323 (200)


giovedì 22 marzo 2007

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nell'ultimo periodo:

- Il Vescovo Miguel Ángel Lecumberri Erburu, O.C.D., già Vicario Apostolico di Tumaco (Colombia), il 14 marzo, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Carlos Ambrosio Lewis, S.V.D., Coadiutore emerito di David (Panamá), il 29 novembre 2004, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo José Ivo Lorscheiter, emerito di Santa Maria (Brasile), il 5 marzo, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Abdul-Ahad Sana, emerito di Alquoch dei Caldei (Iraq), il 2 marzo, all'età di 84 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20070322 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Freetown and Bo (Sierra Leone), presentata dl Vescovo Joseph Henri Ganda, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Nunzio Apostolico in Messico, l'Arcivescovo Christophe Pierre, finora Nunzio Apostolico in Uganda.

- Ha nominato il Vescovo Richard William Smith, Arcivescovo Metropolita di Edmonton (superficie: 81.151; popolazione: 1.439.572, cattolici: 353.545; sacerdoti: 175; religiosi: 449; diaconi permanenti: 1), Canada. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Pembroke (Canada), è nato a Halifax (Canada) nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1987 ed ha ricevuto l'Ordinazione Episcopale nel 2002.
RE:NN:NER/.../GANDA:PIERRE:SMITH                       VIS 20070322 (110)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  Otto Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Sardegna), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Giuseppe Mani, di Cagliari, con l'Ausiliare Vescovo Mosè Marcia.

    - Il Vescovo Antioco Piseddu, di Lanusei.

    - Il Vescovo Pietro Meloni, di Nuoro.

    - L'Arcivescovo Ignazio Sanna, di Oristano.

    - Il Vescovo Giovanni Dettori, di Ales-Terralba, con il Vescovo eletto di Iglesias Giovanni Paolo Zedda ed il Vescovo Antonino Orrù, emerito di Ales-Terralba.

- L'Arcivescovo Leo Boccardi, Nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea, con i Familiari.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070322 (100)


VISITA PASTORALE DI PAPA BENEDETTO XVI A VIGEVANO E PAVIA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre compirà, il 21 e 22 aprile prossimo, una Visita Pastorale a Vigevano e Pavia.
OP/VISITA PASTORALE/PAVIA:VIGEVANO             VIS 20070322 (40)



PASTORALE SALUTE: AMBITO SQUISITAMENTE EVANGELICO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, con il Presidente del Dicastero Cardinale Javier Lozano Barragán.

  "La pastorale della salute" - ha detto il Papa nel suo discorso - "è un ambito squisitamente evangelico, che richiama immediatamente l'opera di Gesù, buon Samaritano dell'umanità. Quando passava attraverso i villaggi della Palestina annunciando la buona novella del Regno di Dio, Egli accompagnava sempre la predicazione con i segni che compiva sui malati, guarendo tutti coloro che erano prigionieri di ogni sorta di malattie e di infermità".

  "La salute dell'uomo, di tutto l'uomo" - ha ribadito il Pontefice - "è stato il segno che Cristo ha prescelto per manifestare la prossimità di Dio, il suo amore misericordioso che risana lo spirito, l'anima e il corpo".

  Il Papa ha invitato gli operatori sanitari a ricordare sempre in ogni loro iniziativa Cristo, che i Vangeli presentano quale "'medico' divino", affermando che: "Soccorrere l'essere umano è un dovere sia in risposta a un diritto fondamentale della persona, sia perché la cura degli individui ridonda a beneficio della collettività".

  "La scienza medica progredisce in quanto accetta di rimettere sempre in discussione la diagnosi e il metodo di cura, nel presupposto che i precedenti dati acquisiti e i presunti limiti possano essere superati. Del resto, la stima e la fiducia nei confronti del personale sanitario sono proporzionati alla certezza che tali difensori di ufficio della vita non disprezzeranno mai un'esistenza umana, per quanto menomata, e sapranno sempre incoraggiare tentativi di cura".

  "L'impegno della cura va quindi esteso ad ogni essere umano" - ha sottolineato ancora il Papa - "nell'intento di coprire l'intera sua esistenza. (...) Questa prospettiva etica, basata sulla dignità della persona umana e sui diritti e doveri fondamentali ad essa connessi, viene confermata e potenziata dal comandamento dell'amore, centro del messaggio cristiano".

  "La carità come compito della Chiesa" - ha spiegato il Santo Padre - "trova un'attuazione particolarmente significativa nella cura dei malati. Lo  attesta la storia della Chiesa, con innumerevoli testimonianze di uomini e donne che, (...), hanno operato in questo campo".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando l'importanza dell'Eucaristia "forza per soccorrere efficacemente l'uomo e promuoverlo secondo la dignità che gli è propria" nella pastorale della salute. "L'Eucaristia, distribuita decorosamente e con spirito di preghiera ai malati, è la linfa vitale che li conforta e infonde nel loro animo luce interiore per vivere con fede e con speranza la condizione di infermità e di sofferenza".
AC/PLENARIA SALUTE/LOZANO BARRÁGAN                      VIS 20070322 (440)


PASTORALE SALUTE: AMBITO SQUISITAMENTE EVANGELICO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, con il Presidente del Dicastero Cardinale Javier Lozano Barragán.

  "La pastorale della salute" - ha detto il Papa nel suo discorso - "è un ambito squisitamente evangelico, che richiama immediatamente l'opera di Gesù, buon Samaritano dell'umanità. Quando passava attraverso i villaggi della Palestina annunciando la buona novella del Regno di Dio, Egli accompagnava sempre la predicazione con i segni che compiva sui malati, guarendo tutti coloro che erano prigionieri di ogni sorta di malattie e di infermità".

  "La salute dell'uomo, di tutto l'uomo" - ha ribadito il Pontefice - "è stato il segno che Cristo ha prescelto per manifestare la prossimità di Dio, il suo amore misericordioso che risana lo spirito, l'anima e il corpo".

  Il Papa ha invitato gli operatori sanitari a ricordare sempre in ogni loro iniziativa Cristo, che i Vangeli presentano quale "'medico' divino", affermando che: "Soccorrere l'essere umano è un dovere sia in risposta a un diritto fondamentale della persona, sia perché la cura degli individui ridonda a beneficio della collettività".

  "La scienza medica progredisce in quanto accetta di rimettere sempre in discussione la diagnosi e il metodo di cura, nel presupposto che i precedenti dati acquisiti e i presunti limiti possano essere superati. Del resto, la stima e la fiducia nei confronti del personale sanitario sono proporzionati alla certezza che tali difensori di ufficio della vita non disprezzeranno mai un'esistenza umana, per quanto menomata, e sapranno sempre incoraggiare tentativi di cura".

  "L'impegno della cura va quindi esteso ad ogni essere umano" - ha sottolineato ancora il Papa - "nell'intento di coprire l'intera sua esistenza. (...) Questa prospettiva etica, basata sulla dignità della persona umana e sui diritti e doveri fondamentali ad essa connessi, viene confermata e potenziata dal comandamento dell'amore, centro del messaggio cristiano".

  "La carità come compito della Chiesa" - ha spiegato il Santo Padre - "trova un'attuazione particolarmente significativa nella cura dei malati. Lo  attesta la storia della Chiesa, con innumerevoli testimonianze di uomini e donne che, (...), hanno operato in questo campo".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando l'importanza dell'Eucaristia "forza per soccorrere efficacemente l'uomo e promuoverlo secondo la dignità che gli è propria" nella pastorale della salute. "L'Eucaristia, distribuita decorosamente e con spirito di preghiera ai malati, è la linfa vitale che li conforta e infonde nel loro animo luce interiore per vivere con fede e con speranza la condizione di infermità e di sofferenza".
AC/PLENARIA SALUTE/LOZANO BARRÁGAN                      VIS 20070322 (440)


mercoledì 21 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo Metropolita di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.060.750; cattolici: 5.215.000; sacerdoti: 941; religiosi: 2.825; diaconi permanenti: 30), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1949 a São Francisco (Brasile), è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2002.
NER/.../SCHERER                                     VIS 20070321 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Docenti della Facoltà Teologica di Tübingen (Germania).
AP/.../...                                 VIS 20070321 (40)


APPELLO CATTOLICI ED EBREI RISPETTO RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla recente Riunione della Commissione Bilaterale della Delegazione della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e la Delegazione dei Rapporti con la Chiesa Cattolica del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

  Il Comunicato precisa che il tema della settima Riunione della Commissione, che ha avuto luogo a Gerusalemme dall'11 al 13 marzo, presieduta dal Cardinale Jorge Majía e dal Rabbino Capo Shear Yashuv Cohen, è stato: "Libertà religiosa e di coscienza e suoi limiti".

  "La libertà di scelta" - si legge nel Comunicato - "deriva da Dio e perciò non è assoluta, ma deve riflettere la volontà e la legge divina. Di conseguenza gli esseri umani sono chiamati ad obbedire liberamente alla volontà divina come si manifesta nella Creazione e nella Sua parola rivelata".

  I Rappresentanti ebraici e cattolici affermano che: "La società secolare ha ancora bisogno di fondamenti religiosi per sostenere valori morali duraturi. Fra questi, di vitale importanza è il principio della santità della vita e della dignità umana".

  Nel Comunicato viene ribadito inoltre che: "Mentre in linea di principio lo Stato non deve limitare la libertà di religione individuale e collettiva, né la libertà di coscienza, ha, al contrario, la responsabilità di garantire il benessere e la sicurezza della società. Di conseguenza lo Stato deve intervenire ogniqualvolta che tali diritti siano minacciati dalla promozione, insegnamento ed esercizio della violenza e specificatamente dal terrorismo e dalla manipolazione psicologica in nome della religione".

  "È legittimo per una società con una predominante identità religiosa preservare il proprio carattere, senza però limitare la libertà di minoranze e di individui di professare la propria religione, né di limitare i pieni diritti civili ed lo stato di cittadini, individui e comunità".

  I Rappresentanti religiosi, si legge ancora nel Comunicato, "hanno perciò un obbligo particolare nei riguardi dei responsabili religiosi e delle comunità nell'impedire l'uso improprio della religione e nell'educare al rispetto per la diversità, essenziale per assicurare una società sana, stabile e pacifica. Al riguardo, la famiglia, la scuola, le Autorità civili, la società ed i mezzi di comunicazione hanno la particolare responsabilità di trasmettere questi valori alla future generazioni".

  La Dichiarazione della Commissione bilaterale, conclude il Comunicato, lancia un appello ai responsabili religiosi e politici "ad operare con fermezza per promuovere la pace, la dignità, la sicurezza e la tranquillità in Terra Santa per tutte le sue popolazioni e per il mondo nel suo complesso".
.../COMMISSIONE CATTOLICI EBRAISMO/MEJÍA               VIS 20070321 (430)


APPELLO CATTOLICI ED EBREI RISPETTO RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla recente Riunione della Commissione Bilaterale della Delegazione della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e la Delegazione dei Rapporti con la Chiesa Cattolica del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

  Il Comunicato precisa che il tema della settima Riunione della Commissione, che ha avuto luogo a Gerusalemme dall'11 al 13 marzo, presieduta dal Cardinale Jorge Majía e dal Rabbino Capo Shear Yashuv Cohen, è stato: "Libertà religiosa e di coscienza e suoi limiti".

  "La libertà di scelta" - si legge nel Comunicato - "deriva da Dio e perciò non è assoluta, ma deve riflettere la volontà e la legge divina. Di conseguenza gli esseri umani sono chiamati ad obbedire liberamente alla volontà divina come si manifesta nella Creazione e nella Sua parola rivelata".

  I Rappresentanti ebraici e cattolici affermano che: "La società secolare ha ancora bisogno di fondamenti religiosi per sostenere valori morali duraturi. Fra questi, di vitale importanza è il principio della santità della vita e della dignità umana".

  Nel Comunicato viene ribadito inoltre che: "Mentre in linea di principio lo Stato non deve limitare la libertà di religione individuale e collettiva, né la libertà di coscienza, ha, al contrario, la responsabilità di garantire il benessere e la sicurezza della società. Di conseguenza lo Stato deve intervenire ogniqualvolta che tali diritti siano minacciati dalla promozione, insegnamento ed esercizio della violenza e specificatamente dal terrorismo e dalla manipolazione psicologica in nome della religione".

  "È legittimo per una società con una predominante identità religiosa preservare il proprio carattere, senza però limitare la libertà di minoranze e di individui di professare la propria religione, né di limitare i pieni diritti civili ed lo stato di cittadini, individui e comunità".

  I Rappresentanti religiosi, si legge ancora nel Comunicato, "hanno perciò un obbligo particolare nei riguardi dei responsabili religiosi e delle comunità nell'impedire l'uso improprio della religione e nell'educare al rispetto per la diversità, essenziale per assicurare una società sana, stabile e pacifica. Al riguardo, la famiglia, la scuola, le Autorità civili, la società ed i mezzi di comunicazione hanno la particolare responsabilità di trasmettere questi valori alla future generazioni".

  La Dichiarazione della Commissione bilaterale, conclude il Comunicato, lancia un appello ai responsabili religiosi e politici "ad operare con fermezza per promuovere la pace, la dignità, la sicurezza e la tranquillità in Terra Santa per tutte le sue popolazioni e per il mondo nel suo complesso".
.../COMMISSIONE CATTOLICI EBRAISMO/MEJÍA               VIS 20070321 (430)


TELEGRAMMA ESPLOSIONE MINIERA E ROGO CASA ANZIANI RUSSIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente della Federazione Russa, Signor Vladimir Putin, per le numerose vittime causate dall'esplosione di una miniera e da un tragico rogo in una Casa per anziani.

  "Profondamente rattristato per la grave sciagura accaduta nella miniera di Novokuznetsk e per il violento incendio in un casa per anziani nel villaggio Kamyshevatskaya, con la tragica morte di numerose persone e un elevato numero di feriti, il Santo Padre esprime la sua spirituale vicinanza ai cittadini colpiti da questi luttuosi eventi, come pure all'intera popolazione della Federazione Russa in queste ore di angoscia. Mentre eleva al Signore della vita fervide preghiere di suffragio per l'eterno riposo delle anime dei defunti, invoca consolazione dal cielo per quanti piangono la perdita dei loro cari. Il Sommo Pontefice, mentre formula vivi auspici di pronta guarigione dei feriti coinvolti negli incidenti, porge sentite condoglianze ai parenti delle vittime, invocando su tutti le abbondanti consolazioni del cielo".
TGR/ESPLOSIONE MINIERA:INCENDIO/BERTONE               VIS 20070321 (190)


GIUSTINO: CRISTIANESIMO MANIFESTAZIONE STORICA DEL LOGOS


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 25.000 persone, a San Giustino, filosofo e martire, il più importante tra i Padri apologisti del secondo secolo.

  San Giustino, nato in Samaria intorno all'anno 100, - ha spiegato il Papa - "cercò a lungo la verità, pellegrinando nelle varie scuole della tradizione filosofica greca. Finalmente - come egli stesso racconta nei primi capitoli del suo 'Dialogo con Trifone - un misterioso personaggio, un vegliardo incontrato lungo la spiaggia del mare, lo mise dapprima in crisi, dimostrandogli l'incapacità dell'uomo a soddisfare con le sole sue forze l'aspirazione al divino. Poi gli indicò negli antichi profeti le persone a cui rivolgersi per trovare la strada di Dio e la 'vera filosofia'. Nel congedarlo, l'anziano lo esortò alla preghiera, perché gli venissero aperte le porte della luce".

  Dopo la conversione Giustino fondò una scuola a Roma, dove gratuitamente iniziava gli allievi alla nuova religione. Denunciato per questo motivo, venne decapitato intorno al 165, sotto il regno di Marco Aurelio.

  Nelle sue opere "Giustino intende illustrare anzitutto il progetto divino della creazione e della salvezza che si compie in Gesù Cristo, il Logos, cioè il Verbo di Dio" - ha detto il Santo Padre - "Ogni uomo, in quanto creatura razionale, è partecipe del Logos, ne porta in sé un 'seme', e può cogliere i barlumi della verità".

  "Così lo stesso Logos, che si è rivelato come in figura profetica agli Ebrei nella Legge antica, si è manifestato parzialmente, come in 'semi di verità', anche ai Greci. Ora, conclude Giustino, poiché il cristianesimo è la manifestazione storica e personale del 'Logos' nella sua totalità, ne consegue che 'tutto ciò che di bello è stato espresso da chiunque, appartiene a noi cristiani".

  Giustino, è convinto che la filosofia greca miri a Cristo e al Vangelo, per cui "la filosofia greca non può opporsi alla verità evangelica e i cristiani possono attingervi con fiducia, come a un bene proprio. (...) Nel complesso la figura e l'opera di Giustino segnano la decisa opzione della Chiesa antica per la filosofia, piuttosto che per la religione dei pagani. Come la religione pagana, infatti, i primi cristiani rifiutarono strenuamente ogni compromesso".

  "Di fatto la religione pagana" - ha proseguito il Pontefice - "non batteva le vie del 'Logos', ma si ostinava su quelle del mito, anche se questo era riconosciuto dalla filosofia greca come privo di consistenza nella verità. Perciò il tramonto della religione pagana era inevitabile: esso fluiva come logica conseguenza del distacco della religione - ridotto a un artificioso insieme di cerimonie, convenzioni e consuetudini - dalla verità dell'essere".

  "Giustino, e con lui gli altri apologisti, siglarono la presa di posizione netta della fede cristiana per il Dio dei filosofi contro i falsi dei della religione pagana. Era la scelta per la 'verità' dell'essere contro il mito della 'consuetudine'. (...) In un'età come la nostra, segnata dal relativismo nel dibattito sui valori e sulla religione - come pure nel dialogo interreligioso -, è questa una lezione da non dimenticare".

  Al termine della catechesi il Papa ha ricordato che il 24 marzo prossimo si tiene la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi ed ha detto: "Possa tale ricorrenza favorire un'accresciuta responsabilità nella cura di tale malattia ed una sempre più intensa solidarietà nei confronti di quanti ne soffrono. Su di loro e sulle loro famiglie invoco il conforto del Signore, mentre incoraggio le molteplici iniziative di assistenza che la Chiesa promuove in questo ambito".
AG/GIUSTINO:TUBERCOLOSI/...                           VIS 20070321 (610)


martedì 20 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Josip Mrzljak, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Zagreb (Croazia), Vescovo di Varazdin (superficie: 3.100; popolazione 391.890; cattolici: 372.395; sacerdoti: 153; religiosi: 169), Croazia.
NER/.../MRZLJAK                                             VIS 20070320 (40)


FORUM GIOVANI: "TESTIMONIARE CRISTO MONDO DEL LAVORO"


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per i Laici annuncia la celebrazione del IX Forum internazionale dei giovani (28 marzo - 1° aprile, Rocca di Papa, Roma), sul tema: "Testimoniare Cristo nel mondo del lavoro".

  Al Forum parteciperanno circa 300 giovani, dai 20 ai 35 anni, concretamente impegnati nella Chiesa e nel mondo del lavoro, provenienti da un centinaio di Paesi diversi e da differenti esperienze lavorative. Interverranno anche una trentina di ospiti, relatori, testimoni e partecipanti alle tavole rotonde, anch'essi provenienti da varie realtà di tutto il mondo.

  Le caratteristiche dei giovani che si affacciano alla vita lavorativa nei diversi Paesi sarà il tema della prima giornata "I giovani e il mondo del lavoro oggi", con particolare riferimento alle trasformazioni sociologiche, economiche e istituzionali dovute alla globalizzazione, ma si affronteranno anche le conseguenze a volte drammatiche di tali trasformazioni - la mobilità, la precarietà e la disoccupazione, le frustrazioni e le rivendicazioni dei quartieri poveri ormai in tutto il mondo, senza però trascurare le potenzialità, le capacità creative e innovative e l'emergere di nuove figure professionali.

  La seconda giornata dei lavori sarà dedicata ad un pellegrinaggio sulle tracce degli Apostoli Pietro e Paolo e alla scoperta della città di Roma, che molti delegati vedono per la prima volta.

  "Il significato del lavoro per la vita umana", in particolare alla luce della dottrina sociale della Chiesa, è il tema della terza giornata: a partire dall'Enciclica di Giovanni Paolo II "Laborem exercens" si guarderà al mondo del lavoro nella sua globalità come ad un mondo fatto di uomini e relazioni, dove ciascuno ha il diritto di realizzare sé stesso nell'esercizio del proprio lavoro e dove si impara a strutturare e unificare la propria vita, piuttosto che a considerarla come una macchina che macina profitti, regolata dalla concorrenza e dalla competitività e alimentata da una società basata sui consumi.

  "Annunciare il 'Vangelo del lavoro' oggi" è l'argomento dell'ultima giornata, durante la quale verrà approfondita la spiritualità del lavoro, la situazione della pastorale nel mondo del lavoro, il ruolo dell'associazionismo cattolico, per giungere, seguendo San Benedetto, alla 'Ora et labora', all'unità, cioè, della vita professionale e della vita cristiana della persona".
CON-L/GIOVANI:LAVORO/...                           VIS 20070320 (380)


EUCARISTIA FONTE DELLA GIOIA CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, di ritorno dall'Istituto Penale per Minori "Casal del Marmo" di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
 
  "Oggi la liturgia ci invita a rallegrarci" - ha detto il Papa - "perché si avvicina la Pasqua, il giorno della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Ma dove si trova la sorgente della gioia cristiana se non nell'Eucaristia, che Cristo ci ha lasciato come Cibo spirituale, mentre siamo pellegrini su questa terra? L'Eucaristia alimenta nei credenti di ogni epoca quella letizia profonda, che fa tutt'uno con l'amore e con la pace, e che ha origine dalla comunione con Dio e con i fratelli".

  "Martedì scorso" - ha ricordato il Pontefice - "è stata presentata l'Esortazione Apostolica postsinodale 'Sacramentum caritatis', che ha come tema proprio l'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. (...) Nell'Eucaristia Cristo ha voluto donarci il 'suo' amore, che lo ha spinto ad offrire sulla croce la vita per noi. Nell'ultima Cena, lavando i piedi ai discepoli, Gesù ci ha lasciato il comandamento dell'amore: 'Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri' (Gv 13,34). Ma poiché questo è possibile solo rimanendo uniti a Lui, come tralci alla vite (cfr Gv 15,1-8), ha scelto di rimanere Egli stesso tra noi nell'Eucaristia perché noi potessimo 'rimanere in Lui'".

  "Quando, pertanto, ci nutriamo con fede del suo Corpo e del suo Sangue" - ha continuato il Santo Padre - "il suo amore passa in noi e ci rende capaci a nostra volta di dare la vita per i fratelli (cfr 1 Gv 3,16). Da qui scaturisce la gioia cristiana, la gioia dell'amore".

  "'Donna eucaristica' per eccellenza è Maria" - ha detto infine il Pontefice - "capolavoro della grazia divina: l'amore di Dio l'ha resa immacolata 'al suo cospetto nella carità' (cfr Ef 1,4). Accanto a Lei, a custodia del Redentore, Iddio ha posto San Giuseppe, di cui domani celebreremo la solennità liturgica. Invoco particolarmente questo grande Santo perché credendo, celebrando e vivendo con fede il Mistero eucaristico, il Popolo di Dio sia pervaso dall'amore di Cristo e ne diffonda i frutti di gioia e di pace in tutta l'umanità".
ANG/EUCARISTIA/...                               VIS 20070320 (400)


VISITA DEL PAPA ISTITUTO PENALE PER MINORI CASAL DEL MARMO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2007 (VIS). Alle ore 9.00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nell'Istituto Penale per Minori "Casal del Marmo" di Roma, dove ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica ed ha incontrato i circa cinquanta giovani reclusi.

  Nell'omelia il Santo Padre ha commentato la parabola del Figliol Prodigo del Vangelo di oggi, che narra come il più giovane di due fratelli cerchi una vita libera dalla disciplina del lavoro e dalle "norme dei comandamenti di Dio, dagli ordini del padre" e dopo aver preso tutto il suo patrimonio va in una paese molto lontano, perché "vuole una vita totalmente diversa".

  La sua idea di libertà, ha proseguito il Pontefice, è "fare quanto voglio fare, non conoscere queste norme di un Dio che è lontano, non essere nel carcere di questa disciplina della casa. (...) In un primo momento (...) egli trova bello avere raggiunto finalmente la vita, si sente felice. Ma poi, man mano, sente anche qui la noia, anche qui è sempre lo stesso. E alla fine rimane un vuoto sempre più inquietante".

  In questa situazione, ha spiegato Benedetto XVI, "sempre più vivo si fa il sentimento che questo non è ancora la vita, anzi, andando avanti con tutte queste cose, la vita si allontana sempre di più. (...) Allora comincia a riflettere e si chiede se era quella realmente la strada della vita: una libertà interpretata come fare quanto voglio io, vivere, avere la vita solo per me o se invece non sarebbe forse più vita vivere per gli altri, contribuire alla costruzione del mondo, alla crescita della comunità umana... Comincia così il nuovo cammino, un cammino interiore. Il ragazzo riflette e considera tutti questi nuovi aspetti del problema e comincia a vedere che era molto più libero a casa, essendo proprietario anche lui, contribuendo alla costruzione della casa e della società in comunione con il Creatore, conoscendo lo scopo della sua vita, indovinando il progetto che Dio aveva per lui".

  "In questo cammino interiore, in questa maturazione di un nuovo progetto di vita, vivendo poi anche il cammino esteriore, il figlio più giovane si mette in moto per ritornare,  per ricominciare con la sua vita, perché ha ormai capito che quello preso era il binario sbagliato. (...) E arriva alla casa del padre che gli ha lasciato la sua libertà per dargli la possibilità di capire interiormente che cosa è vivere, che cosa è non vivere. Il padre con tutto il suo amore lo abbraccia, gli offre una festa e la vita può cominciare di nuovo partendo da questa festa".

  "Il figlio capisce che proprio il lavoro, l'umiltà, la disciplina di ogni giorno crea la vera festa e la vera libertà. Così ritorna a casa interiormente maturato e purificato: Ha capito che cosa è vivere. (...) È ormai pienamente consapevole che una vita senza Dio non funziona: manca l'essenziale, manca la luce, manca il perché, manca il grande senso dell'essere uomo".

  "Il giovane capisce che i Comandamenti di Dio non sono ostacoli per la libertà e per una vita bella, ma sono gli indicatori della strada su cui camminare per trovare la vita".

  Il Papa ha sottolineato inoltre che: "Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non intaccano la fedeltà" dell'amore di Dio. "Nel sacramento della confessione possiamo sempre di nuovo ripartire con la vita: Egli ci accoglie, ci restituisce la dignità di figli suoi".

  "Inoltre questa parabola ci aiuta a capire chi è l'uomo: non è una 'monade', un'entità isolata che vive solo per se stessa e deve avere la vita solo per se stessa. Al contrario, noi viviamo con gli altri, siamo creati insieme con gli altri e solo nello stare con gli altri, nel donarci agli altri troviamo la vita".

  "L'uomo è una creatura in cui Dio ha impresso la sua immagine, una creatura che è attratta nell'orizzonte della sua Grazia, ma è anche una creatura fragile, esposta al male; capace però anche di bene".

  "E finalmente l'uomo è una persona libera. (...) La libertà, potremmo dire" - ha concluso il Pontefice - "è un trampolino di lancio per tuffarsi nel mare infinito della bontà divina, ma può diventare anche un piano inclinato sul quale scivolare verso l'abisso del peccato e del male e perdere così anche la libertà e la nostra dignità".

  Al termine della Santa Messa, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nella palestra dell'Istituto Penale per incontrare i Giovani Ospiti - l'85% dei quali non italiani, fra i 17 e i 23 anni di età, con i familiari, gli agenti di polizia penitenziaria e i volontari dell'Istituto.

  Il Papa ha ringraziato i presenti per gli auguri in occasione del suo onomastico ed ha detto:  "Sappiate (...) che il Papa vi vuole bene e vi segue con affetto".

  "Cari ragazzi e ragazze" - ha detto ancora il Papa - "oggi per voi è una giornata di festa, come è stato detto: è venuto a trovarvi il Papa (...). Una giornata di gioia, quindi. (...) Ma come si può essere felici quando si soffre, quando si è privi della libertà, quando ci si sente abbandonati?".

  "Dio ci ama" - ha sottolineato il Santo Padre - "ecco la sorgente della vera gioia. Pur avendo tutto ciò che si desidera, si è talora infelici; si potrebbe invece essere privi di tutto, persino della libertà o della salute, ed essere in pace e nella gioia, se dentro il cuore c'è Dio. Il segreto, dunque, sta qui: occorre che Dio occupi sempre il primo posto nella nostra vita".
BXVI-VISITA/ISTITUTO PENALE MINORI/...                   VIS 20070320 (940)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore.
AP/.../...                                         VIS 20070320 (60)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore.
AP/.../...                                         VIS 20070320 (60)


50° ORDINAZIONE SACERDOTALE CARDINALE SARAIVA MARTINS


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, una Lettera in occasione del 50° anniversario di sacerdozio, celebrato il 16 marzo.

  Nella Lettera, redatta in latina e datata 16 febbraio, il Papa ha parole di elogio per l'opera che il Porporato ha svolto al servizio della Santa Sede, in questi cinquanta anni.
BXVI-LETTERA/ANNIVERSARIO ORDINAZIONE/SARAIVA                 VIS 20070320 (80)


NON VEDENTI: LA CHIESA HA BISOGNO ANCHE LORO CONTRIBUTO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nella Basilica Vaticana i partecipanti al pellegrinaggio promosso dall'OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) e del MAC (Movimento Apostolico Ciechi).

  Sia l'OFTAL, iniziata nel 1913 dal sacerdote Alessandro Rastelli, che il MAC, che ebbe origine nel 1928 ad opera dell'insegnate non vedente Maria Motta, "si presentano" - ha detto il Santo Padre - "come esperienza di condivisione fraterna, basata sul Vangelo e capace di mettere in grado le persone in difficoltà, in questo caso malate e non vedenti, di essere pienamente partecipi della vita della Comunità ecclesiale e costruttrici della civiltà dell'amore".

  Papa Benedetto XVI ha ricordato che Don Alessandro Rastelli, "si recò a Lourdes dopo un incidente che lo costrinse per un mese in ospedale. L'esperienza dell'infermità lo rese particolarmente sensibile al messaggio della Vergine Immacolata, che lo chiamò a ritornare alla Grotta di Massabielle dapprima in compagnia di un solo malato - e ciò è molto significativo! - e quindi alla guida del primo pellegrinaggio diocesano con oltre 300 persone di cui 30 malati".

  "Per Maria Motta, cieca dalla nascita, la limitazione visiva non fu un impedimento alla sua vocazione, anzi, lo Spirito fece di lei un'apostola dei non vedenti, e in seguito rese feconda la sua iniziativa ben oltre le sue stesse aspettative. Da quella 'rete' spirituale che lei aveva formato si sviluppò una vera e propria associazione, formata da gruppi diocesani presenti in ogni parte d'Italia, ed approvata dal Beato  Giovanni XXIII col nome di Movimento Apostolico Ciechi".

 "Voi, amici dell'OFTAL" - ha proseguito il Pontefice - "offrite l'esperienza del pellegrinaggio con i malati, segno forte di fede e di solidarietà tra persone che escono da se stesse e dal chiuso dei propri problemi per partire verso una meta comune, un luogo dello spirito: Lourdes, la Terra Santa, Loreto, Fatima, e altri Santuari".

  "Voi, amici del MAC" - ha aggiunto il Papa - "a vostra volta siete portatori di un'esperienza tipica, che vi è propria: quella del camminare insieme, fianco a fianco, ciechi e vedenti. È una testimonianza di come l'amore cristiano permetta di superare l'handicap e di vivere positivamente la diversità, quale occasione di apertura all'altro, di attenzione ai suoi problemi, ma prima di tutto ai suoi doni, e di vicendevole servizio".

  "La Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "ha bisogno anche del vostro contributo per rispondere fedelmente e pienamente alla volontà del Signore. E altrettanto si può dire della società civile: l'umanità ha bisogno dei vostri doni, che sono profezia del Regno di Dio. Non vi spaventino i limiti e la povertà di risorse: Dio ama compiere le sue opere con mezzi poveri".
AC/.../MOVIMENTO CIECHI                           VIS 20070320 (460)


venerdì 16 marzo 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Puglia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Domenico Caliandro, di Nardò-Gallipoli.

    - L'Arcivescovo Donato Negro, di Otranto.

    - Il Vescovo Vito De Grisantis, di Ugento-Santa Maria di Leuca.

    - Il Vescovo Pietro Maria Fragnelli, di Castellaneta.

    - Il Vescovo Michele Castoro, di Oria.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070316 (100)


PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA ED OBIEZIONE DI COSCIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Dichiarazione finale della XIII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita, che ha organizzato, nei giorni 23 e 24 febbraio scorsi, in Vaticano, un Congresso internazionale, sul tema: "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita".

  L'Assemblea, fra le diverse considerazioni che ha inteso offrire alla riflessine della comunità ecclesiale e civile, ha dichiarato che: "Le esigenze specifiche della coscienza cristiana trovano il loro banco di prova nell'applicazione alle professioni sanitarie, allorquando si trovino di fronte al dovere di proteggere la vita umana e di fronte al rischio di trovarsi in situazioni di cooperazione al male nell'applicazione dei doveri professionali. In questa situazione, acquista maggiore rilievo l'esercizio doveroso, di una 'coraggiosa obiezione di coscienza', da parte di medici, infermieri, farmacisti e personale amministrativo, giudici e parlamentari, ed altre figure professionali direttamente coinvolte nella tutela della vita umana individuale, laddove le norme legislative prevedessero azioni che la mettono in pericolo".

  "Sempre più opportuna" - si legge ancora nel testo - "appare una mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore la tutela della vita umana, una mobilitazione che si deve estendere anche a livello politico: è un'esigenza imprescindibile della giustizia il rispetto del principio di uguaglianza, che esige di onorare e proteggere i diritti di tutti, specialmente nel caso dei soggetti più fragili ed indifesi".
ACAD-V/CONGRESSO INTERNAZIONALE/...                   VIS 20070316 (240)


VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN BRASILE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina un Comunicato che annuncia il prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre in Brasile, in occasione della V Conferenza Generale dei Vescovi dell'America Latina e dei Caraibi, in programma nella città di Aparecida, dal 9 al 14 maggio prossimo. Nel corso del Viaggio Benedetto XVI si recherà in visita anche alle Arcidiocesi di São Paulo ed Aparecida.
OP/VIAGGIO APOSTOLICO/BRASILE                         VIS 20070316 (90)


NELLA CONFESSIONE SI MANIFESTA AMORE INESAURIBILE DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Corso del Foro Interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica.

  Nel suo discorso Papa Benedetto XVI ha presentato alcune riflessioni sull'importanza del sacramento della penitenza e sulla necessità che i sacerdoti si preparino ad amministrarlo con devozione e fedeltà, a lode di Dio e per la santificazione del popolo cristiano.

  "Abbiamo tutti bisogno" - ha affermato il Pontefice - "di attingere alla fonte inesauribile dell'amore divino, che si manifesta a noi totalmente nel mistero della Croce, per trovare l'autentica pace con Dio, con noi stessi e con il prossimo. Solo da questa sorgente spirituale è possibile trarre quell'energia interiore indispensabile per sconfiggere il male e il peccato nella lotta senza pausa, che segna il nostro pellegrinaggio terreno verso la patria celeste".

  "Il mondo contemporaneo" - ha sottolineato il Papa - "continua a presentare le contraddizioni ben rilevate dai Padri del Concilio Vaticano II: vediamo un'umanità che vorrebbe essere autosufficiente, dove non pochi ritengono quasi di poter fare a meno di Dio per vivere bene; eppure, quanti sembrano tristemente condannati ad affrontare drammatiche situazioni di vuoto esistenziale, quanta violenza c'è ancora sulla terra, quanta solitudine pesa sull'animo dell'uomo dell'era della comunicazione! In una parola, oggi pare che si sia perso il 'senso del peccato', ma in compenso sono aumentati i 'complessi di colpa'".

  "Il sacerdote, ministro del sacramento della Riconciliazione" - ha proseguito Benedetto XVI - "senta sempre come suo compito quello di far trasparire, nelle parole e nel modo di accostare il penitente, l'amore misericordioso di Dio. Come il padre della parabola del figlio prodigo, accolga il peccatore pentito, lo aiuti a risollevarsi dal peccato, lo incoraggi a emendarsi non venendo mai a patti con il male, ma riprendendo sempre il cammino verso la perfezione evangelica".

  Sottolineando che il sacerdote impegnato nel ministero del sacramento della Penitenza, deve essere animato da una costante tensione alla santità, Papa Benedetto XVI ha affermato che per portare a compimento "l'importante missione" di confessore, il sacerdote deve essere "interiormente unito sempre al Signore", deve mantenersi "fedele al Magistero della Chiesa per quanto concerne la dottrina morale, cosciente che la legge del bene e del male non è determinata dalle situazioni, ma da Dio".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso con queste parole: "Alle Vergine Maria, Madre di misericordia, chiedo di sostenere il ministero dei sacerdoti confessori e di aiutare ogni comunità cristiana a comprendere sempre più il valore e l'importanza del sacramento della Penitenza per la crescita spirituale di ogni fedele".
AC/SACRAMENTO PENITENZA/...                       VIS 20070316 (440)


PERÙ: VANGELO E DOTTRINA SOCIALE PROMOZIONE VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere il Signor Alfonso Rivero Monsalve, nuovo Ambasciatore della Repubblica del Perù presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha pregato il diplomatico di trasmettere il suo "deferente saluto al Presidente della Repubblica Alan García Pérez", ed "al caro popolo peruviano".

  "Il nostro incontro" - ha detto Benedetto XVI - "ravviva i profondi legami della sua Nazione e della Chiesa. (...)  La fede cattolica, trasmessa dagli evangelizzatori come Santo Toribio de Mogrovejo (...) fu accolta ed arrivò a penetrare a poco a poco il tessuto culturale e sociale di questo popolo benedetto, nel quale fiorirono molto rapidamente i primi santi e sante dell'America Latina", come "Rosa da Lima, Martín de Porres, Francisco Solano, Juan Macias e la Beata Ana de los Ángeles Monteagudo".

  Il Papa ha fatto successivamente riferimento ai "profondi cambiamenti" che il Perù ha affrontato nel contesto delle "trasformazioni sociali, politiche ed economiche" ed ha rilevato che: "essi sono processi che incidono direttamente sugli individui e sui loro valori".

  "È noto che il Perù" - ha detto ancora il Pontefice - "intende far fronte adeguatamente al fenomeno della globalizzazione profittando delle opportunità offerte dalla crescita economica, in modo che la ricchezza prodotta e gli altri beni sociali siano equamente fruibili da tutti. I peruviani (...) chiedono anche che i servizi sanitari siano resi accessibili a tutte le classi sociali: che l'educazione sia patrimonio di tutti (...), che di fronte alla corruzione regni l'integrità consentendo un'azione efficace delle diverse istituzioni politiche per contribuire così a superare le tante situazioni di fame e miseria".

  "È urgente, poi" - ha proseguito il Pontefice - "unità di intenti per rendere possibile una continua azione dei governanti di fronte alle sfide della globalizzazione, che bisogna affrontare con autentica solidarietà. La Chiesa, che riconosce allo Stato la sua competenza nelle questioni sociali, politiche ed economiche, assume quale suo dovere, derivato dalla sua missione evangelizzatrice, la salvaguardia e la diffusione della verità sull'essere umano, sul significato della sua vita e sul suo traguardo ultimo che è Dio. Essa è fonte di ispirazione affinché sia riconosciuta e protetta la dignità della persona e della vita, dal suo concepimento alla sua naturale conclusione, come garantisce la Costituzione Peruviana".

  Benedetto XVI ha sottolineato infine che la "Sede Apostolica continuerà a sostenere l'impegno sociale già dispiegato, a favore delle pari opportunità e affinché ogni peruviano si senta rispettato nei suoi diritti inalienabili", per cui è necessario che "l'Episcopato del Perù continui a promuovere, alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa, la ricerca della verità in ambito familiare, lavorativo e sociopolitico".

  La Chiesa, consapevole della sua missione religiosa, e per questo, sommamente umana, e del suo dovere di proporre la verità ad ogni uomo, che essendo figlio di Dio è dotato di dignità superiore e anteriore ad ogni legge positiva, continuerà ad adoperarsi per raggiungere questi obiettivi" - ha concluso il Pontefice - "La Chiesa 'esperta in umanità' insegna inoltre che solo nel rispetto della legge morale, che difende e protegge la dignità della persona umana, si può costruire la pace favorendo uno stabile progresso sociale".
CD/CREDENZIALI/PERÙ:RIVERO                       VIS 20070316 (540)


giovedì 15 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Csaba Ternyák, Arcivescovo Metropolita di Eger (superficie: 11.500; popolazione: 1.260.000; cattolici: 690.000; sacerdoti: 223; religiosi: 70; diaconi permanenti: 8), Ungheria. Finora Segretario della Congregazione per il Clero, l'Arcivescovo Ternyák succede all'Arcivescovo István Seregély, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Anthony Ward, S.M., Sotto-Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, finora Capo Ufficio nel medesimo Dicastero.

- Ha nominato il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del centenario dell'evangelizzazione del Ghana, che avranno luogo a Navrongo, il 23 aprile 2007.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Ordinariato Militare in Ungheria, presentata dal Vescovo Tamás Szabó, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20070315 (160)


mercoledì 14 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Ludovikus Simanullang, O.F.M.Cap., Vescovo di Sibolga (superficie: 26.413; popolazione: 2.284.170; cattolici: 197.383; sacerdoti: 63; religiosi: 182), Indonesia.  Il Vescovo eletto, finora Provinciale dei Cappuccini a Sibolga, è nato nel 1955 a Sogar (Indonesia), ha pronunciato la Professione Perpetua nel 1981 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER/.../SIMANULLANG                                 VIS 20070314 (70)


NOTIFICAZIONE SULLE OPERE DEL PADRE JON SOBRINO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica, questa mattina, una Notificazione su alcune opere di Padre Jon Sobrino, S.I., nelle quali "sono state riscontrate diverse proposizioni che possono nuocere ai fedeli, a causa della loro erroneità o pericolosità".

  "Padre Sobrino, nelle sue pubblicazioni, manifesta preoccupazione" - si legge in una nota esplicativa - "per la situazione dei poveri e degli oppressi, specialmente in America Latina. Questa preoccupazione appartiene senza dubbio alla Chiesa intera".

  "La stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, nella sua Istruzione 'Libertatis conscientia' sulla libertà cristiana e la liberazione, indicava che la miseria umana 'ha attirato la compassione di Cristo Salvatore, che ha voluto prenderla su di sé, e identificarsi con 'i più piccoli tra i fratelli' (Mt 25, 40. 45)' e che 'l'opzione preferenziale per i poveri, lungi dall'essere un segno di particolarismo o di settarismo, manifesta l'universalità della natura e della missione della Chiesa. Questa opzione non è esclusiva. È la ragione per cui la Chiesa non può esprimersi a sostegno di categorie sociologiche e ideologiche riduttrici, che farebbero di tale preferenza una scelta faziosa e di natura conflittuale'".

  "Già in precedenza, la stessa  Congregazione, nella Istruzione 'Libertatis nuntius' sopra alcuni aspetti della teologia della liberazione, aveva osservato che i richiami circa tale corrente teologica, contenuti nel documento, non potevano essere interpretati come un rimprovero verso coloro che desideravano rimanere fedeli alla 'opzione preferenziale per i poveri', né in alcun modo esser addotti come scusa da coloro che si mostrano indifferenti ai gravissimi problemi della miseria e dell'ingiustizia".

  "Tali affermazioni illustrano con chiarezza quale sia la posizione della Chiesa riguardo a questa complessa problematica: 'Le inique disuguaglianze e le oppressioni di ogni sorta, che colpiscono oggi milioni di uomini e di donne, sono in aperta contraddizione col Vangelo di Cristo e non possono lasciar tranquilla la coscienza di nessun cristiano'".

  "Nella sua docilità allo Spirito, la Chiesa avanza con fedeltà lungo le strade dell'autentica liberazione. I suoi membri hanno coscienza delle proprie manchevolezze e dei ritardi in questa ricerca. Ma una moltitudine di cristiani, fin dal tempo degli Apostoli, ha impegnato le proprie forze e la propria vita per la liberazione da ogni forma di oppressione e per la promozione della dignità umana. L'esperienza dei Santi e l'esempio di tante opere al servizio del prossimo costituiscono uno stimolo e una luce per quelle iniziative liberatrici, che al giorno d'oggi si impongono".

  Nella Notificazione si legge: "A seguito di un primo esame dei volumi, 'Jesucristo liberador. Lectura histórico-teológica de Jesús de Nazaret' (Jesucristo) e 'La fe en Jesucristo. Ensayo desde las víctimas' (La fe), del Reverendo Padre Jon Sobrino S.I., la Congregazione per la Dottrina della Fede, a causa delle imprecisioni e degli errori ivi riscontrati, nell'ottobre del 2001 decise di iniziare su di essi uno studio ulteriore ed approfondito. Considerata l'ampia diffusione di questi scritti, soprattutto in America Latina, e la loro utilizzazione all'interno di seminari e di vari istituti di studio, venne deciso di intraprendere l'Esame con procedura urgente, disciplinato dagli articoli 23-27 del Regolamento per l'esame delle dottrine della medesima Congregazione".

  "In seguito a detto esame, nel luglio del 2004 fu inviato all'Autore, per mezzo del Reverendo Padre Peter Hans Kolvenbach S.I., Preposito Generale della Compagnia di Gesù, un Elenco di proposizioni erronee e pericolose rilevate nei libri di cui sopra".

  "Nel marzo del 2005, il Padre Jon Sobrino trasmise una 'Respuesta al texto de la  Congregación para la Doctrina de la Fe'. Tale 'Respuesta' fu esaminata nel corso della Sessione Ordinaria del 23 novembre 2005. Venne constatato che, sebbene l'Autore avesse parzialmente modificato il suo pensiero su alcuni punti, la 'Respuesta' non risultava soddisfacente, dal momento che nella sostanza permanevano gli errori che avevano motivato l'invio dell'Elenco di proposizioni sopra menzionato".

  "Nonostante l'apprezzabile preoccupazione che l'Autore manifesta nei suoi scritti per la condizione dei poveri, la Congregazione per la Dottrina della Fede si vede perciò costretta a dichiarare che le suddette opere di Padre Sobrino presentano, in alcuni passi, notevoli divergenze con la Fede della Chiesa".

  "Si è quindi deciso di pubblicare la presente Notificazione, allo scopo di offrire ai fedeli un criterio di giudizio sicuro, basato sull'autentica dottrina ecclesiale, circa alcune affermazioni contenute negli scritti dell'Autore".

  "Si fa rilevare che, in alcuni casi, le proposizioni erronee sono collocate in contesti in cui si trovano altre espressioni che sembrano contraddirle, ciò non è però sufficiente a giustificarle. La Congregazione non pretende giudicare le intenzioni soggettive dell'Autore; ciononostante ritiene suo dovere richiamare l'attenzione su alcune proposizioni contenute nei suoi scritti che non risultano conformi con la dottrina della Chiesa. Dette proposizioni riguardano: 1) i presupposti metodologici enunciati dall'Autore, su cui è fondata la sua riflessione teologica; 2) la divinità di Gesù Cristo; 3) l'Incarnazione del Figlio di Dio; 4) la relazione fra Gesù Cristo e il Regno di Dio; 5) l'autocoscienza di Gesù Cristo; 6) il valore salvifico della sua morte".

  Il Santo Padre Benedetto XVI, nel corso dell'Udienza concessa al Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 13 ottobre 2006, "ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione".
CDF/NOTIFICAZIONE/PADRE SOBRINO                   VIS 20070314 (870)


BASILICA DI SAN PIETRO: CUORE PULSANTE CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato presso la sede della Fabbrica di San Pietro, Istituzione Pontificia incaricata della conservazione della Basilica Vaticana.

  Il Papa ha rivolto parole di saluto all'Arcivescovo Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro ed al Vescovo Vittorio Lanzani, Delegato della Fabbrica. Successivamente, rivolgendosi al personale, ha detto: "Voi lavorate in un luogo, la veneranda Basilica dell'Apostolo, che è il cuore della Chiesa cattolica: un cuore pulsante, grazie allo Spirito Santo che lo tiene sempre vivo, ma anche grazie all'attività di quanti quotidianamente lo fanno funzionare".

  "Sono passati da poco i 500 anni dalla posa della prima pietra della seconda Basilica Vaticana" - ha detto ancora il Santo Padre - (...) eppure, essa è sempre viva; non è un museo, è un organismo spirituale, e anche le pietre risentono di questa sua vitalità!".

  Benedetto XVI ha ringraziato il personale della Fabbrica per il lavoro svolto "con impegno e competenza, perchè questo 'cuore' della Chiesa, (...) possa continuare a 'pulsare' con perenne vitalità: attirando a sé uomini e donne dal mondo intero e aiutandoli a compiere un'esperienza spirituale che segni la loro esistenza".

  "In effetti" - ha concluso il Pontefice - "grazie al vostro contributo, quasi sempre nascosto ma sempre opportuno, tante persone possono vivere con frutto il loro pellegrinaggio, o semplicemente la loro visita alla Basilica Vaticana, e recare con sé nel cuore un messaggio di fede e di speranza".
BXVI-VISITA/FABBRICA SAN PIETRO/COMASTRI               VIS 20070314 (270)


IGNAZIO DI ANTIOCHIA: UNITÀ CRISTIANI RIFLESSO UNITÀ DIO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, proseguendo il nuovo ciclo di catechesi sui Padri Apostolici, il Santo Padre Benedetto XVI si è soffermato sulla figura di Sant'Ignazio di Antiochia. L'Udienza, alla quale hanno partecipato circa 25.000 persone, si è tenuta in Piazza San Pietro.

  Sant'Ignazio, fu terzo Vescovo di Antiochia, dal 70 al 107 della nostra era, e lì "per la prima volta" - ha ricordato il Papa - "i discepoli furono chiamati cristiani". Condannato ad essere gettato in pasto alle belve, a causa della testimonianza da lui resa a Cristo, Sant'Ignazio fu mandato a Roma per subire il supplizio e, compiendo il suo viaggio, nelle singole città dove sostava, riaffermò la fede delle comunità cristiane che ivi abitavano.

  "Nessun Padre della Chiesa ha espresso con l'intensità di Ignazio l'anelito all'unione con Cristo e alla vita in Lui" - ha affermato il Santo Padre spiegando che in Sant'Ignazio confluirono "due 'correnti' spirituali: quella di Paolo, tutta tesa all'unione con Cristo, e quella di Giovanni, concentrata sulla 'vita' in Lui. A loro volta, queste due correnti si uniscono nella 'imitazione' di Cristo".

  "L'irresistibile tensione di Ignazio verso l'unione con Cristo fonda una vera e propria 'mistica dell'unità'" - ha proseguito Benedetto XVI - "Per Ignazio l'unità è anzitutto una prerogativa di Dio, esistendo in tre Persone è Uno in assoluta unità. (...) L'unità da realizzare su questa terra da parte dei cristiani non è altro che un'imitazione, il più possibile conforme all'archetipo divino".

  "Complessivamente si può cogliere nelle 'Lettere' di Ignazio una sorta di dialettica costante e feconda tra due aspetti caratteristici della vita cristiana: da una parte la struttura gerarchica della comunità ecclesiale, e dall'altra l'unità fondamentale che lega fra loro tutti i fedeli in Cristo. Al contrario, l'insistenza sulla comunione dei credenti tra loro e con i propri pastori è continuamente riformulata attraverso eloquenti immagini e analogie: la cetra, le corde, l'intonazione, il concerto, la sinfonia".

  "È evidente la responsabilità peculiare dei vescovi, dei presbiteri e dei diaconi nell'edificazione della comunità. Vale anzitutto per loro l'invito all'amore e all'unità".

  "Come si vede, Ignazio è veramente il 'dottore dell'unità' - ha concluso il Papa  - "unità di Dio e unità di Cristo (a dispetto delle varie eresie che iniziavano a circolare e dividevano l'uomo e Dio in Cristo), unità delle Chiesa, unità dei fedeli 'nella fede e nella carità, delle quali non vi è nulla di più eccellente'. In definitiva, il 'realismo' di Ignazio invita i fedeli di ieri e di oggi, invita noi tutti a una sintesi progressiva tra 'configurazione a Cristo' (unione con Lui, vita in Lui) e 'dedizione alla sua Chiesa' (unità con il Vescovo, servizio generoso alla comunità e al mondo). Insomma, occorre pervenire a una sintesi tra 'comunione' della Chiesa all'intero di sé e 'missione' proclamazione del Vangelo per gli altri, fino a che attraverso una dimensione parli l'altra, e i credenti siano sempre 'nel possesso di quello spirito indiviso, che è Gesù Cristo stesso'".
AG/IGNAZIO DI ANTIOCHIA/...                           VIS 20070314 (510)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA AL PRESIDENTE PUTIN

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nel pomeriggio  di ieri, il seguente Comunicato:

  "Nel pomeriggio di oggi, 13 marzo 2007, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa. Contemporaneamente è avvenuto l'incontro dell'Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e dell'Ecc.mo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, con il Signor Sergei Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, e altri Membri della Delegazione che accompagnava il Presidente".

  "I colloqui, svoltisi in un clima molto positivo, hanno permesso di rilevare i cordiali rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Federazione Russa, nonché la volontà reciproca di svilupparli ulteriormente, anche con specifiche iniziative di carattere culturale.  In questo quadro sono stati esaminati alcuni temi bilaterali di comune interesse, attinenti anche alle relazioni fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, e sono state analizzate le questioni internazionali di attualità, in particolare quelle del Medio Oriente".

  "Non si è mancato, infine, di prestare attenzione ai problemi dell'estremismo e dell'intolleranza, che costituiscono gravi minacce alla convivenza civile fra le Nazioni, sottolineando la necessità di preservare la pace e di favorire una risoluzione negoziata e pacifica dei conflitti".
OP/PRESIDENTE FEDERAZIONE RUSSA/PUTIN               VIS 20070314 (220)


martedì 13 marzo 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Fabio Martínez Castilla, Vescovo di Ciudad Lázaro Cárdenas (superficie: 14.880; popolazione: 805.000; cattolici: 725.000, sacerdoti: 43; religiosi: 82), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "San Francisco de Asis" di Umán (Messico), e Direttore diocesano dei "Cursillos de Cristianidad", è nato nel 1950 a Isla Mujeres (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze, il Professor Aaron J. Ciechanover, Professore di Biochimica nella Facoltà di Medicina del Technion - Israel Institute of Technology di Haifa (Israele).
NER:NA/.../MARTÍNEZ CASTILLA:CIECHANOVER               VIS 20070313 (110)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre riceverà in udienza, nel pomeriggio di oggi, il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa e Seguito.
AP/.../...                                 VIS 20070313 (30)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Il Santo Padre riceverà in udienza, nel pomeriggio di oggi, il Signor Vladimir V. Putin, Presidente della Federazione Russa e Seguito.
AP/.../...                                 VIS 20070313 (30)


ESORTAZIONE APOSTOLICA "SACRAMENTUM CARITATIS"

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2007 (VIS). Alla ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale del Santo Padre Benedetto XVI "Sacramentum Caritatis", sull'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Relatore Generale della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

  Datato 22 febbraio, festa della Cathedra Petri, il Documento, frutto dell'Assemblea Sinodale tenutasi a Roma dal 2 al 23 ottobre 2005, è stato pubblicato in lingua latina, italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca, portoghese e polacca.

  L'Arcivescovo Eterovic ha affermato che l'Esortazione Apostolica "continua la serie dei grandi documenti sul sublime sacramento dell'Eucaristia come sono, per esempio, quelli del Servo di Dio Giovanni Paolo II 'Ecclesia de Eucharistia' e 'Mane nobiscum Domine'. La 'Sacramentum Caritatis' si situa in tale continuità e al contempo ripropone in modo aggiornato alcune verità essenziali della dottrina eucaristica, esortando ad una dignitosa celebrazione del sacro rito, ricordando l'urgente necessità di svolgere una vita eucaristica nella vita di ogni giorno".

  Il Documento, ha detto ancora il Segretario Generale del Sinodo, "presentando in modo accessibile all'uomo contemporaneo le grandi verità sulla fede eucaristica, tratta vari aspetti di attualità nella sua celebrazione ed esorta ad un rinnovato impegno nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico in cui il Pane spezzato per la vita di tutti divenga sempre di più causa esemplare nella lotta contro la fame e contro ogni specie di povertà".

  Il Cardinale Angelo Scola ha ricordato che il titolo dell'Esortazione Apostolica "Sacramentm Caritatis" e "l'insistenza del Santo Padre, in questi due anni di pontificato, sulla verità dell'amore dice con chiarezza che siamo di fronte ad uno dei temi cruciali su cui gioca il futuro della Chiesa e dell'umanità".

  L'Esortazione "poggia sull'inscindibile nesso di tre aspetti: 'Mistero eucaristico, azione liturgica e nuovo culto spirituale'" e risulta "strutturata in tre parti ognuna delle quali approfondisce una delle tre dimensioni dell'Eucaristia (...) 'Eucaristia, mistero da credere', Eucaristia, mistero da celebrare' ed 'Eucaristia, mistero da vivere'".

  L'insegnamento del Santo Padre illustra con chiarezza come l'azione liturgica (mistero da celebrare) sia quell'azione specifica che rende possibile la conformazione della vita cristiana (mistero da vivere, nuovo culto) da parte della fede (mistero da credere)". Benedetto XVI con "una seconda novità dottrinale di grande importanza" ribadisce la "importanza dell'ars celebrandi (arte di celebrare) per una sempre più 'actuosa participatio' (partecipazione attiva, piena e fruttuosa)".

  Nella Prima Parte, "Eucaristia, mistero da credere" "si illustra il mistero dell'Eucaristia a partire dalla sua origine trinitaria che ne assicura il permanente carattere di dono. (...) In questo insegnamento si trova la radice profonda di quanto l'Esortazione insegna circa l'adorazione e il suo intrinseco rapporto con la celebrazione eucaristica".

  Con riferimento alla connessione tra "Istituzione cristologica e opera dello Spirito", "particolarmente pregnanti e nutrite da forte afflato ecumenico" - ha sottolineato il Cardinale Scola - "sono le affermazioni del Santo Padre circa l'istituzione dell'Eucaristia in rapporto con la Cena pasquale ebraica". Si tratta di "un passaggio decisivo per illuminare il 'novum' radicale operato da Gesù all'interno della antica cena rituale".

  "Noi, infatti, nel rito" - ha commentato il Cardinale Scola - "non ripetiamo l'atto cronologicamente situato dell'Ultima Cena di Gesù, ma celebriamo l'Eucaristia quale 'novum' radicale del culto cristiano". Gesù "ci chiama ad entrare nella Sua stessa ora, il mistero di morte e di risurrezione, principio innovativo di trasformazione (...) di tutta la storia e del cosmo intero".

  Nella sezione "Eucaristia e Chiesa", ha precisato il Porporato, il Papa ribadisce che "l'Eucaristia è il 'principio causale' della Chiesa: 'in ogni celebrazione confessiamo il primato del dono di Cristo. L'influsso causale dell'Eucaristia all'origine della Chiesa rivela in definitiva la precedenza non solo cronologica ma anche ontologica del suo averci amati 'per primo'. (...) Benedetto XVI, mentre afferma la circolarità tra l'Eucaristia che edifica la Chiesa e la Chiesa stessa che celebra l'Eucaristia, compie una significativa opzione magisteriale per il primato della causalità eucaristica su quella ecclesiale".

  Nella sezione "L'Eucaristia e settenario sacramentale" il Santo Padre scrive che "la santissima Eucaristia porta a pienezza l'iniziazione cristiana e si pone come centro e fine di tutta la vita sacramentale". Il Papa ravvisa in tale contesto i sentimenti dell'iniziazione cristiana e "rispetto al sacramento della riconciliazione (...) insiste sull'esigenza di 'un deciso recupero della pedagogia della conversione che nasce dall'Eucaristia", mentre "l'Unzione degli infermi e il santo Viatico offriranno ai fedeli la possibilità di associare 'il sofferente all'offerta che Cristo ha fatto di sé per la salvezza di tutti'".

  Il carattere  insostituibile "del sacerdozio ministeriale per la valida celebrazione della Santa Messa" viene riaffermato nella sezione "Eucaristia e Ordine", nella quale il Santo Padre "riafferma ed approfondisce la relazione tra ordinazione sacerdotale e celibato: 'Pur nel rispetto della differente prassi e tradizione orientale, è necessario ribadire il senso profondo del celibato sacerdotale, ritenuto giustamente una ricchezza inestimabile".

  "Il forte ridimensionamento numerico del clero" - ha affermato ancora il Cardinale Scola - "in atto in alcuni continenti, deve essere fronteggiato anzitutto con la testimonianza della bellezza della vita sacerdotale, (...) con una formazione vocazionale accurata".

  Nella sezione "Eucaristia e Matrimonio", il Santo Padre ricorda che "l'Eucaristia, sacramento sponsale per eccellenza, 'corrobora in modo inesauribile l'unità e l'amore indissolubili di ogni Matrimonio cristiano".

  "A partire dal carattere nuziale dell'Eucaristia" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "Benedetto XVI rilegge il tema della unicità del matrimonio cristiano, facendo riferimento alla questione della poligamia, ed a quella della indissolubilità del vincolo coniugale".

  "Il testo contiene importanti suggerimenti pastorali rispetto a quei battezzati che versano nella dolorosa situazione di aver celebrato il sacramento del matrimonio e di aver poi divorziato e contratto nuove nozze. L'Esortazione dopo aver ribadito che essi, 'nonostante la loro situazione, continuano ad appartenere alla Chiesa, che li segue con speciale attenzione' (n. 29), elenca ben nove modalità di partecipazione alla vita di comunità di questi fedeli che, pur senza ricevere la Comunione, possono così adottare uno stile cristiano di vita".

  "Benedetto XVI dà forma compiuta anche al suggerimento dei Padri sinodali circa la situazione di coloro che, avendo celebrato validamente il matrimonio, per condizioni obiettive si trovano a non poter sciogliere i nuovi legami contratti, proponendo loro, con adeguato supporto pastorale, di impegnarsi 'a vivere la loro relazione secondo le esigenze della legge di Dio, come amici, come fratello e sorella'".

 La Seconda Parte del Documento: "Eucaristia, mistero da celebrare" "illustra" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "lo svolgimento dell'azione liturgica nella celebrazione indicando gli elementi che meritano maggiore approfondimento ed offrendo alcuni suggerimenti pastorali di grande rilievo".

  Sul principio della "bellezza intrinseca della liturgia", il Papa dà alcune indicazione "in merito alla ricchezza dei segni liturgici (silenzio, paramenti, gesti: stare in piedi, in ginocchio...), all'arte posta al servizio della celebrazione" e ricorda che il Tabernacolo deve essere collocato nelle Chiese in un luogo ben visibile, grazie anche alla lampada di luce perpetua.

  L'unità tra Mistero eucaristico, azione liturgica e nuovo culto spirituale "appare evidente quando il Santo Padre descrive le condizioni personali per una 'actuosa participatio'".

  L'Esortazione "sempre per favorire una partecipazione attiva più adeguata (...) si sofferma su taluni aspetti pastorali particolari - l'uso dei mezzi di comunicazione, l'attenzione agli infermi e ai disabili, ai carcerati e ai migranti; le grandi concelebrazioni e le liturgie eucaristiche in piccoli gruppi - e propone un più normale ricorso alla lingua latina, soprattutto nelle grandi celebrazioni internazionali, senza trascurare il peso del canto gregoriano".

  "Il Papa" - ha proseguito il Relatore Generale del Sinodo - "richiama 'l'unità intrinseca del rito della santa Messa', che si deve esprimere anche nel modo con cui viene curata la liturgia della Parola". Benedetto XVI richiama, inoltre, "la notevole valenza educativa per la vita della Chiesa, soprattutto nell'attuale frangente storico, della presentazione dei doni, dello scambio della pace e dello 'Ite missa est'. Il Santo Padre affida lo studio di possibili modifiche su questi due ultimi punti ai competenti Dicasteri".

  "Nella Terza ed ultima parte l'Esortazione Apostolica" - ha proseguito il Cardinale Scola - "mostra la capacità del mistero creduto e celebrato di costituire l'orizzonte ultimo e definitivo dell'esistenza cristiana: 'il mistero 'creduto' e 'celebrato' [possiede] in sé un dinamismo che ne fa principio di vita nuova in noi e forma dell'esistenza cristiana".

  "Fin dalle prime righe dell'Esortazione" - ha rilevato il Porporato - "Benedetto XVI riafferma (...) che il dono dell'Eucaristia è per l'uomo, risponde alle attese dell'uomo. (...) I cristiani incontrano nella celebrazione eucaristica il Dio vivo e vero capace di salvare la loro vita. E questa salvezza ha come interlocutrice l'umana libertà". Benedetto XVI scrive in merito: "proprio perché Cristo si è fatto per noi cibo di Verità, la Chiesa si rivolge all'uomo, invitandolo ad accogliere liberamente il dono di Dio".

  "La rilevanza antropologica dell'Eucaristia emerge con tutta la sua forza nel culto nuovo caratteristico del cristiano. (...) Sulla base dell'azione eucaristica ogni circostanza dell'esistenza diventa per così dire 'sacramentale'. (...) Rigenerato dal battesimo e incorporato eucaristicamente alla Chiesa l'uomo può finalmente compiersi pienamente, imparando ad offrire il 'proprio corpo' - cioè tutto se stesso - come sacrifico vivente e santo e gradito a Dio".

  Il Patriarca di Venezia ha affermato ancora che: "Tutti i fedeli cristiani sono chiamati a vivere la propria vita come vocazione sul solido fondamento dell'Eucaristia. (...) Ogni fedele è pertanto chiamato ad una profonda trasformazione della propria esistenza. Afferma il Santo Padre: "La trasformazione morale implicata nel nuovo culto istituito da Cristo, è una tensione e un desiderio cordiale di voler corrispondere all'amore del Signore con tutto il proprio essere, pur nella consapevolezza della propria fragilità".

  "Rilievo particolare acquista in quest'ottica" - ha proseguito il Porporato - "la responsabilità dei cristiani che ricoprono cariche pubbliche e politiche: '(...) i politici e i legislatori cattolici" devono "presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l'Eucaristia".

  Nella sezione del Documento intitolata "Testimonianza come forma della missione" si legge: "La prima e fondamentale missione che ci viene dai santi Misteri che celebriamo è di rendere testimonianza con la nostra vita".

"L'Esortazione" - ha detto ancora il Cardinale Scola - "raccomanda vivamente a tutti, ma in particolare ai fedeli laici, di 'coltivare il desiderio che l'Eucaristia incida sempre più profondamente nella loro esistenza quotidiana, portandoli ad essere testimoni riconoscibili nel proprio ambiente di lavoro e nella società tutta".

  Il Cardinale Scola ha affermato inoltre che il Documento "non esita ad affermare che 'l'Eucaristia spinge ogni credente ... a farsi 'pane spezzato' per gli altri, e dunque ad impegnarsi per un mondo più giusto e fraterno".

  Ribadendo che la Celebrazione Eucaristica "implica l'offerta del pane e del vino, frutto della terra, della vita e del lavoro dell'uomo", il Porporato ha detto: "Il tema della salvaguardia del creato è sviluppato ed approfondito in relazione al disegno buono di Dio su tutta la creazione. La realtà non è mera materia neutrale alla mercè della manipolazione tecnico-scientifica, ma è voluta da Dio in vista della ricapitolazione in Cristo di tutte le cose. Da qui la responsabilità per la salvaguardia del creato propria del cristiano nutrito dell'Eucaristia".

  Il Cardinale Scola ha espresso la convinzione che "nell'autenticità della fede e del culto eucaristico si trova il segreto di una ripresa della vita cristiana capace di rigenerare il Popolo di Dio. Nel mistero della divina Eucaristia si spalanca l'accesso alla realtà di Dio che è amore".

  Nella Prima Parte e nella Conclusione dell'Esortazione Apostolica, ha precisato infine il Cardinale Scola, Benedetto XVI sottolinea che: "In Maria Santissima vediamo perfettamente attuata anche la modalità sacramentale con cui Dio raggiunge e coinvolge nella sua iniziativa salvifica la creatura umana. Da Lei dobbiamo imparare a diventare noi stessi persone eucaristiche ed ecclesiali".

  Testo integrale del Documento:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html
EXOR/SACRAMENTUM CARITATIS/...                     VIS 20070313 (1930)


Copyright © VIS - Vatican Information Service